Abi: nessuna differenziazione nella dinamica dei prezzi fra raccolta e prestiti

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1 NOTA PER LA STAMPA DOCUMENTO DELL ABI A GOVERNO, AUTORITA E ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI Abi: nessuna differenziazione nella dinamica dei prezzi fra raccolta e prestiti Non è cambiato lo spread per i tassi dei mutui Tra giugno 2006 e maggio 2007, primo periodo di applicazione della legge Bersani, non vi è stata alcuna differenziazione fra l andamento dei prezzi delle principali forme di raccolta e di impiego verso il settore delle famiglie. È questa la conclusione di una nota ufficiale dell Abi, basata sui dati pubblicati dall Eurosistema (Bce- Banca d Italia), inviata al Ministro dell Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, al Ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, al Governatore della Banca d Italia, Mario Draghi, al Presidente dell Antitrust, Antonio Catricalà, e alle Associazioni dei consumatori. Viene analizzata l evoluzione dei tassi delle principali forme di raccolta e di impiego nel segmento famiglie, per il periodo compreso tra giugno 2006 (mese precedente all introduzione della normativa che regolamenta la variazione dei tassi d interesse) e maggio 2007 (ultimo dato disponibile), periodo nel quale i tassi di politica monetaria della Bce sono aumentati di 100 basis point. La nota esamina la reazione dei tassi bancari, rispetto alle decisioni di politica monetaria, prevalentemente nell ambito del mercato dei conti correnti, dei mutui e del credito al consumo. Alla luce dei dati analizzati, Abi non ritiene condivisibili, né trovano riscontro oggettivo, le stime circolate negli scorsi giorni secondo cui nel periodo preso a riferimento le banche avrebbero praticato politiche di tasso nei confronti della clientela in contrasto con le norme contenute nella legge Bersani e tali da aver generato un maggior margine di 5,3 miliardi di euro (cifra che sarebbe pari addirittura a quasi il 15% del margine d interesse complessivamente registrato nel 2006 dall intero settore bancario italiano). Conto corrente L analisi della dinamica dei tassi d interesse applicati su uno dei principali prodotti bancari offerto alle famiglie italiane, il conto corrente, indica come l aggiustamento attuato, in seguito alla variazione della politica monetaria della Bce, sia stato pressoché identico per i tassi attivi e i passivi. Con il risultato che il differenziale tra questi tassi è diminuito di 3 basis point: infatti mentre il tasso applicato sugli scoperti di conto corrente è aumentato di 29 basis point, quello sui depositi è cresciuto di 32. Ciò significa che la clientela bancaria non ha subito alcuna penalizzazione in conseguenza dell incremento dei tassi di policy. Mutui per acquisto abitazione Lo spread applicato nel segmento dei finanziamenti per l acquisto di abitazioni non ha subito cambiamenti di rilievo, attestandosi tra le diverse di tipologie di mutui offerti sul mercato in un margine che va da -0,08 a 0,03 punti percentuali. Per esempio: lo spread tra il tasso sui mutui a tasso variabile e l Euribor a 3 mesi è andato diminuendo di 8 basis point, e quello sui mutui la cui durata originaria del tasso è superiore ai 10 anni e l Irs a 10 anni (parametro di riferimento utilizzato per determinare il tasso di interesse) ha registrato un incremento di 3 basis point. Credito al consumo In questo segmento il livello dei tassi si è ridotto in modo consistente nel periodo considerato. Si rileva, ad esempio, che il tasso sul credito al consumo a tasso variabile ha registrato una diminuzione di 11 basis point, quello sul credito al consumo con durata originaria del tasso compresa tra 1 e 5 anni si è ridotto di 28 basis point e quello sul credito al consumo con durata originaria del tasso superiore a 5 anni è aumentato di 49 basis point. Il risultato è una consistente diminuzione degli spread, rispetto ai parametri di riferimento, che va da -0,06 a -1,19 punti percentuali. In allegato il testo integrale della nota inviata oggi al Ministro dell Economia, Tommaso Padoa- Schioppa, al Ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, al Governatore della Banca d Italia, Mario Draghi, al Presidente dell Antitrust, Antonio Catricalà, e alle Associazioni dei consumatori. 1

