L APPLICAZIONE DELLE REGOLE DI CONCORRENZA IN ITALIA E NELL UNIONE EUROPEA

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1 L APPLICAZIONE DELLE REGOLE DI CONCORRENZA IN ITALIA E NELL UNIONE EUROPEA Atti del IV Convegno Antitrust tenutosi presso la Facoltà di Giurisprudenza dell Università di Trento il 18 e 19 aprile 2013 a cura di GIAN ANTONIO BENACCHIO e MICHELE CARPAGNANO 2014

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3 QUADERNI DELLA FACOLTÀ DI GIURISPRUDENZA

4 Al fine di garantire la qualità scientifica della Collana di cui fa parte, il presente volume è stato sottoposto alla valutazione di un qualificato Referee rappresentante delle discipline corrispondenti o affini a quelle oggetto del lavoro, il quale ne ha approvato la pubblicazione all esito di una procedura che garantisce trasparenza di criteri valutativi, autonomia dei giudizi, anonimato del Revisore e dell Autore o del Curatore. PROPRIETÀ LETTERARIA RISERVATA Copyright 2014 by Università degli Studi di Trento Via Calepina Trento ISBN ISSN Libro in Open Access scaricabile gratuitamente dall archivio Unitneprints Research con Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-non opere derivate 3.0 Italia License. Maggiori informazioni circa la licenza all URL: Il presente volume è pubblicato anche in versione cartacea, grazie alla partecipazione finanziaria della Provincia autonoma di Trento, per i tipi di Editoriale Scientifica - Napoli, con ISBN Settembre 2014

5 L APPLICAZIONE DELLE REGOLE DI CONCORRENZA IN ITALIA E NELL UNIONE EUROPEA Atti del IV Convegno Antitrust tenutosi presso la Facoltà di Giurisprudenza dell Università di Trento il 18 e 19 aprile 2013 a cura di Gian Antonio Benacchio e Michele Carpagnano Università degli Studi di Trento 2014

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7 INDICE Pag. Gian Antonio Benacchio e Michele Carpagnano Presentazione del IV Volume... 1 Bruno Lasserre Competition Culture in France: how a Competition Agency may reconcile Consumers and Citizens?... 5 Ricardo Alonso Soto Cultura della concorrenza, limiti sociali e istituzionali e promozione della concorrenza in Spagna Vito Cozzoli e Claudio Nardone Promozione e tutela della concorrenza: il rapporto tra Parlamento e Autorità Antitrust Innocenzo Cipolletta La cultura della concorrenza in Italia Luca Sanfilippo Intervento Aldo Frignani La Cassazione prosegue l erosione del diritto di difesa nelle cause risarcitorie antitrust follow-on Roberto Chieppa Il ruolo del public enforcement tra sanzioni e impegni... 89

8 INDICE Pag. Massimo Scuffi Gli sviluppi della giurisprudenza nazionale in materia di aiuti di Stato Enrico Adriano Raffaelli e Marta Brichetto Public e private antitrust enforcement: auspicabili ma difficili sinergie Carmen Herrero Suárez L eccezione di trasferimento di costi in azioni follow-on Luigi Prosperetti Oneri probatori, controfattuale e passing-on: alcune osservazioni sulla recente giurisprudenza europea Maurizio Raffaini e Dario Ruggiero La liberalizzazione del mercato postale comunitario. L esperienza italiana Leonor Rossi and Miguel Sousa Ferro Private enforcement of competition law in Portugal. Virtues and shortcomings of the actio popularis Muriel Chagny Le azioni di classe in Francia: molto lavoro per nulla? Class actions in France: much ado about nothing? Marina Tavassi L applicazione delle regole di concorrenza in Italia e nell Unione. Le azioni di classe in Italia Beatrice Zuffi L azione di classe dal punto di vista dell attore. Parte I - Le azioni di classe nella prospettiva dei proponenti in generale VI

