CORTE COSTITUZIONALE

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1 CORTE COSTITUZIONALE RELAZIONE SULLA GIURISPRUDENZA COSTITUZIONALE DEL 2005 in occasione della Conferenza Stampa del Presidente Annibale MARINI a cura di M. Bellocci e P. Passaglia Palazzo della Consulta, 9 febbraio 2006

2 a cura del Servizio studi con la collaborazione di V. Seghetti e S. Magnanensi IV

3 Indice sommario L'indice è vuoto perché non stai utilizzando gli stili paragrafo selezionati nelle impostazioni del documento. V

4 Introduzione 1. Alcuni dati statistici 1.1. Il totale delle decisioni Il totale delle decisioni (numerate) rese dalla Corte costituzionale nel 2005 è di 482, cui dovrebbero aggiungersi le ordinanze non numerate (quali, ad esempio, quelle che si pronunciano in merito all ammissibilità di interventi di terzo). Il valore si pone apprezzabilmente al di sopra delle 446 decisioni registrate nel 2004 (le 36 decisioni segnano un incremento pari all 8,07%), proseguendo nella tendenza alla crescita di decisioni riscontrata nel 2004, dopo la netta flessione del 2003 (lo scorso anno, il tasso di incremento era stato del 16,75%). Questa tendenza ha fatto sì che il valore del 2005 si ponesse al di sopra della media degli ultimi dieci anni, che si attesta a 473,5 decisioni annue. Ad ulteriore testimonianza della mole di attività svolta, deve poi sottolinearsi che le 482 decisioni del 2005 sono inferiori, nel periodo a partire dal 1996, soltanto ai dati del 2000 e del 2002 (con, rispettivamente, 592 e 536 decisioni), mentre sono leggermente superiori a quelli del 1997, del 1998 e del 1999 (in tutti e tre gli anni le decisioni rese sono state 471) e considerevolmente superiori ai dati del 2001 (447 decisioni), del 2004 (446), del 1996 (437) e del 2003 (382). Nel grafico che segue, viene raffigurato l andamento del decennio: Decisioni Altro dato che merita di essere analizzato, al fine di cogliere alcune caratteristiche di fondo dell attività della Corte, è quello relativo alla suddivisione delle pronunce per tipi di giudizio. Le 482 sono così ripartite: 314 nel giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale; 101 nel giudizio in via principale (per la prima volta dal 1988 questo tipo di giudizio supera la quota simbolica delle cento decisioni in un anno); 16 nel giudizio per conflitto di attribuzione tra Stato e Regioni e tra Regioni; 46 in quello per conflitto tra poteri dello Stato, di cui 23 ordinanze emesse in sede di giudizio di ammissibilità e 23 decisioni rese nella fase di merito; 5 in sede di ammissibilità di richieste di referendum abrogativo; non constano, quest anno ordinanze di correzione di errori materiali. Questi dati confermano la preponderanza numerica del giudizio in via incidentale, le cui decisioni coprono il 65,15% del totale; il giudizio in via principale occupa il 20,95%, mentre i due

