IT 16 1PO 001 -

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "- 1999 IT 16 1PO 001 -"

Transcript

1 MINISTERO dello SVILUPPO ECONOMICO DIPARTIMENTO PER LE POLITICHE DI SVILUPPO E DI COESIONE SERVIZIO PER LE POLITICHE DEI FONDI STRUTTURALI COMUNITARI UNIONE EUROPEA PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE ASSISTENZA TECNICA E AZIONI DI SISTEMA PER LE REGIONI OBIETTIVO 1 (2000/2006) IT 16 1PO Complemento di Programmazione Undicesima versione Novembre 2006

2 INDICE 1. PARTE GENERALE ARTICOLAZIONE OBIETTIVI, ASSI E MISURE QUADRO COMPLESSIVO DEGLI INDICATORI DI PROGRAMMA PIANO FINANZIARIO INFORMAZIONI RELATIVE AI CRITERI DI PREMIALITÀ SISTEMA DI GESTIONE E DI CONTROLLO SISTEMA DI MONITORAGGIO INFORMAZIONE E PUBBLICITÀ INTEGRAZIONE DELLE MISURE LE SCHEDE DI MISURA...47 ASSE I ASSISTENZA TECNICA E COORDINAMENTO DELLE POLITICHE DI SVILUPPO REGIONALE (FESR) MISURA 1.1 AZIONI DI PREPARAZIONE, SORVEGLIANZA, MONITORAGGIO, VALUTAZIONE, CONTROLLO E ASSISTENZA TECNICA MISURA 1.2 AZIONI DI ASSISTENZA TECNICA E SUPPORTO OPERATIVO PER L ORGANIZZAZIONE E LA REALIZZAZIONE DELLE ATTIVITÀ DI INDIRIZZO, DI COORDINAMENTO E ORIENTAMENTO DELLE AMMINISTRAZIONI CENTRALI NON TITOLARI DI PON MA CON COMPETENZE TRASVERSALI, DI ATTUAZIONE E/O COORDINAMENTO/INDIRIZZO MISURA 1.3 AZIONI PER L AMPLIAMENTO, APPROFONDIMENTO ED INTEGRAZIONE DELLA CONOSCENZA ECONOMICO STATISTICA DEL TERRITORIO MISURA 1.4 AZIONI DI COMUNICAZIONE, INFORMAZIONE E PUBBLICITÀ...91 ASSE II FORMAZIONE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED AZIONI DI SISTEMA PER LE POLITICHE PER L INSERIMENTO AL LAVORO E L ADEGUAMENTO DEL SISTEMA FORMATIVO (FSE) MISURA II.1 AZIONI DI SISTEMA PER LE POLITICHE PER L INSERIMENTO AL LAVORO, L ADEGUAMENTO DEL SISTEMA FORMATIVO E LA VALORIZZAZIONE DEGLI ITALIANI ALL ESTERO MISURA II.2 SVILUPPO ED ADEGUAMENTO DELLE STRUTTURE E DEL PERSONALE IMPEGNATI, CON FUNZIONI DIVERSE, NELLE ATTIVITÀ DI PROGRAMMAZIONE, COORDINAMENTO, GESTIONE, SORVEGLIANZA E CONTROLLO DEI PROGRAMMI DEI FONDI STRUTTURALI ALLEGATO 1: INDICATORI DI PROGRAMMA (REALIZZAZIONE RISULTATO E IMPATTO) ALLEGATO 2: NORMATIVA NAZIONALE DI RIFERIMENTO ALLEGATO 3: GRAFICI DEL SISTEMA DI GESTIONE E CONTROLLO ALLEGATO 4: PIANO DI COMUNICAZIONE DEL QCS PER LE REGIONI ITALIANE DELL OB. 1 E DEL PON ATAS ALLEGATO 5: CRONOGRAMMI DI ATTUAZIONE

3 1. PARTE GENERALE 1.1 Articolazione obiettivi, assi e misure Il Programma Operativo Nazionale di Assistenza tecnica e azioni di sistema, gestito dalla stessa autorità di gestione del QCS Obiettivo /2006, è finalizzato all obiettivo generale di contribuire al conseguimento di risultati in termini di soddisfacimento dei bisogni dei soggetti istituzionali coinvolti nel processo di programmazione ed attuazione degli interventi cofinanziati dai fondi strutturali. Il conseguimento di tale obiettivo è correlato al contributo delle attività serventi le politiche di sviluppo e dei Programmi operativi regionali attraverso azioni di coordinamento settoriale e azioni di sistema per la formazione della Pubblica Amministrazione, l inserimento al lavoro e l adeguamento del sistema formativo. Alle luce della strategia europea, delineata nei Consigli europei di Lisbona e Goteborg, fortemente orientata allo sviluppo delle società della conoscenza, della valorizzazione del capitale umano, della tutela dell ambiente e della innovazione tecnologica, il programma di assistenza tecnica assume anche e soprattutto la funzione di strumento innovativo. Ciò al fine di accrescere l efficacia del coordinamento dell attuazione del QCS, la valorizzazione del contributo del partenariato economico sociale, lo sviluppo della cooperazione istituzionale fra amministrazioni centrali e regionali, il rafforzamento delle strutture, l accrescimento delle competenze tecniche specialistiche, nel quadro di un complesso assetto decentrato del sistema di governo del QCS. Le azioni di assistenza tecnica di questo programma- sono, pertanto, destinate alla totalità degli interventi del QCS cofinanziati da tutti i Fondi strutturali, garantendo il rispetto del sistema partenariale con le AdG dei POR in particolare per le misure 1.2, II.1 e II.2. La strategia delineata nei Consigli europei di Lisbona e Goteborg risulta attuata in Italia con diversi strumenti, tra i quali le delibere del Cipe n. 57 del 2 agosto 2001 Strategia di attuazione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia e n. 123 del 19 dicembre 2002 Revisione delle linee guida per le politiche e misure nazionali di riduzione delle emissioni di gas serra (legge n. 120/2002) ed i Piani nazionali per l occupazione e l inclusione sociale. L assistenza tecnica del PON ATAS, nell ambito del richiamato processo di innovazione richiede una progressiva e maggiore integrazione tra domanda regionale e offerta centrale di assistenza tecnica, anche nella prospettiva del nuovo ciclo di programmazione Nella seconda fase di attuazione, il ruolo cruciale dell assistenza tecnica istituzionale, soprattutto in alcuni ambiti prioritari, diviene ancora più centrale nella prospettiva di una sua sempre più marcata finalizzazione al nuovo ciclo di programmazione. E pertanto essenziale assicurare la concentrazione delle risorse e delle attività sugli ambiti di intervento prioritari, anche attraverso una più efficace integrazione tra le azioni promosse dal PON ATAS e quelle allocate nei singoli POR. Appare pertanto necessario non limitare il finanziamento di questi ultimi alle sole forme di supporto di carattere tradizionale, ma estenderne l ambito di operatività, attraverso un appropriato potenziamento delle misure dedicate, alle iniziative più direttamente orientate al rafforzamento dei presidi istituzionali più direttamente coinvolti nel conseguimento degli obiettivi della programmazione. Il Programma prevede iniziative di assistenza tecnica fortemente mirate sugli ambiti di intervento prioritari del QCS, rafforzando la concentrazione delle risorse e l integrazione delle azioni promosse dallo stesso e dai singoli POR. Il PON è funzionale al miglioramento dell efficienza e dell efficacia del QCS (in particolare gestione, sorveglianza attuazione e controllo). Pertanto il limite massimo di spesa applicabile al PON per l Asse I, di cui alle tipologie richiamate ai punti 2.1 e 2.2 della norma 11 del Reg. CE n. 1685/2000, così come modificato dal Reg. CE n. 448/2004, è pari a 118,690 Meuro ed è riferito al limite applicabile all intero QCS ob. 1. Il coordinamento programmatico delle missioni di sviluppo affidate al FESR e al FSE in conformità ai principi previsti nei Consigli di Goteborg e Lisbona, viene perseguito nell ambito dei due assi del PON facenti capo rispettivamente all iniziativa del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per le politiche di sviluppo e coesione 3

4 Servizio per le politiche dei Fondi strutturali comunitari (MISE- SFS), ed al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale Direzione generale per le Politiche per l Orientamento e la Formazione (DG POF). Per entrambi gli assi del Programma, si rende opportuno sperimentare percorsi attuativi e modalità operative ad elevata capacità di innovazione e di know-how in modo da orientare maggiormente il PON verso le esigenze delle AdG e le sfide della nuova strategia europea delineata nei Consigli di Lisbona e Goteborg. Il PON si articola nei seguenti Assi: Asse I Assistenza tecnica e coordinamento delle politiche di sviluppo regionale (FESR) Asse II Formazione della Pubblica Amministrazione ed azioni di sistema per le politiche per l inserimento al lavoro e l adeguamento del sistema formativo (FSE) L Asse 1, cofinanziato dal FESR, comprende attività tradizionali di accompagnamento all attuazione del PON e del QCS quali valutazione, monitoraggio, ecc. (misura 1.1) e comunicazione, informazione e pubblicità (misura 1.4), o attività di indirizzo, di coordinamento e orientamento delle Amministrazioni Centrali non titolari di PON ma con competenze trasversali (misura 1.2) nonché azioni per il supporto dei conti pubblici territoriali e per l ampliamento e l approfondimento della conoscenza economico statistica del territorio (misura 1.3). Tali linee d intervento contribuiscono, in maniera prioritaria, al conseguimento dei primi quattro obiettivi specifici del PON, volti ad assicurare una più efficace ed efficiente gestione del QCS attraverso l azione di accompagnamento, indirizzo e assistenza tecnica alle Regioni. L Asse 2, cofinanziato dal FSE, prevede azioni di sistema per le politiche per l inserimento al lavoro e per l adeguamento del sistema formativo nonché la valorizzazione degli italiani all estero (misura II.1) e azioni di sviluppo ed adeguamento delle strutture e del personale impegnati, con funzioni diverse, nelle attività di programmazione, coordinamento, gestione, sorveglianza e controllo dei programmi dei Fondi Strutturali (misura II.2). Le iniziative programmate contribuiscono al conseguimento del secondo, del quinto e del sesto obiettivo specifico del PON, volti a perseguire la semplificazione amministrativa, il rinnovamento del sistema delle politiche del lavoro e della formazione attraverso l incremento del rendimento economico e sociale degli investimenti in tali politiche e l accrescimento dell efficacia degli interventi di formazione, informazione ed assistenza al cambiamento organizzativo della Pubblica Amministrazione, anche alla luce delle riforme costituzionali (riforma Titolo V della Costituzione) e legislative (soprattutto con riferimento alla riorganizzazione dei Ministeri) 1.1.a Attività di coordinamento dell assistenza e di sostegno diretto all attuazione dei Progetti Integrati Territoriali Una delle novità organizzative del periodo di programmazione dei Fondi strutturali è rappresentata dall applicazione dei principi di integrazione e concentrazione degli interventi, quale elemento fondamentale per aumentare l efficacia delle politiche strutturali. La Progettazione Integrata rappresenta una delle principali novità e scommesse del QCS , che vede fondare molti interventi, a livello sia centrale che regionale, sul coinvolgimento e l integrazione di progetti e soggetti riferiti a settori diversi; di conseguenza, si è andata via via rafforzando l esigenza di promuovere occasioni di scambio e di convergenza tra le azioni promosse dalle Amministrazioni centrali all interno del PON ATAS in materia di PIT. A tale scopo l Autorità di Gestione del PON ha elaborato un progetto integrato sui PIT, denominato PIATAS Progetto Integrato Assistenza Tecnica e Azioni di Sistema con l obiettivo generale di coordinare le diverse azioni di sostegno all attuazione dei PIT poste in essere dalle singole Amministrazioni titolari di PO previsti nelle Misura I.2 e II.2, dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale (Misura II.1) e dal Dipartimento della Funzione Pubblica (Misura II.2). 4

