REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA ASSESSORATO DELL'IGIENE E SANITA' E DELL'ASSISTENZA SOCIALE

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA ASSESSORATO DELL'IGIENE E SANITA' E DELL'ASSISTENZA SOCIALE"

Transcript

1 REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA ASSESSORATO DELL'IGIENE E SANITA' E DELL'ASSISTENZA SOCIALE GLI INTERVENTI PREVISTI DAL FONDO REGIONALE PER LA NON AUTOSUFFICIENZA Gennaio 2009

2 Indice Introduzione pag. 1 - Il monitoraggio dell attuazione del programma regionale pag La situazione in Sardegna 2. I Piani personalizzati in favore delle persone con disabilità grave 3. Il programma Ritornare a casa 4. La rete pubblica delle assistenti familiari 2. Il Fondo per la non autosufficienza pag I riferimenti normativi LR 29 maggio 2007, n Prima attuazione Deliberazione 27/41 del 17 luglio Interventi immediati di sostegno Deliberazione 30/34 del 2 agosto La predisposizione dei piani personalizzati pag I riferimenti normativi Legge 21 maggio 1998, n. 162 L 162/98 Criteri per la predisposizione dei piani personalizzati di sostegno in favore di persone con handicap grave Deliberazione 28/16 del 1 luglio Piani personalizzati in favore delle persone con grave disabilità Deliberazione 23/28 del 30 maggio Finanziamenti ai Comuni per la realizzazione di piani personalizzati si sostegno in favore di persone con grave disabilità Deliberazione 49/10 del 28 novembre Finanziamento dei piani personalizzati a favore di persone con grave disabilità, avvio del programma regionale a favore di anziani non autosufficienti Deliberazione 51/37 del 20 dicembre finanziamento dei piani personalizzati a favore di bambini, giovani e adulti con grave disabilità e dei piani personalizzati a favore degli anziani non autosufficienti. Deliberazione 69/20 del 10 dicembre Il programma Ritornare a casa pag I riferimenti normativi L.R. 11 maggio 2006, n Linee di indirizzo per l attuazione del programma sperimentale Ritornare a casa Deliberazione 42/11 del 4 ottobre Programma sperimentale Ritornare a casa Deliberazione 8/9 del 5 febbraio Individuazione della quota di cofinanziamento a carico dei Comuni Deliberazione 41/26 del 29 luglio Progetti di sostegno a favore di persone che comportano un significativo carico assistenziale, quali patologie degenerative non reversibili in ventilazione assistita o coma. Deliberazione 53/8 del 9 ottobre

3 5 - La rete delle assistenti familiari pag I riferimenti normativi - L.R. 11 maggio 2006, n Linee di indirizzo per l istituzione della rete pubblica delle Assistenti familiari (badanti) per il sostegno alle persone non autosufficienti Deliberazione 45/24 del 7 novembre Sostegno alle persone anziane che si avvalgono dell aiuto di un assistente familiare Deliberazione 44/13 del 31 ottobre Potenziamento della rete pubblica delle assistenti familiari Deliberazione 48/6 del 9 settembre Le unità di valutazione territoriale e i punti unici di accesso pag Istituzione del Punto Unico di Accesso ai servizi alla persona e delle Unità di Valutazione Territoriale Deliberazione 7/5 del 21 febbraio Potenziamento dei Punti Unici di Accesso e delle Unità di Valutazione Territoriali Deliberazione 44/11 del 31 ottobre Modalità di integrazione socio sanitaria pag Approvazione Schema Protocollo d Intesa tra l Assessorato regionale dell Igiene e Sanità e dell Assistenza Sociale e l ANCI Sardegna Deliberazione 52/12 del 15 dicembre Modalità di integrazione socio-sanitaria nelle Case Protette Deliberazione 6/27 del 30 gennaio Direttive per la riqualificazione delle cure domiciliari integrate Deliberazione 51/49 del 20 dicembre Semplificazione degli adempimenti amministrativi per le persone con disabilità Deliberazione 48/11 del 9 settembre

4 INTRODUZIONE Per non autosufficienti si intendono, secondo la definizione OCSE, le persone che hanno bisogno di servizi e interventi a lungo termine, con disabilità mentali o fisiche di lungo periodo, che sono diventati dall assistenza nelle attività fondamentali della vita quotidiana, la gran parte dei quali appartiene ai gruppi più anziani della popolazione. Il tema della non autosufficienza negli ultimi anni è oggetto di sempre maggiore attenzione nelle regioni italiane, sia a causa del progressivo invecchiamento della popolazione italiana, ormai tra le più vecchie del pianeta, sia per la speranza di vita, tra le più alte del mondo, che comporta necessariamente un maggiore carico assistenziale e di cura. La Regione Sardegna è attualmente tra le poche Regioni che abbia definito con chiarezza le proprie politiche a sostegno della non autosufficienza approvando un ventaglio di interventi personalizzati in relazione alle necessità della persona ed abbia disposto uno specifico Fondo regionale per la non autosufficienza esplicitando le risorse disponibili. In questo lavoro viene presentata una sintetica descrizione delle principali linee d attività sulle quali i servizi sociali e sanitari del territorio sono impegnati, e, per alcune di esse, viene presentato lo stato dei lavori e il monitoraggio del lavoro finora svolto. Viene inoltre presentato il quadro normativo regionale, gli atti deliberativi e i documenti dalla cui lettura è possibile comprendere le politiche sociali adottate dalla Regione Sardegna nell area della non autosufficienza. 4

5 1 - Il monitoraggio dell attuazione del programma regionale 5

6 1 LA SITUAZIONE IN SARDEGNA Con la legge finanziaria 2007 la Regione Sardegna ha messo ordine ai diversi provvedimenti approvati negli anni precedenti in materia di disabilità e non autosufficienza istituendo un apposito Fondo regionale per la non autosufficienza per complessivi 130 milioni di euro. Il Fondo ha la finalità di sostenere le persone non autosufficienti e chi vive accanto a loro e se ne prende cura ed è destinato, in coerenza con quanto previsto dalla legge regionale n. 23 del 2005, all avvio di un programma di welfare locale e regionale e alla concreta realizzazione di un sistema integrato di servizi e interventi a favore delle persone non autosufficienti e dei nuclei di appartenenza. Rientrano tra le azioni previste a carico del Fondo regionale per la non autosufficienza: a) il potenziamento dell assistenza domiciliare e delle cure domiciliari sanitarie; b) il sostegno dei nuclei familiari nelle responsabilità di cura di persone non autosufficienti, in quelle gravi; c) le azioni di integrazione socio-sanitaria previste dal Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 febbraio 2001 e dall accordo Regione Sardegna ANCI del 15 dicembre 2004; d) i piani personalizzati per persone con disabilità grave di cui alla legge n. 162 del 1998; e) il programma sperimentale Ritornare a casa già previsto dalla legge regionale n. 4 del 2006, articolo 17, comma 1; f) il programma per la istituzione della rete pubblica delle assistenti familiari di cui alla legge regionale n. 4 del 2006, articolo 17, comma 4; g) gli interventi già previsti dalle leggi regionali a favore di soggetti con particolari patologie (LR n. 27 del 1983; LR n. 11 del 1985; LR n. 20 del 1997; LR n. 6 del 2004). Le azioni previste dal Fondo regionale per la non autosufficienza forniscono un ventaglio di possibili interventi che i servizi sociali e sanitari possono fornire in relazione alle necessità della persona e alle sue specifiche condizioni di salute. Tutti gli interventi previsti si fondano su alcuni principi ispiratori di carattere generale: - la personalizzazione dell intervento, assicurando flessibilità nell erogazione degli interventi e progettazione in relazione alle specifiche esigenze della persona; - la graduazione degli interventi in relazione al livello di non autosufficienza della persona; - la multidimensionalità della valutazione, intesa come procedura dinamica e continua che segue il soggetto non autosufficiente nel suo percorso nella rete dei servizi sanitari e sociali e ne rappresenta nel tempo l evoluzione in termini funzionali, nelle condizioni economiche e in termini di rete sociale di supporto; - l unicità dei punti di accesso e la promozione di percorsi assistenziali e di cura integrati capaci di comprendere interventi sociali e interventi sanitari; - la coprogettazione, attraverso il coinvolgimento delle famiglie e delle persone beneficiarie nella definizione degli interventi e nella scelta degli operatori; - la diversificazione delle tipologie e delle modalità d intervento. La necessità di un intervento impegnativo ed incisivo in materia di non autosufficienza deriva anche dalla consapevolezza di una realtà regionale particolarmente critica, come rilevato recentemente dal Rapporto di monitoraggio sulle politiche sociali presentato dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. 6

7 Per quanto riguarda i beneficiari di pensione di invalidità civile il Rapporto di monitoraggio colloca la Sardegna al primo posto con pensioni erogate e con un incidenza di 26 beneficiari ogni abitanti, a fronte di un valore nazionale di 16 beneficiari per abitanti. Beneficiari di pensioni di invalidità civile: tasso standardizzato (per abitanti) - anno 2005 Per quanto riguarda, invece, i beneficiari di indennità di accompagnamento per invalidità civile, il Rapporto di Monitoraggio colloca la Sardegna al terzo posto, subito dopo la Calabria e la Campania, con indennità di accompagnamento erogate e un incidenza di 40 beneficiari ogni abitanti, a fronte di un valore nazionale di 29 beneficiari ogni abitanti. Beneficiari di indennità di accompagnamento per invalidità civile: tasso standardizzato (per abitanti) - Anno

8 Anche per quanto riguarda la pensione di inabilità e assegno ordinari di invalidità, per la quale, diversamente da quanto previsto per l invalidità civile e l assegno di accompagnamento, è presupposto un passato contributivo, e quindi lavorativo, il Rapporto del Ministero colloca la Sardegna ai primi posti Beneficiari di pensione di inabilità e assegni ordinari di invalidità: tasso standardizzato (per abitanti) - Anno 2005 Inoltre, dalla lettura dei dati pubblicati dall ISTAT e riferiti all indagine censuaria sugli interventi e i servizi sociali dei Comuni rileviamo negli ultimi anni un progressivo incremento degli interventi nell area della disabilità che colloca la Sardegna al terzo posto insieme al Veneto, subito dopo il Trentino Alto Adige e le Marche, per incidenza della percentuale della spesa per la disabilità sul complesso della spesa sociale dei Comuni, con un incremento sensibilmente maggiore rispetto all incremento registrato su scala nazionale. Spesa per interventi e servizi sociali dei Comuni per l area della disabilità Percentuale sul totale della spesa. Anni 2004 e 2005 Trentino Alto Adige M arche Sardegna Veneto Friuli Venezia Giulia Piemonte Abruzzo Lombardia ITALIA Lazio Umbria Sicilia M olise Campania Toscana Basilicata Emilia Romagna Calabria Puglia Liguria Valle d'aosta Fonte ISTAT Indagine censuaria degli interventi e dei servizi sociali dei Comuni 8