5 conflitti si assestano, rispettivamente, a quota 3,32% e 9,54% (dato, quest ultimo, che costituisce la somma del 4,78% della fase di ammissibilità e del 4,78% della fase di merito); il giudizio di ammissibilità delle richieste referendarie copre, infine, l 1,04% del contenzioso. Nel grafico che segue si riportano i valori percentuali dei singoli giudizi: 1,0 9,5 3,3 21,0 65,2 Giudizio in via incidentale Giudizio in via principale Conflitto tra Stato e Regioni Conflitto tra poteri dello Stato Giudizio sull'ammissibilità del referendum Il giudizio in via incidentale conferma, dunque, la propria predominanza numerica, ma conferma anche, nella sostanza, i dati percentuali del 2003 e del 2004, quando le decisioni sul totale avevano rappresentato, rispettivamente, il 65,18% ed il 64,13%. Se è vero che, rispetto al 2004, si è avuto un pur leggero incremento (l 1,02%, pari a 28 decisioni in più), è anche vero che il 2004 aveva rappresentato, in termini percentuali, il minimo storico mai raggiunto. I dati dei venti anni precedenti al 2003, d altra parte, sono rimasti assai lontani, in essi oscillando il giudizio in via incidentale tra il 75 ed il 90% del totale delle pronunce, ed attestandosi su una media dell 83,64% per il periodo (quest ultimo anno presenta un valore assai prossimo alla media: 84,14%). Il grafico che segue mostra l andamento del giudizio in via incidentale negli ultimi dieci anni: , , , , , ,560078, ,180064,130065, Decisioni rese nel giudizio in via incidentale (percentuale sul totale) Discorso analogo, ma inverso. è da farsi per il giudizio in via principale, il quale, ancorato, per il periodo , ad una media del 7,29% (il 2002 si è posto leggermente al di sotto, con una percentuale di 5,60), con un picco negativo di 2,76% (nel 1998) ed uno positivo di 11,14% (nel 1988), ha conosciuto un notevole incremento a partire dal 2003, giungendo al 14,92% e, nel 2004, addirittura al 21,75%. La lieve flessione in termini percentuali del 2005 (-0,80%), peraltro corrispondente ad un aumento del valore assoluto (101 decisioni contro le 97 del 2004), conferma un dato scarsamente immaginabile sino a pochi anni fa, conseguente, evidentemente, alla crescita II

6 del contenzioso derivante dal nuovo Titolo V della Parte seconda della Costituzione. Il grafico che segue mostra l andamento del giudizio in via principale negli ultimi dieci anni: 25 21,75 20, , ,17 5,73 2,76 5,94 5,91 7,60 5, Decisioni rese nel giudizio in via principale (percentuale sul totale) Per quanto attiene al conflitto tra Stato e Regioni e tra Regioni, il dato del 2005 segna una flessione dello 0,94% (pari a 3 decisioni in meno) rispetto al 2004 (quando la percentuale sul totale era stata del 4,26), che già si poneva al di sotto del dato del 2003 (6,02%). In una valutazione relativa agli ultimi dieci anni, peraltro, il valore del 2005 si pone, sì, al di sotto della media (pari al 4%), ma sostanzialmente in linea con essa: prova ne sia il fatto che, in tre degli ultimi dieci anni (1997, 2000 e 2002), il dato percentuale del conflitto intersoggettivo è stato inferiore a quello registrato nel Il grafico che segue illustra queste risultanze: ,02 5,59 5,09 3,66 4,45 4,26 3,18 3,32 2,19 2, Decisioni rese nel conflitto intersoggettivo (percentuale sul totale) Per quanto attiene ai conflitti tra poteri dello Stato, il dato comprensivo delle decisioni rese nelle due fasi del giudizio evidenzia un leggero aumento (dello 0,35%) rispetto al 2004, quando le decisioni erano state 5 in meno e la percentuale sul totale del 9,19. La media del decennio , che si attesta al 7,26% del totale delle decisioni, si pone nettamente al di sotto del dato del 2005, superato, in questo periodo, soltanto dall 11,51% del Disaggregando le decisioni della fase di ammissibilità da quelle della fase di merito, il 4,78% di queste ultime, nel 2005, è nettamente superiore al 2,47% del 2004 (con un incremento di ben 12 decisioni) ed al 2,09% del 2003, nonché alla media dell ultimo decennio (2,50%). Il grafico che segue mostra l andamento del conflitto interorganico nell ultimo decennio, distinguendo tra decisioni rese in fase di ammissibilità e decisioni rese in fase di merito: III