5 Il Progetto PIATAS ha l obiettivo di fornire direttamente al territorio servizi integrati di assistenza tecnica a supporto dei PIT, attraverso una specifica azione trasversale di coordinamento interistituzionale delle varie Amministrazioni coinvolte nell azione complessiva di assistenza tecnica ai PIT. L iniziativa trasversale proposta dal presente progetto è finalizzata a costituire un sistema integrato di assistenza tecnica ai PIT, capace di fornire un servizio puntuale e in linea con i fabbisogni espressi a livello locale dai soggetti coinvolti nella programmazione e gestione dei PIT. Intervenendo sull organizzazione del sistema complessivo di assistenza tecnica a supporto alla Progettazione Integrata attraverso la razionalizzazione degli interventi e l ottimizzazione delle risorse umane e finanziarie messe a disposizione dal PON ATAS, si è inteso coordinare l offerta proposta sul territorio dai numerosi soggetti fornitori di assistenza tecnica e promotori di azioni di sistema, evitando duplicazioni di attività e dispersioni di risorse. L iniziativa risponde alle esigenze manifestate dalle AdG dei POR, relative alla necessità di un maggiore coordinamento di tutti i soggetti coinvolti a livello regionale nel supporto ai PIT. Per realizzare tale azione è previsto un coordinamento a livello centrale, di carattere strategicoistituzionale, che è approntato in sede di un apposito Comitato Inter-istituzionale, a cui partecipano i referenti di ciascuna Amministrazione titolare di PO e di interventi specifici di assistenza e di azioni di sistema a supporto dei PIT. L efficacia dell azione è inoltre garantita da un coordinamento di carattere operativo, a livello centrale e regionale, realizzato dall Unità Tecnica Centrale e dalla Segreteria Tecnica di supporto, costituite appositamente per la realizzazione del Progetto PIATAS. L iniziativa prevede la realizzazione di un attività di coordinamento operativo degli interventi di assistenza tecnica e delle azioni di sistema in favore delle AdG dei POR e dei PIT realizzate dalle Amministrazioni centrali e dai soggetti fornitori di assistenza sul territorio. L attività è realizzata in stretto raccordo con le stesse AdG dei POR e con le unità di coordinamento regionale con l obiettivo di facilitare l incontro tra la domanda espressa a livello regionale e l offerta di assistenza e supporto ai PIT prevista dalle Amministrazioni centrali, sia di tipo trasversale che settoriale. Le tabelle seguenti riportano gli obiettivi generali e specifici e le correlazioni di questi ultimi con gli assi, le misure e le azioni previste dal PON. 5

6 OBIETTIVI GENERALI OBIETTIVI SPECIFICI MISURE Contribuire al conseguimento di risultati in termini soddisfacimento dei bisogni dei soggetti istituzionali coinvolti nel processo di programmazione e attuazione degli interventi cofinanziati dai Fondi Strutturali attraverso il convergente e sinergico intervento delle Autorità di gestione e delle Amministrazioni Centrali settoriali di riferimento, soprattutto in termini di avanzamento istituzionale e di modernizzazione amministrativa. Accompagnare e supportare le strategie europee in materia di politiche di coesione delineate nei Consigli europei di Lisbona e Goteborg, anche nella prospettiva del nuovo ciclo di programmazione dei Fondi Strutturali. 1. Assicurare il coordinamento, la sorveglianza e la valutazione del QCS, nonché un adeguata informazione e comunicazione. Garantire l assistenza tecnica mirata, orientamento e supporto del MISE alle Amministrazioni responsabili della programmazione e dell attuazione di Programmi Operativi. Promuovere la piena integrazione, la partecipazione informata e il coinvolgimento attivo del partenariato istituzionale ed economico sociale in modo da acquisire un adeguato valore aggiunto ai processi di attuazione degli interventi.. 2. Conseguire più elevati livelli di modernizzazione e di capacità amministrativa da parte delle Regioni e degli Enti attuatori degli interventi previsti nei POR.. 3. Contribuire all efficienza ed all efficacia della programmazione operativa regionale attraverso azioni centrali di indirizzo ed assistenza tecnica. 4. Incrementare l informazione statistica territoriale e sulle variabili orizzontali per migliorare la misurabilità degli effetti dei programmi strutturali; adeguare il sistema di monitoraggio dei conti pubblici territoriali e degli investimenti pubblici. 5. Accompagnare e consolidare i processi di rinnovamento del sistema delle politiche del lavoro e della formazione, incrementare il rendimento economico e sociale degli investimenti nelle politiche del lavoro, della formazione, e della valorizzazione delle risorse umane. 6. Accrescere l efficacia degli interventi di formazione, informazione ed assistenza al cambiamento organizzativo rivolti alla Pubblica Amministrazione nell ambito della programmazione comunitaria ASSE I Misura 1.1 Azioni di preparazione, sorveglianza, monitoraggio, valutazione, controllo e assistenza tecnica Misura 1.2 Azioni di assistenza tecnica e supporto per l organizzazione e la realizzazione delle attività di indirizzo, di coordinamento e orientamento delle Amministrazioni Centrali (non titolari di PON ma con competenze trasversali, di attuazione e/o di coordinamento indirizzo) Misura 1.3 Azioni per l ampliamento, approfondimento ed integrazione della conoscenza economico statistica del territorio. Misura 1.4 Azioni di Comunicazione, informazione e pubblicità ASSE II Misura II.1 Azioni di sistema per le politiche per l inserimento al lavoro, l adeguamento del sistema formativo e la valorizzazione degli italiani all estero Misura II.2 Sviluppo ed adeguamento delle strutture e del personale impegnati, con funzioni diverse, nell attività di programmazione, coordinamento, gestione, sorveglianza e controllo dei programmi dei Fondi Strutturali 6

7 L articolazione delle misure previste nel PON è riconducibile alle azioni riportate nello schema seguente. TAVOLA DI SINTESI DELLE MISURE E DELLE AZIONI DEL PON ASSE I - Assistenza tecnica e coordinamento delle politiche di sviluppo regionale (FESR) Misure Misura 1.1 Azioni di preparazione, sorveglianza, monitoraggio, valutazione, controllo e assistenza tecnica Misura 1.2 Azioni di assistenza tecnica e Supporto operativo per l organizzazione e la realizzazione delle attività di indirizzo, di coordinamento e orientamento delle Amministrazioni Centrali (non titolari di PON ma con competenze trasversali, di attuazione e/o di coordinamento/indirizzo) Misura 1.3 Azioni per l ampliamento, approfondimento ed integrazione della conoscenza economico statistica del territorio e di supporto dei conti pubblici territoriali. Azioni a) Assistenza tecnica b) Interventi di supporto tecnico e metodologico volti ad elevare i livelli di autonomia decisionale e gestionale delle amministrazioni coinvolte nell attuazione del QCS; c) Supporto tecnico e organizzativo alle riunioni dei Comitati di Sorveglianza del PON e del QCS Obiettivo 1 e degli incontri di partenariato organizzati dall Autorità di gestione; d) Sostegno tecnico al partenariato ; e) Sviluppo e qualificazione del sistema di valutazione e monitoraggio del QCS e del PON ATAS; f) Studi e consulenze. - Studi specifici e applicazione di metodologie; - Assistenza tecnica settoriale e affiancamento alle AARR. ed agli Enti Locali, nonché alle strutture operative della AACC interessate, nelle fasi di implementazione delle azioni previste nei POR, supporto operativo alle Regioni sulla normativa comunitaria in materia di mercato interno; - Costituzione ed implementazione dei sistemi di Rete. a)informazioni statistiche; b)sistema dei Conti pubblici territoriali ; 7

8 Misure Misura 1.4 Azioni di Comunicazione, informazione e pubblicità Azioni a) Azioni per il riconoscimento della campagna di informazione: logo del QCS e linea grafica coordinata; b) Redazione di materiali informativi periodici; c) Avvio di attività di comunicazione non pubblicitaria; d) Utilizzo di Internet ; e) Centro di documentazione presso il MISE DPS Servizio Fondi Strutturali; f) Altre azioni per la conoscenza e azioni per la pratica; g) Informazione e pubblicità: proposte di altre Amministrazioni Centrali non titolari di PON, e di altri organismi del partenariato istituzionale coerenti con il Piano di Comunicazione del QCS; h)valutazione delle azioni di informazione e pubblicità intraprese nell ambito del Piano di Comunicazione. ASSE II - Formazione della Pubblica Amministrazione ed azioni di sistema per le politiche per l inserimento al lavoro e l adeguamento del sistema formativo (FSE) Misure Misura II.1 Azioni di sistema per le politiche per l inserimento al lavoro, l adeguamento del sistema formativo e la valorizzazione degli italiani all estero Misura II.2 Sviluppo ed adeguamento delle strutture e del personale impegnati, con funzioni diverse, nelle attività di programmazione, coordinamento, sorveglianza e controllo dei programmi dei Fondi Strutturali Azioni a) Azioni di sistema per rendere operativa la riforma del mercato del lavoro, sostenere il nuovo sistema a rete pubblico-privato per l incontro domanda offerta e supportare l attuazione della nuova SEO nell ambito della strategia di Lisbona; b) Azioni di sistema per sostenere la riforma della formazione professionale, innalzare la qualità e promuovere l apprendimento permanente nel quadro della strategia di Lisbona e della SEO; c) Sostegno alla formazione nell ambito della programmazione integrata e dello sviluppo locale; d) Iniziative specifiche di animazione e promozione di legami stabili con gli italiani all estero per lo sviluppo del territorio; e) Analisi e valutazione dei risultati e degli impatti degli interventi del FSE a livello di QCS rispetto alla strategia nazionale per l occupazione; Azione 1 Sostegno alle pubbliche amministrazioni per la gestione dei fondi strutturali; Azione 2 Adeguamento del sistema formativo per la Pubblica Amministrazione; Azione 3 Sostegno alle politiche di sviluppo locale; Azione 4 Sostegno ai processi di cambiamento della Pubblica Amministrazione; gestione, Azione 5 Supporto alle Amministrazioni Centrali responsabili di attività di indirizzo e coordinamento. 8

9 La misura 1.2 e la parte della Misura 2.2 del PON, destinante alla Amministrazioni trasversali non titolari di PON, anche in considerazione dell eterogeneità delle attività programmate da ciascuno dei soggetti istituzionali proponenti, saranno attuate sulla base dei Progetti Operativi (PO) presentati all Autorità di gestione del presente PON dalle Amministrazioni Centrali. Tali Progetti Operativi, che costituiscono i documenti di programmazione di dette Amministrazioni, rappresentano, quindi, aggregati di strumenti e servizi rivolti a specifiche tematiche settoriali, ferma restando la coerenza con le finalità della misura di pertinenza. La definizione dei Progetti Operativi da parte delle Amministrazioni responsabili delle singole operazioni sarà sviluppata in partenariato tra le AdG dei POR e le Amministrazioni centrali titolari di Progetti Operativi. L approvazione e l attivazione dei Progetti Operativi, da parte dell Autorità di gestione del PON ATAS è subordinata all acquisizione dell assenso delle Autorità di gestione dei POR. L acquisizione formale di tale assenso verrà effettuata su iniziativa del Servizio Fondi Strutturali per i Progetti della misura 1.2 e su iniziativa del Dipartimento della Funzione Pubblica per la misura 2.2. A conclusione della procedura di consultazione il Dipartimento della Funzione Pubblica invierà per conoscenza al Servizio Fondi Strutturali e al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, DG per le Politiche per l Orientamento e la Formazione (DG POF) i testi dei Progetti Operativi approvati sulla base del parere favorevole all AdG dei POR. Il percorso di attuazione del PON si basa quindi sulla realizzazione dei suddetti Progetti Operativi, costituiti da attività e servizi di assistenza tecnica, attività consulenziali, apporto di risorse umane specializzate, strumenti metodologici settoriali, studi specifici, forniture informatiche, attività e servizi di informazione, comunicazione e pubblicità o, infine, attività formative, modelli, metodologie, standard e criteri in materia di politiche del lavoro e della formazione da imputare (misure 2.1 e 2.2, ecc.). Le amministrazioni beneficiarie del PON dovranno predisporre, qualora intendano avvalersi sia del FESR sia del FSE, progetti operativi distinti per ciascuna misura. Eventuali azioni proposte dalle stesse amministrazioni nell ambito della misura 1.4 verranno inserite nell azione g) della misura stessa. Al fine di assicurare il pieno ed efficace utilizzo delle risorse, anche nella considerazione del rischio del disimpegno automatico, l AdG del PON provvederà a formulare al Comitato di Sorveglianza del PON una specifica proposta di riprogrammazione delle risorse finanziarie dei Progetti Operativi in ritardo di attuazione, sulla base di un set di criteri che tengono conto dei ritardi accumulati nell attuazione degli stessi e, in primo luogo, del livello degli impegni e delle spese effettuate, in rapporto al profilo annuale del piano finanziario del progetto stesso, nonché dello stato di avanzamento procedurale rispetto alle indicazioni del cronogramma. Avuto riguardo all affidamento diretto ai soggetti attuatori, l AdG del PON provvederà ad acquisire dalle Amministrazioni centrali interessate la dichiarazione di conformità delle fattispecie previste ai presupposti giuridici fissati dalle direttive comunitarie e dalle norme sulla trasparenza delle procedure, nonché dalla relativa giurisprudenza della Corte di Giustizia in materia di appalti pubblici. Considerata la molteplicità di soggetti istituzionali coinvolti nell attuazione del programma, ciascuno dei quali con tipologie di azioni specifiche, l Autorità di Gestione assicura il coordinamento dell attuazione del PON Assistenza Tecnica e azioni di sistema e, conformemente a quanto previsto nel QCS (cap ), coordina, in qualità di Amministrazione capofila, le attività cofinanziate dal FESR, anche attraverso la rilevazione trimestrale degli interventi eseguiti per tutte le misure e azioni del programma che viene comunicata, oltre che all AdG del PON, anche a tutte le AdG regionali. 9

