Bilancio e Relazioni ESERCIZIO

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1 Bilancio e Relazioni ESERCIZIO

2 IBL Banca S.p.A. Sede sociale e Direzione Generale Via di Campo Marzio, 46 Roma Capitale Sociale int. vers. Euro ,00 Capogruppo del Gruppo Bancario IBL Banca - Iscritta all Albo delle Banche al n Iscritta all Albo dei Gruppi Bancari al n ABI CAB Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi Partita IVA C.F C.C.I.A.A. Roma 43658

3 Bilancio e Relazioni ESERCIZIO

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7 Convocazione di Assemblea Ordinaria

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9 I Signori Azionisti sono convocati in Assemblea Ordinaria della IBL Banca presso la sede sociale in Roma, Via di Campo Marzio n. 46, il giorno 16 Aprile 2014 alle ore 11,00, per discutere e deliberare sul seguente ORDINE DEL GIORNO: 1. Relazioni del Consiglio di Amministrazione, del Collegio Sindacale e della società di revisione PricewaterhouseCoopers SpA sull esercizio 2013; presentazione del bilancio al 31 dicembre 2013 e delibere inserenti e conseguenti. Per l intervento all Assemblea valgono le disposizioni di legge e di statuto.

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11 Indice generale 7 ORGANI SOCIALI 9 RELAZIONE DI GESTIONE 45 SCHEMI DI BILANCIO 53 NOTA INTEGRATIVA 155 RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE 162 RELAZIONE DELLA SOCIETÀ DI REVISIONE

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13 Organi Sociali CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE PRESIDENTE VICE PRESIDENTE VICARIO VICE PRESIDENTE AMMINISTRATORE DELEGATO CONSIGLIERE CONSIGLIERE Franco Masera Francesco Ceccobelli Antonio d Amelio Mario Giordano Carlo d Amelio Oscar Cosentini* COLLEGIO SINDACALE PRESIDENTE SINDACO EFFETTIVO SINDACO EFFETTIVO SINDACO SUPPLENTE SINDACO SUPPLENTE Giuseppe Tinelli Roberto Aguiari Andrea Bitti** Enrico Canini** Vincenzo Festinese * Nominato dall Assemblea dei Soci del 19 settembre 2013 **Nominati dall Assemblea dei Soci del 19 dicembre 2013

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15 Relazione di Gestione

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17 Indice A. IL MERCATO DI RIFERIMENTO I. SCENARIO MACROECONOMICO II. IL MERCATO DEL CREDITO AI CONSUMATORI E DELLA CESSIONE DEL QUINTO B. RISULTATI DI ESERCIZIO I. DATI DI SINTESI II. STRUTTURA ECONOMICA III. STRUTTURA PATRIMONIALE C. ATTIVITÀ DELLE STRUTTURE OPERATIVE I. ORGANIZZAZIONE E SISTEMI INFORMATIVI II. RISORSE UMANE III. FINANZA IV. RISK MANAGEMENT V. COMPLIANCE VI. TRASPARENZA VII. ATTIVITÀ DI RICERCA E SVILUPPO D. POLITICHE COMMERCIALI I. IMPIEGHI II. RACCOLTA III. ATTIVITÀ DI INTERMEDIAZIONE IV. MARKETING ED ADVERTISING V. RETE TERRITORIALE E. PARTECIPAZIONI E RAPPORTI CON LE SOCIETA DEL GRUPPO F. OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE G. POLITICHE DI ASSUNZIONE, GESTIONE E COPERTURA DEI RISCHI FINANZIARI I. RISCHIO DI CREDITO E TECNICHE DI ATTENUAZIONE (CRM) II. RISCHIO DI TASSO E RISCHIO DI LIQUIDITÀ III. INTERNAL CAPITAL ADEQUACY ASSESSMENT PROCESS (ICAAP) E INFORMATIVA AL PUBBLICO (PILLAR 3) H. FATTI DI RILIEVO ACCADUTI DOPO LA CHIUSURA DELL ESERCIZIO I. EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE L. PROGETTO DI DESTINAZIONE DEGLI UTILI DI ESERCIZIO

