COMPETENZE DELL INFERMIERE E DEL MEDICO: NECESSITÀ DI UN DIBATTITO

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1 ANNO XIV N Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art. 1, comma 2, DCB TV - Autorizzazione Tribunale TV n 995 del

2 Editoriale Competenze dell infermiere e del medico: necessità di un dibattito pag. 2 Sicurezza assistito La sicurezza della persona assistita: i modelli internazionali 2 pag. 4 Recensioni La signora della lampada di Gilbert Sinouè pag. 12 Comunicazioni Informativa sulla posta elettronica certificata PEC Editoriale pag. 13 COMPETENZE DELL INFERMIERE E DEL MEDICO: NECESSITÀ DI UN DIBATTITO a cura del Consiglio Direttivo Considerata l importanza della questione trattata nei recenti articoli pubblicati nel Sole 24 ore Sanità n. 26 e n. 30/2010 relativa alle competenze e ambiti di autonomia delle professioni sanitarie, in particolare medica e infermieristica, il Consiglio Direttivo del Collegio Ipasvi di Treviso intende esprimere il proprio parere, in linea con quanto già dichiarato dalla Federazione Nazionale Ipasvi. E stata soprattutto la realizzazione di alcune sperimentazioni nelle Regioni Emilia e Toscana relative al Modello See and Treat in Pronto Soccorso, che ha suscitato un dibattito acceso sul rapporto tra medici e infermieri. Gli articoli affrontano temi inerenti gli ambiti di responsabilità sotto il profilo legale dell infermiere, in merito a nuove funzioni ad esso assegnate nell ambito di queste sperimentazioni, nonché a chi spetta l autorità primaria nella gestione del percorso di cura del paziente. E ormai noto che il campo proprio di autonomia e responsabilità dell infermiere è definito dalla Legge 42/1999 all articolo 1, che identifica tre criteri guida: I criteri guida sono: Il contenuto dei decreti ministeriali istitutivi dei profili professionali (DM 14 settembre 1994, n. 739) la formazione dell infermiere che viene determinata dall analisi degli ordinamenti didattici dei corsi di laurea in infermieristica e dai master di formazione post-base gli impegni etico-morali contenuti nel Codice Deontologico dell Infermiere del Il ruolo che la normativa riconosce all infermiere diventa a volte difficile da esercitare pienamente nei diversi contesti in cui l infermiere opera, in quanto richiede di superare le resistenze al cambiamento sempre presenti nelle organizzazioni e perché ciò può toccare poteri che non si vogliono perdere. Dal riconoscimento di un campo esclusivo di competenza ne deriva il principio del rispetto reciproco delle competenze professionali di tutte le professioni sanitarie e non solo di quella medica. Dal riconoscimento dell autonomia professionale ne deriva che il rapporto tra la professione medica e la professione infermieristica è di collaborazione professionale e non di dipendenza gerarchica, che si concretizza l integrazione professionale nell ambito di interventi complementari, indirizzati dalla formazione ricevuta e dai modelli organizzativi implementati e condivisi con i professionisti. Modelli organizzativi nuovi come il see and treat in pronto soccorso, che prevede la gestione totale di tutto il percorso, dalla presa in carico alla dimissione, dell assistito con problemi minori che si presenta in Pronto Soccorso, aprono alla necessità di un dibattito tra le diversi professioni, che deve essere orientato alla finalità primaria di tutela della salute dell assistito, ma tenendo anche in considerazione la necessità di trovare modalità di risposta nuove ai bisogni di salute della popolazione.

3 Nuovi modelli richiedono di ridisegnare i processi di lavoro e i percorsi di presa in carico dell assistito e inevitabilmente di ridefinire gli ambiti di competenza di tutti i professionisti sanitari, compresi gli infermieri. La Presidente Nazionale Annalisa Silvestro sottolinea nel suo articolo pubblicato sul Sole 24 ore Sanità che non sa quanto possa essere utile in questa fase storica riuscire a definire puntualmente sia l atto medico che l atto infermieristico senza cadere in rigide e inagibili strettoie professionali. Le organizzazioni sanitarie infatti possono avere percorsi clinico-assistenziali e processi organizzativi diversi, che richiedono professionisti con competenze specifiche diverse, pur nel rispetto di quanto definito dai profili professionali. Questo comporta che l infermiere abbia una forte identità professionale e chiaro il suo specifico professionale, perché possa nel quotidiano esercitarlo e farlo riconoscere e comprendere agli altri professionisti. Proprio perché i contesti organizzativi sono diversi è fondamentale l azione che ogni singolo infermiere svolge in ogni specifica realtà lavorativa per chiarire il suo specifico professionale. Il valore della centralità della persona assistita si concretizza nella capacità di lavorare secondo un approccio multiprofessionale, riconoscendo l importanza del contributo di tutti, impegno richiamato anche nel nostro Codice Deontologico dell Infermiere Questo impegno alla collaborazione in équipe si associa alla consapevolezza di ogni infermiere del suo rilevante ruolo nella risoluzione di bisogni di salute delle persone assistite e della collettività. Editoriale Il Consiglio Direttivo del Collegio IPASVI Treviso porge i migliori auguri di Buon Natale e di un felice 2011 a tutti i colleghi e alle loro famiglie 3

