Rassegna stampa. 28 maggio Responsabile : Claudio Rao (tel. 06/

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1 Ufficio stampa Rassegna stampa 28 maggio 2008 Responsabile : Claudio Rao (tel. 06/

2 SOMMARIO Pag. 3 RIFORME GIUSTIZIA: Oua incontra il governo ombra del Pd: basta tagli alla giustizia,efficienza e managerialità nella macchina giudiziaria, necessaria la riforma della professione (mondo professionisti) Pag. 4 RIFORME GIUSTIZIA: Giustizia: primo incontro PD-OUA importante e proficuo, nel pomeriggio si prosegue (www.partitodemocratico.it) Pag. 5 RIFORME GIUSTIZIA: Giustizia/L Oua incontra governo-ombra Pd, basta tagli (apcom) Pag. 6 RIFORME GIUSTIZIA: Giustizia/Oua incontra governo-ombra Pd, basta tagli (agenzie adnkronos e dire) Pag. 7 RIFORME GIUSTIZIA: Da sette giorni verbalizzazioni bloccate. Processi penali e diritto di difesa a rischio (diritto e giustizia) Pag. 9 RIFORME GIUSTIZIA: Berlusconi: ora una legge sulle intercettazioni (il messaggero) Pag.10 RIFORME GIUSTIZIA: "Più risorse, no rivoluzioni"il Guardasigilli: «Il dialogo metterà fine ai contrasti fra toghe e politica» (la stampa) Pag.11 RIFORME GIUSTIZIA: Intervento del ministro della Giustizia Angelino Alfano al plenum straordinario del Consiglio Superiore della Magistratura 27 maggio 2008 (www.giustizia.it) Pag.13 COMMISSIONI: Commissioni, sfida del dialogo anche su sicurezza e giustizia (il sole 24 ore) Pag.14 CLASS ACTION: Class action, si cercano ritocchi (il sole 24 ore) Pag.15 UFFFICI GIUDIZIARI: Città della giustizia, storia infinita (italia oggi) 2

3 MONDO PROFESSIONISTI L'Oua incontra il Governo Ombra del PD: basta tagli alla giustizia, efficienza e managerialità nella macchina giudiziaria, necessaria la riforma della professione Il presidente dell Organismo Unitario dell Avvocatura Italiana, Michelina Grillo, il vice presidente, Andrea Pasqualin e il segretario, Maurizio Cecconi, hanno incontrato una delegazione del Governo-Ombra del Pd, composta da Lanfranco Tenaglia, da Alberto Maritati, da Pierluigi Mantini, da Donatella Ferranti, da Sandro Favi e da Rita Bernardini. Si è parlato di crisi del sistema giudiziario, di risorse, della Costituente per la Giustizia e della riforma della professione. Nel corso della riunione si è affrontata anche la questione sicurezza. Il Governo Ombra del PD ha aperto, oggi, il suo giro di consultazioni sulla giustizia con l Oua, l organismo politico di rappresentanza degli avvocati. Michelina Grillo, presidente Oua, alla fine della riunione, ha dichiarato: «Siamo lieti che il Governo Ombra del PD abbia aperto il suo giro di consultazioni sulla giustizia con l Oua, l organismo politico di rappresentanza degli avvocati e ci auguriamo che incontri del genere non siano episodici e che si prosegua in questa direzione. Proponiamo da anni che si crei un canale aperto di dialogo tra tutti gli operatori del settore per affrontare i molti problemi del sistema e per ipotizzare i possibili interventi, ed è per questa ragione che anche in questa occasione abbiamo sottolineato la necessità di convocare una Costituente per la Giustizia, in tempi brevi, per discutere dell organizzazione degli uffici e dei tribunali, di managerialità, di efficenza e best practices, di processo telematico». Gli avvocati hanno, poi, posto il tema delle risorse e contestato l ipotesi di ulteriori tagli da parte del nuovo governo. «Già il precedente esecutivo ha continuato Grillo ha ridotto fortemente le risorse, creando evidenti danni ad una sistema che è già da tempo in una crisi molto grave. In questi giorni leggiamo sulla stampa, che anche il nuovo governo ha intenzione di proseguire con i tagli. Speriamo che queste indiscrezioni vengano smentite e che la questione giustizia venga finalmente considerata una priorità in questo Paese e un settore in cui investire». Sulla questione sicurezza, l Oua ha sottolineato la necessità che si risponda adeguatamente ai problemi dei cittadini, senza però dimenticare i cronici problemi della macchina giudiziaria. «I cittadini hanno diritto alla sicurezza ha aggiunto la presidente dell Oua - ma chi legifera deve fare i conti con un sistema giudiziario lento e farraginoso. Non vorremmo che l ansia di dare risposte all emergenza porti a soluzioni sbagliate e inefficaci, che ingolfino ulteriormente i nostri tribunali» Altro tema affrontato è quello della riforma della professione. Per Andrea Pasqualin, vice presidente dell Oua, gli avvocati sono in prima linea nel chiedere modernità e riforme. «Sulle professioni abbiamo assistito a delle vere e proprie guerre di religione - ha spiegato - con progetti di riforma dalla chiara impronta punitiva. L aria sembra cambiata e si è finalmente fatta strada un altra impostazione, più realistica, che vede i professionisti come una forza produttiva importante del Paese da valorizzare e con cui dialogare. E bene ricordare, che chiediamo da anni che si avvii una modernizzare del settore. L Oua in questo senso ha già messo sul tavolo alcune proposte su cui ha registrato il consenso unanime dell avvocatura. Ne citiamo solo due: serve una riforma dell accesso, per recupero il merito, la qualità e la competitività; ed è necessario democratizzare il sistema e in questa direzione è centrale il congresso nazionale, come sede del confronto della categoria, senza sbarramenti anagrafici e come espressione diretta dei professionisti». 3

4 Giustizia: primo incontro PD-OUA importante e proficuo, nel pomeriggio si prosegue Si è svolto oggi in mattinata il primo incontro del Partito democratico con le associazioni e gli operatori della giustizia. Per il Partito democratico erano presenti il ministro della Giustizia del governo ombra del Pd Lanfranco Tenaglia, la capogruppo in commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti, il vicepresidente commissione Giustizia del Senato Alberto Maritati, i deputati Rita Bernardini e Pierluigi Mantini e Sandro Favi, del dipartimento Giustizia. Per l OUA, l Organismo Unitario dell Avvocatura, ha partecipato all incontro una delegazione guidata dalla presidente Michelina Grillo e composta dal vice presidente Andrea Pasqualin e dal segretario Maurizio Cecconi. La riunione, giudicata dai partecipanti importante e proficua, ha consentito l individuazione dei temi più urgenti da affrontare in materia di giustizia, oltre che una prima valutazione sull insieme delle riforme che il Parlamento sarà chiamato a discutere nei prossimi mesi. Gli incontri del Pd con gli operatori della giustizia proseguiranno nella giornata di oggi, con l appuntamento alle ore 14 con l Associazione Nazionale Forense e alle 18,30 con l Associazione Italiana Giovani Avvocati. 4

