Italiani e stranieri

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1 Provincia di Ferrara Italiani e stranieri nelle imprese ferraresi Relazioni e configurazioni sociali a cura di Franco Mosca con la collaborazione di Daniela Felloni Ilaria Guzzinati Giugno 2010

2 Indice Introduzione 5 Capitolo 1 - Mercato del lavoro e migrazioni: dati di sfondo 9 - Gli stranieri nel mercato del lavoro italiano 10 - Gli stranieri nel mercato del lavoro ferrarese 13 Capitolo 2 - Le caratteristiche della ricerca sul campo 17 - Obiettivi e metodi d indagine 18 - Le dimensioni da indagare 21 - Il campo di indagine e la definizione del piano-interviste 24 - Le unità locali coinvolte e i lavoratori intervistati 35 - L atteggiamento verso l intervista 38 Indagine promossa dall Assessorato Politiche del Lavoro e Formazione Professionale della Provincia di Ferrara Raccolta dati sulle situazioni lavorative Ditta SWG s.r.l di Trieste Elaborazione dell indagine Franco Mosca Ideazione e realizzazione grafica Daniela Felloni e Ilaria Guzzinati Capitolo 3 - Il coinvolgimento al lavoro degli intervistati 43 - Le caratteristiche dei lavoratori intervistati 44 La cittadinanza, il sesso, l età e lo stato civile 44 Autoctoni e migranti (italiani e stranieri) 47 I livelli di scolarità dichiarati 49 La conoscenza e il rispetto del contratto di riferimento 51 - Le caratteristiche degli inserimenti al lavoro 52 Le aree territoriali d inserimento al lavoro 52 Le modalità di reperimento del lavoro 53 L assunzione e l inserimento al lavoro 56 I redditi e le retribuzioni mensili 58 L orario di lavoro e il tipo di assunzione 59 La stabilità dei rapporti di lavoro 60 Soddisfatti e insoddisfatti del lavoro svolto 63 La gestione dei permessi e delle assenze 67 La distribuzione dei compiti e il loro svolgimento 69 Le preferenze sui compiti da svolgere 71 Il controllo sul lavoro svolto 72 Il disagio segnalato in relazione al lavoro svolto 73 I danni recati all azienda e gli infortuni subiti 77 Il ricorso all azione formativa 79 3

3 - I rapporti con i colleghi e con i superiori 80 Le situazioni di compresenza (italiani e stranieri) 80 Le difficoltà nello svolgimento dei compiti e il loro superamento 81 La presenza di gruppi di lavoro separati 84 Gli aspetti discriminanti segnalati 86 Le contrapposizioni, i dissidi e i conflitti 88 Le esperienze critiche vissute con i colleghi di lavoro 89 L uso di appellativi e soprannomi nel luogo di lavoro 93 Gli scambi verbali, gli aiuti e i consigli tra colleghi 94 I temi di confronto e di discussione con i colleghi 96 Le relazioni nel dopolavoro 97 Capitolo 4 - Approfondimenti settoriali Analisi delle situazioni di lavoro per settore 104 Le condizioni di lavoro in Agricoltura e nel Commercio Ortofrutta 105 Le condizioni di lavoro negli Autotrasporti, Logistica, Facchinaggio 111 Le condizioni di lavoro nelle Costruzioni 120 Le condizioni di lavoro nel Metalmeccanico 128 Le condizioni di lavoro nei Pubblici Esercizi 136 Capitolo 5 - Conclusioni La condizione dei migranti (italiani e stranieri) Le condizioni di lavoro e le relazioni nei luoghi di lavoro 151 Appendice 165 Questionario di indagine per la verifica dell integrazione tra lavoratori di varie nazionalità sul mercato del lavoro 165 Introduzione Numerosi studi sulla concezione moderna del lavoro ne individuano il carattere ideologico che, largamente introiettato nelle società occidentali, vedrebbe nell attività lavorativa continuativa e retribuita il titolo normale e pressoché esclusivo di partecipazione alla vita associata. Sono tuttora largamente diffusi detti e proverbi che attestano la permanenza nel tempo e la radicata diffusione dell idea della centralità del lavoro, anche nella cultura popolare dell Italia contemporanea. L opinione che sia il lavoro a conferire il pieno diritto di cittadinanza risulta trasversale, interclassista, condivisa da etiche laiche e religiose. Per alcuni studiosi questa è molto più che un ideologia, in quanto rientra nel senso comune e rappresenta una norma di comportamento e di giudizio completamente assimilata. Il lavoro è presentato anche dalle varie istituzioni come il perno dell identità sociale e di conseguenza di quella individuale, capace cioè di dare un senso alla stessa vita umana. Sul piano giuridico la Costituzione Italiana sancisce la centralità del lavoro quando afferma: - Art. 1: L Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro Art. 4: La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto. Ogni cittadino...(con il proprio lavoro) concorre al progresso materiale o spirituale della società Art. 35: La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l elevazione professionale di tutti i lavoratori... Riconosce la libertà di emigrazione e tutela il lavoro degli italiani all estero Art. 36: Il lavoratore ha il diritto ad una retribuzione proporzionale alla quantità del suo lavoro ed in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé ed alla propria famiglia un esistenza libera e dignitosa.... Si tratta di principi generali che dovrebbero valere anche per tutti i cittadini stranieri, ma per i non comunitari sono tuttora attive o sono state emanate norme e regole per alcuni aspetti più restrittive (come, ad esempio, l impossibilità di accedere ai pubblici concorsi, le difficoltà di riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all estero e/o delle esperienze formative/lavorative svolte all estero, ecc.). La normativa sui cittadini stranieri non comunitari 1, inoltre, è stata emanata in base ad orientamenti volti a limitare la presenza di clandestini ed im- 1 Si veda il T.U. 286/98 e successive modifiche le più importanti introdotte con la Legge 189/02 Bossi-Fini, nonché con i cosiddetti Pacchetti Sicurezza del 2008 e del

4 pone adempimenti burocratico/amministrativi (come, ad esempio, nel caso del rilascio e del rinnovo dei permessi di soggiorno) che rischiano di rendere più gravoso l accesso ai diritti sanciti nel testo costituzionale. Tali normative hanno soprattutto disciplinato: - le modalità e i requisiti d ingresso regolare per lavoro subordinato (a tempo indeterminato, a tempo determinato e/o stagionale), legandole all eventuale emanazione annuale di decreti flusso, finalizzati a stabilire quote limitate d ingresso per nazione di provenienza e per settore lavorativo d inserimento, a fronte di richieste/domande specifiche presentate da datori di lavoro operanti in Italia; - le modalità e i requisiti per ottenere il ricongiungimento con i propri familiari (con vincoli specifici inerenti il grado di parentela, l effettiva convivenza, l entità del reddito a disposizione del richiedente, la disponibilità di un alloggio adeguato, ecc.); - le modalità di primo rilascio e di successivo rinnovo dei vari tipi di permesso di soggiorno; - i requisiti necessari ad ottenere la tutela socio-sanitaria e a mantenere/rinnovare i permessi di soggiorno; - i requisiti necessari per studiare in Italia e/o per partecipare ad azioni formative e/o ottenere il riconoscimento di titoli di studio acquisiti all estero, soprattutto in campo sanitario; - le sanzioni civili e penali per chi ospita e/o dà lavoro ad irregolari e/o clandestini; - le sanzioni civili e penali per chi è presente in Italia in condizioni di clandestinità e/o irregolarità. E opportuno ricordare che il sistema giuridico italiano, soprattutto in materia di accesso al lavoro (se si esclude l accesso al lavoro nel settore pubblico), non opera distinzioni tra cittadini italiani e cittadini stranieri regolarmente presenti, considerato che l Italia ha sottoscritto la Convenzione OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) n.143 del 24/6/75, ratificata con legge 158/81. Per i cittadini non comunitari, in particolare, si prevede... parità di trattamento e piena uguaglianza di diritti rispetto ai lavoratori italiani. Viene sancito, prendendo a riferimento quanto stabilito nei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro di settore, che: - la retribuzione deve essere adeguata al rapporto di scambio tra prestatore d opera e datore di lavoro, in stretta correlazione alla consistenza qualitativa e quantitativa della prestazione di lavoro (Corte Cost. sent. n. 30/1960); - la retribuzione deve adeguarsi alle esigenze minime di vita obiettivamente determinate del lavoratore e della sua famiglia (Corte Cost. n. 41/1960). Numerose indagini, anche di diverso orientamento 2 rilevano invece che gli stranieri incontrano maggiori difficoltà, specie se non comunitari, nell accesso al mercato del lavoro, nella tutela dei rischi d infortunio, nel riconoscimento di adeguati livelli professionali e, quindi, retributivi. Mancano, però, indagini che descrivano le modalità di coinvolgimento e la qualità delle relazioni nei luoghi di lavoro dei cittadini immigrati e dei cittadini autoctoni, tra lavoratori più anziani e lavoratori nuovi arrivati siano essi italiani o stranieri. Le nuove norme di flessibilizzazione del mercato del lavoro, le caratteristiche dei cosiddetti ammortizzatori sociali possono condizionare in modo diverso gli immigrati e le nuove generazioni che hanno di recente trovato lavoro e/o che sono alla ricerca di un occupazione. Il diverso status sociale, la possibilità o meno di ricorrere al sostegno familiare sul piano economico e/o affettivo, le possibilità di far valere titoli di studio e/o capacità professionali acquisite nelle fasi di ricerca del lavoro e di sviluppo delle carriere lavorative, risultano elementi che possono indurre differenti atteggiamenti sia verso le opportunità di lavoro reperibili sul mercato, sia verso i contesti di lavoro organizzato. Bisogni e aspettative appaiono, inoltre, fortemente condizionati: - da opportunità e/o vincoli normativi che, ad esempio, impongono ai cittadini non comunitari di essere occupati al fine di rinnovare il permesso di soggiorno; - dalla condizione economica individuale e/o familiare che possono più o meno costringere le persone in difficoltà, soprattutto se straniere, a provvedere al sostentamento dei propri familiari anche accettando lavori pericolosi, precari, irregolari, sottopagati. Vincoli normativi, difficoltà economiche, esperienze di lavoro maturate nel paese d origine in situazioni di irregolarità, di insicurezza e di scarso controllo delle autorità, possono indurre atteggiamenti e comportamenti inadeguati perlomeno in linea di principio al contesto lavorativo italiano o possono apparire, ai lavoratori che godono di tutele consolidate, come azioni che incidono negativamente sulle condizioni di lavoro complessive, soprattutto sui livelli salariali e sui diritti acquisiti. Proprio nell ambito delle condizioni di lavoro più difficili, precarie e/o marginali possono, pertanto, emergere comportamenti di competizione/conflittualità tra vecchi e nuovi arrivati, oppure possono maturare situazioni di potenziale conflitto che, rimanendo latenti per timore e/o per convenienza, 2 La discriminazione degli immigrati nel mercato del lavoro trentino a cura di MIGRA Osservatorio sulla discriminazione degli immigrati nel lavoro della Provincia di Trento oppure il Rapporto 2005 Un anno di attività contro la discriminazione razziale del Ministero per le Pari Opportunità. 6 7

