Guida Pratica di Riproduzione Equina

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1 Guida Pratica di Riproduzione Equina Cesare Rognoni Prima Edizione

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3 di Cesare Rognoni

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5 Indice 5 Indice Prefazione pag. 9 Capitolo 1 Anatomia e fisiologia dell apparato genitale femminile pag Apparato genitale della cavalla pag Anatomia apparati atti alla riproduzione pag. 14 Capitolo 2 Fisiologia del ciclo estrale pag Ciclo estrale pag. 18 Capitolo 3 Apparato genitale maschile pag Esame dello sperma pag Fertilizzazione pag. 25 Capitolo 4 La Fecondazione Artificiale pag Introduzione pag Prelievo del seme pag Diluitore o Mestruo pag Dose inseminante pag Preparazione seme fresco pag Preparazione seme congelato pag Per fecondare pag Problematiche successive alla fecondazione pag Trapianto di embrione pag. 37

6 6 Indice Capitolo 5 Monitoraggio del calore pag Monitoraggio pag Il funzionamento dell ecografo pag Monitoraggio dell ovulazione con l ecografia pag Correlazioni utero e ovaie pag Protocolli di sincronizzazione dei cicli pag Sincronizzazione con Altrenogest pag. 44 Capitolo 6 Prevenzione e terapia della ipofertilità pag Ipofertilità derivante dalla fattrice pag Infezioni del tratto genitale pag Esami diagnostici pag. 52 Capitolo 7 Ipofertilità derivante dallo stallone pag Problemi legati alla monta pag Ipofertilità legata allo sperma pag. 57 Capitolo 8 La gravidanza pag La diagnosi di gravidanza pag Problemi della gravidanza pag Infezioni feto-placentari pag Gravidanza gemellare pag Cisti uterine pag Aborto pag Rinopolmonite o aborto virale, EHV1 pag Arterite virale pag Temperature fredde rigide pag Attorcigliamento del cordone ombelicale pag Distacco placentare di origine traumatica pag Minaccia di aborto pag Le complicazioni nel periodo antecedente al parto pag Prevenzione dell aborto pag Monitoraggio della gravidanza pag. 79 Capitolo 9 Il parto pag La preparazione al parto pag Il controllo del parto pag Il parto fisiologico pag. 86 Capitolo 10 I problemi durante il parto pag Problematiche pag. 90

7 Indice Le distocie pag Testa piegata pag Arti piegati pag Gomito incastrato pag Puledro ruotato pag Presentazione posteriore pag Distacco placentare pag Parto in piedi pag Piedi verso l alto pag Lacerazioni da parte pag Emorragia interna pag Prolasso uterino pag Ritenzione placentare pag Endometrite/metrite post parto pag Lacerazioni cervicali pag Induzione del parto pag. 99 Capitolo 11 Alimentazione della fattrice pag.102

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9 9 PREFAZIONE Questa guida è stata redatta senza alcuna pretesa scientifica o didattica, si rivolge agli appassionati ed addetti all allevamento del cavallo. L intento è stato quello di trattare in parallelo cenni salienti di Anatomia e Fisiologia della riproduzione, correlandoli alle manifestazioni esterne dell animale, in modo che il neofita guadagni in termini di tempo l esperienza che la pratica e il tirocino prevedono. Si è cercato di confrontare e spiegare il funzionamento e l utilità di varie tecniche riproduttive sviluppate nel tempo e in particolare: la Fecondazione Artificiale, l Ecografia e l Alimentazione. Essendo questa disciplina molto articolata, che abbisogna di consulenze specifiche e specializzate, pone il conduttore dell azienda o semplicemente il proprietario di una fattrice a dover recepire, elaborare ed eseguire pratiche e concetti che, se carente di nozioni almeno sufficienti della materia da affrontare, non potrebbero essere recepiti, elaborati, ed eseguiti con cognizione di causa. In tutta questa nostra illustrazione si è cercato di dare un infarinatura teorica da riversare nella pratica. L esperienza di campo sarà il riscontro certo se questa lettura sarà stata utile. Cesare Rognoni

