SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE ALL ESTERO. 2) Codice di accreditamento: NZ00045

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1 Allegato 2 SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE ALL ESTERO ENTE 1) Ente proponente il progetto: A.C.L.I. (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) 2) Codice di accreditamento: NZ ) Albo e classe di iscrizione: NAZIONALE I CARATTERISTICHE PROGETTO 4) Titolo del progetto: COSI LONTANI COSI VICINI 5) Settore e area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3): Settore F (Servizio Civile all estero) Cod. 06 Sostegno comunità di italiani all estero 6) Descrizione del contesto socio politico ed economico del paese o dell area geografica dove si realizza il progetto; precedente esperienza dell ente proponente il progetto nel paese o nell area geografica anche in relazione alla propria mission; presentazione dei partner esteri: ARGENTINA indicatori socio economici Posizione nella classifica ISU: 45 Popolazione: (stima 2014) Età media della popolazione: 31,2 anni (stima 2014) Tasso di crescita della popolazione: 0,95% (stima 2014) Mortalità infantile (per mille nati vivi): 9,96/1000 (stima 2014) Speranza di vita alla nascita (anni): 77,51 (stima 2014) Tasso di alfabetizzazione: 97,9% (stima 2011) PIL: 771 miliardi $ (stima 2013) Pil pro capite: $ (stima 2013) Tasso di crescita economica: 3,5% (stima 2013) Tasso di inflazione: 20,8% (stima 2013) Tasso di disoccupazione: 7,5% (stima 2013) Popolazione che vive sotto la soglia della povertà: 30% (stima 2013) Debito pubblico: 45,8% del PIL (stima 2013) 1

2 Contesto storico, politico ed economico argentino L Argentina è una repubblica federale rappresentativa del Sud America. Il suo territorio è suddiviso in 23 province e una città autonoma, Buenos Aires che concentra un terzo della popolazione del Paese. L Argentina è stata una terra di conquista per la colonizzazione europea, in particolare spagnola, e ciò l ha resa il più grande paese del mondo di lingua ispanica. Tra gli anni 1950 e 1970 l economia del Paese crebbe sensibilmente, ma contemporaneamente si acuirono i contrasti politici che portarono all ingresso dei militari nel governo e, successivamente, alla presidenza del generale Videla. Videla instaurò un vero e proprio regime improntato sull eliminazione dei dissidenti politici. In questo periodo di dittatura sparirono circa persone lasciando una ferita ancora aperta per la popolazione argentina. La democrazia venne ripristinata nel 1983 prima con Alfonsin e poi con Menem che avviò un programma di privatizzazioni, rimozione del protezionismo e attrazione dei capitali stranieri. Tali politiche portarono però, alla fine degli anni 90 ad un periodo di forte recessione che porto alle stelle debito estero, disoccupazione e inflazione. La crisi si manifestò in tutta la sua intensità nel novembre del 2001 a cui seguirono mesi di blocco dell economia, aumento della disoccupazione, altissimi livelli di inflazione, e fortissima instabilità sociale. Il periodo di crisi fu affrontato immediatamente con politiche di reindustrializzazione, aumento delle esportazioni e ristrutturazione del debito estero. I segnali di ripresa sono stati positivi ma tutt oggi permangono dubbi sulle possibilità di reali di stabilità ed espansione dell economia nazionale La popolazione è in gran parte di origine europea (con stime che vanno dall 85% al 97% della popolazione totale), retaggio del periodo della colonizzazione e della forte ondata migratoria iniziata nella seconda metà dell 800. Tra il 1869 e il 1971 sono entrati in Argentina oltre di immigrati e fra questi quasi italiani. Solo in alcune zone del nord la popolazione indigena è molto presente anche se si rileva come ormai il 63,6% della popolazione abbia almeno un antenato indigeno. Negli ultimi decenni l immigrazione europea si è fortemente ridotta per lasciare spazio a quella proveniente dai paesi vicini (Bolivia, Paraguay in primis) e, inoltre, la crisi ha portato un ondata di fuga dal paese con un forte numero di migranti (ed oriundi) rientrati nei paesi d origine. L economia argentina (pur avendo subito la crisi) è caratterizzata da una grande varietà di risorse naturali, una popolazione con altro grado di alfabetizzazione un sistema agricolo ed una solida base industriale che la pone tra i paesi più sviluppati dell America Latina. Il Paese è uno dei primi al mondo per produzione agricola e allevamento ed è uno dei maggiori esportatori di cane bovina ed ovina. Grazie alla considerevole quantità di petrolio e gas è fortemente sviluppata l industria petrolchimica che, insieme alla produzione di soia e l industria metal-meccanica, costituisce la base dell economia argentina. L industria manifatturiera è il settore che partecipa di più alla formazione del PIL ed è uno dei settori più rilevanti per l occupazione. L'Industria argentina si divide in agraria e non agraria. L'industria agraria è dominata dall'industria alimentare e lavorazione della carne. Per quanto riguarda la produzione non agraria l'industria più importante è quella automobilistica seguita da quella chimica, metallurgica ed infine cartaria. Anche il turismo è una forte risorsa per il Paese, partecipando a circa l 8% del PIL. La presenza della ACLI in Argentina Le ACLI, in particolare attraverso il Patronato, sono presenti in Argentina fin dal 1965 per rispondere ai bisogni dell enorme ondata migratoria italiana avvenuta durante e subito dopo la Seconda Guerra Mondiale (oltre un milione di migranti). Attualmente le ACLI sono presenti con una sede centrale a Buenos Aires e altre 9 sedi nelle principali località del Paese (Cordoba, Mar de Plata, Tucuman, Resistencia, Santa Fè, San Juan, Rosario, Tandil, Bahia Blanca). Gran parte delle sedi realizzano visite periodiche in località minori, in particolare dove sono presenti forme di associazionismo dei migranti italiani. Le ACLI svolgono in particolare attività di tipo previdenziale e assistenziale aperte non solo a immigrati italiani ma anche a qualunque cittadini richieda informazioni e/o orientamento. Oltre all attività classica sono state sviluppate attività informative sulle possibilità di lavoro in Italia e Argentina, attività di aggregazione e assistenza sanitaria per anziani, corsi di italiano. Inoltre le ACLI hanno sempre posto una grossa attenzione alla promozione della cultura italiana e al mantenimento della memoria migrante. 2

3 URUGUAY indicatori socio economici Posizione nella ISU: 51 Popolazione: (stima 2014) Età media della popolazione: 34,3 anni (stima 2014) Tasso di crescita della popolazione: 0,26% (stima 2014) Mortalità infantile (per mille nati vivi): 8,97/1000 (stima 2014) Speranza di vita alla nascita (anni): 76,81 (stima 2014) Tasso di alfabetizzazione: 98,1% (stima 2010) PIL: 56,27 miliardi $ (stima 2013) Pil pro capite: $ (stima 2013) Tasso di crescita economica: 3,5% (stima 2013) Tasso di inflazione: 8,3% (stima 2013) Tasso di disoccupazione: 6,5% (stima 2013) Popolazione che vive sotto la soglia della povertà: 18,6% (stima 2013) Debito pubblico: 62,8% del PIL (stima 2013) Contesto storico, politico ed economico uruguaiano Come gli altri paesi dell America Latina, anche l Uruguay ha subito un periodo di colonizzazione a partire dal 16 secolo con l occupazione da parte degli Spagnoli. Il territorio (come tutta l area vicina) venne conteso da Spagna e Portogallo fino ad arrivare all indipendenza del Paese proclamata nel Il resto del XIX secolo trascorse sotto vari presidenti con alcuni conflitti con i paesi vicini. In questo periodo molte furono le oscillazioni in ambito economico e soprattutto politico, e proprio in quest'epoca divennero sempre maggiori i flussi di immigrati, provenienti specialmente dall'europa ed in particolare da Spagna e Italia. Vi furono molti miglioramenti dal punto di vista economico, e anche socialmente la situazione parve farsi più stabile: infrastrutture e trasporti furono sviluppati in maniera soddisfacente, nel 1857 fu aperta la prima banca. Gli europei introdussero nuovi metodi in agricoltura, che furono molto importanti per il progresso nel lavoro dei campi. L'apporto demografico degli immigrati contribuì alla notevole crescita di Montevideo, che incominciò, come centro, a rivestire un ruolo maggiore nella regione. Negli ultimi anni cinquanta incominciarono a sorgere dei problemi economici, in parte anche a causa della diminuzione generale della domanda per il lavoro nel mercato mondiale dei prodotti agricoli. Inflazione e disoccupazione aumentarono fino ad assumere dimensioni preoccupanti, e le condizioni di vita dei lavoratori uruguayani si deteriorarono decisamente. Questa crisi dell'economia portò a scontri e guerriglie urbane, guidate dal movimento di estrema sinistra dei Tupamaros. La situazione di instabilità portò all avvento di un regime militare che avviò una forte repressione delle proteste e alla sostanziale sparizione dei Tupamaros. Nel 1984 il potere ritornò ai civili che si trovarono a dover fronteggiare le difficili condizioni economiche. I successivi governi avviarono importanti riforme economiche che stabilizzarono l economia e le permisero di ripartire con un progressivo miglioramento della qualità della vita. Dopo un nuovo periodo di crisi all inizio degli anni 2000, il paese ha una svolta con l elezione del Presidente Mujica, che è diventato un vero eroe del popolo, date anche le sue umili origini. Mujica si è impegnato a ridurre la povertà, a proseguire politiche d investimento pubblico favorite dalla buona congiuntura economica del paese e ad avviare importanti riforme sociali per il riconoscimento dei diritti umani. La popolazione del paese è attualmente composta in gran parte da discendenti di immigrati di origine europea (provenienti in massima parte dalla Spagna e dall'italia) con una forte concentrazione nella capitale Montevideo. Oggigiorno quasi metà della popolazione complessiva dell'uruguay vive nell'area metropolitana della capitale. La densità della popolazione nella parte meridionale del paese è sensibilmente più elevata che all'interno dove invece gli insediamenti sono demograficamente meno consistenti. Le popolazioni indigene (Charrúas, Guanaes, Yaros, Chanaes) che vivevano di caccia e raccolta sono praticamente state sterminate dalle malattie portate dagli europei o dalla tratta degli schiavisti portoghesi del Brasile nel XVIII-XIX secolo. L'Uruguay ha un sistema economico ben sviluppato, che grazie alla stabilità politica e all'opera di ricostruzione nazionale seguenti la dittatura dei militari, è riuscito a crescere notevolmente. La qualità della vita è relativamente alta e sicuramente superiore rispetto alla media dell'america Meridionale con tassi di disoccupazione e di povertà in discesa anche grazie alle politiche di Mujica. L'economia si basa in buona parte ancora sull'agricoltura.. Le maggiori colture sono quelle dei cereali, in particolare frumento, riso, il mais, l'orzo e il sorgo. Le altre coltivazioni sono quelle di patate, vite, agrumi e in 3