9 INDICE Pag. Marcella Negri L azione di classe dal punto di vista dell attore. Parte II - L azione di classe e l illecito antitrust Paolo Buccirossi Analisi economica nel vaglio di ammissibilità di un azione di classe Notizie sugli Autori VII

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11 PRESENTAZIONE DEL IV VOLUME Siamo molto orgogliosi di dare alle stampe il presente Volume che raccoglie gli atti del IV Convegno Antitrust di Trento dedicato alla Applicazione delle regole di concorrenza in Italia e nell Unione Europea tenutosi a Trento il 18 e 19 aprile La quarta edizione del Convegno, come le tre precedenti del 2007, del 2009 e del 2011, si inserisce nella più ampia attività di divulgazione e di alta formazione ideata e realizzata dalla Facoltà di Giurisprudenza dell Università di Trento per il tramite dell Osservatorio Permanente sull Applicazione delle Regole di Concorrenza e dedicata non più soltanto ai Giudici italiani ed europei ma a tutta la comunità antitrust nazionale ed internazionale. L edizione del 2013 si pregia del patrocinio della Camera dei Deputati ed ha potuto contare sul fondamentale supporto dell Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, della Provincia autonoma di Trento, del Centro di Documentazione Europea di Trento e del Consiglio Superiore della Magistratura. Il Convegno ha potuto altresì contare sul prezioso contributo di TNT Post e di Casse Rurali Trentine e sulla eccellente collaborazione di Ounet, Outsourcing Network, per le attività di interpretariato e traduzione, di Cantine Ferrari per l accoglienza dei relatori e degli ospiti e di MLex per quanto riguarda la parte stampa e comunicazione. È stata la prima volta che il nostro Convegno ha coinvolto nell organizzazione partner privati e siamo davvero entusiasti di aver trovato partner che non solo hanno pienamente condiviso lo spirito ed i valori del nostro Convegno ma che hanno consentito di incrementarne il livello di qualità. Il presente Volume, oltre a rendere fruibili in forma cartacea i risultati emersi dalle giornate del Convegno (la cui registrazione è integralmente visibile on line sul sito dell Osservatorio Antitrust nella sezione Formazione - Convegno Biennale di Trento ), è stato pensato per essere un utile strumento

12 PRESENTAZIONE DEL IV VOLUME di approfondimento per gli studiosi e gli operatori del diritto antitrust per una condivisione di nozioni e di esperienze italiane ed europee. L edizione del 2013 riflette lo spirito internazionale e multidisciplinare che caratterizza da sempre il diritto della concorrenza nazionale e dell Unione: nelle pagine che seguono il lettore troverà prestigiosi contributi di accademici, magistrati, funzionari delle istituzioni nazionali e dell Unione preposte al public antitrust enforcement ed alla public policy, ma anche di economisti ed esponenti della business community. Tali diversità di esperienze e di percezioni di un unico (complesso) fenomeno sono essenziali, a nostro avviso, al fine di contribuire ad incrementare e consolidare una matura cultura della concorrenza e delle sue modalità di enforcement nel nostro Paese ed in Europa, possibilmente anche al di là della comunità degli studiosi e degli addetti ai lavori, fino a ricomprendere ogni livello della società civile e del tessuto imprenditoriale. I contributi di seguito riportati ripercorrono le tre tematiche principali della IV edizione del nostro Convegno: a) la cultura della concorrenza in Italia e nell Unione europea; b) i recenti sviluppi in materia di public e private antitrust enforcement; c) le azioni di classe in Italia ed in Europa. Tre tematiche che continuano ad essere di grande attualità e su cui, ne siamo convinti, ci sarà ancora da discutere e confrontarci nelle prossime edizioni del Convegno Antitrust di Trento. In conclusione segnaliamo che nel periodo intercorso tra la IV edizione del Convegno e la pubblicazione del presente Volume, si sono registrati importanti interventi delle Istituzioni UE: la Commissione Europea ha pubblicato la proposta di Direttiva in materia di private antitrust enforcement ed una promettente Raccomandazione in materia di collective redress destinata a gettare le basi per una più ampia (e benvenuta) diffusione delle azioni di classe nell Unione. Se la proposta di Direttiva, come auspichiamo nonostante alcuni suoi limiti intrinseci, sarà approvata, come previsto, entro la primavera del 2014, gli Stati Membri avranno due anni di tempo per implementare negli ordinamenti interni il contenuto della Direttiva. Se sarà effettivamente così, le modalità di codificazione negli Stati Membri del private antitrust enforce- 2

