Maurizio Muratore. Giacché

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3 Maurizio Muratore Giacché S eduto su una barella mezzo nudo flesso su me stesso, tenuto da una gentile infermiera, pronto a sottopormi ad un anestesia peridurale, forse o certamente per smorzare la mia tensione e distrarmi da quello a cui mi stavo sottoponendo, mi chiese: Giacché (conoscendo la mia specialità) controllami questa mano, perché mi duole la notte, obbligandomi a toccare la sua mano. Certamente è un esempio estremo ma, mi piace ricordare, è abitudine, alle nostre latitudini, cogliere la palla al balzo, anche nelle più bizzarre circostanze come cene, inaugurazioni, grandi magazzini, per strada, in ascensore, per un consulto veloce al malcapitato medico. L esordio, in questi casi, è sempre un enfatico Giacché. Quando ti vedono è come se si illuminassero, quasi a dire che, se non ci fosse stata quell occasione, non si sarebbero mai ricordati di quella grave patologia della quale, in realtà soffrono in silenzio da sempre, ma i cui sintomi sono comparsi, come d incanto, giustappunto quando vedono l amico medico, specialista, guarda caso, proprio di quella malattia. Credo che a tutti voi sia capitato, mentre svolgevate una visita, che l assistente del paziente esordisse con Giacché mi trovo, può per favore. In realtà è un termine molto utilizzato, una buona abitudine, nel nostro Salento: rappresenta una richiesta di favore, nelle intenzioni, di poca importanza; una valutazione ovviamente veloce, superficiale, dove non è necessario che si metta a disposizione la tua professionalità ed esperienza e, comunque, necessariamente a costo zero. Come se volessero dire butta un occhio, non tutti e due e non così approfonditamente e in maniera così professionale da richiedere una parcella. Udire quella parola oramai fa sorridere ma nello stesso tempo fa riflettere: quello che potrebbe apparire come un atto di scortesia, inopportunità, per noi, uomini del Sud, è un abitudine che nelle intenzioni non vuole essere irrispettosa, tutt altro. E espressione del nostro modo di fare, di agire con atteggiamento sempre estremamente familiare, amichevole, confidenziale, fraterno, semplice, godibile. E manifestazione delle caratteristiche della nostra meridionale disponibilità. Difficilmente riusciamo a scrollarcele di dosso. Giacchè 3

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7 Sorridere, a bordo di Nave Cavour L ultima iniziativa è stata appena intrapresa, in accordo con la Marina Militare: poter usufruire dell attrezzato ospedale presente su Nave Cavour, ormeggiata a Taranto, per fornire assistenza gratuita ai bambini affetti dalle malattie della famiglia del labbro leporino. E stato il dottor Scopelliti ed illustrarci tutti i dettagli del progetto. Dottore, Fondazione Operation Smile donerà un sorriso ai bambini del Sud Italia affetti da patologie maxillo facciali. Come selezionerete i vostri pazienti? Avvalendoci della collaborazione degli Ordini professionali e delle comunità scientifiche. Per reperire pazienti, facciamo in genere riferimento a tutti i nostri contatti sul territorio, chiedendo ai medici, che sono in grado, per primi, di diagnosticare le malformazioni del volto nei bambini, di individuarli. Ecco perché ci rivolgiamo direttamente alla fonte, ovvero a chi è direttamente a contatto con il bambino, sin dalla nascita: i neonatologi, i centri di terapia intensiva neonatale, i pediatri ed anche i ginecologi, che possono valutare una malformazione già in fase gestazionale, tramite l ecografia morfologica che si effettua al quinto mese. Di quali patologie vi occupate? Di tutte le patologie facciali che rientrano nel grande capitolo della labiopalatoschisi, cioè tutte le malformazioni che vanno sotto il capitolo generico del labbro leporino, e che possono interessare sia l arcata dentaria, che il palato duro, che il palato molle. La gravità varia a seconda che la malattia interessi più strutture anatomiche. Quanto sono frequenti in Italia? Sono relativamente frequenti, in quanto incidono nell ordine di circa uno su nati. Significa che ogni anno nel nostro Paese ci sono circa mille nuovi nati con malformazioni del volto in genere e in particolare con labbro leporino. E possibile conoscere il dato pugliese? In maniera certa, purtroppo no. Questa mancanza rientra tra le varie carenze del sistema sanitario che abbiamo riscontrato negli anni di attività. Infatti non esiste un Registro nazionale delle malforma- 7

