REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA ASSESSORATO DELL'IGIENE E SANITA' E DELL'ASSISTENZA SOCIALE

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1 REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA ASSESSORATO DELL'IGIENE E SANITA' E DELL'ASSISTENZA SOCIALE GLI INTERVENTI PREVISTI DAL FONDO REGIONALE PER LA NON AUTOSUFFICIENZA Gennaio 2009

2 Indice Introduzione pag. 1 - Il monitoraggio dell attuazione del programma regionale pag La situazione in Sardegna 2. I Piani personalizzati in favore delle persone con disabilità grave 3. Il programma Ritornare a casa 4. La rete pubblica delle assistenti familiari 2. Il Fondo per la non autosufficienza pag I riferimenti normativi LR 29 maggio 2007, n Prima attuazione Deliberazione 27/41 del 17 luglio Interventi immediati di sostegno Deliberazione 30/34 del 2 agosto La predisposizione dei piani personalizzati pag I riferimenti normativi Legge 21 maggio 1998, n. 162 L 162/98 Criteri per la predisposizione dei piani personalizzati di sostegno in favore di persone con handicap grave Deliberazione 28/16 del 1 luglio Piani personalizzati in favore delle persone con grave disabilità Deliberazione 23/28 del 30 maggio Finanziamenti ai Comuni per la realizzazione di piani personalizzati si sostegno in favore di persone con grave disabilità Deliberazione 49/10 del 28 novembre Finanziamento dei piani personalizzati a favore di persone con grave disabilità, avvio del programma regionale a favore di anziani non autosufficienti Deliberazione 51/37 del 20 dicembre finanziamento dei piani personalizzati a favore di bambini, giovani e adulti con grave disabilità e dei piani personalizzati a favore degli anziani non autosufficienti. Deliberazione 69/20 del 10 dicembre Il programma Ritornare a casa pag I riferimenti normativi L.R. 11 maggio 2006, n Linee di indirizzo per l attuazione del programma sperimentale Ritornare a casa Deliberazione 42/11 del 4 ottobre Programma sperimentale Ritornare a casa Deliberazione 8/9 del 5 febbraio Individuazione della quota di cofinanziamento a carico dei Comuni Deliberazione 41/26 del 29 luglio Progetti di sostegno a favore di persone che comportano un significativo carico assistenziale, quali patologie degenerative non reversibili in ventilazione assistita o coma. Deliberazione 53/8 del 9 ottobre

3 5 - La rete delle assistenti familiari pag I riferimenti normativi - L.R. 11 maggio 2006, n Linee di indirizzo per l istituzione della rete pubblica delle Assistenti familiari (badanti) per il sostegno alle persone non autosufficienti Deliberazione 45/24 del 7 novembre Sostegno alle persone anziane che si avvalgono dell aiuto di un assistente familiare Deliberazione 44/13 del 31 ottobre Potenziamento della rete pubblica delle assistenti familiari Deliberazione 48/6 del 9 settembre Le unità di valutazione territoriale e i punti unici di accesso pag Istituzione del Punto Unico di Accesso ai servizi alla persona e delle Unità di Valutazione Territoriale Deliberazione 7/5 del 21 febbraio Potenziamento dei Punti Unici di Accesso e delle Unità di Valutazione Territoriali Deliberazione 44/11 del 31 ottobre Modalità di integrazione socio sanitaria pag Approvazione Schema Protocollo d Intesa tra l Assessorato regionale dell Igiene e Sanità e dell Assistenza Sociale e l ANCI Sardegna Deliberazione 52/12 del 15 dicembre Modalità di integrazione socio-sanitaria nelle Case Protette Deliberazione 6/27 del 30 gennaio Direttive per la riqualificazione delle cure domiciliari integrate Deliberazione 51/49 del 20 dicembre Semplificazione degli adempimenti amministrativi per le persone con disabilità Deliberazione 48/11 del 9 settembre