13 PRESENTAZIONE DEL IV VOLUME ment costituiranno certamente uno dei temi di approfondimento e dibattito della prossima edizione del Convegno Antitrust di Trento. Concludiamo questa brevissima introduzione ringraziando i Professori Pardolesi, Frignani e Consolo, presidenti delle sessioni del Convegno, che con grande puntualità e professionalità hanno contribuito ad animare il dibattito durante i lavori. Un doveroso ringraziamento va altresì ai collaboratori dell Osservatorio Permanente sull Applicazione delle Regole di Concorrenza che quotidianamente fanno sì che il nostro sito internet possa contribuire a divulgare con tempestiva efficacia e semplicità la conoscenza del diritto antitrust nazionale (non solo in Italia ma anche in altri ordinamenti) e dell Unione europea. Tra l altro non possiamo non ricordare che, a margine della IV edizione del Convegno, si è tenuto il primo workshop dei collaboratori dell Osservatorio Antitrust in cui sono state poste le basi per la nuova versione del sito internet attualmente on line. Il Workshop a margine del Convegno è un evento a cui crediamo molto perché concepito come un momento di confronto ed approfondimento dedicato ai giovani studiosi della materia ed ai talenti emergenti. Siamo sinceramente grati, inoltre, al Preside della Facoltà di Giurisprudenza, Prof. Giuseppe Nesi, per aver pienamente colto il valore del Convegno di Trento nella comunità antitrust nazionale ed internazionale ed averne condiviso lo spirito e supportato la realizzazione. Ringraziamo infine tutto il personale amministrativo e tecnico della Facoltà di Giurisprudenza che, con grande impegno, ha contribuito ad una ottimale riuscita del Convegno. Un ringraziamento particolare va alla Signora Carla Boninsegna per la dedizione, l impegno, la professionalità e la disponibilità che ha dimostrato nella cura del Convegno Antitrust di Trento (fin dalla prima edizione) ed alla Dott.ssa Valentina Lucatti per la attenta cura redazionale del presente Volume. Trento, 14 febbraio 2014 Gian Antonio Benacchio e Michele Carpagnano 3

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15 COMPETITION CULTURE IN FRANCE: HOW A COMPETITION AGENCY MAY RECONCILE CONSUMERS AND CITIZENS? Bruno Lasserre SUMMARY: 1. The progressive dissemination of a competition culture amongst politicians and citizens; 2. The necessity to bridge the gap between how competition is perceived respectively by citizens and by consumers; 3. How may competition authorities reconcile citizens with competition?; 3.1. The Autorité s action in favor of consumers; 3.2. Private enforcement and collective redress: giving back to consumers the benefits of competition regulation. I am grateful to be invited to speak at this conference hosted by the University of Trento and especially to be granted the privilege of making an intervention on the fascinating topic of the development of competition culture in France. I would like to thank particularly Professor Benacchio and Professor Carpagnano for inviting me. I will divide my remarks in three parts. First, I will dwell on the historic roots of market economy and competition in France. I will then try to describe the current state of play in France and to analyze at which stage is France as regards the confidence consumers and citizens have in competition. Finally, I will try to answer to the question of how competition authorities may bridge the gap which exists in many countries between, on the one hand, the positive perception that consumers have of competition and, on the other hand, the rather negative perception of competition by citizens.