10 10 Capitolo 1 CAPITOLO 1 ANATOMIA E FISIOLOGIA DELL APPARATO GENITALE FEMMINILE. 1.1 Apparato genitale della cavalla L apparato riproduttivo femminile si trova nella cavità addominale, compreso tra l intestino retto superiormente e la vescica inferiormente. Dal punto di vista anatomico possiamo distinguere organi esterni destinati alle funzioni dell accoppiamento e di collegamento con l esterno, ed organi interni destinati alla produzione di oociti (cellule uovo) e al loro sviluppo come embrione e feto. La vagina, destinata ad accogliere l organo genitale maschile durante l accoppiamento è collegata con l esterno mediante le labbra vulvari, l insieme della vulva e della vagina è lungo cm. Sul pavimento della vagina, a 5-7 cm dall esterno sbocca anche l orifizio dell uretra da cui viene eliminata l urina. Generalmente non esiste nella cavalla un vero e proprio imene, ovvero la piega all interno della vagina che si lacera col primo rapporto sessuale, anche se in qualche raro caso si può osservare una separazione. Nella maggior parte dei casi si nota un restringimento più o meno consistente della vagina che all atto dei primi rapporti sessuali scompare. Mentre la vagina (che vuol dire fodero) è destinata ad accogliere durante l accoppiamento l organo maschile (pene), l utero è il luogo ove avviene lo sviluppo dell embrione. Fig. 1.1 Sezione longitudinale apparato genitale femminile La zona di passaggio tra vagina ed utero è formata dalla cervice che protende all interno della vagina a forma di muso lungo 4-8 cm. La

11 Anatomia e fisiologia dell apparato genitale femminile 11 cervice funge da vera e propria porta di collegamento tra l utero, ove avviene la fecondazione e lo sviluppo dell embrione e la vagina. Quindi protegge l utero da infezioni e infiammazioni derivanti dall ambiente esterno. Come descritto in precedenza la vagina è un organo collegato all esterno, atto alla minzione e copula, quindi suscettibile di contaminazione. La cervice subisce delle modificazioni, ovvero si apre e si chiude a seconda delle fasi del ciclo Fig. 1.2 Sezione longitudinale apparato genitale femminile riproduttivo, aprendosi per il tempo strettamente necessario al passaggio del materiale seminale durante la fecondazione e per eliminare sostanze di scarto. Infatti nella cavalla in calore la cervice si rilascia afflosciandosi e secerne del liquido che permette l ingresso del materiale seminale in utero. Nella cavalla gravida o a fine ciclo la cervice si contrae chiudendosi con notevole forza e produce un vero proprio tappo mucoso che la sigilla in maniera totale evitando ogni possibile contatto con l esterno, ed quindi ogni ingresso di germi o materiale infettante. L utero è formato da un piccolo corpo lungo circa 25 cm. e da due corna molto sviluppate poste ad un angolo di circa 90 gradi rispetto al corpo, le corna sono lunghe cm, al termine delle corna si trova l ovidotto che collega l utero alle ovaie che sono ovviamente due. Nelle ovaie avviene la produzione delle cellule uovo (d ora in poi Oociti). Nell ovaio Fig. 1.3 Schema apparato genitale femminile avviene la crescita e la maturazione del follicolo: questa struttura funge da incubatrice per l oocita. Durante lo sviluppo la vescicola diventa sempre più grossa e cresce fino ad arrivare ad un diametro di mm, una volta venuto a maturazione, il follicolo implode all interno e rilascia l oocita maturo nella fossa ovulatoria. Questo evento prende il nome di ovulazione. (Fig. 1.4) In sincronia all ovulazione, anche la cervice cambia di volume e consistenza, con il progredire del calore, da chiusa, si rilascia e si apre sempre di più per consentire l ingresso del liquido

