Tecniche di Immunoistochimica e Biologia Molecolare. istopatologica

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Tecniche di Immunoistochimica e Biologia Molecolare. istopatologica"

Transcript

1 Tecniche di Immunoistochimica e Biologia Molecolare applicate alla diagnostica istopatologica

2 Immunoistochimica Metodiche utilizzate per identificare costituenti cellulari e tissutali come antigeni in situ, utilizzando anticorpi Le tecniche di IIC possono essere applicate su cellule isolate su preparati istologici e citologici

3 Immunoistochimica Alcuni tumori possono essere diagnosticati con un semplice esame istologico, mentre altri per una corretta definizione richiedono l ausilio di ulteriori indagini: Istochimiche Immunoistochimiche Biologia molecolare

4 L immunoistochimica al microscopio

5 Immunoistochimica Il principio dell IIC prevede il riconoscimento di un antigene mediante l utilizzo di un anticorpo specifico.

6 Antigene L antigene è una molecola proteica, glicoproteica o lipoproteica capace di di evocare una risposta immune da parte del sistema immunitario. Ogni antigene è costituito da uno o più siti antigenici. Disponendo dell anticorpo specifico qualunque antigene può essere evidenziato mediante reazioni di IIC.

7 DEFINIZIONE DI ANTIGENE Ogni singolo Ag è costituito da una o più porzioni chiamate epitopi o determinanti antigenici differenti tra loro ANTICORPO EPITOPO 1 Ag EPITOPO 2 EPITOPO 3

8 DEFINIZIONE DI ANTIGENE L antigenicità di una molecola dipende dalla sua composizione e conformazione strutturale ed è modificata da tutti i trattamenti fisici e chimici attuati durante la processazione dei campioni

9 Anticorpi Gli ac sono molecole proteiche (Ig) prodotte dalle plasmacellule in grado di legarsi ad un determinante antigenico. Possono essere: Monoclonali:costituiti da ac identici fra loro e diretti contro lo stesso determinante antigenico Policlonali: costituiti da anticorpi diversi fra loro e diretti contro differenti determinanti antigenici Ibridi: immunoglobuline modificate in modo tale che ciascun frammento abbia specificità per un differente determinante antigenico

10 Struttura dell anticorpo Frammento Fc porzione costante specie-specifica Frammento Fab porzione dell Ig in grado di legare l Ag, è costituito da domini ipervariabili che consentono grande versatilità nel riconoscimento e nel legame con l Ag (specificità e affinità)

11 STRUTTURA DI UN ANTICORPO

12 REAZIONE ANTIGENE-ANTICORPO Il complesso tra l antigene e l anticorpo che si forma nella reazione immune non è di per sé visibile. E necessario quindi servirsi di marcatori che direttamente o indirettamente possano evidenziarne la formazione

13 Markers della reazione immunoistochimica Attualmente sono impiegati due differenti tipi di tracciante: Fluorescente Enzimatico

14 Tecniche Immunoistochimiche Tecniche di Immunofluorescenza utilizzano fluorocromi come marcatori della reazione antigeneanticorpo Tecniche Immunoenzimatiche utilizzano enzimi per evidenziare la reazione antigene-anticorpo

15 Tecniche di immunofluorescenza Le sostanze fluorescenti maggiormente utilizzate sono: Isotiocianato di fluoresceina Tetrametil rodamina Ficoeritrina Cianina Rosso Texas

16 Immunofluorescenza Carcinoma lobulare della mammella CK Fitc CK Rodamina

17 Immunofluorescenza Metodi di indagine Metodi indiretti Metodi diretti

18 Immunofluorescenza Metodo indiretto

19 Immunofluorescenza Metodo diretto

20 Immunofluorescenza Metodo diretto Tessuto nervoso Doppia colorazione

21 Immunofluorescenza Limiti dell immunofluorescenza -Scarsa possibilità di diluizione degli Ac -Mancanza di informazioni topografiche -Naturale estinzione della fluorescenza -Necessità di osservazione in microscopia particolare Non conservabilità dei preparati

22 Campi di applicazione dell immunofluorescenza Diagnostica nefropatologica Diagnostica dermatologica Indagini citoflussimetriche

23 Immunofluorescenza Nella diagnosi delle patologie renali l IF diretta permette di identificare Ag e altri fattori presenti nelle strutture glomerulari. La evidenziazione di depositi di immunocomplessi, di frazioni del complemento, di fibrinogeno e la loro distribuzione a livello glomerulare è un fondamentale supporto nella diagnosi differenziale tra le varie glomerulonefriti.

24 Patologia renale Immunofluorescenza Glomerulonefrite granulare Pattern granulare IgG

25 Immunofluorescenza Patologia cutanea Depositi lineari anti-c3 Depositi lineari anti-igg

26 Immunofluorescenza Analisi Citofluorimetria Sospensione cellulare

27 Immunofluorescenza Tessuto fresco Campionamento Congelamento rapido in azoto liquido Sezioni di 4-5 µ al Conservazione a microtomo congelatore -80 Asciugare le sezioni all aria Fissare in acetone per 10 Sezioni non utilizzate Lavare con PBS Colorazione

28 Congelamento Il congelamento permette di conferire al campione di tessuto una rigidità tale da consentire l allestimento di sezioni sottili (2-5 µ) permette inoltre di: Stabilizzare le strutture cellulari Mantenere inalterate le caratteristiche di antigenicità del tessuto Non interferire nella reazione Ag-Ac.

29 Congelamento La biopsia chirurgica viene inglobata in una particolare resina chiamata OCT che ha la proprietà: - Solidificare a basse temperature - Preservare il tessuto - Formare un supporto rigido necessario per il taglio delle sezioni.

30 Congelamento Il metodo maggiormente utilizzato è quello di immergere il tessuto per alcuni secondi in azoto liquido che essendo alla temperatura di 196 C consente un rapido congelamento senza provocare danni alla struttura antigenica e all architettura morfologica

31 Tecnica per If diretta Tessuto fresco Campionare Congelare Tagliare al criostato Sezioni di 4 µ su vetrini con adesivo o polarizzati Asciugare le sezioni all aria Fissare con acetone a 4 C Lavare con tampone Incubare con Ac primario fluorescinato 1 ora Lavare con tampone Montare con un sistema acquoso e conservare al buio Osservare al microscopio a fluorescenza

32 Immunoistochimica tecniche e metodi La tecnica Immunoenzimatica prevede l uso di enzimi legati direttamente o indirettamente all Ac I per evidenziare la formazione del complesso immune. L enzima catalizza la formazione di un precipitato colorato e insolubile visibile al microscopio, nel sito in cui è avvenuta la reazione Ag-Ac

33 EVIDENZIAZIONE DEL COMPLESSO IMMUNE A seconda del tracciante enzimatico: IMMUNOPEROSSIDASI IMMUNOFOSFATASI IMMUNOGLUCOSIDASI IMMUNOβ GALATTOSIDASI

34 Perossidasi E ottenuta dal rafano ma è presente anche nei tessuti umani Può formare legami covalenti con le immunoglobuline Suo substrato è il perossido di idrogeno 2 H2O2 2H2O+O2 elemento ossidante per il cromogeno

35 Immunoperossidasi Il cromogeno più utilizzato è la DAB che da un prodotto di ossidazione insolubile e colorato in bruno. L insolubilità e la stabilita del prodotto di ossidazione della DAB consentono il montaggio e l archiviazione dei preparati dei preparati secondo le tecniche di routine.

36 Immunoperossidasi Altri substrati come ad es. l AEC fornisce un prodotto di osssidazione rosso, è liposolubile e fotosensibile rendendo necessaria la conservazione al buio nonché la documentazione fotografica

37 I metodi immunoenzimatici possono essere: Diretti Indiretti Metodi immunoenzimatici Il metodo diretto scarsamente sensibile non viene utilizzato nei laboratori di Anatomia Patologica

38 Metodi Immunoenzimatici Il metodo indiretto: E estremamente sensibile e ha il vantaggio che un solo anticorpo II marcato può essere utilizzato per riconoscere diversi anticorpi I appartenenti alla stessa specie.

