h) Elementi di aerodinamica delle vele

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "h) Elementi di aerodinamica delle vele"

Transcript

1 h) Elementi di aerodinamica delle vele L effetto del vento su un piano Poniamo un piano all azione del vento come indicato nella figura 1. Esso si sposterà sottovento muovendosi parallelamente a se stesso. La velocità di spostamento dipenderà dalla forma, dalle dimensioni e dal peso del piano in considerazione. figura 1 Ora pensiamo di inclinare il piano rispetto al vento oppure di modificare la direzione del vento (figura 2). Il piano si muoverà secondo una forza m che è proporzionale all intensità del vento, alle dimensioni del piano e all angolo che si forma tra direzione del vento e il piano stesso. Se proviamo a continuare a ruotare il piano rispetto al vento, aumentando l angolo, ci accorgiamo che la forza m continua a crescere. La spinta massima la otteniamo ben prima di raggiungere una inclinazione di 90. Se scomponiamo la forza m ne risultano due, F che è la componente utile e r che è solamente una forza di attrito.

2 Il punto di applicazione della forza motrice è a circa 1/3 della lunghezza del piano, partendo dalla direzione del vento (figura 3) Vediamo di spiegare, con l aiuto della figura 4, come si arriva a questo fenomeno. Le molecole di aria che per prime arrivano a colpire il piano, vicino al bordo di entrata, trovano un ambiente pulito, libero cioè delle particelle d aria che rimbalzano via dal piano dopo che il vento lo colpisce. Le molecole che trovano un ambiente pulito applicano tutta la loro forza di spinta, mentre le molecole che colpiscono il piano verso la sua meta o vicino al bordo di uscita, frenate dalle molecole di rimbalzo, applicano molta meno forza di spinta. Nella figura sono blu le molecole d aria in arrivo e rosse le molecole di rimbalzo.

3 Prendiamo ora il piano che abbiamo considerato e poniamolo su una barca al posto della vela, orientato come per navigare al traverso (figura 5). Scomponiamo la componente utile F in due vettori dei quali uno sia orientato nella direzione di avanzamento della barca. Le forze che si sviluppano dalla pressione del vento sulla nostra vela piatta e rigida sono: F = COMPONENTE UTILE P = FORZA PROPULSIVA (ex r forza di attrito) L = FORZA DI SPOSTAMENTO LATERALE (ex m forza motrice) o SCARROCCIO Abbiamo già visto come lavora il piano di deriva immerso nell acqua. Il piano di deriva che vince la forza L ci permette di sfruttare la forza P come forza propulsiva della barca A QUESTO PUNTO IL NOSTRO PIANO E DIVENTATO A TUTTI GLI EFFETTI UNA VELA E COME TALE LO CONSIDEREREMO

4 Ora regoliamo la nostra barca come per una andatura di bolina larga. L angolo di incidenza del vento rispetto alla barca e al piano sarà minore. Come possiamo vedere confrontando le figure 5 e 6, la componente utile F rimane invariata mentre aumenta la forza di spostamento laterale L e diminuisce la forza propulsiva P Adesso cazziamo la vela fino a portarla a coincidere con l asse longitudinale della barca e lasciamo invariato l angolo di incidenza del vento rispetto alla nostra direzione di avanzamento: La componente di spostamento laterale L (sempre perpendicolare all asse longitudinale della barca) viene a coincidere con la componente utile F. F quindi non si può scomporre in due vettori e non avremo forza propulsiva. La barca con questa vela piatta e rigida così regolata non avanzerà.

5 PRIMA CONCLUSIONE Osservando attentamente tutti i passaggi fino a qui descritti ne ricaviamo che minore è l angolo di incidenza del vento rispetto all asse della barca maggiore è la forza di spostamento laterale, lo SCARROCCIO. Nelle andature strette avremo bisogno di quanto più possibile piano di deriva per contrastare lo scarroccio. Più la nostra andatura si allargherà meno deriva dovremo tenere in acqua, fino a non averne quasi bisogno in poppa. L effetto del vento su una superficie concava Se pieghiamo il nostro piano fino a ricavarne una superficie curva delle stesse dimensioni ed esponiamo i due oggetti allo stesso vento osserviamo che la componente utile F sulla superficie curva non è perpendicolare alla corda ma è orientata verso il bordo di entrata (è più sopravento rispetto al piano). Inoltre la forza che imprime alla superficie curva è maggiore. Quindi: IL VENTO ESERCITA UNA FORZA MAGGIORE SU UNA SUPERFICIE CURVA RISPETTO A UN PIANO DELLE STESSE DIMENSIONI

6 Con la figura 9 abbiamo trasformato la superficie concava in qualcosa di molto simile a una vela. Con la sperimentazione aerodinamica generale quindi non solo applicata alla nautica- si è appurato che una superficie concava raggiunge il massimo della sua spinta con un angolo d incidenza maggiore rispetto alla direzione del vento. Ecco perché, in generale, noi quando navighiamo di bolina cerchiamo di smagrire molto le vele mentre nelle andature portanti le ingrassiamo.

7 Quando una vela viene esposta al vento lungo il suo lato sopravento si crea una pressione e lungo il suo lato sottovento una depressione. La depressione è tanto maggiore quanto minore è l angolo di incidenza del vento sulla vela

8 Effetto Venturi Una massa d aria immessa in un tubo, in fondo al quale c è una strozzatura, giunta nel punto della strozzatura dovrà assumere una velocità maggiore per uscire dal tubo creando quindi in quella zona una pressione più bassa di quella atmosferica circostante. Una massa d aria è formata di molecole. Ogni molecola ha una sua vicina e vicino a quella deve sempre rimanere. Immaginiamo una massa d aria come una serie di molecole distinte da un colore e un numero: quando la massa d aria incontrerà il profilo alare (vedi figura 11) la molecola 1 viola dovrà allontanarsi dalla molecola 1 rossa. Alla fine del profilo le due molecole si dovranno ricongiungere (per creare uno scorrimento regolare e non turbolento) ma quella sottovento dovrà percorrere più strada rispetto a quella sopravento (una curva è più corta nella parte interna che in quella esterna). Ecco uno dei motivi per cui nel lato sottovento di una vela si crea più velocità che nel lato sopravento.

