Lesione iatrogena dell arteria epatica in corso di chirurgia pancreatica

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Lesione iatrogena dell arteria epatica in corso di chirurgia pancreatica"

Transcript

1 CASO CLINICO/ CASE REPORT Lesione iatrogena dell arteria epatica in corso di chirurgia pancreatica FAUSTO ROSA, FABIO PACELLI, VALERIO PAPA, ANTONIO PIO TORTORELLI, MAURIZIO BOSSOLA, GIOVANNI BATTISTA DOGLIETTO Dipartimento di Scienze Chirurgiche Università Cattolica del Sacro Cuore Divisione di Chirurgia Digestiva Policlinico A. Gemelli Roma Corrispondenza a: Dott. Fausto Rosa Dipartimento di Scienze Chirurgiche Istituto di Clinica Chirurgica Università Cattolica del Sacro Cuore Divisione di Chirurgia Digestiva Policlinico A. Gemelli Largo A. Gemelli, Roma Riassunto Riportiamo un caso di lesione iatrogena dell arteria epatica in corso di intervento chirurgico di spleno-pancreasectomia totale per neoplasia papillare intraduttale mucinosa (IPMN) mixed-type. Durante l intervento chirurgico, nella fase di preparazione delle strutture del pe - duncolo epatico, non è stata identificata una vera arteria epatica, ma unicamente un piccolo vaso arterioso di circa 2 mm di diametro massimo, anteriore alla vena porta, apparentemente emergente dal parenchima pancreatico della testa. Si è reso necessario sezionare questo piccolo vaso arterioso per la completa mobilizzazione del blocco duodeno-pancreatico dalla vena porta. Nel postoperatorio, la paziente ha sviluppato un estesa ischemia epatica che si è progressivamente risolta, ma che ha esitato in stenosi multiple delle vie bi - liari intra- ed extraepatiche. La paziente, a un follow-up di tre anni dall intervento chirurgico, risulta in di - screte condizioni generali, portatrice di drenaggio biliare percutaneo a permanenza, libera da recidiva di malattia neoplastica locale e a distanza. L interruzione del flusso arterioso epatico è un evenienza che può essere ben tollerata dall organismo, ma non esente da possibili gravi complicanze. La valutazione del normale flusso portale, dei flussi arteriosi collaterali e la ne - cessità di un eventuale riparazione dell anastomosi bilio-digestiva rappresentano fattori determinanti nel guidare il chirurgo ad affrontare questo problema e nel prevenire le possibili sequele. Parole chiave: lesioni arteria epatica, ischemia epatica, pancreatectomia totale Introduzione Una lesione iatrogena dell arteria epatica o uno dei suoi rami maggiori rappresenta un potenziale rischio nella chirurgia del peduncolo epatico e della testa del pancreas. La reale incidenza di questi traumatismi rimane tutt oggi pressoché misconosciuta in quanto nella maggior parte dei casi non esitano in complicanze gravi e pertanto non vengono descritti. Un incidenza del 7% viene riportata durante gli interventi di colecistectomia laparoscopica 1-3, con picchi superiori durante la curva di apprendimento. Il fegato è in grado di sopravvivere a una legatura dell arteria epatica grazie al supporto di os- 485

2 CASO CLINICO/CASE REPORT Chirurgia Italiana vol. 61 n. 4 pp sigeno e nutrienti provenienti dalla vena porta e dai vasi arteriosi collaterali che decorrono nel contesto dei legamenti peritoneali 4. In alcuni casi, tuttavia, la lesione dell arteria può condurre a infarti ischemici del parenchima epatico. Lo stesso albero biliare risulta estremamente sensibile alla privazione del supporto arterioso e tollera scarsamente gli effetti della manipolazione chirurgica. a b c Caso clinico Una donna di 64 anni, affetta da neoplasia papillare intraduttale mucinosa (IPMN) mixed-type multifocale, viene sottoposta presso la nostra Divisione a intervento chirurgico di spleno-pancreasectomia totale (Fig. 1). Nella fase di preparazione delle strutture del peduncolo epatico, non è Summary Iatrogenic lesion of the hepatic artery in the course of pancreatic surgery. F. Rosa, F. Pacelli, V. Papa, A.P. Tortorelli, M. Bossola, G.B. Doglietto The Authors report a case of operative injury of the hepatic artery during a total spleno-pancreasectomy procedure for a mixed-type intraductal papillary mucinous neoplasm. During the preparation of the structures of the hepatic pedicle, a true hepatic artery was not identified, but only a small arterial vessel measuring about 2 mm in diameter, just in front of the portal vein, apparently emerging from the parenchyma of the pancreatic head. To obtain complete mobilisation of the duodeno-pancreatic block from the portal vein, it was necessary to cut this small arterial vessel. In the postoperative period, the patient developed extensive liver ischaemia, which was gradually resolved, but resulted in multiple stenosis of the intra- and extra-hepatic biliary tree. At follow-up at three years, the patient was in fairly good condition, with a permanent percutaneous biliary drainage, but with no clinical or radiological signs of local or distant disease. Although interruption of hepatic arterial flow is usually well tolerated, this is not always the case. It is important to predict in what circumstances complications are likely to occur. The main determinants that should guide the surgeon faced with this problem are whether the portal circulation is normal, whether structures carrying collateral blood supply have been interrupted, and whether some form of biliary reconstruction is needed. Key words: hepatic artery injury, hepatic ischaemia, total pancreasectomy Chir Ital 2009; 61, 4: Fig. 1. a) Ricostruzione pancreatografica della risonanza magnetica che documenta cisti multiple a carico del dotto principale e dei dotti secondari; b) preparato chirurgico al termine di spleno-pancreasectomia totale con le caratteristiche cisti contenenti muco (c). stata identificata una vera arteria epatica, ma unicamente un piccolo vaso arterioso di circa 2 mm di diametro massimo, anteriore alla vena porta, apparentemente emergente dal parenchima pancreatico della testa. Si è proceduto al clampaggio di questa arteria per circa 30 minuti, senza assistere ad alterazioni trofiche a carico del parenchima epatico. Si è reso necessario sezionare questo piccolo vaso arterioso per poter completare la mobilizzazione del blocco duodeno-pancreatico dalla vena porta. A conferma della corretta indicazione chirurgica, l esame istologico definitivo ha documentato un carcinoma mucinoso papillare intraduttale multifocale a livello delle cisti dell intero parenchima pancreatico. A 12 ore di distanza dalla procedura chirurgica, si è assistito a un considerevole incremento dei valori delle transaminasi (AST, 6418 UI/l; ALT, 5227 UI/l) e della fosfatasi alcalina epatica (1260

3 Lesione iatrogena dell arteria epatica in corso di chirurgia pancreatica Fig. 2. TC addome a 24 ore di distanza dall intervento chirurgico: molteplici aree ischemiche a carico di entrambi gli emisistemi epatici senza segni di ascessualizzazione. UI/l), associato a iperpiressia (TC 39 C). Un esame TC addome (Fig. 2) ha documentato molteplici aree ischemiche a carico di entrambi gli emisistemi epatici, senza segni di ascessualizzazione. Una possibile immediata ricostruzione di una vascolarizzazione arteriosa è stata esclusa per l assenza di un chiaro ramo arterioso in corrispondenza dell ilo epatico. La paziente è stata sottoposta a terapia antibiotica ad ampio spettro e a supporto trofico a base di glutatione. Si è assistito a una progressiva riduzione degli indici di funzionalità epatica e scomparsa dell iperpiressia dalla 7 a giornata postoperatoria. Nuovi esami TC di controllo a distanza di 14 e 24 giorni dall intervento chirurgico (Fig. 3 a,b) hanno documentato un progressivo riassorbimento delle aree infartuali e, mediante i tagli angio-tc (Fig. 3 c, d), si è assistito ai fenomeni di rivascolarizzazione del parenchima epatico attraverso i vasi mesenterici e frenici inferiori. La paziente veniva dimessa in 30 a giornata postoperatoria, in buone condizioni generali, con programma di rivalutazione clinico-strumentale a cadenza bimensile. I successivi controlli radiologici hanno documentato una ripresa pressoché completa del trofismo epatico, con quasi totale riassorbimento delle aree di infarcimento ischemico (Fig. 4). La paziente ha presentato un apparente stato di buona salute per circa un anno, quando, per l insorgenza di un episodio di dolore in ipocondrio destro, associato a incremento degli indici di colestasi (ggt, 243 UI/l; bilirubina diretta, 5,3 mg/dl; AST, 587 UI/l; ALT, 942 UI/l; fosfatasi alcalina epatica, 1260 UI/l), ha necessitato di ricovero in ambiente ospedaliero. L ecografia del fegato eseguita in tale occasione ha documentato un ectasia diffusa a carico dell albero biliare di entrambi gli emisistemi epatici. La paziente è stata 487