12 12 Capitolo 1 Fig. 1.4 Fossa ovulatoria e raccordo Fig. 1.5 Sezione Ovaio seminale durante la monta. Anche gli atteggiamenti della cavalla cambiano in sicronia alle dinamiche precedentemente descritte: diventa sempre meno riluttante alla presenza e contatto dello stallone fin al punto di accettare avvicinandosi allo stallone, anzi dimostrando la sua disponibilità alzando la coda, urinando e contraendo il clitoride: alla monta. A volte cambia anche il comportamento verso l uomo: cavalle normalmente scontrose si fanno a volte più socievoli, oppure possono cambiare anche in lavoro, alcune di loro, se in calore, alle stretta delle gambe del cavaliere, invece che avanzare si fermano ed urinano ripetutamente, perché la stretta di gambe evoca quello dello stallone, e le punizioni sono inutili poiché l istinto è Fig. 1.6 Cervice più forte della paura.

13 Anatomia e fisiologia dell apparato genitale femminile 13 La cavalla ha dei calori dipendenti dalla stagione, dal punto di vista riproduttivo viene definita: Poliestrale Stagionale. In generale inizia a ciclare alla fine dell inverno, spesso senza ovulazione. Verso la metà della primavera i cicli si regolarizzano e terminano in autunno. Queste fasi si possono distinguere in: Anaestro Invernale, Transizione Primaverile e Periodo Fertile. Fig. 1.7 Anaestro invernale e transizione primaverile Fig. 1.8 Periodo fertile estivo La durata della luce è il fattore essenziale per la stimolazione dei cicli estrali. Nel periodo invernale la luce diurna ha una durata molto più breve che in primavera e aumenta sempre di più fino all estate. L organo preposto a recepire questa variazione stagionale è l apparato oculare: l occhio attraverso la retina e il chiasma ottico poi, sollecitano la neocorteccia cerebrale che rilascerà dei fattori di rilascio (ormoni Gnrh e Melatonina) che agiranno sull ipofisi. La variazione dei cicli dipende dalla secrezione di melatonina regolata dalla luce. Dato che la melatonina inibisce le secrezione delle gonadotropine e viene a sua volta inibita dalla luce, in

14 14 Capitolo 1 inverno la secrezione di melatonina aumenta, e diminuisce di conseguenza quella degli ormoni destinati a stimolare le ovaie In presenza di luce avviene il contrario, la secrezione di melatonina diminuisce e l ipofisi produce le gonadotropine che stimolano le ovaie a produrre gli ormoni che inducono il calore ed il ciclo conseguente. Questa è la ragione per cui le cavalle iniziano ad andare in calore quando le giornate si allungano. 1.2 Anatomia degli apparati atti alla riproduzione della cavalla Prima di continuare diventa necessario approfondire l aspetto anatomico degli organi coinvolti (vedi figura). Fig. 1.9 Ipotalamo Il Chiasma Ottico è un nervo che trasmette, attraverso meccanismi e altre strutture cerebrali, le sensazioni ottiche dell occhio all Ipotalamo. L Ipotalamo è una parte del cervello che traduce, codifica ed elabora anche i messaggi inviati dal chiasma ottico. Questo apparato nella scala evolutiva, viene denominato Cervello Primordiale infatti: regola l istinto della la fame, della sete, l aggressività e tante altre necessità primarie che non abbisognano di elaborazione intellettiva tipica delle specie più evolute. Anche l istinto alla riproduzione dipende da questo apparato.

