Augustin BAUDOUIN. Buongiorno a tutti ragazzi, non so se la vostra professoressa vi ha detto perché sono qui oggi?

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1 Augustin BAUDOUIN Buongiorno a tutti ragazzi, non so se la vostra professoressa vi ha detto perché sono qui oggi? Vengo per parlare della vita nei campi di concentramento. Prima dovete sapere che i deportati arrivavano molto deboli dopo il viaggio nel treno. Quando la gente arrivava, i nazzisti tagliavano i capelli a tutti poi una metà andava direttamente alla «doccia» e l'altra «più fortunata» se posso dire, andava a lavorare in condizioni molto brutte. Lavoravano nel fango, nel freddo tutto questo senza avere mangiato niente. Poi qualche volta i tedeschi venivano e prendevano alcune persone per andare alla «doccia» anche loro. Alla fine tutte le persone erano stanche, alcune non avevano forza di vivere e morivano nel fango. Ma in qualche campo i deportati hanno fatto la rivoluzione e hanno riusciuto a uscire da campi. Se avete delle domande fatemele!

2 Mathilde BRIANCON Buongiorno a tutti, Mi chiamo Primo Levi e voglio raccontarvi la vita dei deportati nei campi di concentramento. Avete una vita bellissima rispetto a noi. Vivete in case tiepide, mangiate come volete, vedete la vostra famiglia e gli amici quando volete. Mentre noi, vivevamo in case fredde, mangiavamo mezzo pane, eravamo separati dalla famiglia e dagli amici. Bisogna che sappiate che la vita nei campi era molto difficile, non potevamo lavarci. Non avevamo più vestiti né capelli né identità!! Avevamo dei numuri tatuati!! I prigionieri pensavano sempre alla morte! Penso che sia bene parlavi di quest epoca facendovi parte della mia esperienza perché ormai penserete a tutte le persone esecutate nei campi. Ho paura che quest epoca sia totalmente dimenticata più tardi. Grazie mille per la vostra attenzione e arrivederci.

3 Romane CHOLET Buongiorno a tutti. Per cominciare voglio parlarvi di tutta la mia vita ma in particolare della mia vita quando ero in un campo di concentramento. Quando sono stato deportato a Auschwitz, non immaginavo tutti gli orrori del campo. Ho passato due anni in questo campo mentre molte persone restavano a casa loro. Non critico queste persone, dico solo che questo periodo era molto ingiusto. Tutte queste persone erano al riparo dalla violenza, dalla malnutrizione, dal freddo e da altre cose. Quando sono arrivato nel campo, ho visto due collone di persone. A destra, le donne con i bambini e a sinistra gli uomini. Eravamo trattati come bestiame!!! Le donne come gli uomini non avevano più capelli né nome : avevamo un numero. Eravamo completamente disumanizzati. Nel campo, eravamo trattati malissimo. Eravamo picchiati se non volevamo lavorare. Lavoravamo tanto. Moralmente, avevamo l'impressione che non

4 eravamo più esseri umani. Questa senzazione era veramente orribile. Tutti i giorni, dovevamo lavorare molto in condizioni veramente difficili!! Per esempio, anche se pioveva, dovevamo lavorare. Come lavoro, dovevamo o seppellire i nostri compagni, o uscire i corpi dalle salle dove morivano!! Per il futuro, ho paura che voi dimentichiate di raccontare ai vostri figli tutta la storia della seconda guerra mondiale. Penso che abbiate il dovere di ricordarvi e per questo bisogna che trasmettiate il ricordo degli orrori dei campi.

5 Julie ROUMIEU A casa vostra avete acqua calda, avete da mangiare, da bere, vivete in una casa dove fa caldo. Sapete che avete molta fortuna perchè vivete in buone condizioni mentre nei campi di concentramento, le condizioni non erano come le vostre! Vivevamo nel freddo, senza cibo, senza igiene. I nazzisti facevano di male ai deportati. C erano molti morti, delle persone riuscivano a sopravvivere ma era molto difficile. I prigionieri perdevano la memoria, non si ricordavano più della loro vita di prima anche facendo sforzi. Non avevano più forza né energia per farlo. Penso che bisogna ricordarsi di quest esperienza terribile, perché ho paura che la gente non capisca cosa abbiamo vissuto nei campi. Bisogna che parliate alla vostra famiglia ai vostri amici perchè è importante sapere quello che è realmente successo!