4 CASO CLINICO/CASE REPORT Chirurgia Italiana vol. 61 n. 4 pp a b c d Fig. 3. TC addome a distanza di 14 (a) e 24 (b) giorni dall intervento chirurgico: progressivo riassorbimento delle aree ischemiche; c, d) ricostruzioni angio-tc a 24 giorni dall intervento chirurgico: evidenti i fenomeni di rivascolarizzazione del parenchima epatico attraverso i vasi mesenterici (freccia) e frenici inferiori (testa di freccia). Fig. 4. TC addome a distanza di 6 mesi dall intervento chirurgico: ripresa pressoché completa del trofismo epatico, con quasi totale risoluzione delle aree ischemiche. 488

5 Lesione iatrogena dell arteria epatica in corso di chirurgia pancreatica a b Fig. 5. a) Drenaggio percutaneo a distanza di 1 anno dall intervento chirurgico: presenza di stenosi multiple a carico dell albero biliare di destra; opacizzazione a sinistra unicamente del dotto biliare del III segmento; stenosi della via biliare principale, con modico deflusso del mezzo di contrasto attraverso l anastomosi epatico-digiunale; b) ricostruzione colangiografica della risonanza magnetica a distanza di 2 anni dall intervento chirurgico: ectasia diffusa delle vie biliari intraepatiche, con stenosi multiple a corona di rosario. pertanto sottoposta al posizionamento di un drenaggio percutaneo (Fig. 5 a) che ha documentato stenosi multiple a carico dell albero biliare di destra, opacizzando a sinistra unicamente il dotto biliare del III segmento. Appariva stenotica anche la via biliare principale, con modico deflusso del mezzo di contrasto attraverso l anastomosi epaticodigiunale. Gli indici di colestasi e di funzionalità epatica sono progressivamente rientrati nei limiti della norma e si è assistito a una contestuale risoluzione della sintomatologia algica. Una risonanza magnetica di controllo (Fig. 5 b) eseguita successivamente mostrava un ectasia diffusa delle vie biliari intraepatiche con stenosi multiple a corona di rosario come per cirrosi biliare secondaria. La paziente, a un follow-up di tre anni dall intervento di splenopancreasectomia totale, risulta in ni, sottoposti ad adeguata terapia antibiotica, sopravvivono alla legatura dell arteria epatica. Sol - tanto alcune specie, come i maiali guinea, che presentano una bassa tensione di ossigeno a livello portale, non tollerano l interruzione del supporto arterioso epatico e tendono a morire per necrosi epatica 9. Risulta piuttosto difficile quantificare il ruolo dei vasi arteriosi collaterali, in aggiunta al flusso portale, nell assicurare la sopravvivenza del fegato nei casi di lesione dell arteria epatica. In studi anatomici sono stati identificati 26 circoli collaterali arteriosi a carico del parenchima epatico 4. Per ragioni di semplicità possono essere classificati in primari e secondari: i primari sono in grado di provvedere immediatamente a un calo della pressione di perfusione invertendo la direzione del loro flusso; i secondari, per attivarsi, necessitano dello stress provodiscrete condizioni generali, portatrice di drenaggio biliare percutaneo a permanenza, libera da recidiva di malattia neoplastica locale e a distanza. Discussione Il fegato umano è in grado di sopravvivere alla legatura dell arteria epatica grazie al flusso portale e al supporto arterioso dei vasi collaterali. La vena porta fornisce al fegato circa i due terzi dell apporto ematico e la metà dell ossigeno 5,6. La ratio è approssimativamente la stessa nella maggior parte degli animali e si pensa che il flusso portale sia sufficiente ad assicurare la sopravvivenza al parenchima epatico. Studi sperimentali di legatura dell arteria epatica nei topi hanno mostrato alterazioni transitorie degli indici di funzionalità e di sintesi proteica 7,8. Anche i ca- 489

6 CASO CLINICO/CASE REPORT Chirurgia Italiana vol. 61 n. 4 pp Fig. 6. Schema della circolazione arteriosa epatica collaterale. I circoli collaterali primari sono rappresentati dalle arterie gastroduodenale (gd) e gastrica di destra (gdx). I network collaterali secondari sono rappresentati da: 1) i vasi che decorrono nei legamenti rotondo e falciforme, alimentati dalle arterie epigastriche superiore ed inferiore; 2) i vasi contenuti nei legamenti coronari di destra e di sinistra, alimentati dalle arterie freniche inferiori di destra e di sinistra; 3) i vasi contenuti nel piccolo omento. aec: arteria epatica comune; ep: arteria epatica propria; fi: arterie freniche inferiori (da: Majno PE et al [1], modificata). circolo portale, se normale, potesse provvedere all apporto di ossigeno necessario per il fegato; si è iniziato pertanto a eseguire con successo la legatura terapeutica per i traumi epatici 14 e per molte altre patologie benigne e maligne con circolo portale normale Nuove luci su tale problematica sono emerse grazie all esperienza della trapiantologia epatica in cui il quadro risulta ben riassunto dalla particolare sensibilità dell organo trapiantato nei confronti dell ischemia. Una trombosi precoce è frequentemente seguita da una necrosi epatica fulminante (a volte con gangrena gassosa del fegato infartuato) 18,19, pertanto un costante monitoraggio della pervietà arteriosa in numerosi casi ha consentito con successo una rivascolarizzazione in urgenza 20,21. Sono stati riportati in letteratura anche alcuni casi di trombosi arteriosa asintomatica tardiva 18,22, con il fegato trapiantato che risultava irrorato da reti di collaterali 23,24. Molta enfasi è stata posta sulla stretta dipendenza dell albero biliare extraepatico dall irrorazione arteriosa. Risulta ormai ben appurato che l apporto arterioso alla via biliare principale (VBP) proviene da un gruppo di arterie (solitamente tre) a essa parallelo, che originano da due sistemi: uno proveniente dalla porta hepatis e l altro dalla testa del pancreas 25. In una VBP lesionata o dopo una procedura chirurgica di resezione a carico del blocco duodeno-pancreatico, risulta funzionale unicamente il sistema proveniente dalla porta hepatis che si affida al flusso arterioso proveniente dall arteria epatica. La trombosi arteriosa, nei casi di sopravvivenza dell organo trapiantato, può essere seguita dalla necrosi della VBP 26,27, deiscenza e stenosi dell aduodenale 4,10. Per lesioni più distali, quando viene interrotto un solo ramo dell arteria epatica, come l arteria epatica destra durante un intervento di colecistectomia, i vasi collaterali si attivano e procedono alla riperfusione dell area dearterializzata entro 10 ore dall interruzione del flusso 3. La vecchia convinzione che le arterie epatiche fossero arterie terminali senza anastomosi intraparenchimali nel fegato è stata superata 11. Nella letteratura più datata, la legatura dell arteria epatica era sempre considerata un incidente serio, se non fatale 12,13. Negli anni Settanta del secolo scorso, si è stati più portati a credere che una lesione dell arteria epatica fosse un evento alquanto innocuo. Veniva ipotizzato che il cato da uno stato di ipoperfusione cronica (Fig. 6). Le arterie gastroduodenale e gastrica di destra rappresentano due arterie collaterali relativamente costanti nel caso di un interruzione a livello dell arteria epatica comune. Lesioni più distali a livello dell arteria epatica propria si affidano ai circoli collaterali secondari, come i rami delle arterie freniche inferiori che decorrono nel contesto del legamento coronario del fegato e dei legamenti triangolari di destra e di sinistra, o come i rami delle arterie epigastriche superiore e inferiore che decorrono lungo i legamenti rotondo e falciforme, oppure come i collaterali gastrici innominati e i vasi intercalari nel contesto del piccolo omento e del legamento epato- 490

