CORSO DI METEOROLOGIA GENERALE E AERONAUTICA 5 - Il Vento

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1 CORSO DI METEOROLOGIA GENERALE E AERONAUTICA 5 - Il Vento DEFINIZIONE - ORIGINE - FORZE FONDAMENTALI VENTO IN QUOTA E VENTO AL SUOLO EQUAZIONE GENERALE DEL VENTO RAPPRESENTAZIONE METEOROLOGICA DEL VENTO ANALISI DI VENTI PARTICOLARI Dr. Marco Tadini meteorologo U.M.A. Home Page - Ufficio Meteorologico Aeroportuale ufficiometeo.itit

2 IL VENTO DEFINIZIONE spostamento orizzontale di masse d aria ORIGINE variazioni di temperatura dislivello barico tra due regioni rotazione terrestre ( (sistema sistema non inerziale) 2

3 FORZE CHE AGISCONO SUI MOVIMENTI ORIZZONTALI DELL ARIA FORZA DI GRADIENTE FORZA DEVIANTE FORZA CENTRIFUGA FORZA DI ATTRITO 3

4 FORZA DI GRADIENTE origina il movimento delle masse d aria moto dalle regioni di H a quelle di L pressione moto perpendicolarmente alle isobare forza proporzionale al dislivello barico 4

5 cilindretto aria avente: base unitaria S = 1cm 2 altezza h FORZA DI GRADIENTE posto tra due superfici isobariche p e p + Δp sulle basi agiscono due forze F sup ed F inf F sup = P S =p 1cm 2 F inf = P S = (p + Δp) 1cm 2 risultante delle forze laterali è nulla (R=0) risultante delle forze agenti sulle basi è: ΔF F = [(p + Δp) 1cm 2 ] - (p( 1cm 2 ) ΔF F = Δp 1cm 2 5

6 FORZA DI GRADIENTE volume del cilindretto ΔV V = S h = 1cm 2 Δx forza per unità di volume ΔF/ F/ΔV V = Δp/ p/δx x gradiente barico orizzontale massa d aria d contenuta nel cilindretto Δm m = ΔV ρ = 1cm 2 Δx ρ forza agente sull unit unità di massa d ariad ΔF/ F/Δm m = (Δp( 1cm 2 )/(1cm 2 Δx ρ) ΔF/ F/Δm m = (1/ρ) (Δp/ p/δx) = G G = forza di gradiente 6

7 FORZA DEVIANTE TEOREMA DI CORIOLIS l accelerazione assoluta di un punto materiale P in moto rispetto ad un sistema di riferimento mobile (terna mobile), che a sua volta si muove rispetto ad un sistema di riferimento inerziale fisso ( (terna terna fissa) ) è la somma di tre accelerazioni: ac.. relativa ar dovuta al moto di P rispetto alla terna mobile ac.. di trascinamento at dovuta al moto della terna mobile rispetto alla terna fissa ac.. complementare o di Coriolis ac 7

8 dove: FORZA DEVIANTE ACCELERAZIONE DI CORIOLIS ac = 2 Ω v sen ϕ = f v (f = 2 Ω sen ϕ parametro di Coriolis) Ω = velocità angolare rotazione terrestre Ω = rad/s v = velocità del vento ϕ = latitudine geografica equatore: sen ϕ = 0 ac = 0 poli: sen ϕ = 1 ac = 2 Ω v 8

9 FORZA DEVIANTE FORZA DEVIANTE o DI CORIOLIS (unità di massa) = ac = 2 Ω v sen ϕ D (unità di massa) ogni oggetto in moto sulla superficie Terra subisce una deviazione: 90 verso destra nell emisfero emisfero boreale 90 verso sinistra nell emisfero emisfero australe teoria di George Hadley ( ) caso delle molecole di aria (teoria su origine alisei) basata sul principio di conservazione della velocità intuitivamente buona per il primo XVIII secolo: Hadley comprese importanza rotazione Terra spiega abbastanza bene i movimenti nord-sud matematicamente insufficiente in anticipo su Coriolis ( ) 9

10 FORZA DEVIANTE: TEORIA DI HADLEY Terra ruota verso est con velocità angolare Ω due punti a due differenti latitudini: hanno diversa distanza r 1 e r 2 da asse rotazione sono in moto circolare uniforme con: uguale periodo T, pari al periodo rotazione Terra uguale velocità angolare, pari alla vel.angolare Terra diverse velocità lineari 10

11 FORZA DEVIANTE: TEORIA DI HADLEY se un corpo si trova all equatore: ha traiettoria circolare con R=R Terra possiede velocità lineare v eq = 2πR/T2 se il corpo si muove dall equatore verso N: conserva la propria velocità lineare ha velocità maggiore rispetto corpi altre latitudini rispetto al suolo appare spinto verso E da una forza misteriosa non esiste alcuna forza: Terra si muove a velocità inferiore al corpo 11

