Mediazione Relazione DidatticaTerritorio Esperienze e proposte sull integrazione degli alunni stranieri

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1 Libro Frank:Layout :50 Pagina 1 COMUNE DI PIACENZA OGNUNO SORRIDE NELLA STESSA LINGUA PER UNA SCUOLA INTERCULTURALE Mediazione Relazione DidatticaTerritorio Esperienze e proposte sull integrazione degli alunni stranieri Casa Editrice Vicolo del Pavone

2 Libro Frank:Layout :50 Pagina 2 Ognuno sorride nella stessa lingua Per una scuola interculturale Maggio 2010 Casa Editrice Vicolo del Pavone Via G. Bruno, Piacenza Tel Fax

3 Libro Frank:Layout :50 Pagina 3 INDICE PRESENTAZIONE pag. 5 (di Giovanni Castagnetti) INTRODUZIONE «7 (di Giuseppe Castrillo) IL PROGETTO «9 (di Gian Carlo Sacchi CDE) PARTE PRIMA IL PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA «13 (a cura di Ughetta Percivalli) PATTO DI CORRESPONSABILITà EDUCATIVA «27 AZIONE DEI MEDIATORI NELLA SCUOLA «32 (a cura di Beatriz Paifer, Entela Maksuti, Hanene Madfai) PARTE SECONDA AREA LINGUISTICA «36 (a cura di Elena Lucchini, Ida Massucco, Beatriz Paifer, Entela Maksuti, Hanene Madfai) AREA MATEMATICO SCIENTIFICO TECNOLOGICA «56 (a cura di Ughetta Percivalli) AREA STORICO GEOGRAFICA SOCIALE «59 (a cura di Elena Lucchini e Silvia Rancati) AREA ESPRESSIVA «70 (a cura di Barbara Beltrani) PERCORSI PER ALUNNI STRANIERI «76 DIVERSAMENTE ABILI (a cura di Barbara Beltrani) 3

4 Libro Frank:Layout :50 Pagina 4 PARTE TERZA LO SVILUPPO DELLA PERSONA E LA RELAZIONE «79 EDUCATIVA (a cura di Cassius Verucchi) COME INTERVENIRE NELLA REALTÀ SOCIALE «82 (a cura di Maria Grazia Veneziani) INTERVENTO DI MEDIAZIONE INTERCULTURALE «88 (a cura di Hanene Madfai) TUTELA GIURIDICA DEI MINORI STRANIERI «92 (a cura di Laura Sacchi) PARTE QUARTA LAVORARE PER/IN UNA SCUOLA MULTICULTURALE «101 (a cura di Giuseppe Castrillo) 4

5 Libro Frank:Layout :50 Pagina 5 PRESENTAZIONE (di Giovanni Castagnetti, Assessore al futuro: infanzia, adolescenza, scuola, formazione e politiche giovanili del Comune di Piacenza) Tante persone provenienti da paesi lontani hanno fatto migliaia di km per arrivare fino qui, ma in realtà credo che tanta strada sia stata fatta anche da tutti gli altri. Tutti cioè abbiamo dovuto distoglierci dalle nostre più comuni consuetudini per guardare ad altri modi di vita ad altri valori sociali ad altri cibi e colori, nuove esperienze che per forza di cose ci hanno portato a guardare oltre i confini della quotidianità. Nella nostra città per fortuna non ci siamo irrigiditi su posizioni unilaterali e preconcette nei confronti dell immigrazione: pur nella consapevolezza delle reali difficoltà logistiche e culturali, ci siamo per lo più lasciati trasportare dal desiderio di scommettere e dalla curiosità di misurarsi su di un terreno sconosciuto ma promettente. L aspetto che meglio conosco di questo grande movimento, che sembra contrarre in poco spazio un cambiamento che forse ci aspettavamo più diluito nel tempo, è quello che riguarda i bambini e le bambine nei servizi per l infanzia e nella scuola, presenze che, come sappiamo, raggiungono nella nostra realtà percentuali tra le più alte in Italia. In qualità di assessore sono testimone della volontà degli Enti, già a partire dalle precedenti amministrazioni, di far valere quel diritto allo studio e alla formazione di cui anche i minori stranieri, indipendentemente dalla provenienza o dalla loro condizione, sono portatori. Le scuole e le Istituzioni pubbliche, prima con spirito di solidale accoglienza, ma successivamente anche con desiderio di adeguamento ad una realtà in rapida trasformazione, hanno impiegato risorse ed energie per comprendere la nuova realtà e rendere la convivenza civile, con i rappresentanti di altre cittadinanze, la più serena possibile. In particolare nelle sedi scolastiche gli interventi dei mediatori interculturali e degli insegnanti di lingua italiana, hanno dato un notevole sostegno al processo di integrazione messo in atto con grande disponibilità e professionalità dalle scuole. Insieme agli insegnanti e ai dirigenti scolastici abbiamo ragionato per anni sulle decisioni da prendere e sulle modalità di integrazione da adottare. Tutto il lavoro fatto fino ad ora non solo è servito a dare risposte a situazioni di emer- 5

