Le parole di cui ci nutriamo. L italiano fra tradizione e modernità

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1 Le parole di cui ci nutriamo. L italiano fra tradizione e modernità

2 ESPERIENZE Sono le persone, le loro idee e i loro progetti, che ogni giorno, nella scuola e nella società, danno significato e valore all apprendimento. Conoscere come lavorano, quali sono le passioni e le ragioni che orientano il loro agire è la via per trovare nuovi stimoli e nuove direzioni. RIFLESSIONI Apprendimento è cambiamento. E perché il cambiamento possa assumere senso e significati positivi è necessario che coinvolga e contamini i saperi, che trovi equilibrio fra tradizione e innovazione, che metta al centro i temi della cittadinanza e dell etica. RICERCHE Il lavoro dell editore è azione quotidiana. Questo vuol dire anche sperimentare, indagare, collaborare con enti e istituzioni, in Italia e nel mondo. Condividere i risultati delle nostre ricerche è un modo per essere in sintonia e in dialogo con chi opera nel campo dell apprendimento.

3 MAGAZINE > SAPERI > FORMAZIONE > AGGIORNAMENTO > COMPETENZE > CITTADINANZA > INTERCULTURALITÀ > IDENTITÀ > COLLABORAZIONE > DIALOGO > RICERCA > PROGETTAZIONE > VALUTAZIONE > INNOVAZIONE > TECNOLOGIE > LINGUAGGI Imparare è qualcosa che va di pari passo con la mancanza di paura. Marco Paolini is magazine è uno strumento di dialogo, servizio, condivisione. Due numeri l anno, in edizione cartacea e in versione digitale, scaricabili su computer, tablet e smartphone. NEWSLETTER is espresso è un appuntamento mensile di informazione e di intervento: attualità, approfondimenti, resoconti delle ricerche e delle attività in corso. SITO WEB is.pearson.it è l indirizzo web dove trovare tutti i materiali del progetto is, le espansioni multimediali e gli approfondimenti.

4 editoriale Nell intervista che apre questo numero, la presidente della Camera Laura Boldrini racconta il suo percorso formativo e professionale, insistendo sul ruolo che vi ha giocato il carattere multiculturale e multilinguistico della sua esperienza presso l ONU. Più oltre, un fisico e un filosofo, Giorgio Parisi e Mauro Ceruti, ci spiegano che cosa sia la complessità e come essa abbia bisogno di un linguaggio che la possa descrivere e concettualizzare. Mentre è chiaro che l educazione economica e finanziaria, nella quale è ormai impossibile non riconoscere una competenza-chiave di cittadinanza, si traduce innanzitutto nella padronanza di un lessico che è tecnico ma al tempo stesso, nell èra dello spread, parte del linguaggio quotidiano. Dunque: il linguaggio e la parola come strumenti di comprensione del mondo e di comunicazione interpersonale. Proprio qui si apre un problema, che un linguista non certo facile ai sensazionalismi come Tullio de Mauro denuncia in preoccupante crescita in Italia (oltre che in Europa): sempre di più sono quelli che sanno decifrare un testo ma non capirlo. Sono, con termine tecnico, analfabeti funzionali. Periodicamente, quando si pubblicano i dati delle indagini nazionali e internazionali sulle competenze linguistiche dei giovani (INVALSI e PISA) si alzano querimonie e lamenti: sul banco degli accusati, naturalmente, la scuola, le nuove tecnologie, la televisione Poi non è che succeda granché. Forse perché accrescere le competenze linguistiche non è percepito davvero, nella pubblica opinione, come un grande obiettivo nazionale. Ricette non ce ne sono; ma certo non si faranno passi avanti senza creare un contesto in cui la straordinaria importanza e ricchezza della parola - dentro la società moderna, non contro di essa siano comprese e diffuse. La scuola e l educazione vi possono e devono giocare un ruolo decisivo. Perciò abbiamo dedicato alla Lingua salvata il dossier che fa da perno a questo numero is. L editore

