Storia delle codificazioni moderne 1. Paolo Alvazzi del Frate 2013/14

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1 Storia delle codificazioni moderne 1 Paolo Alvazzi del Frate 2013/14

2 Tes< d esame E?ore Dezza, Lezioni di storia della codificazione civile, Torino, Giappichelli, 2000 P. Alvazzi del Frate, Gius%zia e garanzie giurisdizionali, Torino, Giappichelli, 2011 P. Alvazzi del Frate, L interpretazione auten<ca nel XVIII secolo, Torino, Giappichelli, 2000

3 Info sul corso sito web per informazioni e tes< per il corso: paris5 Pre- appello riservato ai soli frequentan% Lunedì 26 maggio 14 (è ammesso un massimo di 5 assenze) I frequentan< potranno portare il programma specificato dal docente nel corso delle lezioni e con il materiale che verrà fornito Saranno raccolte le firme degli studen< effe[vamente presen<

4 Periodizzazione tema<ca Ordinamen< di diri?o comune (sec. XI- XVIII) Diri?o codificato (sec. XIX- XX)

5 Consolidazioni e codificazioni Tesi di Mario Viora esposta nel volume Consolidazioni e codificazioni, Torino 1967 Novità, sistema<cità, razionalizzazione quali cara?eri dis<n<vi dei codici Proto<po di codice è il Code civil des Français (Code Napoléon) del 1804 Esempi di consolidazioni le Ordonnances di Luigi XIV Civile (1667), Criminelle (1670)

6 Cos è un codice? Dal punto di vista terminologico Codex codicis termine la<no u<lizzato per definire una tavole?a di legno coperta di cera sulla quale si poteva scrivere Nella compilazione gius<nianea (VI sec.) il Codex raccoglie le cons%tu%ones imperiali

7 Saba<ni- Cole[, Dizionario lingua italiana Nell'an<chità, tavole?a lignea rives<ta di cera su cui scrivere; dal Medioevo alla diffusione della stampa, serie di fogli di pergamena o di carta lega< insieme a formare un libro manoscri?o: c. cartaceo, membranaceo dir. Raccolta sistema<ca delle norme giuridiche rela<ve a una data branca del diri?o: c. penale, civile; c. della strada estens. Norma<va non formalizzata ma considerata vincolante dall'intera società o da suoi gruppi: c. di comportamento Nella teoria della comunicazione, sistema di segni e di regole per la loro combinazione, convenzionalmente assunto (c. segreto, cifrato )

8 Giovanni Tarello, «Storia della cultura giuridica moderna» 1976, pp I codici sono documen< che: a) contengono serie di norme, e null altro che serie di norme; b) vengono considera<, da chi li produce, e da chi li adopera, come documen< unitari, talché le norme in essi contenute sono a loro volta considerate come in qualche senso coeren< e sistema<zzate; c) vengono ritenu<, da chi li produce e da chi li usa, realizzare una disciplina giuridica esauriente (salve deroghe viste appunto come eccezionali) di tu[ i rappor< appartenen< a un genere individuato dall unità di materia

9 Natalino Ir< L età della decodificazione, p. 45 L età della decodificazione ossia gli anni che viviamo e che ci a?endono nel vicino futuro, è dinanzi ai nostri occhi nella ne?ezza della sua fisionomia. Il codice civile ha perduto il cara?ere di centralità nel sistema delle fon<: non più sede di garanzie dell individuo, ormai assunte e svolte dalla Cos<tuzione; non più sede di principi generali, ormai espressi, per singole categorie di beni o classi di sogge[, dalle leggi esterne. La storia del nostro secolo rivela, so?o il profilo delle vicende legisla<ve, un radicale indirizzo centrifugo. Mentre il secolo decimonono converge nei codici civili, che perciò offrono, non semplici criteri norma<vi, ma complete immagini di una società laica e moderna; il secolo ventesimo sgretola, insieme con il potere statale, i suoi simboli più e sugges<vi.