4 generale frutta. Di rilievo le colture industriali, che alimentano appunto l'apparato industriale e le esportazioni: le principali sono quelle dell'olio: lino, girasole, arachidi e soia. Prati e pascoli rappresentano all'incirca i tre quarti del territorio dell'uruguay, il cui allevamento conta su un patrimonio zootecnico abbondante: l'allevamento ovino e quello bovino sono i più sviluppati; quello ovino assicura una buona produzione di lana. L'allevamento è spesso gestito da grandi aziende, dette estencias, che dominano questo comparto produttivo. Notevoli sono i progressi recenti della pesca. Il settore industriale, quasi completamente concentrato a Montevideo. Gli stabilimenti lavorano i prodotti agricoli e ittici, ma è abbastanza consistente la presenza di industrie chimiche e tessili; è attiva la raffinazione di petrolio. Il 70% degli occupati lavora nei servizi, tuttavia il terziario è poco dinamico, benché cresca il numero dei suoi addetti. Però è vivace il turismo, che è in aumento. Gli arrivi, proveniente soprattutto dall'argentina, assicurano un buon afflusso di valuta estera e l'attività turistica è in discreta espansione. La presenza delle ACLI in Uruguay Le ACLI sono presenti da oltre 30 anni in Uruguay per fornire assistenza alla numerosa popolazione italiana presente nel Paese. Situate principalmente a Montevideo, svolgono attività di informazione e consulenza sui diritti previdenziali e pensionistici sia italiani che uruguayani, seguono pratiche di richiesta di cittadinanza italiana e forniscono servizi in materia di traduzioni di documenti e legalizzazioni. Attente alla promozione del patrimonio culturale italiano, organizzano corsi di informatica, lingua e cultura italiana, e, in collegamento che le associazioni di italiani presenti nel territorio, attività di socializzazione e integrazione comunitaria. STATI UNITI indicatori socio economici Posizione nella classifica ISU: 3 Popolazione: (stima 2014) Età media della popolazione: 37,6 anni (stima 2014) Tasso di crescita della popolazione: 0,77% (stima 2014) Mortalità infantile (per mille nati vivi): 6,17/1000 (stima 2014) Speranza di vita alla nascita (anni): 79,56 (stima 2014) Tasso di alfabetizzazione: 99% PIL: miliardi $ (stima 2013) Pil pro capite: 42,800 (stima 2013) Tasso di crescita economica: 1,6 % (stima 2013) Tasso di inflazione: 1,5% (stima 2013) Tasso di disoccupazione: 7,3% (stima 201 3) Popolazione che vive sotto la soglia della povertà: 15,1% (stima 2010) Debito pubblico: 71,8% del PIL (stima 2013) Contesto storico, politico ed economico statunitense Gli Stati Uniti sono una Repubblica Federale composta da 50 stati e dal Distretto Federale di Washington. Sono il 4 paese al mondo per superfice e il 3 per popolazione. Storicamente lo Stato nasce a seguito della colonizzazione europea, principalmente inglese, con la dichiarazione di indipendenza del 1776 che sancì l autonomia delle 13 colonie inglesi. La successiva politica espansionistica del XIX secolo portò all allargame nto dei confini a scapito della popolazione indigena, fino a raggiungere l attuale dimensione. La seconda Guerra Mondiale sancì gli Stati Uniti come super potenza mondiale inizialmente contrastata dalla sola Unione Sovietica con la quale sorsero forti tensioni che determinarono la cosiddetta Guerra Fredda. La popolazione è fortemente multietnica. Da sempre l immigrazione ha caratterizzato il Paese. La parte meridionale fu interessata dall'immigrazione dalla Spagna, tranne la zona della Louisiana che al tempo si estendeva fino al Canada. I primi immigrati nelle 13 colonie provenivano dal Regno Unito ma in seguito fu molto forte l'immigrazione dalla Germania dove il numero degli abitanti era quasi pari a quello degli immigrati britannici, mentre nella zona dell'attuale stato di New York erano presenti immigrati dai Paesi Bassi. L'immigrazione dalla Francia fu frequente dopo la cessione della Louisiana agli Stati Uniti da parte di Napoleone Bonaparte. Nell'Ottocento fu enorme l'immigrazione dall'irlanda, ed altrettanto forte quella dall'italia, specie a cavallo tra l'ottocento ed il Novecento. L'immigrazione proseguì nel Novecento con l'arrivo di immigrati dai paesi scandinavi, e durante la seconda guerra mondiale di Ebrei (circa 6 milioni) specialmente dalla Russia, dalla Polonia e dall'ungheria. 4

5 Attualmente permane un forte flusso (anche clandestino) dai paesi ispanico-americani confinanti, in particolare dal Messico che hanno fatto diventare tale gruppo la principale etnia presente nel Paese. Gli Stati Uniti hanno la più grande economia nazionale del mondo. Il Paese ha un sistema economico capitalista di tipo misto con un grande intervento da parte delle imprese private nelle decisioni microeconomiche, regolate però dalle scelte del governo. Gli Stati Uniti sono la prima superpotenza economica mondiale e industriale, con produzioni nell'industria chimica, nell'industria nucleare, nell'industria elettrica e nell'industria informatica oltre che in tutta l'industria tecnologica e inoltre. sono molto attivi nel settore della ricerca tanto da detenerne il primato nel settore e in tutti i vari tipi di manifatturiera. Inoltre sono il terzo più grande produttore di petrolio e leader mondiali nella produzione di energia elettrica, nucleare e nell estrazione di gas naturale, zolfo, fosfati e sale. L agricoltura, fortemente meccanizzata, ne fa i migliori produttori mondiali di mais e di soia. A causa del voluto mancato controllo sulle banche e una speculazione di borsa trentennale gli Stati uniti hanno avuto un collasso economico a partire dal 2009 e con loro anche gran parte delle nazioni del pianeta. Nel 2013 gli Stati uniti registrano un' ottima ripresa economica, infatti, dal dicembre 2013 si registra il minor tasso di disoccupazione al mondo e la creazione di nuovi posti di lavoro grazie all'apertura di nuove aziende o fabbriche per i disoccupati oltre che un notevole aumento del PIL e un forte aumento del turismo. Nonostante la sviluppate economia il paese presente forti sacche di povertà che colpiscono principalmente gli afroamericani e i recenti immigrati. La ricchezza è fortemente concentrata e ciò rende gli Stati Uniti uno dei paesi con la maggiore disparità di reddito tra le nazioni sviluppate. Tali disparità economiche unite al sistema assicurativo per l accesso ai servizi sanitari impediscono di fatto sufficienti cure mediche per una buona parte della popolazione (nonostante la recente riforma del Presidente Obama). La presenza delle ACLI negli Stati Uniti Le ACLI sono presenti negli Stati Uniti dagli anni 60 quando l ACIM chiese alle ACLI di aprire sportelli di Patronato ACLI negli U.S.A. Attualmente le ACLI sono presenti a New York, Jersey City e Chicago. Svolgono principalmente servizi di assistenza previdenziale, supporto al consolato italiano, appoggio per i servizi bancari, supporto nelle cause giudiziarie. Inoltre è fortemente sviluppata l assistenza agli anziani unita al mantenimento della memoria migratoria e allo sviluppo e rafforzamento di reti tra le comunità italiane. Visti i recenti flussi migratori dall Italia di giovani alla ricerca di lavoro, i Patronati sono diventati anche un punto di riferimento per l orientamento sul territorio, in particolare a New York. AUSTRALIA indicatori socio economici Posizione nella classifica ISU: 2 Popolazione: (stima 2014) Età media della popolazione: 38,3 anni (stima 2014) Tasso di crescita della popolazione: 1,09% (stima 2014) Mortalità infantile (per mille nati vivi): 4,43/1000 (stima 2014) Speranza di vita alla nascita (anni): 82,07 (stima 2014) Tasso di alfabetizzazione: 99% PIL: 998,3 miliardi $ (stima 2013) Pil pro capite: $ (stima 2013) Tasso di crescita economica: 2,5% (stima 2013) Tasso di inflazione: 2,4% (stima 2013) Tasso di disoccupazione: 5,7% (stima 2013) Popolazione che vive sotto la soglia della povertà: NA Debito pubblico: 32,6% del PIL (stima 2013) Contesto storico, politico ed economico australiano L Australia è una monarchia costituzionale con capo dello Stato la Regina d Australia (Elisabetta II, anche Regina d Inghilterra) rappresentata da un Governatore Generale. Scoperta nel 15 secolo da navigatori inglesi, nel 18 secolo divenne sostanzialmente la colonia penale del Regno Unito. Via via acquisì sempre 5

6 maggiore autonomia diventando indipendente nel 1901 pur mantenendo a tutt oggi il legame con la monarchia britannica. La geopolitica australiana può essere divisa in tre periodi, coincidenti con tre diversi momenti storici. Il primo periodo è rappresentato dagli albori della storia australiana, quando gli unici rapporti politico-economici di rilievo si tenevano sostanzialmente con l'impero Britannico, madrepatria di allora. Il secondo periodo nasce durante il secondo conflitto mondiale, quando avviene il noto spostamento dell'asse politico ed economico dalla madrepatria agli Stati Uniti d'america. Il terzo momento, quello attuale, vede un ulteriore spostamento del baricentro delle relazioni internazionali, in questo caso verso il sud-est asiatico, in particolare verso India e Cina, cui l'australia fornisce i metalli e i minerali necessari alla vertiginosa crescita economica che stanno vivendo. La situazione attuale vede l'australia di fronte ad un bivio nel merito della propria politica estera ed economia internazionale. La diplomazia e i mercati spingono sempre più verso una scelta di posizione chiara da parte dell'australia: mantenere il rapporto privilegiato con gli USA o avvicinarsi definitivamente al sud-est asiatico dal punto di vista politico ed economico. Nel libro bianco pubblicato a fine 2012 dal governo federale, chiamato L Australia nel secolo asiatico (Australia in the Asian Century), Julia Gillard ha richiamato il paese al concetto di austrocentrismo, ideale che vede, nel contesto geopolitico attuale, l Australia imprescindibilmente legata al continente asiatico, sia dal punto di vista economico sia da quello di futuri sviluppi di politiche regionali, ma al contempo saldamente ancorata ai princìpi e alle politiche che la vedono da sempre vicina all Occidente, all ONU e agli Stati Uniti. L'Australia può vantare un livello di benessere economico fra i più alti del mondo. Le sue esportazioni sono soprattutto materie prime non lavorate, mentre importa prodotti finiti. In molte zone del Paese, il settore primario è ancora l'attività più redditizia. L'Australia è il primo produttore di lana, in particolare di lana merino, ricavata dai circa 105 milioni di ovini allevati qui. Abbondante anche la produzione di carne. Solo il 6% del territorio è coltivato. Si raccolgono soprattutto frumento e foraggio; limitata ma più conveniente è la produzione di altri cereali come avena, orzo, segale, mais, riso nonché semi oleosi, tabacco e cotone. In alcuni Stati si produce canna da zucchero. Piuttosto sviluppata la frutticoltura con abbondanti produzioni di mele, banane, uva, arance, pere, ananas e papaie. Rinomati i vigneti australiani che danno vita a vini di grande qualità come quelli della Barossa Valley (Australia Meridionale) e della Hunter Valley (Nuovo Galles del Sud). Il Paese è totalmente autosufficiente per quanto riguarda la domanda energetica e in diversi casi è fra i maggiori produttori mondiali di alcuni minerali richiesti dal mercato. Dalle miniere australiane vengono estratti, fra gli altri, carbone, lignite, bauxite, rame, uranio (primo produttore mondiale), oro (12% della produzione mondiale), ferro, diamanti (primo produttore mondiale), manganese, nichel e stagno. Nell'Australia Occidentale sono stati scoperti importanti giacimenti di petrolio e gas naturali. L'industria raccoglie il 21% della forza lavoro: i principali centri industriali sono Sydney, Newcastle e l'area metropolitana di Melbourne. Sono sviluppate le industrie siderurgica e metallurgiche, elettroniche e petrolchimiche, la produzione di fibre sintetiche e di cavi elettrici. Si contano anche industrie di confezionamento dei prodotti agricoli e della lana. Geelong, vicino a Melbourne, è nota per l'industria automobilistica. L'Australia è ricca di risorse minerarie: oro, ferro, nichel, piombo, zinco e rame. Le industrie più sviluppate sono quelle basate sulla trasformazione delle materie prime: industrie siderurgiche, metallurgiche, chimiche e petrolchimiche. Il paese è un grande esportatore di carbone e ferro. Il 90% della popolazione australiana discende da europei. Solamente il 2% è rappresentato dagli aborigeni. L'8% è invece di origine asiatica, soprattutto la nuova generazione di immigrati provenienti dal Sudest asiatico e dal Medio Oriente. La popolazione australiana si concentra in gran parte nell'area orientale del Paese (90% del totale) soprattutto nelle metropoli. Il rimanente territorio, poco ospitale, è in gran parte disabitato. La legge australiana sull'immigrazione è basata sul concetto di utilità del migrante al sistema paese, con il risultato di avere una politica migratoria selettiva in base alle necessità demografiche e lavorative che il paese si trova ad affrontare in un dato momento. La presenza della ACLI in Australia Le ACLI sono presenti in Australia dal 1989 grazie allo stimolo dei padri Scalabriniani e alla constatazione che la numerosa comunità italiana cominciava a vivere forme di solitudine sociale, ricreativa e culturale. Oggi le ACLI sono presenti a Sidney con 9 circoli sparsi nei sobborghi dove la presenza italiana è più consistente e con 3 uffici di Patronato a Sidney e 2 a Melbourne. Le ACLI sono così diventate un vero punto di riferimento per le comunità italiane, non solo per l assistenza previdenziale e pensionistica ma anche per le iniziative assistenziali, ricreative e culturali sviluppate in stretto collegamento con gli organismi municipali, statali e federali. 6