7 ,92 1,37 1,27 2,55 1,27 4,03 2,12 4,67 2,03 7,09 3,58 4,25 4,48 2,99 2,09 9,16 2,47 6,72 4,78 4, Decisioni rese nel conflitto interorganico fase dell'ammissibilità (percentuale sul totale) Decisioni rese nel conflitto interorganico fase di merito (percentuale sul totale) La percentuale di decisioni rese in sede di giudizio di ammissibilità del referendum abrogativo mal si presta ad una valutazione in termini di trend, stante l estrema volatilità del dato per anno. Il grafico seguente mostra, comunque, l andamento (in valore assoluto) negli ultimi quindici anni: Decisioni rese nel giudizio di ammissibilità delle richieste referendarie (valore assoluto) 1.2. Il rapporto tra decisioni ed atti di promuovimento Il dato piuttosto elevato del numero di decisioni rese nel 2005 cresce notevolmente quando si vada ad esaminare il numero di giudizi definiti, alla luce del quale sembra di poter dire che è in via di definitivo «smaltimento» quell arretrato formatosi essenzialmente nel 2003, e che nel 2004 era stato solo in minima parte diminuito. Le ordinanze di rimessione emesse dai giudici a quibus, che nel 2004 erano state (nel 2003 erano state addirittura 1.196), sono scese drasticamente, nel 2005, a 596. Contemporaneamente, le cause sollevate in via incidentale decise sono rimaste pressoché stabili, passando dalle del 2004 alle del Il saldo tra i giudizi definiti e gli atti di IV

8 promuovimento pervenuti è dunque passato dalla quota di 80 del 2004 a quella di 553 del 2005 (si noti che, nel 2003, le 435 cause decise avevano condotto ad un saldo di -761). Il parziale smaltimento dell arretrato è ben testimoniato dal raffronto tra le cause pendenti al 1 gennaio e quelle pendenti al 31 dicembre 2005: contro Numero di giudizi (in via incidentale) Pervenuti nel 2005 Decisi nel 2005 Pendenti 1 gennaio 2005 Pendenti 31 dicembre 2005 Decisamente positivi sono anche i dati relativi al giudizio di legittimità costituzionale in via principale. A fronte delle 101 sopravvenienze, la Corte ha deciso integralmente 133 ricorsi, mentre su altri 3 ricorsi, decisi parzialmente nel 2004 (in conseguenza della prassi seguita di separare le cause: di essa si darà conto nella sedes materiae), nel 2005 si sono avute altre decisioni, ma essi restano tuttora pendenti per alcune delle questioni poste. Il saldo positivo di 32 (escludendo dunque i ricorsi decisi parzialmente) è chiaramente superiore al dato di -9 del 2004 (116 ricorsi pervenuti e 107 interamente definiti, che salivano a 115 considerando quelli definiti parzialmente) ed a quello di -10 del 2003 (a fronte di 98 ricorsi prevenuti, solo 88 erano stati decisi, peraltro alcuni soltanto parzialmente). Anche in questo caso, il confronto tra le pendenze all inizio ed alla fine del 2005 segna un dato inequivocabilmente positivo: 152 contro Numero di giudizi (in via principale) Pervenuti nel 2005 Decisi nel 2005 Pendenti 1 gennaio 2005 Pendenti 31 dicembre 2005 Indiscutibilmente positivi sono anche i dati relativi ai conflitti intersoggettivi, che hanno visto 15 ricorsi promossi e 22 ricorsi decisi, con un saldo positivo di 7 ricorsi: il dato del 2004 era pressoché identico, con 16 ricorsi promossi e 22 definiti (saldo positivo di 6), mentre nel 2003 il saldo tra decisioni e sopravvenienze era stato ancor più elevato (15 ricorsi promossi contro 36 ricorsi decisi). Se al 1 gennaio 2005 i conflitti pendenti risultavano 44, alla fine dell anno il dato è dunque sceso a 37. V