5 Imparare è un verbo ricco di significati. Imparare vuol dire migliorarsi, crescere, vivere senza barriere. Non solo a scuola ma ovunque, e a qualunque età. Il nostro sogno? Un mondo dove la scuola sia di nuovo considerata maestra, perché i buoni insegnanti aiutano a crescere. Un mondo dove anche chi è adulto possa continuare a imparare per realizzare i propri desideri. Noi di Pearson ci crediamo. A questo lavoriamo. direzione Massimo Esposti comitato editoriale Marika De Acetis Luciano Greco Elena Grossi Marina Loffi Randolin Paolo Magliocco Valentina Murelli grafica Antonella Regina ricerca iconografica Cecilia Lazzeri correzione bozze Elisa Manera immagine di copertina Manuela Boldi Rivista aperiodica distribuita gratuitamente nelle scuole, pubblicata da Pearson Italia S.p.A. Si autorizza la riproduzione dell opera purché parziale e a uso non commerciale. L editore è a disposizione degli aventi diritto per eventuali non volute omissioni in merito a riproduzioni grafiche e fotografiche inserite in questo numero. is è un marchio di proprietà di Pearson Italia S.p.A. Corso Trapani Torino RI M Stampato per conto della Casa Editrice presso Arti Grafiche DIAL, Mondovì (CN), Italia Tutti i diritti riservati 2013 Pearson Italia S.p.A.

6 sommario Portfolio Intervista Laura Boldrini, L'inquietudine e la costanza Una vita alla continua ricerca del nuovo, senza perdere di vista i propri punti fermi di Farian Sabahi 12 Maghi dei numeri per un giorno. Torino Toccare il cielo con un dito. Nus, Valle d'aosta Osha, mikono! 6 Nairobi, Kenya Esperienze: la scuola si confronta La scommessa economica Il punto sull'alfabetizzazione economico-finanziaria nelle scuole italiane. E l'esigenza di un progetto unitario di Paolo Prati 18 Dialogo In viaggio nella complessità Giorgio Parisi, fisico e matematico, incontra Mauro Ceruti, filosofo della scienza di Paolo Magliocco 25 Esperienze: la scuola si racconta La matematica non convenzionale Studenti, docenti e ricercatori universitari insieme per trasformare una materia astratta in un'avventura di Eleonora Viganò 32

7 sommario 36 La lingua salvata Dossier Otto riflessioni sull'importanza di conoscere e padroneggiare la lingua italiana ITALIANO > pag. 39 Se 2000 parole posson bastare di Luca Serianni Tecnologia della comunicazione > pag. 42 La miniera digitale, intervista a Gino Roncaglia di Nicola Tramontana Sociolinguistica > pag. 48 Gioventù creativa, intervista a Michele Cortelazzo di Paolo Panella LETTERATURA MIGRANTE > pag. 53 Io, venditore di italiano di Pap Khouma ITALIANO > pag. 59 Una lingua sempre più amata di Giuseppe Patota Linguaggio scientifico > pag. 64 Nessuna è come la madre di Maria Luisa Villa Linguistica computazionale > pag. 69 Matematica, bit e parole di Mirko degli Esposti ENIGMISTICA > pag. 75 Parlare è un po' giocare di Ennio Peres Eppur si muove Benchmark La difficile arte di valutare l'istruzione La difficoltà di preparare prove standardizzate valide per tutti di Roberto Ricci Quel buco che riempie un vuoto Un modo nuovo di apprendere, 80 dalle periferie urbane dell'india di Donato Ramani Che cosa significa saper leggere L'allarme per l'analfabetismo funzionale di Silvia Paris

8 sommario Cittadinanza Piccoli cittadini crescono Educare alla cittadinanza attiva, uno studio comparativo in Europa di Erica Cimò 101 Esperienze: oltre la scuola Il valore della conoscenza Perché la conoscenza è diventata il bene più prezioso e come si può metterla a frutto 96 di Isabella di Nicola is continua: - online, sul sito is.pearson.it - con la newsletter is espresso: scopri sul sito come iscriverti - nei social network: twitter.com/is_pearson

9 sommario Focus Tech 107 Uniti si impara Idee per sfruttare al meglio le nuove tecnologie nella scuola di Filippo Bonaventura Dalla tavoletta al tablet Miti e realtà della tavoletta elettronica e del modo in cui può essere usata in classe di Marco Meschini Laboratorio Pearson E tablet sia! Viaggio in un liceo laboratorio che ha deciso di mettere i tablet alla prova di Davide Coero Borga L'aiuto che vale L'importanza delle tecnologie assistive per i DSA di Stefano Federici e Cristina Gaggioli 4C per disegnare il futuro Quali sono i concetti chiave per la formazione dei giovani? di Donato Ramani 116

