Sulla legge finanziaria

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1 DOCUMENTI Sulla legge finanziaria Analisi e riflessioni sul contenuto generale della legge e sulle principali misure della manovra economica del 2006 a cura della Redazione di LOTTA UNITA DOCUMENTI 1

2 Sulla legge finanziaria Introduzione Per comprendere i processi che attraversano un paese, è necessario ed imprescindibile analizzarli alla luce del contesto tanto regionale che internazionale. A maggior ragione ciò si rende strettamente necessario se parliamo di un paese come l Italia, che si annovera tra i primi 10 paesi più sviluppati del mondo, collocandosi a volte come quinta potenza mondiale ed altre come sesta, settima od ottava a seconda dei parametri e dei punti di vista applicati. Il contesto economico, politico, sociale e culturale che caratterizza da ormai decenni il capitalismo internazionale, è di crisi. Una profonda crisi che, di riflesso, scandisce i ritmi di una profonda ristrutturazione del sistema capitalista a tutti i livelli. L Europa di Maastricht non nasce casualmente o per il guizzo di qualche capitalista illuminato, ma per necessità della grande borghesia europea per competere a livello economico, politico e militare con gli altri poli imperialisti e con i capitalismi emergenti, Cina in particolare. Un processo regionale, quindi, che scaturisce da una congiuntura internazionale e che determina, visto il suo contenuto marcatamente antipopolare, conseguenze disastrose su interi settori e strati sociali. Un processo - in generale - necessario e vantaggioso per la grande borghesia europea che presenta, però, delle significative contraddizioni e tensioni nel suo seno, vista la grossa influenza che gli Usa esercitano su molti paesi dell Unione ed in particolare su quelli che sono parte integrante del patto atlantico (Nato), Italia in primis. La ratificazione politica della Comunità economica europea (Cee) attraverso il trattato di Maastricht, che ha portato all introduzione di numerose misure e norme comunitarie tra cui la costituzione della Banca centrale europea (Bce) e l introduzione della moneta unica (euro), condiziona sensibilmente la vita economica, politica e sociale dei paesi membri, con ripercussioni evidenti sulla classe lavoratrice. A livello Cee, infatti, tutti i paesi sono vincolati a rispettare i parametri fissati (in particolare a livello economico-finanziario), stabilendo così quella condizione dietro la quale politicanti d ogni risma si trincerano e, assumendola a giustificazione, proclamano una politica di pesanti sacrifici come necessaria per rimanere in Europa. Parlando di Comunità economica europea, l Italia si assesta agli ultimi posti in classifica quanto a spesa sociale pro-capite. La riduzione della 2

3 spesa sociale e dei trasferimenti agli enti locali, sviluppata attraverso il processo di devolution, pregiudica gravemente il welfare state e apre di fatto nuovi mercati su diritti e bisogni sociali. Così l attuale spesa sociale ha compiuto significativi passi indietro, ritornando ai valori del 93, al di sotto della media europea, ed il Fondo per le Politiche Sociali, che finanzia gli interventi assistenziali, ha subito una riduzione del 40% nel 05. Tutto ciò concorre a determinare l aumento impressionante di povertà nel nostro paese (il 13,2% della popolazione secondo le ultime stime dell Istat) in un contesto in cui le rendite da capitale crescono ad un ritmo doppio rispetto ai redditi da lavoro dipendente con conseguente aumento delle disuguaglianze di classe. Analizzando tale tendenza, in riferimento al mondo del lavoro, possiamo rilevare che, nel periodo che va dal 96 al 04, il numero dei lavoratori dipendenti atipici è passato da a , mentre le collaborazioni a progetto hanno ormai superato