Gruppo di Lavoro WP 4300: ISM Data/Models Componente diffusa in regioni di Formazione Stellare. (10 luglio 2009)

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Gruppo di Lavoro WP 4300: ISM Data/Models Componente diffusa in regioni di Formazione Stellare. (10 luglio 2009)"

Transcript

1 TBIncluded in the ASI-RA2 Gruppo di Lavoro WP 4300: ISM Data/Models Componente diffusa in regioni di Formazione Stellare. (10 luglio 2009) F. Strafella, D. Elia 1 Dipartimento di Fisica, Università del Salento, Lecce, Italy Sommario Si presenta lo stato di avanzamento delle attività intraprese nel campo dell analisi strutturale delle nubi interstellari. Si sono ottenute mappe di una regione di circa 1 grado quadrato sul piano galattico nella regione della Vela dalla quale si è estratta una mappa della sola componente diffusa. Abbiamo anche utilizzato mappe della stessa regione ottenute da BLAST, a lunghezze d onda molto vicine a quelle di Herschel, per eseguire test di alcuni algoritmi su mappe di nubi interstellari analoghe a quelle che verranno acquisite durante il programma Herschel/Hi-GAL. Si conclude accennando alle prospettive di queste applicazioni. 1. Introduzione Il mezzo interstellare, sia diffuso ( cm 3 ) che denso ( cm 3 ), è caratterizzato da tipici parametri fisici di temperatura, densità, composizione chimica. Molto della conoscenza che abbiamo oggi sui meccanismi di formazione stellare viene dallo studio del comportamento di questi parametri all interno delle nubi interstellari. Grazie alle aumentate capacità osservative, specialmente nella regione IR, oggi siamo in grado di analizzare ampie porzioni di cielo anche riguardo alle forme mostrate da queste nubi nell idea che la struttura delle nubi stesse possa dare ulteriori utili informazioni (finora relativamente trascurate) sulle caratteristiche del processo di formazione stellare che vi si instaura. Durante la nostra nostra attività scientifica abbiamo acquisito esperienza nell uso dei dati sia da Spitzer (λ=3.6, 4.5, 5.8, 8.0, 24, 70 µm) che da BLAST(λ=250, 350, 500 µm). 1 Universidade de Lisboa, Faculdade de Ciências, Centro de Astronomia e Astrofísica, Observatório Astronómico de Lisboa, Tapada da Ajuda , Lisboa, Portugal,

2 2 Quest ultimo è un esperimento balloon-borne che ha usato un telescopio IR con un diametro dello specchio di 2 m e quindi fortemente competitivo per osservazioni nel medio e lontano IR. Con questo strumento è stato osservato il cielo in bande fotometriche praticamente identiche a quelle con cui opererà l imaging photometer di SPIRE a bordo di Herschel. È sembrato per questo di notevole interesse poter analizzare alcune mappe reali, effettivamente ottenute a lunghezze d onda di interesse per Hi-GAL. Dati i nostri attuali interessi scientifici ci siamo focalizzati sulla regione detta del Vela Molecular Ridge, che è stata mappata anche dalla survey di BLAST fatta nel 2006 ed è attualmente disponibile in archivio presso il CADC (Canada). In questo rapporto accenneremo alla tecnica usata per estrarre la componente diffusa da immagini Spitzer (ad 8 µm) e presentiamo il risultato di alcuni test compiuti sulle osservazioni BLAST come banco di prova per le procedure che stiamo sviluppando per caratterizzare la struttura delle mappe Hi-GAL. 2. I dati osservativi Spitzer-IRAC I mosaici della regione Vela-D ottenuti da Spitzer coprono un campo di 1.2 gradi quadrati compresi tra longitudini < l < e latitudini 0 42 < b < Questi sono stati analizzati per ottenere la fotometria delle sorgenti, una procedura che ha richiesto la modellizzazione delle sorgenti puntiformi e quindi ha reso possibile anche la sottrazione del segnale puntiforme laddove questo era stato individuato. Il risultato ottenuto da questa procedura è mostrato in Figura 1 che presenta un paragone in una sottoregione della mappa tra prima e dopo la sottrazione BLAST La regione osservata dalla mappa BLAST è compresa tra 261 < l < 271 di longitudine e 2 < b < +2 di latitudine galattica, includendo quindi ampiamente anche la regione coperta dalle mappe Spitzer (e quindi anche la sotto-regione mostrata in Figura 1) di nostro interesse. Le immagini sono fornite in formato FITS e riportano su ogni pixel l intensità in unità di MJy sr 1. In Figura 2 è mostrata la mappa totale della regione.

3 3 Fig. 1. Estratto dalla mappa λ = 8µm che illustra l effetto della sottrazione del segnale puntiforme per isolare la sola componente diffusa della nube. A sinistra / e mostrata la mappa osservata mentre a destra il risultato dopo la sottrazione del segnale puntiforme. Le coordinate dello spigolo in basso a sinistra sono α = 08 h 49 m 17 s ; δ = ( l = ; b = ) mentre per quello in alto a destra sono α = 08 h 47 m 30 s ; δ = ( l = ; b = ) 3. Applicazione alle mappe BLAST di Vela Molecular Ridge. Il nostro programma prevede di svilupppare e testare alcuni algoritmi che implementano funzioni statistiche adatte a caratterizzare quantitativamente la struttura presente alle diverse scale nelle immagini di nubi interstellari. In questo rapporto documentiamo brevemente i risultati dell uso di due diversi modi di caratterizzare le immagini: la cosiddetta -varianza e lo spettro multifrattale Uso della -varianza per caratterizzare una struttura. La caratterizzazione frattale di un immagine si basa essenzialmente su un parametro, la dimensione frattale, che è espressa, in generale, attraverso un numero non intero e rappresenta un complemento di informazione rispetto alla semplice dimensione euclidea di un ente geometrico. I frattali sono oggetti geometrici complessi con caratteristiche che li differenziano sostanzialmente dalle forme (linee, superfici) della geometria euclidea e necessitano, per la loro descrizione, di una nuova definizione di dimensione che, come si è detto, vada oltre il concetto di semplice dimensione euclidea intera. Ad esempio, una superficie frattale immersa in uno spazio tridimensionale, non è semplicemente un ente bidimensionale, ma presenterà generalmente una dimensione frattale tanto più grande quanto maggiore sarà la complessità della superficie e la sua tendenza a riempire lo spazio che la ospita. Il limite superiore alla