7 Lesione iatrogena dell arteria epatica in corso di chirurgia pancreatica tale si è rivelata essenziale nel garantire la sopravvivenza del fegato dearterializzato. Ma un circolo portale ben funzionante è sufficiente? In altre parole, il chirurgo, una volta resosi conto di una lesione arteriosa, può astenersi dalla rivascolarizzazione? Questa certezza è difficile da ottenere nel momento dell operazione e il costo di un errore potrebbe essere molto alto. Nei casi in cui sia tecnicamente possibile, sarebbe consigliabile la ricostruzione dell arteria. Nel caso di attivazione dei circoli collaterali primari, evento prevedibile quando non sia stata eseguita un estesa dissezione dei legamenti peritoneali, o nel caso di un danno a carico di un ramo di biforcazione dell arteria epatica, è comunque ragionevole considerare un eventuale ricostruzione arteriosa solo in un secondo tempo. In pratica, un chirurgo è in grado di stimare il contributo dei vasi collaterali (e l eventuale necessità di ricostruzione) in base alla quantità di flusso di sangue refluo proveniente dai vasi lesionati. Quando una lesione all arteria epatica viene scoperta nel periodo postoperatorio, nel caso ciò avvenga nelle prime ore successive all atto chirurgico, un elevato incremento delle transaminasi e un anomalia dei fattori della coagulazione rappresentano dei campanelli d allarme per stimolare uno studio della pervietà dell arteria. Una rivascolarizzazione in urgenza, quando possibile, è mandatoria per scongiurare un eventuale nastomosi biliare o da una sindrome di stenosi multiple periferiche dell albero biliare, con episodi ricorrenti di ittero e colangiti. Majno et al 1 riportano un esperienza di 3 casi isolati di lesioni iatrogene dell arteria epatica in corso di chirurgia pancreatica, risoltesi con successo, ma con necessità di reintervento di rivascolarizzazione e ricostruzione dell anastomosi bilio-digestiva. Dati non troppo confortanti emergono da un recente lavoro di Gaujoux et al 28 sulle complicanze ischemiche in seguito a interventi chirurgici di duodenocefalopancreasectomia. Nella casistica degli Autori (545 pazienti),vengono documentati 4 casi di lesioni a carico dell arteria epatica, riportando 3 decessi nel periodo perioperatorio, tutti correlati a problematiche infettive su base ischemica. È oggi chiaramente assodato che i fattori determinati che dovrebbero guidare il chirurgo nella gestione di una lesione iatrogena dell arteria epatica o di un suo ramo principale sono tre: 1) la normalità del circolo portale; 2) la presenza delle strutture di supporto veicolanti i circoli collaterali; 3) la valutazione della necessità di un eventuale ricostruzione dell albero biliare. In caso di alterazioni del circolo portale per la presenza di una stenosi, di ipertensione portale, cirrosi o shunt portosistemici, la ricostruzione immediata dell arteria è mandatoria non appena venga identificata la lesione. Nel nostro caso la normalità del circolo porinsufficienza epatica grave. In tal caso le possibilità di recupero sono elevate. Un identificazione di lesione arteriosa nel periodo postoperatorio tardivo viene individuata unicamente investigando segni di sepsi persistente, in uno stato di normale funzionalità epatica. La maggior parte del parenchima,in tale caso, ha già sopportato l insulto ischemico e una rivascolarizzazione chirurgica non rappresenta più una priorità, costituita invece dalla risoluzione della sepsi, dalla bonifica delle aree di infarcimento ischemico per scongiurare rischi di ascessualizzazione e un attento monitoraggio dell anastomosi bilio-enterica. In conclusione, il fegato è in grado di sopravvivere alla legatura dell arteria epatica in presenza di un normale circolo portale, come nel caso presentatato. Al contrario, se il flusso portale dovesse presentarsi alterato, una ricostruzione arteriosa è da considerarsi mandatoria. Quando una rivascolarizzazione non dovesse essere eseguita, il chirurgo deve essere ben conscio del precario apporto ematico alla VBP ed eventualmente optare per una ricostruzione dell anastomosi bilioenterica più prossimale, per scongiurare al minimo il rischio di deiscenza. In tale caso, deve inoltre essere raccomandata una terapia antibiotica a largo spettro, anche in presenza di una funzione epatica normale; ciò può evitare infezioni secondarie di aree infartuali sterili e ulteriori trattamenti chirurgici. 491

8 CASO CLINICO/CASE REPORT Chirurgia Italiana vol. 61 n. 4 pp Bibliografia 1. Majno PE, Prêtre R, Mentha G, Morel P. Operative injury to the hepatic artery. Consequences of a biliary-enteric anastomosis and principles for rational management. Arch Surg 1996; 131: Halasz NA. Cholecystectomy and hepatic artery injury. Arch Surg 1991; 126: Gupta N, Solomon H, Fairchild R, Kaminski DL. Management and outcome of patients with combined bile duct and hepatic artery injuries. Arch Surg 1998; 133: Michels NA. Newer anatomy of the liver: variant blood supply and collateral circulation. JAMA 1960; 172: Schlenk WG, McDonald JC, McDonald K, Drapanas T. Direct measurement of hepatic blood flow in surgical patients: with related observations on hepatic flow dynamics in experimental animals. Ann Surg 1962; 156: Lautt WW, Greeway CV. Conceptual review of the hepatic vascular bed. Hepatology 1987; 7: Fornander J, Seerman T, Hasselgren PO. Changes in protein synthesis in liver tissue following ligation of hepatic artery or portal vein in rats. Eur Surg Res 1985; 17: O Donohye MK, Blake A, Waldron RP, Dervan P, Fitzpatrick JM. Pathophysiological sequelae of hepatic artery ligation: an experimental study. Eur Surg Res 1988; 20: Rappaport AM, Schneiderman JH. The function of the hepatic artery. Rev Physiol Biochem Pharmacol 1976; 76: Bengmark S, Rosengren K. Arteriographic studies of the collateral circulation to the liver after ligation of the hepatic artery in man. Am J Surg 1970; 119: Mays TE, Wheeler CS. Demonstration of collateral arterial low after interruption of hepatic arteries in man. N Engl J Med 1974; 290: Graham RR, Cannel D. Accidental ligation of the hepatic artery: report of one case, with a review of the cases in the literature. Br J Surg 1933; 20: Monafo WW, Ternberg JL, Kempson R. Accidental ligation of the hepatic artery. Arch Surg 1966; 92: Mays ET. Lobar dearterialization for exanguinating wounds of the liver. J Trauma 1972; 12: delorimier AA, Simpson EB, Baum RS, Carlsson E. Hepatic-artery ligation for hepatic hemangiomatosis. N Engl J Med 1967; 277: Madding GF, Kennedy PA, Sogemeier E. Hepatic artery ligation for metastatic tumor in the liver. Am J Surg 1970; 120: Bismuth H. Hemobilia. N Engl J Med 1973; 288: Tzakis AG, Gordon RD, Shawn BWJ, Iwatsuki S, Starzl TE. Clinical presentation of hepatic artery thrombosis after liver transplantation in the cyclosporine era. Transplantation 1985; 40: Shaked A, McDiarmid SV, Harrison RE, Gelebert HA, Colonna JO III, Busuttil RW. Hepatic artery thrombosis resulting in gas gangrene of the transplanted liver. Surgery 1992; 111: Yanaga K, Lebeau G, Marsh JW, Gordon RD, Makowka L, Tzakis AG, Todo S, Stieber AC, Iwatsuki S, Starzl TE. Hepatic artery reconstruction for hepatic artery thrombosis after orthotopic liver transplantation. Arch Surg 1990, 125: Langnas AN, Marujo W, Stratta RJ, Wood PR, Li S, Shaw BW. Hepatic allograft rescue following arterial thrombosis. Transplantation 1991; 51: Hesselink EJ, Klompkmaker IJ, Pruim J, van Schilfgaarde R, Sloof MJH. Hepatic artery thrombosis after orthotopic liver transplantation: a fatal complication or an aymptomatic event. Transplant Proc 1989; 21: Shaw BWJ, Gordon RD, Iwatsuki S, Starzl TE. Hepatic retransplantation. Transpl Proc 1985; 16: Colonna JO, Shaked A, Gomes AS, Colquhoun SD, Jurim O, McDiarmid SV, Millis JM, Goldstein LI, Busuttil RW. Biliary strictures complicating liver transplantation. Ann Surg 1992; 216: Northover JMA, Terblanche J. A new look at the arterial supply of the bile duct in man and its surgical implications. Br J Surg 1979; 66: McMaster, Herbertson B, Cusick C, Calne RY, Williams R. Biliary sludging following liver transplantation in man. Transplantation 1978; 25: Stratta RJ, Wood P, Langnas AN, Hollins RR, Bruder KJ, Donovan JP, Burnett DA, Lieberman RP, Lund GB, PillenTJ. Diagnosis and treatment of biliary tract complications after orthotopic liver transplantation. Surgery 1989; 106: Gaujoux S, Sauvanet A, Vullierme M- P, Cortes A, Dokmak S, Sibert A, Vilgrain V, Belghiti J. Ischemic complications after pancreaticoduodenectomy. Incidence, prevention, and management. Ann Surg 2009; 249:

ANEURISMA AORTA TORACICA ASCENDENTE

ANEURISMA AORTA TORACICA ASCENDENTE ANEURISMA AORTA TORACICA ASCENDENTE Definizione Dilatazione segmentaria o diffusa dell aorta toracica ascendente, avente un diametro eccedente di almeno il 50% rispetto a quello normale. Cause L esatta

Dettagli

Lo spessore medio-intimale come marker di rischio cardiovascolare. Qual è il suo significato clinico e come si misura

Lo spessore medio-intimale come marker di rischio cardiovascolare. Qual è il suo significato clinico e come si misura Lo spessore medio-intimale come marker di rischio cardiovascolare. Qual è il suo significato clinico e come si misura Michele Liscio Riassunto L ecocolordoppler dei vasi sovraortici (TSA) rappresenta un

Dettagli

HCC DIAGNOSI & TRATTAMENTO. Dr.ssa Raffaella Lionetti -Dr.ssa Marzia Montalbano INMI SPALLANZANI Divisione Infettivologia-Epatologia POIT