10 1.2 Quadro complessivo degli indicatori di programma Nella tabella dell allegato 1, per ogni misura e per sottotipologia UE vengono riportati gli indicatori di programma (realizzazione fisica, risultato ed impatto) ivi compresi i target al 30/6/2003 ed al 31/12/

11 1.3 Piano Finanziario Le indicazioni puntuali circa i tassi di partecipazione dei Fondi Strutturali e l organizzazione delle fonti di finanziamento sono contenute nel PON Assistenza Tecnica e Azioni di Sistema. Le risorse finanziarie a disposizione del PON ammontano a 517,101 MEuro, di cui 372,591 MEuro di quota comunitaria e 144,510 MEuro di quota di cofinanziamento nazionale. Le risorse dell Asse I, pari a 265,504 MEuro, sono assicurate al 74,00% dal FESR, per un ammontare di 196,473 MEuro, e per il restante 26,00%, pari a MEuro 69,031, dalla quota di cofinanziamento nazionale. L ammontare delle risorse dell Asse II è di 251,596 MEuro di cui il 70% a valere sul FSE, per un ammontare di 176,117 MEuro, e il restante 30%, pari a 75,478 MEuro, è assicurato dalla quota di cofinanziamento nazionale. Nella pagina seguente è riportato il nuovo piano finanziario del PON, articolato per misura, in cui la dotazione finanziaria complessiva dell Asse I e dell Asse II tiene conto dell assegnazione delle risorse aggiuntive derivanti dalla premialità del 4% e del 6%, successive alla riprogrammazione di metà periodo del programma. L attuale dotazione finanziaria complessiva del programma prevede un peso dell Asse I pari al 51,3 % e del 48,7 % per l Asse II. Tuttavia, in seguito all esame dello stato di avanzamento finanziario delle misure dell Asse I avvenuto nel corso del 2006, si è reso necessario ridefinire la dotazione finanziaria delle misure 1.1, 1.2 e 1.4 per assicurare la copertura degli interventi programmati nelle diverse misure fino al termine della programmazione sulle tematiche e sui progetti che più rispondono ai fabbisogni espressi dalle Regioni e dai territori. Nell ambito dell Asse I, si evidenzia lo spostamento di risorse pari a 4,581 Meuro dalla misura 1.4, a beneficio della misura 1.1, per un importo pari a 4,510 Meuro, e della misura 1.2 per un importo pari a 0,71 Meuro. Pertanto il nuovo ammontare complessivo delle risorse della misura 1.1 è pari a 60,616 Meuro, quello della misura 1.2 è pari a 177,247 Meuro. Infine, a seguito della seconda riprogrammazione dell Asse I, la misura 1.4 risulta avere un totale di risorse assegnato pari a 22,519 Meuro. Rimane invece invariata la dotazione finanziaria delle due misure dell Asse II. 11

12 Variazione di risorse per misura e nuova dotazione finanziaria del programma (dati in Euro) PON ATAS Dotazione finanziaria (CdP X edizione) Variazione di risorse Nuova Dotazione finanziaria (CdP XI edizione) Incidenza % sul totale Contributi comunitari % Contributi nazionali % Asse I ,3% ,0% ,0% Misura I ,7% ,0% ,0% Misura I ,3% ,0% ,0% Misura I ,0% ,0% ,0% Misura I ,4% ,0% ,0% Asse II ,7% ,0% ,0% Totale Misura II ,2% ,0% ,0% Misura II.1 Azione A ,5% ,0% ,0% Misura II.1 Azione B-C-E ,9% ,0% ,0% Misura II.1 Azione D ,8% ,0% ,0% Totale Misura II ,4% ,0% ,0% Totale PON ATAS ,0%

13 Quadro Comunitario di Sostegno Italia Regioni obiettivo 1 Periodo di Programmazione Programma operativo nazionale Assistenza Tecnica ed azioni di sistema CCI N 1999 IT 16 1 PO 001 Decisione C (2001) 635 del 22/03/2001, Decisione C (2004) Decisione C (2004) 5189 del 15/12/2004 Complemento di programmazione Piano finanziario totale Spesa pubblica Privati Assi Prioritari Settore di intevento Asse del QCS Costo Totale Totale Risorse Pubbliche Partecipazione comunitaria Misura AT Misura AT Asse prioritario Misura III Misura III Totale FESR Totale FSE Totale FEOGA Totale SFOP Totale di cui Regioni che non ricevono sostegno transitorio Regioni che ricevono sostegno transitorio Ripartizione indicativa percentuale dei codici statici settoriali (classificazione UE) per ciascuna Misura MISURE Cod. statistici settoriali % MISURE Cod. statistici % MISURE Cod. statistici % settoriali settoriali MISURA MISURA 1.3 MISURA , , (Azioni 8,7 innovatrici) 0 3 MISURA MISURA MISURA Partecipazione pubblica nazionale Totale FESR FSE FEOGA SFOP Totale Centrale Reg Loc Altri (da specificare) Asse prioritario Misura AT Misura AT

14 1.4 Informazioni relative ai criteri di premialità. Coerentemente con gli artt. 44 e 7, paragrafo 5, del Reg. CE n. 1260/1999, nonché nelle disposizioni del QCS, e più in particolare nel documento sui criteri e meccanismi per l assegnazione della riserva di premialità del 4% (riserva comunitaria), - approvato dal Comitato di Sorveglianza del QCS il 7 novembre 2000, il programma Assistenza tecnica e azioni di sistema ha partecipato all assegnazione della riserva di efficienza e di efficacia del 4%. Per quanto attiene, invece, alla riserva del 6%, è da sottolineare che, sulla base del documento Criteri e meccanismi di assegnazione della riserva di premialità del 6% (aprile 2001), i criteri per l assegnazione di tale riserva non sono stati applicati al PON ATAS, in ragione della sua peculiare configurazione. In questo caso, l assegnazione della riserva del 6% si è basata sugli stessi criteri utilizzati per la riserva del 4%, ferma restando l attribuzione delle risorse della riserva nazionale, secondo il riparto pro-quota quantificato in base al soddisfacimento di ciascun indicatore, indipendentemente dal soddisfacimento degli altri indicatori. Per quanto riguarda la riserva di premialità comunitaria, e in particolare il criterio di efficacia A.1.1 Realizzazione fisica, il PON ATAS ha sottoposto a verifica del criterio di efficacia le misure I.1 e I.2 (Asse FESR) e II.2 (Asse FSE) che rappresentano il 56,67% circa del costo totale del programma operativo. Al fine della verifica del target richiesto al 30/06/2003 (raggiungimento in media dell 80% del target previsto), nella tabella dell allegato 1 sono riportati gli indicatori di realizzazione, il target previsto alla fine del periodo di programmazione, 31/12/2008, e quello al 30/06/2003. Informazioni relative agli altri criteri sono contenute nelle relazioni sulla riserva di premialità. A seguito della proposta di assegnazione delle risorse stanziate per la riserva di premialità formulata sulla base della verifica degli indicatori di sorveglianza e dei risultati emersi dalla Relazione finale di monitoraggio dei criteri di premialità elaborata dal Gruppo Tecnico Premialità, la Commissione europea, in stretta concertazione con lo stato membro, ha adottato la decisione C(2004) 883 del 23 marzo 2003 che stabilisce, per il PON ATAS, l assegnazione della riserva di efficacia ed efficienza in 15,630 Meuro. Al PON ATAS sono state altresì attribuite le risorse della riserva di premialità nazionale del 6% per un importo di 26,398 Meuro oltre all assegnazione della quota di risorse residuali (eccedenze) pari a 18,134 Meuro che sono oggetto di un preciso e inderogabile vincolo di destinazione finalizzato a sostenere le priorità strategiche di Lisbona e Goteborg. Il programma ha, quindi, beneficiato della riserva di premialità comunitaria e di quella nazionale per complessivi 60,163 Meuro. 14

15 1.5 Sistema di gestione e di controllo A) PREMESSA In conformità con quanto previsto dal Reg. CE n. 1260/1999 (artt. 9, 32, 34 e 38) e dal relativo Reg. CE di applicazione n. 438/2001, modificato dal Reg. CE n. 2355/2002, ai fini dell attuazione del PON è stata effettuata: - l individuazione dei soggetti, delle competenze e delle procedure relativi allo svolgimento delle funzioni sia di Autorità di gestione (art. 9 lett. n.) e art. 34 del Reg. CE n. 1260/99 e art. 5 par. 2 del Reg. CE n. 438/2001), sia di Autorità di pagamento (art. 9 lett. o) e art. 32 del Reg. CE n. 1260/99 e art. 5 par. 2 e 7 del -Reg. CE n. 438/2001, modificato dal Reg. CE n. 2355/2002) del PON, dei relativi Assi, Misure e Azioni; sia come soggetti o uffici cui vengono affidate singole azioni all interno delle misure (art. 5, par. 2b del Reg. CE n. 438/2001); - la definizione delle procedure di gestione delle domande di rimborso delle spese e dell accreditamento dei fondi nazionali e comunitari (art. 32 Reg. CE n. 1260/99 e art. 5, par. 2c e art. 9 lett. o del Reg. CE n. 1260/99), definita circuito finanziario, nel rispetto del principio di indipendenza dei cui al Reg. CE n. 1260/99, ribadito dall art. 9 del Reg. CE n. 438/2001, tra Autorità di gestione e Autorità di pagamento; - la definizione delle strutture per la verifica dei sistemi di gestione e di controllo (art. 38 par.1f del Reg. CE n. 1260/99 e artt. 10 e 15 del Reg. CE n. 438/2001). L attuazione della richiamata normativa tiene conto, ovviamente, della particolare struttura del PON Assistenza Tecnica, articolato in due Assi: l Asse I, Assistenza tecnica e coordinamento delle politiche di sviluppo regionale, cofinanziato dal FESR; l Asse II Formazione della Pubblica Amministrazione e azioni di sistema per le politiche per l inserimento al lavoro e l adeguamento del sistema formativo, cofinanziato dal FSE. In ragione di tale struttura, si prefigura, infatti, una chiara distinzione di competenze istituzionali con riferimento alle amministrazioni responsabili dei due assi del PON. Tale distinzione pone l Asse I in capo alla responsabilità del Ministero dello Sviluppo Economico, Servizio per le Politiche dei Fondi Strutturali Comunitari (anche come Autorità di gestione del QCS e Amministrazione nazionale capofila del FESR) e l Asse II, in capo al Ministero del Lavoro e e della Previdenza Sociale Direzione Generale per le Politiche per l Orientamento e la Formazione (DG POF) cui compete il ruolo di Amministrazione nazionale responsabile delle politiche del lavoro e dell occupazione nonché di capofila del FSE. Conseguentemente, l Autorità di gestione del PON individuata nel Direttore pro-tempore del Servizio per le politiche dei Fondi Strutturali Comunitari (cui fa capo il coordinamento del PON anche in quanto strumento di supporto e accompagnamento del QCS) ha strutturato nell ambito dell Asse I le funzioni di gestione e di controllo nell Ufficio I, che esercita le funzioni di AdG per l Asse I (FESR) ed è responsabile del coordinamento della misura 1.2, e nell Ufficio VIII, responsabile del coordinamento e dell attuazione delle misure 1.1, 1.3 e 1,4, Le funzioni di pagamento sono state, invece, attribuite all Ufficio VI dello stesso Servizio, in modo da assicurare l indipendenza funzionale tra l Ufficio che esercita le funzioni di AdG e l Ufficio che esercita le funzioni di AdP, in perfetta coerenza con quanto prescritto dalla normativa. Essendo tale Asse strutturato in 4 misure (1.1, 1.2, 1.3, 1.4), tutte direttamente gestite dallo stesso Servizio, subarticolate in linee di intervento e azioni che prefigurano i rispettivi titolari come Beneficiari finali, non è al momento emersa l esigenza di prevedere nel suo ambito Organismi intermedi. 15