4 4 Fig. 2. Mappa in tre colori ottenta codificando in RGB rispettivamente le mappe a λ = 500, 350, 250µm. L estensione in longitudine è 261 < l < 271, mentre in latitudine 2 < b < +2. La griglia usata ha un lato di 2 ed il piano galattico corrisponde alla linea orizzontale che taglia al centro la figura. Le 4 regioni delimitate dai rettangoli (rispettivamente denominate A, B, C, D da sinistra verso destra) sono state indagate con la tecnica della -varianza e dello spettro multifrattale. dimensione frattale sarà quindi dato dalla dimensione euclidea dello spazio ospitante. Una qualunque immagine monocromatica (tipicamente rappresentata mediante una singola scala di colore) può essere rappresentata come una superficie definita su un supporto bidimensionale discreto riempito con i valori dei singoli pixel dell immagine stessa. È possibile ricavare la dimensione frattale di un immagine in vari modi e questa sarà tanto più significativa, quanto più il comportamento dell immagine si approssima effettivamente ad un regime frattale. Partendo dal calcolo di questa dimensione si può tentare di ottenere informazioni sulle proprietà 3D dell oggetto reale che è raffigurato nell immagine 2D. In particolare, da alcuni anni si stanno elaborando delle tecniche per lo studio delle proprietà strutturali del mezzo interstellare a partire da mappe astronomiche. Una classe di queste tecniche è costituita da procedimenti di tipo statistico, che coinvolgono, cioè, direttamente la distribuzione dei valori dei pixel nell immagine. Uno di questi metodi, sicuramente uno di quelli meglio testati e che si sono rivelati più robusti, è la cosiddetta Delta-varianza (Stutzki et al. 1998; Ossenkopf et al. 2008). Volendo fornire solo alcuni elementi relativi a questo metodo, diremo che esso si basa sulla convoluzione dell immagine da analizzare con un filtro a forma di cappello francese, la cui azione è simile ad una wavelet bidimensionale costituita da un cilindro centrale a valori positivi circondato da una corona circolare concentrica caratteriz-

5 5 zata da valori negativi, con normalizzazione a zero dell integrale bidimensionale del cilindro. La definizione del filtro è: 1 (r L) π(l/2) 2 2 (r) = 1 ( L 8π(L/2) L < r 3L) (1) (r > 3L) 2 dove L è la scala caratteristica. La tecnica consiste nel variare la dimensione caratteristica del filtro per esplorare le diverse scale spaziali nell immagine. Il risultato di tale convoluzione è un immagine avente le stesse dimensioni di quella di partenza; la Delta-varianza è data, in ultima analisi, dal valor medio di tale convoluzione. σ 2 (L) = 1 2π ( A L ) 2 x,y. (2) Ripetendo tale operazione al variare della dimensione del filtro, è possibile ottenere tanti valori della -varianza dell immagine quante sono le scale indagate. Come dimostrato da Stutzki et al. (1998), un immagine frattale mostra un andamento della -varianza con la scala indagata del tipo a legge di potenza il cui esponente è direttamente legato alla dimensione frattale D dell immagine: σ 2 (L) L 6 2D. (3) Pertanto, rappresentando la curva della -varianza mediante un plot bilogaritmico, basterà valutarne la pendenza con un un fit lineare (vedi Figura 3 per i frame indagati) per ottenere la dimensione frattale dell immagine indagata. Un puro andamento lineare in questo grafico si trova tuttavia solo in immagini che contengono esclusivamente frattali caratterizzate da una sola dimensione, cosa che in genere non si riscontra di frequente in immagini di oggetti naturali. Piuttosto in questi si può riscontrare il comportamento frattale entro un certo intervallo di scale. Da una parte, scostamenti da un andamento frattale possono essere causati dal rumore presente nella mappa (in particolare alle piccole scale) o agli effetti di bordo dovuti al fatto che la mappa ha comunque dimensioni finite (limite alle grandi scale); dall altra, però, anche a scale sufficientemente distanti da tali situazioni estreme, una mappa può non presentare una curva di -varianza a legge di potenza, cosa che però va vista anche come un interessante indizio sulla natura della struttura alle scale alle quali si manifesta la variazione di andamento. In questo modo, dunque, se si collega la presenza di frattalità con i processi fisici reali che modellano la struttura del mezzo interstellare (ad esempio, moti turbolenti supersonici, innesco di formazione stellare, onde d urto,... ), è anche possibile avanzare ipotesi circa l intervallo di scale sul quale essi effettivamente agiscono.

6 Spettri multifrattali. L analisi multifrattale offre la possibilità di descrivere più in dettaglio la struttura degli oggetti naturali che, come già detto, raramente sono caratterizzabili con un unico unico valore della dimensione frattale. Inoltre è anche possibile imbattersi in situazioni di degenerazione, ovvero in strutture che sono diverse ma sono caratterizzate da un identico valore della dimensione frattale. La generalizzazione del concetto di dimensione frattale porta ad una descrizione in termini di un set di diverse dimensioni frattali, ognuna con una propria quota di presenza nella mappa. Esistono varie possibili rappresentazioni delle proprietà multifrattali di un oggetto, e tra queste vi è il cosiddetto spettro multifrattale (vedi p.es. Halsey et al. 1986). Nel caso di una immagine, esso si definisce come segue: dato un pixel, si analizza l andamento dell intensità integrata entro un area circolare di raggio r centrata nel pixel dato; in genere, ci si aspetta che tale integrale varii con una legge di potenza di tipo r α. Si ricercano, a questo punto, tutti i pixel per i quali questa legge ha un esponente nell intervallo [α, α + δα] e si valuta la dimensione frattale f del set costituito da tali pixel. Effettuata tale operazione per tutti i valori di α che si incontrano nell immagine, si puo rappresentare α vs. f(α) in un grafico che viene detto appunto spettro multifrattale. La curva che si ottiene ha la proprietà di essere sempre convessa e di avere un solo massimo, corrispondente alla dimensione frattale di ordine 0 (cioè alla dimensione frattale comunemente detta) dell immagine. Essa, naturalmente, si presenta tanto più allargata quanto maggiore è l intervallo di valori dell esponente α che si riscontra nell immagine, a sua volta influenzato notevolmente dalla presenza di rilevanti massimi o minimi locali. Un metodo particolarmente rapido e intuitivo per il calcolo dello spettro multifrattale è descritto in Chappell & Scalo (2001), ed è qui usato per derivare lo spettro multifrattale delle dodici mappe BLAST considerate (4 regioni a tre diverse λ). Tale metodo, a differenza di quanto detto sopra, fornisce uno spettro multifrattale il cui picco corrisponde a f(α max = 2, vale a dire la dimensione frattale del supporto dell immagine che è essenzialmente il piano entro il quale l immagine è definita. Il risultato d questa procedura è mostrato in Figura 4. Limitandoci ad un commento qualitativo, si può notare subito che, per tutte e quattro le nubi, lo spettro multifrattale tende a restringersi all aumentare della lunghezza d onda considerata. È possibile procedere anche ad un analisi quantitativa della informazione contenuta nello spettro multifrattale, per mezzo di alcuni parametri caratteristici. Uno di questi può essere, ad esempio, l integrale dell area compresa tra lo spettro multifrattale e una retta orizzontale che taglia quest ultimo più in basso del suo massimo; fissata l altezza di tale retta per tutti gli spettri analizzati, maggiore sarà tale area, più varia risulterà la presenza

7 7 di differenti dimensioni frattali che coesistono all interno della stessa immagine. 4. Sviluppi previsti Nel proseguire questa attività ci proponiamo di sviluppare ulteriori algoritmi che implementano altre funzioni statistiche di struttura (quali le funzioni di struttura e l autocorrelazione) per ottenere un set di procedure che restituiscano una caratterizzazione più accurata della componente diffusa presente nella mappa del piano galattico che Hi-GAL acquisirà. Il passo scientificamente più importante sarà poi quello di cercare le correlazioni tra vari parametri che caratterizzano le regioni, in particolare quelle di formazione stellare, del piano Galattico quali la Star Formation Rate (SFR), la corrispondente efficienza (SFE), e possibilmente la funzione di massa iniziale (IMF). Chappell, D, & Scalo, J. 2001, ApJ, 551, 712 REFERENCES Halsey, T. C., Jensen, M. H., Kadanoff, L. P., Procaccia, I., Shraiman, B. 1986, Phys. Rev. A, 33, 1141 Ossenkopf, V., Krips, M., Stutzki, J. 2008, A&A, 485, 917 Stutzki, J., Bensch, F., Heithausen, A., Ossenkopf, V., Zielinsky, M. 1998, A&A, 336, 697 This preprint was prepared with the AAS L A TEX macros v5.2.