4 INTRODUZIONE Per non autosufficienti si intendono, secondo la definizione OCSE, le persone che hanno bisogno di servizi e interventi a lungo termine, con disabilità mentali o fisiche di lungo periodo, che sono diventati dall assistenza nelle attività fondamentali della vita quotidiana, la gran parte dei quali appartiene ai gruppi più anziani della popolazione. Il tema della non autosufficienza negli ultimi anni è oggetto di sempre maggiore attenzione nelle regioni italiane, sia a causa del progressivo invecchiamento della popolazione italiana, ormai tra le più vecchie del pianeta, sia per la speranza di vita, tra le più alte del mondo, che comporta necessariamente un maggiore carico assistenziale e di cura. La Regione Sardegna è attualmente tra le poche Regioni che abbia definito con chiarezza le proprie politiche a sostegno della non autosufficienza approvando un ventaglio di interventi personalizzati in relazione alle necessità della persona ed abbia disposto uno specifico Fondo regionale per la non autosufficienza esplicitando le risorse disponibili. In questo lavoro viene presentata una sintetica descrizione delle principali linee d attività sulle quali i servizi sociali e sanitari del territorio sono impegnati, e, per alcune di esse, viene presentato lo stato dei lavori e il monitoraggio del lavoro finora svolto. Viene inoltre presentato il quadro normativo regionale, gli atti deliberativi e i documenti dalla cui lettura è possibile comprendere le politiche sociali adottate dalla Regione Sardegna nell area della non autosufficienza. 4

5 1 - Il monitoraggio dell attuazione del programma regionale 5

6 1 LA SITUAZIONE IN SARDEGNA Con la legge finanziaria 2007 la Regione Sardegna ha messo ordine ai diversi provvedimenti approvati negli anni precedenti in materia di disabilità e non autosufficienza istituendo un apposito Fondo regionale per la non autosufficienza per complessivi 130 milioni di euro. Il Fondo ha la finalità di sostenere le persone non autosufficienti e chi vive accanto a loro e se ne prende cura ed è destinato, in coerenza con quanto previsto dalla legge regionale n. 23 del 2005, all avvio di un programma di welfare locale e regionale e alla concreta realizzazione di un sistema integrato di servizi e interventi a favore delle persone non autosufficienti e dei nuclei di appartenenza. Rientrano tra le azioni previste a carico del Fondo regionale per la non autosufficienza: a) il potenziamento dell assistenza domiciliare e delle cure domiciliari sanitarie; b) il sostegno dei nuclei familiari nelle responsabilità di cura di persone non autosufficienti, in quelle gravi; c) le azioni di integrazione socio-sanitaria previste dal Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 febbraio 2001 e dall accordo Regione Sardegna ANCI del 15 dicembre 2004; d) i piani personalizzati per persone con disabilità grave di cui alla legge n. 162 del 1998; e) il programma sperimentale Ritornare a casa già previsto dalla legge regionale n. 4 del 2006, articolo 17, comma 1; f) il programma per la istituzione della rete pubblica delle assistenti familiari di cui alla legge regionale n. 4 del 2006, articolo 17, comma 4; g) gli interventi già previsti dalle leggi regionali a favore di soggetti con particolari patologie (LR n. 27 del 1983; LR n. 11 del 1985; LR n. 20 del 1997; LR n. 6 del 2004). Le azioni previste dal Fondo regionale per la non autosufficienza forniscono un ventaglio di possibili interventi che i servizi sociali e sanitari possono fornire in relazione alle necessità della persona e alle sue specifiche condizioni di salute. Tutti gli interventi previsti si fondano su alcuni principi ispiratori di carattere generale: - la personalizzazione dell intervento, assicurando flessibilità nell erogazione degli interventi e progettazione in relazione alle specifiche esigenze della persona; - la graduazione degli interventi in relazione al livello di non autosufficienza della persona; - la multidimensionalità della valutazione, intesa come procedura dinamica e continua che segue il soggetto non autosufficiente nel suo percorso nella rete dei servizi sanitari e sociali e ne rappresenta nel tempo l evoluzione in termini funzionali, nelle condizioni economiche e in termini di rete sociale di supporto; - l unicità dei punti di accesso e la promozione di percorsi assistenziali e di cura integrati capaci di comprendere interventi sociali e interventi sanitari; - la coprogettazione, attraverso il coinvolgimento delle famiglie e delle persone beneficiarie nella definizione degli interventi e nella scelta degli operatori; - la diversificazione delle tipologie e delle modalità d intervento. La necessità di un intervento impegnativo ed incisivo in materia di non autosufficienza deriva anche dalla consapevolezza di una realtà regionale particolarmente critica, come rilevato recentemente dal Rapporto di monitoraggio sulle politiche sociali presentato dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. 6