6 Libro Frank:Layout :50 Pagina 6 genza, ma ha costituito un terreno di sperimentazione che ci ha portato ancora una volta lontano da una prassi consolidata nei servizi pubblici, mossi il più delle volte dalla logica del fare per e ci ha invece introdotto alle metodologie ben più incerte del fare con gli alunni stranieri, che significa peraltro entrare in una relazione privilegiata anche con gli adulti e le loro famiglie. La presenza massiccia di minori di origine straniera (le iscrizioni agli asili nido ci dicono che su 140 bambini stranieri solo 1 non è nato in Italia) ci obbliga a rivedere il significato stesso dei processi di integrazione, che di fronte alla consistenza numerica perdono il loro valore di adeguamento di pochi alla maggioranza e assumono invece una prospettiva più ampia di cambiamento a tutto campo, senza distinzioni di ruoli. Il percorso di documentazione, che qui viene presentato, poggia su questa consapevolezza e introduce il tema fondamentale della trasformazione dal di dentro della prassi didattica, non una didattica per gli stranieri, ma una didattica innovativa e necessaria, buona per tutti. I risultati che qui vengono documentati restituiscono una riflessione organica sul come si costruisce una scuola interculturale, ma vincente è soprattutto la metodologia di lavoro che non presuppone un contenuto a priori da assimilare, ma valorizza l esperienza diretta dei professionisti della scuola ed elabora ipotesi disponibili alla verifica. Per questa ragione è stato di fondamentale importanza che la sede operativa e il coordinamento dell attività facessero capo al CDE in qualità di laboratorio di ricerca educativa e professionale. Mentre la scelta del plesso A. Frank è stata dettata dal desiderio di dare continuità al lavoro degli anni passati, dalla consistente e costante presenza di alunni stranieri negli anni, nonché da una disponibilità particolare da parte del dirigente e dei docenti. Centrale nella proposta è il ruolo del mediatore, figura di snodo nella scuola interculturale, attraverso il quale si rende possibile la comprensione dei contesti di provenienza degli alunni stranieri ma anche la realizzazione di progetti innovativi per tutta la classe. Per questa ragione l orientamento per il futuro è che il mediatore abbandoni progressivamente il profilo di operatore di supporto alla classe nella situazione di emergenza, per assumere quello più specifico di figura di sistema, collocata dentro al percorso formativo della scuola. Il gruppo si è impegnato con grande pazienza e creatività, dimostrando ancora una volta che il confronto e la condivisione possono produrre risposte originali ed efficaci anche nelle situazioni più complesse. Mi auguro che il lavoro possa continuare e generare altri gruppi, altre idee e nuove piste di ricerca da indagare. 6