39 Perossidasi La scelta del cromogeno si pone tra DAB - Cancerogena - Origina un precipitato marrone insolubile nei solventi organici AEC - Non cancerogeno - Origina un precipitato rossiccio solubile nei solventi organici

40 Fosfatasi alcalina Si ottiene dall intestino di bue Substrati sono gli esteri fosforici alfa-naftilfosfato e naftolo AS-TR fosfato Cromogeno è un sale di tetrazolio Conferisce una colorazione rossa

41 Immunoistochimica Tecniche e metodi Enzima + substrato cromogeno Prodotto colorato

42 Metodi Immunoenzimatici Diretto Ac I marcato Semplice e rapido Indiretto Ac I non marcato Ac II

43 Storia dell immunoistochimica 1941 Coons: Anticorpi marcati con fluoresceina per localizzare antigeni in sezioni di tessuto 1966 Nakane: Anticorpi marcati con enzimi 1970 Sternberger: Perossidasi erossidasi-anti Perossidasi (PAP) 1981 Hsu: Avidin Biotin Complex (ABC) 1984 Cordell: Alkaline Phosphatase Anti Alkaline Phosphatase (APAAP) 1989 Bobrow: Catalysed Reporter Deposition (CARD CSA-TSA) 1993 Bisgaard Polimeri del destrano

44 Perossidasi Anti-Perossidasi Antigene Anticorpo primario Anticorpo secondario Enzima Complesso PAP

45 Metodi Immunoenzimatici Il sistema Avidina Biotina (ABC) si basa sulla straordinaria affinità fra l avidina, una glicoproteina con p.m D presente nell albume d uovo e la biotina piccola molecola vitaminica. In particolare la biotina si lega ai gruppi aminici -NH2 degli Ac e della Pr di modo che più molecole di biotina corrispondono a ciascuna molecola di Ig

46 Metodo ABC LSAB Labelled Streptavidin Biotin (Peroxidase) Press left mousebutton

47 Metodo ABC Antigene Anticorpo primario Anticorpo secondario biotinilato Complesso ABC-Pr

48 Sistemi avidina-biotina: vantaggi Alta affinità dell avidina per la biotina E possibile ottenere un elevato rapporto fluorocromo/enzima /enzima-proteina Elevata amplificazione L avidina coniugata è molto stabile Un singolo coniugato marcato può essere utilizzato in molteplici metodiche Basso costo

49 Sistemi avidina-biotina: svantaggi Biotina endogena Reazione con multipli passaggi

50 Polimeri del destrano Polymer Detection Press Press left left mousebutton mousebutton

51 Metodi Immunoenzimatici Polimeri del destrano Antigene Anticorpo primario Anticorpo secondario- polimero-enzimaenzima

52 Polimeri del destrano: vantaggi Ottima sensibilità Nessuna interferenza legata alla biotina Tempi di reazione ridotti

53 Catalyzed Signal Amplification

54 Catalyzed Signal Amplification Tiramide biotinilata acqua ossigenata

55 Catalyzed Signal Amplification

56 Catalyzed Signal Amplification

57 CARD: vantaggi Altissima sensibilità Aumenta la diluizione di anticorpi primari 05 Utilizzo di anticorpi non usualmente reattivi Possibilità di utilizzo in svariate metodiche (ibridazione in situ, FISH, etc) Numerosi apteni utilizzabili

58 Metodi Immunoenzimatici Doppie colorazioni Permettono di evidenziare contemporaneamente nella stessa cellula due o più antigeni diversi utilizzando differenti substrati cromogeni e differenti enzimi

59 Colorazioni doppie TCRBCL: CD20/CD54R0

60 Doppia colorazione

61 Inibizione di enzimi endogeni Applicando metodiche di immunoistochimica enzimatica è necessario ricordare che alcuni enzimi utilizzati come traccianti possono essere presenti nel tessuto da analizzare, è necessario perciò inibire l enzima endogeno senza danneggiare le proprietà antigeniche.

62 Trattamento del materiale istologico e citologico da sottoporre ad indagini di IIC Dall effettuazione del prelievo bioptico o citologico al momento dell esame microscopico dei preparati colorati con reazioni immunoistochimiche intervengono diversi fattori che possono influenzare i risultati e portare a false interpretazioni dei quadri patologici

63 Trattamento del materiale I campioni bioptici da sottoporre ad indagini di IIC vengono trattati secondo le normali procedure per l allestimento delle sezioni per la diagnostica istomorfologica e cioè Fissazione Disidratazione e chiarificazione Inclusione in paraffina Taglio al microtomo

64 Fissazione Gli scopi principali della fissazione sono: Preservare la morfologia cellulare e l architettura tissutale Permettere al campione di tollerare gli stress della processazione Mantenere un buon grado di reattività per le colorazioni tradizionali Preservare l integrità antigenica Mantenere le molecole antigeniche nella loro posizione originale

65 Fissazione Tra i fissativi quello maggiormente impiegato è la formalina neutra tamponata (10%), che permette il miglior compromesso tra stabilità, costo, preservazione di molti antigeni, buona morfologia.

66 Azione della formalina La fissazione con formalina determina legami crociati tra il liquido fissativo e gruppi attivi delle proteine, con mascheramento di molti siti antigenici.

67 Trattamento del materiale istologico Azione della formalina sulle proteine del tessuto Proteina naturale Proteina denaturata Reticolazione

68 Trattamento del materiale istologico Azione della formalina sulle proteine del tessuto Prima della fissazione Dopo fissazione

69 Tempi e modalità di fissazione variabili preanalitiche Primo obiettivo di standardizzazione Fissare immediatamente il campione Un ritardo determina degradazione proteolitica con diffusione dell antigene e ridotta o assente immunocolorazione Evitare una fissazione prolungata Tempi non superiori alle 24 ore Condizionano l immunoreattività tissutale

70 Tempi e modalità di fissazione variabili preanalitiche Ritardo della fissazione Er

71 Procedure di ripristino dell antigenicità I processi a cui sono sottoposti i tessuti o le cellule dal momento del prelievo all effettuazione della reazione di IIC possono danneggiare l antigenicità rendendo: Inaccessibile l Ag all Ac Modificando parzialmente l antigenicità Modificandola in modo irreversibile

72 Ripristino dell antigenicità La reattività immunologica può essere ripristinata rompendo questi legami crociati o con un trattamento Enzimatico Alte temperature

73 Trattamento enzimatico Gli enzimi proteolitici rompono i legami aldeidici rendendo i siti antigenici disponibili per il relativo Ac. Quelli maggiormente utilizzati sono: Pepsina Proteasi XXIV Tripsina Proteinasi K

74 Trattamento enzimatico L incubazione con uno di questi enzimi può avvenire a temperatura ambiente o a 37 C per un periodo di tempo variabile (5-30 ) e dipende: concentrazione durata della fissazione spessore della sezione tipo di enzima

75 Ripristino dell antigenicità A partire dagli anni 90 l uso del calore ha largamente sostituito i metodi enzimatici. Le alte temperature sono in grado di ristabilire l originale struttura proteica dopo che questa è stata modificata dalla fissazione in formalina

76 Metodi di recupero dell antigenicità Come effettuare lo smascheramento Recupero a caldo Forno a microonde Pentola a pressione Bagno termostatato Autoclave

77 Efficienza dei metodi di recupero dell antigenicità Fattori che condizionano lo smascheramento antigenico in mezzo liquido Tempo di riscaldamento T ( C) x t (min.) ph -Ag indifferenti al ph della soluzione -Ag buoni risultati a ph acido -Ag buoni risultati a ph basico

78 Smascheramento Intensità di colorazione aumenta aumentando i tempi Recettore per estrogeni 10

79 Smascheramento Recettore estrogeni 20

80 Smascheramento Recettore per estrogeni 30

81 Efficienza dei metodi di recupero dell antigenicità Tempo/Temperatura A parità di trattamento il tempo e la temperatura alla quale le sezioni vengono sottoposte giocano un ruolo fondamentale per il raggiungimento di un risultato ottimale Casi con reattività debole o incerta possono diventare chiaramente positivi se esposti al calore per un periodo più lungo Viceversa casi sicuramente negativi restano tali anche dopo esposizione prolungata al calore

82 Metodi di recupero dell antigenicità Soluzioni utilizzate Tampone citrato 0.01 M ph6 Tampone EDTA ph 8-9 Tampone glicina Acqua distillata

83 FASI DELLA COLORAZIONE IIC SPARAFFINARE Ac I CROMOGENO REIDRATARE Ac II CONTRASTO PRETRATTAMENTO ABC-ENZIMA MONTAGGIO INIBIZIONE OSSERVAZIONE

84 Interpretazione dei risultati Una delle maggiori difficoltà dell immunoistochimica sta nell interpretazione dei risultati. La presenza di deposizione di substrato cromogeno in corrispondenza di una cellula o di un tessuto, spesso, dovrebbe significare che in quella sede è avvenuta una reazione tra l anticorpo e l antigene tissutale. Questo è vero nella maggior parte dei casi, tuttavia altri eventi definiti artefatti, possono essere responsabili della colorazione

85 Interpretazione dei risultati Le cause più comuni di colorazioni dovute ad artefatti sono: Presenza di perossidasi o fosfatasi (già presenti nel tessuto ) non adeguatamente inibite. Cross-reattività reattività dell anticorpo I con un antigene diverso da quello in studio. Legame aspecifico dell anticorpo alla cellula o tessuto (attraverso il frammento Fc o per carica elettrica) Inadeguata fissazione del tessuto. Scarsa fissazione provoca un eccesso di fondo ; eccesso di fissazione provoca una ridotta sensibilità

86 Pattern di colorazione Esistono alcune strategie che possono aiutare a distinguere una colorazione immunoistochimica specifica da una non specicifica o legata ad artefatti L interpretazione dei risultati in IIC deve tenere conto del tipo di positività attesa per un determinato Ab che può essere di quattro tipi: Nucleare Citoplasmatica Di membrana Extracellulare