12 FORZA DEVIANTE: TEORIA DI HADLEY CONCLUSIONE (Emisfero Nord) un corpo in movimento viene deviato verso destra rispetto ad un osservatore al suolo la deviazione dipende dalla differenza tra le velocità del corpo e del suolo la deviazione diviene significativa: alte velocità lunghe distanze (specialmente nord-sud) 12

13 EFFETTI DELLA FORZA DEVIANTE 13

14 EFFETTI DELLA FORZA DEVIANTE FORZA DEVIANTE o DI CORIOLIS D (unità di massa) = ac = f v =2 Ω v sen ϕ per la dipendenza da latitudine e velocità: a parità di latitudine: venti deboli: deviazione minore venti intensi: deviazione maggiore a parità di velocità: venti equatoriali: deviazione minore venti polari: deviazione maggiore 14

15 FORZA CENTRIFUGA masse d aria d su traiettoria curvilinea soggette ad una forza centrifuga avente: direzione normale alla traiettoria verso esterno alla curvatura C (unità di massa) = v 2 / r v = velocità del vento r = raggio di curvatura traiettoria 15

16 FORZA D ATTRITO azione dell ambiente sui bassi strati atmosfera la forza di attrito: varia con la natura e la configurazione terreno più intesa su terreno accidentato, meno sul mare diminuisce con la quota (nulla a 1000 metri circa) il vettore della forza ha: verso opposto al movimento intensità proporzionale al movimento A (unità di massa) = K v K = coefficiente d attritod 16

17 COMPOSIZIONE DELLE FORZE VENTO IN QUOTA o GEOSTROFICO vento geostrofico vento ciclostrofico VENTO AL SUOLO 17

18 VENTO DI GRADIENTE caso ipotetico: Terra non in rotazione non esiste componente di Coriolis il vento è un vento di gradiente puro direzione perpendicolare a isobare da alte verso basse pressioni 18

19 VENTO DI GRADIENTE 19

20 VENTO GEOSTROFICO vento in quota: assenza di attrito (A=0) particella di aria inizialmente a riposo: iniza a muoversi per effetto forza di gradiente G (vento di gradiente) moto da H verso L perpendicolare alle isobare 20

21 VENTO GEOSTROFICO non appena velocità del vento v 0: particella risente forza deviante di Coriolis D la deviazione di Coriolis: aumenta con velocità vento produce una rotazione verso destra quando D uguaglia G: il vento ha direzione parallela alle isobare la deviazione di Coriolis non ha più effetto altrimenti vento spirerebbe contrario a G (impossibile) 21

22 VENTO GEOSTROFICO 22

23 VENTO GEOSTROFICO EQUAZIONE DEL VENTO GEOSTROFICO G + D = 0 G = D 23

24 VENTO GEOSTROFICO EQUAZIONE DELLA VELOCITA DEL VENTO GEOSTROFICO v = (1/ρ) (Δp/ p/δx) / 2 Ω sen ϕ v = (1/f ρ) (Δp/ p/δx) 24

25 VENTO GEOSTROFICO CICLOSTROFICO caso di isobare curvilinee (C 0) equilibrio tra G, D e C: se circolazione ciclonica: G ha direzione interna L; C esterna D equilibra la differenza tra G e C: D = G - C se circolazione anticiclonica: G ed C hanno entrambe direzione esterna H D equilibra la somma tra G e C: D = G + C 25

26 VENTO GEOSTROFICO CICLOSTROFICO CIRCOLAZIONE CICLONICA 26

27 VENTO GEOSTROFICO CICLOSTROFICO CIRCOLAZIONE ANTICICLONICA 27

28 VENTO GEOSTROFICO CICLOSTROFICO EQUAZIONE VENTO GEOSTROFICO CICLOSTROFICO G + D + C = 0 D = G ± C caso + : circolazione anticiclonica caso - : circolazione ciclonica Componente ciclostrofica significativa in caso di: alte velocità isobare di corto raggio 28

29 In conclusione, il vento geostrofico: è un vento teorico che: approssima bene il vento reale in quota ha velocità costante ( (vento vento stazionario) si muove parallelamente alle isobare lasciando: nell emisfero emisfero nord: basse pressioni a sinistra - alte pressioni a destra nell emisfero emisfero sud: contrario REGOLA DI BUYS BALLOT PER IL VENTO GEOSTROFICO 29

30 Forza dovuta all attrito: VENTO AL SUOLO rallenta la velocità devia il vento geostrofico verso basse pressioni nulla oltre quota di 1000 metri 30

31 sugli oceani: VENTO AL SUOLO velocità 70% velocità vento geostrofico deviazione di direzione vento geostrofico sui continenti: velocità 40% velocità vento geostrofico deviazione di direzione vento geostrofico a quota di 1000 metri: attrito nullo vento geostrofico 31