7 GERMANIA indicatori socio economici Posizione nella classifica ISU: 5 Popolazione: (stima 2014) Età media della popolazione: 46,1 anni (stima 2014) Tasso di crescita della popolazione: - 0,18% (stima 2014) Mortalità infantile (per mille nati vivi): 3,46/1000 (stima 2014) Speranza di vita alla nascita (anni): 80,44 (stima 2014) Tasso di alfabetizzazione: 99% PIL: miliardi $ (stima 2013) Pil pro capite: 39,500 $ (stima 2013) Tasso di crescita economica: 0,5% (stima 2013) Tasso di inflazione: 1,6% (stima 2013) Tasso di disoccupazione: 5,3% (stima 2013) Popolazione che vive sotto la soglia della povertà: 15,5% (stima 2010) Debito pubblico: 79,9% del PIL (stima 2013) Contesto storico, politico ed economico tedesco La Germania è una Repubblica Federale membro dell Unione Europea. Nella storia recente, la Germania, dopo la Prima Guerra Mondiale e le conseguenze della grande depressione economica degli anni 20, vide l avvento del nazismo che portò ad uno stato centralizzato totalitario, all abolizione dei diritti umani di base, ad un forte nazionalismo e militarismo e ad una politica espansionistica che sfociò nella Seconda Guerra Mondiale. Dopo la Guerra la Germania si ritrovo divisa tra Est e Ovest, tra Repubblica Federale, che sviluppò un economia di mercato e Repubblica Democratica, sotto il controllo socialista dell Unione Sovietica, fino alla riunificazione del La riunificazione rese ancor più visibili le enormi differenze del livello economico e sociale delle due parti della popolazione. Dopo la riunificazione la Germania si rafforzò notevolmente aumentando il proprio ruolo e la propria incidenza nelle politiche dell Unione Europea grazie anche alla forte stabilità economica che ha caratterizzato i suoi ultimi 30 anni. La Germania ha la più grande economia nazionale in Europa, la quarta più grande in termini di PIL nominale del mondo.] Dopo la crisi economica del 2009, che ha visto una contrazione del Pil tedesco del 5,1%, l'economia ha ricominciato a crescere, facendo registrare un incremento del 4,2% nel 2010 e del 3% nel 2011 subendo un calo di crescita solo negli ultimi anni.. Fin dalla rivoluzione industriale il paese è stato motore economico, innovatore e beneficiario della crescente globalizzazione. Come nella maggior parte dei Paesi industrializzati, anche in Germania il settore economico prevalente è quello dei servizi (terziario), comprendente turismo, commercio, banche, assicurazioni, media, che contribuisce a circa il 72% del PIL. Anche l'industria mantiene comunque un peso rilevante, producendo il 27,1% del prodotto interno lordo. Le principali industrie sono quelle automobilistiche, siderurgiche, chimiche, elettroniche e dei macchinari. Inoltre il Paese è anche un buon produttore di carbone e gas naturale. All'interno delle 500 imprese con maggior fatturato a livello globale, 37 sono imprese con sede in Germania Il settore agricolo ha invece un'influenza molto più limitata, tranne che in comparti come la zootecnica e la produzione di patate e cereali. La Germania è una forte sostenitrice di una più stretta integrazione economica e politica a livello europeo, e le sue politiche commerciali sono determinate da accordi tra Unione Europea e stati membri, e dalla legislazione sul mercato unico. La Germania utilizza la moneta comune europea, l'euro, e la sua politica monetaria è fissata dalla Banca centrale europea con sede a Francoforte. Dopo la riunificazione tedesca nel 1990, lo standard di vita e il reddito annuo continuano a rimanere significativamente più elevati nella ex Germania occidentale. La modernizzazione e l'integrazione della parte orientale continua ad essere un processo a lungo termine, con trasferimenti annuali da ovest a est, pari a circa 80 miliardi di $. Il tasso di disoccupazione è costantemente diminuito dal 2005 ma permane una forte differenza tra Est e Ovest. La Germania è il Paese più popoloso dell Unione Europea dopo la Russia. Oltre il 90% della popolazione è di nazionalità tedesca. Le comunità straniere più numerose sono quella turca, quella di provenienti da altri paese dell Europa Occidentale e della ex Jugoslavia,, quella polacca, quella asiatica, quella russa; seguono altre comunità straniere, come quella italiana. La Germania ospita in assoluto, il terzo più alto numero di migranti tra tutti i paesi del mondo. 7

8 La presenza delle ACLI in Germania Le ACLI in Germania sono nate nel 1956 in seguito all esperienza dei Servizi, iniziata nel 1956 a Stoccarda, proseguita nel 1959 a Colonia con il Patronato e nel 1964 con l ENAIP Germania. Le ACLI sono nate con l emigrazione, inizialmente per dare una risposta ai complessi problemi con cui si sono dovuti confrontare i nostri primi emigrati. Poi si sono sviluppate come frutto dell animazione culturale e sociale prodotta dagli italiani che volevano essere sempre più partecipi della vita della società tedesca. Le ACLI Germania, dopo più di 60 anni, oggi esistono ancora perché nel corso degli anni hanno saputo avviare un processo di ripensamento che le sta portando ad essere un Movimento che ricerca e assume un nuovo ruolo nella nuova realtà. Un Movimento che non può basarsi più sul vecchio concetto di emigrazione, ma che riesca a leggere le istanze della società attuale e cerchi di dare risposte adeguate. Oggi le Acli in Germania sono presenti in cinque Regioni, con circa iscritti e 29 circoli. Le ACLI in Germania sono affiliate alla KAB (il movimento cattolico dei lavoratori tedeschi) e fanno parte, di diritto, della sua Presidenza; inoltre, nel loro insieme di Movimento e Servizi, sono considerate anche dai cittadini tedeschi un elemento fortemente educativo e di promozione e difesa dei diritti dell emigrazione, nonché elemento trainante anche per altre associazioni di migranti con le quali collaborano per costruire una società multietnica e multiculturale. Le ACLI sono una presenza significativa per quella capacità di essere ponte tra la realtà emigrata e la società di accoglienza. BELGIO indicatori socio economici Posizione nella classifica di indice di sviluppo umano: 17 posto Popolazione: (stima 2014) Età media della popolazione: 43,1 anni (stima 2014) Tasso di crescita popolazione: 0,05% (stima 2014) Mortalità infantile:4,18/1000 (stima 2014) Speranza di vita alla nascita (anni): 79,92 (stima 2014) Tasso di alfabetizzazione: 99% PIL: 421,7 miliardi $ (stima 2013) Pil pro capite: $ (stima 2013) Tasso di crescita economica: 0,1% (stima 2013) Tasso di inflazione: 1,3% (stima 2013) Tasso di disoccupazione: 8,8% (stima 2013) Popolazione sotto la soglia della povertà: 15,2% (stima 2007) Debito pubblico: 102,4% del PIL (stima 2013) Contesto storico, politico ed economico belga Il Belgio (ufficialmente: Regno del Belgio), è uno stato federale retto a monarchia costituzionale. E stato tra i fondatori dell'unione europea e la capitale Bruxelles è sede di varie istituzioni comunitarie. E uno stato indipendente dal 1830 dopo un periodo di dominazione britannica. Le ambizioni coloniali lo portarono alla dominazione del Congo e allo sviluppo del commercio di diamanti che rende Anversa ancor oggi la città più importante per la commercializzazione e la lavorazione della pietra preziosa. Fin dall'inizio del XX secolo la storia del Belgio è stata sempre più dominata dalla crescente autonomia delle sue due comunità principali, fiamminga e vallone. A conferma di ciò, a partire all'incirca dal 1970, non esistono più partiti nazionali in Belgio, ma solo partiti fiamminghi o valloni. Dopo le elezioni politiche del giugno 2007 queste divisioni politiche si sono ulteriormente accentuate, tanto da trascinare il paese in una crisi istituzionale particolarmente grave terminata solo con il governo di coalizione del 2013 e dopo una manifestazione popolare in favore dell'unità del paese e contro il progetto di trasformarlo in una confederazione di stati autonomi a base etnico-linguistica. Lo sviluppo demografico che ha interessato il Belgio all'indomani del secondo conflitto mondiale ha attivato consistenti afflussi di manodopera straniera; l'importanza del fenomeno appare chiara se si considera il peso percentuale dei residenti di origine straniera sulla popolazione totale (9,8%); tale percentuale risulta la terza più elevata in Europa. Per tutto il XIX secolo e nei primi decenni del XX i movimenti di emigrazione e di immigrazione sono stati di modesta entità, con una certa prevalenza degli esodi. Dopo la prima guerra mondiale, però, le immigrazioni cominciarono a superare le emigrazioni; infatti molti lavoratori affluirono da Paesi vicini (ma anche dall'italia, creando la comunità degli Italo-belgi) per lavorare nelle industrie e nelle miniere. Alla fine degli anni settanta il numero totale degli stranieri in Belgio sfiorava le unità (di cui quasi Italiani). Negli anni 8