8 8 Fig. 3. Andamento delle -varianza valutata in 4 sotto regioni diverse, scelte all interno delle mappe ottenuta dall esperimento BLAST, per il complesso molecolare della Vela (vedi Fig. 2). In ogni grafico sono riportati i risultati ottenuti nelle tre bande spettrali delle osservazioni.

9 9 Fig. 4. Andamento dello spettro multifrattale per le 4 sotto regioni scelte all interno delle mappe del Vela Molecular Ridge ottenute dall esperimento BLAST (evidenziate in Fig. 2). In ogni grafico sono riportati i risultati ottenuti nelle tre bande spettrali delle osservazioni.

Definizione DEFINIZIONE

Definizione DEFINIZIONE Definizione Funzione reale di due variabili reali Indichiamo con R 2 l insieme di tutti i vettori bidimensionali. Dato un sottoinsiemed R 2, una funzione f: D R è una legge che assegna a ogni punto (x,

Dettagli

Spettroscopia di righe in assorbimento interstellari!

Spettroscopia di righe in assorbimento interstellari! Spettroscopia di righe in assorbimento interstellari! Lezione ISM 4! G. Vladilo! Astronomia Osservativa C, Lezione ISM 4, Vladilo (2011)! 1! Spettroscopia di righe in assorbimento interstellari! Alta risoluzione!

Dettagli

0.6 Filtro di smoothing Gaussiano

0.6 Filtro di smoothing Gaussiano 2 Figura 7: Filtro trapezoidale passa basso. In questo filtro l rappresenta la frequenza di taglio ed l, l rappresenta un intervallo della frequenza con variazione lineare di H, utile ad evitare le brusche

Dettagli

Abbiamo costruito il grafico delle sst in funzione del tempo (dal 1880 al 1995).

Abbiamo costruito il grafico delle sst in funzione del tempo (dal 1880 al 1995). ANALISI DI UNA SERIE TEMPORALE Analisi statistica elementare Abbiamo costruito il grafico delle sst in funzione del tempo (dal 1880 al 1995). Si puo' osservare una media di circa 26 C e una deviazione

Dettagli

3.1 CAPITOLO 3 FORMAZIONE DELLE IMMAGINI

3.1 CAPITOLO 3 FORMAZIONE DELLE IMMAGINI 3.1 CAPITOLO 3 FORMAZIONE DELLE IMMAGINI Il processo di formazione di una immagine da parte di un sistema ottico è facilmente descrivibile in termini di raggi. In figura la scatola rappresenta un generico

Dettagli

1 Giochi d ombra [Punti 10] 2 Riscaldatore elettrico [Punti 10] AIF Olimpiadi di Fisica 2015 Gara di 2 Livello 13 Febbraio 2015

1 Giochi d ombra [Punti 10] 2 Riscaldatore elettrico [Punti 10] AIF Olimpiadi di Fisica 2015 Gara di 2 Livello 13 Febbraio 2015 1 Giochi d ombra [Punti 10] Una sorgente di luce rettangolare, di lati b e c con b > c, è fissata al soffitto di una stanza di altezza L = 3.00 m. Uno schermo opaco quadrato di lato a = 10cm, disposto

Dettagli

Fondamenti di Elaborazione di Immagini Estrazione dei Bordi e Segmentazione. Raffaele Cappelli raffaele.cappelli@unibo.it

Fondamenti di Elaborazione di Immagini Estrazione dei Bordi e Segmentazione. Raffaele Cappelli raffaele.cappelli@unibo.it Fondamenti di Elaborazione di Immagini Estrazione dei Bordi e Segmentazione Raffaele Cappelli raffaele.cappelli@unibo.it Contenuti Estrazione dei bordi Calcolo del gradiente Operatori di Roberts Operatori

Dettagli

Evidenze osservative " delle fasi di formazione stellare e planetaria!

Evidenze osservative  delle fasi di formazione stellare e planetaria! Evidenze osservative " delle fasi di formazione stellare e planetaria! planform1! G. Vladilo! 1! Dal mezzo interstellare alle stelle e pianeti! STELLE! Nucleosintesi! Metalli espulsi! Formazione di polvere!

Dettagli

Distribuzione Galattica e modelli globali del Mezzo Interstellare. Distribuzione del gas interstellare nella Galassia

Distribuzione Galattica e modelli globali del Mezzo Interstellare. Distribuzione del gas interstellare nella Galassia Distribuzione Galattica e modelli globali del Mezzo Interstellare Lezione ISM 3 G. Vladilo Astronomia Osservativa C, ISM 3, Vladilo (2011) 1 Distribuzione del gas interstellare nella Galassia Storicamente

Dettagli

DUE PROPOSTE ANALISI MATEMATICA. Lorenzo Orio

DUE PROPOSTE ANALISI MATEMATICA. Lorenzo Orio DUE PROPOSTE DI ANALISI MATEMATICA Lorenzo Orio Introduzione Il lavoro propone argomenti di analisi matematica trattati in maniera tale da privilegiare l intuizione e con accorgimenti nuovi. Il tratta

Dettagli

Sistemi Informativi Territoriali. Il caso del rischio di incendio

Sistemi Informativi Territoriali. Il caso del rischio di incendio Paolo Mogorovich Sistemi Informativi Territoriali Appunti dalle lezioni Il caso del rischio di incendio Cod.731 - Vers.CC9 1 Introduzione 2 Definizione del problema 3 Omogeneizzazione dei dati 4 Calcolo

Dettagli

Misureremo e analizzeremo la distribuzione di intensità luminosa di diverse figure di diffrazione in funzione della posizione acquisite on- line.

Misureremo e analizzeremo la distribuzione di intensità luminosa di diverse figure di diffrazione in funzione della posizione acquisite on- line. 4 IV Giornata Oggi termineremo questo percorso sulla luce misurando l intensità luminosa della distribuzione di massimi e minimi delle figure di diffrazione e di interferenza. In particolare confronteremo

Dettagli

13. Campi vettoriali

13. Campi vettoriali 13. Campi vettoriali 1 Il campo di velocità di un fluido Il concetto di campo in fisica non è limitato ai fenomeni elettrici. In generale il valore di una grandezza fisica assegnato per ogni punto dello

Dettagli

Miglioramento dell analisi di immagine in GRASS tramite segmentazione

Miglioramento dell analisi di immagine in GRASS tramite segmentazione Segmentazione in GRASS Miglioramento dell analisi di immagine in GRASS tramite segmentazione Alfonso Vitti e Paolo Zatelli Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale Università di Trento Italy FOSS4G-it

Dettagli

Traduzione dell articolo ACHIEVING THE BEST ANGLE di Ed Kolano tratto dalla rivista Sport Aviation di dicembre 2000.