87 Pattern di colorazione NUCLEARE CITOPLASMATICO DI MEMBRANA

88 Campi di applicazione L approccio diagnostico immunoistochimico deve essere condotto con razionalità scegliendo, sia il tipo di materiale più idoneo, sia gli anticorpi da utilizzare, secondo un algoritmo appropriato

89 Campi di applicazione Si definisce algoritmo immunoistochimico la successione logica nella selezione degli anticorpi da utilizzare al fine di giungere alla diagnosi. Esiste un algoritmo primario che consiste nell utilizzo di un pannello di anticorpi che consente di identificare la neoplasia

90 Campi di applicazione Le positività riscontrate con l algoritmo primario consentono di applicare un algoritmo secondario al fine di classificare adeguatamente la neoplasia. Raramente si rende necessario l utilizzo di un ulteriore algoritmo

91 Campi di applicazione IHC Marcatori di differenziazione Colorazione speciale Marcatori di neoplasia Marcatori di agenti infettivi Fattori prognostici

92 Marcatori di differenziazione Natura della popolazione cellulare Linfomi B/T Epiteliale vs. mesenchimale DD melanoma amelanotico Mesotelioma vs adenocarcinoma

93 Marcatori di differenziazione Sottoclassificazione linfomi Sottoclassificazione neoplasie mesenchimali Differenziazione endocrina

94 Colorazione speciale Individuazione tipi cellulari specifici: cellule sustentacolari, cellule follicolari dendritiche ecc.

95 CD21 - cellule FD

96 Marcatori prognostici Ag regolatori del ciclo cellulare (Mib-1, cicline) Recettori ormonali (Er, Pr) Prodotti di oncogeni e geni oncosoppressori (Erb-B2, Myc) Ag legati all invasività (E-caderina)

97 Marcatori immunoistochimici di riconosciuta validità clinica ER, PR Proliferazione Ki67 HER-2 KIT EGFR

98 CARCINOMA DELLA MAMMELLA Fattori prognostici/predittivi Il carcinoma della mammella, viene caratterizzato con lo studio di: Parametri morfologici Grandezza del tumore,istotipo,infiltrazione, grado di differenziazione, presenza o meno di linfonodi metastatici Parametri biologici (non puramente morfologici) Attività proliferativa (MIB1) Assetto ormonale (ER,PR) Prodotti di oncogeni (HER2)

99 Carcinoma della mammella Fattori pronostici Per caratterizzare i parametri biologici si impiegano metodiche: Immunoistochimica che permettono di evidenziare sostanze di natura proteica presenti nei tessuti Ibridazione in situ (FISH e CISH) identificazione di una sequenza di acido nucleico in tessuti o cellule

100 Marcatori prognostici/predittivi Validità clinica Estrogeni-Progesterone Mib1 Cerb-2 Queste indagini sono svolte su tutte le neoplasie perché complementari non solo all interpretazione istopatologica ma anche per le relative implicazioni terapeutiche

101 Scelta degli anticorpi Estrogeni

102 Scelta degli anticorpi Progesterone

103 Scelta degli anticorpi KI67 (Mib1) Valutazione dell attività proliferativa delle cellule neoplastiche e normali. Si utilizza un Ac monoclonale ki67 (clone MIB1) che riconosce un antigene nucleare presente in tutte le fasi attive del ciclo cellulare

104 Mib1 Scelta degli anticorpi

105 Scelta degli anticorpi C-erb-B2 L anticorpo reagisce con l oncoproteina C-erb-B2 su tessuti fissati in formalina e inclusi in paraffina. La colorazione è localizzata nelle membrane cellulari delle cellule neoplastiche

106 Her-2 Kit standardizzati Devono essere eseguiti accuratamente

107 Valutazione dello stato di HER2/neu Attualmente sono disponibili numerosi sistemi per valutare lo stato di HER2/neu (Southern Blot, Dot Blot, PCR quantitativa). I più frequentemente utilizzati sono la dimostrazione dell iperespressione di HER2 mediante indagine immunoistochimica (IHC) e dell amplificazione mediante ibridazione in situ fluorescente (FISH).

108 Carcinoma della mammella: valutazione dello stato di HER-2/Neu Her 2/neu/c-erbB-2 appartiene alla famiglia dei recettori per i fattori di crescita. E un componente della via di trasduzione del segnale coinvolto nella crescita cellulare. La sua localizzazione extra-cellulare lo rende un possibile bersaglio farmacologico.

109 Valutazione dello stato di HER2/neu I campioni con intensa positività per Her-2 (IHC 3+) sono elegibili per la terapia con Herceptin. I campioni IHC 2+ devono essere ritestati con altro metodo, preferibilmente con indagine FISH. I campioni sono inizialmente testati mediante IHC.

110 HER2/NEU EXPRESSION IHC - HercepTest 2+ 3+

111 Vysis (PathVysion) - Dakocytomation HER-2/DNA probes Permettono di valutare l amplificazione del gene HER-2 mediante FISH. Entrambe le metodiche prevedono l utilizzo di due sonde a DNA marcate con sostanze fluorescenti: HER-2 che identifica l intero gene HER-2 marcato con Spectrum Orange CEP 17 è marcato con Spectrum Green e si ibridizza con il DNA alfa-satellite localizzato in corrispondenza del centromero del cromosoma 17 (17p11.1-q11.1)

112 HER-2/NEU - FISH

113 HER2/NEU AMPLIFICATION Low Level High Level

114 Problemi metodologici Tecniche di smascheramento antigenico Cloni utilizzati Sensibilità dei sistemi di rivelazione Scoring methods Controlli di qualità

115 Marcatori di neoplasia bcl-2 - linfomi follicolari vs iperplasia follicolare Ciclina D1 - linfoma mantellare p53 p80 - ALCL

116 Marcatori di neoplasia Bcl2

117 Marcatori di differenziazione Determinazione della sede primitiva di una neoplasia metastatica Profilo cheratine Marcatori melanocitari TTF1 ecc...

118 Applicazioni microbiologiche Identificazione di virus Identificazione di batteri HPV Helicobacter Pylori

119 HPV e carcinoma della cervice. Tra gli agenti virali un posto di rilievo è assegnato allo Human Papilloma Virus (HPV) Numerosi studi epidemiologici hanno dimostrato un innegabile legame tra infezione da HPV e sviluppo del carcinoma della cervice uterina

120 HPV e oncogenesi cervicale Sono stati identificati 100 genotipi di cui 40 presentano tropismo per il tratto anogenitale Vengono suddivisi in tre categorie che ne identificano il diverso potenziale oncogeno Alto rischio (16, 18 ) Rischio intermedio (31,33,35,51,58) Basso rischio (6, 11, 34,42,61,68)

121 Colorazione IIC per HPV

122 Ibridazione in situ Ibridazione in situ

123 HPV ISH

124 PCR 1) Estrazione del DNA Le sezioni raccolte in un tubo sterile sono state sparaffinate, reidratate e incubate per tutta la notte con proteinasi K a 37 C Inattivazione della proteinasi K a 95 C per 30 2) Reazione di PCR Preparare una miscela di amplificazione contenente: H 2 O, dntp, MgCl 2, Taq-polimerase templato

125 PCR La PCR avviene attraverso una serie di cicli composti da tre fasi: Denaturazione Annealing Allungamento Termociclatore computerizzato opportunamente programmato

126 PCR P.M. Contr- Contr Elettroforesi su gel di agarosio

127 Ibridazione inversa Tipizzazione genotipica di HPV

128 Campi di applicazione Possibilità di individuare i ceppi coinvolti Possibilità di individuare lesioni latenti o preneoplastiche Utilità nello screening preventivo

129 Principali Ac utilizzati nella diagnostica delle patologie neoplastiche CITOCHERATINE Famiglia di proteine che costituiscono la maggior parte dei filamenti intermedi del citoscheletro delle cellule epiteliali. In base al peso molecolare che varia da 40 a 67 kd sono numerate da 1 a 20 La loro evidenziazione in una cellula normale o neoplastica depone quindi per una origine epiteliale

130 Principali Ac utilizzati nella diagnostica delle patologie neoplastiche CITOCHERATINE Sono espresse in modo caratteristico nei diversi tipi di epiteli normali e/o neoplastici Es: CK7 + ADK polmone CK20 - ADK polmone -ADK colon + ADK colon In IIC vengono utilizzati Ac diretti contro le singole CK o cocktail di Ac variamente allestiti per identificare CK a basso/medio/alto peso molecolare

131 Principali Ac utilizzati nella diagnostica delle patologie neoplastiche CITOCHERATINE

132 Principali Ac utilizzati nella diagnostica delle patologie S-100 L anticorpo reagisce con una proteina presente in numerose linee cellulari (cellule muscolari striate e cardiache, melanociti, elementi gliali) E positiva nei mioepiteli ma non è un marcatore specifico