8 zioni ma solo Registri regionali, peraltro presenti solo in otto Regioni su 21. E la Puglia è una delle Regioni che ne sono sprovviste. Quindi anche il dato epidemiologico nazionale è un dato statistico deduttivo ma non un dato reale. Riusciamo a dedurre, sulla base delle percentuali riscontrate in otto Regioni, a quanto possa ammontare la diffusione della patologia su scala nazionale, ma non abbiamo il dato certo. Quali altre carenze nel sistema italiano avete riscontrato attraverso la vostra esperienza sul campo? Abbiamo testato la mancanza di un centro di eccellenza che possa seguire il bambino in tutte le fasi della crescita. Infatti l impegno della Fondazione Operation Smile è stato anche fornire l opportunità di utilizzare gli strumenti scientifici a sua disposizione per avviare, anche qui in Italia, la ricerca strutturale ed organizzata in questo settore. Sulla base di quegli studi, anche la tipologia assistenziale va riorganizzata. Perché a differenza di altre patologie, la patologia malformativa va seguita per tutto il periodo dello sviluppo, in quanto il singolo trattamento chirurgico effettuato in età infantile si può rivelare non esaustivo nel corso della crescita. Fare affidamento esclusivamente sui centri di chirurgia pediatrica o sugli ospedali pediatrici, che oggi sono le uniche strutture, in Italia, a trattare le patologie del labbro leporino, non è sufficiente perché il bambino a 12 anni verrà riversato nei centri di chirurgia maxillo-facciale che potranno applicare protocolli terapeutici differenti da quelli praticati nelle prime strutture. Qual è la situazione nel resto del mondo? E molto differente. In 30 anni di attività, siamo riusciti a creare, in almeno dieci Paesi in via di sviluppo, centri di eccellenza dedicati, ovvero specializzati nelle malformazioni del viso, che prevedono non solo che i bambini possano accedere alle cure in età precoce, ma che vengano seguiti fino alla fine della crescita. Si tratta di strutture preparate ad intervenire, con un preciso timing, su tutte le patologie secondarie che possono presentarsi nelle successive fasi dello sviluppo. Alla luce della competenza acquisita, Operation Smile ha ritenuto necessario intervenire anche come organo consultivo nei confronti del Ministero al fine di tracciare il percorso verso il traguardo da raggiungere, anche in Italia. Il trattamento eccellente delle patologie maxillo-facciali in Italia non è invece garantito? In questo momento esistono dei centri di eccellenza a livello regionale che costituiscono punti di riferimento per il trattamento delle labiopalatoschisi ma general- 8