Traduzione dell articolo ACHIEVING THE BEST ANGLE di Ed Kolano tratto dalla rivista Sport Aviation di dicembre 2000. Traduzione dell articolo ACHIEVING THE BEST ANGLE di Ed Kolano tratto dalla rivista Sport Aviation di dicembre 2000. Otteniamo il miglior angolo di salita. Riduzione dei dati di prestazione in salita,

Dettagli

Compendio della Tesi

Compendio della Tesi Compendio della Tesi Le galassie sono sistemi stellari di enormi proporzioni tenuti insieme dall attrazione gravitazionale, e rappresentano, su grande scala, i mattoni costituenti dell Universo. Ciascuna

Dettagli

Algoritmo per il rilevamento di targhe

Algoritmo per il rilevamento di targhe Algoritmo per il rilevamento di targhe 19 maggio 2008 Nell affrontare il problema del riconoscimento delle targhe sono stati sviluppati due algoritmi che basano la loro ricerca su criteri differenti. Lo

Dettagli

Indicando con x i minuti di conversazione effettuati in un mese, con la spesa totale nel mese e con il costo medio al minuto:

Indicando con x i minuti di conversazione effettuati in un mese, con la spesa totale nel mese e con il costo medio al minuto: PROBLEMA 1. Il piano tariffario proposto da un operatore telefonico prevede, per le telefonate all estero, un canone fisso di 10 euro al mese, più 10 centesimi per ogni minuto di conversazione. Indicando

Dettagli

Misure della dispersione o della variabilità

Misure della dispersione o della variabilità QUARTA UNITA Misure della dispersione o della variabilità Abbiamo visto che un punteggio di per sé non ha alcun significato e lo acquista solo quando è posto a confronto con altri punteggi o con una statistica.

Dettagli

Relazione di fine tirocinio. Andrea Santucci

Relazione di fine tirocinio. Andrea Santucci Relazione di fine tirocinio Andrea Santucci 10/04/2015 Indice Introduzione ii 1 Analisi numerica con COMSOL R 1 1.1 Il Software.................................... 1 1.1.1 Geometria................................

Dettagli

PROBABILITA, VALORE ATTESO E VARIANZA DELLE QUANTITÁ ALEATORIE E LORO RELAZIONE CON I DATI OSSERVATI

PROBABILITA, VALORE ATTESO E VARIANZA DELLE QUANTITÁ ALEATORIE E LORO RELAZIONE CON I DATI OSSERVATI statistica, Università Cattaneo-Liuc, AA 006-007, lezione del 08.05.07 IDICE (lezione 08.05.07 PROBABILITA, VALORE ATTESO E VARIAZA DELLE QUATITÁ ALEATORIE E LORO RELAZIOE CO I DATI OSSERVATI 3.1 Valore

Dettagli

Utilizzo dei metodi termici per la diagnosi non distruttiva di materiali compositi

Utilizzo dei metodi termici per la diagnosi non distruttiva di materiali compositi Utilizzo dei metodi termici per la diagnosi non distruttiva di materiali compositi Ing. Davide Palumbo Prof. Ing. Umberto Galietti Politecnico di Bari, Dipartimento di Meccanica, Matematica e Management

Dettagli

Programmi per lo studio dell acustica di un ambiente

Programmi per lo studio dell acustica di un ambiente Programmi per lo studio dell acustica di un ambiente Andrea Cerniglia hilbert@venus.it (Estratto da Backstage n.15, aprile 1999, Gruppo editoriale Jackson) Spesso, al fine di studiare l acustica di un

Dettagli

Istituto Nazionale per Studi ed Esperienze di Architettura Navale (INSEAN) Via di Vallerano, 139-00128 - Roma

Istituto Nazionale per Studi ed Esperienze di Architettura Navale (INSEAN) Via di Vallerano, 139-00128 - Roma Istituto Nazionale per Studi ed Esperienze di Architettura Navale (INSEAN) Via di Vallerano, 139-00128 - Roma Programma di Ricerca sulla sicurezza per il triennio 2006-2008 Rapporto INSEAN 2006-017 Previsione

Dettagli

Capitolo 5 RESTAURO E RICOSTRUZIONE DI IMMAGINI

Capitolo 5 RESTAURO E RICOSTRUZIONE DI IMMAGINI Capitolo 5 RESTAURO E RICOSTRUZIONE DI IMMAGINI La differenza tra il restauro e il miglioramento (enhancement) delle immagini è che il miglioramento è un processo soggettivo, mentre il restauro è un processo

Dettagli

Trasformazioni geometriche nel piano cartesiano

Trasformazioni geometriche nel piano cartesiano Trasformazioni geometriche nel piano cartesiano Francesco Biccari 18 marzo 2013 Una trasformazione geometrica del piano è una legge (corrispondenza biunivoca) che consente di associare a un determinato

Dettagli

Proprietà ottiche ed oceanografiche di un sito abissale rilevanti per un telescopio a neutrini

Proprietà ottiche ed oceanografiche di un sito abissale rilevanti per un telescopio a neutrini Capitolo 2 Proprietà ottiche ed oceanografiche di un sito abissale rilevanti per un telescopio a neutrini Come si è già detto, la collaborazione NEMO sta realizzando un telescopio sottomarino per la rivelazione

Dettagli

Modelli di Ottimizzazione

Modelli di Ottimizzazione Capitolo 2 Modelli di Ottimizzazione 2.1 Introduzione In questo capitolo ci occuperemo più nel dettaglio di quei particolari modelli matematici noti come Modelli di Ottimizzazione che rivestono un ruolo

Dettagli

ESPERIENZA 5 OTTICA FISICA INTERFERENZA E DIFFRAZIONE

ESPERIENZA 5 OTTICA FISICA INTERFERENZA E DIFFRAZIONE ESPERIENZA 5 OTTICA FISICA INTERFERENZA E DIFFRAZIONE Lo scopo di quest esperimento è osservare la natura ondulatoria della luce, nei fenomeni della diffrazione e dell interferenza propri delle onde. In

Dettagli

DISTANZA DELLA NEBULOSA DEL GRANCHIO

DISTANZA DELLA NEBULOSA DEL GRANCHIO DISTANZA DELLA NEBULOSA DEL GRANCHIO G. Iafrate e M. Ramella INAF - Osservatorio Astronomico di Trieste Informazioni e contatti: http://vo-for-education.oats.inaf.it - iafrate@oats.inaf.it La Nebulosa

Dettagli

DISTANZA DELLA NEBULOSA DEL GRANCHIO

DISTANZA DELLA NEBULOSA DEL GRANCHIO DISTANZA DELLA NEBULOSA DEL GRANCHIO G. Iafrate e M. Ramella INAF - Osservatorio Astronomico di Trieste Informazioni e contatti: wwwas.oats.inaf.it/aidawp5 - aidawp5@oats.inaf.it La Nebulosa del Granchio

Dettagli

Alessandro Farini: Dispense di Illuminotecnica per le scienze della visione

Alessandro Farini: Dispense di Illuminotecnica per le scienze della visione Capitolo 1 Radiazione elettromagnetica e occhio In questo capitolo prendiamo in considerazione alcune grandezze fondamentali riguardanti l illuminazione e alcuni concetti legati alla visione umana che

Dettagli

Analisi della risorsa eolica. Corso di Aerodinamica e Gasdinamica A.A. 2009/2010 Docente: Prof. Renato RICCI

Analisi della risorsa eolica. Corso di Aerodinamica e Gasdinamica A.A. 2009/2010 Docente: Prof. Renato RICCI Analisi della risorsa eolica Corso di Aerodinamica e Gasdinamica A.A. 2009/2010 Docente: Prof. Renato RICCI Spettro di frequenza del vento Zona di lavoro di una torre anemometrica (tempi di campionamento

Dettagli

IUAV - MASTER IN PROGETTAZIONE ACUSTICA A.A.

