ACCORDO PIANI TRIENNALI DI AMBITO TERRITORIALE SOCIALE

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1 ACCORDO PIANI TRIENNALI DI AMBITO TERRITORIALE SOCIALE In vista della predisposizione e dell approvazione dei Piani triennali di Ambito territoriale sociale , le Segreterie provinciali confederali e dei pensionati di CGIL e CISL di Macerata, i Presidenti dei Comitati dei Sindaci e il Coordinatore degli Ambiti territoriali sociali n. 17 di San Severino Marche e n. 18 di Camerino definiscono con il documento in oggetto i contenuti di base dei Piani di Ambito In un contesto generale caratterizzato dalla riduzione del Fondo unico nazionale per le politiche sociali, ed in attesa della piena attuazione del federalismo fiscale e del rafforzamento del sistema delle autonomie locali, le parti condividono le seguenti priorità di carattere generale. Comitato dei Sindaci Consolidare l assetto istituzionale del sistema valorizzando il ruolo del Comitato dei Sindaci, rispetto al quale va confermata o sviluppata la sua natura di organo fortemente rappresentativo degli Enti locali e con potere decisionale pieno sul sistema dei servizi. Gestione associata dei servizi Rafforzare la struttura giuridica dell Ambito territoriale attraverso gli strumenti previsti dalla normativa vigente (D.Lgs 267/2000 e Dgrm 551/2006), dove possibile anche facendo ricorso alle opportunità offerte dalla normativa relativa al processo di trasformazione delle ex IPAB (,legge reg.le 5/08 e reg. reg.le 2/09), all istituzione di nuove Aziende pubbliche di servizi alla persona o di Unioni di Comuni di dimensioni non inferiori a quelle degli Ambiti sociali, nonché a quelle presentate dal processo di trasformazione delle Comunità Montane. In ogni caso l obiettivo rimane quello di favorire la gestione associata dei servizi e degli interventi sociali, da disciplinare attraverso regolamenti unitari ed effettivamente cogenti per tutti i Comuni di ogni Ambito, che prevedano criteri omogenei di funzionamento, di accesso e di compartecipazione al costo da parte degli utenti attraverso l ISEE.

2 Valutazione dei bisogni Potenziare la fase della valutazione per intervenire con appropriatezza ed in modo personalizzato sui bisogni, la natura multidimensionale dei quali necessita una valutazione integrata tra molteplici e specifiche professionalità, specialmente afferenti alle sfere sociale e sanitaria da coniugare in unità valutative integrate - UVI, UMEE/A, Consultori familiari, DDP e DSM, Equipés integrate d Ambito per i minori - la cui istituzione e il cui funzionamento vanno potenziati assicurando il rispetto degli standard previsti dalla normativa vigente. In particolare i Consultori familiari vanno necessariamente dotati del servizio sociale professionale e dell assistenza psicologica Accesso ai servizi Istituire, nell arco di vigenza dei Piani triennali, il Punto Unico di Accesso ai servizi e agli interventi sociali e sanitari. Il PUA va inteso come una rete di presidi informatizzata in grado di garantire, a seconda dei casi, almeno uno dei due livelli di prestazioni previste dal Piano sociale regionale (sportello informativo e presa in carico professionale). In un primo momento nel PUA confluiranno gli Sportelli della salute e gli Uffici di promozione sociale. Successivamente verranno aperti spazi di partecipazione anche ai punti informativi attivati dai patronati e da altri soggetti privati. Integrazione socio sanitaria Programmare l integrazione socio sanitaria nei Piani di Ambito/Distretto con l obiettivo di redigere, alla scadenza dei prossimi piani di zona, un unico atto di programmazione integrato, nel quale indicare i soggetti preposti, i luoghi, i momenti e le risorse specificamente dedicate all integrazione. Rete sociale Consolidare la rete sociale valorizzando il ruolo delle associazioni di volontariato e di promozione sociale, alle quali può essere assegnato il compito di gestire servizi leggeri (compagnia, ascolto telefonico, trasporto, ecc.). Il soggetto pubblico, Comune o Ambito sociale, rispettando l autonomia delle associazioni dovrà assumere un ruolo forte di regia per governarne le attività, favorendo lo sviluppo di sinergie organizzative

