GESTIONE SINISTRI Prevedibili... imprevisti di Anna Fraschini 30. AUTO DI FLOTTA AI RAGGI X Bmw X1 Piccola Suv super-premium 42

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1 ANALISI DI MERCATO La grande svalutazione dell usato di Luigi Ferrarini 3 IL PUNTO DI VISTA DEL FORNITORE Cosa chiedono le aziende ai noleggiatori? di Anna Fraschini 12 GUIDA ALL ACQUISTO Elettriche, ormai ci siamo di Luigi Ferrarini 16 GREEN POLICY Cosa c è dietro alle scelte verdi delle aziende di Mauro Serena 22 ORGANIZZAZIONE AZIENDALE Nuove sfide per i fleet manager di Carlo Leone 26 Registrazione Tribunale di Milano n 219 del 28/03/2006 Direttore Responsabile Francesca Tommasi Collaboratori Luciano Dossena, Anna Fraschini, Luigi Ferrarini, Carlo Leone, Mauro Serena Progetto grafico e impaginazione Gianluca Ubezzi Stampa SATE, Verdellino di Zingonia (BG) Distribuzione in Italia SATE, Verdellino di Zingonia (BG) GESTIONE SINISTRI Prevedibili... imprevisti di Anna Fraschini 30 DALLA PARTE DEL DRIVER La comunicazione fa parte del servizio di Mauro Serena 34 AUTO DI FLOTTA AI RAGGI X Bmw X1 Piccola Suv super-premium 42 Citroën C3: visibilità allo zenith 44 di Luciano Dossena NEWS Mercato 8 Guida sicura 20 Trend e accessori 38 Numeri e statistiche Novità auto Spedizione Posta Target - Magazine Tariffa abbonamento annuo: 30,00 euro Bonifico bancario per Banca Popolare di Sondrio, Agenzia n. 13 di Milano - c/c X70 - CIN X - ABI CAB IBAN IT78X X70 intestato a Newsteca Srl D.Lgs 196/03 del 30 giugno 2003 (tutela della privacy): titolare del trattamento dei dati personali utilizzati per l invio della rivista è Newsteca Srl. Gli interessati potranno esercitare i diritti previsti dall art. 7 del citato D.Lgs. telefonando al n. 02/ Il responsabile del trattamento dei dati raccolti in banche dati ad uso redazionale è il direttore responsabile a cui ci si può rivolgere per i diritti previsti dal D.Lgs 196/03 (tel. 02/ fax 02/ ). Sommario sommario Direzione, Redazione, Pubblicità, Amministrazione: Via Poerio, Milano Tel. 02/ fax 02/ Amministratore Unico Francesca Tommasi UFFICI COMMERCIALI Roma: Tiziana Gregori Via San Giovanni Battista de La Salle, Roma Tel. 06/ Fax 06/ Cell. 333/ GENNAIO-FEBBRAIO 2010 MISSIONFLEET 1

2 Analisi di mercato La grande svalutazione dell usato L incremento delle vendite legato agli incentivi statali ha fatto crollare le quotazioni dell usato determinando un forte arretramento dei valori residui. Per evitare ricadute negative sul business, gli operatori hanno alzato i prezzi dei canoni di noleggio dei nuovi contratti. di Luigi Ferrarini Il mercato dell auto 2009 si è chiuso con qualche vincitore e molti sconfitti. Hanno sorriso quei costruttori che hanno saputo sfruttare la generosa tornata di incentivi del governo erogati a chi comprava un auto rottamandone una usata (oltre immatricolazioni su un totale di ), oppure a chi acquistava una nuova vettura ad alimentazione alternativa (circa mezzo milioni di vetture). Hanno invece pianto le marche che non avevano prodotti adatti alla domanda della clientela, oppure quelle che puntavano le proprie chance sul segmento aziendale. Questo comparto ha subito una fortissima flessione, a causa della congiuntura economica e della stretta creditizia. Complessivamente, infatti, le vendite di automobili ad aziende e quelle alle società di noleggio hanno raggiunto il 22,7% delle immatricolazioni, contro l oltre 30% del Con una flessione quasi identica per i due comparti (-30% per gli acquisti diretti delle aziende, -26% per il noleggio, a breve e a lungo termine). E con volumi nettamente inferiori rispetto agli altri paesi europei automobilisticamente più evoluti (la Germania Il mercato dell auto di seconda mano nel 2008 sfiorava i 5 milioni di passaggi di proprietà, nel 2009 si è fermato a 4,5 milioni GENNAIO-FEBBRAIO 2010 MISSIONFLEET 3

3 Analisi di mercato La svalutazione per tipologia di alimentazione 2009 su su 2007 Benzina 20,0% 16,2% Diesel 21,2% 14,1% Gpl 16,3% 13,2% Metano 16,9% 16,4% Ibride 12,5% 12,4% Fonte: Sanguinetti Editore analisi di mercato La svalutazione per tipologia di carrozzeria 2009 su su 2007 Berlina 19,0% 15,9% Cabriolet 18,2% 12,0% Coupé 18,5% 15,7% SW 22,1% 14,8% MPV 18,2% 15,0% Spider 17,4% 12,1% Fuoristrada 17,4% 13,5% Crossover 13,5% 12,9% Fonte: Sanguinetti Editore analisi di mercato realizza il 60% delle immatricolazioni a società e noleggiatori, la Francia e la Spagna si attestano a quasi il 50%). Se la tornata 2009 dei bonus governativi ha permesso di salvare l annata del mercato del nuovo (a fine anno le immatricolazioni hanno chiuso a - 0,17% sul 2008), lo stesso non si può dire per il comparto dell usato, che ha terminato il 2009 con una flessione del 10,5%. Decrementi che significa la perdita di ben mezzo milione di vendite. Il mercato dell auto di seconda mano nel 2008 sfiorava i 5 milioni di passaggi di proprietà, nel 2009 si è fermato a 4,5 milioni. Spinti dalle promozioni sul nuovo, a colpi di incentivi statali e sconti delle Case e delle concessionarie, i clienti privati si sono rivolti prevalentemente al mercato del nuovo, trascurando quello dell usato. Che ha subito un deprezzamento dei valori e un allungamento dei tempi di giacenza in concessionaria o sui piazzali. Vale la pena di ricordare che il deprezzamento medio di un automobile è di circa 7 euro al giorno. Il che significa che il comparto ha fatto registrare perdite colossali. Perdite che hanno avuto un impatto anche sui clienti finali, perché se la svalutazione coinvolge tutti i segmenti di mercato, ogni auto in possesso di un automobilista vede perdere più rapidamente il proprio valore, fino al momento della rivendita, quando sulla permuta verrà applicato il forte deprezzamento. Così come a perderci, nel 2009, sono stati i noleggiatori, che avevano preventivato, e messo a bilancio, valori teorici dell usato della propria flotta molto più elevati rispetto a quanto la realtà odierna indica (in media la sovrastima è stata del 10-15%). Questo li ha portati a un atteggiamento più prudenziale sulle stime dei valori residui dei nuovi contratti, che ha avuto come conseguenza una crescita dei canoni di noleggio. Il che, unito alla stretta creditizia, ha portato alla significativa contrazione delle vendite di noleggio a lungo termine, con le percentuali di decremento che abbiamo visto poc anzi. La perdita di valore dell usato è stata in media del 20% rispetto alle quotazioni dell anno precedente, secondo il Centro di Analisi di mercato della Sanguinetti Editore, la società che produce le quotazioni Eurotax. Nel 2008, rispetto al 2007, la flessione delle quotazioni era stata del 15%. Dunque si è registrato un calo supplementare del 25%. Ancora più accentuata la flessione dei modelli fuori produzione (cioè quei modelli che nel corso del 2009 sono stati sostituiti da altri più aggiornati nel mercato del nuovo): per questi il calo medio è stato del 26%, contro il 19% del 2008 sul Questo significa che la tendenza del mercato Le vendite di automobili alle aziende e quelle alle società di noleggio hanno raggiunto nel 2009 il 22,7% delle immatricolazioni complessive, contro l oltre 30% del 2008 dell auto usata va verso un deprezzamento generalizzato e punta ad allinearsi al resto d Europa, dove la svalutazione dei veicoli di seconda mano è sempre stata maggiore, soprattutto nei primi anni dall immatricolazione. I modelli che hanno perso di più e quelli che si sono salvati Come sempre avviene, pur in un mercato che tende indistintamente al ribasso, alcune tipologie di vetture hanno subito una perdita di valore più netta. In particolare l usato Euro 2 immatricolato dopo il 1 gennaio 2000, ossia quella tipologia di vetture che non rientravano nelle agevolazioni governative per la rottamazione. Innescando così un fenomeno curioso: tutto l usato ante 1999 (dall Euro 0 all euro 2) aveva un valore commer- 4 MISSIONFLEET GENNAIO-FEBBRAIO 2010

