Novità e specificità. nella gestione del contenzioso. della Pubblica Amministrazione

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Novità e specificità. nella gestione del contenzioso. della Pubblica Amministrazione"

Transcript

1 Ministero dell Interno Scuola Superiore dell Amministrazione dell Interno XXV Corso di formazione per l accesso alla qualifica di Viceprefetto Novità e specificità nella gestione del contenzioso della Pubblica Amministrazione A cura di: dr.ssa Ermelinda CAMERINI dr. Francesco CAMPOLO dr.ssa Giovanna HENRICO di CASSANO dr. Federico PISCITELLI dr. Paolo SIMONE dr.ssa Desideria TOSCANO Relatore: dr. Roberto PROIETTI 1

2 INDICE PARTE I - GESTIONE DELL ATTIVITÀ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E PREVENZIONE DEL CONTENZIOSO PREMESSA - 1. I PRINCIPI DELL ATTIVITÀ AMMINISTRATIVA - 2. IL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO 3. IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO 4. LA PARTECIPAZIONE AL PROCEDIMENTO E LA MOTIVAZIONE DEL PROVVEDIMENTO 5. IL DIRITTO DI ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI 6. L AUTOTUTELA. PARTE II - IL CONTENZIOSO E LE FORME DI DEFINIZIONE STRAGIUDIZIALE DELLE CONTROVERSIE CAPITOLO 1 LE ALERNATIVE DISPUTE RESOLUTION (ADR) 1. I NUOVI MODELLI DI DEFINIZIONE DELLE CONTROVERSIE IN AMBITO EUROPEO - 2. LE ADR NELL ORDINAMENTO GIURIDICO ITALIANO FORME DI AUTOCOMPOSIZIONE DELLE LITI: LA TRANSAZIONE FORME DI ETEROCOMPOSIZIONE DELLE LITI: L ARBITRATO LA VIA INTERMEDIA: LA CONCILIAZIONE LA RIFORMA DELLA CONCILIAZIONE STRAGIUDIZIALE: LA MEDIAZIONE - CAPITOLO 2 IL RUOLO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NELLE A.D.R.: L AMMINISTRAZIONE COME PARTE IN CAUSA PREMESSA - 1. LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE FRA CONCILIAZIONE E MEDIAZIONE - 2 PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E CONCILIAZIONE STRAGIUDIZIALE IN SETTORI SPECIFICI - 3. LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E L ARBITRATO - 4. LA TRANSAZIONE QUALE CLAUSOLA DI CHIUSURA DEL SISTEMA PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - 5. LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E LA PREVENZIONE DELLE LITI: L ACCORDO BONARIO - 6. CENNI SUI PROFILI DI RESPONSABILITA DEL FUNZIONARIO PUBBLICO. 2

3 CAPITOLO 3 - IL RUOLO DI TERZIETÀ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NELLA RISOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE 1. I RICORSI AMMINISTRATIVI: LA CRISI DEL MODELLO GERARCHICO - 2. LE NOVITA NEL RICORSO STRAORDINARIO. PARTE III - IL CONTENZIOSO GIUDIZIALE CAPITOLO 1 - NOVITA' NELLA GESTIONE DELLE CONTROVERSIE DINANZI AL GIUDICE AMMINISTRATIVO : IL D.LVO N. 104/2010 ED IL D.LVO N.195/2011 PREMESSA - 1. PRINCIPI GENERALI - 2. LA GIURISDIZIONE AMMINISTRATIVA 3. LA COMPETENZA - 4. AZIONI E DOMANDE - 5. IL PROCESSO AMMINISTRATIVO DI PRIMO GRADO - 6. I TERMINI - 7. IL PROCEDIMENTO CAUTELARE - 8. IMPUGNAZIONI - 9. IL GIUDIZIO DI OTTEMPERANZA I RITI SPECIALI DISPOSIZIONI DEFLATTIVE DEL CONTENZIOSO IL D.LGS. 15 NOVEMBRE 2011 N.195. CAPITOLO 2 - NOVITA NELLA GESTIONE DELLE CONTROVERSIE DINNANZI AL GIUDICE CIVILE DOPO LA LEGGE N. 183/2010 ED IL D.LVO N. 150/ LA LEGGE N. 183/ IL DECRETO LEGISLATIVO N. 150/2011. CAPITOLO 3 - LA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE NEL GIUDIZIO PENALE 1. LA TUTELA CIVILE DELL AMMINISTRAZIONE NEL GIUDIZIO PENALE. CAPITOLO 4 IL GIUDIZIO DINANZI ALLA CORTE DEI CONTI 1. LA TUTELA DELL INTERESSE PUBBLICO NEL GIUDIZIO PER DANNO ERARIALE. ****************************** 3