9 Per quanto riferito alle persone con disabilità che vivono in famiglia, l indagine ISTAT rileva un tasso standardizzato di 5,2 disabili ogni 100 residenti, a fronte di una tasso nazionale di 4,8 ogni 100 residenti. Persone con disabilità di 6 anni e più che vivono in famiglia, tassi standardizzati per 100 persone. Anno Sicilia Puglia Calabria Basilicata Campania Sardegna Molise Umbria Abruzzo ITALIA Lazio Marche Toscana Liguria Veneto Piemonte Friuli-Venezia Giulia Lombardia Valle d'aosta Emilia-Romagna Trento Bolzano Fonte: ISTAT, Indagine sulle condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari

10 2- PIANI PERSONALIZZATI IN FAVORE DELLE PERSONE CON DISABILITA GRAVE ORIENTAMENTI GENERALI E ACCESSO AL PROGRAMMA La Regione Sardegna ha avviato un insieme coordinato di interventi a favore delle persone con disabilità grave e di chi vive accanto a loro e se ne prende cura. Gli interventi adottati sono finalizzati a rafforzare il sostegno pubblico all area della non autosufficienza, a favorire la permanenza delle persone non autosufficienti nel proprio domicilio, attivando o potenziando la rete di cure e di assistenza domiciliare integrata, a sostenere le responsabilità familiari e la capacità di risoluzione autonoma delle famiglie. Gli interventi e i programmi sono definiti di lunga assistenza, in quanto erogati per un periodo di tempo esteso e senza una data di conclusione predefinita, a favore di persone che non possono sostenere una normale vita di relazione e non possono provvedere alla cura della propria persona senza l aiuto determinante di altri. In particolare il programma regionale riferito ai piani personalizzati previsti dalla legge 162/1998 prevede due livelli di certificazione e valutazione per accedere ai finanziamenti previsti: - possono essere destinatari dei piani personalizzati esclusivamente le persone con disabilità la cui condizione di gravità rientra nella fattispecie di cui all articolo 3, comma 3 della L. 104/192. Tale condizione è accertata dalle Commissioni competenti delle Aziende sanitarie locali. Con delibera n. 48/11 del Semplificazione degli adempimenti amministrativi per le persone con disabilità è stato previsto che l accertamento e la certificazione dello stato di invalidità civile sia contestuale all accertamento della condizione di handicap ; - l entità del finanziamento riconosciuto e l intensità delle prestazioni assicurate alla persona sono calcolate utilizzando i criteri e la scheda di valutazione approvati con la deliberazione della Giunta regionale n. 28/16 del , e con le integrazioni previste dalla delibera n. 51/37 del L ANDAMENTO TEMPORALE DEL PROGRAMMA Il numero dei piani personalizzati è cresciuto in questi anni, e la crescita è determinata, fondamentalmente da due motivi: - dalla rispondenza del programma alle esigenze delle persone con disabilità; -dall incremento del numero di persone a cui è stata riconosciuta l invalidità civile e l indennità di accompagnamento e hanno, in generale, i requisiti richiesti per accedere al programma regionale. Gli interventi della Regione Sardegna a favore delle persone con disabilità grave sono riconosciuti a livello nazionale come una buona prassi in quanto costituiscono un esperienza fortemente innovativa per la personalizzazione degli interventi, la coprogettazione, la graduazione degli interventi in relazione alle esigenze delle persone, che assicurano ai beneficiari. All interno del Fondo per la non autosufficienza, i piani personalizzati di sostegno di cui alla Legge 162/98, costituiscono una consolidata linea di supporto sociale e di sostegno all integrazione sociale delle persone con disabilità grave e per i loro familiari. Il programma è cresciuto progressivamente dal 2000 fino ad oggi, coinvolgendo un numero progressivo di utenti e di famiglie. Attualmente sono le persone che, che sulla base di una valutazione multidimensionale della non autosufficienza per entità e caratteristiche, valutazione che coinvolge la persona interessata, i suoi familiari e l ente locale di residenza, possono usufruire di un supporto per la gestione della quotidianità, per interventi di carattere assistenziale, educativo, etc., tendenti ad assicurare un grado superiore di qualità della vita. 10

11 % Grafico 1. Piani personalizzati / Il grafico successivo riporta la percentuale di persone coinvolte nel programma con età uguale o superiore ai 65 anni. Si osserva un progressivo aumento della popolazione anziana che rappresenta il 39% del totale nel 2004 e il 56% nel Grafico 2. Piani personalizzati : percentuale persone con 65 e più anni PROGRAMMA 2008: LE CARATTERISTICHE SOCIODEMOGRAFICHE DELLE PERSONE BENEFICIARIE Per l annualità 2008 si fornisce una descrizione delle caratteristiche delle persone coinvolte nel programma per età, sesso, distribuzione geografica, grado di non autosufficienza e tipologia di programma. Come evidenziato in tabella 1, il programma ha coinvolto persone, per il 41% di sesso maschile e per il 59% di sesso femminile. Tabella 1: Persone beneficiarie per genere n % Maschi Femmine Totale

12 La tabella 2 riporta i beneficiari per classe di età. La numerosità cresce all aumentare dell età. La classe d età più numerosa è quella degli ultraottantenni che rappresenta circa un terzo dell intero campione. Le persone con 65 o più anni costituiscono il 56,1% del totale dei partecipanti al programma. Tabella 2: Persone beneficiarie per classe d età Classe d'età n % <18 anni , anni anni , anni ,8 80 anni e più ,3 Totale La tabella 3 rappresenta la distribuzione degli utenti per provincia di residenza. In termini assoluti il maggior numero di persone coinvolte si osserva nelle province di Cagliari e di Sassari. Tabella 3: Persone beneficiarie per provincia di residenza Provincia N % Sassari ,1 Olbia Tempio 849 4,3 Nuoro ,9 Ogliastra 997 5,1 Oristano ,7 Medio Campidano ,4 Carbonia Iglesias ,6 Cagliari ,9 Totale Il calcolo dei tassi specifici per abitanti (grafico 3) indica che la provincia con il tasso per abitanti più alto di persone coinvolte nel programma di assistenza di cui alla legge 162 è l Ogliastra, seguita dalla provincia di Nuoro e da quella di Oristano. La provincia di Olbia-Tempio è quella con il tasso per abitanti più basso. Grafico 3: Persone beneficiarie, tasso standardizzato per abitanti per provincia di residenza

13 Il reddito medio dei partecipanti al programma 2008 per provincia di residenza è illustrato nel grafico 4. Il reddito medio più alto si rileva nella provincia del Medio Campidano quello più basso nella provincia dell Ogliastra. Grafico 4: Persone beneficiarie, reddito medio del campione per provincia di residenza Per quanto riguarda la gravità della condizione di non autosufficienza, la tabella 4 illustra le medie dei punteggi totali assegnati al campione sulla base della scheda per la valutazione multidimensionale (DGR n. 28/15del 2005). Si osserva in primo luogo una correlazione diretta fra età e gravità della condizione di non autosufficienza. Inoltre si osservano differenze fra le diverse province. La provincia che presenta i punteggi medi più bassi è il Medio-Campidano, quella con i punteggi medi più alti è la provincia di Olbia-Tempio. Tabella 4 : Persone beneficiarie per gravità della non autosufficienza - Punteggio medio assegnato al campione per provincia e classe d età Provincia di residenza < 18 anni anni anni 65-79anni 80 e più anni Tutte le età Sassari 64,58 67,68 63,39 65,12 68,01 66,13 Olbia-Tempio 64,86 69,51 68,38 67,30 72,04 68,62 Nuoro 64,86 68,99 66,98 67,31 69,25 67,99 Ogliastra 60,47 67,65 67,73 67,40 71,20 68,13 Oristano 60,43 64,82 60,78 61,24 65,42 63,04 Medio Campidano 53,64 62,76 59,59 62,01 65,59 61,54 Carbonia Iglesias 61,65 62,11 61,14 62,49 66,98 63,42 Cagliari 64,19 65,85 62,70 65,44 69,13 65,81 Totale 62,89 66,20 63,11 64,70 68,18 65,56 Per quanto riguarda le risorse trasferite, il finanziamento più consistente è andato alle province di Cagliari, Sassari e Nuoro (tabella 5). Tabella 5 : Finanziamenti assegnati per provincia di residenza euro 2008 Provincia Finanziamento assegnato % su totale finanziamenti Sassari ,88 Olbia Tempio ,66 Nuoro ,69 Ogliastra ,95 Oristano ,63 13

14 Medio Campidano ,94 Carbonia Iglesias ,98 Cagliari ,27 Totale Se si considera il finanziamento medio assegnato per persona (grafico 5) il più elevato è quello assegnato ai residenti nella provincia di Olbia-Tempio (+31% rispetto alla media regionale, in parte in ragione della diversa composizione per età dei beneficiari), quello più basso nella provincia di Oristano (- 15% rispetto alla media regionale). Grafico 5: Finanziamento medio assegnato per provincia di residenza euro 2008 La numerosità dei piani personalizzati e la spesa corrispondente sono in costante aumento. Considerando che la numerosità attuale delle persone coinvolte corrisponde a circa ¼ della popolazione che usufruisce dell assegno di accompagnamento per invalidità civile, che evidentemente richiede una condizione di handicap grave, appare prevedibile un progressivo ulteriore incremento delle richieste. LA RIORGANIZZAZIONE IN ATTO La Regione ha avviato una revisione organica delle metodologie adottate, delle modalità di presentazione dei piani personalizzati, degli strumenti di verifica dell efficacia delle azioni intraprese. Con deliberazione n. 51/37 del al fine di favorire una maggiore appropriatezza degli interventi, adottare criteri di valutazione della condizione di non autosufficienza differenziati in relazione all età delle persone -sono stati istituiti a favore delle persone con disabilità grave, due programmi regionali: - il programma d interventi a favore di bambini, giovani e adulti con disabilità grave che prevede, prevalentemente, percorsi educativi per sviluppare la piena potenzialità della persona, per la promozione dell autonomia e di vita indipendente, la piena integrazione nella famiglia, nella scuola e nella società; - il programma regionale a favore degli anziani non autosufficienti ultrasessantacinquennni con criteri e modalità di accesso alle prestazioni differenziati, con tipologie di intervento più rispondenti alle esigenze di questa popolazione, finalizzati prioritariamente a favorire l autonomia e la permanenza nell ambiente familiare. Alla diversificazione degli interventi dovranno essere accompagnati ulteriori modifiche e integrazioni del programma regionale. 14