15 Anatomia e fisiologia dell apparato genitale femminile 15 L Ipofisi è una ghiandola dell ipotalamo atta alla secrezione di ormoni che attivano o inibiscono quindi regolano l attività ovarica. Ovaio: è l organo che produce e porta a maturazione l oocita. Sempre nell ovaio si forma il corpo luteo. Questo è una ghiandola che regola la secrezione del progesterone. Altre strutture ovariche che necessita conoscere, sono: la fossa ovulatoria e l ovidutto. La tipica forma ad imbuto della prima, chiarisce le sue funzioni di raccolta e raccordo con l ovidutto. A deiescenza avvenuta, l oocita viene prima raccolto e in seguito si incanala verso la fertilizzazione. Gli ormoni Il comportamento dell animale, la produzione degli oociti, l annidamento dell embrione vengono tutti governati dagli ormoni. Queste sostanze sono vere e proprie regolatrici delle funzioni organiche, secrete da parti specializzate del Fig Follicolo, immagine ecografica cervello, dalle ovaie e dall utero. Gli ormoni oltre ad agire su organi e funzioni bersaglio interagiscono tra loro per cui ogni variazione del livello di un ormone si riflette sul livello degli altri. Fig Corpo luteo, immagine ecografica Fig Sezione anatomica corpo luteo

16 16 Capitolo 1 Il Cervello produce il Gnrh, si attiva in funzione della luce e regola la melatonina che a sua volta regola la secrezione ipofisaria delle gonadotropine in funzione della luce. L ipofisi produce le gonadotropine che regolano la secrezione degli ormoni ovarici (estrogeni e progesterone). Le ovaie producono ormoni sessuali: Estrogeni, che inducono i cambiamenti responsabili del calore: secrezione di liquidi, inturgidimento, rilassamento ed apertura della cervice, disponibilità all accoppiamento. Progesterone, che induce i fenomeni tipici della gravidanza: chiusura della cervice, ambiente uterino favorevole, alterazioni del comportamento. L utero produce le prostaglandine che bloccano, tra gli altri effetti, la produzione di progesterone da parte delle ovaie. Le gonadotropine sono essenzialmente due: FSH (ormone follicolo stimolante), stimola la crescita del follicolo dell ovaio che produce l oocita e gli estrogeni responsabili del calore. Sotto l effetto del FSH il follicolo cresce producendo sempre estrogeni e la cavalla manifesta il calore in maniera sempre più evidente. Perché l oocita possa essere emesso dall ovaio e la cavalla fecondata di è necessario che il follicolo scoppi. (deiescenza follicolare, ovulazione). LH (ormone luteinizzante) è l ormone che fa scoppiare il follicolo. Ed induce la formazione del Corpo Luteo. Le ovaie sotto l effetto delle gonadotropine producono: Estrogeni che aumentano l afflusso di sangue agli organi genitali, facendo produrre secrezioni che lubrificano la vagina ed aprono la cervice per consentire alle cellule maschili di fecondare la cellula uovo. Gli estrogeni inoltre influenzano il comportamento rendendo la cavalla recettiva al maschio. Dopo l ovulazione, nella cavità svuotata del follicolo, si crea un versamento di sangue. Questa piccola emorragia crea in seguito un coagulo ricco di fibrina. Questa proteina servirà da impalcature che, epitelizzata dalle cellule ovariche, formerà un ghiandola denominata Corpo Luteo. Quest ultima struttura secerne Progesterone. Esso prepara la mucosa uterina ad accogliere l oocita fecondato, chiude la cervice per rendere l ambiente impermeabile ai germi e induce un comportamento di rifiuto verso il maschio.