4 PARTE I - GESTIONE DELL ATTIVITÀ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E PREVENZIONE DEL CONTENZIOSO PREMESSA - Nell analisi del contenzioso che vede coinvolta la pubblica amministrazione è necessario partire da un dato incontrovertibile: non esiste attività umana senza conflitto, 1 essendo essa basata su un insieme di interessi fatti valere da vari soggetti, pubblici e privati che, nel loro operare, vengono inevitabilmente in contatto fra loro, con conseguente possibilità che si creino contrasti ed insorgano controversie. Acquisire questa consapevolezza è necessario affinché si possano realizzare le condizioni per gestire al meglio le situazioni conflittuali tentando, anzitutto, di prevenirle ed evitarle. Ove, poi, ciò non sia possibile, occorre verificare la possibilità di risolvere in via stragiudiziale la controversia. Solo in via residuale, qualora anche la via stragiudiziale non fosse percorribile o risultasse infruttuosa, ci si dovrebbe porre il problema di gestire al meglio il contenzioso giudiziale. Invece, l esperienza insegna che il metodo naturale che si attiva per dirimere tali situazioni è rappresentato dal processo che si svolge innanzi ad un giudice, strumento istituzionale utilizzato per la definizione delle controversie. Questa strada, però, da alcuni anni si presenta sempre più difficoltosa da percorrere, risultando particolarmente dispendiosa sia in termini di tempo ed energie, che in termini di risorse economiche 2. Anche per tale ragione, nel corso del tempo, l attività amministrativa ha subìto una profonda evoluzione, che ha visto sempre più valorizzata la dimensione paritaria dell agire amministrativo, caratterizzato dalla realizzazione dell interesse pubblico mediante strumenti giuridici propri del diritto civile. In tal modo, la pubblica 1 La gestione del conflitto nell attività di impresa : articolo pubblicato in CostoZero n. 1, gennaio febbraio S. Galeani, C. Recchia, C. Testa I metodi di risoluzione alternativa delle controversie Officina giuridica Ianua

5 amministrazione può perseguire l interesse pubblico attraverso lo strumento negoziale privatistico, agendo su di un piano di parità rispetto al privato cittadino e non in veste di organo titolare di poteri autoritativi, e può, così, utilizzare anche le forme privatistiche di soluzione stragiudiziale delle controversie. Il superamento del tradizionale concetto del modulo autoritativo procedimentale quale strumento esclusivo di realizzazione dell interesse pubblico ha trovato un importante avallo normativo nell art.1 della legge n. 241 del 1990, a seguito delle modifiche introdotte con la legge n.15/2005, riconoscendo alla pubblica amministrazione la facoltà di curare l interesse pubblico instaurando rapporti di carattere privatistico con i soggetti che vantano situazioni giuridiche soggettive connesse e/o collegate ad interessi pubblici. Gli atti privati adottati dalla pubblica amministrazione assumono natura giuridica privatistica ma funzione pubblicistica e possono inquadrarsi nella nozione lata di attività amministrativa, ossia di cura concreta dell interesse pubblico 3. Del pari, anche la previsione degli accordi ex art. 11 della l.n. 241/90 rivela l attenzione del legislatore per il modulo consensuale, con la conseguente soggezione del rapporto che ne origina alle norme di diritto privato. Nel corso del tempo, inoltre, si è modificato il rapporto tra pubblica amministrazione che agisce autoritativamente e privato: il cittadino non è più destinatario passivo di atti e comportamenti autoritativi, ma ha la possibilità di evidenziare la rilevanza dei propri interessi ed indicare, all occorrenza, soluzioni alternative idonee a scongiurare il sacrificio degli stessi all interno del procedimento. La partecipazione attiva del cittadino all azione amministrativa ha reso indispensabile una diversa gestione dell organizzazione della stessa struttura pubblica, utile ad esprimere la propria opinione sia come privato, che ha finalmente la possibilità di dialogare, che come pubblica amministrazione, che può meglio valutare e ponderare gli interessi in gioco realizzando il fine pubblico in modo efficace tramite scelte ragionate. Ciò posto, i principi e gli istituti che regolano l attività della pubblica amministrazione, e le novità normative introdotte al fine di deflazionare il contenzioso, 3 F. Caringella, Manuale di diritto amministrativo, 2011, ed. Dike. 5