9 Da quanto analizzato fin d ora possiamo trarre conclusioni che ci saranno molto utili al fine della navigazione. Ricordiamoci infatti che una differenza di pochi decimi di nodo su percorsi corti ci fa perdere pochi minuti, ma su traversate oceaniche le differenze si contano in giornate. Quindi controlliamo sempre la regolazione delle vele: se saranno troppo cazzate, e quindi l angolo di incidenza del vento con la vela sarà grande, si creeranno delle turbolenze nello scorrimento delle molecole perché le molecole non riusciranno più a deviare la loro traiettoria facilmente creando fluidità di scorrimento. Esse si scontreranno con le molecole d aria in arrivo creando delle turbolenze che saranno tanto più accentuate quanto più cazzeremo la vela. Le turbolenze daranno origine al distacco delle molecole e il vento non imprimerà più la sua massima pressione diminuendo considerevolmante la forza propulsiva in avanti. (figure 12 e 13)

10 CONCLUSIONI La spinta sulle vele aumenta con laumentare dell angolo di esposizione al vento: abbiamo maggior urto di molecole sopravento e maggior risucchio sottovento Il massimo della forza di spinta si ha a un terzo dal bordo di attacco della vela. La spinta diminuisce moltissimo verso il bordo di uscita (balumina) Le vele dovranno avere una superficie concava perché il vento possa esercitare il massimo della spinta Le vele dovranno svilupparsi maggiormente in altezza piuttosto che in larghezza La spinta varia con il variare della concavità della vela e l angolo di esposizione al vento Per ogni direzione e intensità di vento esiste una concavità più adatta che darà il massimo della spinta. Queste differenti concavità si ottengono lavorando continuamente la vela con le regolazioni che abbiamo a disposizione

11 Vento reale e vento apparente Quando noi navighiamo sentiamo il vento in faccia, ne vediamo la direzione sul segnavento, ne leggiamo l intensità sugli strumenti. Il vento che ci sferza il viso non è il vento che realmente sta soffiando, ma il VENTO APPARENTE che risulta dalla somma del VENTO REALE (che è quello che spira) e il VENTO DI AVANZAMENTO (quello prodotto dalla velocità della nostra barca) V = Vento d avanzamento R = Velocità d avanzamento VA = Vento apparente W = Vento reale Parallelogramma delle forze La velocità di avanzamento produce il vento di avanzamento, il quale, sommato al vento reale produce il vento apparente che è il vento che effettivamente colpisce le nostre vele.

12 Bolina FIG. 1 Una barca naviga di bolina con un vento reale di 45. La direzione del vento apparente sarà molto inferiore, relativamente alla velocità. FIG. 1 Con l aumentare della velocità la direzione del vento apparente si sposta verso prua e costringe il timoniere a POGGIARE. FIG. 2 FIG. 2 FIG. 3 Al contrario, quando il vento reale rinforza il vento apparente gira verso poppa e il timoniere è in grado di ORZARE. FIG. 3 A parità di intensità di vento reale la velocità del vento apparente è maggiore di bolina che nelle altre andature

13 Traverso e Lasco TRAVERSO Nelle andature al traverso e al lasco ill vento apparente si comporta come di bolina:! Con l aumentare della velocità il vento apparente si sposta verso prua e si dovranno CAZZARE LE VELE per non perdere la velocità e mantenere la rotta.! Con l aumentare del vento reale il vento apparente si sposta verso poppa e si dovranno LASCARE LE VELE per non perdere velocità e mantenere la rotta. LASCO

14 Poppa Quando navighiamo con il vento in poppa la direzione del vento apparente è la stessa del vento reale. Se rinforza il vento reale il vento apparente aumenta; se invece aumenta la velocità della barca diminuisce l intensità del vento apparente Quando navighiamo con il vento in poppa a parità di vento reale la velocità del vento apparente è minore che in tutte le altre andature.

15 I filetti segnavento sulle vele Per controllare la corretta regolazione delle vele si usano dei filetti segnavento in tessuto di nylon leggero o di lana, applicati sul genoa e sulla randa sui due lati della vela. Sul GENOA: sono i filetti che si usano di più. Vengono applicati con del tessuto adesivo a circa cm. dall inferitura. Se la vela è in tessuto pesante, e quindi poco trasparente, sulla vela si applica una finestra trasparente. I filetti segnavento ci dicono se la vela è regolata correttamente rispetto all angolo di incidenza del vento rispetto all asse longitudinale della barca. Facendo riferimento alla figura qui sotto immaginiamo che il filetto rosso sia applicato al lato sopravento della vela e quello verde sottovento. Stiamo navigando mure a sinistra. I filetti ci diranno sempre e solo se le vele sono regolate correttamente e non se stiamo limonando correttamente. Infatti: I filetti sono paralleli e sventolano regolarmente: l angolo di incidenza del vento è adeguato alla regolazione delle vele, ma è altresì possibile che noi non navighiamo sulla corretta rotta. Solamente se dobbiamo bordeggiare cazziamo le vele e ci regoliamo con i filetti per mantenere la massima bolina e velocità. Il filetto sottovento sbatte: o il genoa è troppo cazzato per la rotta che dobbiamo tenere oppure noi stiamo poggiando troppo. Il filetto sopravento sbatte: o il genoa è troppo lasco, o stiamo stringendo troppo la bolina o stiamo orzando troppo rispetto alla nostra rotta

16 Sulla RANDA: sulla randa non mettiamo i filetti sopravento vicino all inferitura per due motivi diversi: 1. le turbolenze create dal profilo dell albero alterano sempre vicino all inferitura lo scorrimento dei filetti 2. il genoa con la balumina non ben regolata o un po spanciata rifiuta spesso sulla randa e rende inutilizzabili i filetti Sulla randa è fondamentale la regolazione della balumina, quindi i filetti segnavento vengono cuciti in corrispondenza della parte posteriore delle stecche. Mentre il controllo dei filetti del genoa è una cosa abbastanza facile, la regolazione della balumina è un po più complessa e ci si arriva con l esperienza.

* * * * * REGOLIAMO LE VELE?!?! * * * * * P.N. GALLIANO IPPOLITI (Master Yacht)

* * * * * REGOLIAMO LE VELE?!?! * * * * * P.N. GALLIANO IPPOLITI (Master Yacht) * * * * * REGOLIAMO LE VELE?!?! * * * * * P.N. GALLIANO IPPOLITI (Master Yacht) 1 PREFAZIONE Per l automobilista è importante conoscere il motore, ma lo è molto di più saper guidare bene, così per il velista

Dettagli

La fisica della vela. comprendere i meccanismi, migliorare le prestazioni e...divertirsi!!! Laura Romanò Dipartimento di Fisica Università di Parma

La fisica della vela. comprendere i meccanismi, migliorare le prestazioni e...divertirsi!!! Laura Romanò Dipartimento di Fisica Università di Parma La fisica della vela comprendere i meccanismi, migliorare le prestazioni e...divertirsi!!! laura.romano@fis.unipr.it Laura Romanò Dipartimento di Fisica Università di Parma Il gioco della simmetria Dal