4 Analisi di mercato ciale di euro (ossia pari al bonus rottamazione), quello più recente, ha raggiunto una quotazione prossima allo zero. In netta flessione anche le quotazioni delle Euro 3, in particolare delle motorizzazioni diesel. Identica situazione per le Euro 4 a gasolio non dotate di filtro antiparticolato, i cui valori sono ormai analoghi a quelli delle precedenti Euro 3. Fortissima svalutazione per le vetture di alta gamma, in particolare per le ammiraglie, sia quelle dotate di motorizzazioni a benzina sia quelle a gasolio, ma tutte caratterizzate da cilindrate elevate. In netta flessione, tra le tipologie di vetture, il gradimento e, di conseguenza, delle quotazioni, delle station wagon, di ogni taglia. Tra le alimentazioni, si è innescato un nuovo fenomeno rispetto alle annate precedenti: il diesel si è svalutato in maniera più accentuata rispetto al benzina, a causa delle limitazioni maggiori durante i blocchi del traffico nelle città e perché negli ultimi anni la crescente quota di immatricolazioni di diesel ha portato a una sovrasaturazione del mercato anche nell usato. Le tipologie di auto che hanno avuto svalutazioni meno drammatiche sono state le crossover, auto trasversali che da poco si sono affacciate sul mer- La svalutazione per segmento di mercato Citycar (A) 16,6% 14,5% Utilitarie (B) 20,0% 19,0% Compatte (C) 18,7% 13,2% Medie (D) 17,2% 16,3% Grandi (E) 20,7% 14,0% Ammiraglie (G) 24,2% 16,1% Fonte: Sanguinetti Editore analisi di mercato Il deprezzamento medio di un automobile è di circa 7 euro al giorno. Il che significa che il comparto dell usato lo scorso anno ha fatto registrare perdite colossali cato e consentono un utilizzo più diversificato: non sono fuoristrada, ma adatte anche a percorsi non asfaltati, non sono vere e proprie station wagon, ma hanno un vano di carico ampio, non sono monovolume tout court, ma offrono abitabilità GENNAIO-FEBBRAIO 2010 MISSIONFLEET 5

5 Analisi di mercato Le regine del mercato dell usato 2010 Euro 5-6 Ibride di seconda generazione Auto a gas Crossover Auto con emissioni inferiori a 100 g/km di CO2 Fonte: elaborazione di MissionFleet Le più svalutate del 2010 Diesel euro 3-4 senza Fap Station wagon Ammiraglie Grandi monovolume Sportive Fonte: elaborazione di MissionFleet In netta flessione le quotazioni delle Euro 3, in particolare delle motorizzazioni diesel similari. Questa formula alternativa piace e dunque non ha subito svalutazioni accentuate. Ma le vere regine del mercato sono, tutte indistintamente, le auto con omologazione antinquinamento Euro 5, la maggior parte delle quali è stata commercializzata soltanto a partire dal 2009, dunque difficili da reperire. Molto richieste, e quindi poco deprezzate, le auto a gas, con una prevalenza per le gpl rispetto alle metano. Su tutte, però, i valori residui migliori sono quelli delle ibride, con motorizzazione elettrica abbinata a quella a scoppio. Prospettive per il 2010 Cosa succederà quest anno nel comparto dell auto di seconda mano? Il probabile ritorno degli incentivi, seppure con formule e importi differenziati rispetto al 2009, contribuirà a mantenere depresso il mercato. In assenza di sistemi di incentivazione dell usato (che, giova ricordarlo, sarebbe a perdita secca per l erario, perché i bonus sul nuovo sono ampiamente compensati dall aumento del gettito Iva) che al momento attuale non sono ipotizzabili, lo stato di crisi del comparto è destinato non solo a continuare, ma anzi ad accentuarsi con una flessione ancora maggiore dei valori residui. La tendenza è quella di arrivare a valore pressoché zero dopo soli 5-6 anni dalla prima immatricolazione. Pochi segmenti di mercato si salveranno dalla crisi: le Euro 6 (ma sono ancora pochi i modelli disponibili a mercato), cioè i modelli che già rispondono alla normativa che entrerà in vigore nel 2014; le auto a gas (in particolare le utilitarie); le ibride (soprattutto quelle di seconda generazione, in programma già nella seconda parte dell anno); le crossover. Ma soprattutto i modelli dotati di nuove motorizzazioni di piccola cilindrata (downsizing), efficienti, poco assetate e molto parsimoniose nelle emissioni. Stiamo riferendoci alla generazione sotto i 100 grammi di CO2, che proprio in questi mesi si sta affacciando sul mercato. Queste vetture saranno le vere regine del mercato dell usato, soprattutto quando (e ciò avverrà nel volgere di pochi anni) il legislatore modulerà il sistema di tassazione sull auto in base alle emissioni inquinanti. La perdita di valore dell usato è stata in media del 20% rispetto alle quotazioni dell anno precedente 6 MISSIONFLEET GENNAIO-FEBBRAIO 2010

6 Mercato Noleggio flessibile firmato Avis Il noleggio di veicoli effettuato per motivi di lavoro, con una durata superiore ai 90 giorni, rappresenta una voce importante nel fatturato di Avis Italia. Per soddisfare questa specifica esigenza della clientela business è stato creato il prodotto Avis Flex. Si tratta di una proposta flessibile, studiata per consentire risparmi di tempo e denaro nel caso ci sia necessità di disporre di un auto solo per determinati periodi, per un progetto specifico, per impiegati in prova o in attesa di una nuova vettura. Stefano Escosse, corporate sales director di Avis Italia (nella foto), commenta così la nuova iniziativa: «Grazie a questo nuovo servizio le aziende potranno avere a disposizione una moderna flotta di auto con contratti trasparenti e con opzioni adeguate alle diverse necessità di business. Inoltre, potranno avvalersi della consulenza qualificata di un team commerciale in grado di soddisfare tutte le esigenze». Il servizio è proposto da oltre 226 uffici nel nostro Paese ed è disponibile in diverse altre nazioni europee. Automechanika e MoTechEco a Roma Si è svolta presso il nuovo quartiere fieristico di Roma, dall 11 al 14 febbraio, la seconda edizione di Automechanika, fiera internazionale organizzata da Messe Frankfurt. L evento, oltre a mostrare le ultime novità in fatto di ricambi, attrezzature e servizi per l assistenza, ha proposto ai visitatori MoTechEco, il salone dell auto sostenibile, in cui sono stati esposti i nuovi modelli ecologici che nei prossimi anni troveremo in circolazione. Nel corso della manifestazione è stato possibile assistere a un programma di convegni particolarmente ricco e aggiornato sui temi più caldi dell industria dell auto. In particolare, l 11 febbraio si è parlato di green economy per il rilancio del settore dell auto, evidenziando che i nuovi modelli ecologici ed elettronici, in futuro, richiederanno una manutenzione puntuale e aggiornata non solo da parte dei centri di assistenza delle case automobilistiche, ma anche degli autoriparatori indipendenti. Successivamente è stato affrontato il tema del cambiamento dell aftermarket a seguito di quello della motorizzazione dei veicoli. Cna e Confartigianato hanno lanciato la proposta di far diventare le officine situate nei centri urbani punti di ricarica per le nuove auto elettriche. Budget Autonoleggio rileva Targarent Budget Autonoleggio, rent a car attivo da quattro anni in Italia con 130 punti di noleggio sul territorio nazionale, ha acquisito il controllo del network di uffici di Targarent, la società di autonoleggio del gruppo Fiat Auto. L operazione è stata portata a conclusione da Colligo Spa, holding con sede a Cuneo, che detiene il 100% delle azioni di Car.Net Spa, società licenziataria del marchio Budget in Italia. Grazie alla recente acquisizione, la somma dei due network raggiunge il numero di 240 uffici, cifra che elegge il gruppo a primo player del settore rent-a-car in termini di capillarità e diffusione. Segnaliamo inoltre che la società ha annunciato la nomina di Marco Calzavara, a managing director del gruppo: 46 anni, Calzavara ha all attivo una lunga carriera in Avis Autonoleggio, in qualità di sales director. Il suo compito sarà creare all interno di Budget un team di management snello e aperto all innovazione. Accordo tra Esso e Fiat Professional Fiat Professional ha siglato un accordo con Esso Italiana che prevede l offerta della Esso Card a tutti coloro che, possessori di partita Iva, acquisteranno un veicolo commerciale Fiat Professional fino al 31 dicembre In dettaglio, l iniziativa consente l accesso ai seguenti vantaggi: sconto extra sul costo del carburante rispetto al prezzo alla pompa, che si aggiunge alle altre promozioni che Esso già offre su tutta la propria rete di stazioni di servizio (oltre 2900 punti di vendita in Italia); nessun costo di attivazione; nessun costo di gestione annuale; dilazione di pagamento del carburante di almeno 15 giorni dalla data di fattura; reportistica online gratuita delle spese carburante (valida per la detrazione Iva). Inoltre, l accordo tra le due aziende prevede un super-bonus per chi acquista un Nuovo Doblò Cargo e aderisce al programma fedeltà Esso Extras: infatti, ogni 500 punti accumulati con i rifornimenti di carburante (lubrificanti esclusi) il cliente potrà ricevere 50 punti bonus Fiat Professional fino ad un massimo di 500 punti. Potenziata la struttura Diners Club Italia Con l ingresso di Paolo Laurina in qualità di direttore vendite indirette, a supporto di Antonio Calegari, direttore marketing e vendite, si rafforza la struttura Diners Club in Italia. Laurina si avvale di una lunga esperienza nel settore delle carte di credito Premium, maturata in American Express dove, come sales manager dal 1990 al 2007, ha contribuito allo sviluppo dei canali distributivi e delle reti dei partner. Nel 2008 e 2009, poi, Laurina ha lavorato in Bnl Positivity, società del gruppo Bnp Paribas, dove ha sviluppato e diretto la forza di vendite utilizzata per lo sviluppo dei terminali Pos. Attraverso investimenti in attività di consolidamento e sviluppo per circa 8 milioni di euro entro il 2010, Diners Club Italia mira a conquistare il 40% del mercato delle carte Premium entro il MISSIONFLEET GENNAIO-FEBBRAIO 2010

