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2 INDICE Introduzione pag. 4 Oggetto pag. 4 Scopo pag. 4 Campo d applicazione pag. 5 Tabella 1: matrice delle responsabilità nel processo di gestione dei rifiuti pag. 6 Definizioni pag. 8 Normative di riferimento pag. 9 Tipologia dei rifiuti pag. 9 Tabella 2: descrizione rifiuti, CER, classificazione pericolosità pag.11 SCHEDE RIFIUTI pag Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo pag Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo che richiedono ulteriori e specifiche modalità di gestione pag Sostanze chimiche pericolose o contenenti sostanze pericolose pag Medicinali citotossici e citostatici dal settore sanitario o da attività di ricerca collegata pag Farmaci scaduti pag Rifiuti di amalgama pag Liquidi esausti di fissaggio e liquidi esausti di sviluppo pag Carta e pellicole per fotografia contenenti Ag e non contenenti Ag pag Toner per stampa esauriti pag Apparecchiature fuori uso e apparecchiature fuori uso contenenti componenti pericolosi pag. 27 2

3 11. Rifiuti ingombranti assimilati agli urbani pag Rifiuti assimilati agli urbani recuperabili: vetro e plastica pag Rifiuti assimilati agli urbani recuperabili: carta e cartoncino pag Rifiuti assimilati agli urbani recuperabili: carta contenente dati sensibili pag Rifiuti assimilati agli urbani non differenziati pag Filtri esausti contenenti sostanze pericolose pag Rifiuti da imballaggi di scarto contaminati da sostanze pericolose pag Cere e grassi esauriti/paraffina pag Resine a scambio ionico sature o esaurite pag Componenti contenenti mercurio pag Batterie alcaline, batterie al cadmio e altre batterie pag Batterie al piombo pag Piombo pag Olii per motori, ingranaggi e lubrificazione pag. 41 3

4 INTRODUZIONE I rifiuti, sia allo stato solido, sia allo stato liquido, possono presentare delle caratteristiche di pericolo per i potenziali soggetti esposti. In particolare i rifiuti generati da una struttura sanitaria possono presentare aspetti e rischi specifici correlati alle diverse tipologie d attività svolte. Al fine di limitare al massimo questi fattori di rischio, occorre che vi sia una precisa conoscenza delle procedure organizzative tese alla minimizzazione dei rischi stessi. Nell organizzazione del lavoro all interno delle varie strutture, si deve quindi tener conto anche della problematica rifiuti, considerata alla stregua di un macroprocesso che interessa trasversalmente tutta l organizzazione sanitaria. Una gestione controllata dei rifiuti deve pertanto prevedere l adozione di modalità operative standardizzate che garantiscano il rispetto della sicurezza degli operatori e il rispetto degli obblighi derivanti dai dettami normativi. OGGETTO Il presente documento formalizza le procedure interne previste per la gestione dei rifiuti sanitari e non sanitari prodotti all interno delle aree assistenziali e correlabili alle aree assistenziali dell Azienda Ospedaliera S. Camillo-Forlanini. SCOPO Il regolamento si prefigge lo scopo di una gestione controllata, efficace, efficiente e conforme alla normativa attraverso: o l informazione/formazione di tutto il personale aziendale coinvolto, o l incentivazione della raccolta differenziata di alcune tipologie di rifiuti prodotti; o la riduzione della quantità di rifiuti prodotti attraverso l incremento del riutilizzo/recupero; o la diminuzione dei costi sostenuti per lo smaltimento/recupero dei rifiuti; o la riduzione dei rischi correlati alla pericolosità di alcune tipologie di rifiuti; 4