15 ACCERTAMENTO PERIODICO DELLA CONDIZIONE DI NON AUTOSUFFICIENZA E DELLE POSIZIONI REDDITUALI E PATRIMONIALI La condizione di non autosufficienza, le variazioni intervenute, sono periodicamente accertate dalle Unità di valutazione territoriale presso la propria sede, a domicilio del paziente o su base documentaria. I campioni di beneficiari, non inferiori al 1% del complesso dei piani personalizzati finanziati, sui quali verificare la permanenza delle condizioni e l adeguatezza delle prestazioni assicurate, sono individuati dalla Direzione generale delle politiche sociali secondo principi di casualità o sulla base di specifiche e documentate segnalazioni. Nel caso l UVT non ritenga che la persona che ha beneficiato del finanziamento di un piano personalizzato abbia diritto alle prestazioni del Fondo per la non autosufficienza o ne abbia diritto in diversa misura, comunica nel più breve tempo possibile l esito delle valutazione alla famiglia, alla Regione e al Comune di residenza dell assistito che procede immediatamente alle variazioni del finanziamento, alla sua sospensione e alla eventuale richiesta di rimborso delle somme indebitamente percepite. L erogazione delle prestazioni è sospesa, altresì, se l assistito non acconsente alla valutazione o non si presenta, dopo la terza convocazione, alla UVT nella data prevista. L Assessorato definirà una apposita convenzione con la Guardia di finanza per la verifica della posizione reddituale e patrimoniale dei nuclei familiari dei soggetti beneficiari. ABBANDONO E DEGRADO NELLE RELAZIONI DI AIUTO E fatto obbligo al Comune comunicare alla famiglia del beneficiario l entità del contributo riconosciuto. È compito degli uffici dei servizi sociali, altresì, verificare periodicamente l andamento dei piani personalizzati, i risultati raggiunti, gli eventuali adeguamenti necessari, le modalità d integrazione dei piani personalizzati nella rete dei servizi. Gli uffici dovranno segnalare alle UVT l esigenza di un aggiornamento della valutazione, intervenire laddove osservino condizioni di abbandono della persona non autosufficiente, sospendere o interrompere i piani personalizzati nel caso in cui si abbiano motivate ragioni per ritenere che gli interventi non siano realizzati con la dovuta perizia, che da parte della famiglia non sia assicurato il necessario sostegno e collaborazione alla realizzazione del piano personalizzato, che i fondi assegnati non siano utilizzati, in tutto o in parte, a beneficio della persona in condizione di non autosufficienza. L AVVIO DI UNA COMMISSIONE CONSULTIVA Al fine di apportare modifiche e integrazioni al programma regionale è stata istituita presso l Assessorato dell Igiene e Sanità e dell Assistenza Sociale, la Commissione Consultiva Regionale per la disabilità grave, composta dai rappresentanti dei Comuni, delle Aziende sanitarie e delle associazioni che operano nel settore. La Commissione Consultiva Regionale ha la funzione di formulare proposte specifiche relativamente: -alla diversificazione dei criteri di accesso per categoria di utenti (bambini e adulti e ultrasessantacinquenni); -alla individuazione di specifici e adeguati sistemi di valutazione della non autosufficienza; -alla programmazione e valutazione dei progetti di sostegno a favore di persone con grave disabilità; -alla individuazione delle attività da finanziare rispetto alla diversa tipologia di utenti non autosufficienti. 15

16 3 - IL PROGRAMMA RITORNARE A CASA PREMESSA Il programma regionale Ritornare a casa viene istituito con l art. 17 della L.R. 11 maggio 2006, n. 4 con l obiettivo di favorire il rientro nella famiglia e nella comunità di appartenenza di persone attualmente inserite in strutture residenziali a carattere sociale e/o sanitario, superandone l istituzionalizzazione e promuovendone la permanenza nel proprio domicilio. Il programma ha carattere sperimentale ed ha assicurato inizialmente la disponibilità finanziaria di euro per ciascuno degli anni 2006, 2007 e Nel febbraio 2008 il programma è stato ulteriormente finanziato con altri di euro. Con la deliberazione n 42/11 del 4 ottobre 2006 la Giunta Regionale ha approvato le linee di indirizzo per l attuazione del programma fornendo indicazioni sulle priorità, le condizioni di ammissibilità al finanziamento, le modalità e i tempi per la predisposizione dei progetti personalizzati, nonché sui sistemi di monitoraggio e di valutazione dell efficacia degli interventi. Il provvedimento si inserisce all interno di un quadro di riferimento orientato a sviluppare la domiciliarità dei servizi alla persona, a sostenere la famiglia in difficoltà attraverso una rete organizzata e funzionale di servizi sociali e sanitari ed è parte integrante del più ampio programma di interventi di sostegno alla non autosufficienza. Nel gennaio 2007 è stata nominata la Commissione tecnica prevista nelle linee di indirizzo. Composta da persone con pluriennale esperienza nel settore dei servizi alla persona, tra i quali diversi rappresentanti delle associazioni degli utenti, la Commissione ha garantito un supporto alla Regione nell attuazione e nel monitoraggio del programma proponendo criteri di valutazione dei progetti e suggerimenti per la gestione del programma. Nel mese di febbraio 2007 è stata promossa, a Cagliari, una giornata di sensibilizzazione e confronto con gli operatori sociali e sanitari al fine di promuovere l avvio del programma e concordare modalità operative per semplificare le procedure e, soprattutto, raccogliere le prime osservazioni su eventuali difficoltà nella realizzazione del programma. Al fine di chiarire alcuni dubbi interpretativi e orientare il programma verso gli obiettivi prioritari, il 20 settembre 2007, è stata diffusa una seconda nota con la quale si sollecitava maggiore attenzione nella valutazione delle situazioni di bisogno e un azione più energica per il rientro in famiglia di persone ospiti di strutture residenziali. La nota, inoltre, richiamava il carattere di contratto assistenziale del progetto personalizzato, quale intesa assistenziale-terapeutica tra la persona interessata, la famiglia e gli operatori sociali e sanitari. CHE COSA È IL PROGRAMMA RITORNARE A CASA Il programma Ritornare a casa vuole favorire il rientro in famiglia e nella propria comunità di persone inserite in strutture residenziali, ma anche far sì che si possano avere cure adeguate senza lasciare la propria casa. È caratterizzato dalla personalizzazione dell intervento, dalla condivisione del progetto, dall integrazione sociale e sanitaria. È rivolto alle persone non autosufficienti o a rischio di non autosufficienza, che vogliono curarsi nella propria casa. Prevede la definizione di un piano personalizzato da concordare con la famiglia, che spesso da sola non riesce ad accudire un familiare in difficoltà permanente o temporanea. 16

17 È un intervento fortemente orientato al sostegno della non autosufficienza nelle situazioni in cui la permanenza nel proprio domicilio è possibile e consente una migliore qualità della vita. Il programma Ritornare a casa è un intervento di assistenza continuativa (long-term care) intesa come una varietà di servizi e interventi, sociali e sanitari, forniti con continuità a persone che hanno bisogno di assistenza costante a causa di disabilità fisica o psichica (Institute of Medicine, 1986), comprendendo in essa tutte le forme di cura della persona o di assistenza sanitaria e gli interventi di cura domestica associati, che abbiano natura continuativa (W. Laing, 1993). I PUNTI DI FORZA DEL PROGRAMMA Ispirato al superamento delle criticità da tempo evidenziate nel ricorso a strutture sociali e sanitarie nella cura della persona, il programma Ritornare a casa fonda i suoi punti di forza: - nell integrazione sociosanitaria validata da soluzioni organizzative e protocolli operativi come espresso nell art. 32 della L.R. n 23/2005; - nella personalizzazione dell intervento fondata su un piano personalizzato che descriva l intervento nel suo complesso, le modalità attuative, le professionalità coinvolte; - nella condivisione del Progetto da parte della famiglia della persona non autosufficiente e delle Istituzioni che introduce un momento significativo di umanizzazione dell intervento basato sulla centralità della persona e sulla consapevolezza della partecipazione alla costruzione dei processi di aiuto; - nella presa in carico globale e unitaria e la valutazione multidimensionale effettuata dall Unità di Valutazione Territoriale. Un ulteriore conferma della validità del programma proviene dalla Legge Finanziaria Nazionale 2008 che promuove la definizione dei criteri e delle modalità sulla base dei quali le Regioni, in concorso con gli enti locali, definiscono ed attuano un programma sperimentale di interventi al quale concorrono i sistemi regionali integrati dei servizi alla persona, con l obiettivo di favorire la permanenza od il ritorno nella comunità familiare di persone parzialmente o totalmente non autosufficienti in alternativa al ricovero in strutture residenziali socio-sanitarie. LO STATO DEI LAVORI AL 31 DICEMBRE 2008 Sono attivi complessivamente 810 progetti personalizzati con una decisa prevalenza nelle province del Medio Campidano e di Oristano che si sono attivate con tempestività fin dai primi momenti successivi all approvazione delle linee di indirizzo utilizzando proficuamente modalità consolidate di collaborazione tra Comuni e Azienda sanitaria locale (tab. 1). In relazione alla popolazione di età pari o superiore a 65 anni riscontriamo infatti l incidenza più alta nella provincia del Medio Campidano, due volte e mezzo superiore alla media regionale, e l incidenza più bassa nella provincia dell Ogliastra, equivalente ad un terzo rispetto alla media regionale. La spesa complessiva del programma è finora di euro Di tale somma il 22,1% è stata trasferita ai Comuni della provincia di Cagliari e il 18,2% ai Comuni della provincia del Medio Campidano. Per quanto riguarda il finanziamento medio per progetto registriamo differenze significative tra le province che oscillano tra un minimo di euro dell Ogliastra ed un massimo di euro del Medio Campidano. A livello regionale il finanziamento medio per progetto è di euro