9 Numero di conflitti intersoggettivi Pervenuti nel 2005 Decisi nel 2005 Pendenti 1 gennaio 2005 Pendenti 31 dicembre 2005 L unico ambito nel quale non si è avuta una diminuzione di pendenze nel corso dell anno è quello del conflitto tra poteri dello Stato. Per quanto attiene alla fase dell ammissibilità, le 23 ordinanze rese hanno pareggiato i 23 ricorsi depositati (nel 2004, invece, ai 20 ricorsi avevano corrisposto 30 ordinanze), con il che il numero di conflitti ancora da delibare è rimasto invariato, a quota 12, tra il 1 gennaio ed il 31 dicembre In ordine alla fase di merito, i 24 conflitti definiti non hanno eguagliato le 25 sopravvenienze, segnando così l unico saldo negativo, per quanto di assai modesta entità (-1): i 40 conflitti pendenti all inizio del 2005 sono così divenuti, alla fine, 41. Nel 2004, i dati erano stati, peraltro, ben più negativi, se è vero che gli 11 ricorsi decisi erano rimasti ben al di sotto dei 17 ricorsi promossi, con un saldo di -6; nel 2003, addirittura, a fronte di 22 ricorsi promossi, erano stati solo 8 i ricorsi decisi, con un saldo di Conflitti interorganici (ammissibilità) Conflitti interorganici (merito) Pervenuti nel 2005 Decisi nel 2005 Pendenti 1 gennaio 2005 Pendenti 31 dicembre 2005 Le 5 decisioni pronunciate in sede di giudizio di ammissibilità delle richieste referendarie hanno, ovviamente, esaurito le pendenze presenti al 1 gennaio Al 31 dicembre 2005 non constano richieste di cui giudicare l ammissibilità La forma delle decisioni Delle 482 decisioni, le sentenze sono state 198 e le ordinanze 284, pari, rispettivamente, al 41,08% ed al 58,92%. Il dato, che vede una crescita della percentuale delle sentenze rispetto al 2004 (in cui le 167 sentenze hanno rappresentato il 37,44% del totale delle decisioni), pare confermare un trend già riscontrato nel confronto tra il 2004 ed il 2003, che aveva visto una crescita anche più pronunciata (nel 2003, le 134 sentenze ha costituito il 35,08% del totale delle decisioni). Parrebbe, allora, di potersi argomentare una certa quale inversione di tendenza rispetto a quella che aveva dominato gli anni novanta ed i primi anni del secolo in corso. In particolare, negli anni , la percentuale di sentenze, dall iniziale 58,01 (picco massimo degli ultimi due decenni), era costantemente scesa (riducendosi, in un solo anno, dal 51,38% del 1997 al 36,94% del 1998) sino al 25,19%. L inversione di tendenza è ancora lontana dal riportare il saldo percentuale delle sentenze sui livelli propri di buona parte degli anni novanta (tra il 1991 ed il 1997, la percentuale ha oscillato tra il 49,71% ed il 58,01%), assestandosi su livelli assimilabili ma leggermente più VI