5 o la minimizzazione dell impatto ambientale. Allo stesso tempo si vogliono evidenziare alcuni comportamenti da evitare, quali: l abbandono di rifiuti di qualsiasi genere, allo stato solido e/o liquido in ambienti non idonei; la miscelazione di categorie diverse di rifiuti pericolosi; lo smaltimento di rifiuti speciali (pericolosi e non pericolosi), nei cassonetti adibiti alla raccolta dei rifiuti assimilati agli urbani. CAMPO D APPLICAZIONE Il regolamento è esteso in tutta l Azienda Ospedaliera e riguarda tutte le tipologie di rifiuti sanitari e/o derivanti da attività sanitarie. Tutti gli operatori dell Azienda Ospedaliera sono tenuti a rispettare e applicare quanto previsto nel presente documento. Le modalità operative devono essere applicate all interno di ogni singolo contesto organizzativo, la responsabilità relativa alla vigilanza e all informazione del personale è attribuita al Direttore di U.O., al Coordinatore Infermieristico, Ostetrico, Tecnico Sanitario e ad ogni altro Responsabile dei diversi contesti organizzativi presenti all interno dell Azienda. La Direzione Sanitaria (U.O. Igiene Ospedaliera) effettua sopralluoghi all interno dei diversi contesti operativi al fine di verificare l attuazione del regolamento aziendale, controlla le attività svolte dalle diverse ditte appaltatrici e l adempimento agli obblighi contrattuali e normativi. La stessa Direzione Sanitaria è responsabile della compilazione e della corretta conservazione dei registri di carico/scarico dei rifiuti e dei relativi Formulari di Identificazione Rifiuti, nonché della preparazione della documentazione necessaria per la comunicazione annuale alla Camera di Commercio dei quantitativi prodotti per ogni singola tipologia di rifiuto nell anno solare. Il Legale Rappresentante dell Azienda Ospedaliera è responsabile della trasmissione alla Camera di Commercio dei dati in questione. Le responsabilità relative al processo di gestione dei rifiuti all interno dell Azienda Ospedaliera S. Camillo Forlanini sono state schematizzate nella Tabella 1. 5

6 Sono esclusi dal regolamento i rifiuti radioattivi in quanto disciplinati dal Decreto Legislativo 26 maggio 2000, n. 241: attuazione delle direttive Euratom in materia di radiazioni ionizzanti. Sono esclusi i rifiuti generati dai lavori di demolizione, ristrutturazione, manutenzione dei padiglioni/fabbricati o porzione degli stessi, degli impianti e quant altro concerne la produzione di rifiuti di cantiere, effettuati dal Servizio di Ingegneria Sanitaria o affidati a ditte appaltatrici. Sono altresì esclusi i rifiuti derivanti da attività sotto il diretto controllo di altre aree dirigenziali dell Azienda Ospedaliera (Economato, ecc.). 6

7 Tabella 1: matrice delle responsabilità nel processo di gestione dei rifiuti ATTIVITA PERSONALE COINVOLTO Raccolta dei rifiuti all interno Direttore U.O. Coordinatori Infer./Tecnici/Ost Altri Dirigenti/Resp.li Medico, Inferm.co, Tecnico, Ostetrico, Amministr., ecc. dell unità produttiva R. V. R. A. Confezionamento e identificazione O.T.A., Ausiliario, delle Pulizie in appalto Direzione Sanitaria R. V. dei contenitori R. V. R. A. R. V. Movimentazione interna dei contenitori R. V. R. A. R. V. Gestione del deposito interno R. V. R. A. R. V. Ditte appaltatrici trasp. rifiuti speciali, pulizie (solo per i rifiuti assimilati Urbani) Ritiro rifiuti dalle unità produttive R. V. R. A. Gestione deposito tempor. e aree ecologiche R. V. R. A. Gestione della documentazione (Registri di carico/scarico, Formulati Identificazione Rifiuti) R. A. Impianto di destinazione rifiuti R. V. R. A. R. A. Trasporto esterno (solo per i rifiuti speciali) R. A. Smaltimento/Recupero dei rifiuti R.A. Legenda: R.A. : Responsabile dell Attività R.V. : Responsabile della Vigilanza

8 DEFINIZIONI Rifiuto: qualsiasi sostanza o oggetto che ha terminato il suo ciclo d uso di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l obbligo di disfarsi. Rifiuto sanitario: rifiuti prodotti da strutture pubbliche e private che svolgono attività medica e veterinaria di prevenzione, di diagnosi, di cura, di riabilitazione e di ricerca. Gestione: la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti, compreso il controllo di queste operazioni, nonché il controllo delle discariche e degli impianti di smaltimento. Luogo di produzione dei rifiuti: uno o più edifici o stabilimenti, o siti infrastrutturali collegati tra loro all interno di un area delimitata in cui si svolgono le attività di produzione dalle quali originano i rifiuti. Deposito temporaneo: il raggruppamento dei rifiuti effettuato nel luogo in cui sono prodotti, purché rispetti precise condizioni di quantità, qualità, sicurezza, e periodicità di allontanamento. Formulario di Identificazione Rifiuto (F.I.R.): documento di accompagnamento per il trasporto nel quale devono essere riportati i dati relativi: al produttore/detentore del rifiuto, al rifiuto (origine, tipologia, e quantità), al trasportatore e al destinatario. Codice Europeo Rifiuti (C.E.R.): attribuzione di un codice numerico (composto da sei numeri) utilizzato per l identificazione dei rifiuti. Smaltimento: operazioni, quali l incenerimento, la discarica, il deposito permanente, la biodegradazione, ecc. alle quali viene sottoposto il rifiuto, effettuate senza pericolo per la salute dell uomo e senza recare pregiudizio per l ambiente. Raccolta differenziata: la raccolta idonea a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee, compresa la frazione organica umida, destinata al riutilizzo, al riciclaggio e al recupero di materia prima.

