ASSEMBLEA DI CONFCOOPERATIVE TOSCANA Auditorium della BCC di Vignole Pistoia, 14 novembre 2005

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1 ASSEMBLEA DI CONFCOOPERATIVE TOSCANA Auditorium della BCC di Vignole Pistoia, 14 novembre 2005 Relazione del Presidente Gianfranco Tilli Cari amici, stiamo per concludere il primo biennio del nostro mandato; un periodo in cui le nostre imprese cooperative hanno attraversato una sfavorevole congiuntura non ancora superata. 1 - Economia Toscana Negli ultimi anni l economia toscana ha sofferto, come tutto il Paese, una forte crisi di competitività. La domanda interna è stata fiacca e gli investimenti praticamente fermi. I settori manifatturieri tradizionali hanno rallentato il passo sotto i colpi della concorrenza dei paesi asiatici, perdendo quote sia sul mercato nazionale che su quello internazionale. I settori tradizionali (tessile e calzature) hanno registrato in Toscana anche nel 2004 dei risultati pessimi; tuttavia la produzione industriale nella nostra Regione, secondo i dati IRPET ha registrato alcuni segnali positivi e per la prima volta la variazione delle esportazioni ha ritrovato il segno positivo (+3,1% in termini reali). Per quanto riguarda il turismo, altro settore di primaria importanza nella nostra economia, malgrado le presenze straniere si siano considerevolmente ridotte, la città di Firenze e tutti i luoghi artistici hanno mantenuto un primato di eccellenza fra i luoghi più 1

2 visitati d Italia. Nell area fiorentina sono andate bene le imprese ad alta tecnologia e l industria meccanica (+1,1%). Il 2004 è stato un annata positiva anche per l agricoltura (+18% circa di produzione, sebbene fortemente sfavorita dall andamento dei prezzi relativi). E possibile dire che meccanica ed agricoltura sono i settori che maggiormente hanno contribuito alla crescita del pil regionale, insieme ovviamente all industria edilizia, la cui crescita annua è stata di circa il 2,3%. Fra i settori produttivi con profitti più alti, l energia e le utilities in generale hanno goduto di un largo incremento grazie anche ad un ambiente molto riparato dalla concorrenza. Ovviamente, la scarsa concorrenza si ripercuote negativamente sull efficienza e sul costo dei servizi forniti e mina la competitività del sistema produttivo. Sul fronte dei consumi, va detto che anche nel 2004 è cresciuta la spesa in servizi (sanità e altri servizi sociali: +1,7%; altri servizi pubblici, sociali e personali +3,1%); si può invece parlare di una sostanziale stagnazione dei principali servizi privati. Dovendo fare alcune considerazioni sociali, va notato che la compagine socioeconomica della nostra Regione sta cambiando: la disuguaglianza fra i redditi è leggermente cresciuta e, come anche nel resto d Italia, i lavoratori autonomi hanno goduto di maggiore prosperità. I loro consumi però, si sono spesso rivolti a beni di importazione, dalle automobili a tutti gli altri prodotti di uso comune, contribuendo al peggioramento del deficit commerciale. Sul fronte del lavoro dipendente, le nuove figure 2

3 occupazionali, più flessibili, hanno parzialmente compensato la diminuzione dei posti di lavoro nella grande industria. E sempre ampia la forbice fra domanda e offerta di lavoro fra i soggetti con più alto livello d istruzione. La nostra regione, come molte altre in Italia ed in Europa, sta affrontando la sfida di mantenere il livello di prosperità e benessere raggiunti approfittando della crescita delle economie emergenti. Secondo l esempio di alcune realtà europee, sarebbe opportuno sviluppare un sistema fra imprese, amministrazione e scuola che consenta la diffusione di nuove tecnologie e ponga le condizioni perché il nostro territorio sia centro di destinazione di investimenti stranieri in ricerca e tecnologia come avvenuto nelle regioni di Baviera, catalogna e Ile de France. In termini di efficienza e competitività, ma anche in un ottica redistributiva, va affrontato il problema della produzione e distribuzione di energia. D altronde si tratta di una questione che non ha solo aspetti economici (efficienza produttiva, benessere dei consumatori, dipendenza da materie prime importate), ma importanti risvolti ambientali per un generale miglioramento della qualità della vita. Dovrà infine essere affrontato, con efficienza e sensibilità, il problema del sostegno e della cura di anziani e disabili. Con la consapevolezza che la percentuale di popolazione attiva sul totale è sempre minore, mentre la vita media si allunga. 3