9 ottanta la crisi siderurgica ha provocato un declino del flusso migratorio; solo degli anni novanta, grazie alla migliorata situazione economica, si è registrata una certa ripresa del fenomeno, sia pure a fasi alterne. L'economia belga, nonostante alcune debolezze strutturali, è una delle più avanzate d'europa. Il suo sviluppo è dovuto a una pluralità di fattori geografici e storici: una posizione geografica strategica nell'area economicamente più dinamica del continente europeo e un'articolata ed efficiente rete di collegamenti marittimi, fluviali e terrestri, che hanno reso possibile un elevato grado di integrazione economica con i Paesi limitrofi; una tradizionale e consolidata esperienza mercantile, che ha sempre proiettato l'economia belga verso i mercati internazionali, supportata in questo da un sistema portuale fra i più sviluppati d'europa; un'antica tradizione artigiana e industriale risalente al Medioevo (la Fiandra tessile, le armerie di Liegi, i soffiatori di vetro di Charleroi) che, favorita dalla presenza di vasti bacini carboniferi, ha stimolato un precoce sviluppo dell'industrializzazione. Infatti, nel XIX secolo, il Belgio fu uno dei primi Paesi a essere raggiunto dalla Rivoluzione industriale, grazie allo sfruttamento del carbone del solco Haine-Sambre-Mosa, alla facilità delle comunicazioni e alla disponibilità di una manodopera abbondante e qualificata. In uno scenario economico complessivamente positivo emergono però significative divergenze regionali. La Vallonia, regione mineraria di precoce industrializzazione e principale motore dell'economia belga fino agli anni settanta, ha sofferto profondamente della crisi del settore siderurgico e si è affacciata alle soglie del XXI secolo con esigenze di riconversione industriale, con un livello di sviluppo inferiore a quello dei Paesi limitrofi e con un elevato tasso di disoccupazione. L'efficiente regione di Bruxelles si presenta come una grande e moderna metropoli, decisamente cosmopolita e fortemente orientata verso il terziario avanzato, che trae beneficio dall'unione Europea e dalla globalizzazione economica, ma che appare tuttavia ostacolata dalla limitatissima estensione territoriale (meno dell'1% del territorio belga). Senza dubbio le Fiandre costituiscono attualmente l'area forte del Paese dal punto di vista economico, favorite dalla posizione geografica e dalle infrastrutture di comunicazione (il sistema portuale Anversa-Gand- Zeebrugge; una rete stradale ben integrata nelle principali direttrici europee nord-sud e ovest-est; una rete ferroviaria molto sviluppata; l'aeroporto internazionale di Bruxelles), da un'economia molto orientata all'export (per circa due terzi la produzione industriale delle Fiandre è destinata all'esportazione), da un contesto socioeconomico che attrae capitali stranieri e da una struttura produttiva flessibile e tecnologicamente avanzata. La presenza delle ACLI in Belgio Le ACLI sono presenti in Belgio dal Attualmente contano 22 circoli a Bruxelles e in Vallonia, 8 circoli e una cinquantina di gruppi associati nelle Fiandre, 7 sedi di Patronato, 4 centri di formazione professionale e 9 centri di Unione Sprotiva. Sin dal primo dopo guerra le ACLI sono state un punto di riferimento per i cittadini italiani emigrati principalmente per lavorare nelle miniere belghe. La comunità italiana ha trovato notevole supporto con servizi di tutela dei diritti sociali e di cittadinanza, patrocinio di attività fiscali e servizi socio-assistenziali e previdenziali. Inoltre sono stati di recente avviati servizi per le nuove ondate migratorie fornendo consulenza e informazioni sulle opportunità di lavoro, sulle opportunità abitative e sul sistema sanitario belga. FRANCIA indicatori socio economici Posizione nella classifica ISU: 20 posto Popolazione: (stima 2014) Età media della popolazione: 40,9 anni (stima 2014) Tasso di crescita della popolazione: 0,45% (stima 2014) Mortalità infantile (per mille nati vivi): 3,31/1000 (stima 2014) Speranza di vita alla nascita (anni): 81,66 (stima 2014) Tasso di alfabetizzazione: 99% PIL: miliardi $ (stima 2013) Pil pro capite: $ (stima 2013) Tasso di crescita economica: 0,3% del PIL (stima 2013) Tasso di inflazione: 0,9% (stima 2013) Tasso di disoccupazione: 10,2% (stima 2013) Popolazione che vive sotto la soglia della povertà: 7,9% (stima 2011) Debito pubblico: 93,4% del PIL (stima 2013) 9

10 Contesto storico, politico ed economico francese La Francia è una repubblica costituzionale, tra i paesi fondatori dell Unione Europea ed è uno tra i più antichi stati nazionali. Nel corso del XIX secolo la Francia dispose di un vasto impero coloniale. Il processo di decolonizzazione iniziato verso la metà del XX secolo ha portato all'autodeterminazione della maggior parte delle sue excolonie. Una parte scelse, tramite referendum, di rimanere all'interno della nazione francese, con statuti molto diversi. L'insieme di questi territori, generalmente definito come Francia d'oltremare, è composto da cinque dipartimenti d'oltremare, da collettività d'oltremare con status che offrono un'ampia autonomia, dalla Nuova Caledonia a statuto speciale, e da diversi territori disabitati, come le Terre australi e antartiche francesi. I dipartimenti e le regioni d'oltremare hanno status identico a quello dei dipartimenti della Francia metropolitana e sono anche regioni ultraperiferiche dell'unione europea. Essi sono Guadalupa, Martinica, Guyana francese, Riunione e Mayotte. Alla fine della seconda guerra mondiale la Francia fu inclusa a pieno titolo tra le potenze vincitrici, in virtù del costante sforzo diplomatico e militare antitedesco sostenuto, soprattutto dopo il 1942, sia nelle colonie sia in patria dalla resistenza e dalle forze francesi libere. Dal 1950 fino a 1973 l'economia francese ha conosciuto un sviluppo fenomenale, poi un susseguirsi di crisi economiche e dei periodi di crescita lenta, con frequente alternanza al potere. Dagli anni cinquanta, la riconciliazione e la cooperazione con la Germania hanno consentito alla Francia di svolgere un ruolo di forza trainante nel processo di integrazione europea, in particolare con la Comunità economica europea. La Francia è un membro delle Nazioni Unite e siede come uno dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'onu con diritto di veto. È anche membro dell'organizzazione mondiale del commercio (WTO), del Segretariato della comunità del Pacifico (SPC) e della Commissione dell'oceano Indiano (COI). È un membro associato della Associazione degli Stati caraibici (ACS) e membro di spicco della Organizzazione internazionale francofona (OIF) che raggruppa cinquantuno paesi francofoni in tutto il mondo. La Francia ospita la sede di importanti organizzazioni internazionali quali OCSE, UNESCO, Interpol, Alliance Base e l'ufficio internazionale dei pesi e delle misure. La Francia è un paese fortemente multietnico con circa l 11% della popolazione rappresentato da immigrati. L'economia francese è una delle più forti del mondo e seconda in Europa dopo quella tedesca. Pur essendo di tipo capitalista è caratterizzata da un significativo intervento dello Stato, soprattutto a partire dalla fine della seconda guerra mondiale. Tuttavia, dalla metà degli anni ottanta, riforme successive hanno portato a un progressiva privatizzazione di diverse imprese pubbliche. Grazie all'utilizzo di tecniche altamente sofisticate, la Francia è al primo posto in Europa, e tra i primi nel mondo, per la quantità e la qualità dei suoi prodotti nel campo dell'agricoltura e dell'allevamento. L'industria si articola in un fitto tessuto di piccole e medie imprese legate al territorio ma anche nei grandi colossi legati principalmente ai settori automobilistico, cosmetico, farmaceutico, gastronomico e della moda. Il settore terziario impiega la maggior parte della forza lavoro e prospera grazie alla quantità e qualità dei servizi offerti dallo Stato e al turismo (la Francia occupa il quarto posto mondiale per introiti derivati dal turismo). Il suo peso economico è stato in grado di assicurare alla Francia un ruolo di primo piano sulla scena internazionale. Il Paese ha beneficiato innegabilmente dalla sua posizione geografica al centro d'europa e lungo i principali flussi commerciali che attraversano il continente, con importanti porti sul mar Mediterraneo, Canale della Manica e oceano Atlantico. Nonostante le ottime performance economiche, il Paese ha un forte tasso di disoccupazione (10,2%) che colpisce in particolare le donne, le persone oltre i 50 anni e i giovani. La presenza delle ACLI in Francia Le ACLI in Francia nacquero nell'immediato dopoguerra, accanto agli uffici del Patronato. Alla loro nascita, le ACLI rappresentavano per gli italiani un punto di appoggio formidabile per risolvere gli innumerevoli problemi legati alla condizione di emigrato: i contratti di lavoro, le assicurazioni sociali, l'alloggio, il permesso di soggiorno, la difesa e il riconoscimento dei diritti di ogni persona, oltre che quelli di lavoratore. Oggi gli aclisti francesi sono 4.500, suddivisi in 40 circoli che aderiscono all'associazione ACLI France. Sono costituiti sia il Patronato ACLI che l'enaip e diverse sono le donne coinvolte attivamente nell'attività dell'organizzazione. Sono protagoniste della vita aggregativa della comunità italiana con la promozione di numerose iniziative informative e culturali Il Patronato è presente con 8 uffici sparsi in tutto il territorio nazionale. Offre servizi di informazione, consulenza e tutela dei diritti previdenziali e pensionistici, consulenza fiscale, servizi di traduzione e supporto al completamento di pratiche consolari, assistenza legale. 10

11 PAESI BASSI (OLANDA) indicatori socio economici Posizione nella classifica ISU: 4 posto Popolazione: ,.51 (stima 2014) Età media della popolazione: 42,1 anni (stima 2014) Tasso di crescita della popolazione: 0,42% (stima 2014) Mortalità infantile (per mille nati vivi): 3,66/1000 (stima 2014) Speranza di vita alla nascita (anni): 81,12 (stima 2014) Tasso di alfabetizzazione: 99% PIL: 696,3 miliardi $ (stima 2013) Pil pro capite: $ (stima 2013) Tasso di crescita economica: -1,3% (stima 2013) Tasso di inflazione: 2,8% (stima 2013) Tasso di disoccupazione: 6,8% (stima 2013) Popolazione che vive sotto la soglia della povertà: 10,5% Debito pubblico: 73,3% del PIL (stima 2013) Contesto storico, politico ed economico olandese I Paesi Bassi sono una Monarchia Parlamentare indipendente dal E membro dell Unione Europea di cui è stato uno dei fondatori. Il XVII secolo è considerato il secolo d'oro dei Paesi Bassi che godettero di grande prosperità. Gli olandesi (attraverso la Compagnia Olandese delle Indie Occidentali) fondarono numerose colonie in India, Indonesia, Africa e nelle Americhe, creando un impero commerciale che si estendeva su gran parte del globo. Tuttavia il secolo terminò con una serie di guerre che segnarono la fine dell'espansione olandese. I Paesi Bassi proclamarono la propria neutralità in entrambe le guerre mondiali. Nella prima guerra mondiale essa venne sostanzialmente rispettata. Invece nella seconda guerra mondiale il paese fu occupato dalla Germania. Durante l'occupazione gran parte della popolazione ebrea fu deportata nei campi di sterminio nazisti. La resistenza che si sviluppò fu assai ramificata e ben organizzata, ma gli Alleati vi fecero scarso affidamento. Il Paese fu liberato solo nel maggio Nel 1948 i Paesi Bassi formarono l'unione doganale del Benelux con Belgio e Lussemburgo. A partire dal 1949 i Paesi Bassi rinunciarono a gran parte del loro impero coloniale. Grazie anche agli aiuti statunitensi del Piano Marshall, la perdita delle colonie non portò a difficoltà economiche, anzi l'economia olandese attraversò una fase di rapida crescita. A partire dal secondo dopoguerra la politica estera olandese è stata dominata dall'impegno a creare o rafforzare le istituzioni internazionali di cui fa parte, come l'onu, la NATO e l'unione Europea. Anche i Paesi Bassi si presentano come un Paese multiculturale con oltre il 20% della popolazione con almeno un genitore nato all estero. I Paesi Bassi hanno un'economia prospera ed aperta, nella quale il governo ha alquanto ridotto il proprio ruolo a partire dagli anni ottanta. Come in gran parte delle economie più sviluppate, il principale settore economico è quello dei servizi, che contribuisce molto più della metà del PIL. In particolare sono importanti le imprese di trasporto e distribuzione, le banche e le assicurazioni. Molto sviluppato è il settore della progettazione architettonica ed urbanistica, che concentra in questo paese almeno una decina dei primi cento studi di architettura del mondo. L'attività industriale ed estrattiva fornisce circa il 30% del PIL. Le industrie più sviluppate sono quella chimica, quella alimentare, quella elettrica ed elettronica e quella delle costruzioni. I Paesi Bassi sono anche importanti produttori di gas naturale. Il settore agricolo contribuisce circa il 4% del PIL, ed impiega il 4% della manodopera attiva. Grazie all'elevata meccanizzazione, l'agricoltura olandese fornisce grandi surplus che possono essere destinati all'industria alimentare ed esportati. I Paesi Bassi sono al terzo posto al mondo per valore delle loro esportazioni agricole. La presenza delle ACLI nei Paesi Bassi Le ACLI sono presenti nei Paesi Basi dal 1967 e attualmente contano 4 circoli e circa 200 iscritti, oltre che ad una sede si Patronato ad Utrecht. Le ACLI sono attive promotrici della partecipazione attiva e la diffusione dei diritti di cittadinanza europea, fungono da supporto ai nuovi flussi migratori di giovani alla ricerca di lavoro nel Paese, e a questo si affiancano i tradizionali servizi di tutela dei diritti previdenziali e pensionistici, ila tutela e il patrocinio dei lavoratori nei rapporti con le istituzioni pubbliche e private, nonché la tutela tout court del lavoro attraverso la collaborazione con i sindacati. 11