9 NORMATIVE DI RIFERIMENTO o Direttiva 09 aprile 2002 Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio indicazioni per la corretta e piena applicazione del regolamento comunitario n.2557/2001 sulle spedizioni di rifiuti ed in relazione al nuovo elenco rifiuti o D.P.R. 15 luglio 2003, n. 254: regolamento recante la disciplina della gestione dei rifiuti sanitari a norma dell articolo 24 della legge 31 luglio 2002, n. 179 o Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152: norme in materia ambientale o Decreto Legislativo 16 gennaio 2008, n. 4: ulteriori disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale. o D. Lg.vo 19 settembre 1994, n. 626: attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro. o D. Lg.vo 9 Aprile 2008, n.81: testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro. o Decreto Ministero della Sanità 28 settembre 1990: norme di protezione dal contagio professionale da HIV nelle strutture sanitarie ad assistenziali pubbliche e private. TIPOLOGIE DEI RIFIUTI In tutta la Comunità Europea le diverse tipologie di rifiuti sono raccolte in un unico Catalogo Europeo dei Rifiuti nel quale i rifiuti sono identificati attraverso uno specifico codice numerico, denominato Codice Europeo Rifiuti (C.E.R.) e distinti in base all origine 9

10 (urbani e speciali) e alla pericolosità (in pericolosi e non pericolosi). I rifiuti pericolosi sono identificati da un proprio codice numerico, e dalla presenza di un asterisco posto all apice superiore dell ultima cifra. Sono considerati pericolosi quei rifiuti che in relazione al processo che li ha generati o ai materiali da cui essi derivano, possiedono caratteristiche chimico-fisiche o contengono agenti biologici o sostanze pericolose in quantità significative. Ogni struttura sanitaria pertanto produce diverse tipologie di rifiuti (rifiuti speciali), alcuni derivati direttamente da attività sanitaria (rifiuti sanitari) e suddivisi in base alla pericolosità in pericolosi e non pericolosi. Gli altri rifiuti speciali prodotti, di cui tener conto sono invece quelli generati da attività correlate o di supporto a quelle sanitarie. E per questo motivo che si ritiene opportuno nel presente documento regolamentare le modalità interne di gestione anche di quest ultimi. I rifiuti generalmente prodotti all interno della struttura sanitaria suddivisi per tipologie omogenee sono rappresentati dai: o rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo o rifiuti sanitari pericolosi non a rischio infettivo o rifiuti sanitari non pericolosi o rifiuti sanitari che richiedono particolari sistemi di gestione o rifiuti sanitari assimilati ai rifiuti urbani o rifiuti speciali non pericolosi ma non assimilabili ai rifiuti urbani (es. toner esausti, componenti delle apparecchiature fuori uso, ecc) o rifiuti speciali pericolosi (es. accumulatori al piombo, componenti contenenti mercurio, ecc.). Per maggior chiarezza di quanto descritto, nella Tabella 2 per tutti i rifiuti presi in considerazione nel presente regolamento è stata riportata: la descrizione del rifiuto, il C.E.R. identificativo e la classificazione in base alla pericolosità. Per ogni rifiuto è stata elaborata una scheda specifica che contiene: la definizione, i punti di produzione all interno della struttura sanitaria, le modalità di gestione, la tipologia e le caratteristiche dei contenitori utilizzati per la raccolta. Per ogni altro rifiuto non contemplato nel regolamento e prodotto o generato dall introduzione di nuove metodiche di lavoro e/o d utilizzo di nuove tecnologie sanitarie, si è tenuti a contattare l U.O. di Igiene Ospedaliera (Direzione Sanitaria Ospedale S. Camillo). 10