5 APCOM Giustizia/L Oua incontra governo-ombra Pd, basta tagli Serve efficienza, managerialità e riforma professione Roma, 27 mag. (Apcom) - Oggi, a Roma, il presidente dell`organismo Unitario dell`avvocatura Italiana, Michelina Grillo, il vice presidente, Andrea Pasqualin e il segretario, Maurizio Cecconi, hanno incontrato una delegazione del Governo-Ombra del Pd, composta da Lanfranco Tenaglia, da Alberto Maritati, da Pierluigi Mantini, da Donatella Ferranti, da Sandro Favi e da Rita Bernardini. Si è parlato di crisi del sistema giudiziario, di risorse, della 'Costituente per la Giustizia' e della riforma della professione. Nel corso della riunione si è affrontata anche la questione sicurezza. Il Governo Ombra del PD ha aperto, oggi, il suo giro di consultazioni sulla giustizia con l`oua, l`organismo politico di rappresentanza degli avvocati. Michelina Grillo, presidente Oua, alla fine della riunione, ha detto: "Siamo lieti che il Governo Ombra del PD abbia aperto il suo giro di consultazioni sulla giustizia con l`oua, l`organismo politico di rappresentanza degli avvocati e ci auguriamo che incontri del genere non siano episodici e che si prosegua in questa direzione. Proponiamo da anni che si crei un canale aperto di dialogo tra tutti gli operatori del settore per affrontare i molti problemi del sistema e per ipotizzare i possibili interventi, ed è per questa ragione che anche in questa occasione abbiamo sottolineato la necessità di convocare una 'Costituente per la Giustizia', in tempi brevi, per discutere dell`organizzazione degli uffici e dei tribunali, di managerialità, di efficenza e best practices, di processo telematico". Gli avvocati hanno, poi, posto il tema delle risorse e contestato l`ipotesi di ulteriori tagli da parte del nuovo governo. "Già il precedente esecutivo - ha continuato Grillo - ha ridotto fortemente le risorse, creando evidenti danni ad una sistema che è già da tempo in una crisi molto grave. In questi giorni leggiamo sulla stampa, che anche il nuovo governo ha intenzione di proseguire con i tagli. Speriamo che queste indiscrezioni vengano smentite e che la questione giustizia venga finalmente considerata una priorità in questo Paese e un settore in cui investire". Sulla questione sicurezza, l`oua ha sottolineato la necessità che si risponda adeguatamente ai problemi dei cittadini, senza però dimenticare i cronici problemi della macchina giudiziaria. "I cittadini hanno diritto alla sicurezza - ha aggiunto la presidente dell`oua - ma chi legifera deve fare i conti con un sistema giudiziario lento e farraginoso. Non vorremmo che l`ansia di dare risposte all`emergenza porti a soluzioni sbagliate e inefficaci, che ingolfino ulteriormente i nostri tribunali". Altro tema affrontato è quello della riforma della professione. Per Andrea Pasqualin, vice presidente dell`oua, gli avvocati sono in prima linea nel chiedere modernità e riforme. "Sulle professioni abbiamo assistito a delle vere e proprie guerre di religione - ha spiegato - con progetti di riforma dalla chiara impronta punitiva. L`aria sembra cambiata e si è finalmente fatta strada un`altra impostazione, più realistica, che vede i professionisti come una forza produttiva importante del Paese da valorizzare e con cui dialogare. E` bene ricordare, che chiediamo da anni che si avvii una modernizzare del settore. L`Oua in questo senso ha già messo sul tavolo alcune proposte su cui ha registrato il consenso unanime dell`avvocatura. Ne citiamo solo due: serve una riforma dell`accesso, per recupero il merito, la qualità e la competitività; ed è necessario democratizzare il sistema e in questa direzione è centrale il congresso nazionale, come sede del confronto della categoria, senza sbarramenti anagrafici e come espressione diretta dei professionisti". Red/Gal mag 08 5

6 ADNKRONOS Giustizia/Oua incontra governo-ombra Pd, basta tagli Roma, 27 mag. - (Adnkronos) - "Il precedente esecutivo ha ridotto fortemente le risorse della giustizia creando evidenti danni a un sistema gia' da tempo in una crisi molto grave. In questi giorni leggiamo sulla stampa che anche il nuovo governo vuole proseguire con i tagli, ma speriamo che queste indiscrezioni siano smentite e la questione giustizia venga considerata finalmente una priorita' del Paese". E' il messaggio rivolto oggi dal presidente dell'organismo unitario dell'avvocatura Michelina Grillo durante un incontro con la delegazione del governoombra del Pd composto da Lanfranco Tenaglia, Alberto Maritati, Pierluigi Mantini, Donatella Ferranti, Sandro Favi e Rita Bernardini. Al centro della discussione la crisi del sistema giudiziario e di risorse e la creazione di una costituente per la giustizia e la riforma della professione forense. Si e' anche affrontata la questione sicurezza, al centro del dibattito politico in questi ultimi giorni; l'oua ha sottolineato la necessita' che si risponda adeguatamente ai problemi dei cittadini senza dimenticare quelli cronici della macchina giudiziaria. "I cittadini hanno diritto alla sicurezza -ha concluso la Grillo- ma chi legifera deve fare i conti con un sistema giudiziario lento e farraginoso. Non vorremmo che l'ansia di dare risposte all'emergenza porti a soluzioni sbagliate ed inefficaci". (Mrg/Ct/Adnkronos) 27-MAG-08 20:25 DIRE Giustizia. Incontro Pd-avvocati proficuo, ecco i temi urgenti (DIRE) Roma, 27 mag. - Stamattina riunione "importante e proficua" tra il Pd e l'organismo unitario dell'avvocatura: "Ha consentito- si legge in una nota- l'individuazione dei temi piu' urgenti da affrontare in materia di giustizia, oltre che una prima valutazione sull'insieme delle riforme che il Parlamento sara' chiamato a discutere nei prossimi mesi". All'incontro, il primo tra Pd e operatori della giustizia (nel pomeriggio, alle 14 appuntamento con l'associazione nazionale forense e alle 18,30 con l'associazione italiana giovani avvocati), per i democratici erano presenti il ministro ombra Lanfranco Tenaglia e i parlamentari delle commissioni Giustizia, per l'oua il presidente Michelina Grillo accompagnata dal 'vice' Andrea Pasqualin e dal segretario Maurizio Cecconi. (Com/Gis/ Dire) 13:

7 DIRITTO E GIUSTIZIA Da sette giorni verbalizzazioni bloccate. Processi penali e diritto di difesa a rischio Senza stipendi, processi penali al pit-stop. Dalla settimana scorsa, le società del Consorzio Astrea incaricate di mettere nero su bianco ciò che avviene in Aula che non vengono pagate da gennaio, hanno incrociato le braccia. E mentre il Parlamento appena eletto ha tra i temi incandescenti quello della riforma della Giustizia, nei Tribunali i problemi sono molto più pratici ed immediati. Uno per tutti: il rischio che l interruzione del servizio di verbalizzazione paralizzi la macchina giudiziaria. La violazione del diritto di difesa e del giusto processo. Quella degli stenotipisti sembra una protesta come tante ma non va sottovalutata perché, come ricorda l avvocato Giuseppe Fiorella, componente del Consiglio dell Ordine di Milano, «la trascrizione è il mezzo attraverso il quale viene esercitato il diritto di difesa». Ma non solo. L Unione delle Camere penali, chiedendo l intervento del Guardasigilli Angelino Alfano, ammonisce con preoccupazione: «la mancata registrazione rende impossibile la celebrazione di un giusto processo accusatorio con le garanzie del diritto di difesa, oltre a rallentare lo svolgimento dei singoli processi». Il contratto. Dal 16 novembre 2006 il servizio di verbalizzazione delle udienze penali è stato appaltato a livello nazionale ad un unico Consorzio: il Consorzio Astrea, appunto, che ha vinto la gara indetta da Via Arenula per affidare questa delicata attività fondamentale per i Tribunali italiani. Il Consorzio è risultato vincitore proponendo una cifra decisamente vantaggiosa: 19 milioni e mezzo di euro l anno; il Ministero, in precedenza, di milioni annui ne spendeva una trentina. Come contropartita, però, ha ammesso Angelo Michelucci, componente del Consiglio direttivo del Consorzio Astrea, delegato alle questioni tecniche, gli inquilini di Via Arenula si erano impegnati a razionalizzare i tempi di lavoro. Ottimizzazione che non è mai avvenuta (se non per un esiguo 25 per cento del carico totale) ma ha anche causato dei notevoli disagi: «non ultimo tutta una serie di attività che hanno gravato sul Consorzio e che non ci sono state mai pagate». In effetti, stigmatizza Michelucci «era stato pattuito un pagamento bimestrale e così è stato per i primi cinque mesi poi al sesto bimestre il Ministero unilateralmente ha deciso di pagarci in base alle pagine effettivamente trascritte e non per tutto il servizio reso». La risposta del Ministero della Giustizia. Pronta la replica di via Arenula, che attraverso il Capo del DOG (Dipartimento dell Organizzazione giudiziaria) Claudio Castelli chiarisce che «per i pagamenti dell anno in corso è già stato assunto in data 3 aprile l impegno di spesa per la prima tranche del 2008». Tuttavia, aggiunge Castelli, non tutte le società del Consorzio hanno fatto pervenire le attestazioni del regolare pagamento degli stipendi e dei contributi ai dipendenti. Per esempio quella del Durc (il documento unico di regolarità contributiva) giustificata, secondo il Capo del DOG, «da normativa di legge e dalla comunicazione che almeno in una città la locale Procura della Repubblica sta procedendo penalmente contro i responsabili di una delle società del Consorzio tra l altro per irregolarità dei rapporti lavorativi». Una pretesa, se vogliamo, anche con una valenza etica, alla luce della trasparenza che ora viene reclamata nella Pa. Ma una richiesta definita invece alquanto anomala dal Consorzio. Con una spiegazione: gli enti pubblici non economici sono sollevati da questa attività. Comunque le certificazioni richieste sono state inviate: ne mancano una o due. Le penalità. Parlando con il consigliere del Consorzio Astrea scopriamo poi che Via Arenula ha applicato al Consorzio delle penalità (nell ordine di oltre un milione di euro), previste nel contratto, senza che gli strumenti di verifica fossero idonei e concordati. Un atto contro il quale il Consorzio hanno presentato un ricorso d urgenza ex articolo 700 Cpc al Tribunale di Roma. Ma il Ministero cosa dice? Conferma: le sanzioni sono state applicate per inadempienze contrattuali. L interrogazione. Che i problemi ci fossero lo testimonia anche l interrogazione presentata in Parlamento a settembre dello scorso anno dall onorevole Ludovico Vico (oggi Pd) sulla mancata qualità nelle trascrizioni appaltate a livello nazionale al Consorzio Astrea, oltre ai gravissimi disservizi e ritardi provati anche dalle penalità applicate al Rti e culminati in documenti di protesta di varie Camere penali italiane e in uno sciopero degli avvocati del Foro di Catanzaro a giugno In quell interrogazione Vico riteneva leso il diritto di difesa degli imputati, situazione attualissima: «Molti magistrati, soprattutto i Gip si legge nel documento erano costretti ad affidare a periti esterni le trascrizioni di delicati procedimenti per mancanza di disponibilità da parte del Consorzio ad intervenire in tempi brevi ovvero dove non esistono impianti di fonoregistrazione tra 7