12 REGNO UNITO indicatori socio economici Posizione nella classifica ISU: 26 posto Popolazione: (stima 2014) Età media della popolazione: 40,4 anni (stima 2014) Tasso di crescita della popolazione: 0,54% (stima 2014) Mortalità infantile (per mille nati vivi): 4,44/1000 (stima 2014) Speranza di vita alla nascita (anni): 80,42 (stima 2014) Tasso di alfabetizzazione: 99% PIL: miliardi $ (stima 2013) Pil pro capite: $ (stima 2013) Tasso di crescita economica: 1,8% (stima 2013) Tasso di inflazione: 2% (stima 2013) Tasso di disoccupazione: 7,2% (stima 2013) Popolazione che vive sotto la soglia della povertà: 16,2% (stima 2011) Debito pubblico: 91,1% del PIL (stima 2013) Contesto storico, politico ed economico inglese Il Regno Unito (nome completo Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord) è una Monarchia Costituzionale Parlamentare. Possiede 14 territori d'oltremare che costituiscono i resti dell'antico Impero britannico tra cui Bermuda, Gibilterra, le isole Pitcairn e le isole Falkland. Ebbe il suo periodo di massimo sviluppo nella seconda metà del 1800 quando, grazie alla rivoluzione industriale segnò uno sviluppo economico che porto anche alla massima espansione coloniale. Le due guerre mondiali comportarono però un costo enorme per il Paese e segnarono il declino dell influenza inglese nel mondo. L'immediato dopoguerra vide l'istituzione del Welfare State britannico, tra cui uno dei primi e più completi sistemi sanitari pubblici, mentre l'economia della ricostruzione richiamò persone da tutto il Commonwealth, che contribuì a creare una società multietnica. Sebbene il nuovo dopoguerra avesse posto in chiaro i limiti del ruolo politico del Regno Unito la diffusione internazionale della lingua inglese assecondò l'influenza della sua letteratura e della sua cultura. A partire dal secondo dopoguerra il paese ha dovuto affrontare numerosi problemi economici quali la pressione valutaria, il deficit della bilancia totale dei pagamenti, l'inflazione e, fino a poco tempo fa, una scarsa capacità produttiva. Durante la recessione verificatasi nel 1974, la situazione si fece ancor più critica: il numero di disoccupati superò il milione, vi fu un declino della produttività, i salari aumentarono e la moneta toccò minimi storici. Nel luglio 1975 il governo adottò severe misure anti-inflazione, con l'appoggio del mondo economico e dei sindacati, in modo da contenere gli aumenti salariali e l'inflazione. Verso la fine degli anni settanta la scoperta di giacimenti di petrolio nel Mare del Nord consentì un'importante riduzione del deficit nella bilancia dei pagamenti. A partire dal 1979 la politica economica del paese ha promosso una maggior delega al settore privato, mettendo un freno alla spesa pubblica e ai servizi statali. Obiettivo prioritario rimaneva il contenimento dell'inflazione, a costo però di un tasso di disoccupazione storicamente elevato. Intorno alla metà degli anni ottanta vi erano nel paese oltre tre milioni di lavoratori senza impiego e dieci anni dopo ne rimanevano ancora circa 2,6 milioni. La struttura del lavoro è oggi significativamente cambiata. e Il problema della disoccupazione è oggi meno grave che in passato: il tasso di disoccupazione del paese ha raggiunto infatti il 7,2%. Attualmente il Regno Unito è comunque la sesta più grande economia del mondo e la terza più grande in Europa. Londra è il principale centro finanziario d'europa, e il terzo del mondo dopo New York e Tokyo. La Presenza delle ACLI nel Regno Unito Le ACLI in Gran Bretagna sono state fondate nel a Nottingam. Successivamente la sede nazionale è stata spostata a Bedford ed infine a Londra, dove si trova attualmente. Nei primi anni di esistenza l'associazione, il Patronato e successivamente l'enaip furono di supporto agli italiani che emigravano per lavorare e non conoscevano la lingua inglese. Oggi le ACLI contano circa iscritti, sono presenti con 15 circoli diffusi soprattutto nella parte centro meridionale del Paese. Il Patronato è attualmente attivo in 6 sedi (Londra 2 sedi-, Bedford, Manchester, Nottingham e Birmingham) offrendo servizi di tutela dei diritti previdenziali e pensionistici, servizi informativi sul lavoro, assistenza e consulenza legale e fiscale. 12

13 Tutto il sistema ACLI è fortemente attivo nella promozione di iniziative culturali ed aggregative rivolte alla comunità italiana e alla diffusione della cultura italiana. Collaborazione in questi Paesi tra ACLI e altri partner territoriali I COMITES Sono organismi di rappresentanza degli italiani all'estero, istituiti con la L. 205/1985 eletti dagli italiani residenti all'estero in ciascuna Circoscrizione consolare in cui risiedono almeno tremila connazionali. Da diversi anni la collaborazione con le ACLI si concretizza in tutti i Paesi del presente progetto attraverso la predisposizione di strumenti da utilizzare per la formazione dei volontari di servizio civile, con il supporto all orientamento dei giovani alla vita attiva ed al lavoro, con particolare riferimento al contesto sociale e culturale del Paese e con attenzione alle condizioni e di vita; e con la realizzazione di strumenti di progettazione, organizzazione e valutazione di interventi di azione sociale. Direccion General del Cultura y Educacion Si tratta del dipartimento della cultura e dell educazione della provincia di Buenos Aires, che promuove attività di formazione continua agli insegnanti e ai formatori, nonché corsi di formazione specifici per studenti e giovani. Dal 1990 il Patronato Acli collabora con l Enaip, per la diffusione di corsi di alfabetizzazione informatica, che grazie ad un accordo con la Direccion Genral del Cultura y Educacion, hanno formato più di giovani ogni anno (non solo giovani di origine italiana, evidentemente). La KAB E il movimento dei lavoratori cattolici della Germania. Fondata sull impegno cristiano. La sua azione mira a qualificare e motivare la partecipazione attiva nella vita economica, sociale e religiosa. Le Acli-Germania hanno rapporti particolari con la KAB anche attraverso lo scambio di esperienze ed iniziative comuni alle quali vengono coinvolte, spesso, le Acli italiane ed europee. AIMC (American Comitee for Italian Migration) L ACIM di New York, un organizzazione non-profit fondata nel 1952 sotto gli auspici della Chiesa cattolica che ritiene che le politiche d'immigrazione d'america dovrebbero riflettere l'uguaglianza e la giustizia per tutti; il suo scopo è di sostenere la legislazione in materia di immigrazione per correggere le disuguaglianze nelle nostre leggi in modo che queste riflettano in ogni momento i valori americani di uguaglianza e giustizia. L ACIM esercitò una grande influenza nel 1965 periodo storico di riforma della legge sui diritti degli immigrati. 7) Descrizione dell area di intervento e del contesto territoriale entro il quale si realizza il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori misurabili; identificazione dei destinatari e dei beneficiari del progetto: Premessa Il tema degli italiani all estero è complesso da analizzare. In genere i dati disponibili sono relativi solamente agli iscritti all AIRE ed escludono gli oriundi, per i quali ci sono solo stime sommarie e i giovani migranti che si spostano per studio o lavoro. Inoltre si tenga conto che i dati relativi alle singole città dove si realizzerà il progetto non sono sempre disponibili in quanto l iscrizione al più vicino consolato italiano non corrisponde necessariamente alla residenza effettiva. I dati presentati devono essere quindi considerati una sottostima della situazione reale. Area tematica di intervento: CITTADINANZA Il Rapporto Migrantes 2013 Italiani nel Mondo documenta che i cittadini italiani iscritti all AIRE al 01/01/2013 sono , di cui donne (48%). L aumento rispetto al 2012 è di unità. Su gli oltre 60 milioni di italiani residenti in Italia i connazionali residenti all estero incidono per circa il 7,3%. Ben il 53,5% del totale degli iscritti ha dato come motivo d iscrizione l espatrio, ma continua l ascesa dei nati all estero, arrivati al 38,8% (più di ). A distanza, si collocano gli iscritti che hanno acquisito la cittadinanza italiana (3,2%, ). Il 37,5% (circa ) è all estero da più di 15 anni e il 17% (quasi ) lo è da anni. In calo il numero (circa ) degli iscritti all Aire da 5-10 anni (il 25,7% del totale). Il 10,7% (circa ) è iscritto solo da meno di 3 anni (tra di essi i nuovi espatriati). Costante è la ripartizione per classi di età: il 15,5% è minorenne, il 21,0% ha tra i 18 e i 34 anni, il 25,0% ha tra i 35 e i 49 anni, il 19,1% ha un età compresa tra i 50 e i 64 anni e il 19,4% ha più di 65 anni. I valori relativi allo stato civile restano, nel 2013, pressoché costanti: il 54% dei cittadini italiani all estero è celibe, il 38,1% è coniugato; i vedovi sono il 2,6% e i divorziati il 2,0%. La ripartizione continentale degli italiani è così strutturata: Europa ( , il 54,5% del totale%), America ( , il 40,1% del totale), Oceania (( , il 3,1%), Africa (56.583, l 1,3%) e Asia(44.797, l 1,0%). I dati relativi ad ogni singolo paese dove verrà realizzato il progetto, saranno dettagliati in seguito 13