11 TABELLA 2: descrizione rifiuti, C.E.R. identificativo e classificazione in base della pericolosità RIFIUTI NON PERICOLOSI C.E.R. RIFIUTI PERICOLOSI C.E.R. Farmaci scaduti Rifiuti sanitari pericolosi a rischio * infettivo Pellicole e lastre fotografiche Filtri cappa biologica * Toner per stampa esauriti Sostanze chimiche pericolose o * contenenti sostanze pericolose Medicinali citotossici e citostatici * Resine a scambio ionico sature o Rifiuti di amalgama * esaurite Filtri cappa chimica * Liquidi di fissaggio * Liquidi di sviluppo * Batterie alcaline Batterie al nichel-cadmio * Altre batterie Accumulatori al Pb * Piombo Imballaggi contenenti residui di sostanze * pericolose Olio minerale esausto * Rifiuti ingombranti assimilati agli urbani Apparecchiature fuori uso Apparecchiature fuori uso contenenti * componenti pericolosi Rifiuti assimilati agli urbani differenziati Carta e cartone Plastica Componenti contenenti Mercurio * Vetro Rifiuti assimilati agli urbani non differenziati Grassi e cere esauriti/paraffina * I rifiuti d origine sanitaria sono quelli identificati con CER in cui la prima coppia di cifre inizia con 18. (rifiuti prodotti dal settore sanitario e veterinario o da attività di ricerca collegate). 11

12 S C H E D E RI F I U T I SCHEDA RIFIUTO N. 1 TIPOLOGIA DI RIFIUTO: rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo (C.E.R *) DEFINIZIONE: si intendono tutti quei rifiuti contaminati o venuti a contatto con sangue e altri liquidi biologici (come da elenco contenuto nell Allegato 2 del D.P.R n.254). A titolo esemplificativo dell elenco indicato, detti rifiuti sono ad esempio rappresentati da: aghi, siringhe, bisturi, cannule, drenaggi, cateteri (vascolari, vescicali,ecc), filtri dialisi, materiale di medicazione, piastre, terreni di coltura, altri presidi di microbiologia contaminati da agenti patogeni, ecc. Sono inoltre da considerare come rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo anche i tessuti, gli organi e la parti anatomiche non riconoscibili. PUNTI DI PRODUZIONE: tutte le strutture organizzative che erogano prestazioni sanitarie. TIPOLOGIA DEI CONTENITORI: per la raccolta di questi rifiuti vengono utilizzate diverse tipologie di contenitori. Imballaggio in cartone con sacco interno in polietilene, imballaggio in polietilene rigido con sacco interno in polietilene, contenitore in polietilene rigido per aghi e taglienti. MODALITA DI GESTIONE: la raccolta di questi rifiuti deve essere effettuata utilizzando contenitori specifici. I contenitori prima dell uso devono essere essemblati (sia quelli in cartone sia quelli in polietilene) assicurandosi della presenza dell imballaggio interno (sacco in polietilene). Nei contenitori devono essere introdotti solo quei rifiuti considerati pericolosi in quanto venuti a contatto con sangue a altri liquidi biologici. I contenitori devono essere utilizzati fino ad un livello di riempimento di ¾ del loro volume al fine di ridurre al minimo il rischio di contatto con il contenuto e permettere un agevole chiusura. A fine utilizzo i contenitori devono essere chiusi, identificati e trasferiti nell area interna deputata alla raccolta del materiale sporco. Indossare sempre guanti monouso a perdere prima di iniziare questa operazione. Tale attività è svolta dal personale OTA/Ausiliario presente all interno dei diversi contesti organizzativi e soltanto per i Blocchi Operatori dal personale del servizio di pulizia in appalto. 12

