VISTO il Regolamento Didattico di Ateneo (R.D.A.) emanato con D.R. n del 16 luglio 2008 e s.m.i.;

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1 DR/2014/1060 del 15/04/2014 Firmatari: MARRELLI Massimo U.S.R. IL RETTORE VISTO il vigente Statuto dell Ateneo; VISTO il Decreto Ministeriale 22 ottobre 2004 n. 270; VISTO il Regolamento Didattico di Ateneo (R.D.A.) emanato con D.R. n del 16 luglio 2008 e s.m.i.; VISTO il Regolamento per l'istituzione ed il funzionamento dei Corsi di Master universitari di I e II livello emanato con D.R. n del 14 aprile 2010; VISTO il verbale n. 03 del 30/01/2013 con il quale il Consiglio della Facoltà di Architettura ha proposto, tra gli altri, a valere dall anno accademico 2013/2014, la nuova istituzione e l attivazione del Corso di Master universitario di II livello in Project management dello sviluppo e gestione del territorio, secondo il regolamento di funzionamento di cui all allegato I al citato verbale di Facoltà; VISTA la delibera n. 29 del 22/03/2013 con la quale il Consiglio di Amministrazione ha approvato, a valere dall anno accademico 2013/2014, subordinatamente all approvazione di competenza del Senato Accademico, l istituzione del Corso di Master universitario di II livello in Project management dello sviluppo e gestione del territorio, così come deliberata dal Consiglio della Facoltà di Architettura nell adunanza del 30/01/2013, verbale n. 03, dando mandato all Ufficio, laddove necessario, di acquisire le integrazioni e/o modificazioni della proposta di cui trattasi prima della conclusione del relativo iter istitutivo; VISTA la delibera n. 17 del con la quale il Senato Accademico ha approvato, a valere dall anno accademico , l istituzione e l attivazione del Corso di Master universitario di II livello in Project management dello sviluppo e gestione del territorio, secondo la proposta istitutiva di cui al verbale del Consiglio della Facoltà di Architettura n. 03 del 30/01/2013 (allegato I); VISTO il verbale n. 02 del 14/02/2014 con il quale il Consiglio del Dipartimento di Architettura ha approvato la proposta istitutiva del Master di cui alle premesse, emendata secondo le indicazioni dell Ufficio competente (all. M al verbale); DECRETA È istituito, a valere dall'anno accademico 2013/2014, il Corso di Master universitario di II livello in Project management dello sviluppo e gestione del territorio, con sede amministrativa e di didattica presso il Dipartimento di Architettura dell Università degli Studi di Napoli Federico II. Il regolamento di funzionamento del Corso è emanato nel testo allegato al presente decreto, di cui costituisce parte integrante. Ripartizione Affari Generali, Professori e ricercatori Il Dirigente dott. Francesco Bello Unità organizzativa responsabile del procedimento: Ufficio Statuto, Regolamenti e Organi universitari Responsabile del procedimento: Il Capo dell Ufficio ad interim dott.ssa Lucia Esposito IL RETTORE Massimo Marrelli

2 REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL CORSO DI MASTER UNIVERSITARIO DI II LIVELLO IN PROJECT MANAGEMENT DELLO SVILUPPO E GESTIONE DEL TERRITORIO Denominazione del corso Corso di Master universitario di II livello in Project management dello sviluppo e gestione del territorio. Sede amministrativa del corso Dipartimento di Architettura dell Università degli Studi di Napoli Federico II. Breve descrizione degli obiettivi formativi e finalità del corso La visione di una più moderna, efficace ed efficiente Governance del Territorio prende spunto dalla situazione attuale di grave e persistente crisi in cui versa l'economia mondiale, italiana e meridionale in particolare, e dalla constatazione che per tutta una serie di motivi (concorrenza, scarsità di risorse, sovraffollamento, ecc) non possono essere più tollerate le ataviche inefficienze, gli sprechi ed il pressappochismo tipico del costume dei paesi oggi più in difficoltà (Italia, Grecia, Spagna, ecc.). Dalla esperienza acquisita da ognuno nelle proprie attività, infatti, è facile constatare che specialmente nel Sud, ma più in generale in tutta Italia, con rare eccezioni, manca quasi del tutto la cognizione di programmazione e gestione delle attività finalizzate a raggiungere determinati obbiettivi, specialmente se complessi e di lungo termine, tant'è che sono innumerevoli i casi di ritardi infiniti, sprechi, opere mal fatte, occasioni perdute, ecc. Con la definizione, dunque, di Territorio come sintesi delle diverse componenti strutturali, funzionali e sociali dello specifico contesto in cui si vive e si opera, si intende proprio cogliere la complessità da interconnessione della realtà in cui viviamo ed agiamo per giungere, così, a vedere le varie componenti settoriali a cui siamo abituati, come parti componenti a vario livello del Tutto, essenziali, fondamentali, ma sempre parti di un Tutto più grande... che a sua volta dovrebbe essere consapevole di tale sua essenza!!! Se poi si considera che lo sviluppo del Territorio e, ancor più in generale, l'evoluzione della Società avviene per progetti, ossia con azioni coordinate che mirano a raggiungere dei nuovi