9 mente sono centri che riguardano gli ospedali pediatrici e che quindi forniscono un ottimo trattamento primario al bambino ma non hanno contezza di ciò che succede durante la crescita. I bambini, arrivati all età di anni, vengono ereditati da centri secondariamente specializzati nel trattamento delle patologie che non sono in collegamento diagnostico-terapeutico quindi non garantiscono l utilizzo di un unico protocollo rispetto ai centri pediatrici. In Italia, oggi, l unica realtà che assomiglia da vicino a quelle presenti nel resto del mondo in America ma anche nei Paesi in via di sviluppo - è il centro di Milano, presso l ospedale San Paolo. Al San Paolo, dove c era un centro regionale di riferimento per la labiopalatoschisi e per la chirurgia maxillo-facciale, Operation Smile ha fatto un investimento ed ha realizzato la prima Smile House, un centro di eccellenza che tratta il bambino dalla nascita fino al completo sviluppo della faccia. E la unica realtà organizzata e strutturata, perché ha, nello staff, non solo il chirurgo, ma anche l ortodontista, il logopedista, il foniatra, l otorinolaringoiatra, gli psicologi e tutti gli specialisti a servizio della patologia. Per il resto, in Italia il settore vive ancora di improvvisazione organizzativa, con centri che stanno gradualmente assumendo un atteggiamento di responsabilità nei confronti della patologia ed altri che invece non sentono l esigenza di evolversi. Quello che stiamo facendo ora, è proprio questo secondo passaggio. Oltre all esperimento della Smile House, ne abbiamo condotto un secondo, presso una struttura privata di Roma che ci è stata offerta gratuitamente per un fine settimana al mese: solo nel 2012 abbiamo operato oltre 60 bambini. A questo punto abbiamo avuto l opportunità meravigliosa di avere a disposizione l ospedale di Nave Cavour per iniziare un attività in una Regione strategicamente collocata dal punto di vista geografico; la struttura di Taranto ci permette infatti di servire Calabria, Sicilia, Molise, Puglia e zone limitrofe. La proposta della Marina per noi è stata davvero allettante. Conosciamo già Nave Cavour in quanto ci abbiamo già lavorato in occasione del disastro di Haiti e siamo certi che risponda in maniera perfettamente idonea al bisogno medico offrendo un ospedale chirurgico attrezzato di tutto punto per far fronte agli interventi. Quali sono i traguardi raggiunti dalla Smile House di Milano? Abbiamo preso il centro regionale di riferimento che già svolgeva circa interventi all anno e siamo riusciti a portarlo ad un livello di organizzazione tale da poterne garantire circa 120. Ma più che la risposta numerica, ci interessa l aver implementato il centro di tutti quei servizi che un tempo non metteva a disposizione. Abbiamo fatto dei contratti di ricerca; abbiamo integrato l attività con la presenza dello psicologo e dell ortodontista e di tutte le figure professionali necessarie per garantire l assistenza continuata e coordinata delle patologie. Relativamente all emergenza di Haiti, qual è stato il vostro impegno? Operation Smile era presente ad Haiti immediatamente dopo il terremoto. In genere noi non ci occupiamo di assistenza in generale, ma sempre di patologie maxillo-facciali. In quella circostanza però, come anche in occasione dello tsunami che si verificò in Indonesia, l organizzazione, proprio perché ha una dinamica molto efficiente e in grado di rispondere a qualsiasi tipo di esigenza organizzativa, ha prestato assistenza a 360 gradi, anche in quel caso in collaborazione con la Marina. Il problema di Haiti è che negli ospedali da campo alcuni interventi particolarmente delicati come quelli che riguardano i bambini o particolari soggetti a rischio di infezioni non potevano essere svolti. Quindi, rilevato questo dato dall organizzazione internazionale, abbiamo stretto un accordo con 9