5 si esprimono in mugugni, risentimenti, orientamenti sociali e politici di carattere repressivo e discriminatorio. L indagine che qui si presenta ha preso l avvio dalle suddette riflessioni e ha messo in evidenza come il superamento delle barriere e dei pregiudizi passi, prima di tutto, attraverso l esperienza diretta di confronto/collaborazione e, a volte, di scontro tra autoctoni e stranieri. La conoscenza interpersonale, se non sporadica e/o superficiale, ridimensiona le diffidenze, porta spesso a considerare le ragioni dell altro, a vedere in esse la voglia comune di migliorare le condizioni di vita sociali e personali. Mercato del lavoro e migrazioni: dati di sfondo 8

6 Mercato del lavoro e migrazioni Mercato del lavoro e migrazioni Gli stranieri nel mercato del lavoro italiano Per definire gli obiettivi dell indagine e le modalità di svolgimento della stessa, è fondamentale acquisire adeguate conoscenze sia delle dimensioni che caratterizzano il mercato del lavoro nazionale e locale, sia delle fonti informative utili al raggiungimento di tale conoscenza. Le caratteristiche del mercato del lavoro sono condizionate da: - le imprese che attivano le assunzioni, i licenziamenti e i processi formativi dei lavoratori (per esperienza diretta nei processi di lavoro e/o tramite percorsi di formazione enucleata dal contesto lavorativo); - i lavoratori occupati e/o in cerca di occupazione (in possesso di conoscenze necessarie sia alla ricerca di una occupazione, sia all inserimento nei vari tipi di impresa); - le strutture organizzate di mediazione e/o di regolazione che intervengono nei processi di inserimento al lavoro (Centri per l Impiego, Agenzie private di lavoro, Sindacati dei lavoratori, Associazioni dei datori di lavoro, ecc.) sulla base delle norme emanate dal legislatore italiano e degli accordi tra le parti sociali. Soprattutto a partire dall inizio degli anni 90, si sono verificati in Italia importanti e rapidi cambiamenti che hanno coinvolto imprese e lavoratori. Alcuni di questi o, perlomeno, quelli più rilevanti appaiono legati: alle scelte legislative dei vari Governi che hanno, da un lato facilitato gli scambi e gli investimenti internazionali, dall altro introdotto nuove modalità di accesso al lavoro, ampliando la gamma sia dei modi di assunzione, sia delle strutture di intermediazione tra lavoratori e imprese (si veda, ad esempio, la costituzione delle agenzie di lavoro interinale che possono prestare lavoratori alle imprese per far fronte alle loro necessità occasionali e/o temporanee); all orientamento, messo in campo soprattutto da parte dei lavoratori autoctoni più giovani che, per diverse ragioni (quali il prolungamento degli studi, la disponibilità di redditi di sostegno provenienti dalla famiglia, la ricerca/attesa di un lavoro consono ad aspettative e studi svolti), ha portato ad un prolungamento dei tempi d ingresso nel mercato del lavoro, rispetto alle precedenti generazioni; all ingresso in Italia (oltre che nei paesi più industrializzati) di un numero crescente di cittadini stranieri disponibili a svolgere attività lavorative spesso scartate e/o trascurate dai lavoratori autoctoni. Per esprimere in modo sintetico i complessi mutamenti, tuttora in atto, molti studiosi hanno fatto ricorso a termini come deregolamentazione e/o flessibilizzazione del mercato del lavoro, indotte in primo luogo dalla cosiddetta globalizzazione dell economia. Si tratta di espressioni che rischiano, nella loro estrema sinteticità, di non dare conto della complessità delle situazioni e, soprattutto, di come il cambiamento o la persistenza assumano caratteristiche diverse nei vari contesti nazionali e locali. Tradizioni, orientamenti, abitudini quotidiane, grado di invecchiamento della popolazione autoctona, entità della presenza di lavoratori immigrati, caratteristiche strutturali delle imprese presenti in ogni territorio, influenzano le scelte dei singoli e delle istituzioni, di fronte alle spinte verso il cambiamento emergenti in campo nazionale e internazionale e mettono in crisi qualsiasi tentativo di incasellare, in un solo modello, le situazioni composite di ogni realtà locale e nazionale. Sul versante statistico, le fonti informative più importanti sono rappresentate, in campo nazionale e regionale, dalle rilevazioni Istat sulla forza lavoro, in ambito locale dalle banche dati dei Centri per l Impiego che registrano le assunzioni, i licenziamenti, le sospensioni, le disponibilità e le indisponibilità verso i vari tipi di lavoro, gli stati di disoccupazione e di temporanea mobilità, le conoscenze tecniche apprese dai lavoratori tramite esperienze professionali e/o tramite percorsi scolastici e formativi enucleati. Per quanto riguarda l Istat, sono molto significative le indagini trimestrali realizzate a campione sulla forza lavoro che forniscono dati circa l entità dei lavoratori attivi e dei lavoratori occupati distinti per cittadinanza. Trimestri Totale di cui Inc. % Crescita Crescita stranieri stranieri totale stranieri IV Trim ,6% - - IV Trim ,1% IV Trim ,0% IV Trim ,1% Dall analisi dei dati inerenti le rilevazioni dal IV trimestre 2005 al IV trimestre 2008 (Tabella 1) emerge che: - la forza lavoro complessiva in Italia è cresciuta dell 1,9%; - a tale crescita ha contribuito in modo determinante la forza lavoro straniera, aumentata nello stesso periodo del 47,2%; - l incidenza della forza lavoro straniera, sul totale delle forze lavoro in Italia è salita dal 5,6% all 8,1%; - senza la crescita della forza lavoro straniera si sarebbe verificato un calo di circa 193 mila unità (-0,8%). Tabella 1 Forza lavoro al IV trimestre. Anni Dati in migliaia Fonte: Elaborazioni dell Osservatorio Provinciale sull Immigrazione su dati Istat 10 11

7 Mercato del lavoro e migrazioni Mercato del lavoro e migrazioni Tabella 2 Occupati al IV trimestre. Anni Dati in migliaia Fonte: Elaborazioni dell Osservatorio Provinciale sull Immigrazione su dati Istat Si tratta di valori che denotano quanto sia stato rilevante l impatto della forza lavoro straniera sul mercato del lavoro italiano, tanto da costituire il vero elemento di novità, anche sul versante occupazionale. Trimestri Totale di cui Inc. % Crescita Crescita stranieri stranieri totale stranieri IV Trim ,4% - - IV Trim ,0% IV Trim ,8% IV Trim ,0% Dal IV trimestre , secondo le rilevazioni dell Istat (Tabella 2), gli occupati sono aumentati di 664 mila unità, pari a + 2,9%. Nello stesso periodo gli occupati stranieri sono aumentati di 639 mila unità, pari a + 52,2%. L aumento degli occupati rilevato dall Istat nel quadriennio, pertanto, va imputato per il 96,2% alla forza lavoro straniera, la cui incidenza passa dal 5,4% all 8% sul totale occupati. Il rapporto forza lavoro e occupati, nello stesso periodo, è passato: - nel complesso (italiani e stranieri) dal 92,0% al 92,6%; - per gli stranieri dall 88,7% al 91,7%, con oscillazioni legate soprattutto all entità dei flussi migratori autorizzati con appositi decreti legge delle autorità di governo. Non va dimenticato, inoltre, che il mercato del lavoro italiano presenta situazioni di lavoro sommerso tra le più alte della Comunità Europea. Nel 2006, l Istat stimava che l apporto del lavoro irregolare raggiungeva valori oscillanti fra il 15,3% ed il 17% del PIL nazionale (pari a miliardi di euro). I lavoratori non regolari, produttori di tale ricchezza, venivano stimati in 2 milioni e 970 mila, pari al 12% circa della forza lavoro nazionale. I tassi maggiori di irregolarità emergevano in agricoltura (22,7%), nel Commercio e Pubblici Esercizi (19%) e nelle Costruzioni (11%). Settori ad ampio inserimento occupazionale degli stranieri che, secondo le stime Istat, costituirebbero il 12% degli occupati nel lavoro sommerso, con circa 352 mila irregolari 3. Secondo diverse fonti istituzionali e private 4, una normativa d ingresso di difficile gestione e un ampia offerta di lavoro irregolare, sarebbero le condi- 3 Rispetto agli occupati stranieri al IV trimestre 2006, pari a mila, l entità dei non regolari raggiungerebbe il 25,5%. 4 Si veda in merito: XV Rapporto sulle migrazioni Ismu Milano 2009; VI Rapporto Cnel su immigrazione e integrazione Anno 2009; Dossier Fillea/Cgil su lavoro e immigrati in edilizia Bologna 2003; Dossier Statistico Immigrazione 2008 Caritas/Migrantes Roma. zioni primarie a sostegno degli elevati livelli di immigrazione straniera irregolare fin dall inizio del Eurispes, Istituto di Studi Politici Economici e Sociali di Roma, stimava che nel 2007 il 35% circa del PIL italiano derivasse dall economica in nero per l apporto di circa 6 milioni di lavoratori, spesso doppiolavoristi, perché costretti dalle necessità economiche familiari non soddisfatte dal reddito derivante dalla prima occupazione regolare. Le stime riguardanti gli immigrati stranieri, prodotte da detto Istituto, indicavano che circa persone lavoravano in nero, mediamente per 10 ore al giorno, 300 giorni l anno, per un controvalore di circa 18 miliardi di euro. Gli stranieri nel mercato del lavoro ferrarese A livello provinciale i dati Istat possono offrire alcune indicazioni interessanti sul mercato del lavoro. Entrando nel dettaglio delle singole realtà provinciali dell Emilia Romagna, emergono però problemi di rispondenza e di rappresentatività del campione, soprattutto se si vogliono osservare situazioni peculiari come quelle che coinvolgono gli stranieri nei vari contesti locali. Ciò premesso, sul versante occupazionale, secondo la media delle rilevazioni trimestrali 2007 dell Istat, gli stranieri occupati in provincia di Ferrara rappresentano il 4,5% del totale (7.268 su unità): - 0,7% in qualità di lavoratori autonomi (174 cittadini comunitari, pari allo 0,1% e cittadini non comunitari, pari allo 0,6%); - 3,8% in qualità di lavoratori dipendenti (802 cittadini comunitari, pari allo 0,5% e cittadini non comunitari, pari al 3,3%). A confronto con i dati forniti dai Centri per l Impiego della Provincia di Ferrara, l entità dell occupazione straniera stimata dall Istat, appare sottostimata, anche in considerazione dei particolari settori di più alto inserimento occupazionale degli stranieri (il domestico, l agricolo, le costruzioni) che richiederebbero una ponderazione ad hoc del campione d indagine. Alla fine del 2007, infatti, i Centri per l Impiego ferraresi, rilevano dipendenti stranieri, cioè unità in più rispetto alla media delle rilevazioni trimestrali Istat, con un inserimento degli stessi nel settore domestico pari al 30,5% (oltre unità, in larga parte donne impegante nell assistenza familiare). Per comprendere adeguatamente l incidenza dell occupazione straniera conviene, pertanto, integrare il quadro delle informazioni con le rilevazioni anagrafiche dei comuni ferraresi