16 Quanto all Asse II, invece, le funzioni di gestione e di controllo proprie dell Autorità di gestione sono state delegate al Direttore pro-tempore della Direzione Generale per le Politiche per l Orientamento e la Formazione (DG POF) (cui fa capo anche il ruolo di capofila del FSE e pertanto di Autorità di pagamento del FSE) che, come Organismo intermedio di gestione, assume la responsabilità del rispetto della normativa relativa alla separazione delle funzioni di gestione, e controllo, da un lato, e di pagamento, dall altro. L articolazione dell Asse in due misure una a titolarità del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e una a titolarità del Dipartimento della Funzione Pubblica ha imposto, peraltro, per una più efficace amministrazione delle misure stesse, il ricorso alla sub delega delle funzioni ad altri Organismi intermedi (di secondo livello) come di seguito individuati. Per quanto riguarda la misura II.1, in particolare, le funzioni di gestione e di controllo (come organismo intermedio), da un lato, e di pagamento, dall altro, sono state attribuite, rispettivamente, alle Divisioni I e VI della Direzione Generale per le Politiche per l Orientamento e la Formazione (DG POF). Per la gestione delle azioni che fanno capo al Ministero degli Affari esteri e alla Direzione Generale Mercato del Lavoro del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, è al momento prevista la delega di Organismo intermedio (di secondo livello) al Ministero degli Affari Esteri e alla DG Mercato del Lavoro, per le sole funzioni di gestione e di controllo. Per la misura II.2, per delega del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, è individuato come Organismo intermedio per le sole funzioni di gestione e controllo il Dipartimento della Funzione Pubblica Ufficio per la Formazione del Personale delle Pubbliche Amministrazioni. B) INDIVIDUAZIONE DEI SOGGETTI RESPONSABILI, DELLE COMPETENZE E DELLE PROCEDURE DI SVOLGIMENTO DELLE FUNZIONI DI GESTIONE E CONTROLLO E DI PAGAMENTO I soggetti che sono chiamati a svolgere funzioni di Autorità di gestione e controllo e di Autorità di pagamento sono diversi e diverse sono le competenze a ciascuno di essi attribuite nei rispettivi ambiti, con riferimento al ruolo e alla responsabilità da ciascuna amministrazione ricoperta. PON: soggetti responsabili, competenze e procedure A livello generale, le funzioni di Autorità di gestione del PON competono alla persona del Direttore pro-tempore della struttura stessa del Servizio per le Politiche dei Fondi Strutturali Comunitari del Ministero dello Sviluppo Economico che le esercita attraverso l Ufficio I e l Ufficio VIII del medesimo Servizio. Le competenze attribuite riguardano in modo particolare (art. 34 Reg. CE n. 1260/99 e art. 2 e 7 del Reg. CE n. 438/2001, come modificato dal Reg. CE n. 2355/2002): - raccolta dei dati finanziari e statistici di attuazione del PON e relativa trasmissione alla Commissione; - adattamento e attuazione del complemento di programmazione come previsto dall art. 18 Reg. CE n. 1260/99 e senza pregiudizio delle funzioni del Comitato di Sorveglianza (art. 35 -Reg. CE n. 1260/99); presentazione, previa approvazione del CdS, del rapporto annuale del PON; organizzazione della valutazione intermedia; - riscontro della utilizzazione da parte degli altri organismi di gestione e di attuazione di un sistema contabile distinto o di una codificazione contabile appropriata di tutti gli atti contemplati dall intervento; - attuazione di misure di controllo interne per la verifica di regolarità delle operazioni del PON e di sana gestione finanziaria (di cui al sopracitato art. 34 del Reg. CE n. 1260/99) 16

17 nonché di attuazione delle raccomandazioni e delle osservazioni o richieste di misure correttive adottate ai sensi dell art. 38 par. 4 del Reg. CE n. 1260/99; - verifica del rispetto del principio di compatibilità con le politiche comunitarie da parte dei soggetti responsabili dell attuazione delle misure e/o delle azioni (art. 12 Reg. CE n. 1260/99); - obblighi in materia di informazione e pubblicità (di cui all art. 46 del Reg. CE n. 1260/99); - delega di funzioni di gestione ad organismi intermedi sottostanti l Autorità di gestione (art. 2 par. 2 Reg. CE n. 438/2001). Inoltre ai sensi dell art. 7 del Reg. CE n. 438/2001, modificato dal Reg. CE n. 2355/2002, competono all Autorità di gestione del PON i compiti di: - verifica della sussistenza di procedure che garantiscono la conservazione di tutti i documenti pertinenti alle spese e ai pagamenti specifici effettuati nell ambito dell Asse I, necessari per la costruzione di una adeguata pista di controllo; - registrazione del nome e dell ubicazione dei soggetti che detengono i documenti; - assicurare l accesso ai documenti, per i controlli, da parte delle autorità abilitate relativamente all Asse I. Le procedure per l esercizio di tali funzioni sono, sostanzialmente, quelle previste dagli stessi regolamenti comunitari. A livello del PON non sussiste un unica Autorità di pagamento. Le Autorità di pagamento, infatti, sono due, una per ciascuno dei due fondi che cofinanziano il PON, il FESR e il FSE, rispettivamente per l Asse I e per l Asse II. B) 2. ASSI: soggetti responsabili, competenze e procedure 2.1 ASSE I Le funzioni di Autorità di gestione riferite all Asse I (FESR), competono alla persona del Direttore pro-tempore del Servizio per le Politiche dei Fondi Strutturali e Comunitari del Ministero dello Sviluppo Economico che le esercita attraverso l Ufficio I e l Ufficio VIII del medesimo servizio e concernono le seguenti competenze: - la raccolta dei dati finanziari e statistici relativi all attuazione delle misure dell Asse ai fini della implementazione del sistema di monitoraggio; - la predisposizione del rapporto annuale di esecuzione dell Asse, nei termini previsti dal regolamento; - il coordinamento dei rapporti con il valutatore indipendente ai fini del rapporto di valutazione intermedia, relativamente all Asse I; - il riscontro, anche attraverso l attivazione di controlli mirati, della utilizzazione da parte dei soggetti attuatori dell Asse I di un sistema contabile distinto o di una codificazione contabile appropriata di tutti gli atti contemplati dall intervento; - l attuazione delle misure di controllo interne per la verifica di regolarità delle operazioni del PON e di sana gestione finanziaria (di cui al sopracitato art. 34 del Reg. CE n. 1260/1999) nonché l attuazione delle raccomandazioni e delle osservazioni o richieste di misure correttive adottate ai sensi dell art. 38 par. 4 del Reg. CE n. 1260/99; - la verifica del rispetto da parte del principio di compatibilità con le politiche comunitarie da parte dei soggetti responsabili dell attuazione delle misure e/o delle azioni; 17

18 - la responsabilità del rispetto degli obblighi in materia di informazione e pubblicità di cui all art. 46 del Reg. CE n. 1260/99, sia a livello di QCS che a livello di PON; - la responsabilità del coordinamento delle azioni relative ai Servizi di assistenza tecnica e di valutazione indipendente del QCS e del PON. Inoltre, ai sensi dell art. 7 del Reg. CE n. 438/2001, modificato dal Reg. CE n. 2355/2002, competono al suddetto Ufficio I e Ufficio VIII i compiti di: - verifica della sussistenza di procedure che garantiscono la conservazione di tutti i documenti pertinenti a spese e pagamenti specifici effettuati nell ambito dell Asse I, necessari per la costruzione di una adeguata pista di controllo; - registrazione del nome e dell ubicazione dei soggetti che detengono i documenti; - assicurare l accesso ai documenti, ai fini di controllo, da parte delle autorità abilitate relativamente all Asse I. Le funzioni di Autorità di pagamento dell Asse I competono alla persona del Direttore protempore del Servizio per le Politiche dei Fondi Strutturali Comunitari del Ministero dello Sviluppo Economico che le esercita, in conformità agli artt. 5,par. 2c, e 9 del Reg. CE n. 438/2001, attraverso l Ufficio VI del medesimo Servizio, cui compete anche l istruttoria per l inoltro delle certificazioni di spesa del FESR di tutti i Programmi Operativi. Le competenze di tale Ufficio riguardano specificamente: - l acquisizione dei pagamenti comunitari corrispondenti agli impegni di bilancio assunti e accreditati allo Stato membro, nella forma dell acconto, del pagamento intermedio o del saldo, in relazione alla causale di specifico riferimento; - l assegnazione, tempestiva e integrale, degli importi corrispondenti alla partecipazione dei fondi, alle spese certificate dai Beneficiari finali delle varie misure e/o azioni dell Asse. Tale assegnazione viene disposta attingendo all acconto; - l inoltro alla Commissione, alle date stabilite, delle domande di pagamento intermedio a fronte delle spese sostenute dai Beneficiari finali delle misure dell Asse I; - la presentazione alla Commissione, entro sei mesi dal termine fissato per il pagamento nella decisione relativa alla partecipazione dei fondi, di una dichiarazione certificata delle spese effettivamente sostenute sull Asse, ai fini del pagamento del saldo del 5% da parte della Commissione stessa; - l inoltro entro il 30 aprile di ogni anno delle previsioni aggiornate sulle domande di pagamento per l esercizio in corso e successivo. In tale ottica, a partire dal 2004 le previsioni di spesa trasmesse alla Commissione europea ai sensi dell art del Reg. CE n. 1260/1999 sono integrate con altre informazioni al fine di contenere i seguenti dati: - importo delle domande di pagamento da inoltrare alla Commissione entro il 31 ottobre e il 31 dicembre dell anno di riferimento; - importo delle domande di pagamento da inoltrare alla Commissione entro il 31 ottobre e il 31 dicembre dell anno successivo. I dati sono disaggregati a livello di Fondo strutturale e misura. Un loro aggiornamento viene comunicato alla Commissione entro il 30 settembre di ogni anno. Le domande di pagamento vengono inoltrate alla Commissione europea con cadenza periodica, almeno quattro volte l anno (entro il 28 febbraio, il 30 aprile, il 31 luglio e il 31 ottobre), per ciascun programma operativo e Fondo strutturale. Resta ferma la possibilità di presentare un ulteriore domanda di pagamento, ove necessaria, entro il 31 dicembre di ogni anno per evitare il disimpegno automatico delle risorse. E necessario evitare la concentrazione delle richieste di pagamento nell ultima parte dell anno. 18

19 Inoltre, ai sensi del Reg. CE n. 438/2001, l Autorità di pagamento in questione ha il compito di: - recuperare e restituire alla Commissione europea gli importi relativi ad eventuali pagamenti irregolari, maggiorati degli interessi di mora e trasmettere alla Commissione una volta l anno, in allegato alla 4^ relazione trimestrale sui recuperi effettuati a norma del Reg. CE n. 438/2001, la dichiarazione degli eventuali importi ancora da recuperare; - la compilazione e sottoscrizione del mod. all. II al Reg. CE n. 438/2001 relativo alle certificazioni e dichiarazioni delle spese e domande di pagamento intermedie e finale di cui all art. 32, par. 3 e 4 del Reg. CE n. 1260/99. L Autorità di pagamento, inoltre, ha l obbligo di verificare che: - l Ufficio di gestione dell Asse I abbia rispettato le disposizioni dell art. 38 del Reg. CE n. 1260/99 sul controllo finanziario e segnatamente del par.1c e 1e, relative ai principi di sana gestione finanziaria e di prevenzione e correzione delle irregolarità, e dell art. 32 del sopracitato regolamento, che elenca gli adempimenti presupposti per l autorizzazione al pagamento intermedio o finale da parte della Commissione; - la dichiarazione riguardo le spese sostenute nel periodo di ammissibilità e corrispondenti a quanto effettivamente erogato dai Beneficiari finali, documentato da fatture quietanzate o documento contabile di valore probatorio equivalente; - le operazioni oggetto di dichiarazioni siano state selezionate sulla base dei criteri e delle procedure di selezione previsti. 2.2 ASSE II La funzione di Autorità di gestione dell Asse II (FSE) fa capo al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, nella persona del Direttore pro-tempore della Direzione Generale per le Politiche per l Orientamento e la Formazione (DG POF Div. I), che la esercita come Organismo intermedio delegato dall Autorità di gestione del PON. Le competenze che ne derivano, anche se sono molto simili a quelle elencate per l Asse I, in quanto direttamente discendenti dai regolamenti, meritano una elencazione per tenere conto delle specificità di tale Asse: - raccolta dei dati finanziari e statistici relativi all attuazione delle misure dell Asse ai fini della implementazione del sistema di monitoraggio; - predisposizione e presentazione all Autorità di gestione del PON della relazione annuale di esecuzione dell Asse II, nei termini previsti dal regolamento e dalla delega; - coordinamento dei rapporti dei responsabili di misura e/o azioni con il valutatore indipendente ai fini del rapporto di valutazione intermedia, relativamente all Asse II; - riscontro, anche attraverso l attivazione di controlli mirati, della utilizzazione da parte dei soggetti attuatori dell Asse II, di un sistema contabile distinto o di una appropriata codificazione contabile; - attuazione di misure di controllo interne per la verifica di regolarità delle operazioni del PON e di sana gestione finanziaria (di cui al sopracitato art. 34 del Reg. CE n. 1260/99) nonché attuazione delle raccomandazioni e delle osservazioni o richieste di misure correttive adottate ai sensi dell art. 38 par. 4 del Reg. CE n. 1260/99; - la verifica del rispetto del principio di compatibilità con le politiche comunitarie da parte dei soggetti responsabili della attuazione delle misure e/o delle azioni; - trasferimento di competenze proprie (tramite sub-delega) ad Organismi intermedi sott ordinati e di funzioni e responsabilità di gestione relativamente alle misure e/o azione dell Asse II; 19