10 la Marina Militare e con il Ministero della Difesa, che ci hanno consentito di salire a bordo della Nave Cavour per svolgere attività superspecialistica, cioè tutto quello che veniva svolto nei presidi dove Operation smile operava. Così i pazienti che non potevano essere operati nel campo venivano portati a bordo; abbiamo fatto circa 50 interventi, e siamo riusciti a fare un lavoro molto più selettivo e superspecialistico che altrimenti non si sarebbe potuto svolgere. Il capo di Stato maggiore, vedendo i risultati ottenuti in quell occasione ed anche la metodologia portata avanti siamo saliti su Nave Cavour dopo quattro giorni di mia ispezione a bordo ci ha nuovamente convocati offrendoci questa opportunità. Haiti ha quindi solidificato la vostra collaborazione con la Marina Da quel momento hanno scelto di impiegare la Nave non solo per uso militare ma di metterla a disposizione anche per usi civili. Quindi, sapendo che noi avevamo già operato a bordo e sapevamo come utilizzare al meglio la nave, ci hanno offerto una possibilità che io ho colto al volo. Bisogna considerare anche un altro aspetto: a Taranto è emerso un dato epidemiologico preoccupante che riguarda un aumento delle patologie legate all inquinamento ambientale. La nostra iniziativa si può leggere anche come una risposta intelligente verso queste popolazioni che in questo momento sono particolarmente esposte al problema. Inoltre, abbiamo pensato anche ad un piano B: se la nave dovesse servire per scopi militari e quindi essere indisponibile in alcuni periodi, saremmo ospitati dall ospedale militare. In Puglia avete calcolato il numero dei potenziali pazienti? L attività chirurgica dovrebbe arrivare a dare, a regime, la possibilità ad otto-dieci bambini ogni fine settimana, di poter usufruire delle cure necessarie. Significa raggiungere i livelli dei centri di eccellenza, ovvero bambini operati ogni anno. Potenzialmente la tipologia di assistenza fornita corrisponderebbe alle esigenze di un centro di eccellenza che svolge questo lavoro in maniera continuata e coordinata. Certo, in questo caso non sarà possibile 10

11 avere a disposizione tutte le figure professionali necessarie e dovremmo ricorrere a personale esterno ed infatti mi sto interessando a cercare, sul territorio, colleghi che vogliano fare parte del team e che siano disposti a professionalizzare la loro competenza. Prevediamo anche progetti di formazione del personale. Qual è il costo complessivo di questo progetto? Dal momento che abbiamo a disposizione l uso della nave a titolo gratuito, il progetto pugliese su Nave Cavour ha un costo di solo 80 euro a paziente quando, normalmente, il costo è di euro. L abbattimento delle spese dipende dal fatto che il costo dell ospedale viene assorbito totalmente dalla Marina. Ai nostri volontari viene dunque garantita solo la trasferta, perché per vitto e alloggio saremo a totale carico di Nave Cavour. Per il paziente la prestazione è totalmente gratuita: dovrà preoccuparsi solo di raggiungerci a Taranto. Dopodiché sarà completamente ospitato, con un genitore, a bordo della Nave, fino alle dimissioni. Con due notti di ospedalizzazione siamo in grado di fornire l assistenza completa. Ecco la lettera che Operation smile ha inviato ai presidenti degli Ordini dei medici ed ai colleghi snaitari in generale, per sensibilizzare al progetto e chiedere collaborazione: 11

12 Ennio Brunetta: Il mio metodo? Una medicina più umana RECUPERARE LE RADICI UMANISTICHE DELLA MEDICINA. E LA RICETTA DEL DOTT BRUNETTA, PRESIDENTE DELL ASSOCIAZIONE CULTURALE ARTE E MEDICINA CON SEDE A LECCE Dott. Brunetta, Lei da diverso tempo porta avanti una particolare ricerca sul rapporto medico-paziente. Ce ne vuole parlare? Da diversi anni, 8 per l esattezza, sono fortemente impegnato nel recupero e la valorizzazione di quegli aspetti umani e culturali che, oggi più che mai, devono animare la professione del medico. Il punto centrale della mia ricerca è il processo di Umanizzazione della Medicina attraverso l arte, l arte intesa come mezzo di comunicazione tra medico e paziente. A mio avviso oggi è il momento giusto per il recupero delle radici umanistiche della medicina, di quell umanesimo che si fonda sul rispetto, l ascolto, lo spirito critico, la speranza e la solidarietà. Negli Stati Uniti, in Canada e in Francia, ad esempio, ci sono reparti nelle strutture ospedaliere che coinvolgono artisti nei processi di cura. Programmi di ricerca vengono avviati per studiare gli effetti dell arte sulla mente. Oggi Arte, Medicina e il Pianeta Sanità hanno ripreso a parlarsi dopo decenni di allontanamento. Le origini del conflitto sono da ricercare nelle profonde forze storiche, nella metamorfosi del concetto di responsabilità, nella trasformazione dei modelli organizzativi della sanità. E l avvento della tecnologia non ha favorito un processo di avvicinamento? No, tutt altro. La tecnologia ha favorito il processo di allontanamento del paziente dal medico. E nata così la medicina difensiva, fenomeno individuato nell ambito del Congresso degli Stati Uniti d America e che pesa 12