10 Natalino Ir< L età della decodificazione, p. 45 La fuga dal codice civile riguarda fondamentali is<tu< ed interi complessi di rappor< (così la disciplina del divorzio e lo statuto dei lavoratori); e si intensifica ed allarga a mano a mano che gruppi sociali o cerchie di sogge[ strappano, dopo aspri e tormenta< negozia< con i poteri pubblici, leggi par<colari e tavole di privilegi. Al giurista non è data la consolazione della nostalgia, né la serena tristezza di chi scruta il tramonto: egli ha l ineludibile dovere di capire, del ricomporre, tra le rovine del passato ed i labili o incer< segni del futuro, la logica del proprio tempo. E questa non consente più di collocare al centro del sistema il codice civile, ma impone di assumere, come portatori di autonomi principi, i diversi nuclei di leggi speciali.

11 Rosario Nicolò, Codice civile, in Enc. diri?o Chiedersi che cosa debba rappresentare un codice di diri?o privato in una società moderna, se esso cioè debba essere un corpus il più completo possibile di norme precise e anali<che per tu[ gli is<tu< della vita giuridica, ispirate al più rigoroso tecnicismo degli inizia<, o se piu?osto non debba essere un tessuto di principi, sui filoni fondamentali della esperienza giuridica che, per la loro capacità espansiva e la loro flessibilità, possano, a?raverso la integrazione di fon< norma<ve a cara?ere meno impegna<vo di un codice (leggi speciali, usi, ecc.) e a?raverso il penetrante lavoro dei giuris<, teorici e pra<ci, che vivono e comprendono quella esperienza, adeguarsi più da vicino al ritmo della evoluzione delle nostre stru?ure sociali.

12 Ugo Petronio, La lo?a per la codificazione L alterna<va era quella o di un codice come corpo organico e completo di norme, che proprio perché era organico e completo era capace di de?are la disciplina per tu[ gli is<tu< della vita giuridica ; oppure di un codice come tessuto di principi o come nucleo sistema<co di conce[ - come ha scri?o Schlensinger che forniva non la disciplina effe[va, ma il criterio di orientamento sul quale fondare la disciplina effe[va, la quale era affidata alle leggi speciali, alla do?rina e alla giurisprudenza. Ma questo significava allora me?ere in dubbio l ideologia della completezza di un codice e recuperare invece la sua du[le capacità di espandersi in direzioni nuove per dare soluzione a problemi nuovi, e di fle?ersi per trovare tutela a quelle esigenze anch esse nuove che venivano emergendo dalla realtà sociale.

13 Luigi Mengoni, L'Europa dei codici o un codice per l'europa? Questa ideologia, concomitante all'ascesa dello Stato nazionale, è tramontata con l'avvento delle cos<tuzioni del secondo dopoguerra, nelle quali la sovranità non è più la categoria fondante della cos<tuzione. [...] L idea di codice può ridursi, e ormai si è rido?a, a un conce?o puramente tecnico, ordinato alla funzione di apprestare un nucleo sistema<co di principi e di categorie ordinatorie adeguato alla selezione stru?urale dei confli[ di interesse e all'organizzazione delle rela<ve decisioni nell'unità del sistema giuridico, garantendo il primato dell'argomentazione giuridica sulla con<ngenza delle valutazioni poli<che. La forza che l'idea di codice

14 con<nua a esercitare in tu[ i paesi del con<nente deriva precisamente dal senso profondo della sistema<cità del diri?o, che assegna ai conce[ sistema<ci una funzione irrinunciabile di guida e di controllo dell'argomentazione giuridica, e quindi di razionalizzazione unificante dell'esperienza giuridica. Pur avendo perduto la centralità occupata negli ordinamen< degli Sta< liberali e non essendo più accreditato di valore dedu[vo della soluzione di tu[ i possibili casi giuridici, il codice civile conserva una forte valenza poli<co- culturale come deposito della tradizione giuridica nazionale e perciò elemento primario del complesso meccanismo che determina l'iden<tà nazionale dello Stato.