ORGANISMO UNITARIO DELL AVVOCATURA ITALIANA. 5 settembre Responsabile: Claudio Rao (tel. 06/

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1 Ufficio stampa Rassegna stampa 5 settembre 2013 Responsabile: Claudio Rao (tel. 06/

2 SOMMARIO Pag. 3 GEOGRAFIA GIUDIZIARIA: Avvocatura in sciopero contro gli accorpamenti (La Gazzetta del Mezzogiorno - Lecce) Pag. 4 GEOGRAFIA GIUDIZIARIA: San Benedetto: tribunale, al via il trasloco di faldoni e 500 reperti (Il Resto del Carlino Ascoli PIceno) Pag. 5 GEOGRAFIA GIUDIZIARIA: Tribunali: Zaia, incontro positivo con Cancellieri per Bassano (Asca) Pag. 6 GEOGRAFIA GIUDIZIARIA: Giustizia: Cota, da Cancellieri sì a sospensione trasloco tribunale Alba (Adnkronos) Pag. 7 GEOGRAFIA GIUDIZIARIA: Fermato il trasloco del tribunale di Alba. E Asti paga un conto di 80mila euro (La Nuova Provincia) Pag. 8 GEOGRAFIA GIUDIZIARIA: «Cancellieri «salva» il tribunale di Alba (Il Sole 24 Ore) Pag. 9 GEOGRAFIA GIUDIZIARIA: «Tribunale, una proroga per salvarlo» (Il Secolo XIX - Savona) Pag.10 GEOGRAFIA GIUDIZIARIA: Avvocati veneziani in fibrillazione "Tribunale civile a rischio paralisi" (Ansa) Pag.11 GEOGRAFIA GIUDIZIARIA: Tribunali, via ai traslochi. Caos a Vigevano e Voghera (Il Corriere della Sera - Milano) Pag.12 GEOGRAFIA GIUDIZIARIA: L'Ordine di Santa Maria Capua Vetere chiede anche la proroga di cinque anni per tutte le sedi distaccate (Mondoprofessionisti) Pag.13 GEOGRAFIA GIUDIZIARIA: Tribunale, il caos regna sovrano a pochi giorni dall accorpamento (Il Giorno) Pag.14 GEOGRAFIA GIUDIZIARIA: "La Regione si impegni per salvare il Tribunale di Pinerolo" (Torino Today) Pag.15 AVVOCATI: ANAI: Società tra avvocati, grave l'ostruzionismo di via Arenula (Guida al Diritto) Pag.16 AVVOCATI: Legali in agitazione (Italia Oggi) Pag.17 AVVOCATI: Avvocati. Firenze in 'aiuto' colleghi palestinesi (Il Sito di Firenze) Pag.18 AVVOCATI: A Taormina si parla di immigrazione (Il Sole 24 Ore) Pag.19 AVVOCATI: Brevi (Italia Oggi) Pag.20 AVVOCATI: Crisi: Grecia; avvocati proclamano due giorni di sciopero (Ansa) Pag.21 PROFESSIONI Voucher formativi per gli Studi (Italia Oggi) Pag.23 PROFESSIONI: Afa, aria nuova nella formazione (Il Sole 24 Ore) Pag.24 MAGISTRATI: Magistratura democratica: l attività di Luigi Marini Presidente Magistratura Democratica (Il Corriere della Sera) Pag.25 FISCO: Spesometro a effetto allargato (Il Sole 24 Ore) Pag.27 FISCO: Redditometro al futuro (Italia Oggi) Pag.29 FISCO: Unico, test di congruità sui versamenti (Il Sole 24 Ore) Pag.31 FISCO: Dal Fisco una mano a chi si mette in regola - di Luca Gaiani (Il Sole 24 Ore) Pag.32 DIRITTO SOCIETARIO: Costituzione di Srl, il notariato boccia gli assegni bancari (Il Sole 24 Ore) Pag.33 CASSAZIONE: Sas abusiva, medico salvo (Il Sole 24 Ore) Pag.35 CASSAZIONE: L'accaparramento dei dipendenti? Concorrenza sleale (Il Sole 24 Ore) 2