10 elevati a quelli degli anni , largamente coincidenti con la fase c.d. dello «smaltimento dell arretrato» (i cui valori sono risultati compresi tra il 40,50% del 1990 ed il 37,25% del 1989). Il grafico che segue riporta l andamento della percentuale delle sentenze (e delle ordinanze) rispetto al totale delle decisioni negli ultimi venti anni: Sentenze (%) Ordinanze (%) Al di là di queste considerazioni di ordine generale, una particolare attenzione meritano i dati del 2005 disaggregati per tipo di giudizio: nel giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale, 80 sono state le sentenze e 234 le ordinanze (percentuali: 25,48 e 74,52); nel giudizio in via principale, 85 le sentenze e 16 le ordinanze (percentuali: 84,16 e 15,84); nel conflitto tra enti territoriali, 14 le sentenze e 2 le ordinanze (percentuali: 87,50 e 12,50); nel conflitto tra poteri dello Stato, con riguardo alla fase di merito, 14 sono state le sentenze e 9 le ordinanze (percentuali: 60,87 e 39,13) Il grafico che segue riassume i dati appena forniti: Giudizio in via incidentale Giudizio in via principale Conflitto Conflitto tra Stato tra e poteri Regioni dello Conflitto Stato tra (fase poteri ammissibilità) Giudizio dello Stato di ammissibilità (fase merito) del referendum Sentenze Ordinanze Più che la comparazione diacronica in termini percentuali (invero scarsamente significativa, a tal riguardo, potendosi constatare, con poche eccezioni, una sostanziale omogeneità dei dati rispetto agli ultimi anni), ciò che rileva è soprattutto il rapporto tra i tipi di giudizio. Avendo come riferimento le decisioni adottate con la forma della sentenza, deve sottolinearsi che, alla stessa stregua del 2004, anche nel 2005 il giudizio nell ambito del quale è stato reso il maggior numero di sentenze non è stato il giudizio in via incidentale (come era accaduto invariabilmente sino al 2003), bensì il giudizio in via principale (alle 81 sentenze del giudizio in via principale avevano corrisposto 63 sentenze nel giudizio in via incidentale; già nel 2003, comunque, la distanza tra i due tipi di giudizi di legittimità costituzionale si era fortemente assottigliata: 54 sentenze nell incidentale contro 48 nel principale). Peraltro, operando un raffronto tra i due ultimi anni, può notarsi come, a fronte di una crescita contenuta (nell ordine di 4 unità) delle sentenze nel giudizio di legittimità costituzionale in via di azione, si è verificata una crescita cospicua (di 17 unità) di quelle rese nel giudizio in via incidentale. VII

11 In termini percentuali, le sentenze sono state rese nel 40,40% dei casi in sede di giudizio in via incidentale, contro il 42,93% del giudizio in via principale (nel 2004, le percentuali erano, rispettivamente, il 37,72 ed il 48,50); a completare il quadro, le sentenze nei conflitti si sono assestate sul 7,07% sia per quello tra enti territoriali che per quello tra poteri, mentre le sentenze in sede di giudizio sull ammissibilità delle richieste di referendum abrogativi coprono il 2,53% del totale. Il grafico seguente 3 7 mostra questa ripartizione: Giudizio in via incidentale Giudizio in via principale Conflitto tra Stato e Regioni Conflitto tra poteri dello Stato Giudizio sull'ammissibilità del referendum Con riguardo alle ordinanze, il giudizio in via incidentale ha confermato la sua assoluta centralità, coprendo l 82,39% del totale (nel 2004, era al 79,93%), contro il 5,63% del giudizio in via principale (nel 2004, 5,73%), lo 0,70% del conflitto intersoggettivo (nel 2004, 1,79%), l 8,10% della fase di ammissibilità del conflitto interorganico (nel 2004, 10,75%), il 3,17% della fase di merito (nel 2004, 1,08%). VIII

12 6 Il grafico 8 seguente mostra questa ripartizione: Giudizio in via incidentale Giudizio in via principale Conflitto tra Stato e Regioni Conflitto tra poteri dello Stato (merito) Conflitto tra poteri dello Stato (ammissibilità) 1.4. La scelta del rito Nel corso del 2005, la Corte ha tenuto 36 adunanze, di cui 18 udienze pubbliche ed altrettante camere di consiglio (nel 2004, le adunanze erano state 38, di cui 18 udienze pubbliche; nel 2003, 39, di cui 17 udienze pubbliche). Le decisioni adottate a seguito di udienza pubblica sono state 186, mentre quelle che hanno definito congiuntamente giudizi trattati in camera di consiglio 293, con percentuali pari, rispettivamente, al 38,59 ed al 60,79. A questo dato, debbono aggiungersi 3 decisioni (0,62%) che hanno definito giudizi in parte trattati in udienza pubblica ed in parte in camera di consiglio (sentenze numeri 437 e 444, ed ordinanza n. 418). Il dato segna una apprezzabile crescita della percentuale di decisioni adottate dopo l udienza pubblica rispetto al 2004 (quando le 446 pronunzie si erano ripartite tra le 167 adottate dopo una udienza pubblica e 279 dopo una camera di consiglio, con percentuali rispettive del 37,44 e del 62,56), che era, a sua volta, decisamente superiore a quello del 2003 (anno nel quale delle 382 pronunce, 126 erano seguite ad una udienza pubblica e 256 ad una camera di consiglio, con percentuali rispettive del 32,98 e del 67,02). Pur senza poter instaurare un parallelismo perfetto, può constatarsi come buona parte delle decisioni adottate a seguito di udienza pubblica abbiano avuto la forma di sentenza: delle 186 decisioni, 145 sono infatti sentenze (77,96%), mentre 41 sono le ordinanze (22,04%). Correlativamente, le ordinanze sono state la grande maggioranza delle decisioni adottate a seguito di una camera di consiglio: 242 ordinanze (82,59%) contro 51 sentenze (17,41%). IX