18 Tabella 1 Progetti finanziati e popolazione anziana - ripartizione per provincia Provincia pop => 65 anni progetti finanziati progetti finanziati ogni anziani Finanziamento finanziamento per progetto Cagliari , , ,70 Carbonia - Iglesias , , ,85 Medio Campidano , , ,98 Nuoro , , ,21 Ogliastra , , ,33 Olbia - Tempio , , ,94 Oristano , , ,25 Sassari , , ,89 Totale , , ,65 La distribuzione dei progetti per distretto mette in risalto i territori di Ghilarza-Bosa e di Sanluri che hanno avuti finanziati rispettivamente 10,3 e 9,3 progetti ogni anziani residenti, ed evidenzia l insignificante presenza dei distretti di Muravera, Nuoro, Lanusei e Quartu S.Elena. (tab. 2) Rispetto al costo medio per progetto le differenze a livello distrettuale sono più accentuate con una forbice che va da un minimo di euro per progetto nel distretto di Senorbì ed un massimo di euro per progetto nel distretto di Alghero. Grafico 1 7,00 Progetti finanziati ogni anziani residenti 6,00 5,00 4,00 3,00 2,00 1,00 0,00 Medio Campidano Oristano Olbia - Tempio Carbonia - Iglesias Cagliari Sassari Nuoro Ogliastra 18

19 Tabella 2 Progetti finanziati e popolazione anziana - ripartizione per distretto Distretto sanitario pop => 65 anni progetti finanziati progetti finanziati ogni anziani Finanziamento finanziamento per progetto Ales , , ,94 Alghero , , ,29 Cagliari , , ,30 Cagliari , , ,94 Cagliari città , , ,12 Carbonia , , ,30 Ghilarza , , ,11 Guspini , , ,46 Iglesias , , ,49 Isili , , ,71 Lanusei , , ,33 Macomer , , ,00 Muravera , , ,00 Nuoro , , ,40 Olbia , , ,70 Oristano , , ,99 Ozieri , , ,72 Quartu Sant'Elena , , ,62 Sanluri , , ,92 Sassari , , ,00 Sassari area metrop , , ,58 Senorbì , , ,62 Siniscola , , ,75 Sorgono , , ,48 Tempio Pausania , , ,31 Totale , , ,65 Osservando la distribuzione dei progetti finanziati in relazione alle classi d età della popolazione, si può notare che la quasi totalità dei progetti finanziati si concentra nelle fasce d età di oltre 70 anni, raggiungendo, con 575 progetti, quasi il 71% sul totale dei progetti finanziati. Sono invece praticamente assenti le classi d età sotto i 40 anni, con una incidenza inferiore al 4% sul totale dei progetti finanziati. (tab 3) Tabella 3 Progetti finanziati per classi d'età Classi d'età popolazione al progetti finanziati progetti finanziati per abitanti , , , , ,2 19

20 , , , ,9 > ,6 Totale ,5 Il programma Ritornare a casa è pertanto fortemente orientato alla tutela e alla cura delle persone anziane ed incide maggiormente nelle classi d età nelle quali l incidenza di stati di non autosufficienza è particolarmente significativa. Grafico 2 Progetti finanziati per classi d'età ogni abitanti 8,0 7,0 6,0 5,0 4,0 3,0 2,0 1,0 0, > 90 classi d'età La ripartizione progetti finanziati per genere dei beneficiari, pur evidenziando una decisa prevalenza dei progetti in favore del genere femminile, non rileva un significato particolare essendo la prevalenza femminile in sintonia con la sua maggiore incidenza nella popolazione anziana. Il 60,5% dei progetti finanziati è riferito a femmine, mentre solo il 39,5% è riferito a maschi. Nel grafico 3 viene riportata la percentuale di progetti finanziati per genere e la percentuale della popolazione ultrasettantenne. 20

Il monitoraggio dell attuazione del programma regionale

Il monitoraggio dell attuazione del programma regionale L REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA ALLEGATO ALLA DELIBERAZIONE N.69/20 DEL 10.12.2008 PIANI PERSONALIZZATI A FAVORE DI PERSONE CON DISABILITÀ Il monitoraggio dell attuazione del programma regionale 1. ORIENTAMENTI

Dettagli

PROGRAMMA SPERIMENTALE RITORNARE A CASA (art. 17, comma 1, L.R. 4/2006) LINEE DI INDIRIZZO

PROGRAMMA SPERIMENTALE RITORNARE A CASA (art. 17, comma 1, L.R. 4/2006) LINEE DI INDIRIZZO ALLEGATO ALLA DELIBERAZIONE N. 42/11 DEL 4.10.2006 PROGRAMMA SPERIMENTALE RITORNARE A CASA (art. 17, comma 1, L.R. 4/2006) LINEE DI INDIRIZZO 1 - Introduzione Il programma Ritornare a casa è finalizzato

Dettagli

COMUNE DI S.AGATA SUL SANTERNO (Provincia di Ravenna)

COMUNE DI S.AGATA SUL SANTERNO (Provincia di Ravenna) COMUNE DI S.AGATA SUL SANTERNO (Provincia di Ravenna) REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO E LE MODALITA DI ACCESSO AGLI INTERVENTI DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE Approvato con delibera di Consiglio

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 10 DEL 18-02-2010 REGIONE PIEMONTE

LEGGE REGIONALE N. 10 DEL 18-02-2010 REGIONE PIEMONTE LEGGE REGIONALE N. 10 DEL 18-02-2010 REGIONE PIEMONTE Servizi domiciliari per persone non autosufficienti. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE PIEMONTE N. 8 del 25 febbraio 2010 Il Consiglio regionale

Dettagli

COMUNE DI SANT ANTIOCO (Provincia di Carbonia- Iglesias)

COMUNE DI SANT ANTIOCO (Provincia di Carbonia- Iglesias) COMUNE DI SANT ANTIOCO (Provincia di Carbonia- Iglesias) BANDO PUBBLICO PROGRAMMA PER LA REALIZZAZIONE DI AZIONI DI CONTRASTO DELLE POVERTA - Linea di intervento 3 - CONCESSIONE DI SUSSIDI PER LO SVOLGIMENTO

Dettagli

I punti caratterizzanti del programma RAC sono costituiti da: integrazione sociosanitaria; personalizzazione dell intervento;

I punti caratterizzanti del programma RAC sono costituiti da: integrazione sociosanitaria; personalizzazione dell intervento; Allegato alla Delib.G.R. n. 43/ 43 del 6.12.2010 Progetto Potenziamento del programma Ritornare a casa Il presente Progetto viene proposto sulla base di quanto previsto dalle direttive di attuazione al

Dettagli

Gli interventi di contrasto delle povertà in Sardegna

Gli interventi di contrasto delle povertà in Sardegna Gli interventi di contrasto delle povertà in Sardegna Premessa La Regione Sardegna approva il 1 programma di contrasto delle povertà, in forma sperimentale, nell anno 2007 prevedendo 2 linee d intervento

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AI TITOLI SOCIALI

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AI TITOLI SOCIALI REGOLAMENTO PER L ACCESSO AI TITOLI SOCIALI Art. 1 Oggetto del regolamento Il presente regolamento disciplina, all interno di un sistema integrato di interventi e servizi sociali di competenza dei comuni

Dettagli

Avviso Pubblico dell Inps- Gestione ex Inpdap Progetto Home Care Premium 2012 AVVISO PUBBLICO

Avviso Pubblico dell Inps- Gestione ex Inpdap Progetto Home Care Premium 2012 AVVISO PUBBLICO PLUS Distretto Socio-Sanitario di Iglesias ( Comuni di Buggerru, Domusnovas, Fluminimaggiore, Gonnesa, Iglesias, Musei, Villamassargia). Avviso Pubblico dell Inps- Gestione ex Inpdap Progetto Home Care

Dettagli

COMUNITA' MONTANA DEL VELINO VI ZONA PROVINCIA DI RIETI

COMUNITA' MONTANA DEL VELINO VI ZONA PROVINCIA DI RIETI COMUNITA' MONTANA DEL VELINO VI ZONA PROVINCIA DI RIETI Via Roma 103-02019 POSTA (RI) - Tel 0746/ 951402-Fax 0746/ 951403-C.F. 80018100570-Web: www.velino.it - info@velino.it info@pec.velino.it A V V I

Dettagli

COMUNE DI PACECO PROVINCIA REGIONALE DI TRAPANI REGOLAMENTO COMUNALE ASSISTENZA DOMICILIARE

COMUNE DI PACECO PROVINCIA REGIONALE DI TRAPANI REGOLAMENTO COMUNALE ASSISTENZA DOMICILIARE COMUNE DI PACECO PROVINCIA REGIONALE DI TRAPANI REGOLAMENTO COMUNALE ASSISTENZA DOMICILIARE Approvato con delibera n. 16 adottata dal Commissario Straordinario nella seduta del 13.09.2007 Articolo 1 -

Dettagli

COMUNE DI CHIGNOLO D ISOLA

COMUNE DI CHIGNOLO D ISOLA COMUNE DI CHIGNOLO D ISOLA SETTORE SERVIZI SOCIALI REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE Premessa 1. Il Comune di Chignolo d Isola con il presente regolamento intende disciplinare il servizio

Dettagli

D.G.R.n.94-4335 del 13.11.2006

D.G.R.n.94-4335 del 13.11.2006 D.G.R.n.94-4335 del 13.11.2006 Approvazione criteri per l assegnazione contributi ai Soggetti gestori delle funzioni socioassistenziali per le attività delle Equipe Adozioni e per la promozione dell affidamento

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DELL ASSEGNO DI ASSISTENZA PER ANZIANI

REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DELL ASSEGNO DI ASSISTENZA PER ANZIANI REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DELL ASSEGNO DI ASSISTENZA PER ANZIANI Art. 1 - FINALITA In accordo con gli indirizzi nazionali fissati dal Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2001-2003

Dettagli

Comune di Molinella REGOLAMENTO DEI SERVIZI DOMICILIARI

Comune di Molinella REGOLAMENTO DEI SERVIZI DOMICILIARI Comune di Molinella REGOLAMENTO DEI SERVIZI DOMICILIARI Approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 93 del 22/12/2014 INDICE 1. I servizi domiciliari nel Sistema integrato sociale, socio-sanitario

Dettagli

Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro della Salute e il Ministro dell Economia e delle Finanze

Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro della Salute e il Ministro dell Economia e delle Finanze la legge 31 dicembre 2009, n. 196 Legge di contabilità e finanza pubblica ; il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, con particolare riguardo all articolo 3-septies