3 LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO Lecce LA VERTENZA. Critiche a Roma e ai capi degli Uffici «Non ancora avviato il trasferimento dei fascicoli dalle sedi soppresse» Avvocatura in sciopero contro gli accorpamenti «Le sedi di Maglie e Nardò non basteranno a contenere l'emergenza» Avvocati sul piede di guerra in vista dell'accorpamento delle sezioni distaccate. A ridosso dell'inizio dell'attività giudiziaria, la classe forense ritiene che la soluzione offerta dal Ministero e attuata dai capi degli uffici giudiziari non sia adeguata alle esigenze dell'utenza e di tutti gli operatori del settore giustizia. Secondo la circolare ministeriale dell'agosto scorso, infatti, per i prossimi due anni sopravviveranno solo le sedi di Maglie e Nardò, che ospiteranno il contenzioso civile già pendente nelle sedi distaccate a loro accorpate. Nel capoluogo, invece, convergeranno tutte le cause penali e tutto il nuovo contenzioso civile. Secondo le «toghe», però, Lecce non è ancora pronta per un accorpamento così massiccio, e per questo gli avvocati hanno deciso di incrociare le braccia. Al termine del consiglio dell'ordine che si è svolto ieri, è stata adottata una delibera con la quale i professionisti annunciano lo stato di agitazione e proclamano l'astensione per il 17 e 18 ottobre. «Riteniamo che allo stato non siano state poste in essere le iniziative necessarie a fronteggiare quella che sarà una vera e propria emergenza a partire dal prossimo 13 settembre», spiega il presidente dell'ordine degli avvocati, Raffaele Fatano, «noi siamo disposti a collaborare, continua, ma fino ad oggi non abbiamo conoscenza di provvedimenti organizzativi tali da consentire un corretto svolgimento dell' attività». Ormai manca poco, le udienze saranno celebrate a partire dal prossimo 16 settembre. «In primo luogo», continua Flatano, «ci risulta che il trasferimento dei fascicoli non sia stato ancora avviato. Inoltre, gli ufficiali giudiziari dovrebbero svolgere da Lecce l'attività in tutto il circondario, ed anche questo a nostro avviso è un problema da non sottovalutare. Abbiamo la sensazione che dal 16 settembre ci saranno notevoli disagi per tutti». Secondo il presidente Fatano, proclamare l'astensione ad ottobre ha una ratio ben precisa: «Fino ad allora potremo verificare la progressione di questo iter organizzativo, ed in tal caso revocare le giornate di astensione. Abbiamo sollecitato più volte soluzioni alternative nella sede opportuna, e cioè in occasione delle riunioni della commissione di manutenzione, ed anche quando abbiamo formulato il parere sul mantenimento delle sedi distaccate. Il presidente del Tribunale nell'aprile scorso individuò il mantenimento di tre sedi distaccate ( Nardò, Maglie e Casarano) da utilizzare sia per le questioni civili che penali. Noi ritenemmo che fosse opportuno nel medio periodo mantenere almeno tre sedi, senza specificare quali. Ora invece ce ne sono state concesse solo due, da utilizzare parzialmente. Ho sempre manifestato preoccupazione per la situazione che si andrà a verificare, ed ho sollecitato l'adozione di interventi che non sono stati attuati». Sulla stessa lunghezza d'onda anche il delegato Oua Giuseppe Bonsegna: «E' impensabile che un territorio vasto come quello leccese possa essere ricondotto solo al capoluogo, che non ha le strutture adeguate e non le avrà neanche per i prossimi anni. Quindi il servizio giustizia sarà meno efficiente ed i costi aumenteranno. Utilizzare parzialmente e a termine le sedi di Maglie e Nardò è solo una soluzione "rattoppata" che non tiene conto della inadeguatezza delle strutture del capoluogo». [l.cap.] 3

4 IL RESTO DEL CARLINO Ascoli Piceno San Benedetto: tribunale, al via il trasloco di faldoni e 500 reperti La chiusura il 14 settembre. L'avvocato Silvio Venieri: "Non vi sarà un recupero dell'efficienza, ma problemi organizzati e aumenti di spese vive legate agli sfratti, notifiche ed esecuzioni, e allo stesso tempo l'aumento di costi per gli enti locali di Ascoli" San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), 5 settembre Al Tribunale di San Benedetto oggi iniziano le operazioni di trasloco relative al trasferimento nella sede del Tribunale di Ascoli Piceno. Precisamente nelle cancellerie penali e civili della sezione distaccata rivierasca, a cura e a spese del comune di Ascoli Piceno, essendo competente in quanto sede accorpante. Ciò, ovviamente, in vista della soppressione del Palazzo di Giustizia rivierasco in programma dal 14 settembre; presto sarà solo un ricordo, e andrà ad allungare le numerose realtà definite ex che San Benedetto già offre. Quelle pareti sono state teatro di importanti procedimenti, ed emissione di sentenze: una per tutte, quella per i danni causati a Porto d'ascoli dall'esondazione del fiume Tronto. Il trasloco riguarda le attività civili e penali, che saranno ospitate nell'edificio del Tribunale di Ascoli, e quelle degli Ufficiali giudiziari, destinati nei locali dell'ex seminario vescovile vicino al campo Squarcia, per cui distanti rispetto alla sede centrale, e dove, probabilmente a giugno 2014, saranno operativi anche i Giudici di Pace. Gli avvocati del Foro di Ascoli Piceno hanno a lungo e invano lottato e difeso la realtà giudiziaria, sperando che la soppressione potesse essere rivista. "Sarà l'utenza a subire le maggiori spese, per l'accorpamento, - dichiara l'avvocato Silvio Venieri (delegato regionale Organismo unitario Avvocatura) - al contrario non vi sarà un recupero dell'efficienza nel funzionamento degli uffici giudiziari, in quanto si prospettano difficoltà operative e ulteriori e ulteriori aggravi di tempo nell'amministrazione della giustizia e saranno inevitabili gli aumenti delle spese vive legate agli sfratti, notifiche ed esecuzioni, per la maggior distanza chilometrica, e allo stesso tempo l'aumento di costi per gli enti locali di Ascoli che dovranno sobbarcarsi spese vive per la presenza degli uffici". Dunque, dal 13 settembre, alla ripresa dell'attività al termine della pausa estiva, i procedimenti penali e civili si terranno ad Ascoli. I numeri del trasloco sono importanti: 5470 sono i faldoni che contengono i documenti relativi ai vari procedimenti, a San Benedetto custoditi in 7 locali che ospitano anche registri, gazzette ufficiali e vario materiale cartaceo. Inoltre dovranno essere trasferiti gli oltre 500 reperti, (materiale sequestrato di vario genere) custodito in due locali. Una biblioteca che conta scaffalatura sui quattro lati completamente occupata, 8 locali occupati dagli Ufficiali Giudiziari, 27 uffici dei giudici e cancellerie, 3 aule per lo svolgimento delle udienze e un locale tecnico. Importante il numero di procedimenti al 31 dicembre 2012, a significare l'alto volume di lavoro presente a San Benedetto: 1850 gli affari civili contenziosi, 42 i non contenziosi, 173 procedimenti per tutele, 31 curatele, 18 eredità giacenti, 127 amministrazioni di sostegno e 242 esecuzioni mobiliari. Nel penale sono pendenti 502 procedimenti. Stefania Mezzina 4