Dettagli

LA REGOLAZIONE DELLE VELE CON I SEGNAVENTO

LA REGOLAZIONE DELLE VELE CON I SEGNAVENTO LA REGOLAZIONE DELLE VELE CON I SEGNAVENTO di : Vele "TECHNOSAIL" by VELERIA DUCKSAILS S.r.l. 20052 Monza (MI) - Viale Campania, 66/A - Tel e Fax +39 039 5963235 e-mail: veleria.ducksails@fastwebnet.it

Dettagli

DISPENSA DIDATTICA Testo e immagini a cura di Xkite a.s.d. Lago di Garda

DISPENSA DIDATTICA Testo e immagini a cura di Xkite a.s.d. Lago di Garda DISPENSA DIDATTICA Testo e immagini a cura di Xkite a.s.d. Lago di Garda LA TEORIA DEL KITEBOARD Dispensa didattica PREMESSA Per una pratica sicura del kiteboard sono necessarie alcune informazioni teoriche

Dettagli

Associazione I S O L E Raccolta domande per i test 1

Associazione I S O L E Raccolta domande per i test 1 Raccolta domande per i test 1 Raccolta domande per i test Meteo 1 Con quale strumento si misura la pressione? a) Manometro b) Psicrometro c) Barometro 2 Qual è l elemento meteorologico più utile nella

Dettagli

Introduzione alla navigazione a vela

Introduzione alla navigazione a vela Introduzione alla navigazione a vela Corso per gli allievi Realizzato dalla Scuola di Vela dello Yacht Club degli Aregai autore: mailto:meo@bogliolo.name Argomenti del corso L arte della navigazione a

Dettagli

Sintesi Scopo Metodo

Sintesi Scopo Metodo Sintesi Scopo: analizzare le variazioni aerodinamiche dovute allo sbandamento in una barca a vela monoscafo. Metodo: - definizione di un modello ideale di vela; - simulazione numerica del flusso d aria

Dettagli

Meteorologia e Navigazione

Meteorologia e Navigazione Meteorologia e Navigazione Introduzione Chi esce in mare deve conoscere la meteorologia: - per la SICUREZZA, - per la pianificazione della crociera o della regata, - per prepararsi ad affrontare il tempo

Dettagli

L influenza della corrente sulla barca si manifesta in due effetti principali: uno sul vento e uno sulla rotta percorsa.

L influenza della corrente sulla barca si manifesta in due effetti principali: uno sul vento e uno sulla rotta percorsa. CORRENTI e DIAGRAMMI POLARI Come la corrente trasforma le polari di una barca Durante una discussione nel corso di una crociera, è stata manifestata la curiosità di sapere come possano essere utilizzate

Dettagli

CAPITOLO III TIPI DI VELA

CAPITOLO III TIPI DI VELA CAPITOLO III TIPI DI VELA La vela è la superficie formata da ferzi o pannelli di tessuto, utilizzata per trasformare la pressione del vento in forza propulsiva a muovere l imbarcazione. L insieme delle

Dettagli

Introduzione alla tattica di regata

Introduzione alla tattica di regata Corso di regata - La tattica 1 Introduzione alla tattica di regata La tattica di regata è l arte con cui, sfruttando gli elementi naturali vento, onde e correnti e le abilità e competenze personali nel

Dettagli

Progetto La fisica nelle attrazioni Attrazione NIAGARA Dati Utili

Progetto La fisica nelle attrazioni Attrazione NIAGARA Dati Utili Progetto La fisica nelle attrazioni Attrazione NIAGARA Dati Utili Angolo di risalita = 25 Altezza massima della salita = 25,87 m Altezza della salita nel tratto lineare (fino all ultimo pilone di metallo)

Dettagli

CENTRO VELICO CAPRERA REGOLAZIONE DELLE VELE

CENTRO VELICO CAPRERA REGOLAZIONE DELLE VELE CENTRO VELICO CAPRERA Versione gennaio 2012 1a Revisione - maggio 2012: modificate pag 74 e 75 REGOLAZIONE DELLE VELE REGOLAZIONE DELLE VELE PERCHÈ UNA BARCA A VELA AVANZA Il vento che viene deviato dalla

Dettagli

4 volte F. L albero e l attrezzatura

4 volte F. L albero e l attrezzatura L albero e l attrezzatura In passato gli alberi delle imbarcazioni e delle navi erano realizzati in legno e tenuti in posizione da sartie costituite da cime vegetali. E evidente che le sartie e l alberatura

Dettagli

Questionario di esame per L'ATTESTATO DI VOLO DA DIP. O SPORT. ELICOTTERO Ref. 41-827-840

Questionario di esame per L'ATTESTATO DI VOLO DA DIP. O SPORT. ELICOTTERO Ref. 41-827-840 Questionario di esame per L'ATTESTATO DI VOLO DA DIP. O SPORT. ELICOTTERO Ref. 41-827-840 Parte 1 - AERODINAMICA 1 Come si definisce la velocità? A) la distanza percorsa moltiplicata per il tempo impiegato

Dettagli

Forze come grandezze vettoriali

Forze come grandezze vettoriali Forze come grandezze vettoriali L. Paolucci 23 novembre 2010 Sommario Esercizi e problemi risolti. Per la classe prima. Anno Scolastico 2010/11 Parte 1 / versione 2 Si ricordi che la risultante di due

Dettagli

RESISTENZA DEL MEZZO [W] [kw] Velocità m/s. Adimensionale Massa volumica kg/m 3. Sezione maestra m 2 POTENZA ASSORBITA DALLA RESISTENZA DEL MEZZO:

RESISTENZA DEL MEZZO [W] [kw] Velocità m/s. Adimensionale Massa volumica kg/m 3. Sezione maestra m 2 POTENZA ASSORBITA DALLA RESISTENZA DEL MEZZO: RSISTZA D MZZO R m 1 C X ρ A v Adimensionale Massa volumica kg/m 3 Velocità m/s Sezione maestra m Valori medi dei coefficienti: Superfici piane normali al moto: acqua: K9,81 60, aria: K9,81 0,08 1 K C

Dettagli

Statica e dinamica dei fluidi. A. Palano

Statica e dinamica dei fluidi. A. Palano Statica e dinamica dei fluidi A. Palano Fluidi perfetti Un fluido perfetto e incomprimibile e indilatabile e non possiede attrito interno. Forza di pressione come la somma di tutte le forze di interazione

Dettagli

Prof. Alessandro Stranieri Lezione n. 5 LE MACCHINE SEMPLICI LEVE CARRUCOLE E CAMME

