20 anni a fianco delle imprese e del territorio

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1 periodico - anno 11 - numero 41 - autunno 2009 notiziario di finanza agevolata e opportunità per le imprese e il territorio 41 Foto di Stefano Galuppini 20 anni a fianco delle imprese e del territorio Spedizione in abbonamento postale 70% - Filiale di Brescia

2 2 Chi è Nel 1989 nasce a Brescia GRUPPO IMPRESA, società di consulenza di direzione. Dal 1990 GRUPPO IMPRESA estende la propria attività alla consulenza finanziaria e costituisce la divisione GRUPPO IMPRESA FINANCE completamente dedicata all ottimizzazione della struttura finanziaria delle imprese, in particolare attraverso l attivazione degli strumenti regionali, nazionali e comunitari di finanza agevolata. Dal 1999 GRUPPO IMPRESA assiste enti locali, società pubbliche e miste, nell attivazione di strumenti finanziari per il sostegno di progetti infrastrutturali e di sviluppo territoriale, anche nel ruolo di project manager. La partecipazione a bandi comunitari è affidata ad una struttura dedicata che seleziona per i clienti di GRUPPO IMPRESA le migliori opportunità offerte dall UE. Attraverso le competenze professionali dei propri collaboratori e la rete di affiliati, GRUPPO IMPRESA assicura ai propri clienti un servizio coordinato ed integrato nell ambito della consulenza di direzione e finanziaria, per lo sviluppo delle imprese e del territorio. GRUPPO IMPRESA rappresenta in Italia una delle più importanti e qualificate realtà del settore. Via F. Lippi, Brescia (Italia) - Tel r.a. - Fax Un ringraziamento particolare ai nostri fornitori che ci aiutano a lavorare con efficienza: Azzurra di Mor Emma & C, Coop Service, Enter srl, Ferrari Service sas, Gitielle - Buffetti, Giustacchini Office Store, Indeed, La Vigilanza, Mega Italia, New Express Cida, Pialorsi Sistemi, Poste Italiane, Renato Giardini, Roberto Catania Rossetti di Rossetti Andrea & C, Società Telefonica Lombarda, System 2000, Tipografia Camuna, Traslochi Roberto Scabelli. Ringraziamo inoltre: le redazioni Economia e Provincia di BresciaOggi e Giornale di Brescia. Gruppo Impresa News Tribunale di Brescia - n.23 del 27/07/95 anno 11 - numero 41 Editore: Gruppo Impresa srl. - via Lippi, 11 - Brescia C.F./P.Iva/RI BS Direttore responsabile: Alessandra Teso Chiuso in redazione il 04/12/2009 Tiratura: copie Coordinamento redazionale: Elisa Rizzi Hanno collaborato a questo numero: Marco Bortoli, Federica Calestani, Roberta Ferrari, Andrea Kubanyi, Elisa Rizzi, Marco Tabladini. Fotografie di Stefano Galuppini. Si ringraziano le aziende intervistate per la disponibilità e il materiale fotografico. Impaginazione e stampa: Tipografia Camuna S.p.A. Gruppo Impresa srl. non assume alcuna responsabilità derivante dalla riproduzione e/o utilizzo da parte di terzi di materiale contenuto nella presente pubblicazione.

3 Editoriale 3 Vent anni. Un cammino al fianco dei nostri clienti, veri protagonisti della nostra storia. Imprese piccole e grandi, enti locali, associazioni, consorzi, che ci hanno accordato la loro fiducia e con i quali abbiamo condiviso idee, progetti, valori, stili, soddisfazioni, traguardi. Non potevamo ospitarli tutti su questo numero speciale del nostro periodico, abbiamo dovuto sceglierne alcuni tra quelli che hanno significato passi importanti nella nostra attività, recente e passata. Abbiamo voluto che fossero loro stessi a raccontare la loro storia e l orgoglio per il proprio lavoro, con la passione che hanno trasmesso anche a noi. La loro storia è anche la nostra. Ci piace pensare di essere considerati dai nostri clienti veri e propri partner, preparati e affidabili, convinti sostenitori dei loro progetti più ambiziosi, fornitori non solo di risposte tecniche, ma anche di stimoli e suggerimenti utili, con entusiasmo e creatività. Per noi sono stati venti anni guidati dalla volontà di investire nel potenziamento e nel miglioramento del nostro servizio, nella qualità delle persone e delle relazioni. Non vogliamo fermarci qui, intendiamo lavorare per il futuro, con impegno, passione, e il desiderio di fare del nostro meglio per essere sempre più vicini alle esigenze dei nostri clienti. Marco Bortoli, Marco Tabladini, Alessandra Teso e tutti i collaboratori Sara Boldini, Manuela Bonazza, Alessandro Bonvicini, Michela Busi, Federica Calestani, Lorena Damiola, Roberta Ferrari, Paolo Flandina, Stefano Galuppini, Barbara Goldoni, Luca Guarneri, Andrea Kubanyi, Paolo La Torre, Antonella Martinelli, Valentina Monteverdi, Gabriella Paoli, Marco Pellizzari, Elisa Rizzi, Alberto Rizzola, Camilla Soldo, Rocco Vergani, Claudia Zicca.

4 4 Dalle idee ai progetti. Fare sistema per la ricerca L evoluzione del panorama legislativo ha portato al passaggio da una procedura di incentivazione di tipo automatico ad un sistema più selettivo, dove ad essere premiati sono i progetti che aggregano, secondo una logica di sistema, soggetti del mondo imprenditoriale ed accademico. Anche il sostegno pubblico all innovazione va in questa direzione, ad essere incentivati saranno in futuro i progetti di distretto, di filiera o di rete. In Europa si tratta ormai di un meccanismo consolidato, così avviene per i Programmi Quadro, nei quali più soggetti di paesi diversi costituiscono un partenariato per le attività di ricerca. In Italia la modifica dell attuale sistema di incentivazione è stata introdotta dal Piano Industria 2015 che ha portato al lancio dei primi Progetti Industriali con valenza strategica per il Paese nelle aree dell efficienza energetica, della mobilità sostenibile e del Made in Italy. Anche a livello regionale viene premiato il gioco di squadra. La Lombardia ha puntato sul modello di meta-distretto per creare filiere trasversali nei settori delle biotecnologie alimentari, della moda, del design, dei nuovi materiali, dell ICT. L Emilia-Romagna ha invece preferito investire nella creazione di tecno-poli, quali luoghi di incontro tra ricerca e industria. Nelle pagine che seguono sono raccontate dai diretti interessati alcune storie di innovazione. Abbiamo inoltre messo a confronto le diverse esperienze, sottoponendo a tutti gli intervistati poche semplici domande, per evidenziare gli aspetti comuni. Si No Parzialmente L azienda ha un ufficio dedicato alla ricerca e sviluppo? 59 % 15 % 26 % Il progetto ha portato all assunzione di nuovo personale? 67 % 26 % 7 % Il progetto ha portato alla registrazione di marchi o brevetti? Il progetto sarebbe stato affrontato anche senza la possibilità del sostegno pubblico? Giudica positivo il rapporto di collaborazione con l università? 56 % 44 % 44 % 52 % 4 % 78 % 19 % 3 % La collaborazione con le altre imprese risulta efficace? 78 % 7 % 15 %