5 ASCA Tribunali: Zaia, incontro positivo con Cancellieri per Bassano (ASCA) - Venezia, 4 set - Il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha incontrato oggi il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, sulla questione della prevista chiusura del Tribunale di Bassano. ''Ho trovato il Guardasigilli assolutamente disponibile ad ascoltare le argomentazioni che depongono a favore del mantenimento dell'operativita' degli uffici giudiziari in una delle aree cruciali per l'economia veneta. Il Ministro si e' dimostrato profondo conoscitore di tutte le problematiche - commenta Zaia - e la speranza e' che possano essere accolte le istanze del Veneto affinche' il Tribunale non venga chiuso''. fdm/sam/ 5

6 ADNKRONOS Giustizia: Cota, da Cancellieri si' a sospensione trasloco tribunale Alba Roma, 4 set. (Adnkronos) - ''Il ministro ha assicurato che avrebbe sospeso il trasloco del Tribunale di Alba, iniziato lunedi'. Ci fidiamo della parola del Guardasigilli Cancellieri, ora vedremo che tipo di soluzione tecnica trovera'. Deve essere una soluzione efficace che salvi il tribunale. Lo vedremo alla prova dei fatti, voglio toccare con mano''. Lo dice all'adnkronos il governatore della regione Piemonte, Roberto Cota, al termine dell'incontro, al ministero della Giustizia, con il ministro Annamaria Cancellieri. Ad accompagnare Cota, il vicepresidente della Provincia di Cuneo, Giuseppe Rossetto, e i sindaci di Alba e di Bra, Maurizio Marello e Bruna Sibille. ''Io ho rappresentato, e non da solo -rimarca il presidente della regione Piemonte- la posizione di un territorio che e' stato fortemente penalizzato da questa riforma delle circoscrizioni giudiziarie''. ''Abbiamo difeso la posizione dei piccoli tribunali -conclude Cota- in particolare questo caso eclatante del tribunale di Alba''. 6