7 Accordo tra GE Capital e Jaguar Land Rover GE Capital, istituto finanziario specializzato in soluzioni per la piccola e media impresa, e Jaguar Land Rover, la sussidiaria britannica del gruppo indiano Tata Motors, hanno siglato un accordo per un finanziamento del working capital per un valore massimo di 170 milioni di sterline ogni anno, durata quinquennale. Si tratta di una soluzione innovativa, per la prima volta adottata in Europa nel settore dell auto e che permetterà a Jaguar Land Rover di anticipare il flusso di cassa: GE Capital aprirà infatti una linea di credito per i veicoli prodotti quotidianamente dallo stabilimento Jlr prima che vengano immessi sul mercato. «L accordo conferma il nostro sforzo concreto per sostenere società a livello europeo, trovando di volta in volta le soluzioni finanziarie che rispondano alle esigenze dei singoli clienti e del loro portafoglio di asset» ha dichiarato Rich Laxer, Presidente e ceo di GE Capital Emea. «Per la prima volta in Europa viene applicata una soluzione di finanziamento in grado di sostenere questa parte del ciclo di distribuzione». Novità anche sul mercato italiano: dal 1 febbraio Marco Santucci (nella foto) ha assunto l incarico di direttore generale di Jaguar Italia, sotto la presidenza di Daniele Maver. Prima di giungere alla casa automobilistica, Santucci ha ricoperto diversi incarichi in Ford Italia, dal 1994 al 2001, nell ambito del settore commerciale e del post-vendita. Nel 2002 è passato a Ford Europe ricoprendo l incarico di european communication manager per le vetture del segmento B. Dal 2003 al gennaio 2010, poi, ha lavorato in Toyota Motor Europe, prima come marketing manager per le vetture ibride, i Suv e le vetture sportive e poi per la Aygo e la Yaris. È stato regional manager per la Germania, la Svizzera e l Austria e, infine, general manager sales operations per l Europa occidentale. L usato da noleggio si compra con l avatar La compravendita dei veicoli usati ex noleggio approda nella realtà virtuale. Grazie alla versione in 3D di una sezione del sito di GE Capital dedicata all usato aziendale (www.gefleetservices. it), e con l aiuto di un avatar, chiunque può passeggiare all interno di una struttura virtuale tra le offerte dell usato targato GE. Si tratta di veicoli garantiti che, durante il periodo di noleggio, sono oggetto di una regolare manutenzione e normalmente vengono guidati da un solo utilizzatore per tutta la durata del noleggio. Nella prima sala sono esposte le auto in offerta speciale mentre una seconda sala del concessionario virtuale è dedicata alle altre autovetture in vendita ordinate per marca. Molto dettagliata l offerta: modello, data di immatricolazione, chilometraggio, costo, optional, immagini dettagliate e luogo in cui è possibile eventualmente vedere fisicamente il veicolo. Nuovo brand manager Mini Mercato Diecimila utenti per clickar.biz Ha varcato la soglia dei 10mila utenti iscritti sito italiano per la compravendita di veicoli usati interamente riservato ai professionisti del settore (concessionari ufficiali, rivenditori multimarca specializzati, officine e carrozzerie, società di noleggio a lungo e breve termine) e controllato da Leasys (società di noleggio a lungo termine di Fga Capital). Molteplici fattori hanno contribuito al successo del portale: innanzitutto il completo restyling del sito realizzato lo scorso anno, ma anche la facilità di consultazione e la possibilità di iscriversi gratuitamente e fare affari senza alcun impegno minimo garantito. Su clickar.biz si trovano tutti i veicoli ex noleggio delle flotte Leasys e Savarent, auto sinistrate o ex noleggio di altri operatori del settore ma anche una vetrina di rivendita di Fiat Group Automobiles (Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Fiat Professional), ovvero auto con motorizzazioni benzina e diesel e veicoli commerciali, furgoni e cabinati, con vari allestimenti. Tutti i mezzi hanno un età media di mesi. Nel 2009 Clickar.biz ha venduto oltre 15mila veicoli. Il sito conta circa 25mila visitatori al mese e ospita 11mila annunci a rotazione. Dal 1 marzo Michele Carlo Fuhs assumerà la carica di brand manager Mini all interno di BMW Group Italia. Sostituirà Joerg Reimann che lascia l Italia per affrontare nuove esperienze professionali presso la casa madre all interno della divisione Project i. 44 anni, laureato in giurisprudenza, Michele Carlo Fuhs è entrato a far parte di BMW Group nel febbraio 2000 come responsabile Sponsorship e Business Relation per BMW Motorsport. In seguito è stato membro del team di Organizzazione interna di Bmw AG, poi responsabile Market Development per la Cina e, infine, responsabile del mercato cinese di BMW Group presso l headquarter di Monaco di Baviera. Ricordiamo che BMW Group Italia conta attualmente cinque società: BMW Italia Spa, BMW Financial Services Italia Spa, Alphabet Italia Spa, BMW Milano Srl e BMW Roma Srl. La rete di vendita auto del gruppo comprende attualmente 109 dealer con mandato BMW per un totale di 177 outlet e 105 dealer Mini con 169 outlet. La rete di vendita di BMW Motorrad Italia può contare invece su 97 dealer e 105 outlet. Nel 2009 BMW Group Italia ha venduto automobili e motociclette. GENNAIO-FEBBRAIO 2010 MISSIONFLEET 9

8 Mercato Da Maggiore le vetture sanificate Maggiore, società specializzata nel noleggio auto e furgoni a breve termine, propone Sanyrent, innovativo sistema di sanificazione delle autovetture e dei furgoni, garantito e certificato dalla partnership con il Gruppo Wurth. Inserito in un vera e propria procedura operativa, Sanyrent prevede, dopo ogni noleggio, un approfondito lavaggio esterno del veicolo a cui segue un accurata pulizia interna. Il secondo step contempla la neutralizzazione dei cattivi odori senza utilizzo di pericolose sostanze coprenti, ma solo attraverso l assorbimento naturale delle molecole. Il terzo ed ultimo passaggio è rappresentato dall azione germicida e disinfettante, grazie all associazione dei due principi attivi che, oltre ad eliminare la carica batterica delle muffe presenti nell impianto di condizionamento dei veicoli, garantisce un ampio spettro di azione nei confronti di acari, batteri, funghi, virus. «Crediamo» ha dichiarato Stefano Gargiulo, direttore generale di Maggiore Rent «che un veicolo perfettamente pulito, sanificato e soprattutto senza addebiti aggiuntivi, sia la regola base di una società di rent a car moderna, innovativa e che voglia fare la vera differenza in un mercato ipercompetitivo come quello attuale». Per garantire le migliori condizioni di sicurezza igienico-sanitarie, tutte le autovetture e tutti i furgoni AmicoBlu della flotta Maggiore sono trattati esclusivamente con prodotti professionali certificati di tipo farmacologico del Gruppo Wurth, classificati come Presidio Medico Chirurgico (Reg. Min. Salute N ), innocui per la salute e privi di sostanze allergeniche, secondo le più recenti Direttive CEE. termine, per i 15 anni dalla sua fondazione. L incontro, aperto da una lectio magistralis del prof. Romano Prodi, ex presidente della Commissione Europea e del Governo, e da una successiva tavola rotonda coordinata dalla giornalista del Sole 24 Ore Alessia Maccaferri, è stato un occasione di confronto sull attuale situazione del sistema industriale italiano. «La nuova classe manageriale rappresenta il futuro dell economia del nostro Paese» ha detto Giovanni Orlandini, ad di Car Server. «Per questo riteniamo utile condividere valori ed esperienze dirette. Al centro di questa riflessione c è la necessità di una maggiore attenzione nei confronti delle persone e del rispetto della moralità. Crediamo infatti nell etica quale valore imprescindibile per uno sviluppo sostenibile, integro ed equo dell economia e dell intera comunità». La giornata è stata anche un importante occasione per la presentazione in anteprima del progetto fotografico di Francesco Jodice sul tema della mobilità e dell evoluzione dell auto da bene a servizio, una coproduzione di Car Server e del Comune di Reggio Emilia nell ambito di Fotografia Europea. Ald Automotive verso la grande distribuzione Con l obiettivo di esplorare nuovi orizzonti commerciali, Ald Automotive ha recentemente siglato un accordo con Iper La Grande i per la vendita dei suoi veicoli usati presso l omonima catena di ipermercati. Questo progetto, che ha preso il via dal punto vendita del Centro Commerciale Belforte di Varese, coinvolgerà progressivamente gli altri 26 centri gestiti dalla realtà distributiva sul territorio nazionale. «L accordo, oltre a essere assolutamente innovativo per il mercato delle società di noleggio a lungo termine, nasce dalla volontà di ampliare i nostri canali, scegliendo quello che di volta in volta risulta essere più appropriato, per offrire il massimo del servizio e della vicinanza al cliente» afferma Pasquale Martorano, direttore re-marketing di Ald Automotive Italia. Gli aspetti operativi sono curati da Kaleidos Logistics, partner commerciale sul territorio di Ald Automotive e società attiva nel campo della logistica e del re-marketing di veicoli aziendali. Car Server, il futuro è nell etica Manager, etica e impresa, le nuove generazioni alla prova dei fatti è stato il tema del convegno organizzato a fine novembre scorso a Reggio Emilia da Car Server, azienda tra i principali player nazionali nel settore del noleggio a lungo 10 MISSIONFLEET GENNAIO-FEBBRAIO 2010

