Cosa è il protocollo di Kyoto?

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1 Cosa è il protocollo di Kyoto? (in vigore dal 16 febbraio 2005) Paolo Baggio

2 OBIETTIVO del protocollo Lottare contro i cambiamenti climatici con un'azione internazionale mirante a ridurre le emissioni di taluni gas attivi nell infrarosso ( ad effetto serra ) ritenuti potenzialmente responsabili del riscaldamento del pianeta

3 OBIETTIVO del protocollo Rappresenta un passo avanti importante nella lotta contro il riscaldamento planetario poiché contiene obiettivi vincolanti e quantificati di limitazione e riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra.

4 Overview

5 CONTENUTO del protocollo ll protocollo di Kyoto concerne le emissioni di sei gas ad effetto serra : biossido di carbonio (CO 2 ); metano (CH 4 ); protossido di azoto (N 2 O); idrofluorocarburi (HFC); perfluorocarburi (PFC); esafluoro di zolfo (SF 6 ).

6 CONTENUTO del protocollo Il Protocollo di Kyoto impegna i paesi elencati nell'annesso I della Convenzione (paesi industrializzati e paesi ad economia in transizione) a ridurre le emissioni annue di gas serra del 5,2 % rispetto ai valori del 1990, nel periodo , con riduzioni differenti per ogni singolo paese. l'unione Europea ha un obiettivo di riduzione del 8%,

7 CONTENUTO - ITALIA Italia impegnata a ridurre le emissioni del 6,5%. Obiettivo ambizioso perché: Italia è caratterizzata da bassa intensità energetica dal 1990 ad oggi emissioni italiane di gas serra notevolmente aumentate. Sforzo reale richiesto per rispettare al gli obblighi previsti dal Protocollo di Kyoto è del 19 % circa In termini assoluti equivale a riduzione emissioni di circa 93 milioni di Tonnellate di CO2eq.

8 CONTENUTO del protocollo Per alcuni Paesi dell'annesso I non è prevista alcuna riduzione delle emissioni, ma solo una stabilizzazione; ciò vale per la Federazione Russa, la Nuova Zelanda e l'ucraina. Invece, rispetto al 1990, possono aumentare le loro emissioni fino all'1% la Norvegia, fino all'8% l'australia e fino al 10% l'islanda.

9 Paesi inclusi nell'annesso I (per cui sono previsti vincoli per le emissioni) Australia, Austria, Belgio, Bielorussia, Bulgaria, Canada, Croazia, Danimarca, Estonia, Federazione Russa, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Giappone, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo Monaco,Norvegia Nuova Zelanda, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti d America, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina,Ungheria

10 CONTENUTO del protocollo Nessun tipo di limitazione alle emissioni di gas-serra viene previsto per i Paesi in via di sviluppo. Purtroppo non sono inclusi nel protocollo paesi come Cina e India!!!

11 Gli strumenti attuativi del Protocollo di Kyoto Il Protocollo di Kyoto prevede due tipi di strumenti per conseguire le riduzioni proposte: Politiche e misure. Meccanismi flessibili

12 politiche e misure Le politiche e misure sono quegli interventi previsti dallo Stato attraverso programmi attuativi specifici realizzati all'interno del territorio nazionale (miglioramento dell'efficienza energetica, promozione di forme di agricoltura sostenibili, sviluppo di fonti di energia rinnovabili, ecc.).

13 meccanismi flessibili I meccanismi flessibili, danno la possibilità di utilizzare a proprio credito attività di riduzione delle emissioni effettuate al di fuori del territorio nazionale. Questo è permesso considerando il fatto che i cambiamenti climatici sono un fenomeno globale ed ogni riduzione delle emissioni di gas serra è efficace indipendentemente dal luogo del pianeta nel quale viene realizzata. Si distinguono tre tipi di meccanismi flessibili: International Emissions Trading (IET), Clean Development Mechanism (CDM) e Joint Implementation (JI).

14 Gli strumenti attuativi del Protocollo di Kyoto

15 meccanismi flessibili COP7 - Marrakesh 2001 I meccanismi flessibili sono strumenti economici mirati a ridurre il costo complessivo d'abbattimento dei gas serra, permettendo di ridurre le emissioni lì dove sia economicamente più conveniente pur nel rispetto degli obiettivi di tipo ambientale.

16 meccanismi flessibili International Emissions Trading (IET) International Emissions Trading (IET) consiste nella possibilità che uno Stato, ed eventualmente un azienda, possa comperare o vendere ad altri stati o aziende permessi di emissione in modo da allineare le proprie emissioni con la quota assegnata: il soggetto interessato venderà tali permessi quando le proprie emissioni sono al di sotto della quota assegnata, mentre li comprerà quando le proprie emissioni sono al di sopra della quota assegnata. I permessi di emissione vengono chiamati Assigned Amount Units ed indicati con la sigla AAUs.