8 Mercato del lavoro e migrazioni Mercato del lavoro e migrazioni Tabella 3 Indicatori demografici costruiti su dati anagrafici della provincia di Ferrara Al Al Al Popolazione residente in In di cui Inc. % In di cui Inc. % In di cui Inc. % provincia di Ferrara complesso stranieri stranieri complesso stranieri stranieri complesso stranieri stranieri Popolazione residente ,8% ,4% ,3% di cui fra 15 e 64 anni ,8% ,4% ,6% Indice di attività 64,4% 80,1% 64,2% 79,0% 64,1% 79,4% Fonte: Elaborazioni dell Osservatorio Provinciale sull Immigrazione su dati Istat Sulla base di queste (Tabella 3), si osserva che: - il rapporto fra il complesso della popolazione residente e i residenti in età lavorativa, alla fine del 2007 s attesta al 64,1% per il totale dei residenti (italiani + stranieri) e al 79,4% per i soli residenti stranieri; - l incidenza della popolazione residente straniera sulla popolazione residente complessiva passa dal 3,8% del 2005 al 5,3% del 2007; - per quanto riguarda i residenti in età lavorativa, l incidenza degli stranieri sulla popolazione complessiva passa dal 4,8% al 6,6%. Senza l apporto della popolazione residente straniera, nel triennio considerato, si sarebbe registrato: - un calo complessivo dei residenti (da a ) di unità, pari a 0,3%; - un calo complessivo della popolazione considerata attiva pari a 1,2%. Alla fine del 2008, dai dati dei Centri per l Impiego della Provincia di Ferrara, risulta che gli stranieri occupati con un lavoro subordinato raggiungono le unità, con un rapporto pari al 45,4% sul totale della popolazione residente straniera. Per avere un quadro più preciso della situazione lavorativa degli stranieri, ai occupati dipendenti, andrebbero aggiunti lavoratori autonomi (1.334 titolari d impresa amministratori), per cui il tasso specifico di occupazione in rapporto ai residenti stranieri in età lavorativa s attesterebbe ormai al 67,6% 5. L occupazione straniera, rispetto all occupazione complessiva registrata dalla provincia, avrebbe raggiunto il 6,6%, a fronte di un incidenza dei residenti stranieri, sul complesso della popolazione residente, pari al 6,1%. Se si vogliono individuare le caratteristiche del mercato del lavoro ferrarese e, soprattutto, se si vogliono comprendere le caratteristiche del coinvolgimento dei lavoratori, appare quindi fondamentale indagare anche sull inserimento della forza lavoro straniera che, senza dubbio, risulta l ele- mento di novità più importante, capace di modificare velocemente le relazioni sociali ed economiche tra i diversi soggetti. Le medie delle rilevazioni trimestrali dell Istat, alla fine del 2007, forniscono ulteriori informazioni sull inserimento occupazionale nei vari settori economici della provincia di Ferrara. Secondo questa fonte, i lavoratori subordinati provinciali (italiani e stranieri), pari a unità, risultavano così distribuiti: unità in Agricoltura, pari al 3,7% del totale; unità nelle Trasformazioni Industriali, pari al 32,5% del totale; unità nelle Costruzioni, pari al 6% del totale; unità nel Commercio e Servizi, pari al 57,9% del totale. Tale ripartizione, se paragonata a quella ricavata dai dati dei Centri per l Impiego della Provincia di Ferrara, limitatamente ai dipendenti stranieri al , consente di individuare quali sono i settori a più elevato inserimento della forza lavoro non italiana. In tale data, gli stranieri con rapporto di lavoro subordinato, pari a 8.599, risultavano così ripartiti: unità in Agricoltura, pari al 5,2% del totale (occupati stranieri); unità nelle Trasformazioni Industriali, pari al 24,0% del totale; unità nelle Costruzioni, pari al 13,1% del totale; unità nel Commercio e Servizi, pari al 57,7% del totale (di cui il 30,5% nel lavoro domestico e di assistenza familiare). Dal raffronto, pur tenendo conto della diversità delle fonti, appare evidente che gli stranieri hanno raggiunto livelli elevati di inserimento lavorativo, come lavoratori subordinati, nei settori Agricoltura, Costruzioni e Servizi (soprattutto nell ambito del lavoro domestico e dell assistenza familiare). Le situazioni di lavoro irregolare, che coinvolgono gli immigrati stranieri in provincia di Ferrara, possono essere stimate in modo molto approssimativo. Una delle poche fonti di riferimento, sono le elaborazioni svolte dal dipartimento di Demografia dell Università Milano Bicocca, sulla base del decreto flussi 2007 e riportata il in prima pagina dal Sole 24 Ore. Secondo tale stima erano almeno 650 mila gli occupati non comunitari presenti in Italia senza permesso di soggiorno. Di questi, in considerazione delle domande di ingresso e di assunzione presentate dai datori di lavoro presso le Poste Italiane ferraresi (la cui entità è stata presa come riferimento ai fini della stima dal Sole 24 Ore ), circa stavano lavorando in provincia di Ferrara. Poco meno di 900 trovavano occupazione presso imprese private, in gran parte dei settori Costruzioni e Pubblici Esercizi, mentre poco più di prestavano la loro opera come assistenti familiari presso privati cittadini. 5 Quello complessivo (italiani e stranieri) della Provincia di Ferrara, secondo i dati al VI trimestre 2006 dell Istat, sarebbe pari al 66,1%

9 Le caratteristiche della ricerca sul campo

10 Le caratteristiche della ricerca sul campo Le caratteristiche della ricerca sul campo Obiettivi e metodi d indagine L analisi delle caratteristiche del mercato del lavoro, compiuta nel precedente capitolo, risulta fondamentale per la definizione degli obiettivi dell indagine e degli strumenti di rilevazione. In Italia si contano diversi studi sul mercato del lavoro che assumono come modelli di riferimento i cambiamenti in atto, con diversi approcci metodologici e teorici. Ad eccezione delle analisi del quadro giuridico-istituzionale, non si sono notate finora ricerche sul campo in grado di descrivere adeguatamente l entità e la qualità dei mutamenti effettivi, anche per le difficoltà incontrate nel paragonare il prima e il dopo di un medesimo campione ben definito di imprese e di lavoratori. L indagine viene compiuta quando si presuppone che siano intervenuti importanti mutamenti nel contesto da indagare, spesso dando per scontato un adeguata conoscenza della situazione prima dei mutamenti presupposti. Così, per misurare i cambiamenti intervenuti si fa spesso riferimento ad esperienze e/o a generalizzazioni teoriche prodotte dagli studiosi più importanti. Lo studio che qui si presenta, ha preferito circoscrivere il campo d indagine su alcune variabili, evitando di azzardare confronti con le tante teorizzazioni prodotte sul valore del lavoro, sulla centralità del lavoro, sul disamore reale o presunto dei giovani, sulla solidarietà tra classi e generazioni, sulla flessibilizzazione/precarizzazione delle condizioni di lavoro. Alla luce di queste premesse, si sono assunti alcuni obiettivi ben delimitati, focalizzando l attenzione sulla descrizione e sulla valutazione di alcuni aspetti inerenti le condizioni di lavoro nei settori ad elevato inserimento di cittadini stranieri. Questi aspetti, in particolare, hanno riguardato: - ad un primo livello di elaborazione, il coinvolgimento dei diversi lavoratori nei processi di lavoro, in termini di modalità di reclutamento e di selezione, di formazione al lavoro, di compensi e sviluppo di carriera, di conoscenze possedute dai soggetti agenti, di interessi e di motivazioni individuali, di vissuti e di identità; - ad un secondo livello di elaborazione, le figurazioni sociali definibili in campo lavorativo, in stretta correlazione alle modalità di coinvolgimento dei diversi lavoratori interessati all indagine, cioè alle interdipendenze e alle relazioni che si vanno prefigurando tra lavoratori, soprattutto fra autoctoni di vecchio o di recente inserimento e fra autoctoni e nuovi arrivati provenienti da altre nazioni. Le variabili oggetto d indagine, in modo più dettagliato, hanno interessato: - la condizione lavorativa, in termini di trattamento economico, di governo e regolazione dei processi di lavoro, di percezione dei rischi; - la congruenza/incongruenza delle conoscenze possedute dai lavoratori, rispetto alle conoscenze necessarie sia per l accesso al lavoro, sia per lo svolgimento dei compiti attribuiti e/o attribuibili (conoscenza delle norme e delle strutture che regolano il mercato del lavoro, dei contratti, dei rischi lavorativi, dei processi di produzione, ecc.); - i rapporti con i colleghi di lavoro, in termini di solidarietà/competizione/indifferenza; - l orientamento dei lavoratori autoctoni di più antico inserimento verso i nuovi arrivati migranti e/o autoctoni, in termini di disponibilità a collaborare, di relazioni potenzialmente conflittuali, di potere/dipendenza, di esclusione/inclusione; - l assunzione/l indifferenza/il rifiuto, anche parziale, di forme di autocontrollo e autodisciplina legate alle modalità di svolgimento dei processi di lavoro; - l orientamento dei migranti già insediati da tempo verso i migranti ultimi arrivati e/o l orientamento dei migranti di una certa nazionalità verso quelli di un altra, in termini di disponibilità a collaborare, di relazioni potenzialmente conflittuali, di potere/dipendenza, di esclusione/inclusione; - l orientamento dei lavoratori autoctoni e dei lavoratori stranieri verso il lavoro, in termini di disponibilità, timori, aspettative, stabilità/temporaneità della condizione lavorativa acquisita; - le caratteristiche delle relazioni extralavorative che si sono instaurate tra dipendenti della medesima impresa e, in particolare, tra lavoratori autoctoni e lavoratori stranieri (chiusura/apertura al dialogo, frequentazioni nel dopo lavoro, opportunità di allargare il campo delle conoscenze/relazioni legate alla frequentazione dei colleghi di lavoro); - le possibilità di miglioramento della propria condizione lavorativa in stretta correlazione alle conoscenze possedute, alla ricerca di opportunità formative, alla motivazione individuale, alle opportunità offerte dal datore di lavoro e/o dal mercato del lavoro. Hanno orientato l indagine due approcci teorici affini e complementari: la Teoria dell agire organizzativo, costruita da Bruno Maggi (1990; 2003) nel solco di una concezione di organizzazione come processo di decisioni e azioni guidato da razionalità intenzionale e limitata (concezione delineata da autori quali, Max Weber, Herbert A. Simon e James D. Thompson) e la sociologia delle figurazioni sociali del sociologo tedesco Norbert Elias, con particolare riferimento alla figurazione established-outsiders (Elias, Scotson, 1965, trad. it 2004)