obiettivi, qualunque essi siano, in un tempo definito, nei costi preventivati e nel rispetto dei requisiti imposti dagli stakehoders (portatori di interesse), risulta lampante che le metodologie e le tecniche del Project Management, opportunamente adattate e contestualizzate, possono essere più che utili per affrontare in modo più integrato ed efficace ogni tipologia e livello di "progettualità" componente. La finalità del Master è dunque, quella di permettere a laureati delle diverse aree: umanistiche, scientifiche ed economiche, nonché ad amministratori interessati, ad acquisire le più opportune conoscenze, abilità e competenze specialistiche, sia dal punto di vista amministrativo, che contabile e tecnico, atte a stimolare e supportare le Pubbliche Amministrazioni e le Imprese private nei loro programmi di Sviluppo del e sul Territorio con iniziative singole e/o raggruppate in programmi, anche integrati Progetto generale dell organizzazione del corso Principali settori SS.DD. di riferimento: Pianificazione e Progettazione Urbanistica e territoriale 08/C Design e progettazione tecnologica dell architettura 12/D1 Diritto Amministrativo.

3 Modalità della didattica e distribuzione delle ore e dei CFU (n.b. se trattasi di corso interateneo distribuire le ore e i CFU sulle singole università sedi di didattica): Il percorso formativo mira a sviluppare competenze interdisciplinari nell ambito della gestione del territorio e a fornire la metodologia P.M. efficace per l approccio ai problemi ad essa connessi; tale metodologia integrerà paradigmi e prospettive proprie delle singole discipline che analizzano da diverse angolazioni le principali criticità inerenti le motivazioni del fermo dell attività pubblica. I discenti inoltre acquisiranno la capacità di lavorare in gruppo, di operare con definiti gradi di autonomia, di programmare, progettare, pianificare e gestire un iniziativa che parte dal privato verso il pubblico o che, su impulso del pubblico, interessa il privato, acquisendo le capacità necessarie per sviluppare proposte di soluzione/sviluppo caratterizzate da concretezza e reale fattibilità, con un ruolo di guida e di supporto anche alle varie successive iniziative da essa innescate. In coerenza con le finalità del master, il percorso formativo proposto è fondato su un approccio teorico ed applicativo pienamente coerente con l evoluzione professionale mondiale ed in particolare con le esigenze della realtà europea. In particolare, per tutta la parte di Project Management del corso, perfettamente allineata con il PMBOK Guide del PMI, si avvarrà dell esperienza e dell apporto del PMI-SIC, il Chapter locale del Project Management Institute, la massima e più autorevole istituzione del settore a livello mondiale. Per i discenti che ne avranno interesse il corso consentirà anche l attestazione dei requisiti formativi necessari a sostenere l esame per acquisire la certificazione internazionale PMI, CAPM o PMP, corrispondente al grado della propria esperienza professionale maturata. In particolare saranno oggetto di approfondimento le seguenti tematiche: Fondamenti di Project Management Fondamenti di Construction Management Il procedimento amministrativo nei tre livelli istituzionali: enti locali, ministeriali e enti nazionali. Organizzazione della P.A. nelle sue diverse articolazioni. Codice LL.PP., forniture e servizi (d.lgs 163/06 s.m.i.) in interazione con il procedimento amministrativo. La finanza locale in comparazione con le risorse finanziarie esterne all'ente. Discipline urbanistiche ambientali energetiche, correlate alla domanda privata. Urbanistica applicata Terzo Settore (socialità) come occasione d'investimento del privato in sinergia con il pubblico. Accordi di Programma, Contratti di Programma, Protocolli d'intesa, quali percorsi per l'incontro della domanda-offerta pubblico/privato. Offerta e gestione delle proposte. Ai fini indicati, il master: comprende attività finalizzate a fornire le conoscenze nei settori indicati, fornisce competenze avanzate sulle principali tecnologie informatiche necessarie per la preparazione di elaborati e documenti progettuali L attività formativa è articolata nei seguenti moduli:

4 N. MODULO DIDATTICO SSD Ore docenza frontali Ore lavoro/studio individuale CFU 1 Fondamenti di Project Management 13/A 08/C Elementi di Construction Management 13/A 08/C 08/A3 3 Il procedimento amministrativo nei tre livelli istituzionali: enti locali, ministeriali e enti nazionali. 12/D1 4 Organizzazione della P.A. nelle sue diverse articolazioni. 12/D1 5 Codice LL.PP., forniture e servizi (d.lgs 163/06 s.m.i.) in interazione con il procedimento amministrativo. 12/D1 6 La finanza locale in comparazione con le risorse finanziarie esterne all'ente. 12/D1 7 Discipline urbanistiche ambientali energetiche, correlate alla domanda privata. 09/C1 08/C 8 Terzo Settore (socialità) come occasione d'investimento del privato in sinergia con il pubblico. 12/E 12/D1 9 L Urbanistica applicata Accordi di Programma, Contratti di Programma, Protocolli d'intesa, quali percorsi per l'incontro della domanda-offerta pubblico/privato.