le unità. Quasi 6 milioni di lavoratori italiani (più del 38% della manodopera totale) vivono una condizione di precarietà lavorativa ed esistenziale. Questa si tramuta in una condizione di povertà monetaria e sociale unita all incertezza del futuro dove alcuni dei presunti bisogni/diritti fondamentali come l accesso al reddito, alla casa, all assistenza sociale, alla previdenza vengono completamente elusi. Cialtronerie e luoghi comuni a parte, i motivi superiori della nascita della fortezza Europa, sono costituiti dal fatto di garantirsi mercati e livelli di profitto adeguati in un mondo che vede il sistema imperialista contorto nella sua stessa crisi dove alla guerra economico-commerciale si aggiunge sempre più quella militare. Dalla caduta del muro di Berlino ad oggi conflitti e guerre si sono moltiplicate passando, in molti casi, da situazioni di bassa intensità a media-alta intensità. Le guerre nel Golfo persico contro l Iraq e la cosiddetta lotta al terrorismo internazionale, spettacolarmente e pretestuosamente scatenata all indomani dell 11 settembre, hanno segnato il passo. Ma in questo solco si inseriscono numerose guerre e conflitti, non ultima la guerra all ex Jugoslavia che ha visto l Italia come base di lancio di questa aggressione armata da parte del civile Occidente contro un paese sovrano ed indipendente. Dividi et impera è la condizione che permette di ridisegnare mappe e aree d influenza da spartire tra le potenze imperialiste sulla base dei rapporti di forza vigenti. Se il contesto internazionale, quindi, è caratterizzato dalla guerra scatenata o alimentata dall imperialismo, quello interno - ossia nel nostro paese come in altri - non è diverso. Ciò non solo in riferimento all attacco condotto dal padronato alle condizioni di vita e di lavoro del proletariato (un 3

4 vero massacro economico-sociale), ma anche al processo di militarizzazione della società, dove lo stato di polizia sta diventando norma supportata da un appropriata campagna ideologica di regime attraverso l allarme sicurezza, ormai divenuto pane quotidiano di tutti i media con l intento di giustificare e produrre consenso all imponente rafforzamento dell apparato militare e poliziesco e della legislazione in materia di repressione. La legge finanziaria Ogni anno lo Stato italiano approva la legge finanziaria che rappresenta un provvedimento rilevante di politica economica, sociale ed ambientale orientata a dare copertura ai propositi e alle ambizioni del capitalismo made in Italy e che per questo ha un impatto concreto sulla vita quotidiana dei c.d. cittadini. Di fatto la sua funzione è quella di correggere il Bilancio dello Stato attraverso l introduzione di misure che, in entrata (tasse, imposte, ecc.) o in uscita (scuola, sanità, ambiente ma anche imprese, armi, ecc.), derivano dalla fase di negoziazione politica. Tramite la Finanziaria - e altri provvedimenti ad essa collegati - il Governo può così effettuare annualmente la sua manovra economica, cioè scegliere dove prelevare e come spendere i soldi pubblici l anno seguente. Tecnicamente, infatti, la Finanziaria rappresenta una sorta di cornice contabile mentre i collegati sono i disegni di legge che l accompagnano completando la manovra per le parti che necessitano di modifiche della legislazione vigente. Questi disegni di legge contengono cioè le norme sostanziali (ossia che incidono sugli equilibri di bilancio) in materie specifiche (tributaria, previdenziale, sanitaria, di pubblico impiego, ecc.) relative a decisioni sulle entrate (da aumentare o diminuire) e sulle spese (da effettuare o tagliare) per rispettare i vincoli contabili stabiliti con la legge Finanziaria. Introdotta nel 78 con la legge n.468, la Finanziaria entra in vigore per la prima volta a partire dal 