5 Indice 5 Alicarni Srl Pag. 06 Lombardini Holding Spa Pag. 21 Areta International Srl Pag. 07 Medeghini Spa Pag. 22 ASO Siderurgica Srl Pag. 08 Pinti Inox Spa Pag. 23 Boglioli Spa Pag. 09 Ciocca Spa Pag. 10 Pozzali Industrie Alimentari Srl Pag. 24 R.B.M. Spa Pag. 25 Comunità Montana Valle Camonica Comunità Montana Valle Camonica Pag. 11 Salumificio Volpi Spa Pag. 26 Copan Italia Spa Pag. 12 Santoni Spa Pag. 27 DRACO Spa Pag. 13 Stamperia di Cassina Rizzardi Spa Pag. 28 Franchi&KIM Industrie Vernici Spa Pag. 14 Stella Bianca Spa Pag. 29 Galletti Snc Pag. 15 Garioni Naval Spa Pag. 16 Gennaro Auricchio Spa Pag. 17 Torchiani Impianti Srl Pag. 30 Turboden Srl Pag. 31 Unipeg Sca Pag. 32 Industrie Saleri Italo Spa Pag. 18 IZO Spa Pag. 19 Lameri Spa Pag. 20 La collaborazione Pag. 33 Scadenzario Imprese Pag. 34 Scadenzario Enti locali Pag. 35

6 6 Ci parla di Alicarni Srl Armando Aliprandi, uno dei titolari dell azienda. Costituita a fine 2006, Alicarni nasce dall esperienza della famiglia Aliprandi e si occupa principalmente della lavorazione e della commercializzazione di carne bovina, nonché del deposito, dell imballaggio e del trasporto di carni fresche, congelate o surgelate. L azienda ha recentemente investito nella realizzazione di un nuovo stabilimento a Gussago, proprio accanto al Salumificio Aliprandi, e che sarà ultimato e funzionante per la primavera del Qui verranno svolte le attività di trasformazione della carne, il taglio, il confezionamento nelle vaschette. I prodotti partiranno poi per la grande distribuzione per finire sulle tavole di tutto il nord Italia. In tempo di crisi, dove l arresto del mercato suino non è compensato da maggiore richiesta del bovino come in passato, è certamente difficile la scelta di investire. Una mano la dà la Regione che per il nuovo impianto ha concesso un contributo in conto interessi a valere sul Piano di Sviluppo Rurale, ma bisogna competere con altri paesi europei come Francia, Germania e Polonia dove il sostegno pubblico è più alto e permette prezzi di vendita più bassi. Brescia vanta grosse produzioni e tradizioni alimentari, ben il % dei suini italiani è allevato in Provincia, in pochi lo sanno. E l Università resta lontana, non c è nessuna specializzazione agroalimentare specifica di supporto alle imprese sul territorio. Nonostante questo, racconta Armando Aliprandi, l azienda ha sottoscritto un accordo con un consorzio di agricoltori locali, Ab Carni, per fornire un prodotto di filiera tutto bresciano. L allevamento, la macellazione e la lavorazione sono tutte attività svolte sul territorio. Il consumatore sa da dove viene il prodotto e ne apprezza, oltre che la qualità, la vicinanza territoriale, ma deve essere correttamente informato, per questo si investe in comunicazione. Maggior attenzione per la riconoscibilità dei prodotti viene anche dalla pubblica amministrazione, che sempre più spesso sceglie per le mense scolastiche prodotti locali. Nel settore l investimento maggiore è in qualità, lo si dà per scontato ma la carne è sottoposta a rigidi controlli sia da parte degli agricoltori che dagli agronomi sui tagli da macellazione. Per questo nel nuovo stabilimento è prevista la creazione di un laboratorio, in gestione ad un consorzio di servizi, che si occuperà internamente all azienda delle analisi sulla materia prima, per verificare ad esempio la presenza di farmaci o inibenti. Oltre alla qualità è necessario tenere da conto delle abitudini alimentari. Come nasce quindi un nuovo prodotto? Le idee non vengono da elucubrazioni mentali, ma dalla naturalezza di chi conosce il mestiere e sperimenta. La ricetta è semplice, si prova, e se il prodotto è buono lo dice il cliente e il passaparola. Alicarni opera nel settore del commercio e della lavorazione, per conto proprio o di terzi, di carni in genere, ed effettua attività di deposito, movimentazione, imballaggio ed autotrasporto, per conto proprio o di terzi, di carni fresche, congelate o surgelate. L azienda è posseduta al 100% dai soci della ditta Salumificio Aliprandi Spa, conosciuta sul mercato locale per i prodotti di salumeria tipica e salumeria fresca. Il nuovo stabilimento di Gussago (BS) sarà operativo nel 2010.

7 7 Areta International produce su contratto lotti ad hoc di biofarmaci (cellule per la terapia cellulare, anticorpi e proteine ricombinanti) per gli studi clinici e preclinici. L azienda è stata fondata nel 1999, con capitale totalmente privato, dalla dott.ssa. Maria Luisa Nolli con i suoi 15 anni di esperienza nella ricerca di multinazionali del farmaco. L azienda è divenuta operativa nel 2000 con un impianto ad alto contenimento per la coltura cellulare di cellule di mammifero. Alla fine del 2000 Areta ha ottenuto la certificazione ISO 9001 (che ha mantenuto fino ad oggi). La sede è a Gerenzano (VA) all interno dell Insubrias Bio Park. Ci parla di Areta International la fondatrice Maria Luisa Nolli. La ricerca è nell essenza di Areta, nata per colmare il gap culturale e tecnologico che esiste fra la ricerca di base e lo sviluppo delle scoperte, e divenuta nel tempo un punto di riferimento nel settore delle terapie avanzate. Areta trasforma, su contratto, i progetti dei propri clienti in nuovi biofarmaci potenziali non ancora sul mercato. Fare innovazione significa dimostrarlo con i fatti - spiega Maria Luisa Nolli - i guadagni non sono a breve termine e servono grossi investimenti. Nel 2001 l azienda ha iniziato la produzione su contratto di lotti di validazione di anticorpi monoclonali, cellule umane per la terapia cellulare e proteine ricombinanti. Alla fine del 2003 ha raggiunto il pareggio di bilancio e nel 2004 ha ottenuto l autorizzazione da AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) per il proprio impianto. È seguita, nel 2008, la ristrutturazione del nuovo impianto multipurpose GMP, raddoppiato nella superficie e concepito con criteri innovativi di tecnologia produttiva nel rispetto della nuova regolamentazione europea. Nel dicembre 2009 Areta ha ottenuto l autorizzazione da AIFA alla produzione di lotti per la sperimentazione clinica di farmaci biologici di nuova generazione per le terapie avanzate. L azienda investe circa il 25% delle risorse in ricerca contando su un team di 20 ricercatori, giovani selezionati, di cui il 70% donne (merito di una politica aziendale attenta ai valori della famiglia e alla tutela della maternità), con esperienze italiane ed internazionali, che opera con un approccio fortemente multidisciplinare. Grazie a una rete consolidata di rapporti, sia a livello nazionale che internazionale, Areta è partner di numerosi progetti di ricerca. «Sono le accademie» continua Maria Luisa Nolli «i generatori di nuove idee; l industria collabora alla loro maturazione. È necessario però che si recuperi la capacità di fare ricerca di base, limitata ora dalla mancanza di fondi.» Fra le iniziative in corso vi è un progetto per la realizzazione di tools terapeutici nel campo del rigetto dei trapianti, si cercano nuovi potenziali prodotti da sperimentare in clinica. Insieme ad Areta sono impegnati i ricercatori della Fondazione Poliambulanza di Brescia, l Università di Perugia, il Laboratorio Clinica Pediatrica dell Ospedale Civile, l Università dell Insubria e il Centro Cardiologico Monzino di Milano. Progetti per il futuro? Areta punta a creare piccole unità dedicate a diversi progetti. È così che è nata nel 2008 l unità operativa a Siena presso il Toscana Life Sciences Park, per il progetto Orphan 2, finalizzato alla cura di malattie rare con l impianto di proteine ricombinanti. Da uno spin-off dell Università di Milano nasce invece Hope, con l obiettivo di creare un kit diagnostico per l antidopping basato sull identificazione di molecole dell ormone della crescita.