11 Le caratteristiche della ricerca sul campo Le caratteristiche della ricerca sul campo Sulla base delle indicazioni della Teoria dell agire organizzativo, nella struttura organizzativa intesa come coordinamento e controllo di attività si distinguono analiticamente la struttura dei compiti e la struttura sociale ; quest ultima intesa come attività di coordinamento e controllo dei soggetti agenti, da cui si possono enucleare (ancora solo analiticamente) le modalità di coinvolgimento dei soggetti/lavoratori. Queste sono costituite dalle scelte di reclutamento e di selezione, di addestramento e formazione, dai compensi e dalle prospettive di carriera, dalle conoscenze possedute dai soggetti agenti, dagli interessi individuali e dalle motivazioni personali, dai significati vissuti e dalle identità. Nell indagine realizzata si sono appunto approfonditi gli aspetti inerenti le modalità di coinvolgimento dei soggetti/lavoratori. Non è stato possibile, in questa ricerca, indagare a tutto campo le condizioni di lavoro a fronte della grande variabilità dei processi lavorativi. Per questa ragione nelle interviste realizzate si è cercato di ottenere la descrizione degli studi svolti, del reddito medio mensile percepito, delle modalità di reperimento del lavoro, delle condizioni contrattuali, dei rapporti con i colleghi di lavoro, delle opportunità di accesso a percorsi di formazione. Nella prospettiva eliasiana della figurazione sociale, l attenzione si sposta sui processi culturali concreti, sulle regolarità che essi assumono e sulle modalità con cui co-evolvono i rapporti di potere reciproci e le personalità. L intreccio dei rapporti reciproci tra gli uomini, le loro interdipendenze sono ciò che li lega insieme. Sono il nucleo di quella che viene qui definita come configurazione, configurazione di uomini reciprocamente riferiti e reciprocamente dipendenti. Dato che gli uomini sono più o meno dipendenti gli uni dagli altri, innanzi tutto per natura e poi anche per l apprendimento sociale, l istruzione, la socializzazione e i bisogni socialmente indotti, essi si presentano soltanto come pluralità, se così ci si può esprimere, come configurazioni (Elias, 1939b/1968, trad. it. 1988, introduzione, p. 89). Tra le figurazioni illustrate da Elias, quella denominata established-outsiders riveste particolare importanza, perché ad essa si possono ricondurre le diverse forme di disuguaglianza sociale, ad esempio quelle su base etnica tra autoctoni e immigrati. I radicati, gruppi e comunità stabiliti da tempo su un territorio, tendono a serrare i ranghi di fronte ai nuovi arrivati; tale chiusura sul piano delle relazioni di comunità è accompagnata sul piano simbolico dalla stigmatizzazione dello straniero come persona di minor valore: privo di cultura, dai modi non civili, sradicato e dunque inaffidabile, quando non pericoloso. L identità-noi dei membri della comunità è caratterizzata da senso di orgoglio per il maggior prestigio e le maggiori opportunità di potere goduti rispetto agli outsiders. Se si percepisce un possibile cambiamento negli squilibri attuali di potere, a favore degli outsiders e a svantaggio degli established, il disprezzo si può trasformare in paura, astio e risentimento. I nuovi arrivati, come gruppo sociale, hanno spesso un opinione piuttosto bassa di sé stessi; allo stesso tempo possono coltivare sentimenti di invidia e di ostilità nei confronti degli established. Questo è ciò che accade, in modo più o meno evidente e con varie tonalità, in molte situazioni simili a quella esaminata da Elias e Scotson nel quartiere fittiziamente denominato Winston Parva (Elias, Scotson, 1965, trad. it. 2004). In quel caso, tra established e outsiders non vi erano differenze economiche ed etniche rilevanti: la differenza fondamentale era l anzianità di residenza nel territorio. Hermann Korte è stato tra i primi, negli anni Ottanta, a condurre nella stessa ottica una importante ricerca sui rapporti tra lavoratori stranieri e tedeschi nella Germania Occidentale (BRD). La prospettiva eliasiana, non deterministica, lo porta a concludere in questo modo l esame retrospettivo di un trentennio di relazioni interetniche: Tedeschi e Stranieri si trovano uniti in un processo di sviluppo di lungo termine, che può avere esiti diversi: in un caso nella direzione di più collaborazione e nell altro di maggior conflitto. In mezzo c è un ampio spettro di possibilità. Se queste non verranno utilizzate, sono da prevedere notevoli conflitti (Korte, Schmidt, 1983, pag. 97, ns. traduzione). Analogamente, si può porre la seguente questione: come mutano i rapporti di potere generati dalle relazioni interetniche nella realtà italiana odierna? Senza ambizioni di generalizzazioni, il presente studio di caso cerca di dare una risposta per quanto concerne un area rilevante, ma ben delimitata dal punto di vista geografico e temporale e con particolare attenzione alle relazioni che italiani e stranieri intrattengono nei settori di lavoro ad alto inserimento di migranti. Le dimensioni da indagare Alla luce di questo approccio teorico si prenderanno in esame il tema dell inserimento dei lavoratori stranieri e/o dei lavoratori più giovani nei vari contesti organizzati, le attese dei singoli legate al luogo di provenienza, agli studi svolti, all emergere di eventuali discriminazioni e pregiudizi. Per la raccolta delle informazioni, utili a comprendere l orientamento dei lavoratori e le caratteristiche delle relazioni nei contesti lavorativi, si è scelto di ricorrere: a 200 interviste semi-strutturate, di cui 125 rivolte a occupati con cittadinanza italiana e 75 a occupati con cittadinanza straniera, e a una decina di interviste non strutturate a datori di lavoro operanti nei diversi settori prescelti. Nel primo caso, si è preferito ricorrere all intervista semi-strutturata, rispetto ad altri strumenti di costruzione del dato, in quanto essa risultava utile 20 21