20 - verifica della sussistenza di procedure che garantiscano la conservazione di tutti i documenti pertinenti a spese e pagamenti effettuati, per la costruzione di una adeguata pista di controllo; - registrazione del nome e dell ubicazione dei soggetti che detengono i documenti; - garanzia di accesso ai documenti ai fini dei controlli delle autorità abilitate. Le funzioni di Autorità di pagamento dell Asse II, riferite ai cofinanziamenti FSE, fanno capo al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale Direzione Generale per le Politiche per l Orientamento e la Formazione (DG POF) -, e segnatamente alla Divisione VI. I compiti coincidono sostanzialmente con quelli elencati al precedente punto 2.1 per l ASSE I, ma comprendono anche l obbligo di raccordo con l Autorità di gestione del PON, e quindi ad esempio l obbligo di informativa, al Servizio per le Politiche dei Fondi Strutturali Comunitari del Ministero dello Sviluppo Economico, secondo quanto previsto dal successivo paragrafo D. B) 3. Misure, azioni, operazioni: soggetti responsabili, competenze e procedure. La struttura del PON prefigura a questo livello diverse situazioni per i due Assi che è bene descrivere singolarmente. 3.1 ASSE I Le misure dell Asse I fanno tutte capo alla medesima Autorità di gestione e di pagamento descritte al precedente punto 2. In pratica il Servizio per le Politiche dei Fondi Strutturali Comunitari assume anche le funzioni di soggetto responsabile di misura, per la totalità delle misure dell Asse I (1.1, 1.2, 1.3 e 1.4), nonché quella di Beneficiario finale, limitatamene alle azioni ed operazioni che vedono il Servizio per le Politiche dei Fondi Strutturali Comunitari del Ministero dello Sviluppo Economico come soggetto responsabile dell esecuzione dell attività. Nell ambito dell ASSE I, oltre allo stesso Servizio per le Politiche dei Fondi Strutturali Comunitari, possono essere individuati come Beneficiari finali anche le Associazioni rappresentative del partenariato istituzionale (enti locali, Organismi di diritto pubblico e associazioni costituite da detti enti) e di quello economico sociale, le Regioni Ob.1 e la Regione Molise, l ISTAT, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale (DG POF e DG Mercato del Lavoro), il Dipartimento della Funzione Pubblica, il Ministero degli Affari Esteri (DG per gli Italiani all Estero) e le altre Amministrazioni nazionali titolari di progetti operativi nell ambito del PON. Le competenze del Beneficiario finale comportano i seguenti obblighi: - realizzazione diretta o ad enti attuatori delle operazioni previste dal programma e dalle rispettive misure e/o azioni; - rispetto delle regole comunitarie e nazionali in materia di appalti pubblici di fornitura e servizi - esecuzione dei pagamenti nei termini di ammissibilità della spesa e finanziamento esclusivo di costi ammissibili in base al Reg. CE n. 1685/2000 così come modificato dal Reg. CE n. 448/2004; - tenuta di una contabilità separata dei pagamenti e conservazione di tutti i documenti giustificativi della spesa sostenuta; - fornitura dei dati periodici di monitoraggio finanziario, procedurale e fisico; - relazione annuale sull esecuzione dell azione e delle operazioni; - messa a disposizione delle informazioni e degli atti in caso di controlli effettuati dalle autorità nazionali o comunitarie titolate. 20

Deliberazione Giunta Regionale n. 19 del 07/02/2014

Deliberazione Giunta Regionale n. 19 del 07/02/2014 Deliberazione Giunta Regionale n. 19 del 07/02/2014 Dipartimento 51 - Programmazione e Sviluppo Economico Direzione Generale 1 - Programmazione Economica e Turismo Oggetto dell'atto: MISURE VOLTE AL SOSTEGNO

Dettagli

5 PIANO FINANZIARIO 5.1 ORGANIZZAZIONE DELLE FONTI DI FINANZIAMENTO E COINVOLGIMENTO DEL SETTORE

5 PIANO FINANZIARIO 5.1 ORGANIZZAZIONE DELLE FONTI DI FINANZIAMENTO E COINVOLGIMENTO DEL SETTORE 5 PIANO FINANZIARIO 5.1 ORGANIZZAZIONE DELLE FONTI DI FINANZIAMENTO E COINVOLGIMENTO DEL SETTORE PRIVATO La nuova fase di programmazione, attivata dal QCS 2000-2006, impegna tutti i soggetti coinvolti

Dettagli

IL PIANO DI VALUTAZIONE DEL POR FESR MARCHE 2014-2020. (Giugno 2015)

IL PIANO DI VALUTAZIONE DEL POR FESR MARCHE 2014-2020. (Giugno 2015) IL PIANO DI VALUTAZIONE DEL POR FESR MARCHE 2014-2020 (Giugno 2015) Premessa Il nuovo ciclo di programmazione dei Fondi strutturali per il periodo 2014-2020 rappresenta un importante occasione per le Amministrazioni

Dettagli

IL CIPE. Deliberazione n. 36 del 15 giugno 2007

IL CIPE. Deliberazione n. 36 del 15 giugno 2007 Deliberazione n. 36 del 15 giugno 2007 DEFINIZIONE DEI CRITERI DI COFINANZIAMENTO PUBBLICO NAZIONALE DEGLI INTERVENTI SOCIO STRUTTURALI COMUNITARI PER IL PERIODO DI PROGRAMMAZIONE 2007-2013 IL CIPE VISTA

Dettagli

GOVERNANCE. Obiettivo Convergenza (FESR) 2007-2013. crescita coesione trasparenza efficienza competenze integrazione UNA PA PER LA CRESCITA

GOVERNANCE. Obiettivo Convergenza (FESR) 2007-2013. crescita coesione trasparenza efficienza competenze integrazione UNA PA PER LA CRESCITA Programma operativo NazioNale GOVERNANCE e assistenza tecnica Obiettivo Convergenza (FESR) 2007-2013 crescita coesione trasparenza efficienza competenze integrazione UNA PA PER LA CRESCITA Una premessa

Dettagli

NEWSLETTER DICEMBRE 2009. La valutazione del POR Competitività, 2007-2013. Il Piano di Valutazione del POR Competititivà

NEWSLETTER DICEMBRE 2009. La valutazione del POR Competitività, 2007-2013. Il Piano di Valutazione del POR Competititivà NEWSLETTER DICEMBRE 2009 IN QUESTO NUMERO... si parla di: EDITORIALE 01 La valutazione nel periodo di programmazione Fondi Strutturali 2007-2013 02 La valutazione del POR Competitività, 2007-2013 03 Il

Dettagli

PROGRAMMA OPERATIVO REGIONE CALABRIA

PROGRAMMA OPERATIVO REGIONE CALABRIA UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA PROGRAMMA OPERATIVO REGIONE CALABRIA FESR 2007-2013 CCI N 2007 IT 161 PO 008 Stralcio di pari opportunità: L AUTORITA PER L UGUAGLIANZA ( ) ( ) 5.2.7

Dettagli

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI 14.3.2014 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 74/1 II (Atti non legislativi) REGOLAMENTI REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. 240/2014 DELLA COMMISSIONE del 7 gennaio 2014 recante un codice europeo di condotta

Dettagli

REGOLAMENTO INTERNO DEL COMITATO DI SORVEGLIANZA DEL PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE SICILIA FESR 2007/2013

REGOLAMENTO INTERNO DEL COMITATO DI SORVEGLIANZA DEL PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE SICILIA FESR 2007/2013 REGOLAMENTO INTERNO DEL COMITATO DI SORVEGLIANZA DEL PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE SICILIA FESR 2007/2013 ******************** Il Comitato di Sorveglianza del Programma Operativo Regionale FESR Sicilia

Dettagli

PRINCIPALI ATTORI COINVOLTI NEI PROGRAMMI OPERATIVI IN CUI L UVER È AUTORITÀ DI AUDIT E RELATIVI COMPITI

PRINCIPALI ATTORI COINVOLTI NEI PROGRAMMI OPERATIVI IN CUI L UVER È AUTORITÀ DI AUDIT E RELATIVI COMPITI Normativa di riferimento per il nuovo periodo di programmazione 2007-2013 PRINCIPALI ATTORI COINVOLTI NEI PROGRAMMI OPERATIVI IN CUI L UVER È AUTORITÀ DI AUDIT E RELATIVI COMPITI Il sistema dei Controlli

Dettagli

5.1 Organizzazione delle fonti di finanziamento e coinvolgimento del settore privato

5.1 Organizzazione delle fonti di finanziamento e coinvolgimento del settore privato 5. IL PIANO FINANZIARIO 5.1 Organizzazione delle fonti di finanziamento e coinvolgimento del settore privato La predisposizione del piano finanziario per il POR della Basilicata è stata effettuata sulla

Dettagli

VISTO il Regolamento (CE) n. 546/2009 del Parlamento e del Consiglio del 18/06/2009, che modifica il Regolamento (CE) n.

VISTO il Regolamento (CE) n. 546/2009 del Parlamento e del Consiglio del 18/06/2009, che modifica il Regolamento (CE) n. ACCORDO TRA IL MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI E LA REGIONE LAZIO PER L ATTUAZIONE COORDINATA DELLE AZIONI RIFERIBILI AL PROGRAMMA DI INTERVENTI A COFINANZIAMENTO FEG EGF/2012/007 IT/VDC

Dettagli

Delibera della Giunta Regionale n. 313 del 21/06/2011

Delibera della Giunta Regionale n. 313 del 21/06/2011 Delibera della Giunta Regionale n. 313 del 21/06/2011 A.G.C.3 Programmazione, piani e programmi Settore 2 Pianificazione e collegamento con le aree generali di coordinamento Oggetto dell'atto: PO FSE E

Dettagli

Linee Guida di cui all articolo 13, comma 1-quinquies del decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito dalla legge 2 aprile 2007, n.