6 Lena ALBERT Buongiorno a tutti, Vengo a parlarvi del mio passato, e della mia vita quando ero giovane. Per cominciare voglio raccontarvi la vita nei campi di concentramento. Un campo di concentramento era un luogo dove i nazzisti deportavano gli ebrei, i disabili, gli oppositori al loro regime. Siccome sono ebreo, sono stato deportato... Contrariamente alla vostra condizione di vita, tranquilla e sicura, senza paura di morte, la vita nel campo era orribile, passavamo il tempo facendo lavori nelle fabbriche o allora dovevamo prendere le cose care dei morti ( i denti in oro per esempio), o ancora scavavamo delle troncate dove i nazzisti mettavano i morti tutti insieme! Penso che sia la cosa più orribile che un uomo possa vivere nella sua vita! Quando arrivavamo nel campo, i nazzisti separavano le donne dagli uomini, e i bambini andavano con la loro madre, ma erano uccisi meno di una settimana dopo, in camere di gas! Le donne avevano i capelli rasi, non avevano più femminiltà perché erano magre, e non avevano più nome, ma un numero per sostituirlo. Tutta la gente era in pigiama, anche in inverno, dunque alcuni morivano di

7 freddo. Lottavamo per avere un po' da mangiare, lottavamo contro il freddo, ma eravamo esauriti! I soldati ci consideravano come animali senza anima. Le donne vedevano i loro bambini morire, ma non potevano dire niente perché se no, anche loro morivano, fucilate. Quando infine potevamo dormire la notte, a volte, i soldati domandavano a un volontario di raccogliere i morti, e quando aveva finito, e che aveva le mani ricoperte di sangue e di fango, non poteva neanche lavarsi! Ho paura che non abbiate capito tutto, ma penso che abbiate capito il più importante, allora per la memoria dei morti per il vostro paese, bisogna che vi ricordiate di questi orrori facendo un dovere di memoria, più precisamente ripetendo a tutti questa storia : ai vostri futuri figli, ai vostri genitori, agli amici, mentre vi alzate, coricandovi, e scolpitela nel vostro cuore, per favore! Se avete delle domande, non esitate, se no vado nelle altre classi! Arrivederci a tutti, e grazie per il vostro ascolto!

8 Lucie BRIAND Giovani! Sono Primo Levi, sono nato nel 1919 a Torino. Ho scritto " Se questo è un uomo" che tratta della mia esperienza durante la seconda guerra. Ero deportato nel campo a Auschwitz. Le condizioni di vita erano pessime : avevo paura di morire. Lavoravo nel fango. Ero un prigioniero di Hitler. Dovevo lottare contro la morte siccome le condizioni erano troppo difficili. Ho visto delle persone morire davanti a me. Era orribile. Eravamo trattati come animali. Eravamo disprezzati. Durante la guerre avero un malessere morale perchè eravamo dei pregionieri del diavolo. Lavoravo intensamente, ero alla fine sfinito. Provavamo anche un malessere fisico non avevamo più forza. Ogni giorno ricominciavo il lavoro, ero uno schiavo. Morivamo mentre Hitler dirigeva il mondo.

9 Voi giovani, spiegate agli altri gli orrori di questa guerra come me l ho fatto per voi per favore! Grazie a tutti e spero che spiegherete ai più giovani la mia esperienza. Ero testimone di un' atrocità e di un omicidio, era la Seconda Guerra!

10 Inès MARDINLI Buongiorno a tutti! Salve signore! Allora mi presento, mi chiamo Primo LEVI e sono uno scrittore. Adesso voglio parlarvi della mia esperienza in un campo di concentramento. La vita era terribile. Non vivevamo nelle case tiepide, non vivevamo sicuri mentre voi vivete tranquilli in belle case, con dei visi amici. Durante la mia deportazione, ho visto tante persone morire per un si o per un no ; la morte era costantemente intorno a noi. Tutti i giorni avevo paura di morire. Le condizioni di vita erano orribili, le donne erano senza capelli e anche senza nome, avevano perduto la loro feminiltà e non avevano più niente di una donna o di una madre. La gente lottava per mezzo pane mentre voi a casa avete il cibo caldo tutto pronto! Gli uomini lavoravano tutta la giornata nel fango e nel freddo. Penso che la mia testimonianza sia importante per mostrarvi la verità sui campi ma anche per effettuare il

11 nostro dovere di memoria. Bisogna che voi giovani, parliate della vita nei campi ai vostri amici o alla vostra famiglia per ricordarvi delle persone morte ingiustamente nei campi. Ecco ho finito la mia storia. Vi lascio e vi dico buona giornata. Ciao! Ciao!!

12 Margot NISME Buongiorno bambini! Mi prensento sono Primo Levi. Bisogna che sappiate che noi, i deportati siamo stati in una situazione molto difficile perché lavoravamo nel fango, morivamo per un si o per un no e soprattutto pensate alle donne che non avevano capelli e neanche un nome! Ma dai! E brontolate studiando maalmeno voi, mangiate cibo caldo e vivete sicuri nelle vostre case! Per noi la giornata era lunga perché non stavamo bene. I prigionieri erano trattati male, erano in una situazione di malnutrizione. Spero che più tardi, non sarete in queste condizioni perché non è bene per i bambini.