7 Libro Frank:Layout :50 Pagina 7 INTRODUZIONE (di Giuseppe Castrillo, dirigente scolastico) il linguaggio è stato senza dubbio istituito non perché gli uomini si ingannino reciprocamente, ma perché ciascuno porti a conoscenza i propri pensieri 1 : sono parole di sant Agostino, riferite al dolo che si annida in una menzogna, ma anche al valore intrinseco della lingua come veicolo di verità e di rappresentazione del sé. Per noi possono diventare la sostanza di un progetto educativo di convivenza: usare il linguaggio per dirsi, per raccontarsi, per conoscersi, per costruire insieme la dimensione del vivere, per apprendere insieme. Il senso della scuola è proprio questo: portare a conoscenza dell altro il proprio pensiero e conoscere il pensiero degli altri attraverso la mediazione linguistica. E di ciò vivono gli insegnanti della grande famiglia piacentina della Faustini-Frank-Nicolini, una famiglia in cui la diversità linguistica e culturale è pane quotidiano, ma anche nodo di una sfida problematica e possibile: il confronto multiculturale come premessa di un integrazione che, senza lusinghe fuorvianti, rispetti e promuova le alterità. Dopo aver vissuto per un anno a contatto con etnie diverse, ben 38; dopo aver lavorato con le mediatrici di lingua araba, ispano-americana, macedone resto ancora dell idea che questa scuola sa di mondo, di universalità, di mescolanza, ma soprattutto sa di vita. Confrontare le lingue, infatti, significa anzitutto mettersi in un circuito infinito in cui esprimersi non diventa soltanto un semplice asserire, quanto chiedere: parlare, compiere un atto linguistico è come mettere piede in una terra reale, attraversare il concreto magma dei fatti. Il progetto, che si conclude con questa pubblicazione, non si è svolto, infatti, in una terra di nessuno, in una situazione asettica, o di vuoto assoluto, non è stato portato a termine in camice bianco, ma si è costruito in continuo intridersi di vissuti e di pratiche linguistiche, di esperienze umane e di riflessioni sui sistemi scolastici dei paesi di provenienza di alcuni dei nostri alunni. Ho avuto modo di dire in una lettera aperta, parlando della Frank, la forza di un nome la forza di una scuola. Con questa anafora ribadivo che lo slancio a comprender l altro da sé, nasce dall aver interiorizzato, nella propria pra- 1 Agostino di Ippona, Manuale sulla fede, speranza e carità in Opere di sant Agostino, IV.2, La vera religione, Città nuova,roma 1995, p

8 Libro Frank:Layout :50 Pagina 8 tica didattica, il valore del rispetto per l altro, l amore per la vita dell altro, la comprensione dell altro, proprio la comprensione linguistica. In questi mesi di lavoro con il CDE, con l Ufficio delle politiche giovanili del Comune di Piacenza, con le mediatrici culturali e lo psicologo si è inteso lasciare una traccia di contenuti, di significati, di procedure e di materiali per costruire integrazione e solidarietà, in prima istanza, e per annodare e riannodare relazioni attraverso lo scambio linguistico. Si è voluto produrre documentazioni scambiabili ed utilizzabili anche in altre realtà scolastiche. La sfida sulla quale occorre riflettere è quella della politica di multilinguismo in un Europa delle lingue, come sostiene Amin Maalouf. Ciò che si deve auspicare e ciò per cui bisogna lavorare è una politica di multilinguismo positiva può migliorare le opportunità di vita dei cittadini: può aumentare l occupabilità, facilitare l accesso a servizi e diritti e accrescere la solidarietà, grazie ad un maggior dialogo interculturale e a una migliore coesione sociale 2. Siamo tutti convinti che la diversità linguistica e culturale sia un valore, che il poliglottismo sia una risorsa per il lavoro e la formazione, che adottare una lingua può essere un occasione in più di progresso, perché in controluce alla lingua c è l adozione di una cultura. 2 Cfr. Annali della Pubblica Istruzione, 4-5, 2008, p