HCC DIAGNOSI & TRATTAMENTO. Dr.ssa Raffaella Lionetti -Dr.ssa Marzia Montalbano INMI SPALLANZANI Divisione Infettivologia-Epatologia POIT HCC DIAGNOSI & TRATTAMENTO Dr.ssa Raffaella Lionetti -Dr.ssa Marzia Montalbano INMI SPALLANZANI Divisione Infettivologia-Epatologia POIT HCC incidenza 5% di tutti i tumori 85% circa dei tumori primitivi

Dettagli

INTERVENTI DI CHIRURGIA DEL PIEDE

INTERVENTI DI CHIRURGIA DEL PIEDE INTERVENTI DI CHIRURGIA DEL PIEDE CORREZIONE DELL ALLUCE VALGO 5 METATARSO VARO CON OSTEOTOMIA PERCUTANEA DISTALE Intervento Si ottiene eseguendo una osteotomia (taglio) del primo metatarso o del 5 metatarso

Dettagli

UNI-A.T.E.Ne.O. Ivana Torretta

UNI-A.T.E.Ne.O. Ivana Torretta UNI-A.T.E.Ne.O. Ivana Torretta Anno Accademico 10/ 11 MEDICINA GENERALE, BIOLOGIA, SANITA 1. La salute delle ossa: come mantenerla, come recuperarla 2. Esami (quasi) normali ma mi dicono che son malato:

Dettagli

Ernia discale cervicale. Trattamento mini-invasivo in Radiologia Interventistica:

Ernia discale cervicale. Trattamento mini-invasivo in Radiologia Interventistica: Ernia discale cervicale. Trattamento mini-invasivo in Radiologia Interventistica: la Nucleoplastica. Presso l U.O. di Radiologia Interventistica di Casa Sollievo della Sofferenza è stata avviata la Nucleoplastica

Dettagli

ADOTTATO DALLA DIVISIONE DI CARDIOLOGIA DELL UNIVERSITA MAGNA GRAECIA

ADOTTATO DALLA DIVISIONE DI CARDIOLOGIA DELL UNIVERSITA MAGNA GRAECIA IL COLESTEROLO BENVENUTI NEL PROGRAMMA DI RIDUZIONE DEL COLESTEROLO The Low Down Cholesterol DELL American Heart Association ADOTTATO DALLA DIVISIONE DI CARDIOLOGIA DELL UNIVERSITA MAGNA GRAECIA www.unicz.it/cardio

Dettagli

LA REFERTAZIONE DELLA PET-TC ONCOLOGICA con 18F-FDG: istruzioni pratiche per un referto standardizzato e di qualità

LA REFERTAZIONE DELLA PET-TC ONCOLOGICA con 18F-FDG: istruzioni pratiche per un referto standardizzato e di qualità LA REFERTAZIONE DELLA PET-TC ONCOLOGICA con 18F-FDG: istruzioni pratiche per un referto standardizzato e di qualità Maria Lucia Calcagni, Paola Castaldi, Alessandro Giordano Università Cattolica del S.

Dettagli

Lo screening cervicale.

Lo screening cervicale. Lo screening cervicale. Per migliorare il grado di informazione dei pazienti su alcuni importanti argomenti (quali ad esempio le terapie svolte, l alimentazione da seguire e gli esercizi di riabilitazione)

Dettagli

REaD REtina and Diabetes

REaD REtina and Diabetes Progetto ECM di formazione scientifico-pratico sulla retinopatia diabetica REaD REtina and Diabetes S.p.A. Via G. Spadolini 7 Iscrizione al Registro delle 20141 Milano - Italia Imprese di Milano n. 2000629

Dettagli

La biopsia del linfonodo sentinella nel carcinoma. Dott. S.Folli S.C. Senologia AUSL Forlì s.folli@ausl.fo.it

La biopsia del linfonodo sentinella nel carcinoma. Dott. S.Folli S.C. Senologia AUSL Forlì s.folli@ausl.fo.it La biopsia del linfonodo sentinella nel carcinoma duttale in situ: : si,no, forse Dott. S.Folli S.C. Senologia AUSL Forlì s.folli@ausl.fo.it Definizione Il carcinoma duttale in situ della mammella è una

Dettagli

SINOSSI PROTOCOLLO STUDIO OSSERVAZIONALE

SINOSSI PROTOCOLLO STUDIO OSSERVAZIONALE SINOSSI PROTOCOLLO STUDIO OSSERVAZIONALE Studio prospettico, non interventistico, di coorte, sul rischio di tromboembolismo venoso (TEV) in pazienti sottoposti a un nuovo trattamento chemioterapico per

Dettagli

La programmazione di uno studio clinico: dalla domanda al disegno

La programmazione di uno studio clinico: dalla domanda al disegno Metodo epidemiologici per la clinica _efficacia / 1 La programmazione di uno studio clinico: dalla domanda al disegno La buona ricerca clinica Non è etico ciò che non è rilevante scientificamente Non è

Dettagli

ESENZIONI PER MOTIVI DI ETA' e/o REDDITO

ESENZIONI PER MOTIVI DI ETA' e/o REDDITO Il nucleo familiare è composto da : - Il richiedente l esenzione - il coniuge (non legalmente ed effettivamente separato) indipendentemente dalla sua situazione reddituale - dai familiari a carico fiscalmente

Dettagli

TEA vs STENT : il parere del neurochirurgo Pasquale Caiazzo

TEA vs STENT : il parere del neurochirurgo Pasquale Caiazzo TEA vs STENT : il parere del neurochirurgo Pasquale Caiazzo U.O. di Neurochirurgia Ospedale S. Maria di Loreto Nuovo ASL Napoli 1 Direttore: dr. M. de Bellis XLIX Congresso Nazionale SNO Palermo 13 16

Dettagli

SISTEMA ROBOTICO DA VINCI

SISTEMA ROBOTICO DA VINCI SISTEMA ROBOTICO DA VINCI Dalla Laparoscopia urologica alla Chirurgia robotica. S I S T E M A R O B O T I C O D A V I N C I CHE COSA BISOGNA SAPERE SUL SISTEMA ROBOTICO DA VINCI: 1 IL VANTAGGIO PRINCIPALE

Dettagli

CHE COS E L IPERTENSIONE ARTERIOSA E COME SI PUO CURARE

CHE COS E L IPERTENSIONE ARTERIOSA E COME SI PUO CURARE Lega Friulana per il Cuore CHE COS E L IPERTENSIONE ARTERIOSA E COME SI PUO CURARE Materiale predisposto dal dott. Diego Vanuzzo, Centro di Prevenzione Cardiovascolare, Udine a nome del Comitato Tecnico-Scientifico

Dettagli

Indicazioni per la certificazione

Indicazioni per la certificazione Il nuovo modello per la certificazione delle cause di morte: peculiarità e indicazioni per una corretta certificazione Indicazioni per la certificazione Stefano Brocco Coordinamento del Sistema Epidemiologico

Dettagli

Informazioni per i pazienti e le famiglie

Informazioni per i pazienti e le famiglie Che cos è l MRSA? (What is MRSA? Italian) Reparto Prevenzione e controllo delle infezioni UHN Informazioni per i pazienti e le famiglie Patient Education Improving Health Through Education L MRSA è un

Dettagli

ELENCO DRG AD ALTO RISCHIO DI NON APPROPRIATEZZA IN REGIME DI DEGENZA ORDINARIA

ELENCO DRG AD ALTO RISCHIO DI NON APPROPRIATEZZA IN REGIME DI DEGENZA ORDINARIA ELENCO DRG AD ALTO RISCHIO DI NON APPROPRIATEZZA IN REGIME DI DEGENZA ORDINARIA Codice Descrizione DRG 006 Decompressione tunnel carpale Allegato 6 A 008 INTERVENTI SU NERVI PERIFERICI E CRANICI E ALTRI

Dettagli

U.O.C. di Chirurgia Endoscopica

U.O.C. di Chirurgia Endoscopica Congresso Nazionale Palermo 28/30 Ottobre 2010 Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Seconda Università degli Studi di Napoli Dipartimento di Chirurgia generale e specialistica U.O.C. di Chirurgia

Dettagli

Insufficienza mitralica

Insufficienza mitralica Insufficienza mitralica Cause di insufficienza mitralica Acute Trauma Disfunzione o rottura di muscolo papillare Malfunzionamento della protesi valvolare Endocardite infettiva Febbre reumatica acuta Degenerazione

Dettagli

DIFETTO INTERVENTRICOLARE

DIFETTO INTERVENTRICOLARE DIFETTO INTERVENTRICOLARE Divisione di Cardiologia Pediatrica Cattedra di Cardiologia Seconda Università di Napoli A.O. Monaldi Epidemiologia 20% di tutte le CC Perimembranoso: 80% Muscolare: 5-20% Inlet:

Dettagli

T H O R A F L Y. Sistemi di drenaggio toracico Thoracic drainage systems. Catalogo 2009 - Catalogue 2009 GRUPPO C GROUP C