12 Le caratteristiche della ricerca sul campo Le caratteristiche della ricerca sul campo al reperimento di dati qualitativi e quantitativi in tempi relativamente brevi. Le interviste semi-strutturate hanno seguito una scaletta dettata da alcuni criteri: - la coerenza tra gli obiettivi dell indagine e le domande formulate per le interviste; - la strutturazione di domande iniziali semplici, di prima conoscenza e di domande successive più complesse e coinvolgenti, al fine di consentire agli intervistati di addentrarsi gradualmente negli argomenti dell intervista, ma anche di rilevarne eventuali incongruenze. Esse sono state condotte in modo poco direttivo, per cui: - gli intervistati hanno potuto conversare liberamente sui temi proposti dagli intervistatori, pur rispettando l ordine scelto da questi ultimi; - gli intervistatori hanno potuto formulare le domande tenendo conto degli interlocutori che avevano di fronte (soprattutto per farsi adeguatamente comprendere e mantenere un livello adeguato di coerenza con gli obiettivi dell indagine); - si è raggiunto, comunque, un soddisfacente livello di comparabilità dei dati raccolti, ricorrendo anche ad alcune domande standardizzate, indispensabili ai fini dell indagine. Si è cercato, in particolare, di comprendere: se esistono differenze relazionali e/o di trattamento economico-normativo tra occupati nell ambito della stessa impresa; se le eventuali differenze dipendono da: diverse conoscenze tecniche ed abilità pratiche possedute dai soggetti, riconoscimenti legati all anzianità lavorativa, discriminazioni legate ad aspetti burocratico/legali (difficoltà ad acquisire la residenza, difficoltà a conservare una presenza regolare, stagionalità, saltuarietà, incertezza del rapporto di lavoro), difficoltà nell instaurare rapporti di amicizia/collaborazione col datore di lavoro e/o con altri lavoratori, ecc., attribuzione di compiti non graditi dagli occupati più anziani e/o autoctoni, maggior disponibilità legata alla necessità di mantenere un occupazione da parte degli ultimi arrivati; se durante le pause di lavoro si creano gruppi aperti di mutuo aiuto e/o chiusi, verso i nuovi arrivati ; se esistono timori legati alla possibile perdita del lavoro (in seguito alla sfiducia nelle proprie capacità lavorative, all insufficienza delle competenze possedute, all eventuale discriminazione in quanto ultimo arrivato ); se si sente il bisogno di aumentare le conoscenze professionali possedute (quali ostacoli si incontrano su questo versante: familiari, di lingua, di diffidenza, ecc.); se il lavoro svolto corrisponde alle aspettative dei singoli lavoratori, se c è congruenza tra formazione scolastica e professionale da una parte ed attività lavorativa svolta dall altra, se e come si pensa di migliorare la propria condizione lavorativa; se il lavoro rappresenta un mezzo per la propria realizzazione, quale responsabilità si ritiene di avere verso il lavoro svolto, verso i colleghi, verso gli utenti; il coinvolgimento percepito (cognitivo, affettivo, morale) nell attività lavorativa svolta. Nell intento di facilitare i contatti tra intervistatore e intervistato e di evitare eventuali difficoltà con i rispettivi datori di lavoro, si è scelto di dar corso alle interviste coinvolgendo anche questi ultimi. Si è chiesto ai responsabili delle imprese prescelte, dopo una breve illustrazione degli obiettivi dell indagine, di contattare direttamente i lavoratori da intervistare, di raccoglierne la disponibilità e di fornire, agli intervistatori, le indicazioni necessarie a stabilire gli appuntamenti per le interviste. Con una decina di datori di lavoro, inoltre, si sono approfonditi alcuni aspetti in merito: - alle ragioni che li hanno indotti ad assumere anche lavoratori stranieri; - alle caratteristiche delle prime fasi d inserimento al lavoro di giovani italiani e/o di cittadini stranieri, con particolare riferimento agli aspetti relazionali con i colleghi di lavoro e con lo stesso datore di lavoro; - alle situazioni relazionali maturate dopo la prime fasi di inserimento lavorativo; - alle scelte tecnico/organizzative messe in campo per superare le eventuali difficoltà incontrate. Lavoratori e datori di lavoro, pertanto, erano a conoscenza dell iniziativa di ricerca e, in alcuni casi, direttamente coinvolti nella realizzazione della stessa. In questo modo, si è ridotto il rischio di polarizzazioni delle risposte e si è mitigato il timore di ritorsioni a carico dei lavoratori. E possibile che ciò abbia condizionato l esito di alcune interviste, anche se a tutti è stata garantita la massima riservatezza sulle informazioni ottenute. L analisi delle interviste ha tenuto conto di questo rischio, soprattutto nell individuazione delle modalità di coinvolgimento dei lavoratori e nelle figurazioni relazionali. A fronte di generiche affermazioni circa l inesistenza di qualsiasi problema o difficoltà, raccolte con le domande di carattere più generale, si sono prese in considerazione le risposte di dettaglio sulle singole questioni che, invece, davano maggiori informazioni sulle situazioni realmente vissute, in modo più o meno consapevole

13 Le caratteristiche della ricerca sul campo Le caratteristiche della ricerca sul campo Il campo di indagine e la definizione del piano interviste Sulla base delle caratteristiche del mercato del lavoro nazionale e locale, degli obiettivi e della metodologia di ricerca, si è delineato il campo d indagine. La sigla U.L., che sarà di seguito utilizzata, sostituirà il termine Unità Locali intese come luoghi fisici di svolgimento delle attività lavorative, quali: cantieri, stabilimenti, agenzie, filiali, succursali, sedi legali, uffici, ecc. Per la definizione del campo di indagine, in termini di U.L. e di lavoratori che potrebbero essere coinvolti, si è fatto di nuovo ricorso alla banca dati dei Centri per l Impiego della Provincia di Ferrara. Tale banca dati è, infatti, l unica in grado di fornire informazioni dettagliate sulle singole U.L. e sui loro occupati-dipendenti, in quanto realizzata tramite le registrazioni delle assunzioni e dei licenziamenti comunicate ai Centri per l Impiego (per obbligo normativo), dai datori di lavoro (imprenditori e/o privati cittadini). Grazie a questa banca dati è stato possibile adottare tre criteri utili a definire, in stadi successivi, sia le potenziali U.L. da coinvolgere, sia i potenziali lavoratori da intervistare. Con il primo criterio si sono prese in considerazione solo le U.L. che denotavano situazioni di compresenza di lavoratori italiani e stranieri, per cui si sono esclusi tutti i rapporti di lavoro instaurati con un singolo lavoratore da cittadini privati (quali l assunzione di domestiche, di colf, di baby sitter, di assistenti familiari, ecc.). Dopo questa prima delimitazione, con il secondo criterio si sono prese in considerazione solo quelle U.L. che operavano nell ambito dei primi dieci settori con il più alto numero di occupati stranieri (definiti in base ai CCNL di riferimento, escluso quello dei lavoratori domestici per le ragioni sopra esposte). Con il terzo criterio si è ulteriormente ridotta l estensione delle potenziali U.L. alle sole che denotavano la presenza di lavoratori subordinati provenienti da almeno una delle prime dieci nazioni straniere riscontrate nel mercato del lavoro provinciale. Sul versante dei potenziali lavoratori da intervistare, invece, si è assunto l orientamento di: - coinvolgere, per ogni U.L., almeno un lavoratore straniero ed un lavoratore italiano, in modo da ottenere informazioni differenziate sulla condizione lavorativa vissuta nella medesima unità locale; - intervistare i lavoratori subordinati stranieri delle prime 10 nazionalità presenti in provincia di Ferrara, tenendo conto dei rispettivi gradi di inserimento lavorativo (cioè del numero di occupati per paese di provenienza/cittadinanza inseriti nei vari settori economici). Con i suddetti criteri si sono individuate 260 U.L. che, al , occupavano dipendenti, 85,9% di origine italiana e 14,1% di origine straniera. In relazione alle classi di dimensione occupazionale è emerso che, su 260 U.L.: - oltre il 75% si colloca nella classe dimensionale fino a 30 dipendenti (il 55% nelle U.L. da 1 a 15 dipendenti ed il 20,4% nelle U.L. da 15 a 30 dipendenti), con una media di 3,1 occupati stranieri per unità locale; - il 12,7% rientra nella classe dimensionale da 31 a 100 dipendenti, con una media di 11,9 occupati stranieri per unità locale; - solo il restante 11,9% ha più di 100 dipendenti, con una media di 19,8 occupati stranieri per unità locale. Si tratta di valori che evidenziano uno spiccato inserimento della forza lavoro straniera nelle strutture di piccola e/o piccolissima dimensione, per cui appare rilevante il rapporto diretto (spesso personale) col datore di lavoro e/o col responsabile dell unità locale ai fini sia dell assunzione, sia del mantenimento del posto di lavoro. I valori inerenti l incidenza della forza lavoro straniera nelle diverse classi di dimensione permettono di chiarire ulteriormente quanto appena detto; infatti, nel campo d indagine gli stranieri sono più presenti nelle piccole U.L. e la percentuale delle presenze tende a diminuire progressivamente al crescere dell ampiezza delle U.L. (Grafico 1). 66,7% % lavoratori stranieri 33,3% 76,5% 23,5% % lavoratori italiani 78,5% 78,4% 21,5% 21,6% 91,9% 8,1% 85,9% Fino a 15 dip. Da 16 a 30 dip. Da 31 a 50 dip. Da 51 a 100 dip. Oltre 100 dip. TOTALE 14,1% Grafico 1 Campo d indagine: rapporto tra occupati italiani e stranieri per classe di dimensione Valori percentuali Fonte: elaborazioni dell Osservatorio sull Immigrazione su dati dei Centri per l Impiego della Provincia di Ferrara 24 25

14 Le caratteristiche della ricerca sul campo Le caratteristiche della ricerca sul campo La presenza di lavoratori stranieri, inoltre, si presenta alquanto differenziata per settore, attestando come le opportunità di lavoro accessibili agli stranieri, nel territorio ferrarese, risultino alquanto eterogenee. Infatti, rispetto alla media d inserimento dei lavoratori stranieri, pari al 14,1%, emersa nel campo d indagine prescelto, si sono collocati al di sopra i seguenti settori: Grafico 2 Costruzioni con 612 dipendenti, di cui 180 stranieri pari al 29,4% Fonte: elaborazioni dell Osservatorio sull Immigrazione su dati dei Centri per l Impiego della Provincia di Ferrara Grafico 3 Agricoltura e Commercio di prodotti ortofrutticoli con dipendenti, di cui 285 stranieri pari al 26,2% Fonte: elaborazioni dell Osservatorio sull Immigrazione su dati dei Centri per l Impiego della Provincia di Ferrara Grafico 4 Pubblici esercizi e ristorazione collettiva con 401 dipendenti, di cui 84 stranieri pari al 20,9% Fonte: elaborazioni dell Osservatorio sull Immigrazione su dati dei Centri per l Impiego della Provincia di Ferrara 432 (70,6%) italiani 803 (73,8%) italiani 317 (79,1%) italiani 42 rumeni 15 marocchini 36 albanesi 2 cinesi 8 pakistani 21 moldavi 8 ucraini 21 tunisini 5 polacchi 22 altri stranieri 122 rumeni 2 marocchini 15 albanesi 2 cinesi 2 pakistani 7 moldavi 25 ucraini 4 nigeriani 86 polacchi 20 altri stranieri 16 rumeni 6 marocchini 9 albanesi 3 cinesi 6 moldavi 12 ucraini 2 nigeriani 1 tunisini 1 polacchi 28 altri stranieri 893 (81,1%) italiani 24 rumeni 86 marocchini 14 albanesi 10 pakistani 12 moldavi 6 ucraini 1 nigeriani 11 tunisini 2 polacchi 42 altri stranieri Grafico 5 Autotrasporti, facchinaggi,logistica con dipendenti, di cui 208 stranieri pari al 18,9% Fonte: elaborazioni dell Osservatorio sull Immigrazione su dati dei Centri per l Impiego della Provincia di Ferrara Al di sotto della media di inserimento (14,1%) si sono collocati invece i seguenti settori: (86,3%) italiani 769 (87,0%) italiani 64 rumeni 95 marocchini 69 albanesi 26 cinesi 31 pakistani 7 moldavi 13 ucraini 37 nigeriani 18 tunisini 3 polacchi 89 altri stranieri 14 rumeni 9 marocchini 7 albanesi 14 moldavi 23 ucraini 3 nigeriani 3 tunisini 7 polacchi 35 altri stranieri Grafico 6 Metalmeccanico con dipendenti, di cui 452 stranieri pari al 13,7% Fonte: elaborazioni dell Osservatorio sull Immigrazione su dati dei Centri per l Impiego della Provincia di Ferrara Grafico 7 Imprese di Pulizia con 884 dipendenti, di cui 115 stranieri pari al 13% Fonte: elaborazioni dell Osservatorio sull Immigrazione su dati dei Centri per l Impiego della Provincia di Ferrara 26 27