9 Libro Frank:Layout :50 Pagina 9 IL PROGETTO (di Gian Carlo Sacchi CDE) Nella relazione annuale (2008) la Banca d Italia ha sintetizzato in modo significativo quelli che potremmo definire gli indicatori sulla popolazione immigrata, che possono essere utilizzati per una riflessione pedagogica ed organizzativa da parte del nostro sistema formativo. L intensificarsi dei flussi in ingresso e il più lungo orizzonte temporale di permanenza sul territorio di persone provenienti da altri Paesi hanno determinato un forte aumento del numero di minorenni, per effetto sia dei ricongiungimenti familiari sia del maggiore tasso di fecondità delle donne straniere. I giovani che costituiranno il futuro tessuto sociale e entreranno nel nostro sistema formativo dunque saranno perlopiù nati in Italia in famiglie con almeno un genitore immigrato. Tale componente contribuirà in misura consistente a definire il livello e la qualità del capitale umano che sarà disponibile in Italia. Se non accompagnata da meccanismi efficaci di integrazione, questa rapida espansione aumenterà il divario nella dotazione del predetto capitale umano del nostro paese nel confronto internazionale. Si tratta perciò di comprendere l integrazione tra gli elementi che un sistema formativo deve considerare nella progettazione e realizzazione del cambiamento e della propria continua autoregolazione, come cifra dello sviluppo personale, di nuove relazioni sociali e di partecipazione alla vita civile ed economica. Le conseguenze del predetto divario sono talvolta aggravate, più negli alunni stranieri che in quelli italiani, da elevati tassi di abbandono scolastico e solo una quota minima di questi divari è riconducibile alle differenti caratteristiche familiari o al più ampio contesto sociale di riferimento. Sulla base dell ultima indagine PISA condotta tra i quindicenni, gli stranieri registrano un significativo ritardo nelle competenze acquisite, e con riferimento ai soli apprendimenti di matematica, il divario si dimezzerebbe considerando il ritardo nelle competenze di comprensione dei testi. Gli abbandoni scolastici sarebbero riconducibili ad una più debole relazione tra le caratteristiche dei genitori e gli esiti dei figli anziché quelle dei primi rispetto ai genitori italiani. Questi indicatori mettono in evidenza la necessità di operare, contemporaneamente, sulla colmatura di certe soglie e sulla valorizzazione delle differenze. 9

10 Libro Frank:Layout :50 Pagina 10 Un progetto formativo è per le persone, il loro divenire, le relazioni che instaurano tra di loro e con i contesti nei quali vivono, che oggi non sono solo quelli della società che li accoglie, ma della globalizzazione, di cui fa parte anche il paese di provenienza, il quale può aiutare anche la nostra realtà locale a far parte della globalità. Una scuola che è inserita nella propria realtà, ma che opera in una prospettiva interculturale, facendo leva sulla mediazione, la relazione, la didattica e l organizzazione. Sono questi gli aspetti con i quali si è cercato di analizzare l esperienza della scuola media Frank mediante un percorso di documentazione e di riflessione sostenuto dal Comune di Piacenza e coordinato dal CDE. La presenza di nuovi soggetti in un gruppo, quale può essere l istituto scolastico, la classe o altra organizzazione, determina il costituirsi, come si è detto, di nuove relazioni, e questo a scuola va visto sotto la triplice dimensione: sociale, evolutiva e di apprendimento. Realizzare percorsi formativi in un contesto fortemente interculturale significa: - conoscenza dei soggetti e delle culture di provenienza - riprogettazione di curricoli inter culturali - sostegno alla persona ed alle relazioni In questa scuola media si è operato per anni in tale direzione da parte di numerosi docenti, si tratta ora di mettere in atto un percorso di riflessione sul lavoro fin qui compiuto al fine di renderne l attività più condivisa e sistematica, migliorarne l intervento e di elaborare modalità di lavoro trasferibili. Una particolare attenzione sarà dedicata alla funzione dei mediatori interculturali, non più utilizzati come operatori di sostegno alla domanda formativa da parte degli stranieri, ma come figure di sistema sul versante dell offerta, in modo da costituire un elemento di comprensione, in diretta, del cambiamento, nel fornire una risposta in continua evoluzione. AZIONI E stato costituito un gruppo di lavoro con le seguenti caratteristiche: - docenti che svolgono il ruolo di funzioni strumentali con compiti attinenti l integrazione di soggetti stranieri e rappresentanti le aree disciplinari, linguistica, matematico scientifica tecnologica, espressiva, 10