8 8 Ci parla di Aso Siderurgica Srl Francesco Uberto, amministratore delegato. La forgia italiana è di gran lunga la migliore e più produttiva al mondo, il 90% della produzione è nel nostro Paese. Innovazione, rispetto dell ambiente e sicurezza, questi i temi in cui investe ASO per produrre acciaio di qualità. L attività di ricerca è continua, e nasce dalle esigenze dei clienti finali e dei progettisti di avere un prodotto puro, quindi con meno inclusioni metalliche che lo rendano fragile, e di abbattere i costi aumentando la produttività. La necessità di ridurre i problemi e i costi di smaltimento delle scorie ha portato all avvio di un ambizioso progetto di ricerca a livello Nata nel 1971 ASO Siderurgica opera nella produzione di acciaio speciale per forgia. Nel corso degli anni l azienda si è distinta non solo per la qualità e la tecnologia produttiva, ma anche per l attenzione alle esigenze dei committenti. La società punta sempre all evoluzione, non solo tecnologica, ma anche in termini di continuo investimento in nuove figure professionali, in strategie di gestione, nella ricerca e sviluppo dei processi produttivi. La sede è a Ospitaletto (BS). europeo, noto con l acronimo Slag-Rec. Mentre prima la scoria veniva raccolta in pentoloni, lasciata solidificare, rotta e caricata poi sui camion come rifiuto, ora si punta all automatizzazione del processo al fine di trasformare l elemento liquido in granulato. La granulazione a raffreddamento rapido renderà la scoria vetrosa, riducendo l impatto ambientale, e permetterà di avere un prodotto assimilabile ad una ghiaia o ad un conglomerato adatto per essere riciclato ed utilizzato nell asfaltatura delle strade. L idea tecnica del brevetto, frutto della collaborazione con il professor Roberti, è già stata depositata. Il passaggio è culturale, dal forno elettrico usciranno due prodotti: l acciaio da una parte e la scoria dall altro. Quello che era un costo per l azienda ora diverrà un profitto. Per il progetto l azienda si avvale di due ingegneri specializzati nel campo della meccanica e della metallurgia nonché di un project manager che segue tutto il processo di filiera. Fra i partner della ricerca vi sono un impresa austriaca la Mfl e un altra bresciana, la Cabra Engineering, la prima un contatto di Aso per il taglio dell acciaio, la seconda è invece una partnership nata dal rapporto con l Associazione Industriali Bresciana. Allargare l attività di ricerca all esterno dell azienda - spiega Francesco Uberto - nonostante quelle che possono essere le difficoltà organizzative, ha permesso di migliorare l idea e di rafforzare il team tecnico per il suo sviluppo. Per il settore vi è poi un altro problema: la sicurezza delle fosse di colata, basti pensare che in questa fase l acciaio arriva a temperature di 1600 C e il lavoro è totalmente manuale. Nasce da qui il programma ASOxA- SO Agire Sicuri Ovunque, se è vero che al pericolo l uomo si abitua, diventa importante migliorare i comportamenti dei lavoratori per potenziare al massimo la prevenzione degli incidenti sul lavoro. Non c è modo di automatizzare il processo? La soluzione si sta ancora cercando. Ma non è finita. Aso sta già lavorando a un nuovo progetto sulle polveri di colata, i risultati si vedranno nei prossimi mesi.

9 9 Boglioli Spa è un azienda unicamente dedicata alla produzione di abiti e giacche da uomo e donna con un proprio marchio presente in prestigiose boutique sia italiane che estere. Nata come piccola bottega artigianale di famiglia negli anni 30 si è allargata all industria nel 70. È ora conosciuta ed apprezzata oltre che in Italia, in Europa Occidentale, Giappone e Stati Uniti. La sede è a Gambara (BS), lo showroom è a Milano. Ci parla di Boglioli Mario Boglioli, amministratore dell azienda. azienda è cresciuta grazie all innovazione, il marchio Boglioli deve infatti il L suo successo e il riconoscimento sul mercato alla tecnologia del tinto in capo, spiega Mario Boglioli. Un modo di produrre che ha rivoluzionato il capo spalla classico aprendo una nuova strada. Il tutto è partito da un concetto, ovvero da come l abbigliamento esprime il proprio modo di vivere. Facciamo un esempio, che tipo di giacca si vorrà mettere il ragazzo che oggi va a scuola e domani si dovrà inserire nel mondo del lavoro? Probabilmente non la stessa del padre. Il suo gusto sarà più legato al tempo di oggi, più vicino all idea di libertà e meno a quella di impegno. È nata un esigenza, e quindi un modo di vestire. L idea, partita in azienda, si è poi sviluppata in partnership con altre imprese del settore moda dando l avvio a due progetti di metadistretto. La ricerca dei materiali, lo studio dei processi di tintura e di lavaggio sono stati portati avanti con la consulenza di Tintoria Emiliana e l apporto scientifico dell Università di Brescia, sotto la guida di Pierluigi Boglioli che internamente si occupa dell ufficio stile. Con il primo metadistretto Next Future si è applicata la tecnologia del tinto in capo, già nota e diffusa per capi sportivi e in cotone, al cachemire e alla lana, mentre con Twice si è affrontata la tematica del bicolore. Sono state così coinvolte secondo una logica di filiera imprese che producono tessuti, abiti, maglie, e le tintorie, ossia soggetti che non avevano mai trattato l argomento in maniera unitaria. È stata richiesta in particolare la definizione di nuovi metodi di lavoro, la regolazione speciale dei macchinari, l impiego di filati idonei e la revisione dei cicli di lavorazione con l introduzione di nuove operazioni appositamente concepite per la riuscita ottimale del capo. Si è ottenuto un prodotto altamente innovativo, innanzitutto perché racchiude in sé una tecnologia difficilmente copiabile all estero e che rende il prodotto unico nel suo genere, e poi perché consente di ridurre gli stock di magazzino con evidente vantaggio di costi. Con il tinto in capo non serve più una scorta di colori, il materiale greggio viene colorato in base alle esigenze del cliente in sintonia con gli andamenti della moda in tempo reale. Questo effetto di contenimento vale sia per i produttori di tessuto, sia per la distribuzione del prodotto finale. Con il progetto si sono aperte le porte anche dei mercati internazionali, dopo un primo approccio rigido, il prodotto ha cominciato a funzionare. Lo straniero cerca la griffe italiana, è più attento al marchio, ma col tempo ha apprezzato anche la qualità del made in Italy, così è successo in Giappone e negli Stati Uniti, ora la sfida è vestire l Oriente.