32 VENTO AL SUOLO 32

33 se R = 0: VENTO AL SUOLO R = G + D + C + A EQUAZIONE GENERALE DEL VENTO la particella mantiene velocità costante se R 0: variazione in velocità o direzione della particella 33

34 RAPPRESENTAZIONE DEL VENTO il vento viene: identificato con la direzione di provenienza il vettore vento: punta nel verso di scorrimento è munito di barbe in coda, che ne rappresentano l intensità: 5 nodi: trattino corto 10 nodi:trattino lungo 50 nodi: triangolino 34

35 UNITA DI MISURA DEL VENTO l intensità del vento viene misurata in: chilometri per ora KM/H metri per secondo M/S nodi KT 1 KT = 1,85 KM/H = 0,52 M/S 1 M/S = 1,94 KT = 3,6 KM/H 1 KM/H = 0,54 KT = 0,28 M/S unità di misura: ICAO prevede KM/H la scelta è lasciata a decisione nazionale KT riconosciuto come standard a tempo indeterminato (anche l Italia lo ha adottato) M/S utilizzato nell est europeo 35

36 LA SCALA ANEMOMETRICA BEAUFORT 36

37 LA ROSA DEI VENTI Il nome dei venti è stato assegnato dai Veneziani, che chiamarono, avendo come centro il Mar Ionio: Grecale: : da NE (Grecia) Maestrale: : da NW (Venezia) Scirocco: : da SE (Siria) Libeccio: : da SW (Libia) 37

38 LA ROSA DEI VENTI 38

39 venti permanenti alisei (trade( winds) VENTI PARTICOLARI venti occidentali (westerlies( westerlies) venti periodici monsoni brezze di mare e di terra venti catabatici o di caduta il foehn 39

40 ALISEI velocità e direzione costanti lungo tutto l anno tra latitudini Nord e Sud comprese tra 5 e 30 quote inferiori a 1-2 km (venti al suolo) caratteristiche: velocità media circa 13 nodi (molto regolari sul mare) secchi e freschi causati da: spostamento aria da fascia H subtropicale a L equatoriale Coriolis da NE a Nord e da SE a sud convergenza all equatore in fascia di latitudine calme equatoriali o convergenza intertropicale ITCZ circolazione invertita in quota controalisei 40

41 VENTI OCCIDENTALI zone temperate oceaniche entrambi emisferi tra latitudini 40 e 60 regolarità disturbate da depressioni mobili perturbazioni 41

42 MONSONI circolazione termica a scala sinottica variazioni stagionali in latitudine della ITCZ estate emisfero N: ITCZ oltre i N su Africa e oltre i N su Himalaya alisei di SE dell emisfero S vengono spinti oltre Equatore ruotano da SE a SW per Coriolis correnti umide e ricche di pioggia dall Oceano Indiano monsone estivo dell India inverno emisfero N: ITCZ si sposta verso sud ITCZ non attraversa completamente Equatore si ripristinano gli alisei di NE dell emisfero N il monsone invernale coincide con l aliseo di NE 42

43 ore diurne: LE BREZZE DI MARE E DI TERRA suolo si scalda più velocemente del mare aria a contatto con il suolo: diviene più calda di quella a contatto con il mare si solleva in quota determina un richiamo dal mare di aria nei bassi strati brezza di mare la brezza di mare: si manifesta dalla tarda mattinata intensità max nel pomeriggio si annulla in serata ore notturne: suolo si raffredda più rapidamente del mare nei bassi strati si determina un flusso contrario brezza di terra (da mezzanotte a poco dopo alba) 43

44 LE BREZZE DI MARE E DI TERRA limitato strato atmosferico in quota hanno venti di ritorno: intensità più debole chiudono il ciclo verticale della circolazione intensità: modesta (10-20 nodi) brezza di mare più forte brezza terra il regime delle brezze: viene solitamente mascherato da altri venti può modificare intensità e direzione venti persistenti 44

45 LE BREZZE DI MONTE E DI VALLE ore diurne: maggior riscaldamento dei pendii aria più leggera tende a portarsi in quota richiamo di aria da fondo valle brezze di valle ore notturne: forte raffreddamento notturno aria lungo i pendii aria più pesante scivola a valle anche aiutata da gravità brezze di monte 45

46 IL FOEHN: EFFETTO STAU-FOEHN vento di caduta caldo e asciutto (UR del 18-20%) aria fredda umida da Atlantico settentrionale: impatta l arco alpino sopravvento aria umida in ascesa: si raffredda di -0,6 C/100m) scarica umidità (stau( - foehn wall) sottovento aria secca in discesa: si scalda di +1 C/100m scende verso Pianura Padana (foehn( foehn) effetto stau-foehn: presente su tutte catene montuose nomi diversi: chinook sulle Montagne Rocciose ghibli in Libia 46

47 Una bella immagine di foehn ripresa dal satellite Meteosat, nel campo del visibile, il 10 Marzo 2000 alle ore UTC 47

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