8 l altro forniti con regolare contratto, da azienda facente parte del Rti aumentando così i costi della Giustizia, ma assicurando per lo meno un servizio efficiente». Le soluzioni per tamponare l emergenza. Il Ministero della Giustizia, assicura adesso il Capo del DOG, «prenderà tutte le iniziative del caso per consentire la verbalizzazione con fonoregistrazione, stenotipia o altri strumenti meccanici degli atti dei processi penali». Tuttavia, per tamponare l emergenza, almeno per il momento, ammette Castelli, ci si affida al sistema delle perizie. La ricaduta. Se è vero come è vero che il servizio di trascrizione delle udienze è temporaneamente sospeso la ricaduta non dovrebbe essere sottovalutata, visto che gli unici servizi assicurati, sono quelli delle udienze di convalida di arresto, dei Gip e delle direttissime: ma non vale per tutti i Tribunali. I cancellieri dovrebbero quindi trascrivere a mano ogni singola parola di giudici, imputati, pubblici ministeri, avvocati e testimoni. Insomma un lavoro immane e improbo se si considerano gli organici effettivi degli Uffici giudiziari. E se alcuni tribunali si chiudono nel riserbo più totale, e scelgono di non rispondere alle nostre domande, c è anche chi confessa (forse con una punta di orgoglio da non-fannulloni) che si stanno arrangiando: a volte il cancelliere si sostituisce al fonico che solitamente li assiste nella registrazione (è quello che avviene al Tribunale di Torino) oppure ci si affida a un perito (come a Firenze e Palermo). Niente paura, invece, per la trascrizione che in alcuni Palazzi di Giustizia (Torino) sembra ancora operativa. A Milano, ribadisce l avvocato Giuseppe Fiorella, componente del Consiglio dell Ordine meneghino, la situazione è grave: un processo di rilievo è già saltato e il rischio è la paralisi. Sventata anche la possibilità di potersi affidare ad un altra agenzia che ha respinto con perdite la proposta: non conosceva, infatti, le apparecchiature installate nel Tribunale del capoluogo lombardo. Nella Capitale i processi per direttissima sono assicurati. A Napoli, già provata dall emergenza rifiuti, si incontrano gravi difficoltà per la celebrazione dei processi. Molte udienze, fa sapere Salvatore Impradice, componente del Consiglio dell Ordine degli avvocati di Napoli, sono state rinviate. E se, al Tribunale di Firenze hanno nominato un perito, questo non è possibile nel capoluogo campano: data la mole dei processi sarebbero necessarie troppe perizie. L Oua dice basta con le soluzioni-tampone. «La sospensione del servizio di verbalizzazione nei Tribunali italiani tuona a ragione la presidente dell Oua, Michelina Grillo sta creando gravissimi disagi: alcuni processi non si celebrano o sono rinviati. Questo incide negativamente sull efficienza del sistema giudiziario e in alcuni casi si configura una lesione del diritto di difesa». Ma questo è solo la punta di un Iceberg, perché il vero problema, rileva l avvocato Grillo, sono «le risorse di cui la Giustizia italiana deve essere dotata altrimenti si rischia il collasso». Anche nel settore civile, però, la situazione desta perplessità. Al Tribunale di Bologna, spiega il leader dell Oua, un congruo numero di fotocopiatrici sono state fornite dal Consiglio dell Ordine degli avvocati del capoluogo emiliano che ne cura anche la manutenzione. Tutto ciò allo scopo di permettere ai legali di avere in tempi rapidi gli atti dei processi. L appello dell Ucpi: no al verbale riassuntivo. Le Camere penali, intanto, si oppongono ad ogni tentativo di utilizzo della sola verbalizzazione riassuntiva delle udienze dedicate all assunzione dei mezzi di prova. Una prassi, si legge in una nota diffusa dall Ucpi, che si sta estendendo in questi giorni in alcuni Tribunali italiani e che non è assolutamente consentita dal codice di rito né è costituzionalmente legittima. E dalle parole i penalisti sono passati ai fatti predisponendo un testo di massima da utilizzare ogniqualvolta si ponga la necessità di opporsi ad un eventuale richiesta di verbalizzazione o di chiedere la revoca di un ordinanza con la quale è stato deciso di procedere con verbale riassuntivo. Sulla stessa lunghezza d onda anche il Consiglio dell Ordine di Milano: la verbalizzazione in forma riassuntiva, è prevista, ammette Fiorella, per i procedimenti di scarsa rilevanza o nei casi in cui ci sia una indisponibilità momentanea. E quindi se applicata in sostituzione delle normali forme di verbalizzazione finirebbe per violare gli articoli 3, 24 e 111 Costituzione. Il nodo prioritario: l efficienza. Nell attesa che i processi diventino più brevi e le carceri all altezza di un Paese civile, il nodo prioritario da sciogliere resta l efficienza della macchina giudiziaria. Altrimenti il rischio è che «la giustizia fai da te» venga percepita come l unica strada percorribile, dove lo Stato si ritira o non fa il suo dovere. Ma non è finita, perché mentre tutti sotto i riflettori protestano più o meno duramente, di sicuro qualcuno gongola vedendo correre in souplesse i tempi delle prescrizioni (anche una settimana fa la differenza, per chi attende). E inoltre ogni ritardo ci consolida nella triste fama europea di specialisti nell «irragionevole durata del processo», con tutto ciò che ne consegue.cristina Cappuccini 8

9 IL MESSAGGERO Le linee guida del ministro comunicate al plenum Berlusconi: ora una legge sulle intercettazioni Il Guardasigilli Alfano al Casm rinnova l invito al dialogo e rilancia il Giusto Processo ROMA- La riforma della giustizia riparte dalle intercettazioni telefoniche. Quella che sul finire della scorsa Legislatura era diventata la vera emergenza della politica potrebbe essere regolamentata da capo già dal prossimo Consiglio dei ministri. Da Palazzo Chigi sono filtrate indiscrezioni che parlano di un accordo già siglato persino con la Lega, volto a introdurre maggiori tutele per la privacy delle persone che vengono intercettate, soprattutto di quelle che non sono nemmeno indagate. Il tema è stato affrontato anche da Alfredo Mantovano, sottosegretario all interno, nel corso di un convegno organizzato da Magistratura Indipendente: «Non trovo scandaloso un meccanismo di maggior rigore sulle intercettazioni telefoniche e sulla divulgazione a mezzo stampa». Nel frattempo, il ministro della Giustizia Angelino Alfa- no si è recato al Csm per una prima visita di saluto. Il nuovo Guardasigilli ha rinnovato l invito al dialogo con le toghe e ha fatto capire che procederà con provvedimenti mirati, magari scollegati tra loro, ma tutti destinati a risolvere i piccoli e grandi problemi che hanno catapultato la Giustizia italiana in purgatorio. Per uscire dall emergenza, ha detto il ministro Alfano: «Non è necessario avventurarsi in ennesime grandi riforme legislative, magari soltanto declamate, ma sforzarsi di ricercare soluzioni efficienti e il più possibile condivise». Sembra quasi una presa di distanza dalla strategia d attacco del precedente ministro e del suo staff, che avevano studiato il grande disegno di legge sull Ufficio per il processo che conteneva un pò tutto, dall informatizzazione degli archivi alla rivoluzione delle notifiche via , e che invece è rimasto nei cassetti per la fine della legislatura. Su una cosa, invece, Alfano intende premere sull acceleratore: La piena realizzazione del Giusto Processo e la riforma dei codici civili e penali. Che, per inciso, ad ogni legislatura vengono riveduti e corretti da diverse commissioni di esperti e alla fine non vengono mai approvati. Invece stavolta no: «E mio intendimento portare tale lavoro a rapida sintesi con l aiuto di esperti e trasferire al Parlamento nel più breve tempo possibile i progetti di riforma». Ad accogliere Alfano nella grande aula del Plenum del Consiglio Superiore, c è il vicepresidente Nicola Mancino, che tende la mano e sollecita anche nuove risorse: «Governo e Csm devono dialogare - dice Mancino - non solo perchè questo è un dovere istituzionale ma perchè così si possono superare contrasti antichi e meno antichi nel rapporto tra politica e giustizia». E Alfano raccoglie: «Mi gioverò del vostro parere, credo nel dialogo come metodo per far emergere decisioni condivise». In uno slogan: «Dialogo e decisioni, confronto e scelte». Il Guardasigilli spiazza chi si aspettava toni sprezzanti e approccio aspro. E raccoglie segnali di distensione: «Le abbiamo già dimostrato una nostra reale collaborazione. Ora ministro ci aiuti a restare padroni delle nostre attribuzioni», chiede Giuseppe Maria Berruti, togato di Unicost; Dino Petralia, togato del Movimento per la Giustizia, chiede di ripensare a quel divieto di accesso agli uffici di Procura per i magistrati di prima nomina, perchè «si può ridare efficienza al sistema giustizia soltanto utilizzando al meglio le risorse» e Vincenzo Siniscalchi, laico eletto in quota Ds, esprime compiacimento per l attenzione che il ministro ha già dedicato all avvocatura. Massimo Martinelli 9