10 10 Ci parla di Ciocca Spa Roberto Ciocca, uno dei titolari dell azienda. Investire in innovazione per contrastare l avanzata dei concorrenti stranieri ed offrire un miglior servizio ad un consumatore sempre più esigente. Nascono da qui i progetti di ricerca di Ciocca che puntano alla differenziazione del prodotto sul mercato, in termini di elevata qualità, stile, utilizzo di materiali raffinati e di pregio. Per avere successo l azienda deve sia soddisfare il consumatore finale, quindi interpretarne le motivazioni d acquisto, quali la comodità, il rapporto prezzo-qualità, il fattore estetico, la tendenza moda, sia rispondere alle attese del cliente intermedio. Essere competitivi significa anche abbreviare e rendere più efficiente il ciclo di sviluppo del prodotto per avere un campionario ricco e con molteplici varianti: si sta infatti assistendo alla scomparsa della cadenza stagionale delle collezioni a favore di una collezione continua e on demand. Diventa sempre più importante - spiega Roberto Ciocca - sapere trovare nuove soluzioni tecnologiche che consentano di migliorare il prodotto, per questo l azienda ha deciso di investire nell acquisto di macchine circolari per calzetteria e macchine da maglieria. Fra i vantaggi vi è l eliminazione della fase di cucitura per entrambi i settori. Per quanto riguarda la maglieria le collezioni future punteranno su capi prestigiosi caratterizzati dall essere morbidi e leggeri, proprio perché privi di cuciture grazie all applicazione della tecnica del WHOLEGARMENT. I nuovi prodotti vengono studiati dai centri di progettazione per maglieria e calzetteria con la consulenza di stilisti esterni. L attenzione all innovazione ha inoltre spinto l azienda a partecipare nel 2007 al progetto di meta distretto Twice promosso da Boglioli Spa per la realizzazione di capi tinti in capo bicolore. L attività di ricerca, svolta in collaborazione con Tintoria Emiliana, ha riguardato lo studio e la realizzazione di una linea polo in cotone e cachemire con trattamento twice. Tale metodologia di tintura prevede la funzionalizzazione della superficie del tessuto attraverso la deposizione e il successivo trattamento termico di un addotto chimico in grado di reagire con la fibra senza alterarne le proprietà di morbidezza. Il capo bianco può essere così tinto in una fase successiva con la combinazione di colori più richiesta dal mercato, accorciando notevolmente il time to order. Si risparmia inoltre spazio in magazzino riducendo le scorte. Già affermata in tutta Italia, l azienda sta ora puntando a nuovi mercati, dapprima l Europa e in seguito gli Stati Uniti. È stato Luigi Ciocca ad aprire a Milano, nel 1912, il calzificio che porta il suo nome e che oggi è guidato dai suoi nipoti. Nel 1929 il calzificio si trasferisce a Quinzano d Oglio (BS). Dagli anni 50 è leader in Italia nella produzione di calze in lana, cotone e altre fibre. Oltre ai propri marchi dedicati alla grande distribuzione all ingrosso ed al dettaglio, produce in private label anche per rinomati marchi nazionali e internazionali. La linea maglificio nasce nel 1957.

11 11 La Comunità Montana di Valle Camonica è un ente locale pubblico comprensoriale espressione di 41 comuni, che con una superficie di oltre ettari ne fa la Comunità Montana più estesa d Italia. Tra i propri compiti istituzionali, vi è la protezione e la valorizzazione delle produzioni agroalimentari tradizionali, consapevole che tale patrimonio è di rilevante importanza per la tutela della propria identità rurale, per la salvaguardia del territorio e per il sostegno economico del comparto agricolo. Comunità Montana Valle Camonica Ci parla dei progetti della Comunità Montana di Valle Camonica, Alessandro Putelli, responsabile dell ufficio Agricoltura. Forte del suo legame con il territorio la Comunità Montana di Valle Camonica si è fatta promotrice di diverse iniziative per la valorizzazione dell economia locale, e in particolare delle produzioni agroalimentari tipiche, mettendo a sistema le diverse realtà che gravitano attorno al comprensorio. Si punta alla riscoperta delle antiche tradizioni e dei sapori camuni quale volano per la crescita e lo sviluppo. L Assessorato all Agricoltura, spiega Alessandro Putelli, sta infatti attualmente lavorando alla creazione di un marchio collettivo d area Sapori di Valle Camonica con il quale non solo veicolare la promozione dei prodotti, ma anche stimolare la curiosità del turista creando percorsi alternativi. Sarà presto on line anche il nuovo sito internet dove saranno reperibili informazioni di carattere generale sui prodotti tipici, fra questi il latte, il formaggio, le castagne, il vino, il miele e i riferimenti relativi ai produttori e ai luoghi di origine. Cosa differenzia il prodotto di montagna? È questo l interrogativo da cui partire per trovare i punti di forza per l attività di promozione. In primis i cibi camuni fanno bene alla salute. Con questo slogan era partito nel 2003 un progetto di ricerca finanziato dalla Regione Lombardia, e promosso in collaborazione con la Facoltà di Medicina di Brescia, con l obiettivo di analizzare il rapporto fra alimentazione e salute. Lo studio si proponeva di indagare il ruolo delle produzioni tipiche nella prevenzione delle malattie degenerative, infettive e cardiovascolari al fine di evidenziarne le proprietà nutrizionali e farmacologiche. L iniziativa aveva coinvolto direttamente alcune aziende agricole nell attività di campionatura, il Consorzio Aliment per l analisi sensoriale e il CFP Ponte di Legno per la formazione. La diffusione è stata promossa tramite l organizzazione di incontri, pubblicazioni e corsi aperti anche agli operatori della ristorazione e del turismo. Il progetto ha contribuito a incrementare il mercato dando l input ai privati. È il caso del vino camuno: da poche etichette oggi se ne contano una ventina, sono aumentati gli ettari coltivati e c è stato anche un primo riconoscimento anche a livello internazionale. Il problema per i produttori resta il prezzo e la logistica. Per ovviare ai costi di gestione si punta così a un servizio integrato, in questa direzione va anche il sostegno della Comunità Montana. Se il primo passo è stato quello di far conoscere il prodotto sul territorio, ora il prossimo è di portare il prodotto al consumatore. Si pensa a come organizzare la commercializzazione e la logistica collettiva, e alla possibilità di creare un centro unico di trasporto. I prodotti tipici si preparano a oltrepassare il confine camuno.