7 LA NUOVA PROVINCIA Fermato il trasloco del tribunale di Alba. E Asti paga un conto di 80mila euro Torna a casa con una promessa "pesante" la delegazione di albesi scesa a Roma per incontrare il Ministro di Grazia e Giustizia a cui chiedere di non dare avvio alla riforma di accorpamento del tribunale di Alba con quello di Asti. «Il ministro Cancellieri ha dato parola che giovedì il trasloco del tribunale di Alba sarà fermato - ha detto ad alcune agenzie di stampa il presidente della Regione Cota schieratosi a favore degli albesi - riconoscendo la bontà della mia richiesta dei giorni scorsi, arrivata in seguito alle proteste dei sindaci del territorio albese, oggi (mercoledì - ndr) in delegazione a Roma. Ho rappresentato al ministro la mia contrarietà rispetto ad una riforma che penalizza ingiustamente il Nord e il Piemonte, ed inoltre ho rappresentato la protesta dei sindaci dei territori di fronte a casi eclatanti come quello del Tribunale di Alba». La riforma entra in vigore il 13 settembre e lunedì scorso doveva iniziare il trasloco dei fascicoli dal palazzo di giustizia di Alba a quello di Asti. Ma il camion della ditta incaricata è stato bloccato all'uscita del tribunale da un sit in di dipendenti, avvocati e sindaci, a partire dal primo cittadino di Alba, Maurizio Marello. Proprio i sindaci hanno steso le loro fasce tricolori per terra per impedire al camion di passare. Camion che alla fine ha trovato un passaggio alternativo e ha portato a termine il primo giro. Ma dopo il presidio notturno, poco prima di mezzanotte di lunedì il Ministro ha inviato una comunicazione alla Procura e al Tribunale di Asti chiedendo una sospensione del trasloco. Mercoledì la delegazione a Roma che ha strappato la promessa al Ministro: soppressione del trasloco in attesa di una "soluzione tecnica" futura. Giovedì mattina era previsto un altro giro dopo la sospensione di due giorni, ma a questo punto nessun fascicolo lascerà più gli uffici albesi fino a nuovo ordine. Sarà interessante leggere la motivazione con la quale il Ministro deciderà un eventuale stralcio di Alba dalla riforma giudiziaria. Anche perchè se arriverà la decisione di soppressione dell'accorpamento, si creerà un precedente valido per le decine di altri tribunali che hanno fatto resistenza ad obbedire alla riforma. Ad esempio quello di Casale Monferrato o di Acqui Terme, per citarne alcuni a pochi chilometri dal nostro capoluogo. Intanto il Comune di Asti paga un conto di 80 mila euro: 40 mila per i lavori di adeguamenti fatti a palazzo di giustizia e altrettanti per l'appalto del trasloco. Daniela Peira 7

8 IL SOLE 24 ORE GEOGRAFIA GIUDIZIARIA Cancellieri «salva» il tribunale di Alba Il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, ha preso l'impegno con i sindaci dei Comuni delle Langhe di sospendere il trasloco del Tribunale di Alba, che dovrebbe essere trasferito in base alla riforma delle circoscrizioni giudiziarie. Lo ha riferito l'assessore regionale piemontese al Turismo, Alberto Cirio, presente all'incontro al ministero insieme al presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, e a una cinquantina di sindaci delle Langhe. Cancellieri ha detto alla delegazione piemontese di «essere alla ricerca di una soluzione tecnica che consenta la sopravvivenza» della sede del Tribunale di Alba. Proprio per questo ha detto che disporrà entro oggi la sospensione del trasloco del tribunale. 8

9 IL SECOLO XIX - Savona IERI AD ALBENGA L'INCONTRO PER SCONGIURARE LA CHIUSURA DELLA SEDE DISTACCATA «Tribunale, una proroga per salvarlo» Cardone, presidente degli avvocati: «La soppressione avrà effetti negativi anche a Savona» ALBENGA. «Con la chiusura della sede distaccata di Albenga, il Tribunale di Savona scoppierà ed avrà al contempo meno mezzi e la certezza di avere un sede inadeguata ed insufficiente». Così inizia l'arringa di Fabio Cardone, presidente dell'ordine degli avvocati, contro la soppressione della sede distaccata di Albenga che avverrà, salvo proroghe dell'ultimo minuto, il prossimo 13 settembre. «Albenga, per carico di lavoro, è al tredicesimo posto in graduatoria su 220 sedi distaccate presenti in tutta Italia, girano oltre trentacinquemila persone all'anno, un numero superiore rispetto alla sede centrale di Savona; lo spostamento delle attività congestionerebbe irrimediabilmente la sede principale - continua l'avvocato Fabio Cardone - Per scongiurare questo ed altri problemi, abbiamo indetto una riunione aperta ad avvocati e rappresentanti politici il cui ordine del giorno è stata la paventata chiusura della sede ingauna». Dall'incontro, a cui hanno partecipato l'onorevole Franco Vazio, Marco Melgrati e Antonino Miceli in rappresentanza della Regione Liguria, Roberto Schneck per la Provincia ed il Sindaco di Albenga Rosy Guarnieri, è emersa la necessità di continuare ad avere operativa la sede distaccata di Albenga e per questo è necessario produrre un "documento tampone" che blocchi la procedura di soppressione. «L'incontro ha prodotto risultati significativi - spiega Fabio Cardone - Richiederemo un incontro urgente con il ministro Cancellieri, tramite il presidente della Liguria Claudio Burlando, mentre l'avvocatura chiederà al nuovo presidente del tribunale una proroga e il mantenimento della sede distaccata». Le linee guida del documento che verrà prodotto al fine di indurre la revoca della chiusura della sede di Albenga, fonda su princìpi semplici e chiari. «La sede di Savona è già oggi una realtà strutturale assolutamente insufficiente per le sole vecchie competenze della sede centrale - si legge in una nota da cui nascerà il documento da consegnare al ministro - Per risolvere i problemi logistici il Comune di Savona rileva tempi non definiti e non brevi e l'impossibilità di individuare soluzioni idonee. Per quanto riguarda poi la chiusura della sede distaccata di Albenga e l'utilizzo 'solo come archivio' degli attuali locali ingauni, tale scelta è assolutamente illogica nonché gravemente punitiva dal punto di vista funzionale. Per questo chiediamo che le forze politiche si facciano carico del problema ed intervengano». In questo contesto febbrile emerge una proposta da parte del Sindaco di Albenga Rosy Guarnieri: «Perchè non cercare un'intesa con il Sindaco di Savona, Federico Berruti, affinchè insieme non troviamo una soluzione? Può sembrare una provocazione ma questa strada potrebbe salvare la sede distaccata di Albenga e garantire il proseguo delle attività consuete nel Tribunale di Savona». La dichiarazione del primo cittadino di della cittadina delle torri non si ferma qui. «Il comune di Albenga aveva già la lettera pronta per autorizzare all'uso l'attuale struttura per altri cinque anni - prosegue Rosy Guarnieri - Dobbiamo impegnarci tutti e fare sì che il 13 settembre emerga una richiesta per soprassedere. Non vorrei che, dopo il tribunale, ci portassero via anche la figura del Giudice di Pace». Stefano Franchi 9