3 e gestionali, evitando inutili sovrapposizioni e competizioni poco funzionali al sistema dei servizi Rispetto alle singole aree di intervento di cui alle Linee guida per la predisposizione e l attuazione dei Piani di zona (DGRM n. 1276/2009), tenendo conto delle specificità territoriali, le parti concordano i seguenti obiettivi specifici. Famiglia, minori e sostegno alla genitorialità Promuovere i servizi di sostegno alle responsabilità genitoriali, con particolare riguardo allo strumento dell affido familiare, nonché quelli di sostegno alle funzioni educative familiari. Sviluppare l offerta dei nidi d infanzia - centri per l infanzia, insieme a progetti di presa in carico dei minori stranieri non accompagnati, anche coinvolgendo la Regione Marche e i Ministeri interessati. Creare una rete dei servizi per i giovani esistenti sul territorio e sviluppare i Centri di aggregazione per prevenire le situazioni di disagio giovanile. Anziani e non autosufficienza Prevenire e contrastare la non autosufficienza rafforzando il sistema dei servizi domiciliari, promuovendo la costituzione dei centri diurni per anziani e sostenendo la famiglia nello svolgimento delle funzioni di cura. Approvare un nuovo piano per la residenzialità soddisfando il reale fabbisogno di posti letto in lungodegenza e RSA, attribuendo alle residenze protette e alle case di riposo le funzioni loro attribuite dalla normativa vigente. E necessario per questo superare l eccessiva frammentazione nell offerta di servizi residenziali per anziani erogati da strutture le cui limitate dimensioni rendono difficile garantire gli standard di assistenza previsti dalla normativa vigente. Servono quindi strutture di maggiori dimensioni, polivalenti ed aperte al territorio, alle quali accedere attraverso regolamenti unici d Ambito, e nei quali prevedere nuclei specifici destinati ad accogliere anziani malati di Alzheimer demenze senili.

4 Disabilità Potenziare i servizi domiciliari, educativi e di trasporto per i cittadini disabili, curando l integrazione scolastica e il percorso di inserimento lavorativo con tirocini e borse lavoro. Proseguire nella sperimentazione dei piani personalizzati di vita indipendente valutandone attentamente gli esiti, le potenzialità e le criticità. Salute mentale Rispondere ai bisogni consolidati e alle nuove cronicità emergenti nell area della salute mentale attraverso un sistema organico di servizi integrati con altre aree di intervento (anziani e tossicodipendenti). In particolare va potenziata o riqualificata l attività delle strutture che curano la fase post acuta (SRT, SRR e Comunità Protette); va assicurata la presenza di presidi assistenziali territoriali (DSM) con un organico adeguato specie per la presenza dell assistenza psichiatrica; va garantita la prosecuzione dei servizi di sostegno e di promozione della crescita del ruolo della famiglia (Servizi di Sollievo, Servizio Dopo di noi ecc.) Povertà La crisi economica globale ha colpito con forza anche il cuore del tessuto produttivo locale. Alla flessione degli indicatori economici ed occupazionali fanno seguito gravi implicazioni sociali, in particolare relative alle famiglie a basso reddito, ai lavoratori precari e immigrati e più in generale alle fasce più fragili della popolazione. Per questo si concorda sulla necessità di adottare misure per contrastare il fenomeno della povertà a partire da quella estrema. Su questo versante vanno avviati percorsi operativi orientati al passaggio da azioni di semplice assistenza e beneficienza verso la presa in carico delle situazioni critiche, mettendo in rete gli attuali interventi, spesso frammentati, per un azione sinergica e più incisiva. Più in generale va affrontato il problema del contenimento delle disuguaglianze che minacciano la coesione sociale, a sua volta fattore di sviluppo economico. Un attenzione prioritaria va rivolta al problema abitativo, da affrontare introducendo o potenziando i contributi per gli affitti e per i mutui prima casa. Borgo Lanciano - Castelraimondo 27 Novembre 2009

5 Il Presidente Comitato dei Sindaci ATS 17 Matelica San Severino M. Gian Luca Chiappa Il Presidente Comitato dei Sindaci ATS 18 Camerino Luigi Gentilucci Il Coordinatore degli Ambiti territoriali sociali n. 17 e n. 18 Valerio Valeriani I rappresentanti CGIL e CISL I rappresentanti SPI Cgil e FNP Cisl

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