18 12 BILANCIO E RELAZIONI 2013 IBL Banca A. IL MERCATO DI RIFERIMENTO I. SCENARIO MACROECONOMICO Nel 2013 lo scenario macroeconomico, pur rimanendo molto debole, è stato caratterizzato da una modesta ripresa dell attività economica che, in misura marginale, ha coinvolto anche l Italia a partire dal terzo trimestre dell anno. Il Pil mondiale, secondo la stima del Fondo Monetario Internazionale, è cresciuto, nel 2013, del +3%, dal 3,2% dello scorso anno spinto dalla ripresa del commercio mondiale. Nell Area Euro il quadro resta complesso e i rischi legati alla crescita economica permangono. In media, nel 2013, il Pil è sceso dello 0,4% in lieve miglioramento rispetto al -0,6% del La parziale ripresa dell attività economica, unitamente alle decisioni di politica monetaria, ha contribuito ad attenuare le tensioni sul debito sovrano. Tuttavia, la dinamica dei prezzi al consumo è stata molto moderata; ciò si è tradotto in tassi di interesse più elevati in termini reali e in una più lenta riduzione dell indebitamento privato e pubblico. La crescita è prevista ancora contenuta nei prossimi mesi. L inflazione ha raggiunto i valori minimi degli ultimi quattro anni. L attività industriale si è mantenuta debole, mentre la domanda interna delle famiglie tarda a riprendere vigore, pur presentando qualche segnale di miglioramento. Risulta invece positivo l andamento delle vendite all estero. Alla luce delle prospettive di un prolungato periodo di bassa inflazione, della dinamica contenuta di moneta e credito e della debolezza dell attività economica, nella riunione di inizio novembre il Consiglio direttivo della BCE ha ridotto il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali e quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale di 25 punti base (allo 0,25 e allo 0,75 per cento, rispettivamente). Nella riunione di gennaio il Consiglio ha ribadito che prevede di mantenere i tassi ufficiali ai livelli pari o inferiori a quelli attuali per un periodo di tempo prolungato. Il Consiglio ha inoltre deciso di continuare a condurre tutte le operazioni di rifinanziamento mediante aste a tasso fisso con pieno accoglimento delle domande fino a quando ritenuto necessario e, in ogni caso, almeno fino all inizio del luglio I tassi sul mercato monetario sono lievemente aumentati, anche a fronte della maggiore domanda di liquidità da parte delle banche in vista della fine dell anno. Prosegue il processo di costruzione dell Unione bancaria. In novembre la BCE e le autorità di vigilanza nazionali hanno dato avvio a un esame approfondito dei bilanci e del profilo di rischio degli intermediari (comprehensive assessment) che saranno vigilati direttamente dalla BCE. In particolare saranno condotti un analisi del rischio, un esame della qualità degli attivi (asset quality review) e uno stress test coordinato con l Autorità bancaria europea (European Banking Authority, EBA). Lo scorso 18 dicembre il Consiglio dei ministri economici e finanziari dei paesi della UE ha trovato un accordo sull istituzione di un meccanismo di risoluzione delle crisi bancarie e sulle sue caratteristiche, che prevede la creazione di un fondo di risoluzione unico. Il fondo, che avrà la sua piena capacità finanziaria (pari a 55 miliardi) dopo un lungo periodo di transizione, sarà inizialmente costituito da comparti nazionali che saranno gradualmente unificati mediante un processo di mutualizzazione progressiva da completarsi entro il Durante il periodo di transizione le risorse finanziarie necessarie per la risoluzione di eventuali crisi bancarie saranno rese disponibili dai governi o dallo European Stability Mechanism (ESM), in linea con le procedure stabilite per la ricapitalizzazione degli istituti finanziari. La recessione italiana, iniziata nell estate del 2011, si è tecnicamente arrestata nel terzo trimestre di quest anno. Dopo nove trimestri di calo o di stagnazione, infatti, l economia italiana è tornata a crescere. Nell ultimo trimestre del 2013, il Pil è infatti aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre

19 RELAZIONE DI GESTIONE 13 precedente ed è diminuito dello 0,8% nei confronti del quarto trimestre del Nel 2013 il Pil è complessivamente diminuito dell 1,9% (-2,4% nel 2012) risentendo della fragilità del mercato del lavoro, che ha frenato l espansione del reddito disponibile e, quindi, la spesa delle famiglie. Quanto all'andamento del mercato del lavoro, il tasso di occupazione medio del 2013 è stato del 55,6%, più di 1 punto percentuale inferiore rispetto al 56,7% del La debolezza del mercato del lavoro continua a rappresentare uno dei principali coni d ombra dello scenario economico italiano: nel corso del 2013, il tasso di disoccupazione è cresciuto ininterrottamente toccando, a novembre, il +12,8%, il più alto dato mai registrato dall inizio sia delle serie mensili di dati - gennaio che delle serie trimestrali - primo trimestre del Il tasso di disoccupazione medio annuo del 2013 si è attestato al +12,2%, dal +10,7% del Nella media del 2013 l aumento dell indice dei prezzi al consumo è stato pari a +1,3% in forte calo rispetto al +3,3% del A dicembre l indice ha toccato il valore minimo pari al +0,7%. Secondo le ultime valutazioni ufficiali, presentate dall Istat a marzo 2014, nel 2013 l'indebitamento netto delle Amministrazioni Pubbliche in rapporto al Pil è stato pari al -3%, stabile rispetto a quanto registrato nel Secondo i dati provvisori dell Istat, il rapporto tra debito pubblico e Pil si è attestato, nel 2013, intorno al 132,6%, in ulteriore crescita rispetto al 127% del Secondo le previsioni stimate dalla Banca d Italia nel 2014 si dovrebbe registrare una moderata ripresa dell attività economica, che accelererebbe, sia pur in misura contenuta, l anno successivo. Dopo essersi ridotto dell 1,8 per cento nel 2013, il Pil dovrebbe crescere dello 0,7% nel 2014 e dell 1% per cento nel La ripresa dovrebbe essere trainata dalla domanda estera e dalla graduale espansione degli investimenti produttivi, favoriti dal miglioramento delle prospettive di domanda e dalle accresciute disponibilità liquide delle imprese, grazie anche al pagamento dei debiti commerciali pregressi delle Amministrazioni pubbliche. Le condizioni del credito resteranno però ancora tese. Il rapporto tra investimenti e Pil è previsto mantenersi al di sotto della media storica, mentre i consumi resteranno deboli. Il miglioramento dell economia trasmetterà con i consueti ritardi alle condizioni del mercato del lavoro, per cui l occupazione potrebbe tornare a espandersi solo nel I rischi per la crescita, rispetto a questo scenario previsivo, restano orientati verso il basso. Se le condizioni di accesso al credito rimanessero restrittive più a lungo di quanto prefigurato o se i pagamenti dei debiti commerciali delle Amministrazioni pubbliche registrassero differimenti, la ripresa degli investimenti sarebbe ritardata. Il riaccendersi di timori sulla determinazione delle autorità nazionali nel perseguire il consolidamento delle finanze pubbliche e nell attuare le riforme strutturali, o di quelle europee nel proseguire nella riforma della governance dell Unione, potrebbe riflettersi sfavorevolmente sui tassi di interesse a lungo termine. Il rischio di una deflazione generalizzata resta nel complesso modesto, ma il calo dell inflazione potrebbe essere più accentuato e persistente di quanto prefigurato, specie se la debolezza della domanda si riflettesse sulle aspettative. II. IL MERCATO DEL CREDITO AL COSUMO E DELLA CESSIONE DEL QUINTO Nel corso del 2013 lo sfavorevole quadro congiunturale si è riflesso sia in una debole domanda di credito da parte di imprese e famiglie, sia in tensioni sull offerta connesse con il deterioramento della qualità del credito. Il segmento di attività rappresentato dal credito al consumo è risultato in flessione e con una elevata volatilità, a fine 2013 ha segnato una variazione annua di circa il -1,9% (dal 6,9% di fine 2012). Nel 2013 il mercato del credito alle famiglie ha evidenziato molti elementi di fragilità. Da un lato la debolezza dei bilanci delle famiglie ha continuato ad alimentare comportamenti prudenti nelle decisioni di spesa limitando la domanda di finanziamenti, anche se sembra superato il punto di