79. Dalla sua comparsa ad oggi la manovra mediamente si è attestata sul 1,4% del Pil per un importo pari a circa 30 mila miliardi di vecchie lire. Il valore massimo lo si è raggiunto con la Finanziaria del 93 del governo Amato, quella cosiddetta di risanamento, definita negli stessi documenti del governo la madre di tutte le manovre. Con questa manovra sono stati manovrati circa miliardi di lire, mettendo pesantemente mano al sistema previdenziale e toccando il 6% del Pil. Nel tempo, alla Finanziaria si è aggiunta la cosiddetta manovra correttiva che i Governi applicano tra primavera e autunno per avvicinar- 4

5 si agli obiettivi di bilancio presuppostamente sottovalutati in sede di elaborazione della Finanziaria. In tal senso, un altro anno particolarmente cruciale da ricordare è il 96. In generale l importo medio di queste correzioni è stato di circa 11 mila miliardi negli ultimi dieci anni, con un impatto medio sul Pil dello 0,6%. Ma nel 96 si è toccato il massimo di queste manovre di aggiustamento: è questo l anno della tassa sull Europa, da sola pari a 13 mila miliardi di lire, che fa parte di una manovra correttiva di circa 19 mila miliardi, pari all 1% del Pil. Tabella 1 Legislature dal 1993 al 2004 Anno Governo Legislatura PIL Legge Finanz. Correzione Totale Manovra % Totale Manovra sul PIL Amato I Ciampi Berlusconi I Dini Prodi Prodi D Alema I D Alema II Amato II Berlusconi II Berlusconi II Berlusconi II Berlusconi II Berlusconi I XI legislatura XI legislatura XII legislatura XII legislatura XIII legislatura XIII legislatura XIII legislatura XIII legislatura XIII legislatura XIV legislatura XIV legislatura XIV legislatura XIV legislatura XIV legislatura 807,36 853,91 923,05 982, , , , , , , , , , ,50 46,85 15,77 25,92 16,84 32,28 12,93 9,61 7,75 22,98 17,00 20,00 16,20 24,00 19,10 6,46 3,42 7,38 9,82 8,21 2,32 1,29 6, ,90 53,31 19,18 33,30 26,66 40,49 15,26 10,90 14,25 22,98 17,00 20,00 16,20 24,00 21,00 6,6% 2,2% 3,6% 2,7% 3,9% 1,4% 1,0% 1,2% 1,9% 1,4% 1,5% 1,2% 1,7% 1,5% N.B. Per il 2004 e 2005 i valori del PIL sono stimati (tratti dal DPEF ). Le cifre assolute sono espresse in miliardi di euro correnti Contenuto antipopolare della legge finanziaria Non è un ipotesi, ma semplice verità, affermare che la legge Finanziaria è una creatura della borghesia italiana nata sull esigenza di far fronte alla crisi economica in cui imperversa il sistema capitalista a livello italiano. Essa è parte sostanziale e costituente di un macro processo ristrutturativo, ancora in atto, che nel corso degli ultimi 30 anni è profondamente intervenuto nell economica, nella politica e nelle condizioni di esistenza delle masse proletarie e popolari. La necessità del capitalismo italiano di ristrutturarsi in relazione ad esigenze di competizione internazionale, di intervenire a tutti i livelli (anche militarmente) in altre aree del pianeta, di garantirsi livelli adeguati di profitti ha prodotto, attraverso i suoi governi d ogni colore, molteplici misure atte a queste finalità. Lo smantellamento e/o ridimensionamento di molte aziende e i relativi tagli occupazionali; le privatizzazione e le dismissioni forsennate e i con- 5

6 seguenti aumenti dei costi di beni e servizi; il rafforzamento del sostegno dello stato ai privati (clero incluso) a danno del settore pubblico; l attacco a salari e lavoro - con il taglio della scala mobile e la diffusione della precarizzazione e della flessibilità - e al sistema previdenziale - pensioni innanzitutto - fanno da contraltare alla riforma dello stato e delle sue istituzioni: riforme costituzionali, presidenzialismo, devolution/federalismo, riforma elettorale, riforma dei vari apparati repressivi (servizi segreti, esercito, forze di polizia ), riforma della scuola, della sanità Una riforma senza