10 LA STAMPA Alfano offre la pace ai giudici "Più risorse, no rivoluzioni"il Guardasigilli: «Il dialogo metterà fine ai contrasti fra toghe e politica» Si è presentato ai giudici con un ramoscello d ulivo. Prima uscita pubblica per il ministro della Giustizia, Angelo Alfano. E subito: «Crediamo nel dialogo. Si possono superare contrasti antichi e meno antichi nel rapporto tra politica e giustizia». Ma il suo messaggio più importante è chiarissimo: «Non è necessario avventurarsi in ennesime grandi riforme». Parole che i giudici immediatamente decriptano così: il governo Berlusconi non cerca lo scontro, abbandona ipotesi di separazione delle carriere e si prepara a gestire la riforma dell ordinamento firmata da Clemente Mastella. Che il suo discorso voglia essere tranquillizzante, Alfano lo sottolinea di continuo. Promette la riforma dei codici civile e penale. Ma nessuna rivoluzione. «Non si tratta di mettere mano a un ennesima riforma del processo civile, anche se talune modifiche appaiono imprescindibili». Il ministro usa parole dolci per l uditorio. «Aumento delle risorse. Più razionalità nelle spese. Più investimenti nell amministrazione della giustizia quotidiana». Sì - rileva il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Nicola Mancino - sarebbe davvero «un grave errore» rimettere in discussione l ordinamento giudiziario dopo che il Parlamento ha lavorato per sette anni sulla riforma. «Non mi nascondo - precisa - che le valutazioni non sono state tutte favorevoli, tuttavia il nuovo ordinamento ha risolto alcuni problemi che intralciavano l attività giuridisdizionale e ne ha eliminato altri che avevano creato inquietudine nell ordine giudiziario, come la netta distinzione tra funzione giudicanti e funzioni requirenti». E conclude: «C è attesa nella magistratura per conoscere il programma del governo sulla giustizia». Il che appunto è ciò che Alfano viene a spiegare nella sua prima uscita istituzionale: che l Esecutivo non intende procedere a «un ennesimo stravolgimento degli assetti» creati dall ultima riforma e semmai intende «realizzare alcuni obiettivi qualificanti con la necessaria gradualità e con il proficuo confronto con la magistratura». Anche quando si tratta di rispondere alle critiche sull accentramento di poteri in Campania in capo al procuratore di Napoli, Alfano risponde cauto e dialogante: «Le norme sul procuratore di Napoli non segnano un antefatto logico, politico o giuridico ad una più ampia riorganizzazione delle competenze. L accentramento nelle mani del procuratore di Napoli delle competenze sulle inchieste che riguardano i rifiuti rappresenta un risposta globale per una emergenza che non poteva essere affrontata su un solo versante». E conciliante, il giovanissimo Guardasigilli a cui è stato demandato il difficile compito di siglare la «pax» tra centrodestra e toghe, su molte questioni. C è in ballo una Scuola della Magistratura che è suddivisa in tre sedi e di cui Mastella, guarda caso, aveva sistemato un pezzo a Benevento, nel suo ex regno elettorale? E un tema che gli pongono in molti. Anche il vicepresidente Mancino a un certo punto gli dice: «La Scuola non può non avere una sua centralità. La Cassazione, ad esempio, è a Roma. Per la Scuola non vorrei una sede periferica». E il ministro: «Sono d accordo sulla centralità romana». «Non posso che essere d accordo con il ministro quando afferma la necessità di un impegno per una giustizia più efficace ed efficiente da perseguire con il metodo del dialogo. Ma alle affermazioni di principio devono seguire i fatti. E la relazione al Csm è stata molto generica», lo pizzica Lanfranco Tenaglia, ministro della giustizia del governo ombra. Francesco Grignetti 10

