Affonda o galleggia A cura di Maria Alfano, Ernesta De Masi, Giulia Forni ed Anna Pascucci

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Affonda o galleggia A cura di Maria Alfano, Ernesta De Masi, Giulia Forni ed Anna Pascucci"

Transcript

1 Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali Twin Centre Naples Italy Affonda o galleggia A cura di Maria Alfano, Ernesta De Masi, Giulia Forni ed Anna Pascucci Livello scolare: scuola primaria e secondaria di primo grado Tempo di realizzazione : 7 ore Sintesi del modulo Il modulo offre l'opportunità di studiare le condizioni che permettono ad un corpo di galleggiare o di affondare. Gli studenti impareranno che il galleggiamento non è una questione di massa, di forma o di volume, ma piuttosto di densità relativa tra sistemi. Obiettivi far comprendere che il galleggiamento dipende da una relazione tra sistemi (il corpo che galleggia o va a fondo ed il liquido in cui è immerso) progettare e avviare una procedura sperimentale. Discipline coinvolte Scienze Matematica Tecnologia Italiano Concetti chiave Il mondo della materia e degli oggetti, l'acqua nella vita quotidiana Un possibile sviluppo delle attività Il modulo è costituito da sette sequenze. La prima prevede due sessioni e propone attività esplorative il cui scopo è far emergere le pre-conoscenze degli alunni sul galleggiamento L attività 2 introduce l idea che l acqua esercita una spinta sui corpi in essa immersi L attività 3 studia la non dipendenza del galleggiamento dalla profondità dell acqua. 1

2 L attività 4 mette in evidenza che il galleggiamento dipende dalle caratteristiche del corpo e del liquido Con le prime quattro attività i ragazzi giungeranno alla conclusione che un corpo immerso in un liquido riceve una spinta dal basso verso l alto e che la spinta dipende anche dal tipo di liquido. Queste prime attività sono adatte anche alla scuola dell infanzia e dalle prime classi delle elementari. Le sessioni 5 e 6 sono dedicate a studiare come il galleggiamento dipenda da due variabili connesse, massa- volume, dei corpi immersi per giungere (Scuola media o ultimi anni elementare) alla definizione della variabile complessa densità che permette di individuare le condizioni per il «galleggiamento» di un corpo L attività 7 è dedicata alla costruzione di un sottomarino che può sia galleggiare che affondare. Dalle indicazioni nazionali (settembre 2007) Obiettivi di apprendimento Al termine della classe terza della scuola primaria Al termine della classe quinta della scuola primaria Al termine della classe terza della scuola secondaria di primo grado Attraverso interazioni e manipolazioni, individuare qualità e proprietà di oggetti e materiali e caratterizzarne le trasformazioni, riconoscendovi sia grandezze da misurare, sia relazioni qualitative (All aumentare di aumenta o diminuisce. Che cosa succede se, che cosa succede quando). Riconoscere famiglie di accadimenti e regolarità all interno di campi di esperienza. Costruire operativamente, in connessione a contesti concreti di esperienza quotidiana, i concetti geometrici e fisici fondamentali, in particolare: lunghezze, angoli, superfici, capacità/volume, peso, temperatura, forza, ecc. Passare gradualmente dalla seriazione in base a proprietà, alla costruzione, taratura e utilizzo di strumenti anche di uso comune, passando da unità di misura arbitrarie alle unità convenzionali. Riconoscere invarianze e conservazioni in termini proto-fisici e proto-chimici nelle trasformazioni che caraterizzano l esperienza quotidiana. Affrontare concetti fisici quali: velocità, densità, concentrazioni, forze, energia, temperatura e calore effettuando esperimenti e comparazioni, raccogliendo e correlando dati con strumenti di misura e costruendo reti e modelli concettuali e rappresentazioni formali di tipo diverse (fino a quelle geometriche e algebriche). 2

3 Sequenze Attività 1 Attività 2 Attività 3 Attività 4 Livello di scolarità Scuola primaria e secondaria di primo grado Scuola primaria e secondaria di primo grado Scuola primaria e secondaria di primo grado Scuola primaria e secondaria di primo grado prerequisiti tempi Domanda di partenza Attività condotte con gli alunni Saper osservare e 1 h Che cosa galleggia? Ricerca d ipotesi in un formulare ipotesi Conosci qualche oggetto contesto aperto. che galleggia? Qual è il contrario di galleggiare? Concetto di forza 1 h L acqua «spinge» solo gli oggetti che galleggiano, o anche gli oggetti che affondano? 30 min La profondità dell acqua influenza il galleggiamento? densità 1 h La densità del liquido influenza il galleggiamento? Costruzione di un densimetro Conclusione della Attività, risultato Classificazione in due colonne: - oggetti che galleggiano - oggetti che non galleggiano Formulazione di ipotesi 3 Centro pilota Napoli, è vietata la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo effettuata digitale e non e per qualsiasi scopo senza

4 Attività 5 Attività 6 Scuola primaria e secondaria di primo grado Scuola primaria e secondaria di primo grado Concetto di volume 1 h La forma di un oggetto influenza il suo galleggiamento? Concetto di massa 1 h La massa di un oggetto influenza la sua galleggiamento? Esplorazione sperimentale con oggetti di stessa massa, ma con volumi differenti tali da spostare quantità di liquido diverso quando vengono immersi. Esplorazione con oggetti di uguale massa e volume,ma forma diversa, tali da spostare quantità di liquido uguale Esplorazione sperimentale con oggetti con lo stesso volume ma con masse diverse. Esplorazione sperimentale per determinare la densità. Attività 7 Scuola primaria e secondaria di primo grado 90 min Conosci oggetti che possono sia galleggiare che affondare? Creazione di un sottomarino Rafforzare i concetti sul galleggiamento 4 Centro pilota Napoli, è vietata la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo effettuata digitale e non e per qualsiasi scopo senza

5 Attività 1: Preconoscenze I bambini discutono e disegnano in modo da far emergere le loro pre-conoscenze. Verificano le ipotesi di galleggiamento di un oggetto scelto a piacere. Obiettivo: far emergere le pre-conoscenze dei bambini su ciò che galleggia e ciò che affonda. Materiali (per bambino): Il quaderno delle esperienze Materiali (per gruppo): - Vari piccoli oggetti che si usano in aula: matita, forbici, chiodo, pezzo di legno, nastro di gomma, sughero, plastica,pezzi di polistirolo, sassi,argilla espansa ecc - 1 contenitore riempito a metà con acqua, - allegato 1 Attività 1 L attività inizia con una discussione: che cosa galleggia? Conosci qualche oggetto che galleggia? Qual è il contrario di galleggiare? Successivamente, un certo numero di oggetti di uso quotidiano vengono mostrati ai bambini (matita, forbici, chiodo, pezzo di legno, nastro di gomma, sughero, plastica,pezzi di polistirolo, sassi, ecc). I bambini sono invitati a disegnare gli oggetti che galleggiano e quelli che affondano un foglio su cui è fotocopiato il contenitore pieno d'acqua sotto riprodotto. (Allegato 1) Al termine della prima attività, vengono condivisi tutti i risultati. La discussione può essere 5

6 focalizzata, per esempio, su dove gli oggetti sono posizionati nel disegno (in superficie, sul fondo del contenitore ). Attività 2 Dopo aver esaminato i risultati dell attività precedente e al fine di verificare le ipotesi dei bambini, inizia la sperimentazione. Alla fine dell attività, è previsto un dibattito per individuare alcuni dei criteri per la galleggiamento: tutti gli oggetti utilizzati durante l'esperimento sono riesaminati e ai bambini viene chiesto di spiegare perché ciascuno di essi galleggia. Per concludere l attività i bambini possono realizzare un poster di grandi dimensioni come quello di seguito mostrato: Allegato 2 Oggetti che galleggiano Perché gli oggetti galleggiano Oggetti che affondano Perché gli oggetti affondano conclusioni Qui è possibile che i ragazzi si accorgano che non tutti gli oggetti affondano nello stesso modo Le conclusioni scritte sul fondo del poster metteranno in evidenza i criteri più importanti, dal punto di vista dei bambini, per stabilire se un oggetto galleggia o affonda (il materiale, il peso, la densità dell oggetto, la forma, la quantità di acqua, ecc.). 6

7 Attività 2: Corpi nell acqua e sull acqua L'acqua esercita una forza su un oggetto immerso: spinge l'oggetto dal basso verso l alto. Obiettivo: Dimostrare l'azione dell'acqua sul galleggiamento di un oggetto: l acqua spinge l'oggetto verso l alto. Materiali per il workshop 1: - 1 contenitore di plastica, - 2 bottiglie di plastica da 0,33 l o da 0,5 l Materiali per il workshop 2: - 1 contenitore di plastica, - Una canna da pesca o un bastone flessibile di legno, - una cordicella - una bottiglia di plastica da 0,33 l o da 0,5 l. Materiali per il workshop 3: - 1 bilancia di Roberval, oppure dinamometri - sabbia - 1 sasso - 1 rete con cordicella in cui inserire il sasso - 1 contenitore di plastica. Procedimento All'inizio dell attività ai bambini viene chiesto che cosa pensano dell influenza che l'acqua ha sulla galleggiamento di un oggetto. L'acqua ha qualche effetto su ogni tipo di oggetto? Influenza solo gli oggetti che galleggiano, o tutti gli oggetti? Influenza anche gli oggetti che affondano? Ai bambini viene offerta la possibilità di lavorare su 3 workshop, per osservare l'effetto che l'acqua ha su gli oggetti in differenti situazioni. Al termine di ogni workshop, i bambini formulano ipotesi su quanto hanno osservato. Workshop 1 I bambini immergono una piccola bottiglia di plastica chiusa e vuota, poi la lasciano andare. La bottiglia viene immediatamente spinta verso l'alto. 7