Dettagli

Comune di Capoterra Provincia di Cagliari Servizio Sociale

Comune di Capoterra Provincia di Cagliari Servizio Sociale Comune di Capoterra Provincia di Cagliari Servizio Sociale REGOLAMENTO PER IL PAGAMENTO DELL INTEGRAZIONE RETTE DI RICOVERO IN STRUTTURE RESIDENZIALI A CARATTERE SOCIO-SANITARIO (RSA E CASA PROTETTA) INDICE

Dettagli

PROTOCOLLO D INDIRIZZO PER L EROGAZIONE DEL BUONO SOCIALE

PROTOCOLLO D INDIRIZZO PER L EROGAZIONE DEL BUONO SOCIALE PROTOCOLLO D INDIRIZZO PER L EROGAZIONE DEL BUONO SOCIALE PREMESSA Il presente bando disciplina l erogazione di buoni sociali finanziati attraverso Fondo Non Autosufficienze (FNA). Il Buono Sociale si

Dettagli

COOP. SOCIALE ONLUS TERZO MILLENNIO

COOP. SOCIALE ONLUS TERZO MILLENNIO COOP. SOCIALE ONLUS TERZO MILLENNIO INDICE ART. 1 Definizione e finalità ART. 2 Compiti degli operatori ART. 3 Requisiti di accesso al Registro ART. 4 Modalità di presentazione della domanda ART. 5 Procedimento

Dettagli

CRITERI PER LA VALUTAZIONE E IL FINANZIAMENTO DEI PIANI PERSONALIZZATI

CRITERI PER LA VALUTAZIONE E IL FINANZIAMENTO DEI PIANI PERSONALIZZATI Allegato A alla Delib.G.G.R. n. 9/15 del 12.2.2013 CRITERI PER LA VALUTAZIONE E IL FINANZIAMENTO DEI PIANI PERSONALIZZATI Per la predisposizione e valutazione dei Piani Personalizzati di sostegno relativi

Dettagli

CRITERI PER LA VALUTAZIONE E IL FINANZIAMENTO DEI PIANI PERSONALIZZATI

CRITERI PER LA VALUTAZIONE E IL FINANZIAMENTO DEI PIANI PERSONALIZZATI Allegato A alla Delib.G.R. n. 45/18 del 21.12.2010 CRITERI PER LA VALUTAZIONE E IL FINANZIAMENTO DEI PIANI PERSONALIZZATI Per la predisposizione e valutazione dei Piani Personalizzati di sostegno relativi

Dettagli

COMUNE DI GIARDINELLO Provincia di Palermo

COMUNE DI GIARDINELLO Provincia di Palermo COMUNE DI GIARDINELLO Provincia di Palermo REPERTORIO GENERALE N.72 DEL 27/01/2014 DETERMINAZIONE N.48 DEL 27/01/2014 Oggetto: Approvazione avviso per la concessione del Bonus Socio Sanitario a nuclei

Dettagli

AZIONI DI CONTRASTO ALLA POVERTA ANNO 2012

AZIONI DI CONTRASTO ALLA POVERTA ANNO 2012 Allegato n. 2 alla Delib.G.R. n. 19/4 del 8.5.2012 AZIONI DI CONTRASTO ALLA POVERTA ANNO 2012 PREMESSA Con il presente programma, parte essenziale del più complessivo programma di interventi a favore delle

Dettagli

AVVISO PUBBLICO ASSISTENTI FAMILIARI

AVVISO PUBBLICO ASSISTENTI FAMILIARI AVVISO PUBBLICO PER LA COSTITUZIONE DEL REGISTRO PUBBLICO DI AMBITO DI ASSISTENTI FAMILIARI PER L ATTUAZIONE DEL PROGETTO SPERIMENTALE DI ASSISTENZA DOMICILIARE PER I DIPENDENTI E PENSIONATI PUBBLICI ISCRITTI

Dettagli

AZIONI DI CONTRASTO ALLA POVERTA ANNO 2011

AZIONI DI CONTRASTO ALLA POVERTA ANNO 2011 ALLEGATO N. 2 ALLA DELIBERAZIONE N. DEL AZIONI DI CONTRASTO ALLA POVERTA ANNO 2011 PREMESSA Con il presente programma, parte essenziale del più complessivo programma di interventi a favore delle politiche

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE

REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE COMUNE DI BAGNOLO IN PIANO Provincia di Reggio Emilia REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE Approvato con Delibera di Consiglio Comunale n. 10 del 22.03.2006 Pubblicato

Dettagli

Progetto ANZIANI domiciliarità e non autosufficienza

Progetto ANZIANI domiciliarità e non autosufficienza Progetto ANZIANI domiciliarità e non autosufficienza Allegato A MODALITÀ DI UTILIZZO DEL FONDO PER LE NON AUTOSUFFICIENZE E DEL FONDO FINALIZZATO ALLA PERMANENZA O RITORNO IN FAMIGLIA DI PERSONE PARZIALMENTE

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER IL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE AUSILIARIO ED EDUCATIVO

REGOLAMENTO COMUNALE PER IL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE AUSILIARIO ED EDUCATIVO REGOLAMENTO COMUNALE PER IL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE AUSILIARIO ED EDUCATIVO Allegato 1 Art. 1 ISTITUZIONE DEL SERVIZIO L Amministrazione Comunale regolamenta il servizio di assistenza domiciliare

Dettagli

PROGRAMMA PROVINCIALE SPERIMENTALE SULLA DISABILITA (L.R. 41/96 ARTT. 5 21) TRIENNIO 2011 2013 PIANO DI ATTUAZIONE

PROGRAMMA PROVINCIALE SPERIMENTALE SULLA DISABILITA (L.R. 41/96 ARTT. 5 21) TRIENNIO 2011 2013 PIANO DI ATTUAZIONE PROGRAMMA PROVINCIALE SPERIMENTALE SULLA DISABILITA (L.R. 41/96 ARTT. 5 21) TRIENNIO 2011 2013 PIANO DI ATTUAZIONE Definizione obiettivi: descrizione degli obiettivi di piano riferiti agli obiettivi generali

Dettagli

ATTO. REGIONE LIGURIA - Giunta Regionale LA GIUNTA REGIONALE

ATTO. REGIONE LIGURIA - Giunta Regionale LA GIUNTA REGIONALE O GG E TTO : Rimodulazione del Fondo di solidarietà per la gravi disabilità rinominato "CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA' PER LA RESIDENZIALITA' E SEMIRESIDENZIALITA (DISABILI, PAZIENTI PSICHIATRICI E PERSONE

Dettagli

Il 38% delle strutture residenziali per anziani sono a gestione pubblica, il 58% a gestione privata ed il rimanente 4% a gestione mista.

Il 38% delle strutture residenziali per anziani sono a gestione pubblica, il 58% a gestione privata ed il rimanente 4% a gestione mista. In sensibile crescita la domanda di servizi assistenziali da parte degli anziani: in 8 anni il numero degli anziani ospiti dei presidi assistenziali è cresciuto di quasi il 30%. Gli ospiti anziani cui

Dettagli

REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE ASSEGNO CURA ANZIANI

REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE ASSEGNO CURA ANZIANI COMUNE DI CENTO COMUNE CAPOFILA GESTIONALE SERVIZI SOCIO ASSISTENZIALI ASSOCIAZIONE INTERCOMUNALE ALTO FERRARESE REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE ASSEGNO CURA ANZIANI 1 ai sensi della delibera G. R. 26 luglio

Dettagli

COMUNE DI CORCIANO Provincia di Perugia

COMUNE DI CORCIANO Provincia di Perugia COMUNE DI CORCIANO Provincia di Perugia REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DETERMINAZIONE DEI CRITERI E DELLE SOGLIE MASSIME I.S.E.E. PER L ACCESSO AI SERVIZI SOCIALI GESTITI IN FORMA ASSOCIATA E AL SERVIZIO

Dettagli

REGOLAMENTO DI GESTIONE DEL CENTRO DIURNO ASSISTENZIALE NATURA E GESTIONE DEL SERVIZIO ART. 1

REGOLAMENTO DI GESTIONE DEL CENTRO DIURNO ASSISTENZIALE NATURA E GESTIONE DEL SERVIZIO ART. 1 REGOLAMENTO DI GESTIONE DEL CENTRO DIURNO ASSISTENZIALE NATURA E GESTIONE DEL SERVIZIO ART. 1 Il Centro Diurno Assistenziale è una Struttura semiresidenziale socio assistenziale e sanitaria che assiste,

Dettagli

PROVINCIA DI CAGLIARI

PROVINCIA DI CAGLIARI PROVINCIA DI CAGLIARI Allegato A REGOLAMENTO RECANTE MODALITA D INSERIMENTO IN STRUTTURA DI ADULTI, ANZIANI E DISABILI INDICE Art. 1 Oggetto Art 2 Destinatari Art. 3 Requisiti Art. 4 Valutazione del bisogno

Dettagli

A relazione dell'assessore Cavallera: Premesso che:

A relazione dell'assessore Cavallera: Premesso che: REGIONE PIEMONTE BU44 31/10/2013 Deliberazione della Giunta Regionale 7 ottobre 2013, n. 10-6456 Art.6 comma 8 L.184/83: approvazione criteri in materia di interventi a sostegno delle adozioni di minori

Dettagli

COMUNE DI CASALGRANDE

COMUNE DI CASALGRANDE COMUNE DI CASALGRANDE PROVINCIA DI REGGIO NELL EMILIA Cap 42013 Piazza Martiri della Libertà, 1 tel: 0522 998511 fax: 0522 841039 Cod. fisc. e P. IVA 00284720356 Regolamento distrettuale determinante i

Dettagli

PERIODO 1 LUGLIO 2015 31 DICEMBRE 2015

PERIODO 1 LUGLIO 2015 31 DICEMBRE 2015 BANDO PER L ASSEGNAZIONE DI VOUCHER PER L ACQUISTO DI PRESTAZIONI SOCIO ASSISTENZIALI DI POTENZIAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE, A FAVORE DI PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI Richiamati: PERIODO

Dettagli

COMUNE DI BAGNOLO IN PIANO. Provincia di Reggio Emilia REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL CENTRO DIURNO

COMUNE DI BAGNOLO IN PIANO. Provincia di Reggio Emilia REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL CENTRO DIURNO COMUNE DI BAGNOLO IN PIANO Provincia di Reggio Emilia REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL CENTRO DIURNO Approvato con Delibera di Consiglio Comunale n. 11 del 22.03.2006 Pubblicato dal 11.04.2006 al 26.04.2006

Dettagli

CONSIGLIO REGIONALE DELLA CALABRIA III^ Commissione Permanente Attività Sociali - Sanitarie - Culturali - Formative

CONSIGLIO REGIONALE DELLA CALABRIA III^ Commissione Permanente Attività Sociali - Sanitarie - Culturali - Formative Disegno di legge n. 41/9^ Norme per il sostegno delle persone non autosufficienti. Fondo per la non autosufficienza Proponente: Giunta regionale Depositato presso la Segreteria Assemblea del Consiglio

Dettagli

C O M U N E D I S E N O R B Ì Provincia di Cagliari

C O M U N E D I S E N O R B Ì Provincia di Cagliari C O M U N E D I S E N O R B Ì Provincia di Cagliari Regolamento per il Servizio di Assistenza Domiciliare e dei Servizi Tutelari SOMMARIO: Art. 1 Finalità del Servizio; Art. 2 Gestione del Servizio; Art.