20 14 BILANCIO E RELAZIONI 2013 IBL Banca minimo toccato nel Dall altro la frammentazione dei mercati finanziari, le esigenze di rafforzamento patrimoniale e il difficile processo di ripristino di alcuni canali di raccolta hanno ancora gravato sull offerta di prestiti. Le erogazioni di credito alle famiglie, in entrambi i comparti di credito al consumo e mutui, hanno pertanto continuato a contrarsi, ma meno che nel Nei prossimi anni il credito alle famiglie sarà ancora condizionato dalla debolezza del contesto macroeconomico e da vincoli operativi, pur in lento miglioramento, evidenziando tassi di crescita modesti e una rischiosità più elevata rispetto al passato. La debole ripresa del ciclo dei consumi limiterà l espansione del credito al consumo che dovrebbe consolidarsi solo nell ultimo anno della previsione. Nel complesso, le consistenze di credito alle famiglie torneranno a crescere debolmente nel 2014 e solo poco di più l anno successivo. Nonostante una progressiva riduzione dei tassi di ingresso in sofferenza, gli effetti della prolungata fase recessiva, e soprattutto la non completa risoluzione delle criticità del mercato del lavoro, determineranno un ulteriore peggioramento dei tassi di sofferenza. Nel quadro delineato, il ritorno a livelli di redditività sostenibili per il comparto dei finanziamenti alle famiglie resta legato all efficacia delle strategie di ottimizzazione della gestione del rischio lungo tutto il ciclo di vita del finanziamento, alle azioni di miglioramento dell efficienza operativa e alla capacità di mettere al centro del modello di servizio la valorizzazione della relazione con il cliente. Non da ultimo resta cruciale il ripristino di condizioni di accesso ai mercati del funding meno penalizzanti per gli operatori. Nello specifico, la debolezza del contesto macroeconomico nei mesi scorsi ha fortemente condizionato il clima di fiducia delle famiglie, inducendole a rimandare o a razionalizzare i consumi, soprattutto quelli a valore elevato, determinando un calo della domanda di finanziamento per sostenerli. Al contempo, nonostante condizioni finanziarie più distese rispetto a quelle del 2012, anche quest anno le politiche di offerta di credito alle famiglie si sono mantenute selettive, prevalentemente a causa dell aumentata rischiosità corrente e prospettica del comparto nonché dei più stringenti requisiti di capitale ai quali gli Istituti sono vincolati. Le famiglie, con un reddito disponibile ancora in calo e occupazione in contrazione, hanno proseguito nella razionalizzazione degli acquisti, soprattutto di beni durevoli che costituiscono la componente più frequentemente finanziata. In tale contesto, le tipologie di credito caratterizzate da importi medi contenuti risultano le meno penalizzate, riflettendo la tradizionale prudenza delle famiglie italiane nell assumere impegni finanziari. I finanziamenti finalizzati all acquisto di altri beni/servizi (appartenenti a settori quali arredo, elettronica ed elettrodomestici, e altri beni e servizi finanziabili, tra i quali viaggi, spese mediche, palestre, ecc.) sebbene chiudano il 2013 in calo del 5,2% (dati Assofin), evidenziano una tenuta di quelli caratterizzati da small ticket, quali quelli finalizzati all acquisto di prodotti di telefonia e information technology. Anche il comparto delle carte rateali/opzione, mostra un calo contenuto dei volumi transatti (-2,16%), mentre continuano a contrarsi in modo deciso i volumi movimentati dalle carte revolving (-47,8%). Sono però i prestiti personali la tipologia di finanziamento più in difficoltà, con una forte contrazione dei flussi erogati (-10,3%), originata sia da una maggiore prudenza delle famiglie, che dimostrano di preferire finanziamenti di importo più contenuto, sia dalla cautela degli istituti eroganti verso un prodotto caratterizzato da un maggior grado di rischiosità. Dopo lo stop del 2012 si registra una ripresa (+2,4%) delle erogazioni di finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio/pensione che hanno beneficiato della riorganizzazione del business. Il perdurare di condizioni macroeconomiche sfavorevoli e la debolezza del mercato del lavoro hanno determinato una maggiore fragilità delle famiglie, con ripercussioni negative sulla rischiosità del