T H O R A F L Y. Sistemi di drenaggio toracico Thoracic drainage systems. Catalogo 2009 - Catalogue 2009 GRUPPO C GROUP C T H O R A F L Y Sistemi di drenaggio toracico Thoracic drainage systems Catalogo 2009 - Catalogue 2009 GRUPPO C GROUP C SOMMARIO GRUPPO C (SUMMARY C GROUP) 1/C II SISTEMI DI DRENAGGIO TORACICO COMPLETI

Dettagli

INTERVENTO DI ARTROPROTESI D ANCA

INTERVENTO DI ARTROPROTESI D ANCA INTERVENTO DI ARTROPROTESI D ANCA Particolare dell incisione chirurgica Componenti di protesi d anca 2 Immagine di atrosi dell anca Sostituzione mediante artroprotesi La protesizzazione dell anca (PTA)

Dettagli

La Cartella Infermieristica quale strumento operativo di miglioramento della qualità

La Cartella Infermieristica quale strumento operativo di miglioramento della qualità La Cartella Infermieristica quale strumento operativo di miglioramento della qualità Dott. Mag. Nicola Torina Coordinatore infermieristico Unità Terapia Intensiva di Rianimazione Metodologie operative

Dettagli

Sindrome di Blau/Sarcoidosi ad esordio precoce (EOS)

Sindrome di Blau/Sarcoidosi ad esordio precoce (EOS) Pædiatric Rheumatology InterNational Trials Organisation Che cos é? Sindrome di Blau/Sarcoidosi ad esordio precoce (EOS) La sindrome di Blau è una malattia genetica. I pazienti affetti presentano rash

Dettagli

Riabilitazione totale mediante protesi fissa mediante impianti inclinati a 35 evitando la zona atrofica postpost foraminale. (Acocella A.

Riabilitazione totale mediante protesi fissa mediante impianti inclinati a 35 evitando la zona atrofica postpost foraminale. (Acocella A. Alessandro Acocella comunque ci sono solo studi con un follow-up follow up non ancora elevato e comunque i casi vanno accuratamente selezionati evitando parafunzioni e ricordando che gli impianti corti

Dettagli

Il PatentDuctusArteriosuse il trattamento di legatura chirurgica come fattori di rischio di outcome sfavorevoli.

Il PatentDuctusArteriosuse il trattamento di legatura chirurgica come fattori di rischio di outcome sfavorevoli. Università degli Studi di Verona Il PatentDuctusArteriosuse il trattamento di legatura chirurgica come fattori di rischio di outcome sfavorevoli. M.Ventola, M.Magnani, L.Pecoraro, B.Ficial, E. Bonafiglia,

Dettagli

Diabete e nefropatia cronica (o malattia renale cronica)

Diabete e nefropatia cronica (o malattia renale cronica) Diabete e nefropatia cronica (o malattia renale cronica) Cos è il diabete? Il diabete mellito, meglio noto come diabete, è una malattia che compare quando l organismo non produce insulina a sufficienza

Dettagli

Castrazione e sterilizzazione

Castrazione e sterilizzazione Centro veterinario alla Ressiga Castrazione e sterilizzazione Indicazioni, controindicazioni, effetti collaterali ed alternative Dr. Roberto Mossi, medico veterinario 2 Castrazione e sterilizzazione Castrazione

Dettagli

DA PORTO A., NANINO E., DEL TORRE M., SECHI L.A., CAVARAPE A. CLINICA MEDICA - Azienda Ospedaliero-Universitaria S.Maria Misericordia di Udine

DA PORTO A., NANINO E., DEL TORRE M., SECHI L.A., CAVARAPE A. CLINICA MEDICA - Azienda Ospedaliero-Universitaria S.Maria Misericordia di Udine DA PORTO A., NANINO E., DEL TORRE M., SECHI L.A., CAVARAPE A. CLINICA MEDICA - Azienda Ospedaliero-Universitaria S.Maria Misericordia di Udine VITAMINA D: SINTESI, METABOLISMO E CARENZA Il 40-50% della

Dettagli

La degenerazione maculare legata all età (AMD) Informazioni ai malati -Progetto EUFEMIA

La degenerazione maculare legata all età (AMD) Informazioni ai malati -Progetto EUFEMIA Che cos è la degenerazione maculare? La degenerazione maculare è una malattia che interessa la regione centrale della retina (macula), deputata alla visione distinta necessaria per la lettura, la guida

Dettagli

STEATOSI EPATICA. EPIDEMIOLOGIA, FISIOPATOLOGIA, DIAGNOSI, TRATTAMENTO DIETOTERAPICO E NUTRACEUTICO

STEATOSI EPATICA. EPIDEMIOLOGIA, FISIOPATOLOGIA, DIAGNOSI, TRATTAMENTO DIETOTERAPICO E NUTRACEUTICO Università degli Studi della Repubblica dii San Marino Università degli Studi di Parma Master in Sicurezza e Qualità dell Alimentazione in Età Evolutiva STEATOSI EPATICA. EPIDEMIOLOGIA, FISIOPATOLOGIA,

Dettagli

CIN 2 3: CHE FARE? P Cattani. Centro Ginecologia Oncologica Preventiva ULSS 20 - Verona

CIN 2 3: CHE FARE? P Cattani. Centro Ginecologia Oncologica Preventiva ULSS 20 - Verona CIN 2 3: CHE FARE? P Cattani Centro Ginecologia Oncologica Preventiva ULSS 20 - Verona Istologia: diagnosi e gradi della CIN biopsia cervicale o escissione maturazione cell stratificazione cell anormalità

Dettagli

Capitolo 11 Gli anni di vita persi per morte prematura

Capitolo 11 Gli anni di vita persi per morte prematura Capitolo 11 Gli anni di vita persi per morte prematura Introduzione Gli indicatori calcolati sugli anni di vita persi per morte prematura (PYLLs) combinano insieme le informazioni relative alla numerosità

Dettagli

La banca dati contiene oltre 10000 quiz dei concorsi svolti sino ad ora in tutta Italia.

La banca dati contiene oltre 10000 quiz dei concorsi svolti sino ad ora in tutta Italia. QUIZ TEM: Ulcere da decubito Quiz estratti dalla banca dati del sito e La banca dati contiene oltre 10000 quiz dei concorsi svolti sino ad ora in tutta Italia. 1) I germi responsabili di ulcere da pressione

Dettagli

Terapia con pompa da contropulsazione Per aiutare il tuo cuore

Terapia con pompa da contropulsazione Per aiutare il tuo cuore Terapia con pompa da contropulsazione Per aiutare il tuo cuore Terapia con pompa da contropulsazione Per aiutare il tuo cuore Per pazienti con determinate condizioni cardiache, l impiego di una pompa

Dettagli

Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia

Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia Introduzione I percorsi di Arte Terapia e Pet Therapy, trattati ampiamente negli altri contributi, sono stati oggetto di monitoraggio clinico, allo

Dettagli

Cosa dovrebbero sapere i genitori sulla sicurezza delle radiazioni per uso medico

Cosa dovrebbero sapere i genitori sulla sicurezza delle radiazioni per uso medico Cosa dovrebbero sapere i genitori sulla sicurezza delle radiazioni per uso medico Gli esami radiologici consentono ai medici di effettuare la diagnosi e decidere il corretto iter terapeutico dei loro pazienti.

Dettagli

Rettocolite Ulcerosa Morbo di Crohn

Rettocolite Ulcerosa Morbo di Crohn Regione del Veneto Azienda Ospedaliera di Padova Chirurgia Generale Direttore : Prof. R. Bardini GUIDA INFORMATIVA SULLE MALATTIE INFIAMMATORIE CRONICHE INTESTINALI Rettocolite Ulcerosa Morbo di Crohn

Dettagli

Come affrontare il tumore. insieme. contro il cancro

Come affrontare il tumore. insieme. contro il cancro Come affrontare il tumore del pancreas insieme contro il cancro Il tumore del pancreas colpisce ogni anno in Italia circa 12.200 persone. Purtroppo si tratta di una malattia complessa, aggressiva, diagnosticata

Dettagli

I linfomi non-hodgkin

I linfomi non-hodgkin LINFOMA NON HODGKIN I linfomi non-hodgkin (LNH) sono un eterogeneo gruppo di malattie neoplastiche che tendono a riprodurre le caratteristiche morfologiche e immunofenotipiche di una o più tappe dei processi

Dettagli

CENTRO DI TRAUMATOLOGIA DELLO SPORT CHIRURGIA ARTROSCOPICA UNITA OPERATIVA DI RIABILITAZIONE SPORTIVA

CENTRO DI TRAUMATOLOGIA DELLO SPORT CHIRURGIA ARTROSCOPICA UNITA OPERATIVA DI RIABILITAZIONE SPORTIVA CENTRO DI TRAUMATOLOGIA DELLO SPORT CHIRURGIA ARTROSCOPICA UNITA OPERATIVA DI RIABILITAZIONE SPORTIVA ISTITUTO ORTOPEDICO GALEAZZI - MILANO Responsabili: M. DENTI - H. SCHÖNHUBER - P. VOLPI Responsabile:

Dettagli

XIV Riunione AIRTUM Sabaudia 21-23 Aprile 2010

XIV Riunione AIRTUM Sabaudia 21-23 Aprile 2010 CORRELAZIONE TRA PATOLOGIA CARDIOVASCOLARE E TRATTAMENTO RADIANTE POSTOPERATORIO DOPO CHIRURGIA CONSERVATIVA NELLE NEOPLASIE MAMMARIE IN STADIO INIZIALE ANTONELLA FONTANA U. O. C. di Radioterapia Ospedale

Dettagli

PROGETTO Ambulatorio Ma.Re.A. (Malattia Renale Avanzata) Elaborato da: Delalio Alessia Guzza Lucia Resinelli Vilma Sandrini Massimo

PROGETTO Ambulatorio Ma.Re.A. (Malattia Renale Avanzata) Elaborato da: Delalio Alessia Guzza Lucia Resinelli Vilma Sandrini Massimo PROGETTO Ambulatorio Ma.Re.A. (Malattia Renale Avanzata) Elaborato da: Delalio Alessia Guzza Lucia Resinelli Vilma Sandrini Massimo Malattia Renale Cronica Stadiazione Stadio Descrizione VFG (ml/min/1.73

Dettagli

CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI. Pintus Francesco Data di nascita 01/11/1971. Numero telefonico dell ufficio. Fax dell ufficio 079217088

CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI. Pintus Francesco Data di nascita 01/11/1971. Numero telefonico dell ufficio. Fax dell ufficio 079217088 INFORMAZIONI PERSONALI Nome Pintus Francesco Data di nascita 01/11/1971 Qualifica Amministrazione Incarico attuale Numero telefonico dell ufficio Dirigente Medico AZIENDA OSPEDALIERO UNIVERSITARIA DI SASSARI

Dettagli

1.4.11 ANNI POTENZIALI DI VITA PERSI (APVP) PRIMA DI 75 ANNI PER SE SSO E CAUSE PRINCIPALI

1.4.11 ANNI POTENZIALI DI VITA PERSI (APVP) PRIMA DI 75 ANNI PER SE SSO E CAUSE PRINCIPALI Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento della sanità e della socialità Ufficio del medico cantonale Servizio di promozione e di valutazione sanitaria 1.4.11 ANNI POTENZIALI DI VITA PERSI (APVP) PRIMA

Dettagli

Un aiuto per prendere decisioni più informate 1-5

Un aiuto per prendere decisioni più informate 1-5 Un aiuto per prendere decisioni più informate 1-5 L'unico test che fornisce una valutazione accurata dell aggressività del cancro alla prostata Un prodotto di medicina prognostica per il cancro della prostata.

Dettagli

1. Manifestano la loro azione negativa solo in età adulta avanzata

1. Manifestano la loro azione negativa solo in età adulta avanzata Perché invecchiamo? La selezione naturale opera in maniera da consentire agli organismi con i migliori assetti genotipici di tramandare i propri geni alla prole attraverso la riproduzione. Come si intuisce

Dettagli

ASU San Giovanni Battista Torino S.C. Cardiologia 2

ASU San Giovanni Battista Torino S.C. Cardiologia 2 ASU San Giovanni Battista Torino S.C. Cardiologia 2 Il processo infermieristico espresso con un linguaggio comune: sviluppo delle competenze professionali attraverso la capacità di formulare diagnosi infermieristiche

Dettagli

PREVENZIONE E SALUTE GLOBALE

PREVENZIONE E SALUTE GLOBALE PREVENZIONE E SALUTE GLOBALE SI PARTE DALLA VITAMINA D Relatore dr Donata Soppelsa Medico di medicina generale Associato alla Società Italiana di Nutriceutica Quali domande? E sufficiente l integrazione

Dettagli

Deficit di Mevalonato Chinasi (MKD) (o Sindrome da Iper-IgD)

Deficit di Mevalonato Chinasi (MKD) (o Sindrome da Iper-IgD) Pædiatric Rheumatology InterNational Trials Organisation Deficit di Mevalonato Chinasi (MKD) (o Sindrome da Iper-IgD) Che cos è? Il deficit di mevalonato chinasi è una malattia genetica. E un errore congenito

Dettagli

La richiesta di materiale biologico da struttura a struttura: «second opinion»

La richiesta di materiale biologico da struttura a struttura: «second opinion» A.O. S.Antonio Abate, Gallarate Segreteria Scientifica dr. Filippo Crivelli U.O. di Anatomia Patologica Corso di Aggiornamento per Tecnici di Laboratorio di Anatomia Patologica AGGIORNAMENTI 2011 I edizione:

Dettagli

INFLUENZA. Che cos è

INFLUENZA. Che cos è INFLUENZA Che cos è L influenza è una malattia infettiva provocata da virus del genere Othomixovirus che colpiscono le vie aeree come naso, gola e polmoni. I soggetti colpiti nel nostro Paese vanno dai

Dettagli

LA VIOLENZA NEI LUOGHI DI LAVORO. CLAUDIO CORTESI cld.cortesi@gmail.com

LA VIOLENZA NEI LUOGHI DI LAVORO. CLAUDIO CORTESI cld.cortesi@gmail.com LA VIOLENZA NEI LUOGHI DI LAVORO CLAUDIO CORTESI cld.cortesi@gmail.com VIOLENZE NEI LUOGHI DI LAVORO: COSA SONO? any action, incident or behaviour, that departs from reasonable conduct in which a person

Dettagli

PROTOCOLLO DI STUDIO MEDIANTE TEST ALLA FLECAINIDE NELLA SINDROME DI BRUGADA

PROTOCOLLO DI STUDIO MEDIANTE TEST ALLA FLECAINIDE NELLA SINDROME DI BRUGADA PROTOCOLLO DI STUDIO MEDIANTE TEST ALLA FLECAINIDE NELLA SINDROME DI BRUGADA 2 La SINDROME DI BRUGADA è una malattia generalmente ereditaria, a trasmissione autosomica dominante, che coinvolge esclusivamente

Dettagli

INFORMAZIONE E CONSENSO ALLA FLUORANGIOGRAFIA ED ALL ANGIOGRAFIA AL VERDE INDOCIANINA

INFORMAZIONE E CONSENSO ALLA FLUORANGIOGRAFIA ED ALL ANGIOGRAFIA AL VERDE INDOCIANINA INFORMAZIONE E CONSENSO ALLA FLUORANGIOGRAFIA ED ALL ANGIOGRAFIA AL VERDE INDOCIANINA FOGLIO INFORMATIVO PER IL PAZIENTE L angiografia retinica serve a studiare le malattie della retina; localizzare la

Dettagli

Informazioni dal Servizio Farmaceutico Territoriale

Informazioni dal Servizio Farmaceutico Territoriale Informazioni dal Servizio Farmaceutico Territoriale Periodico di informazione per Medici & Farmacisti Anno XIII, N 2 Aprile 2013 A cura del DIP IP.. INTERAZIENDALEI ASSISTENZA FARMACEUTICA Via Berchet,

Dettagli

INTERVENTO DI RICOSTRUZIONE DELLA CUFFIA DEI ROTATORI DELLA SPALLA E TRATTAMENTO DEL CONFLITTO SOTTOACROMIALE

INTERVENTO DI RICOSTRUZIONE DELLA CUFFIA DEI ROTATORI DELLA SPALLA E TRATTAMENTO DEL CONFLITTO SOTTOACROMIALE INTERVENTO DI RICOSTRUZIONE DELLA CUFFIA DEI ROTATORI DELLA SPALLA E TRATTAMENTO DEL CONFLITTO SOTTOACROMIALE Acromioplastica a cielo aperto Lesione della cuffia dei rotatori Sutura della cuffia dei rotatori

Dettagli

Aggiornamenti CIO Rivista ufficiale del Club Italiano Osteosintesi

Aggiornamenti CIO Rivista ufficiale del Club Italiano Osteosintesi Aggiornamenti CIO Rivista ufficiale del Club Italiano Osteosintesi Istruzioni per gli Autori Informazioni generali Aggiornamenti CIO è la rivista ufficiale del Club Italiano Osteosintesi e pubblica articoli

Dettagli

Istruzioni per gli autori

Istruzioni per gli autori Istruzioni per gli autori Informazioni generali LO SCALPELLO OTODI Educational è la rivista ufficiale della Società Italiana degli Ortopedici e Traumatologi Ospedalieri d Italia (OTODI) e pubblica articoli

Dettagli

DIPARTIMENTO DELLA QUALITÀ DIREZIONE GENERALE DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA, DEI LIVELLI DI ASSISTENZA E DEI PRINCIPI ETICI DI SISTEMA UFFICIO III