17 Anatomia e fisiologia dell apparato genitale femminile 17

18 18 Capitolo 2 CAPITOLO 2 FISIOLOGIA DEL CICLO ESTRALE

19 Fisiologia del ciclo estrale 19 La disquisizione precedente è servita a fornire informazioni comportamentali, nozioni anatomiche e fisiologiche, sufficienti a far intendere che tra le manifestazioni esteriori della fattrice, gli ormoni e gli organi deputati al ciclo estrale, esiste una correlazione. Il direttore d Orchestra di questi mutamenti comportamentali della fattrice, dei cambiamenti tissutali degli organi interessati, che modula e che detta i ritmi estrali è l ormone. Infine l impresario che ingaggia il direttore dei lavori è il fotoperiodo, cioè la durata della luce. Fig. 2.1 Transizione invernale: nella figura vediamo un grafico che illustra in ascissa i mesi dell anno e in ordinata il tasso di progesterone nel sangue. Come si vede i livelli ematici sono minimi da Dicembre a Marzo ed in seguito la curva si innalza e si abbassa con un ritmo molto simile da Aprile a Settembre. Cosa ci spiega questo schema? Fig. 2.2 Innanzitutto si conferma che il fotoperiodo attiva i cicli estrali e che l attivazione del progesterone è in cima alla genesi dei cicli estrali propriamente Fertili. La ghiandola che produce il progesterone sappiamo già che è il corpo luteo. Abbiamo già visto che il corpo luteo si forma dopo l ovulazione. Nella transizione però, non si forma un follicolo vero e proprio che arriva all ovulazione, ma bensì un follicolo imperfetto definito Anaovulatorio. Questa formazione imperfetta è dovuta alla disarmonica produzione di LH e FSH. Il follicolo

20 20 Capitolo 2 anaovulatorio è generalmente sterile: non porta a maturazione alcun oocita ma, dopo una media di quattro cicli anaovulatori, forma un coagulo idoneo alla formazione di un vero CL. Questa ghiandola darà vita al ciclo estrale propriamente fertile, con gli equilibri ormonali in perfetta armonia che detteranno cadenza e ritmo tra un ciclo estrale rispetto all altro. Siamo in primavera e la stagione di monta può iniziare. 2.1 Ciclo estrale Fig. 2.3 (A) Fig. 2.4 (B) Fig. 2.5 (A1) Fig. 2.6 (B1)

21 Fisiologia del ciclo estrale 21 In questo grafico si vuole illustrare la fisiologia del ciclo con il riscontro anatomico sull ovaio in ogni momento del ciclo estrale. Le figure A, A1 rappresentano modelli anatomici di ovaie nei vari mutamenti strutturali durante il ciclo. Le figure B,B1 rappresentano in ascissa i giorni e in ordinata i livelli ematici di tutti gli ormoni coinvolti nel ciclo estrale. La tecnica ecografica, introdotta da molto tempo in ginecologia, ha permesso di riconoscere la struttura dell ovaio in tutti i suoi cambiamenti. Un attento studio del grafico appena descritto, dà la possibilità all operatore pratico di conoscere il momento fisiologico del ciclo con una semplice ecografia. Questa correlazione pone le basi: per interventi fecondativi corretti, ed interventi per: l induzione, sincronizzazione all ovulazione. Ritorniamo ora alla lettura del grafico: A correla con A1 la formazione del CL da CH (corpo emorragico), fino alla lisi (regressione) dello stesso. Da qui deduciamo che da quando si forma il CH che costituisce il CL maturo: 1) passano dai 5/7 gg 2) il progesterone in presenza di CH è molto basso. 3) il progesterone è al massimo in presenza del CL maturo. Di seguito vediamo il CL regredito e contemporaneamente: 1) un calo repentino di progesterone causato da un innalzamento PG (prostaglandina) prodotta dall utero. B e B1 raffigurano la ripartenza del ciclo. In B vediamo la formazione di più follicoli, di seguito lo sviluppo di due dominanti (questo stadio viene denominato Diestro) per finire alla maturazione di un follicolo (stadio nominato Proestro) che in seguito ovula (stadio denominato Estro). Le deduzioni possibili sono: 1) tutto questo periodo dura dai 14 ai 16 gg, 2) il Diestro circa 10 gg, 3) l insieme del Proestro ed Estro 5/6 gg, 4) dalla lisi del CL c è un notevole abbassamento del livello di LH, così anche nel diestro. Mentre in questo stadio c è un rialzo di FSH, che cala in prossimità del Proestro favorendo l aumento di LH che indurrà l ovulazione. Questo excursus fisiologico, come vedremo nei prossimi capitoli, sarà molto utile nella pratica per una buona gestione della fattrice in riproduzione.