6 vanno prese in considerazione al fine di tentare di evitare e prevenire i conflitti con la parte pubblica, verificare la possibilità di risolvere le controversie in via stragiudiziale e, da ultimo, gestire al meglio il contenzioso giudiziale ove non si possano risolvere altrimenti i conflitti insorti. 1. I PRINCIPI DELL ATTIVITÀ AMMINISTRATIVA - Le innovazioni introdotte nel Capo I della legge n.. 241/90 dedicato ai principi - dalla legge n. 15/2005 rappresentano un quadro completo di norme generali sull azione amministrativa tese a consentire all amministrazione di rispondere in modo efficiente ed adeguato ai bisogni della collettività anche alla luce del nuovo riparto di competenze dettato dalla riforma del Titolo V della Costituzione. L articolo 1, co. 1, della legge n. 241/90, enuncia i principi guida dell azione amministrativa, da un lato rinviando ai principi generali che regolano l attività della pubblica amministrazione, quali il principio di legalità, buon andamento e imparzialità, e, dall altro, introducendo espressamente il principio di trasparenza come regola di condotta della pubblica amministrazione onde consentire in misura massima il livello di partecipazione del cittadino alle decisioni della pubblica amministrazione ed evitare conflitti in sede procedimentale. In questa ottica, rileva il dovere dell Amministrazione di rendere visibile e controllabile dall esterno il proprio operato: i principi della pubblicità e della trasparenza trasformano gli amministrati da spettatori a protagonisti dell operato dei pubblici poteri, attribuendo loro l esercizio di un controllo democratico sullo svolgimento dell attività amministrativa e sulla conformità di questa ai principi costituzionali. Alla trasparenza viene attribuito il significato di conoscibilità esterna dell azione amministrativa, e quindi l accessibilità dei relativi documenti diventa un principio generale della pubblica amministrazione: l istituto del diritto di accesso assicura a tutti sull intero territorio nazionale il godimento del diritto alla trasparenza dell azione amministrativa; accanto a questo si pongono l obbligo di motivazione, 6

7 nonché l obbligo di comunicazione di avvio del procedimento e la conseguente partecipazione del privato al procedimento. La legge n. 69/2009 ha inserito nell art.1 della legge n. 241/90 anche il principio di imparzialità tra i canoni fondamentali dell attività amministrativa (assieme al principio di legalità e a quello di buon andamento ex art. 97 Cost), inteso come equidistanza tra più soggetti pubblici o privati che vengono a contatto con la pubblica amministrazione, ma anche come capacità del responsabile del procedimento, nell espletamento delle proprie funzioni, di raggiungere un grado di astrazione tale da far valere l interesse pubblico solo dopo una attenta ponderazione delle posizioni di coloro che si trovano in potenziale conflitto con la pubblica amministrazione agente. Tutta l attività amministrativa è informata anche al principio di buon andamento, che viene mutuato dalla compenetrazione di altri criteri contenuti nell art.1 della l.241/90, quali l economicità e l efficacia (ottimizzazione dei risultati in relazione ai mezzi a disposizione e idoneità dell azione amministrativa a perseguire gli obiettivi enucleati dalla legge per la tutela degli interessi pubblici), la rapidità ed il miglior contemperamento degli interessi. Anche nell ulteriore principio di ragionevolezza confluiscono eguaglianza, imparzialità e buon andamento: in forza di tale principio l azione amministrativa deve adeguarsi, al di là delle prescrizioni normative, ad un canone di razionalità operativa in modo da evitare decisioni irrazionali e arbitrarie. Alla fine del I comma dell art.1 la legge 15/2005 ha inserito il riferimento ai principi generali dell ordinamento comunitario quale principio che deve regolare l azione delle pubbliche amministrazioni. La scelta operata dal legislatore è dunque quella di assoggettare all operatività dell ordinamento comunitario tutta l azione amministrativa nazionale, indipendentemente dai settori e dalle posizioni soggettive rilevanti, ossia senza distinguere se si tratti di procedimenti regolati dal diritto comunitario o meno. I principi ispiratori della legge n.241/90 sono posti a tutela dell equo contemperamento degli interessi coinvolti nel processo amministrativo. La loro 7