4 Sicurezza assistito LA SICUREZZA DELLA PERSONA ASSISTITA: I MODELLI INTERNAZIONALI A cura di Elisa Bologna e Maria Luisa Buffon - Consiglieri Collegio Ipasvi di Treviso Introduzione Nel precedente numero del Notiziario Noi e vi abbiamo presentato l approccio al tema della sicurezza della persona assistita e gestione del rischio clinico proposto dal Ministero della Salute. Le iniziative proposte dal Ministero sono molteplici è le due sicuramente più significative sono l Osservatorio Nazionale sugli Eventi Sentinella e Elaborazione e disseminazione di Raccomandazioni rivolte ai professionisti, finalizzate a fornire alle strutture sanitarie un quadro di riferimento da adattare ed implementare nelle singole realtà, al fine di evitare che gli eventi sentinella accadano. Molte regioni, tra cui il Veneto, hanno cercato di indirizzare le aziende sanitarie ad adottare modelli strutturati di gestione del rischio; la Regione Veneto ha definito un assetto organizzativo per la gestione della sicurezza in azienda che ogni azienda sanitaria deve adottare. Questo tema verrà affrontato in dettaglio nei prossimi numeri del Notiziario. La spinta agli aspetti della sicurezza dell assistito deriva non solo dalla sempre maggior enfasi rivolta dai mass media agli errori in ambito sanitario ma anche dalla pubblicazione di dati su tale fenomeno, per cui anche a livello mondiale le organizzazioni sanitarie più importante si sono attivate per promuovere l adozione di modelli sanitari che garantiscano cure sicure. In questo articolo intendiamo quindi presentarvi l approccio che uno dei più autorevoli Istituti in ambito sanitario l Organizzazione Mondiale della Sanità propone sul tema della sicurezza. Nel 2005 infatti l Organizzazione Mondiale della Sanità avviò una ricerca mondiale ed identificò sei aree rispetto alla sicurezza del paziente. Una di queste aree di azione è lo sviluppo di raccomandazioni denominate patient safety solution. Ogni raccomandazione descrive in dettaglio: il problema e dell impatto del problema sulla salute della persona il contesto le Proposte d azione l applicabilità l Opportunità di coinvolgimento per il paziente e famigliari la forza delle evidenze i potenziali ostacoli all applicazione i rischi di conseguenze non previste. Le raccomandazioni dell Organizzazione Mondiale della Sanità hanno l obiettivo di fornire al professionista dei suggerimenti d azione validi per ridurre al minimo la possibilità di errore e riguardano i seguenti ambiti: Gestione di farmaci con nome simile o suono simile denominati LASA; Modalità per assicurare l accuratezza nella somministrazione del farmaco Modalità di utilizzo delle soluzioni elettrolitiche concentrate Modalità di comunicazione durante le consegne tra professionisti sanitari; Corretta identificazione del paziente; Esecuzione di corrette procedure chirurgiche nel corretto sito corporeo Modalità per evitare la connessione errata di linee infusive e cateteri Igiene delle mani per la prevenzione delle infezioni correlate a procedure assistenziali Utilizzo monouso dei presidi per iniezione Di seguito si presenta una sintesi delle Raccomandazioni pubblicate; i testi integrali in inglese sono reperibili nel sito dell OMS all indirizzo: 4