Prof. Alessandro Stranieri Lezione n. 5 LE MACCHINE SEMPLICI LEVE CARRUCOLE E CAMME Prof. Alessandro Stranieri Lezione n. 5 LE MACCHINE SEMPLICI LEVE CARRUCOLE E CAMME Le macchine Dal punto di vista statico, una macchina è un dispositivo che consente di equilibrare una forza (resistente)

Dettagli

n matr.145817 23. 01. 2003 ore 8:30-10:30

n matr.145817 23. 01. 2003 ore 8:30-10:30 Matteo Vecchi Lezione del n matr.145817 23. 01. 2003 ore 8:30-10:30 Il Moto Esterno Con il termine moto esterno intendiamo quella branca della fluidodinamica che studia il moto dei fluidi attorno ad un

Dettagli

Le macchine come sistemi tecnici

Le macchine come sistemi tecnici Le macchine come sistemi tecnici L industrializzazione dell Europa e iniziata grazie alla comparsa di macchine capaci di trasformare energia termica in energia meccanica. Un motore a vapore e un esempio

Dettagli

Associazione I S O L E

Associazione I S O L E Quaderni integrativi 1 Cambi di vele Scuola di vela Argomento: Corso di vela d altura FITeL Materia: Cambi di vele e presa di terzaroli Quaderni integrativi Istruttori: Roberto Carini e Claudio Presutti

Dettagli

E = Cp/Cr (dal momento che tutti gli altri valori sono comuni alle due formule)

E = Cp/Cr (dal momento che tutti gli altri valori sono comuni alle due formule) LE FORMULE ED I DIAGRAMMI Come abbiamo visto, la possibilità di variare la velocità di un veleggiatore è legata indissolubilmente all'angolo di incidenza: perchè? Perchè è proprio l'angolo di incidenza

Dettagli

TIMONI A VENTO. Accademia Internazionale Adriatica della Vela

TIMONI A VENTO. Accademia Internazionale Adriatica della Vela TIMONI A VENTO Accademia Internazionale Adriatica della Vela 2005 2 Copyright 2005 Giulio Mazzolini Tutti i diritti riservati 3 4 Perché e quando un timone a vento Oggi esistono due grandi famiglie di

Dettagli

PROPULSORE A FORZA CENTRIFUGA

PROPULSORE A FORZA CENTRIFUGA PROPULSORE A FORZA CENTRIFUGA Teoria Il propulsore a forza centrifuga, è costituito essenzialmente da masse rotanti e rivoluenti attorno ad un centro comune che col loro movimento circolare generano una

Dettagli

Procedura per la produzione delle vele armo 1,2 e 3 classe 1 Metro

Procedura per la produzione delle vele armo 1,2 e 3 classe 1 Metro Procedura per la produzione delle vele armo 1,2 e 3 classe 1 Metro Introduzione La produzione di vele in conto proprio è l aspirazione d ogni skipper di barche classe 1 metro. Per prima cosa devo dire

Dettagli

Pressione. Esempio. Definizione di pressione. Legge di Stevino. Pressione nei fluidi EQUILIBRIO E CONSERVAZIONE DELL ENERGIA NEI FLUIDI

Pressione. Esempio. Definizione di pressione. Legge di Stevino. Pressione nei fluidi EQUILIBRIO E CONSERVAZIONE DELL ENERGIA NEI FLUIDI Pressione EQUILIBRIO E CONSERVAZIONE DELL ENERGIA NEI FLUIDI Cos è la pressione? La pressione è una grandezza che lega tra di loro l intensità della forza e l aerea della superficie su cui viene esercitata

Dettagli

La cellula di HELE-SHAW di Ivor Bittle traduzione libera di

La cellula di HELE-SHAW di Ivor Bittle traduzione libera di La cellula di HELE-SHAW di Ivor Bittle traduzione libera di ClaudioD Ivor Bittle ha scritto molti articoli sul modellismo navale, ha fatto e fa ancora molti esperimenti, il suo Website merita di essere

Dettagli

Esercitazione 5 Dinamica del punto materiale

Esercitazione 5 Dinamica del punto materiale Problema 1 Un corpo puntiforme di massa m = 1.0 kg viene lanciato lungo la superficie di un cuneo avente un inclinazione θ = 40 rispetto all orizzontale e altezza h = 80 cm. Il corpo viene lanciato dal

Dettagli

REGOLAMENTO DEL GRUPPO SPORTIVO VELA

REGOLAMENTO DEL GRUPPO SPORTIVO VELA REGOLAMENTO DEL GRUPPO SPORTIVO VELA Articolo 1 Il presente Regolamento del Gruppo Vela è redatto in conformità ai principi contenuti nel Regolamento per i Gruppi Sportivi della Lega Navale Italiana, approvato

Dettagli

Test d ingresso. Classe I D PNI Liceo Scientifico F. Enriques Livorno

Test d ingresso. Classe I D PNI Liceo Scientifico F. Enriques Livorno Test d ingresso Classe I D PNI Liceo Scientifico F. Enriques Livorno 1) Un corpo si muove di moto rettilineo a velocità costante su un piano orizzontale che possiamo considerare privo d attrito. Rappresenta

Dettagli

una grandezza fisica il cui valore non cambia nel corso del tempo si dice grandezza conservata.

una grandezza fisica il cui valore non cambia nel corso del tempo si dice grandezza conservata. Lezione 13 - pag.1 Lezione 13: Impulso e quantità di moto 13.1. Un gioco di prestigio Prendete un mazzo da quaranta carte, e tenete da parte i quattro assi. Le trentasei carte che restano le dividete a

Dettagli

CORSO BASE (1 livello)

CORSO BASE (1 livello) CORSI VELA CORSO BASE (1 livello) L'obiettivo del corso base è quello di iniziare a conoscere la barca :si imparerà a condurre un' imbarcazione nelle varie andature, bolina,traverso,lasco, poppa, tante

Dettagli

FISICA DELLA BICICLETTA

FISICA DELLA BICICLETTA FISICA DELLA BICICLETTA Con immagini scelte dalla 3 SB PREMESSA: LEGGI FISICHE Velocità periferica (tangenziale) del moto circolare uniforme : v = 2πr / T = 2πrf Velocità angolare: ω = θ / t ; per un giro

Dettagli

VERIFICA A ALUNNO. CLASSE I^. DATA...