9 Il punto di vista del fornitore Cosa chiedono le aziende ai noleggiatori? Come sono cambiati I criteri di scelta dell auto aziendale nell ultimo anno? E quali sono le richieste in termini di offerta di servizi e condizioni contrattuali? Abbiamo interpellato i responsabili delle principali realtà di noleggio a lungo termine. di Anna Fraschini Fabrizio Ruggiero, direttore generale di Leasys e responsabile long term rental FGA Capital. Un fleet manager sempre più attento alle proprie scelte, orientato a ottimizzare i costi e sensibile all ambiente. È il profilo che emerge dall indagine condotta da Mission Fleet tra i responsabili delle principali realtà di noleggio a lungo termine. La tendenza sembra interessare la flotta nel suo complesso indipendentemente dall utilizzo delle vetture, siano esse un fringe benefit oppure solo operative. Per quanto riguarda la scelta delle vetture come fringe benefit, fino a un paio di anni fa la car policy della maggior parte delle aziende lasciava al manager la libertà di optare per il modello desiderato nell ambito di una determinata fascia di prezzo. A questa tendenza se ne è recentemente affiancata un altra, ossia il rispetto per l ambiente: molte società, sollecitate dai provvedimenti governativi internazionali, accordano la preferenza a vetture verdi. La situazione, però, sta cambiando. Il difficile momento economico spinge i fleet manager a un approfondita analisi dei costi di gestione. Commenta a questo proposito Fabrizio Ruggiero, direttore generale di Leasys e responsabile long term rental FGA Capital: «Mentre da una parte si è mantenuta la sensibilità all ecologia, dall altra si è progressivamente fatta strada una maggior attenzione all efficienza del costo. Ad esempio, se stimiamo che prima le vetture per i funzionari venivano collocate nella fascia tra i 18 e i euro, oggi questa fascia si è ristretta tra i 18 e i euro, quindi il fleet manager ha lavorato per rendere più efficiente la griglia nell ambito della quale l utilizzatore può scegliere. Per quanto riguarda le vetture operative, invece, si tende oggi ad analizzare un po più da vicino fattori quali la durata e il chilometraggio delle singole vetture anche nel caso di flotte numerose. Si punta così a 12 MISSIONFLEET GENNAIO-FEBBRAIO 2010

10 Il punto di vista del fornitore Gavin Eagle, direttore commerciale di LeasePlan. customizzare ogni ordine nell ottica, ovviamente, di risparmiare». Secondo Gavin Eagle, direttore commerciale di Lease- Plan, «tutte le aziende hanno cercato di rispondere alla crisi con una decisiva riduzione dei costi, per risparmiare soprattutto sulle attività aziendali non considerate core business, senza però rinunciare alla soddisfazione dei propri driver. Questo, in termini di domanda e offerta, si è tradotto nella richiesta di una vera e propria attività consulenziale ad ampio raggio sull ottimizzazione del total cost of ownership». L orientamento al saving rappresenta una evidente tendenza in atto anche per Massimiliano Nunziata, amministratore delegato di GE Capital Solutions. «Spesso coloro che gestiscono le flotte richiedono un supporto per individuare le aree di risparmio e ottimizzare la gestione del parco auto. Il principale motivo sta nella scarsa disponibilità di tempo del manager, che solitamente ricopre più funzioni e non possiede gli strumenti adatti a monitorare la flotta e valutarne i costi». Secondo Marco Lischetti, direttore commerciale Arval, «l evoluzione tecnologica introdotta dai costruttori nei nuovi modelli è stata negli anni una variabile che ha influito molto nelle decisioni dei fleet manager ma, soprattutto nell ultimo biennio, il criterio principe che ha guidato le scelte dei responsabili di parco è stata la governance dei costi. La necessità di far fronte alla difficile situazione economica mondiale ha imposto un ripensamento di molti processi/attività aziendali inclusi la gestione della mobilità (che rappresenta mediamente il terzo elemento di costo dopo i costi del personale e dell immobiliare) in un ottica di total cost of ownership. Secondo i dati del Barometro dei veicoli aziendali, la ricerca annuale del Corporate Vehicle Observatory Arval, tra le principali misure che i decision maker intendono intraprendere per far fronte alla crisi sono annoverate la riduzione del consumo di carburante, della dimensione del motore e della categoria del veicolo». «Soprattutto negli ultimi due anni» sottolinea Antonio Colitti, direttore commerciale corporate di Ald Automotive «il cliente, a fronte di una vera e propria analisi economica delle spese, ha scelto da un lato di estendere i contratti per distribuire i costi su un arco temporale più lungo, dall altro si è orientato sulla richiesta di auto che avessero un minor costo, sia in termini di prezzo di listino che in termini manutentivi, ma anche con i minori consumi e emissioni, mostrandosi al contempo maggiormente sensibile in termini di eco mobilità». strategia si focalizza verso le aziende di grandi dimensioni, anche con partra le principali misure che i decision maker intendono intraprendere per far fronte alla crisi sono annoverate la riduzione del consumo di carburante, della dimensione del motore e della categoria del veicolo La tendenza all ecologia viene messa in evidenza da Andrea Compiani, direttore commerciale di Car Server: «Gli attuali criteri di scelta mostrano un occhio di riguardo nei confronti dell ambiente. Viene richiesto in quasi tutti i casi l inserimento del filtro anti particolato, ove non previsto. La domanda di alimentazioni alternative è cresciuta ma non così significativamente, almeno per quanto riguarda le vetture assegnate». Pensieri al top È interessante in proposito cercare di capire se la nuova situazione ha coinvolto le realtà imprenditoriali indipendentemente dalla loro dimensione e se l approccio alla scelta della vettura differisce a seconda che si tratti di piccola, media o grande azienda. «L approccio è decisamente diverso» sostiene Gavin Eagle di LeasePlan, «e per questo disponiamo internamente di due strutture dedicate a soddisfare le esigenze dei diversi target. Per il segmento delle piccole e medie aziende abbiamo potenziato la divisione commerciale interna, puntando sulla velocità delle risposte e facilitando il contatto telefonico e via web. Alle grandi multinazionali occorre invece fornire il massimo supporto consulenziale per aiutarle a ridurre i costi di gestione della flotta». Massimiliano Nunziata, di GE Capital Solutions, dichiara: «Oggi la nostra Massimiliano Nunziata, a.d. di GE Capital Solutions. GENNAIO-FEBBRAIO 2010 MISSIONFLEET 13

11 Il punto di vista del fornitore Marco Lischetti, direttore commerciale Arval. Antonio Colitti, direttore commerciale corporate di Ald Automotive. Qualche rischio in più Anche la richiesta di servizi ha mostrato negli ultimi anni alcuni segnali di cambiamento. Dice a questo proposito Fabrizio Ruggiero di Leasys: «Al primo posto troviamo tutto il pacchetto assicurativo, insieme ai servizi di manutenzione ordinaria/straordinaria, vettura sostitutiva, pneumatici. In questo momento stiamo assistendo alla richiesta di un noleggio un po più light dal punto di vista dei costi. L azienda che prima tendeva a prendere full, per non pensare poi a nulla, ora si sta spostando verso un prodotto un po più leggero in fatto dl canone. Si cerca di risparmiare prendendosi qualche rischio in più». Andrea Compiani di Car Server rivela che nella scala di priorità di richiesta dei servizi vi sono ai primi posti il veicolo sostitutivo, il cambio pneumatici termici, la gestione personalizzata delle contravvenzioni, oltre a tutti i servizi che caratterizzano la proposta di noleggio a lungo termine come rca, kasco e furto/incendio. «Tra i servizi a valore aggiunto di cui disponiamo» sottolinea Gavin Eagle di LeasePlan, «il più richiesto è il full outsourcing, che mette a disposizione del cliente un professionista dedicato, suo unico referente, che cura la gestione diretta del suo parco auto e definisce le migliori soluzioni attraverso lo studio dei processi operativi interni e l analisi delle esigenze specifiche». Antonio Colitti di Ald Automotive evidenzia come «il prodotto di noleggio a lungo termine è normalmente concepito come un omnicomprensivo, o comunque completo per quel che attiene la messa su strada, il bollo, l assicurazione e la manutenzione ordinaria. A questi, in base alle esigenze dei clienti, normalmente possono aggiungersi la fuel card, l auto sostitutiva, gli pneumatici invernali e la manutenzione straordinaria». Ge Capital Solutions ha studiato in questo contesto dei pacchetti dedicati: «I fleet manager semchi auto distribuiti sul territorio di diversi Paesi europei. L offerta di soluzioni online costituisce la risposta ai bisogni di gestione delle flotte real-time. Il prossimo anno punteremo sul potenziamento dell offerta di servizi che aiutino il fleet manager a migliorare l efficienza della flotta nel minor tempo possibile». Sottolinea Marco Lischetti di Arval: «L approccio differisce in primis per l uso del mezzo auto, strumento di lavoro in ogni caso, ma con esigenze di utilizzo, risorse, aspettative naturalmente diverse. In Arval abbiamo strutturato la rete commerciale in quattro principali segmenti: National corporate (per aziende con un parco auto compreso fra le 6 e le 300 unità), Large international corporate (per aziende internazionali o con parco auto superiore alle 300 unità), Enti pubblici (per l offerta di noleggio a lungo termine ad enti e amministrazioni pubbliche), Arval Direct per clienti small business». Secondo Fabrizio Ruggiero di Leasys «la piccolamedia azienda ha un approccio molto più legato al territorio. Il piccolo imprenditore, ad esempio, passa dal leasing al noleggio, ma è restio a cambiare le sue abitudini in fatto di officina. L azienda di noleggio è invece strutturata per garantire il suo servizio ovunque, con un livello di qualità standard e costante nel tempo. Scatta quindi la necessità di far percepire al piccolo imprenditore quel livello di servizio come qualcosa di molto vicino a ciò che aveva prima. Inoltre, mentre la grande azienda sceglie in base a una politica stabilita, il piccolo imprenditore, soprattutto se sceglie per sé, punta a un preciso modello con determinati accessori». Questo aspetto è evidenziato anche da Andrea Compiani di Car Server. Stando alla sua esperienza, infatti, «l approccio alla scelta cambia per quanto riguarda la richiesta di personalizzazione dei servizi che è più marcata nella piccola e media impresa». Nella strategia di Ald Automotive, sottolinea Antonio Colitti, «accanto alla formulazione di prodotti ad hoc per le differenti tipologie di clientela, la scelta del canale distributivo che rispecchi i requisiti di capillarità, presenza sul territorio e professionalità rappresenta il fattore critico di successo. Il nostro approccio ci vede e ci vedrà sempre più orientati a una modularità studiata per rispondere a logiche di risparmio e di servizio mirato. Soprattutto per soddisfare questa seconda esigenza, la nostra strategia commerciale negli ultimi 5 anni ha portato a riorganizzare le modalità e i canali distributivi prevedendo, accanto ad una divisione corporate, una divisione retail». 14 MISSIONFLEET GENNAIO-FEBBRAIO 2010