13 sulla spesa sanitaria totale per l 11.8%. A bilanciare questo processo di allontanamento, per fortuna da oltre vent anni sono diventati sempre più numerosi i medici che si sono rivolti all arte e l hanno introdotta negli spazi di cura, l hanno coltivata, e tutt ora continuano a farlo, come forma di sostegno alla propria attività clinica, proponendola ai pazienti come efficace supporto terapeutico e stimolo di guarigione. Sembrerebbe delinearsi un nuovo orizzonte per la medicina? Si, esattamente, un orizzonte in cui l arte diviene una reale e concreta azione di cambiamento dell essere medici, pazienti, cittadini; questo nuovo orizzonte arriva a dare nuovo senso a vecchie pratiche e rinnovato significato a relazioni umane che esistono da sempre e che oggi più che mai necessitano di un recupero dei propri valori fondanti: il rispetto, l ascolto, lo spirito critico, la speranza e la solidarietà. E proprio grazie all apertura di questa nuova prospettiva che oggi negli ospedali si dipinge, si suona, si danza, si fa teatro, riuscendo così a stimolare la capacità umana a risuonare con ciò che ci circonda in modo empatico. Quest empatia può però essere sfruttata non solo durante la cura ma anche, e soprattutto, nella fase precedente e cioè durante l elaborazione di un anamnesi. Quindi secondo Lei suono, movimento, colore e parole possono mettere in moto un processo di guarigione sin dalla fase dell anamnesi? Infatti, la condivisione di momenti di bellezza, secondo me, apre canali di comunicazione nuovi le cui potenzialità si vedono già in studio dove la condivisione di emozioni migliora il rapporto medicopaziente. Per questa via la medicina abbandona il caposaldo ottocentesco della relazione causaeffetto nel riconoscimento e trattamento della malattia e torna ad avere un approccio olistico al paziente, come accadeva ai tempi della scuola di Kos nell antica Grecia e come tuttora accade presso la medicina orientale. E guardi bene che tutto ciò comporta una nuova concezione di salute non solo in termini individuali ma anche dal punto di vista sociale. Ciò infatti implicherebbe un coinvolgimento degli organi di governo che, oggi più che mai, hanno necessità di controllare la spesa sanitaria, con conseguenti ricadute positive sull economia. E necessario perciò trovare nuove forme di comunicazione tra medico e paziente e ciò può avvenire anche attraverso l arte. Intorno a questa ricerca Lei ha elaborato un progetto molto particolare, vero? Si, Lei fa riferimento a Arte e medicina nei castelli, una settimana ricca di appuntamenti dedicati al confronto sulle potenzialità dell incontro tra arte e medicina. Si tratta di un progetto che intende 13

