Piano di Zona TAVOLO ADULTI. LABORATORIO Costruire sinergie con il Terzo Settore per la riorganizzazione dei servizi a bassa soglia

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1 Piano di Zona TAVOLO ADULTI LABORATORIO Costruire sinergie con il Terzo Settore per la riorganizzazione dei servizi a bassa soglia Periodo di svolgimento:

2 Premessa Il mandato istituzionale del Laboratorio era il seguente: a partire dalla mappatura effettuata dal laboratorio Percorsi di seconda accoglienza del Piano di Zona , individuare modalità per l integrazione tra i servizi esistenti per dare risposte più aderenti al bisogno. Tale mandato corrispondeva all Azione 3 P.D.Z , ovvero: strutturare collaborazioni con il Terzo Settore per la riorganizzazione dei servizi a bassa soglia 1. Hanno partecipato al laboratorio: Consorzio IRIS, CISSABO, Città di Biella, Croce Rossa Italiana, Gruppi di Volontariato Vincenziano, Caritas Diocesana, ASL BI (Drop In, SerT, DSM), Associazione Papa Giovanni XXIII, Centro Servizi Volontariato di Biella, ACLI, Consorzio Filo da Tessere. Il laboratorio si è svolto tra il e il Per tentare di rispondere ai bisogni espressi dalle persone in situazione di povertà estrema, si è ritenuto opportuno assolvere al mandato promuovendo l individuazione condivisa delle necessità del territorio, delle risorse esistenti e delle conseguenti possibili proposte operative rispetto ai seguenti temi: - Seconda accoglienza, ovvero soluzioni abitative protette per coloro che dopo aver vissuto situazioni di povertà estrema iniziano a recuperare la propria autonomia - Emergenza freddo, ovvero servizio di accoglienza notturna ai senza tetto nel periodo invernale - Interventi a favore di persone che, pur vivendo in situazione di povertà estrema e grave disagio sociale, non accedono ai servizi. Allo scopo di monitorare il processo di partecipazione alla programmazione locale, ai componenti il laboratorio si è somministrato un breve questionario di valutazione che ha prodotto i seguenti esiti (sono state consegnate 13 schede e ne sono state compilate 7) 1 I servizi a bassa soglia sono una realtà eterogenea di servizi alla persona, il cui comune denominatore sembra riconducibile a due obiettivi: ridurre al minimo gli ostacoli all accesso al servizio; facilitare l attivazione e il mantenimento di relazioni d aiuto fra gli operatori dei servizi e l utenza (rif. Dizionario di Servizio Sociale, Carrocci Faber, Roma, 2005). Essi nascono come servizi rivolti alle tossicodipendenza con la finalità della riduzione del danno per poi estendersi più in generale - agli adulti in grave difficoltà (senza tetto, persone in situazione di povertà estrema, immigrati irregolari, persone con sofferenze psichiche, prostitute, ecc.). I servizi a bassa soglia mirano pertanto a offrire una risposta concreta ai bisogni primari (dormire, mangiare, lavarsi, vestirsi, avere un luogo dove passare il tempo e socializzare, ecc.), favorire l accesso delle persone alla rete dei servizi, ridurre i danni anche al fine di contenere i costi per il singolo e la collettività, promuovere il mutuo aiuto e favorire processi di cittadinanza attiva (rif. Sito del Coordinamento Bassa Soglia del Piemonte ). Rientrano in questa tipologia di servizi: dormitori, centri d ascolto, mense gratuite, ambulatori di medici volontari, unità di strada, centri diurni (drop in). 2

3 LA PARTECIPAZIONE 1) Ha partecipato a tutte le riunioni del laboratorio? o SI 3 o NO 4 Se NO, perché? o Ferie o Imprevisti 1 o Impegni Pregressi 2 2 o Caduta d interesse o Altro 1 (Troppo carico di lavoro) 2) L organizzazione logistica (orari, calendarizzazione degli incontri, sede) ha facilitato la sua partecipazione? o SI, 7 o NO, 0 Tra le motivazioni dei SI si segnala: - Orari e ubicazione degli incontri ottimi: 6 - In sintonia con il resto degli impegni 1 3) Ha potuto esprimere le sue opinioni/considerazioni/pensieri? o SI, 7 o NO, 0 In 6 hanno dato le seguenti motivazioni: - Disponibilità all ascolto e al dialogo 4 - Tempi degli incontri adeguati 1 GLI OBIETIVI 4) Gli obiettivi concordati sono stati raggiunti? o SI 4 o SI', 3 3