5 Gestione di farmaci con nome simile o suono simile denominati LASA I farmaci denominati LASA sono quelli con nomi e suoni simili ad esempio Lanoxin- Laroxyl, Diamox-Zimox, Daflon-Deflan; e alcuni farmaci che hanno le confezioni simili ad esempio Tachipirina(supposte pediatriche)- Tachipirina(supposte per adulti) e Alginor (gocce per adulti 5%)-Alginor (gocce pediatriche1%). L esistenza di farmaci con nomi simili rappresenta una delle più comuni cause di errore nella somministrazione di farmaci. Inoltre a contribuire maggiormente questa possibilità di errore si sommano le piccole scritte, l incompleta conoscenza del nome del farmaco (ad esempio si conosce il nome commerciale e non il principio attivo o si conosce solo la sigla), delle forme farmaceutiche e dei dosaggi. Vengono suggerite delle strategie di azione che ogni azienda sanitaria dovrebbe naturalmente adattare al suo contesto: Fase di stoccaggio: lo stoccaggio dovrebbe essere effettuato evidenziando il nome, il principio attivo in caratteri più grandi rispetto al nome commerciale promuovere l utilizzo del metodo tall man nello stoccaggio dei farmaci: significa che le prime tre lettere del principio attivo vengono scritte in maiuscolo ad esempio amoxicillina va scritto AMOxicillina; i farmaci problematici, ad esempio con nome simile ma principio attivo diverso come Losec (omeprazolo) e Lasix (furosemide) andrebbero immagazzinati in ordine non alfabetico o in posti differenti, utilizzare tecniche come il grassetto o colori differenti per ridurre la confusione associata all uso di farmaci LASA con etichetta simile, ad esempio gli elettroliti concentrati. Fase di prescrizione limitare l uso delle prescrizioni verbali ai soli casi di imminente pericolo di vita eliminare le prescrizioni telefoniche includere sia il nome commerciale che il principio attivo nella prescrizione utilizzare la prescrizione informatizzata. Fase di preparazione la preparazione delle diluizioni dovrebbe essere effettuata evidenziando il nome il principio attivo in caratteri più grandi rispetto al nome commerciale. Fase di somministrazione verificare l obiettivo della prescrizione medica rispetto al problema clinico leggere attentamente l etichetta prima della somministrazione piuttosto che fidarsi di colori, forme, scritte, localizzazione del farmaco. Fase di educazione della persona assistita e del caregiver fornire all assistito e/o al caregiver la prescrizione scritta del farmaco compreso il nome commerciale e principio attivo, le indicazioni all uso, e informazioni sui possibili effetti collaterali sensibilizzare e istruire gli assistiti e i caregiver rispetto ai problemi potenziali legati all utilizzo di farmaci LASA e come evitarli ad esempio come leggere le lettere Tall man della prescrizione o dell etichetta che descrive il contenuto della fleboclisi. Sicurezza assistito 5

6 Sicurezza assistito Fase di gestione del farmaco: il servizio farmacia dovrebbe effettuare una revisione annuale dei farmaci LASA e diffonderla; l infermiere ha la responsabilità di conoscerla e, se necessario, rivedere le modalità di stoccaggio e somministrazione di tali farmaci l infermiere coordinatore deve assicurare che ogni fase del processo di gestione del farmaco sia eseguita da personale infermieristico competente e qualificato comprendere nella formazione continua e durante la formazione accademica l insegnamento ai farmaci LASA e ai loro potenziali rischi. Modalità per assicurare l accuratezza nella somministrazione della terapia Gli errori nel processo farmaci sono comuni e frequenti e si verificano in particolare al momento della prescrizione e della somministrazione. Buona parte di tali errori avvengono nei trasferimenti dell assistito, ad esempio al ricovero in ospedale, al trasferimento ad un'altra unità operativa interna all ospedale, alla dimissione, alla presa in carico presso case di riposo o in assistenza domiciliare, ecc Al fine di evitare gli errori e di assicurare la continuità terapeutica dovrebbe essere effettuato il processo denominato riconciliazione dei farmaci. Tale processo prevede: 1) compilazione di una lista accurata e completa dei farmaci assunti dal paziente fino a quel momento 2) confronto di questa lista con la nuova prescrizione terapeutica 3) identificazione e risoluzione di ogni discrepanza tra la lista dei farmaci e la nuova prescrizione terapeutica; se presente un errore segnalazione e documentazione dell errore in modo chiaro. 4) Il professionista che ha in carico l assistito dovrebbe comunicare la lista della terapia al collega che si prenderà in carico la persona sia all interno della stessa unità operativa sia nel momento del trasferimento, nonché alla dimissione spiegarla a chi si prenderà cura dell assistito. Il processo di riconciliazione dovrebbe essere effettuato al momento del ricovero, al trasferimento e in fase di dimissione e da un professionista diverso dal prescrittore in quanto finalizzato a rilevare gli errori di prescrizione; in altri Stati tale controllo viene effettuato da un farmacista o un infermiere esperto in farmacologia. Le strategie d azione che vengono consigliate sono le seguenti: definire metodi standardizzati per realizzare il processo di riconciliazione dei farmaci, garantendo il collegamento e documentando tutte le informazioni inerenti le terapie farmacologiche, nonché informando sui risultati i care givers al momento della dimissione e del trasferimento Includere nel processo di riconciliazione il controllo delle informazioni rispetto a prescrizioni di farmaci da banco, preparati di erbe, vitamine, integratori alimentari valutare con il paziente la lista dei medicinali da assumere a domicilio definendo il grado di compliance della persona rispetto alla prescrizione. 6