12 Il punto di vista del fornitore pre più spesso ci chiedono consulenza per ottimizzare le spese complessive legate al parco auto» dichiara Massimiliano Nunziata. «Noi rispondiamo con Key Solutions, un sistema di consulenza che, grazie al supporto di un team di esperti, consente un risparmio dei costi di gestione superiore al 15%, riducendo nello stesso tempo i consumi energetici e le connesse emissioni inquinanti». Il prodotto di noleggio a lungo termine, per Marco Lischetti di Arval, si caratterizza per una forte incidenza dei servizi sottoscritti dal cliente nei diversi segmenti aziendali, primi fra tutti il servizio assicurativo, l assistenza, la manutenzione, il servizio di cambio pneumatici. «Ciò è un chiaro indice del fatto che le aziende che scelgono il noleggio a lungo termine, hanno ben compreso e familiarizzato con i vantaggi di delegare al 100% la gestione della flotta a uno specialista liberando risorse da investire sul proprio core business. Ciò emerge anche dai dati del Barometro 2009, che evidenzia una grande crescita dei servizi legati alla gestione del veicolo, piuttosto che al veicolo stesso». Sicurezza innanzitutto In fatto di richiesta di accessori, è la sicurezza a farla da padrona. «La difficile situazione economica ha portato a un fortissimo ridimensionamento degli optional» commenta Fabrizio Ruggiero di Leasys. «Mentre prima veniva data una dotazione di base, lasciando poi all utilizzatore la scelta di una gamma di accessori supplementari nell ambito di una fascia di prezzo, oggi si tende a mantenere i dispositivi di sicurezza, mentre si punta a limitare la scelta di accessori puramente estetici». «Dispositivi che qualche anno fa erano considerati optional, per esempio il climatizzatore, sono ormai diventati di serie in quasi tutte le tipologie/fasce di auto riducendo in generale la richiesta di optional sui nuovi veicoli» afferma Marco Lischetti di Arval. «Lo stesso vale per i principali dispositivi di sicurezza». Secondo Andrea Compiani di Car Server, «gli optional più richiesti sono navigatore, cambio automatico, vivavoce, sensori parcheggio. La domanda negli ultimi anni è cresciuta così come anche l interesse per i dispositivi di sicurezza». «Sicuramente il ruolo da protagonista lo riveste la vernice metallizzata e a seguire il navigatore satellitare e i sensori per il parcheggio» dichiara Gavin Eagle di LeasePlan, «ma assolutamente in crescita il trend degli optional di sicurezza, che ormai potrebbero essere annoverati tra gli optional di serie. Molto richiesti anche i fendinebbia e nell ultimo anno il bluetooth». Antonio Colitti di Ald Automotive afferma che «per quanto concerne le auto destinate ai dirigenti, gli optional più richiesti sono il cambio automatico e il navigatore, mentre, per le auto operative prevalgono le richieste delle back bocks che, in un ottica di efficienza e cost saving, tendono a una ottimizzazione della flotta. Per le auto di fascia alta, la richiesta di optional che arricchiscano l auto è piuttosto in crescita (doppio airbag, antislittamento, controllo della stabilità), mentre per la fascia più bassa normalmente si tende a lasciare le auto nella loro versione base». Un po più piccola Secondo quanto dichiarato dalla maggior parte degli intervistati, fra i criteri adottati nella scelta dell auto sembra rivestire un ruolo sempre più determinante la dimensione del motore e la categoria del veicolo. Nel corso del 2008 e ancor più nel 2009 le scelte hanno evidenziato una tendenza al ridimensionamento delle motorizzazioni, soprattutto nei casi di cilindrate molto elevate, per ragioni di efficienza e di emissioni di CO 2. Una recente ricerca condotta da Ge Capital Solutions sui parchi auto dei clienti a livello europeo, mostra che il 60% delle policy aziendali esclude i Suv, il 76% i modelli cabriolet e il 59% le coupè. Il Barometro 2009 di Arval mette in luce che in questo momento di crisi alcune aziende sono portate a rimandare la stipula di nuovi contratti (maggiore durata contrattuale con prolungamenti che vanno dai 6 ai 12 mesi), altre a spostarsi su veicoli di minor cilindrata e dimensioni. I dati registrati all interno di Arval vedono nel corso del 2009 un elevato tasso di riadeguamenti e prolungamenti effettuati (+93,5%), mentre non evidenziano fenomeni di downsizing rilevanti, anche se i nuovi motori introdotti nella revisione delle car policy, grazie anche alle evoluzioni tecnologiche dei costruttori, consumano effettivamente meno e contribuiscono conseguentemente ad abbassare il total cost of ownership. Andrea Compiani, direttore commerciale di Car Server. Mentre prima veniva data una dotazione di base, oggi si tende a mantenere i dispositivi di sicurezza, mentre si punta a limitare la scelta di accessori puramente estetici GENNAIO-FEBBRAIO 2010 MISSIONFLEET 15

13 Guida all acquisto Elettriche, ormai ci siamo Il countdown per la diffusione delle auto a impatto zero è già iniziato: le vendite partiranno tra pochi mesi. Con modelli distributivi differenti, ma tali da interessare anche le flotte aziendali. Ecco quali veicoli guideremo tra breve. di Luigi Ferrarini Auto elettriche, è giunto il momento. I prossimi 12 mesi vedranno il debutto commerciale di una grande messe di vetture dotate di motorizzazioni a emissioni zero. Non stiamo parlando di veicoli ibridi (che peraltro aumenteranno anche loro la disponibilità di modelli e incrementeranno la quota di mercato, oggi attestata su un risicato 0,5%), ma di quelli totalmente elettrici, che imporranno un nuovo modo di guidare e di concepire la mobilità aziendale, necessiteranno di sistemi di approvvigionamento di energia inediti e imporranno una più ragionata pianificazione dei viaggi. Insomma: le auto elettriche stravolgeranno completamente le abitudini dei driver. Petrolio addio? Non subito La calata in massa delle auto elettriche porterà all estinzione delle auto ad alimentazione di derivazione fossile? Sicuramente no, almeno per altri anni. Ma le auto elettriche sono destinate a conquistare quote sempre maggiori di mercato, specie se i costruttori riusciranno a proporle con prezzi di mercato paragonabili a quelli oggi in vigore per vetture dotate di alimentazione tradizionale. Secondo alcuni recenti studi (molto ottimisti), le auto elettriche arriveranno a presidiare il 20-30% delle vendite entro i prossimi cinque anni. Il vero limite dell auto elettrica, come è noto, è costituito dall autonomia: con una ricarica completa si possono attualmente percorrere da 100 a 150 km al massimo. Il che non è nemmeno lontanamente paragonabile all autonomia garantita da un auto dotata di propulsione a benzina e, più ancora, a gasolio. Con i sistemi attuali di batterie non è pensabile ottenere autonomie più elevate. Ma sono in arrivo nuove generazioni di accumulatori di energia (per esempio quelli agli ioni di litio) che consentono autonomia maggiore, che pesano meno (la massa delle batterie è un altro grande ostacolo alla diffusione dei veicoli elettrici) e che soprattutto permettono tempi di ricarica decisamente più ridotti. 16 MISSIONFLEET GENNAIO-FEBBRAIO 2010