11 Libro Frank:Layout :50 Pagina 11 - esperto operante nella scuola per l insegnamento della lingua italiana agli stranieri, - esperti sul versante psico-sociale e giuridico, - mediatori interculturali, - cde, per il coordinamento metodologico e di documentazione. Il lavoro è partito dall esperienza della scuola stessa, raccogliendo materiale e riflettendo sulle strategie adottate, ha cercato di mettere a punto una documentazione che aiuti a sistematizzare l esperienza e a programmare interventi che migliorino l efficacia, ma anche a indicare elementi di trasferibilità per il sistema formativo territoriale. Le aree di lavoro saranno: - il protocollo di accoglienza e il patto di corresponsabilità scuola famiglia, scuola territorio, ecc.; - l apprendimento, sia per quanto riguarda le competenze generali e trasversali, sia gli assi culturali e le competenze specifiche, sia l orientamento; - il sostegno alla persona: un attenzione al minore da un punto di vista giuridico, alla relazione, alla continuità evolutiva, ai rapporti con le famiglie e con il territorio - l apprendimento interlinguistico. I mediatori hanno preso parte a tutta l attività, dedicandosi anche al sostegno alle lingue e culture di provenienza attraverso interventi specifici per gruppi di alunni, e, insieme ai docenti ed altri operatori, ai rapporti con le famiglie, per accompagnare il percorso formativo dei figli nonché organizzare eventuali attività per gli adulti. 11

12 Libro Frank:Layout :50 Pagina 12

13 Libro Frank:Layout :50 Pagina 13 PARTE PRIMA In questa parte vengono presi in esame i documenti che definiscono le condizioni normative ed organizzative per consentire l ordinato e produttivo lavoro scolastico. Su questi presupposti si fonda la trasparenza, la comunicazione, l autoregolazione e si sollecita la partecipazione e la corresponsabilità educativa. IL PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA (a cura di Ughetta Percivalli) La maggior parte dei minori stranieri entra nella scuola poco tempo dopo l arrivo dal paese d origine. L inserimento scolastico avviene quindi in un momento delicato, a causa di fratture affettive ancora molto recenti, fratture che sono anche più dolorose quando si verificano in un età già di per sé così complessa come quella dell adolescenza. Per questo l ingresso in una nuova scuola si carica ancor più di ansie, paure, attese, aspettative, fattori che sono sempre presenti, anche se non sempre evidenti e che non devono mai essere trascurati. Nello stesso tempo non è facile neppure per la comunità scolastica accogliere un nuovo membro e dare ai suoi bisogni risposte adeguate e inserite in un contesto che soddisfi le esigenze di tutti. L accoglienza di un nuovo alunno è pertanto un momento cruciale, che segna profondamente la sua storia scolastica e personale e rappresenta l inizio del percorso di integrazione nel paese di immigrazione. Il presente protocollo nasce dalla consapevolezza di questa significatività dell accoglienza e dalla convinzione che la formalizzazione delle procedure e degli interventi sia uno strumento indispensabile all attuazione pratica delle tappe del percorso. Si pone quindi come obiettivo la traduzione in modalità organizzative dei principi e delle linee guida indicate dalla normativa in materia d inserimento degli alunni stranieri, al fine di rendere l ingresso di un nuovo allievo il più possibile semplice e sereno per tutti: per l allievo e la sua famiglia e per l intera comunità scolastica. 13