14 mettere in rete discipline, competenze e professionalità diverse tra loro e fare sistema al fine di permettere la crescita di un territorio attraverso una potente azione di comunicazione intorno al tema dell umanizzazione della medicina. Ne è Lei il promotore? Non solo. Siamo in tre il Salotto Culturale Samà, il Salento Guitar Festival e Arte e Medicina di Lecce seppur con differenti missioni ad avere un comune obiettivo: creare un azione replicabile negli anni che possa segnare un percorso attraverso luoghi del Salento delle tre province di Lecce, Brindisi e Taranto. Tutto ciò al fine di riscoprire il forte nesso esistente tra arte e medicina. Arte e medicina nei castelli si svolgerà dal 12 al 19 settembre all interno di alcuni dei castelli delle tre province. Attraverso incontri, eventi, lezioni-concerto, mostre e performance i castelli ritorneranno a vivere riscoprendo la loro funzione di contenitori di cultura, si apriranno così al territorio e incontreranno la cultura dei luoghi, portando conoscenza intorno al tema dell umanizzazione della medicina. La mattina ci saranno incontri in cui alla lezione su temi quali i neuroni specchio e l effetto placebo e nocebo ecc. si alternerà il concerto o il reading, il pomeriggio e la sera visite guidate per i siti archeologici del territorio, momenti d incontro con l artigianato e le produzioni locali. Il programma dei singoli appuntamenti sarà affidato non solo a me ma anche alla direzione artistica dei responsabili del Salotto Culturale Samà e del Salento Guitar Festival. Altre collaborazioni? Stiamo tessendo una tela molto interessante di soggetti pubblici e privati che hanno già ampiamente manifestato la propria adesione al progetto e siamo in fase di formalizzazione. Ma ho già da ora l onore di menzionare la collaborazione con la Scuola Internazionale di Umanizzazione della Medicina di Torino, grazie all interesse manifestato dalla direttrice, la dott.ssa Rossana Becarelli, medico e antropologo. Mi permetta di sottolineare che l evento nell insieme sarà occasione unica in Italia per uno scambio di esperienze tra il gruppo di medici artisti nazionale e i medici artisti locali. E anche prevista la partecipazione di pazienti-artisti e del personale parasanitario tutto, invitato a partecipare. Anzi, colgo l occasione per invitare tutti i colleghi medici artisti che, se interessati, potranno mettersi in contatto direttamente con me al numero o scrivere alla mail 14

15 di Gino Peccarisi Medici si diventa. Ma il sistema Italia non aiuta gli studenti UN PERCORSO SCOLASTICO DA RIPENSARE IN UN PAESE CHE ATTENDE STABILITÀ POLITICA E RISCATTO SOCIALE L e immatricolazioni alle Università italiane sono in calo, a testimonianza del periodo di crisi che attanaglia il nostro Paese, maggiormente colpito rispetto al resto dell Europa. Sostenere le spese per permettere ai figli il proseguimento degli studi universitari diventa proibitivo per le famiglie che, specie al Sud, hanno serie difficoltà quando devono fare i conti col bilancio familiare. E, tuttavia, quanto sopra, sembra non valere per le immatricolazioni a Medicina e Chirurgia come attestato dal Consiglio Universitario Nazionale; la laurea in Medicina pone prospettive non solo per la professione medica e ospedaliera tradizionale ma anche per altre attività quali la dirigenza sanitaria, esperti in materia di sicurezza sul lavoro, ricerca in ambito scientifico, per citare alcuni esempi. Così anche chi non è pronto ad affrontare l ardua sfida alla malattia, potrebbe essere calamitato verso una scelta che, per opinione consolidata, offre buone occasioni di lavoro. I medici italiani continuano a essere molto apprezzati fuori dai confini nazionali e il New England Journal of Medicine pone l Italia al quarto posto nel mondo per la Sanità. 15