7 Per quanto riguarda i beneficiari di pensione di invalidità civile il Rapporto di monitoraggio colloca la Sardegna al primo posto con pensioni erogate e con un incidenza di 26 beneficiari ogni abitanti, a fronte di un valore nazionale di 16 beneficiari per abitanti. Beneficiari di pensioni di invalidità civile: tasso standardizzato (per abitanti) - anno 2005 Per quanto riguarda, invece, i beneficiari di indennità di accompagnamento per invalidità civile, il Rapporto di Monitoraggio colloca la Sardegna al terzo posto, subito dopo la Calabria e la Campania, con indennità di accompagnamento erogate e un incidenza di 40 beneficiari ogni abitanti, a fronte di un valore nazionale di 29 beneficiari ogni abitanti. Beneficiari di indennità di accompagnamento per invalidità civile: tasso standardizzato (per abitanti) - Anno

8 Anche per quanto riguarda la pensione di inabilità e assegno ordinari di invalidità, per la quale, diversamente da quanto previsto per l invalidità civile e l assegno di accompagnamento, è presupposto un passato contributivo, e quindi lavorativo, il Rapporto del Ministero colloca la Sardegna ai primi posti Beneficiari di pensione di inabilità e assegni ordinari di invalidità: tasso standardizzato (per abitanti) - Anno 2005 Inoltre, dalla lettura dei dati pubblicati dall ISTAT e riferiti all indagine censuaria sugli interventi e i servizi sociali dei Comuni rileviamo negli ultimi anni un progressivo incremento degli interventi nell area della disabilità che colloca la Sardegna al terzo posto insieme al Veneto, subito dopo il Trentino Alto Adige e le Marche, per incidenza della percentuale della spesa per la disabilità sul complesso della spesa sociale dei Comuni, con un incremento sensibilmente maggiore rispetto all incremento registrato su scala nazionale. Spesa per interventi e servizi sociali dei Comuni per l area della disabilità Percentuale sul totale della spesa. Anni 2004 e 2005 Trentino Alto Adige M arche Sardegna Veneto Friuli Venezia Giulia Piemonte Abruzzo Lombardia ITALIA Lazio Umbria Sicilia M olise Campania Toscana Basilicata Emilia Romagna Calabria Puglia Liguria Valle d'aosta Fonte ISTAT Indagine censuaria degli interventi e dei servizi sociali dei Comuni 8

9 Per quanto riferito alle persone con disabilità che vivono in famiglia, l indagine ISTAT rileva un tasso standardizzato di 5,2 disabili ogni 100 residenti, a fronte di una tasso nazionale di 4,8 ogni 100 residenti. Persone con disabilità di 6 anni e più che vivono in famiglia, tassi standardizzati per 100 persone. Anno Sicilia Puglia Calabria Basilicata Campania Sardegna Molise Umbria Abruzzo ITALIA Lazio Marche Toscana Liguria Veneto Piemonte Friuli-Venezia Giulia Lombardia Valle d'aosta Emilia-Romagna Trento Bolzano Fonte: ISTAT, Indagine sulle condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari

10 2- PIANI PERSONALIZZATI IN FAVORE DELLE PERSONE CON DISABILITA GRAVE ORIENTAMENTI GENERALI E ACCESSO AL PROGRAMMA La Regione Sardegna ha avviato un insieme coordinato di interventi a favore delle persone con disabilità grave e di chi vive accanto a loro e se ne prende cura. Gli interventi adottati sono finalizzati a rafforzare il sostegno pubblico all area della non autosufficienza, a favorire la permanenza delle persone non autosufficienti nel proprio domicilio, attivando o potenziando la rete di cure e di assistenza domiciliare integrata, a sostenere le responsabilità familiari e la capacità di risoluzione autonoma delle famiglie. Gli interventi e i programmi sono definiti di lunga assistenza, in quanto erogati per un periodo di tempo esteso e senza una data di conclusione predefinita, a favore di persone che non possono sostenere una normale vita di relazione e non possono provvedere alla cura della propria persona senza l aiuto determinante di altri. In particolare il programma regionale riferito ai piani personalizzati previsti dalla legge 162/1998 prevede due livelli di certificazione e valutazione per accedere ai finanziamenti previsti: - possono essere destinatari dei piani personalizzati esclusivamente le persone con disabilità la cui condizione di gravità rientra nella fattispecie di cui all articolo 3, comma 3 della L. 104/192. Tale condizione è accertata dalle Commissioni competenti delle Aziende sanitarie locali. Con delibera n. 48/11 del Semplificazione degli adempimenti amministrativi per le persone con disabilità è stato previsto che l accertamento e la certificazione dello stato di invalidità civile sia contestuale all accertamento della condizione di handicap ; - l entità del finanziamento riconosciuto e l intensità delle prestazioni assicurate alla persona sono calcolate utilizzando i criteri e la scheda di valutazione approvati con la deliberazione della Giunta regionale n. 28/16 del , e con le integrazioni previste dalla delibera n. 51/37 del L ANDAMENTO TEMPORALE DEL PROGRAMMA Il numero dei piani personalizzati è cresciuto in questi anni, e la crescita è determinata, fondamentalmente da due motivi: - dalla rispondenza del programma alle esigenze delle persone con disabilità; -dall incremento del numero di persone a cui è stata riconosciuta l invalidità civile e l indennità di accompagnamento e hanno, in generale, i requisiti richiesti per accedere al programma regionale. Gli interventi della Regione Sardegna a favore delle persone con disabilità grave sono riconosciuti a livello nazionale come una buona prassi in quanto costituiscono un esperienza fortemente innovativa per la personalizzazione degli interventi, la coprogettazione, la graduazione degli interventi in relazione alle esigenze delle persone, che assicurano ai beneficiari. All interno del Fondo per la non autosufficienza, i piani personalizzati di sostegno di cui alla Legge 162/98, costituiscono una consolidata linea di supporto sociale e di sostegno all integrazione sociale delle persone con disabilità grave e per i loro familiari. Il programma è cresciuto progressivamente dal 2000 fino ad oggi, coinvolgendo un numero progressivo di utenti e di famiglie. Attualmente sono le persone che, che sulla base di una valutazione multidimensionale della non autosufficienza per entità e caratteristiche, valutazione che coinvolge la persona interessata, i suoi familiari e l ente locale di residenza, possono usufruire di un supporto per la gestione della quotidianità, per interventi di carattere assistenziale, educativo, etc., tendenti ad assicurare un grado superiore di qualità della vita. 10

11 % Grafico 1. Piani personalizzati / Il grafico successivo riporta la percentuale di persone coinvolte nel programma con età uguale o superiore ai 65 anni. Si osserva un progressivo aumento della popolazione anziana che rappresenta il 39% del totale nel 2004 e il 56% nel Grafico 2. Piani personalizzati : percentuale persone con 65 e più anni PROGRAMMA 2008: LE CARATTERISTICHE SOCIODEMOGRAFICHE DELLE PERSONE BENEFICIARIE Per l annualità 2008 si fornisce una descrizione delle caratteristiche delle persone coinvolte nel programma per età, sesso, distribuzione geografica, grado di non autosufficienza e tipologia di programma. Come evidenziato in tabella 1, il programma ha coinvolto persone, per il 41% di sesso maschile e per il 59% di sesso femminile. Tabella 1: Persone beneficiarie per genere n % Maschi Femmine Totale

12 La tabella 2 riporta i beneficiari per classe di età. La numerosità cresce all aumentare dell età. La classe d età più numerosa è quella degli ultraottantenni che rappresenta circa un terzo dell intero campione. Le persone con 65 o più anni costituiscono il 56,1% del totale dei partecipanti al programma. Tabella 2: Persone beneficiarie per classe d età Classe d'età n % <18 anni , anni anni , anni ,8 80 anni e più ,3 Totale La tabella 3 rappresenta la distribuzione degli utenti per provincia di residenza. In termini assoluti il maggior numero di persone coinvolte si osserva nelle province di Cagliari e di Sassari. Tabella 3: Persone beneficiarie per provincia di residenza Provincia N % Sassari ,1 Olbia Tempio 849 4,3 Nuoro ,9 Ogliastra 997 5,1 Oristano ,7 Medio Campidano ,4 Carbonia Iglesias ,6 Cagliari ,9 Totale Il calcolo dei tassi specifici per abitanti (grafico 3) indica che la provincia con il tasso per abitanti più alto di persone coinvolte nel programma di assistenza di cui alla legge 162 è l Ogliastra, seguita dalla provincia di Nuoro e da quella di Oristano. La provincia di Olbia-Tempio è quella con il tasso per abitanti più basso. Grafico 3: Persone beneficiarie, tasso standardizzato per abitanti per provincia di residenza