5 11 Offerta e gestione delle proposte 09/C1 13/A 08/C Tirocinio Prova finale 50 2 TOTALE Fondamenti di Project e Construction Management - Project Management, letteralmente gestione del progetto, è l'impegno di tutti coloro che cercano di contribuire al successo del progetto, applicando conoscenze, capacità e mezzi alle attività necessarie per soddisfare i requisiti degli stakeholder (portatori di interessi), in particolare del cliente. Gli argomenti trattati sono:gestione dell'integrazione di progettol'area di conoscenza integrazione del progetto, che include attività a valenza fortemente integrativa e di coordinamento, non è orientata a uno specifico aspetto della gestione del progetto, al contrario delle altre aree di conoscenza. Essa consiste in tutti i processi necessari per identificare, definire, combinare, unificare e coordinare opportunamente i vari processi e attività di gestione del progetto.gestione dell'ambito del progetto L'area di conoscenza Project Scope Management contiene tutti i processi necessari per assicurare che il progetto includa tutto e soltatnto il lavoro richiesto per giungere al completamento del progetto. La gestione dell'ambito si occupa di identificare, definire, controllare e gestire ciò che deve essere fatto nel progetto, tenendolo ben distinto da quello che invece non deve essere fatto. Gestione dei tempi di progetto L'area di conoscenza Project Time Management riguarda i processi necessari ad assicurare il completamento temporale del progetto nei tempi previsti, eseguiti alla luce delle linee guida definite nello Schedule Management Plan. I processi di gestione dei tempi di progetto e gli strumenti e le tecniche ad essi associati variano in base all'area applicativa del progetto e vengono in genere definiti come componenti del ciclo di vita del progetto.gestione dei costi di progetto L'area di conoscenza Project Cost Management comprende i processi coinvolti nella pianificazione, nella stima, nell'allocazione e nel controllo dei costi affinchè il progetto sia completato nel rispetto del budget approvato. Essa tiene conto principalmente del costo delle risorse umane (costo del lavoro), del costo delle risorse non umane (costo per materiali, attrezzature, apparecchiature, servizi, strutture, ecc.) e anche di particolari categorie come l'accantonamento per inflazione, i costi di contingency, e i costi della qualità. Gestione della qualità di progetto La qualità è il complesso delle caratteristiche di un'entità orientate a soddisfare bisogni dichiarati o impliciti. Nell'ambito del progetto, la gestione della qualità è rappresentata da tutte quelle attività messe in campo allo scopo di assicurare che il progetto soddisfa tutti i bisogni che ne avevano provocato l'avvio. L'area di

6 conoscenza Project Quality Management è strettamente connessa con tutte le altre aree di conoscenza ed in primis con l'area di gestione dell'ambito. Gestione delle risorse umane L'area di conoscenza Project Human Resource Management riguarda i processi necessari per organizzare e gestire le persone del team di progetto. Il project manager dovrà saper adattare le sue caratteristiche e competenze al progetto che è chiamato a dirigere, creando e mantenendo il "clima" adatto per favorire il successo del progetto. Gli è infatti richiesta una flessibilità gestionale di ampio respiro, in quanto ogni progetto è una storia nuova in quanto nuovo è il contesto, nuove le risorse, nuovi gli stakeholder, nuove le situazioni al contorno, potendo essere nuove addirittura le leggi e le regole che dovranno essere seguite (ad es. progetti all'estero). Gestione della comunicazione L'area di conoscenza Project Communications Management riguarda i processi necessari per gestire la tempestiva ed appropriata raccolta, elaborazione, produzione e distribuzione, recupero ed alienazione finale delle informazioni di progetto ormai obsolete. Essa ha un ruolo strategico nel processo di project management in quanto interagisce con tutte le altre aree di conoscenza. Fare Project Communications Management significa identificare e classificare i soggetti interessati alla comunicazione del progetto, definire i corretti flussi della comunicazione, distribuire le informazioni pertinenti, prestare attenzione alle esigenze informative degli stakeholder per garantirne il soddisfacimento e infine generare rapporti sulle prestazioni del progetto. Gestione dei rischi Il rischio è un evento o condizione incerta che, se si verifica, può avere un impatto positivo (opportunità) o negativo (minaccia) su almeno uno degli obiettivi del progetto. La gestione dei rischi di progetto consiste nel processo sistematico di identificazione, analisi e risposta ai rischi di progetto. Comprende sia il massimizzare le probabilità e le conseguenze di eventi positivi, sia il minimizzare le probabilità e le conseguenze di eventi