16 BRUNO LASSERRE 1. The progressive dissemination of a competition culture amongst politicians and citizens Looking at French history, three different phases can be identified which led to a progressive integration of a competition culture amongst French politicians and citizens. In France, free competition and market openness take their roots in the recognition of the principle of the liberty of commerce during the French Revolution of 1789 and the suppression of corporations in 1791, which were the first cartels. Indeed, the French revolutionaries saw in these reforms a bridge between the political values they were defending and the necessity to ensure that the economy was benefiting from the wealth coming from trade. At the same time, the Revolution s values are enshrined in the three concepts of freedom, equality and fraternity, and French history displays a perpetual tension between, in particular, the principles of freedom and equality. Making a huge jump through French history, this tension is then apparent in the post 2nd world war conservative alliance against free-market principles: Gaullists and communists were united in pushing for the state planning of the French economy and the control of retail prices, in a context where the reconstruction of a war-torn country was perceived as legitimizing such intervention and favoring economic stability. The French constitution of 1946 illustrates this movement in favor of state intervention and the development of public services. From then on, French citizens considered that state intervention was legitimate as regards the effective rebuilding of the country after the war and the strong development of the economy during the trente glorieuses. We had nevertheless seen in parallel in France the slow, progressive, but decisive building of a trans-partisan consensus for an effective competition regulation system. In , this was a socialist government that supported the insertion of provisions on competition in the Rome Treaty, and discarded the former reservations of Paul Ramadier, while in Germany there was already a nascent consensus 6

17 COMPETITION CULTURE IN FRANCE between the Christian Democrats and the SPD, which was actually achieved as early as However, if France applied European competition rules from 1957 on, the French vision of competition was at this time legal and technical and not authentic and sincere. On the contrary, this technical approach led France to support the creation of strong European institutions and especially the creation of the European Commission, which is one of the key to the success of the development of competition enforcement in Europe during the second half of the 20 th century. We had to wait until 1986 in France to see the establishment of an effective competition regulation system. A right-wing liberal government this time promoted the freedom of prices and the independent regulation of competition. But this was a socialist government who thereafter strengthened the fining and investigation powers of the Conseil de la concurrence, in Finally, the last reform in was backed by all political parties. This strong trans-partisan consensus was also apparent from the last presidential campaign in Spring 2012: the two main candidates, Nicolas Sarkozy and François Hollande, were simultaneously interviewed and their position was overall very consistent and supportive of competition regulation. Both supported private collective redress of competition law and the setting up of structural injunctions. So the political support to competition regulation is much more recent than in other countries but it is now steady and has followed its own progressive path. 2. The necessity to bridge the gap between how competition is perceived respectively by citizens and by consumers If a political consensus was found, French skepticism towards competition as a political value was however expressed in 2005 in the negative vote concerning the former Constitutional Treaty. It is in this context that the Autorité de la concurrence (the Autorité) commissioned in 2011 from a polling institute a survey on the perception of competition in France. This survey brought hope howev- 7

18 BRUNO LASSERRE er, in the sense that competition has a positive connotation for 81% of those surveyed against 69% in I take it as a sign that consumers are aware of the benefits that our action, about which I will dwell on later, has brought in terms of choice, quality and prices. However, the results of this survey shows a difference between the perception that French people is when they are asked about competition as an organization of the economy, on the one hand, or as a lever which can be used by consumers in their power struggle with companies. The positive outcomes of the survey in the latter situation is clear since it shows that the interviewed persons were aware of the benefits brought by competition as regards the competitiveness of companies (87%), innovation (72%), the choices of goods and services (82%), the decrease of prices (76%) and the increase of quality (71%). Furthermore, it emerges from the survey that French people supports the fact that there is a need for an institution which enforces competition and imposes deterrent fines. More surprisingly, one of the first answers which came out when asking why an effective enforcement of competition rules was necessary, is that competition leads to the protection of Small and Medium Enterprises ( SMEs ). This answer highlights the fact that competition is supported in France mainly because it provides equality between operators on the market. There is a kind of schizophrenia which exists amongst the French population which at the same time is in favor of competition when it comes to the protection of consumers and SMEs interests and has a less positive perception of competition where it is expressed in more abstract and general terms. 3. How may competition authorities reconcile citizens with competition? It is necessary that competition authorities manage to bridge the gap between the perceptions that consumers, on the one hand, and citizens, on the other hand, have of competition. In this context and in order to disseminate competition culture in France, the Autorité s action 8