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ACCOGLIMENTO DI ANZIANI E INABILI IN STRUTTURE RESIDENZIALI.

REGOLAMENTO PER L ACCOGLIMENTO DI ANZIANI E INABILI IN STRUTTURE RESIDENZIALI. REGOLAMENTO PER L ACCOGLIMENTO DI ANZIANI E INABILI IN STRUTTURE RESIDENZIALI. 1. OGGETTO DEL REGOLAMENTO Il presente regolamento disciplina l inserimento di anziani non autosufficienti in strutture protette

Dettagli

REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE DELL ASSEGNO DI CURA AI DISABILI

REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE DELL ASSEGNO DI CURA AI DISABILI COMUNE DI CENTO COMUNE CAPOFILA GESTIONALE SERVIZI SOCIO ASSISTENZIALI ASSOCIAZIONE INTERCOMUNALE ALTO FERRARESE REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE DELL ASSEGNO DI CURA AI DISABILI 1 Art. 1 - Finalità La finalità

Dettagli

Il percorso assistenziale alla non autosufficienza:

Il percorso assistenziale alla non autosufficienza: Il percorso assistenziale alla non autosufficienza: Ruolo e prospettive degli operatori del settore socio-sanitario 30 Marzo 2011 A cura di Chiara Bartolini DATI NAZIONALI E CONFRONTI REGIONALI SULLA NON

Dettagli

PROGETTO PER L ASSISTENZA ALLE LE PERSONE AFFETTE DA SLA approvato con DGR 2.05.2012 n.265 PIANO ESECUTIVO ALLEGATO 1

PROGETTO PER L ASSISTENZA ALLE LE PERSONE AFFETTE DA SLA approvato con DGR 2.05.2012 n.265 PIANO ESECUTIVO ALLEGATO 1 PROGETTO PER L ASSISTENZA ALLE LE PERSONE AFFETTE DA SLA approvato con DGR 2.05.2012 n.265 PIANO ESECUTIVO ALLEGATO 1 Sommario 1. OBIETTIVI E AZIONI DEL PIANO... 2 2. AZIONE A) ASSEGNAZIONI ECONOMICHE

Dettagli

CURARE A CASA Aspetti organizzativi clinici e relazionali di interesse per il Medico di Medicina Generale

CURARE A CASA Aspetti organizzativi clinici e relazionali di interesse per il Medico di Medicina Generale CURARE A CASA Aspetti organizzativi clinici e relazionali di interesse per il Medico di Medicina Generale Introduzione Reggio Emilia, 19 e 26 maggio 2010 Riferimenti normativi Accordo Collettivo Nazionale

Dettagli

IL SETTORE DELL ASSISTENZA E DELL AIUTO DOMICILIARE IN ITALIA

IL SETTORE DELL ASSISTENZA E DELL AIUTO DOMICILIARE IN ITALIA IL SETTORE DELL ASSISTENZA E DELL AIUTO DOMICILIARE IN ITALIA Il settore dell assistenza e dell aiuto domiciliare in Italia L assistenza domiciliare. Che cos è In Italia l assistenza domiciliare (A.D.)

Dettagli

INFORMATIVA AI CITTADINI

INFORMATIVA AI CITTADINI INFORMATIVA AI CITTADINI per le persone fragili Regione Lombardia ha definito modalità e strumenti di intervento, in particolare a favore di: - persone in condizione di dipendenza vitale - persone portatrici

Dettagli

REGOLAMENTO UNITARIO PERLA GESTIONE DELLE UNITA DI VALUTAZIONE INTEGRATE E PER L ACCESSO ALLE PRESTAZIONI SOCIOSANITARIE

REGOLAMENTO UNITARIO PERLA GESTIONE DELLE UNITA DI VALUTAZIONE INTEGRATE E PER L ACCESSO ALLE PRESTAZIONI SOCIOSANITARIE REGOLAMENTO UNITARIO PERLA GESTIONE DELLE UNITA DI VALUTAZIONE INTEGRATE E PER L ACCESSO ALLE PRESTAZIONI SOCIOSANITARIE Adottato con delibera G. C. n. 108 del 24.2.2005 Articolo 1 - L INTEGRAZIONE SOCIOSANITARIA

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICIALIRE

REGOLAMENTO COMUNALE PER SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICIALIRE COMUNE DI CORBOLA Provincia di Rovigo Ufficio Servizi Sociali REGOLAMENTO COMUNALE PER SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICIALIRE (S.A.D.) APPROVATO CON DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE N. 9 DEL 12.04.2010

Dettagli

REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE DEL BUONO SOCIALE DISABILI

REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE DEL BUONO SOCIALE DISABILI SETTEMBRE 2008 AMBITO TERRITORIALE DISTRETTO 5 REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE DEL BUONO SOCIALE DISABILI Relazione tecnica Il presente regolamento è lo strumento realizzato dai Comuni del Distretto 5 per

Dettagli

Le linee guida regionali sui piani di zona 2011 2015: da Casa di Riposo a Centro di Servizio

Le linee guida regionali sui piani di zona 2011 2015: da Casa di Riposo a Centro di Servizio Le linee guida regionali sui piani di zona 2011 2015: da Casa di Riposo a Centro di Servizio Il quadro Istituzionale organizzativo in Regione Veneto Dirigente Regionale Servizi Sociali dott. Mario Modolo

Dettagli

Servizio Assistenza Domiciliare S. A. D.

Servizio Assistenza Domiciliare S. A. D. Servizio Assistenza Domiciliare S. A. D. (Approvato con Delibera Consiglio Comunale n. 11 del 22/01/08 ) Indice Art. 1 Definizione del servizio pag. 2 Art. 2 Finalità ed obiettivi pag. 2 Art. 3 Destinatari

Dettagli

Art. 1 (Principi e finalità)

Art. 1 (Principi e finalità) Regione Lazio L.R. 20 Marzo 2009, n. 4 Istituzione del reddito minimo garantito. Sostegno al reddito in favore dei disoccupati, inoccupati o precariamente occupati (1) Art. 1 (Principi e finalità) 1. La

Dettagli

COMUNE DI MARCON REGOLAMENTO SULLE PRESTAZIONI ECONOMICHE AI NON AUTOSUFFICIENTI

COMUNE DI MARCON REGOLAMENTO SULLE PRESTAZIONI ECONOMICHE AI NON AUTOSUFFICIENTI COMUNE DI MARCON REGOLAMENTO SULLE PRESTAZIONI ECONOMICHE AI NON AUTOSUFFICIENTI APPROVATO CON DELIBERA DI CONSIGLIO COMUNALE N. 11 DEL 17.02.2014 Regolamento di accesso alle prestazioni economiche erogate

Dettagli

Laboratorio Servizi nell area DISABILI

Laboratorio Servizi nell area DISABILI Laboratorio Servizi nell area DISABILI 1 Studio sui servizi alla persona disabile a Roma Luglio 2007 Nella legislazione italiana, la tutela assistenziale del cittadino disabile si è avuta: 1. Negli anni

Dettagli

COMUNE di BUSACHI. Provincia di Oristano. Prot. n 2064 Busachi 16.04.2013

COMUNE di BUSACHI. Provincia di Oristano. Prot. n 2064 Busachi 16.04.2013 COMUNE di BUSACHI Provincia di Oristano Prot. n 2064 Busachi 6.04.203 CONDIZIONI E PROCEDURE PER ACCEDERE AL PROGRAMMA AZIONI DI CONTRASTO ALLE POVERTA ESTREME 6^ ANNUALITA BANDO DI CONCORSO LINEA DI INTERVENTO

Dettagli

CRITERI PER LA REALIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI DI CONTRASTO DELLE POVERTA

CRITERI PER LA REALIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI DI CONTRASTO DELLE POVERTA COMUNE DI MOGORO Provincia di Oristano CRITERI PER LA REALIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI DI CONTRASTO DELLE POVERTA Finanziamento anno 2014 1 Art. 1 Oggetto Il presente documento stabilisce i criteri per la

Dettagli

REGOLAMENTO PER L INTEGRAZIONE DELLE RETTE DI RICOVERO DI ANZIANI E DISABILI IN STRUTTURE

REGOLAMENTO PER L INTEGRAZIONE DELLE RETTE DI RICOVERO DI ANZIANI E DISABILI IN STRUTTURE UNIONE COMUNI DEL BASSO VICENTINO _Alonte, Asigliano Veneto, Orgiano, Pojana Maggiore_ REGOLAMENTO PER L INTEGRAZIONE DELLE RETTE DI RICOVERO DI ANZIANI E DISABILI IN STRUTTURE Approvato con deliberazione

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 11 DEL 19-05-2006 REGIONE VALLE D'AOSTA

LEGGE REGIONALE N. 11 DEL 19-05-2006 REGIONE VALLE D'AOSTA LEGGE REGIONALE N. 11 DEL 19-05-2006 REGIONE VALLE D'AOSTA Disciplina del sistema regionale dei servizi socio-educativi per la prima infanzia. Abrogazione delle leggi regionali 15 dicembre 1994, n. 77,

Dettagli

17 MARZO 2014/ 15 APRILE 2014 CRITERI PER L EROGAZIONE DI BUONI SOCIALI A FAVORE DI PERSONE CON DISABILITA GRAVE E PER ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI

17 MARZO 2014/ 15 APRILE 2014 CRITERI PER L EROGAZIONE DI BUONI SOCIALI A FAVORE DI PERSONE CON DISABILITA GRAVE E PER ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI 17 MARZO 2014/ 15 APRILE 2014 CRITERI PER L EROGAZIONE DI BUONI SOCIALI A FAVORE DI PERSONE CON DISABILITA GRAVE E PER ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI ART. 1 OGGETTO e FINALITA Il presente documento disciplina

Dettagli

CITTÀ DI CLUSONE. Provincia di Bergamo. Ambito Territoriale n 9, Valle Seriana Superiore e Valle di Scalve

CITTÀ DI CLUSONE. Provincia di Bergamo. Ambito Territoriale n 9, Valle Seriana Superiore e Valle di Scalve CITTÀ DI CLUSONE Provincia di Bergamo Ambito Territoriale n 9, Valle Seriana Superiore e Valle di Scalve CRITERI PER L EROGAZIONE DEL VOUCHER SOCIO-EDUCATIVO ED ASSISTENZIALE PER L ACQUISTO DI PRESTAZIONI

Dettagli

Interventi a favore del lavoro di assistenza e cura svolto dagli assistenti familiari

Interventi a favore del lavoro di assistenza e cura svolto dagli assistenti familiari Legge Regionale 25 maggio 2015, n. 15 Interventi a favore del lavoro di assistenza e cura svolto dagli assistenti familiari (BURL n. 22, suppl. del 28 Maggio 2015 ) urn:nir:regione.lombardia:legge:2015-05-25;15

Dettagli

Registro pubblico degli Assistenti familiari Distretto di Sanluri. Sez B Assistenti Familiari Sez. C educatori domiciliari.

