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1 Il percorso assistenziale alla non autosufficienza: Ruolo e prospettive degli operatori del settore socio-sanitario 30 Marzo 2011 A cura di Chiara Bartolini

2 DATI NAZIONALI E CONFRONTI REGIONALI SULLA NON AUTOSUFFICIENZA Ò Rapporto sulla non autosufficienza in Italia 2010 (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali) Ò Ò Ò Studio longitudinale condotto da ARS «Il bisogno socio-sanitario degli anziani in Toscana» Delibera G.R 370/2010 Approvazione del «Progetto per l assistenza continua alla persona non autosufficiente» Piano sanitario e sociale integrato

3 RAPPORTO SULLA NON AUTOSUFFICIENZA IN ITALIA 2010 (MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI) Ò Percentuale di anziani utenti di assistenza continuativa in Italia (dati 2008) Anni 90 Inizi anni 2000 Seconda metà anni 2000 Servizi domiciliari 2 3,8 5 Servizi residenziali 2,9 3 3 Indennità di accompagnamento 5 5,5 9,5 Fonte: L'assistenza agli anziani non autosufficienti - Rapporto Maggioli Editore a cura di N.N.A. (Network Non Autosufficienza)

4 RAPPORTO SULLA NON AUTOSUFFICIENZA IN ITALIA 2010 (MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI) Considerazioni macroscopiche: ü Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lombardia prendono in carico a diverso titolo (in rapporto alla popolazione) il triplo degli anziani non autosufficienti di Campania, Puglia, Calabria ü Nelle Regioni vi è un rapporto inverso tra numero di utenti che accedono ai servizi e richiesta dell indennità di accompagnamento (Regioni del Sud: maggiore richiesta indennità rispetto servizi) ü le risorse messe in moto dall indennità di accompagnamento, dalle assistenti familiari, dalla famiglia e dal volontariato hanno un ruolo principale nel governo assistenziale dell anziano e in talune Regioni suppliscono alla carenza dei servizi pubblici

5 RAPPORTO SULLA NON AUTOSUFFICIENZA IN ITALIA 2010 (MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI) Assistenza continuativa a titolarità pubblica agli anziani non autosufficienti (dati 2008) % Anziani utenti di servizi % Anziani utenti di strutture % Anziani utenti ADI % Anziani Utenti SAD Toscana 5,7 2,3 2 1,4 Italia 8 3 3,3 1,7 Fonte: L'assistenza agli anziani non autosufficienti 2 rapporto 2010 Maggioli Editore (Rapporto promosso dall IRCCS-INRCA per il Network nazionale per l invecchiamento)

6 Abruzzo Basilicata Lazio Marche Molise Umbria Emilia Romagna Friuli Venezia Giulia Lombardia Veneto Media Italiana Calabria Campania Puglia Sardegna Sicilia TOSCANA Bolzano Liguria Piemonte Trento Valle d Aosta Fonte: L'assistenza agli anziani non autosufficienti - Rapporto Maggioli Editore a cura di N.N.A. (Network Non Autosufficienza)

7 STUDIO LONGITUDINALE CONDOTTO DA ARS «IL BISOGNO SOCIO-SANITARIO DEGLI ANZIANI IN TOSCANA» Ò La Toscana è la seconda regione in Italia, dopo la Liguria, per la presenza di anziani sul territorio (23,3% al 1 gennaio 2009) Ò L indice di dipendenza senile Rapporto tra ultra65enni e popolazione 15-64enne: il peso economico e sociale di cui la popolazione attiva si fa carico 2008 Previsione ISTAT 2013 Toscana 36% 38,5% Italia 30,9% 33,1%

8 STUDIO LONGITUDINALE CONDOTTO DA ARS «IL BISOGNO SOCIO-SANITARIO DEGLI ANZIANI IN TOSCANA Ò L indice di supporto ai grandi anziani è in continua crescita rapporto tra ultra 85enni e popolazione tra 50-74enne 2008 Previsioni ISTAT 2013 Toscana 10,7% 12,7% Italia 8,7% 10,6%

9 DELIBERA G.R 370/2010 APPROVAZIONE DEL «PROGETTO PER L ASSISTENZA CONTINUA ALLA PERSONA NON AUTOSUFFICIENTE» Valutazione multidimensionale del caso portatore di un bisogno complesso da parte della UVM che determina l individuazione di un percorso assistenziale personalizzato in base al bisogno dell utente (PAP) Ò Il bisogno di assistenza alla persona viene definito in 5 livelli di isogravità Ò Le prestazioni garantite dal Fondo per la Non Autosufficienza sono appropriate al livello di isogravità del bisogno assistenziale e si traducono in diverse tipologie di servizi Ò

10 Livelli isogravità Pacchetti di servizi Prestazioni erogabili Prestazioni garantite dal FNA Elevato bisogno assistenziale con assoluta inadeguatezza ambientale RSA Retta modulo base e specialistici Contributo per la retta Livelli isogravità 3-5 con adeguatezza ambientale o Assistenza domiciliare n ore settimanali assistenza diretta o indiretta di sostegno alla famiglia graduate su livello isogravità Contributo per ore settimanali di assistenza Livello isogravità 1-2 con adeguatezza ambientale Inserimento in CD o CDA Ricovero di sollievo in RSA Frequenza CD o CDA graduata sul livello isogravità Retta modulo Contributo per retta frequenza CD/CDA Contributo per retta modulo