14 Guida all acquisto Modalità e tempi di ricarica sono le altre incognite che finora hanno frenato la diffusione dei veicoli a impatto zero. In questo campo le soluzioni sono piuttosto diversificate: ci sono costruttori che propongono sistemi di ricarica plug in (cioè con attacchi di alimentazione utilizzabili in una normale presa di corrente domestica, a 220 V), altri che necessitano di prese specifiche ad alta tensione, altri ancora che propongono sistemi misti. Utilizzando il sistema di distribuzione convenzionale, i tempi di ricarica sono lunghi (dalle sei/otto ore in su) e quindi necessitano di lunghe soste (in pratica è necessario fare il pieno di energia durante la notte), mentre gli altri sistemi sono nettamente più rapidi (possono bastare pochi minuti per assicurare un autonomia di parecchie decine di chilometri, mentre per una ricarica completa si arriva al massimo alle 2-3 ore), ma necessitano di sistemi di approvvigionamento e distribuzione specifici. È quindi ipotizzabile la diffusione di aree di servizio specializzate, che potrebbero essere facilmente installate anche presso le grandi aziende (se la burocrazia delle autorizzazioni sarà meno farraginosa), per facilitare i rifornimenti delle auto di flotta. Quali auto guideremo La grande incognita nella realizzazione di una flotta elettrica è costituita dai limiti di utilizzo che abbiamo esposto poc anzi. Molti addetti ai lavori ipotizzano che le auto elettriche prossime venture saranno destinate soltanto alle flotte di pool e confinate a un utilizzo prevalentemente urbano. MissionFleet non è di questo parere. La tecnologia in arrivo consentirà da subito di sviluppare una car policy a impatto zero per buona parte della flotta. Offrendo modelli di vetture di ogni dimensione (dalle citycar alle berline di dimensioni generose, dai suv ai veicoli commerciali), con prezzi di acquisto di poco superiori a quelli delle vetture di analoghe dimensioni ma dotate di alimentazione convenzionale, e con sensibili risparmi in termini di costi di gestione. Come sottolineato dal professor Sergio Savaresi durante l ultimo evento GreenFleet organizzato dalla nostra Casa editrice, il costo (e la resa termica) dell energia elettrica è nettamente inferiore rispetto a quello garantito dai motori alimentati a combustibile di derivazione fossile. Il rapporto attuale è di quasi 10 a 1. Il che significa che un kilowatt di energia costa un decimo rispetto ai carburanti convenzionali. Siccome la forbice dei prezzi tra energia elettrica e benzine è destinata ad aumentare nei prossimi anni (a causa della riduzione delle scorte di petrolio, delle tensioni economiche La Pininfarina Bluecar sarà grande come una Panda avrà un autonomia di 250 km. Inizialmente sarà disponibile soltanto con la formula del noleggio. La tecnologia in arrivo consentirà da subito di sviluppare una car policy a impatto zero per buona parte della flotta e politiche sui mercati internazionali eccetera), il prezzo della corrente sarà sempre più competitivo in prospettiva. Dunque l auto elettrica rappresenta il vero futuro della mobilità. Nell ambito dei costi di esercizio, però, occorre considerare la durata limitata degli accumulatori, che oggi possono essere sottoposti a un numero di cicli di carica-scarica che richiedono una sostituzione dei complessivi più frequente rispetto alle revisioni/sostituzioni dei motori convenzionali. Per questo motivo molti costruttori stanno pensando a un sistema di distribuzione e assistenza delle batterie disgiunto dall auto. In pratica sono allo studio dei sistemi che prevedono la vendita o la locazione dell auto elettrica a un prezzo prefissato, che non comprende il noleggio o leasing delle batterie, che sono invece soggette a un canone separato, che prevede la sostituzione totale a intervalli specifici. L altra incognita alla diffusione dei veicoli elettrici è legata alle politiche sugli incentivi all acquisto. Se venissero confermati i bonus statali previsti nel 2009 per le alimentazioni elettriche (3.500 euro GENNAIO-FEBBRAIO 2010 MISSIONFLEET 17

15 Guida all acquisto La Chevrolet Volt dispone di un motore a scoppio a supporto di quello elettrico: serve a ricaricare le batterie per aumentare l autonomia. per l acquisto, più euro in caso di rottamazione dell usato), i prezzi delle auto a zero emissioni non si discosterebbero di molto dalle corrispondenti vetture a gasolio. Ma al momento di mandare in stampa questo numero di MissionFleet, l orientamento del Governo è di abolire ogni sistema di incentivazione, salvo riprendere il discorso più avanti (in corrispondenza dell inevitabile crollo delle immatricolazioni), studiando un sistema di bonus che favoriscano ancora di più i veicoli a minore impatto ambientale (e quindi soprattutto quelli elettrici). Nel segmento delle elettriche da utilizzo prevalentemente cittadino è destinato a esordire un marchio celeberrimo dello stile: Pininfarina I modelli in arrivo La prima auto elettrica già disponibile ai clienti è la Smart For Two ED, identica in tutto e per tutto alla nota citycar, ma che, al posto del motore benzina o diesel, monta un propulsore elettrico da 41 CV, con batterie al litio ricaricabili, un autonomia dichiarata di 135 km e prestazioni molto simili a quelle delle Smart convenzionali. Per il momento la Smart ED non si può comprare, ma soltanto noleggiare, e limitatamente alle città considerate area-test: Milano, Pisa e Roma. Il canone di noleggio è di 400 euro più Iva tutto compreso per 48 mesi. La vendita vera e propria della Smart ED inizierà dal Dalla mini-citycar all auto ancora più lillipuziana: la Renault ha lanciato Twizy, un auto dalle dimen- sioni contenutissime soprattutto in larghezza, che sarà l ideale da guidare in città. Offre infatti dimensioni simili a quelle di una moto, abitabilità limitata a due posti (in tandem, cioè uno davanti e uno dietro). La forma è originale: quasi a uovo. Lunghezza 2,3 metri, larghezza 1,1 metri. Motore minuscolo, ma sufficiente a conferire la massima agilità in città (i motori elettrici sono in grado di erogare la coppia massima sin dall avviamento e la mantengono costante a tutti i regimi di rotazione). 20 i CV, 75 km/h la velocità massima, autonomia di 100 km. In vendita a metà Decisamente più automobile sarà la Volkswagen E- Up!, derivata dalla prossima citycar del colosso di Wolfsburg la Up! Sarà in vendita dal 2013, ma già se ne conoscono le caratteristiche tecniche salienti: 3,2 metri di lunghezza, due posti davanti e due dietro (uno destinato a un utilizzo occasionale, perché più sacrificato), motore molto brillante (82 CV), autonomia di 130 km, cambio a due sole marce (avanti o indietro). Semplice ma efficace. Nel segmento delle elettriche da utilizzo prevalentemente cittadino è destinato a esordire un marchio celeberrimo dello stile: Pininfarina che, in joint venture con la francese Bolloré, ha realizzato una monovolume di 3,65 metri di lunghezza (grossomodo la dimensione di una Fiat Panda), quattro posti veri, motore elettrico da 68 CV, alimentato da batterie ai polimeri di litio. 130 km/h di velocità massima, autonomia di 250 km. Sei ore il tempo di ricarica, in una normale presa di corrente da casa (220 V). Anche per la Pininfarina Bluecar è previsto il lancio (a metà di quest anno) con una formula di noleggio a lungo termine, mentre la vendita non inizierà prima del Triade franco-nipponica Invece quest anno, a partire (forse) da luglio, si potranno acquistare un terzetto di auto elettriche derivanti da un progetto comune: Citroën C-Zero, Peugeot ion, Mitsubishi i-miev. Quest ultima è già in vendita in Giappone, a un prezzo di oltre euro (ma nel paese del Sol Levante i listini sono più alti rispetto a quelli europei). Le versioni francesi (Citroën e Peugeot) differiranno di qualche particolare secondario tra loro, ma avranno meccanica in comune: 3,4 metri di lunghezza, quattro porte e quattro posti, 150 km di autonomia, sette ore per la ricarica completa in una normale presa di corrente. Pare che le versioni francesi saranno esclusivamente noleggiabili, mentre la vendita avverrà più in là nel tempo. Già commercializzata, ma soltanto negli Usa, in Inghilterra e in Germania, è la Mini E, con batterie al litio e autonomia di 200 km. La proprietaria del 18 MISSIONFLEET GENNAIO-FEBBRAIO 2010