13 Il reddito medio dei partecipanti al programma 2008 per provincia di residenza è illustrato nel grafico 4. Il reddito medio più alto si rileva nella provincia del Medio Campidano quello più basso nella provincia dell Ogliastra. Grafico 4: Persone beneficiarie, reddito medio del campione per provincia di residenza Per quanto riguarda la gravità della condizione di non autosufficienza, la tabella 4 illustra le medie dei punteggi totali assegnati al campione sulla base della scheda per la valutazione multidimensionale (DGR n. 28/15del 2005). Si osserva in primo luogo una correlazione diretta fra età e gravità della condizione di non autosufficienza. Inoltre si osservano differenze fra le diverse province. La provincia che presenta i punteggi medi più bassi è il Medio-Campidano, quella con i punteggi medi più alti è la provincia di Olbia-Tempio. Tabella 4 : Persone beneficiarie per gravità della non autosufficienza - Punteggio medio assegnato al campione per provincia e classe d età Provincia di residenza < 18 anni anni anni 65-79anni 80 e più anni Tutte le età Sassari 64,58 67,68 63,39 65,12 68,01 66,13 Olbia-Tempio 64,86 69,51 68,38 67,30 72,04 68,62 Nuoro 64,86 68,99 66,98 67,31 69,25 67,99 Ogliastra 60,47 67,65 67,73 67,40 71,20 68,13 Oristano 60,43 64,82 60,78 61,24 65,42 63,04 Medio Campidano 53,64 62,76 59,59 62,01 65,59 61,54 Carbonia Iglesias 61,65 62,11 61,14 62,49 66,98 63,42 Cagliari 64,19 65,85 62,70 65,44 69,13 65,81 Totale 62,89 66,20 63,11 64,70 68,18 65,56 Per quanto riguarda le risorse trasferite, il finanziamento più consistente è andato alle province di Cagliari, Sassari e Nuoro (tabella 5). Tabella 5 : Finanziamenti assegnati per provincia di residenza euro 2008 Provincia Finanziamento assegnato % su totale finanziamenti Sassari ,88 Olbia Tempio ,66 Nuoro ,69 Ogliastra ,95 Oristano ,63 13

14 Medio Campidano ,94 Carbonia Iglesias ,98 Cagliari ,27 Totale Se si considera il finanziamento medio assegnato per persona (grafico 5) il più elevato è quello assegnato ai residenti nella provincia di Olbia-Tempio (+31% rispetto alla media regionale, in parte in ragione della diversa composizione per età dei beneficiari), quello più basso nella provincia di Oristano (- 15% rispetto alla media regionale). Grafico 5: Finanziamento medio assegnato per provincia di residenza euro 2008 La numerosità dei piani personalizzati e la spesa corrispondente sono in costante aumento. Considerando che la numerosità attuale delle persone coinvolte corrisponde a circa ¼ della popolazione che usufruisce dell assegno di accompagnamento per invalidità civile, che evidentemente richiede una condizione di handicap grave, appare prevedibile un progressivo ulteriore incremento delle richieste. LA RIORGANIZZAZIONE IN ATTO La Regione ha avviato una revisione organica delle metodologie adottate, delle modalità di presentazione dei piani personalizzati, degli strumenti di verifica dell efficacia delle azioni intraprese. Con deliberazione n. 51/37 del al fine di favorire una maggiore appropriatezza degli interventi, adottare criteri di valutazione della condizione di non autosufficienza differenziati in relazione all età delle persone -sono stati istituiti a favore delle persone con disabilità grave, due programmi regionali: - il programma d interventi a favore di bambini, giovani e adulti con disabilità grave che prevede, prevalentemente, percorsi educativi per sviluppare la piena potenzialità della persona, per la promozione dell autonomia e di vita indipendente, la piena integrazione nella famiglia, nella scuola e nella società; - il programma regionale a favore degli anziani non autosufficienti ultrasessantacinquennni con criteri e modalità di accesso alle prestazioni differenziati, con tipologie di intervento più rispondenti alle esigenze di questa popolazione, finalizzati prioritariamente a favorire l autonomia e la permanenza nell ambiente familiare. Alla diversificazione degli interventi dovranno essere accompagnati ulteriori modifiche e integrazioni del programma regionale. 14