IUAV - MASTER IN PROGETTAZIONE ACUSTICA A.A. IUAV - MASTER IN PROGETTAZIONE ACUSTICA A.A. 004/005 Lezione del 8 ottobre 004 Titolo: Previsione di clima acustico mediante composizione di livelli sonori Docente: Arch. Antonio Carbonari. L Il livello

Dettagli

Unità Didattica 1. La radiazione di Corpo Nero

Unità Didattica 1. La radiazione di Corpo Nero Diapositiva 1 Unità Didattica 1 La radiazione di Corpo Nero Questa unità contiene informazioni sulle proprietà del corpo nero, fondamentali per la comprensione dei meccanismi di emissione delle sorgenti

Dettagli

PLASMI ASTROFISICI OTTICAMENTE SOTTILI: CORONE STELLARI E RESTI DI SUPERNOVA

PLASMI ASTROFISICI OTTICAMENTE SOTTILI: CORONE STELLARI E RESTI DI SUPERNOVA PLASMI ASTROFISICI OTTICAMENTE SOTTILI: CORONE STELLARI E RESTI DI SUPERNOVA Antonio Maggio INAF Osservatorio Astronomico di Palermo Giuseppe S. Vaiana Visita Commissario INAF Palermo, 10-11 Marzo 2004

Dettagli

TITOLO Programma di previsione MITHRA: principi di calcolo ed applicazione al caso di un tratto di tangenziale nell area Nord Est di Padova

TITOLO Programma di previsione MITHRA: principi di calcolo ed applicazione al caso di un tratto di tangenziale nell area Nord Est di Padova TITOLO Programma di previsione MITHRA: principi di calcolo ed applicazione al caso di un tratto di tangenziale nell area Nord Est di Padova Amadasi G. (1), Mossa G. (1), Riva D. (1) 1) S.C.S. controlli

Dettagli

Probabilità condizionata: p(a/b) che avvenga A, una volta accaduto B. Evento prodotto: Evento in cui si verifica sia A che B ; p(a&b) = p(a) x p(b/a)

Probabilità condizionata: p(a/b) che avvenga A, una volta accaduto B. Evento prodotto: Evento in cui si verifica sia A che B ; p(a&b) = p(a) x p(b/a) Probabilità condizionata: p(a/b) che avvenga A, una volta accaduto B Eventi indipendenti: un evento non influenza l altro Eventi disgiunti: il verificarsi di un evento esclude l altro Evento prodotto:

Dettagli

1-LA FISICA DEI CAMPI ELETTRICI E MAGNETICI.

1-LA FISICA DEI CAMPI ELETTRICI E MAGNETICI. 1-LA FISICA DEI CAMPI ELETTRICI E MAGNETICI. Tutti i fenomeni elettrici e magnetici hanno origine da cariche elettriche. Per comprendere a fondo la definizione di carica elettrica occorre risalire alla

Dettagli

Gli oggetti 3D di base

Gli oggetti 3D di base Gli oggetti 3D di base 04 Attraverso gli oggetti 3D di base, AutoCAD dispiega la sua capacità di modellazione per volumi e per superfici per quei modelli che si possono pensare come composizioni di oggetti

Dettagli

La luce proveniente dalla parte immersa dell asticciola viene parzialmente riflessa dalla superficie dell acqua.

La luce proveniente dalla parte immersa dell asticciola viene parzialmente riflessa dalla superficie dell acqua. QUESITO 1 Il grafico rappresenta l andamento della velocità di una palla al passare del tempo. Dalle tre situazioni seguenti quali possono essere state rappresentate nel grafico? I- La palla rotola giù

Dettagli

Radiazione elettromagnetica

Radiazione elettromagnetica Radiazione elettromagnetica Un onda e.m. e un onda trasversa cioe si propaga in direzione ortogonale alle perturbazioni ( campo elettrico e magnetico) che l hanno generata. Nel vuoto la velocita di propagazione

Dettagli

Giorgio Sedmak Tecnologie e metodologie astrofisiche 2003 Programma (1) Osservazione astronomica. (2) Formazione dell immagine

Giorgio Sedmak Tecnologie e metodologie astrofisiche 2003 Programma (1) Osservazione astronomica. (2) Formazione dell immagine Giorgio Sedmak Tecnologie e metodologie astrofisiche 2003 Programma (1) Osservazione astronomica Introduzione alle tecnologie e metodologie astrofisiche. Osservazione astronomica. Modello dell' osservazione

Dettagli

Misura di e/m. Marilena Teri, Valerio Toso & Ettore Zaffaroni (gruppo Lu4)

Misura di e/m. Marilena Teri, Valerio Toso & Ettore Zaffaroni (gruppo Lu4) Misura di e/m Marilena Teri, Valerio Toso & Ettore Zaffaroni (gruppo Lu4) 1 Introduzione 1.1 Introduzione ai fenomeni in esame Un elettrone all interno di un campo elettrico risente della forza elettrica

Dettagli

Guida all uso di RSL III

Guida all uso di RSL III Guida all uso di RSL III Dati generali Passo 1 - In «Home» si inseriscono i Dati generali; Passo 2- In «Dati generali» i dati d identificazione dello studio (descrizione, committente, ecc.); Passo 3 -

Dettagli

RADIAZIONE SOLARE. David Chiaramonti, Daniele Fiaschi. Ultimo aggiornamento: Giugno 2006 Versione: 1.3. Radiazione Solare

RADIAZIONE SOLARE. David Chiaramonti, Daniele Fiaschi. Ultimo aggiornamento: Giugno 2006 Versione: 1.3. Radiazione Solare RADIAZIONE SOLARE David Chiaramonti, Daniele Fiaschi Ultimo aggiornamento: Giugno 2006 Versione: 1.3 Corso: ENERGIE RINNOVABILI - Classe: INGEGNERIA INDUSTRIALE, Laurea: INGEGNERIA MECCANICA Pag. 1 Radiazione

Dettagli

Capitolo 20: Scelta Intertemporale

Capitolo 20: Scelta Intertemporale Capitolo 20: Scelta Intertemporale 20.1: Introduzione Gli elementi di teoria economica trattati finora possono essere applicati a vari contesti. Tra questi, due rivestono particolare importanza: la scelta

Dettagli

Competenza chiave europea: MATEMATICA. Scuola Primaria. DISCIPLINE DI RIFERIMENTO: MATEMATICA DISCIPLINE CONCORRENTI: tutte

Competenza chiave europea: MATEMATICA. Scuola Primaria. DISCIPLINE DI RIFERIMENTO: MATEMATICA DISCIPLINE CONCORRENTI: tutte Competenza chiave europea: MATEMATICA Scuola Primaria DISCIPLINE DI RIFERIMENTO: MATEMATICA DISCIPLINE CONCORRENTI: tutte TAB. A TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE al termine della Scuola Primaria