133 Principali Ac utilizzati nella diagnostica delle patologie S-100

134 Principali Ac utilizzati nella diagnostica delle patologie mammarie Actina del muscolo liscio E un componente del sistema contrattile cellulare; è espressa dalle cellule mioepiteliali ma anche dai miofibroblasti stromali L Ac diretto contro l actina identifica quindi tutti gli elementi normali o neoplastici che presentano una struttura contrattile di tipo muscolare

135 Principali Ac utilizzati nella diagnostica delle patologie mammarie Actina del muscolo liscio Sono stati identificati sei tipi di actina a seconda del tessuto muscolare di origine riconosciuti da Ac differenti -alfa actina muscolo liscio -alfa actina muscolo scheletrico e cardiaco -alfa actina muscolo liscio, mioepiteli, miofibroblasti

136 Principali Ac utilizzati nella diagnostica delle patologie Actina del muscolo liscio

137 Principali Ac utilizzati nella diagnostica delle patologie mammarie Calponina E una proteina che regola la contrazione delle cellule muscolari lisce E un marcatore molto sensibile delle cellule mioepiteliali. Mostra moderata crossreattività con i miofibroblasti Positività citoplasmatica

138 Principali Ac utilizzati nella diagnostica delle patologie mammarie Calponina

139 Principali Ac utilizzati nella diagnostica delle patologie mammarie E-Caderina Le caderine sono una famiglia di proteine di adesione cellulare. Formano complessi con le proteine citoplasmatiche chiamate catenine.questi complessi insieme con altri componenti del citoscheletro,tra cui l actina, sono parte essenziale del sistema di adesione intercellulare e quindi coinvolti nella invasività delle cellule tumorali

140 Principali Ac utilizzati nella diagnostica delle patologie mammarie E-Caderina

Elettroforesi su gel. L elettroforesi è definita come la migrazione di particelle sotto l influenza di un campo elettrico.

Elettroforesi su gel. L elettroforesi è definita come la migrazione di particelle sotto l influenza di un campo elettrico. Elettroforesi su gel L elettroforesi è definita come la migrazione di particelle sotto l influenza di un campo elettrico. La mobilità della particella dipende dalla forza elettrostatica netta che agisce

Dettagli

Citochine dell immunità specifica

Citochine dell immunità specifica Citochine dell immunità specifica Proprietà biologiche delle citochine Sono proteine prodotte e secrete dalle cellule in risposta agli antigeni Attivano le risposte difensive: - infiammazione (immunità

Dettagli

E SE MI CHIAMANO... DOPO IL PAP TEST?

E SE MI CHIAMANO... DOPO IL PAP TEST? E SE MI CHIAMANO... DOPO IL PAP TEST? Informazioni sui percorsi di approfondimento diagnostico e di cura PROGRAMMA REGIONALE PER LA PREVENZIONE DEI TUMORI FEMMINILI Coordinamento editoriale e di redazione:

Dettagli

VADEMECUM PER MISURA DELLA VITAMINA D (25-idrossivitamina D e 1,25-diidrossivitamina D)

VADEMECUM PER MISURA DELLA VITAMINA D (25-idrossivitamina D e 1,25-diidrossivitamina D) DAI Diagnostica di Laboratorio - Laboratorio Generale - Direttore Dr. Gianni Messeri Gentile Collega, negli ultimi anni abbiamo assistito ad un incremento delle richieste di dosaggio di vitamina D (25-

Dettagli

1. Manifestano la loro azione negativa solo in età adulta avanzata

1. Manifestano la loro azione negativa solo in età adulta avanzata Perché invecchiamo? La selezione naturale opera in maniera da consentire agli organismi con i migliori assetti genotipici di tramandare i propri geni alla prole attraverso la riproduzione. Come si intuisce

Dettagli

L AUTOMAZIONE IN CITOLOGIA SU STRATO SOTTILE: CONTROLLO DELLE FASI OPERATIVE.

L AUTOMAZIONE IN CITOLOGIA SU STRATO SOTTILE: CONTROLLO DELLE FASI OPERATIVE. L AUTOMAZIONE IN CITOLOGIA SU STRATO SOTTILE: CONTROLLO DELLE FASI OPERATIVE. C. Sintoni C. Galli Servizio di Anatomia Patologica - Presidio Ospedaliero S. M. delle Croci - Ravenna Attualmente nel nostro

Dettagli

DI REGOLAZIONE A DUE COMPONENTI

DI REGOLAZIONE A DUE COMPONENTI LEZIONE 16 Sistemi di regolazione SISTEMI DI REGOLAZIONE A DUE COMPONENTI In che modo un batterio sente e risponde a specifici segnali provenienti dall ambiente? Per esempio, nel caso dell operone lac

Dettagli

CIN 2 3: CHE FARE? P Cattani. Centro Ginecologia Oncologica Preventiva ULSS 20 - Verona

CIN 2 3: CHE FARE? P Cattani. Centro Ginecologia Oncologica Preventiva ULSS 20 - Verona CIN 2 3: CHE FARE? P Cattani Centro Ginecologia Oncologica Preventiva ULSS 20 - Verona Istologia: diagnosi e gradi della CIN biopsia cervicale o escissione maturazione cell stratificazione cell anormalità

Dettagli

Gli enzimi. L azione degli enzimi è caratterizzata da alcune proprietà fondamentali:

Gli enzimi. L azione degli enzimi è caratterizzata da alcune proprietà fondamentali: Gli enzimi Nel metabolismo energetico le cellule producono notevoli quantità di CO 2 che deve essere eliminata con l apparato respiratorio. Il trasferimento della CO 2 dalle cellule al sangue e da esso

Dettagli

Il deficit del fatt VIII prevale (5 volte in più rispetto al IX) Prevalenza nel mondo è di 1:10000-1:50000 L alta incidenza relativa di Emofilia A è

Il deficit del fatt VIII prevale (5 volte in più rispetto al IX) Prevalenza nel mondo è di 1:10000-1:50000 L alta incidenza relativa di Emofilia A è Emofilia Malattia ereditaria X cromosomica recessiva A deficit del fatt VIII B deficit del fatt IX Il deficit del fatt VIII prevale (5 volte in più rispetto al IX) Prevalenza nel mondo è di 1:10000-1:50000

Dettagli

Altre informazioni sul virus HPV: informazioni approfondite per le utenti

Altre informazioni sul virus HPV: informazioni approfondite per le utenti Altre informazioni sul virus HPV: informazioni approfondite per le utenti Questo è un documento di approfondimento sull HPV. Prima di leggerlo consultate il documento Alcune informazioni sul virus HPV

Dettagli

Attivazione dei linfociti T

Attivazione dei linfociti T Attivazione dei linfociti T Attivazione linfociti T: caratteristiche generali Eventi extracellulari - Riconoscimento dell antigene - Interazione dei recettori costimolatori Eventi intracellulari - Trasduzione

Dettagli

Gli enzimi. Proprietà generali Classificazione e nomenclatura Catalisi enzimatica

Gli enzimi. Proprietà generali Classificazione e nomenclatura Catalisi enzimatica Gli enzimi Proprietà generali Classificazione e nomenclatura Catalisi enzimatica En-zima εν ζυμη nel lievito Enzima termine generico per definire un catalizzatore biologico Tranne che diversamente indicato,

Dettagli

LA MEMBRANA PLASMATICA

LA MEMBRANA PLASMATICA LA MEMBRANA PLASMATICA 1. LE FUNZIONI DELLA MEMBRANA PLASMATICA La membrana plasmatica svolge le seguenti funzioni: 1. tenere concentrate tutte le sostanze indispensabili alla vita: è proprio la membrana

Dettagli

Da dove prendono energia le cellule animali?

Da dove prendono energia le cellule animali? Da dove prendono energia le cellule animali? La cellula trae energia dai legami chimici contenuti nelle molecole nutritive Probabilmente le più importanti sono gli zuccheri, che le piante sintetizzano

Dettagli

INFIAMMAZIONE. L infiammazione è strettamente connessa con i processi riparativi! l agente di malattia e pone le basi per la

INFIAMMAZIONE. L infiammazione è strettamente connessa con i processi riparativi! l agente di malattia e pone le basi per la INFIAMMAZIONE Risposta protettiva che ha lo scopo di eliminare sia la causa iniziale del danno cellulare (es. microbi, tossine etc), sia i detriti cellulari e le cellule necrotiche che compaiono a seguito

Dettagli

PROTOCOLLO DI BIOSICUREZZA. Sperma Scarti Morti Disinfezioni Personale Aghi e strumentario Derattizzazione

PROTOCOLLO DI BIOSICUREZZA. Sperma Scarti Morti Disinfezioni Personale Aghi e strumentario Derattizzazione PROTOCOLLO DI BIOSICUREZZA Sperma Scarti Morti Disinfezioni Personale Aghi e strumentario Derattizzazione Disinfezione Il ricorso a disinfettanti e disinfestanti, se unito ad altre misure tese a minimizzare

Dettagli

Esperienza 3: clonaggio di un gene in un plasmide

Esperienza 3: clonaggio di un gene in un plasmide Esperienza 3: clonaggio di un gene in un plasmide Il clonaggio molecolare è una delle basi dell ingegneria genetica. Esso consiste nell inserire un frammento di DNA (chiamato inserto) in un vettore appropriato

Dettagli

LA REFERTAZIONE DELLA PET-TC ONCOLOGICA con 18F-FDG: istruzioni pratiche per un referto standardizzato e di qualità

LA REFERTAZIONE DELLA PET-TC ONCOLOGICA con 18F-FDG: istruzioni pratiche per un referto standardizzato e di qualità LA REFERTAZIONE DELLA PET-TC ONCOLOGICA con 18F-FDG: istruzioni pratiche per un referto standardizzato e di qualità Maria Lucia Calcagni, Paola Castaldi, Alessandro Giordano Università Cattolica del S.