8 applicazione concorre a garantire la correttezza dell azione amministrativa e, indirettamente, produce una riduzione della conflittualità. 2. IL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO L attività della pubblica amministrazione si svolge secondo un ordine logico e temporale, normativamente predisposto, che assume il nome di procedimento. Fino all entrata in vigore della legge , n.241 mancava nel nostro ordinamento una disciplina generale del procedimento amministrativo; con tale legge, modificata dalle leggi n.15/2005 e n.80/2005 e n. 69/2009 il legislatore ha introdotto una normativa di principio che si limita a definire i criteri essenziali ai quali deve attenersi la pubblica amministrazione. Il procedimento amministrativo si articola in quattro fasi, cronologicamente e strumentalmente ordinate alla formazione dell atto finale: la fase dell iniziativa che può essere assunta ad istanza di parte o d ufficio; la fase dell istruttoria, diretta all acquisizione, da parte dell autorità amministrativa procedente, di tutti gli elementi idonei a valutare l interesse pubblico bilanciandolo con la tutela di altri interessi; la fase conclusiva di adozione dell atto finale e la fase integrativa dell efficacia che ricorre solo ove espressamente prevista dalla legge - consistente in una serie di operazioni preordinate a fare acquisire efficacia all atto finale del procedimento 4. La legge n. 241/90 detta alcune regole e prevede gli istituti di seguito descritti, comuni a tutti i procedimenti amministrativi, anche al fine di contemperare gli interessi coinvolti nell azione amministrativa e tentare di prevenire ed evitare forme di conflitto e contenzioso. 3. IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO Tutto il Capo II della legge n. 241/90 è riservato alla regolamentazione della figura del responsabile del procedimento, ovvero del soggetto al quale è affidato il ruolo di autorità guida di ciascun procedimento amministrativo. 4 T. Martinez, Manuale di diritto amministrativo, Giuffrè ed

9 Il responsabile vigila sul decorso del procedimento, assicurando le connessioni tra le varie fasi, e rappresenta per il cittadino uno stabile punto di riferimento in armonia con i principi di trasparenza, efficacia ed efficienza dell azione amministrativa. Tale istituto è stato introdotto per contrastare la frammentazione ed il rallentamento dell azione amministrativa, l irresponsabilità di fatto dei soggetti deputati a gestire il procedimento e la possibilità di un effettivo controllo sul loro operato (trasparenza). Tale personalizzazione e responsabilizzazione delle persone fisiche che agiscono per conto dell ente è stata proseguita anche dalla legge n.69/2009, che all art.2 ha previsto forme di responsabilizzazione in caso di mancata emanazione del provvedimento nei termini previsti: l art.4, co.2, del T.U. del pubblico impiego che prevede la responsabilità in via esclusiva dei dirigenti per l attività amministrativa, la gestione e i risultati, viene così esteso anche all ipotesi di mancato rispetto dei termini, in quanto la mancata emanazione del provvedimento costituisce elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale. Oltre la sua designazione (artt. 4 e 5) la legge prevede l obbligo di comunicare agli interessati il nominativo del responsabile del procedimento, l unità organizzativa competente (art.5, u.c.) ed i compiti del responsabile del procedimento (art.6). L atto di designazione non comporta il trasferimento di funzioni amministrative da un organo ad un altro, né crea nuove competenze o nuove mansioni in carico al dipendente investito dell incarico di responsabile del procedimento: egli non riveste una posizione sovraordinata, ma a seguito dell incarico avrà diritto di sollecitare l adozione dei comportamenti dovuti, oltre che di denunciare eventuali omissioni o inadempienze degli altri addetti. Grava, infatti, sul responsabile del procedimento il dovere generale di porre in essere ogni atto o adempimento che si rilevi necessario per il buon esercizio dell azione amministrativa (art.6 l. 241/90). La lettera e) del citato articolo 6, introdotta dal legislatore del 2005 ha previsto che laddove tale figura non coincida con l organo competente all emissione del provvedimento finale, quest ultimo ha l obbligo di motivare le ragioni per le quali si è discostato dalle risultanze dell istruttoria effettuata dal responsabile del procedimento. 9