15 ACCERTAMENTO PERIODICO DELLA CONDIZIONE DI NON AUTOSUFFICIENZA E DELLE POSIZIONI REDDITUALI E PATRIMONIALI La condizione di non autosufficienza, le variazioni intervenute, sono periodicamente accertate dalle Unità di valutazione territoriale presso la propria sede, a domicilio del paziente o su base documentaria. I campioni di beneficiari, non inferiori al 1% del complesso dei piani personalizzati finanziati, sui quali verificare la permanenza delle condizioni e l adeguatezza delle prestazioni assicurate, sono individuati dalla Direzione generale delle politiche sociali secondo principi di casualità o sulla base di specifiche e documentate segnalazioni. Nel caso l UVT non ritenga che la persona che ha beneficiato del finanziamento di un piano personalizzato abbia diritto alle prestazioni del Fondo per la non autosufficienza o ne abbia diritto in diversa misura, comunica nel più breve tempo possibile l esito delle valutazione alla famiglia, alla Regione e al Comune di residenza dell assistito che procede immediatamente alle variazioni del finanziamento, alla sua sospensione e alla eventuale richiesta di rimborso delle somme indebitamente percepite. L erogazione delle prestazioni è sospesa, altresì, se l assistito non acconsente alla valutazione o non si presenta, dopo la terza convocazione, alla UVT nella data prevista. L Assessorato definirà una apposita convenzione con la Guardia di finanza per la verifica della posizione reddituale e patrimoniale dei nuclei familiari dei soggetti beneficiari. ABBANDONO E DEGRADO NELLE RELAZIONI DI AIUTO E fatto obbligo al Comune comunicare alla famiglia del beneficiario l entità del contributo riconosciuto. È compito degli uffici dei servizi sociali, altresì, verificare periodicamente l andamento dei piani personalizzati, i risultati raggiunti, gli eventuali adeguamenti necessari, le modalità d integrazione dei piani personalizzati nella rete dei servizi. Gli uffici dovranno segnalare alle UVT l esigenza di un aggiornamento della valutazione, intervenire laddove osservino condizioni di abbandono della persona non autosufficiente, sospendere o interrompere i piani personalizzati nel caso in cui si abbiano motivate ragioni per ritenere che gli interventi non siano realizzati con la dovuta perizia, che da parte della famiglia non sia assicurato il necessario sostegno e collaborazione alla realizzazione del piano personalizzato, che i fondi assegnati non siano utilizzati, in tutto o in parte, a beneficio della persona in condizione di non autosufficienza. L AVVIO DI UNA COMMISSIONE CONSULTIVA Al fine di apportare modifiche e integrazioni al programma regionale è stata istituita presso l Assessorato dell Igiene e Sanità e dell Assistenza Sociale, la Commissione Consultiva Regionale per la disabilità grave, composta dai rappresentanti dei Comuni, delle Aziende sanitarie e delle associazioni che operano nel settore. La Commissione Consultiva Regionale ha la funzione di formulare proposte specifiche relativamente: -alla diversificazione dei criteri di accesso per categoria di utenti (bambini e adulti e ultrasessantacinquenni); -alla individuazione di specifici e adeguati sistemi di valutazione della non autosufficienza; -alla programmazione e valutazione dei progetti di sostegno a favore di persone con grave disabilità; -alla individuazione delle attività da finanziare rispetto alla diversa tipologia di utenti non autosufficienti. 15