sosta. Un intervento profondo e continuativo che attraversa la struttura e la sovrastruttura del paese e che è stato articolato con continuità dall operato dei vari governi che si sono succeduti alla guida della stato italiano nel corso degli ultimi decenni. Una ristrutturazione resa possibile non solo dalle necessità e dalla determinazione della classe padronale ma anche dalla debolezza politica di un proletariato frantumato e diviso meticolosamente dalla controparte per renderlo innocuo ed inoffensivo che ha, in larghissima parte, delegato la politica e l affermazione dei suoi interessi a personaggi (politicanti, sindacalisti ed altro) dall alto senso dello Stato, quello stesso Stato che, giorno dopo giorno, dimostra che il sacrificio dei lavoratori e di interi popoli è una condizione indispensabile per la sua esistenza. La Finanziaria 2006 Dopo l approvazione del Senato con 164 sì, 105 no e nessun astenuto e la ratifica ufficiale attraverso la firma del Capo dello Stato, la finanziaria 06 è diventata legge ed è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.302 del 29 dicembre 05 (legge n.266 del 23 dicembre 05). Il testo è composto da un solo articolo con ben 612 commi e l importo complessivo della manovra finanziaria è passato dai 20 miliardi di euro, inizialmente previsti, ai 27,6 miliardi circa. L approvazione della Finanziaria 06 segue quella della c.d. Legge mancia approvata a fine novembre che contiene un elenco di piccoli interventi ad hoc la cui somma finale ammonta a circa 222 milioni di euro. Una legge (decreto fiscale) ribattezzata con tal nome perché orientata a conquistarsi le grazie del beneficiato che, gradendo il dono ricevuto, contraccambia il favore alle urne. Se si osservano articoli e commenti pubblicati da quotidiani e riviste varie, si potrà notare che in tutti viene messo in risalto quelle che vengono considerate le principali misure della manovra, tipo: bonus per bebè; detrazioni per i figli all asili nido; taglio dei contributi sociali a favore dei datori di lavoro; istituzione della Banca del Sud; provvedimento su frodi 6

7 finanziarie; taglio degli stipendi dei politici; taglio della parcella dei notai; introduzione della porno-tax, esenzione dell ICI per gli immobili del Clero Considerare queste misure nuove è corretto, ma affermare che queste siano le principali misure della manovra è discutibile. E discutibile - in quanto rappresenta un punto di vista - il fatto di considerare automatismo l incremento di alcune spese (generalmente quelle dell apparato politicomilitare e della sovvenzione statale del privato) ed il taglio di quelle a fini sociali e ambientali con la mortificazione del settore pubblico. Per analizzare la legge finanziaria 06, bisogna partire dal presupposto che essa risente, così come per le precedenti, del contesto economico e politico nazionale ed internazionale nella quale si determina. E così che, solo per fare qualche esempio, con un Italia ormai permanentemente presente sui teatri di conflitto a fare la guerra (e non a portare la pace come molti onesti mistificatori della politica intenderebbero far credere) si aumentano le spese militari e si dà il ben servito alla leva obbligatoria per passare ad un esercito professionale, fatto da mercenari-professionisti con buona pace di quel senso della patria che sembra appartenere più al capo dello Stato ed ai suoi accoliti di palazzo che alla gran parte della popolazione italiana. Ci sono quindi le risorse per stanziare 1 miliardo di euro per le missioni militari e di guerra e gli investimenti per la nuova portaerei in costruzione che costa 4 volte il Fondo nazionale per le Politiche Sociali, mentre non ci sono soldi per la sanità che subisce tagli per 2,5 miliardi e nemmeno un euro per il Fondo Globale per la