Dettagli

Descrittori per i contorni: lunghezza, orientazione, del segmento congiungente punti estremi, numero di concavità

Descrittori per i contorni: lunghezza, orientazione, del segmento congiungente punti estremi, numero di concavità Texture analysis Introduzione Una regione di una immagine può essere rappresentata mediante le sue caratteristiche esterne i contorni Descrittori per i contorni: lunghezza, orientazione, del segmento congiungente

Dettagli

VARIABILI METEROROLOGICHE E CONCENTRAZIONI DI PM10. 5.1 Introduzione

VARIABILI METEROROLOGICHE E CONCENTRAZIONI DI PM10. 5.1 Introduzione VARIABILI METEROROLOGICHE E CONCENTRAZIONI DI PM10 5.1 Introduzione Tra gli interventi finanziati dalla Regione Emilia Romagna per il 2004, ai fini della messa a punto di strumenti conoscitivi utili per

Dettagli

STELLE VARIABILI. Capitolo 14

STELLE VARIABILI. Capitolo 14 Capitolo 14 STELLE VARIABILI Esistono stelle che cambiano periodicamente o irregolarmente o solo occasionalmente la loro luminosità: nell insieme sono chiamate stelle variabili. Già abbiamo citato la loro

Dettagli

STUDIO DI UNA FUNZIONE

STUDIO DI UNA FUNZIONE STUDIO DI UNA FUNZIONE OBIETTIVO: Data l equazione Y = f(x) di una funzione a variabili reali (X R e Y R), studiare l andamento del suo grafico. PROCEDIMENTO 1. STUDIO DEL DOMINIO (CAMPO DI ESISTENZA)

Dettagli

Rappresentazione dei numeri in un calcolatore

Rappresentazione dei numeri in un calcolatore Corso di Calcolatori Elettronici I A.A. 2010-2011 Rappresentazione dei numeri in un calcolatore Lezione 2 Università degli Studi di Napoli Federico II Facoltà di Ingegneria Rappresentazione dei numeri

Dettagli

I punteggi zeta e la distribuzione normale

I punteggi zeta e la distribuzione normale QUINTA UNITA I punteggi zeta e la distribuzione normale I punteggi ottenuti attraverso una misurazione risultano di difficile interpretazione se presi in stessi. Affinché acquistino significato è necessario

Dettagli

Serie numeriche e serie di potenze

Serie numeriche e serie di potenze Serie numeriche e serie di potenze Sommare un numero finito di numeri reali è senza dubbio un operazione che non può riservare molte sorprese Cosa succede però se ne sommiamo un numero infinito? Prima

Dettagli

L esperienza di Hertz sulle onde elettromagnetiche

L esperienza di Hertz sulle onde elettromagnetiche L esperienza di Hertz sulle onde elettromagnetiche INTRODUZIONE Heinrich Hertz (1857-1894) nel 1886 riuscì per la prima volta a produrre e a rivelare le onde elettromagnetiche di cui Maxwell aveva previsto

Dettagli

DEFINIZIONE Una grandezza fisica è una classe di equivalenza di proprietà fisiche che possono essere misurate mediante un rapporto.

DEFINIZIONE Una grandezza fisica è una classe di equivalenza di proprietà fisiche che possono essere misurate mediante un rapporto. «Possiamo conoscere qualcosa dell'oggetto di cui stiamo parlando solo se possiamo eseguirvi misurazioni, per descriverlo mediante numeri; altrimenti la nostra conoscenza è scarsa e insoddisfacente.» (Lord

Dettagli

Calibrazione in volo di INTEGRAL SPI/ACS tramite l osservazione dei GRB e aloni di scattering in banda X dovuti alla polvere interstellare

Calibrazione in volo di INTEGRAL SPI/ACS tramite l osservazione dei GRB e aloni di scattering in banda X dovuti alla polvere interstellare Calibrazione in volo di INTEGRAL SPI/ACS tramite l osservazione dei GRB e aloni di scattering in banda X dovuti alla polvere interstellare Relatore esterno: Sandro Mereghetti Relatore interno: Pierre M.

Dettagli

Introduzione all elaborazione di immagini Part II

Introduzione all elaborazione di immagini Part II Introduzione all elaborazione di immagini Part II Obiettivi delle tecniche di elaborazione di immagini: miglioramento di qualità (image enhancement) ripristino di qualità o restauro (image restoration)

Dettagli

Laboratorio Scientifico del MUSEO D ARTE E SCIENZA di Gottfried Matthaes

Laboratorio Scientifico del MUSEO D ARTE E SCIENZA di Gottfried Matthaes Laboratorio Scientifico del MUSEO D ARTE E SCIENZA di Gottfried Matthaes Milano, 23/02/2011 Nr. 2AN-7754 Risultati delle analisi scientifiche effettuate sul dipinto su tela (cm 123 x 81) rappresentato

Dettagli

Fluorescenza IR di eccimeri Xe 2 in gas denso

Fluorescenza IR di eccimeri Xe 2 in gas denso Fluorescenza IR di eccimeri Xe 2 in gas denso A. F. Borghesani *,+ and G. Carugno + * Dipartimento di Fisica, Unità CNISM, Università di Padova + Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Sezione di Padova

Dettagli

2. SINCRONIZZAZIONE (CENNI)

2. SINCRONIZZAZIONE (CENNI) 2. SINCRONIZZAZIONE (CENNI) INTRODUZIONE AL PROBLEMA DELLA SINCRONIZZAZIONE SINCRONISMO DI BIT SCRAMBLING SINCRONISMO DI FRAME INTRODUZIONE Abbiamo visto diverse tecniche in grado di convertire e di trasmettere

Dettagli

Corso di Laurea a Distanza in Ingegneria Elettrica Corso di Comunicazioni Elettriche Processi casuali A.A. 2007-08. Alberto Perotti, Roberto Garello

Corso di Laurea a Distanza in Ingegneria Elettrica Corso di Comunicazioni Elettriche Processi casuali A.A. 2007-08. Alberto Perotti, Roberto Garello Corso di Laurea a Distanza in Ingegneria Elettrica Corso di Comunicazioni Elettriche Processi casuali A.A. 2007-08 Alberto Perotti, Roberto Garello DELEN-DAUIN Processi casuali Sono modelli probabilistici

Dettagli

Prova scritta intercorso 2 31/5/2002

Prova scritta intercorso 2 31/5/2002 Prova scritta intercorso 3/5/ Diploma in Scienza e Ingegneria dei Materiali anno accademico - Istituzioni di Fisica della Materia - Prof. Lorenzo Marrucci Tempo a disposizione ora e 45 minuti ) Un elettrone

Dettagli

Laboratorio di Ottica, Spettroscopia, Astrofisica

Laboratorio di Ottica, Spettroscopia, Astrofisica Università degli Studi di Palermo Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali Corso di Laurea in Fisica Progetto Lauree Scientifiche Laboratorio di Ottica, Spettroscopia, Astrofisica Antonio Maggio