4 Nel quadro attuale della finanza pubblica, è difficile prevedere che dalla stessa possa provenire un auspicata spinta per gli investimenti necessari. E piuttosto dagli operatori economici privati ed attraverso diverse forme di impresa e di finanziamento che si possono trovare soluzioni imprenditoriali ed organizzative appropriate. 2 TOSCANA 2020 Sicuramente, il più plausibile quadro futuro va nel senso di un assestamento delle attuali condizioni, con accentuazione di alcune tendenze già in atto: progressivo invecchiamento della popolazione, crescente quota di stranieri nel Paese, chiusura di unità produttive impegnate nei settori a basso valore aggiunto. La scommessa economica sta nella valorizzazione delle risorse esistenti, tutelando il patrimonio artistico e culturale, sostenendo l agricoltura d eccellenza, incoraggiando le imprese ad adottare scelte strategiche di sviluppo tecnologico. La scommessa sociale sarà invece di tutelare la popolazione più anziana, creare posti di lavoro, favorire l integrazione degli stranieri presenti sul territorio. In un simile contesto c è ancora più spazio per un modello imprenditoriale basato sulla centralità della persona umana come le cooperative che possono essere ancora la soluzione che coniuga efficienza e socialità, solidarietà e democrazia economica. 4

5 3 LE PROPOSTE DELLE IMPRESE PER IL RILANCIO DELLA COMPETIVITA E DELLO SVILUPPO In questo quadro assume rilevanza strategica il documento sottoscritto a Roma il 21 settembre 2004 da tutte le Associazioni di categoria imprenditoriale e inviato al Presidente del Consiglio al fine di tracciare, e cito testualmente, un percorso comune che identifichi obiettivi e strumenti di un azione volta ad ottenere risultati concreti e verificabili, nella piena consapevolezza che le nuove sfide richiedono un impegno deciso delle forze sociali e produttive a confrontarsi e a lavorare insieme in modo coeso e solidale. Sono proposte che servono per recuperare competitività ma anche per affrontare con più serenità il futuro, e cito ancora: per innalzare in modo consistente il tasso di crescita potenziale dell economia italiana, avviando, anche attraverso la riduzione della pressione fiscale, una stagione di investimenti privati e pubblici che facciano da volano per rilanciare lo sviluppo del Paese, rafforzare la domanda interna e i consumi delle famiglie. Come ricorderete il documento consta di tre parti. La prima illustra politiche di rafforzamento della competitività ( es.: azione di semplificazione delle procedure amministrative, riduzione dei ritardi dei pagamenti della Pubblica Amministrazione, revisione delle proposte per la modifica del titolo V sul Federalismo, liberalizzazione dei mercati, riforma delle procedure concorsuali, proseguimento della lotta 5

6 contro l illegalità, la criminalità e il sommerso, e quindi contro anche la vasta area dell evasione fiscale e contributiva). La seconda parte tratta delle politiche per lo sviluppo e la revisione del sistema degli incentivi (es.: la valorizzazione del territorio, investimenti in infrastrutture, ricerca e innovazione, sviluppo della formazione continua, introduzione di strumenti certi di sostegno alle imprese, riconoscimento dell importanza dei confidi, crescita dimensionale delle realtà produttive) La terza parte tratta infine delle riduzione della pressione fiscale. Tutti questi temi erano stati ampiamente trattati dalla nostra Confederazione già negli anni precedenti alla crisi economica e non è un caso se la nostra Organizzazione ha partecipato attivamente alla redazione del documento citato. Ogni incontro è stato l occasione per riflettere sul presente e sul futuro della nostra società civile e sull assetto delle imprese cooperative per contribuire fruttuosamente allo sviluppo del Paese secondo i principi della dottrina sociale della Chiesa. 4 L impegno di Confcooperative Toscana E ancora fresco nella memoria il ricordo dei lavori della nostra Assemblea del 20 febbraio Ripetiamo, anche in questa circostanza, i valori, i proponimenti ed i programmi illustrati e approvati durante quella 6

7 Assemblea. Si tratta di progetti elaborati per sostenere il consolidamento e lo sviluppo delle imprese cooperative in un momento di trasformazione del sistema produttivo; trasformazione imposta dall evoluzione dei mercati e dalla connessa crisi economica. Durante l Assemblea del 20 febbraio 2004 furono trattati temi politici, economici e sociali. Furono confermate linee politiche ispirate al dialogo ed alla concertazione sociale con le istituzioni pubbliche e con gli attori dell economia toscana. Furono individuati obbiettivi per il cd terzo tempo della cooperazione e cioè lo sviluppo delle imprese cooperative in termini imprenditoriali e sociali. Furono avanzate proposte per la capitalizzazione delle cooperative, lo sviluppo di una finanza di sistema, la crescita dimensionale delle nostra imprese attraverso strumenti di integrazione imprenditoriale e il potenziamento delle attività di formazione. A pochi mesi dalla conclusione di un biennio si può affermare che la nostra struttura partecipa in modo propositivo, nelle sedi istituzionali, alla elaborazione delle politiche per rilanciare sviluppo e competitività sul territorio regionale tenendo sempre presente le peculiarità della nostra natura imprenditoriale e della nostra origine. 7