10 L articolo 7 della legge n. 241 del 1990, fissa l obbligo di comunicare l avvio del procedimento ai soggetti nei cui confronti il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti, ai soggetti obbligati per legge ad intervenire nel procedimento, ai soggetti che possono essere pregiudicati dal provvedimento e, su richiesta, a chiunque ne abbia interesse: l eventuale omissione dà luogo ad una situazione di irregolarità dell atto e può rilevare in termini di responsabilità disciplinare dell agente che ha omesso la comunicazione. Da tutto ciò si ricava che la responsabilità che emerge dalle competenze ex artt.4, 5 e 6 della legge n. 241/90 in capo al responsabile del procedimento identifica un nuovo modello di svolgimento dell azione amministrativa, che esce dall anonimato e coordina la partecipazione degli interessati in ragione dell economicità dell azione amministrativa e della deflazione del contenzioso. Stante l assenza di un vero e proprio regime sanzionatorio, tuttavia, devono ritenersi applicabili le disposizioni generali in tema di responsabilità penale, civile, amministrativa, contabile e disciplinare dei dipendenti (art.28 Cost: il responsabile del procedimento è direttamente responsabile in sede civile, penale ed amministrativa degli atti posti in essere in violazione delle posizioni giuridiche soggettive dei privati). La figura del responsabile del procedimento costituisce un punto di riferimento per il privato che intende chiarire la propria posizione giuridica soggettiva in un ottica di riduzione preventiva della conflittualità sia nella fase istruttoria che in quella successiva decisoria in sede di autotutela. 4. LA PARTECIPAZIONE AL PROCEDIMENTO E LA MOTIVAZIONE DEL PROVVEDIMENTO La partecipazione degli interessati al procedimento amministrativo sancita dagli artt. 7 e segg. della legge n. 241/90 garantisce il rispetto del principio del giusto procedimento, secondo il quale il procedimento amministrativo si deve svolgere in modo tale da imporre limitazioni ai cittadini solo dopo aver svolto gli opportuni accertamenti ed aver messo gli interessati in grado di esporre le proprie ragioni, con evidenti effetti deflattivi del contenzioso: ogni disposizione che limiti o escluda tale diritto va interpretata in modo rigoroso al fine di evitare di eludere il principio stesso. 10

11 Gli istituti di partecipazione realizzano anche la trasparenza dell azione amministrativa, in quanto il diritto di prendere visione degli atti e documenti e di essere ascoltati permette di conoscere a fondo il formarsi dell azione amministrativa, consentendo anche allo stesso giudice di effettuare un penetrante controllo sotto il profilo della correttezza dell iter logico seguito e della completezza dell istruttoria. Lo strumento indispensabile per attivare la partecipazione al procedimento è costituito dalla comunicazione di avvio del procedimento, che deve essere effettuata a ridosso dell inizio del procedimento e prima dell inizio dell istruttoria, comunque entro un termine congruo prima dell adozione del provvedimento finale perché deve permettere al privato di partecipare all iter procedimentale (ne consegue che comunicazioni effettuate con eccessivo ritardo sono equiparabili al difetto di comunicazione e comportano l illegittimità del provvedimento finale) 5. Va precisato tuttavia che la mancanza degli elementi informativi contenuti nella comunicazione non comporta inevitabilmente l illegittimità del provvedimento finale qualora il privato, avuta comunque conoscenza del provvedimento, possa attivarsi al fine di acquisire le informazioni necessarie 6. Con la motivazione la pubblica amministrazione esterna i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche poste a fondamento dell adozione di un determinato provvedimento: con la legge n. 241/90 (art.3) è stato previsto un obbligo generale di motivazione per tutti i provvedimenti amministrativi, compresi quelli concernenti l organizzazione amministrativa, lo svolgimento dei concorsi (inteso in senso ampio, comprensivo anche delle gare per la stipulazione dei contratti, quali, ad es., quelli di appalto pubblico) ed il personale, con la sola eccezione degli atti normativi e a contenuto generale. L art.10-bis della legge n. 241/90 prevede una fase del contraddittorio nei procedimenti ad istanza di parte che secondo l Amministrazione devono concludersi 5 In tal senso, TAR Lombardia, Brescia, sez I, , n.1514, in Foro Amm. TAR, 2010, 4, Cfr. Caringella cit. 11