11 PIANO SANITARIO E SOCIALE INTEGRATO Ò Studi indicano che i comportamenti adottati e le disuguaglianze sociali, culturali ed economiche incidono sul livello di salute In Toscana le disuguaglianze socio-economiche si riflettono in una sovramortalità precoce: maggiormente a carico degli uomini e relativamente a cause specifiche legate alla professione e alle abitudini di vita Ò Finalità: analizzare i comportamenti per garantire un accesso equo ai servizi e per promuovere azioni che aiutino le persone a modificare i comportamenti nocivi per la salute Ò

12 PIANO SANITARIO E SOCIALE INTEGRATO Piano partecipato fase di ascolto da Marzo 2011: Ò incontri con cittadini e operatori Ò Raccolta di proposte da parte dei professionisti tramite il modulo presente sul sito Regione Toscana (pubblicazione dei contributi sul Sole 24Ore Sanità Toscana)

13 PERCENTUALE DI SPESA FNA IN TOSCANA -ANNO Interventi domiciliari sociosanitari in forma diretta dal servizio pubblico 34,8 Interventi in forma indiretta domiciliari o per la vita indipendente Inserimenti in strutture semiresidenziali Inserimenti temporanei o di sollievo in residenza 30,8 9,0 13,8 Inserimenti permanenti in residenza 11,6

14 La Regione Toscana dal 2008 ad oggi ha operato per: Ø organizzare la presa in carico del sistema assistenziale Ø definire le modalità di accesso unificato ai servizi Ø regolamentare e omogeneizzare le modalità di fruizione dei servizi Ø sviluppare una rete qualificata e differenziata di servizi territoriali al fine di dare risposte appropriate e flessibili ai bisogni socio - sanitari ora servono i fondi per mantenere la qualità dei servizi prevista dal sistema socio-sanitario regionale

15 Dati presentati sia su scala nazionale sia regionale confermano l aumento della domanda e la necessità di risposte da parte dei cittadini Ripensare i servizi già esistenti Sviluppare nuovi servizi

16 Nuova concezione di residenzialità Cambia utenza: ü Risposta socio-sanitaria per livelli di isogravità gravi ü Più frequentemente ultraottantenne Cambiano servizi che RSA può offrire sul territorio ü maggiore flessibilità nella tipologia dei servizi e nella modalità di erogazione degli stessi ü strategie di organizzazione e flessibilità del lavoro per ottimizzare i costi di gestione ü sviluppo della residenzialità temporanea 370 p.l RSA non autosufficienti su p.l utilizzati per ricoveri temporanei in Toscana Dati provvisori al 31/12/2010 di 32 zone su 34 - Direzione Generale Diritti di Cittadinanza e Coesione Sociale - Regione Toscana

17 Sperimentare nuovi servizi ü Sperimentazione di modelli alternativi di soluzioni abitative ü Nuovi servizi domiciliari e territoriali ü costruire una rete di servizi che integri gli operatori professionalizzati con il volontariato, le associazioni del territorio e la cittadinanza attiva

18 RUOLO DEGLI OPERATORI DEL SETTORE SOCIO-SANITARIO L. R 82/09 «Accreditamento delle strutture e dei servizi alla persona del sistema sociale integrato» i soggetti pubblici e privati accreditati sono sullo stesso piano in termini di gestione dei servizi alla persona Applicazione della Governance orizzontale (già prevista nella legge 328/00)

19 Emerge la necessità del sistema di trovare un equilibrio di natura macro-economica rispetto al crescente costo per l assistenza agli anziani non autosufficienti Quali strategie di finanziamento per la Regione?

20 POSSIBILI STRATEGIE DI FINANZIAMENTO ü L 88% dell incremento del contributo statale è andato alle prestazioni monetarie (soprattutto indennità di accompagnamento) e solo il 12% ai servizi delle Regioni (attraverso il Fondo non autosufficienze) ü Recuperare una parte di risorse all interno del bilancio regionale ü L introduzione di una tassa di scopo regionale, che leghi esplicitamene un incremento delle imposte all aumento dell offerta di assistenza continuativa (caso Emilia-Romagna)

21 POSSIBILI STRATEGIE DI FINANZIAMENTO Decreto ministero salute, del lavoro e delle politiche sociali 27/10/2008 Fondi integrativi sistema sanitario nazionale per l assistenza odontoiatrica e l assistenza socio-sanitaria per persone non autosufficienti o in condizione provvisoria di limitata autonomia ü Rappresenta un supporto all intervento pubblico che però deve essere rafforzato ü Le assicurazioni private si sviluppano se il sistema pubblico si fortifica (compartecipazione dei cittadini ai costi dei servizi, per i casi più gravi intervento dei Comuni)

22 CHE FARE ALLORA? v Le scelte per la tutela dei cittadini spettano alla politica ma gli operatori del settore, profit e no profit, possono e vogliono avere la loro parte in un processo di ridefinizione dei servizi v Da operatori del settore siamo per il consolidamento del sistema pubblico in Toscana che pone al centro del proprio intervento la presa in carico del cittadino

23 QUALI PROSPETTIVE PER I SERVIZI? Ò Investire con continuità e forza nella qualità dei servizi Ò Sviluppare un modello dei servizi che riesca a coniugare sempre di più efficienza, qualità ed etica Efficienza e Qualità come flessibilità nella gestione delle risorse interne per dare servizi appropriati ai bisogni degli utenti ottimizzando i costi Etica come responsabilità sociale d impresa

24 Scenario di notevole preoccupazione: Attenzione all evoluzione complessiva senza che il pessimismo riduca la capacità di gestione del presente e di innovazione per il futuro «Plasticità sociale» (Brizioli e Trabucchi) Necessità di studiare, ipotizzare e sperimentare nuove proposte

25 Da leggere: mes laboratorio management in sanità Report Valutazione sds 2009 Citazione dei risultati dello studio: sds sud-est indicatori qualità collocati nelle due fasce più alte della valutazione

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