14 Un analisi generale del fenomeno migratorio della comunità italiana evidenzia una generale condizione di benessere e, soprattutto per gli emigrati di lungo periodo, di relativo inserimento nel contesto socioeconomico dei paesi di destinazione. Ciò nonostante si possono anche evidenziare delle situazioni particolari che presentano delle differenze a seconda dell anzianità di migrazione o per coloro che sono nati all estero. Per inquadrare il fenomeno, sarà fatta la distinzione tra anziani di prime e seconde generazioni, terza e quarta generazione e giovani immigrati. Criticità per prime e seconde generazioni Superamento (in alcuni Paesi) del relativo isolamento sociale Difficoltà nel mantenimento dell identità culturale e delle reti amicali e associative Difficoltà nel godimento dei diritti previsti derivanti dalla cittadinanza italiana e dei diritti riconosciuti nel Paese di migrazione ivi compresi anche i diritti socio-previdenziali e fiscali Criticità per terze e quarte generazioni Difficoltà nell assistenza ai propri anziani. Rischio di perdita del patrimonio identitario e delle radici trasmesse dalla famiglia Rischio di perdita dei diritti connessi alla cittadinanza italiana ove sono presenti difficoltà burocratiche per il suo ottenimento Difficoltà nell inserimento lavorativo e/o nella propria crescita professionale Criticità per nuovi giovani immigrati Difficoltà nel reperimento di informazioni su accesso all università, al sistema sanitario locale, al sistema previdenziale. Difficoltà nell ottenimento del permesso di soggiorno Difficoltà nella ricerca dell abitazione e della relativa contrattualistica Difficoltà di inserimento in reti di sostegno e/o di scambio con la comunità italiana e non Le criticità sopra espresse evidenziano il bisogno del loro superamento. Pertanto l ambito nel quale il progetto vuole intervenire è quello della cittadinanza sia intesa come godimento dei diritti ad essa connessa, sia intesa come identità culturale, sia intesa come possibilità di partecipazione alla vita sociale, politica ed economica nel paese di migrazione. Beneficiari del progetto - Beneficiari diretti del progetto saranno, pensionati, singoli cittadini italiani giovani e adulti, stranieri e apolidi presenti nel territorio dello Stato, loro superstiti, loro aventi causa. - Beneficiario indiretti del progetto sarà la comunità tutta, che vedrà rinvigorito il legame con il proprio paese di provenienza e lo scambio con lo stesso. Inoltre la presenza del Patronato ACLI in loco sarà un vantaggio anche per gli enti previdenziali dello stato estero, i consolati e ambasciate, enti locali (comuni e dipartimenti per l immigrazione), che si avvarranno del suo supporto. Aree geografiche d intervento All analisi generale di cui sopra si evidenziano descrizioni specifiche del fenomeno della migrazione italiana nei singoli Paesi e del contesto territoriale di intervento, evidenziandone i principali bisogni specifici. ARGENTINA BUENOS AIRES Il contesto di Buenos Aires Buenos Aires è la capitale e la maggiore città dell'argentina con abitanti (13 milioni nell'area metropolitana). È una delle più grandi metropoli sudamericane e sede di uno dei maggiori porti del continente. È la seconda città in Sudamerica per importanza economica dopo San Paolo del Brasile. La popolazione bianca residente in città è originaria prevalentemente dall'italia e dalla Spagna, in minor numero dalla Germania, dalla Scandinavia, dalla Grecia, dal Portogallo, dalla Francia, dalla Russia e dal Regno Unito. Ci sono anche importanti comunità di siriani, libanesi ed armeni, inoltre la comunità ebraica è la più numerosa del sud America. L'immigrazione più recente vede un consistente afflusso di boliviani, peruviani e paraguaiani. Il maggiore sviluppo di Buenos Aires. iniziò dopo il 1880, soprattutto per l immigrazione europea e particolarmente italiana. Oggi è causa di eccessivo accentramento e di conseguenti squilibri territoriali, che si è cercato di riequilibrare a partire dagli anni 1970; B. tuttavia continua a esercitare una netta supremazia sul paese. All industria tradizionale della lavorazione della carne (peraltro l unica che sia stata in parte decentrata) si sono aggiunti grandi impianti meccanici (automobili, macchine per scrivere), tessili (fibre artificiali), chimici ecc., ubicati soprattutto nei sobborghi meridionali. Numerose sono le raffinerie, tra cui una, molto cospicua, nel municipio di Avellaneda. La concentrazione delle industrie continua a essere favorita dalla produzione di energia elettrica in loco e dalla buona rete di trasporti: una raggiera di linee ferroviarie converge su B.; due oleodotti la congiungono con i giacimenti petroliferi delle province di Chubut e Salta; due gasdotti provengono dai campi metaniferi delle province di Chubut e Santa Cruz; molto attivo è il porto, 14

15 modernamente attrezzato e costituito da vari bacini, tutti collegati da canali e sormontati da ponti; l aeroporto di Ezeiza è un grande scalo internazionale. Buenos Aires. è, inoltre, centro commerciale, finanziario e culturale di prim ordine (banche, sedi di imprese nazionali ed estere, università, biblioteche, teatri). Gli italiani in Argentina REGISTRATI AIRE ORIUNDI (STIMA) Argentina /25 milioni Buenos Aires (iscritti al relativo consolato) In Argentina gli iscritti all AIRE sono (dati 2013) così ripartiti nelle 9 circoscrizioni consolari: a Cordoba; a La Plata; a Rosario; a Bahia Blanca; a Moron; a Buenos Aires; a Lomas de Zamora; a Mendoza; a Mar del Plata. L Argentina è stata, storicamente, uno dei principali poli di emigrazione per l Italia e la presenza della comunità italiana nel Paese è la più consistente al mondo. Attualmente si stima che nel Paese risiedano circa 20/25 milioni di oriundi italiani. I nuovi flussi sono costituiti soprattutto da giovani che partono alla ricerca di un lavoro o stimolati dalla vivacità culturale di Buenos Aires e dalla forte ripresa del settore turistico su cui l Argentina ha particolarmente investito. Sono inoltre incrementati gli accordi tra università argentine ed europee attraverso i programmi di mobilità studentesca. L Argentina non attrae solamente giovani. Numerose sono le persone, soprattutto pensionati o percettori di rendite, che vengono attratti da un minor costo della vita. Questi nuovi flussi si incrociano con gli italiani presenti da decenni nel Paese. Ricordiamo che tra il 1870 e il 1930 sono emigrati in Argentina oltre 3 milioni di persone che partivano per sfuggire alla diffusa povertà italiana. L esperienza migratoria ha portato ad un notevole sviluppo di reti associative, molto spesso formate da coregionali: attualmente sono oltre 750 le associazioni di italiani che svolgono attività ricreative, culturali, assistenziali, politiche, sindacali, imprenditoriali e religiose. In base all esperienza del Patronato e delle ACLI, che stanno all interno di queste reti, ciò evidenzia un forte bisogno di mantenimento dei legami con la propria identità culturale. A ciò si affianca il desiderio delle terze e quarte generazioni di ricostruire i legami con il proprio passato, a partire dall apprendimento della lingua. Bisogni della comunità italiana - Tutela nell erogazione delle prestazione di sicurezza sociale previste dallo Stato Italiano e dallo Stato Argentino Difesa dei propri diritti di fronte alla legislazione locale che prevede che le rimesse dall Estero (in particolare pensioni) vengano convertite in Pesos con la conseguente perdita di accumulo di moneta pregiata da utilizzare in caso di emergenza Supporto nella richieste di cittadinanza italiana vista come opportunità per un miglioramento della propria condizione socio-economica Mantenimento (per gli anziani) e rafforzamento (per i giovani) della propria identità culturale Orientamento nell inserimento socio-lavorativo nel contesto argentino n.d. URUGUAY - MONTEVIDEO Il contesto di Montevideo Montevideo è la capitale, il porto principale e la città più popolata dell'uruguay. Nell area dell America Meridionale, la città di Montevideo occupa il primo posto nella classifica delle città con una maggiore qualità della vita Montevideo è inoltre la sede amministrativa del Mercosur e ha ospitato il primo campionato mondiale di calcio svoltosi nel Nei primi anni del Novecento arrivarono a Montevideo migliaia di immigrati, soprattutto italiani e spagnoli, che, nel giro di pochi anni andarono ad aumentare del 30% la popolazione urbana. Oltre ad accentrare le funzioni amministrative tipiche di una capitale, è il principale centro economico e culturale del paese. L industria è attiva nei settori alimentare, tessile, calzaturiero, petrolifero, chimico, farmaceutico, metallurgico, del cemento e della carta. Il porto, uno dei maggiori del continente sudamericano, accentra la massima parte del commercio del paese. Scalo aereo internazionale, la città è stazione capolinea delle principali ferrovie del paese. Notevole l afflusso turistico. 15

16 GlI italiani in Uruguay REGISTRATI AIRE ORIUNDI (STIMA) Uruguay mila Montevideo (stima) In Uruguay gli iscritti all AIRE sono (dati 2013) tutti iscritti nell unica circoscrizione consolare di Montevideo. I primi immigranti italiani che arrivarono nelle terre dell'uruguay erano quasi tutti di origine genovese, piemontese, napoletana, veneziana e siciliana. Nella prima metà dell'ottocento vi fu la partecipazione di Giuseppe Garibaldi alle guerre per l'indipendenza dell'uruguay, e molti patrioti italo-uruguaiani si sentirono attratti delle idee del condottiero. Il movimento politico, a cui aderirono molti abitanti dell'area del Rio de la Plata assieme ad italiani, fu denominato Corrente garibaldina. A riconoscimento di Garibaldi si ebbero diversi omaggi alla sua memoria, come una "Avenida" (Corso) di Montevideo con il suo nome, un monumento alla sua memoria nella città di Salto, e l'ospedale Italiano di Buenos Aires, tra gli altri. Gli italiani che emigrarono in Uruguay nell'ottocento lavorarono principalmente nel settore edile, commerciale ed agricolo. Alcuni riuscirono ad aprirsi strada come politici ed imprenditori nel Novecento Tra la fine del XIX secolo e inizi del XX si ebbe la terza fase dell'immigrazione proveniente dall'italia. Questa ondata fu detta immigrazione trasformatrice, dato che durante questo periodo l'uruguay sperimentò cambi significativi di stile e qualità di vita della sua popolazione. Gli italiani che arrivarono in questo periodo, così come nella quarta fase dopo la seconda guerra mondiale, diedero un grande apporto all'architettura e alla gastronomia uruguaiana. In questo periodo si ebbe la fondazione dell'ospedale Italiano di Montevideo, datato ultima decade del secolo XIX, che porta il nome di un monarca italiano, re Umberto I di Savoia. La comunità italiana è ben inserita nella vita socio-economica del paese ed è fortemente organizzata. L associazionismo culturale linguistico italiano è rappresentato da circa 60 associazioni, regionali e nazionali, che rappresentano un punto di riferimento sia per gli anziani, sia per terze-quarte generazioni e oriundi. Ciò nonostante sono da rilevare due principali fenomeni che caratterizzano la popolazione italiana: da una parte la presenza di numerosi anziani con un crescente bisogno di servizi assistenziali e pensionistici; dall altra, per i giovani, ad una forte richiesta di ottenimento della cittadinanza italiana A queste esigenze risponde poco la rete consolare (limitata a Montevideo) e ciò rende ancora più forte il ruolo dei Patronati ed, in generale, dell associazionismo italiano. Bisogni della comunità italiana - Tutela nell erogazione delle prestazioni di sicurezza sociale previste dallo Stato italiano e dallo Stato uruguaiano - Supporto nelle richieste di cittadinanza italiana - Mantenimento (per gli anziani) e rafforzamento (per i giovani) della propria identità culturale STATI UNITI NEW YORK Il contesto di New York New York, situata nell omonimo stato, è la città più popolosa degli Stati Uniti, nonché uno dei centri economici e culturali più importanti del continente americano e del mondo intero La fortuna di New York fu dovuta in origine alla posizione sul fiume, la cui valle rappresentò la miglior via di penetrazione verso la regione dei laghi fin dal 1609 (viaggio del capitano Harry Hudson). Quando fu aperta tra i laghi e l oceano una comunicazione fluviale continua (Canale Erie, 1825) e si crearono le prime ferrovie (1851, linea New York-Albany) iniziò l accrescimento di New York, che divenne immediatamente il maggior punto di contatto tra America ed Europa: nel 1870 passava da qui il 57% in valore degli scambi commerciali degli USA. Verso la valle dell Hudson trovavano naturale sbocco economico, a O la regione tra la catena dei Monti Allegheny e i Grandi Laghi, ricca di giacimenti minerari (carbone, petrolio, ferro), e a N quella dei rilievi laurenziani, con intenso allevamento e vaste foreste. Lo sviluppo di New York divenne vertiginoso anche per l afflusso di emigranti europei ( ab. nel 1790; nel 1880; nel 1920). L esiguità dello spazio a disposizione nel centro della città, soprattutto in alcune zone dell isola di Manhattan, ha favorito la tipica edilizia caratteristica a sviluppo verticale. L incremento del numero degli abitanti fu costante fino agli anni 1970, quando iniziò a verificarsi un massiccio trasferimento nella fascia periurbana e nelle cittadine limitrofe soprattutto della middle class. L ultimo decennio del 20 sec. e i primi anni del 2 1 hanno rappresentato per il nucleo urbano princip ale una ripresa di attrazione demografica, dovuta soprattutto ai successi delle severe campagne anticrimine, alla diminuzione degli scontri etnici e al miglioramento della qualità della vita. Al tempo stesso si è registrato un marcato ricambio di popolazione, in particolare nella sezione meridionale di Manhattan, sede dei grandi organismi finanziari e commerciali, dove l impennata dei valori immobiliari derivante dalla forte domanda di uffici ha provocato una rarefazione della disponibilità di alloggi. La crescita dei costi d insediamento, insieme 16