10 PORTFOLIO MAGHI DEI NUMERI PER UN GIORNO Torino Foto: Pasquale Juzzolino/FGA Il mondo magico della matematica può aprire le porte all improvviso ai bambini delle scuole elementari e rivelare, almeno per un giorno, i suoi tesori e i suoi misteri. Così è successo a Torino, grazie alla collaborazione tra la Fondazione Agnelli, l associazione culturale CentroScienza, l Ufficio scolastico regionale e le facoltà di matematica e fisica dell Università, che hanno organizzato il primo workshop La matematica conta, dedicato a 400 allievi delle scuole primarie del Piemonte. Nelle grandi sale del Museo dell auto i bambini hanno potuto giocare con la logica, i calcoli e la statistica aiutati dai ricercatori universitari e dal fatto di trovarsi in un ambiente così diverso da quello dell aula di una scuola. L obiettivo è trasmettere non tanto conoscenze quanto, proprio come nel libro di Hans Magnus Enzensberger, Il mago dei numeri, lo stupore e il fascino del contatto quotidiano con una materia così rigorosa da apparire fredda, ma in grado di aiutare grandi e piccoli a tentare di comprendere e dominare l incertezza del mondo. P.M.

11 PORTFOLIO Toccare il cielo con un dito Nus, Valle d Aosta Foto: NUS Il telescopio punta dritto su Saturno, il gigante gassoso che, con i suoi anelli, è una delle meraviglie del Sistema solare. All Osservatorio astronomico della Regione autonoma Valle d Aosta di Lignan, nel comune di Nus, è una delle serate dedicate alle scuole superiori, ma sulla terrazza didattica si alternano bimbi e ragazzi di ogni età e anche adulti. In un incontro tipo si imparano a riconoscere le costellazioni, si ascoltano esperti raccontare di pianeti, evoluzione stellare o buchi neri e, grazie ai 7 telescopi disponibili, si possono guardare immagini spettacolari. Anelli di Saturno compresi. Un occasione unica perché, a differenza di quanto accade con altre discipline scientifiche, l astronomia è davvero difficile da toccare con mano. All Osservatorio ci si riesce, anche perché qui non si fanno solo didattica e divulgazione, ma pure ricerca, quella vera, con progetti che spaziano dallo studio della corona solare a quello degli asteroidi, dalle indagini sulle emissioni luminose delle galassie attive a quelle sui pianeti extrasolari. E così si può scoprire dal vivo in che cosa consista davvero il lavoro spesso misterioso dell astronomo. V.M.

12 PORTFOLIO OSHA MIKONO! (lavati le mani) Nairobi, Kenya Foto: Xinhua/Eyevine/Contrasto Da qualche anno c è anche la giornata mondiale del lavarsi le mani, messa a calendario il 15 di ottobre. Verrebbe da sorridere, senonché in questo caso la faccenda è di non poco rilievo, e i dati sono drammatici. Oltre due milioni di bambini sotto i cinque anni muoiono ogni anno di diarrea e polmonite, una cifra che potrebbe drasticamente abbassarsi se si diffondesse l abitudine di lavarsi le mani con il sapone. Il CDC (Center for Diseases Control) di Atlanta ha valutato che questa forma di vaccino fai da te ridurrebbe fino al 50% la mortalità da infezioni gastroenteriche e dal 20 al 40% quella da gravi affezioni polmonari. Senza contare che queste malattie sono massimamente responsabili delle assenze a scuola. La promozione di una simile pratica con qualunque mezzo può diventare una pietra miliare nel miglioramento delle condizioni di salute di moltissime persone, non solo, anche se lì prioritariamente, nei cosiddetti paesi in via di sviluppo. Si tratta inoltre di una pratica poco costosa e di relativamente facile e capillare attuazione. Il Kenya è tra le nazioni più impegnate nella campagna, e intende coinvolgervi oltre un milione di abitanti. M.L.R.