21 RELAZIONE DI GESTIONE 15 credito in essere. Sebbene il tasso di default si stabilizzi nel corso del 2013 al 2,7%, grazie a un offerta molto selettiva, il tasso di sofferenza aumenta nelle diverse forme tecniche come effetto congiunto della contrazione dello stock degli impieghi e dell aumento delle sofferenze. Anche nel 2013 le famiglie italiane hanno confermato strategie di contenimento della spesa in modo trasversale a tutte le voci di consumo in cui si osservano, spesso congiuntamente, comportamenti orientati alla riduzione della domanda o alla ricerca di prezzi più convenienti. In prospettiva, il percorso di recupero dei livelli di consumo sarà lento e in linea con quello del potere di acquisto delle famiglie. Tuttavia, la necessità di rinnovare la dotazione dei beni durevoli, troppo a lungo procrastinata, sosterrà la crescita di questo aggregato a partire dal 2014, anche grazie alle detrazioni fiscali per l acquisto dei prodotti per la casa (mobili e elettrodomestici), a svantaggio delle altre voci di spesa, in particolare di quelle più voluttuarie. Nel prossimo biennio, il credito alle famiglie sarà ancora condizionato da un contesto macroeconomico debole, su cui pesano non poco le condizioni del mercato del lavoro e l evoluzione dei redditi disponibili delle famiglie, e da vincoli operativi, pur in graduale allentamento. L intenso processo normativo e di riforma del sistema finanziario europeo richiederà agli operatori una forte attenzione al capitale e un adeguata copertura delle perdite sui crediti anomali, continuando a condizionare le politiche di offerta. Il processo di unione bancaria potrebbe, tuttavia, favorire progressivamente un miglioramento delle condizioni operative per gli intermediari del credito per effetto della maggiore trasparenza sui bilanci che potrà arrivare dall esercizio di valutazione dei bilanci bancari condotto nel 2014 da Bce/Eba. La cautela della domanda si accompagnerà pertanto a politiche di offerta del credito che necessariamente dovranno mantenersi selettive in un contesto in cui la rischiosità rimarrà elevata. Il comparto del credito al consumo dovrebbe ritornare a crescere debolmente dal 2014 per poi consolidare i segnali di ripresa l anno successivo, pur senza recuperare i valori assoluti del mercato nel Flusso Erogazioni () Numero Operazioni Prodotto 2013 % 2012 Var Var Prestiti Personali ,7% ,3% ,4% Prestiti Finalizzati ,5% ,2% ,2% Revolving ,2% ,8% ,2% Carte Ratail/Opzione ,1% ,1% ,9% Cessione del Quinto ,4% ,6% ,0% Totale ,0% ,2% ,77% Cessione del Quinto 2013 % 2012 Var Dipendenti Pubblici ,2% ,6% Dipendenti Privati ,6% ,3% Pensionati ,2% ,8% Totale ,0% ,6% Fonte: Assofin Osservatorio mensile sul credito al consumo 2013 Consistenza () Prodotto 2013 % 2012 Var Prestiti Personali ,2% ,8% Autoveicoli e Motocicli ,5% ,1% Veiocoli Bussines ,1% ,4% Altri Prestiti Finalizzati ,9% ,1% Carte Rateali/Opzione ,7% ,6% Cessione del Quinto ,6% ,7% Totale ,0% ,4% Fonte: Assofin Osservatorio mensile sul credito al consumo 2013 Nell ambito di tale scenario macroeconomico e finanziario la banca si è posizionata anche nel 2013,