avversi. Gestione dell'approvvigionamento La gestione dell approvvigionamento di progetto è l'area di conoscenza che comprende i processi necessari all'acquisizione di beni, servizi, o risultati esternamente al gruppo di progetto allo scopo di eseguire il lavoro. Riguarda i processi di gestione dei contratti sia in entrata che in uscita. Elementi di Construction Management. Il Construction Management o Gestione di Progetti di Costruzione (CPM) è la pianificazione generale, il coordinamento e il controllo di un progetto edilizio dall'inizio alla fine e mira a soddisfare le esigenze del cliente, al fine di produrre opere funzionalmente e finanziariamente sostenibili. Il CPM è il Project Management che si applica al settore delle costruzioni (3 Fo rum "Construction Management International Project" 26th/27 giugno 2003 a Berlino). Con tale insegnamento sono affrontate le tecniche di project management applicate al progetto di realizzazione di un opera edilizia, secondo le ottiche dei diversi operatori impegnati nel progetto stesso. Si specializza così il ciclo di vita del progetto nel caso specifico di realizzazione di opere architettoniche ed edilizie: definizione degli obiettivi, programmazione (compresa la progettazione), esecuzione dei lavori, controllo. Gli argomenti trattati sono: La fase di Pre-Design La fase di Design La fase di Procurement La fase di Construction

7 La fase do Post-construction Il procedimento amministrativo nei tre livelli istituzionali: enti locali, ministeriali e enti nazionali. Con tale insegnamento s'intende fornire all'allievo lo strumento di comunicazione interno ed esterno della P.A. nelle sue diverse articolazioni, senza mai abbandonare la professionalità privata, ma arricchendola di elementi che la rendano duttile e facilmente plasmabile per superare gli ostacoli che si frappongono fra lo start up e l'obiettivo. Pertanto necessita acquisire una perfetta conoscenza del procedimento amministrativo disciplinato dalla legge 241/90 s.m.i., inserendolo nelle diverse organizzazione del sistema pubblico, evidenziandone la diversa applicazione ma la fermezza dei principi disposti dal legislatore. Con tale imprimatur di conoscenza, anche con la fornitura di dispense agli allievi, si procede con l'analisi delle garanzie e dei controlli che il procedimento mette a disposizione del privato, al fine di sollecitare l'incaricato pubblico all'adempimento dei suoi doveri. Conseguentemente si procede alla simulazione di un'istanza iniziativa del privato verso il pubblico, nelle sue varie articolazioni, elaborandone la sua evoluzione, i tempi e l'individuazione dei punti critici che sono il vero ostacolo che rappresenta il freno dell'iniziativa privata. Subito dopo si procede alla simulazione di un obiettivo del pubblico, quale iniziativa, che intende coinvolgere il privato, nei vari settori di attività, elaborandone la sua evoluzione, i tempi e l'individuazione dei punti critici che sono il vero ostacolo dell'incontro fra l'offerta pubblica e l'investimento privato. Organizzazione della P.A. nelle sue diverse articolazioni Con tale insegnamento s intende fornire all allievo la conoscenza delle istituzioni pubbliche nella loro articolazione verticale ed orizzontale, individuando il punto che più favorisce, per ogni istituzione, l incontro della domanda/ offerta con apertura al nuovo. L acquisizione cognitiva della struttura organizzativa delle istituzioni pubbliche, nelle loro variegate diffusione nei vari ambiti territoriali, deve consentire all allievo la possibilità, concreta, di cogliere i punti di loro possibile connessione ed interlocuzione sia su istanza di una di esse che su istanza del privato. Partendo da una esplicita volontà politico programmatica di una istituzione, scelta di volta in volta nella sua competenza territoriale, si deve simulare il percorso che necessita seguire, nelle varie organizzazioni della P.A., per giungere all obiettivo. Parimenti, partendo da una volontà privata che intende realizzare un progetto, si deve simulare il cammino dell istanza di parte fino a giungere a meta. Codice LL.PP., forniture e servizi (d.lgs 163/06 s.m.i.) in interazione con il procedimento amministrativo. Con tale insegnamento s intende fornire all allievo un manuale operativo di conoscenze che gli consente di verificare, in ogni stato dell evoluzione della pratica connessa al codice, la possibilità d intervento, a mezzo del procedimento amministrativo, per dare impulso e contributo alla definizione della stessa. L iniziativa che da luogo alla pratica di cui al codice, sia essa su iniziativa pubblica (avvisi, bandi, etc.) che privata (finanza di progetto, manifestazione d interesse, concorso di idee, ect.), va simulata nella sua evoluzione, evidenziandone le cause di eventuale fermo e le possibilità d intervento a mezzo del procedimento amministrativo.