16 Guida all acquisto marchio, la BMW, non ha ancora fatto conoscere quando è prevista la commercializzazione in Italia. Mentre decisamente più articolata è la gamma Z.E. (cioè Zero Emission) della Renault, che oltre alla Twizy, prevede di lanciare, tra quest anno e il 2011, altri tre modelli: un veicolo commerciale, il Kangoo (95 CV, 160 km di autonomia), una sportiva (la Zoe), che arriverà per ultima, una berlina a 4 porte di dimensioni corrispondenti a quelle di una vettura media. Quest ultima, denominata Fluence, è forse il modello più interessante. In pratica è la versione a tre volumi della Mégane, ma dotata di un motore elettrico da 95 CV (e autonomia simile a quella del Kangoo). La Fluence consente tre modalità di ricarica distinte: tramite la classica presa da utenza domestica (6 ore circa per un pieno di energia), tramite una presa trifase da 400 Volt (20 minuti per una carica completa), attraverso la sostituzione fast fit del pacco batterie presso una stazione di servizio abilitata (in soli tre minuti, un operazione da Formula 1 ). La Fluence arriverà in Italia tra la fine di quest anno e l inizio del Nissan in anticipo (non da noi) Il costruttore giapponese, che appartiene a Renault e con la Casa francese ha realizzato gli studi più approfonditi sui veicoli elettrici, è già pronta per il mercato: la Leaf, una berlina 5 porte lunga 4,5 metri, è dotata di un motore elettrico da 109 CV (160 km di autonomia). Già prenotabile in Giappone e negli Usa (a un prezzo corrispondente a circa euro), arriverà in Italia nel La Leaf offre anch essa la doppia modalità di ricarica: tramite la spina della corrente domestica, il pacco batterie ripristina il pieno in otto ore, ma attraverso la presa trifase dispone dell 80% della ricarica in circa mezz ora. Gli americani sono in pole position per l introduzione di veicoli elettrici di serie, anche se la strada percorsa da General Motors si basa su una tecnologia non totalmente elettrica, sebbene differente rispetto all ibrido a cui siamo abituati (che abbina il motore elettrico a quello a scoppio in funzione di supporto al motore tradizionale). La Chevrolet Volt (o la quasi gemella Opel Ampera) hanno un motore elettrico con batterie agli ioni di litio da ben 150 CV, che garantisce un autonomia di km circa. Che è abbinato a un motore a scoppio (a benzina) di 1,4 litri che serve unicamente da generatore per il pacco batterie del propulsore elettrico. Così non si rimane mai a piedi e l autonomia sale a ben 500 km. In alternativa, si possono ricaricare le batterie con un sistema plug in (nella presa di corrente domestica) in circa 3 ore. La Opel Ampera non è un auto a impatto zero, ma quasi. Tutti i costruttori si stanno cimentando a fondo sui veicoli totalmente elettrici: in Corea, per esempio, Kia e Hyundai hanno già commercializzato alcuni esemplari, limitando però le vendite iniziali alle flotte pubbliche. I tedeschi BMW e Mercedes puntano sui sistemi fuel cell, basati sull utilizzo di idrogeno (che produce l energia necessaria per alimentare il motore elettrico). Le emissioni dei motori a idrogeno sono pari a zero, perché allo scarico producono acqua. Ma la tecnologia a idrogeno sarà alla portata dell utenza normale solamente tra un po di anni. Ben più vicini alla serie i prototipi dei costruttori americani La Peugeot ion è la gemella della Citroën C-Zero e della Mitsubishi i-miev. Ford e Chrysler. Con quest ultimo costruttore che, entrato in orbita Fiat, collabora col nostro costruttore nazionale alla realizzazione del primo veicolo elettrico Fiat di nuova generazione (ricordiamo che Fiat già dagli anni Ottanta produceva in piccola serie la Panda Elettrica, e poi la Seicento). Il Gruppo torinese, ben lungi dall essere un passo indietro rispetto agli altri costruttori, ha preferito semplicemente puntare su altre tecnologie meno futuribili per ridurre da subito l impatto ambientale delle proprie auto. Stiamo parlando della gamma Natural Power a metano. Ma questa è un altra storia. GENNAIO-FEBBRAIO 2010 MISSIONFLEET 19

17 Guida sicura Top Instructor Massimiliano Max Musso (nella foto), classe 1965, è stato eletto Top Instructor 2009 del Centro Internazionale Guida Sicura Alfa Romeo. Ha raggiunto il miglior punteggio medio tra quelli assegnati all interno dei questionari anonimi compilati al termine dei corsi dai circa partecipanti dello scorso anno. Dopo una carriera nei rally, Musso ha alternato la passione per i corsi di guida a quella per lo sci, di cui è maestro a Cervinia. Ha ricoperto anche il ruolo di coordinatore dei piloti-istruttori. Nuovi corsi per Aci Vallelunga Il Centro di Guida Sicura Aci Sara Vallelunga rende note le date dei corsi per il mese di marzo: il giorno 13 è previsto un corso auto, mentre il 21 un corso auto e un corso auto avanzato. Secondo l ormai consolidata formula del centro, il training formativo ha l obiettivo di trasferire ai partecipanti la consapevolezza dei propri limiti; la conoscenza del cor- retto funzionamento dei più diffusi sistemi di sicurezza di cui sono dotati i veicoli; la confidenza con le manovre da effettuare nelle più frequenti situazioni di guida critiche nelle quali spesso l istinto può portare ad effettuare manovre errate. Info: Guida estrema Le piste da sci sono un concentrato di divertimento, tecnica e velocità, da affrontare con la massima attenzione per emozionanti discese in auto in tutta sicurezza. E proprio così sono le piste che, ogni giorno, vengono affrontate dalle vetture Volkswagen. Grazie ai consigli di Guida Sicura Volkswagen, è possibile controllare con efficacia il proprio veicolo anche in condizioni di guida estreme. Il marchio, in collaborazione con Monterosa Ski e i comuni di Alagna e Riva Valdobbia, ha recentemente presentato nella località sciistica di Alagna Valsesia (VC) un esclusivo evento per promuovere la sicurezza: i numerosi ospiti presenti hanno potuto vivere in prima persona emozionanti prove di guida gratuite. Il percorso, allestito presso il circuito Monterosa Ring di Riva Valdobbia, è stato affrontato a bordo di alcuni tra i più esclusivi modelli Volkswagen, come Tiguan Track&Field e Golf R32. Vederci chiaro Non sarebbero solo il sonno, l alcol e le droghe a mettere a rischio l incolumità di chi guida: sembra infatti che il 32% dei conducenti di autoveicoli non abbia i requisiti minimi di capacità visiva richiesti dalle legge. È questo il dato allarmante che emerge dalla ricerca L importanza di una corretta compensazione visiva per una guida sicura realizzata dall Università Bicocca di Milano per conto della Commissione Difesa Vista. Accordo tra ASC e Mercedes La scuola di guida sicura ASC e Mercedes-Benz Italia hanno siglato un accordo di collaborazione con l obiettivo di rafforzare l impegno nella divulgazione della cultura della sicurezza stradale e dell eco-sostenibilità. La partnership prevede che i corsi di guida sicura di ASC si svolgano con vetture della casa di Stoccarda progettate con elevati standard di sicurezza, comfort ed ecocompatibilità. Mercedes Benz metterà a disposizione della scuola 35 autoveicoli. Quattro le vetture per i corsi dedicati alle persone diversamente abili (4 Classe A, di cui 2 Coupè), al fine di migliorarne l autonomia e il reinserimento nel mondo del lavoro. «I nuovi corsi di guida percettiva ed ecosicura che verranno erogati con le vetture Mercedes sono in linea con la mission aziendale, si pongono l obiettivo di migliorare il comportamento alla guida degli allievi e il loro livello di ricettività e consapevolezza al volante» ha dichiarato Paolo Mauri, amministratore delegato di ASC. «Attraverso un percorso formativo teorico e pratico, i nostri corsi non trascurano alcun aspetto: dalle nozioni base (posizione di guida, regolazione poggiatesta e posizione delle mani sul volante), fino alla gestione delle situazioni più difficili (controllo del mezzo in sottosterzo, sovrasterzo, frenata di emergenza, in curva e differenziata), evidenziando le cause del mancato controllo del veicolo affinché si possano prevenire eventuali situazioni di emergenza». «Le persone sono al centro della nostra azione e della nostra mission aziendale» ha dichiarato Vittorio Braguglia, direttore generale di Mercedes-Benz Cars. «La sicurezza è un valore chiave per Daimler e tecnologie all avanguardia per la sicurezza attiva e passiva, insieme a programmi di sensibilizzazione e formazione degli automobilisti, sono strumenti cruciali per sostenere l obiettivo di una guida responsabile». 20 MISSIONFLEET GENNAIO-FEBBRAIO 2010