4 o NO 0 I 3 SI in parte segnalano: - Progetto ambizioso ma coinvolgente 2 - Argomenti molto ampi, necessità di più tempo 1 LA COMUNICAZIONE a) tra i membri del Laboratorio e la propria organizzazione: 1) è stato possibile condividere con la propria Organizzazione le riflessioni del laboratorio adulti a cui ha partecipato? o SI 6 o NO 1 b) tra il Consorzio e gli attori sociali presenti 1) L organizzazione logistica data alle comunicazioni si è rilevata efficace? o SI 7 o NO, 0 4

5 1. NECESSITA DEL TERRITORIO Seconda accoglienza (vedi allegato 2): necessità di allestire almeno un appartamento in Area IRIS e almeno uno in Area CISSABO, ciascuno in grado di accogliere 3-4 persone. Emergenza freddo (vedi allegato 3): necessità di strutturare in inverno una risposta abitativa temporanea (oltre al Centro Borri) per le persone che vivono per strada. Interventi a favore di persone che, pur vivendo in situazione di povertà estrema e grave disagio sociale, non accedono ai servizi (vedi allegato 4): necessità di offrire un accoglienza diurna al fine di monitorare le condizioni di salute, le condizioni igieniche, offrire sostegno relazionale e facilitare, se accettato, l accesso ai servizi. 2. SERVIZI ESISTENTI: vedi allegato 1 3. PROPOSTE OPERATIVE Seconda accoglienza (vedi allegato 2): progettazione condivisa e collaborazione per potenziamento servizi di Seconda Accoglienza sul territorio. In particolare, sia per il Consorzio IRIS che per il CISSABO: verifica della possibilità di individuare un appartamento nei rispettivi comuni di competenza e di collaborare con il volontariato locale per la realizzazione di un Appartamento di Seconda Accoglienza per 3-4 persone. Emergenza freddo (vedi allegato 3): progettazione condivisa e collaborazione per strutturare una ventina di posti per accoglienza temporanea a favore di persone in situazione di povertà estrema (oltre a quelle ospitabili dal Borri) per il periodo dicembre metà marzo. Costituzione di un gruppo di lavoro per la definizione degli aspetti logistici, per la cura dell allestimento e la definizione delle modalità di gestione nonché dell Ente competente ad assumerne la titolarità. Interventi a favore di persone che, pur vivendo in situazione di povertà estrema e grave disagio sociale, non accedono ai servizi (vedi allegato 4): costituzione di un gruppo di lavoro con i seguenti obiettivi: Analisi delle caratteristiche dell utenza del Servizio Drop In 2 di Biella; Miglioramento raccordo tra Servizi Socio-Sanitari e Terzo Settore per costruire risposte adeguate ai bisogni delle persone in situazione di povertà estrema. 2 Il Drop in è un servizio a bassa soglia gestito dall ASL BI con sede in Via Ivrea a Biella, che afferisce a Ser.T (Servizio Tossicodipendenze). In generale, il drop in (dall inglese sostare, fermarsi) è una struttura ideata per accogliere adulti in difficoltà. Solitamente sono indirizzati ai tossicodipendenti, ma negli ultimi anni alcuni hanno cominciato ad accogliere anche persone che non hanno problemi di dipendenza o abuso di sostanze, ma che si trovano comunque in condizione di grave disagio (senza fissa dimora, ecc.) (rif. Sito del Coordinamento Bassa Soglia del Piemonte ). 5