VERIFICA A ALUNNO. CLASSE I^. DATA... VERIFICA A ALUNNO. CLASSE I^. DATA... N.B. SCHEMATIZZARE LA SITUAZIONE CON UN DISEGNO IN TUTTI GLI ESERCIZI INDICARE TUTTE LE FORMULE E TUTTE LE UNITA DI MISURA NEI CALCOLI 1-Quando spingi un libro di

Dettagli

International 29er Class Association. In collaborazione con. Pag 1 di 18

International 29er Class Association. In collaborazione con. Pag 1 di 18 Pag 1 di 18 Introduzione L obiettivo di questo e è di avere uno strumento rapido per il setup del RIG e delle vele del 29er in condizioni meteo marine differenti oltre a fornire dei suggerimenti sull allenamento

Dettagli

I Motori Marini 1/2. Motore a Scoppio (2 o 4 tempi) Motori Diesel (2 o 4 tempi)

I Motori Marini 1/2. Motore a Scoppio (2 o 4 tempi) Motori Diesel (2 o 4 tempi) I Motori Marini 1/2 Classificazione Descrizione I motori marini non sono molto diversi da quelli delle auto, con lo stesso principio di cilindri entro cui scorre uno stantuffo, che tramite una biella collegata

Dettagli

OLIMPIA ARMANI JEANS MILANO

OLIMPIA ARMANI JEANS MILANO OLIMPIA ARMANI JEANS MILANO HEAD COACH ATTILIO CAJA DIFESA SUL PICK AND ROLL Nell analizzare le tendenze offensive delle squadre avversarie ci siamo resi conto di come una grandissima percentuale degli

Dettagli

Corso di Laurea in Farmacia Verifica in itinere 3 dicembre 2014 TURNO 1

Corso di Laurea in Farmacia Verifica in itinere 3 dicembre 2014 TURNO 1 Corso di Laurea in Farmacia Verifica in itinere 3 dicembre 2014 TURNO 1 COMPITO A Un blocco di massa m 1 = 1, 5 kg si muove lungo una superficie orizzontale priva di attrito alla velocità v 1 = 8,2 m/s.

Dettagli

Il Manuale della Vela

Il Manuale della Vela Circeo Yacht Vela Club Il Manuale della Vela Circeo Yacht Vela Club Via Ammiraglio Bergamini, 140 004017 San Felice Circeo (LT) www.cyvc.it Indice degli argomenti Il Vento...4 Le prime nozioni nomenclatura

Dettagli

IL NUOVO REGOLAMENTO DI REGATA CONFRONTO COMMENTATO TRA LE DUE EDIZIONI Le principali modifiche 2009-2012 2013-2016

IL NUOVO REGOLAMENTO DI REGATA CONFRONTO COMMENTATO TRA LE DUE EDIZIONI Le principali modifiche 2009-2012 2013-2016 IL NUOVO REGOLAMENTO DI REGATA CONFRONTO COMMENTATO TRA LE DUE EDIZIONI Le principali modifiche Il testo è ampiamente rinnovato ma il comportamento del regatante non cambierà, se non in minima parte. Come

Dettagli

L EQUILIBRIO 1. L EQUILIBRIO DEI SOLIDI. Il punto materiale e il corpo rigido. L equilibrio del punto materiale

L EQUILIBRIO 1. L EQUILIBRIO DEI SOLIDI. Il punto materiale e il corpo rigido. L equilibrio del punto materiale L EQUILIBRIO 1. L EQUILIBRIO DEI SOLIDI Il punto materiale e il corpo rigido Un corpo è in equilibrio quando è fermo e continua a restare fermo. Si intende, per punto materiale, un oggetto così piccolo

Dettagli

Funzioni avanzate e guida alle funzioni. Italiano

Funzioni avanzate e guida alle funzioni. Italiano Funzioni avanzate e guida alle funzioni Funzioni avanzate e guida alle funzioni Questo libretto contiene le istruzioni per l uso delle funzioni aggiuntive (principalmente sul modello con la ghiera girevole

Dettagli

I tiri principali nel badminton

I tiri principali nel badminton I tiri principali nel badminton 4 2 3 5 6 1 Drop a rete 2 Pallonetto (lob) 3 Drive 4 Clear 5 Drop 6 Smash (schiacciata) 1 Traiettoria Definizione Impugnatura 1 Drop a rete Rovescio Sequenza fotografica

Dettagli

CARRELLO ITALIANO Il carrello sterzante detto Italiano è nato a seguito di una esigenza prettamente italiana dovuta alla situazione in cui versavano le linee ferroviarie agli inizi del 1900. I tracciati

Dettagli

Idrostatica Correnti a pelo libero (o a superficie libera) Correnti in pressione. Foronomia

Idrostatica Correnti a pelo libero (o a superficie libera) Correnti in pressione. Foronomia Idrostatica Correnti a pelo libero (o a superficie libera) Correnti in pressione Foronomia In idrostatica era lecito trascurare l attrito interno o viscosità e i risultati ottenuti valevano sia per i liquidi

Dettagli

Forze, leggi della dinamica, diagramma del. 28 febbraio 2009 (PIACENTINO - PREITE) Fisica per Scienze Motorie

Forze, leggi della dinamica, diagramma del. 28 febbraio 2009 (PIACENTINO - PREITE) Fisica per Scienze Motorie Forze, leggi della dinamica, diagramma del corpo libero 1 FORZE Grandezza fisica definibile come l' agente in grado di modificare lo stato di quiete o di moto di un corpo. Ci troviamo di fronte ad una

Dettagli

MECCANICA. 2. Un sasso cade da fermo da un grattacielo alto 100 m. Che distanza ha percorso dopo 2 secondi?

MECCANICA. 2. Un sasso cade da fermo da un grattacielo alto 100 m. Che distanza ha percorso dopo 2 secondi? MECCANICA Cinematica 1. Un oggetto che si muove di moto circolare uniforme, descrive una circonferenza di 20 cm di diametro e compie 2 giri al secondo. Qual è la sua accelerazione? 2. Un sasso cade da

Dettagli

Tonzig Fondamenti di Meccanica classica

Tonzig Fondamenti di Meccanica classica 224 Tonzig Fondamenti di Meccanica classica ). Quando il signor Rossi si sposta verso A, la tavola si sposta in direzione opposta in modo che il CM del sistema resti immobile (come richiesto dal fatto

Dettagli

9. Urti e conservazione della quantità di moto.

9. Urti e conservazione della quantità di moto. 9. Urti e conservazione della quantità di moto. 1 Conservazione dell impulso m1 v1 v2 m2 Prima Consideriamo due punti materiali di massa m 1 e m 2 che si muovono in una dimensione. Supponiamo che i due

Dettagli

Lezione 14: L energia

Lezione 14: L energia Lezione 4 - pag. Lezione 4: L energia 4.. L apologo di Feynman In questa lezione cominceremo a descrivere la grandezza energia. Per iniziare questo lungo percorso vogliamo citare, quasi parola per parola,

Dettagli

Moto sul piano inclinato (senza attrito)

