Come valutare le caratteristiche aerobiche di ogni singolo atleta sul campo

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1 Come valutare le caratteristiche aerobiche di ogni singolo atleta sul campo Prima di organizzare un programma di allenamento al fine di elevare il livello di prestazione, è necessario valutare le capacità motorie di base mediante dei tests atletici, per poi allenarle in modo adeguato e successivamente verificare i risultati ottenuti. Il test è uno strumento di indagine molto valido per rilevare e valutare capacità e attitudini, sia di natura fisica che mentali, è una metodica molto utilizzata in ambito sportivo. Infatti medici, allenatori e preparatori atletici utilizzano i tests atletici per valutare i propri atleti prima e durante l intera stagione sportiva, questi possono essere eseguiti sia in laboratorio che sul campo. A mio avviso il test eseguito in laboratorio è da ritenersi più affidabile di quello eseguito sul campo, in quanto le condizioni climatiche essendo variabili, influiscono in modo significativo sia sulla superficie dove viene eseguito il test, sia sul singolo atleta e di conseguenza alterano i valori rilevati durante la prova e rendono la stessa meno riproducibile, mentre in laboratorio non abbiamo questo tipo di problema e di solito, vengono utilizzate apparecchiature speciali per rendere il test il più riproducibile possibile. Mediante un test fisico è possibile verificare lo stato di condizione fisica di un atleta e valutare anche l efficacia della metodologia adottata, ma è difficile correlare alla prestazione i risultati ottenuti mediante lo stesso. Per una serie di problematiche durante una stagione sportiva, non è possibile organizzare i tests in laboratorio frequentemente con tutta la squadra, in quanto spesso si gioca ogni tre giorni tra campionato e coppe, convocazione di alcuni giocatori in nazionale, infortuni, periodi particolari come crisi di risultati, quindi è consigliabile adattarsi sul campo. In tutti questi anni, oltre a valutare la condizione fisica mediante i tests atletici, ho sempre monitorato e registrato tutti i mezzi allenanti utilizzati, in modo da confrontare alcuni parametri negli stessi, come la frequenza cardiaca, la velocità, il volume di lavoro e il recupero, quindi valutare il livello di condizione fisica mediante il confronto di alcuni parametri degli stessi allenamenti, non è stato semplice ma non impossibile. Oggi, grazie a supporti tecnologici avanzati è possibile monitorare e registrare un allenamento in modo scientifico, questa grande opportunità che ci regala la tecnologia, ci dà la possibilità di valutare in modo approfondito tutti i parametri di un allenamento e nello stesso tempo verificare la capacità del singolo atleta di abituarsi allo stesso. Pagina 1

2 La velocità che un atleta produce durante un attività fisica come la corsa, influisce in modo significativo sulla frequenza cardiaca prodotta nella stessa, per cui monitorare in modo particolare la velocità e la frequenza cardiaca prodotta nello stesso tempo da un atleta durante una determinata corsa, ci dà la possibilità di analizzare notevoli informazioni, soprattutto utili per monitorizzare gli effetti dell allenamento. Infatti quando un atleta durante un attività fisica come la corsa, manifesta un calo di potenza alla stessa frequenza cardiaca, di solito questo calo corrisponde alla capacità limite di lavoro che un atleta è in grado di produrre durante la stessa attività, quindi questa incapacità di mantenere nel tempo una determinata potenza quasi sempre corrisponde ai limiti funzionali del sistema energetico anaerobico. Per cui, misurando lo spazio e la frequenza cardiaca prodotta nell unità di tempo e in un determinato esercizio fisico, possiamo valutare e verificare nei minimi dettagli il lavoro svolto. In seconda analisi è possibile confrontare in modo matematico tutti i parametri prodotti nei medesimi esercizi fisici e quindi, verificarne gli adattamenti. Il GPS è uno strumento molto utile per rilevare la velocità e se utilizzato con il sensore a fascia toracica è possibile rilevare anche la frequenza cardiaca prodotta nella stessa unità di tempo, a fine lavoro, è possibile scaricare sul computer tutti i dati registrati dallo stesso durante l allenamento, mediante un apposito software, e possiamo creare anche un archivio che può essere consultato e aggiornato nel tempo. Mediante i seguenti grafici possiamo osservare come viene rilevata dal GPS la velocità e la frequenza cardiaca prodotta nello stesso tempo durante un lavoro fisico. Pagina 2