11 Intervento del ministro della Giustizia Angelino Alfano al plenum straordinario del Consiglio Superiore della Magistratura 27 maggio 2008 Signor Vice Presidente, Signori Consiglieri, mi sia consentito innanzitutto rivolgere un indirizzo di saluto al Presidente della Repubblica e un vivo ringraziamento per l attenzione con cui Egli ha voluto seguire sin dagli esordi l azione del Governo in materia di giustizia. Desidero poi confermare l intendimento di intraprendere la nostra azione nel pieno rispetto del principio di leale collaborazione con l organo di auto governo della Magistratura. Il metodo sarà dunque quello del confronto continuo, rispettoso delle reciproche sfere di autonomia e delle cadenze proprie del dialogo tra istituzioni, ma aperto anche ad una più ampia discussione con l intero mondo della magistratura, con gli esponenti dell associazionismo, e con gli altri operatori del diritto. Mi gioverò del vostro parere e mi auguro, anche per quanto riguarda il concerto, che si possa riprendere la prassi dell incontro diretto tra il Ministro e la quinta Commissione per la nomina dei direttivi ed ancora mi auguro che frequenti e proficue possano essere le occasioni di mia partecipazione ai lavori del plenum. Sono peraltro componente di un Governo appena eletto presieduto da Silvio Berlusconi e portatore di un programma sulla giustizia supportato da un ampio consenso elettorale, ispirato da una richiesta di ragionato cambiamento e sulla cui realizzazione, nei tempi previsti dalla nostra democrazia costituzionale, noi che oggi siamo al Governo torneremo ad essere giudicati. Crediamo nel dialogo come metodo per far emergere decisioni condivise, nella consapevolezza, tuttavia, di dover comunque assumere, nel momento della sintesi, le determinazioni che ci competono. Dunque dialogo e decisioni; confronto e scelte. Anche ai problemi di carattere emergenziale sarà data una rapida risposta seguendo il metodo indicato, nel rispetto delle direttive di sistema. Un punto merita di essere particolarmente rimarcato nel nostro programma di governo: quello che vuole rilanciare l azione riformatrice per rendere più efficace ed efficiente il sistema della giustizia, nell interesse dei cittadini, in attuazione dei principi costituzionali del giusto processo, per una maggiore tutela delle vittime e degli indagati. In ciò perfettamente consapevoli dell importanza del compito e della circostanza che non di questa o di quella misura si tratta, ma di intervenire con una pluralità di strumenti che, dopo avere offerto adeguate risposte alle urgenze abbandonino la logica emergenziale e ambiscano alla ricerca di nuovi assetti di sistema. Per fare ciò non è necessario avventurarsi in ennesime grandi riforme legislative, magari soltanto declamate, ma sforzarsi di ricercare soluzioni efficienti e il più possibile condivise. A cominciare dalla riforma del codice civile e del codice penale riguardo ai quali è stato svolto un lavoro che non va disperso. In questo senso è mio intendimento portare tale lavoro a rapida sintesi con l aiuto di esperti e trasferire al Parlamento nel più breve tempo possibile i progetti di riforma offrendo così ad esso, che in questa circostanza trarrà giovamento dal nostro bicameralismo perfetto, l opportunità di pronunciarsi avendo tempo e modo di trovare forme ampie di condivisione su materie così importanti. Nello svolgimento di quest opera occorre essere consapevoli che al centro del sistema giustizia vi è la persona che cerca la tutela dei propri diritti ed alla quale vanno fornite risposte concrete ed immediate. Frequente e viva è, infatti, tra gli operatori del diritto (legislatore compreso) la tendenza a considerarsi il centro del processo riformatore del sistema giustizia. Invece no: in principio ed alla fine di un processo, sia esso civile o penale, vi è una persona, un uomo che sente lesi i propri diritti e che chiede allo Stato una risposta, che chiede allo Stato giustizia. Un uomo che trepida e che patisce il ritardo della giustizia cogliendo già in esso, nel ritardo, la negazione del proprio diritto e la frustrazione della propria pretesa. Ecco, non dimentichiamoci mai, anche quando leggiamo le statistiche sui ritardi e sugli arretrati e sul numero dei giudizi pendenti, che dietro ogni giudizio c è una persona. E ricordiamoci che il rapporto che il singolo cittadino ha con la giustizia, il grado di fiducia del singolo cittadino nella giustizia, finisce con il coincidere con il grado di fiducia del cittadino nei confronti dello Stato. Allo stesso modo il cittadino che ha sbagliato deve scontare la pena ma deve farlo in luoghi rispettosi della dignità umana ed idonei a consentire la funzione rieducativa della pena medesima. Mi vengono in mente, a tal proposito, le parole di S. Tommaso d Aquino: Iustitia sine misericordia crudelitas est, misericordia sine iustitia mater est dissolutionis ( dal commento al Vangelo di S. Matteo cap 5 par.2). Questi anni hanno visto concentrarsi l attenzione dell opinione pubblica, delle forze politiche e delle istituzioni soprattutto sui problemi della giustizia penale, sottovalutando la gravità dello stato della giustizia civile. 11

12 Credibilità e competitività del Paese, infatti, sono strettamente connesse al funzionamento del servizio giustizia. I costi economici connessi alla durata delle procedure giurisdizionali sono infatti vari e rilevanti, diretti ed indiretti. Rientrano tra i primi gli oneri diretti derivanti dai ricorsi individuali contro lo Stato italiano avanti alla Corte europea dei diritti dell uomo, per violazione dei termini di ragionevole durata del processo. Al novero dei secondi appartengono gli effetti macro e micro economici imputabili alla durata dei processi. A tal riguardo le analisi degli economisti dimostrano ampiamente la correlazione esistente tra la durata dei processi, il mercato del credito ed il mondo reale delle imprese, determinando distorsioni nel funzionamento dei mercati, sia a livello interno sia a livello internazionale. Non si tratta di metter mano ad un ennesima riforma del processo civile, anche se talune modifiche appaiono imprescindibili. Occorre intervenire soprattutto sulle risorse e sulle strutture, proseguendo, in particolare nell opera di informatizzazione e ricercando forme alternative di risoluzione delle controversie, anche attraverso il ricorso all istituto della mediazione, che potrebbe consentire una reale deflazione del carico giudiziario. Anche dalla riforma organica della magistratura onoraria potrà derivare un proficuo vantaggio, in un ottica di recupero e valorizzazione delle diverse professionalità, finalizzata alla flessibilità delle risposte e delle strategie di fronte ai bisogni emergenti di una società che cresce. Non a caso il programma del governo prevede un aumento delle risorse per la giustizia, con una diversa priorità nell allocazione delle stesse: in definitiva più razionalità nelle spese, più investimenti nell amministrazione della giustizia quotidiana, a partire dalla giustizia civile. In materia di giustizia penale va anzitutto registrato come i progetti di riforma del codice penale, elaborati dalle diverse commissioni ministeriali, e torno ad un concetto già parzialmente espresso, convergono su numerosi principi generali. Cito, a solo titolo di esempio, la valorizzazione della posizione delle vittime nel procedimento penale che si traduce in un obbligo generale di risarcimento del danno, anche non patrimoniale, derivante dal reato, e nel potere del giudice di ordinare, nella sentenza di condanna, specifiche misure di riparazione, oppure, ancora l introduzione di un sistema di pene prescrittive che si affiancano alle pene detentive e pecuniarie e consistono nell imporre al condannato obblighi e comportamenti specifici (ad es. lavori di utilità pubblica; divieti di frequentare luoghi o persone; etc.); e, infine una disciplina della confisca quale vera e propria sanzione estesa a tutto il patrimonio mobiliare e immobiliare del condannato. Anche la riforma della procedura penale si basa su linee guida ormai condivise dalla comunità scientifica. Alcune di queste, del resto, sono direttamente imposte dal diritto comunitario, dall unione europea e dalle risoluzioni del Consiglio d Europa con particolare riferimento alla Convenzione europea sui diritti dell uomo (CEDU). In particolare, in questa prospettiva, vanno inquadrate: a) la mediazione penale che implica l allargamento dei modelli di giurisdizione e delle alternative al processo; b) il ruolo delle vittime del reato con l ampliamento della partecipazione della vittima al processo penale, in vista del risarcimento del danno e della riparazione delle conseguenze del reato; c) la cooperazione giudiziaria specialmente nei rapporti tra Stati membri dell UE. Sul fronte ordinamentale bisognerà dare attuazione alla riforma per ciò che concerne, tra l altro, la formazione dei magistrati. La Scuola della Magistratura non è ancora in funzione, ma confido nel sollecito completamento degli aspetti logistici. E necessario inoltre completare la designazione dei componenti del comitato direttivo da parte del Consiglio Superiore della Magistratura e comunque, in ogni caso, tutto ciò sarà oggetto di una intensa collaborazione con il Consiglio medesimo. Una attenzione particolare va riservata al problema sempre più vivo della riqualificazione del personale amministrativo. E questa una delle lacune dell azione ministeriale che intendiamo colmare al più presto, così come intendiamo utilizzare, in un generale recupero di efficienza, quanto suggerisce, nel suo programma quadro, la Commissione Europea per l efficacia della giustizia istituita dal Consiglio d Europa. Per quanto riguarda l ordinamento giudiziario nel suo insieme non è intenzione del Governo procedere ad un ennesimo stravolgimento degli assetti, ma è suo fermo desiderio quello di realizzare alcuni obiettivi qualificanti con la necessaria gradualità e con il proficuo confronto con la magistratura in tutte le sue espressioni. La mia viva aspirazione del nostro Governo è che finalmente si possa dar vita ad una fase nella quale i problemi della giustizia vengano affrontati, pur nelle diverse prospettive politiche, con rigore tecnico e concettuale, ispirandoci a quel principio per il quale si porta al vaglio degli elettori un idea di giustizia e si ritorna al loro cospetto enunciando ciò che si è fatto e la coerenza tra ciò che si è fatto e ciò che si era detto di voler fare: questo, nelle democrazie occidentali, si chiama principio di responsabilità ed a questo ci ispireremo. 12