10 ANSA Avvocati veneziani in fibrillazione "Tribunale civile a rischio paralisi" Daniele Grasso, presidente dell'ordine degli Avvocati di Venezia, annuncia lo stato d'agitazione. "No alla chiusura delle sedi distaccate" Il presidente del Consiglio dell'ordine degli avvocati di Venezia, Daniele Grasso, ha dichiarato l'entrata della categoria in stato di agitazione (''e se le nostre funeste previsioni si avvereranno, siamo pronti anche a forme di protesta più incisiva'') per denunciare i rischi che corre la sezione civile del tribunale di Venezia a causa della prossima chiusura delle sezioni distaccate. ''Il carico di lavoro che affluirà da queste alla sede centrale di Venezia - ha spiegato Grasso, motivando così le preoccupazioni degli avvocati - sarà di circa settemila fascicoli, che, andando ad aggiungersi al carico diretto della sede centrale, rallenterà i già lunghissimi tempi di soluzione dei giudizi, creando una situazione realmente a rischio di paralisi''. Il presidente degli avvocati veneziani ha illustrato la lettera, inviata a maggio al ministro Cancellieri, in cui si illustra la situazione e si richiede una convocazione per una consultazione sui problemi esposti. ''La lettera - ha detto Grasso - non ha avuto nessuna risposta, nonostante i nostri solleciti, anche perché il presidente del tribunale e il Consiglio giudiziario di Venezia si sono dichiarati contrari alle nostre proposte, favorendo un accorpamento non differito delle sezioni distaccate''. Il problema trae origine dalla legge delega 148 del 2011, che dettava i principi per realizzare gli accorpamenti nella modifica delle circoscrizioni giudiziarie. ''Il problema di Venezia - ha proseguito il presidente - è quello di avere un territorio importante, che va da Chioggia a Portogruaro, nel quale le sezioni distaccate, che hanno per di più un indice di produttività superiore alla sede centrale, costituiscono un importante presidio di giustizia sul territorio, segnale di una presenza importante del controllo dello stato in un ambito importantissimo, visto il collegamento con il mondo economico, che necessita di tale controllo. La nostra richiesta era quella di evitare la soppressione di alcune sezioni o, quanto meno, di poter usufruire di rinvii che consentissero a Venezia di rispettare le tempistiche derivanti dal completamento della realizzazione della cittadella della giustizia. Per ragioni strettamente elettorali, la politica ha invece deciso per un taglio trasversale''. Ulteriore problema, quello legato al personale delle sedi distaccate (22 dipendenti più gli ufficiali giudiziari). ''Solo due persone - conclude Grasso - hanno dato la disponibilità a venire a Rialto, mentre gli altri hanno chiesto il trasferimento a Padova, Treviso o a uffici diversi dal civile, per evitare di diventare pendolari. E ciò determinerà, riguardo alle sedi interessate, che sono quelle di Chioggia, San Donà e Dolo, visto che Portogruaro è destinata a esodare verso Pordenone, conseguenze gravissime dal punto di vista organizzativo''. 10

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12 MONDOPROFESSIONISTI L'Ordine di Santa Maria Capua Vetere chiede anche la proroga di cinque anni per tutte le sedi distaccate Il Consiglio dell Ordine degli Avvocati di Santa Maria Capua Vetere, presieduto da Alessandro Diana, con una delibera, chiede lo slittamento dell apertura del nuovo Tribunale di Napoli Nord (prevista per il 14 settembre prossimo) e torna a ribadire la contrarietà allo stesso neo Palazzo di Giustizia accorpato alle ex sezioni dell hinterland napoletano localizzato nel Castello Aragonese della città normanna. Nella stessa delibera, l ordine forense chiede al Ministero di Giustizia - tramite il presidente del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere Giancarlo de Donato - di autorizzare per cinque anni gli edifici destinati alle sedi delle sezioni distaccate di Caserta, Carinola, Marcianise e Piedimonte Matese di proprietà pubblica, per potervi celebrare i procedimenti penali e i giudizi civili fissati in quelle sedi. 12