13 Il grafico seguente riporta i dati appena indicati: Sentenze a seguito di udienza 51 pubblica Ordinanze a seguito di udienza pubblica Sentenze a seguito di camera di consiglio Ordinanze a seguito di camera di consiglio Procedimenti misti (udienza pubblica / camera di consiglio) Disaggregando i dati per tipi di giudizio, è agevole constatare come il procedimento in camera di consiglio abbia connotato fortemente il giudizio in via incidentale: delle 314 decisioni rese, 248 lo sono state in camera di consiglio, 63 in udienza pubblica e 3 a seguito di trattazione «mista» (percentuali: 78,98; 20,06; 0,96). Da notare, altresì, è che a seguito di camera di consiglio sono state rese decisioni in gran parte aventi la forma di ordinanza (202, pari all 81,45% del totale; le sentenze sono state 46, ossia il 18,55%), mentre a seguito di udienza pubblica si riscontra un sostanziale equilibrio (32 sentenze e 31 ordinanze, pari, rispettivamente, al 50,79% ed al 49,21%). Il grafico seguente 3 32 riporta i dati appena indicati: Sentenze a seguito di udienza pubblica Ordinanze a seguito di udienza pubblica Sentenze a seguito di camera di consiglio Ordinanze a seguito di camera di consiglio Procedimenti misti (udienza pubblica / camera di consiglio) Nel giudizio di legittimità costituzionale in via principale, l udienza pubblica ha visto secondo consuetudine una netta preponderanza delle decisioni rese a seguito di udienza pubblica: 94, contro le 7 adottate a seguito di camera di consiglio (percentuali: 93,07 e 6,93). Dopo una camera di consiglio, si è invariabilmente avuta una ordinanza, mentre dopo una udienza pubblica si sono pronunciate le 85 sentenze (90,43%) e 9 ordinanze (9,57%). Il grafico seguente riporta i dati appena indicati: X

14 Sentenze a seguito di udienza pubblica Ordinanze a seguito di udienza pubblica Ordinanze a seguito di camera di consiglio Dati sostanzialmente analoghi a quelli del giudizio in via principale si rintracciano per il conflitto tra Stato e Regioni o tra Regioni, in ordine al quale 15 delle 16 decisioni sono state pronunciate a seguito di udienza pubblica (93,75%; l unica decisione emessa a seguito di camera di consiglio copre il 6,25% del totale). Le 14 sentenze sono state tutte pronunciate a seguito di udienza pubblica (93,33%), così come una delle due ordinanze (6,67%). Il grafico 1seguente riporta i dati appena indicati: 1 Sentenze a seguito di udienza pubblica Ordinanze a seguito di udienza pubblica Ordinanze a seguito di camera di consiglio Relativamente al conflitto 14 tra poteri dello Stato, tralasciando la fase dell ammissibilità (svolta in camera di consiglio), la corrispondenza cui si accennava tra sentenze ed udienza pubblica, da un lato, ed ordinanze e camera di consiglio, dall altro, è totale: le 14 sentenze sono state rese a seguito di udienza pubblica, così come le 9 ordinanze sono state pronunciate a seguito di camera di consiglio. Finalmente, le decisioni sull ammissibilità di richieste di referendum si configurano come eccezioni necessitate alla regola tendenziale riscontrata: il rito sia pure assai particolare, come si dirà è il rito camerale, mentre la forma della pronuncia è quella della sentenza I tempi delle decisioni Nell ambito di un contenzioso che può dirsi relativamente ingente, i tempi di decisione che sono propri della Corte costituzionale risultano ragionevolmente brevi. Di seguito si forniscono alcuni dati relativi ai singoli giudizi, dai quali emerge, peraltro, una certa differenziazione in termini di rapidità. Nel giudizio in via incidentale, la media dei giorni che sono intercorsi tra la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell ordinanza di rimessione e la data di trattazione in udienza pubblica o in camera di consiglio è di 291,91. Sulle ordinanze di rimessione per le quali la Corte ha XI