17 meccanismi flessibili International Emissions Trading (IET) DIRETTIVA 2003/87/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 13 ottobre 2003, disciplina le emissioni di biossido di carbonio provenienti dai seguenti settori: Attività energetiche- impianti termici con potenza superiore ai 20 MW (eccetto inceneritori), raffinerie, forni a coke Produzione e trasformazione dei metalli ferrosi Industria dei prodotti minerali - impianti per la produzione di cemento,del vetro e della ceramica Altre attività - produzione di pasta per carta, produzione di carta e cartone

18 meccanismi flessibili Clean Developement Mechanism (CDM) Clean Developement Mechanism (CDM) è un meccanismo di collaborazione attraverso il quale le aziende o gli stati che realizzano progetti a tecnologia pulita nei paesi in via di sviluppo ricevono crediti di emissione pari alla riduzione ottenuta rispetto ai livelli che si sarebbero avuti senza il progetto. Tali crediti vengono chiamati Certified Emissions Reductions ed indicati spesso con la sigla CERs.

19 meccanismi flessibili Clean Developement Mechanism (CDM)

20 meccanismi flessibili Clean Developement Mechanism (CDM) Il funzionamento di un progetto CDM è il seguente: Un'azienda privata od un soggetto pubblico realizza un progetto in un paese in via di sviluppo mirato alla limitazione delle emissioni di gas serra La differenza fra la quantità di gas serra emessa realmente e quella che sarebbe stata emessa senza la realizzazione del progetto (scenario di riferimento o baseline), è considerata emissione evitata ed accreditata sotto forma di CERs I crediti CERs possono poi essere venduti sul mercato e/o accumulati.

21 meccanismi flessibili Joint Implementation (JI) Joint Implementation (JI) è un meccanismo di collaborazione tra paesi industrializzati e quelli ad economia in transizione, per il raggiungimento dei rispettivi obiettivi di riduzione delle emissioni. Analogamente al CDM, permette di ottenere crediti di emissione attraverso investimenti in tecnologie pulite in altri paesi. Tali crediti vengono chiamati Emissions Reductions Units ed indicati con la sigla ERUs

22 meccanismi flessibili Joint Implementation (JI)

23 meccanismi flessibili Joint Implementation (JI) Lo scopo del meccanismo di JI è di ridurre il costo complessivo d'adempimento degli obblighi di Kyoto permettendo l'abbattimento delle emissioni lì dove è economicamente più conveniente. Le emissioni evitate dalla realizzazione dei progetti generano crediti di emissioni o ERUs (Emissions Reduction Units) che possono essere utilizzati per l'osservanza degli impegni di riduzione assegnati. Poiché la JI coinvolge paesi che hanno dei limiti alle emissioni, i crediti generati dai progetti sono sottratti dall'ammontare di permessi di emissione inizialmente assegnati al paese ospite (AAUs).

24 Che cosa è una tonnellata di CO 2 equivalente E' un'unità comune che permette di misurare insieme emissioni di gas serra diversi con differenti effetti sul clima. Ad esempio il metano ha un potenziale climalterante 21 volte superiore rispetto alla CO2, conseguentemente una tonnellata di metano viene contabilizzata come 21 tonnellate di CO2 equivalente.

25 Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) I potenziali climalteranti dei vari gas sono stati elaborati dall Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) l IPCC fornisce anche le indicazioni su come va effettuato l inventario delle emissioni dovute a ciascuna attività

26 Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC Revised 1996 IPCC Guidelines for National Greenhouse Gas Inventories Classificazione sorgenti : Energy Industrial processes Solvents and other product use Agricolture Land use change and forestry Waste

27 IPCC Combustibile da biomassa Le emissioni di CO 2 dovute a combustibile ottenuto da biomassa non vengono conteggiate in sede di redazione dell inventario perché si ammette che queste vengano compensate dal Carbonio fissato dal corrispondente incremento di biomassa che si sta rigenerando. La biomassa per questo motivo viene assimilata ad una fonte rinnovabile (ma le emissioni inquinanti dovute alla sua combustione sono in generale tutt altro che trascurabili).

28 IPCC Carbon sink Carbon sink (Pozzi di assorbimento del carbonio): Elemento dell ambiente naturale (ad es. le foreste) suscettibile di assorbire anidride carbonica dall atmosfera nel corso del suo ciclo di vita e di rilasciare gas serra al termine, a causa del processo di decomposizione o dell utilizzo che ne viene fatto (combustione). Ricerche empiriche stanno cercando di valutare le modalità più corrette per valutare l apporto fornito (in diminuzione) da tali elementi alle emissioni totali prodotte da un paese.

29 ITALIA

30 ITALIA Scenario tendenziale Scenario di riferimento Obiettivo di emissione Ulteriore riduzione necessaria per il raggiungimento dell obiettivo Mt CO2 eq. 579,7 528,1 487,1 41,0

31 ITALIA Utilizzo di fonti energia Industria elettrica Espansione CC per 3200 MW Espansione capacità import per 2300 MW Ulteriore crescita rinnovabili per 2800 MW Civile (Si potrebbe risparmiare MOLTO DI PIU in edilizia!!) Decreti efficienza usi finali Trasporti Autobus e veicoli privati con carburanti a minor densità di carbonio (Gpl, metano) Rid. ( ) (MtCO 2 eq./anno) 26,0 8,90 10,60 6,50 6,30 6,30 7,5 1,5 - Sistemi di ottimizzazione e collettivizzazione del trasporto privato (car pooling, car sharing, taxi collettivi) - Rimodulazione dell'imposizione sugli oli minerali - Attivazione sistemi informatico-telematici Sviluppo infrastrutture nazionali Crediti di carbonio da JI e CDM TOTALE 2,1 3, ,8

32 ITALIA Opzioni per ulteriori misure di riduzione delle emissioni

33 RIASSUNTO

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