8 All iniziativa, nell inquadramento prima detto, si deve aggiungere la individuazione delle responsabilità dei vari incaricati che si susseguono nella sua evoluzione e fino alla sua definizione. Le garanzie a tutela dell interesse pubblico e privato, le possibili azioni da porre in essere. Organizzazione dei lavori pubblici e attività del RUP. Organizzazione dei lavori pubblici: cenni su poteri normativi regionali e locali. I Committenti negli appalti pubblici. L Autorità di vigilanza: funzioni, compiti ed atti. Il contratto di appalto: definizione e caratteristiche. Il contratto di appalto nei lavori pubblici: i lavori e le opere pubbliche; l appalto di forniture e di servizi; i settori esclusi dalla disciplina degli appalti pubblici. La disciplina del Codice Civile: la differenza tra contratto d appalto e d opera; differenza tra lavoro autonomo, ditta artigiana; impresa e società. I soggetti degli appalti pubblici: il RP nell ambito della legislazione sulla semplificazione amministrativa: i requisiti; le funzioni in fase di programmazione, progettazione ed esecuzione. L incarico esterno di supporto al RP. La progettazione: aspetti giuridici, il fondamento normativo del documento preliminare e la sua funzione; le verifiche e le validazioni: loro funzione nella progettazione; il responsabile del procedimento. I soggetti della progettazione: i casi di progettazione interna; la progettazione esterna: ambito di applicazione, casi e problematiche connesse. Il Regolamento n 34/2000, le S.O.A.; la natura giurid ica e i requisiti; le funzioni svolte dagli organismi di attestazione; la funzione e i requisiti richiesti per l attestazione delle imprese; le ipotesi di non obbligatorietà delle certificazioni S.O.A. I soggetti ammessi alle gare: i consorzi; le Associazioni Temporanee di Imprese (il contratto di mandato nel C.C.). Lo scopo delle ATI: tempistica degli elenchi lavori e i termini di presentazione delle istanze); la trattativa privata; le ATI orizzontali; ATI verticali; i requisiti di ammissione (requisiti tecnici e morali). Le modalità di attribuzione degli appalti pubblici: il pubblico incanto, la licitazione privata, la licitazione privata semplificata (la tempistica degli elenchi lavori e i termini di presentazione delle istanze); la trattativa privata; le offerte anomale. La gestione della procedura di gara. I criteri di attribuzione degli appalti pubblici. La disciplina del contratto di appalto pubblico. I termini nel contratto; l esecuzione del contratto; il ritardo e l inadempimento; le penali (la natura giuridica della penale, la disciplina civilistica raffronto con le discipline nella normativa di lavori pubblici). La risoluzione e il recesso nel contratto di appalto di lavori pubblici (i casi di risoluzione del contratto applicabili alla disciplina dell appalto pubblico). Il project financing: cenni. L Ufficio di Direzione lavori. La disciplina delle varianti. Riserve dell appaltatore e accordo bonario. Subappalti, subcontrattazione e normativa antimafia. Collaudi. La disciplina delle garanzie. Sistemi di risoluzione delle controversie: l arbitrato. Profili di giudizio di fronte al T.A.R.. I rapporti con l Autorità di Vigilanza. La legislazione regionale sugli appalti pubblici. Le responsabilità dell appaltatore dopo il collaudo. La denuncia dei vizi da parte della stazione appaltante. I riconoscimenti dei vizi da parte dell appaltatore. L eliminazione dei vizi e delle difformità dell opera. L esclusione e la decadenza della garanzia per le difformità e i vizi dell opera. I vizi e le difformità dovuti alle carenze progettuali. La responsabilità del progettista. La denuncia dell appaltatore. Le situazioni preesistenti. La responsabilità del direttore dei lavori. Le istruzioni errate. L esclusione della responsabilità per i vizi sopravvenuti dopo l approvazione del collaudo. La polizza indennitaria decennale. I gravi difetti. La rovina dell immobile. La finanza locale in comparazione con le risorse finanziarie esterne all'ente. Tale insegnamento vuole dotare l allievo di una conoscenza sufficiente a comprendere gli obblighi legislativi imposti alla finanza pubblica, unitamente a quelli imposti alla finanza di diritto privato. La comparazione delle due impostazione finanziarie è il primo elemento che consente all allievo di poter rilevare le difficoltà che necessita superare per portare a compimento l incarico assunto.