8 L'acqua esercita una spinta verso l'alto sull'oggetto che galleggia. Workshop 2 Una piccola bottiglia riempita con acqua o sabbia è attaccata ad una canna da pesca. Quando la bottiglia è immersa in acqua, si può notare che la cordicella è meno tesa. Questo esperimento consente agli studenti di cogliere l'azione che l acqua esercita su un oggetto che sta affondando. L'acqua esercita una spinta verso l alto sulla bottiglia che affonda. Workshop 3 Il bambini mettono in equilibrio una bilancia, come indicato nel disegno qui sotto, ponendo in un piatto la quantità di sabbia opportuna e collegando all altro piatto la cordicella a cui è legato un sasso. I bambini successivamente osservano come si sposta l ago della bilancia quando il sasso è immerso in un recipiente pieno d'acqua; in mancanza della bilancia si può utilizzare un dinamometro L'acqua esercita una spinta verso l'alto sul sasso che sta affondando. Nota: attenzione a non lasciare che i bambini pensino che il sasso sia più leggero dell'acqua. E 'solo l azione dell'acqua sul sasso che modifica l'equilibrio. 8

9 Far notare che il livello dell acqua sale quando un corpo affonda Terminare l attività condividendo tutti i commenti con lo scopo di mostrare l'importanza dell azione dell'acqua su un oggetto immerso. Attività 3: Come la profondità dell acqua influenza il galleggiamento La profondità dell acqua non ha alcuna influenza sul galleggiamento di un oggetto. Obiettivo: osservare l'influenza della profondità dell acqua sulla galleggiamento di un oggetto. Materiali per il gruppo: - 2 tazze di plastica, - Plastilina (zavorra per le tazze), - 1 contenitore di plastica. Procedimento Inizialmente ogni bambino scrive quello che pensa su come la profondità dell acqua influenzi il galleggiamento. Dopo la condivisione delle opinioni, i bambini sono chiamati a progettare e realizzare un esperimento che mostri il ruolo della profondità dell acqua su un oggetto che galleggia. I bambini passano alla fase di sperimentazione. Essi zavorrano con la plastilina le tazze per produrre un oggetto che galleggia parzialmente in acqua, immergono la stessa tazza in un contenitore riempito con molta acqua, successivamente in uno riempito con poca acqua (bisogna mettere una quantità di plastilina in modo che la tazza galleggi mantenendosi diritta). I bambini disegnano sulla tazza il livello di immersione. 9

10 Nota: l'esperimento può essere ripetuto con un oggetto che affonda Attività 4: Come la densità del liquido influenza il galleggiamento Workshop 1 Un oggetto galleggia più facilmente in acqua salata che in acqua di fonte. Obiettivo: Affrontare il concetto di densità di un liquido: Concetti chiave: Il mondo della materia e degli oggetti, l'acqua nella vita quotidiana. Materiali per gruppo: - 1 bottiglia di plastica piena di acqua della fontana - 1 bottiglia di plastica riempita con acqua salata 5o gr sale per 0,5 lt - 1 cannuccia di paglia, - Plastilina per modellare. - Olio - alcool - candela - contenitore Procedimento All'inizio della Attività, i bambini esprimono il loro parere sulla differenza di galleggiamento in acqua della fontana ed in acqua salata. Dopo aver spiegato che cosa è un densimetro (in questo esperimento è realizzato con una cannuccia di paglia zavorrata con la plastilina), i bambini costruiscono un densimetro per ciascun gruppo e lo immergono in una bottiglia di acqua della fontana e in una bottiglia di acqua salata. I bambini disegnano quanto osservano e formulano una spiegazione. 10

11 Si può ora proporre di studiare il comportamento di una candela immersa in acqua, olio ed in alcool e di riempire la tabella 1 oggetto candela In acqua galleggia\non galleggia In acqua salata galleggia\non galleggia In olio galleggia\non galleggia In alcool galleggia\non galleggia Dalla discussione collettiva emergerà che il galleggiamento dipende da dalle caratteristiche del corpo e del liquido Attività 5: Il galleggiamento di un oggetto immerso in un liquido non dipende SOLO dalla sua massa Workshop 1 Due oggetti con la stessa massa non hanno necessariamente lo stesso galleggiamento. Questo dipende dalla quantità di liquido che gli oggetti spostano. Obiettivo: confrontare la galleggiamento di 2 oggetti di uguale massa, ma forgiati in modo da 11

12 spostare differenti quantità di liquido e riflettere sull influenza dello spazio occupato dall'oggetto in acqua. Materiali (per gruppo): - Plastilina - Vaschette per l acqua, - Un barattolo di marmellata Materiali (per la classe): - Una bilancia. Procedimento Ai bambini viene chiesto: "Secondo te, se due oggetti hanno la stessa massa e se uno affonda, affonderà anche l altro?". I bambini eseguono l esperimento in gruppi. Usano una bilancia per ottenere pezzi di plastilina con la stessa massa. Sono quindi invitati a modellare in modo diverso i pezzi di plastilina così che immersi in acqua ne spostino quantità differenti. Dopo che i ragazzi hanno lavorato da soli sono invitati a sperimentare anche seguendo l esempio: Esempio Pezzi di argilla di uguale massa modellati diversamente I bambini discutono nei loro gruppi e successivamente con la classe per cercare di spiegare l'esperimento. Si discuterà dello spazio occupato dall'oggetto in acqua, che varia a seconda della forma dell'oggetto. Il concetto di volume immerso può emergere modellando i pezzi di argilla di massa identica ma con altezze diverse, utilizzando uno stampo, per esempio, un vasetto di marmellata. 12

13 Workshop 2 Una misconoscenza frequente è che la forma influenzi la galleggiamento. Per evitare che i bambini costruiscano questa misconoscenza, con pezzi di argilla di uguale massa, si fanno forgiare oggetti di varia forma ma che immersi in acqua spostano un egual volume di liquido. Attività 6: Il galleggiamento di un oggetto immerso in un liquido NON dipende SOLO dal suo volume Due oggetti della stessa forma e volume (visti esternamente), ma con diversa massa non hanno la stessa galleggiamento Obiettivo: confrontare la galleggiamento di oggetti con la stessa forma e volume, ma con masse diverse, discutere l'influenza della massa Materiali (per gruppo): - 4contenitori tipo falcon, o vasetti uguali da marmellata - Una varietà di materiali (sabbia, sementi, riso, farina, cotone, creta per modellare, ecc..), - Una bilancia o dinamometro - Un cilindro graduato. Procedimento In primo luogo, ai bambini viene chiesto se due oggetti della stessa forma e volume, ma con masse diverse galleggiano allo stesso modo. I bambini osservano e maneggiano i contenitori che sono vuoti e chiusi. Tutti galleggiano nello stesso modo. Quindi, viene chiesto loro di eseguire un 13

14 esperimento nel quale possono confrontare la galleggiamento degli oggetti con la stessa forma e volume, ma con masse diverse. Vengono mostrati diversi materiali che possono utilizzare per riempire i contenitori. I bambini discutono di questo nei gruppi. Devono porre attenzione nel riempire i contenitori completamente, qualunque sia il materiale utilizzato. Ad essi viene poi chiesto di fare delle previsioni circa ciò che accadrà quando metteranno i contenitori nel recipiente pieno d acqua; con le prove sperimentali, immergendo i contenitori in acqua, verificheranno se le ipotesi formulate sono corrette. (Può essere utilizzata una bilancia per confrontare la massa di ciascuno di essi). Contenitori riempiti con differenti materiali e due oggetti hanno lo stesso volume ma masse diverse quello con massa maggiore affonda di più e si dice che ha densità maggiore Attraverso questa attività viene introdotto un protoconcetto di densità che può essere meglio definito con ragazzi delle medie Dopo la discussione e se i ragazzi dimostrano di aver capito che il galleggiamento di un corpo dipende da una variabile complessa legata sia alla massa che al volume che è specifica di ogni materiale si propone di riempire la seguente tabella per giungere alla definizione di densità Tabella 2 oggetto 1 bullone 2 bulloni 3 bulloni Galleggia\non galleggia Massa gr Volume cm 3 = ml Densità = M: V 14