12 con un provvedimento negativo: il preavviso di diniego 7, che si configura come atto endoprocedimentale di natura predecisoria, quindi non impugnabile, con il quale si avvisa l istante dei motivi ostativi all accoglimento della sua domanda, invitando lo stesso a produrre le proprie osservazioni. Tale istituto, da un lato, risponde alla finalità di raccogliere ulteriori informazioni utili per l emanazione del provvedimento finale e, dall altro, anticipa in tale fase le richieste che potrebbero essere addotte in un successivo giudizio, comportando una potenziale diminuzione del contenzioso tra pubblica amministrazione e privati. I destinatari del preavviso (che deve essere effettuato in forma scritta) sono gli istanti e non tutti coloro che abbiano partecipato al contraddittorio istruttorio: l istante raggiunto dal preavviso può rispondere o meno entro il termine di dieci giorni dal ricevimento della comunicazione. Nel caso in cui non risponda l Amministrazione concluderà il procedimento con un provvedimento espresso in conformità alla proposta comunicata al cittadino. Questo tipo di partecipazione, inserito nella fase antecedente l adozione del provvedimento finale, concretizza una ulteriore ipotesi di deflazione del contenzioso. 5. IL DIRITTO DI ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI Al diritto di accesso, diretta applicazione del principio di trasparenza (art.22 l.241/90) è stato assegnato il ruolo di contemperamento delle contrapposte esigenze di celerità dell azione amministrativa e di garanzia degli interessi dei soggetti titolari di situazioni giuridiche. Con esso è consentito ai destinatari dell azione amministrativa di tutelare i propri interessi mediante la facoltà di conoscere la documentazione che l Amministrazione ha utilizzato per l adozione della determinazione finale. 7 Nei procedimenti ad istanza di parte il responsabile del procedimento o l autorità competente, prima della formale adozione di un provvedimento negativo, comunica tempestivamente agli istanti i motivi che ostano all accoglimento della domanda. Entro il termine di dieci giorni dal ricevimento della comunicazione, gli istanti hanno il diritto di presentare per iscritto le loro osservazioni, eventualmente corredate dai documenti.(omissis) Dall eventuale mancato accoglimento di tali osservazioni è data ragione nella motivazione del provvedimento finale. (omissis). 12

13 La legge n. 15/2005 ha elevato il diritto di accesso a principio generale dell attività amministrativa e si è poi provveduto a disciplinarne le modalità di esercizio emanando le relative norme esecutivi contenute nel d.p.r. 12 aprile 2006 n Il diritto di accesso ai documenti amministrativi, in virtù delle sue elevate finalità di interesse pubblico generale, è stato ricondotto nell alveo delle prestazioni essenziali che lo Stato deve garantire in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale, giusta la disposizione di cui all art. 117, comma 2, lett. m) Cost. Costituisce un preciso ed ineludibile onere di chiunque chieda di accedere a documenti amministrativi indicare la specifica posizione legittimante 8 : è legittimato all accesso chiunque possa dimostrare che il provvedimento o il documento amministrativo richiesto all accesso siano astrattamente idonei a produrre effetti diretti o indiretti nei suoi confronti. Sono quindi accessibili sia i documenti relativi ad atti inoppugnabili sia i documenti acquisibili in sede processuale con apposita istruttoria. I caratteri dell interesse all accesso sono l attualità, la personalità, la concretezza e la serietà (meritevolezza). Il nuovo articolo 22 designa come titolari del diritto tutti i soggetti privati, ricomprendendo tra essi espressamente anche i portatori di interessi pubblici o diffusi (quindi associazioni, comitati, ecc.) i quali comprovino di avere un interesse diretto, concreto ed attuale, che corrisponda ad una situazione giuridicamente tutelata collegata al documento al quale si richiede di accedere. Il soggetto interessato all accesso è dunque tenuto a fornire alla pubblica amministrazione che detiene il documento la dimostrazione di un puntuale interesse alla conoscenza della documentazione stessa e della correlazione fra la cognizione degli atti e la tutela della posizione giuridica del soggetto che esercita il diritto Va precisato che l art.24, co.3, stabilisce che non sono ammissibili istanze di accesso preordinate ad un controllo generalizzato dell operato delle pubbliche amministrazioni 9. 8 In tal senso Cons. Stato, Sez. V, , n TAR Lazio, Roma, Sez. I, , n

14 In tal senso, sotto il profilo organizzativo non possono sottacersi le disposizioni che prevedono l istituzione di uffici per le relazioni con il pubblico e dei servizi di accesso polifunzionale, che possono avvalersi di strumenti informatici (art 10 ed 11 d. lgvo n. 165). A questo proposito, occorre rappresentare che il legislatore del 1990 ha inglobato nel concetto di documento amministrativo ogni rappresentazione grafica, foto cinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti anche interni formati dalle pubbliche amministrazioni o comunque utilizzati ai fini dell attività amministrativa. Nel contesto di cui si discute, va fatto cenno alla legge n. 159 ( riforma Brunetta) che al comma 2 dell art 1 stabilisce che le disposizioni del decreto assicurano, fra l altro: la trasparenza dell operato delle amministrazioni pubbliche anche a garanzia della legalità, e che all art 3, fra i principi generali, la trasparenza dei risultati della pubblica amministrazione e delle risorse impiegate per il loro perseguimento obbliga infatti tutte le amministrazioni pubbliche ad adottare un programma per la trasparenza e l integrità da aggiornare con cadenza triennale, per indicare le iniziative intraprese per garantire un adeguato livello di trasparenza, la legalità e lo sviluppo della cultura dell integrità, da pubblicare anche su sito internet. Per completare il quadro, è opportuno anche richiamare la direttiva del Ministero per la funzione pubblica del sulla rendicontazione sociale delle pubbliche amministrazioni con la quale si prevede che il bilancio sociale serve a rendere conto ai cittadini in modo trasparente e chiaro di cosa l amministrazione fa per loro. In conclusione, è possibile affermare che la trasparenza è divenuto un valore fondamentale per la pubblica amministrazione sia sotto il profilo gestionale che organizzativo, nel senso della effettiva visibilità e comprensibilità dell azione e dell organizzazione amministrativa 10, che consentono di evitare tutte quelle forme di 10 Cfr. L evoluzione del principio di trasparenza di Francesco Manganaro Ed. Aracne