13 IL GIORNO Tribunale, il caos regna sovrano a pochi giorni dall accorpamento Il 13 il tribunale di Rho dovrebbe confluire nella maxi sede di Busto Arsizio. Qui confluirebbero anche cause e fascicoli dei tribunali di Legnano, Gallarate e Saronno Rho, 5 settembre È caos. A pochi giorni dall entrata in vigore della Riforma della geografia giudiziaria, nelle aule e nelle cancellerie della sezione distaccata di Rho nessuno è in grado di dire cosa succederà veramente il 13 settembre. Sulla carta dovrebbero scattare gli accorpamenti e il tribunale di Rho dovrebbe essere unito al mega-tribunale di Busto Arsizio. Qui confluirebbero anche cause e fascicoli dei tribunali di Legnano, Gallarate e Saronno. Ma nei fatti non ci sono certezze. La commissione Giustizia del Senato infatti ha preparato un documento per chiedere al Guardasigilli di correggere il testo di legge, ma c è anche un ordine del giorno in Parlamento che chiede di rinviare l entrata in vigore della Riforma per salvare tribunali e sezioni distaccate. Intanto qualche giorno fa il presidente facente funzioni del Tribunale di Busto Arsizio, Adet Tony Novik, ha trasmesso ai sindaci di Rho, Gallarate, Legnano e Saronno il decreto del Ministero che fissa i prossimi adempimenti in calendario. Il testo conferma la creazione di un maxi tribunale a Busto Arsizio, ma non subito, perchè il governo ha concesso cinque anni di tempi tecnici per completare l iter burocratico a partire dal 13 settembre. In base al decreto del Ministero, il Tribunale bustocco potrà usare i locali che oggi ospitano la sezione distaccata di Legnano «per la trattazione dei procedimenti civili pendenti nelle materie in cui è richiesto l intervento in giudizio del pubblico ministero». Nel frattempo, però, il Tribunale di Busto dovrà cercare sul proprio territorio spazi adeguati e idonei per consentire il trasferimento del personale e delle cause oggi assegnate alle sezioni distaccate, compresa quella rhodense. Anche la sede di Gallarate potrà essere usata dal tribunale bustocco per lo svolgimento di una parte dell attività giudiziaria. «Si tratta di soluzioni provvisorie che comunque non ci trovano d accordo: la nostra speranza è che il ministro della Giustizia abbia un ripensamento sulla chiusura della sezione distaccata di Rho, che ha una mole di lavoro superiore a quella di alcuni tribunalini - spiega il sindaco, Pietro Romano -. L accorpamento con Busto rappresenterebbe un disagio per migliaia di cittadini e avvocati. In questo momento il Tribunale di Busto Arsizio non è in grado di assorbire tutto il lavoro delle sezioni distaccate. Attendiamo nuovi sviluppi positivi». Roberta Rampini 13

14 TORINO TODAY "La Regione si impegni per salvare il Tribunale di Pinerolo" A dirlo è il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, all'indomani della decisione del ministro Cancellieri di salvare il Tribunale di Alba. L'invito è rivolto a Cota Da oltre un anno va avanti la protesta contro la decisione di sopprimere li Tribunale di Pinerolo. Sindaci ed esponenti politici ci hanno più volte messo la faccia nel tentativo di salvare la struttura giudiziaria, ma per il momento non sono riusciti ad ottenere quanto sperato. Sembra invece esserci riuscito il Palazzo di Giustizia di Alba. "La notizia che arriva da Roma secondo cui il ministro della giustizia Cancellieri avrebbe deciso di bloccare la chiusura del tribunale di Alba non può che farci sperare in bene perché accada la stessa cosa per il tribunale di Pinerolo - dice Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino, saputo dell'impegno assunto dal ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, di sospendere il trasloco della struttura cuneese -. Il presidente della Regione Cota ora non potrà che farsi carico di accompagnare dal ministro anche la delegazione dei sindaci pinerolesi, che hanno pari dignità dei loro colleghi cuneesi". Il timore di Saitta e di coloro che si sono spesi per la causa è che la Regione Piemonte, rappresentata dal presidente Cota e dall'assessore Cirio, usino due pesi e due misure per il Tribunale di Alba e quello di Pinerolo. Nonostante i cattivi pensieri, il presidente della Provincia confida "nella buona buona volontà del Governo e della Regione Piemonte". 14