7 Modalità di utilizzo delle soluzioni elettrolitiche concentrate Sono riportate in letteratura descrizioni di errori di somministrazione di elettroliti concentrati. Il più delle volte non è clinicamente possibile rimediare al danno apportato da una non corretta somministrazione intravenosa di elettroliti e il risultato è la morte della persona. Standardizzare le dosi, le unità di misura e la terminologia sono delle precauzioni da utilizzare per la somministrazione degli elettroliti. Inoltre, deve essere evitato mescolare specifiche concentrazioni di differenti elettroliti (ad esempio soluzioni di cloruro di potassio - KCL con soluzioni di sodio cloruro -NaCl). Sicurezza assistito Le azioni suggerite sono le seguenti: riporre le soluzioni elettrolitiche in armadi e ambienti separati dagli altri farmaci, chiusi a chiave; la prescrizione del medico deve includere la dose di infusione e la velocità di somministrazione per quella data soluzione le soluzioni elettrolitiche devono essere prelevate solo ed esclusivamente al momento della somministrazione e non devono essere lasciate nei carrelli della terapia, negli armadi con gli altri farmaci, nelle stanze dei degenti; valutare la correttezza del soluzione diluita degli elettroliti da parte di un secondo professionista, che dovrebbe utilizzare una check list contenente informazioni per la valutazione del calcolo della concentrazione, la dose da infondere con pompa e le corrette linee infusive la soluzione preparata deve essere accompagnata da una etichetta con la scritta attenzione alto rischio la somministrazione deve essere effettuata da infermieri esperti per la somministrazione si dovrebbe usare una pompa volumetrica o siringa infusiva, in mancanza di questi sistemi precisi si utilizza un sistema di regolazione del flusso, dial flow, tuttavia l infusione e il paziente devono essere costantemente monitorati gli armadi contenenti le fiale di potassio devono avere sulle porte la scritta deve essere diluito ben evidente ordinare il potassio attraverso una richiesta motivata e limitata a casi strettamente necessari; l approvvigionamento dovrebbe essere gestito attraverso un registro di carico e scarico Norme editoriali Noi e... pubblica previa approvazione del Comitato di Redazione articoli, relazioni, documenti relativi alla formazione e all esercizio professionale infermieristico. Ogni articolo è sotto la responsabilità diretta degli autori e quindi deve essere firmato. I lavori vanno inviati al Direttore di Noi e... - Collegio IPASVI di Treviso - Via Montello, Treviso. È gradito l invio dei contributi su supporto elettronico. Il testo deve essere dattiloscritto preferibilmente come segue: carattere consigliato Times New Roman, corpo 12, interlinea 1,5, non si devono superare 10 facciate, salvo consenso del comitato di redazione; tabelle e figure vanno numerate progressivamente. Il comitato di redazione è disponibile per ulteriori informazioni. 7

8 Sicurezza assistito Modalità di comunicazione durante le consegne tra professionisti sanitari Durante la permanenza in ospedale, un paziente può essere preso in carico da un numero considerevole di professionisti sanitari, Inoltre, il paziente può essere trasferito in differenti aree dell ospedale per effettuare indagini e con molta probabilità nell arco della giornata viene preso in carico da almeno tre gruppi differenti di professionisti sanitari implementando in questo modo il rischio di errori ad ogni cambio turno. La comunicazione durante la consegna da un professionista ad un altro, o da un professionista ai famigliari ha lo scopo di garantire assistenza sicura alla persona. La mancata o inadeguata comunicazione durante le consegne è una delle cause più frequenti di errori. Al fine di ridurre il rischio di errori, le raccomandazioni dell OMS prevedono: standardizzare le modalità di comunicazione al momento della consegna tra professionisti, al cambio turno, tra unità operative diverse interessate nel processo di cura di una persona utilizzare la tecnica SBAR (situation background assessment recommendation) come metodo di trasferimento di informazioni: la tecnica prevede che ad ogni cambio consegna siano fornite informazioni scritte complete e accurate sulla situazione clinico-assistenziale attuale della persona, la sua storia clinica, la valutazione dei bisogni di salute della persona compresi i bisogni di assistenza infermieristica e sulle raccomandazioni da seguire; definire un tempo adeguato per la consegna che permetta la comunicazione delle informazioni sull assistito, la richiesta di delucidazioni in merito ai problemi di salute e, se necessario, ripetere le informazioni ottenute al momento della consegna; le informazioni dovrebbero comprendere cambiamenti significativi clinico - assistenziali della persona, bisogni di assistenza infermieristica, piano assistenziale, prestazioni infermieristiche, prescrizioni mediche, terapie, esami, indagini diagnostiche, visite specialistiche; lo strumento a garanzia della trasmissione delle informazioni è la cartella infermieristica che l infermiere deve compilare in modo accurato e completo; lo scambio di informazioni dovrebbe riguardare solo le informazioni finalizzate a garantire un assistenza sicura alla persona al momento della dimissione dall ospedale il paziente e il caregiver devono ricevere le corrette e fondamentali informazioni riguardanti il livello di autonomia raggiunto, i risultati assistenziali, i bisogni di assistenza infermieristica ancora aperti; lo strumento a garanzia della trasmissione delle informazioni è la cartella infermieristica; la formazione dei professionisti dovrebbe comprendere delle simulazioni rispetto la comunicazione efficace durante la consegna infermieristica. Corretta identificazione del paziente Le situazioni in cui il paziente rischia di non essere identificato sono rappresentate dalla somministrazione dei farmaci, fleboclisi, trasfusioni di sangue, interventi chirurgici. Le azioni suggerite per ridurre gli errori di identificazione del paziente sono: 8