Dettagli

SOLUZIONE DEL PROBLEMA 1 CORSO SPERIMENTALE P.N.I. 2014

SOLUZIONE DEL PROBLEMA 1 CORSO SPERIMENTALE P.N.I. 2014 SOLUZIONE DEL PROBLEMA 1 CORSO SPERIMENTALE P.N.I. 01 1. Determiniamo l espressione analitica di g() dividendo il suo dominio in intervalli. La circonferenza di diametro AO ha equazione (+) + = + + = 0

Dettagli

Funzioni in due variabili Raccolta di FAQ by Andrea Prevete

Funzioni in due variabili Raccolta di FAQ by Andrea Prevete Funzioni in due variabili Raccolta di FAQ by Andrea Prevete 1) Cosa intendiamo, esattamente, quando parliamo di funzione reale di due variabili reali? Quando esiste una relazione fra tre variabili reali

Dettagli

PROBABILITÀ - SCHEDA N. 2 LE VARIABILI ALEATORIE

PROBABILITÀ - SCHEDA N. 2 LE VARIABILI ALEATORIE Matematica e statistica: dai dati ai modelli alle scelte www.dima.unige/pls_statistica Responsabili scientifici M.P. Rogantin e E. Sasso (Dipartimento di Matematica Università di Genova) PROBABILITÀ -

Dettagli

ELEMENTI DI ACUSTICA 03

ELEMENTI DI ACUSTICA 03 I.U.A.V. Scienze dell architettura a.a. 01/013 Fisica Tecnica e Controllo Ambientale Prof. Piercarlo Romagnoni EEMENTI DI ACUSTICA 03 PROPAGAZIONE DE SUONO 0 DIRETTIVITA DEA SORGENTE FREQUENZA SONORA PROPAGAZIONE

Dettagli

09 - Funzioni reali di due variabili reali

09 - Funzioni reali di due variabili reali Università degli Studi di Palermo Facoltà di Economia CdS Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale Appunti del corso di Matematica 09 - Funzioni reali di due variabili reali Anno Accademico 2013/2014

Dettagli

5 - Indicatori di stato: la valutazione del rumore da traffico

5 - Indicatori di stato: la valutazione del rumore da traffico 5 - Indicatori di stato: la valutazione del rumore da traffico Conformemente a quanto riportato nella proposta di Direttiva Europea sulla valutazione e gestione del rumore ambientale, il rumore ambientale

Dettagli

La distribuzione Normale. La distribuzione Normale

La distribuzione Normale. La distribuzione Normale La Distribuzione Normale o Gaussiana è la distribuzione più importante ed utilizzata in tutta la statistica La curva delle frequenze della distribuzione Normale ha una forma caratteristica, simile ad una

Dettagli

LA STATISTICA E IL CALCOLO DELLE PROBABILITÀ

LA STATISTICA E IL CALCOLO DELLE PROBABILITÀ LA STATISTICA E IL CALCOLO DELLE PROBABILITÀ Prof. Francesco Tottoli Versione 3 del 20 febbraio 2012 DEFINIZIONE È una scienza giovane e rappresenta uno strumento essenziale per la scoperta di leggi e

Dettagli

PROVE ECOMETRICHE E DI AMMETTENZA MECCANICA SU PALI

PROVE ECOMETRICHE E DI AMMETTENZA MECCANICA SU PALI PROVE ECOMETRICHE E DI AMMETTENZA MECCANICA SU PALI I metodi di indagine utilizzati per lo studio delle proprietà dei pali e del sistema palo terreno rientrano nei metodi a bassa deformazione, definiti

Dettagli

VERIFICA DELLE IPOTESI

VERIFICA DELLE IPOTESI VERIFICA DELLE IPOTESI Introduzione Livelli di significatività Verifica di ipotesi sulla media di una popolazione normale Verifica di ipotesi sulla varianza di una popolazione normale Verifica di ipotesi

Dettagli

Potenziale Elettrico. r A. Superfici Equipotenziali. independenza dal cammino. 4pe 0 r. Fisica II CdL Chimica

Potenziale Elettrico. r A. Superfici Equipotenziali. independenza dal cammino. 4pe 0 r. Fisica II CdL Chimica Potenziale Elettrico Q V 4pe 0 R Q 4pe 0 r C R R R r r B q B r A A independenza dal cammino Superfici Equipotenziali Due modi per analizzare i problemi Con le forze o i campi (vettori) per determinare

Dettagli

Il radar meteorologico

Il radar meteorologico Il radar meteorologico Il radar meteorologico è uno strumento che sfrutta impulsi di onde elettromagnetiche per rilevare la presenza in atmosfera di idrometeore (goccioline d acqua, cristalli di neve o

Dettagli

LICEO CLASSICO, LICEO DELLE SCIENZE UMANE, LICEO MUSICALE E COREUTICO, LICEO LINGUISTICO MATEMATICA

LICEO CLASSICO, LICEO DELLE SCIENZE UMANE, LICEO MUSICALE E COREUTICO, LICEO LINGUISTICO MATEMATICA LICEO CLASSICO, LICEO DELLE SCIENZE UMANE, LICEO MUSICALE E COREUTICO, LICEO LINGUISTICO MATEMATICA PROFILO GENERALE E COMPETENZE Al termine del percorso liceale lo studente dovrà padroneggiare i principali

Dettagli

RILIEVI GEOFISICI NEL CENTRO STORICO DELLA CITTA DI MESAGNE (BR)

RILIEVI GEOFISICI NEL CENTRO STORICO DELLA CITTA DI MESAGNE (BR) RILIEVI GEOFISICI NEL CENTRO STORICO DELLA CITTA DI MESAGNE (BR) LECCE, 13.03.2014 1 PREMESSA Con riferimento all incarico relativo alla campagna di rilievi geofisici effettuati nelle aree colpite da dissesto

Dettagli

Morfologia e Image Processing

Morfologia e Image Processing Morfologia e Image Processing Multimedia Prof. Battiato Morfologia Matematica Nell ambito dell image processing il termine morfologia matematica denota lo studio della struttura geometrica dell immagine.

Dettagli

IL MODELLO DI MICHAELIS E MENTEN PER LA CINETICA ENZIMATICA.

IL MODELLO DI MICHAELIS E MENTEN PER LA CINETICA ENZIMATICA. CORSO DI CHIMICA E PROPEDEUTICA BIOCHIMICA FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA. IL MODELLO DI MICHAELIS E MENTEN PER LA CINETICA ENZIMATICA. Un enzima è una proteina capace di catalizzare una specifica reazione

Dettagli

ESTRAZIONE DI DATI 3D DA IMMAGINI DIGITALI. (Visione 3D)

ESTRAZIONE DI DATI 3D DA IMMAGINI DIGITALI. (Visione 3D) ESTRAZIONE DI DATI 3D DA IMMAGINI DIGITALI () Calcolo delle corrispondenze Affrontiamo il problema centrale della visione stereo, cioè la ricerca automatica di punti corrispondenti tra immagini Chiamiamo

Dettagli

IMPIANTI DI TERRA Appunti a cura dell Ing. Emanuela Pazzola Tutore del corso di Elettrotecnica per meccanici, chimici e biomedici A.A.