3 Figura n. 1 Mediante questo grafico possiamo valutare la velocità (in blu) e la frequenza cardiaca (in rosso) rilevate durante la prima fase di corsa di 4 minuti Figura n. 2 Mediante questo grafico possiamo valutare la velocità (in blu) e la frequenza cardiaca (in rosso) rilevate durante la seconda fase di corsa di 4 minuti Pagina 3

4 Figura n. 3 Mediante questo grafico possiamo valutare la velocità (in blu) e la frequenza cardiaca (in rosso) rilevate durante la terza fase di corsa di 4 minuti Figura n. 4 Mediante questo grafico possiamo valutare la velocità (in blu) e la frequenza cardiaca (in rosso) rilevate durante la quarta fase di corsa di 4 minuti Pagina 4

5 Figura n. 5 Mediante questo grafico possiamo valutare la velocità (in blu) e la frequenza cardiaca (in rosso) rilevate durante l ultima fase di corsa di circa 35 secondi, dove l atleta ha esaurito l energie di corsa. Quindi mediante i grafici di cui sopra abbiamo visto, possiamo analizzare come e quanto influisce la velocità di corsa sulla frequenza cardiaca in tempo reale. Infatti nella figura 1 possiamo rilevare che l atleta corre ad una velocità media di circa 8,7 km/h e rileviamo la media dei picchi di velocità a 9,7 km/h, mentre la frequenza cardiaca media prodotta è di 134 battiti al minuto e la frequenza cardiaca massima rilevata è di 141 battiti al minuto, dopo circa un minuto e trentasette secondi di corsa possiamo osservare come la frequenza cardiaca e la velocità di corsa trovano un equilibrio, quindi possiamo sostenere tranquillamente che in questa fase della corsa l atleta utilizza un sistema energetico prevalentemente aerobico. Nella figura 2 possiamo osservare che pure aumentando la velocità, la frequenza cardiaca e la stessa velocità trovano un nuovo equilibrio dopo circa trenta secondi, quindi possiamo sostenere che l atleta durante questa fase della corsa continua ad utilizzare un sistema energetico prevalentemente aerobico. Nelle figure 3,4, e 5 possiamo osservare che aumentando gradualmente la velocità per lo stesso tempo fino all esaurimento dell atleta, la frequenza cardiaca e la stessa velocità non trovano un equilibrio come nelle fasi precedenti e si rilevano picchi di velocità maggiori di quelli delle fasi Pagina 5

6 precedenti, per cui possiamo sostenere che l atleta durante l ultima fase della corsa utilizza un sistema energetico prevalentemente anaerobico. In virtù delle esigenze di doversi continuamente adattare sul campo, ho ideato un lavoro fisico da eseguire sul campo con il GPS per valutare le caratteristiche aerobiche di ogni singolo atleta. LAVORO AEROBICO PROGRESSIVO (Prof. Giacomo Tafuro 2006) : Il lavoro aerobico progressivo deve essere eseguito producendo una determinata velocità per un determinato tempo, aumentando gradualmente la velocità per lo stesso tempo fino all esaurimento dell atleta (Es. 10 km/h x km/h x km/h x km/h x km/h x km/h x km/h x km/h x km/h x km/h x 4 ), si può individuare: - la velocità max raggiunta nell ultimo step; - la fc max raggiunta nell ultimo step. Se la velocità in ogni step è stata prodotta in modo costante, è possibile calcolare anche la soglia anaerobica, che è pari al 90% della velocità media prodotta nell ultimo step (tempo minimo 5 secondi per effettuare il calcolo) e al 93% della fc max raggiunta sempre nell ultimo step. Come eseguire il lavoro aerobico progressivo (Tafuro 2006) : Prima fase - Configurazione GPS Personalizzare il GPS per ogni singolo atleta e configurare lo stesso in base agli obbiettivi che dobbiamo perseguire (impostare la velocità in km/h - registrazione dati ogni secondo rilevato - impostare auto/lap, ecc), quindi ogni singolo atleta deve utilizzare un GPS per monitorare la velocità prodotta in tempo reale e indossare la fascia toracica che è il sensore per monitorare la frequenza cardiaca in tempo reale, far sostenere una prova ad ogni singolo atleta in modo da familiarizzare con lo stesso e verificare l effettiva funzionalità dello stesso. Pagina 6