13 Procedere alla chiusura dell imballaggio interno (sacco in polietilene) utilizzando l apposita fascetta a strangolo, facendo attenzione a non toccare e/o comprimere i rifiuti contenuti. Chiudere successivamente il contenitore esterno in polietilene con il coperchio facendo pressione sul bordo. Per la chiusura del contenitore in cartone invece incastrare le linguette di chiusura nelle fessure predisposte. Procedere in ultimo all identificazione del rifiuto trascrivendo sull apposita etichetta/spazio predisposto, l unità produttrice, il presidio ospedaliero, la data di chiusura dei contenitori. Si rammenta a tal proposito, che per questi rifiuti la normativa prevede la termodistruzione entro il 5 giorno dalla data di confezionamento riportata sul contenitore. Anche i contenitori utilizzati per la raccolta dei rifiuti pungenti e taglienti devono essere chiusi con apposito tappo ad un livello di riempimento di ¾ del loro volume (al fine di ridurre al minino il rischio di punture accidentali). Indossare sempre guanti monouso a perdere prima di iniziare questa operazione. Dopo la chiusura introdurre obbligatoriamente i contenitori dei rifiuti pungenti e taglienti all interno di contenitori rigidi grandi da lt 60 (in polietilene o in cartone) provvisti entrambi del 2 imballaggio a perdere (sacco in polietilene). Al termine delle operazioni di chiusura e identificazione i contenitori devono essere depositati nel locale deputato alla raccolta del materiale sporco all interno della stessa unità operativa, in attesa del ritiro da parte della ditta appaltatrice autorizzata. Mantenere sempre i contenitori in posizione verticale anche durante le operazione di movimentazione e di deposito. Il ritiro dei contenitori viene effettuato, da parte degli operatori della ditta appaltatrice autorizzata, all interno delle stesse unità operative: 1 volta al giorno (festivi compresi) in tutte le aree assistenziali aziendali; 2 volte al giorno nelle Aree Critiche e nei Blocchi Operatori. RACCOMANDAZIONI: Non posizionare i contenitori all interno delle stanze di degenza (quando non necessario) e in aree non protette come: corridoi, sale d attesa, aree di passaggio. Non introdurre nei contenitori rifiuti di diversa natura (ad esempio rifiuti assimilati agli urbani). Il sangue e gli altri liquidi biologici devono essere raccolti in questi contenitori solo se opportunamente contenuti nei presidi monouso d origine (es. filtri per dialisi, sacche di drenaggi,ecc.). Le sacche della raccolta urine devono essere eliminate dopo lo svuotamento nelle rete fognaria dell urina in esse contenuta. Gli aghi utilizzati devono essere introdotti nei contenitori specifici senza rimuovere la siringa. CARATTERISTICHE DEI CONTENITORI: imballaggio a perdere (sacco in polietilene) recante la simbologia del rischio biologico e la scritta rifiuti sanitari a rischio infettivo e secondo imballaggio rigido esterno in cartone (da lt 60) o polietilene di colore nero (da lt 60 e lt 40) recanti la simbologia del rischio biologico, la simbologia (R nera su 13

14 fondo giallo) identificativa per la raccolta e il trasporto di rifiuti pericolosi e la scritta rifiuti sanitari a rischio infettivo. I contenitori rigidi in polietilene, di colore NERO vengono forniti in tutte le aree critiche aziendali (Blocchi Operatori, Terapie Intensive, Rianimazioni e in ogni altra situazione in cui si renda necessario). Per i rifiuti taglienti o pungenti vengono forniti contenitori rigidi in polietilene (da lt 8 e da lt 12), resistenti alla puntura. Anche detti contenitori devono recare la simbologia del rischio biologico, la simbologia (R nera su fondo giallo) e la scritta rifiuti sanitari a rischio infettivo taglienti e pungenti. Tutto il materiale di consumo viene fornito dalla stessa ditta appaltatrice del servizio. SCHEDA RIFIUTO N. 2 TIPOLOGIA DI RIFIUTO: rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo (C.E.R *) che richiedono ulteriori e specifiche modalità di gestione. DEFINIZIONE: si intendono i rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo e nello specifico: quelli contaminati da sostanze radioisotope, i filtri esausti delle cappe aspiranti biologiche, quelli generati dall infusione delle terapie antiblastiche. 2.1 MODALITA DI GESTIONE dei rifiuti pericolosi a rischio infettivo prodotti nell assistenza ai pazienti che hanno eseguito indagini diagnostiche di medicinanucleare o sottoposti a terapie con radioisotopi. In questi casi alcuni rifiuti e in particolare i pannoloni e le sacche delle urine (anche se vuotate del contenuto) possono contenere una radioattività residua. Tale radioattività pur non comportando rischi nei confronti degli operatori e dell ambiente, potrebbe superare i limiti peraltro molto bassi previsti dalla normativa in materia. Pertanto per i rifiuti sanitari a rischio infettivo, con tracce di radioattività residua prodotti nelle UU.OO. di degenza, si dovrà osservare la seguente procedura specifica. In caso di effettuazione di esami scintigrafici su pazienti in degenza ordinaria verrà inserita dalla stessa U.O.C. di Medicina Nucleare e U.O. Flusso Coronarico, apposita modulistica che indicherà sia la data di esecuzione dell esame sia il radioisotopo utilizzato. I rifiuti sanitari prodotti dall assistenza ai pazienti sottoposti a tali indagini devono: essere raccolti in un unico contenitore per rifiuti sanitari a rischio infettivo (in cartone o in polietilene, secondo la dotazione); a fine utilizzo il contenitore deve essere chiuso e depositato all interno del locale deputato alla raccolta del materiale sporco. Apporre sul contenitore (con pennarello indelebile) un asterisco o la scritta CONTAMINATO e quanto già previsto per l identificazione dei rifiuti sanitari a rischio infettivo contattare/informare il Servizio di Fisica Sanitaria (tel ) per 14