15 Le caratteristiche della ricerca sul campo Le caratteristiche della ricerca sul campo Grafico 8 Tessile, abbigliamento, calzature con 794 dipendenti, di cui 96 stranieri pari al 12,1% Fonte: elaborazioni dell Osservatorio sull Immigrazione su dati dei Centri per l Impiego della Provincia di Ferrara 698 (87,9%) italiani 15 rumeni 17 marocchini 7 albanesi 17 cinesi 3 moldavi 2 ucraini 4 nigeriani 2 tunisini 3 polacchi 26 altri stranieri 1298 (94,5%) italiani 17 rumeni 7 marocchini 3 albanesi 1 cinesi 4 moldavi 3 ucraini 2 nigeriani 2 polacchi 37 altri stranieri Grafico 11 Commercio e terziario (escluse imprese di pulizia) con dipendenti, di cui 76 stranieri pari al 5,5% Fonte: elaborazioni dell Osservatorio sull Immigrazione su dati dei Centri per l Impiego della Provincia di Ferrara Si tratta di una variabile importante da considerare, soprattutto se si tiene conto che il complesso delle relazioni lavorative è influenzato anche dall incidenza dei nuovi lavoratori stranieri assunti, rispetto agli autoctoni. Grafico 9 Chimica, gomma, materie plastiche, industria farmaceutica con 541 dipendenti, di cui 45 stranieri pari all 8,3% Fonte: elaborazioni dell Osservatorio sull Immigrazione su dati dei Centri per l Impiego della Provincia di Ferrara Grafico 10 Servizi socio/assistenziali e sanitari con dipendenti, di cui 82 stranieri pari al 5,7% Fonte: elaborazioni dell Osservatorio sull Immigrazione su dati dei Centri per l Impiego della Provincia di Ferrara 496 (91,7%) italiani (94,3%) italiani 2 rumeni 2 marocchini 8 albanesi 2 pakistani 3 moldavi 3 ucraini 2 nigeriani 23 altri stranieri 17 rumeni 3 marocchini 9 albanesi 10 moldavi 7 ucraini 2 nigeriani 10 polacchi 24 altri stranieri L analisi dei settori d inserimento lavorativo degli stranieri permette di tipicizzare alcuni aspetti dell inserimento dei dipendenti stranieri per settore attraverso l utilizzo di due indicatori: - i livelli di presenza (alta, media, bassa), legati dall incidenza degli occupati dipendenti stranieri per settore, in rapporto all entità degli occupati dipendenti complessivi (italiani e stranieri) per settore (estrapolati dai dati Istat e dai dati dei Centri per l Impiego); - i livelli di concentrazione/diffusione (alta/poco, mediamente/mediamente, bassa/molto) delle situazioni di compresenza nei vari settori, dato dal rapporto tra il totale delle U.L. con addetti (fornito dalla CCIAA di Ferrara come da tabella allegata al presente report) e le U.L. incluse nel campo di indagine, con dipendenti sia italiani che stranieri. Sulla base di questi due indicatori, l inserimento della forza lavoro straniera può essere definito: - nel settore Costruzioni : molto elevato, per la massiccia presenza nell edilizia, ma poco concentrato/molto diffuso, in relazione all insediamento di numerosi cantieri che, censiti come U.L. di medio/piccola e piccola dimensione, vantano spesso occupati sia italiani che stranieri; - nel settore Agricoltura Commercio Ortofrutta : molto elevato, dato che sono alquanto numerosi i dipendenti stranieri e molto concentrato/poco diffuso, in quanto le compresenze sono riscontrabili soprattutto in alcune grandi U.L., rispetto alle numerosissime U.L. registrate dalla CCIAA; - nel settore Pubblici esercizi : molto elevato, anche per l entità delle presenze riscontrato negli alberghi e nei ristoranti insediati nei lidi ferraresi che mantengono alti i livelli di inserimento medio complessivo, ma poco concentrato/molto diffuso, considerate le numerose U.L. che offrono la

16 Le caratteristiche della ricerca sul campo Le caratteristiche della ricerca sul campo voro contemporaneamente a italiani e stranieri; - nel settore Autotrasporti, facchinaggi, logistica : molto elevato, per la massiccia presenza nelle attività di facchinaggio e la crescita in atto nel ramo dei trasporti, ma mediamente concentrato/mediamente diffuso, data l elevata incidenza, soprattutto nell ambito dei trasporti, di numerose U.L. di piccola e piccolissima dimensione gestite da artigiani autoctoni, ancora chiuse all ingresso di lavoratori stranieri; - nel settore Metalmeccanico : mediamente elevato, soprattutto per l esiguità degli occupati nelle grandi imprese del ramo meccanico che tiene bassa l incidenza complessiva nel settore, ma mediamente concentrato/mediamente diffuso, in relazione al prevalere delle compresenze nelle U.L. del ramo metallurgico (fonderie, carpenterie metalliche, centri di saldatura, ecc.) anche di media e/o di medio/piccola dimensione e alla scarsa rilevazione di situazioni di compresenza negli altri rami della metalmeccanica; - nel settore Imprese di pulizia : mediamente elevato, considerato che offre lavoro al 3,8% del totale degli stranieri dipendenti in provincia di Ferrara, ma molto concentrato/poco diffuso, in quanto emergono situazioni di compresenza soprattutto nelle imprese di maggior consistenza sul mercato; - nel settore Tessile, abbigliamento, calzature : mediamente elevato, sulla spinta dell ingresso recente di donne rumene e, soprattutto, cinesi come lavoratrici dipendenti e mediamente concentrato/mediamente diffuso, in quanto la compresenza, tuttora in fase di evidente espansione, appare comunque circoscritta ad un numero non elevato di U.L. sparse sul territorio; - nel settore Chimica, gomma, materie plastiche : poco elevato, in relazione all esiguità dei dipendenti stranieri rispetto ai dipendenti complessivi e molto concentrato/poco diffuso, in quanto si rileva la compresenza (italiani + stranieri) in un numero molto esiguo di unità locali; - nel settore Servizi socio-sanitari : poco elevato, anche per le difficoltà di ingresso nel settore dettate dai vincoli professionali stabiliti dalla normativa in vigore, ma mediamente concentrato/mediamente diffuso, in virtù di una compresenza, spesso con poche unità straniere, nelle diverse case di cura e nelle case di riposo gestite da privati (un numero crescente di donne straniere, dopo aver svolto l attività di assistente familiare, grazie anche alla frequentazione di specifici percorsi formativi, trova opportunità di lavoro nelle strutture socio sanitarie private, non sottoposte al vincolo del concorso pubblico che impedisce l assunzione stabile di non comunitari); - nel settore Commercio-Servizi : poco elevato, per l esiguità dell inserimento straniero in rapporto agli occupati complessivi e molto concentrato/poco diffuso, dato che si stanno aprendo all ingresso di forza-lavoro straniera, creando situazioni di compresenza, alcune grandi e medie catene di distribuzione. INDICE DI CONCEN- TRAZIONE/ DIFFUSIONE DELLE PRESENZE PER UNITA LOCALE Molto concentrato/ poco diffuso Mediamente concentrato/ mediamente diffuso Poco Concentrato/ molto diffuso INDICE DI PRESENZA DEI DIPENDENTI STRANIERI Molto elevato Mediamente elevato Poco elevato Agricoltura Commercio Ortofrutta Autotrasporti, facchinaggi, logistica Pubblici esercizi Costruzioni Imprese di pulizia Metalmeccanico (industria e artigianato) Tessile, abbigliamento, calzature Dopo aver definito il campo d indagine, si è elaborato un piano di campionamento delle interviste da realizzare. Nelle fasi di elaborazione, si è tenuto conto degli obiettivi dell indagine, dell impostazione teorico-metodologica utilizzata e della diversa incidenza dei lavoratori immigrati nuovi arrivati nei vari settori e nelle varie aree della provincia, in stretta correlazione con la variabile paese di provenienza/cittadinanza. Si è così deciso di realizzare duecento interviste semi strutturate e, per cogliere adeguatamente anche gli orientamenti dei nuovi arrivati, quali potenziali apportatori di mutamenti significativi nel contesto lavorativo, si è scelto di intervistare: lavoratori con cittadinanza italiana, pari al 62,5% del totale; - 75 lavoratori stranieri, pari al 37,5% del totale. Relativamente ai lavoratori stranieri da intervistare, si è individuato un numero indicativo di interviste per paese di provenienza/cittadinanza che fosse proporzionato al numero degli occupati per cittadinanza rilevato dai Centri per l Impiego (Tabella 4). Per agevolare lo svolgimento delle interviste, tenuto conto che i lavoratori e/o i responsabili delle U.L. potevano scegliere di non collaborare, si è deciso che le eventuali modifiche al piano interviste, sopra descritto, potevano essere effettuate se coerenti con alcuni specifici criteri, definiti sulla base delle caratteristiche dei processi migratori. Le migrazioni provenienti dai Paesi ad elevato tasso migratorio, infatti, possono essere raggruppate in relazione agli obiettivi perseguiti dai migranti, alla componente di genere e all età dei migranti, alla durata reale e/o presunta della permanenza nel paese prescelto, ai mezzi/percorsi maggiormente utilizzati (regolari, irregolari, clandestini) per raggiungere il paese prescelto. Chimica, gomma, materie plastiche Commercio e Servizi Servizi socio sanitari Quadro riepilogativo Indice di presenza e di diffusione/concentrazione dei lavoratori stranieri per Unità Locale in provincia di Ferrara Fonte: elaborazioni dell Osservatorio sull Immigrazione su dati dei Centri per l Impiego della Provincia di Ferrara 30 31