Dettagli

Papilloma virus umano (HPV): informazioni per gli operatori

Papilloma virus umano (HPV): informazioni per gli operatori Papilloma virus umano (HPV): informazioni per gli operatori Documento complementare al foglio per utenti Altre informazioni sul papilloma virus (HPV) Commenti alla sezione 1: PAP TEST E TEST HPV 1.1 Cos

Dettagli

Il ciclo cellulare e la sua regolazione

Il ciclo cellulare e la sua regolazione Il ciclo cellulare e la sua regolazione Le cellule possono essere classificate in base alla loro capacità di crescere e di dividersi: Cellule che hanno perso la capacità di dividersi (cellule neuronali,

Dettagli

La trascrizione nei procarioti. Prof. Savino; dispense di Biologia Molecolare, Corso di Laurea in Biotecnologie

La trascrizione nei procarioti. Prof. Savino; dispense di Biologia Molecolare, Corso di Laurea in Biotecnologie La trascrizione nei procarioti Concetti base Nucleoside base purinica o pirimidinica legata alla posizione 1 dell anello pentoso Nucleotide base azotata-pentoso-fosfato Concetti base La trascrizione comporta

Dettagli

TUMORI DELLA MAMMELLA

TUMORI DELLA MAMMELLA TUMORI DELLA MAMMELLA INFORMAZIONI GENERALI La mammella Struttura e funzione della mammella La mammella è costituita da grasso (tessuto adiposo), tessuto connettivo e tessuto ghiandolare. Quest'ultimo

Dettagli

Lo screening cervicale.

Lo screening cervicale. Lo screening cervicale. Per migliorare il grado di informazione dei pazienti su alcuni importanti argomenti (quali ad esempio le terapie svolte, l alimentazione da seguire e gli esercizi di riabilitazione)

Dettagli

SUPERAVVOLGIMENTO DEL DNA (ORGANIZZAZIONE TERZIARIA DEL DNA)

SUPERAVVOLGIMENTO DEL DNA (ORGANIZZAZIONE TERZIARIA DEL DNA) SUPERAVVOLGIMENTO DEL DNA (ORGANIZZAZIONE TERZIARIA DEL DNA) ORGANIZZAZIONE TERZIARIA DEL DNA Il DNA cellulare contiene porzioni geniche e intergeniche, entrambe necessarie per le funzioni vitali della

Dettagli

Vitamina D, PTH ed omeostasi del calcio

Vitamina D, PTH ed omeostasi del calcio Vitamina D, PTH ed omeostasi del calcio Funzioni principali della vit D Stimolazione dell'assorbimento del calcio e del fosforo a livello intestinale; Regolazione, in sinergia con l'ormone paratiroideo,

Dettagli

I linfomi non-hodgkin

I linfomi non-hodgkin LINFOMA NON HODGKIN I linfomi non-hodgkin (LNH) sono un eterogeneo gruppo di malattie neoplastiche che tendono a riprodurre le caratteristiche morfologiche e immunofenotipiche di una o più tappe dei processi

Dettagli

L ACQUA : STRUTTURA E PROPRIETA

L ACQUA : STRUTTURA E PROPRIETA L ACQUA : STRUTTURA E PROPRIETA 1. Sostanza più abbondante in tutti gli esseri viventi 2. Più del 70% del peso di tutti gli esseri viventi 3. Influenza la struttura e la proprietà di tutte le molecole

Dettagli

I fattori predittivi e prognostici: il nuovo orizzonte della diagnostica anatomo patologica

I fattori predittivi e prognostici: il nuovo orizzonte della diagnostica anatomo patologica I fattori predittivi e prognostici: il nuovo orizzonte della diagnostica anatomo patologica I Edizione 28 Settembre 2012 II Edizione 23 Novembre 2012 Martinengo - Sala Congressi Diapath L evento è stato

Dettagli

-uno o più IONI INORGANICI

-uno o più IONI INORGANICI Coenzimi e vitamine Alcuni enzimi, per svolgere la loro funzione, hanno bisogno di componenti chimici addizionali, i COFATTORI APOENZIMA + COFATTORE = OLOENZIMA = enzima cataliticamente attivo Il cofattore

Dettagli

PREVENZIONE E SALUTE GLOBALE

PREVENZIONE E SALUTE GLOBALE PREVENZIONE E SALUTE GLOBALE SI PARTE DALLA VITAMINA D Relatore dr Donata Soppelsa Medico di medicina generale Associato alla Società Italiana di Nutriceutica Quali domande? E sufficiente l integrazione

Dettagli

Deficit di Mevalonato Chinasi (MKD) (o Sindrome da Iper-IgD)

Deficit di Mevalonato Chinasi (MKD) (o Sindrome da Iper-IgD) Pædiatric Rheumatology InterNational Trials Organisation Deficit di Mevalonato Chinasi (MKD) (o Sindrome da Iper-IgD) Che cos è? Il deficit di mevalonato chinasi è una malattia genetica. E un errore congenito

Dettagli

Messa a punto dell analisi della

Messa a punto dell analisi della SSMT Locarno 2012/2013 Lavoro di diploma per il corso di Tecnici in Analisi Biomediche Presso l Istituto Cantonale di Patologia di Locarno Messa a punto dell analisi della traslocazione RET/PTC Lavoro

Dettagli

Monossido d azoto NO (Nitric Oxide) Messaggero del segnale cellulare. Molecola regolatoria nel sistema nervoso centrale e periferico

Monossido d azoto NO (Nitric Oxide) Messaggero del segnale cellulare. Molecola regolatoria nel sistema nervoso centrale e periferico Monossido d azoto NO (Nitric Oxide) Ruolo biologico: Messaggero del segnale cellulare Molecola regolatoria nel sistema cardiovascolare Molecola regolatoria nel sistema nervoso centrale e periferico Componente

Dettagli

Luc Montagnier IL DNA TRA FISICA E BIOLOGIA ONDE ELETTROMAGNETICHE DAL DNA E ACQUA

Luc Montagnier IL DNA TRA FISICA E BIOLOGIA ONDE ELETTROMAGNETICHE DAL DNA E ACQUA IL PRESENTE TESTO E UNA SINTESI DEL TESTO COMPLETO EDITO DA LA MEDICINA BIOLOGICA, n.4, 2010, WWW.MEDIBIO.IT Luc Montagnier IL DNA TRA FISICA E BIOLOGIA ONDE ELETTROMAGNETICHE DAL DNA E ACQUA Lo sviluppo

Dettagli

VITAMINE. Composti organici eterogenei; indispensabili all organismo; non hanno valore energetico; agiscono in dosi minime (LARN: 1-200 mg/die);

VITAMINE. Composti organici eterogenei; indispensabili all organismo; non hanno valore energetico; agiscono in dosi minime (LARN: 1-200 mg/die); VITAMINE Composti organici eterogenei; indispensabili all organismo; non hanno valore energetico; agiscono in dosi minime (LARN: 1-200 mg/die); hanno funzioni specifiche e funzioni comuni, tra cui: - agiscono

Dettagli

Liponax Sol. Innovativa formulazione LIQUIDA. ad elevata biodisponibilità. Acido R (+) a-lipoico

Liponax Sol. Innovativa formulazione LIQUIDA. ad elevata biodisponibilità. Acido R (+) a-lipoico Innovativa formulazione LIQUIDA ad elevata biodisponibilità L acido a lipoico è una sostanza naturale che ricopre un ruolo chiave nel metabolismo energetico cellulare L acido a lipoico mostra un effetto

Dettagli

Il fabbisogno alimentare e il ruolo dei nutrienti

Il fabbisogno alimentare e il ruolo dei nutrienti Il fabbisogno alimentare e il ruolo dei nutrienti Le necessità del nostro corpo Cibo e bevande sono i mezzi con cui il nostro organismo si procura le sostanze di cui ha bisogno per le sue attività vitali.