13 INTERVISTA L inquietudine e la costanza di Farian Sabahi

14 intervista La presidente della Camera Laura Boldrini racconta sé stessa, tra la smania di conoscere e viaggiare e un impegno che dura da sempre a favore delle persone svantaggiate, l importanza dello studio e quella dell esperienza sul campo, la necessità delle regole e la capacità di cambiare idea. Una vita alla continua ricerca del nuovo senza mai perdere di vista la necessità di trovare una sintesi. E una mediazione Laura Boldrini sul suo seggio di Presidente della Camera: è stata eletta il 16 marzo Foto: Augusto Casasoli/A3/ Contrasto Dare delle regole talvolta può essere pesante, ma è un atto d amore perché solo così i figli diventeranno adulti Laura Boldrini Sono cresciuta in provincia di Ancona e ho trascorso l infanzia nella campagna di Jesi. Quell ambiente provinciale ha stimolato la mia curiosità, il desiderio di conoscere e andare oltre. In un certo senso il percorso che ho intrapreso nasce da queste esperienze giovanili». Così racconta se stessa, sorridendo, Laura Boldrini, nella penombra del suo ufficio a palazzo Montecitorio in un caldo pomeriggio estivo. Cinquantadue anni, marchigiana, presidente della Camera dei deputati dal marzo 2013 dopo più di quattordici anni come portavoce dell Alto commissariato dell ONU per i rifugiati. «Tanti anni di impegno nelle agenzie delle Nazioni Unite mi stanno tornando utili in politica. L esperienza di mediazione maturata all ONU, diversa rispetto a quella di coloro che hanno una formazione di partito, è importante per chi deve essere super partes». Presidente, nella sua storia emerge l intreccio tra lo studio e i viaggi, i libri e l esperienza sul campo. Che peso dà alla formazione? La formazione fornisce gli strumenti essenziali per interpretare la realtà ed è alla base della consapevolezza: difficilmente si è consapevoli senza una formazione adeguata. Quando la scuola forma bene, fornisce gli strumenti per diventare buoni cittadini. Lo stesso vale per le istituzioni: quando sono buone, suscitano rispetto e facilitano il compito di diventare buoni cittadini. In questo senso, gli insegnanti svolgono un ruolo di fondamentale importanza perché sono il baluardo della legalità, anche nei contesti più difficili. Un ruolo non sempre riconosciuto. Per questo sarebbe opportuno dar loro un riconoscimento materiale e sociale, affinché si sentano essenziali nella formazione dei giovani. Vedere gli insegnanti lavorare con poche risorse deve far riflettere. In tempo di crisi la scuola non andrebbe penalizzata. Al contrario, è nei periodi di maggior incertezza che la scuola e la cultura dovrebbero essere sostenute come fanno tanti Paesi emergenti investendo nella ricerca, nell educazione e nell innovazione, riuscendo così a far decollare l economia.

15 Come è stato il rapporto con i suoi genitori, l uno avvocato e l altra insegnante d arte e antiquaria? Quanto hanno contato nelle sue scelte? Come la scuola, anche la famiglia è fondamentale. Mio padre era severo, poco incline alla modernità, nel tempo libero amava studiare e non era granché disponibile a relazionarsi con noi figli. Se da mia madre ho imparato l empatia con gli altri, a socializzare e a entrare in contatto con le persone, da mio padre ho acquisito il rigore, il senso delle regole, il rispetto dell impegno preso, che per me diventa un imperativo. Laura Boldrini parla con alcuni rifugiati palestinesi e iracheni durante una visita come portavoce dell UNHCR a Riace (Reggio Calabria). Foto: Antonio Zambardino/ Contrasto Lei ha una figlia, studentessa in un ateneo inglese. Quanto conta dare delle regole, anche severe, ai figli? O forse imporre dei limiti è un modo superato di porsi? I genitori devono saper ascoltare i figli e avere un rapporto aperto con loro, ma devono anche essere normativi e quindi dare delle regole. Talvolta può essere pesante, ma è un atto d amore perché solo così i figli diventeranno adulti, facendosi carico delle loro responsabilità. Porre dei limiti, per esempio nelle uscite, è assolutamente positivo e sotto sotto i ragazzi