13 IL SOLE 24 ORE Commissioni, sfida del dialogo anche su sicurezza e giustizia I neopresidenti: collegialità su tutto, inclusa la separazione delle carriere Il pacchetto sicurezza è già arrivato e di qui alla pausa estiva assorbirà gran parte del tempo. «Ovviamente è la priorità assoluta», dice Filippo Berselli, neo-presidente della commissione Giustizia del Senato, nonché relatore del disegno di legge di conversione del Dl varato a Napoli dal Governo e assegnato in congiunta anche alla commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama. Oggi Berselli farà la sua relazione, consapevole della delicatezza della materia ma convinto che non ci saranno grandi difficoltà perché «il clima è cambiato». «L assenza della sinistra radicale - spiega - ha modificato il quadro dei rapporti anche in commissione e credo proprio che si potrà passare a un clima più costruttivo», non solo sul «pacchetto sicurezza» ma, più in generale, sulle riforme per una giustizia «non solo giusta, ma anche moderna, imparziale e veloce». E per velocizzare anche le riforme, il neopresidente intende coordinarsi con la sua omologa della Camera, Giulia Bongiorno. «per evitare che i provvedimenti rimbalzino da un ramo all altro del Parlamento», com è accaduto in passato, senza tagliare il traguardo. Berselli e Bongiorno sono entrambi di An e entrambi avvocati. Da 25 anni in Parlamento, il primo; da 3 la seconda - un passato anche come cestista - che a 42 anni si accinge a giocare una delle sue partite più impegnative, puntando sulla «collegialità». «Un metodo fondamentale di lavoro, imparato sui campi di pallacanestro», spiega. E aggiunge: «Puoi essere un bravissimo playmaker, ma non vinci se non c è chi prende i rimbalzi. La pallacanestro ti insegna anche a fare panchina, se poi entri e giochi alla grande», Metafora chiarissima Perciò, se le chiedi quali saranno le priorità della sua commissione, risponde: «La decisione sarà presa collegialmente dall Ufficio di presidenza (che si riunisce oggi, ndr). Personalmente, proporrò i due temi che mi stanno più a cuore: l efficienza dei processi e le leggi sulla violenza alle donne, sulla pedofilia e sullo stalking. Poi decideremo insieme». Il gioco di squadra, in questo caso, impone di tener conto dell opposizione ma anche delle categorie interessate al buon funzionamento della giustizia: magistrati, penalisti, giovani avvocati. «Li sentirò al più presto», fa sapere, perché l efficienza è «la» priorità delle priorità, senza la quale è inutile immaginare altre riforme, «pur importantissime». Neppure la separazione delle carriere, in cui la Bongiorno crede fermamente e difende da chi la considera «una battaglia contro i magistrati». separare i giudici dai Pm è «importante» ma si può fare anche «gradualmente», passando prima per una separazione di funzioni «più idonea di quella attuale». «Non avrebbe senso separare giudici e Pm - osserva - se poi la macchina continua a fermarsi. I gradini da salire sono tanti; cominciamo a salirne uno per volta». A differenza delle ultime due legislature, questa maggioranza avrebbe i numeri per salire i gradini da sola, anche due alla volta. Ma la neo-presidente vuole farlo con l opposizione e, possibilmente, con i magistrati e gli avvocati. Dal «pacchetto sicurezza) alle intercettazioni telefoniche, la «collegialità» sarà il suo assist per «far fare canestro» alle riforme. Ma la partita è già cominciata a Palazzo Madama sulla sicurezza Nel frattempo, Berselli ha deciso di mandare «un segnale forte». «Così come il Consiglio dei ministri si è spostato a Napoli per l emergenza rifiuti, ilp giugno noi andremo in Calabria per dimostrare che l impegno istituzionale contro la ndrangheta reale e concreto». Ieri c è stato l ok dell Ufficio di presidenza. Non sarà una vera e propria «missione», ma una «testimonianza forte» dell avicinanza delle istituzioni, «Andremo a visitare due stazioni simbolo dei carabimeri - spiega Berselli- quelle di Platì e di San Luca E non sarà un iniziativa priva di seguito». Donatella Stasio 13

