IL CONSIGLIO COMUNALE

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1 Regolamento cdd IL CONSIGLIO COMUNALE Su conforme relazione dell Assessore ai Servizi alla Persona Graziella Invernizzi, la quale evidenzia che il regolamento per il funzionamento del servizio Centro Socio Educativo necessita di modifiche ed integrazioni al fine di armonizzarlo alle nuove esigenze del servizio che dal 1 maggio 2006 è stato trasformato da Centro Socio Educativo in Centro Diurno per Disabili; PREMESSO: - CHE il Comune di Sannazzaro de Burgondi, in seguito ad intervenuta delega da parte dell USSL 78 (ora ASL Pavia), gestisce dall anno 1989, la struttura denominata Centro Socio Educativo di Via Sauro, 22 ora Centro Diurno Disabili Il Melograno ; - CHE la Regione Lombardia con D.g.r. 30 settembre 2003, n. 7/14369 ha provveduto ad individuare all interno del sistema sanitario regionale, i Centro Diurni integrati per persone disabili (CDD) quali unità di offerta semiresidenziale per disabili gravi; - CHE la Regione Lombardia con D.g.r n. 7/18334 del 23 luglio 2004 Definizione della nuova unità d offerta Centro Diurno per persone con disabiità (CDD): requisiti per l autorizzazione al funzionamento e l accreditamento ha definito i requisiti gestionali, organizzativi e strutturali dei CDD per l autorizzazione al funzionamento e per l accreditamento, ed ha adottato quale strumento di classificazione del livello di fragilità degli ospiti CDD la scheda SIDI che classifica gli ospiti e i carichi assistenziali in cinque classi; - CHE i CSE accreditati con il sistema socio-sanitario alla data del , potevano scegliere se trasformarsi in CDD e quindi afferire alla rete dei servizi sanitari (contributi sanitari) o rimanere CSE e afferire alla rete dei servizi socio-assistenziali (contributi sociali ex circolare 4); - CHE con deliberazione G.C. n. 57 del , esecutiva ai sensi di legge, l Amministrazione Comunale ha approvato la trasformazione del Centro Socio Educativo Il Melograno di Via Sauro, 22, autorizzato al funzionamento con decreto della Provincia di Pavia n. 55/1990, per n. 15 utenti in Centro Diurno Disabili per n. 30 utenti ai sensi della deliberazione Giunta Regionale n del e della deliberazione Giunta Regionale n. 7/18334 del 23 luglio 2004; - CHE il funzionamento di detta struttura, allo stato attuale, è disciplinata da un regolamento approvato con deliberazione C.C. n. 62 del ; VALUTATA la necessità di apportare modifiche al Regolamento esistente in quanto il servizio di cui si argomenta è stato trasformato in CDD a far data dal 1 maggio 2006, data di sottoscrizione del contratto con l ASL e quindi è da considerarsi servizio socio-sanitario e non più socio-assistenziale e pertanto gli standard organizzativo-gestionali e strutturali devono corrispondere a quanto previsto dalla DGR n. 7/14369 del e dalla DGR n. 7/18334 del 23 luglio 2004; VISTO l apposito Regolamento composto da n.16 articoli e ritenutolo rispondente a quanto sopraevidenziato; Sentiti gli interventi dei seguenti Consiglieri Comunali:

2 ACQUISITO l allegato parere di regolarità tecnica ai sensi dell art. 49 del T.U , n. 267; Con voti unanimi favorevoli, espressi nei modi e forme di legge; D E L I B E R A DI ADOTTARE il nuovo Regolamento disciplinante il funzionamento del Centro Diurno Disabili Il Melograno di Sannazzaro de Burgondi Via Sauro, 22; DI DARE ATTO che il nuovo regolamento, composto di n. 16 articoli, si intende costituire, sotto la lettera A) parte integrante e sostanziale del presente provvedimento; DI REVOCARE la propria precedente deliberazione CC n. 62 del approvazione nuovo regolamento per il funzionamento del Centro Socio Educativo DI CONSIDERARE le premesse parti integranti e sostanziali del presente provvedimento; SUCCESSIVAMENTE RITENUTA la necessità di dare immediata attuazione al presente provvedimento; VISTO l art. 134, comma 4, del T.U , n. 267; Con voti unanimi favorevoli, espressi nei modi e forme di legge; D E L I B E R A DI DICHIARARE la presente deliberazione immediatamente eseguibile Seguono n. 2 allegati