14 Libro Frank:Layout :50 Pagina 14 In particolare, il protocollo esplicita le procedure di inserimento e l organizzazione della scuola, definisce ruoli e compiti degli operatori scolastici - dirigente, docenti, personale ATA - e scandisce tempi e modi di prassi condivise relative alle varie fasi dell accoglienza sui piani amministrativo, comunicativo/relazionale, educativo/didattico, sociale: - iscrizione - prima conoscenza dell alunno e dei suoi genitori/tutori - assegnazione alla classe - tempi e modi di inserimento nella classe - percorsi di facilitazione per l apprendimento di Italiano L2 - rapporti e collaborazioni con il territorio Il protocollo costituisce inoltre una testimonianza della reale assunzione di responsabilità della scuola nei confronti del fenomeno migratorio e dei problemi ad esso connessi, problemi particolarmente sentiti in un Istituto che si caratterizza per una presenza di allievi non italiani molto significativa. 14

15 Libro Frank:Layout :50 Pagina 15 TAPPE DEL PERCORSO 1 a tappa: ISCRIZIONE PERSONALE COINVOLTO Operatore amministrativo (O.A.) AZIONI STRUMENTI OSSERVAZIONI In Segreteria il genitore trova un O. A. addetto al disbrigo delle pratiche relative. L O. A.: 1) Illustra il POF d Istituto, fornendo in particolare informazioni relative a: - sedi scolastiche - tempo scuola - calendario scolastico - servizi offerti (mensa, doposcuola,...) - alternativa I.R.C. - sistema scolastico ) Consegna i moduli d iscrizione e aiuta il genitore nella compilazione. 3) Informa il genitore relativamente alla documentazione necessaria. 4) Aiuta nella compilazione delle autocertificazioni sostitutive 5) Nel caso in cui il D. S. accetti la domanda d iscrizione, fissa per la famiglia un colloquio con la F. S. nei giorni immediatamente successivi. L O. A. valuta l oppor-tunità di richiedere l intervento di un Mediatore linguistico-culturale. L Ufficio di Segreteria è provvisto di una ricca modulistica tradotta in varie lingue. E il primo impatto della famiglia con la nuova scuola. E importante che l O. A. sia in grado di comunicare non solo informazioni chiare, ma anche disponibilità e fiducia. Il Servizio di Mediazione linguistico - culturale è fornito gratuitamente e relativamente alla maggior parte delle aree linguistiche dal Comune di Piacenza, settore Formazione. Sul territorio sono presenti altre Agenzie che offrono questo servizio a carattere volontario o a pagamento. Altra modulistica è reperibile nel sito del Centro Come 15

16 Libro Frank:Layout :50 Pagina 16 TAPPE DEL PERCORSO 1 a tappa: ISCRIZIONE PERSONALE COINVOLTO Dirigente scolastico (D.S.) AZIONI STRUMENTI OSSERVAZIONI 1) Esamina la domanda e la docum e n t a z i o n e raccolta in Segreteria (anche con particolare attenzione ad eventuali situazioni di disabilità) 2) Tiene conto della legislazione vigente. 3) Accetta la domanda d iscrizione all Istituto. 4) Convoca la F. S. e le affida il compito di incontrare l allievo e la famiglia per una più ampia valutazione della situazione di partenza (nel caso si ravisino problemi di disabilità, convoca anche la F.S. per l handicap, che nelle fasi successive affiancherà la F.S. per l inserimento degli allievi stranieri predisponendo gli interventi previsti dalla normativa vigente) D.P.R. 394/99 C. M.n.87/2000 Linee Guida MIUR, marzo 2006 C.M. n. 93/2006 C.M. 110/2007 La via italiana per la scuola interculturale e l integrazione degli alunni s t r a n i e r i, MIUR, ottobre 2007 CM n.2/2010 Se lo ritiene opportuno o in caso di precisa richiesta della famiglia, il D. S. può incontrare i genitori prima della formalizzazione della domanda di iscrizione 16