15 Il volume viene misurato utilizzando un cilindro graduato con acqua. I corpi che galleggiano vengono immersi spingendoli nell acqua con un bastoncino. La tabella può ora essere riempita per vari materiale oggetto Galleggia\non Massa gr Volume cm 3 = ml Densità = M: V galleggia acqua :100=1 bullone sughero legno Dall analisi dei risultati dovrebbe emergere che i materiali che affondano hanno una densità maggiore di quella dell acqua, mentre quelli che galleggiano hanno una densità minore Attività 7: Costruzione di un sottomarino Costruire un sottomarino, significa realizzare un oggetto che può alternativamente galleggiare o affondare. Obiettivo: progettare e costruire un oggetto che può alternativamente galleggiare o affondare. Rafforzare i concetti affrontati in precedenza. Materiali per gruppo: - 1 piccolo contenitore di almeno 15 cm di profondità, - 1 bottiglia da 0,33 l di acqua, - Un pezzo di tubo trasparente (Ø = 6 mm, L = 40 cm), - 1 chiodo in acciaio (Ø = 5 mm, L = 15 cm), - 2 elastici. Procedimento L insegnante annuncia alla classe che ad ogni gruppo verrà chiesto di progettare e produrre un oggetto che alternativamente galleggi o affondi. La maestra potrebbe porre agli alunni la domanda:"conosci oggetti che possono sia galleggiare che affondare?" per guidarli a riflettere che i sommergibili sono dispositivi che possono sia galleggiare che affondare. Dopo aver deciso di realizzare sottomarini e di concentrare l attenzione sui serbatoi che si possono riempire di aria o acqua, ogni gruppo elabora un proprio modello e passa alla fase di progettazione. I fori devono essere ricavati nella bottiglia in modo che essa si possa riempire di acqua. Quando questa si 15

16 riempie d acqua, affonda, soffiando aria nel tubo, l acqua fuoriesce e la bottiglia si porterà a galla. Un chiodo lungo viene utilizzato per zavorrare la bottiglia di plastica e facilitare l immersione. Il docente può anche dare qualche suggerito in modo che i bambini realizzino un oggetto ancora più somigliante ad un sottomarino. Conclusioni Viene chiesto ai bambini di riguardare il loro quaderno delle esperienze e di rispondere alla domanda Da cosa dipende la possibilità galleggiare di un oggetto? Dopo una discussione collettiva la classe arriva ad una conclusione del tipo: Un oggetto immerso in un liquido riceve una spinta dal basso verso l alto. Liquidi diversi spingono in modo diverso. La spinta non dipende dalla profondità dell acqua. La possibilità di un corpo di galleggiare non dipende dalla forma o SOLO dalla massa o SOLO dal volume, ma dalla densità del corpo rispetto a quella del liquido. Possibili approfondimenti Legge di Archimede Galleggiamento di liquidi Bibliografia M.Arcà, P. Guidoni Guardare per sistemi, guardare per variabili 16

17 ALLEGATI Quadro teorico La legge di Archimede Ogni corpo, immerso in un fluido, è soggetto da parte del fluido a una forza verticale, detta spinta idrostatica, diretta dal basso verso l'alto, pari al peso del fluido spostato. Diamo una giustificazione intuitiva di tale legge. Consideriamo un fluido omogeneo pesante in equilibrio e un volumetto V del medesimo fluido nel suo interno, di forma geometrica qualunque. Poiché il fluido è in equilibrio, la risultante delle forze agenti su di una sua porzione qualunque deve essere nulla. Le forze che agiscono su di una porzione di fluido pesante sono di due tipi: la forza peso P=m g (con m massa della porzione di fluido considerata e g accelerazione di gravità), applicata nel baricentro G e le forze di superficie che il resto del fluido esercita per contatto sulla superficie S di contorno della porzione di fluido considerata. Per l'equilibrio, le forze di superficie devono equilibrare la forza peso: l'intensità della loro risultante dovrà pertanto essere pari anch'essa a mg, la direzione deve essere verso l'alto ed il punto di applicazione deve essere il baricentro C della porzione di fluido considerata. Immaginiamo ora che la porzione di fluido venga sostituita da un corpo, di uguale forma, immerso nel liquido in equilibrio. Poiché il resto del fluido rimane nelle stesse condizioni che aveva in precedenza, le forze di superficie che esso esercita sul contorno S rimangono immutate: la risultante di queste è una forza, che indichiamo con fa pari al 17

18 peso del liquido spostato dal corpo, diretta verso l'alto, ed applicata nel baricentro C del liquido spostato. Tale punto è detto centro di spinta. E se un corpo non è omogeneo? Per un corpo non omogeneo immerso in un liquido, il centro di spinta C non coincide con il baricentro G, il baricentro è spostato verso la parte del corpo più pesante (colorata in rosso in figura). La spinta idrostatica e la forza peso determinano un momento diverso da zero che fa ruotare il corpo. Il corpo è in equilibrio nel liquido se forza peso e spinta hanno un egual modulo e si trovano lungo la stessa retta. L equilibrio è stabile se il baricentro si trova più in basso del centro di spinta. Che cosa succede ad una barca? Osserva la piccola barca a remi disegnata in sezione nella figura. Il centro di spinta C è situato sotto il livello dell'acqua, il baricentro G, tenendo anche conto del peso dell'equipaggio, si trova certamente più in alto. Tale situazione non è certamente di equilibrio stabile ma 18

19 l'esperienza sembra confermare il contrario: la barca non si capovolge anche se un passeggero si sposta. La spiegazione di tale comportamento è da ricercarsi nella particolare forma con cui vengono costruite le parti immerse delle barche. Quando un'imbarcazione si inclina da un lato, si modifica anche la forma del volume d'acqua spostato in modo tale che il centro di spinta va ad allinearsi con il baricentro. 19

20 oggetto Galleggia\non Massa gr Volume cm 3 = ml Densità = M: V galleggia Acqua :100=1 Bullone Sughero Legno 20 Centro pilota Napoli, è vietata la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo effettuata digitale e non e per qualsiasi scopo senza

21 Centro pilota Napoli, è vietata la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo effettuata digitale e non e per qualsiasi scopo senza 21

22 Centro pilota Napoli, è vietata la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo effettuata digitale e non e per qualsiasi scopo senza 22

23 Oggetti che galleggiano Perché gli oggetti galleggiano Oggetti che affondano Perché gli oggetti affondano Conclusioni 23 Centro pilota Napoli, è vietata la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo effettuata digitale e non e per qualsiasi scopo senza

24 Centro pilota Napoli, è vietata la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo effettuata digitale e non e per qualsiasi scopo senza 24

25 Oggetto Galleggia\ non galleggia Massa gr Volume cm 3 = ml Densità = M: V acqua :100=1 25 Centro pilota Napoli, è vietata la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo effettuata digitale e non e per qualsiasi scopo senza

26 Prepariamo, progettiamo e realizziamo un indagine Ricordiamo il problema Scrivo le domande che mi sono posto Le ipotesi Cerco una possibile risposta alle domande e scrivo ciò che penso (sì o no, perché) Cosa penso di fare per controllare se la mia ipotesi è corretta? Spiego il mio progetto con frasi, schemi o disegni Scrivo la lista del materiale che mi serve per realizzare la mia indagine Risultati Ciò che vedo, osservo, ottengo Interpretazione dei risultati Scrivo se la mia ipotesi è stata verificata, cioè confermata dai risultati e perché 26 Centro pilota Napoli, è vietata la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo effettuata digitale e non e per qualsiasi scopo senza l'autorizzazione scritta dell'autore e dell'editore ed in ogni caso è fatto obbligo di citare la fonte.

27 Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali Twin Centre Naples Italy Scheda da restituire col kit Fotocopie materiali significativi prodotti dagli alunni (es: stralci del quaderno delle esperienze degli alunni o di parti di esso come disegni, fogli gialli ; scheda di progettazione del gruppo.) Stralci dell eventuale diario di bordo degli insegnanti RIFLESSIONE SUL MODULO NOME E COGNOME SCUOLA CLASSE TITOLO DEL MODULO SESSIONE SVILUPPATA DURATA PUNTI DI CRITICITA 27 Centro pilota Napoli, è vietata la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo effettuata digitale e non e per qualsiasi scopo senza l'autorizzazione scritta dell'autore e dell'editore ed in ogni caso è fatto obbligo di citare la fonte.

28 PUNTI DI FORZA EVENTUALI MODIFICHE APPORTATE OSSERVAZIONI E SUGGERIMENTI SUGGERIMENTI SUL MATERIALE DEL KIT 28 Centro pilota Napoli, è vietata la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo effettuata digitale e non e per qualsiasi scopo senza l'autorizzazione scritta dell'autore e dell'editore ed in ogni caso è fatto obbligo di citare la fonte.

29 ELENCO DEI MATERIALI ALLEGATI 29 Centro pilota Napoli, è vietata la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo effettuata digitale e non e per qualsiasi scopo senza l'autorizzazione scritta dell'autore e dell'editore ed in ogni caso è fatto obbligo di citare la fonte.