12 12 Ci parla di Copan Italia Spa, Daniele Triva, amministratore della società. La domanda corretta non è cosa è cambiato, ma come Copan ha cambiato le modalità di fare analisi in laboratorio. L azienda, leader mondiale nella produzione di dispositivi per campioni microbiologici, prima ha introdotto sul mercato dei nuovi tamponi per prelievi liquidi e in seguito ha progettato il sistema WA- SP, Walk Away Specimem Processing, per l automazione della semina di campioni che ha rivoluzionato il settore della diagnostica. In poche righe è stato riassunto il lavoro di anni di ricerche a livello chimico, biologico ed ingegneristico. Con il metodo tradizionale il campione microbiologico arrivava in laboratorio in Copan Italia Spa opera da più di 20 anni nella ricerca, sviluppo e produzione di dispositivi di prelievo e conservazione di campioni microbiologici per uso clinico e industriale. Copan Italia è market leader mondiale in ambito clinico, con una forte propensione all innovazione di prodotto. Dell intero mercato mondiale, Copan detiene una quota intorno all 80%. Lo stabilimento produttivo è a Brescia, dispone inoltre di una filiale commerciale negli Stati Uniti, Copan Diagnostic inc. forma solida, nel tampone classico la sostanza veniva infatti assorbita dalla fibra per l 80%, e solo il 20% veniva rilasciato per l analisi. Ecco perché è stata importante l invenzione del tampone floccato, ha ribaltato le proporzioni: con tale sistema l 80% di sostanza viene rilasciata in forma liquida. Il passaggio da un campione microbiologico solido ad uno liquido ha permesso poi di automatizzare il processo. Wasp è un sistema completamente automatico che, integrando microbiologia avanzata con robotica, informatica e meccatronica, consente una gestione completamente automatizzata di tutte le fasi di gestione del campione: accettazione, semina e tracciabilità del risultato, riducendo drasticamente i tempi e gli errori connessi all attuale gestione manuale. Per arrivare al risultato è stato richiesto un notevole lavoro di squadra che ha coinvolto la Jop3 per la parte informatica, l Autotex per la meccatronica, la Makro per la robotica e la Tattile per la visione artificiale. In commercio dal 2008 la macchina è già utilizzata nelle strutture ospedaliere italiane di Bologna, Firenze, Genova, Roma, Milano, Verona, e all estero, in Brasile, USA, Olanda, Belgio, Francia e Inghilterra. L azienda nel 2009 è stata inoltre fra i capofila di un progetto per la creazione ed il riconoscimento di un Distretto del Biomedicale, quale sistema produttivo emergente e diffuso sul territorio, che conta sul consenso di oltre un centinaio di imprese lombarde. Questi gli obiettivi: la diffusione della conoscenza; il rafforzamento delle relazioni tra scienza e impresa; un approccio sinergico alla internazionalizzazione; partnership nella partecipazione a bandi di finanziamento a livello comunitario. È già invece in fase operativa il Progetto Futura, spiega Daniele Triva, tramite il quale Copan si prefigge di favorire la nascita di imprese innovative in ambito biomedicale, una sorta di tutoraggio necessario per affrontare tutti gli aspetti commerciali, amministrativi, logistici e gestionali indispensabili per il corretto funzionamento delle attività. In questo contenitore le neo-imprese vengono inserite in un contesto protetto e si trovano ad operare all interno di un processo innovativo di fare impresa. L obiettivo è portare al successo il maggior numero di iniziative imprenditoriali in ambito biomedicale.

13 13 Draco SpA è una holding di partecipazioni che si occupa della promozione, sviluppo, finanziamento, coordinamento, realizzazione e gestione di iniziative e attività nell ambito del Real Estate, dell Innovative Retail, dell Entertainment e del Concept Evolution, tra le quali gli Outlet Fashion District e Motor City Verona. Alfa Park Srl è la società controllata da Draco S.p.A. cui sono affidate la gestione ed il coordinamento delle iniziative legate alla realizzazione di Parchi a tema e di strutture correlate nell ambito dell entertainment, tra le quali Miragica e il Parco a Tema di Roma-Valmontone. La sede è a Brescia. Ci parla delle attività del Gruppo Draco, Giuseppe Taini, amministratore delegato di Draco Spa. Draco S.p.A. è una holding di partecipazioni attiva nel settore immobiliare e nel terziario avanzato. La società si occupa di promozione, sviluppo, finanziamento, coordinamento, realizzazione e gestione di iniziative e attività nell ambito del Real Estate, dell Innovative Retail, dell Entertainment e del Concept Evolution. Draco S.p.A opera non solo nel settore immobiliare tradizionale con iniziative di tipo residenziale, direzionale, commerciale, ma si è specializzata nello sviluppo di nuovi format di progetti di edilizia innovativa. In particolare, il Gruppo opera nella promozione, realizzazione e gestione di Factory Outlet Center, trai quali gli Outlet Fashion District, di Multiplex con annessi Family Entertainment Center e di Parchi a Tema, tra cui Miragica- Terra di Giganti, realizzato a Molfetta (Ba) e Rainbow MagicLand, in stato di avanzata realizzazione a Roma-Valmontone, destinato a diventare il primo Parco a Tema di Roma. Nell ambito del Polo Turistico di Molfetta, nella Regione Puglia, Draco, attraverso la società controllata Alfa Park, ha curato la realizzazione del parco di divertimenti Miragica - Terra di Giganti, inaugurato nell aprile del L iniziativa costituisce il completamento del più ampio intervento di notevole portata economica, denominato Polo Turistico di Molfetta che, nato grazie alle intese con le Istituzioni del Territorio, in particolare Comune di Molfetta e Regione Puglia, ha visto l apertura di Fashion District Molfetta Outlet oltre ad una multisala cinematografica con annesso Family entertainment centre, per un investimento totale di 140 milioni di euro, e che a regime coinvolgerà un totale di cinque milioni di visitatori l anno (di cui 3 milioni e mezzo per l outlet, 600 mila per la multisala, 800 mila per Miragica). In particolare, il parco a tema, ha ottenuto un contributo nazionale per gli investimenti nelle aree del Mezzogiorno. Miragica - Terra di Giganti - spiega l A.D. di Alfa Park, Giuseppe Taini - costituisce il completamento di un intervento che si configura come una struttura di intrattenimento (articolata con eventi spettacolari, grandi elementi di attrazione, giochi, spettacoli ed attività interpartecipative, tecnologie avanzate, ecc.) integrata con interventi paesaggistici di elevato valore qualitativo. Oltre al particolare impulso alla riqualificazione produttiva, l attività e la capacità di richiamo del Parco costituiscono un occasione per il rilancio delle proposte turistiche, archeologiche e culturali del territorio e per lo sviluppo di nuove attività artigianali, produttive e di servizio ad esso connesse. Miragica è una grande azienda del divertimento che produce occupazione, tra diretta ed indiretta, per circa 200 persone. Il gruppo Draco è inoltre impegnato in importanti interventi di trasformazione territoriale quali il Polo Turistico Integrato di Roma-Valmontone e Motorcity- Autodromo del Veneto. Entrambi gli interventi sono il frutto di una programmazione negoziata con gli Enti locali per il grande impatto socio economico che riversano sul territorio. Attualmente, gli interventi cui Draco partecipa si sviluppano su una superficie territoriale di circa mq sull intero territorio nazionale.