17 Libro Frank:Layout :50 Pagina 17 Docente con funzione strumentale per l integrazione degli alunni stranieri (F. S.) 1) Esamina la documentazione raccolta in Segreteria. 2) Incontra la famiglia e l allievo per: - fornire alla famiglia ulteriori chiarimenti sul Sistema Scolastico italiano e sul funzionamento dell I-stituto, con particolare attenzione ai servizi specifici per gli allievi stranieri (corsi di Italiano L2, libri di testo, piano di studio personalizzato ) - compiere osservazioni relative al processo d integrazione della famiglia e alla situazione emotiva dell allievo Eventuale presenza del med i a t o r e ling./cult. Questo colloquio costituisce il primo approccio dell allievo e dei genitori con il corpo docente della scuola. E importante che il docente F. S. sia consapevole del ruolo fondamentale che sta assumendo e che metta in atto strategie relazionali rassicuranti e capaci di motivare il più possibile l allievo. 17

18 Libro Frank:Layout :50 Pagina 18 TAPPE DEL PERCORSO 1 a tappa: ISCRIZIONE PERSONALE COINVOLTO Docente con funzione strumentale per l integrazione degli alunni stranieri (F. S.) AZIONI STRUMENTI OSSERVAZIONI - acquisire dati sulla storia personale dell allievo - acquisire dati sulla storia scolastica (iter didattico, difficoltà, successi, attitudini, ) Questionari/trac cia per la rilevazione dei dati sulla storia personale e scolastica (reperibili in versione bilingue nei siti dedicati) - rilevare la situazione Materiali per la linguistica v a l u t a z i o n e dell allievo (lingua della padronanza madre, competenza lingui- nella lingua italiana, stic lingue strasticn i e r e eventualmente studiate nel Paese di provenienza) - rilevare abilità di base, logiche e mnemoniche 3) Consegna all allievo il Pronto Soccorso Linguistico 4) Compila la scheda riassuntiva della situazione d ingresso dell allievo e riferisce al D.S. sull incontro Materiale strutturato per la rilevazione delle abilità scolastiche Griglia per la compilazione della scheda reperibili anche nei siti dedicati reperibili anche nei siti dedicati - con mediatore in L1 - attraverso supporti extralinguistici La scheda viene inserita nel fascicolo personale dell allievo 18

19 Libro Frank:Layout :50 Pagina 19 TAPPE DEL PERCORSO 2 a tappa: ASSEGNAZIONE ALLA CLASSE E ALLA SEZIONE PERSONALE COINVOLTO Dirigente scolastico (D. S.) AZIONI STRUMENTI OSSERVAZIONI 1) Esamina tutta la documentazione e le informazioni relative alla situazione d ingresso dell allievo 2) Esamina la situazione delle classi (formate o in via di formazione) 3) Tiene conto della legislazione vigente e dei criteri indicati dal C.I. 4) Valuta le risorse disponibili e le richieste/bisogni della famiglia 5) Assegna l allievo alla classe e alla sezione ritenute più adatte e stabilisce la data effettiva d ingresso (non oltre i 7 giorni successivi, ma tale da garantire il corretto passaggio di informazioni al consiglio di classe) Privilegia, a norma di legge, l inserimento dell allievo nella classe corrispondente all età anagrafica. Se effettua l inserimento in classe che non corrisponde all età dell alunno è spinto dalle seguenti motivazioni: - il diverso ordinamento degli studi nel Paese di provenienza - il periodo dell a.s. in cui avviene l iscrizione - il numero delle assenze accumulate presso la scuola di provenienza - il curriculum scolastico personale 19

20 Libro Frank:Layout :50 Pagina 20 6) Comunica alla Segreteria e alla F.S. la classe e la sezione d iscrizione e la data effettiva d ingresso nella classe Operatore Comunica alla famiglia la classe e la Amministrativo (O. A.) sezione d iscrizione e la data effettiva d ingresso nella classe e completa le pratiche relative all iscrizione Al caso richiede l intervento del Mediatore sia per la comunicazione sia per l ac-compagnamento dell alunno e dei genitori al momento dell ingresso nella classe 20