6 Allegato 1 La filiera dei servizi a bassa soglia Forniamo di seguito una fotografia (necessariamente riduttiva) delle risposte abitative a favore delle persone in situazione di povertà estrema, realizzate sul nostro territorio. Si precisa che il tratteggio in corrispondenza degli attori sotto i progetti per il sostegno all autonomia abitativa sta ad evidenziare che per questo tipo di risposte non esistono al momento percorsi strutturati, ma ogni situazione richiede il confezionamento di una risposta ad hoc utilizzando in modo integrato le risorse di volta in volta a disposizione (ATC, volontariato, reti informali, alloggi comunali, alloggi di privati, co-housing 3, ecc.) Accanto al soddisfacimento del bisogno abitativo vi sono altre necessità (cibo, igiene, salute, ascolto, informazioni sui servizi) rispetto alle quali il laboratorio ha individuato sul territorio risorse già presenti e ha individuato altresì dei problemi. Di seguito si fornisce una sintesi. 3 Il co-housing è una modalità residenziale costituita da unità abitative private e spazi e servizi comuni ed è caratterizzata da una progettazione e gestione partecipate, condivise, consapevoli, solidali e sostenibili, lungo tutto il percorso (rif. sito della Rete Italiana Cohousing). Si tratta di una soluzione abitativa innovativa che offre la possibilità di condividere le spese rendendole più sostenibili. Le esperienze di co-housing che si stanno diffondendo in Italia e in Europa rivelano altresì che si tratta di una modalità abitativa che, partendo da necessità contingenti (prevalentemente le difficoltà economiche) promuove e valorizza il capitale sociale sollecitando il recupero della dimensione solidaristica, portando alla fine ad una migliore qualità della vita (rif. Il Cohousing: origini, storia ed evoluzione in Europa e nel mondo di M. Lietaert, docente di Scienze Politiche alla Richmond University e alla James Madison University di Firenze, ibidem) 6

7 INTERVENTI A FAVORE DI PERSONE IN SITUAZIONE DI POVERTA ESTREMA CHE NON ACCEDONO AI SERVIZI Risorse: CARITAS e GVV: offrono ascolto, accoglienza, vestiario, possibilità di utilizzare docce e di lavare gli indumenti (attraverso buoni doccia e buoni lavanderia), sostegno economico. La Caritas si è fatta carico tra il 2011 e il 2012 di offrire risposte abitative alle persone che vivevano per strada ( emergenza freddo ). Associazione La Rete : offre sostegno alimentare attraverso la Mensa, occasionalmente accompagna le persone per favorire l accesso ai servizi sanitari Società San Vincenzo De Paoli: offre vestiario, possibilità di fare la doccia ASL BI con Drop In: offre accoglienza diurna, e quindi ascolto e orientamento, possibilità di farsi la doccia, di lavarsi gli abiti. Si rivolge a persone che hanno problemi di dipendenza, ma accoglie anche persone che hanno problematiche diverse. Collabora con GVV, Caritas, Borri su progetti individuali. Associazione Papa Giovanni: svolge lavoro di strada il venerdì sera ogni 15 giorni per avvicinare le vittime della tratta che finiscono nel giro della prostituzione (adesione a progetto regionale). Ha a disposizione anche vestiario e mobili. Problemi individuati: Igiene personale: dove inviare/orientare le persone affinché possano soddisfare questo bisogno primario? Come mettere in rete i soggetti che già oggi, con modalità diverse sono in grado di soddisfare tale bisogno? Drop In: la presenza di persone senza problemi di dipendenza (quindi anche anziani, migranti, persone svantaggiate) è impropria e pare allontanare le persone-target del servizio Salute: dove inviare/orientare le persone che necessitano di accompagnamento ai servizi sanitari? Con quali modalità? INTERVENTI A FAVORE DI PERSONE IN SITUAZIONE DI POVERTA ESTREMA CHE TRANSITANO AL CENTRO BORRI (PRONTA ACCOGLIENZA) Risorse: Centro E. Borri: offre Pronta e Prima Accoglienza, sostegno nei percorsi per il recupero dell autonomia possibile per gli ospiti che passano nella Prima Accoglienza (Consorzi I.R.I.S e CISSABO in collaborazione con Associazione La Rete e Consorzio Filo da Tessere, stanziamento di eu/anno) Associazione La Rete: Mensa Associazione Papa Giovanni: n. 4 case (anche posti pronta accoglienza per emergenza es. forza pubblica per minori, ma anche adulti es. donne, accolgono anche persone provenienti da altre Province i, possibilità di 'dirottamento' su altri territori se necessario grazie alla rete nazionale Papa Giovanni ) Problemi individuati: 7