3 CDD(Regolamento)aggiornato al REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL CENTRO DIURNO DISABILI Il Melograno Sannazzaro de Burgondi ART. 1 - OGGETTO E FINALITA Il Centro Diurno Disabili, d ora in poi C.D.D., è una struttura integrata semiresidenziale che accoglie giornalmente persone disabili, i cui livelli di fragilità sono compresi nelle cinque classi della scheda individuale (SIDI). Il Centro mira alla crescita evolutiva dei soggetti nella prospettiva di una progressiva e costante socializzazione con l obiettivo da un lato, di sviluppare le capacità residue, dall altro di operare per il massimo mantenimento dei livelli acquisiti attraverso spazi educativi e ricreativi diversificati consentendo alla famiglia di mantenere al proprio interno la persona disabile e, quindi, contrastandone l istituzionalizzazione e l emarginazione. ART. 2 - DESTINATARI E INTERVENTI Il C.D.D. è rivolto a persone disabili di età compresa tra i 18 e i 65 anni secondo quanto previsto dalla D.G.R. n. 7/18334 del Potranno essere accolti in casi eccezionali anche disabili di età inferiore ai 18 anni, ma solo in presenza di una specifica richiesta del genitore o del tutore/curatore/amministratore di sostegno, di una valutazione della necessità di interventi di lungoassistenza da parte dell ASL di residenza e

4 dell U.O. di Neuropsichiatria Infantile di riferimento che attesti la necessità di interventi, della disponibilità dell ente gestore della struttura ad adeguare i propri interventi al minore. Il C.D.D. offre ai suoi utenti, specifici interventi integrati socio-sanitari e personalizzati di cui essi hanno bisogno e che si inseriscono in una rigorosa programmazione generale del servizio. Il C.D.D. mira alla crescita dei soggetti con gravi fragilità, nella prospettiva di una progressiva e costante socializzazione e integrazione degli stessi mediante progetti educativi e assistenziali individualizzati (P.I.) e assicura agli ospiti: interventi di rilievo sanitario (terapeutico-riabilitativo) mantenimento dei livelli acquisiti e delle capacità residue interventi socio-educativi personalizzati e mirati coinvolgimento delle famiglie degli utenti nella condivisione e attuazione del Piano Individuale per dare continuità e completezza all intervento, sia al Centro che nell ambito famigliare; flessibilità organizzativa volta a promuovere attività integrative, socializzanti e socio-sanitarie al fine di favorire gli interventi individuali e di assicurare lo standard globale di minuti settimanali per ospite. Tutti gli interventi vengono attuati previa stesura dei Progetti Individualizzati. Questi prendono spunto da una valutazione oggettiva, fondata sulla singola diagnosi funzionale e dalla scheda personale S.I.D.I., strumento che fornisce una gamma di dati necessari alla valutazione del tipo di fragilità evidenziando le esigenze e i bisogni del singolo. La funzione del C.D.D. è pertanto quella di erogare prestazioni ai propri ospiti sulla base di progetti individualizzati nonché di favorire l integrazione sociale del servizio medesimo, lavorando in sinergia con le strutture e le agenzie educative presenti sul territorio di Sannazzaro de Burgondi e del distretto di Garlasco. ART. 3 - ATTIVITA SVOLTE AL CENTRO Si individuano come fondamentali le attività previste nella delibera Giunta Regionale n. 7/18334 del e precisamente: attività socio sanitarie ad elevato grado di integrazione; attività di riabilitazione; attività socio-riabilitative; attività educative. Queste sono riconducibili alle successive aree di intervento: Area motoria Area espressiva Area culturale e cognitiva Area dell igiene e cura di se Area sociale Area occupazionale Le attività assumeranno valenza differente in funzione dei diversi obiettivi da perseguire dai singoli utenti in modo da compiere la realizzazione di specifici piani individuali di lavoro che verranno periodicamente monitorati e verificati. ART. 4 - ORARI E FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO

5 Il C.D.D. funziona cinque giorni alla settimana dal lunedì al venerdì per 47 settimane all anno dalle ore 9.00 alle ore Il calendario sarà definito annualmente dall amministrazione Comunale in linea con quanto disposto nella D.G.R. n. 7/18334 del L orario del personale educativo sarà articolato in modo tale da garantire settimanalmente 2 ore da dedicare alla progettazione/verifica e supervisione, in momenti in cui l utenza non è presente e in base alle esigenze del servizio. Gli interventi presso il C.D.D. di personale sanitario e riabilitativo saranno concordati con il Coordinatore. ART. 5 - RICHIESTE DI AMMISSIONE Le richieste di ammissione al C.D.D. possono pervenire direttamente al Centro o presso l Ufficio Servizi alla Persona del Comune di Sannazzaro de Burgondi dalla famiglia o dal servizio sociale territorialmente competente. Le domande di ammissione verranno inserite in tre liste di attesa: - lista 1 - richiedenti residenti a Sannazzaro de Burgondi; - lista 2 - richiedenti residenti nei comuni facenti parte del distretto di Garlasco; - lista 3 - richiedenti residenti al di fuori del Distretto di Garlasco. Gli inserimenti dei richiedenti in lista 2 saranno subordinati all esaurimento della lista 1; gli inserimenti dei richiedenti in lista 3 saranno subordinati all esaurimento delle liste 1 e 2. L ammissione al Centro di utenti residenti in comuni non facenti parte del distretto di Garlasco è subordinata alla stipula di apposta convenzione fra i suddetti comuni e il Comune di Sannazzaro de Burgondi. ART. 6 - PRESTAZIONI Le prestazioni richieste agli operatori sono quelle previste dalla normativa regionale di riferimento e in modo particolare: 1) direzione e coordinamento del Centro 2) programmazione delle attività definizione dei progetti educativi e/o assistenziali (P.I.) anche in collaborazione con le altre professionalità previste; responsabilità nella stesura, nella realizzazione dei Progetti Educativi/Assistenziali e loro verifica; partecipazione ai momenti di discussione e di approfondimento circa l andamento dei casi e delle attività; coinvolgimento delle famiglie nel percorso educativo; raccolta sistematica mediante osservazioni sugli utenti di elementi utili alla discussione e alla programmazione degli interenti educativi e assistenziali; aggiornamento bimestrale del fascicolo individuale degli ospiti e comunque ogni qualvolta vi sia un cambiamento significativo della condizione biopsicosociale, o vi siano eventi la cui registrazione sia utile o necessaria ai fini del progetto individuale;

6 partecipazione obbligatoria ai momenti di formazione ed attuazione dei progetti di formazione permanente. 3) assistenza e cura della persona; igiene ambientale. ART. 7 - COMITATO DI PARTECIPAZIONE Al fine di promuovere la partecipazione delle famiglie alle attività del Centro, viene istituito un Comitato d ipartecipazione, costituito da: il Coordinatore del CDD un rappresentante degli operatori del Centro n. 2 rappresentanti delle famiglie l assessore ai Servizi alla persona del Comune di Sannazzaro e/o suo delegato n.1 rappresentante dell associazione di volontariato Amici del CSE. I compiti del Comitato di partecipazione sono i seguenti: esaminare ed esprimere pareri sulle proposte degli utenti esaminare e verificare le attività del Centro e raccogliere eventuali suggerimenti o proposte in merito alla programmazione delle attività Il Comitato di partecipazione è convocato dal Coordinatore del Centro almeno una volta l anno. Potrà inoltre essere convocato su richiesta di almeno 3 componenti per particolari situazioni di necessità. Il Comitato di partecipazione dura in carica 3 anni. ART. 8 - ASSEMBLEA DELLE FAMIGLIE L Assemblea delle famiglie è composta dai famigliari degli utenti inseriti al C.D.D. L Assemblea delle famiglie si riunisce di norma almeno 2 volte l anno nei mesi di ottobre e maggio. Alla convocazione dell Assemblea delle famiglie provvede il Coordinatore del Centro mediante avvisi scritti indicanti l ora ed il luogo della riunione, nonché l elenco degli argomenti da trattare. L Assemblea delle famiglie: - elegge i propri rappresentanti in seno al Comitato di partecipazione; - esamina e discute l offerta formativa del Servizio; - promuove iniziative da proporre al Comitato di partecipazione inerenti la vita del C.D.D. e inerenti la problematica dell handicap. All Assemblea delle famiglie partecipa tutto il personale del C.D.D. ART. 9 - COORDINATORE Il coordinatore del C.D.D., designato dalla Cooperativa cui è affidata la gestione del personale, per quanto attiene alle attività relative alla gestione del C.D.D.:

7 predispone due relazioni dettagliate, una all inizio dell anno di attività ed una a fine anno, riguardanti rispettivamente l operatività che si intenderà realizzare e quanto effettivamente realizzato, da sottoporre, per verifica, all esame dell Amministrazione Comunale. In tali relazioni si dovrà fare riferimento all andamento degli interventi, alle problematiche connesse e agli eventuali provvedimenti da adottare; risponde della programmazione delle attività, della loro organizzazione interna e del loro coordinamento, risponde altresì del coordinamento e dell organizzazione del personale e dei mezzi; è responsabile del buon andamento del servizio nella sua globalità e della realizzazione dei progetti individuali. Pertanto si occuperà della gestione e della verifica dei progetti in ogni fase della loro evoluzione riferendo in merito al referente dell Amministrazione Comunale per le conseguenti valutazioni; formula proposte ai Servizi Sociali del Comune; effettua un incontro settimanale con il personale educativo finalizzato alla programmazione e supervisione delle attività svolte all interno del C.D.D.; prevede momenti di incontro con le famiglie, sia a livello individuale sia di gruppo, finalizzati alla presentazione del progetto educativo, alla valutazione di eventuali situazioni problematiche, creando un clima di collaborazione e fiducia avvalendosi della cooperazione degli operatori presenti nella struttura; assolve ai compiti organizzativi e gestionali del servizio. ART PERSONALE EDUCATIVO Il personale educativo assicura agli ospiti: - interventi educativi al fine di garantire la realizzazione di progetti socio-educativi personalizzati e mirati; - interventi per il mantenimento dei livelli acquisiti e delle capacità residue; Il personale educativo deve inoltre garantire assistenza agli utenti durante l ingresso e l uscita dal Centro. Il personale educativo è implicato in prima persona nella relazione con gli utenti ed è chiamato a presidiare il significato di questa relazione detenendone in ogni momento la responsabilità pedagogica. ART PERSONALE AUSILIARIO O ASSISTENZIALE Al personale ausiliario e/o assistenziale spetta il compito di assicurare agli utenti la cura e l igiene personale nonché l igiene ambientale (anche all esterno della struttura). ART PERSONALE SANITARIO E RIABILITATIVO Al personale sanitario (infermiera e medico) e riabilitativo (terapista della riabilitazione) spettano i seguenti compiti: - svolgimento di attività riabilitativa e sanitaria nelle percentuali che la struttura valuterà più consone alle esigenze assistenziali degli ospiti;

8 - tenuta e aggiornamento della cartella sanitaria per ogni utente presente al Centro ART. 13 CONTROLLO E VIGILANZA Il controllo e la vigilanza per il mantenimento degli standard organizzativi gestionali e strutturali è affidata all A.S.L di Pavia attraverso i Servizi competenti. ART. 14 GESTIONE DEL CENTRO La gestione amministrativa del C.D.D. è svolta dal Comune attraverso gli uffici all uopo preposti. Le spese di gestione del C.D.D. sono a carico del Comune. Le tariffe conferite dagli utenti e le quote erogate da Enti o Aziende sono introitati dal Comune. ART. 15 VOLONTARI Sulla base di programmi di intervento valutati dal Coordinatore del Centro è prevista la partecipazione di volontari. I volontari nominano il proprio rappresentante in seno al Comitato di partecipazione di cui all art.7 ART SEGRETO PROFESSIONALE E D UFFICIO TUTELA DELLA PRIVACY Il Comune di Sannazzaro de Burgondi è titolare del trattamento dei dati personali in osservanza del D.Lgs. n. 196/2003 e dispone che tutto il personale impiegato presso il C.D.D. nonché tutti coloro che, a qualsiasi titolo, operino all interno del Centro, rispettino le norme che regolano il segreto professionale, il segreto d ufficio nonché la tutela della privacy e la deontologia professionale, attenendosi alle istruzioni impartite dall Amministrazione: trattare i dati in proprio possesso esclusivamente ai fini dell espletamento del servizio; non comunicare a terzi, né diffondere i dati in proprio possesso. Si richiama che ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003, tutto il personale è obbligato in solido con il titolare per danni provocati agli interessati in violazione del medesimo.

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