8 Siamo ormai ad un passo dall approvazione della legge regionale sulla cooperazione. Prosegue la collaborazione con la Federazione Toscana delle BCC nell ottica di realizzare, per quanto possibile, una finanza di sistema. La nota convenzione dell Unione con le BCC è stata adottata anche presso altre Unioni regionali. Entro questo mese si aprirà presso la nostra sede un agenzia territoriale di Fidicooptoscana. Tale iniziativa è da ricondursi nell ambito del più ampio progetto dello Sportello Servizi finanziari e creditizi, in corso di allestimento con la collaborazione di ambienti universitari ed ex-dirigenti bancari. Sono già stati realizzati progetti per la capitalizzazione e il consolidamento delle passività a breve. Di quello che abbiamo fatto si è reso puntualmente conto attraverso i nostri strumenti di comunicazione: la news on line, i siti web, etc. Nel corso del 2006 cercheremo di potenziare ulteriormente gli uffici delle Federazioni di settore per erogare servizi informativi e consulenziali sia di ordine tecnico-organizzativo che commerciale, legale e sindacale. Organizzeremo corsi di formazione a livello manageriale. Sarà messa a punto un ipotesi di lavoro per un maggior coordinamento fra i centri di servizio locali, utilizzando proficuamente le opportunità offerte da Tecnologia e leadership nonché dagli strumenti di servizio previsti nella proposta della nuova legge regionale. Solleciteremo la costituzione di nuove cooperative nei settori dell economia emergente e nel mondo dell utenza e dell energia rinnovabile. 8

9 Sosterremo le nostre cooperative sociali nel difficile compito di favorire l integrazione degli extracomunitari e degli emarginati. Continueremo ad assumere iniziative per lo sviluppo di processi di integrazione anche intersettoriale tra le nostre cooperative. Quest ultimo argomento, di vitale importanza per il recupero di sinergie, economie di scala e competitività, è stato oggetto di discussione nell ambito delle nostre Federazioni di settore e portato oggi alla vostra attenzione. Il 24 novembre p.v., l argomento sarà trattato anche a livello nazionale. L obiettivo che ci poniamo è di essere una struttura regionale all avanguardia in grado di essere al contempo associazione di rappresentanza, erogatore servizi di eccellenza e strumento di progettazione imprenditoriale. Il federalismo, ancora non del tutto compiuto, ci impone questo cambiamento e queste nuove sfide. In questa direzione intendiamo portare il nostro contributo all importante assemblea economico-organizzativa di Confcooperative che si terrà nell autunno Non vi è dubbio che tutto sarà possibile se vi sarà fiducia e desiderio di innovazione da parte delle Associate. 5 La cooperazione per lo sviluppo sostenibile 9

10 Per valori fondanti, tradizioni, metodi operativi e governance, Le nostre imprese ambiscono ad essere strumento di buona occupazione e sviluppo sostenibile. La buona occupazione non può prescindere dalla tutela del rapporto di lavoro, della sicurezza e della garanzia della salute. Lo sviluppo sostenibile non può esistere senza la pace. Ogni forma di violenza, guerra o terrorismo, offende Dio, offende tutto il creato: uccide uomini e ambiente. Le ultime vicende francesi, e parigine in particolare, dimostrano che il Pil non è tutto. Nella prima parte di questa relazione ho citato una regione europea eccellente, portata come esempio per la crescita della ricchezza e del benessere: mi riferisco a l Ile de France. Ebbene, la regione indicata come modello di sviluppo è stata la più devastata dalla rivolta dei figli degli immigrati. Viene spontaneo ricordare le parole pronunciate da Robert Kennedy quarant anni fa: il PIL è un modello di misurazione della ricchezza ma non misura la salute dei bambini, la qualità della loro educazione e della loro scuola, l integrità di chi serve lo Stato..la qualità della vita. Se vogliamo diffondere uno sviluppo sostenibile dobbiamo impegnarci a trasmettere i principi che stanno alla base del nostro operare quotidiano : La solidarietà, la reciprocità, la trasparenza, la partecipazione democratica alle scelte determinanti della società. In altre parole dobbiamo valorizzare la persona, senza distinzione di razza, colore, religione; dobbiamo mettere la persona, nella sua integralità, al centro di ogni nostra attenzione e considerazione. 10

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