22 22 Capitolo 3 CAPITOLO 3 APPARATO GENITALE MASCHILE L apparato genitale maschile consta essenzialmente di due parti: il pene, che è l organo destinato al compimento meccanico dell atto sessuale con la deposizione del materiale seminale nella vagina ed utero della femmina; i testicoli, che sono invece i produttori del materiale seminale stesso. Il pene è un organo erettile, che si inturgidisce aumentando di volume con l eccitazione sessuale. L aumento del volume è dovuto al corpo cavernoso che è una struttura ricca di cavità comunicanti tra loro, che vengono invase dal sangue durante l eccitazione. Queste strutture bloccano al loro interno il versamento ematico provocando l erezione. Ad eiaculazione avvenuta o, a eccitazione interrotta per altri motivi, il corpo cavernoso permette il rifluire del sangue fino a che il pene ritorna ad una consistenza flaccida e ridotta di volume. In assenza di stimoli il pene è riposto dentro nel fodero detto anche prepuzio a da questo fuoriesce flaccidamente per l urinazione o rigidamente per l accoppiamento sessuale. Il pene in erezione ha dimensioni molto variabili da soggetto a soggetto, può arrivare fino ad un metro di lunghezza e ad una circonferenza di 35 cm. L estremità anteriore del pene, chiamata glande, allo stato di quiescenza e nella prima fase della erezione non si distingue dal resto della verga, prima della eiaculazione invece si rigonfia assumendo notevoli diametri (circa 20 cm), in Fig. 3.1 Pene, sezione longitudinale gergo si dice che fa il fiore o la rosa.

23 Apparato genitale maschile 23 I testicoli sono in numero di due, spesso uno è più basso dell altro, sono posti con il loro asse longitudinale orizzontalmente, misurano 6-12 cm di lunghezza e 4-8 di larghezza, le loro dimensioni sono in genere proporzionali a quelle del cavallo. Il testicolo deve trovarsi ad una temperatura 35 C, inferiore a quella del corpo 37 C, in quanto è la temperatura ideale per produrre gli spermatozoi. E quindi posto esternamente al corpo ed è contenuto in una sacca chiamata scroto. Il mantenimento di una temperatura costante viene effettuato alzando od abbassando i testicoli nello scroto. In condizioni di freddo il testicolo viene avvicinato il più possibile al corpo, in condizioni di caldo lo scroto si rilascia ed i testicoli si espongono di più all esterno per essere così maggiormente ventilati. Nel testicolo vengono prodotte le cellule germinali cioè gli spermatozoi. Questi, mano a mano che sono prodotti, vengono immagazzinati nell epididimo, una struttura posta dorsalmente al testicolo, dove subiscono un processo di maturazione. Il funicolo spermatico comprende i vasi (arterie e vene) che vanno ad irrorare il testicolo ed il dotto deferente, lungo il quale gli spermatozoi maturi risalgono prima e durante l atto sessuale e, lungo appositi condotti, arrivano fino a vescicole e Fig. 3.2 Testicolo, sezione longitudinale ghiandole, che secernono fluidi che si mischiamo a costituire così lo sperma. Per entrare in addome il funicolo passa attraverso il canale inguinale, una fessura di dimensioni adatte per fare passare il funicolo verso il testicolo, cavalli con canale inguinale più dilatato del necessario sono soggetti ad ernie inguinali ovvero al passaggio di anse di intestino nel sacco scrotale, con gravi conseguenze. Il condotto deferente prosegue e si congiunge con l uretra, che lo raccorda con l esterno. L uretra è circondata dalla prostata, dalle vescicole seminali e dalle ghiandole bulbo-uretrali che producono il liquido seminale. Nel pene, l uretra è ricoperta da un muscolo le cui contrazioni spingono il seme lungo l uretra all esterno. Dopo la penetrazione in vagina il glande si gonfia formando la cosiddetta rosa. Appoggiandosi alla cervice la dilata e la apre, permettendo cosi di versare direttamente in utero lo sperma. L eiaculazione consiste in una eiezione di serie di frazioni precedute da movimenti del bacino e contemporanei a oscillazioni della coda con contrazioni dello sfintere anale. Appoggiando una mano sotto il pene è possibile avvertire l onda pulsante che segnala il passaggio del seme. Le prime tre frazioni di eiaculato sono particolarmente ricche di spermatozoi, e le successive sono formate solo da liquido seminale e gel.