9 adottare modalità per definire la responsabilità del professionista sanitario nell identificare il giusto paziente prevedere una modalità attraverso cui due professionisti identificano la persona prima dell ammissione all ospedale, prima del trasferimento ad altro ospedale o ad altra unità operativa, prima di effettuare cure alla persona, compresa l identificazione del numero di stanza standardizzare l approccio all identificazione del paziente attraverso l uso di bande identificative informatizzate provvedere alla creazione di un protocollo per identificazione del paziente per cui non è possibile l identificazione e per la distinzione dei pazienti con lo stesso cognome e nome provvedere alla ripetizione del controllo identificativo del paziente prima di inserire i dati del paziente nel computer per prevenire errori automatici da parte del sistema informatico incoraggiare il paziente a partecipare a tutti gli step del processo di cura educare i pazienti all importanza e alla rilevanza della corretta identificazione comunque nel rispetto della loro privacy incoraggiare l applicazione delle etichette identificative rispetto alle provette di sangue davanti alla persona interessata creare protocolli per la messa in discussione dei referti di analisi non compatibili con la condizione clinica della persona prevedere nei corsi per neoassunti e nella formazione permanente l effettuazione di simulazioni sulle procedure di identificazione del paziente. Sicurezza assistito Esecuzione di corrette procedure chirurgiche nel corretto sito corporeo La casistica rispetto a procedure chirurgiche eseguite in siti sbagliati, ad esempio il lato corporeo o l organo sbagliato rappresenta una sporadica sebbene non remota possibilità di errore, che si configura, secondo il Ministero della Salute, come evento sentinella. I casi riportati in letteratura evidenziano che l errore è dovuto ad un inefficace, imprecisa o mancata comunicazione tra professionisti sanitari. Le azioni suggerite per ridurre tali errori sono: elaborare e applicare dei protocolli e delle check list di verifica di tutti gli step inerenti l identificazione della persona, il sito corretto di intervento chirurgico, l applicazione di impianti protesici; l Oms ha redatto una check list che il Ministero della Salute ha recepito e diffuso nel sito e che abbiamo già presentato nel numero 2/2009 del Notiziario NOI e del Collegio di Treviso; marchiare il sito da operare in modo inconfondibile per identificare correttamente il punto di intervento chirurgico. 9

10 Sicurezza assistito Modalità per evitare la connessione errata di linee infusive e cateteri Modalità per evitare la connessione errata di linee infusive e cateteri Il professionista potrebbe inavvertitamente connettere linee infusive, cateteri e altri dispositivi in modo sbagliato e somministrare farmaci o liquidi da una via non idonea. educare le persone non professioniste, come gli operatori di supporto e i caregiver o famigliari, a non toccare, sconnettere, modificare le connessioni delle linee infusive e le velocità di somministrazione dei farmaci e in caso di bisogno chiedere ai professionisti sanitari. Le azioni suggerite per ridurre tali errori sono: prevedere, al momento del cambio consegne, un protocollo standardizzato di gestione delle linee infusive, che includa l osservazione di tutte le linee infusive presenti sul paziente al momento della presa in carico da parte dell infermiere Igiene delle mani per la prevenzione delle infezioni correlate a procedure assistenziali Le evidenze scientifiche dimostrano che un corretto lavaggio delle mani riduce l incidenza delle infezioni nosocomiali. Tuttavia a livello mondiale da parte dei professionisti sanitari si riscontra un comportamento di non rispetto del lavaggio delle mani. Le azioni suggerite sono: ogni infermiere deve applicare i protocolli sul lavaggio delle mani che prevedono il rispetto della giusta tecnica, il lavaggio mediante acqua e presidi necessari per l igiene delle mani e quando non possibile l utilizzo di soluzioni alcoliche, la disponibilità di dispenser ad ogni postazione paziente, l esposizione di promemoria inerenti il lavaggio delle mani, il monitoraggio dell aderenza all igiene delle mani. 10