lotta all Aids, dopo che l Italia si era impegnata ad aumentare la sua quota. Così come subiscono tagli i Comuni (-6,7) e le Regioni (-3,8) favorendo la condizione per la quale gli enti locali chiudano od interrompano servizi di pubblica utilità: dagli asili nido all illuminazione pubblica, dai reparti ospedalieri alla manutenzione del verde pubblico. Ma vediamo, in breve, alcuni aspetti che hanno una particolare centralità e che confermano che la guerra ed il massacro sociale sono le direttrici sostanziali della legge finanziaria per rafforzare il capitalismo italiota. APPARATI REPRESSIVI (investimenti) Con lo spauracchio della minaccia terroristica, particolarmente sponsorizzata dal Ministro dell interno Pisanu, e in relazione al crescente protagonismo politico-militare dell Italia all estero, questa Finanziaria incrementa gli investimenti in uomini e mezzi da destinare alle forze dell ordine e all esercito (ormai professionalizzato attraverso l abolizione del 7

8 servizio di leva obbligatorio). Così, mentre in quasi tutti i settori della Pubblica amministrazione si attua il blocco delle assunzioni a tempo indeterminato, facendo ricorso a contratti a tempo determinato, ai vari contratti di collaborazione e a progetto (la finanziaria specifica che l amministrazione potrà nel 06 ricorrere a tali forme di contratti fino al 60% della spesa sostenuta nel 03 in tema di lavoro e assunzioni), nelle forze dell ordine e di pubblica sicurezza sono state disposte nuove assunzioni a tempo indeterminato. Inoltre il bilancio della Difesa aumenta del 2,5%, per più di 477 milioni di euro. A questi vanno aggiunti i 1000 milioni di euro (comma 97) messi in finanziaria come fondo di riserva per le missioni militari all estero (di cui 600 per la missione in Iraq). Come si vede dalla tab.2, i maggiori aumenti sono nel personale che vede collocati militari all estero, in 31 operazioni in 21 paesi (più 4 aree geografiche). Nello stato di previsione del Ministero della difesa è istituito un Fondo da ripartire per le esigenze di funzionamento dell Arma dei carabinieri, con una dotazione di 50 milioni di euro (comma 28). Tabella 2.. Bilancio Ministero della Difesa, 2006 Settore di spesa Differenza Funzione difesa di cui: Personale Esercizio Investimento Funzione Sicurezza Pubblica (Carabinieri) Funzioni Esterne Pensioni Provvisorie , , , , ,3 222,4 365, , , , , ,0 184,6 288,0 177,3 720,4-461,3-81,8 415,7-37,8-77,4 Totale , ,5 477,8 100 milioni di euro vengono invece destinati ad un Fondo a disposizione del Ministero dell interno per acquisizioni di beni e servizi (comma 27) e 100 milioni di euro per le esigenze infrastrutturali e di investimento delle Forze dell ordine (comma 28). Le risorse previste per i miglioramenti economici e per l incentivazione della produttività al personale statale in regime di diritto pubblico riferite al biennio sono incrementate di 155 milioni di euro a decorrere dall anno 06 con specifica destinazione di 136 milioni di euro per il personale delle Forze armate e dei Corpi di polizia (comma 177). Per il biennio 06-07, le risorse per i miglioramenti economici del rimanente personale statale in regime di diritto pubblico sono determinate complessivamente in 108 milioni di euro per l anno 06 e in 183 8