22 16 BILANCIO E RELAZIONI 2013 IBL Banca come l anno precedente, al secondo posto a livello nazionale in termini di nuove erogazioni, con 507 milioni di euro per operazioni di cessione del quinto dello stipendio e delegazioni di pagamento. Ciò ha permesso di raggiungere una quota di mercato, nel ranking dei flussi erogati, del 12%. Con riferimento, invece, allo stock dei crediti in essere la banca si posiziona al quinto posto con una percentuale di mercato pari a circa l 8%, grazie ad un portafoglio crediti di circa milioni di euro su un totale di mercato di milioni di euro.

23 RELAZIONE DI GESTIONE 17 B. RISULTATI DI ESERCIZIO Signori Azionisti, il bilancio al presenta un risultato ante imposte pari a 38,7 milioni di euro, che al netto di imposte per 16,4 milioni di euro, dà un risultato netto di 22,3 milioni di euro. Le imposte sono state calcolate applicando l addizionale Ires prevista dal Decreto legge 30 novembre 2013 n. 133, che ha comportato per la banca un onere aggiuntivo di circa 3,3 milioni di euro, in assenza del quale il risultato netto sarebbe stato pari a 25,6 milioni di euro. Nella tabella che segue sono riportati dati di sintesi e alcuni indicatori di performance economici, finanziari e di produttività, raffrontati con l anno precedente. Nell analisi di tali dati si deve tener conto dell aumento di capitale effettuato nell esercizio appena concluso per 7 milioni di euro, con conseguente riduzione, a parità di condizioni, del ROE. Analizzando i dati di sintesi emerge come il risultato netto conseguito ha determinato un livello del ROE pari al 31,77%. Risultano positivi gli altri indici di redditività e di produttività ed in miglioramento rispetto all anno precedente. In particolare si osserva come il cost/income sia sceso dal 67,21% del 2012 al 46,06%. I dati economici mostrano che al risultato positivo conseguito nell esercizio hanno contribuito tutte le voci che compongono il margine di intermediazione, aumentato complessivamente di 31,5 milioni di euro, pari al 69,8%. In particolare si osserva un deciso aumento del margine di interesse, passato da 10,8 milioni di euro a 34,2 milioni di euro e dell utile da cessione di attività finanziarie, pari a 18,2 milioni di euro e superiori all anno precedente di 11,7 milioni di euro. Il presente bilancio è stato redatto, in ottemperanza alla legge n. 306/03 ed alle successive disposizioni emanate dall Organo di Vigilanza, secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS ed è sottoposto a revisione legale ai sensi dell art. 14 del D. Lgs. 39/2010 da parte della società di revisione PricewaterhouseCoopers SpA.