2 I tassi bancari italiani applicati nei rapporti intrattenuti con la clientela famiglie: prime evidenze della reattività alle variazioni dei tassi di politica monetaria Nei giorni scorsi la stampa ha riportato notizie sull evoluzione dei tassi di interesse praticati dalle banche, che evidenziavano una forte divergenza fra l andamento di quelli praticati sui finanziamenti e quelli sulla raccolta. Il fenomeno è stato rappresentato come una violazione della cosiddetta Legge Bersani ed è stato valutato nella misura di 5,3 miliardi di euro il parziale mancato adeguamento dei tassi pagati dalle banche sui depositi della clientela. Per memoria si ricorda che tale ammontare sarebbe pari a quasi il 15% del margine d interesse complessivamente registrato nel 2006 dall intero settore bancario italiano. Dalla informazioni pubblicamente disponibili non è possibile ricostruire come tali stime siano state determinate e comunque nei dati a nostra disposizione non si trova riscontro alle critiche sollevate. * * * * * * La presente nota, basata sui dati ufficiali pubblicati dall Eurosistema (BCE-Banca d Italia), analizza l evoluzione dei tassi delle principali forme di raccolta e di impiego nel segmento famiglie, per il periodo compreso tra giugno 2006 (mese precedente all introduzione della normativa che regolamenta la variazione dei tassi d interesse) e maggio 2007 (ultimo dato disponibile), periodo nel quale i tassi di politica monetaria della BCE sono aumentati di 100 basis point. Per valutare la reazione dei tassi bancari rispetto alle decisioni di politica monetaria è stata condotta un analisi prevalentemente riferita all ambito del mercato dei conti correnti (paragrafo 1), analizzando in particolare come si è mosso il differenziale tra il tasso sulle giacenze di conto corrente e quello sugli scoperti di c/c nel periodo esaminato. Volendo poi approfondire quanto avvenuto alle altre principale forme di raccolta diverse dal c/c e al mercato dei mutui e del credito al consumo, andrebbe considerato come si è mosso il differenziale tra i rendimenti dei titoli di Stato, rispetto ai rendimenti dei depositi con durata prestabilita, dei pronti contro termine e delle obbligazioni bancarie, nonché il differenziale rispetto ai tassi interbancari, con riferimento alle condizioni praticate sulle principali forme di finanziamento bancario (mutui e credito al consumo). Nel fissare i prezzi di tali prodotti, infatti, le banche, sia italiane che europee, tengono conto di qual è la dinamica dei parametri di riferimento presenti sul mercato per formulare un prezzo che consideri anche un premio che tiene conto della rischiosità dell operazione, dei relativi costi operativi e della remunerazione del capitale impiegato. L analisi dei livelli dei tassi bancari e dell andamento degli spread sulle principali forme di raccolta bancaria sono condotte al paragrafo 2, mentre al paragrafo 3 e 4 sono analizzate le dinamiche dei livelli dei tassi e degli spread con riguardo rispettivamente al mercato dei mutui e del credito al consumo. 2

3 1. I tassi applicati sulle operazioni di raccolta e finanziamento in conto corrente effettuate dalle famiglie italiane L analisi della dinamica dei tassi d interesse applicati su uno dei principali prodotti bancari offerto alle famiglie italiane, il conto corrente, indica come l aggiustamento attuato, in seguito alla variazione della politica monetaria della BCE, sia stato pressoché identico per i tassi attivi (quelli cioè praticati sugli scoperti di c/c) e i passivi (sulle giacenze di c/c). Infatti, dalla tabella 1 si riscontra che il tasso applicato sugli scoperti di c/c è aumentato, tra giugno 2006 e maggio 2007, di 29 basis point (di seguito bp), mentre quello sui depositi in c/c è cresciuto di 32 bp. Ne consegue che il differenziale tra tassi attivi e passivi applicati sui c/c è andato diminuendo, da giugno 2006 a maggio 2007, di 3 bp. La clientela bancaria quindi non ha subito alcuna penalizzazione in conseguenza dell incremento dei tassi di policy, che nel periodo considerato, sono aumentati di un punto percentuale. Per memoria si rammenta che lo spread tra tassi bancari attivi e passivi applicati sui rapporti di c/c si è attestato, a maggio 2007, a 9,9 punti in Germania, 10,6 punti in Francia e 12,4 punti in Spagna contro i 7,6 punti dell Italia. Tabella 1 Tassi applicati sulle operazioni di raccolta e finanziamento effettuate dalle famiglie sui c/c (dati relativi alle consistenze) giu.06 mag.07 differenziale Scoperto di conto corrente (a) 8,43 8,72 0,29 Depositi in conto corrente (b) 0,77 1,09 0,32 Spread (a-b) 7,66 7,63-0,03 Fonte: Elaborazioni Centro Studi e Ricerche ABI su dati BCE. 2. I tassi e gli spread applicati sulle operazioni di raccolta segmento famiglie Nella tabella 2 sono riportati i livelli dei tassi applicati sulle principali forme di raccolta, diverse dal conto corrente, nei mesi di giugno 2006 e maggio 2007, nonché i relativi parametri di riferimento di mercato (nel caso specifico i tassi sui titoli di Stato) ed i differenziali relativi. Si rileva dalla tabella che il tasso sui depositi con durata prestabilita è aumentato di 77 bp tra giugno 2006 e maggio 2007, mentre quello sui pct è cresciuto di 103 bp e quello sulle obbligazioni di 67 bp. Nello stesso periodo i parametri di riferimento, che possono essere individuati nel tasso medio sui Bot e nel tasso medio sui Btp a 5 anni, hanno registrato incrementi rispettivamente pari a 81 bp e 48 bp. Ne consegue che: - il differenziale tra il tasso medio sui Bot ed il tasso sui depositi con durata prestabilita è aumentato di 4 bp; 3