14 14 Ci parla di Franchi&Kim Industrie Vernici Spa Antonio Ferretti, amministratore dell azienda. Una parte preponderante nello sviluppo e gestione del sistema dipende da programmi software dedicati che sono sviluppati internamente in connubio con i ricercatori dei nostri laboratori. Per il settore edilizia Franchi&Kim coniugando ricerca e innovazione ha messo a punto un sistema denominato In shop factory che consente a distributori medio grandi di produrre, grazie ad un unico macchinario, tutti i tipi di pittura direttamente nel punto vendita: l impianto da prima produce la pittura miscelando semilavorati e poi in sequenza la tinge del colore richiesto. Il sistema In shop factory si applica al settore delle vernici ad acqua per l edilizia e permette al cliente di produrre solo ciò che è stato venduto, con evidenti economie di scala e con una riduzione dell 80% delle scorte in magazzino. Attraverso la ricerca il laboratorio testa le materie prime di ultima generazione che sono più performanti, per poi riformulare i prodotti finiti da immettere sul mercato finale rispettando i parametri necessari a garantire qualità e prezzo. L attività di ricerca e innovazione - spiega Antonio Ferretti - riguarda non solo il prodotto ma anche l impatto che questo ha sull ambiente e sulla salute. In questo contesto, attualmente la società ha recentemente avviato un progetto per l eliminazione dal ciclo produttivo di sostanze nocive o tossiche, quali pigmenti a base di piombo utilizzati per le loro caratteristiche di copertura e colorazione. I vantaggi legati a questo tipo di ricerca sono: ambiente di lavoro più salubre, minori costi per lo smaltimento dei rifiuti, nonché minori oneri dal punto di vista sanitario per il controllo degli operatori e anche minore assenza per malattia degli stessi. Le nuove tecnologie per la riduzione delle emissioni delle sostanze nocive dai processi di verniciatura sono inoltre al centro di una serie di incontri organizzati dal management aziendale per sensibilizzare gli operatori del settore sui temi tecnici, legislativi e ambientali. Oltre alle classiche vernici l azienda realizza prodotti per uso industriale a ridotto impatto ambientale utilizzando resine diluibili ad acqua, in cui il contenuto di parte solvente è acqua di rete. In tema di qualità l azienda sta implementando un sistema di rintracciabilità di tutto il ciclo produttivo: attraverso il codice esterno in etichetta sarà possibile risalire al lotto di produzione e ai lotti di materie prime utilizzate. Già presente sui mercati di Spagna, Repubblica Ceca e Slovacchia con delle proprie filiali, la Franchi&Kim punta ora a diffondere il proprio marchio in Europa. FRANCHI&KIM nasce dalla fusione di Franchi Vernici e Kim Industria vernici. La prima sorge nell immediato dopoguerra a Brescia e si trasferisce nel 1980 a Castenedolo. La seconda nasce nel 1979 a Maclodio. Nel marchio Franchi&Kim convergono quindi le esperienze di due aziende specializzate nei settori edilizia ed industria. Punto forte è la tecnologia tintometrica computerizzata, che permette di realizzare anche piccoli lotti nelle linee più diffuse mantenendo quotazioni di mercato competitive, grazie ad un impostazione su scala industriale. La sede è a Castenedolo (BS).

15 15 L acetificio Galletti è stato fondato nel 1871 e produce da 130 anni aceti di alta qualità. Oltre agli aceti tradizionali di vino rosso e bianco ed all aceto balsamico di Modena, la Galletti produce ed imbottiglia aceto di mele, aceti aromatizzati, altri condimenti a base di aceto e mosto d uva. Produce inoltre aceto di mais e di malto, aceto di birra e quant altro derivi da sostanze zuccherine. Da anni l azienda produce aceti a base di uve coltivate con metodo biologico.la sede è a San Daniele Po (CR). Ci parla di Galletti Snc Aurelio Galletti, titolare dell azienda. l vino prodotto nella nostra zona ave- una gradazione molto bassa e quin- Iva di una scarsa possibilità di durare oltre un anno. Di necessità virtù, ne ha fatto la famiglia Galletti che a San Daniele Po produce aceto da 5 generazioni. Il 40% della produzione è per l estero: se è vero che il consumo pro capite annuo in Italia è limitato a un litro per persona, si deve tener presente dell utilizzo dell aceto nella produzione industriale, nella preparazione di alimenti come il ketchup e la maionese. Il mercato soffre della concorrenza sleale di paesi come la Grecia, priva di una regolamentazione specifica, e dell eccesso di burocrazia che appesantisce il lavoro dell imprenditore italiano. Per fare fronte alla situazione l azienda si è mossa in due direzioni, la diversificazione della propria attività e l investimento in innovazione. Nel 2006 è stato creato un laboratorio di analisi che vede ora al lavoro 6 persone specializzate nel campo della biologia, delle biotecnologie, e della chimica ed è dotato delle più efficienti e moderne apparecchiature. Mosti, cereali, estratti, sono analizzati per verificare i valori nutrizionali e la presenza di sostanze nocive quali tossine, antibiotici, additivi, OGM. La ricerca ha portato l azienda ad allargare il suo campo d azione in settori quali la nutraceutica. È già in stato avanzato il progetto promosso in collaborazione con l Università di Piacenza per indurre nelle piante modifiche genetiche utili alla salute umana. L idea è venuta al professor Fogar, ricavare lattoferrina umana, una sostanza che combatte l helicobacter, da una soia ingegnerizzata. Il lavoro ha già destato la curiosità dell industria farmaceutica per le numerose applicazioni nel campo degli integratori alimentari: prima di tutto sarà utile ai bambini nati prematuri che ora possono assumere lattoferrina solo dal latte di balia. Dall agroalimentare, alla nutraceutica, passando per il risparmio energetico. La Galletti sta infatti attualmente lavorando a un sistema di recupero degli scarti agricoli per la produzione di energia alternativa. La premessa, non utilizzare materie prime che possono essere utilizzate direttamente dall uomo, non togliere cibo dalla catena alimentare. Lo studio si basa sull osservazione del mondo animale, e in particolare del comportamento delle termiti, e si propone di sviluppare tecnologie innovative per i digestori degli impianti. Ad essere coinvolti i ricercatori dell Università di Milano, di Parma e il Politecnico, fra questi anche un entomologo. Non ci si stupisce allora se l azienda investe ben il 9% del proprio fatturato in ricerca. È una scommessa - afferma Aurelio Galletti - il futuro è fatto da équipe, il singolo può avere l idea, ma da solo non può fare niente.

16 16 Ci parla di Garioni Naval Spa Luca Garioni, amministratore della società. Dove nascono le nuove idee? Difficilmente il mercato le richiede. L idea ci spiega Luca Garioni - viene da una ricerca continua, dall osservare la realtà in giro per il mondo, e dal contatto con il mondo dell università. L investimento in ricerca si concretizza nello sforzo di ridurre i consumi, i costi, l impatto sull ecosistema, ma anche nello sfruttare l energia per produrne di nuova, e nell utilizzare combustibili alternativi. E nell investimento in risorse: due ricercatori a tempo pieno e un laboratorio per test e prototipi. L azienda è leader nel mercato della progettazione e della produzione di caldaie ad uso industriale e per il settore navale. Produce macchine per turbine, sistemi per mantenere liquidi in temperatura, nonché soluzioni per la produzione di energia fotovoltaica. Nata nel 1993 dalla fusione della Garioni Macchine Termiche e dalla Naval Caldaie, partecipa con il proprio nome a società in Belgio, Polonia, Romania, Cina, Hong Kong, Indonesia ed è rappresentata in altri 44 Paesi del mondo. La sede è a Castelmella (BS). Non tutto è però industrializzabile e il passaggio dalla carta al banco di prova è delicato. Un esempio riuscito è il progetto di ottimizzazione per il recupero del calore delle caldaie industriali, che parte dall intuizione di poter sfruttare il calore prodotto dai fumi e dai gas di scarico per produrre tramite l utilizzo degli stessi, vapore o altri fluidi, destinati ad alimentare turbine per la produzione di energia elettrica. Attualmente l azienda è impegnata nell affrontare i problemi tecnologici per la produzione di caldaie alimentate a biomassa, per le quali è richiesta una grande attività di manutenzione, dai sistemi di filtraggio alla pulizia di fumi. Il progetto di un sistema a letto fluido parte da un sistema già brevettato ed utilizzato in Finlandia per impianti di grandi dimensioni, e si propone di consentirne l applicazione a macchine più piccole, fino a 5 megawatt, migliorare il processo di combustione, e ridurre il bisogno di manutenzione. La Garioni si avvale anche dell apporto di khow how universitario. Importante è la collaborazione nata di recente con il Dipartimento di ingegneria meccanica della London City University, che vede impegnati nella ricerca 3 professori e un equipe di 20 ricercatori. In questo caso l università italiana esce penalizzata dal confronto europeo per mezzi e risorse, merito di un sistema di royalities collaudato che permette agli enti di ricerca anglosassoni di autofinanziarsi. La sfida? Produrre energia a costo zero. Sul progetto però nessun commento, assolutamente top secret. Per quanto riguarda la collaborazione con altre imprese, essa è considerata efficace dal management aziendale, ma nella pratica risulta difficile condividere lo stesso interesse con i propri concorrenti, nonché coordinare tempi e risorse. È la difficoltà di essere piccoli. È lo stesso motivo che penalizza le imprese italiane, a confronto delle multinazionali, nella capacità di attrarre finanziamenti europei. Quale potrebbe essere la soluzione? Un centro di ricerca regionale suggerisce Garioni - che si fa carico dei costi della ricerca e nel quale le aziende diventano azionisti.