16 intervista È necessario rivoluzionare l immagine femminile, perché incide sul rispetto nei confronti delle donne Laura Boldrini lo apprezzano. Le regole si possono anche non rispettare, ma se questo accade bisogna sapere dare delle motivazioni ed essere all altezza della sfida: una sfida che rafforza i giovani. C è un momento in cui ricorda di aver deciso quale sarebbe stato il suo futuro? Oppure il suo impegno si è definito passo dopo passo? Durante il mio primo viaggio in America centrale ho capito che non avrei trattenuto la curiosità: come si fa a vivere tutta una vita senza sapere che cosa c è oltre? È scattata la frenesia di conoscere altre dimensioni, culturali e religiose. Ho capito che quello che è assoluto in un luogo non lo è altrove, e ho relativizzato. È successo, per esempio, quando ho notato che una religione così sentita in un paese è invece demonizzata in un altro. Viaggiando si ha uno sguardo talmente diverso che si è obbligati a realizzare una sintesi. E nella sintesi c è la maturità di chi riesce a prendere il meglio delle cose. Oggi questa conoscenza mi porta ad avere una maggiore capacità di mediazione rispetto a chi è cresciuto e ha vissuto con le stesse convinzioni di sempre, le stesse idee dei genitori e dei nonni. Come è cominciata la sua avventura nelle agenzie dell ONU? Ho fatto il concorso per JPO, Junior Professional Officer, sono stata selezionata, da lì ho iniziato a lavorare prima alla FAO e al World Food Programme, l agenzia delle Nazioni Unite per i programmi alimentari di emergenza, poi all Alto commissariato per i rifugiati. Volevo dare un senso alla mia vita. Mi piaceva scrivere e raccontare, ma non mi bastava. Allora ho pensato che lavorare al servizio di una causa umanitaria potesse darmi più motivazione rispetto al solo scrivere. Per questo ho lavorato ventiquattro anni in varie agenzie delle Nazioni Unite. Cosa vuol dire essere dipendenti di un organismo così complesso come le Nazioni Unite? E come si impara a collaborare in ambito internazionale? È un esercizio di convivenza tra più culture: i miei superiori sono sempre stati stranieri e quindi ho lavorato in lingue diverse dall italiano. Quasi sempre in inglese, francese, spagnolo. Certo, in Italia si usa anche l italiano, ma la nostra non è una lingua ufficiale delle Nazioni Unite. In un ambiente del genere bisogna avere la flessibilità per confrontarsi con persone di formazione diversa, è un esercizio di convivenza. Un esercizio a doppio senso: si impara e si insegna. Ci sono cose che ha imparato sul campo e che dovrebbero invece far parte del percorso di ognuno? La formazione scolastica, teorica, pone le basi, ma è l esperienza diretta a darti una marcia in più. Solo sul campo puoi mettere a frutto quello che hai imparato sui libri. Lei presta grande attenzione alla comunicazione attraverso i social media, come Facebook e Twitter, che aggiorna quotidianamente. Non crede siano mezzi troppo frettolosi e superficiali per affrontare certi argomenti? I social media sono uno strumento al servizio dei diritti, lo abbiamo visto in Iran, in Turchia e nei Paesi arabi. Di fatto la società è sui social media, che riescono a combattere la solitudine e a colmare il divario tra istituzioni e società civile. Per questo credo sia giusto e opportuno che le istituzioni comunichino anche attraverso questi mezzi, che le rendono più trasparenti e sono un modo per arrivare a persone che altrimenti non si interesserebbero alla politica.