4 - il differenziale tra il tasso medio sui Bot ed il tasso sui pronti contro termine è andato invece diminuendo di 22 bp; - il differenziale tra il tasso medio sui Btp a 5 anni ed il tasso sulle obbligazioni con periodo di determinazione del tasso superiore ad 1 anno è anch esso andato diminuendo di 19 bp. In definitiva, dall analisi dei differenziale tra i tassi sui titoli di Stato e quelli sulla raccolta bancaria si riscontra che la remunerazione offerta dal settore bancario italiano alla clientela famiglie è andata generalmente crescendo più di quella della principale forma di investimento alternativa, cioè i titoli di Stato. Tabella 2 Tassi applicati alle famiglie sulle nuove operazioni di raccolta giu.06 mag.07 differenziale Depositi con durata prestabilita (a1) 1,85 2,62 0,77 Pronti contro termine (b1) 2,66 3,69 1,03 Obbligazioni con periodo di determinazione iniziale del tasso superiore a 1 anno (c1)* 3,39 4,06 0,67 Parametri di riferimento di mercato: Bot medio (a2) 3,29 4,10 0,81 Btp a 5 anni (c2) 3,87 4,36 0,48 Spread su: Depositi con durata prestabilita (a2-a1) 1,44 1,48 0,04 Pronti contro termine (a2-b1) 0,63 0,41-0,22 Obbligazioni con periodo di determinazione iniziale del tasso superiore a 1 anno (c2-c1) 0,48 0,30-0,19 * tasso riferito non solo alla clientela famiglie Fonte: Elaborazioni Centro Studi e Ricerche ABI su dati BCE e Thomson Financial Datastream. 3. I tassi e gli spread applicati sui mutui per l acquisto di abitazioni Nella tabella 3 sono riportati i livelli dei tassi applicati sulle nuove operazioni di finanziamento per l acquisto di abitazioni, concluse con le famiglie italiane, nei mesi di giugno 2006 e maggio 2007, nonché i relativi parametri di riferimento di mercato e gli spread relativi. Si rileva dalla tabella che il tasso sui mutui a tasso variabile (durata iniziale del tasso inferiore ad un anno), così come quello sui mutui con durata iniziale del tasso compresa tra 1 e 5 anni, siano aumentati di 100 bp tra giugno 2006 e maggio 2007, quello sui mutui con durata iniziale del tasso compresa tra 5 e 10 anni si è incrementato di 72 bp e quello sui mutui con durata iniziale del tasso superiore ai 10 anni è aumentato di 37 bp. 4

5 Nello stesso periodo i parametri di riferimento, che possono essere individuati nell Euribor a 3 mesi, nell IRS ad 1 anno, nell IRS a 5 anni e nell IRS a 10 anni, hanno registrato incrementi rispettivamente pari a 108 bp, 100 bp, 55 bp e 34 bp. Ne discende che: - lo spread tra il tasso sui mutui a tasso variabile e l Euribor a 3 mesi è andato diminuendo di 8 bp (va rilevato che tale categoria di mutui costituisce il 45,9% dei mutui erogati a maggio 2007); - il differenziale tra il tasso sui mutui con durata originaria del tasso compresa tra 1 e 5 anni e l IRS ad 1 anno è rimasto invariato (tale categoria di mutui costituisce l 1,7% dei mutui erogati a maggio 2007); - lo spread tra il tasso sui mutui con durata originaria del tasso compresa tra 5 e 10 anni e l IRS a 5 anni è cresciuto di 17 bp (va rilevato che tale categoria di mutui pesa nel complesso, in base ai dati di maggio 2007, per l 1,9%); - lo spread tra il tasso sui mutui la cui durata originaria del tasso è superiore ai 10 anni e l IRS a 10 anni ha registrato un incremento di 3 bp (tale categoria di mutui costituisce il 50,4% dei mutui erogati a maggio 2007). In definitiva, dall analisi si riscontra che il differenziale dei tassi nel periodo compreso tra giugno 2006 e maggio 2007 non ha subito cambiamenti di rilievo nel segmento dei finanziamenti per l acquisto di abitazioni. Mutui - classificazione in base alla durata iniziale del tasso: giu.06 mag.07 differenziale fino ad 1 anno (a1) 4,14 5,14 1,00 da 1 a 5 anni (b1) 3,64 4,64 1,00 da 5 a 10 anni (c1) 4,83 5,55 0,72 oltre 10 anni (d1) 5,3 5,67 0,37 Parametri di riferimento di mercato Tabella 3 Tassi applicati alle famiglie sulle nuove operazioni di finanziamento per l'acquisto di abitazioni Euribor a 3 mesi (a2) 2,99 4,07 1,08 IRS a 1 anno (b2) 3,45 4,44 1,00 IRS a 5 anni (c2) 3,94 4,49 0,55 IRS a 10 anni (d2) 4,21 4,55 0,34 Spread sui mutui, classificati in base alla durata iniziale del tasso: fino ad 1 anno (a1-a2) 1,15 1,07-0,08 da 1 a 5 anni (b1-b2) 0,19 0,20 0,00 da 5 a 10 anni (c1-c2) 0,89 1,06 0,17 oltre 10 anni (d1-d2) 1,09 1,12 0,03 Fonte: Elaborazioni Centro Studi e Ricerche ABI su dati BCE. 5