24 24 Capitolo 3 Come nella cavalla anche nello stallone le gonadotropine (FSH ed LH) stimolano i testicoli, in particolare: LH stimola la produzione e la messa in circolazione di ormoni maschili androgeni e una piccola parte di estrogeni, L FSH regola la produzione degli spermatozoi. Gli androgeni come il testosterone sono ormoni maschili che stimolano le caratteristiche sessuali secondarie ed influenzano il comportamento mantenendo nello stallone la libido nei confronti della femmine. Nello stallone vengono prodotti anche rilevanti quantità di estrogeni. I livelli di ormoni variano durante la giornata, a seconda della stagione e della attività sessuale, anche la vista di femmine fa aumentare la produzione di ormoni. Vediamo ora di approfondire la spermatogenesi e le caratteristiche quali-quantitative del seme finalizzate alla fertilità e alla lavorazione del seme. Spermatogenesi: Fig. 3.3 Spermatogenesi Nell immagine si vede una sezione istologica nel testicolo di un tubulo seminifero che illustra come avviene la spermatogenesi. Vediamo un primo strato di cellule che si chiamano Spermatogoni che si specializzano in Spermatociti ed in seguito in Spermatidi. Quest ultima struttura mantiene il contatto attraverso la membrana citoplasmatica fino a al momento del distacco e migrazione nell epididimo, in questo stadio prende il nome di Spermatozoo. Spermatozoo:

25 Apparato genitale maschile 25 Questa struttura è una cellula particolare che si differenzia da altre: è una cellula aploide, in possesso cioè, di metà del patrimonio genetico dello stallone ed ha la capacità di movimento. Lo spermatozoo è provvisto di una coda in grado muoversi a frusta, questo gli dà la possibiltà di fluttuare nei fuidi e la capacità di coprire Fig. 3.4 Sezione trasversale tubulo seminifero distanze in modo lineare e circolare. Questa cellula è provvista di una testa che contiene il patrimonio genetico. Di raccordo tra la testa e la coda esiste una struttura acrosoma che funge da energia motrice per la coda. La maturità sessuale viene raggiunta circa verso i 18 mesi, a seconda della razza e condizioni ambientali. Fig L esame dello sperma Prima di procedere alla inseminazione od allo stoccaggio il seme deve essere esaminato, per valutare la sua possibilità di impiego. L esame deve essere fatto immediatamente dopo il prelievo e per valutare la sopravvivenza, va ripetuto a regolari intervalli di tempo sul seme conservato a 37 C ed a 5 C, come vedremo quando parleremo dell impiego del seme refrigerato. Il seme non va esaminato puro, ma bisogna diluirlo con un apposito diluitore, nel seme crudo come si usa dire, gli spermatozoi tendono rapidamente ad agglutinarsi fra loro, incollandosi insieme e formando come dei mazzetti che non consentono una valida valutazione. La diluizione va fatta nella misura di 1:20 con appositi mestrui/ diluitori di cui parleremo più avanti e può essere variata in funzione della concentrazione del seme. Fig. 3.6