14 IL SOLE 24 ORE Diritto & consumi. Convegno dell Unione degli avvocati europei Class action, si cercano ritocchi Quaranta persone sono quasi sempre sufficienti per promuovere un azione collettiva per il risarcimento del danno negli Stati Uniti. Talvolta ne sono bastate 25». Paul Victor è un guru delle class action negli Stati Uniti. Victor, avvocato dello studio Dewey & LeBoeuf, insieme ad altre stelle internazionali come Barry Hawk e Christopher Bellamy ha tenuto alti gli ascolti al convegno sull Antitrust organizzato a Treviso dall Unione degli avvocati europei (Uae). La class action all italiana ha tenuto banco. Manca poco più di un mese all entrata in vigore della controversa novità introdotta dalla Finanziaria 2008, che scatterà il primo luglio. Ci sono malumori nelle aziende, diversi giuristi chiedono modifiche, ma per gli avvocati sembrano esserci buone prospettive. «Molti specialisti in class action si comprano l aereo privato», ha detto Victor, spiegando che le parcelle arrivano facilmente a 5-10 milioni di dollari a causa. In Italia però la legge non ammette la parcella commisurata al valore del risarcimento. Carla Rabitti Bedogni, commissario Antitrust, ha illustrato l intensificazione dell attività di moral suasion dell Autorità della Concorrenza e del ricorso alle «decisioni con impegni». L Antitrust apprezza la nuova legislazione per la tutela dei consumatori attraverso le azioni collettive promosse dalle «associazioni dei consumatori rappresentative». Rabitti segnala però «la necessità che l ulteriore sviluppo delle azioni risarcitorie non comprometta, in materia di concorrenza, l efficacia dell azione dell Autorità». Secondo il commissario Antitrust, «almeno per gli illeciti plurisoggettivi più gravi», le azioni risarcitorie collettive andrebbero proposte solo dopo «una pronuncia di accertamento dell Autorità», a meno che i promotori non possano «addurre elementi credibili e convincenti». Massimo Scuffi, magistrato della Cassazione, ha rilevato «discrasie, perché le associazioni dei consumatori possono agire solo davanti al Tribunale collegiale, mentre il singolo consumatore che si ritiene danneggiato deve rivolgersi al giudice monocratico o al giudice di pace, oppure alla Corte d appello. C è una coesistenza di cinque organi giudiziari che possono intervenire, si aggiungono sempre nuove competente. Occorre dice Scuffi un intervent0 legislativo che crei un unico giudice specializzato sulla violazione della concorrenza, con un doppio grado di giudizio». Secondo l avvocato Enrico Raffaelli, presidente della commissione diritto della concorrenza dell Uae, «la class action va usata con molta prudenza. È opportuno controllare bene la rappresentatività delle associazioni dei consumatori, l obettivo della legge non è creare difficoltà alle imprese, ma stabilire una correttezza di comportamenti e avere una pluralità di operatori». Secondo Raffaelli, la competenza unica per la violazione delle norme sulla concorrenza «dovrebbe essere affidata alle 12 sezioni specializzate nel diritto della proprietà industriale». Gianni Dragoni 14

15 ITALIA OGGI Nel 2009 verranno consegnati i primi quattro dei sei edifici del complesso costato 95 milioni Città della giustizia, storia infinita Progettata da Chipperfield nel '99 non è ancora terminata Alla fine costerà attorno a 100 milioni di euro la nuova cittadella della giustizia di Salerno progettata nel 1999 dallo studio di David Chipperfield. Nessuno sa però indicare una data di fine lavori, per adesso è stata inaugurata una scultura di arte contemporanea nel 2006 ed è stato issato lo scorso 2 maggio sul tetto dell'edificio più alto il tricolore, con tanto di fanfare e discorsi. Stupito il celebre architetto inglese che partecipando alla cerimonia ha commentato: «Da noi non si è mai visto nulla di simile». La genesi di quest'opera risale all'inizio degli anni 90, addirittura prima di Tangentopoli, quando venne deciso di unificare le 15 differenti sedi della giustizia salernitana in un nuovo complesso fuori dalla città. Nel 1993 divenne sindaco Vincenzo De Luca, che decise invece di collocare in centro la cittadella della giustizia, un anno dopo il nuovo piano regolatore firmato dal catalano Oriol Bohigas confermava questo indirizzo collocando l'opera nello spazio del dismesso scalo merci, una zona in parte degradata che scende dalle alture e sfocia davanti al porto, seguendo il corso del fiume Irno che lambisce il centro storico. Altri quattro anni e finalmente viene indetto il concorso internazionale cui sono invitati 80 studi di architettura. Terzo si classifica il francese Dominique Perrault, che prevedeva un massiccio grattacielo rivolto verso il mare, secondo lo studio Miralles e Tagliabue di Barcellona, che invece immaginava costruzioni basse con le facciate sinuose, primo David Chipperfield. Il 53enne londinese ha immaginato un masterplan di otto edifici, ma solo sei sono andati in appalto, con una superficie totale di metri quadrati, di massimo 13 piani con diverse dimensioni, altezze, gerarchie, composti da pannelli prefabbricati in cemento e caratterizzati da una serie di aperture disegnate al fine di accentuare l'aspetto verticale. Gli edifici sono collegati da porticati e giardini dal belga Peter Wirtz e ispirati al celebre chiostro di Santa Chiara a Napoli. Per i rivestimenti esterni sono state scelte tonalità di giallo, rosso e marrone per il cemento pigmentato dei pannelli prefabbricati della facciata. La pigmentazione si è ottenuta mescolando al calcestruzzo frammenti di terracotta di diversi colori, materiale di riciclo a basso costo. Il porticato e le pavimentazioni sono in cemento pigmentato nero che vuol ricordare le pavimentazioni tradizionali in pietra basaltina frequenti in molte città della Campania. L'appalto è stato suddiviso in tre lotti, che sono stati aggiudicati alla ditta Romagnoli, che, avendo ecceduto nel ribasso proposto sulle stime del 1992 pari al 31%, è fallita, ora a portare avanti i lavori è la Pisa Costruzioni. Ciononostante, la progettazione è stata rispettata quasi integralmente, gli unici cambiamenti sono intervenuti allorché cambiò la legge sulla sicurezza nei palazzi di giustizia, e alcune aule furono modificate parzialmente. Molti più problemi li hanno causati i titolari dell'area dello scalo ferroviario, Metropolis prima, Rfi poi. A oggi si spera di consegnare nel 2009 i primi quattro edifici, mentre gli altri due saranno pronti solo al brutto, per ultimarli e soprattutto per arredare in modo consono tutti gli interni servono altri 20 milioni da aggiungere ai 75 spesi finora erogati all'80% dal ministero. C'era l'accordo con Clemente Mastella, ora il sindaco De Luca, che nel frattempo è arrivato al quarto mandato vincendo quest'anno la classifica di sindaco più amato, dovrà compiere un altro «viaggio della speranza» per inoltrare le sue richieste ad Antonino Alfano. Tra due anni inizieranno i traslochi delle varie sezioni, che dovrebbero concludersi, se tutto va bene e se arriveranno gli ultimi milioni, nel Saremo a quel punto a 15 anni dal concorso, a 11 dall'apertura del cantiere, a 10 dal via dei lavori. In media esatta con gli 11 anni necessari in Italia per realizzare un'opera pubblica che costa più di 50 milioni di euro, secondo i dati della ricerca «I tempi d'attuazione delle opere pubbliche» condotta su 14 mila casi dal dipartimento politiche per lo sviluppo del ministero dello sviluppo economico. Molto peggio è andata nella vicina Torre Annunziata, dove l'omologa cittadella della giustizia è a oggi solo uno scheletro di cemento armato, anche lì sono passati 11 anni dall'avvio dei lavori. Tutto il contrario di Barcellona, dove dal 2002 Chipperfield sta realizzando un'altra cittadella della giustizia da 282 mila metri quadrati, l'anno scorso è stata consegnata la prima di otto palazzine, entro quest'anno lo saranno tutte le altre. Jan Pellissier 15

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