Linee Guida di cui all articolo 13, comma 1-quinquies del decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito dalla legge 2 aprile 2007, n. Linee Guida di cui all articolo 13, comma 1-quinquies del decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito dalla legge 2 aprile 2007, n. 40 Premessa Il presente documento contiene indicazioni e orientamenti

Dettagli

POLITICA DI COESIONE 2014-2020

POLITICA DI COESIONE 2014-2020 STRUMENTI FINANZIARI DELLA POLITICA DI COESIONE PER IL PERIODO 2014-2020 POLITICA DI COESIONE 2014-2020 A dicembre 2013, il Consiglio dell Unione europea ha formalmente adottato le nuove normative e le

Dettagli

DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE SERVIZIO COM PETITIVITA DEI SISTEMI PRODUTTIVI 22 dicembre 2014, n. 2487

DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE SERVIZIO COM PETITIVITA DEI SISTEMI PRODUTTIVI 22 dicembre 2014, n. 2487 50601 Atti regionali DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE SERVIZIO COM PETITIVITA DEI SISTEMI PRODUTTIVI 22 dicembre 2014, n. 2487 FSC APQ Sviluppo Locale 207 2013 Titolo II Capo III Aiuti agli investimenti delle

Dettagli

PON FESR AMBIENTI PER L APPRENDIMENTO PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO ANNUALE DI ESECUZIONE - ANNO 2011

PON FESR AMBIENTI PER L APPRENDIMENTO PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO ANNUALE DI ESECUZIONE - ANNO 2011 PON FESR AMBIENTI PER L APPRENDIMENTO PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO ANNUALE DI ESECUZIONE - ANNO 2011 L avanzamento del PON FESR nel 2011 in sintesi L attuazione del PON FESR mantiene e rafforza gli elementi

Dettagli

Descrizione del fabbisogno e definizione dell oggetto dell incarico

Descrizione del fabbisogno e definizione dell oggetto dell incarico Allegato n. 2 Fabbisogno Assistenza Tecnica AdG e AdC Fabbisogno di n. 26 esperti per l espletamento di attività di Assistenza tecnica indirizzata alla gestione, sorveglianza, valutazione, informazione

Dettagli

REGIONE DEL VENETO PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE (POR) OBIETTIVO COMPETITIVITA REGIONALE E OCCUPAZIONE PARTE FESR (2007-2013)

REGIONE DEL VENETO PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE (POR) OBIETTIVO COMPETITIVITA REGIONALE E OCCUPAZIONE PARTE FESR (2007-2013) REGOLAMENTO INTERNO DEL COMITATO DI SORVEGLIANZA POR OBIETTIVO COMPETITIVITÀ REGIONALE E OCCUPAZIONE PARTE FESR (2007-2013) Comitato di Sorveglianza 13 maggio 2011 REGIONE DEL VENETO PROGRAMMA OPERATIVO

Dettagli

POI ENERGIE RINNOVABILI E RISPARMIO ENERGETICO 2007-2013 DESCRIZIONE DEI SISTEMI DI GESTIONE E CONTROLLO ORGANISMO INTERMEDIO MATTM

POI ENERGIE RINNOVABILI E RISPARMIO ENERGETICO 2007-2013 DESCRIZIONE DEI SISTEMI DI GESTIONE E CONTROLLO ORGANISMO INTERMEDIO MATTM BOZZA POI ENERGIE RINNOVABILI E RISPARMIO ENERGETICO 2007-2013 Dec. C(2007) 6820 del 20/12/2007 DESCRIZIONE DEI SISTEMI DI GESTIONE E CONTROLLO ORGANISMO INTERMEDIO MATTM Aprile 2009 Il MATTM in qualità

Dettagli

REGIONE PUGLIA. Programma Operativo Regionale 2007-2013 Fondo Sociale Europeo. Comitato di sorveglianza del 8 luglio 2008

REGIONE PUGLIA. Programma Operativo Regionale 2007-2013 Fondo Sociale Europeo. Comitato di sorveglianza del 8 luglio 2008 REGIONE PUGLIA Programma Operativo Regionale 2007-2013 Fondo Sociale Europeo Comitato di sorveglianza del 8 luglio 2008 REGOLAMENTO INTERNO DEL COMITATO DI SORVEGLIANZA DEL PROGRAMMA OPERATIVO FSE Obiettivo

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE PER IL FUNZIONAMENTO DELL UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO DEL COMUNE DELLA SPEZIA

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE PER IL FUNZIONAMENTO DELL UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO DEL COMUNE DELLA SPEZIA REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE PER IL FUNZIONAMENTO DELL UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO DEL COMUNE DELLA SPEZIA Deliberato dalla Giunta Comunale con atto n. 177 del 11.05.2001 Modificato ed integrato

Dettagli

REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO

REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO 1 REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO Partenariato del Programma Operativo FESR Basilicata 2014-2020 (art. 5 Regolamento UE n. 1303/2/13; Regolamento Delegato (UE) n. 240/2014; D.G.R. n. 906 del 21 luglio 2014)

Dettagli

LINEA OPERATIVA PON ATAS. Pagamenti e controllo finanziario destinatari finali

LINEA OPERATIVA PON ATAS. Pagamenti e controllo finanziario destinatari finali LINEA OPERATIVA PON ATAS Pagamenti e controllo finanziario destinatari finali QUADRO DI RIFERIMENTO REG. (CE) 1260/99 ART. 31 E SEGG. (GESTIONE FINANZIARIA) REG. (CE) 438/2001 - SISTEMI di GESTIONE e di

Dettagli

L autonomia scolastica

L autonomia scolastica L autonomia scolastica di Giacomo D Alterio La Legge 7 agosto 1990 n. 241, che detta le nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto d accesso ai documenti amministrativi, meglio

Dettagli

DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo.

DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo. DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo. Consiglio dei Ministri: 05/04/2007 Proponenti: Esteri ART. 1 (Finalità

Dettagli

Decreto Dirigenziale n. 437 del 20/06/2014

Decreto Dirigenziale n. 437 del 20/06/2014 Decreto Dirigenziale n. 437 del 20/06/2014 Dipartimento 51 - Dipartimento della Programmazione e dello Sviluppo Economico Direzione Generale 2 - Direzione Generale Sviluppo Economico e le Attività Produttive

Dettagli

COMPETENZE DEI SERVIZI. 1.1. Servizio Pianificazione strategica e Comunicazione (DL 21)

COMPETENZE DEI SERVIZI. 1.1. Servizio Pianificazione strategica e Comunicazione (DL 21) COMPETENZE DEI SERVIZI 1.1. Servizio Pianificazione strategica e Comunicazione (DL 21) a) la partecipazione, su delega dell Autorità di Gestione, ai Comitati di Sorveglianza nazionali e regionali, ai gruppi

Dettagli

Burc n. 16 del 7 Aprile 2014

Burc n. 16 del 7 Aprile 2014 REGIONE CALABRIA GIUNTA REGIONALE DIPARTIMENTO ATTIVITÀ PRODUTTIVE DECRETO (ASSUNTO IL 24/02/2014 PROT. N. 101 ) " Registro dei decreti dei Dirigenti della Regione Calabria " N. 1912 del 26 febbraio 2014

Dettagli

PROPOSTA DI PROGETTO DI LEGGE. Qualità, innovazione ed internazionalizzazione nei sistemi di istruzione, formazione e lavoro in Regione Lombardia

PROPOSTA DI PROGETTO DI LEGGE. Qualità, innovazione ed internazionalizzazione nei sistemi di istruzione, formazione e lavoro in Regione Lombardia PROPOSTA DI PROGETTO DI LEGGE Qualità, innovazione ed internazionalizzazione nei sistemi di istruzione, formazione e lavoro in Regione Lombardia Art. 1 (Innovazione nel sistema educativo di istruzione

Dettagli

DELIBERAZIONE N. 50/24 DEL 21.12.2012

DELIBERAZIONE N. 50/24 DEL 21.12.2012 Oggetto: Interventi a favore del sistema cooperativistico regionale. - Modifica parziale della Delib.G.R. n. 23/2 del 29.5.2012. POR FSE 2007-2013. L Assessore del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione

Dettagli

Delibera. A1705A - Programmazione e coordinamento sviluppo rurale e agricoltura sostenibile. DE PAOLI Gaudenzio. FREIBURGER Gualtiero.

Delibera. A1705A - Programmazione e coordinamento sviluppo rurale e agricoltura sostenibile. DE PAOLI Gaudenzio. FREIBURGER Gualtiero. Delibera Assessorato ACP - AGRICOLTURA, CACCIA E PESCA Direzione Settore A17000 - AGRICOLTURA A1705A - Programmazione e coordinamento sviluppo rurale e agricoltura sostenibile Num. Definitivo 29-2396 Num.

Dettagli

Regolamento per la Valorizzazione dell attività scientifica ed il Trasferimento dei risultati

Regolamento per la Valorizzazione dell attività scientifica ed il Trasferimento dei risultati Regolamento per la Valorizzazione dell attività scientifica ed il Trasferimento dei risultati Premessa L Ateneo svolge attività di diffusione e promozione della ricerca scientifica sostenendo la partecipazione

Dettagli

DIRETTIVA DEL MINISTRO DEL LAVORO CESARE DAMIANO

DIRETTIVA DEL MINISTRO DEL LAVORO CESARE DAMIANO DIRETTIVA DEL MINISTRO DEL LAVORO CESARE DAMIANO - VISTI gli articoli 4 e 14 del Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n.165, e successive modifiche ed integrazioni; - VISTA la Direttiva del Presidente del

Dettagli

PROGRAMMAZIONE FONDI STRUTTURALI 2000-2006 I L C I P E

PROGRAMMAZIONE FONDI STRUTTURALI 2000-2006 I L C I P E PROGRAMMAZIONE FONDI STRUTTURALI 2000-2006 I L C I P E VISTA la legge 16 aprile 1987 n. 183 che, agli articoli 2 e 3, specifica le competenze di questo Comitato in tema di coordinamento delle politiche

Dettagli

I Fondi strutturali e i fondi a finalità strutturali europei in Basilicata

I Fondi strutturali e i fondi a finalità strutturali europei in Basilicata I Fondi strutturali e i fondi a finalità strutturali europei in Basilicata La Regione Basilicata ha attivi sul proprio territorio 3 Programmi di investimento delle risorse comunitarie per un ammontare

Dettagli

COMITATO DI SORVEGLIANZA POR 2000/2006. Palermo, Castello Utveggio 27 novembre 2008 SINTESI DELLE DECISIONI

COMITATO DI SORVEGLIANZA POR 2000/2006. Palermo, Castello Utveggio 27 novembre 2008 SINTESI DELLE DECISIONI Presidenza della Regione Siciliana Dipartimento regionale della Programmazione COMITATO DI SORVEGLIANZA POR 2000/2006 Palermo, Castello Utveggio 27 novembre 2008 SINTESI DELLE DECISIONI 1. Approvazione

Dettagli

POR Campania 2000-2006 Complemento di programmazione Capitolo 3 Misura 4.7. Sezione I Identificazione della misura

POR Campania 2000-2006 Complemento di programmazione Capitolo 3 Misura 4.7. Sezione I Identificazione della misura Sezione I Identificazione della misura 1. Misura 4.7- Promozione e marketing turistico 2. Fondo strutturale interessato FESR 3. Asse prioritario di riferimento Asse 4 - Sviluppo Locale 4. Descrizione della

Dettagli

ACCORDO TRA LA REGIONE MARCHE L UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE. Visti: - gli artt. 117 e 118 della Costituzione che assegnano alle Regioni competenze

ACCORDO TRA LA REGIONE MARCHE L UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE. Visti: - gli artt. 117 e 118 della Costituzione che assegnano alle Regioni competenze ACCORDO TRA LA REGIONE MARCHE E L UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE Visti: - gli artt. 117 e 118 della Costituzione che assegnano alle Regioni competenze esclusive in materia di Istruzione e Formazione Professionale

Dettagli

REGIONE PUGLIA COMITATO DI SORVEGLIANZA DEL POR PUGLIA FESR 2007-2013. Q.S.N. obiettivo Convergenza 2007-2013 CCI 2007IT161PO010 REGOLAMENTO INTERNO

REGIONE PUGLIA COMITATO DI SORVEGLIANZA DEL POR PUGLIA FESR 2007-2013. Q.S.N. obiettivo Convergenza 2007-2013 CCI 2007IT161PO010 REGOLAMENTO INTERNO REGIONE PUGLIA COMITATO DI SORVEGLIANZA DEL POR PUGLIA FESR 2007-2013 Q.S.N. obiettivo Convergenza 2007-2013 CCI 2007IT161PO010 REGOLAMENTO INTERNO Art.1 (Composizione) In conformità alle disposizioni

Dettagli

REGOLAMENTO DEI CONTROLLI INTERNI I REGOLAMENTI PROVINCIALI: N. 85 PROVINCIA DI PADOVA

REGOLAMENTO DEI CONTROLLI INTERNI I REGOLAMENTI PROVINCIALI: N. 85 PROVINCIA DI PADOVA I REGOLAMENTI PROVINCIALI: N. 85 PROVINCIA DI PADOVA REGOLAMENTO DEI CONTROLLI INTERNI Approvato con D.C.P. del 14.3.2013 n. 6 reg. e modificato con D.C.P. del 28.4.2014 n. 22 reg. INDICE Art. 1 Art. 2

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA FRA LA REGIONE LOMBARDIA IL MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA

PROTOCOLLO D INTESA FRA LA REGIONE LOMBARDIA IL MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA PROTOCOLLO D INTESA FRA LA REGIONE LOMBARDIA IL MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA IL MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI Per la realizzazione dall anno scolastico 2003/2004

Dettagli

Presidenza del Consiglio dei Ministri

Presidenza del Consiglio dei Ministri Presidenza del Consiglio dei Ministri CONFERENZA UNIFICATA (ex art. 8 del D.Lgs. 28 agosto 1997, n. 281) SEDUTA DEL 2 MARZO 2000 Repertorio Atti n. 221 del 2 marzo 2000 Oggetto: Accordo tra Governo, regioni,