17 Le caratteristiche della ricerca sul campo Le caratteristiche della ricerca sul campo Settore/Paese di origine Commercio e Terziario Servizi assist., sanitari, farmacie Pubblici Esercizi Chimica Plastica Gomma Metalmeccanico (Art.+Ind.) Imrese di pulizia Costruzioni Tessile Abbigliam. Calzat. Autotrasp.L ogistica e Facchinaggio Agricoltura/Ortofrutta TOTALE Romania Polonia Albania Moldova Ucraina Serbia/Montenegro Marocco Tunisia Nigeria Camerun Senegal Cina Filippine Pakistan Iran Libano Russia Cuba Brasile TOT. STRANIERI TOT. ITALIANI Tabella 4 Campione dei lavoratori da intervistare per cittadinanza e per settore d inserimento Fonte: elaborazioni dell Osservatorio sull Immigrazione su dati dei Centri per l Impiego della Provincia di Ferrara La conoscenza di tutti questi aspetti è stata acquisita: - con la consultazione dei numerosi e recenti studi in materia, quali ad esempio: - 1 Rapporto sugli immigrati in Italia, Ministero dell Interno, dicembre 2007; - Badanti: la nuova generazione di Sergio Pasquinelli e Giselda Rusmini, Istituto per la Ricerca Sociale Milano, novembre 2008; - Le determinanti dei flussi migratori nelle province italiane: di Roberto Basile e Marco Causi, Università degli Studi di Roma Tre Dipartimento di Economia; - Il migrante marocchino come agente di sviluppo e di innovazione nelle comunità di origine, a cura di AMERM Ass. marocchina di studi e ricerche sulle migrazioni, Rabat, Marocco Exodus Edizioni s.r.l., Milano 2002; - con l esperienza maturata nelle quotidiane attività di orientamento al lavoro dei cittadini stranieri e di consulenza ai datori di lavoro interessati all assunzione di personale straniero, svolte nell ambito dell Osservatorio Provinciale sull Immigrazione. Durante lo svolgimento dell indagine, pertanto, si sono assunti i seguenti orientamenti: - sostituire la mancata intervista di un lavoratore proveniente dall Asia con un altro di origine asiatica (ad esempio un cinese con un pakistano, con un indiano o con un filippino) sulla base del presupposto che molti cittadini provenienti da detto continente: - da un lato, tendono a chiudersi nelle loro comunità, spesso costituite da gruppi parentali e/o amicali, tenuti insieme anche dal desiderio di preservare, almeno in parte, le tradizioni e le culture acquisite nel territorio d origine; - dall altro, in stretta correlazione alla chiusura in relazioni di comunità, non acquisiscono facilmente un adeguata capacità di esprimersi in lingua italiana, per cui possono emergere ulteriori difficoltà di comunicazione e di interazione con gli italiani e con le altre etnie, soprattutto nei contesti di lavoro; difficoltà che, di fatto, alimentano sia le percezioni di separatezza e di diversità (l idea alla base delle espressioni noi - loro ), sia il bisogno di mantenere un identità di gruppo, separato dal contesto, come fonte di sicurezza e di mutuo aiuto (questo aspetto può, in parte, spiegare il massiccio inserimento lavorativo dei cittadini asiatici, in particolare dei cinesi e dei pakistani, presso imprese gestite da connazionali o presso imprese che offrono lavoro a numerosi connazionali); - sostituire la mancata intervista di un lavoratore neo comunitario dell Est Europa con un altro lavoratore neo comunitario dell Est Europa (ad esempio un polacco con un rumeno e viceversa), considerato che le esperienze maturate e le motivazioni di base del viaggio migratorio potevano presentare caratteristiche similari (migrazioni alla ricerca di un lavoro stagionale in agricoltura o nell industria del turismo, oppure di un lavoro a termine nel campo dell assistenza familiare, al fine di accantonare le risorse necessarie al proprio nucleo familiare, con la prospettiva di un ritorno in patria nel breve periodo); - sostituire la mancata intervista di un lavoratore non comunitario dell Est Europa con un altro lavoratore di provenienza analoga (ad esempio un ucraino con un moldavo e viceversa), tenuto conto delle similitudini che caratterizzano i processi migratori di questi lavoratori: dapprima emigrano soprattutto le donne oltre i 40 anni per lavorare nel settore domestico e/o dell assistenza familiare, in situazioni di convivenza, con un progetto migratorio temporaneo; poi, con l attivazione di percorsi di ricongiunzione familiare che coinvolgono mariti e figli, la migrazione può diventare stabile e/o definitiva, specie se sostenuta dal desiderio di non perdere i diritti acquisiti con l ottenimento di un regolare permesso di soggiorno, dopo anni di irregolarità/clandestinità e di sacrifici personali (quali, ad esempio, la rinuncia ad una normale vita intima e sociale, l accettazione di un sottosalario irregolare, la mancanza di un abitazione stabile e personale, la convivenza con situazioni difficili e/o di sofferenza che caratterizza il 32 33

18 Le caratteristiche della ricerca sul campo Le caratteristiche della ricerca sul campo Relativamente al settore Tessile, abbigliamento, calzature, che presenta il rapporto più basso tra campione e campo d indagine (solo il 13% delle U.L. risultano coinvolte), ci si è orientati a cogliere l aspetto più significativo della presenza straniera legata all inserimento di donne provenienti dalla Cina contestualmente all ingresso nel settore di imprenditori cinesi. La dimensione media delle 89 U.L. rientranti nel campione indagato, inoltre, si presenta molto diversa per settore: dai 9,3 dipendenti delle Costruzioni ai 159,7 dipendenti della Chimica, gomma, materie plastiche, in sintonia con i livelli di presenza e concentrazione/diffusione degli occupati stranieri per settore e per unità locali di settore (si veda il capitolo Il campo d indagine e la definizione del piano interviste ). Tale dimensione media appare, come si è sottolineato in precedenza, una variabile molto importante e va tenuta nella debita considerazione in sede di valulavoro nell ambito dell assistenza familiare, ecc.); - sostituire la mancata intervista di un lavoratore proveniente dal Nord Africa con un altro lavoratore di analoga provenienza (ad esempio, un marocchino con un tunisino e/o con un algerino e viceversa), dato che le migrazioni della maggior parte dei nord africani si connotano al maschile, con un progetto di lungo periodo e un elevata conservazione degli orientamenti culturali acquisiti nel luogo d origine, spesso legati alla religione islamica; i processi di ricongiunzione familiare, che oggi rappresentano la principale modalità d ingresso regolare dei cittadini nord africani, sono attivati, in molti casi, solo dopo diversi anni di permanenza in Italia, in quanto la normativa in vigore subordina i ricongiungimenti a parametri abitativi e di reddito che vengono acquisiti con difficoltà nel medio/lungo periodo. Ad esempio, l inserimento lavorativo nelle costruzioni, nelle attività di facchinaggio e nella meccanica pesante, oppure l avvio di un attività autonoma nel settore commerciale, che caratterizza i migranti di questi paesi nelle fasi iniziali del processo migratorio, per varie ragioni, può rimanere a lungo precario, fonte di frequenti migrazioni interne dal Centro-Sud al Centro- Nord dell Italia, alla ricerca di un lavoro a tempo pieno, stabile e regolare; - sostituire la mancata intervista di un lavoratore del Centro e/o dell Africa del Sud con un altro lavoratore di provenienza analoga, in quanto un buon numero di questi cittadini, giunto in Italia in modo irregolare e/o clandestino, spesso fuggendo dal proprio paese, ha affrontato un lungo percorso di regolarizzazione chiedendo asilo politico. Questi cittadini, inoltre, possono aver subito discriminazioni per il colore della propria pelle, possono essere stati indotti e/o costretti a frequentare quasi esclusivamente i connazionali con cui condividono lo status di richiedenti asilo, e, quindi, possono incontrare molte difficoltà ad esprimersi in lingua italiana non essendo, in qualche modo, obbligati a farne uso per la conversazione quotidiana. Allo scopo di integrare i risultati delle interviste ai lavoratori, tramite l Osservatorio Provinciale sull Immigrazione, si è deciso di: - realizzare una decina di interviste dirette non strutturate, della durata di circa un ora, a datori di lavoro coinvolti nell indagine; - prendere in considerazione i colloqui telefonici più significativi e pregnanti realizzati nella fase di acquisizione delle disponibilità a collaborare. Il ricorso ai vari punti di vista (lavoratori / datori di lavoro) è apparsa subito molto importante ai fini di un adeguata comprensione di alcuni aspetti poco sviluppati e/o appena accennati durante lo svolgimento delle interviste ai lavoratori, e dell elaborazione di alcune configurazioni sociali che sembrano caratterizzare i rapporti tra lavoratori autoctoni/lavoratori stranieri e tra datori di lavoro/lavoratori stranieri. Le unità locali coinvolte e lavoratori intervistati Le 200 interviste si sono svolte, in larga parte, tra la seconda metà di ottobre e la fine di dicembre Esse hanno coinvolto un campione formato da 89 U.L. e dipendenti, di cui italiani (pari all 87,1%) e 698 stranieri (pari al 12,9%). Rispetto al campo d indagine prescelto, il campione si può considerare rappresentativo anche se in modo non proporzionale alle diverse realtà di settore. Sono state interessate, infatti, il 34,2% delle U.L. e il 46,8% dei lavoratori dipendenti occupati (il 47,4% degli italiani e il 43% degli stranieri). Tali valori, in sintonia con gli obiettivi prefissati, appaiono alquanto differenziati per settore (Tabella 5). Tabella 5 Raffronto fra campo di indagine prescelto e campione indagato Unità Locali oggetto Unità locali prescelte come campo Rapp. % U.L. indagate e U.L. del SETTORI di indagine di indagine campo di indagine Lavoratori dipendenti Unità Lavoratori dipendenti Unità Lavoratori dipendenti Unità Italiani Stranieri Totale Locali Italiani Stranieri Totale Locali Italiani Stranieri Totale Locali Agricoltura - Commercio Ortofrutta ,3% 69,5% 63,4% 46,2% Pubblici esercizi ,2% 69,0% 71,6% 54,5% Commercio e Servizi (escluse pulizie ,0% 28,9% 70,6% 40,0% Imprese di pulizia ,8% 37,4% 39,5% 35,7% Servizi Socio/Assist.li e Sanitari ,4% 23,2% 14,9% 28,6% Autotrasporti, facchinaggi, logistica ,8% 54,3% 86,4% 52,6% Chimica, gomma e materie plastiche ,5% 66,7% 88,5% 33,3% Tessile, abbigliamento, calzature ,4% 18,8% 8,8% 13,0% Costruzioni ,8% 28,9% 36,6% 33,3% Metalmeccanica ,7% 32,1% 35,2% 27,3% TOTALE ,4% 43,0% 46,8% 34,2% Fonte: elaborazioni dell Osservatorio sull Immigrazione su dati dei Centri per l Impiego della Provincia di Ferrara 34 35