17 con le possibilità di delocalizzazione legate ai progressi telematici, ha indotto molte aziende a trasferire i loro uffici in spazi meno pregiati dell area metropolitana, come quelli del New Jersey. Caratteristica di Ne York è la composizione multietnica della popolazione: la comunità bianca di radici europee è sovrastata dall insieme delle minoranze nera e ispano-americana (27% ciascuna) e asiatica (10%). Altrettanto caratteristica è la concentrazione di attività economiche, culturali, scientifiche, dello spettacolo, che fanno di New York la principale metropoli del mondo. Città di contrasti e di profonde contraddizioni, entro i suoi confini convivono ricchezze faraoniche e drammatiche forme di emarginazione e di disagio sociale. Dal punto di vista funzionale, N. svolge il ruolo di centro decisionale politico ed economico di livello mondiale. A N. hanno una certa preminenza i piccoli stabilimenti dell industria leggera e specializzata, soprattutto abbigliamento, ma anche costruzioni meccaniche ed elettromeccaniche, strumenti scientifici, industrie graficoeditoriali e alimentari. Alla periferia, e soprattutto lungo le vie d acqua, si sono concentrate le grandi branche della chimica e della metallurgia. Nella regione sono localizzate, infine, le costruzioni aeronautiche e spaziali. Il terziario ha un cospicuo trend ascendente. All interno di questo settore svolgono un ruolo di primo piano i servizi pubblici e privati, le attività amministrative, gli istituti di credito e di assicurazione, le società immobiliari, la pubblicità. L attività finanziaria è anch essa fortemente evoluta e la borsa di N., nonostante abbia attraversato cicliche crisi, si è affermata come il centro finanziario di riferimento per il mondo intero. Gli italiani negli Stati Uniti REGISTRATI AIRE ORIUNDI (STIMA) USA milioni New York (iscritti al relativo consolato) (nell intero stato di New York) Negli Stati Uniti gli italiani iscritti all AIRE sono (dati 2013) così ripartiti nella 11 circoscrizioni consolari: a Boston; a Chicago; a Detroit; a Houston; a Filadefia; a New York; a Washington; a Los Angeles; a Miami; a Newark; 14,884 a San Francisco. Gli oriundi sono stimati a crica 18 milioni di abitanti, anche se le principali organizzazioni italo-americane NIAF (National Italian American Foundation) e OSIA (Order of Sons of Italy in America) ritengono che le stime debbano essere riviste fino a milioni di persone. Le associazioni italiane e italo-americane attualmente censite negli Stati Uniti sono circa un migliaio, la gran maggioranza delle quali (circa 700) nella sola circoscrizione di New York. Ci sono 11 Uffici consolari di prima categoria e 76 Uffici consolari di seconda categoria Inoltre negli Stati Uniti sono presenti 11 Comitati degli Italiani all'estero (Comitees), eletti nelle circoscrizioni consolari con almeno italiani iscritti all'aire, 5 Consiglieri del Consiglio Generale degli Italiani all'estero (CGIE), 6 Patronati con più sedi negli Stati Uniti (Inca-Cgil, Acli, Ital-Uil, Inas-Cisl, Epasa, Encal-Cisal). L'emigrazione di massa italiana iniziò intorno al 1880 ed ebbe i suoi maggiori picchi agli inizi del XX secolo, quando centinaia di migliaia di italiani, maggiormente provenienti dalle regioni meridionali (un numero molto consistente dalla Sicilia), per cercare una nuova vita, nuove opportunità e soprattutto fuggire dalla miseria, si imbarcarono verso il Nuovo Mondo. Solo tra il 1900 e il 1920 si contarono circa 4 milioni di italiani che misero piede a Ellis Island. I nuovi arrivati, nonostante fossero essenziali per l'economia statunitense in espansione, subirono discriminazioni razziali molto pesanti nei loro confronti. Come reazioni, gli immigrati strinsero i legami tra di loro, portando il retaggio delle tante mafie ma anche la ricchissima tradizione di associazionismo sindacale e di mutuo soccorso che darà un contributo fondamentale alla crescita del movimento operaio negli Stati Uniti. Dopo la II guerra mondiale I ristabiliti rapporti amichevoli tra Italia e Stati Uniti favorirono la ripresa del cammino di integrazione della comunità italiana nella società americana. A partire dagli anni Novanta una nuova ondata migratoria dall'italia ha interessato gli Stati Uniti. Contrariamente a quanto avvenuto un secolo prima, in questo caso si è trattato di un'emigrazione di professionisti e intellettuali attratti dalle maggiori opportunità di lavoro nelle università e nelle imprese americane. È un'emigrazione diversa rispetto al passato, con forti legami con l'italia (favoriti dalle migliori opportunità di viaggio e anche dalle nuove tecnologie di comunicazione) e una maggior propensione all'uso della lingua italiana. Nel 2000 la concessione del diritto di voto agli italiani residenti all'estero e il riconoscimento della doppia cittadinanza hanno grandemente favorito i legami con l'italia ed aperto un nuovo capitolo nelle relazioni tra gli italoamericani e l'italia. Flussi evidenti sono formati da giovani imprenditori, da scienziati, ricercatori che trovano negli Stati Uniti maggiore possibilità di realizzazione rispetto all Italia. Ciò ha favorito un notevole scambio di ricerche e progetti al più alto livello scientifico e ad un rafforzamento delle relazioni bilaterali. Inoltre è forte da parte della popolazione statunitense l interesse per lo stile italiano in particolare nel campo artistico, culinario e della moda. Bisogni della comunità italiana Tutela nell erogazione delle prestazioni di sicurezza sociale previste dallo Stato italiano e dagli Stati Uniti Mantenimento (per gli anziani) e rafforzamento (per i giovani) della propria identità culturale Sostegno per i nuovi migranti all inserimento nel contesto socio-economico statunitense 17

18 AUSTRALIA MELBOURNE - SYDNEY Il contesto di Melbourne Molbourne è la capitale dello Stato di Victoria è la seconda città più popolosa dell Australia dopo Sydney.. Spesso riportata come "capitale culturale d'australia" e "Città giardino", Melbourne è un indiscusso centro culturale internazionale ed è stata nominata per tre volte "città più vivibile al mondo" secondo la speciale classifica stilata da The Economist. Naturale sbocco marittimo dei prodotti agricoli e zootecnici della vallata del Murray, Melbourne è anche un grande centro industriale favorito dalla presenza di minerali (carbone, oro, piombo, zinco, ecc.) provenienti dal ricco distretto minerario del Victoria, e di fonti di energia. Infatti può contare sulle risorse di lignite della Latrobe Valley, sugli idrocarburi estratti offshore nello stretto di Bass e sull'energia idroelettrica dei bacini delle Montagne Nevose. Importanti sono le industrie automobilistiche, tessili, conserviere, chimiche, petrolchimiche, della carta e della gomma. Melbourne, inoltre, riveste un ruolo di primo piano in campo commerciale (il suo porto ha un traffico pari a 16 milioni di t di merci annue), finanziario e culturale, sede dei principali istituti di credito, di tre università, di istituti superiori, biblioteche, musei e teatri. Il contesto di Sydney Sydney, capitale dello stato del Nuovo Galles del Sud, è la città australiana più antica (fu fondata nel 1788) e più popolosa. La città è il maggior centro commerciale, finanziario e culturale dell Australia, con una prevalenza delle funzioni del terziario avanzato. Sviluppata anche la produzione industriale: settori della chimica, della meccanica (aeronautica e cantieristica), della petrolchimica, dell elettrotecnica, alimentare e tessile. La città è sede di tre università (la più antica delle quali risale al 1852) e di varie altre istituzioni scientifiche e culturali. Il porto, uno dei più attivi del paese, è costituito da tre bacini (North Harbour, Middle Harbour e Port Jackson propriamente detto), ma attrezzature portuali sono sorte anche nella Botany Bay, accogliendo una gran parte del traffico. Sydney è una meta importante per il turismo locale e internazionale ed è stata più volte premiata come una delle città più belle e vivibili del mondo; è ammirata per la sua baia, la bellissima costa, il clima caldo e piacevole e la cultura cosmopolita. Fra gli eventi recenti che le hanno conferito maggior lustro e visibilità internazionale si ricordano le Olimpiadi di Sydney 2000 e la XXIII Giornata Mondiale della Gioventù, nel La comunità italiana in Australia REGISTRATI AIRE ORIUNDI (STIMA) Australia ,5 milioni Melbourne Sydney (iscritti al relativo consolato) (iscritti al relativo consolato) In Australia gli iscritti all AIRE sono (dati 2013) così ripartiti nelle 4 circoscrizioni consolari: ad Adelaide; a Brisbane; a Canberra; a Melbourne; a Sydney. I primi italiani immigrati in Australia, dopo la metà del 1800, erano principalmente missionari, musicisti ed artisti provenienti dalle regioni del nord e si insediarono soprattutto intorno alla città di Melbourne. Al primo censimento del 1881 risultavano quasi cittadini italiani residenti in Australia, concentrati nel Nuovo Galles del Sud e nello Stato di Victoria, la maggior parte di questi erano minatori o taglialegna. Nel censimento australiano del 1911 si contavano quasi cittadini nati in Italia, molti dei quali attratti anche dalla Corsa all'oro vittoriana. Fu solo dopo il 1920 che il numero di italiani immigrati si fece più consistente, tantoché il censimento del 1921 registrava più di residenti di nazionalità italiana e nel periodo compreso tra il 1922 ed il 1930 si contarono circa nuovi arrivi dall'italia. L'immigrazione si ridusse notevolmente durante la seconda guerra mondiale, periodo durante il quale, gli italiani d'australia subirono grosse discriminazioni e molti di loro vennero addirittura internati in campi di detenzione per quelli che erano considerati nemici di guerra, come italiani e tedeschi. In questi campi venivano impiegati soprattutto come contadini o come fattori. Finita la guerra, l'immigrazione italiana in Australia riprese in modo ancor più massiccio rispetto al passato e, nel periodo che va dal 1949 al 2000, fu il terzo gruppo etnico per numero di immigrati dopo britannici ed irlandesi con circa persone provenienti da tutte le regioni della penisola, con un notevole apporto dal Veneto, dalla Calabria e dalla Sicilia. Gli anni successivi registrarono un forte calo dell immigrazione italiana. I nuovi immigrati invece appartengono a fasce di reddito più elevate, hanno una maggiore istruzione ed un'età media decisamente più bassa, anche per via dei severi requisiti introdotti negli ultimi anni per l'ottenimento del visto. Per questo l'età media degli immigrati italiani in Australia è decisamente alta, con il 63% di persone oltre i 60 anni. I nuovi immigrati invece appartengono a fasce di reddito più elevate, hanno una maggiore istruzione ed un'età media decisamente più bassa, anche per via dei severi requisiti introdotti negli ultimi anni per l'ottenimento del visto. 18