15 GUIDA AL DIRITTO ANAI: Società tra avvocati, grave l'ostruzionismo di via Arenula L'Anai manifesta seria preoccupazione per l'ostruzionismo del ministero della Giustizia che ha dimostrato la chiara ed esplicita opposizione alla riforma forense, facendo decadere la delega legislativa sulle società tra avvocati". Lo riferisce in una nota Maurizio De Tilla, presidente dell'associazione Nazionale Avvocati Italiani (Anai), che spiega: "Ritorna in piedi il problema dei soci di capitale che favoriscono intromissioni di multinazionali e criminalità organizzata all'interno degli studi professionali, con violazione dei principi di indipendenza e legalità stabiliti nel testo di riforma approvato dal Parlamento". La preoccupazione aumenta - afferma De Tilla - con la constatazione che il ministero ha già manifestato la propria contrarierà ai parametri indicati dal Consiglio Nazionale Forense (Cnf), che colmano una serie di lacune del decreto approvato dal ministero che ne aveva già riconosciuto l'erroneità con le proposte di rettifica prospettate dalla Severino, dopo gli incontri con l'organismo Unitario Avvocatura italiana (Oua) e le associazioni forensi". "Se poi si considera che ritardano, senza alcuna giustificazione, i regolamenti ministeriali in materia di specializzazione, di disciplina e di assicurazione obbligatoria - conclude - si ha la conferma di un complessivo 'boicottaggio' della riforma, già claudicante sotto i profili dell'accesso e dell'estensione degli iscritti alla cassa". "A ciò si aggiunge - continua - l'ostinazione ministeriale a portare avanti la demolizione di uffici giudiziari su 1.400, con ingenti spese (più di 30 milioni di euro all'anno) e totale distruzione della giustizia di prossimità". "Va ricordato che la Cancellieri ha più volte detto che 'l'avvocatura e' una casta', liquidando il problema con la famosa frase 'vado a togliermi l'avvocatura dai piedi'". "L'avvocatura - conclude - deve reagire proclamando l'astensione e promuovendo iniziative clamorose ed incisive di protesta". 15

16 ITALIA OGGI L'Anai: esplicita opposizione contro la riforma forense Legali in agitazione Dito puntato contro il Mingiustizia Sorpresa estiva per l'avvocatura. Prima della pausa i vertici del Consiglio nazionale forense avevano incontrato i tecnici dell'ufficio legislativo del ministero della giustizia per fare il punto sull'attuazione della riforma forense (legge 247/2012) ricevendo rassicurazioni circa la rapida emanazione dei parametri sui compensi. Solo pochi giorni fa, invece, due notizie trapelate dal ministero hanno messo in agitazione l'avvocatura. La bozza con i parametri inviata dal Cnf, infatti, sarebbe stata passata al restyling (si veda ItaliaOggi del 27/8/2013) mentre non vedranno la luce le regole per Società tra avvocati in quanto la delega è scaduta a inizio agosto (si veda IO del 29/8/2013). Oltre all'immediata (nuova) richiesta di chiarimento fra il Consiglio nazionale di categoria e l'ufficio legislativo di via Arenula, ieri l'associazione nazionale avvocati italiani (Anai) si è fatta portavoce di una preoccupazione che serpeggia all'interno della categoria per quello che il presidente Maurizio de Tilla definisce «ostruzionismo ed esplicita opposizione alla riforma forense da parte del ministero della giustizia». «Ritorna in piedi», aggiunge, «il problema dei soci di capitale che favoriscono intromissioni di multinazionali e criminalità organizzata all'interno degli studi professionali, con violazione dei principi di indipendenza e legalità stabiliti nel testo di riforma approvato dal Parlamento». Ma non solo. «La preoccupazione», continua de Tilla, «aumenta con la constatazione che il ministero ha già manifestato la propria contrarierà ai parametri indicati dal Cnf che colmano una serie di lacune del decreto approvato dal ministero, che ne aveva già riconosciuto la erroneità con le proposte di rettifica prospettate dalla Severino, dopo gli incontri con l'oua e le Associazioni forensi. Se poi si considera che ritardano, senza alcuna giustificazione, i regolamenti ministeriali in materia di specializzazione, di disciplina e di assicurazione obbligatoria si ha la conferma di un complessivo boicottaggio della riforma, già claudicante sotto i profili dell'accesso e della estensione degli iscritti alla Cassa». Nel suo comunicato, l'anai non fa mistero dei difficili rapporti con il nuovo Guardasigilli. Ricorda de Tilla che «la Cancellieri ha più volte detto che l'avvocatura è una casta, liquidando il problema con la famosa frase «vado a togliermi l'avvocatura dai piedi'». E per questo motivo invita la categoria a reagire proclamando l'astensione e promuovendo iniziative clamorose e incisive di protesta. Ignazio Marino 16