Registro pubblico degli Assistenti familiari Distretto di Sanluri. Sez B Assistenti Familiari Sez. C educatori domiciliari. DISTRETTO DI SANLURI Comuni di Barumini, Collinas, Furtei, Genuri, Gesturi, Las Plassas, Lunamatrona, Pauli Arbarei, Samassi, Sanluri, Segariu, Serramanna, Serrenti, Setzu, Siddi, Tuili, Turri, Ussaramanna,

Dettagli

ARSAGO SEPRIO - BESNATE - CARDANO AL CAMPO CASORATE SEMPIONE - FERNO GOLASECCA LONATE POZZOLO - SOMMA LOMBARDO - VIZZOLA TICINO

ARSAGO SEPRIO - BESNATE - CARDANO AL CAMPO CASORATE SEMPIONE - FERNO GOLASECCA LONATE POZZOLO - SOMMA LOMBARDO - VIZZOLA TICINO INTERVENTI PREVISTI DALLA DGR 740 DEL 27/09/2013 APPROVAZIONE DEL PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE IN MATERIA DI GRAVI E GRAVISSIME DISABILITA DI CUI AL FONDO NAZIONALE PER LE NON AUTOSUFFICIENZE ANNO 2013

Dettagli

COMUNE DI PARMA DISTRETTO DI PARMA REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE DELL ASSEGNO SOCIALE

COMUNE DI PARMA DISTRETTO DI PARMA REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE DELL ASSEGNO SOCIALE COMUNE DI PARMA DISTRETTO DI PARMA REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE DELL ASSEGNO SOCIALE approvato con Deliberazione di Consiglio comunale n. 83/15 del 08.07.2008 e modificato con atto del Commissario Straordinario

Dettagli

Riconoscimento del lavoro di cura del familiare caregiver e integrazione dell assistenza domiciliare in favore dei malati di SLA della Sardegna.

Riconoscimento del lavoro di cura del familiare caregiver e integrazione dell assistenza domiciliare in favore dei malati di SLA della Sardegna. Allegato alla Delib.G.R. n. 49/14 del 7.12.2011 PROGETTO: Riconoscimento del lavoro di cura del familiare caregiver e integrazione dell assistenza domiciliare in favore dei malati di SLA della Sardegna.

Dettagli

Art.1 - Oggetto del regolamento

Art.1 - Oggetto del regolamento REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE SPERIMENTALE DI ASSEGNI DI CURA AD ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI IN CARICO ALL UNITA DI VALUTAZIONE GERIATRICA DEL DISTRETTO N.1 DELL A.S.L. 5 Art.1 - Oggetto del regolamento

Dettagli

Criteri di accesso e modalità di valutazione anno 2015

Criteri di accesso e modalità di valutazione anno 2015 Allegato A Criteri di accesso e modalità di valutazione anno 2015 1. Premessa Con la D.g.r. 2513 del 17/10/2014 si è data una prima attuazione alla legge regionale n. 18 del 24 giugno 2014 Norme a tutela

Dettagli

REGOLAMENTO PER GLI INTERVENTI DI ASSISTENZA ECONOMICA A FAVORE DI SINGOLE PERSONE E FAMIGLIE IN SITUAZIONE DI DISAGIO SOCIO- ECONOMICO

REGOLAMENTO PER GLI INTERVENTI DI ASSISTENZA ECONOMICA A FAVORE DI SINGOLE PERSONE E FAMIGLIE IN SITUAZIONE DI DISAGIO SOCIO- ECONOMICO REGOLAMENTO PER GLI INTERVENTI DI ASSISTENZA ECONOMICA A FAVORE DI SINGOLE PERSONE E FAMIGLIE IN SITUAZIONE DI DISAGIO SOCIO- ECONOMICO Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 16 del 28 febbraio

Dettagli

AVVISO PUBBLICO PER INTERVENTI DI ASSISTENZA DOMICILIARE IN FAVORE DI ANZIANI E DIVERSAMENTE ABILI

AVVISO PUBBLICO PER INTERVENTI DI ASSISTENZA DOMICILIARE IN FAVORE DI ANZIANI E DIVERSAMENTE ABILI AVVISO PUBBLICO PER INTERVENTI DI ASSISTENZA DOMICILIARE IN FAVORE DI ANZIANI E DIVERSAMENTE ABILI In attuazione del Piano Sociale di Zona 2014-2016; IL DIRETTORE DEL CONSORZIO Del Decreto di approvazione

Dettagli

DISCIPLINARE COMUNALE

DISCIPLINARE COMUNALE COMUNE DI GESICO GESTIONE DEL PROGRAMMA REGIONALE AZIONI DI CONTRASTO ALLA POVERTA LINEA D INTERVENTO 3 CONCESSIONE DI SUSSIDI PER LO SVOLGIMENTO DEL SERVIZIO CIVICO DISCIPLINARE COMUNALE Programma anno

Dettagli

Legge Regionale 23 Novembre 2006, n. 20. Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza. (BUR N. 34 del 9 dicembre 2006)

Legge Regionale 23 Novembre 2006, n. 20. Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza. (BUR N. 34 del 9 dicembre 2006) Legge Regionale 23 Novembre 2006, n. 20. Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza. (BUR N. 34 del 9 dicembre 2006) Art.1 (Oggetto e finalità) 1. La Regione con la presente legge, in armonia

Dettagli

COMUNE DI DOLO Assessorato alle Politiche Sociali REGOLAMENTO DEL SERVIZIO PASTI A DOMICILIO

COMUNE DI DOLO Assessorato alle Politiche Sociali REGOLAMENTO DEL SERVIZIO PASTI A DOMICILIO COMUNE DI DOLO Assessorato alle Politiche Sociali REGOLAMENTO DEL SERVIZIO PASTI A DOMICILIO APPROVATO CON DELIBERAZIONE DI C.C. N. 64 DEL 29.11.2007 1 INDICE PREMESSA CAPO I PRINCIPI E OBIETTIVI Art.1

Dettagli

LA POVERTÀ IN ITALIA. Anno 2011. 17 luglio 2012. INCIDENZA DI POVERTÀ RELATIVA PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA. Anni 2008-2011, valori percentuali

LA POVERTÀ IN ITALIA. Anno 2011. 17 luglio 2012. INCIDENZA DI POVERTÀ RELATIVA PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA. Anni 2008-2011, valori percentuali 17 luglio 2012 Anno 2011 LA POVERTÀ IN ITALIA Nel 2011, l 11,1% delle famiglie è in condizione di povertà relativa (per un totale di 8.173 mila persone) e il 5,2% lo è in termini assoluti (3.415 mila).

Dettagli

Intesa 2 sottoscritta il 25 ottobre 2012 in sede di Conferenza Unificata Ministro Pari opportunità, Regioni e Autonomie locali

Intesa 2 sottoscritta il 25 ottobre 2012 in sede di Conferenza Unificata Ministro Pari opportunità, Regioni e Autonomie locali Roma, 7 maggio 2013 Intesa 2 sottoscritta il 25 ottobre 2012 in sede di Conferenza Unificata Ministro Pari opportunità, Regioni e Autonomie locali E la naturale prosecuzione degli interventi previsti da

Dettagli

COMUNE DI BUTTRIO REGOLAMENTO PER L INSERIMENTO DI PERSONE ADULTE E ANZIANE CHE NECESSITANO DI RICOVERO IN STRUTTURE RESIDENZIALI

COMUNE DI BUTTRIO REGOLAMENTO PER L INSERIMENTO DI PERSONE ADULTE E ANZIANE CHE NECESSITANO DI RICOVERO IN STRUTTURE RESIDENZIALI COMUNE DI BUTTRIO REGOLAMENTO PER L INSERIMENTO DI PERSONE ADULTE E ANZIANE CHE NECESSITANO DI RICOVERO IN STRUTTURE RESIDENZIALI (Approvato con deliberazione consiliare n 36 nella seduta del 27 settembre

Dettagli

BUONO SOCIALE. Via Turati 2/b - 22036 Erba (C0) - P. IVA 02984610135 - Tel. 031 6474525 - Fax 031 6474539 - ufficiodipiano@consorzioerbese.