19 Molto forte la componente aggregativa della comunità italiana: ben 580 associazioni sono diffuse su tutto il territorio perseguendo scopi ricreativi, culturali, associativi, assistenziali e sportivi. Le associazioni rispondono sia alle esigenze degli anziani, bisognosi di tutela assistenziale e di mantenimento delle loro radici culturali, sia dei giovani che vogliono mantenere viva l identità italiana e incrementare le proprie opportunità di scambio culturale con l Italia. Bisogni della comunità italiana Tutela nell erogazione delle prestazioni di sicurezza sociale previste dallo Stato italiano e dallo Stato Australiano Mantenimento (per gli anziani) e rafforzamento (per i giovani) della propria identità culturale Sostegno per i nuovi migranti all inserimento nel contesto socio-economico australiano GERMANIA COLONIA STOCCARDA AUGUSTA - KARLSRUHE Il contesto di Colonia Colonia è la quarta città per numero di abitanti della Germania e una delle più antiche del paese. Totalmente distrutta durante la II guerra mondiale, attualmente costituisce ormai di fatto un unico complesso urbano con le vicine agglomerazioni di Düsseldorf e Bonn, complesso che a sua volta saldandosi con la conurbazione della Ruhr forma un unica grande regione urbana Reno-Ruhr, nella quale si concentrano oltre 11 milioni di abitanti. È grande città industriale, con stabilimenti meccanici (automobili, carri ferroviari, macchine agricole), chimici, impianti di raffinazione del petrolio (vi giunge l oleodotto proveniente da Wilhelmshaven) e un antica tradizione nel settore della profumeria ( acqua di C.). Il solido apparato industriale ha richiamato forti correnti immigratorie, con la conseguente formazione di cospicue comunità di immigrati, tra cui, numerosissima, quella turca. Molto sviluppato è pure il terziario commerciale, con importanti manifestazioni fieristiche. C. è nodo ferroviario e autostradale (oggi il più importante del paese per traffico di merci); attivissimo porto sul Reno (movimento merci di oltre 8 milioni di t annue). Il contesto di Stoccarda Stoccarda con la sua area metropolitana (che giunge fino alle città di Tubinga, Reutlingen ed Heilbronn) è una delle città tedesche più note per via della sua importanza culturale, amministrativa ed economica. Attualmente è la sesta città tedesca per numero di abitanti e la regione di Stoccarda è la quarta conurbazione della Germania. Stoccarda è una delle città guida della policentrica economia tedesca. La sua prosperità si basa su industrie manifatturiere, specie nei settori automobilistico, elettronico e componentistico. La città e/o i centri limitrofi ospitano le sedi principali delle aziende d'auto Porsche e Daimler, di Bosch e Mahle (tra i maggiori produttori mondiali di componenti per auto), della Celesio, di una sussidiaria della Lufthansa e delle filiali europee di Hewlett-Packard ed IBM. Stoccarda ha il più alto livello di benessere in Germania. La città è il più importante centro tedesco per la ricerca scientifica,[4] ed ospita anche l'università di Stoccarda, l'università di Hohenheim, lo Stuttgart Institute of Management and Technology nonché numerose università di scienze applicate. Il contesto di Augusta Augusta è la terza città più popolosa della Baviera, dopo Monaco e Norimberga. Centro di grande importanza storico-religiosa, artistica e culturale (sede di musei, biblioteche, teatri, istituti di istruzione superiore e, dal 1970, di università); vanta anche una solida struttura economica, con attività industriali nei settori metallurgico, meccanico (costruzioni automobilistiche e aeronautiche; macchinari), alimentare, chimico, tessile (tradizionali le lavorazioni di lana e cotone) e della produzione di carta. Il clima, come nell intera Baviera, è mite rispetto alle medie tedesche. Rilevante nodo di comunicazioni ferroviarie e stradali. Il contesto di Karlsruhe Karlsruhe, quarta città principale del Baden-Württemberg, è un porto fluviale sulla riva destra del Reno. L industria è diversificata (metalmeccanica, elettrotecnica, chimico-farmaceutica, tessile). Divenuta un importante centro di raffinazione del petrolio vi è stata inoltre impiantata una centrale nucleare a uranio arricchito della potenza di 20 MW. La città è sede del primo politecnico tedesco (1825) e della Corte costituzionale federale. È nodo stradale, autostradale e ferroviario. La comunità italiana in Germania REGISTRATI AIRE ORIUNDI (STIMA) Germania milione Colonia Stoccarda (iscritti al relativo consolato (iscritti al relativo consolato) n.d

20 Augusta (stima) n.d Karlsruhe (stima) n.d. In Germania gli italiani registrati all AIRE sono (dati 2013) così ripartiti nelle 9 circoscrizioni consolari: a Colonia; ad Hannover; a Wolfsburg; a Berlino; a Friburgo; a Stoccarda; a Dortmund; a Monaco; a Francoforte. Costituiscono la più numerosa delle comunità italiane all'estero residenti in Europa, nonché la seconda comunità di stranieri in Germania, dopo i turchi. Il 20 dicembre 1955, fu firmato un accordo bilaterale tra l'italia e la Repubblica Federale Tedesca, per il reclutamento e il collocamento della manodopera italiana nella Germania Ovest. A partire da quella data si verificò un boom di flussi migratori verso il paese, che furono molto più numerosi di quelli che si erano verificati tra la fine XIX secolo e l'inizio del XX. Si calcola che dal 1956 al 1976, furono oltre 4 milioni gli italiani che fecero ingresso nella Germania Federale, e 3,5 milioni furono quelli che rientrarono in Italia. Il numero dei rimpatri era elevato a causa del carattere selettivo e restrittivo della legge tedesca sull'immigrazione, la cui concezione del fenomeno migratorio era di tipo transitorio, e dei lavoratori stranieri come Gastarbeiter, cioè "lavoratori ospiti". Settori di maggior impiego della manodopera italiana furono l'industria (soprattutto quella metalmeccanica e automobilistica) e l'edilizia. Alcuni di loro si misero anche in proprio creando esercizi commerciali, soprattutto nel settore della ristorazione. Mutò inoltre la provenienza regionale dei migranti italiani, che vide nuovamente la presenza di veneti e friulani, ma i contingenti migratori più consistenti li fornirono le regioni meridionali, con in testa la Sicilia, seguita da Calabria, Campania, Puglia, Abruzzo e Basilicata. Gli immigrati si diressero soprattutto nelle grandi città tedesche industrializzate come Monaco di Baviera, Stoccarda, Francoforte, Colonia e Wolfsburg, dove in quest'ultimo centro, è attualmente presente la più numerosa comunità italiana in Germania. Invece i Länder dove maggiore è la concentrazione della comunità italiana sono nell'ordine il Baden-Württemberg, la Renania Settentrionale-Vestfalia, la Renania-Palatinato e la Baviera. Fino agli anni settanta, quella italiana era la più numerosa comunità straniera residente in Germania Ovest, poi però a causa della diminuzione dei flussi migratori verificatasi nei decenni successivi, fu superata in consistenza numerica prima da quella turca e poi da quella iugoslava. Inoltre quando le autorità tedesche imposero ulteriori restrizioni in materia di immigrazione nel 1973 con l'anwerbestop, cioè lo "stop agli ingaggi" di manodopera straniera seguita alla crisi energetica, gli italiani non furono particolarmente colpiti perché cittadini comunitari, e ciò favorì la loro stabilizzazione sul territorio tedesco. Pur essendo ben integrata nel tessuto sociale tedesco, oggi nella comunità italiana ci sono ancora molti individui che hanno difficoltà a esprimersi in lingua tedesca, e ciò non riguarda solo i più anziani ma anche i più giovani. Problemi seri riguardano l'istruzione, in quanto alti sono gli insuccessi scolastici degli studenti di origine italiana in Germania. La gran parte di loro frequenta le scuole superiori, le scuole professionali e le scuole speciali (Sonderschule), mentre sono pochi quelli che frequentano i licei. In tal senso le terze-quarte generazioni si trovano svantaggiate per un inserimento nel mercato del lavoro favorendo l occupazione come operai non specializzati e quindi a basso reddito. Soprattutto nelle grandi città industriali (Colonia, Monaco, Francoforte, Stoccarda, Amburgo) dove il costo della vita è maggiore, gli italiani in pensione o in procinto di andarci vivono condizioni di vita socioeconomiche che si sono addirittura aggravate, negli ultimi anni. Esiste un disagio sociale che impedisce tuttora agli italiani in Germania di mettere a frutto le loro potenzialità e di integrarsi nella società tedesca in posizioni che corrispondono alle loro reali capacità. Oltre che per i giovani a bassa scolarizzazione, ci sono rischi forti per gli adulti in età pre-pensionistica che, persa l occupazione, non riescono più a entrare nel mercato del lavoro. I tagli del governo italiano stanno mettendo a dura prova le strutture sociali e culturali che da decenni operano per mantenere solidi legami fra l Italia e la comunità degli italiani in Germania. Le nuove norme previste dalla manovra del Governo per le pensioni e il recupero degli indebiti Inps penalizza severamente gli italiani nel mondo, specialmente se residenti in Germania. Bisogni della comunità italiana Tutela nell erogazione delle prestazioni di sicurezza sociale previste dallo Stato italiano e dallo Stato tedesco Mantenimento (per gli anziani) e rafforzamento (per i giovani) della propria identità culturale Sostegno alle terze-quarte generazioni e ai nuovi migranti all inserimento nel contesto socioeconomico tedesco BELGIO BRUXELLES Il contesto di Bruxelles Bruxelles è la capitale del Belgio è la sua città più popolosa. Due delle tre principali istituzioni dell'unione europea, la Commissione europea e il Consiglio dell'unione europea, hanno la loro sede a Bruxelles. La terza istituzione principale, il Parlamento europeo, ha anch'essa una camera parlamentare a Bruxelles (le sue sessioni plenarie si tengono però nella sede di Strasburgo). Bruxelles ospita anche gli uffici della Presidenza europea, le commissioni del Parlamento europeo e il Comitato delle Regioni, ed è anche la sede politica della NATO, e dell'unione Europea Occidentale (UEO). Ospita inoltre la sede dell'epc, ente no-profit legato all'ue. 20

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