Dettagli

DISINFEZIONE E STERILIZZAZIONE

DISINFEZIONE E STERILIZZAZIONE DISINFEZIONE E STERILIZZAZIONE Antisepsi - Asepsi ANTISEPSI: : mira a rallentare lo sviluppo dei germi (freddo) ASEPSI: consiste nell applicazione di una serie di norme atte a impedire che su un determinato

Dettagli

Meccanismi di azione degli antiossidanti

Meccanismi di azione degli antiossidanti Meccanismi di azione degli antiossidanti Materiali rganici Sistemi biologici Lipidi, Proteine, Acidi Nucleici Alimenti Polimeri Materiali plastici, Gomme Lubrificanti Idrocarburi Carburanti Degradazione

Dettagli

La biopsia del linfonodo sentinella nel carcinoma. Dott. S.Folli S.C. Senologia AUSL Forlì s.folli@ausl.fo.it

La biopsia del linfonodo sentinella nel carcinoma. Dott. S.Folli S.C. Senologia AUSL Forlì s.folli@ausl.fo.it La biopsia del linfonodo sentinella nel carcinoma duttale in situ: : si,no, forse Dott. S.Folli S.C. Senologia AUSL Forlì s.folli@ausl.fo.it Definizione Il carcinoma duttale in situ della mammella è una

Dettagli

Finalmente chiarezza sull'originale fermentato da Carica papaya studiato da Luc Montagnier

Finalmente chiarezza sull'originale fermentato da Carica papaya studiato da Luc Montagnier RICERCA APPLICATA / Stress ossidativo, invecchiamento e malattie degenerative Finalmente chiarezza sull'originale fermentato da Carica papaya studiato da Luc Montagnier A cura del Dipartimento Scientifico

Dettagli

PROGRAMMAZIONE. Anno Scolastico 2009-10 IGIENE ED EDUCAZIONE SANITARIA

PROGRAMMAZIONE. Anno Scolastico 2009-10 IGIENE ED EDUCAZIONE SANITARIA PROGRAMMAZIONE Anno Scolastico 2009-10 IGIENE ED EDUCAZIONE SANITARIA Classe: 4^ LTS/A - SALUTE Insegnante: Claudio Furioso Ore preventivo: 132 SCANSIONE MODULI N TITOLO MODULO set ott nov dic gen feb

Dettagli

RENATO TOZZOLI, GRAZIANO KODERMAZ SERVIZIO DI MEDICINA DI LABORATORIO OSPEDALE CIVILE, LATISANA (UD) SPOLETO, 08 MAGGIO 2009

RENATO TOZZOLI, GRAZIANO KODERMAZ SERVIZIO DI MEDICINA DI LABORATORIO OSPEDALE CIVILE, LATISANA (UD) SPOLETO, 08 MAGGIO 2009 RENATO TOZZOLI, GRAZIANO KODERMAZ SERVIZIO DI MEDICINA DI LABORATORIO OSPEDALE CIVILE, LATISANA (UD) SPOLETO, 08 MAGGIO 2009 Cisteina di 3 gruppo (176) Unità ripetute ricche di leucina Cisteine di 2 gruppo

Dettagli

1 LEZIONE CHE COS E L ALLENAMENTO

1 LEZIONE CHE COS E L ALLENAMENTO 1 LEZIONE CHE COS E L ALLENAMENTO Sono molte le definizioni di allenamento: Definizione generale: E un processo che produce nell organismo un cambiamento di stato che può essere fisico, motorio, psicologico.

Dettagli

Cosa succede in un laboratorio di genetica?

Cosa succede in un laboratorio di genetica? 12 laboratori potrebbero utilizzare campioni anonimi di DNA per lo sviluppo di nuovi test, o condividerli con altri in quanto parte dei programmi di Controllo di Qualità, a meno che si chieda specificatamente

Dettagli

Bilancia emostatica. Ipercoagulabilità. Ipocoagulabilità. Normale. Trombosi. Emorragie

Bilancia emostatica. Ipercoagulabilità. Ipocoagulabilità. Normale. Trombosi. Emorragie Coagulazione 1 Bilancia emostatica Ipercoagulabilità Ipocoagulabilità Normale Trombosi Emorragie 2 emostasi primaria emostasi secondaria Fattori coinvolti nell emostasi Vasi + endotelio Proteine della

Dettagli

Sostituzioni sull anello aromatico

Sostituzioni sull anello aromatico Sostituzioni sull anello aromatico Criteri per stabilire l esistenza di carattere aromatico 1. Il composto deve essere ciclico, planare e deve avere una nuvola ininterrotta di elettroni π sopra e sotto

Dettagli

ORGAN ON A CHIP. Un promettente sostituto alla sperimentazione animale

ORGAN ON A CHIP. Un promettente sostituto alla sperimentazione animale ORGAN ON A CHIP Un promettente sostituto alla sperimentazione animale 1 1.Fasi di sviluppo di un farmaco La ricerca e lo sviluppo di un farmaco sono indirizzate al processo dell identificazione di molecole

Dettagli

Deceduti Regione LOMBARDIA

Deceduti Regione LOMBARDIA Tumore della vescica Di maggior rilievo nei maschi (più di 3/4 dei casi), presenta variazioni geografiche di entità modestissima, minori di ogni altro tipo di carcinoma. Il 9-95% circa è costituito da

Dettagli

INFLUENZA. Che cos è

INFLUENZA. Che cos è INFLUENZA Che cos è L influenza è una malattia infettiva provocata da virus del genere Othomixovirus che colpiscono le vie aeree come naso, gola e polmoni. I soggetti colpiti nel nostro Paese vanno dai

Dettagli

FARMACOLOGIA DEL SISTEMA NERVOSO AUTONOMO SIMPATICO. Il sistema ortosimpatico media le risposte della reazione di lotta e fuga

FARMACOLOGIA DEL SISTEMA NERVOSO AUTONOMO SIMPATICO. Il sistema ortosimpatico media le risposte della reazione di lotta e fuga FARMACOLOGIA DEL SISTEMA NERVOSO AUTONOMO SIMPATICO Il sistema ortosimpatico media le risposte della reazione di lotta e fuga Le basi anatomiche del sistema nervoso autonomo Reazioni connesse alla digestione

Dettagli

Altre informazioni sul papilloma virus (HPV)

Altre informazioni sul papilloma virus (HPV) Altre informazioni sul papilloma virus (HPV) Questo è un documento di approfondimento sull HPV. Prima di leggerlo guardate le informazioni di base contenute in Alcune informazioni sull esame per il papilloma

Dettagli

CHIMICA ORGANICA: IBRIDAZIONE & RISONANZA IBRIDIZZAZIONE. un atomo compie all atto di formazione di un composto al fine di formare un maggior

CHIMICA ORGANICA: IBRIDAZIONE & RISONANZA IBRIDIZZAZIONE. un atomo compie all atto di formazione di un composto al fine di formare un maggior CHIMICA ORGANICA: IBRIDAZIONE & RISONANZA IBRIDIZZAZIONE L ibridizzazione o ibridazione è una ricombinazione dei propri orbitali atomici che un atomo compie all atto di formazione di un composto al fine

Dettagli

2. Stress ossidativo & bilancio nutrizionale

2. Stress ossidativo & bilancio nutrizionale 2.1 Vitamine & antiossidanti 2.2 Elementi in traccia ed enzimi STRESS OSSIDATIVO & BILANCIO NUTRIZIONALE R Alimentazione : vitamine e carotenoidi, Antiossidanti : lipofilici Vitamine & antiossidanti ZVIT

Dettagli

L EQUILIBRIO CHIMICO

L EQUILIBRIO CHIMICO EQUIIBRIO CHIMICO Molte reazioni chimiche possono avvenire in entrambe i sensi: reagenti e prodotti possono cioè scambiarsi fra di loro; le reazioni di questo tipo vengono qualificate come reazioni reversibili.

Dettagli

Fenomeni di trasporto. Fenomeni di trasporto

Fenomeni di trasporto. Fenomeni di trasporto La comprensione dei processi fisici, chimici e biologici che governano il trasporto di materia e la trasmissione delle forze è di fondamentale importanza per lo studio della fisiologia cellulare e l ingegnerizzazione

Dettagli

Infatti il glucosio viene bruciato in presenza di ossigeno e l'energia liberata, immagazzinata sotto forma di ATP

Infatti il glucosio viene bruciato in presenza di ossigeno e l'energia liberata, immagazzinata sotto forma di ATP I mitocondri sono gli organuli responsabili della produzione di energia necessaria alla cellula per crescere e riprodursi. Queste reazioni, che nel loro insieme costituiscono il processo di "respirazione

Dettagli

Castrazione e sterilizzazione

Castrazione e sterilizzazione Centro veterinario alla Ressiga Castrazione e sterilizzazione Indicazioni, controindicazioni, effetti collaterali ed alternative Dr. Roberto Mossi, medico veterinario 2 Castrazione e sterilizzazione Castrazione

Dettagli

Che cosa occorre sapere sull alopecia.