7 Seconda fase - Attivazione generale (sul campo) Prima di eseguire il lavoro aerobico progressivo, bisogna far riscaldare ogni singolo atleta ed è consigliabile farlo nel seguente modo: - 12 di corsa, dove ogni singolo atleta deve regolare il ritmo di corsa in base al 60%-70% della propria frequenza cardiaca massima, quest ultima può essere rilevata dal medico durante la prova da sforzo sostenuta alle visite mediche; - 06 Mobilizzazione generale + stretching + recupero - 06 stretching dinamico + 5/6 allunghi sub/max su distanze brevi di circa 30m + recupero Terza fase - Modalità di esecuzione (sul campo) Ogni singolo atleta inizia a correre ad una velocità di 10 km/h per 4 minuti e cerca di mantenere la stessa il più costante possibile, poi allo scadere di ogni 4 minuti di corsa l atleta preme il pulsante Lap del GPS ed aumenta la velocità di circa 1 km/h da mantenere per altri 4 minuti, e così facendo fino all esaurimento delle proprie energie per correre, al termine della prova cammina per tre minuti e ogni minuto preme il Lap. Naturalmente l atleta non riuscirà a premere il lap e a correre a una determinata velocità in modo preciso, ma questo non è assolutamente un problema, in quanto premere il lap 5 secondi prima o 5 secondi dopo non influisce in modo significativo sulla prova, mentre per quando riguarda la velocità, la differenza tra la velocità media prefissata di ogni step e la velocità media effettivamente prodotta in ogni step di 4 minuti non deve superare lo 0,7 km/h, in quanto una differenza maggiore influisce in modo significativo su l esito della prova. Quarta fase - Come si elaborano i dati Per calcolare la soglia anaerobica è semplicissimo, basta individuare la frequenza cardiaca massima che l atleta in questione ha prodotto nella parte finale della corsa, in quanto a circa il 93% di essa corrisponde la soglia anaerobica, mentre la velocità di soglia anaerobica corrisponde a circa il 90% della massima velocità media prodotta nell ultimo step che a sua volta non deve essere inferiore a 5 secondi. Pagina 7

8 Nelle fig. 6,7,8 e 9 possiamo osservare i dati e alcuni grafici rilevati durante il lavoro aerobico progressivo eseguito da un atleta dilettante di 54 anni di età da me elaborati. Figura n. 6 In questa tabella possiamo osservare alcuni parametri che sono stati rilevati durante il lavoro Aerobico Progressivo Figura n. 7 In questo grafico possiamo osservare l andamento della velocità in km/h rilevata nei vari step. In blu corrisponde la media della velocità prodotta nei vari step, mentre in rosso corrisponde la media dei picchi di velocità rilevata nei vari step Pagina 8

9 Figura n. 8 In questo grafico possiamo osservare l andamento della frequenza cardiaca rilevata nei vari step. In blu corrisponde la media della FC prodotta, mentre in rosso corrisponde la FC Max rilevata Figura n. 9 Rappresenta il luogo dove è stato eseguito il LAVORO AEROBICO PROGRESSIVO (G. Tafuro 2006) e il grafico rilevato durante lo stesso. Pagina 9

10 Conclusioni A mio avviso è di fondamentale importanza valutare alcuni parametri (volume, velocità, frequenza cardiaca, recupero ecc.) dell allenamento fisico per organizzare lo stesso in base agli obiettivi da raggiungere. Infatti, verificare la capacità del nostro organismo di abituarsi a un determinato lavoro è utile per individuare i lavori fisici adatti a raggiungere eventuali potenzialità motorie inespresse e nel momento in cui verifichiamo il contrario, rileviamo o l inefficacia della metodologia adottata o i limiti del nostro organismo. Il LAVORO AEROBICO PROGRESSIVO che vi ho presentato ha come obbiettivo quello di individuare la media della velocità massima che ogni singolo atleta è in grado di produrre e mantenere per minuti o decine di minuti e correlare ad essa anche la frequenza cardiaca media rilevata nello stesso tempo, quindi individuare la soglia anaerobica di ogni singolo atleta sul campo. Prof. Giacomo Tafuro Pagina 10

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