DIPARTIMENTO DELLA QUALITÀ DIREZIONE GENERALE DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA, DEI LIVELLI DI ASSISTENZA E DEI PRINCIPI ETICI DI SISTEMA UFFICIO III Ministero della Salute DIPARTIMENTO DELLA QUALITÀ DIREZIONE GENERALE DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA, DEI LIVELLI DI ASSISTENZA E DEI PRINCIPI ETICI DI SISTEMA UFFICIO III RAZIONALE Scopo di queste Raccomandazioni

Dettagli

DRG e SDO. Prof. Mistretta

DRG e SDO. Prof. Mistretta DRG e SDO Prof. Mistretta Il sistema è stato creato dal Prof. Fetter dell'università Yale ed introdotto dalla Medicare nel 1983; oggi è diffuso anche in Italia. Il sistema DRG viene applicato a tutte le

Dettagli

Oncologici: Iniziative e sostenibilità della Regione. Valeria Fadda Unità di HTA di ESTAV centro, Regione Toscana

Oncologici: Iniziative e sostenibilità della Regione. Valeria Fadda Unità di HTA di ESTAV centro, Regione Toscana Oncologici: Iniziative e sostenibilità della Regione Valeria Fadda Unità di HTA di ESTAV centro, Regione Toscana 2.760.000.000 Euro 14.4% della spesa farmaceutica 32.8% della spesa farmaceutica ospedaliera

Dettagli

giuseppe.marziali@gmail.com giuseppe.marziali@sanita.marche.it 03/04/1956 Porto Sant Elpidio (FM) MRZGPP56D03G921O Febbraio 2010 ad oggi

giuseppe.marziali@gmail.com giuseppe.marziali@sanita.marche.it 03/04/1956 Porto Sant Elpidio (FM) MRZGPP56D03G921O Febbraio 2010 ad oggi F O R M A T O E U R O P E O P E R I L C U R R I C U L U M V I T A E INFORMAZIONI PERSONALI Nome Qualifica Professionale MARZIALI GIUSEPPE Medico Chirurgo, Specialista in Malattie dell Apparato Cardiovascolare,

Dettagli

Pinza da coagulazione e da taglio Duo CLICKLINE sec. SHAWKI GYN 50-3 07/2014/EW-IT

Pinza da coagulazione e da taglio Duo CLICKLINE sec. SHAWKI GYN 50-3 07/2014/EW-IT Pinza da coagulazione e da taglio Duo CLICKLINE sec. SHAWKI GYN 50-3 07/2014/EW-IT Introduzione Per eseguire un attenta dissezione nella maggior parte delle fasi operative in laparoscopia, si utilizza

Dettagli

OSTEOPOROSI. CENTRO PREVENZIONE DIAGNOSI e TERAPIA DELL OSTEOPOROSI. *Come prevenirla* *Come curarla* *Consigli pratici* Resp. Dott.

OSTEOPOROSI. CENTRO PREVENZIONE DIAGNOSI e TERAPIA DELL OSTEOPOROSI. *Come prevenirla* *Come curarla* *Consigli pratici* Resp. Dott. C. I. D. I. M. U. CENTRO PREVENZIONE DIAGNOSI e TERAPIA DELL OSTEOPOROSI Resp. Dott. Antonio Vercelli OSTEOPOROSI *Come prevenirla* *Come curarla* *Consigli pratici* *Cos è l osteoporosi?* L osteoporosi

Dettagli

a state of complete physical, men al , an social well ll-bei ng an not merely the absence of disease or infirmity

a state of complete physical, men al , an social well ll-bei ng an not merely the absence of disease or infirmity SALUTE: definizione Nel 1948, la World Health Assembly ha definito la salute come a state of complete physical, mental, and social well-being and not merely the absence of disease or infirmity. Nel1986

Dettagli

L analisi dei villi coriali

L analisi dei villi coriali 12 L analisi dei villi coriali Testo modificato dagli opuscoli prodotti dal Royal College of Obstetricians and Gynaecologists dell Ospedale Guy s and St Thomas di Londra. www.rcog.org.uk/index.asp?pageid=625

Dettagli

Con la vaccinazione l influenza si allontana. La prevenzione dell influenza

Con la vaccinazione l influenza si allontana. La prevenzione dell influenza Con la vaccinazione l influenza si allontana La prevenzione dell influenza La vaccinazione antinfluenzale è il mezzo più efficace di protezione dalla malattia e di riduzione delle sue complicanze per le

Dettagli

RAZIONALE OBIETTIVI DIDATTICI

RAZIONALE OBIETTIVI DIDATTICI RAZIONALE L Iperplasia Prostatica Benigna (IPB), a causa dell elevata prevalenza e incidenza, in virtù del progressivo invecchiamento della popolazione maschile, e grazie alla disponibilità di adeguati

Dettagli

ESSERE OPERATI ALLE VIE LACRIMALI OPUSCOLO INFORMATIVO PER I PAZIENTI

ESSERE OPERATI ALLE VIE LACRIMALI OPUSCOLO INFORMATIVO PER I PAZIENTI DIPARTIMENTO CHIRURGICO SPECIALISTICO Unità Operativa di Oculistica Direttore: Prof. Paolo Perri ESSERE OPERATI ALLE VIE LACRIMALI OPUSCOLO INFORMATIVO PER I PAZIENTI Gentile Signora/e, questo opuscolo

Dettagli

group HIGH CURRENT MULTIPLEX NODE

group HIGH CURRENT MULTIPLEX NODE HIGH CURRENT MULTIPLEX NODE edizione/edition 04-2010 HIGH CURRENT MULTIPLEX NODE DESCRIZIONE GENERALE GENERAL DESCRIPTION L'unità di controllo COBO è una centralina elettronica Multiplex Slave ; la sua

Dettagli

Cattedra e Divisione di Oncologia Medica. Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Il Port

Cattedra e Divisione di Oncologia Medica. Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Il Port Cattedra e Divisione di Oncologia Medica Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia Il Port Dott. Roberto Sabbatini Dipartimento Misto di Oncologia ed Ematologia Università degli Studi di Modena

Dettagli

Date da 10/2003 a 01/2004 Lavoro o posizione ricoperti Dirigente medico ex I livello, a tempo determinato, Disciplina di Medicina Interna

Date da 10/2003 a 01/2004 Lavoro o posizione ricoperti Dirigente medico ex I livello, a tempo determinato, Disciplina di Medicina Interna Principali attività e medico presso la Medicina e Chirurgia di Accettazione ed Urgenza (MCAU) del Pronto Soccorso Generale P.O. Garibaldi Centro. Attività svolta presso gli ambulatori di Medicina del Pronto

Dettagli

Apparato scheletrico. Le funzioni dello scheletro

Apparato scheletrico. Le funzioni dello scheletro Apparato scheletrico Le funzioni dello scheletro Lo scheletro ha la funzione molto importante di sostenere l organismo e di dargli una forma; con l aiuto dei muscoli, a cui offre un attacco, permette al

Dettagli

GRUPPO DI LAVORO VALUTAZIONE CARDIOVASCOLARE

GRUPPO DI LAVORO VALUTAZIONE CARDIOVASCOLARE 2013 GRUPPO DI LAVORO VALUTAZIONE CARDIOVASCOLARE IDENTIFICAZIONE DI PAZIENTI AD ALTO RISCHIO DI CARDIOTOSSICITA RADIOINDOTTA (RIHD) A cura di: Monica Anselmino (coordinatrice) Alessandro Bonzano Mario

Dettagli

LAPAROSCOPIA IN GINECOLOGIA. COSA È E QUALI SONO LE INDICAZIONI. Collana tecniche

LAPAROSCOPIA IN GINECOLOGIA. COSA È E QUALI SONO LE INDICAZIONI. Collana tecniche LAPAROSCOPIA IN GINECOLOGIA. COSA È E QUALI SONO LE INDICAZIONI. Collana tecniche Dott. PAOLO CRISTOFORONI Medico Chirurgo Nato a Genova il 06/02/1965. Laurea con lode in Medicina e Chirurgia presso l

Dettagli

Il deficit del fatt VIII prevale (5 volte in più rispetto al IX) Prevalenza nel mondo è di 1:10000-1:50000 L alta incidenza relativa di Emofilia A è

Il deficit del fatt VIII prevale (5 volte in più rispetto al IX) Prevalenza nel mondo è di 1:10000-1:50000 L alta incidenza relativa di Emofilia A è Emofilia Malattia ereditaria X cromosomica recessiva A deficit del fatt VIII B deficit del fatt IX Il deficit del fatt VIII prevale (5 volte in più rispetto al IX) Prevalenza nel mondo è di 1:10000-1:50000

Dettagli

VADEMECUM PER MISURA DELLA VITAMINA D (25-idrossivitamina D e 1,25-diidrossivitamina D)

VADEMECUM PER MISURA DELLA VITAMINA D (25-idrossivitamina D e 1,25-diidrossivitamina D) DAI Diagnostica di Laboratorio - Laboratorio Generale - Direttore Dr. Gianni Messeri Gentile Collega, negli ultimi anni abbiamo assistito ad un incremento delle richieste di dosaggio di vitamina D (25-