Progetto Laboratori Saperi Scientifici (2 anno)

Progetto Laboratori Saperi Scientifici (2 anno) IC «M. L. Niccolini» Ponsacco (PI) a.s. 2014-15 Progetto Laboratori Saperi Scientifici (2 anno) «Il Peso Specifico il Principio di Archimede Il Galleggiamento» Classe 3 Scuola Secondaria di 1 grado Docente

Dettagli

PROGETTO. SID - Scientiam Inquirendo Discere IBSE - Inquiry Based Science. Education

PROGETTO. SID - Scientiam Inquirendo Discere IBSE - Inquiry Based Science. Education PROGETTO SID - Scientiam Inquirendo Discere IBSE - Inquiry Based Science Education 1 Anno scolastico 2013 2014 Classe I A ottici Modulo: Affonda o galleggia? Agata Conti 2 Sintesi Il modulo offre l'opportunità

Dettagli

PICCOLI EINSTEIN. Il liceo Einstein apre le porte dei propri laboratori per le classi delle scuole medie

PICCOLI EINSTEIN. Il liceo Einstein apre le porte dei propri laboratori per le classi delle scuole medie PICCOLI EINSTEIN Il liceo Einstein apre le porte dei propri laboratori per le classi delle scuole medie DESCRIZIONE DEL PROGETTO: Il liceo scientifico Einstein, sito in via Pacini 28, propone alle singole

Dettagli

Appunti sul galleggiamento

Appunti sul galleggiamento Appunti sul galleggiamento Prof.sa Enrica Giordano Corso di Didattica della fisica 1B a.a. 2006/7 Ad uso esclusivo degli studenti frequentanti, non diffondere senza l autorizzazione della professoressa

Dettagli

MISURE CON IL MANOMETRO E DETERMINAZIONE DI DENSITA RELATIVE

MISURE CON IL MANOMETRO E DETERMINAZIONE DI DENSITA RELATIVE MISURE CON IL MANOMETRO E DETERMINAZIONE DI DENSITA RELATIVE Materiali -Manometro: tubo a U fissato verticalmente ad un sostegno, con un braccio libero e l altro collegato ad un tubo flessibile di plastica

Dettagli

ESPERIMENTO : 1 Prendete il chiodo, il tappo di sughero, la candela e un oggetto di pongo presenti nel kit, immergeteli in una bacinella d acqua.

ESPERIMENTO : 1 Prendete il chiodo, il tappo di sughero, la candela e un oggetto di pongo presenti nel kit, immergeteli in una bacinella d acqua. Chiara Incerpi IIA Vi ringraziamo per aver scelto il nostro kit. Qui imparerete il segreto del galleggiamento attraverso una serie di esperimenti che potrete eseguire con i diversi materiali. ESPERIMENTO

Dettagli

Il galleggiamento. Attività n.1 Storie di pesci, bambini e zattere. Attività n.2 Il gioco del galleggia non galleggia

Il galleggiamento. Attività n.1 Storie di pesci, bambini e zattere. Attività n.2 Il gioco del galleggia non galleggia Il Approccio fenomenologico, prima parte Ipotesi di lavoro per il laboratorio di didattica della fisica nella formazione primaria 1 2 Attività n.1 Storie di pesci, bambini e zattere Richiamo di esperienze

Dettagli

Impariamo a misurare la densità!

Impariamo a misurare la densità! Impariamo a misurare la densità! A cura di Martina Grussu Loredana Orrù Stefania Piroddi Eugenia Rinaldi Chiara Salidu Fabrizio Zucca La densità Si definisce densità il rapporto tra la massa di un corpo

Dettagli

VOLUME E CAPACITA matematica, scienze o educazione ambientale?

VOLUME E CAPACITA matematica, scienze o educazione ambientale? VOLUME E CAPACITA matematica, scienze o educazione ambientale? Percorso didattico per la quinta classe della scuola primaria Seconda parte Anna Dallai, Elena Scubla, 2013 IL volume dei liquidi viene, generalmente,

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO SCARPERIA-SAN PIERO SCUOLA PRIMARIA CLASSI TERZE A. S. 2012-2013 LA COMBUSTIONE

ISTITUTO COMPRENSIVO SCARPERIA-SAN PIERO SCUOLA PRIMARIA CLASSI TERZE A. S. 2012-2013 LA COMBUSTIONE ISTITUTO COMPRENSIVO SCARPERIA-SAN PIERO SCUOLA PRIMARIA CLASSI TERZE A. S. 2012-2013 LA COMBUSTIONE La combustione si inserisce nella scansione dei percorsi del curricolo verticale per la classe terza

Dettagli

I CIRCOLO DIDATTICO SESTO FIORENTINO IL FENOMENO DELLA COMBUSTIONE

I CIRCOLO DIDATTICO SESTO FIORENTINO IL FENOMENO DELLA COMBUSTIONE I CIRCOLO DIDATTICO SESTO FIORENTINO IL FENOMENO DELLA COMBUSTIONE COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA Osservare, registrare, classificare organismi viventi e fenomeni fisici con la guida dell

Dettagli

ATTIVITÀ L ACQUA ESERCITA UNA FORZA

ATTIVITÀ L ACQUA ESERCITA UNA FORZA ATTIVITÀ L ACQUA ESERCITA UNA FORZA Obiettivi Gli oggetti galleggiano perché l acqua esercita su di essi una spinta: la spinta di Archimede. Difficoltà Difficile Tempo di esecuzione 1 ora Elenco materiali

Dettagli

Distinguere grandezze, unità di misura, strumenti di misura.

Distinguere grandezze, unità di misura, strumenti di misura. L A 145 ATTIVITÀ 1 Distinguere grandezze, unità di misura, strumenti di misura. Il tuo libro di scienze; strumenti di misura e non di misura forniti dal tuo insegnante. Osserva il tuo libro di scienze

Dettagli

E LUCE FU PROGETTO DI SCIENZE SULLA LUCE

E LUCE FU PROGETTO DI SCIENZE SULLA LUCE E LUCE FU PROGETTO DI SCIENZE SULLA LUCE Gruppo : DOCENTI DI CLASSE TERZA Ordine di Scuola: PRIMARIA Istituti coinvolti: ISTITUTO COMPRENSIVO DI TRESCORE CREMASCO Classi/anni: CLASSI TERZE /ANNI NOVE Competenze:

Dettagli

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO (AL TERMINE DELLA CLASSE PRIMA DELLA SCUOLA PRIMARIA) TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE SCIENZE

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO (AL TERMINE DELLA CLASSE PRIMA DELLA SCUOLA PRIMARIA) TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE SCIENZE (AL TERMINE DELLA SCUOLA DELL INFANZIA) /ESPERIENZE LA CONOSCENZA DEL MONDO L alunno osserva con curiosità lo svolgersi dei più comuni fenomeni, ne immagina e ne verifica le cause, rendendosi sempre più

Dettagli

SCIENZE E TECNOLOGIA

SCIENZE E TECNOLOGIA SCIENZE E TECNOLOGIA COMPETENZE Dimostra conoscenze scientifico-tecnologiche che gli consentono di analizzare dati e fatti della realtà e di verificare l'attendibilità delle analisi quantitative e statistiche

Dettagli

MASSA VOLUMICA o DENSITA

MASSA VOLUMICA o DENSITA MASSA VOLUMICA o DENSITA Massa volumica di una sostanza: è la massa di sostanza, espressa in kg, che occupa un volume pari a 1 m 3 1 m 3 di aria ha la massa di 1,2 kg 1 m 3 di acqua ha la massa di 1000

Dettagli

Alla scoperta dell acqua intorno a noi Un possibile percorso 1. Alla scoperta dell acqua intorno a noi (I) Un possibile percorso 2

Alla scoperta dell acqua intorno a noi Un possibile percorso 1. Alla scoperta dell acqua intorno a noi (I) Un possibile percorso 2 I s t i t u t o T e c n i c o I n d u s t r i a l e S t a t a l e L i c e o S c i e n t i f i c o T e c n o l o g i c o E t t o r e M o l i n a r i Via Crescenzago, 110-20132 Milano - t e l. : ( 0 2 )

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO DI PAGNACCO SCUOLA ELEMENTARE DE AMICIS PROGETTO SeT. Scheda di lavoro. Problemi procedurali NONSOLOCALCOLO

ISTITUTO COMPRENSIVO DI PAGNACCO SCUOLA ELEMENTARE DE AMICIS PROGETTO SeT. Scheda di lavoro. Problemi procedurali NONSOLOCALCOLO ISTITUTO COMPRENSIVO DI PAGNACCO SCUOLA ELEMENTARE DE AMICIS PROGETTO SeT Scheda di lavoro Problemi procedurali NONSOLOCALCOLO Destinatari i bambini della IV classe elementare 1. Obiettivi formativi Sviluppo

Dettagli

Possiamo vedere in azione questo principio nell impianto frenante delle automobili, o nei ponti idraulici delle officine.

Possiamo vedere in azione questo principio nell impianto frenante delle automobili, o nei ponti idraulici delle officine. La pressione Pressione: intensità della forza F che agisce perpendicolarmente alla superficie S. La formula diretta è: Nota bene che: 1. la pressione è una grandezza scalare, F p = S 2. la forza è espressa

Dettagli

Risparmiare sulla bolletta del telefono

Risparmiare sulla bolletta del telefono Livello scolare: 1 biennio Risparmiare sulla bolletta del telefono Abilità interessate In situazioni problematiche, individuare relazioni significative tra grandezze di varia natura (per esempio variazione

Dettagli

LA COMBUSTIONE. Proposta didattica per la classe terza. Istituto Comprensivo di Barberino di Mugello Galliano. Anno scolastico 2011-2012

LA COMBUSTIONE. Proposta didattica per la classe terza. Istituto Comprensivo di Barberino di Mugello Galliano. Anno scolastico 2011-2012 LA COMBUSTIONE Proposta didattica per la classe terza Istituto Comprensivo di Barberino di Mugello Galliano Anno scolastico 2011-2012 IL FUOCO IO SO CHE Iniziamo il percorso con una conversazione: parliamo

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO ENEA TALPINO Nembro. Curricolo verticale SCIENZE

ISTITUTO COMPRENSIVO ENEA TALPINO Nembro. Curricolo verticale SCIENZE ISTITUTO COMPRENSIVO ENEA TALPINO Nembro Curricolo verticale SCIENZE SCIENZE COMPETENZA-CHIAVE: LA COMPETENZA DI BASE DI SCIENZE E TECNOLOGIA TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE NUCLEO Scuola Primaria:

Dettagli

TFA 2015 Classe A060 Chimica Generale ed Inorganica

TFA 2015 Classe A060 Chimica Generale ed Inorganica TFA 2015 Classe A060 Chimica Generale ed Inorganica DENSITÀ La densità è una grandezza che rappresenta la massa contenuta nell unità di volume [d] = S.I. g [d] = g L ml d = m V Unità di misura [d] = Kg

Dettagli

CURRICOLO DI SCIENZE SCUOLA PRIMARIA ISTITUTO COMPRENSIVO PASSIRANO-PADERNO. Revisione Curricolo di Istituto a.s. 2014-2015

CURRICOLO DI SCIENZE SCUOLA PRIMARIA ISTITUTO COMPRENSIVO PASSIRANO-PADERNO. Revisione Curricolo di Istituto a.s. 2014-2015 ISTITUTO COMPRENSIVO PASSIRANO-PADERNO CURRICOLO DI SCIENZE SCUOLA PRIMARIA Revisione Curricolo di Istituto a.s. 2014-2015 Curricolo suddiviso in obiettivi didattici, nuclei tematici e anni scolastici

Dettagli

Pressione. Esempio. Definizione di pressione. Legge di Stevino. Pressione nei fluidi EQUILIBRIO E CONSERVAZIONE DELL ENERGIA NEI FLUIDI

Pressione. Esempio. Definizione di pressione. Legge di Stevino. Pressione nei fluidi EQUILIBRIO E CONSERVAZIONE DELL ENERGIA NEI FLUIDI Pressione EQUILIBRIO E CONSERVAZIONE DELL ENERGIA NEI FLUIDI Cos è la pressione? La pressione è una grandezza che lega tra di loro l intensità della forza e l aerea della superficie su cui viene esercitata

Dettagli

FONDAMENTI E DIDATTICA DELLE SCIENZE NELLA SCUOLA DELL INFANZIA

FONDAMENTI E DIDATTICA DELLE SCIENZE NELLA SCUOLA DELL INFANZIA FONDAMENTI E DIDATTICA DELLE SCIENZE NELLA SCUOLA DELL INFANZIA giuseppina.rinaudo@unito..rinaudo@unito.itit SFP 2006 - "Introduzione al corso" V. Montel, M. Perosino, G. Rinaudo 1 Impostazione del corso

Dettagli

LEGGE DI STEVINO. La pressione non dipende dalla superficie della base del recipiente

LEGGE DI STEVINO. La pressione non dipende dalla superficie della base del recipiente LA PRESSIONE NEI LIQUIDI DOVUTA ALLA FORZA PESO In condizioni di equilibrio la superficie libera di un liquido pesante deve essere piana ed orizzontale. Liquido di densitàρ Ogni strato orizzontale di liquido

Dettagli

Descrizione dell unità. Titolo Frazioni con la LIM. Autore Barbara Bianconi

Descrizione dell unità. Titolo Frazioni con la LIM. Autore Barbara Bianconi Descrizione dell unità Titolo Frazioni con la LIM Autore Barbara Bianconi Tematica Come si traducono nel linguaggio della matematica un quarto in musica, una fetta di pizza, un terzo di un percorso prestabilito?

Dettagli

Scuola dell Infanzia SCIENZE OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

Scuola dell Infanzia SCIENZE OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO ISTITUTO OMNICOMPRENSIVO ALTO ORVIETANO FABRO - TR Scuola dell Infanzia SCIENZE OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO MACRO DESCRITTORI PRIMO ANNO SECONDO ANNO ULTIMO ANNO Esplorare e descrivere oggetti e materiali

Dettagli

LA FISICA IN LABORATORIO

LA FISICA IN LABORATORIO Istituto Calasanzio anno 2015-2016 LA FISICA IN LABORATORIO Progetto sulle attività sperimentali per la scuola primaria e secondaria IN COSA CONSISTE IL METODO SCIENTIFICO Nell educazione scientifica è

Dettagli

Modulo didattico sulla misura di grandezze fisiche: la lunghezza

Modulo didattico sulla misura di grandezze fisiche: la lunghezza Modulo didattico sulla misura di grandezze fisiche: la lunghezza Lezione 1: Cosa significa confrontare due lunghezze? Attività n 1 DOMANDA N 1 : Nel vostro gruppo qual è la matita più lunga? DOMANDA N

Dettagli

IL CALORE NON E TEMPERATURA

IL CALORE NON E TEMPERATURA IL CALORE NON E TEMPERATURA Il progetto è nato dalla collaborazione di una rete di scuole supportate dalla competenza scientifica della dott.ssa Paola Bortolon. L idea era quella di stimolare negli allievi

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO SAN VENANZO - TR SCUOLA DELL'INFANZIA SCIENZE OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

ISTITUTO COMPRENSIVO SAN VENANZO - TR SCUOLA DELL'INFANZIA SCIENZE OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO ISTITUTO COMPRENSIVO SAN VENANZO - TR SCUOLA DELL'INFANZIA SCIENZE OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO MACRO DESCRITTORI PRIMO ANNO SECONDO ANNO ULTIMO ANNO Esplorare e descrivere oggetti e materiali 1. Manipolare

Dettagli

Dal tridimensionale al bidimensionale

Dal tridimensionale al bidimensionale PRIMARIA OGGI: COMPLESSITÀ E PROFESSIONALITÀ DOCENTE Firenze, 13-14settembre 2013 Dal tridimensionale al bidimensionale Elena Scubla I Circolo Didattico Sesto Fiorentino INDICAZIONI NAZIONALI PER IL CURRICOLO

Dettagli

Gli oggetti di plastica. Abilità interessate Conoscenze Nuclei coinvolti Collegamenti esterni Decodificare informazioni di tipo grafico.

Gli oggetti di plastica. Abilità interessate Conoscenze Nuclei coinvolti Collegamenti esterni Decodificare informazioni di tipo grafico. Gli oggetti di plastica Livello scolare: 1 biennio Abilità interessate Conoscenze Nuclei coinvolti Collegamenti esterni Decodificare informazioni di tipo grafico. Funzioni lineari. Pendenza di una retta.

Dettagli

- PROGRAMMAZIONE DI DIPARTIMENTO - anno scolastico 2014-2015 FISICA

- PROGRAMMAZIONE DI DIPARTIMENTO - anno scolastico 2014-2015 FISICA - PROGRAMMAZIONE DI DIPARTIMENTO - anno scolastico 2014-2015 Corsi Liceo Scientifico Liceo Scientifico opzione Scienze Applicate FISICA Indicazioni nazionali LINEE GENERALI E COMPETENZE Al termine del

Dettagli

SCIENZE. OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO (dalle Indicazioni Nazionali) AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA. Esplorare e descrivere oggetti e materiali

SCIENZE. OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO (dalle Indicazioni Nazionali) AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA. Esplorare e descrivere oggetti e materiali SCIENZE CLASSE 1 a TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO INDICATORI DI VALUTAZIONE (Stabiliti dal Collegio Docenti) AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA AL TERMINE DELLA CLASSE

Dettagli

DISCIPINA: SCIENZE SCUOLA PRIMARIA: CLASSE PRIMA APPRENDIMENTO. 1. Esplorare il mondo attraverso i cinque sensi

DISCIPINA: SCIENZE SCUOLA PRIMARIA: CLASSE PRIMA APPRENDIMENTO. 1. Esplorare il mondo attraverso i cinque sensi SCUOLA PRIMARIA: CLASSE PRIMA COMPETENZE OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO ATTIVITA - VERIFICA E VALUTAZIONE 1. Osserva persone e oggetti nell ambiente circostante 2. Classifica, identifica relazioni, produce

Dettagli

Seriare e classificare oggetti in base alle loro proprietà. Osservare momenti significativi nella vita di piante e animali.

Seriare e classificare oggetti in base alle loro proprietà. Osservare momenti significativi nella vita di piante e animali. CLASSE PRIMA Sviluppa un atteggiamento di curiosità e di ricerca esplorativa. Sa raggruppare classificare e ordinare in base ad una caratteristica. Individuare la struttura di oggetti semplici e descriverli

Dettagli

Classe seconda scuola primaria

Classe seconda scuola primaria Classe seconda scuola primaria Il percorso di seconda cerca di approfondire le differenze tra le principali proprietà delle figure geometriche solide, in particolare il cubo, e di creare attività di osservazione

Dettagli

LA MISURA. Per poter studiare, analizzare, capire i fenomeni del mondo fisico nel quale viviamo, la

LA MISURA. Per poter studiare, analizzare, capire i fenomeni del mondo fisico nel quale viviamo, la Mattiussi Mara Gallotti Costanza LA MISURA Per poter studiare, analizzare, capire i fenomeni del mondo fisico nel quale viviamo, la fisica ricorre a modelli matematici, i quali sono costruiti solo a partire

Dettagli

Associazione per l Insegnamento della Fisica Giochi di Anacleto

Associazione per l Insegnamento della Fisica Giochi di Anacleto Associazione per l Insegnamento della Fisica Giochi di Anacleto IN LABORATORIO 8 Maggio 26 Istruzioni per l allestimento della prova Materiale riservato per i docenti LA DENSITÀ DELL OLIO Presentazione