17 intervista Le istituzioni devono fare uno sforzo di comprensione e trasparenza, e in questo i social media sono utili. Ora vorrei che la Camera diventasse la casa della buona politica e per questo stiamo avviando una campagna di ascolto, sul web. Una delle sue battaglie è sul diritto di cittadinanza: perché è tanto importante concedere, con lo ius soli, la cittadinanza ai figli degli immigrati nati e cresciuti sul territorio italiano? Concedere la cittadinanza a questi giovani significa da una parte dar loro un senso di appartenenza e dall altra ottenere maggiore coesione sociale, e quindi una società meno segmentata. Non dare il diritto di cittadinanza a questi ragazzi, che spesso non sono mai stati nel Paese di origine dei loro genitori e non ne parlano la lingua, significa perdere risorse. È la contemporaneità a chiederci di coinvolgerli. Va a vantaggio del nostro Paese, lo arricchisce senza togliere nulla agli altri. Perché dare diritti a una categoria non vuol dire toglierli ad altri. Un altra sua battaglia è quella contro i femminicidi: che cosa resta da fare dopo la ratifica della Convenzione di Istanbul, sulla prevenzione della violenza sulle donne e contro la violenza domestica? Il Parlamento italiano ha compreso l importanza di prevenire la violenza contro le donne, mettendola al centro del dibattito. Camera e Senato hanno sottoscritto la posizione secondo cui la violenza contro le donne è un fatto gravissimo e rientra nell ambito dei diritti umani. Adesso occorre mettere in atto tutte le misure, anche preventive, previste Un lungo impegno nella cooperazione Nata a Macerata nel 1961, Laura Boldrini è laureata in Giurisprudenza ed è giornalista pubblicista. Si è sempre occupata di cooperazione e nel 1989 ha cominciato a lavorare per le Nazioni Unite. Dal 1998 al 2003 è stata portavoce dell UNHCR, l Alto commissariato dell ONU per i rifugiati. Su questa sua esperienza ha scritto un libro, Tutti indietro (Rizzoli). È stata sposata e ha una figlia, Anastasia, nata nel Nel 2013 è stata eletta alla Camera dei deputati nelle liste di Sinistra, ecologia e libertà. Libro preferito. Negli ultimi tempi ho letto con piacere Chicago dell egiziano Ala al-aswani e Il fondamentalista riluttante di Mohsin Hamid. Tornando indietro con gli anni, sono stati determinanti Il giardino dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani, Il diario di Anna Frank, Il barone rampante di Italo Calvino. Film. Viva la libertà di Roberto Andò. E soprattutto Lincoln di Steven Spielberg, una bella rappresentazione di come la politica debba talvolta essere un po cinica per ottenere grandi traguardi di civiltà (e per me solo in questi casi). Brani musicali. Tutti i cantautori e i Radiodervish, un gruppo italiano di world music. Un luogo in cui tornare. Vorrei tornare in tutti i Paesi in cui sono stata per vedere come sono cambiati, ma non credo che ci riuscirò!

18 intervista Laura Boldrini con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Foto: Antonio Scattolon/A3/ Contrasto dalla convenzione: la formazione delle forze dell ordine, i finanziamenti alle case rifugio, l offerta di alternative alle donne che vogliono sfuggire alla violenza. È una battaglia culturale, a 360 gradi. Sono tanti gli elementi da tenere in considerazione, in primis il basso tasso di occupazione delle italiane: nel nostro Paese solo il 47% delle donne lavora, ma senza un reddito non si è indipendenti e non si riesce a sfuggire alla violenza. In secondo luogo dobbiamo riflettere sulla comunicazione pubblicitaria e televisiva che veicola un immagine di donna-corpo, muta, ridotta a presenza fisica e quindi oggetto. Ma di un oggetto l uomo fa quello che vuole. Ed è breve il passo verso la violenza. È necessario rivoluzionare l immagine femminile, perché incide sul rispetto nei confronti delle donne.