19 COMPETITION CULTURE IN FRANCE in favor of consumers is crucial but has to go along with the development of private enforcement The Autorité s action in favor of consumers It is our responsibility as competition authorities to show the merits of competition not only by focusing our actions on behaviors which might have adverse effects on consumers but also by using market studies and public recommendations that raise consumers and competitors awareness of the benefits of competition. First, by focusing our action on cartels which increase costs for intermediary and retail goods and on abuses which foreclose innovating firms, especially SMEs, we increase the consumers and citizens trust in competition. The Autorité has pursued this objective decisively in the last few years by uncovering and fining several restrictive agreements and cartels on consumer goods markets. It is notably possible to mention a decision adopted in 2005 concerning an anticompetitive agreement between the three major French mobile phone operators leading to the sharing of strategic information and the stabilization of their market shares, the sanction imposed in 2011 to four major laundry detergent manufacturers which had coordinated their commercial strategies or a decision in 2012 concerning a cartel of German and French millers which aimed at limiting imports of flour between France and Germany and fixing prices. Looking at the same objectives, the Autorité had also a strong action since 2010 in the field of interbank fees where it obtained from banks that they reduce such fees on payment cards by 36% and remove them entirely for direct debit transactions. These decisions had a strong impact since they targeted practices that are directly harmful to consumers and made the action of the Autorité well-known by the general public. Second, market studies and public recommendations are also powerful tools so as to shape the public debate. Indeed, they allow the Autorité to highlight markets where undertakings draw rents at the cost of consumers. While defining its priorities, the Autorité thus analyzes 9

20 BRUNO LASSERRE whether a market study might rise or not a potential benefit for consumers. In this regard, two recent telling examples can be mentioned. In 2012, the Autorité s powers have been significantly strengthened in the overseas territories as a response to social unrest triggered by a higher cost of living in these remote islands. Competition has thus been seen as part of the solution rather than part of the problem. The Autorité obtained in particular a power of structural injunctions inspired from that of the Competition Commission in the UK in the food retail sector, where the high level of concentration is harmful to consumers and results in high prices. Then concerning the sector of car repair maintenance, the Autorité recommended in October 2012 a gradual opening up of the secondary market of visible spare parts (wings, bonnets, bumpers, windscreens, lights, mirrors, etc.) in a controlled manner, which should eventually lead, for consumers, to an average price drop from 6 to 15%. Although the Government has not decided yet on a legislative followon, it has launched a negotiation with the repairers and car makers to obtain a repair clause. In the current context of economic downturn, conducive to a trade-off between enforcement and advocacy, sector inquiries are also a good way to reconcile advocacy and enforcement. Actually, two important market studies are on-going in France, on interregional coach transport, which is a means of transport used especially by less affluent people (such as students and young people), and on the pharmaceutical sector, in order to issue recommendations to the industry notably as regards the development of generics as a competition factor. Third, the Autorité as the national expert in charge of competition has a mission to advocate competition to civil servants and the French administration as a whole. This role is crucial as a survey led by two economists commissioned by a think tank, the Institut Montaigne, at the end of the year 2012 showed that civil servants, including judges, had globally a negative perception of business and competition (77% of the civil servants think that competition is not positive and 80% think that it is not necessary to give more freedom to companies). In this context, the Autorité can act as a training body. Going a step further, the Autorité published in July 2012 a guide setting out a systematic method 10