24 18 BILANCIO E RELAZIONI 2013 IBL Banca I. DATI DI SINTESI Dati patrimoniali Variazione % Totale attivo di bilancio ,2% Impieghi verso clientela per cassa ,9% Garanzie rilasciate ed impegni ,5% Immobilizzazioni materiali e immateriali ,1% Partecipazioni ,9% Titoli di debito e di capitale ,2% Raccolta da clientela ,2% Crediti (Debiti) verso banche (saldo netto) (48.154) ,6% Fondi per rischi e oneri ,3% Patrimonio netto ,3% Patrimonio di vigilanza di base ,0% Patrimonio di vigilanza supplementare ,0% Patrimonio di vigilanza ,3% Dati economici Variazione % Margine di interesse ,4% Commissioni nette ,7% Utili da cessione crediti/titoli ,2% Margine di intermediazione ,8% Ricavi operativi ,2% Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento crediti ed attività finanziarie (1.640) (2.080) -21,2% Spese per il personale ,8% Altre spese amministrative e oneri di gestione ,8% Rettifiche di valore su attività materiale ed immateriali ,2% Utile lordo dell'operatività corrente ,2% Imposte di esercizio ,4% Utile netto di esercizio ,3% Dati di struttura Variazione % Dipendenti medi ,2% Dipendenti a fine anno ,7% Filiali ,0% Indici di redditività Variazione % ROE (Return on Equity) 31,77% 13,57% 134,2% ROA (Return on Asset) 0,77% 0,42% 82,9% EM (Equity Multipler) 31,25 28,32 10,3% PM (Profit Margin) 7,68 15,96-51,9% Spese per il personale/margine di intermediazione 22,50% 33,57% -33,0% Altre spese amministrative/margine di intermediazione 22,69% 33,51% -32,3% Cost income 46,03% 67,21% -31,5% Utile dell'operatività corrente/margine di intermediazione 50,63% 26,36% 92,1% Imposte di esercizio/utile lordo 42,44% 35,55% 19,4% Indici di produttività Variazione % Margine di intermediazione/dipendenti medi 271,38 171,37 58,4% Utile lordo/dipedenti medi 137,40 45,17 204,2% Indici di rischiosità del credito Variazione % Attività deteriorate/impieghi per cassa verso clientela 2,20% 2,14% 2,6% Rettifiche di valore nette su crediti/impieghi per cassa verso clientela 0,13% 0,20% -32,6% Indici di adeguatezza patrimoniale Variazione % Tier 1 capital ratio 9,44% 9,09% 3,9% Total capital ratio 14,18% 13,42% 5,6% LEGENDA ROE = Utile Netto/Patrimonio Netto ROA = Utile Netto/Totale Attivo di Bilancio EM = Totale Attivo di Bilancio/Patrimonio Netto PM = Ricavi Operativi/Utile Netto

25 RELAZIONE DI GESTIONE 19 II. STRUTTURA ECONOMICA Margine di Interesse Il margine di interesse risulta pari a 34,2 milioni di euro ed evidenzia un incremento rispetto all anno precedente di 23,4 milioni di euro, dato da maggiori interessi attivi per 34,1 milioni di euro e maggiori interessi passivi per 10,7 milioni di euro. Nel dettaglio dal lato degli impieghi il mantenimento dei crediti negli attivi della banca, consentito dal rafforzamento patrimoniale e dall incremento della raccolta, ha comportato la maturazione di interessi attivi per 60,6 milioni di euro, mentre l impiego della liquidità in eccesso ha generato sul portafoglio titoli interessi attivi per 14,9 milioni di euro e sui depositi presso altre banche interessi attivi per 6,8 milioni di euro. Gli interessi passivi derivano principalmente dalla raccolta presso la clientela ordinaria nella forma dei depositi liberi e vincolati (29,6 milioni di euro), dalle operazioni di copertura del rischio tasso per i crediti e per il portafoglio titoli attraverso strumenti derivati (11,1 milioni di euro), dalle operazione di provvista nella forma dei pronti contro termine (3,6 milioni di euro) e dalla raccolta attraverso emissioni obbligazionarie ((2,1 milioni di euro). Dal lato della raccolta è proseguita nel corso del 2013 l attività di partecipazione alle operazioni di rifinanziamento presso la BCE e presso altre istituzioni finanziarie e il ricorso al mercato MTS repo, con conseguente attenuazione dei tassi medi della raccolta. Migliaia di euro Interessi attivi e proventi assimilati Interessi passivi e oneri assimilati Margine di interesse (48.420) (37.747) Commissioni Nette Le commissioni nette risultano pari a 24,2 milioni di euro. Nella voce commissioni attive sono ricompresi tra l altro: le commissioni relative ai finanziamenti erogati alla clientela; i compensi provvigionali per l attività di intermediazione nel collocamento dei prodotti di terzi; il recupero dei compensi provvigionali pagati dalla banca alla rete di vendita; altre commissioni di varia natura. Nella voce commissioni passive sono ricompresi tra l altro: i compensi provvigionali pagati dalla banca alla rete di vendita indiretta; le commissioni e le spese liquidate alle controparti bancarie; i premi per polizze assicurative sui finanziamenti. I principali scostamenti del saldo delle commissioni nette (-0,9 milioni di euro) rispetto all esercizio precedente sono dovuti a: maggiori commissioni attive da clientela per circa 3,8 milioni di euro, in relazione all incremento della produzione; maggiori commissioni passive nette per compensi provvisionali e rimborsi spese ad amministrazioni per 962 mila euro; maggiori commissioni passive per premi per polizze assicurative per circa 3,6 milioni di euro.