8 Manca accoglienza diurna per persone in situazione di momentanea non autosufficienza Manca luogo dove persone con disagio (senza problemi di dipendenza ) possano andare durante il giorno INTERVENTI A FAVORE DI PERSONE IN SITUAZIONE DI POVERTA ESTREMA CHE VENGONO ACCOLTE DAL CENTRO BORRI E INTRAPRENDONO UN PERCORSO CON I SERVIZI SOCIO SANITARI (PRIMA ACCOGLIENZA) Risorse: Centro E. Borri offre Pronta e Prima Accoglienza, sostegno nei percorsi per il recupero dell autonomia possibile per gli ospiti che passano nella Prima Accoglienza (Consorzi I.R.I.S e CISSABO in collaborazione con Associazione La Rete e Consorzio Filo da Tessere, stanziamento di eu/anno) Associazione La Rete: Mensa Consorzio IRIS, CISSABO: accompagnamento per il recupero dell autonomia possibile (Servizi Sociali, Servizio di Appoggio Educativo per l Inserimento Lavorativo) ASL BI: accompagnamento per il recupero dell autonomia possibile (DSM, SERT) Problemi individuati: Al Centro Borri risulta difficoltosa la convivenza prolungata tra chi non intende fare alcun percorso e chi invece ha questa intenzione Non risultano sufficienti le soluzioni abitative protette presenti sul territorio per rendere possibile la prosecuzione del percorso di autonomia Manca sul territorio un accoglienza diurna per persone in situazione di momentanea non autosufficienza Manca sul territorio un accoglienza diurna per persone in situazione di disagio (senza problemi di dipendenza) INTERVENTI A FAVORE DI PERSONE CHE INIZIANO A RECUPERARE LA PROPRIA AUTONOMIA (SECONDA ACCOGLIENZA) Risorse: BIELLA: - n. 3 appartamenti da 5-6 posti ciascuno - convenzione con Oropa per n. 5 unità abitative (3 mesi) - alloggio mamma bambino COSSATO: - n. 1 appartamento CARITAS: 8

9 - alloggi ASSOCIAZIONE LA RETE - n. 4 appartamenti GVV: - Casa Accoglienza Costa del Piazzo (Mista) ASSOCIAZIONE PAPA GIOVANNI: - n. 4 case (anche posti pronta accoglienza per emergenza es. forza pubblica per minori, ma anche adulti es. donne, anche accoglienze che arrivano da fuori o 'dirottamento' su altri territori se necessario) Problemi individuati: - Manca offerta di accoglienza per persone che dopo un percorso di tossico/alcoldipendenza cronica hanno perso totalmente o parzialmente la propria autonomia - Cissabo e IRIS (extra-biella) non dispongono direttamente di risposte di questo tipo 9

10 Allegato 2 Idee e proposte per il potenziamento dei servizi di Seconda Accoglienza SECONDA ACCOGLIENZA: COS E? Quale finalità? Quali caratteristiche devono avere i destinatari? Non deve essere solo una risposta all emergenza abitativa. Deve esserci un progetto volto all autonomia del nucleo/della persona, che però deve tendere all autonomia possibile, rispettosa della dignità individuale ed effettivamente raggiungibile. E un dato di fatto che in questo momento il contesto offre poche opportunità lavorative e questo è molto limitante. La finalità deve però essere quella di ricostruire un progetto di vita anche a partire dalle difficoltà che hanno creato il disagio. La permanenza deve essere temporanea, da un minimo di 12 mesi ad un massimo di 18 mesi. Singoli o nuclei familiari. Persone che iniziano ad avere un autonomia, soprattutto in termini di reddito. E importante che l appartamento non accolga più di 3-4 persone in quanto la convivenza tra persone che non si scelgono può creare difficoltà e può ostacolare i percorsi individuali. Quale modalità per accedervi? Deve esserci un periodo di conoscenza (mensa, Borri, servizi socio sanitari ) e un progetto che definisca gli obiettivi individuali. Gli appartamenti devono essere ubicati in contesti non connotati, devono essere dignitosi. Quale ruolo hanno gli operatori? Quale ruolo hanno i volontari? Devono avere la titolarità del progetto individuale e un ruolo nella gestione della convivenza, in stretto raccordo con i volontari. La loro presenza definita in base alle necessità delle persone ospitate. Svolgono un ruolo centrale in quanto hanno il compito di costruire relazione e attraverso la relazione, ricostruire i cocci di esistenze già segnate. Devono essere formati e partecipare alla progettazione. Affiancano gli ospiti e possono trasferire competenze/conoscenze (conoscenza territorio, ma anche es. mestiere ) 10