21 COMPETITION CULTURE IN FRANCE of evaluation of the competitive impact of draft laws and regulations. This guide aims at contributing to the elaboration of norms by inviting lawmakers, the government and more generally civil servants at a fairly early stage to reflect on the effect the proposed text would have on competition. Finally, the Autorité has worked so as to reinforce its relationship with the Parliament. Not only is the accountability of the Autorité towards the Parliament a way to strengthen the confidence of citizens in its action but it also necessary to have a regular dialogue with the legislative body. In this context, the Autorité has been auditioned by the Parliament or received members of Parliament between 2 to 5 times a month in Private enforcement and collective redress: giving back to consumers the benefits of competition regulation The action of national competition authorities has to be combined with the development of private enforcement, especially in the context of follow-on actions, in order to increase consumer awareness of the benefits of competition regulation. Indeed, alongside public enforcement, it is crucial that victims of anticompetitive behaviors seek redress before the courts. In a crisis time, this is the best means (i) to give some power back to consumers (including intermediary consumers: SMEs) which have to be the beneficiaries of the competition policy led by NCAs and (ii) thus to increase their trust in competition. One of the cornerstones of the effectiveness of private enforcement is the introduction, in national laws and at the European Union s level, of collective redress. As regard the French example, in a case regarding a cartel between the three major French mobile operators, it was assumed that the practices at stake cost around 150 euros to each consumer concerned. At this time, a consumers association, UFCque-Choisir, tried to bring the case before a court gathering more than consumers in this action. However, judges denied the association s request for payment of the damage, since the French system did not provide for the possibility of collective actions. 11

22 BRUNO LASSERRE This topic is now particularly of interest in France since a bill is currently discussed by the Parliament regarding the introduction of such a system. The project allows follow-on class actions brought by consumer associations and it is based on the opt-in system. It also contains an ambitious mediation scheme under the control of the judge. This cautious approach is in line with the concerns that the European Parliament has also expressed and seems to me as a good start after 20 years of public debate in France. I also confess that it is particularly difficult to keep competition law in the scope of the bill. Our main task currently is to advocate an effective system whereby actions can be brought earlier than presently provided by the text, i.e. before all avenues for appeal have been exhausted, as the judicial process may be very protracted in France; it took for instance seven years to obtain the final confirmation of our 2005 decision regarding a cartel between the three mobile operators at that time. I believe that the development of private enforcement in France, notably through the introduction of collective redress, will be a decisive tool in order to overcome French skepticism towards free markets and to disseminate amongst consumers and citizens a competition culture. 12

23 CULTURA DELLA CONCORRENZA, LIMITI SOCIALI E ISTITUZIONALI E PROMOZIONE DELLA CONCORRENZA IN SPAGNA Ricardo Alonso Soto SOMMARIO: 1. Introduzione; 2. Necessità di creare una cultura della concorrenza; 3. Come si può realizzare una cultura della concorrenza?; 3.1. Credibilità ed accreditamento delle autorità garanti della concorrenza; 3.2. Promozione della concorrenza. 1. Introduzione 1.1. Molti paesi hanno scoperto o riscoperto il diritto della concorrenza in periodi piuttosto recenti. Infatti, fino all ultimo decennio del secolo scorso, solo pochi paesi avevano una legislazione antitrust. In Spagna, invece, esiste un sistema di difesa della concorrenza sin dall anno 1963 (proprio nel mese di luglio si celebra il cinquantesimo anniversario della Legge sulle pratiche restrittive della concorrenza). L attuazione di questo sistema si deve, da un lato, all apertura dell economia spagnola grazie al Piano di sviluppo economico e sociale e, dall altro, alla pressione esercitata dagli Stati Uniti d America per indurre la Spagna ad adottare un quadro normativo che consentisse l entrata delle loro imprese multinazionali nel nostro mercato. Tuttavia, fino al 1986 il sistema non è stato efficace a causa dell esistenza di ciò che possiamo denominare un sistema istituzionale anti-mercato. In Spagna esistevano: (i) un grande intervento dello Stato nell economia (dirigismo economico); (ii) un corporativismo istituzionale (esistenza di sindacati verticali formati da lavoratori, imprenditori e Pubblica Amministrazione); (iii) politiche protezionistiche dell industria e del commercio nazionale; (iv) abbondanza di monopoli e di concessioni amministrative in regime di esclusiva; e (v) mancanza di una cultura della concorrenza.