15 contenzioso finalizzate ad ottenere ciò che oggi si può avere mediante la presentazione di una richiesta di accesso ai sensi dell articolo 22 della legge n. 241 del L AUTOTUTELA Nell ottica di deflazionare il contenzioso, uno strumento particolarmente utile ed importante è rappresentato dal potere di autotutela di cui dispone la pubblica amministrazione, inteso non soltanto come possibilità di rimuovere i provvedimenti amministrativi inopportuni (ex art. 21quinquies l.n. 241/1990) o illegittimi (ex art. 21-nonies l.n. 241/1990), al fine di evitare di affrontare un contenzioso che la vedrebbe perdente, ma anche come possibilità di modificare i provvedimenti adottati al fine di sanare gli eventuali vizi che li affliggono, in modo tale da indurre i destinatari dell azione amministrativa a desistere dall intento di presentare ricorso o, comunque, contestare l operato dell organo che ha agito nel caso concreto. Si pensi, sotto questo profilo, alla possibilità di convalida (provvedimento nuovo e autonomo con il quale è possibile eliminare i vizi di legittimità di un atto invalido precedentemente emanato dalla stessa autorità; ad esempio, con l'atto di convalida può essere integrata la motivazione dell'atto invalido, ovvero possono essere eliminate le clausole invalidanti o inseriti elementi mancanti nell'atto precedentemente emanato), di sanare (mediante il provvedimento di sanatoria, un atto o un presupposto di legittimità mancante al momento dell'emanazione del provvedimento amministrativo viene emesso successivamente al fine di perfezionare, ex post, l atto illegittimo; la sanatoria non costituisce un provvedimento nuovo ed autonomo, ma si identifica con l atto che nel caso concreto è stato omesso; per tale ragione la sanatoria è limitata ad alcuni tipi di atto quali proposte e approvazioni e non anche ai pareri), ratificare (al fine di eliminare il vizio di incompetenza relativa da parte dell autorità astrattamente competente, la quale si appropria dell atto adottato dall organo incompetente). PARTE II - IL CONTENZIOSO E LE FORME DI DEFINIZIONE STRAGIUDIZIALE DELLE CONTROVERSIE CAPITOLO 1 LE ALERNATIVE DISPUTE RESOLUTION (ADR) 15

16 1. I NUOVI MODELLI DI DEFINIZIONE DELLE CONTROVERSIE IN AMBITO EUROPEO - In connessione con l esigenza di assicurare il rispetto dei principi di ragionevole durata del processo, di deflazione del contenzioso e di effettività della tutela giurisdizionale, è stata avvertita, dapprima negli Stati Uniti e, negli ultimi anni, in ambito comunitario, la necessità di individuare forme di risoluzione delle controversie alternative alla tutela giurisdizionale 11. Tali nuovi strumenti sono stati denominati con l acronimo ADR, ovvero Alternative Dispute Resolutions, per indicare istituti che, pur presentando sul piano strutturale connotazioni eterogenee, mostrano, sul piano funzionale, scopi comuni quali: la risoluzione dei conflitti senza ricorrere al giudice; la gestione della lite in modo semplificato, con forte risparmio di costi e di tempo; la valorizzazione della libertà di autodeterminazione degli attori sociali e la continuità dei rapporti tra le parti 12. Forte impulso alla diffusione di questi modelli è stato dato nel 2002 dal libro verde 13 adottato dalla Commissione europea, relativo ai modi alternativi di risoluzione delle controversie in materia civile e commerciale ; nel 2008 con l approvazione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio n. 2008/52/CE, per la diffusione della mediazione all interno degli Stati membri; nel Trattato di Lisbona (2007/C 306/01 - che modifica il trattato sull'unione europea, firmato il 13 dicembre 2007), al fine di garantire, mediante una celere definizione della lite, il buon funzionamento del mercato interno, abbattendo i costi del ricorso allo strumento tradizionale fornito dalle Corti di giustizia. 11 Galeani, Recchia, Testa- I metodi di risoluzione alternativa delle controversie Officina giuridica Ianua: Già nel diritto romano era prevista nelle legis actiones una fase davanti al magistrato ove, oltre a istruire la controversia, si provvedeva a tentare la conciliazione (fase in ius) e, solo in una seconda fase, fallito il tentativo conciliativo, la controversia era decisa da un giudice (fase apud iudicem). Ciò a dimostrare come l istituto della conciliazione fosse radicato nella storia della società umana. 12 F. Astone Strumenti di tutela e forme di risoluzione bonaria del contenzioso nel codice dei contratti pubblici Giappichelli, Il libro verde, presentato il agli stati membri, richiama particolarmente l'attenzione sul ruolo dell'a.d.r. come strumento al servizio della pace sociale ed al riguardo osserva "le parti non si affrontano più, ma al contrario si impegnano in un processo di riavvicinamento e scelgono esse stesse il metodo di risoluzione del contenzioso. Questo approccio consensuale aumenta la possibilità, per le parti, di mantenere, una volta risolta la lite, le loro relazioni di natura commerciale o di altra natura ". 16