Che cosa occorre sapere sull alopecia. 01/ 2014 Sandoz Pharmaceuticals S.A. Suurstoffi 14 Casella postale 6343 Rotkreuz Tel. 0800 858 885 Fax 0800 858 888 www.generici.ch Che cosa occorre sapere sull alopecia. Struttura dei capelli 4 Ciclo

Dettagli

acqua Bevi ogni giorno in abbondanza

acqua Bevi ogni giorno in abbondanza 5. acqua Bevi ogni giorno in abbondanza 5. Bevi ogni giorno acqua in abbondanza Nell organismo umano l acqua rappresenta un costituente essenziale per il mantenimento della vita, ed è anche quello presente

Dettagli

1,25 (OH) 2 Vitamina D ELISA kit

1,25 (OH) 2 Vitamina D ELISA kit 1,25 (OH) 2 Vitamina D ELISA kit Per la determinazione in vitro della 1,25 (OH) 2 Vitamina D in plasma e siero Gültig ab/valid from 17.03.2008 +8 C IMM-K 2112 +2 C 48 1. APPLICAZIONE Il kit ELISA (Enzyme-Linked-Immuno-Sorbent-Assay)

Dettagli

Linee Guida per lo Screening Mammografico

Linee Guida per lo Screening Mammografico Istituto Oncologico Veneto Centro Regionale di Riferimento - Registro Tumori del Veneto Gruppo Regionale Patologi Linee Guida per lo Screening Mammografico Padova, maggio 2006 INDICE Presentazione 4 Introduzione

Dettagli

PRINCIPI INTERPRETATIVI IN CITOLOGIA ONCOLOGICA

PRINCIPI INTERPRETATIVI IN CITOLOGIA ONCOLOGICA Quaderni di dermatologia, Anno 7, n. 1, Giugno 2002 7 PRINCIPI INTERPRETATIVI IN CITOLOGIA ONCOLOGICA DAVIDE DE LORENZI Medico Veterinario, Specialista in Clinica e Patologia degli Animali da Affezione

Dettagli

Salute intestinale in avicoltura Il mondo interiore

Salute intestinale in avicoltura Il mondo interiore Agosto 2013 Salute intestinale in avicoltura Il mondo interiore Dr. Richard A. Bailey, Poultry Health Scientist Sommario Introduzione Flora Intestinale Mantenere in equilibrio la salute intestinale Conclusioni

Dettagli

SINOSSI PROTOCOLLO STUDIO OSSERVAZIONALE

SINOSSI PROTOCOLLO STUDIO OSSERVAZIONALE SINOSSI PROTOCOLLO STUDIO OSSERVAZIONALE Studio prospettico, non interventistico, di coorte, sul rischio di tromboembolismo venoso (TEV) in pazienti sottoposti a un nuovo trattamento chemioterapico per

Dettagli

La trascrizione negli eucarioti. Prof. Savino; dispense di Biologia Molecolare, Corso di Laurea in Biotecnologie

La trascrizione negli eucarioti. Prof. Savino; dispense di Biologia Molecolare, Corso di Laurea in Biotecnologie La trascrizione negli eucarioti Il promotore eucariotico L inizio della trascrizione negli eucarioti necessita della RNA polimerasi e dei fattori di trascrizione. Qualsiasi proteina sia necessaria per

Dettagli

COMUNICAZIONE TRA CELLULE E AMBIENTE

COMUNICAZIONE TRA CELLULE E AMBIENTE COMUNICAZIONE TRA CELLULE E AMBIENTE 1. LE CELLULE COMUNICANO TRA LORO Le cellule vegetali comunicano attraverso i plasmodesmi. Dato lo spessore della parete cellulare, come possono interagire tra loro

Dettagli

Gli alcool, i composti carbonilici e gli acidi carbossilici

Gli alcool, i composti carbonilici e gli acidi carbossilici Gli alcool, i composti carbonilici e gli acidi carbossilici Con questa unità didattica inizieremo a prendere in considerazione dei composti della chimica organica caratterizzati dal contenere oltre ai

Dettagli

LE DOMANDE POSSIBILI PER LO SCREENING MAMMOGRAFICO VADEMECUM PER GLI OPERATORI DI SCREENING DELLA ASL RMC

LE DOMANDE POSSIBILI PER LO SCREENING MAMMOGRAFICO VADEMECUM PER GLI OPERATORI DI SCREENING DELLA ASL RMC LE DOMANDE POSSIBILI PER LO SCREENING MAMMOGRAFICO VADEMECUM PER GLI OPERATORI DI SCREENING DELLA ASL RMC (*risponde l infermiera / l ostetrica/ il medico) AGGIORNATO A Maggio 2009 1 CHE COSA E UN PROGRAMMA

Dettagli

Effetti dell incendio sull uomo

Effetti dell incendio sull uomo Effetti dell incendio sull uomo ANOSSIA (a causa della riduzione del tasso di ossigeno nell aria) AZIONE TOSSICA DEI FUMI RIDUZIONE DELLA VISIBILITÀ AZIONE TERMICA Essi sono determinati dai prodotti della

Dettagli

Cosa sono le vitamine?

Cosa sono le vitamine? Cosa sono le vitamine? Le vitamine sono sostanze di natura organica indispensabili per la vita e per l accrescimento. Queste molecole non forniscono energia all organismo umano ma sono indispensabili in

Dettagli

DA PORTO A., NANINO E., DEL TORRE M., SECHI L.A., CAVARAPE A. CLINICA MEDICA - Azienda Ospedaliero-Universitaria S.Maria Misericordia di Udine

DA PORTO A., NANINO E., DEL TORRE M., SECHI L.A., CAVARAPE A. CLINICA MEDICA - Azienda Ospedaliero-Universitaria S.Maria Misericordia di Udine DA PORTO A., NANINO E., DEL TORRE M., SECHI L.A., CAVARAPE A. CLINICA MEDICA - Azienda Ospedaliero-Universitaria S.Maria Misericordia di Udine VITAMINA D: SINTESI, METABOLISMO E CARENZA Il 40-50% della

Dettagli

DOMANDE E RISPOSTE 1. Che cos è un vaccino? 2. Che cosa si intende con i termini immunità, risposta immune e risposta immunitaria?

DOMANDE E RISPOSTE 1. Che cos è un vaccino? 2. Che cosa si intende con i termini immunità, risposta immune e risposta immunitaria? DOMANDE E RISPOSTE 1. Che cos è un vaccino? Un vaccino è un prodotto la cui somministrazione è in grado di indurre una risposta immunitaria specifica contro un determinato microrganismo (virus, batterio

Dettagli

REaD REtina and Diabetes

REaD REtina and Diabetes Progetto ECM di formazione scientifico-pratico sulla retinopatia diabetica REaD REtina and Diabetes S.p.A. Via G. Spadolini 7 Iscrizione al Registro delle 20141 Milano - Italia Imprese di Milano n. 2000629

Dettagli

L ALIMENTAZIONE ANTINFIAMMATORIA PER IL PODISTA. Dott.ssa Elisa Seghetti Biologa Nutrizionista - Neurobiologa

L ALIMENTAZIONE ANTINFIAMMATORIA PER IL PODISTA. Dott.ssa Elisa Seghetti Biologa Nutrizionista - Neurobiologa L ALIMENTAZIONE ANTINFIAMMATORIA PER IL PODISTA Dott.ssa Elisa Seghetti Biologa Nutrizionista - Neurobiologa L atleta moderno ha bisogno di un maggior numero di adattamenti metabolici all esercizio fisico.

Dettagli

10.- DISINFETTANTI PIÙ COMUNI E MODALITÀ D USO

10.- DISINFETTANTI PIÙ COMUNI E MODALITÀ D USO 10.- DISINFETTANTI PIÙ COMUNI E MODALITÀ D USO 10.0.- Disinfettanti e loro caratteristiche Questa sezione descrive alcune famiglie di disinfettanti facilmente reperibili sul mercato che attualmente vengono

Dettagli

-Composti organici essenziali per la vita

-Composti organici essenziali per la vita -Composti organici essenziali per la vita -La maggior parte dei vertebrati (tra cui l uomo) non sono in grado di sintetizzarle (come gli amminoacidi essenziali) -Sono assunte con la dieta -Alcune malattie

Dettagli

1 Capitolo 8. Sviluppo linfocitario e riarrangiamento ed espressione dei geni dei recettori antigenici

1 Capitolo 8. Sviluppo linfocitario e riarrangiamento ed espressione dei geni dei recettori antigenici 1 Capitolo 8. Sviluppo linfocitario e riarrangiamento ed espressione dei geni dei recettori antigenici La maturazione consiste in una serie di eventi che avvengono negli organi linfoidi generativi o primari:

Dettagli

13. Anticorpi. (vedi singoli sottocapitoli) I edizione. 13. Anticorpi...1

13. Anticorpi. (vedi singoli sottocapitoli) I edizione. 13. Anticorpi...1 1 13. Anticorpi I edizione (vedi singoli sottocapitoli) 13. Anticorpi...1 13.1. STRUTTURA DEGLI ANTICORPI ED I GENI DELLE IMMUNOGLOBULINE...3 13.1.1. Struttura/funzione degli anticorpi...4 13.1.2. Dominii

Dettagli

TRATTAMENTI. Elaborazione piani di trattamento in radioterapia con fasci esterni e 30

TRATTAMENTI. Elaborazione piani di trattamento in radioterapia con fasci esterni e 30 TRATTAMENTI 1 Accesso e custodia C/C DH 2 Accesso e custodia dati pazienti informatizzati 3 Accesso e custodia faldoni cartacei referti 4 Agenda prenotazione esami interni 5 Agenda prenotazione visite