11 Utilizzo monouso dei presidi per iniezione Una delle maggiori preoccupazioni mondiali è la diffusione dei virus HIV, HBV, HCV causati dal riutilizzo dei dispositivi di iniezione. Questo problema riguarda in particolare i Paesi sottosviluppati e in Italia esiste una legge che vieta il riutilizzo dei presidi monouso. Sicurezza assistito Considerazioni conclusive L Organizzazione Mondiale della Sanità individua gli ambiti di sicurezza per l assistito che dovrebbero essere preservati e le azioni da mettere in atto per garantire prestazioni sanitarie sicure. Alcuni di questi ambiti, come l utilizzo degli elettroliti concentrati, l igiene delle mani, l utiizzo di check list di verifica di sala operatoria, la somministrazione di farmaci LASA, la corretta identificazione del paziente sono stati affrontati anche dal Ministero della Salute, che ha emanato raccomandazioni che dovrebbero diventare prassi consolidate nelle aziende ULSS e nelle strutture socio-sanitarie private. Altri ambiti sono più nuovi come la sicurezza della prescrizione e somministrazione dei farmaci attraverso il processo di riconciliazione dei farmaci, le modalità per evitare la connessione errata di linee infusive e cateteri, le modalità per assicurare che le consegne infermieristiche avvengano in modo garantire un assistenza sicura. In questi ambiti c è ancora molto da fare e l infermiere dovrebbe conoscerli e attivarsi per garantire nell esercizio professionale l erogazione di prestazioni secondo tali standard di sicurezza. Rimane responsabilità primaria della Direzione Infermieristica e degli Infermieri Coordinatori, in collaborazione con i responsabili della sicurezza del paziente aziendali e i servizi qualità, promuovere iniziative e realizzare progetti finalizzati a formare gli infermieri ad acquisire conoscenze e abilità nell applicare queste raccomandazioni. Si pensi solamente al tema della sicurezza nella trasmissione delle informazioni durante la consegna infermieristica; recenti studi dimostrano che la causa principale di molti errori è la mancata io inadeguata comunicazione che genera problemi nella presa in carico da parte del professionista o della struttura che riceve l assistito. Adottare la tecnica SBAR (situation background assessment recommendation), proposta dalle raccomandazione dell OMS e sopracitata, durante la consegna infermieristica sarebbe un imperativo etico-deontologico e professionale. Attualmente la trasmissione verbale delle informazioni, i tempi stretti e le continue interruzioni durante le consegne infermieristiche, la non conoscenza del piano diagnostico-terapeutico dell assistito dovuta a problemi comunicativi tra medici e gli infermieri, determina un passaggio di informazioni non completo durante le consegne infermieristiche. Alla responsabilità che ha in primis la direzione infermieristica, i Coordinatori Infermeiristici, i referenti sicurezza del paziente e i servizi qualità di individuare strategie per implementare queste raccomandazioni si affianca la responsabilità dell infermiere a partecipare alle iniziative atte a favorire la sicurezza ed a segnalare eventuali problematiche che possono mettere a rischio la sicurezza della persona. Tale dovere è sancito anche dal Codice deontologico dell Infermiere 2009, che all art. 29 afferma: L infermiere concorre a promuovere le migliori condizioni di sicurezza dell assistito e dei famigliari e lo sviluppo della cultura dell imparare dall errore. Partecipa alle iniziative della gestione del rischio clinico. Ognuna di queste raccomandazioni meriterebbe un analisi approfondita; nell insieme essere rappresentano un quadro di riferimento per l infermiere, il coordinatore infermieristico e la direzione infermieristica inerente gli ambiti ritenuti, a livello internazionale, i più significativi per garantire la sicurezza ed evitare gli errori. Bibliografia WHO, Patient Safety Research, Better K nowledge for Safer Care,2009 WHO, Patient Safety Solutions Preamble - May 2007 WHO, Look-Alike, Sound-Alike Medication Names, Patient Safety Solutions, volume 1, solution 1 May 2007 WHO, Patient Identification, Patient Safety Solutions, volume 1, solution 2 May 2007 WHO, Communication During Patient Hand-Overs, Patient Safety Solutions, volume 1, solution 3 May 2007 WHO, Performance of Correct Procedure at Correct Body Site, Patient Safety Solutions, volume 1, solution 4 May 2007 WHO, Control of Concentrated Electrolyte Solutions, Patient Safety Solutions, volume 1, solution 5 May 2007 WHO, Assuring Medication Accuracy at Transitions in Care, Patient Safety Solutions, volume 1, solution 6 May 2007 WHO, Avoiding Catheter and Tubing Mis-Connections, Patient Safety Solutions, volume 1, solution 7 May 2007 WHO, Single Use of Injection Devices, Patient Safety Solutions, volume 1, solution 8 May 2007 WHO, Improved Hand Hygiene to Prevent Health Care-Associated Infections, Patient Safety Solutions, volume 1, solution 9 May