16 3 - IL PROGRAMMA RITORNARE A CASA PREMESSA Il programma regionale Ritornare a casa viene istituito con l art. 17 della L.R. 11 maggio 2006, n. 4 con l obiettivo di favorire il rientro nella famiglia e nella comunità di appartenenza di persone attualmente inserite in strutture residenziali a carattere sociale e/o sanitario, superandone l istituzionalizzazione e promuovendone la permanenza nel proprio domicilio. Il programma ha carattere sperimentale ed ha assicurato inizialmente la disponibilità finanziaria di euro per ciascuno degli anni 2006, 2007 e Nel febbraio 2008 il programma è stato ulteriormente finanziato con altri di euro. Con la deliberazione n 42/11 del 4 ottobre 2006 la Giunta Regionale ha approvato le linee di indirizzo per l attuazione del programma fornendo indicazioni sulle priorità, le condizioni di ammissibilità al finanziamento, le modalità e i tempi per la predisposizione dei progetti personalizzati, nonché sui sistemi di monitoraggio e di valutazione dell efficacia degli interventi. Il provvedimento si inserisce all interno di un quadro di riferimento orientato a sviluppare la domiciliarità dei servizi alla persona, a sostenere la famiglia in difficoltà attraverso una rete organizzata e funzionale di servizi sociali e sanitari ed è parte integrante del più ampio programma di interventi di sostegno alla non autosufficienza. Nel gennaio 2007 è stata nominata la Commissione tecnica prevista nelle linee di indirizzo. Composta da persone con pluriennale esperienza nel settore dei servizi alla persona, tra i quali diversi rappresentanti delle associazioni degli utenti, la Commissione ha garantito un supporto alla Regione nell attuazione e nel monitoraggio del programma proponendo criteri di valutazione dei progetti e suggerimenti per la gestione del programma. Nel mese di febbraio 2007 è stata promossa, a Cagliari, una giornata di sensibilizzazione e confronto con gli operatori sociali e sanitari al fine di promuovere l avvio del programma e concordare modalità operative per semplificare le procedure e, soprattutto, raccogliere le prime osservazioni su eventuali difficoltà nella realizzazione del programma. Al fine di chiarire alcuni dubbi interpretativi e orientare il programma verso gli obiettivi prioritari, il 20 settembre 2007, è stata diffusa una seconda nota con la quale si sollecitava maggiore attenzione nella valutazione delle situazioni di bisogno e un azione più energica per il rientro in famiglia di persone ospiti di strutture residenziali. La nota, inoltre, richiamava il carattere di contratto assistenziale del progetto personalizzato, quale intesa assistenziale-terapeutica tra la persona interessata, la famiglia e gli operatori sociali e sanitari. CHE COSA È IL PROGRAMMA RITORNARE A CASA Il programma Ritornare a casa vuole favorire il rientro in famiglia e nella propria comunità di persone inserite in strutture residenziali, ma anche far sì che si possano avere cure adeguate senza lasciare la propria casa. È caratterizzato dalla personalizzazione dell intervento, dalla condivisione del progetto, dall integrazione sociale e sanitaria. È rivolto alle persone non autosufficienti o a rischio di non autosufficienza, che vogliono curarsi nella propria casa. Prevede la definizione di un piano personalizzato da concordare con la famiglia, che spesso da sola non riesce ad accudire un familiare in difficoltà permanente o temporanea. 16

17 È un intervento fortemente orientato al sostegno della non autosufficienza nelle situazioni in cui la permanenza nel proprio domicilio è possibile e consente una migliore qualità della vita. Il programma Ritornare a casa è un intervento di assistenza continuativa (long-term care) intesa come una varietà di servizi e interventi, sociali e sanitari, forniti con continuità a persone che hanno bisogno di assistenza costante a causa di disabilità fisica o psichica (Institute of Medicine, 1986), comprendendo in essa tutte le forme di cura della persona o di assistenza sanitaria e gli interventi di cura domestica associati, che abbiano natura continuativa (W. Laing, 1993). I PUNTI DI FORZA DEL PROGRAMMA Ispirato al superamento delle criticità da tempo evidenziate nel ricorso a strutture sociali e sanitarie nella cura della persona, il programma Ritornare a casa fonda i suoi punti di forza: - nell integrazione sociosanitaria validata da soluzioni organizzative e protocolli operativi come espresso nell art. 32 della L.R. n 23/2005; - nella personalizzazione dell intervento fondata su un piano personalizzato che descriva l intervento nel suo complesso, le modalità attuative, le professionalità coinvolte; - nella condivisione del Progetto da parte della famiglia della persona non autosufficiente e delle Istituzioni che introduce un momento significativo di umanizzazione dell intervento basato sulla centralità della persona e sulla consapevolezza della partecipazione alla costruzione dei processi di aiuto; - nella presa in carico globale e unitaria e la valutazione multidimensionale effettuata dall Unità di Valutazione Territoriale. Un ulteriore conferma della validità del programma proviene dalla Legge Finanziaria Nazionale 2008 che promuove la definizione dei criteri e delle modalità sulla base dei quali le Regioni, in concorso con gli enti locali, definiscono ed attuano un programma sperimentale di interventi al quale concorrono i sistemi regionali integrati dei servizi alla persona, con l obiettivo di favorire la permanenza od il ritorno nella comunità familiare di persone parzialmente o totalmente non autosufficienti in alternativa al ricovero in strutture residenziali socio-sanitarie. LO STATO DEI LAVORI AL 31 DICEMBRE 2008 Sono attivi complessivamente 810 progetti personalizzati con una decisa prevalenza nelle province del Medio Campidano e di Oristano che si sono attivate con tempestività fin dai primi momenti successivi all approvazione delle linee di indirizzo utilizzando proficuamente modalità consolidate di collaborazione tra Comuni e Azienda sanitaria locale (tab. 1). In relazione alla popolazione di età pari o superiore a 65 anni riscontriamo infatti l incidenza più alta nella provincia del Medio Campidano, due volte e mezzo superiore alla media regionale, e l incidenza più bassa nella provincia dell Ogliastra, equivalente ad un terzo rispetto alla media regionale. La spesa complessiva del programma è finora di euro Di tale somma il 22,1% è stata trasferita ai Comuni della provincia di Cagliari e il 18,2% ai Comuni della provincia del Medio Campidano. Per quanto riguarda il finanziamento medio per progetto registriamo differenze significative tra le province che oscillano tra un minimo di euro dell Ogliastra ed un massimo di euro del Medio Campidano. A livello regionale il finanziamento medio per progetto è di euro