IMPIANTI DI TERRA Appunti a cura dell Ing. Emanuela Pazzola Tutore del corso di Elettrotecnica per meccanici, chimici e biomedici A.A. IMPIANTI DI TERRA Appunti a cura dell Ing. Emanuela Pazzola Tutore del corso di Elettrotecnica per meccanici, chimici e biomedici A.A. 2005/2006 Facoltà d Ingegneria dell Università degli Studi di Cagliari

Dettagli

LA MACCHINA FOTOGRAFICA

LA MACCHINA FOTOGRAFICA D LA MACCHINA FOTOGRAFICA Parti essenziali Per poter usare la macchina fotografica, è bene vedere quali sono le sue parti essenziali e capire le loro principali funzioni. a) OBIETTIVO: è quella lente,

Dettagli

Mining Positive and Negative Association Rules:

Mining Positive and Negative Association Rules: Mining Positive and Negative Association Rules: An Approach for Confined Rules Alessandro Boca Alessandro Cislaghi Premesse Le regole di associazione positive considerano solo gli item coinvolti in una

Dettagli

28/05/2009. La luce e le sue illusioni ottiche

28/05/2009. La luce e le sue illusioni ottiche La luce e le sue illusioni ottiche Cosa si intende per raggio luminoso? Immagina di osservare ad una distanza abbastanza elevata una sorgente di luce... il fronte d onda potrà esser approssimato ad un

Dettagli

In laboratorio si useranno fogli di carta millimetrata con scale lineari oppure logaritmiche.

In laboratorio si useranno fogli di carta millimetrata con scale lineari oppure logaritmiche. GRAFICI Servono per dare immediatamente e completamente le informazioni, che riguardano l andamento di una variabile in funzione dell altra. La Geometria Analitica c insegna che c è una corrispondenza

Dettagli

Informatica. Rappresentazione binaria Per esempio +101010000 diventa +0.10101 10 18/10/2007. Introduzione ai sistemi informatici 1

Informatica. Rappresentazione binaria Per esempio +101010000 diventa +0.10101 10 18/10/2007. Introduzione ai sistemi informatici 1 Informatica Pietro Storniolo storniolo@csai.unipa.it http://www.pa.icar.cnr.it/storniolo/info200708 Numeri razionali Cifre più significative: : sono le cifre associate ai pesi maggiori per i numeri maggiori

Dettagli

Test riconoscimento automatico espressioni del volto

Test riconoscimento automatico espressioni del volto Università degli studi di Roma Tor Vergata Test riconoscimento automatico espressioni del volto Preparato per: Giovannella Carlo, Professore Preparato da: Tobia Giani e Alessandro Borelli, Studenti 10

Dettagli

STACEC s.r.l. Software e servizi per l ingegneria S.S. 106 Km 87 89034 Bovalino (RC)

STACEC s.r.l. Software e servizi per l ingegneria S.S. 106 Km 87 89034 Bovalino (RC) COPYRIGHT Tutto il materiale prodotto da Stacec (CD contenente i file dei software, chiave di protezione, altri supporti di consultazione, e altro) è protetto dalle leggi e dai trattati sul copyright,

Dettagli

L IMMAGINE DELLA TERRA

L IMMAGINE DELLA TERRA L IMMAGINE DELLA TERRA 1 Capitolo 1 L orientamento e la misura del tempo Paralleli e meridiani La Terra ha, grossomodo, la forma di una sfera e dunque ha un centro dove si incontrano gli infiniti diametri.

Dettagli

RICCARDO SANTOBONI ANNA RITA TICARI. Fondamenti di Acustica e Psicoacustica

RICCARDO SANTOBONI ANNA RITA TICARI. Fondamenti di Acustica e Psicoacustica RICCARDO SANTOBONI ANNA RITA TICARI Fondamenti di Acustica e Psicoacustica 1 2 Riccardo Santoboni Anna Rita Ticari Fondamenti di Acustica e Psicoacustica 3 Terza edizione (2008) 4 Sommario 5 6 Sommario

Dettagli

RELAZIONE DI TIROCINIO

RELAZIONE DI TIROCINIO RELAZIONE DI TIROCINIO Modellistica di antenne a microstriscia DI Risso Stefano matr.2719995 Tutor accademico: Chiar.mo Prof. Gian Luigi Gragnani Svolto presso il Laboratorio di Elettromagnetismo Applicato

Dettagli

SISTEMA DI MISURAZIONE, SISTEMA DI RICOSTRUZIONE, SISTEMA DI VISUALIZZAZIONE

SISTEMA DI MISURAZIONE, SISTEMA DI RICOSTRUZIONE, SISTEMA DI VISUALIZZAZIONE LA TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA: MODALITA DI FORMAZIONE DELL IMMAGINE SISTEMA DI MISURAZIONE, SISTEMA DI RICOSTRUZIONE, SISTEMA DI VISUALIZZAZIONE SISTEMA DI MISURAZIONE: ACQUISIZIONE DELL IMMAGINE TC Un

Dettagli

Note sull uso della carta (bi)logaritmica. Luca Baldini, INFN - Pisa versione 1.1

Note sull uso della carta (bi)logaritmica. Luca Baldini, INFN - Pisa versione 1.1 Note sull uso della carta (bi)logaritmica Luca Baldini, INFN - Pisa versione 1.1 23 dicembre 2003 Indice Introduzione 2 Indice delle versioni............................ 2 1 Le leggi di potenza e la carta

Dettagli

Capitolo 4. Funzioni di Più Variabili: Primi Elementi. 4.1 Coordinate Cartesiane in Tre Dimensioni.

Capitolo 4. Funzioni di Più Variabili: Primi Elementi. 4.1 Coordinate Cartesiane in Tre Dimensioni. Capitolo 4 Funzioni di Più Variabili: Primi Elementi L analisi delle funzioni di una singola variabile è fatta sostanzialmente sulla retta R enelpianor. Questi sono gli ambienti naturali per lo studio

Dettagli

La diffrazione. Lezioni d'autore

La diffrazione. Lezioni d'autore La diffrazione Lezioni d'autore Figure di diffrazione VIDEO Il potere risolutivo di un sistema ottico (I) Un esperienza classica sulle capacità di una persona di distinguere due oggetti vicini si realizza

Dettagli

Le Antenne Verticali

Le Antenne Verticali Le Antenne Verticali principi e funzionamento illustrati da Gioacchino IW9DQW Generalità. S intende per antenna un organo atto ad irradiare nello spazio energia elettromagnetica, quando venga percorso

Dettagli

MODELLAZIONE NUMERICA E SPERIMENTAZIONI DELLE CORRENTI DI GRAVITA CHE INTERAGISCONO CON FORME DI FONDO

MODELLAZIONE NUMERICA E SPERIMENTAZIONI DELLE CORRENTI DI GRAVITA CHE INTERAGISCONO CON FORME DI FONDO MODELLAZIONE NUMERICA E SPERIMENTAZIONI DELLE CORRENTI DI GRAVITA CHE INTERAGISCONO CON FORME DI FONDO Relazione di tirocinio di Flavio Consolo matricola 281865 Corso ingegneria civile per la protezione

Dettagli

Lineamenti di econometria 2

Lineamenti di econometria 2 Lineamenti di econometria 2 Camilla Mastromarco Università di Lecce Master II Livello "Analisi dei Mercati e Sviluppo Locale" (PIT 9.4) Aspetti Statistici della Regressione Aspetti Statistici della Regressione

Dettagli