Dettagli

CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI. GARBELLINI MARIA Data di nascita 31/03/1969. Staff - STRUTTURA COMPLESSA DI CARDIOLOGIA

CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI. GARBELLINI MARIA Data di nascita 31/03/1969. Staff - STRUTTURA COMPLESSA DI CARDIOLOGIA INFORMAZIONI PERSONALI Nome GARBELLINI MARIA Data di nascita 31/03/1969 Qualifica Amministrazione Incarico attuale Numero telefonico dell ufficio I Fascia AZIENDA OSPEDALIERA VALTELLINA E VALCHIAVENNA

Dettagli

Rete Oncologica Piemonte Valle d Aosta

Rete Oncologica Piemonte Valle d Aosta Rete Oncologica Piemonte Valle d Aosta Il CAS (Centro Assistenza Servizi): Aspetti organizzativi e criticità Dott. Vittorio Fusco ASO Alessandria La Rete Oncologica: obiettivi Rispondere all incremento

Dettagli

LA CORONAROGRAFIA DOPO TROMBOLISI. FACCIAMO IL PUNTO DOPO GLI STUDI ASSENT E TRANSFER AMI

LA CORONAROGRAFIA DOPO TROMBOLISI. FACCIAMO IL PUNTO DOPO GLI STUDI ASSENT E TRANSFER AMI Rel. 01/2009 13-02-2009 13:30 Pagina 1 LA CORONAROGRAFIA DOPO TROMBOLISI. FACCIAMO IL PUNTO DOPO GLI STUDI ASSENT E TRANSFER AMI F. Orso, B. Del Taglia *, A.P. Maggioni* Dipartimento di Area Critica Medico

Dettagli

La DIGESTIONE. I principi nutritivi sono: le proteine, i glucidi, i lipidi, le vitamine, i sali minerali e l acqua.

La DIGESTIONE. I principi nutritivi sono: le proteine, i glucidi, i lipidi, le vitamine, i sali minerali e l acqua. La DIGESTIONE Perché è necessario nutrirsi? Il corpo umano consuma energia per muoversi, pensare, mantenere la temperatura costante, ma anche solo per riposarsi. Il consumo minimo di energia è detto metabolismo

Dettagli

Appendice A: tabelle descrittive residenti

Appendice A: tabelle descrittive residenti Appendice A: tabelle descrittive residenti 1. PARAMETRI EMATOCHIMICI DI BASE Nelle tabelle 1-12 sono riportati in dettaglio i risultati delle analisi descrittive riguardanti i parametri ematochimici di

Dettagli

La Salute dei denti e della bocca nel paziente oncologico.

La Salute dei denti e della bocca nel paziente oncologico. La Salute dei denti e della bocca nel paziente oncologico. Per migliorare il grado di informazione dei pazienti su alcuni importanti argomenti (quali ad esempio le terapie svolte, l alimentazione da seguire

Dettagli

Editoriale VALUTAZIONE PER L E.C.M.: ANALISI DEI QUESTIONARI DI GRADIMENTO

Editoriale VALUTAZIONE PER L E.C.M.: ANALISI DEI QUESTIONARI DI GRADIMENTO Lo Spallanzani (2007) 21: 5-10 C. Beggi e Al. Editoriale VALUTAZIONE PER L E.C.M.: ANALISI DEI QUESTIONARI DI GRADIMENTO IL GRADIMENTO DEI DISCENTI, INDICATORE DI SODDISFAZIONE DELLE ATTIVITÀ FORMATIVE

Dettagli

Gli indicatori socio-sanitari. sanitari

Gli indicatori socio-sanitari. sanitari Gli indicatori socio-sanitari sanitari 1 1 INDICATORI SOCIO-SANITARI Misurare: EFFICACIA (rispetto degli obiettivi prefissati) EFFICIENZA (rispetto delle azioni e risorse impegnate) del sistema ospedaliero

Dettagli

U.O.C. CHIRURGIA VASCOLARE

U.O.C. CHIRURGIA VASCOLARE REGIONE LAZIO Direttore Generale Dott. Vittorio Bonavita U.O.C. CHIRURGIA VASCOLARE Ospedale Sandro Pertini Direttore: Prof. Vincenzo Di Cintio Gentile paziente, Le diamo il benvenuto nella nostra Struttura

Dettagli

Cos è un analisi genetica (test genetico)?

Cos è un analisi genetica (test genetico)? 12 Cos è un analisi genetica (test genetico)? Testo modificato dagli opuscoli prodotti dall ospedale Guy s and St Thomas di Londra Luglio 2008 Questo lavoro è sponsorizzato dal Consorzio EU-FP6 EuroGentest,

Dettagli

Congresso. Roma, 14 Novembre 2014 Università Cattolica del Sacro Cuore Centro Congressi Europa-Sala Italia Largo F. Vito, 1-00168 Roma

Congresso. Roma, 14 Novembre 2014 Università Cattolica del Sacro Cuore Centro Congressi Europa-Sala Italia Largo F. Vito, 1-00168 Roma Congresso Roma, 14 Novembre 2014 Università Cattolica del Sacro Cuore Centro Congressi Europa-Sala Italia Largo F. Vito, 1-00168 Roma Nel corso degli ultimi anni lo studio degli aspetti nutrizionali, dei

Dettagli

Corretto utilizzo delle soluzioni concentrate di Potassio cloruro. ed altre soluzioni contenenti Potassio

Corretto utilizzo delle soluzioni concentrate di Potassio cloruro. ed altre soluzioni contenenti Potassio cloruro cloruro Data Revisione Redazione Approvazione Autorizzazione N archiviazione 00/00/2010 e Risk management Produzione Qualità e Risk management Direttore Sanitario 1 cloruro INDICE: 1. Premessa

Dettagli

Ministero della Salute Direzione Generale della Ricerca Scientifica e Tecnologica Bando Giovani Ricercatori - 2007 FULL PROJECT FORM

Ministero della Salute Direzione Generale della Ricerca Scientifica e Tecnologica Bando Giovani Ricercatori - 2007 FULL PROJECT FORM ALLEGATO 2 FULL PROJECT FORM FORM 1 FORM 1 General information about the project PROJECT SCIENTIFIC COORDINATOR TITLE OF THE PROJECT (max 90 characters) TOTAL BUDGET OF THE PROJECT FUNDING REQUIRED TO

Dettagli

Cos è l epatite? 1.1 Riassunto. L epatite

Cos è l epatite? 1.1 Riassunto. L epatite I. L epatite 11 1. Informazioni generali Cos è l epatite? 1.1 Riassunto L epatite L epatite è un infiammazione del fegato. Viene spesso chiamata ittero ma si tratta di un errore, poiché la colorazione

Dettagli

ANESTESIA NEUROASSIALE, ANTICOAGULANTI ED ANTIAGGREGANTI

ANESTESIA NEUROASSIALE, ANTICOAGULANTI ED ANTIAGGREGANTI Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione Direttore Dr. Agostino Dossena Crema, lì 06/03/2013 ANESTESIA NEUROASSIALE, ANTICOAGULANTI ED ANTIAGGREGANTI Il presente documento contiene le indicazioni principali

Dettagli

CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI

CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI COGNOME, Nome NAGAR BERNARDO Data di nascita 12/03/1955 Posto di lavoro e indirizzo ASP PALERMO U.O.C.Coordinamento Staff Strategico U.O.S.Coordinamento Screening

Dettagli

ESAME CON MEZZO DI CONTRASTO ORGANO-IODATO (TAC)

ESAME CON MEZZO DI CONTRASTO ORGANO-IODATO (TAC) OSPEDALE FATEBENEFRATELLI E OFTALMICO Azienda Ospedaliera di rilievo nazionale M I L A N O S.C. RADIOLOGIA Direttore Dott. G. Oliva ESAME CON MEZZO DI CONTRASTO ORGANO-IODATO (TAC) ESAMI DA ESEGUIRE (VALIDITA'

Dettagli

STUDI CLINICI 1. Che cosa è uno studio clinico e a cosa serve? 2. Come nasce la sperimentazione clinica e che tipi di studi esistono?

STUDI CLINICI 1. Che cosa è uno studio clinico e a cosa serve? 2. Come nasce la sperimentazione clinica e che tipi di studi esistono? STUDI CLINICI 1. Che cosa è uno studio clinico e a cosa serve? Si definisce sperimentazione clinica, o studio clinico controllato, (in inglese: clinical trial), un esperimento scientifico che genera dati

Dettagli

n Tumore n Infiammazione n Decadimento senile n Danno congenito n Infortunio n Colpo apoplettico n Idiopatico/criptogeno = senza una causa accertabile

n Tumore n Infiammazione n Decadimento senile n Danno congenito n Infortunio n Colpo apoplettico n Idiopatico/criptogeno = senza una causa accertabile Le cause più frequenti nelle diverse fasce d età Le indicazioni sulle singole cause citate nel capitolo precedente si riferivano a tutte le persone affette da epilessia, senza tener conto dell età delle

Dettagli