15 effettuare la valutazione dei tempi necessari al decadimento della radioattività (il tempo di conservazione nel deposito interno non deve comunque essere inferiore ai 3 giorni); trascorso tale periodo devono essere ritirati dalla ditta autorizzata al ritiro e al trasporto dei rifiuti sanitari a rischio infettivo. 2.2 MODALITA DI GESTIONE dei rifiuti pericolosi a rischio infettivo prodotti presso la U.O.C. di Medicina Nucleare e la U.O. Flusso Coronario. Per i rifiuti contaminati con sangue e altri liquidi biologici (come ad esempio aghi, siringhe, garze, ovatta, ecc) che abbiano contenuto o che siano venuti a contatto con le sostanze radioisotope, deve essere osservata la seguente procedura. I rifiuti prodotti devono essere raccolti all interno dei contenitori specifici per aghi e taglienti che devono essere posizionati e conservati nei contenitori schermati presenti negli ambienti delle UU.OO. in questione. ogni lunedì i rifiuti confezionati all interno dei contenitori per aghi e taglienti devono essere trasferiti dal personale ausiliario nel locale destinato al deposito dei rifiuti radioattivi, dove vanno conservati fino al raggiungimento del tempo di decadimento necessario per lo smaltimento in regime di esenzione (Decreto Legislativo 26\05\2000 n.241, art comma 2). la conservazione di questi rifiuti nel deposito deve avvenire disponendo i contenitori per aghi e taglienti preventivamente chiusi, all interno dei contenitori in polietilene di colore NERO da lt 60. Al termine del riempimento lo stesso personale ausiliario deve provvedere alla doppia chiusura: del sacco in polietilene (con l apposito laccio a strangolo) e del contenitore rigido NERO (con chiusura del soperchio a scatto). al termine di queste operazioni il personale tecnico deve: numerare progressivamente i contenitori chiusi, trascrivere sull apposito registro cartaceo le date di chiusura di ogni singolo contenitore numerato. L Esperto Qualificato con cadenza mensile deve effettuare il controllo, con l utilizzo del contatore proporzionale, al fine di verificare il decadimento degli isotopi. Per i contenitori in deposito sui quali il valore di fondo risulti uguale a quello naturale, con assenza di attività radiogena residua, l Esperto Qualificato attesterà sul registro per ogni contenitore (preventivamente numerato e datato) l avvenuto decadimento delle sostanze radioattive. Per quei contenitori sui quali è stato accertato l avvenuto decadimento, il personale ausiliario, con la supervisione dal Coordinatore Tecnico, deve trascrivere sulle apposite etichette la data, l U.O. produttrice e il Presidio Ospedaliero d appartenenza. Solo successivamente detti contenitori possono essere allontanati e avviati allo smaltimento come rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo. Si rammenta a tal proposito che il D.P.R. 254\03 Regolamento sui Rifiuti Sanitari prevede la termodistruzione di questi rifiuti entro il 5 giorno dalla data di confezionamento. A tal fine, i contenitori devono essere immediatamente trasferiti da parte dello stesso personale ausiliario nell area deputata, al fine di permetterne il ritiro da parte della ditta autorizzata. Anche detta attività deve essere supervisionata dal Coordinatore Tecnico. 15

16 2.3 MODALITA DI GESTIONE dei rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo come i filtri esausti delle cappe biologiche. Questi rifiuti sono generati dalla sostituzione dei filtri esausti delle cappe aspiranti di tipo biologico utilizzate prevalentemente presso alcuni Laboratori (es. Lab. di Microbiologia). Tali rifiuti sono da considerare a tutti gli effetti come rifiuti sanitari a rischio infettivo. I filtri esausti devono essere rimossi dagli operatori addetti alla manutenzione delle apparecchiature aziendali, che devono provvedere anche al riconfezionamento nel cartone che ha costituito l imballaggio del nuovo filtro. Detto rifiuto dovrà essere successivamente, a cura del personale dell U.O. produttrice, etichettato con l indicazione della data di produzione del rifiuto, del punto di produzione e la descrizione filtri esausti di cappa/e biologiche e trasferito dallo stesso personale nell area deputata alla raccolta del materiale sporco all interno della stessa area. Contestualmente per l attivazione della ditta autorizzata al ritiro, la stessa U.O. produttrice dovrà inoltrare la richiesta scritta (fax al 4310) all U.O. di Igiene Ospedaliera, Direzione Sanitaria Osp.le S. Camillo. Al momento del ritiro/conferimento del rifiuto, l operatore incaricato della ditta autorizzata deve obbligatoriamente rilasciare al Coord. Tecnico o personale da lui delegato, una copia del modulo di movimentazione interna che dovrà indicare: l unità produttiva del rifiuto, la tipologia del rifiuto, il peso presunto (verificato dal Coord. Tecnico o personale delegato) la firma e il timbro del responsabile del punto di produzione. Una copia del documento di movimentazione interna rilasciata dal personale della ditta appaltatrice deve essere conservata presso l U.O. produttrice per 5 anni. 2.4 MODALITA DI GESTIONE dei rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo generati dalla infusione delle terapie antiblastiche nelle diverse UU.OO. sanitarie di Oncologia. Questi devono essere raccolti come rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo, utilizzando i contenitori rigidi di colore NERO da 60 e da 40 lt.. Questa scelta è dettata dalla prevalenza del rischio infettivo in quanto, i presidi sanitari (aghi, deflussori, bottiglie per fleboclisi, ecc.) utilizzati per la somministrazione sono venuti a contatto diretto e/o indiretto con sangue e/o altri liquidi biologici. Il rischio chimico delle sostanze chimiche residuate, risulta invece ridotto (in quanto il farmaco antiblastico viene somministrato in soluzione diluita) rispetto alla fase della preparazione. 16