16 Diverse migliaia di studenti si cimentano ogni anno con i test di accesso e chi non riesce a superare gli ostacoli in Italia, è pronto ad affrontare il percorso universitario all estero. I Paesi dell Est e la Spagna in testa permettono ai nostri giovani i percorsi alternativi e, in alcuni casi come succede in Albania, docenti di Università italiane sono i titolari di cattedra. Gli studenti intraprendono così l iter universitario superando le difficoltà che deriverebbero dalla conoscenza della lingua straniera mentre in Spagna corsi intensivi permettono l integrazione per superare l empasse. Il ministro Profumo, prima di abbandonare il suo ruolo, ha spostato quest anno la data per lo svolgimento del test di ammissione alla facoltà di medicina e odontoiatria da settembre al 23 luglio. Il prossimo anno sarà invece espletato in aprile. Un fulmine a ciel sereno per chi sperava di avere più tempo per il ripasso delle materie su cui verte l esame. I più sfortunati potrebbero affrontare la prova immediatamente dopo il colloquio di maturità. Il Miur giustifica la scelta con l adeguamento alle regole europee. In Italia è messo in discussione il percorso scolastico con studenti disorientati fra l impegno a conseguire la maturità con una buona valutazione e la possibilità di prepararsi per superare i test di iscrizione all Università. Il ruolo della scuola deve essere ripensato. Uno studente che ambisce a diventare medico è costretto a studiare materie che non riguarderanno i test di accesso; la valutazione della maturità perde di significato perché l anticipo in aprile precederà l esame finale e, paradossalmente, potrebbero essere idonei studenti bocciati al liceo. Crescono nel frattempo le organizzazioni che garantiscono la preparazione degli studenti e, accanto alle più quotate Alpha test e Cepu, fioriscono col passare degli anni, una miriade di nuove opportunità. Si predispongono corsi di preparazione anche per gli studenti del terzo e quarto anno delle scuole superiori, perfettamente compatibili con l impegno scolastico. Il percorso ufficiale, unico in grado di garantire una preparazione uguale per tutti, tarda a rinnovarsi. Il ricorso a soluzioni alternative, che richiedono un impegno economico supplementare per le famiglie, crea una differenza fra i cittadini, nonostante la Costituzione garantisca il diritto allo studio che non sembra alla portata di tutti. I ragazzi dovrebbero essere liberi di scegliere il proprio futuro non influenzato dalle incognite di un solo giorno in cui si svolgono le selezioni; i licei sono propedeutici agli studi universitari che rappresentano un percorso obbligato. L insuccesso porta a soluzioni 16

17 di ripiego che creano giovani delusi e frustrati per una valutazione che si vorrebbe più influenzata dal merito. L enorme numero di aspiranti a indossare il camice bianco non può più prescindere dal numero chiuso perché le Università hanno una limitata disponibilità di posti e la pletora del passato non ha permesso a tutti uguali opportunità. Con determinazione e ostinazione bisogna competere con i mezzi a disposizione, pur nella consapevolezza che il metodo attuale non selezionerà i più meritevoli. Il ministro Profumo, nell illustrare le prove di selezione, ha spiegato che la valutazione riguarderà le conoscenze acquisite in cultura generale, matematica, fisica, chimica e biologia. Un test preliminare di simulazione, non vincolante, sarà organizzato prima delle prove ufficiali e sul web saranno disponibili alcuni mezzi per esercitarsi. L anticipazione delle date continua a generare polemiche ma sembra necessario per motivi organizzativi. Le graduatorie, infatti, hanno bisogno di almeno due mesi per essere consolidate e molti studenti accedevano al corso di laurea a lezioni già iniziate. Prove tecniche di trasmissione di un Italia che attende da qualche tempo una politica forte, attenta e sensibile ai temi della ricerca, dell Università e della scuola per realizzare strategie in ambito europeo. Queste non devono essere sempre copia di ciò che altri fanno; siamo in grado di essere da esempio, avendone uomini e mezzi. Nell attesa si accarezzano sogni difficili da realizzare in balia di incertezze e paure per un futuro difficile da prevedere. E, anche quando la formazione individuale garantirebbe un apporto al progresso generale, le opportunità continuano a essere offerte fuori dai confini nazionali. I nostri uomini migliori manterranno alto il prestigio di una nazione, fra i primi posti al mondo per la Sanità, ma continueranno a sviluppare le potenzialità all estero da dove giunge l eco del loro impegno e dell apporto che incessantemente danno alla scienza e al progresso. Siamo in attesa di stabilità politica e di riscatto sociale in un Paese che auspichiamo sia in grado di investire sulle proprie potenzialità, al momento sopite, ma che con prepotenza vorrebbero essere scoperte. 17