Moto sul piano inclinato (senza attrito) Moto sul piano inclinato (senza attrito) Per studiare il moto di un oggetto (assimilabile a punto materiale) lungo un piano inclinato bisogna innanzitutto analizzare le forze che agiscono sull oggetto

Dettagli

Forza. Forza. Esempi di forze. Caratteristiche della forza. Forze fondamentali CONCETTO DI FORZA E EQUILIBRIO, PRINCIPI DELLA DINAMICA

Forza. Forza. Esempi di forze. Caratteristiche della forza. Forze fondamentali CONCETTO DI FORZA E EQUILIBRIO, PRINCIPI DELLA DINAMICA Forza CONCETTO DI FORZA E EQUILIBRIO, PRINCIPI DELLA DINAMICA Cos è una forza? la forza è una grandezza che agisce su un corpo cambiando la sua velocità e provocando una deformazione sul corpo 2 Esempi

Dettagli

Il brevetto. Roma, 10 marzo 2014

Il brevetto. Roma, 10 marzo 2014 Il brevetto WingSail Prof. Gaetano De Vito Prof. Gaetano De Vito Roma, 10 marzo 2014 GALA, THE MATCH RACER Gala OneDesignnasce da una sfida raccolta dallo Studio Vallicelli: ripensare ex novo una piccola

Dettagli

! ISO/ASA 25 50 100 200 400 800 1600 3200

! ISO/ASA 25 50 100 200 400 800 1600 3200 Rolleiflex T (Type 1)" Capire l esposizione Una breve guida di Massimiliano Marradi mmarradi.it Prima di tutto occorre scegliere il modo in cui valutare l esposizione. Se valutativa, quindi a vista, useremo

Dettagli

IACC 120 CUP. REGOLE DI CLASSE 2012 r.2.0

IACC 120 CUP. REGOLE DI CLASSE 2012 r.2.0 IACC 120 CUP DI CLASSE 2012 r.2.0 INDICE INDICE... 2 PARTE I AMMINISTRAZIONE... 3 Sezione A A.1.0 GENERALITA...3 A.1.1 AUTORITA e RESPONSABILITA.. 3 A.1.2 PUBLICITA...3 Sezione B - Eleggibilità Barca B.1

Dettagli

Test di autovalutazione Corso di Laurea in Tossicologia dell ambiente e degli alimenti

Test di autovalutazione Corso di Laurea in Tossicologia dell ambiente e degli alimenti Test di autovalutazione Corso di Laurea in Tossicologia dell ambiente e degli alimenti Quesito 1 Un punto materiale di massa 5 kg si muove di moto circolare uniforme con velocità tangenziale 1 m/s. Quanto

Dettagli

LA MACCHINA FOTOGRAFICA

LA MACCHINA FOTOGRAFICA D LA MACCHINA FOTOGRAFICA Parti essenziali Per poter usare la macchina fotografica, è bene vedere quali sono le sue parti essenziali e capire le loro principali funzioni. a) OBIETTIVO: è quella lente,

Dettagli

Cosa determina il moto? Aristotele pensava che occorresse uno sforzo per mantenere un corpo in movimento. Galileo non era d'accordo.

Cosa determina il moto? Aristotele pensava che occorresse uno sforzo per mantenere un corpo in movimento. Galileo non era d'accordo. Introduzione Cosa determina il moto? Aristotele pensava che occorresse uno sforzo per mantenere un corpo in movimento. Galileo non era d'accordo. riassunto Cosa determina il moto? Forza - Spinta di un

Dettagli

1 Gli effetti della forza di Coriolis

1 Gli effetti della forza di Coriolis LA FORZA DI CORIOLIS di Giulio Mazzolini 2012 1 Gli effetti della forza di Coriolis È un effetto noto che i venti nell emisfero nord deviano sempre verso destra, invece nell emisfero sud deviano sempre

Dettagli

E LE CANDELE A COSA SERVONO?

E LE CANDELE A COSA SERVONO? Con un phon Spingendo le eliche con la mano Con un ventilatore Soffiando Girando il perno Con il vento Spingendo i personaggi cl. cl. 3 e e Goldoni ins. ins. E.De Biasi Tolgo le eliche, tengo il perno

Dettagli

EFFETTI DELLA DOPPIA SPINTA

EFFETTI DELLA DOPPIA SPINTA EFFETTI DELLA DOPPIA SPINTA DESCRIZIONE DEL MOVIMENTO, CORRELAZIONE TRA I DUE ARTI I fotogrammi utilizzati sono stati digitalizzati su computer, da immagini filmate con video camera 8 mm e con sincronia

Dettagli

Andiamo più a fondo nella conoscenza del Sistema Solare

Andiamo più a fondo nella conoscenza del Sistema Solare Andiamo più a fondo nella conoscenza del Sistema Solare Come abbiamo visto nelle pagine precedenti il Sistema Solare è un insieme di molti corpi celesti, diversi fra loro. La sua forma complessiva è quella

Dettagli

Dinamica del veicolo in moto aberrante

Dinamica del veicolo in moto aberrante II WORKSHOP Tecniche ed analisi scientifica per la ricostruzione dei sinistri stradali Dinamica del veicolo in moto aberrante Francesco Timpone Salone dei Quadri - Sessa Aurunca (CE) 05 dicembre 2013 Definizioni

Dettagli

4.1 TECNICA DI BASE DELLA PAGAIATA IN KAYAK DI ACQUA PIATTA

4.1 TECNICA DI BASE DELLA PAGAIATA IN KAYAK DI ACQUA PIATTA 4.1 TECNICA DI BASE DELLA PAGAIATA IN KAYAK DI ACQUA PIATTA A questo punto è necessario analizzare la tecnica di base del kayak da velocità. Per tecnica di base infatti si intende la tecnica da insegnare

Dettagli

Fisica Generale I (primo modulo) A.A. 2013-2014, 19 Novembre 2013

Fisica Generale I (primo modulo) A.A. 2013-2014, 19 Novembre 2013 Fisica Generale I (primo modulo) A.A. 203-204, 9 Novembre 203 Esercizio I. m m 2 α α Due corpi, di massa m = kg ed m 2 =.5 kg, sono poggiati su un cuneo di massa M m 2 e sono connessi mediante una carrucola

Dettagli

Untitled Document IL TWD

Untitled Document IL TWD IL TWD IL TWD (True Wind Direction) è la direzione del vento reale ossia del vento presente sul territorio (così come verrebbe percepito da un signore seduto su una panchina a leggere il giornale), parleremo

Dettagli

GIROSCOPIO. Scopo dell esperienza: Teoria fisica. Verificare la relazione: ω p = bmg/iω

GIROSCOPIO. Scopo dell esperienza: Teoria fisica. Verificare la relazione: ω p = bmg/iω GIROSCOPIO Scopo dell esperienza: Verificare la relazione: ω p = bmg/iω dove ω p è la velocità angolare di precessione, ω è la velocità angolare di rotazione, I il momento principale d inerzia assiale,

Dettagli

Aeroplani ed effetto Coanda

Aeroplani ed effetto Coanda tradizione e rivoluzione nell insegnamento delle scienze Istruzioni dettagliate per gli esperimenti mostrati nel video Aeroplani ed effetto Coanda prodotto da Reinventore con il contributo del MIUR per

Dettagli

Capitolo 3. Iniziamo col far vedere cosa si è ottenuto, per far comprendere le successive descrizioni, avendo in mente ciò che si vuole realizzare.