9 milioni di euro a decorrere dall anno 07 con specifica destinazione, rispettivamente, di 70 e 105 milioni di euro per il personale delle Forze armate e dei Corpi di polizia (comma 184) Autorizzato un contributo annuale di 30 milioni di euro per 15 anni, nonchè un contributo annuale di 10 milioni di euro per 15 anni per il completamento del programma di dotazione infrastrutturale del Corpo della guardia di finanza, e la spesa di 1,5 milioni di euro a decorrere dal 06 per il potenziamento delle dotazioni organiche (comma 93). Sono autorizzati contributi quindicennali di 30 milioni di euro a decorrere dal 06, di 30 milioni di euro a decorrere dal 07 e di ulteriori 75 milioni di euro a decorrere dal 08 per consentire la prosecuzione del programma di sviluppo e di acquisizione delle unità navali della classe Fremm(fregata europea multimissione) e delle relative dotazioni operative, nonchè per l avvio di programmi dichiarati di massima urgenza (comma 95). Già tra il 02 e il 03 lo Stato ha speso in investimenti in armi milioni di euro, acquistando, tra l altro, la portaerei Andrea Doria - che nel 2000 (l anno in cui si è deciso di costruirla) costava miliardi di lire e i cui costi, come sempre avviene, hanno lievitato sensibilmente - e gli Eurofighter (il completamento del programma è previsto per il 2015 con l acquisizione di 121 veivoli per un onere globale di milioni di euro, che però non considera le spese accessorie che vanno dagli armamenti al supporto logistico) e il Joint Strike Fighter - JSF (un programma in cooperazione con altri sette paesi tra cui gli Usa relativo allo sviluppo di un veivolo di attacco disponibile dal 2012, i cui costi, per la sola fase di sviluppo, sono di milioni di euro). Tabella 3 Spese militari nel mondo (in miliardi di dollari) Paese Stati Uniti Gran Bretagna Francia Giappone Cina Germania Italia Russia Arabia Saudita Corea del Sud India Israele Canada Turchia Australia Dati SIPRI - Rapporto ,3 47,4 46,2 42,4 35,4 33,9 27,8 19,4 19,3 15,5 15,1 10,7 10,6 10,1 10,1 414,4 51,1 45,4 42,7 33,1 34,8 27,6 18,5 18,8 14,9 12,7 10,0 10,0 10,3 9,7 9

10 Come rende noto il Rapporto 05 del SIPRI, l Istituto Internazionale di Stoccolma per la Ricerca sulla Pace, le spese militari nel mondo continuano a crescere, superando, nel 04, i mille miliardi di dollari Usa. Gli Usa hanno raggiunto i 455 miliardi di dollari, il 3,9% del prodotto interno lordo e il 47% del totale, ed insieme a Gran Bretagna, Francia, Giappone e Cina, contribuiscono al 64% della spesa militare mondiale. L Italia si colloca al settimo posto con 27,8 miliardi di dollari, prima della Russia che ha speso 19,4 miliardi di dollari. Secondo fonti del SIPRI e della Nato, la cifra per le spese militare si aggira attorno al 2% del Pil (Tab.4), un pò più alta di quella dichiarata dallo Stato italiano visto che il bilancio del Ministero della difesa non tiene conto: a) della spesa delle c.d. missioni di pace (finanziate con decreti ad hoc); b) delle spese per sviluppo di armamenti (riportati nel bilancio del Ministero delle attività produttive); c) dei finanziamenti diretti o indiretto dello Stato a favore dell industria militare nazionale e per prodotti dual use (militare e civile); d) della spesa di quella parte dell Arma dei Carabinieri che di fatto svolge compiti militari. Capitolo a parte sono poi i costi annualmente sostenuti dallo Stato italiano per le basi e le truppe USA di stanza nel nostro paese al quale crediamo opportuno dedicare la scheda seguente. 10 SCHEDA: Quanto costano le basi USA allo Stato Italiano? Lo Stato italiano paga ogni anno il 37% dei costi delle basi USA (Aviano, La Maddalena, Sigonella e altre) e delle truppe americane di stanza nel nostro paese: risulta dai documenti ufficiali di bilancio delle forze armate USA, del Dipartimento della difesa e del Congresso (il Parlamento) degli StatiUniti. Nel 1999, il tributo versato da Roma a Washington è stato pari a 530 milioni di dollari (circa 480 milioni di euro), mentre nel 2002 i contribuenti italiani hanno partecipato alle spese militari americane per un ammontare di 326 milioni di dollari. Tre milioni sono stati dati in denaro liquido, il resto sotto forma di sgravi fiscali, sconti e forniture gratuite che riguardano trasporti, tariffe e servizi ai soldati e alle famiglie. La