Dettagli

Le pr p in i c n ip i ali ali st s rategie ie i d regola zio i n o e n d e d ll esp s re p ss s ion ion g ni n c i a n e n i i pr p oc o ariot i i

Le pr p in i c n ip i ali ali st s rategie ie i d regola zio i n o e n d e d ll esp s re p ss s ion ion g ni n c i a n e n i i pr p oc o ariot i i Le principali strategie di regolazione dell espressione genica nei procarioti Regolazione metabolica Nel genoma di un microorganismo sono presenti migliaia di geni (3000-6000). Alcuni geni vengono espressi

Dettagli

VACCINAZIONI E VACCINI DECALOGO PER LE FAMIGLIE

VACCINAZIONI E VACCINI DECALOGO PER LE FAMIGLIE VACCINAZIONI E VACCINI DECALOGO PER LE FAMIGLIE In un qualsiasi anno prima dell'uso esteso dei vaccini in Italia si registravano circa 3.000 casi di poliomielite, circa 12.000 di difterite, circa 700 casi

Dettagli

Corso di Impianti Tecnici per l'edilizia - E. Moretti. Condizionamento CLASSIFICAZIONE DEGLI IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO

Corso di Impianti Tecnici per l'edilizia - E. Moretti. Condizionamento CLASSIFICAZIONE DEGLI IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO 1 Impianti di Climatizzazione e Condizionamento CLASSIFICAZIONE DEGLI IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO Premessa Gli impianti sono realizzati con lo scopo di mantenere all interno degli ambienti confinati condizioni

Dettagli

Samuele Di Rita - Classe 2 B sa - 16/03/2015 - Gruppo 5: Di Rita, Dal Maso

Samuele Di Rita - Classe 2 B sa - 16/03/2015 - Gruppo 5: Di Rita, Dal Maso Samuele Di Rita - Classe 2 B sa - 16/03/2015 - Gruppo 5: Di Rita, Dal Maso SAGGI ANALITICI SU ALIMENTI CONTENENTI CARBOIDRATI OBIETTIVI Fase 1: Dimostrare, mediante l uso del distillato di Fehling, se

Dettagli

4. Quali possono essere le complicazioni dell influenza e quali sono le persone a rischio?

4. Quali possono essere le complicazioni dell influenza e quali sono le persone a rischio? Dipartimento federale dell'interno DFI Ufficio federale della sanità pubblica UFSP Malattie trasmissibili Stato al 05.10.2010 FAQ Influenza stagionale 1. Cos è l influenza? 2. Come si trasmette l influenza?

Dettagli

Vitamina D: passato, presente e futuro. Dott. Giuliano Bucciardini MMG

Vitamina D: passato, presente e futuro. Dott. Giuliano Bucciardini MMG Vitamina D: passato, presente e futuro Dott. Giuliano Bucciardini MMG Un po' di storia Nel 1650 l'inglese Francis Glisson descrive accuratamente il rachitismo (peraltro noto sin dall'antichità) in De rachitade.

Dettagli

Dipartimento Cure primarie ed attività distrettuali S.C. Medicina di base e specialistica. Evento Formativo Residenziale

Dipartimento Cure primarie ed attività distrettuali S.C. Medicina di base e specialistica. Evento Formativo Residenziale Dipartimento Cure primarie ed attività distrettuali S.C. Medicina di base e specialistica Evento Formativo Residenziale PREVENZIONE ONCOLOGICA IN MEDICINA GENERALE Savona Aulla Magna,, Pallazziina Viigiiolla,,

Dettagli

L'IMPORTANZA DELL'ACQUA

L'IMPORTANZA DELL'ACQUA L'IMPORTANZA DELL'ACQUA L'acqua è il principale costituente del nostro corpo. Alla nascita il 90% del nostro peso è composto di acqua: nell'adulto è circa il 75% e nelle persone anziane circa il 50%; quindi

Dettagli

La degenerazione maculare correlata all età (DME) è una malattia della retina, nel fondo dell occhio.

La degenerazione maculare correlata all età (DME) è una malattia della retina, nel fondo dell occhio. Che cos è la Degenerazione Maculare correlata all Età (DME)? La degenerazione maculare correlata all età (DME) è una malattia della retina, nel fondo dell occhio. Essa porta a una limitazione o alla perdita

Dettagli

SCALA DEI PESI ATOMICI RELATIVI E MEDI

SCALA DEI PESI ATOMICI RELATIVI E MEDI SCALA DEI PESI ATOMICI RELATIVI E MEDI La massa dei singoli atomi ha un ordine di grandezza compreso tra 10-22 e 10-24 g. Per evitare di utilizzare numeri così piccoli, essa è espressa relativamente a

Dettagli

I FABBISOGNI NUTRIZIONALI NELL ANZIANO. Chivasso, Ciriè, Ivrea 2011

I FABBISOGNI NUTRIZIONALI NELL ANZIANO. Chivasso, Ciriè, Ivrea 2011 I FABBISOGNI NUTRIZIONALI NELL ANZIANO Chivasso, Ciriè, Ivrea 2011 FABBISOGNI NUTRIZIONALI NELL ANZIANO Proteine: 1-1,2 g/kg/die; Calorie: 20-30/kg/die Es.: anziano di 60 kg 60-72 g di proteine; 1200-1800

Dettagli

ncdna Per ncdna si intende il DNA intronico, intergenico e altre zone non codificanti del genoma.

ncdna Per ncdna si intende il DNA intronico, intergenico e altre zone non codificanti del genoma. ncdna Per ncdna si intende il DNA intronico, intergenico e altre zone non codificanti del genoma. ncdna è caratteristico degli eucarioti: Sequenze codificanti 1.5% del genoma umano Introni in media 95-97%

Dettagli

Nel moderno allevamento intensivo di specie ittiche, nutrizione e salute del pesce allevato sono due fattori intimamente connessi, da un lato devono

Nel moderno allevamento intensivo di specie ittiche, nutrizione e salute del pesce allevato sono due fattori intimamente connessi, da un lato devono Nel moderno allevamento intensivo di specie ittiche, nutrizione e salute del pesce allevato sono due fattori intimamente connessi, da un lato devono essere soddisfatti i fabbisogni di nutrienti necessari

Dettagli

Curriculum Vitae Europass

Curriculum Vitae Europass Curriculum Vitae Europass Informazioni personali Nome(i) / Cognome(i) Indirizzo(i) Roberto CARUSO Corso Mazzini, 11-87100 Cosenza, Italia Telefono(i) Tel. + 39 0984681824 Fax+ 39 0984681322 E-mail Cittadinanza

Dettagli

Il sistema immunitario

Il sistema immunitario QUADERNI SULLE IMMUNODEFICIENZE PRIMITIVE N. 2 Il sistema immunitario ASSOCIAZIONE IMMUNODEFICIENZE PRIMITIVE ONLUS Quaderni pubblicati da AIP ONLUS N.1 La sindrome di Wiskott Aldrich (WAS) N.2 Il sistema

Dettagli

CENTRALINA ELETTRONICA FAR Art. 9600-9612 - 9613

CENTRALINA ELETTRONICA FAR Art. 9600-9612 - 9613 CENTRALINA ELETTRONICA FAR Art. 9600-9612 - 9613 MANUALE D ISTRUZIONE SEMPLIFICATO La centralina elettronica FAR art. 9600-9612-9613 è adatta all utilizzo su impianti di riscaldamento dotati di valvola

Dettagli

Il desiderio insoddisfatto di un figlio: le cause

Il desiderio insoddisfatto di un figlio: le cause Il desiderio insoddisfatto di un figlio: le cause Si parla di "sterilità" quando dopo un anno di rapporti sessuali regolari non è ancora intervenuta una gravidanza. Le cause di una mancanza di figli non

Dettagli

DIPARTIMENTO TUTELA DELLA SALUTE E POLITICHE SANITARIE Allegato 8.6 8.6. Requisiti Specifici per l accreditamento delle Strutture di Genetica Medica

DIPARTIMENTO TUTELA DELLA SALUTE E POLITICHE SANITARIE Allegato 8.6 8.6. Requisiti Specifici per l accreditamento delle Strutture di Genetica Medica 8.6 Requisiti Specifici per l accreditamento delle Strutture di Genetica Medica 1 Premessa Qualità e sostenibilità economica sono le principali esigenze cui cerca di rispondere la concentrazione delle

Dettagli

Il sistema endocrino Il sistema endocrino sistema ormonale ghiandole cellule proteiche lipidiche organismo umano sistema nervoso

Il sistema endocrino Il sistema endocrino sistema ormonale ghiandole cellule proteiche lipidiche organismo umano sistema nervoso Il sistema endocrino Il sistema endocrino o sistema ormonale è rappresentato da un insieme di ghiandole e cellule (dette ghiandole endocrine e cellule endocrine) le quali secernono delle sostanze proteiche

Dettagli