15 reso una pronuncia, sono state 12 quelle che hanno dovuto attendere oltre giorni per essere trattate (il dato più elevato, di giorni, riguarda l ordinanza di rimessione che ha dato origine all ordinanza n. 241), mentre in 18 casi il periodo intercorso è stato inferiore ai 50 giorni (in quattro casi si è raggiunto il periodo minimo di 35 giorni). Nel giudizio in via principale, il dato cresce rispetto a quello del giudizio in via incidentale. Dalla data di pubblicazione dei ricorsi alla data di trattazione sono passati, infatti, 672,97 giorni, in media, con punte di quasi giorni (2.946, per due dei ricorsi decisi con la sentenza n. 272). Se si eccettuano, tuttavia, i 22 ricorsi più risalenti, la cui trattazione era stata oggetto anche di plurimi rinvii, tutti gli altri si sono mantenuti entro i giorni. Per contro, in 13 casi il lasso di tempo tra la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e la trattazione del ricorso è stato inferiore ai 200 giorni (il valore più basso, di 63 giorni, si è riscontrato per il ricorso deciso con l ordinanza n. 103). I tempi più lunghi si sono verificati nella trattazione dei conflitti tra Stato e Regioni e tra Regioni, con una media di giorni dalla pubblicazione del ricorso alla sua trattazione. Su 22 ricorsi decisi, 13 sono stati trattati ad oltre giorni dalla loro pubblicazione (il valore più alto è di 2.568, per uno dei ricorsi decisi con la sentenza n. 324) ed uno soltanto lo è stato entro i 200 (si tratta del ricorso deciso con l ordinanza n. 217, trattato dopo 69 giorni dalla pubblicazione). I dati migliorano sensibilmente avendo riguardo alla fase di merito del conflitto tra poteri dello Stato: il valore medio è stato, infatti, di 458,75 giorni dalla pubblicazione alla trattazione del ricorso. Il maggior ritardo è stato di giorni (per il conflitto deciso con la sentenza n. 267), mentre in 3 casi non si è andati oltre i 49 giorni (su 24 ricorsi decisi, 9 sono stati trattati entro i 100 giorni dalla pubblicazione). A completare i riferimenti sopra enucleati, è d uopo rilevare che anche la scelta del rito ha inciso, sia pure in maniera non particolarmente significativa, sui tempi di decisione. In effetti, dalla trattazione in camera di consiglio al deposito della decisione sono trascorsi mediamente 54,26 giorni, con punte di 0 (per l ordinanza n. 354) e di 206 (per la sentenza n. 63); dalla trattazione in udienza pubblica, invece, il dato medio è stato di 67,04 giorni, con punte di 10 (per la sentenza n. 284) e di 218 (in quattro casi) Rinvio In questa sede, ci si è limitati a fornire una panoramica di alcuni dei dati statistici che si ritengono più significativi. Per ulteriori dati e per approfondimenti, si rinvia al prospetto statistico in appendice alla presente relazione. XII