19 Esperienze: la scuola si confronta di Paolo Prati

20 esperienze: la scuola si confronta Altro che scienza triste. Portata nelle aule scolastiche, messa a contatto con gli studenti di ogni livello, vissuta come l irruzione del mondo reale tra i muri di scuola, l economia si libera d incanto della sua sinistra fama di argomento noioso e per niente allegro, e diventa attraente e piena di risorse. Se si guarda quello che succede nelle scuole sul tema dell educazione economica, sono due gli aspetti che emergono. Il primo è che il numero di scuole, di classi, di docenti e di ragazzi coinvolti continua a crescere, anno dopo anno, senza sosta. Quaranta scuole su cento dichiarano di aver partecipato durante gli ultimi tre anni a qualche progetto, ancora di più nelle regioni del Nord e nelle scuole secondarie di secondo grado. Certo, siamo ancora al di sotto di un livello che possa far pensare che presto tutti i ragazzi durante il loro percorso scolastico avranno l occasione di una formazione, seppure solo sporadica, su tali argomenti. E, come tutti dicono, la crisi economica sempre più profonda (arrivata in Italia al quarto anno consecutivo) è stata di sicuro un forte incentivo a parlare di più, durante le ore di lezione, di quello che succede nel mondo della finanza, del lavoro, delle industrie, dei mercati. Il fatto che molti ragazzi sperimentino attraverso le proprie famiglie problemi come disoccupazione, cassa integrazione, difficoltà a mantenere il proprio tenore di vita ha reso inevitabile discuterne con loro. Sappiamo che l educazione economica è importante e che nella scuola funziona. Per compiere il passo decisivo serve uno schema d insieme Però, e questa è la seconda evidenza, nelle scuole il confronto non ha mai preso un intonazione depressiva, non è mai stato vissuto come la necessità di difendersi da un pericolo, incombente e inesorabile. In qualche modo, parlare di economia ha significato aprire la mente alla possibilità di affrontare i problemi, anziché subirli. In principio, nessuno saprebbe dire quando, a portare un po di scienza economica tra le mura scolastiche furono probabilmente professori con l occhio particolarmente lungo e attento e genitori con qualche competenza in materia, per esempio perché docenti universitari. Erano incontri dedicati a trasmettere qualche concetto di base o anche solo a spiegare fenomeni un po magici, come il valore che tutti attribuiamo a un pezzo di carta chiamato banconota. Poi sono state le banche a proporre alle scuole di cominciare a spiegare concetti come il risparmio, il tasso di interesse, l accumulo di un capitale. Con un reciproco vantaggio: per i docenti di avere a disposizione qualcuno in grado di parlare di ciò che nei programmi scolastici e nei libri di testo non c è, per le banche di avvicinare i ragazzi al proprio mondo.

21 esperienze: la scuola si confronta Il percorso verso la cittadinanza economica di Arrows & Letters COmE percorso DI INSEGNAmENTO TRASvERSALE A DIvERSE materie 49,9% 38,2% 5. PER LE scuole dovrebbe EssERE INsEgNATA COsì COLLOCANDO ARGOmENTI SpECIfICI NELL AmbITO DI CITTADINANzA E COSTITuzIONE COmE materia AuTONOmA 11,9% SCARSO INTERESSE DELLE famiglie SCARSO INTERESSE DEI DOCENTI SCARSO INTERESSE DEGLI STuDENTI DIffICOLTà LEGATA ALL ESTEmpORANEITà DELLE INIzIATIvE REALIzzATE basso COINvOLGImENTO DEL CORpO DOCENTE DIffICOLTà DEGLI STuDENTI NELLA COmpRENSIONE DEI CONTENuTI proposti DIffICOLTà DI COINvOLGImENTO DEGLI STuDENTI 28,5% 21,2% 20,0% 9,9% 5,0% 3,8% 2,1% 4. PRINCIPALI CRITICITà delle INIZIATIVE messe IN CAmPO EDuCAzIONE ALL utilizzo CONSApEvOLE DEL DENARO 18,1% CONOSCENzA DEL SISTEmA bancario CONOSCENzA DEL DENARO, DEI prezzi E DELLA moneta EDuCAzIONE ALL ImpRENDITORIALITà GESTIONE DEL budget problem SOLvING EDuCAzIONE AL RISChIO CONSumO presente E CONSumO futuro prevenzione DELL INDEbITAmENTO 14,6% 13,5% 10,6% 9,0% 8,1% 7,4% 6,8% 4,8% 3,6% EDuCAzIONE previdenziale 3. I TEmI TRATTATI NEI PROgRAmmI FORmATIVI SCuOLA SECONDARIA II GRADO 62,2% SCuOLA SECONDARIA I GRADO 30,9% SCuOLA primaria 29,8% 2. scuole CHE HANNO ORgANIZZATO PROgRAmmI GENITORE O GRuppO 0,4% CONSIGLIO DI ISTITuTO 1,1% CONSIGLIO DI CLASSE 8,4% SINGOLO DOCENTE 26,3% DIRIGENTE SCOLASTICO 29,1% GRuppO DI DOCENTI 34,7% Fonte: Fondazione Rosselli Le esperienze di educazione alla cittadinanza economica. 1. CHI PROPONE L INIZIATIVA