Dettagli

A SCUOLA INSIEME: ESPERIENZE DI CONTINUITA TRA SCUOLA D INFANZIA E SCUOLA PRIMARIA. 1. SCENEGGIATURA

A SCUOLA INSIEME: ESPERIENZE DI CONTINUITA TRA SCUOLA D INFANZIA E SCUOLA PRIMARIA. 1. SCENEGGIATURA A SCUOLA INSIEME: ESPERIENZE DI CONTINUITA TRA SCUOLA D INFANZIA E SCUOLA PRIMARIA. 1. SCENEGGIATURA DOCENTE TITOLO UNITA DIDATTICA (termine generico per indicare un attività didattica omogenea e congruente,

Dettagli

Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e naturali. CFU = 3 9 incontri di 3 ore. del Corso di Studio Obiettivi formativi del corso

Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e naturali. CFU = 3 9 incontri di 3 ore. del Corso di Studio Obiettivi formativi del corso Allegato A al Bando per la partecipazione al progetto sperimentale di orientamento e formazione per l iscrizione all Università I Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali Facoltà di Scienze Matematiche,

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO G.MARITI Corso della Repubblica, 125 Fauglia (PI) LABORATORI DEI SAPERI SCIENTIFICI 2013-2014 DIARIO DEL GRUPPO

ISTITUTO COMPRENSIVO G.MARITI Corso della Repubblica, 125 Fauglia (PI) LABORATORI DEI SAPERI SCIENTIFICI 2013-2014 DIARIO DEL GRUPPO ISTITUTO COMPRENSIVO G.MARITI Corso della Repubblica, 125 Fauglia (PI) LABORATORI DEI SAPERI SCIENTIFICI 2013-2014 SCUOLA: Secondaria di I grado Benci " Santa Luce CLASSE/SEZIONE :1 F INSEGNANTE: ORLANDINI

Dettagli

ANDREA FARALLI 2 C IL BARICENTRO

ANDREA FARALLI 2 C IL BARICENTRO ANDREA FARALLI 2 C IL BARICENTRO Domenica dieci febbraio siamo andati al laboratorio di fisica della nostra scuola per fare accoglienza ai ragazzi di terza media. Questa accoglienza consisteva nell illustrare

Dettagli

Lezione 11: Forze e pressioni nei fluidi

Lezione 11: Forze e pressioni nei fluidi Lezione 11 - pag.1 Lezione 11: Forze e pressioni nei fluidi 11.1. Dalla forza alla pressione Abbiamo visto che la Terra attrae gli oggetti solidi con una forza, diretta verso il suo centro, che si chiama

Dettagli

Il numero di ferro. Introduzione

Il numero di ferro. Introduzione Il numero di ferro Introduzione Una competenza fondamentale che si dovrebbe acquisire attraverso lo studio della matematica è quella di costruire modelli che permettano di interpretare la realtà, cogliendo

Dettagli

Istituto comprensivo Jacopo della Quercia Siena a.s. 2014/2015 CURRICOLO DI SCIENZE Scuola Secondaria di Primo Grado

Istituto comprensivo Jacopo della Quercia Siena a.s. 2014/2015 CURRICOLO DI SCIENZE Scuola Secondaria di Primo Grado Istituto comprensivo Jacopo della Quercia Siena a.s. 2014/2015 CURRICOLO DI SCIENZE Scuola ria di Primo Grado TRAGUARDI DI COMPETENZA CLASSE TERZA L alunno esplora e sperimenta, in laboratorio e all aperto,

Dettagli

LE FORME GEOMETRICHE dalle scatole alle forme

LE FORME GEOMETRICHE dalle scatole alle forme LE FORME GEOMETRICHE dalle scatole alle forme CLASSE prima TEMPI due mesi OBIETTIVI distinguere e denominare le principali figure solide PREREQUISITI alfabetizzazione strumentale minima: prima autonomia

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO. ne immagina e ne verifica le cause; ricerca accorgendosi dei loro cambiamenti.

SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO. ne immagina e ne verifica le cause; ricerca accorgendosi dei loro cambiamenti. Scienze Competenze TRAGUARDI DI SVILUPPO DELLE COMPETENZE SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO - Osserva con attenzione il suo corpo, L alunno sviluppa atteggiamenti di curiosità

Dettagli

Dalla geometria in 3D alla geometria in 2D dal cubo al quadrato

Dalla geometria in 3D alla geometria in 2D dal cubo al quadrato Dalla geometria in 3D alla geometria in 2D dal cubo al quadrato Firenze, 5 maggio 2013 Scuola Città Pestalozzi 8 SEMINARIO NAZIONALE SUL CURRICOLO VERTICALE Classe prima e seconda Paola Bertini, Antonio

Dettagli

PROGETTAZIONE DIDATTICA CLASSI PRIME ANNO SCOLASTICO 2012-2013 SCIENZE. Traguardi per lo sviluppo delle competenze OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

PROGETTAZIONE DIDATTICA CLASSI PRIME ANNO SCOLASTICO 2012-2013 SCIENZE. Traguardi per lo sviluppo delle competenze OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO PROGETTAZIONE DIDATTICA CLASSI PRIME ANNO SCOLASTICO 2012-2013 SCIENZE L insegnamento delle scienze dovrebbe essere caratterizzato dall utilizzo e dall acquisizione delle metodologie euristiche, che alimentano

Dettagli

COSTRUZIONE DEL CURRICOLO VERTICALE SUL METODO DI STUDIO. FINALITA Favorire il piacere allo studio OBIETTIVI GENERALI

COSTRUZIONE DEL CURRICOLO VERTICALE SUL METODO DI STUDIO. FINALITA Favorire il piacere allo studio OBIETTIVI GENERALI COSTRUZIONE DEL CURRICOLO VERTICALE SUL METODO DI STUDIO FINALITA Favorire il piacere allo studio GENERALI Acquisire un efficace metodo di studio Acquisire una buona autonomia di lavoro a scuola e a casa.

Dettagli

I quesiti di Matematica per la classe di concorso A059

I quesiti di Matematica per la classe di concorso A059 I quesiti di Matematica per la classe di concorso A059 Prof. Michelangelo Di Stasio Liceo Scientifico Statale Galileo Galilei di Piedimonte Matese (CE) michelangelodistasio@tin.it SOMMARIO Si propone la

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PALERMO MASTER: MISSB. UDA di Fisica

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PALERMO MASTER: MISSB. UDA di Fisica UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PALERMO MASTER: MISSB UDA di Fisica CLASSE V Scheda di Fisica di: Rosalia Rinaldi Prof.ssa Sperandeo 1 PREMESSA: Calore e temperatura sono concetti che ricorrono frequentemente

Dettagli

Temperatura uguale calore?

Temperatura uguale calore? SCIENZE La Materia Ti sarà capitato qualche volta di toccare un oggetto e di sentirlo caldo. Che cosa hai pensato della sua temperatura? Se ci pensi, nel linguaggio comune temperatura e calore sono termini

Dettagli

Forze come grandezze vettoriali

Forze come grandezze vettoriali Forze come grandezze vettoriali L. Paolucci 23 novembre 2010 Sommario Esercizi e problemi risolti. Per la classe prima. Anno Scolastico 2010/11 Parte 1 / versione 2 Si ricordi che la risultante di due

Dettagli

CURRICOLO SCIENZE SCUOLA PRIMARIA Classe 1, 2, 3

CURRICOLO SCIENZE SCUOLA PRIMARIA Classe 1, 2, 3 CURRICOLO SCIENZE SCUOLA PRIMARIA Classe 1, 2, 3 Nuclei tematici Scienza della materia Traguardi per lo sviluppo della competenza L alunno sviluppa atteggiamenti di curiosità verso fenomeni del mondo fisico

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO SASSOFERRATO UNITÁ DI INSEGNAMENTO APPRENDIMENTO n.1 a.s.2013/2014

ISTITUTO COMPRENSIVO SASSOFERRATO UNITÁ DI INSEGNAMENTO APPRENDIMENTO n.1 a.s.2013/2014 Articolazione dell apprendimento Dati identificativi ISTITUTO COMPRENSIVO SASSOFERRATO UNITÁ DI INSEGNAMENTO APPRENDIMENTO n.1 a.s.2013/2014 Titolo significativo Risolvere i problemi Insegnamenti coinvolti

Dettagli

FISICA. Le forze. Le forze. il testo: 2011/2012 La Semplificazione dei Testi Scolastici per gli Alunni Stranieri IPSIA A.