9 La connessione fra la finanza pubblica e privata con il procedimento amministrativo e le criticità dei due sistemi. La simulazione di una iniziativa, su impulso pubblico, privato e pubblico-privato, per la parte finanziaria e le possibilità d intervento nel suo percorso evolutivo fino alla sua conclusione. Discipline urbanistiche ambientali energetiche, correlate alla domanda privata Lo scopo della disciplina è di fornire all'allievo la conoscenza della legislazione di indirizzo che disciplina il territorio e l'ambiente, senza voler in alcun modo sostituirsi agli insegnamenti di settore. La conoscenza del procedimento legislativo che consente la programmazione del territorio, in correlazione a quella relativa alle norme ambientali ed energetiche, consente di individuare le possibilità dell'investimento privato in interazione con il pubblico. La simulazione di una o più proposte del privato e/o del pubblico va seguita nella sua evoluzione in applicazione della disciplina di cui al procedimento amministrativo, in considerazione che ormai tutti i procedimenti nelle varie aree d'intervento, si stanno uniformando ad un unico procedimento. La simulazione di varie ipotesi di iniziativa privata, con la sintesi applicativa delle discipline di cui al capo 4, consentirà all'allievo di individuare subito i margini di convenienza e la fattibilità delle varie proposte. Terzo Settore (socialità) come occasione d'investimento del privato in sinergia con il pubblico La finalità di tale disciplina è di far acquisire, non nel razionale ma nello spirito d iniziativa e quale idea del singolo, all allievo il plus valore aggiunto che il Terzo Settore può rappresentare come motivo d investimento del privato anche a vantaggio del pubblico con erogazione di servizi a costo zero per le istituzioni interessate. L approfondimento della legislazione nazionale e di quella regionale di riferimento territoriale, unitamente ai Piani Sociali di Zona e degli Ambiti territoriali, consente di poter agevolmente inquadrare la problematica per poter impostare un analisi di prefattibilità di una qualsiasi iniziativa. L intersezione applicativa delle conoscenze di cui al punto 5. con la disciplina finanziaria di cui al punto 4., pone l allievo in condizione di poter procedere all elaborazione di proposte progettuali che interessano l investimento privato e pubblico. La simulazione di una o più proposte del privato e/o del pubblico, inserita nel procedimento amministrativo, farà acquisire all allievo la metodologia operativa da seguire, evidenziando i punti di crisi e le eventuali soluzioni idonee a far raggiungere l obiettivo. Accordi di Programma, Contratti di Programma, Protocolli d'intesa, quali percorsi per l'incontro della domanda-offerta pubblico/privato E la disciplina che concretizza le finalità del corso: manager di proposed solution. La comunione delle conoscenze acquisite dalle discipline da 1 a 6, attraverso lo studio e l approfondimento delle varie soluzioni che il procedimento amministrativo consente, pone l allievo nelle condizioni ottimali di offrire la proposta al privato, come al pubblico, quale panacea alle problematiche che esistono e la loro possibile soluzione. Simulando ipotesi formulate dagli stessi allievi del corso, si procede alla loro elaborazione verificandone le carenze e la fattibilità in riferimento agli obiettivi prefissati. Con tale procedure si vuole aumentare il bagaglio di conoscenza, arricchendolo di esperienze e modelli base che possono assumere valore di riferimento in diverse e variegate fattispecie oggetto di istanza di parte e/o di offerte del manager.