13 Damien MERIC «Buongiorno a tutti! Sono Primo Levi e sono nella vostra scuola, per parlare della deportazione e soprattutto della mia deportazione. La guerra era terribile, ho passato due anni nei campi. La vita era orribile e c'erano delle condizioni di vita catastrofiche, molta gente ne è morta. La vostra vita è bellissima mentre la nostra era complicata. La vita per i deportati era una grossa miseria. Non potevamo fare la doccia come voi ma dovevamo lavorare molto. I nazzisti ci disumanizzavano radendo i nostri capelli, ritirando la nostra identità per darci un numero. Eravamo degli animali. I prigioneri e i deportati, dunque anche io, avevamo problemi fisici e morali! Non potevamo dormire, dovevamo lavorare ancora e ancora. Ho paura che diventiate persone aggressive o peggio ancora. Bisogna che siate forti e intelligenti. La vita è complicata.»

14 Morgane AILLAUD Buongiorno a tutti, sono Primo Levi e vengo a parlarvi dei campi di concentramento negli anni quaranta. Voi avete fortuna siccome vivete nelle vostre case tiepide con il cibo caldo e gli amici la serata mentre noi nei campi dovevamo lottare per mezzo pane e dormivamo nel freddo. Prima i deportati erano tutti insieme nel treno scuro durante tre o quattro giorni. I nazzisti facevano di noi delle bestie di circo. Le donne avevano i capelli rasati e tutti i deportati non avevano più nome ma dei numeri. Molti deportati sono morti a causa di malattie o dei nazzisti. Il malessere è stato purtroppo molto presente nella vita quotidiana delle persone nei campi di concentramento. I nazzisti sono stati violenti perché ci uccidevano facendo delle cose orribili come metterci nelle «doccie» che erano infatti delle camere piene di gas pericolosi per noi. Non potevamo ricordarci di niente siccome non avevamo più forza né più anima. Avevamo gli occhi vuoti ma i nazzisti continuavano a torturarci. Era difficile vivere in queste condizioni. Penso che voi non abbiate la possibilità fisica di sopportare tutto quello che ho visto e vissuto. Le donne erano tutte insieme in una sola camera e anche per gli uomini era organizzato così. Non era possibile vivere normalmente. Non potevamo mai mangiare alla nostra fame allora

15 qualche persona morivano di fame. Per dormire avevamo molto freddo allora alcuni deportati morivano dal freddo o dal sonno siccome non potevano più dormire tranquillamente. Altri morivano nelle «doccie» o ancora uccisi, assassinati. Gli altri, quelli che non morivano avevano fortuna ed io ne ho fatto parte. Infine bisogna che facciate attenzione a questa storia. Se pensate che il dovere di memoria sia importante per le generazioni future allora occorre raccontare tutto quello ai vostri figli. Ciao a tutti non dimenticate tutto ciocché vi ho detto!

16 Camille ROSATI Buongiorno, mi chiamo Primo Levi e sono qui per parlarvi d'un argomento che è molto triste e che ho vissuto : i campi. Siete tutti bambini con una casa calda e con tutto il cibo che volete. Ma i deportati erano persone obbligati a lavorare quasi tutta la giornata. Voi siete obbligati ad andare a scuola per avere lezione: non potete lamantarvi, è una gioia di andare a scuola! Siete in buona salute mentre i deporti erano sempre malati. Nei campi, i deportati non avevano più nome né cognome ma solo un numero e penso che era la cosa più umiliante. E soprattutto non avevano più capelli. I deportati erano tutti maltrattati perché non avevano molto cibo per vivere e molti morivano facendo il loro lavoro. Ogni giorno i deportati erano picchiati, dovevano lottare per avere un pò di cibo o qualcosa da mangiare. Per finire spero che non dimenticherete tutte le cose che vi ho detto perché è molto importante. Ho paura che se le dimanticate, quest'orrore possa ricominciare.

17 Sophie BONILLA CALVO Buongiorno a tutti!! Io sono Primo Levi, ho lavorato da chimico fino alla seconda guerra mondiale. Se io sono qui oggi è per parlarvi della deportazione. Adesso siete a casa vostra in sicurezza mentre all epoca i deportati erano nei campi di deportazione come Auschwitz. Le loro condizioni di vita non erano bellissime contrariamente a voi siccome mangiavano cibo freddo, dormivano tutti insieme e lavoravano molto a lungo. Adesso quando dormo, quando fa notte o allora quando sono solo ho paura che quest incubo ricominci. Penso che quest intervento per parlarvi sia importante perché dovete sapere quali rischi i deportati avevano preso per voi, e per la libertà del nostro paese. Bisogna che vi ricordiate per rispetto e per rendere omaggio a tutte le persone che sono morte per la libertà. Spero che più tardi spiegherete e racconterete questo ai vostri figli ricordandovi quello che vi ho detto oggi. Adesso devo partire nelle altre classi. Vi ringrazio di avermi ascoltato, fortuna a tutti. Arrivederci!!

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