18 Imaging funzionale cerebrale: la spettroscopia a risonanza magnetica STORIA, EVOLUZIONE E TRAGUARDI DI UNA NON RECENTE APPLICAZIONE CLINICA a cura di Ruggiero e Maria Luisa Calabrese Introduzione Il termine imaging funzionale racchiude una serie di tecniche di RM capaci di studiare l encefalo, valutandone caratteristiche strutturali (imaging di diffusione, perfusione e trattografia), biochimiche (spettroscopia) e di attivazione neuronale (fmri). In particolare, la spettroscopia protonica con risonanza magnetica (MRS) permette di valutare in vivo, con tecnica non invasiva, i livelli di alcuni metaboliti in specifiche aree cerebrali, selezionate dall operatore e di rilevare anomalie biochimiche che contribuiscono, assieme all indagine RM convenzionale, ad una diagnosi differenziale delle lesioni focali. Erroneamente si è portati a credere che la spettroscopia a RM sia una recente applicazione clinica, in realtà questa è stata la prima applicazione scoperta. Il concetto iniziale per l applicazione medica della Risonanza magnetica nucleare (come si chiamava in passato) nasce tra gli anni Quaranta e gli anni Settanta con la scoperta che in vitro determinati nuclei posizionati in un campo magnetico potevano assorbire l energia di una radiofrequenza con caratteristiche specifiche, per poi tornare allo stato iniziale cedendo l energia ricevuta (Felix Bloch e Edward Purcell 1946). Questa avvincente scoperta aprì la strada ad una nuova metodica di studio che permise di sviluppare una tecnica spettroscopica di laboratorio in grado di esaminare la struttura molecolare di composti organici. Molti anni dopo numerose importanti scoperte, tra cui la relazione tra la frequenza di precessione degli 18

19 spin e la forza del campo magnetico spiegata da Joseph Larmor. Damadian studiò lo spettro del sodio e del potassio in cellule animali, riuscendo a realizzare un apparecchiatura in grado di captare le emissioni radio degli atomi sottoposti a un campo magnetico e sollecitati da radiofrequenze. Dopo alcuni studi propose al mondo scientifico di prendere in considerazione la risonanza magnetica per la rivelazione delle malattie dell uomo, avendo scoperto che certi tumori del topo hanno elevati tempi di rilassamento rispetto ai tessuti sani. Nel 1974 brevettò la prima apparecchiatura RMN per lo studio del corpo umano, una sorta di grande spettroscopio in vivo. Come attestato dalla National Science Foundation, il brevetto includeva l idea di usare la RMN per analizzare l intero corpo umano per localizzare tessuti cancerosi. Tuttavia, non veniva descritta con precisione alcuna metodica su come effettuare l indagine su tutto il corpo o per ottenere immagini da tale tipo di esame. Quindi la risonanza magnetica nasce come indagine di spettroscopia da laboratorio e non come esame di diagnostica per immagini, questo sino alla scoperta gound-breaking di Damadian nel 1974, che culminò in seguito con la costruzione del primo scanner di risonanza magnetica che chiamò Indomabile. Principi di funzionamento Nella spettroscopia il segnale derivante da un dato elemento viene separato in funzione delle sue varie forme chimiche. La base di questo processo risiede sul principio che il campo magnetico che agisce sul nucleo atomico viene minimamente, ma in maniera significativa, modificato dai micro campi magnetici prodotti dagli elettroni presenti nella stessa molecola. In altre parole, la frequenza di un dato elemento viene ad essere influenzata dal contesto chimico della molecola in cui risiede. C - Brevetto del 1974 di apparato e metodo per l individuazione del cancro nei tessuti di Raymond Damadian Foto Raymond Vahan Damadian e il primo tomografo a RM della storia battezzato Indomabile 19

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