BUONO SOCIALE. Via Turati 2/b - 22036 Erba (C0) - P. IVA 02984610135 - Tel. 031 6474525 - Fax 031 6474539 - ufficiodipiano@consorzioerbese. BUONO SOCIALE CRITERI E MODALITA PER LA CONCESSIONE DEL BUONO SOCIALE A FAVORE DI PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI ASSISTITE A DOMICILIO DAI FAMILIARI O CON ASSISTENZA INFORMALE Art. 1 Finalità: Il buono sociale

Dettagli

Ambito territoriale 1 Bergamo Comuni di Bergamo, Gorle, Orio al Serio, Ponteranica, Sorisole, Torre Boldone

Ambito territoriale 1 Bergamo Comuni di Bergamo, Gorle, Orio al Serio, Ponteranica, Sorisole, Torre Boldone Ambito territoriale 1 Bergamo Comuni di Bergamo, Gorle, Orio al Serio, Ponteranica, Sorisole, Torre Boldone Criteri per l erogazione del Voucher socio-educativo e assistenziale per l acquisto di prestazioni

Dettagli

IL CIPE. Deliberazione n. 36 del 15 giugno 2007

IL CIPE. Deliberazione n. 36 del 15 giugno 2007 Deliberazione n. 36 del 15 giugno 2007 DEFINIZIONE DEI CRITERI DI COFINANZIAMENTO PUBBLICO NAZIONALE DEGLI INTERVENTI SOCIO STRUTTURALI COMUNITARI PER IL PERIODO DI PROGRAMMAZIONE 2007-2013 IL CIPE VISTA

Dettagli

COMUNE GENONI PROVINCIA ORISTANO BANDO SELEZIONE

COMUNE GENONI PROVINCIA ORISTANO BANDO SELEZIONE COMUNE GENONI PROVINCIA ORISTANO BANDO SELEZIONE PER LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE DI AMMISSIONE AL PROGRAMMA SPERIMENTALE PER LA REALIZZAZIONE DI INTERVENTI DI CONTRASTO DELLE POVERTA ESTREME SERVIZI

Dettagli

LINEE GUIDA PER L ISCRIZIONE AL REGISTRO PUBBLICO DEGLI ASSISTENTI FAMILIARI DELLA PROVINCIA DELLA SPEZIA

LINEE GUIDA PER L ISCRIZIONE AL REGISTRO PUBBLICO DEGLI ASSISTENTI FAMILIARI DELLA PROVINCIA DELLA SPEZIA LINEE GUIDA PER L ISCRIZIONE AL REGISTRO PUBBLICO DEGLI ASSISTENTI FAMILIARI DELLA PROVINCIA DELLA SPEZIA 1 INDICE 1. Definizione e finalità...3 2. Soggetti che possono presentare domanda di iscrizione...3

Dettagli

COMUNE DI CARMIGNANO P.za Giacomo Matteotti, 1 59015 CARMIGNANO (PO)

COMUNE DI CARMIGNANO P.za Giacomo Matteotti, 1 59015 CARMIGNANO (PO) COMUNE DI CARMIGNANO P.za Giacomo Matteotti, 1 59015 CARMIGNANO (PO) Tel. 055 875011 Fax 055 8750301 P.I. 00255160970 C.F. 01342090485 www.comune.carmignano.po.it REGOLAMENTO SULLE MODALITA DI COMPARTECIPAZIONE

Dettagli

Capitolo I Principi generali

Capitolo I Principi generali CONSORZIO SERVIZI SOCIALI DELL OLGIATESE CRITERI E MODALITÀ PER L EROGAZIONE DEL BUONO SOCIALE ANZIANI ANNO 2014/2015 Indice: Capitolo I Principi generali. 1. Principi generali e finalità dell intervento.

Dettagli

AVVISO PUBBLICO PER L ACCESSO AL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI (S.A.D.)

AVVISO PUBBLICO PER L ACCESSO AL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI (S.A.D.) AVVISO PUBBLICO PER L ACCESSO AL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI (S.A.D.) In attuazione del II Piano di intervento servizi di cura per gli anziani del Piano di Azione e Coesione,

Dettagli

Italia divisa: le disomogeneità territoriali nella gestione dell anziano fragile sul territorio

Italia divisa: le disomogeneità territoriali nella gestione dell anziano fragile sul territorio Simposio SIGG-AGE La fragilità della Geriatria Italia divisa: le disomogeneità territoriali nella gestione dell anziano fragile sul territorio Dott. Gianluca Isaia Nel 2011 gli ultrasessantacinquenni in

Dettagli

L.R. 25 SETTEMBRE 1996 ART. 5 CO. 2 E ART. 21 CO. 3 D.P.R. N. 022/PRES.

L.R. 25 SETTEMBRE 1996 ART. 5 CO. 2 E ART. 21 CO. 3 D.P.R. N. 022/PRES. PROGRAMMA PROVINCIALE FINALIZZATO ALLA SPERIMENTAZIONE DI MODELLI ORGANIZZATIVI INNOVATIVI DEGLI INTERVENTI E DEI SERVIZI DI RETE RIVOLTI ALLE PERSONE DISABILI L.R. 25 SETTEMBRE 1996 ART. 5 CO. 2 E ART.

Dettagli

L assistenza domiciliare integrata nella ASL di Lecce. Cabina di regia aziendale Polo didattico 07.2.2013

L assistenza domiciliare integrata nella ASL di Lecce. Cabina di regia aziendale Polo didattico 07.2.2013 L assistenza domiciliare integrata nella ASL di Lecce Cabina di regia aziendale Polo didattico 07.2.2013 Definizione (da Flussi informativi ministeriali per la costruzione degli indicatori LEA) Per ADI

Dettagli

Città di Adrano Città di Biancavilla Città di Santa Maria di Licodia ASP 3 Comune Capofila

Città di Adrano Città di Biancavilla Città di Santa Maria di Licodia ASP 3 Comune Capofila Città di Adrano Città di Biancavilla Città di Santa Maria di Licodia ASP 3 Comune Capofila 1 DISTRETTO SOCIO SANITARIO D12 Adrano Biancavilla S.M. Licodia ASP 3 ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA Art. 1

Dettagli

L attuazione della Legge 162/98 in Sardegna

L attuazione della Legge 162/98 in Sardegna A cura dell ABC Sardegna, ediz. rivista in ottobre 2005 L attuazione della Legge 162/98 in Sardegna La Legge Nazionale 162/98 ha apportato modifiche alla legge quadro sull handicap L.104/1992, concernenti

Dettagli

PROGETTO ASSISTENZA DOMICILIARE ANZIANI

PROGETTO ASSISTENZA DOMICILIARE ANZIANI PROGETTO ASSISTENZA DOMICILIARE ANZIANI PIANO DISTRETTUALE DEGLI INTERVENTI del Distretto socio-sanitario di Corigliano Calabro Rif. Decreto Regione Calabria n. 15749 del 29/10/2008 ANALISI DELBISOGNO

Dettagli

MODALITA DI COMPARTECIPAZIONE AL COSTO DELLE PRESTAZIONI DA PARTE DELL UTENTE PER I SERVIZI DOMICILIARI, SEMIRESIDENZIALI E RESIDENZIALI

MODALITA DI COMPARTECIPAZIONE AL COSTO DELLE PRESTAZIONI DA PARTE DELL UTENTE PER I SERVIZI DOMICILIARI, SEMIRESIDENZIALI E RESIDENZIALI MODALITA DI COMPARTECIPAZIONE AL COSTO DELLE PRESTAZIONI DA PARTE DELL UTENTE PER I SERVIZI DOMICILIARI, SEMIRESIDENZIALI E RESIDENZIALI La L.R. 41/2005 all art. 2 sancisce il carattere di universalità

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO ASSISTENZA DOMICILIARE

REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO ASSISTENZA DOMICILIARE UNIONE COMUNI DEL BASSO VICENTINO _Alonte, Asigliano Veneto, Orgiano, Pojana Maggiore_ REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE Approvato con delibera Consiglio Unione n. 16 del 27/11/2008

Dettagli

IL PROGRAMMA INCORAGGIA L APPRENDISTATO FINALIZZATO ALLA FORMAZIONE E ALL INSERIMENTO DEI GIOVANI NEL MONDO DEL LAVORO

IL PROGRAMMA INCORAGGIA L APPRENDISTATO FINALIZZATO ALLA FORMAZIONE E ALL INSERIMENTO DEI GIOVANI NEL MONDO DEL LAVORO Roma, 10 Luglio 2015 I giovani presi in carico sono 380 mila. A oltre 128 mila è stata proposta almeno una misura I GIOVANI REGISTRATI AL PROGRAMMA SUPERANO LE 666 MILA UNITÀ, 13 MILA IN PIÙ RISPETTO ALLA

Dettagli

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE.

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE. REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE. Approvato con deliberazione del C.C. n. 40 del 30.6.2003 Comune di Cusano Milanino REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE. Art.1 OGGETTO

Dettagli

COMUNE DI PESCHIERA DEL GARDA Città Turistica e d Arte REGOLAMENTO PER L INSERIMENTO NEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE

COMUNE DI PESCHIERA DEL GARDA Città Turistica e d Arte REGOLAMENTO PER L INSERIMENTO NEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE COMUNE DI PESCHIERA DEL GARDA Città Turistica e d Arte REGOLAMENTO PER L INSERIMENTO NEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE Approvato con delibera C.S. n. 80 del 21/4/2004 ART. 1 - Premessa Ai sensi della

Dettagli

REGOLAMENTO SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE ANZIANI

REGOLAMENTO SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE ANZIANI ENTE D AMBITO SOCIALE N. 34 VESTINA REGOLAMENTO SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE ANZIANI 1 Articolo 1 DEFINIZIONI 1. Ai fini del presente regolamento per Piano Sociale di zona si intende quel provvedimento

Dettagli

favorire il ricorso a soluzioni alternative all istituzionalizzazione per i cittadini non autosufficienti, riconoscendo anche la cura e l assistenza

favorire il ricorso a soluzioni alternative all istituzionalizzazione per i cittadini non autosufficienti, riconoscendo anche la cura e l assistenza LA GIUNTA REGIONALE vista la legge 8 novembre 2000, n. 328 (Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali) e, in particolare gli articoli 2 (Diritto alle prestazioni),

Dettagli

CRITERI DI RIFERIMENTO PER L ACCESSO AL BUONO SOCIALE 2015 PER PERSONE CON DISABILITÀ GRAVE O NON AUTOSUFFICIENTI

CRITERI DI RIFERIMENTO PER L ACCESSO AL BUONO SOCIALE 2015 PER PERSONE CON DISABILITÀ GRAVE O NON AUTOSUFFICIENTI CRITERI DI RIFERIMENTO PER L ACCESSO AL BUONO SOCIALE 2015 PER PERSONE CON DISABILITÀ GRAVE O NON AUTOSUFFICIENTI 1. PRINCIPI GENERALI I seguenti criteri disciplinano, all interno di un sistema integrato

Dettagli

OGGETTO: APPROVAZIONE REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE AD ANZIANI E SOGGETTI SVANTAGGIATI

OGGETTO: APPROVAZIONE REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE AD ANZIANI E SOGGETTI SVANTAGGIATI OGGETTO: APPROVAZIONE REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE AD ANZIANI E SOGGETTI SVANTAGGIATI I L C O N S I G L I O C O M U N A L E PREMESSO che l assistenza domiciliare

Dettagli