17 SCHEDA RIFIUTO N. 3 TIPOLOGIA DI RIFIUTO: sostanze chimiche pericolose o contenenti sostanze pericolose (C.E.R *) DEFINIZIONE: si intendono i rifiuti costituiti da prodotti chimici e reflui liquidi di laboratorio analisi chimico cliniche e diagnostiche. Prevalentemente questi rifiuti sono rappresentati dai reflui delle apparecchiature di analisi, dai liquidi di colorazione e fissaggio derivanti dai laboratori di anatomia patologica e citologica, dai reagenti e dai disinfettanti. PUNTI DI PRODUZIONE: prevalentemente tutti i laboratori (analisi cliniche, microbiologia, genetica, istologia). TIPOLOGIA DEI CONTENITORI: contenitori rigidi in polietilene o polipropilene per la raccolta interna; cisterne ad alta resistenza per gli impianti centralizzati. MODALITA DI GESTIONE: le sostanze chimiche di scarto e quelle non più utilizzabili in quanto scadute sono prevalentemente rifiuti liquidi. Detti rifiuti devono essere raccolti per tipologie omogenee al momento della produzione onde evitare la miscelazione di prodotti chimici incompatibili (che possono sviluppare gas e vapori, potenzialmente tossici od esplosivi). La raccolta deve essere effettuata nel punto di produzione: dalle apparecchiature di analisi con connessione diretta tra contenitore di raccolta e il sistema di deflusso dei reflui, all interno delle cappe chimiche d aspirazione con l introduzione dei reflui direttamente nel contenitore posto sotto cappa, con impianto provvisto di cisterna centralizzata di raccolta. I contenitori di raccolta interna a fine utilizzo, massimo riempimento consentito ¾ del volume (per evitare spandimenti e contatti diretti con le sostanze chimiche contenute), devono essere chiusi con apposito tappo e sostituiti con altrettanti contenitori vuoti. I contenitori pieni devono essere trasferiti in un area protetta dell U.O. produttrice (deposito temporaneo). Queste attività devono essere svolte dal personale aziendale utilizzando DPI idonei a ridurre l esposizione al rischio chimico (guanti in lattice e maschera facciale filtrante al carbone attivo). L allontanamento dei rifiuti viene effettuato con cadenza almeno settimanale dalla ditta appaltatrice autorizzata. Al momento del ritiro di detti rifiuti l operatore incaricato della ditta appaltatrice deve obbligatoriamente rilasciare 17

18 al Coord. Tecnico o personale delegato, un modulo di movimentazione interna che dovrà indicare: l unità produttiva del rifiuto, la tipologia del rifiuto, la quantità del rifiuto (che dovrà essere verificata dal Coord. Tecnico o personale delegato). Una copia del modulo di movimentazione interna rilasciata dal trasportatore deve essere conservata presso l U.O. produttrice per 5 anni. CARATTERISTICHE DEI CONTENITORI: vengono utilizzati contenitori in plastica rigida (in polietilene e polipropilene) di colore BIANCO, di varie grandezze (5, 10, 20 lt) per le diverse esigenze aziendali. I contenitori in uso devono essere provvisti di: adeguata apertura, tappo di chiusura, mezzi di presa, simbologia adesiva (R nera su fondo giallo) identificativa per la raccolta e il trasporto di rifiuti pericolosi. I contenitori possono essere riutilizzabili previa pulizia prima del riutilizzo, attività espletata dalla stessa ditta appaltatrice autorizzata addetta al ritiro e al trasporto. Vengono utilizzati anche sistemi di raccolta centralizzata costituiti da 1 o più contenitori di grande volumetria (cisterne). Questi impianti devono inoltre essere dotati di: segnalatori di livello con dispositivo di troppo pieno, bacino di contenimento per eventuali sversamenti (con capacità pari a 1/3 del volume complessivo dei due contenitori), gabbiotto metallico di protezione con identificazione del punto di raccolta (targa in plastica riportante una R nera su fondo giallo). 18