17 17 Auricchio nasce nel 1877 a San Giuseppe Vesuviano (NA) ad opera di Gennaro Auricchio. Oggi l azienda offre una delle gamme più complete di formaggi, dal Provolone, ai principali DOP italiani, ai pecorini sino alle ricotte, tutti prodotti con metodi artigianali, basati sulle più tradizionali ricette ma con la garanzia di un controllo igienico impostato secondo le più moderne disposizioni. Dal 1993 sono in corso politiche di acquisizioni che hanno portato ad affiancare allo storico marchio una serie di brand fortemente legati alla tradizione casearia italiana per elevata qualità. La sede è a Cremona. Ci parlano di Gennaro Auricchio Spa Antonio Auricchio, Presidente dell azienda a capo della divisione R&S, e Giovanni Martini, direttore Programmazione e Controllo. Ha più di 130 anni il segreto di don Gennaro, la ricetta del caglio speciale che ha reso famoso il marchio Auricchio negli anni. L azienda ha saputo coniugare la necessità di innovazione con il legame alla tradizione, si continua a fare il provolone con lo stesso sapore di una volta - spiega Antonio Auricchio - ma con qualche strumento in più. Dal 2000 l azienda si è dotata nello stabilimento a Pieve San Giacomo (CR) di un laboratorio per la ricerca e lo sviluppo nel quale due tecnologi alimentari lavorano allo studio di ricettazione, alle modifiche del processo produttivo, all eliminazione dei conservanti, al miglioramento qualitativo. La necessità di garantire la massima salubrità dei prodotti impone oggi nuovi standard, per questo sono cresciuti i controlli lungo tutta la filiera: dalle analisi sul latte, al campionamento dei vari processi produttivi, ai materiali utilizzati per il rivestimento. In tale contesto si inseriscono la collaborazione con il mondo accademico e della ricerca. Insieme all Università Cattolica di Piacenza l azienda sta indagando le problematiche legate alla fermentazione nel formaggio a lunga stagionatura con peso superiore ai 20 kg. L Istituto zooprofilattico di Brescia fa invece da traino a uno studio sulla conservabilità e il confezionamento dei prodotti, con l Università di Milano si collabora sui temi di rischio di contaminazione e sicurezza alimentare, mentre l Università di Sassari offre un supporto specifico per le produzioni di pecorino nello stabilimento in Sardegna. In collaborazione con altre imprese a livello nazionale l azienda partecipa inoltre alle attività di ricerca sulla shelf life dei prodotti confezionati. Questa è la premessa: le proprietà organolettiche devono rimanere anche nel tempo, ci si chiede quali sono gli step da mettere in atto, quali materiali utilizzare, quali le evoluzioni proposte. Mettere insieme le diverse competenze aziendali consente di arrivare prima al risultato, spiega Giovanni Martini. Lo stesso avviene per la realizzazione del rivestimento esterno, si cerca con i fornitori la miscelazione più adatta per la composizione, dalla plastica, alla cera o paraffina. Grande attenzione è poi riservata alla presentazione del prodotto, all immagine e al packaging. Non si tratta di investire solo in pubblicità ma anche di veicolare un messaggio identificabile e tutelare la protezione del marchio, molto conosciuto e quindi copiato. Per questo motivo è cambiato anche il sistema di marchiatura: ogni singola fetta è ora immediatamente riconoscibile, a maggior garanzia del cliente. Il futuro? Guarda alle nuove generazioni, rimane la passione per l impresa di famiglia e la costante ricerca d innovamento nella tradizione.

18 18 Ci parlano di Industrie Saleri Italo Spa Sergio Saleri, vicepresidente della società, ed Enzo Bonetti sales director. Oggi si producono al mondo 90 milioni di automobili l anno contro un fabbisogno di circa milioni. Il crescente squilibrio fra domanda e offerta, ha fatto del mercato automotive terreno di confronto/scontro fra le più importanti aziende e case automobilistiche mondiali che si contendono la vendita del bene di consumo per eccellenza: l automobile. Obiettivi prettamente ambientali, come l impegno al riciclo dei materiali, la riduzione dei consumi e delle emissioni, hanno impresso una velocità al cambiamento che ha coinvolto tutto il settore, incluse le PMI, alle quali vengono richieste capacità di risposta qualificata ed adeguata alle esigenze di questi colossi del mercato mondiale. L auto è un prodotto soggetto alle più sofisticate innovazioni che riguardano tutta la componentistica collegata: il sistema frenante, l iniezione, l elettronica, il gps, il confort e la sicurezza. Rispetto a tutta la tecnologia che racchiude l auto costa poco, in più c è una grande aspettativa legata al suo funzionamento: 100 mila km senza problemi. È la capacità di progettare soluzioni ed innovazioni del sistema di raffreddamento insieme alle case automobilistiche che ha consentito alla SIL di differenziarsi. Insieme significa non soltanto aderire alle specifiche richieste dal cliente, ma significa anche condividere sensibilità, back ground culturale e tutti gli obiettivi di fondo che ispirano oggi l innovazione nel mondo automotive. Le case automobilistiche afferma Sergio Saleri - ci chiedono di essere gli attori dell innovazione, e di accollarci le attività di ricerca senza garanzie. La stretta relazione fra qualità della vita delle persone, il loro diritto alla mobilità e la compatibilità ambientale, comportano l idea dell auto del futuro diversa da quella attuale. Parliamo dell auto ad emissioni zero, consumi minimi, garanzie di sicurezza, confort, qualità, fun to drive. In questo quadro di forte innovazione anche le PMI chiamate a progettare un solo componente del motore devono saper offrire soluzioni qualificate. La SIL, grazie a un team di tecnici con diverse specializzazioni meccaniche ed elettroniche, ha sviluppato soluzioni del circuito di raffreddamento che possono garantire nel loro funzionamento un bilancio energetico vantaggioso, realizzando quindi una riduzione dei consumi e, conseguentemente, delle emissioni. Da qui sono nati i progetti di pompa acqua variabile, pompa acqua elettrica, l introduzione della puleggia elettromagnetica. Alcune di queste soluzioni sono già state adottate per produzioni di serie da primarie case automobilistiche. Lo sforzo in ricerca viene premiato. Dal 1942 Industrie Saleri Italo progetta e produce pompe acqua per l industria automobilistica e l aftermarket. Oggi fornisce le più importanti case automobilistiche europee (Bmw, Ford, Ferrari, Maserati, Detroit Diesel, Fiat, Lancia, Alfa Romeo, Mitsubishi, Lombardini, Same) e le più qualificate reti di distribuzione indipendente (Gruppo Rhiag, Temot International). Industrie Saleri Italo detiene inoltre il controllo di un importante gruppo industriale, composto da Italpresse Industrie, Gauss Automazione e Italacciai. La sede è a Lumezzane (BS).