26 20 BILANCIO E RELAZIONI 2013 IBL Banca Migliaia di euro Commissioni attive Commissioni passive Commissioni nette (46.299) (39.368) Margine di Intermediazione Il margine di intermediazione, dato dalla somma del margine di interesse, delle commissioni nette, dei dividendi, del risultato dell attività di copertura e dell utile da cessione crediti e titoli, risulta pari a 76,5 milioni di euro. Da un punto di vista operativo la banca ha registrato, rispetto al precedente esercizio, un incremento del proprio margine di intermediazione di circa 31,5 milioni di euro, derivante da un incremento del margine di interesse (+23,4 milioni di euro), da minori commissioni nette (-0,9 milioni di euro), dall incremento del risultato netto dell attività di copertura e dall utile da cessione di crediti e titoli (+11,5 milioni di euro) e da minori dividendi da partecipazioni (-2,5 milioni di euro). In particolare, nell ambito della gestione della liquidità e del proprio portafoglio titoli, la banca ha realizzato un utile da cessione pari a 18,3 milioni di euro. Migliaia di euro Margine di interesse Commissioni nette Dividendi e proventi simili Risultato netto dell'attività di copertura Utili (perdite) da cessione o riacquisto a) crediti d) attività finanziarie disponibili per la vendita Margine di intermediazione (148) (220) Risultato Netto della Gestione Finanziaria Il risultato netto della gestione finanziaria, dato dalla somma del margine di intermediazione e delle rettifiche di valore su crediti, presenta un saldo positivo pari a 74,9 milioni di euro, in incremento rispetto all esercizio precedente per 31,9 milioni di euro. Le rettifiche di valore accolgono il saldo netto delle svalutazioni e delle rivalutazioni del portafoglio crediti della banca e delle perdite su crediti. In particolare, sono state effettuate nell esercizio svalutazioni analitiche nette di crediti deteriorati (sofferenze, incagli e sconfini), passaggi a perdita per finanziamenti non più recuperabili e riprese di valore di posizioni in bonis per complessivi 1,6 milioni di euro. Migliaia di euro Margine di intermediazione Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento di: a) crediti Risultato netto della gestione finanziaria (1.640) (2.080) (1.640) (2.080) Costi Operativi I costi operativi, dati dalla somma delle spese amministrative, delle rettifiche di valore su immobilizzazioni e degli altri proventi e oneri di gestione, ammontano a 36,1 milioni di euro, con un incremento rispetto al precedente esercizio (circa 5 milioni di euro). Tuttavia per effetto del notevole incremento del margine di intermediazione (+31,5 milioni di euro) il cost income risulta sensibilmente diminuito rispetto al corrispondente periodo dell esercizio precedente, passando dal 67,2% al 46%.

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