FISICA. Le forze. Le forze. il testo: 2011/2012 La Semplificazione dei Testi Scolastici per gli Alunni Stranieri IPSIA A. 01 In questa lezione parliamo delle forze. Parliamo di forza quando: spostiamo una cosa; solleviamo un oggetto; fermiamo una palla mentre giochiamo a calcio; stringiamo una molla. Quando usiamo (applichiamo)

Dettagli

Istituto Comprensivo statale Girolamo Fracastoro Cavaion Veronese. SCUOLA PRIMARIA CURRICOLO DI SCIENZE Classe prima

Istituto Comprensivo statale Girolamo Fracastoro Cavaion Veronese. SCUOLA PRIMARIA CURRICOLO DI SCIENZE Classe prima Classe prima Classe I competenza matematica e SPERIMENTARE CON OGGETTI E MATERIALI competenze di base in scienza e tecnologia competenza digitale Osservare, descrivere elementi della realtà circostante

Dettagli

CURRICOLO SCUOLA PRIMARIA SCIENZE COMPETENZE

CURRICOLO SCUOLA PRIMARIA SCIENZE COMPETENZE CURRICOLO SCUOLA PRIMARIA SCIENZE COMPETENZE - L alunno sviluppa atteggiamenti di curiosità e modi di guardare il mondo che lo stimolano a cercare spiegazioni di quello che vede succedere. - Esplora i

Dettagli

La lettura strategica cooperativa

La lettura strategica cooperativa La lettura strategica cooperativa STRATEGIA 1. ANTEPRIMA si attua prima della lettura del testo. Fasi di lavoro: idea: pensa a ciò che sai già sull argomento previsione: cerca indizi nel titolo, nei sottotitoli,

Dettagli

LIQUIDI, SOLIDI, PARALLELISMO, ANGOLO, PERPENDICOLARITÀ percorso interdisciplinare scienze\matematica, classe terza o quarta della scuola primaria

LIQUIDI, SOLIDI, PARALLELISMO, ANGOLO, PERPENDICOLARITÀ percorso interdisciplinare scienze\matematica, classe terza o quarta della scuola primaria LIQUIDI, SOLIDI, PARALLELISMO, ANGOLO, PERPENDICOLARITÀ percorso interdisciplinare scienze\matematica, classe terza o quarta della scuola primaria Antonella Martinucci, Antonio Moro, Rosanna Nencini, 2012

Dettagli

DIARIO DI BORDO DOCENTE PIERA FERRARIO SCUOLA MEDIA STATALE A. DE FERRARIIS GALATONE

DIARIO DI BORDO DOCENTE PIERA FERRARIO SCUOLA MEDIA STATALE A. DE FERRARIIS GALATONE DIARIO DI BORDO DOCENTE PIERA FERRARIO SCUOLA MEDIA STATALE A. DE FERRARIIS GALATONE MISCUGLI E SOLUZIONI La trattazione di questo argomento è avvenuta nell ambito dello studio dell acqua e delle sue proprietà

Dettagli

Istruzioni, indicatori e strumenti di valutazione per i consigli di classe (Allegato 2 Decr MIUR 22 agosto 2007)

Istruzioni, indicatori e strumenti di valutazione per i consigli di classe (Allegato 2 Decr MIUR 22 agosto 2007) ISTITUTO PROFESSIONALE DI STATO PER I SERVIZI COMMERCIALI, TURISTICI, GRAFICI, ALBERGHIERI E SOCIALI L. EINAUDI Istruzioni, indicatori e strumenti di valutazione per i consigli di classe (Allegato 2 Decr

Dettagli

Antonella Martinucci, Rossana Nencini, 2013 IL PESO. classe quarta

Antonella Martinucci, Rossana Nencini, 2013 IL PESO. classe quarta Antonella Martinucci, Rossana Nencini, 2013 IL PESO classe quarta I bambini utilizzano spontaneamente il concetto di pesante? Collochiamo su un banco alcuni oggetti: penne matite gomme fogli scottex quaderni

Dettagli

PROGETTO CONTINUITA ESPERIMENTI PER LA PRIMA MEDIA

PROGETTO CONTINUITA ESPERIMENTI PER LA PRIMA MEDIA PROGETTO CONTINUITA ESPERIMENTI PER LA PRIMA MEDIA Gli alunni della classe 1^ sec C, dopo aver studiato a casa gli argomenti relativi all opuscolo elaborato Esperimenti per la prima media utilizzando materiali

Dettagli

LE FORME GEOMETRICHE...TANTE SCATOLE...

LE FORME GEOMETRICHE...TANTE SCATOLE... LE FORME GEOMETRICHE...TANTE SCATOLE... INSEGNANTI: SIMONA MINNUCCI MICHELA BASTIANI ANNO SCOLASTICO 2011-2012 CLASSE: SECONDA TEMPI: GENNAIO-GIUGNO OBIETTIVO FORMATIVO ESPLORARE LA REALTÀ ATTRAVERSO ESPERIENZE

Dettagli

INTORNO AL CUBO PER CLASSI III, IV E V DI SCUOLA PRIMARIA

INTORNO AL CUBO PER CLASSI III, IV E V DI SCUOLA PRIMARIA INTORNO AL CUBO PER CLASSI III, IV E V DI SCUOLA PRIMARIA Anno scolastico 2012/2013 1 Indice Componenti del gruppo di lavoro pag. 2 Premessa pag. 3 Descrizione dell'attività di laboratorio pag. 4 Verifica

Dettagli

Alla ricerca dell algoritmo. Scoprire e formalizzare algoritmi.

Alla ricerca dell algoritmo. Scoprire e formalizzare algoritmi. PROGETTO SeT Il ciclo dell informazione Alla ricerca dell algoritmo. Scoprire e formalizzare algoritmi. Scuola media Istituto comprensivo di Fagagna (Udine) Insegnanti referenti: Guerra Annalja, Gianquinto

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO MONTEGROTTO TERME SCUOLA PRIMARIA DISCIPLINA: SCIENZE - CLASSE PRIMA OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

ISTITUTO COMPRENSIVO MONTEGROTTO TERME SCUOLA PRIMARIA DISCIPLINA: SCIENZE - CLASSE PRIMA OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO PRIMA DELLA DISCIPLINA: SCIENZE - CLASSE PRIMA L alunno sviluppa atteggiamenti di curiosità e modi di guardare il mondo che lo stimolano a cercare spiegazioni di quello che vede succedere. Esplora i fenomeni

Dettagli

FENOMENI DI SUPERFICIE 1 Un possibile percorso: LA TENSIONE SUPERFICIALE Scheda esperienza 1

FENOMENI DI SUPERFICIE 1 Un possibile percorso: LA TENSIONE SUPERFICIALE Scheda esperienza 1 PIANO ISS P r e s i d i o M I L A N O I s t i t u t o T e c n i c o I n d u s t r i a l e S t a t a l e L i c e o S c i e n t i f i c o T e c n o l o g i c o E t t o r e M o l i n a r i Via Crescenzago,

Dettagli

PROGETTO CONTINUITA INCONTRIAMO LE SCIENZE ISTITUTO COMPRENSIVO CALITRI SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO DI CALITRI

PROGETTO CONTINUITA INCONTRIAMO LE SCIENZE ISTITUTO COMPRENSIVO CALITRI SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO DI CALITRI PROGETTO CONTINUITA INCONTRIAMO LE SCIENZE ISTITUTO COMPRENSIVO CALITRI SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO DI CALITRI LA DILATAZIONE TERMICA NEI SOLIDI I ESPERIENZA OCCORRENTE: sbarra metallica

Dettagli

SCUOLA PRIMARIA I.C. di CRESPELLANO PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI SCIENZE. TRAGUARDI DELLE COMPETENZE AL TERMINE della CLASSE I

SCUOLA PRIMARIA I.C. di CRESPELLANO PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI SCIENZE. TRAGUARDI DELLE COMPETENZE AL TERMINE della CLASSE I SCUOLA PRIMARIA I.C. di CRESPELLANO PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI SCIENZE ANNO SCOLASTICO INSEGNANTI TRAGUARDI DELLE COMPETENZE AL TERMINE della CLASSE I Osserva con curiosità che lo circonda, ponendo spontaneamente

Dettagli

TEORIA CINETICA DEI GAS

TEORIA CINETICA DEI GAS TEORIA CINETICA DEI GAS La teoria cinetica dei gas è corrispondente con, e infatti prevede, le proprietà dei gas. Nella materia gassosa, gli atomi o le molecole sono separati da grandi distanze e sono

Dettagli

Test di autovalutazione Corso di Laurea in Tossicologia dell ambiente e degli alimenti

Test di autovalutazione Corso di Laurea in Tossicologia dell ambiente e degli alimenti Test di autovalutazione Corso di Laurea in Tossicologia dell ambiente e degli alimenti Quesito 1 Un punto materiale di massa 5 kg si muove di moto circolare uniforme con velocità tangenziale 1 m/s. Quanto

Dettagli

Titolo dell'attività (max 255 caratteri, spazi compresi) Sintesi dell'attività (max 1000 caratteri, spazi compresi)

Titolo dell'attività (max 255 caratteri, spazi compresi) Sintesi dell'attività (max 1000 caratteri, spazi compresi) RIFLESSIONE SULLA PROGETTAZIONE Titolo dell'attività (max 255 caratteri, spazi compresi) Fare Scienze con un approccio innovativo: l Apparato Circolatorio. Sintesi dell'attività (max 1000 caratteri, spazi

Dettagli

ATTIVITA LABORATORIALI SVOLTE CON ROSANNA PETITI novembre 2011 / gennaio 2012

ATTIVITA LABORATORIALI SVOLTE CON ROSANNA PETITI novembre 2011 / gennaio 2012 ATTIVITA LABORATORIALI SVOLTE CON ROSANNA PETITI novembre 2011 / gennaio 2012 Scuola primaria «Calvino» - Moncalieri - Laboratorio "LUCE E VISIONE" con Rosanna Petiti 1 1^ incontro Scoprire quali sono

Dettagli

Scuola/Classe Cognome Nome Data

Scuola/Classe Cognome Nome Data Università di Udine Unità di Ricerca in Didattica della Fisica Scuola/Classe Cognome Nome Data Scheda PotRot Mezzi otticamente attivi Attività A. Riconoscere i mezzi otticamente attivi. Si dispone un puntatore