maggior parte dei pagamenti, si legge nelle carte ufficiali del Governo di Washington, nascono da «accordi bilaterali» («bilateral agreements» nei testi originali) tra Italia e Stati Uniti, il resto viene dalla divisione delle spese in ambito Nato. Il metodo di prelievo si chiama «burden-sharing» («condivisione del peso») ed è illustrato nel Nato Burdensharing After Enlargment pubblicato nell agosto 2001 dal Congressional Budget Office (Ufficio per il Bilancio) del Congresso USA. Vi si legge (capitolo III, pagina 27) che i comandi militari USA stimano che grazie a questi accordi soltanto per le opere e i servizi nella base di Aviano, «i contribuenti - (taxpayers) - americani hanno risparmiato circa190 milioni di dollari». Quanto all impegno complessivo del fisco italiano verso gli USA, il documento chiave è il Report on Allied Contributions to the Common Defense (rapporto sui con

11 tributi degli alleati alla difesa comune), consegnato nel marzo 2001 dal Segretario alla Difesa al Congresso degli Stati Uniti. Alla pagina 6 della sezione I si legge quanto segue: «Italia e Germania pagano, rispettivamente, il 37 (l Italia) e il 27% dei costi di stazionamento di queste forze (le forze armate USA, ndr)». Nel rapporto Defense Infrastructure, consegnato nel luglio 2004 al Congresso da parte dell Ufficio governativo per la trasparenza, a pagina 18 si legge che «nel bilancio 2001, Germania e Italia hanno dato i maggiori contributi, valutati rispettivamente in 862 e in 324 milioni di dollari». Si tratta, spiega il rapporto, di contributi diretti e indiretti «aggiuntivi rispetto a quelli della Nato». Sempre in relazione alle spese di carattere militare va tenuto conto che: - ogni anno circa l 80% (80 milioni di euro) del fondo 8 per 1000 viene stornato per finanziare le missioni militari italiane all estero. Si tratta di una violazione di fatto della legge 222 del 85, relativa allo stanziamento dei fondi dell 8 per 1000; - questa finanziaria taglia di 6 milioni di euro, che si aggiungono agli altri 6 avuti prima dell estate con il Decreto Legge 106 sulle entrate (quindi 12 milioni in complessivo), al fondo del Servizio civile nazionale (Scn), che passa da 224 a 212 milioni di euro, con un taglio complessivo del 5%; - il Ministero della difesa pretende (è previsto dalla finanziaria del 05) che almeno il 50% del ricavato della vendita degli immobili di sua competenza vada a finanziare investimenti nelle Forze Armate. Tabella 4 La spesa militare in Italia Anno Ministero Difesa Sipri NATO Milioni correnti % PIL Milioni correnti % PIL Milioni $ correnti % PIL Gover erni di centro-sinistr o-sinistra * Gover erno Berlusconi II *Non compresi i 467 milioni di euro del programma Eurofighter che portano il totale a milioni di euro. 100 milioni di euro saranno invece recuperati da sanzioni applicati a reati. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottare 11

12 entro il 28 febbraio 06 sono aggiornati, infatti, gli importi fissi delle sanzioni pecuniarie, anche penali. L attuazione del presente comma assicura entrate non inferiori a 100 milioni di euro per l anno 06 e 200 milioni di euro a decorrere dall anno 07 (comma 329). Sempre in tema di repressione non può essere tralasciata la questione delle carceri. Il sovraffollamento degli istituti di pena è un dato ormai acclarato e pubblicamente riconosciuto anche dal Ministero di giustizia. Ad oggi sono detenute nelle carceri italiane persone (numero mai raggiunto) a fronte di posti previsti dalla capienza regolamentare. La maggior parte della popolazione carceraria proviene dalle c.d. fasce sociali più deboli e più facilmente perseguibili come immigrati e tossicodipendenti. In particolare riguardo all immigrazione è utile soffermarci sulla tendenza in atto che evidenzia