18 Green policy Cosa c è dietro alle scelte verdi delle aziende Qual è lo stato dell arte delle politiche ecologiche delle aziende? E cosa le guida? Una sincera riflessione ecologica o altre considerazioni? Facciamo il punto sulle migliori car policy green aziendali, valutando se e in che modo si può fare di più. di Mauro Serena Nel corso dell ultimo anno le aziende si sono mosse attivamente sul fronte dell ecologia. Le preoccupazioni espresse a livello mondiale dai maggiori esperti sul clima sono state sicuramente raccolte dai massimi dirigenti politici e aziendali e illustrate all interno del bilancio ecologico aziendale che rappresenta una parte fondamentale degli impegni presi dalle organizzazioni in tema di Corporate Social Responsibility (CSR). Parlare di green è diventato anche una moda e la riduzione delle emissioni un argomentazione necessaria per coniugare la crescita aziendale all interno di una prospettiva politicamente corretta. La flotta auto entra a pieno titolo in questa discussione, dato che il traffico è uno dei principali responsabili della crescita dei gas serra, di conseguenza quasi tutte le grandi aziende hanno predisposto (o si stanno preparando a farlo) una green car policy. Cosa guida le aziende verso questa decisione? Una sincera riflessione sulla necessità di contribuire a rendere migliore il mondo in cui viviamo? Esigenze d immagine legate alla CSR? Desiderio di risparmiare? La risposta corretta è: un mix di tutte queste motivazioni. Le aziende, a meno che non siano particolarmente illuminate, evitano di sobbarcarsi costi non direttamente legati al loro business finché non sono costrette a farlo da una legge o dal mercato. Anche l immagine aziendale conta in queste decisioni: il responsabile della flotta di una nota azienda farmaceutica mi raccontava tempo fa che nel suo settore è impensabile non portare avanti una politica di rispetto dell ambiente e della salute, dal momento che la sua azienda rappresenta proprio i valori della salute dell individuo. Vera e falsa ecologia In un contesto che spinge le aziende a dichiararsi verdi principalmente per motivi d immagine e di bilancio ecologico, può capitare d imbattersi in alcune che non sono sfuggite alla tentazione di predisporre una green policy che in realtà consolida la situazione preesistente e permette ai driver di aggirare i limiti di emissione, magari pagando una piccola penale. È il caso di una grande multinazionale che recentemente ha introdotto un limite di emissione nella propria flotta, permettendo però ai driver di scegliere vetture con emissioni superiori pagando una cifra mensile fissa molto bassa e non proporzionale alle emissioni stesse: i driver che scelgono un modello al di sopra del limite fissato in policy, pagano tutti la stessa cifra mensile, sia che il limite venga superato di pochi g/km, sia che la vettura scelta sia una lussuosa berlina da 300 CV. Se consideriamo che, in occasione della pubblicazione della cosiddetta green policy, questa azienda ha anche introdotto la possibilità per i suoi top manager di ordinare grandi Suv e auto con cilindrata fino a 3000 cc, ci rendiamo conto di come questa nuova regola non sia particolarmente efficace nell abbassare la soglia di emissioni, dato che i driver delle fasce medie e basse potranno ordinare una vettura fuori griglia pagando poche decine di euro al mese di penale e addirittura i top manager potranno assicurarsi auto altamente inquinanti pagando la stessa cifra irrisoria. Però si può stare certi che questa azienda, nelle sue comunicazioni esterne dichiarerà di aver approvato e introdotto una car policy verde con un limite alle emissioni e che i dipendenti che 22 MISSIONFLEET GENNAIO-FEBBRAIO 2010

19 Green policy chiederanno una vettura al di sopra di questo limite dovranno pagare una penale! Quello appena illustrato è un caso nel quale il bisogno di adeguarsi alle richieste della comunità civile (e magari della capogruppo straniera) viene annacquato dal desiderio di non penalizzare i dipendenti e addirittura di favorire gli alti dirigenti, complice un sistema di valori che vede l auto più piccola come una diminuzione di status, invece di un contributo alla salvaguardia del proprio pianeta. Invece la cultura aziendale deve diventare un fondamentale portavoce dei valori di ecologia e risparmio energetico, anche e soprattutto per quanto riguarda l auto e questo cambiamento culturale dovrebbe partire proprio dall alto. Una green policy veramente efficace Introdurre la componente ecologica nella car policy significa intraprendere un cammino che si dispiegherà su un arco temporale di un certo respiro, sarà pianificato per fasi e richiederà chiare prese di posizione da parte del management, in chiave CSR e di gestione delle persone. A partire dalle scelte che possono impattare i costi a breve termine, come ad esempio l allungamento delle scadenze, proposto dai NLT e apparentemente in contrasto con l obiettivo di svecchiare il parco. In generale, scadenze più lunghe portano a ridurre il bisogno di auto nuove, con conseguenze positive in termini di bilancio ecologico globale: infatti, occorre considerare il ciclo totale di produzione, utilizzo e smaltimento del veicolo, non solo limitarsi alle emissioni di CO2. Per valutare correttamente in termini ecologici l impatto dell allungamento delle scadenze occorrerebbe esaminare l anzianità della flotta e dei veicoli coinvolti nell operazione, nonché approfondire le proposte del NLT in termini di compensazione di emissioni, per far sì che l eventuale differenziale tra livello medio di emissioni del parco attuale e di quello desiderabile sia ben compensato da opportune azioni in grado di produrre un impatto finale pari a zero. In caso di superamento dei limiti di CO2 previsti dalla policy, la differenza di emissioni sulle nuove auto ordinate può essere penalizzata con un contributo ecologico (i fleet manager amano usare il termine carbon tax ) a spese del dipendente. Anche questa iniziativa deve essere orientata da una chiara decisione del management. Purtroppo, come abbiamo visto nel caso citato in precedenza, spesso il sistema premi-punizioni si trasforma in premi-premi, con la tendenza a salvaguardare le posizioni di status acquisite da parte dei driver. In una car policy verde veramente efficace, il concetto di pagare per inquinare non dovrebbe trovare posto e il management aziendale dovrebbe fissare soglie vincolanti coerenti con l obiettivo di ridurre consistentemente le emissioni. Questa iniziativa dovrebbe essere preparata con il coinvolgimento di tutte le parti interessate, soprattutto i driver: infatti, tutte le volte che il fleet manager ha coinvolto fin dall inizio una rappresentanza degli assegnatari nelle preparazione della green policy, i risultati sono La cultura aziendale deve diventare un fondamentale portavoce dei valori di ecologia e risparmio energetico stati apprezzabili e l accettazione delle nuove regole ampia e diffusa, perché sono state percepite come una necessità e non come un imposizione. Invece, l introduzione dell ecologia nelle car policy diventa spesso causa di discriminazione tra le categorie di utilizzatori: downsizing e penalizzazioni per i driver di livello inferiore, mantenimento della situazione attuale (o miglioramento) per i top manager. Vero è che le vetture di rappresentanza dei dirigenti sono numericamente inferiori, ma il valore dell esempio e dell impegno in prima persona nella causa ecologica da parte dei top manager non viene stimolato e il rischio che la policy ecologica venga percepita come una penalizzazione solo per alcuni driver è concreto. I risultati dell applicazione delle green policy Le soluzioni adottate dalle aziende italiane consistono in una serie di misure aventi l obiettivo di ridurre la cilindrata, i consumi e le emissioni. Attraverso l introduzione di soglie massime di inquinamento (più o meno vincolanti), l applicazione di penali proporzionali per i g/km eccedenti il limite e la scelta di una griglia di modelli rispondenti al concetto di downsizing (motori più piccoli, ma potenza salvaguardata), sono stati ottenuti risultati concreti in termini di riduzione delle emissioni e di risparmi, che hanno riguardato sia i canoni (vetture più economiche e con un maggior valore residuo prospettico) sia il consumo di carburante, che ha registrato riduzioni medie del 10%, certificato dai report delle fuel card elettroniche, ovvero un risparmio di E per auto all anno. Questi risultati dimostrano che è già possibile avvicinare gli obiettivi fissati dalla UE. Inoltre, una percentuale consistente dei driver ha GENNAIO-FEBBRAIO 2010 MISSIONFLEET 23

20 Green policy In caso di superamento dei limiti di CO2 la differenza di emissioni sulle nuove auto ordinate può essere penalizzata con un contributo ecologico a spese del dipendente rivisto le sue scelte al momento di ordinare l auto nuova, ovvero ha richiesto un modello simile o uguale al precedente con una motorizzazione minore. A proposito della riduzione dei consumi e delle emissioni, quasi tutti i fleet manager che hanno condotto misure specifiche hanno segnalato una discrepanza anche del 50% tra i dati di risparmio forniti dalla casa e quelli effettivi. Ciò può dipendere naturalmente sia dalle percorrenze specifiche della flotta in oggetto sia dall accuratezza della misura, ma in generale evidenza la necessità di predisporre un sistema di misura affidabile e testato nel tempo, che non si limiti a prendere per buone le informazioni teoriche, che risultano oltretutto differenti a seconda della fonte che si consulta. L utilizzo di apparati specifici per la misura delle emissioni effettive sarebbe la soluzione ideale per risolvere il problema della differenza tra emissioni di CO2 reali e teoriche e per valutare in maniera personalizzata le emissioni di ciascun veicolo. Le aree di applicazione Una green policy veramente completa, non dovrebbe limitarsi solo a definire delle soglie di riferimento e un sistema di penalità per il loro supe- ramento, ma anche a costruire un modello di mobilità sostenibile basato sul coordinamento di specifiche aree di miglioramento. Innanzi tutto, come abbiamo visto, un oculata scelta di modelli e motorizzazioni che garantiscano una costante diminuzione delle emissioni nel tempo, attraverso un piano di progressiva eliminazione dei modelli più inquinanti, la definizione di limiti sempre più stringenti e non negoziabili e l adozione di alimentazioni alternative, attraverso un programma che consenta di verificarne l impatto reale. Diversi fleet manager, infatti, hanno verificato attraverso opportune misure che le vetture ibride, per fare un esempio, hanno, nelle loro rispettive realtà, un TCO maggiore rispetto ai veicoli diesel e consumano (e inquinano) di più, data la tipologia di strade percorse. Ma questo non è sufficiente. Attraverso lo studio della reportistica delle fuel card e l adozione di strumenti di misurazione delle emissioni per ciascuna vettura, è necessario programmare la riduzione dei consumi a parità di chilometri percorsi, anche grazie al supporto di corsi di guida ecologica. Infine, è auspicabile ridurre i chilometri percorsi attraverso piani di razionalizzazione dei viaggi e l adozione del telelavoro tutte le volte che è possibile. Tutte azioni che meritano un approfondimento e una pianificazione ragionata e strutturata nel tempo, affinché l ecologia non rappresenti solo una voce della CSR o una moda, ma un valore ben radicato nella cultura aziendale e un vantaggio competitivo per il futuro, considerando il livello di severità che verrà adottato dagli organismi internazionali negli anni a venire. 24 MISSIONFLEET GENNAIO-FEBBRAIO 2010

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