11 SECONDA ACCOGLIENZA: QUALI RISORSE? COSA SERVE Appartamento con 3 camere Arredo: - Mobili - Biancheria - Elettrodomestici - Utensili Interventi di manodopera: - Tinteggiatura - Piccole riparazioni - Ecc. Soldi per: - Allestimento - Utenze - Percorsi di autonomia (tirocini, ecc.) Volontari CHI POTREBBE AVERLO ATC, privati ecc SAN VINCENZO, PARROCCHIE, DITTE DI TRASLOCHI OPERAZIONE MATO GROSSO (GRUPPO DI VOLONTARIATO GIOVANI), COINVOLGIMENTO PERSONE CON FRAGILITA MA CHE HANNO COMPETENZE FONDAZIONE CRB, ALTRE FONDAZIONI, BANDI, BANDO Compagnia di SAN PAOLO Particolarmente attive risultano essere in questo momento le Aree di Occhieppo Inferiore, Occhieppo Superiore e Mongrando e di Vigliano Operatori Vitto BANCO ALIMENTARE, PARROCCHIE, EMPORI DELLA SOLIDARIETÀ A COSSATO, VIGLIANO, BIELLA E CANDELO: recupero di tutto ciò che non viene utilizzato nelle mense pubbliche attraverso la collaborazione dei Comuni e del volontariato. Correlato al progetto individuale. ALTRE OSSERVAZIONI L Associazione Papa Giovanni offre accoglienza a persone in difficoltà che possono anche vivere con continuità all interno della casa, in quanto la logica è quella dell accoglienza in famiglia. Le persone possono arrivare autonomamente o essere inserite su progetto del servizio sociale competente. Accolgono anche persone con problemi di dipendenza che stanno ancora assumendo terapie sostitutive. Grazie alla rete nazionale Papa Giovanni possono anche offrire periodi di soggiorno per vacanza, o inserimenti in territori diversi da quello di provenienza se necessario. Resta scoperto il bisogno di accoglienza di persone ancora relativamente giovani, che uscendo da un percorso di dipendenza cronica (tossicodipendenza o alcoldipendenza) sono totalmente o parzialmente non autosufficienti. Queste persone portano bisogni assistenziali e relazionali che al momento non sono adeguatamente soddisfatti da nessuna risorsa del territorio e questo richiederebbe una riflessione congiunta tra Enti Gestori, ASL, Terzo Settore. 11

12 Allegato 3 Idee e proposte per l Emergenza Freddo EMERGENZA FREDDO: COSA E STATO FATTO COSA HA FUNZIONATO Per la prima volta si è provato ad affrontare la questione in modo integrato. Sul territorio sono stati presenti soggetti disponibili ad attivarsi (Caritas). La fondazione CRB ha sostenuto economicamente l azione. Sono state date risposte e per qualcuno ha significato l avvio di un percorso. COSA NON HA FUNZIONATO Sono stati chiusi i rifugi temporanei utilizzati dalle persone senza fissa dimora prima di trovare soluzioni alternative. Mancanza di un progetto organico e di un Ente capofila che si assumesse la responsabilità di adottare una soluzione. Non sono stati chiariti prima i requisiti formali da rispettare. EMERGENZA FREDDO: COSA SI POTREBBE FARE RISORSE DISPONIBILI Il Comune di Biella ha individuato con l Istituto Belletti Bona (ingresso da via Cavour) un area di 400 mq dove posizionare container. Il Comune di Biella STA valutando possibilità di costruirvi due servizi igienici. CRI: potrebbe fornire biancheria e postazioni letto. GVV: potrebbe fornire i buoni doccia per l utilizzo dei bagni pubblici di Biella e dei buoni lavanderia per il lavaggio degli indumenti grazie a convenzione con esercizio privato) CRITICITA DA AFFRONTARE E necessario definire bene la cornice normativa, in particolare in relazione alle competenza Le persone che vengono coinvolte per accogliere devono essere preparate e formate. E necessario coinvolgere anche altri soggetti (Protezione Civile, ASL ) oltre a quelli che hanno partecipato al Laboratorio. Questura 12