16 2. Un anno di attività L anno 2005 segna un momento importante nella vita della Corte costituzionale, che giunge al cinquantesimo anno di attività. A caratterizzare la giurisprudenza della Corte non è stata, tuttavia, questa sola ricorrenza, il cui rilievo è peraltro indiscutibile. Sono, in effetti, molti gli aspetti che contribuiscono a rendere il 2005 un anno di particolare interesse. Innanzitutto, la Corte si è profondamente rinnovata, nella sua composizione, a seguito della fine del mandato di ben cinque giudici. Alla fine del mese di gennaio, a cessare dalle funzioni sono stati il Presidente, Prof. Valerio Onida, ed il vice Presidente, Prof. Carlo Mezzanotte, entrambi di nomina parlamentare. La loro non immediata sostituzione ha fatto sì che il collegio fosse integrato da soli tredici membri sino alla fine del mese di giugno, quando sono stati eletti dal Parlamento ed hanno prestato giuramento i due nuovi giudici, l Avv. Luigi Mazzella ed il Prof. Gaetano Silvestri. Il ritardo registratosi ha avuto inevitabili ripercussioni sul funzionamento della Corte, come è dimostrato, tra l altro, dalla circostanza che il nuovo Presidente, in sostituzione del Prof. Onida, è stato eletto soltanto una volta decorso il termine di cui all art. 7, secondo comma, del Regolamento generale della Corte Costituzionale (come sostituito con deliberazione della Corte costituzionale del 25 maggio 1999), ai sensi del quale, «nel caso in cui venga a scadenza il mandato di giudice del Presidente, la Corte deve essere convocata per una data compresa fra il giorno del giuramento del giudice che lo sostituisce e i dieci giorni successivi», ma «qualora la sostituzione non sia ancora intervenuta, la Corte deve essere convocata per una data non anteriore alla scadenza del termine di cui all art. 5, secondo comma, della legge costituzionale 22 novembre 1967, n. 2 [un mese dalla cessazione del mandato] e non successiva al decimo giorno dalla scadenza medesima». Nelle more dell elezione alla Presidenza del Prof. Piero Alberto Capotosti, avvenuta il 10 marzo, le funzioni presidenziali sono state svolte dall Avv. Fernanda Contri, poi nominata, ai termini dell art. 22-bis del Regolamento generale, vice Presidente, alla stessa stregua del Prof. Guido Neppi Modona, eletto dal collegio, su proposta del Presidente, secondo quanto dispone l art. 23 del Regolamento generale. Il Presidente Capotosti ed i due vice Presidenti hanno terminato il loro mandato all inizio del mese di novembre. I tre giudici, tutti a suo tempo nominati dal Presidente della Repubblica, sono stati prontamente sostituiti dal Prof. Sabino Cassese, dalla Prof.ssa Maria Rita Saulle e dal Prof. Giuseppe Tesauro. Alla carica di Presidente è stato eletto, il 10 novembre, il Prof. Annibale Marini, che ha designato come vice Presidente il Dott. Franco Bile. In applicazione dell art. 23 del Regolamento generale, il collegio ha designato come vice Presidente anche il Prof. Giovanni Maria Flick. I molteplici avvicendamenti e la conseguente pluralità di giudici che hanno esercitato le funzioni presidenziali hanno fatto sì che ben sei membri della Corte sottoscrivessero, come presidente del collegio, almeno una decisione: il Prof. Capotosti ne ha sottoscritte 215, l Avv. Contri 144, il Prof. Marini 66, il Prof. Onida 48, il Prof. Mezzanotte 5 ed il Prof. Neppi Modona 4. Con precipuo riguardo all attività giurisdizionale, può rilevarsi che, secondo una tendenza ampiamente radicata, vi è stata una pressoché costante congruenza tra giudici relatori e giudici redattori delle decisioni, nel senso che sono stati meramente episodici i casi in cui si è riscontrata, a tal riguardo, una discrepanza. In particolare, nel corso del 2005, si sono avuti tre casi (stessa quantità del 2004): due relativi a decisioni (rispettivamente) di inammissibilità e di ammissibilità di richieste di referendum abrogativo (sentenze numeri 45 e 46) ed un terzo relativo al conflitto intersoggettivo sorto a seguito del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti con il XIII

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