Dettagli

MAPPA OPERATIVA PER U.A. DISCIPLINARI. Scuola Secondaria di I grado

MAPPA OPERATIVA PER U.A. DISCIPLINARI. Scuola Secondaria di I grado MAPPA OPERATIVA PER U.A. DISCIPLINARI Scuola Secondaria di I grado Considerate la vastità degli argomenti trattati e le esigenze peculiari di ogni classe, ciascun insegnante deciderà quali unità didattiche

Dettagli

Statica e dinamica dei fluidi. A. Palano

Statica e dinamica dei fluidi. A. Palano Statica e dinamica dei fluidi A. Palano Fluidi perfetti Un fluido perfetto e incomprimibile e indilatabile e non possiede attrito interno. Forza di pressione come la somma di tutte le forze di interazione

Dettagli

INSIEME PERCHÉ QUALCOSA

INSIEME PERCHÉ QUALCOSA INSIEME PERCHÉ QUALCOSA DI NUOVO ACCADA IN CLASSE Matematica: le frazioni Istituto Comprensivo Camerano Scuola primaria: classi 3^A-B, 5^A-B Scuola secondaria 1 : classi 1^ A-B-C MAPPA CONCETTUALE CHE

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE A. MAZZARELLA. Scuola dell Infanzia-Primaria-Secondaria I grado. Cerreto Sannita - San Lorenzello

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE A. MAZZARELLA. Scuola dell Infanzia-Primaria-Secondaria I grado. Cerreto Sannita - San Lorenzello ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE A. MAZZARELLA Scuola dell Infanzia-Primaria-Secondaria I grado Cerreto Sannita - San Lorenzello PROGETTO CONTINUITA EDUCATIVA REGOLIAMOCI ANNO SCOLASTICO 2014/2015 PREMESSA

Dettagli

ESPERIENZA 1 MATERIALE - UNA BACINELLA, UN BARATTOLO DI VETRO, UN TAPPO DI SUGHERO, ACQUA, CARTA E PENNA.

ESPERIENZA 1 MATERIALE - UNA BACINELLA, UN BARATTOLO DI VETRO, UN TAPPO DI SUGHERO, ACQUA, CARTA E PENNA. Prof. Fucini Marco ESPERIMENTO 1 ESPERIMENTO 2 ESPERIMENTO 3 ESPERIMENTO 4 ESPERIMENTO 5 ESPERIMENTO 6 ESPERIMENTO 7 ESPERIMENTO 8 ESPERIMENTO 9 ESPERIMENTO 10 ESPERIMENTO 11 ESPERIMENTO 12 ESPERIMENTO

Dettagli

Obiettivo Principale: Spiegare come la stessa cosa possa essere realizzata in molti modi diversi e come, a volte, ci siano modi migliori di altri.

Obiettivo Principale: Spiegare come la stessa cosa possa essere realizzata in molti modi diversi e come, a volte, ci siano modi migliori di altri. 6 LEZIONE: Algoritmi Tempo della lezione: 45-60 Minuti. Tempo di preparazione: 10-25 Minuti (a seconda che tu abbia dei Tangram disponibili o debba tagliarli a mano) Obiettivo Principale: Spiegare come

Dettagli

Domanda 1 Quesiti preliminari

Domanda 1 Quesiti preliminari Domanda 1 Quesiti preliminari 1.1 A che temperatura bolle l acqua nella vostra aula di scienze? 1.2 Se in una pentola senza coperchio posta su di un fornello ho dell acqua che bolle e continuo a riscaldare,

Dettagli

se è importante quello che si insegna, lo è ancora di più come lo si insegna Ubaldo Pernigo 5 marzo 2014

se è importante quello che si insegna, lo è ancora di più come lo si insegna Ubaldo Pernigo 5 marzo 2014 Autore con Marco Tarocco di UbiMath Matematica per il tuo futuro Ed. Le Monnier 2014 Autore diel sito aperto UbiMath www.ubimath.org se è importante quello che si insegna, lo è ancora di più come lo si

Dettagli

TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA

TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA PRIMARIA DI CORTE FRANCA MATEMATICA CLASSE QUINTA TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA L ALUNNO SVILUPPA UN ATTEGGIAMENTO POSITIVO RISPETTO ALLA MATEMATICA,

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO «DON LORENZO MILANI» DI AQUILEIA IL TEMA DEI FENOMENI OTTICI IN PROSPETTIVA VERTICALE NELLA SCUOLA PRIMARIA

ISTITUTO COMPRENSIVO «DON LORENZO MILANI» DI AQUILEIA IL TEMA DEI FENOMENI OTTICI IN PROSPETTIVA VERTICALE NELLA SCUOLA PRIMARIA ISTITUTO COMPRENSIVO «DON LORENZO MILANI» DI AQUILEIA IL TEMA DEI FENOMENI OTTICI IN PROSPETTIVA VERTICALE NELLA SCUOLA PRIMARIA SEQUENZA CONCETTUALE AFFRONTATA 1. FORMULAZIONESCRITTADAPARTEDEIBAMBINI

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO BARBERINO MUGELLO

ISTITUTO COMPRENSIVO BARBERINO MUGELLO IL PESO percorso didattico scuola primaria Sperimentazione didattica ISTITUTO COMPRENSIVO BARBERINO MUGELLO I bambini utilizzano spontaneamente il concetto di pesante? Collochiamo su un banco alcuni oggetti:

Dettagli

La candela accesa. Descrizione generale. Obiettivi. Sequenza didattica e metodo di lavoro. Esperimenti sulla crescita delle piante

La candela accesa. Descrizione generale. Obiettivi. Sequenza didattica e metodo di lavoro. Esperimenti sulla crescita delle piante Esperimenti sulla crescita delle piante unità didattica 1 La candela accesa Durata 60 minuti Materiali per ciascun gruppo - 1 candela - 1 vaso di vetro - 1 cronometro - 1 cannuccia - fiammiferi - 1 pezzo

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO SASSOFERRATO UNITÁ DI INSEGNAMENTO APPRENDIMENTO n.3 A.S. 2013/2014

ISTITUTO COMPRENSIVO SASSOFERRATO UNITÁ DI INSEGNAMENTO APPRENDIMENTO n.3 A.S. 2013/2014 ISTITUTO COMPRENSIVO SASSOFERRATO UNITÁ DI INSEGNAMENTO APPRENDIMENTO n.3 A.S. 2013/2014 Dati identificati vi Titolo significativo: L area delle figure piane Insegnamenti coinvolti: Matematica (geometria)

Dettagli

MODELLAZIONE NUMERICA E SPERIMENTAZIONI DELLE CORRENTI DI GRAVITA CHE INTERAGISCONO CON FORME DI FONDO

MODELLAZIONE NUMERICA E SPERIMENTAZIONI DELLE CORRENTI DI GRAVITA CHE INTERAGISCONO CON FORME DI FONDO MODELLAZIONE NUMERICA E SPERIMENTAZIONI DELLE CORRENTI DI GRAVITA CHE INTERAGISCONO CON FORME DI FONDO Relazione di tirocinio di Flavio Consolo matricola 281865 Corso ingegneria civile per la protezione

Dettagli

L AMBIENTE DI APPRENDIMENTO PER L INCLUSIONE:

L AMBIENTE DI APPRENDIMENTO PER L INCLUSIONE: SEMINARIO NAZIONALE INDICAZIONI PER PROMUOVERE COMPETENZE ABANO TERME 29-30 MAGGIO 2014 L AMBIENTE DI APPRENDIMENTO PER L INCLUSIONE: risorse, strumenti, tecniche attive per.. Rete di n 6 istituti Comprensivi

Dettagli

PROBLEMI DI MISURA. Graziella Marcus I.C.di Roveredo in Piano e San Quirino - PN. Classe Quinta 22/02/12

PROBLEMI DI MISURA. Graziella Marcus I.C.di Roveredo in Piano e San Quirino - PN. Classe Quinta 22/02/12 PROBLEMI DI MISURA Graziella Marcus I.C.di Roveredo in Piano e San Quirino - PN Classe Quinta 22/02/12 Panoramica progetto Descrizione generale di argomento e contenuto Obiettivi formativi (conoscenze/abilità/

Dettagli

QUADRO DI RIFERIMENTO E MOTIVAZIONI

QUADRO DI RIFERIMENTO E MOTIVAZIONI INTRODUZIONE Il progetto Giochiamo con le forme è nato da una proposta della dottoressa Marta Todeschini e ha coinvolto 25 alunni della sezione 5C della scuola dell infanzia Il Girasole della DDS di Conselve

Dettagli

DISCIPLINA : SCIENZE NATURALI E SPERIMENTALI CLASSE PRIMA SCUOLA PRIMARIA. TRAGUARDI DI APPRENDIMENTO (AL TERMINE DI: CL.

DISCIPLINA : SCIENZE NATURALI E SPERIMENTALI CLASSE PRIMA SCUOLA PRIMARIA. TRAGUARDI DI APPRENDIMENTO (AL TERMINE DI: CL. DISCIPLINA : SCIENZE NATURALI E SPERIMENTALI CLASSE PRIMA SCUOLA PRIMARIA TRAGUARDI DI APPRENDIMENTO (AL TERMINE DI: CL. 3^ primaria) Esplora i fenomeni con un approccio scientifico: con l'aiuto dell'insegnante

Dettagli