13 PROPOSTE - Costituzione di un gruppo di lavoro formato da: Consorzio IRIS, CISSABO, Comune di Biella, Dipartimento Provinciale Protezione Civile, Protezione Civile di Biella, Coordinamento Associazioni Protezione Civile, ASL (Drop In, Sert, DSM, Dipartimento Prevenzione ecc.), CRI, Caritas, CSV, Alpini, GVV, Affidatari Centro Borri - Coinvolgimento dei singoli componenti a seconda degli aspetti da trattare, ovvero: parte LOGISTICA (ubicazione container, scelta tipologia container, e servizi), parte di ALLESTIMENTO (reperimento letti, biancheria monouso, materiale per igiene), parte GESTIONALE (reperimento e formazione volontari e operatori, modalità organizzative e di monitoraggio del servizio) Per la definizione del progetto di massima, si conviene su: - Titolarità della Città di Biella - Durata: dicembre metà marzo - Allestimento 20 posti temporanei - Moduli abitativi (sarebbero ideali quelli da protezione civile con bagno dentro) - Coinvolgimento del volontariato. Importanza della formazione che preveda anche la permanenza di almeno una notte come tirocinio al Centro Accoglienza. Ci si immagina prevalentemente volontariato maschile + almeno n 1 operatori. Gruppo minimo di 14/20 volontari, valutando possibilità di rimborso) - Raccordo con forze dell ordine - Possibilità di chiedere a Fondazione CRB ri-finanziamento del progetto 13

14 Allegato 4 Interventi a favore di persone che, pur vivendo in situazione di povertà estrema e grave disagio sociale, non accedono ai servizi: bisogni essenziali, risorse disponibili, criticità, proposte operative STIMA DELLA PRESENZA SUL TERRITORIO Nel 2011 sono passati dal Centro Borri: 38 senza fissa dimora su 90 (delle quali 8 passati in prima accoglienza). Solo nel primo quadrimestre 2012 sono stati 24. Per Emergenza Freddo ( ): sono state accolte una ventina di persone (la metà con problemi di dipendenza, prevalentemente alcoldipendenza) in sedi diverse grazie a fondi Biver stanziati a favore della Caritas Al Drop In: transitano ancora altre persone. Non si dispone di altri dati. BISOGNI ESSENZIALI Pronta Accoglienza notturna/protezione dal freddo Alimentazione Igiene personale (cura della persona: doccia, capelli; abiti) Documenti di identità (carta di identità, tessera sanitaria) Salute (cure specifiche, farmaci, cure dentistiche, controlli sanitari, occhiali) Vestiario Accoglienza diurna/sostegno relazionale Informazione e orientamento ai Servizi RISORSE DISPONIBILI Accoglienza notturna/protezione dal freddo Alimentazione Igiene personale Documenti Centro Borri (Consorzi/Caritas/Associazione La Rete) Iniziative emergenza freddo Mensa (Caritas/Associazione La Rete) (che è anche luogo per avere un colloquio e può essere attivato un accompagnamento attraverso l Associazione La Rete/Caritas) Docce (GVV/Società di San Vincenzo/drop in/mensa/bagni pubblici) Lavaggio indumenti (GVV/drop in/mensa) Raccordo con Ufficio Anagrafe di Biella 14

15 Accompagnamento a visite mediche (Associazione La Rete) Salute Ambulatorio Croce Rossa (via sella 61) (pressione, iniezioni, occhiali) Drop In Vestiario Accoglienza diurna/sostegno relazionale Società di San Vincenzo Drop In ( accoglienza impropria per persone che non hanno problemi di dipendenza) Contatto Disagio (DSM-via Novara ve 9-11 ma anche sportello telefonico) Mensa (Caritas/Associazione La Rete) Informazioni e orientamento ai Servizi Drop in, Mensa CRITICITA - Si rileva un uso improprio del Drop In da parte di utenza che non ha problemi di dipendenza da sostanze, ma solo una situazione di disagio sociale - Sul territorio sono presenti diverse risorse a favore delle persone in situazione di povertà estrema, ma risultano disperse e frammentate tra loro - Complessivamente si ha una scarsa conoscenza del fenomeno sul territorio - Complessivamente i soggetti attivi sulla problematica hanno una scarsa conoscenza delle risorse PROPOSTE OPERATIVE - Costruzione di un gruppo di lavoro con i seguenti obiettivi: Analisi del fenomeno Migliorare la collaborazione tra servizi, e tra servizi e volontariato, nonché la circolazione delle informazioni al fine di adottare modalità operative che aiutino ad andare verso le persone. 15

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