19 Le caratteristiche della ricerca sul campo Le caratteristiche della ricerca sul campo Tabella 6 Unità Locali oggetto di indagine, distinte per settore e per numero di occupati italiani e stranieri Fonte: elaborazione delle informazioni raccolte nel corso dell indagine a cura dell Osservatorio Provinciale sull Immigrazione su dati dei Centri per l Impiego della Provincia di Ferrara tazione delle risposte dei lavoratori intervistati, soprattutto se si considera che: - nelle piccole U.L. è probabilmente più facile conoscersi vicendevolmente e si è, in qualche modo, costretti ad intrattenere relazioni interpersonali, sia col responsabile della propria struttura (che spesso coincide con il titolare), sia con i colleghi di lavoro; - nelle U.L. di più grande dimensione è probabilmente meno facile conoscere tutti i colleghi e si può più agevolmente evitare, in primo luogo chi non lo cerca e/o lo rifiuta, il contatto diretto con i colleghi (specie se stranieri) e/o col responsabile della propria struttura, limitandolo alle necessità imposte dal lavoro. Quanto tali aspettative corrispondano alla realtà è oggetto di verifica nell analisi delle interviste, soprattutto laddove si esaminano le risposte alle domande tese a valutare le caratteristiche delle relazioni intrattenute coi colleghi e/o col responsabile della propria U.L. In merito alle 200 interviste effettivamente realizzate, l incidenza sul totale dei dipendenti riscontrati nelle 89 U.L. coinvolte è stata pari al 3,7% (2,7% nel caso dei lavoratori italiani e 10,7% nel caso dei lavoratori stranieri), con valori alquanto differenziati per settore, ma coerenti con le caratteristiche del campo d indagine e gli obiettivi prefissati. Nello specifico (Tabella 6), rispetto all entità degli occupati per settore rilevati nel campione, le interviste realizzate hanno coinvolto: - il 18,5% dei dipendenti delle Costruzioni (14% italiani e 32,7% stranieri), con 24 U.L.; - l 11,4% dei dipendenti del Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero (9,6% italiani e 16,7% stranieri), con 3 U.L.; - il 10,8% dei dipendenti dei Pubblici Esercizi (8,3% italiani e 20,7% stranieri), con 12 U.L.; - il 3,6% dei dipendenti del Metalmeccanico (2,6% italiani e 10,3% stranieri), con 18 U.L.; - il 2,9% dei dipendenti delle Imprese di pulizia (2% italiani e 9,3% stranieri), con 5 U.L.; - il 2,8% dei dipendenti dei Servizi Socio Sanitari (2% italiani e 10,5% stranieri), con 2 U.L.; - il 2,8% dei dipendenti della Agricoltura/Commercio Ortofrutta (2,4% italiani e 3,5% stranieri), con 6 U.L.; - il 2,6% dei dipendenti degli Autotrasporti, facchinaggi e logistica (1,8% italiani e 8,0% stranieri), con 10 U.L.; - l 1,2% dei dipendenti del Commercio/Terziario allargato (escluse le imprese di pulizia, 1,1 italiani e 18,2% stranieri), con 5 U.L.; - l 1,0% dei dipendenti della Chimica, Gomma, Materie Plastiche (0,7% italiani e 6,7% stranieri), con 3 U.L.. Unità Locali oggetto di indagine SETTORI Lavoratori dipendenti Unità U.L./ Italiani Stranieri Totale Locali Tot.dip. Agricoltura - Commercio Ortofrutta ,0 Pubblici esercizi ,9 Commercio e Servizi (escluse pulizie) ,7 Imprese di pulizia ,8 Servizi Socio/Assist.li e Sanitari ,5 Autotrasporti, facchinaggi, logistica ,1 Chimica, gomma e materie plastiche ,7 Tessile, abbigliamento, calzature ,3 Costruzioni ,3 Metalmeccanica ,7 TOTALE ,7 La variabile lavoratori stranieri risulta, pertanto, ampiamente considerata nell indagine svolta, in quanto si sono ampiamente considerati: - il loro grado inserimento occupazionale, rispetto all occupazione complessiva (italiani e stranieri) riscontrabile nei vari settori considerati; - la percentuale di stranieri occupata per settore rispetto al totale degli occupati straneri in provincia di Ferrara

20 Le caratteristiche della ricerca sul campo Le caratteristiche della ricerca sul campo L atteggiamento verso l intervista I responsabili delle U.L., che occupavano i lavoratori prescelti per le interviste, hanno manifestato in larga parte interesse rispetto ai temi oggetto d indagine ed hanno dichiarato la loro disponibilità a contattare i propri dipendenti per verificare se accettavano di farsi intervistare. Solo nel caso delle imprese di pulizia si sono incontrate diverse indisponibilità già nella fase di primo contatto (spesso telefonico). Non hanno, infatti, accettato di collaborare i responsabili di 9 U.L., rispetto alle 14 U.L. individuate in sede di definizione del campo d indagine. Dopo il primo contatto, ottenuta la disponibilità di massima a collaborare, nel momento di effettivo svolgimento delle interviste, gli intervistatori hanno riscontrato da parte dei datori di lavoro e/o dei responsabili delle 89 U.L. coinvolte il seguente atteggiamento: - presso 75 U.L. (l 84,3%) nessuna difficoltà a collaborare, anche attraverso la messa a disposizione di locali aziendali per lo svolgimento dell intervista; - presso 14 U.L. (il 15,7%) alcune difficoltà legate a situazioni di diffidenza (7 U.L.), di scarso interesse (4 U.L.), di insofferenza/fastidio (2 U.L.), di poca disponibilità (1 U.L.). L analisi per settore di attività mette in rilievo che gli atteggiamenti meno positivi, da parte delle U.L. coinvolte, si sono riscontrati: nel Commercio terziario, con alcune situazioni di scarso interesse e di diffidenza ; nei Pubblici esercizi, con alcune situazioni di diffidenza ; nella Chimica, plastica, gomma, con alcune situazioni di scarsa disponibilità. Le difficoltà messe in campo da parte dei responsabili/datori di lavoro delle U.L. coinvolte, pur se di scarsa rilevanza, sono state prese in considerazione perché potevano influenzare l atteggiamento dei lavoratori intervistati, sia sul piano della disponibilità all intervista, sia sul versante della evasività/reticenza delle risposte al questionario. Per verificare l esistenza e la rilevanza di questa possibile relazione, si è proceduto ad incrociare gli atteggiamenti dei responsabili/datori di lavoro delle U.L., con gli atteggiamenti dei lavoratori intervistati. Dall incrocio non è emersa alcuna associazione significativa tra le due variabili, per cui gli intervistati, nella quasi totalità dei casi, non sembrano aver subito condizionamenti dagli atteggiamenti poco positivi di un numero molto esiguo di responsabili/datori di lavoro. Nel dettaglio, infatti: - a fronte degli atteggiamenti di diffidenza messi in campo dai responsa- bili/datori di lavoro delle U.L., l 82,4% dei lavoratori-dipendenti di queste U.L. - non manifestava difficoltà; - mentre i limitati atteggiamenti di scarso interesse messi in campo dai responsabili/datori di lavoro di 4 U.L., di cui si sono intervistati n 9 dipendenti, si sono incrociati con 3 intervistati con atteggiamento di diffidenza. Le maggiori difficoltà, invece, si sono incontrate da parte dei lavoratori italiani che, con varie motivazioni, spesso rimandavano e/o si defilavano dall intervista, costringendo gli intervistatori ad una ventina di sostituzioni, anche per contenere i tempi di realizzazione delle interviste. Nel complesso, superata la fase finalizzata ad ottenere le necessarie disponibilità e a definire il luogo, la data e l ora degli appuntamenti, si sono realizzate ben 173 interviste (pari all 86,5% del totale) senza incontrare alcuna difficoltà da parte dei lavoratori coinvolti. Non sono mancate, tuttavia, situazioni di diffidenza (16 casi), di scarso interesse (6 casi), di ostilità (2 casi), di poca disponibilità (2 casi) e di insofferenza/fastidio (1 caso). Il 68,5% delle interviste si è svolto presso le U.L. luogo di lavoro (l 8,5% presso il cantiere, il 29,5% presso la fabbrica e il 30,5% presso altro luogo lavorativo, in genere uffici e/o sale mensa del datore di lavoro), il 16% a casa dell intervistato ed appena il 9,5% in altro luogo extralavorativo. Il luogo di svolgimento delle interviste, vista la rilevanza di quelle realizzate nei luoghi di lavoro, ha certamente inciso sulle risposte. Gli intervistati possono aver assunto un atteggiamento prudente, per cui hanno evitato di esplicitare aspetti che potevano, in vario modo, influire negativamente sul mantenimento del posto di lavoro e/o provocare atteggiamenti ostili e/o rimproveri da parte del datore di lavoro. Occorre, pertanto, valutare con molta attenzione le risposte di dettaglio fornite dagli intervistati, dopo la generica affermazione dell inesistenza di problemi/difficoltà nel lavoro. Il luogo di svolgimento dell intervista, inoltre, si presenta variamente collegato all atteggiamento di diffidenza rilevato dagli intervistatori, in quanto nei casi: - altro luogo extralavorativo (soprattutto presso sale di pubblici esercizi) essa raggiunge il 15,8% delle interviste realizzate in questo ambito; - cantiere, luogo di lavoro essa s attesta all 11,8% delle interviste realizzate in questi luoghi; - altro luogo di lavoro (soprattutto uffici e/o sale mense del datore di lavoro) essa raggiunge l 11,5% delle interviste realizzate in questi luoghi

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