Capitolo 3. Iniziamo col far vedere cosa si è ottenuto, per far comprendere le successive descrizioni, avendo in mente ciò che si vuole realizzare. Realizzazione meccanica Iniziamo col far vedere cosa si è ottenuto, per far comprendere le successive descrizioni, avendo in mente ciò che si vuole realizzare. - 37 - 3.1 Reperibilità dei pezzi La prima

Dettagli

Condizioni di equilibrio: 2 tipi Equilibrio statico: la capacità di un segmento corporeo o del corpo nel suo insieme di mantenere una posizione

Condizioni di equilibrio: 2 tipi Equilibrio statico: la capacità di un segmento corporeo o del corpo nel suo insieme di mantenere una posizione Condizioni di equilibrio: 2 tipi Equilibrio statico: la capacità di un segmento corporeo o del corpo nel suo insieme di mantenere una posizione statica Equilibrio dinamico: la capacità di mantenere, durante

Dettagli

A.S.D. AndoraMatchRace Scuola e vacanze in barca a vela

A.S.D. AndoraMatchRace Scuola e vacanze in barca a vela CORSO MATCH RACE 1) INTRODUZIONE ALLA REGATA Quanto andremo a vedere all infuori delle regole specifiche e della tattica e strategia da utilizzare, vale per qualunque regata andremo ad affrontare, quindi

Dettagli

1 Giochi d ombra [Punti 10] 2 Riscaldatore elettrico [Punti 10] AIF Olimpiadi di Fisica 2015 Gara di 2 Livello 13 Febbraio 2015

1 Giochi d ombra [Punti 10] 2 Riscaldatore elettrico [Punti 10] AIF Olimpiadi di Fisica 2015 Gara di 2 Livello 13 Febbraio 2015 1 Giochi d ombra [Punti 10] Una sorgente di luce rettangolare, di lati b e c con b > c, è fissata al soffitto di una stanza di altezza L = 3.00 m. Uno schermo opaco quadrato di lato a = 10cm, disposto

Dettagli

www.spraystore.it www.spraystore.it www.spraystore.it www.spraystore.it www.spraystore.it www.spraystore.it www.spraystore.it

www.spraystore.it www.spraystore.it www.spraystore.it www.spraystore.it www.spraystore.it www.spraystore.it www.spraystore.it PROGETTATO E COSTRUITO IN INGHILTERRA WIND SYSTEM CONTENUTI INTRODUZIONE PRE-TEST DELLO STRUMENTO INSTALLAZIONE DEL SENSORE DI TESTA D'ALBERO INSTALLAZIONE DEL DISPLAY NORMALE OPERATIVITÀ VARIAZIONE DELLA

Dettagli

BOZZA PICCOLO LEZIONARIO DI VELA - 1 -

BOZZA PICCOLO LEZIONARIO DI VELA - 1 - BOZZA PICCOLO LEZIONARIO DI VELA - 1 - Introduzione Queste brevi note di iniziazione alla vela dirette a chi ha voglia di avviarsi alla pratica di questa attività ne trarrà qualche idea, speriamo chiara,

Dettagli

Trasformazione Sevylor Hudson a Vela con parte del kit di Blumarino. Visione d'insieme della canoa attrezzata

Trasformazione Sevylor Hudson a Vela con parte del kit di Blumarino. Visione d'insieme della canoa attrezzata Visione d'insieme della canoa attrezzata 1 Fissaggio della scassa dell'albero In ogni punto in cui i tubi di alluminio sono stati forati per il passaggio delle viti di fissaggio, all'interno sono presenti

Dettagli

Qualche semplice considerazione sulle onde di Daniele Gasparri

Qualche semplice considerazione sulle onde di Daniele Gasparri Qualche semplice considerazione sulle onde di Daniele Gasparri Le onde sono delle perturbazioni periodiche che si propagano nello spazio; quasi sempre (tranne nel caso della luce) si ha un mezzo che permette

Dettagli

Il taccuino dell esploratore

Il taccuino dell esploratore Il taccuino dell esploratore a cura di ORESTE GALLO (per gli scout: Lupo Tenace) QUARTA CHIACCHIERATA IL VENTO Durante la vita all aperto, si viene a contatto con un elemento naturale affascinante che

Dettagli

In realtà la vera domanda e : Come posso fare ad ottenere tutte quelle rivoluzioni?, ma la risposta ad entrambe le domande e la stessa.

In realtà la vera domanda e : Come posso fare ad ottenere tutte quelle rivoluzioni?, ma la risposta ad entrambe le domande e la stessa. Nella quarta parte di questi quattro articoli, andrò a rispondere alla domanda che mi viene posta più frequentemente: Come fanno i Professionisti ad ottenere tutte quelle rivoluzioni? In realtà la vera

Dettagli

Dinamica II Lavoro di una forza costante

Dinamica II Lavoro di una forza costante Dinamica II Lavoro di una forza costante Se il punto di applicazione di una forza subisce uno spostamento ed esiste una componente della forza che sia parallela allo spostamento, la forza compie un lavoro.