19 SCHEDA RIFIUTO N. 4 TIPOLOGIA RIFIUTO: medicinali citotossici e citostatici del settore sanitario o da attività di ricerca collegate (CER *) DEFINIZIONE: sono considerati pericolosi tutti i rifiuti generati dalla preparazione delle terapie antiblastiche, che hanno contenuto il farmaco nella forma originaria (fiale, flaconi) o, sono venuti a contatto con la sostanza concentrata durante la fase di preparazione (aghi, siringhe, D.P.I., ecc.). PUNTI DI PRODUZIONE: centralizzato presso il Servizio di Farmacia - Laboratorio Unità Manipolazione Cito Antiblastici (UMACA) TIPOLOGIA DEI CONTENITORI: contenitori rigidi in polietilene per aghi e per taglienti, di colore GIALLO ; contenitori rigidi in polietilene di colore GIALLO da lt 60. MODALITA DI GESTIONE: la raccolta di questi rifiuti deve essere effettuata utilizzando contenitori specifici. Per i rifiuti taglienti e pungenti e per le fiale/flaconcini che hanno contenuto il farmaco nella sua forma originaria, devono essere utilizzati contenitori rigidi in polietilene per rifiuti taglienti, di colore giallo da 8 e 6 lt. Il contenitore deve essere posizionato sul piano di lavoro all interno delle cappe aspiranti e deve essere riempito fino a ¾ della sua capienza (al fine di prevenire incidenti). Al termine del loro utilizzo, devono essere chiusi con il dispositivo in dotazione (tappo) dagli stessi utilizzatori e solo successivamente introdotti nel contenitore grande da lt. 60. Queste operazioni devono essere svolte indossando guanti monouso a perdere. Tutti gli altri rifiuti generati durante le fasi della preparazione delle terapie citostatiche e costituiti prevalentemente da garze, deflussori, raccordi, telini assorbenti, D.P.I., ecc., dovranno essere introdotti obbligatoriamente nel contenitore rigido in polietilene, di colore giallo da lt 60, recante la simbologia internazionale (lettera R di colore nero su fondo giallo). Questo tipo di contenitore, con al suo interno un sacco di polietilene, andrà utilizzato nelle immediate vicinanze della zona di lavoro. Al termine dell utilizzo, necessita provvedere al confezionamento del contenitore, che prevede la chiusura del sacco in polietilene e del contenitore rigido esterno con il relativo coperchio. Per le operazioni di chiusura dei contenitori indossare sempre guanti monouso a perdere. Procedere in ultimo a verificare il peso di ogni singolo contenitore 19

20 (con bilancia in dotazione del Servizio di Farmacia) e riportare lo stesso sull apposita etichetta/spazio predisposto, inoltre trascrivere l unità produttrice, il presidio ospedaliero e la data di chiusura dei contenitori. Al termine delle operazioni di chiusura e identificazione i contenitori devono essere depositati nel locale deputato alla raccolta del materiale sporco. L allontanamento viene effettuato con cadenza bisettimanale dalla ditta appaltatrice autorizzata. Al momento del ritiro di detti rifiuti l operatore incaricato della ditta appaltatrice deve obbligatoriamente rilasciare al Coord. Infermieristico o personale delegato, un modulo di movimentazione interna che dovrà indicare: l unità produttiva del rifiuto, la tipologia del rifiuto, la quantità del rifiuto (consistente nel peso totale dei contenitori) verificata dal Coord. Inferm.co o persona delegata. Una copia del modulo di movimentazione interna rilasciata dal trasportatore deve essere conservata presso l U.O. produttrice per 5 anni. CARATTERISTICHE DEI CONTENITORI: imballaggio interno (sacco in polietilene) e imballaggio esterno in polietilene (da lt 60 ) di colore GIALLO riportante la simbologia identificativa per la raccolta e il trasporto di rifiuti pericolosi (R nera su fondo giallo). Per i rifiuti taglienti o pungenti contenitore a perdere (da 8 e 6 lt), resistente alla puntura recante anch esso la simbologia (R nera su fondo giallo). Tutto il materiale di consumo viene fornito dalla ditta autorizzata addetta al ritiro e trasposto. 20

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