19 19 La IZO S.p.A. nasce nel 1968, traendo origine dall attività e dal know-how dell Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell Emilia Romagna. L azienda si occupa della produzione e della vendita di una gamma completa di farmaci e vaccini ad uso veterinario per animali da allevamento. Il mercato di sbocco è rappresentato sia dal mercato nazionale che internazionale; l azienda opera infatti in ben 24 Paesi esteri. I dati di mercato confermano che l azienda è tra i principali protagonisti del settore del medicinale veterinario. La sede è a Brescia. Ci parla di Izo Spa Roberto Lazzari, direttore tecnico e generale. È presente con i suoi vaccini in 24 Paesi, conta su oltre 400 registrazioni in un settore dove i produttori che contano sono solo una decina al mondo e la concorrenza è per lo più costituita da multinazionali. Essere piccoli fra i grandi - spiega Roberto Lazzari - è per la Izo un punto di forza: l essere flessibile ha permesso infatti all azienda di sfruttare gli aspetti positivi della gestione e di lavorare per conto terzi. Nel 2008, a conclusione del progetto di privatizzazione, è stata creata una divisione di ricerca e sviluppo sia per il settore chimico che per quello biologico, composta da 2 chimici, 2 biologi e un veterinario. Sono due i filoni di ricerca: quella cosiddetta pura per la produ- zione di nuovi ceppi di vaccino per polli, conigli, bovini e suini, e quella di processo che consente nuove formulazioni. L investimento in macchinari avanzati è fondamentale per ridurre al minimo l intervento manuale e consentire la ripetibilità del processo. A fine settembre è stato inoltre acquisito un nuovo sito produttivo in provincia di Pavia, a Chignolo Po, comprensivo di tutte le attrezzature e del personale, e nel quale verrà avviata la produzione conto terzi per il mercato nazionale della multinazionale cedente. Questa non è l unica commessa, il laboratorio infatti sviluppa service e prodotti per conto dei più grandi produttori, si tratta di produzioni minori che altrimenti sarebbero ritirate dal mercato a causa degli elevati costi. Inoltre grazie al proprio ufficio regolatorio che appronta le pratiche e tiene contatti con i Ministeri in tutto il mondo, garantisce l efficacia dei processi di autorizzazione all immissione in commercio. Grande attenzione e ingenti investimenti sono stati rivolti al miglioramento degli standard qualitativi che sono oggi assolutamente paragonabili a quelli dei maggiori competitors internazionali. Ogni anno la Izo studia la ricerca e la sperimentazione di un paio di prodotti, che, previe le autorizzazioni del caso, saranno immesse sul mercato nel giro di 2 4 anni. Si tratta di profilassi e terapie normali o meno ordinarie. La vendita è concessa solo agli intermediari autorizzati, grossisti e farmacie che poi rivendono all utente finale, mentre a livello internazionale la vendita passa dai distributori, con qualche differenza rispetto alle singole legislazioni. Per lo sviluppo delle matrici e delle materie prime, nonché per i test sui prodotti l azienda si avvale della collaborazione degli enti di ricerca, per citarne qualcuno, l Istituto Zooprofilattico di Brescia, di Palermo, e Padova, nonché l Università veterinaria di Pisa. A livello internazionale la collaborazione è con gli istituti di Francia, Inghilterra, U.S.A., Svizzera e Repubblica Ceca. I tempi ristretti dell azienda, imposti dalla diffusione rapida delle patologie e dalla necessità di limitare i focolai d infezione, si scontrano però spesso con i tempi dilatati dell ente pubblico. Quello che ancora manca, soprattutto in Italia, è l orientamento al risultato.

20 20 Ci parla di Lameri Spa Mario Lameri, titolare dell azienda e Presidente del Consiglio di Amministrazione. a richiesta di prodotti innovativi è Lsempre più forte, il mercato agroalimentare ha più pretese, le multinazionali richiedono alle piccole e medie imprese conoscenza di tecnologia e nuove idee di marketing e sviluppo, spiega Mario Lameri. L azienda studia così nuovi prodotti e processi produttivi a servizio dei grandi marchi, diventa propositiva per il lancio sul mercato di qualcosa di nuovo, che abbia appeal per il consumatore, oltre alla qualità che garantisce da sempre. Lameri è partner alimentare di alcuni dei più grandi marchi, italiani ed internazionali, per la produzione private-label. Lameri Spa opera dal 1968 nella trasformazione e nel commercio dei cereali. L azienda possiede due stabilimenti, uno a Cremona, specializzato nella produzione di cereali perlati, fiocchi, farine di cereali e cereali estrusi utilizzati come semilavorati nella preparazione di prodotti dolciari; l altro a San Bassano (CR), dedicato invece alla preparazione e al confezionamento di un ampia gamma di cereali per la prima colazione. Del Gruppo Lameri fanno parte: Dolciaria Gadeschi Spa e Vergani Spa. Per tale motivo nel 2006 l azienda ha effettuato un importante investimento nello stabilimento di San Bassano al fine di dotarsi di una tecnologia innovativa per la produzione della linea di cereali multigrano: se prima la lavorazione partiva dalle farine di cereali, con i nuovi macchinari si utilizzano cereali spezzati o hominy-gritz. Si ottengono così prodotti con caratteristiche organolettiche e nutrizionali migliori e maggiormente richiesti dal mercato. Ogni stabilimento è dotato di un laboratorio di ricerca dove operano in sinergia tecnici e specialisti di svariati settori, dalle tecnologie alimentari, all agraria, alla chimica. Oltre alle analisi di routine vengono svolte attività di ricerca accurate nel campo della sicurezza alimentare, sia sulle materie prime che sui cerali trasformati assicurando il controllo nelle varie fasi di lavorazione e nel processo di confezionamento. I continui sforzi di miglioramento sono stai premiati con il conseguimento delle certificazioni ISO9001, BREC e ISF. Insieme all Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell Emilia Romagna, all Università di Brescia, agli Spedali Civili di Brescia, nonché ad altre realtà del settore lattiero caseario, il Gruppo Lameri è stato partner di uno dei primi progetti di metadistretto finanziati dalla Lombardia nel campo delle biotecnologie. L iniziativa si è posta l obiettivo di verificare e documentare le caratteristiche di sicurezza alimentare di varie categorie di alimenti, fino a identificare tipologie di prodotti caratterizzati da termini di sicurezza estremamente elevati, tali da consentirne l utilizzo nelle categorie di consumatori immuno compromessi. Oltre alla produzione Lameri si occupa della commercializzazione e del trading di cereali. Per le grandi quantità che vengono movimentate, l azienda, spiega Mario Lameri, sta cercando nuovi finanziamenti per intervenire sulla riorganizzazione del sistema trasporto e logistica in chiave sostenibile. L approvvigionamento già avviene in parte su rotaia e attraverso la via navigabile dal porto di Cremona, ma è difficile investire sulle infrastrutture senza il contributo pubblico, si aspetta il momento giusto.

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