21 Libro Frank:Layout :50 Pagina 21 TAPPE DEL PERCORSO 3 a tappa: INSERIMENTO NELLA CLASSE 1 a fase (accoglienza) PERSONALE COINVOLTO Docente con funzione Stru-mentale per l integrazione degli alunni stranieri (F. S.) Coordinatore del Consiglio di Classe (Co.C.Cl.) AZIONI STRUMENTI OSSERVAZIONI 1) Comunica al Co.C.Cl. l ingresso del nuovo alunno, gli illustra la documentazione del fascicolo personale e gli consegna copia della scheda riassuntiva della situazione d ingresso. 2) Resta a disposizione dei colleghi del C. Cl. per chiarimenti di tipo didattico, organizzativo, normativo. 1) Comunica ai colleghi del C.Cl. l ingresso del nuovo alunno e fornisce loro le prime informazioni sulla sua situazione d ingresso 2) Accoglie l alunno e i genitori al momento dell ingresso Pronto corso stico 3) A ff i a n c a l alunno ad un compagno adatto alla funzione di tutor 4) Eventualmente concorda con il Mediatore tempi e modi dell accompa-gnamento 5) Tiene monitorata la fase dell a c c o g l i e n z a (deroga per l inserimento in prima alfabetizzazione) Scheda riassuntiva della situazione d ingresso. Eventuale presenza del Mediatore, Soc- Lingui- Griglia per il monitoraggio 21

22 Libro Frank:Layout :50 Pagina 22 TAPPE DEL PERCORSO 3 a tappa: INSERIMENTO NELLA CLASSE 1 a fase (accoglienza) PERSONALE COINVOLTO Docenti del C. di Classe AZIONI STRUMENTI OSSERVAZIONI 1) Dedicano tempo ad attività di benvenuto e conoscenza 2) Individuano strategie comunicative facilitatici 3) Osservano l alunno rilevando in modo sistematico: - l atteggiamento relazionale e il comportamento linguistico con i pari e con gli adulti - i bisogni personali affettivi e specifici dell apprendimento - i prerequisiti disciplinari posseduti (indipendentemente dalla conoscenza della lingua italiana) Eventuale presenza del Mediatore Pronto Soccorso Linguistico, materiali per l accoglienza e l integrazione degli allievi stranieri Registro personale del docente Reperibili presso il sito del Centro Come o altri siti dedicati 22

23 Libro Frank:Layout :50 Pagina 23 TAPPE DEL PERCORSO 3 a tappa: INSERIMENTO NELLA CLASSE 2 a fase PERSONALE COINVOLTO Consiglio di Classe (C.Cl.) AZIONI STRUMENTI OSSERVAZIONI 1) Elabora un contratto Linee Guida formativo MIUR, marzo che tenga conto 2006 della storia scolastica personale dell allievo La via italiana e delle per la scuola in- osservazioni all ingresso terculturale e e durante la l integrazione fase di accoglienza, degli alunni stabilendo in particolare: s t r a n i e r i, MIUR, ottobre il percorso d apprendimento di Italiano L2, secondo il livello di conoscenza in quest ambito posseduto dall allievo - gli obiettivi educativi e didattici* - le strategie per facilitare l apprendimento, compreso l adattamento dei programmi d insegnamento - i criteri di valutazione intermedia e quadrimestrale - i criteri di verifica del contratto formativo 2) Indica i testi scolastici e i sussidi didattici adeguati alla situazione dell alunno, tenendo conto della normativa vigente e delle indicazioni del C.D Altri materiali per la stesura del contratto formativo. sono reperibili nei siti dedicati *Nel caso in cui l alunno necessiti di interventi apprendimento di Italiano L2 a livello 0/1 il C.Cl. assume quest apprendimento come obiettivo didattico principale del primo periodo 23

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