10 Offerta e gestione delle proposte Con tale ultimo insegnamento si mira a far giungere l allievo ad un alta professionalità con la consapevolezza che, come la inter disciplina consente di individuare celermente la sintesi della problematica da affrontare, parimenti la costituzione di una task force multi specializzata assume il valore di proposta alla soluzione. Sull assunto detto necessita predisporre esempi di proposte nei vari settori, pubblici e privati, ipotizzando possibili problematiche a cui dare risposta con l offerta. Allo stesso modo occorre che l offerta, nella sua attivazione e prosecuzione, sia gestita e portata a compimento con l indicazione dei costi e dei ricavi per ogni parte attiva e/o passiva che contribuisce alla sua stessa esistenza. Urbanistica e Pianificazione applicata Pianificazione strategica,tecniche di pianificazione su fondi strutturali U.E.,Politiche urbane e territoriali per lo sviluppo sostenibile,legislazione comparata per la pianificazione del territorio, Analisi e valutazione dei sistemi ambientali,valutazione del rischio e gestione delle aree metropolitane,tecniche di pianificazione territoriale e riqualificazione ambientale,gestione del territorio. Quadro normativo di riferimento. La nuova legge regionale 16/2004: composizione ed analisi delle principali novità. La pianificazione urbanistica superiore: il Piano Territoriale Regionale di Coordinamento. I nuovi standard urbanistici. Il credito edilizio urbanistico. La perequazione urbanistica. Coordinamento della nuova normativa urbanistica regionale con la procedura espropriativa: vincoli conformativi e vincoli espropriativi. Le alternative all esproprio: la compensazione urbanistica. La scala del dettaglio urbanistico: I Piani Urbanistici Attuativi. Composizione, procedure e tempi di approvazione. La sostenibilità ambientale: valutazione di impatto ambientale, la carta del rischio idraulico. TIROCINIO L attività di tirocinio presso strutture specialistiche, per complessive 350 ore (crediti formativi universitari 14), sarà svolta per completare la preparazione dei corsisti fornendo loro un occasione di contatto diretto con le realtà istituzionali. Lo sviluppo formativo verrà fatto in modo tale che si creerà tra le varie attività descritte una consequenzialità di tipo professionale, un processo di apprendimento e di fortificazione delle conoscenze basato su continua iterazione tra teoria e pratica, con processi di feedback e di auto valutazione continui. In questo modo alcune delle materie di base avranno delle finestre di apprendimento aperte che saranno utilizzate per riallacciare il percorso formativo evitando in questo modo la perdita di informazione e di risultati che si avranno con la fine dell esame delle materie. Durata del corso e modalità della frequenza (n.b.: presenza obbligatoria minimo 80%): Il Master è di durata annuale per un totale di 1500 ore pari a 60 CFU. La frequenza alle lezioni è obbligatoria. Non è consentito ai corsisti più del 20% delle assenze. Modalità delle verifiche periodiche e della prova finale/i: L attività didattica oltre che per corsi monodisciplinari e integrati, sarà prevalentemente di tipo seminariale interdisciplinare, con lezioni e conferenze workshop, visite guidate ed esercitazioni pratiche di laboratorio con periodi di studio e ricerca individuale è inoltre prevista l integrazione dell attività d aula mediante apprendimento personalizzato su tematiche specifiche in grado di gestire la distribuzione e la fruizione della formazione.

11 In dettaglio durante lo svolgimento dell azione formativa sono previste delle verifiche attraverso i seguenti strumenti: - test di verifica dell apprendimento individuale delle conoscenze. Si tratta di una duplice prova: la prima, una scheda a risposte multiple di rilevamento delle conoscenze acquisite, che permette di verificare lo scostamento tra gli standard, gli obiettivi del progetto, anche dei percorsi personalizzati e i risultati ottenuti in termini di apprendimento; la seconda è la misura attraverso un questionario dei punti di forza e debolezza, adeguatezza alle esigenze ed alle aspettative, proposte di modifiche e miglioramenti. In quest ambito sarà utilizzato ampiamente la tecnica del bilancio delle competenze, come strumento di osservazione sistematica delle dinamiche di apprendimento individuali e di gruppo; - verifica finale di modulo, è in sostanza la verifica, alla fine di ogni modulo e sulla base dei risultati delle prove precedenti, cui partecipano allievi, coordinatore e collegio del master e tutor, per identificare potenzialità, difficoltà, azioni correttive e di rinforzo individuali e collettivi. Questa verifica ha valore formativo e di certificazione delle competenze acquisite. VERIFICA