17 IL SITO DI FIRENZE Avvocati. Firenze in 'aiuto' colleghi palestinesi A Firenze nel 2014 la conferenza dell'unione Internazionale Avvocati Collaborazione tra gli avvocati fiorentini e i colleghi palestinesi: lo prevede un'intesa siglata oggi da Sergio Paparo, Presidente dell'ordine degli avvocati di Firenze e Hussein Shabaneh, presidente della Palestinian Bar Association. L'incontro tra Paparo e Shabaneh e' stato favorito dalla missione di Rule of Law dell'unione europea ''Eupol Copps''. Dopo la tappa fiorentina, Shabaneh partecipera' alla Conferenza dei Presidenti degli Ordini del Mediterraneo, in programma a Taormina da domani a sabato. ''Siamo evidentemente molto soddisfatti di questo incontro - sottolinea Paparo -. Innanzitutto ci confronteremo con curiosita' e con spirito costruttivo con i nostri colleghi palestinesi, certi di poter dare un aiuto grazie alla nostra esperienza e al tempo stesso di ricevere stimoli e sollecitazioni utili per la nostra attivita'. In secondo luogo vediamo confermata ancora una volta l'ottima percezione che si ha anche fuori dai nostri confini della tradizione giuridica e delle competenze maturate a Firenze. La vocazione internazionale della nostra citta' e' nota, eventi come quelli di oggi contribuiscono ad alimentarla''. ''Sono molto felice per questo accordo che notificheremo in occasione della nostra partecipazione all'ordine degli avvocati del Mediterraneo - ha detto Shabaneh -. Lo riteniamo particolarmente importante per il supporto pratico in tutta una serie di questioni di carattere tecnico, come ad esempio le questioni telematiche dell'ordine forense palestinese e per l'esperienza che ci viene garantita dall'ordine fiorentino''. Firenze ospitera' nel novembre del 2014 la Conferenza dell'uia, l'unione internazionale degli avvocati. 17

18 IL SOLE 24 ORE AVVOCATI A Taormina si parla di immigrazione Si terrà a Taormina domani e sabato prossimo la Conferenza internazionale dei presidenti delle avvocature del mediterraneo, intitolata "Immigrazione tutela diritti umani del mediterraneo" e organizzata anche dal Consiglio nazionale forense. «Il tema principale di questo appuntamento spiega Carlo Vermiglio, vicepresidente del Cnf è stato sempre quello del rispetto dei diritti umani e fondamentali. Da qualche tempo la riflessione non poteva, però, non toccare i temi della immigrazione». 18

19 ITALIA OGGI Brevi I diritti fondamentali delle persone al centro di ogni scelta legislativa e pratica giuridica. È questo il presupposto da cui prenderanno le mosse i lavori della Conferenza internazionale dei presidenti delle avvocature del mediterraneo «Immigrazione e tutela diritti umani nel Mediterraneo» organizzata a Taormina, il 6 e 7 settembre, per iniziativa del Consiglio nazionale forense, il Conseil national des barreaux e il Consejo general de la abogacía española. Tantissimi i paesi già accreditati, oltre gli organizzatori: Turchia, Andorra, Serbia, Albania, Romania, Marocco, Grecia, Montenegro, Palestina; anche Messico e Brasile. «È un appuntamento inaugurato già qualche anno fa», spiega Carlo Vermiglio, vicepresidente del Cnf con delega ai rapporti internazionali. «Lo spirito è quello del confronto tra le avvocature dei paesi che affacciano sul Mediterraneo, che storicamente funge da collante. Il tema principale è stato sempre quello del rispetto dei diritti umani e fondamentali. Declinato nei suoi vari aspetti. Negli ultimi anni, però, il confronto si è svolto su temi specifici e da qualche tempo la riflessione non poteva non toccare innanzitutto i temi della immigrazione». L'Ordine degli avvocati di Venezia, insieme alla associazioni forensi della provincia di Venezia, ha proclamato lo stato di agitazione come forma di protesta per sensibilizzare l'opinione pubblica e la società civile «sulle gravi conseguenze che scaturiranno dalla riorganizzazione delle attività degli uffici giudiziari veneziani, alla luce dell'imminente introduzione della riforma della geografia giudiziaria anche nella provincia di Venezia. La soppressione delle sedi staccate del tribunale di Venezia», si legge in una nota, «oltre a non realizzare l'obiettivo del risparmio in termini economici, non tiene conto delle reali esigenze del nostro territorio, aggravando problematiche già presenti nel sistema giustizia e presentandone di nuove, con pesanti ricadute sull'efficienza del lavoro dell'avvocatura». 19

20 ANSA Crisi: Grecia; avvocati proclamano due giorni di sciopero ATENE, 4 SET - Gli avvocati greci incroceranno le braccia per due giorni - il 18 e il 19 settembre - in segno di protesta contro una serie di riforme decise dal governo nell'ambito delle misure di austerità richieste dai creditori internazionali per risanare i conti del Paese. Lo riferiscono i media greci. I legali ellenici sono particolarmente irritati dalla proposta governativa di abolire la tariffa minima da applicare a tutti i clienti vigente nella loro professione. In alternativa il governo propone che la tariffa per l'assistenza legale sia valutata caso per caso. 20

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