12 Recensioni LA SIGNORA DELLA LAMPADA di Gilbert Sinouè Neri Pozzi Editori pagine - Euro 15,00 - anno di pubblicazione 2010 Breve commento al nuovo libro dell autore francese a cura di Mirca Durighello - Consigliere Collegio IPASVI di Treviso E un libro che si legge in poco tempo, in quanto l autore è rius c i t o, attraverso la narrazione romanzata, a delineare piacevolmente la vita dell infermiera, fondatrice dell assistenza infermieristica. Infatti, fu la prima infermiera ad utilizzare la statistica e l epidemiologia per promuovere la riorganizzazione degli ospedali ed istituire le prime scuole d insegnamento per infermiere; incoraggiando l'uso delle capacità tecniche ed intellettuali. Questo non è poco, visto che stiamo parlando dei primi dell ottocento. Consiglio di leggerlo a tutti i professionisti infermieri per diversi motivi. Prima di tutto per conoscere la vita della signora della lampada e le varie tappe della sua vita attraverso i documenti e le lettere intercorse tra tante personalità vicine a questa figura, a volte emblematica e complessa; che comunque testimoniano la sua straordinaria intuizione di collocare la figura dell infermiera come professionista e non solo come una pratica compassionevole. La Nightingale si era posta alcune domande che in quel contesto storico avevano una rilevanza strategica; pensiamo alla guerra di Crimea e a tutte le sue atrocità. Si chiedeva quali fossero gli obiettivi dell assistenza infermieristica; quali fossero le strategie per affrontare i problemi igienico sanitari; quale fosse il ruolo dell infermiere per fronteggiare la malattia e la morte dal punto di vista dell assistenza; quale fosse il modo per migliorare i risultati dell assistenza sanitaria. Lei ha saputo dare delle risposte a questi quesiti tramite la raccolta di dati, derivanti dalle osservazioni effettuate prima e dopo gli interventi di perfezionamento delle condizioni di vita negli ospedali, con l applicazione di modelli di statistica rappresentativa. Aveva, inoltre, migliorato l igiene, dimostrando con documenti l evidenza della sua teoria che si basava su quella ambientale; dove affermava che tutte le condizioni e le forze esterne influenzano la vita e lo sviluppo di un organismo. Di conseguenza l ambiente psicologico può essere influenzato da questo ambiente fisico negativo. Nel libro di Sinouè, a più riprese, si evidenziano le dispute che la protagonista suscita con la classe medica, sottolineando che la professione infermieristica è completamente estranea ai principi medici di diagnosi e terapia. Ella, comunque, valorizza il miglioramento delle condizioni di lavoro dei medici, che di conseguenza influenzeranno anche gli esiti sui pazienti. Concludendo, il libro racconta la vita di una donna controversa, anticonformista, capace di ribellarsi al destino che le aveva attribuito la società benestante in cui viveva. Da un lato si poteva definire femminista, ma era anche in netto contrasto con le pioniere che lottavano per il diritto di voto e per accedere alla professione medica. Insomma, seppure l usignolo (traduzione di Nightingale ) fosse, a volte, contraddittoria il suo merito è riconosciuto per aver saputo valorizzare la la nostra professione infermieristica. 12

13 Comunicazioni Collegio Ipasvi della provincia di Treviso Informativa sulla POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA - PEC Come noto entro il 29 novembre 2009 tutti gli infermieri, assistenti sanitarie ed infermiere pediatriche (così come tutti i professionisti iscritti in albi) devono comunicare al proprio collegio/ordine professionale di appartenenza il proprio indirizzo di posta elettronica certificata (la cosiddetta PEC). COS E LA POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA La posta elettronica certificata è un particolare tipo di che consente di attestare sia l invio della documentazione elettronica che la consegna della stessa (art. 1 d.p.r. del 11/02/2005 n. 68). La posta elettronica ordinaria (quella che tutti abbiamo usato fino ad oggi e che potremo continuare ad usare) si può appoggiare su qualsiasi gestore di servizi di posta elettronica (come ad esempio il gestore della posta elettronica o o ). La posta elettronica certificata invece può essere fornita solo da determinati gestori iscritti nel registro tenuto dal CNIPA (Centro Nazionale per l Informatica nella Pubblica Amministrazione). L elenco dei gestori è pubblicato sul sito Internet del CNIPA all indirizzo: (PEC)/Elenco_pubblico_dei_gestori/. La posta elettronica certificata consiste in un indirizzo di questo tipo o (a seconda dei gestori). COME FUNZIONA LA POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA Una volta attivata, la posta elettronica certificata funziona come una normale casella di posta elettronica, semplicemente si avrà un indirizzo come uno di quelli sopra descritti. La particolarità più importante sarà che ad ogni invio di si avrà un messaggio di conferma dell invio ed un messaggio di conferma del recapito (que- Orario di apertura Collegio IP.AS.VI di Treviso Lunedì dalle ore alle ore Martedì dalle ore alle ore Giovedì dalle ore alle ore