18 Tabella 1 Progetti finanziati e popolazione anziana - ripartizione per provincia Provincia pop => 65 anni progetti finanziati progetti finanziati ogni anziani Finanziamento finanziamento per progetto Cagliari , , ,70 Carbonia - Iglesias , , ,85 Medio Campidano , , ,98 Nuoro , , ,21 Ogliastra , , ,33 Olbia - Tempio , , ,94 Oristano , , ,25 Sassari , , ,89 Totale , , ,65 La distribuzione dei progetti per distretto mette in risalto i territori di Ghilarza-Bosa e di Sanluri che hanno avuti finanziati rispettivamente 10,3 e 9,3 progetti ogni anziani residenti, ed evidenzia l insignificante presenza dei distretti di Muravera, Nuoro, Lanusei e Quartu S.Elena. (tab. 2) Rispetto al costo medio per progetto le differenze a livello distrettuale sono più accentuate con una forbice che va da un minimo di euro per progetto nel distretto di Senorbì ed un massimo di euro per progetto nel distretto di Alghero. Grafico 1 7,00 Progetti finanziati ogni anziani residenti 6,00 5,00 4,00 3,00 2,00 1,00 0,00 Medio Campidano Oristano Olbia - Tempio Carbonia - Iglesias Cagliari Sassari Nuoro Ogliastra 18

19 Tabella 2 Progetti finanziati e popolazione anziana - ripartizione per distretto Distretto sanitario pop => 65 anni progetti finanziati progetti finanziati ogni anziani Finanziamento finanziamento per progetto Ales , , ,94 Alghero , , ,29 Cagliari , , ,30 Cagliari , , ,94 Cagliari città , , ,12 Carbonia , , ,30 Ghilarza , , ,11 Guspini , , ,46 Iglesias , , ,49 Isili , , ,71 Lanusei , , ,33 Macomer , , ,00 Muravera , , ,00 Nuoro , , ,40 Olbia , , ,70 Oristano , , ,99 Ozieri , , ,72 Quartu Sant'Elena , , ,62 Sanluri , , ,92 Sassari , , ,00 Sassari area metrop , , ,58 Senorbì , , ,62 Siniscola , , ,75 Sorgono , , ,48 Tempio Pausania , , ,31 Totale , , ,65 Osservando la distribuzione dei progetti finanziati in relazione alle classi d età della popolazione, si può notare che la quasi totalità dei progetti finanziati si concentra nelle fasce d età di oltre 70 anni, raggiungendo, con 575 progetti, quasi il 71% sul totale dei progetti finanziati. Sono invece praticamente assenti le classi d età sotto i 40 anni, con una incidenza inferiore al 4% sul totale dei progetti finanziati. (tab 3) Tabella 3 Progetti finanziati per classi d'età Classi d'età popolazione al progetti finanziati progetti finanziati per abitanti , , , , ,2 19

20 , , , ,9 > ,6 Totale ,5 Il programma Ritornare a casa è pertanto fortemente orientato alla tutela e alla cura delle persone anziane ed incide maggiormente nelle classi d età nelle quali l incidenza di stati di non autosufficienza è particolarmente significativa. Grafico 2 Progetti finanziati per classi d'età ogni abitanti 8,0 7,0 6,0 5,0 4,0 3,0 2,0 1,0 0, > 90 classi d'età La ripartizione progetti finanziati per genere dei beneficiari, pur evidenziando una decisa prevalenza dei progetti in favore del genere femminile, non rileva un significato particolare essendo la prevalenza femminile in sintonia con la sua maggiore incidenza nella popolazione anziana. Il 60,5% dei progetti finanziati è riferito a femmine, mentre solo il 39,5% è riferito a maschi. Nel grafico 3 viene riportata la percentuale di progetti finanziati per genere e la percentuale della popolazione ultrasettantenne. 20

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