6 4. I tassi e gli spread applicati nel credito al consumo Nella tabella 4 sono riportati i livelli dei tassi applicati sulle nuove operazioni di finanziamento per il credito al consumo, concluse con le famiglie italiane, nei mesi di giugno 2006 e maggio 2007, nonché i relativi parametri di riferimento di mercato e gli spread relativi. Si rileva dalla tabella che il tasso sul credito al consumo a tasso variabile (durata iniziale del tasso inferiore ad un anno) è diminuito di 11 bp tra giugno 2006 e maggio 2007, quello sul credito al consumo con durata originaria del tasso compresa tra 1 e 5 anni è anch esso si è ridotto di 28 bp e quello sul credito al consumo con durata originaria del tasso superiore a 5 anni è aumentato di 49 bp. Nello stesso periodo i parametri di riferimento, che possono essere individuati nell Euribor a 3 mesi, nell IRS ad 1 anno e nell IRS a 5 anni, hanno registrato incrementi, come indicato nel precedente paragrafo, pari rispettivamente a 108 bp, 100 bp e 55 bp. Ne consegue che: - lo spread tra il tasso applicato sui finanziamento per il credito al consumo a tasso variabile e l Euribor a 3 mesi è diminuito di 119 bp; - il differenziale tra il tasso sul credito al consumo con durata originaria del tasso compresa tra 1 e 5 anni e l IRS ad 1 anno si è ridotto di 128 bp; - lo spread tra il tasso sul credito al consumo con durata originaria del tasso superiore a 5 anni e l IRS a 5 anni è diminuito di 6 bp. In definitiva, dall analisi si riscontra che il differenziale dei tassi, nel periodo compreso tra giugno 2006 e maggio 2007, si è ridotto, anche in modo consistente. Tabella 4 Tassi applicati alle famiglie sulle nuove operazioni di finanziamento per il credito al consumo Credito al consumo - classificazione in base alla durata iniziale del tasso: fino ad 1 anno (a1) 11,02 10,91-0,11 da 1 a 5 anni (b1) 8,23 7,95-0,28 oltre 5 anni (c1) 7,42 7,91 0,49 Parametri di riferimento di mercato Euribor a 3 mesi (a2) 2,99 4,07 1,08 IRS a 1 anno (b2) 3,45 4,44 1,00 IRS a 5 anni (c2) 3,94 4,49 0,55 Spread sul cr consumo, classificati in base alla durata iniziale del tasso: fino ad 1 anno (a1-a2) 8,03 6,84-1,19 da 1 a 5 anni (b1-b2) 4,78 3,51-1,28 oltre 5 anni (c1-c2) 3,48 3,42-0,06 Fonte: Elaborazioni Centro Studi e Ricerche ABI su dati BCE. 6

7 Conclusioni I dati analizzati dall ABI non consentono di affermare che nel periodo osservato vi sia stata differenziazione fra l andamento dei prezzi delle principali forme di raccolta e di impiego verso il settore delle famiglie. Le variazioni segnalate indicano eventualmente una riduzione sia dello spread fra tassi attivi che passivi sia degli spread fra i tassi praticati e i parametri di riferimento utilizzati dal mercato. L ABI non può quindi condividere in alcun modo l affermazione che in questo periodo le banche avrebbero praticato politiche di tasso nei confronti della clientela in contrasto con le norme contenute nella legge Bersani e tali da aver generato uno stratosferico maggior margine di 5.3 miliardi. 7

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