22 esperienze: la scuola si confronta La sede della Banca Centrale Europea a Francoforte. Nella pagina di apertura, la statua del toro di Bowling Green park, vicino alla Borsa di New York di Wall Street, opera di Arturo Di Modica e simbolo dell'andamento positivo della finanza. Foto: Eightfish/Getty La prima vera svolta, però, è stata nel 2004, quando il consorzio Patti Chiari, nato l anno prima per aumentare la trasparenza del sistema bancario e la fiducia da parte dei cittadini, ha dato il via al proprio programma per gli studenti. È stato il primo progetto di livello nazionale e potenzialmente rivolto a tutte le scuole. Semplice, immediato, basato sull incontro di studenti ed esperti per esplorare insieme alcuni argomenti, ha funzionato subito. Così nel giro di poco tempo la sperimentazione è stata estesa a tutti i livelli scolastici, dalla scuola primaria alla secondaria superiore. «La risposta dei docenti è stata subito ottima, abbiamo portato l esperienza al Miur e agli Uffici scolastici regionali e da quel momento le porte sono state sempre più aperte», racconta Alessandro Malinverno, segretario generale di Patti Chiari. Alessandra Franceschi, professoressa di lettere al liceo classico D Azeglio di Torino, è una dei docenti che hanno cominciato per caso a partecipare al programma, appassionandosi subito, e oggi è diventata un punto di riferimento per i suoi colleghi: «Non pensavo che i ragazzi avessero così tanta voglia di impegnarsi. E a me ha dato competenze

23 esperienze: la scuola si confronta in più, stimoli nuovi». Dal 2004, il dibattito sulla necessità di un educazione finanziaria nelle scuole ha cominciato a prendere piede a tutti i livelli, anche grazie all intervento dell Ocse, che nel 2005 ha emanato una direttiva con la quale ha invitato tutti gli Stati a promuoverla. Un passo importante. Grazie all Ocse per la prima volta è stato ufficialmente detto che cosa si intenda con educazione finanziaria, che «può essere definita come il processo attraverso il quale consumatori e investitori possono migliorare la loro conoscenza dei prodotti finanziari e, attraverso l informazione, la formazione e la consulenza indipendente, sviluppare le competenze e la consapevolezza dei rischi e delle opportunità in materia finanziaria, per formulare scelte consapevoli e intraprendere azioni efficaci per aumentare il proprio livello di benessere finanziario». È stata solo la prima mossa di un impegno sempre più deciso che ha portato l Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico a inserire nel test Pisa del 2012 una rilevazione sistematica, estesa alla gran parte dei Paesi che partecipano al test, delle competenze in materia economico finanziaria. Per la prima volta è stato verificato (ma i risultati non sono ancora disponibili) quale sia il livello di preparazione degli studenti di tutto il mondo su questo argomento. Ma anche, o soprattutto, per la prima volta l educazione finanziaria è stata trattata come una componente fondamentale, al pari delle competenze in ambito umanistico o scientifico-matematico, della preparazione scolastica dei ragazzi. Nel frattempo, parecchie cose sono accadute nel mondo e anche in Italia. Un po ovunque i programmi scolastici, e non solo, si sono diffusi. Proprio mentre iniziava la sperimentazione di Patti Chiari anche la Banca d Italia si stava muovendo per fornire alle scuole il proprio aiuto. La banca centrale ha deciso di partire direttamente rivolgendosi a tutti i livelli scolastici e lo ha fatto puntando alla formazione dei docenti anziché al contatto con gli studenti: nel suo progetto i formatori non entrano nelle classi, ma incontrano gli insegnanti, a loro trasmettono i concetti e presentano il materiale divulgativo, spiegando come usarlo, così danno loro gli strumenti per tornare dai propri studenti e affrontare argomenti mai toccati prima. Spetta poi a maestri e professori, però, decidere come sfruttare davvero ciò che hanno in mano, quanto tempo dedicare, come presentare gli argomenti. Naturalmente ci sono anche importanti analogie tra i progetti. Per esempio il fatto di prevedere sempre una valutazione prima e una dopo sulle conoscenze dei ragazzi coinvolti, in modo da poter avere una misura, seppure non precisa, dei risultati ottenuti. E poi l idea di produrre materiale che finisca in mano

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