FINALE La prova finale consisterà nella produzione di elaborati finali e di sintesi che documentano l avvenuto svolgimento dell attività e del giudizio complessivo dei docenti e dei tutor; con la emanazione di certificazione delle competenze acquisite. La verifica finale valuterà le competenze teoriche ed applicative acquisite nel corso del Master attraverso un esame finale con discussione relativa agli elaborati prodotti. Nominativi componenti Consiglio Scientifico Piemontese Luigi Guglielmo Trupiano Flavia Fascia Giovanni Del Conte Carmen Cioffi Salvatore Visone Vincenzo Meo Piemontese Antonietta Lilia Pagano Bice Cavallo Alessandro Claudi de Saint Mihiel Nei laboratori e seminari tematici è prevista inoltre la partecipazione attiva di esperti, professionisti, dirigenti e tecnici delle Amministrazioni particolarmente competenti sulle tematiche del corso. Nominativo Coordinatore Prof. Luigi Piemontese - Università degli studi di Napoli Federico II. Titoli di studio che consentono l accesso (cfr. art. 1 comma 2 nonché art. 2 lettera e) del Regolamento): a) laurea magistrale conseguita in una delle seguenti classi: LM-4, da LM-20 a LM-35, LM 48- LM 56 - LMG/01 di cui al decreto del Ministro dell Università e della ricerca in data 16 marzo 2007, pubblicato nel S.O alla G.U. n. 157 del 9 luglio 2007, ovvero laurea specialistica conseguita nelle seguenti classi: 4/S, da 25/S a 38/S, 64/S

12 70/S di cui al decreto del Ministro dell Università e della ricerca scientifica e tecnologica in data 4 agosto 2000, pubblicato nel S.O. alla G.U. n. 245 del 19 ottobre 2000, ovvero corrispondente diploma di laurea ai sensi del decreto del Ministro dell istruzione, dell Università e della ricerca in data 5 maggio 2004, pubblicato nella G.U. n. 196 del 21 agosto Numero massimo degli ammissibili L accesso al master è riservato ad un numero massimo di 25 corsisti e si svolgerà anche con un minimo di 10 iscritti. Nel caso in cui le domande di iscrizione superino il limite di 25 i partecipanti saranno selezionati seguendo i seguenti criteri: pertinenza dell argomento della tesi di laurea;voto di laurea ;specializzazione post laurea ; esperienze di lavoro coerenti con il corso; conoscenza di lingue straniere comprovata da attestati; motivazione e attitudine al lavoro di gruppo, al problem solving e alla comunicazione; - Modalità di selezione. Ulteriore modalità dei criteri si selezione saranno indicati nel Bando. Struttura di Ateneo responsabile della gestione amministrativa e contabile Dipartimento di Architettura dell Università degli Studi di Napoli Federico II. Ufficio responsabile delle carriere degli iscritti Ufficio Scuole di Specializzazione e Master dell Università degli Studi di Napoli Federico II. Strutture disponibili per le attività didattiche (aule, laboratori, biblioteche): -Centro Interdipartimentale di Ricerca L.U.P.T. Laboratorio di Urbanistica e di Pianificazione Territoriale dell Università degli Studi di Napoli Federico II ; n. 1 aula didattica per 30 corsisti; n. 1 aula didattica per 18 corsisti; n.1 aula informatica dotata di 12 postazioni con P.C.; n.1 stampante; n.1 fotocopiatrice; n.1 macchina fotografica digitale; n.2 proiettori; n.1 lavagna luminosa; n. 1 lavagna. Segreteria dotata di postazioni con P.C. con rete internet e stampante. Direzione dotata di postazioni con P.C. Piattaforma del Centro Servizi Distance Learning per insegnamento teleimpartiti. Importo del contributo di iscrizione Euro 3000,00 (tremila/00). Eventuali collaborazioni di Enti Pubblici e privati (da convenzionare): Sono in corso contatti con Istituti Universitari, Enti Pubblici e Società private per collaborare alla realizzazione di tirocini finalizzati anche a promuovere occasioni occupazionali. Inoltre sia la S.T.A.T. s.r.l. che il Comitato di Promozione dell Associazione di Promozione Sociale denominata i COST hanno manifestato il proprio interesse al Master dando disponibilità sia logistica che di assegnazione di borse di studio.

13 Piano finanziario (calcolato sul numero minimo e massimo di iscritti) Minimo iscritti 10 -Quota da trasferire al Bilancio di Ateneo pari al 25% ,00 - Personale a contratto, docente ed assimilato per attività formative, Tutor per assistenza in aula e attività di ricerca applicata ,00 Massimo iscritti , ,00 - Visite di studio , ,00 Spese gestione. -Materiale di consumo.. -Materiale didattico. -Informazioni e pubblicità 3.000, , , , , ,00 TOTALE , ,00 Per quanto non disciplinato dal presente regolamento si rinvia al Regolamento per l istituzione ed il funzionamento dei Corsi di Master universitari di I e II livello, emanato con decreto rettorale n del , nonché alle normative vigenti nell Ateneo.

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