26 26 Capitolo 3 Del seme si determinano vari parametri, qui di seguito elencati. Volume: è la quantità di eiaculato senza gel (gel-free). Concentrazione: rappresenta la quantità di spermatozoi per ml, il valore medio e di 150 milioni/ml (150x10 6 ) con un minimo di 30x10 6 /ml, alcuni stalloni possono anche produrre concentrazioni anche superiori a 300x10 6 /ml. Colore: un seme normale deve avere un colore bianco o bianco grigio, un colore giallo o rosato è indicativo di fatti patologici. Odore: il seme non deve avere odore di urina. Ph: indica l acidità che deve essere tra 7,3 e 7,8. Percentuale di spermatozoi vivi: ci indica la quantità di spermi vivi di tutto l eiaculato. Percentuale di motilità progressiva: ci indica la quantità di spermatozoi vivi, che si muovono però, in maniera lineare e progressiva e quindi potenzialmente in grado di fecondare la cavalla. Mediamente, in un buon stallone, questo valore si aggira sul 50-60%. Il valore può variare anche in relazione all operatore che esegue l analisi, in assenza di un esame oggettivo come quello computerizzato. Morfologia: gli spermatozoi non devono avere eccessive anomalie nella loro forma, le alterazioni morfologiche sono le più disparate come teste anormali, assenza di coda, coda difettosa, spezzata ecc..., mediamente la loro percentuale non deve superare il 20 % sui vivi. Una valutazione di insieme viene fatta anche immediatamente dopo il prelievo mettendo una goccia di sperma su un vetrino ed osservandolo al microscopio. Poiché gli spermatozoi sono molto sensibili alla temperatura, in condizioni ideali il vetrino deve appoggiare su una base riscaldata alla temperatura corporea, in assenza di un ambiente temperato (20 c) e una catena strumentale di 36/37 C questo esame non sarebbe oggettivo. A temperatura corretta, possiamo invece; valutare soggettivamente la concentrazione degli spermatozoi e soprattutto la loro vitalità. Aumentando l ingrandimento vediamo quanti di loro si muovono in linea retta e quindi, potenzialmente più capaci di fecondare l ovul., Lo spermatozoo deve avanzare e coprire distanze, per trovare e fecondare la cellula: uno spermatozoo immobile o che si muove in circolo non è in grado di assolvere al suo compito.

27 Apparato genitale maschile Fertilizzazione Dopo questa carrellata di aspetti anatomo-fisiologici del maschio e della femmina, cercheremo ora di illustrare il maccanismo della fertilizzazione, accentuando e approfondendo tempi e meccanismi utili alla pratica della fecondazione artificiale. Come già descritto precedentemente l Oocita maturo viene spinto nella fossa ovulatoria, dell ovaio corrispondente, dal fluido del follicolo che refluisce durante l ovulazione, ed in seguito entra nell ovidutto. Questo apparato è fornito di ciglia che, con un movimento ondulatorio, trasportano l oocita verso la papilla uterina. (vedi fig. ). Il seme una volta depositato oltre la cervice, nel corpo dell utero, inizia la risalita verso l apice del corno in un tempo non superiore alle quattro ore. Per un meccanismo chemiotattico, si aggrappa intorno e nella papilla uterina. (Questo meccanismo si definisce periodo di Capacitazione del seme). Pochissimi spermi, risalgono poi l ovidutto ed uno solo incontrerà l oocita per fertilizzarlo e dar vita all embrione. L embrione prodotto staziona nell ovidutto per non meno di cinque giorni e poi discende nell utero dove si avvia la gestazione. Questo argomento verrà descritto nel capitolo dedicato ed inserito Fig. 3.7 Papilla uterina nel prossimo argomento che farà da filo conduttore per approfondire le tecniche di FA, manipolazione del seme. Fig. 3.8 Incontro dello sperma e ovocita nell ovidutto

28 28 Capitolo 4 CAPITOLO 4 LA FECONDAZIONE ARTIFICIALE 4.1 Introduzione Per fecondazione artificiale si intende la fecondazione della fattrice eseguita in modi differenti dalla monta naturale. Impiegata ampiamente nei bovini, per molti anni nell ambiente equino è stata osteggiata dagli allevatori stessi ed e tuttora vietata da alcune associazioni come quella del purosangue. Le ragioni sono essenzialmente di tipo economico e di mercato. Fig. 4.1 Pratica della F.A.

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