ampiamente il divario sostanziale d investimento tra le cosiddette politiche di contrasto (costruzione dei Cpt, esecuzione delle espulsioni, accordi con paesi terzi) e le politiche di sostegno all immigrazione. I dati parlano da soli: tra il 02 e il 04 solo il 27,5% della spesa pubblica nazionale sull immigrazione è stata destinata alle politiche di sostegno, mentre la spesa nelle politiche di contrasto, pari al 72,5% nei tre anni, ha fatto la parte del leone. Una buona parte della spesa per le politiche di contrasto - ben euro pari all 82,47% - ha finanziato l attivazione, costruzione e gestione dei Cpt, è stata cioè rivolta a un esigua minoranza, non solo dei cittadini stranieri presenti nel nostro paese, ma anche dei cittadini stranieri colpiti da un provvedimento di espulsione. Prendendo ad esempio il rapporto fornito dalla Corte dei Conti per l anno 03 è possibile vedere come in questo anno lo Stato abbia speso per i rimpatri (mezzo aereo + nave) ,90 euro, ,77 euro per la somministrazione di pasti e ,58 euro per il trasporto ai Cpt o alle questure, per un totale di ,25 euro. Tabella 5 Spesa pubblica sull immigrazione. Anni Esercizi finanziari Politiche di sostegno % Politiche di contrasto % Totale % , , , , , , Totale ,00 27, ,00 72, , Fonte: Lunaria su dati della Corte dei conti Programma di controllo

13 Gli allegati n.8 alla legge finanziaria 05 e alla legge finanziaria 06 ci forniscono i dati ad oggi disponibili per gli anni 05 e 06. Lo stanziamento iniziale previsto nella finanziaria 05 ( euro) risulta ridotto nelle previsioni assestate riportate nella proposta di legge finanziaria 06 a euro, mentre per il prossimo anno lo stanziamento proposto è pari a quello iniziale dell anno precedente ( ) euro. Escluso il 06, gli stanziamenti definitivi dello Stato destinati a finanziare il sistema dei Cpt sono stati dal 1999 al 05 pari a euro. ENTI LOCALI (tagli) Comuni, regioni e province sono oggetto di un deciso taglio per le proprie spese. Vengono infatti decurtate le spese rispetto a quelle sostenute nel 04, per 3,1 miliardi per gli enti locali, 1,1 per le Regioni e 2 per province e comuni. In percentuale, le regioni dovranno spendere il 3,8% in meno rispetto alla spesa del 04. Ogni provincia e comune con più di abitanti dovrà spendere dal 6,5 % all 8% in meno del 04. Per i Comuni questo significa 1 miliardo e 370 milioni di euro in meno da spendere e la necessità - per coprire i tagli del governo - di aumentare le tasse locali dal 6 al 10% a seconda dei comuni o, seguendo scelte drastiche, a tagliare servizi importanti. Sia che gli enti locali siano costretti ad aumentare i tributi locali, sia che ci si debba procurare gli stessi servizi sul mercato, questo significa maggiori esborsi per i soliti cittadini. Da un analisi dei dati emerge che a subire il maggiore contraccolpo, in termini di incremento delle entrate tributarie, sarebbero le amministrazioni comunali delle regioni del Mezzogiorno (8,6%), le quali godono di una minore autonomia finanziaria e impositiva. A seguire gli Enti comunali del Centro con un più 6,5% e del Nord con un aumento del 5,9%. Da un analisi condotta dall Osservatorio Eurispes sul Federalismo, si stima che se i Comuni del Mezzogiorno e del Centro vorranno mantenere lo stesso livello di servizi, dovranno aumentare il prelievo fiscale rispettivamente dell 8,6 e del 6,5%. In Molise e Calabria ci sono le situazioni più a rischio inasprimento, con il 10,6 e il 10,2%. La ricaduta si manifesterà sia sotto forma di disservizi pubblici sia di aumenti nelle aliquote delle tasse. SANITA (tagli) La Finanziaria prevede una riduzione di 2 miliardi e mezzo di euro. Ora se partiamo dal fatto che per il S.S.N. per il 05 era stata prevista una spesa 13

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