Dettagli

P.O.R. CALABRIA FESR 2007/2013

P.O.R. CALABRIA FESR 2007/2013 UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA P.O.R. CALABRIA FESR 2007/2013 SISTEMI DI GESTIONE E CONTROLLO MANUALE DELLE PROCEDURE DELL AUTORITA DI CERTIFICAZIONE Agosto 2009 1 INDICE 1. PREMESSA...4

Dettagli

VADEMECUM SULLA TENUTA DEL FASCICOLO DI OPERAZIONE PRESSO I BENEFICIARI FINALI

VADEMECUM SULLA TENUTA DEL FASCICOLO DI OPERAZIONE PRESSO I BENEFICIARI FINALI UNIONE EUROPEA REPUBBLICA ITALIANA ASSESSORATO DELLA PROGRAMMAZIONE, BILANCIO, CREDITO E ASSETTO DEL TERRITORIO CENTRO REGIONALE DI PROGRAMMAZIONE POR SARDEGNA 2000 2006 VADEMECUM SULLA TENUTA DEL FASCICOLO

Dettagli

Sezione I Identificazione della misura

Sezione I Identificazione della misura Sezione I Identificazione della misura 1. Misura 4.7- Promozione e marketing turistico 2. Fondo strutturale interessato FESR 3. Asse prioritario di riferimento Asse 4 Sistemi locali di sviluppo 4. Codice

Dettagli

ASSESSORATO REGIONALE DELLA FAMIGLIA, DELLE POLITICHE SOCIALI DIPARTIMENTO DEL LAVORO

ASSESSORATO REGIONALE DELLA FAMIGLIA, DELLE POLITICHE SOCIALI DIPARTIMENTO DEL LAVORO ASSESSORATO REGIONALE DELLA FAMIGLIA, DELLE POLITICHE SOCIALI DIPARTIMENTO DEL LAVORO PISTA DI CONTROLLO INDICE 1. SCHEDA ANAGRAFICA...3 2. ORGANIZZAZIONE STRUTTURALE...4 3. MACRO PROCESSO GESTIONALE...5

Dettagli

PROVINCIA di ROVIGO SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA ED INDIVIDUALE

PROVINCIA di ROVIGO SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA ED INDIVIDUALE PROVINCIA di ROVIGO SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA ED INDIVIDUALE Allegato alla deliberazione di Giunta Comunale n. 289 del 28.12.2011 1 INDICE SEZIONE I - CONTESTO

Dettagli

INTERVENTO LE AZIONI DI SISTEMA TRA CAPACITY BUILDING E COOPERAZIONE A RETE (ROMA, 10 MAGGIO 2006)

INTERVENTO LE AZIONI DI SISTEMA TRA CAPACITY BUILDING E COOPERAZIONE A RETE (ROMA, 10 MAGGIO 2006) INTERVENTO LE AZIONI DI SISTEMA TRA CAPACITY BUILDING E COOPERAZIONE A RETE (ROMA, 10 MAGGIO 2006) Siamo nell ultimo anno di programmazione, per cui è normale fare un bilancio dell attività svolta e dell

Dettagli

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca INTESA IL MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA e LA REGIONE LOMBARDIA VISTI - gli artt. 117 e 118 della Costituzione che assegnano alle Regioni competenze esclusive in materia di

Dettagli

DIREZIONE GENERALE POLITICHE AMBIENTALI, ENERGIA E CAMBIAMENTI CLIMATICI

DIREZIONE GENERALE POLITICHE AMBIENTALI, ENERGIA E CAMBIAMENTI CLIMATICI REGIONE TOSCANA DIREZIONE GENERALE POLITICHE AMBIENTALI, ENERGIA E CAMBIAMENTI CLIMATICI SETTORE ENERGIA, TUTELA DELLA QUALITA' DELL'ARIA E DALL'INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO E ACUSTICO Il Dirigente Responsabile:

Dettagli

Bando Sostegno a Programmi e Reti di volontariato 2011 LA FONDAZIONE CON IL SUD

Bando Sostegno a Programmi e Reti di volontariato 2011 LA FONDAZIONE CON IL SUD Bando Sostegno a Programmi e Reti di volontariato 2011 LA FONDAZIONE CON IL SUD Invita a presentare iniziative di Sostegno a Programmi e reti di volontariato nelle Regioni del Sud Italia Sommario Sezione

Dettagli

POLITICA DI COESIONE 2014-2020

POLITICA DI COESIONE 2014-2020 SVILUPPO LOCALE DI TIPO PARTECIPATIVO POLITICA DI COESIONE 2014-2020 A dicembre 2013, il Consiglio dell Unione europea ha formalmente adottato le nuove normative e le leggi che regolano il ciclo successivo

Dettagli

Programma Triennale per la Trasparenza e l Integrità

Programma Triennale per la Trasparenza e l Integrità Programma Triennale per la Trasparenza e l Integrità 2013-2015 INDICE 1. Introduzione: organizzazione e funzione dell Agenzia Regionale per la Tecnologica e l Innovazione - ARTI... 2 2. I dati... 4 2.1

Dettagli

Ministero dello Sviluppo Economico DIPARTIMENTO PER LE POLITICHE DI SVILUPPO E DI COESIONE SERVIZIO PER LE POLITICHE DEI FONDI STRUTTURALI COMUNITARI

Ministero dello Sviluppo Economico DIPARTIMENTO PER LE POLITICHE DI SVILUPPO E DI COESIONE SERVIZIO PER LE POLITICHE DEI FONDI STRUTTURALI COMUNITARI Ministero dello Sviluppo Economico DIPARTIMENTO PER LE POLITICHE DI SVILUPPO E DI COESIONE SERVIZIO PER LE POLITICHE DEI FONDI STRUTTURALI COMUNITARI PROTOCOLLO D INTESA fra il MINISTERO DELLO SVILUPPO

Dettagli

Il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca

Il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Oggetto: schema di decreto recante linee guida in materia di semplificazione e promozione dell istruzione tecnico professionale a norma dell articolo 52 del decreto legge 9 febbraio 2012, n.5, convertito

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA TRA DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA E CONFINDUSTRIA

PROTOCOLLO D INTESA TRA DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA E CONFINDUSTRIA PROTOCOLLO D INTESA TRA DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA E CONFINDUSTRIA Premesso che il programma di Governo ha previsto una legislatura caratterizzata da profonde riforme istituzionali; che tale

Dettagli

PROTOCOLLO DI INTESA TRA MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI E UNIONE DELLE PROVINCE D ITALIA

PROTOCOLLO DI INTESA TRA MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI E UNIONE DELLE PROVINCE D ITALIA PROTOCOLLO DI INTESA TRA MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI E UNIONE DELLE PROVINCE D ITALIA Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e l Unione delle Province d Italia UPI VISTI il

Dettagli

A cura di Giorgio Mezzasalma

A cura di Giorgio Mezzasalma GUIDA METODOLOGICA PER IL MONITORAGGIO E VALUTAZIONE DEL PIANO DI COMUNICAZIONE E INFORMAZIONE FSE P.O.R. 2007-2013 E DEI RELATIVI PIANI OPERATIVI DI COMUNICAZIONE ANNUALI A cura di Giorgio Mezzasalma

Dettagli

Comune di Signa Provincia di Firenze REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE PER LA GESTIONE IN FORMA ASSOCIATA DELL UFFICIO PENSIONI

Comune di Signa Provincia di Firenze REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE PER LA GESTIONE IN FORMA ASSOCIATA DELL UFFICIO PENSIONI Comune di Signa Provincia di Firenze REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE PER LA GESTIONE IN FORMA ASSOCIATA DELL UFFICIO PENSIONI Approvato con delibera di Giunta Comunale n. 116 del 29/07/2002 modificato con

Dettagli

(Testo coordinato con le modifiche e le integrazioni di cui alla L.R. 20 febbraio 2014, n. 5) CAPO I Principi generali

(Testo coordinato con le modifiche e le integrazioni di cui alla L.R. 20 febbraio 2014, n. 5) CAPO I Principi generali Legge regionale 18 dicembre 2013, n. 53 Disciplina del Sistema Regionale dell Istruzione e Formazione Professionale. (BUR n. 24 del 16 dicembre 2013, supplemento straordinario n. 6 del 27 dicembre 2013)

Dettagli

Assistenza tecnica - Azioni per l avanzamento e verifica delle operazioni collegate alla qualità e quantità dei dati presenti nei

Assistenza tecnica - Azioni per l avanzamento e verifica delle operazioni collegate alla qualità e quantità dei dati presenti nei Assistenza tecnica - Azioni per l avanzamento e verifica delle operazioni collegate alla qualità e quantità dei dati presenti nei sistemi informativi di monitoraggio della Regione Azioni di miglioramento:

Dettagli

REGOLAMENTO INTERNO DEL COMITATO DI SORVEGLIANZA UNICO DEI PROGRAMMI OPERATIVI REGIONALI (POR) FESR E FSE PROGRAMMAZIONE 2014/2020

REGOLAMENTO INTERNO DEL COMITATO DI SORVEGLIANZA UNICO DEI PROGRAMMI OPERATIVI REGIONALI (POR) FESR E FSE PROGRAMMAZIONE 2014/2020 REGOLAMENTO INTERNO DEL COMITATO DI SORVEGLIANZA UNICO DEI PROGRAMMI OPERATIVI REGIONALI (POR) FESR E FSE PROGRAMMAZIONE 2014/2020 1 Il Comitato di Sorveglianza dei Programmi Operativi Regionali (POR)

Dettagli

Regolamento per l attuazione del Programma operativo regionale (POR) FESR 2014 2020 Investimenti a favore della crescita e dell occupazione

Regolamento per l attuazione del Programma operativo regionale (POR) FESR 2014 2020 Investimenti a favore della crescita e dell occupazione Regolamento per l attuazione del Programma operativo regionale (POR) FESR 2014 2020 Investimenti a favore della crescita e dell occupazione Articolo 1 Finalità Articolo 2 Definizioni CAPO I FINALITÀ E

Dettagli

Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo

Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo Articolo 1 Finalità ed obiettivi 1. Il presente regolamento definisce le linee fondamentali di organizzazione

Dettagli

POR MARCHE FESR 2014-2020 - ASSE 1 OS 1 AZIONE 1.1 PROMOZIONE DELLA RICERCA E DELLO SVILUPPO NEGLI AMBITI DELLA SPECIALIZZAZIONE INTELLIGENTE

POR MARCHE FESR 2014-2020 - ASSE 1 OS 1 AZIONE 1.1 PROMOZIONE DELLA RICERCA E DELLO SVILUPPO NEGLI AMBITI DELLA SPECIALIZZAZIONE INTELLIGENTE POR MARCHE FESR 2014-2020 - ASSE 1 OS 1 AZIONE 1.1 PROMOZIONE DELLA RICERCA E DELLO SVILUPPO NEGLI AMBITI DELLA SPECIALIZZAZIONE INTELLIGENTE SCHEDA SINTETICA BANDO 1. DESCRIZIONE Lo strumento intende

Dettagli

Struttura del sistema di gestione e controllo nella nuova programmazione 2007-2013 STATO MEMBRO

Struttura del sistema di gestione e controllo nella nuova programmazione 2007-2013 STATO MEMBRO Bozza di linee guida sulle funzioni dell Autorità di Certificazione Struttura del sistema di gestione e controllo nella nuova programmazione 2007-2013 COMMISSIONE EUROPEA STATO MEMBRO Responsabili d Asse

Dettagli

Ministero dello Sviluppo Economico

Ministero dello Sviluppo Economico Ministero dello Sviluppo Economico DIPARTIMENTO PER LO SVILUPPO E LA COESIONE E CONOMICA UNITÀ DI VERIFICA DEGLI INVESTIMENTI PUBBLICI Informativa sul Rapporto Annuale di Controllo e sul Parere Annuale

Dettagli

LE NOVITÀ DELLA PROGRAMMAZIONE EUROPEA 2007-2013

LE NOVITÀ DELLA PROGRAMMAZIONE EUROPEA 2007-2013 LE NOVITÀ DELLA PROGRAMMAZIONE EUROPEA 2007-2013 Pierandrea Zotti Roma, 28 novembre 2008 Indice LE NOVITÀ DELLA PROGRAMMAZIONE EUROPEA 2007-2013 1. Le politiche di sviluppo economico dell Unione Europea:

Dettagli

ARPAT. Politica per la Qualità

ARPAT. Politica per la Qualità ARPAT Politica per la Qualità POLITICA PER LA QUALITÀ La missione di ARPAT L Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana (ARPAT) concorre alla promozione dello sviluppo sostenibile e contribuisce

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA Triennio 2013 2015 1 Indice Articolo 1. Articolo 2. Articolo 3. Articolo 4. Articolo 5. Articolo 6. Articolo 7. Oggetto e Finalità Organizzazione e

Dettagli

BANDO. Progetti di formazione per il volontariato

BANDO. Progetti di formazione per il volontariato BANDO Progetti di formazione per il volontariato Anno 2016 1. Chi può presentare I progetti possono essere presentati da tutte le associazioni di volontariato con sede legale nel territorio della regione

Dettagli

REGIONE UMBRIA. Patto per lo sviluppo dell Umbria: seconda fase attuazione dei progetti caratterizzanti. Determinazioni

REGIONE UMBRIA. Patto per lo sviluppo dell Umbria: seconda fase attuazione dei progetti caratterizzanti. Determinazioni Cod. Modulo M/3 REGIONE UMBRIA OGGETTO: Patto per lo sviluppo dell Umbria: seconda fase attuazione dei progetti caratterizzanti. Determinazioni DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 16/07/2007 n. 1195.