24 RICARDO ALONSO SOTO 1.2. La situazione cambia negli anni 80, dopo l approvazione della Costituzione spagnola (1978), che stabilisce un sistema economico basato sulla libertà d impresa nel quadro di un economia di mercato, e dopo l entrata della Spagna nella Comunità Economica Europea (1986). Diverse circostanze quali la deregolamentazione economica, la privatizzazione di importanti imprese pubbliche, l eliminazione delle sovvenzioni statali alle imprese, l arrivo di importanti investimenti stranieri, la liberalizzazione del commercio estero e la grande scommessa del Governo socialista sulle politiche della concorrenza hanno motivato la promulgazione di una nuova Legge sulla difesa della concorrenza nel 1989 destinata a rivitalizzare il sistema. A questo cambiamento hanno contribuito il rafforzamento dell indipendenza e dei poteri dell Autorità Nazionale per la Concorrenza (Tribunale per la Difesa della Concorrenza) e la creazione delle Autorità Regionali per la Concorrenza. A partire da questo momento, l attuazione del diritto della concorrenza si è sviluppata in due tappe: (i) una prima tappa didattica in cui si producono: - la divulgazione dei benefici del sistema di libera concorrenza - il riconoscimento sociale delle autorità garanti della concorrenza - l adozione da parte delle autorità garanti della concorrenza di decisioni pedagogiche - la moderazione nell imposizione delle sanzioni (sanzioni simboliche) (ii) una seconda tappa di consolidamento in cui si producono: - interventi d ufficio - selezione dei casi - elaborazione della dottrina delle decisioni - sanzioni dissuasorie La storia della difesa della concorrenza si conclude, per il momento, con la promulgazione della Legge sulla difesa della concorrenza dell anno 2007, che aggiorna la normativa adeguandola al pacchetto di riforma delle norme comunitarie sulla concorrenza, migliora la struttura istituzionale, svincolandola completamente dal Governo, e fornisce alla Commissione Nazionale per la Concorrenza nuovi stru- 14

25 CULTURA DELLA CONCORRENZA menti, necessari per lo svolgimento delle sue funzioni (come i meccanismi di leniency, la facoltà d impugnare in sede giudiziaria le decisioni, gli atti e le norme della pubblica amministrazione che limitino la concorrenza sul mercato, la possibilità di adottare misure strutturali come sanzione per l attuazione di pratiche anticompetitive). Attualmente si trova in fase di discussione in Parlamento un progetto di legge per la creazione di una Commissione Nazionale dei Mercati e della Concorrenza rivolta a creare un macro-organismo che comprenda l attuale Commissione Nazionale per la Concorrenza e le principali agenzie di regolazione indipendenti esistenti in settori quali quello delle telecomunicazioni, dell energia, postale, audiovisivo, ferroviario e aeroportuale, che ha ricevuto il rifiuto del mondo accademico, degli esperti (avvocati ed economisti), di tutti i partiti politici dell opposizione e dure critiche da parte della Commissione Europea. 2. Necessità di creare una cultura della concorrenza Da quanto detto prima si può dedurre che non solo è necessario creare un sistema di difesa della concorrenza, ma bisogna anche sviluppare una politica di concorrenza e creare una cultura della concorrenza. Una politica della concorrenza basata sui seguenti punti: a) obiettivi chiari: - difesa del mercato e dei consumatori come interessi generali (non perseguire la difesa dei concorrenti; non proteggere interessi particolaristici di gruppi o di settori) - soppressione delle barriere d entrata al mercato (non impedire l accesso alle imprese straniere) - controllo del potere di mercato (attraverso il controllo dei comportamenti imprenditoriali e dei cambiamenti nella struttura del mercato) b) norme tecnicamente corrette ed adeguate in base alla situazione del paese; c) autorità garanti della concorrenza indipendenti, efficaci e rispettate; d) interventi significativi dal punto di vista economico e sociale. 15

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