Dettagli

Motorino elettrico fatto in casa

Motorino elettrico fatto in casa Realiz zato da Giovanni Gerardi VA P.N.I. a.s. 2010-11 Motorino elettrico fatto in casa Premesse. In una lezione di fisica verso metà marzo la professoressa di matematica e fisica Maria Gruarin ha introdotto

Dettagli

come girare veloci IN PIEGA L ASSETTO DA PISTA

come girare veloci IN PIEGA L ASSETTO DA PISTA IN PIEGA L ASSETTO DA PISTA come girare veloci La regolazione della forcella comincia con il precarico molla (sinistra) aumentando quello standard. Allo stesso modo si incrementa il freno in compressione

Dettagli

OROLOGIO SOLARE Una meridiana equatoriale

OROLOGIO SOLARE Una meridiana equatoriale L Osservatorio di Melquiades Presenta OROLOGIO SOLARE Una meridiana equatoriale Il Sole, le ombre e il tempo Domande guida: 1. E possibile l osservazione diretta del Sole? 2. Come è possibile determinare

Dettagli

Le correnti e le maree. Liceo Antonio Meucci Dipartimento di Scienze. Prof. Neri Rolando

Le correnti e le maree. Liceo Antonio Meucci Dipartimento di Scienze. Prof. Neri Rolando 1 Le correnti e le maree Liceo Antonio Meucci Dipartimento di Scienze Prof. Neri Rolando Le correnti marine Le correnti marine sono spostamenti orizzontali di ingenti masse di acqua che seguono direzioni

Dettagli

LE TORRI: DISCOVERY e COLUMBIA

LE TORRI: DISCOVERY e COLUMBIA LE TORRI: DISCOVERY e COLUMBIA Osservazioni e misure a bordo Le tue sensazioni e l accelerometro a molla 1) Nelle due posizioni indicate dalle frecce indica le sensazioni ricevute rispetto al tuo peso

Dettagli

All interno dei colori primari e secondari, abbiamo tre coppie di colori detti COMPLEMENTARI.

All interno dei colori primari e secondari, abbiamo tre coppie di colori detti COMPLEMENTARI. Teoria del colore La teoria dei colori Gli oggetti e gli ambienti che ci circondano sono in gran parte colorati. Ciò dipende dal fatto che la luce si diffonde attraverso onde di diversa lunghezza: ad ogni

Dettagli

8 Elementi di Statistica

8 Elementi di Statistica 8 Elementi di Statistica La conoscenza di alcuni elementi di statistica e di analisi degli errori è importante quando si vogliano realizzare delle osservazioni sperimentali significative, ed anche per

Dettagli

Attuatori Pneumatici

Attuatori Pneumatici Gli attuatori pneumatici sono organi che compiono un lavoro meccanico usando come vettore di energia l aria compressa con indubbi vantaggi in termini di pulizia, antideflagranza, innocuità e insensibilità

Dettagli

FISICA (modulo 1) PROVA SCRITTA 10/02/2014

FISICA (modulo 1) PROVA SCRITTA 10/02/2014 FISICA (modulo 1) PROVA SCRITTA 10/02/2014 ESERCIZI E1. Un proiettile del peso di m = 10 g viene sparato orizzontalmente con velocità v i contro un blocco di legno di massa M = 0.5 Kg, fermo su una superficie

Dettagli

NAVIGAZIONE ASTRONOMICA Tutorial passo passo con esempio pratico by Mac Barba

NAVIGAZIONE ASTRONOMICA Tutorial passo passo con esempio pratico by Mac Barba NAVIGAZIONE ASTRONOMICA Tutorial passo passo con esempio pratico by Mac Barba In questo tutorial proverò a spiegare con esempio pratico le operazioni da eseguire per il rilevamento dello scostamento della

Dettagli

Tecnologia degli impianti di aspirazione e ventilazione Tipologie di sorgenti e variabili di progetto

Tecnologia degli impianti di aspirazione e ventilazione Tipologie di sorgenti e variabili di progetto Tecnologia degli impianti di aspirazione e ventilazione di Renato Rota - Politecnico di Milano Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria chimica G. Natta Tra le numerose postazioni presenti negli

Dettagli

Progetto MIUR DM 593 no. 12656. Vento di Sardegna. Obiettivo Realizzativo n. 1 ORGANIZZAZIONE. Attività 1.3B1

Progetto MIUR DM 593 no. 12656. Vento di Sardegna. Obiettivo Realizzativo n. 1 ORGANIZZAZIONE. Attività 1.3B1 Progetto MIUR DM 593 no. 12656 Vento di Sardegna Obiettivo Realizzativo n. 1 ORGANIZZAZIONE Attività 1.3B1 Messa a punto e integrazione dei diversi software per la simulazione!"# $ CRS4 " % &'''()!*+,$$-

Dettagli

Cap. 4: Forze e Momenti

Cap. 4: Forze e Momenti Cap. 4: Forze e Momenti Forza Il concetto di forza serve ad esprimere l interazione tra corpi. Quando si spinge o si tira un oggetto, si interagisce con esso esercitando una forza e conseguentemente modificandone

Dettagli

Quanta scienza in. una siringa?

Quanta scienza in. una siringa? S.M.S Puecher Colombo Via G. Pizzigoni n 9 20156 Milano Tel. 0239215302 e-mail: colomboscuola@tiscali.it Quanta scienza in. una siringa? Classe: 3^A (sede Colombo) Anno scolastico: 2002/2003 Insegnante:

Dettagli

Settore Giovanile Giochi ed esercizi nel MiniVolley

Settore Giovanile Giochi ed esercizi nel MiniVolley Giochi tradizionali adatti alla pallavolo ASINO Si può giocare in un numero imprecisato di bambini che si mettono in cerchio; si tira la palla a colui che lo precede e così via. Quando si sbaglia (la palla

Dettagli

Cap 3.1- Prima legge della DINAMICA o di Newton

Cap 3.1- Prima legge della DINAMICA o di Newton Parte I Cap 3.1- Prima legge della DINAMICA o di Newton Cap 3.1- Prima legge della DINAMICA o di Newton 3.1-3.2-3.3 forze e principio d inerzia Abbiamo finora studiato come un corpo cambia traiettoria

Dettagli

Custodia per cellulare

Custodia per cellulare Istruzioni Necessario: Macchina da cucire 2 pezzi di stoffa (4,5" x 13") (11,4 cm x 33 cm) 1 pezzo di imbottitura adesiva 2,5" (6,4 cm) di elastico sottile 1 bottone colorato Forbici Spilli Modelli forniti

Dettagli

Progetto La fisica nelle attrazioni Attrazione ISPEED

Progetto La fisica nelle attrazioni Attrazione ISPEED Progetto La fisica nelle attrazioni Attrazione ISPEED Dati utili Lunghezza del treno: 8,8 m Durata del percorso: 55 s Lunghezza del percorso: 1200 m Massa treno a pieno carico: 7000 kg Altezza della prima

Dettagli

ELEMENTI DI IDROSTATICA IDROSTATICA L'idrostatica (anche detta fluidostatica) è una branca della meccanica dei fluidi che studiailiquidi liquidiin instato statodi diquiete quiete. Grandezze caratteristiche

Dettagli

Possiamo vedere in azione questo principio nell impianto frenante delle automobili, o nei ponti idraulici delle officine.

Possiamo vedere in azione questo principio nell impianto frenante delle automobili, o nei ponti idraulici delle officine. La pressione Pressione: intensità della forza F che agisce perpendicolarmente alla superficie S. La formula diretta è: Nota bene che: 1. la pressione è una grandezza scalare, F p = S 2. la forza è espressa

Dettagli