14 Comunicazioni st ultimo solo se l invio è avvenuto verso un altra PEC). La PEC può essere tranquillamente utilizzata in aggiunta alla propria casella di posta elettronica già attiva, senza dover rinunciare all uso di quest ultima. A COSA SERVE LA POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA Grazie alla posta elettronica certificata è possibile inviare comunicazioni via garantendosi la prova ai fini legali dell avvenuto invio e dell avvenuta consegna della corrispondenza telematica, così come avviene per le tradizionali raccomandate a/r cartacee (art. 14 d.p.r. 28/12/2000 n. 445 e artt. 4 e 6 d.p.r. 11/02/2005 n. 68). Per permettere ciò è necessario che sia il mittente che il destinatario siano dotati di un indirizzo di posta elettronica certificata. La posta elettronica certificata, inoltre, dovrebbe diventare il mezzo di comunicazione preferenziale fra pubblica amministrazione e professionisti (art. 16 c. 9 del d.l. 29/11/2008 n. 185). COME SI ATTIVA LA POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA Per attivare una casella di posta elettronica certificata è necessario rivolgersi ad uno dei gestori presenti nell elenco (PEC)/Elenco_pubblico_dei_gestori/ Si precisa che non tutti i gestori presenti nel suindicato elenco forniscono effettivamente il servizio di posta elettronica certificata al pubblico. Normalmente la procedura può essere effettuata interamente online direttamente sul sito Internet del gestore. La posta elettronica certificata è un servizio a pagamento il cui costo va da 5 a 50 circa all anno a seconda del gestore. COSA SUCCEDE SE NON ATTIVO LA POSTA ELETTRONICA CERTI- FICATA ENTRO IL 29 NOVEMBRE 2009 L obbligo di dotarsi di posta elettronica certificata è sancito dall art. 16 del d.l. 29/11/2008 n. 185 che prevede al comma 7 che I professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato comunicano ai rispettivi ordini o collegi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata o analogo indirizzo di posta elettronica di cui al comma 6 entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Non vi è traccia però nello stesso provvedimento normativo di sanzioni collegate alla mancata attivazione dell indirizzo di posta elettronica certificata. COME COMUNICARE AL COLLEGIO IPASVI DI TREVISO L INDI- RIZZO DI POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA? La comunicazione deve essere fatta dagli iscritti al Collegio IPASVI di Treviso con il modulo riportato nella pagina seguente, che andrà inviato al Collegio tramite posta, fax o , unitamente a copia di un documento di identità in corso di validità, o presentato personalmente in segreteria in orario di ufficio. 14

15 Comunicazioni DA COMPILARE IN STAMPATELLO Al Presidente del Collegio Provinciale INFERMIERI PROFESSIONALI ASSISTENTI SANITARI VIGILATRICI D INFANZIA della Provincia di Treviso TREVISO - Via Montello, 31 Tel Fax Oggetto: Comunicazione attivazione indirizzo di posta elettronica certificata (PEC). l sottoscritt nat a Prov. il Tel. Cell. iscritt all Albo Ipasvi della Provincia di Treviso, consapevole delle responsabilità e delle pene stabilite dalla legge per false attestazioni o mendaci dichiarazioni sotto la sua personale responsabilità (art. 76 DPR 28/12/2000 n. 445) e in ottemperanza a quanto disposto dalla Legge n. 2 del 28 gennaio 2009 sulla Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale DICHIARA ai sensi degli art. 47 del DPR 28/11/2000 n. 445 che il proprio indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) è il seguente (pregasi scrivere in maniera chiara e distinguendo bene le lettere minuscole dalle maiuscole): e si impegna a comunicare per iscritto a questo Collegio ogni sua successiva variazione. Si allega copia documento di identità. 15

16 Quadrimestrale di informazione del Collegio Infermieri Professionali Assistenti Sanitari Vigilatrici d Infanzia della Provincia di Treviso. Direttore Responsabile Buffon Maria Luisa ATTENZIONE Comitato di redazione Massari Elva Buffon Maria Luisa Bologna Elisa Durighello Mirca NUOVA Redazione Via Montello, Treviso Tel Fax Composizione e stampa Tipografia Tonellato snc Strada Scudetto, 13 Treviso Tel Fax Chiuso in macchina il??/11??/2010 D.Leg.tivo 196/ Codice in materia di protezione dei dati personali Il Collegio IP.AS.VI. é in posseso dei dati personali anagrafici di ogni iscritto in quanto da lui stesso forniti al momento della presentazione della domanda di iscrizione. Tutti i dati sono conservati presso l archivio del Collegio e trattati esclusivamente da personale incaricato ed unicamente per adempiere agli scopi istituzionali.

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