Dettagli

PROGRAMMA PROVINCIALE IN ATTUAZIONE DELL ART. 25 DELLA L.R

PROGRAMMA PROVINCIALE IN ATTUAZIONE DELL ART. 25 DELLA L.R Allegato A alla Deliberazione di G.P. n 271 del 11-11-2008 PROGRAMMA PROVINCIALE IN ATTUAZIONE DELL ART. 25 DELLA L.R. 12/03 INTERVENTI PER IL RAFFORZAMENTO DELL AUTONOMIA DELLE SCUOLE E PER L ARRICCHIMENTO

Dettagli

Riunione del Comitato di gestione Monitoraggio APQ - 18/12/03

Riunione del Comitato di gestione Monitoraggio APQ - 18/12/03 Riunione del Comitato di gestione Monitoraggio APQ - 18/12/03 Roma, 18 dicembre 2003 Agenda dell'incontro Approvazione del regolamento interno Stato di avanzamento del "Progetto Monitoraggio" Prossimi

Dettagli

Programmazione FSE 2014-2020: definizione dei contenuti e confronto con il partenariato ed i territori. Rieti, 5 novembre 2013

Programmazione FSE 2014-2020: definizione dei contenuti e confronto con il partenariato ed i territori. Rieti, 5 novembre 2013 Programmazione FSE 2014-2020: definizione dei contenuti e confronto con il partenariato ed i territori Rieti, 5 novembre 2013 Presentazione degli incontri territoriali Finalità degli incontri Dare continuità

Dettagli

LA NUOVA PROGRAMMAZIONE COMUNITARIA 2007-2013

LA NUOVA PROGRAMMAZIONE COMUNITARIA 2007-2013 LA NUOVA PROGRAMMAZIONE COMUNITARIA 2007-2013 1. La riforma della politica di coesione La riforma dei Fondi Strutturali della Politica di Coesione della Unione Europea per il settennio 2007 2013, disegnata

Dettagli

REGIONE PIEMONTE DIREZIONE REGIONALE COMPETITIVITA DEL SISTEMA REGIONALE POR FESR 2007/2013

REGIONE PIEMONTE DIREZIONE REGIONALE COMPETITIVITA DEL SISTEMA REGIONALE POR FESR 2007/2013 REGIONE PIEMONTE DIREZIONE REGIONALE COMPETITIVITA DEL SISTEMA REGIONALE POR FESR 2007/2013 COMITATO DI SORVEGLIANZA 11 GIUGNO 2015 Presentazione del RAE al 31 dicembre 2014 ASPETTI PRINCIPALI DEL RAE

Dettagli

CONFINDUSTRIA - CGIL, CISL, UIL TAVOLO SU FORMAZIONE E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE

CONFINDUSTRIA - CGIL, CISL, UIL TAVOLO SU FORMAZIONE E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE Premessa CONFINDUSTRIA - CGIL, CISL, UIL TAVOLO SU FORMAZIONE E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE La formazione è una delle leve cardine per il rilancio di un'efficace politica di sviluppo, dei diritti

Dettagli

Il Piano di Azione e Coesione: quali azioni, quali prospettive

Il Piano di Azione e Coesione: quali azioni, quali prospettive Il Piano di Azione e Coesione: quali azioni, quali prospettive Luciana Saccone Dipartimento per le politiche della famiglia Piano di Azione per la Coesione Nel corso del 2011, l azione del Governo nazionale

Dettagli

A relazione dell'assessore Ferrari:

A relazione dell'assessore Ferrari: REGIONE PIEMONTE BU53 31/12/2014 Deliberazione della Giunta Regionale 5 dicembre 2014, n. 33-743 Assegnazione di contributi per l'anno 2014 a favore degli Organismi di collegamento e coordinamento, formati

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE (Approvato con deliberazione di G.C. 140/02.12.2010) 1 TITOLO I - SISTEMA DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE Capo I - Aspetti generali

Dettagli

La programmazione europea. per lo sviluppo della filiera turistica nel Mezzogiorno

La programmazione europea. per lo sviluppo della filiera turistica nel Mezzogiorno La programmazione europea 2014 2020 per lo sviluppo della filiera turistica nel Mezzogiorno POIn (FESR) 2007-2013 - Attrattori culturali, naturali e turismo Asse II - Linea di intervento II.2.1 Intervento:

Dettagli

Bando per la erogazione di contributi

Bando per la erogazione di contributi Fondazione Wanda Di Ferdinando Bando per la erogazione di contributi Anno 2015 La Fondazione Wanda Di Ferdinando è un Ente Privato che si propone l attuazione di iniziative del più alto interesse sociale

Dettagli

Delibera della Giunta Regionale n. 18 del 07/02/2014

Delibera della Giunta Regionale n. 18 del 07/02/2014 Delibera della Giunta Regionale n. 18 del 07/02/2014 Dipartimento 51 - Dipartimento della Programmazione e dello Sviluppo Economico Direzione Generale 3 - Direzione Generale Internazz.ne e rapporti con

Dettagli

PERFORMANCE FRAMEWORK, RESERVE E REVIEW NELLA PROGRAMMAZIONE 2014-2020. ROMA, 25 FEBBRAIO 2014 (update 14 APRILE 2014)

PERFORMANCE FRAMEWORK, RESERVE E REVIEW NELLA PROGRAMMAZIONE 2014-2020. ROMA, 25 FEBBRAIO 2014 (update 14 APRILE 2014) PERFORMANCE FRAMEWORK, RESERVE E REVIEW NELLA PROGRAMMAZIONE 2014-2020 ROMA, 25 FEBBRAIO 2014 (update 14 APRILE 2014) OBIETTIVI E STRUMENTI Il quadro di riferimento dell attuazione (performance framework)

Dettagli

POLITICA DI COESIONE 2014-2020

POLITICA DI COESIONE 2014-2020 SVILUPPO URBANO SOSTENIBILE INTEGRATO POLITICA DI COESIONE 2014-2020 A dicembre 2013, il Consiglio dell Unione europea ha formalmente adottato le nuove normative e le leggi che regolano il ciclo successivo

Dettagli

REGIONE PIEMONTE BU8S1 26/02/2015

REGIONE PIEMONTE BU8S1 26/02/2015 REGIONE PIEMONTE BU8S1 26/02/2015 Codice A15120 D.D. 11 dicembre 2014, n. 4 L.R. 9/2007 art. 24 - d.g.r. 33-743 del 5.12.2014. Approvazione bando regionale per l'assegnazione di contributi anno 2014 a

Dettagli

INDIRIZZI GENERALI E LINEE GUIDA DI ATTUAZIONE DEL PIANO NAZIONALE DELLA SICUREZZA STRADALE NOTA DI SINTESI

INDIRIZZI GENERALI E LINEE GUIDA DI ATTUAZIONE DEL PIANO NAZIONALE DELLA SICUREZZA STRADALE NOTA DI SINTESI INDIRIZZI GENERALI E LINEE GUIDA DI ATTUAZIONE DEL PIANO NAZIONALE DELLA SICUREZZA STRADALE NOTA DI SINTESI 1. OBIETTIVI Il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale è istituito dalla legge del 17 luglio

Dettagli

1. Quadro generale delle strategie implementate e degli investimenti finanziari

1. Quadro generale delle strategie implementate e degli investimenti finanziari CAPITOLO I QUADRO GENERALE 1. Quadro generale delle strategie implementate e degli investimenti finanziari 1.1. Aspetti generali L'attuazione delle strategie di lifelong learning tende ad assumere in Italia

Dettagli

Programma Operativo 2014/2020

Programma Operativo 2014/2020 Programma Operativo Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2014/2020 DOTAZIONE FINANZIARIA F.E.S.R. 2014/2020 965.844.740 Nel periodo 2007/2013 1.076.000.000 Criteri di concentrazione delle risorse per la

Dettagli

Ministero dell'istruzione, dell'università e della Ricerca

Ministero dell'istruzione, dell'università e della Ricerca Ministero dell'istruzione, dell'università e della Ricerca Dipartimento per la Programmazione Direzione Generale per gli Affari Internazionali Ufficio IV - Programmazione e gestione dei fondi strutturali

Dettagli

Ministero dell Interno Dipartimento della Pubblica Sicurezza

Ministero dell Interno Dipartimento della Pubblica Sicurezza Ministero dell Interno Dipartimento della Pubblica Sicurezza SICUREZZA PER LO SVILUPPO OBIETTIVO CONVERGENZA 2007-2013 LINEE GUIDA PER LA PRESENTAZIONE DEI PROGETTI Versione 02 del 14 gennaio 2009 INDICE

Dettagli

PON Sicurezza & PON Legalità

PON Sicurezza & PON Legalità PON Sicurezza & PON Legalità Confronto tra i programmi per la legalità nella precedente e nell attuale programmazione dei Fondi Comunitari Parte I Il PON "Sicurezza per lo Sviluppo Obiettivo Convergenza"2007-2013

Dettagli

ALLEGATO B: ATTO UNILATERALE DI IMPEGNO REGIONE LAZIO POR FSE 2014-2020

ALLEGATO B: ATTO UNILATERALE DI IMPEGNO REGIONE LAZIO POR FSE 2014-2020 ALLEGATO B: ATTO UNILATERALE DI IMPEGNO REGIONE LAZIO POR FSE 2014-2020 AVVISO PUBBLICO Interventi di sostegno alla qualificazione e all occupabilità delle risorse umane Approvato con D.D. n. del ATTO

Dettagli

PROGRAMMA ANNUALE - Esercizio Finanziario 2015

PROGRAMMA ANNUALE - Esercizio Finanziario 2015 PROGRAMMA ANNUALE - Esercizio Finanziario 2015 La definizione del Programma Il Programma annuale è elaborato ai sensi del Regolamento concernente le istruzioni generali sulla gestione amministrativo -

Dettagli

Incontro partenariale sulla programmazione POR FESR 2014 2020

Incontro partenariale sulla programmazione POR FESR 2014 2020 Incontro partenariale sulla programmazione POR FESR 2014 2020 Venezia, 23 settembre 2013 Assessorato al Bilancio e agli Enti Locali Segreteria Generale della Programmazione Direzione Programmazione Stato

Dettagli

Punto 12 all ordine del giorno dell VIII Comitato di Sorveglianza

Punto 12 all ordine del giorno dell VIII Comitato di Sorveglianza UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA POR CALABRIA FESR 2007/2013 INFORMATIVA DELL AUTORITA DI GESTIONE SULLE ATTIVITA DI CONTROLLO DI PRIMO LIVELLO Punto 12 all ordine del giorno dell VIII

Dettagli

Comune di Grumento Nova Sistema per la misurazione e la valutazione della performance. Finalità e principi

Comune di Grumento Nova Sistema per la misurazione e la valutazione della performance. Finalità e principi Comune di Grumento Nova Sistema per la misurazione e la valutazione della performance Finalità e principi Art. 1 - Finalità Il presente regolamento disciplina il sistema di misurazione e valutazione della

Dettagli

ALLEGATOA alla Dgr n. 1562 del 31 luglio 2012 pag. 1/8

ALLEGATOA alla Dgr n. 1562 del 31 luglio 2012 pag. 1/8 giunta regionale 9^ legislatura ALLEGATOA alla Dgr n. 1562 del 31 luglio 2012 pag. 1/8 PROTOCOLLO D INTESA TRA Regione del Veneto Ministero dell'istruzione,dell'università e della Ricerca - Ufficio Scolastico

Dettagli