17 2. LE ADR NELL ORDINAMENTO GIURIDICO ITALIANO Nell ordinamento italiano, la via ordinaria solitamente seguita dalle parti in conflitto per risolvere la lite è quella di rivolgersi al giudice per ottenere la tutela del proprio diritto, come garantito dall articolo 24 della Costituzione. Manca ancora una vera e propria cultura della risoluzione delle controversie alternativa alla via giurisdizionale, che si traduce in una scarsa attenzione verso i nuovi modelli, anche se l ordinamento italiano ne conosce già alcuni, che si possono distinguere in strumenti di autocomposizione e di eterocomposizione della lite, a seconda se la soluzione sia attuata direttamente dalle parti, ovvero mediante l intervento di un terzo. Tipiche espressioni delle due figure sono costituite, nel primo caso, dalla transazione e, nel secondo caso, dall arbitrato. A metà strada si colloca la conciliazione, che viene attuata sì dalle parti, ma alla presenza di un terzo che svolge soprattutto un ruolo di indirizzo più o meno ampio FORME DI AUTOCOMPOSIZIONE DELLE LITI: LA TRANSAZIONE - L articolo 1965 del codice civile definisce la transazione il contratto con il quale le parti, facendosi reciproche concessioni, pongono fine ad una lite già iniziata o prevengono una lite che può sorgere tra di loro. Tale soluzione è valida solo se ha ad oggetto diritti disponibili, vale a dire quando le parti hanno il potere di estinguere il diritto in forma negoziale, rinunziando ai diritti che derivano dal rapporto che le lega. 15. Si tratta di un atto scritto, a titolo oneroso e a prestazioni corrispettive in cui, una volta raggiunto l accordo, il nuovo assetto voluto dalle parti in relazione al rapporto controverso si sostituisce ad ogni precedente regolamentazione del rapporto stesso e si pone come fonte regolatrice della nuova situazione giuridica. 14 G.A. Tarzia in Arbitrato, ADR, Conciliazione Zanichelli Ai sensi dell art. 1966, comma 2, la transazione è nulla se ha ad oggetto gli status personali, i diritti della personalità, l obbligazione di prestare gli alimenti, l obbligazione naturale. 17

18 Presuppone la sussistenza di una lite (res litigiosa), in atto o potenziale, di un accordo che influisce su un rapporto giuridico avente carattere di incertezza (res dubia), ed ha come oggetto non il rapporto o la situazione giuridica cui si riferisce la discorde valutazione delle parti, ma la lite cui questa ha dato luogo o può dar luogo e che le parti stesse intendono evitare. In relazione all oggetto si distingue poi la transazione generale, con la quale le parti chiudono definitivamente ogni contestazione su tutti i loro pregressi rapporti, costituendo tra loro una nuova situazione giuridica, dalla transazione speciale, che riguarda un affare determinato, in modo da produrre l effetto preclusivo della lite limitatamente all affare oggetto della transazione FORME DI ETEROCOMPOSIZIONE DELLE LITI: L ARBITRATO - Tipico strumento di eterocomposizione della lite è l arbitrato, disciplinato dal codice civile quale mezzo alternativo al giudizio per la risoluzione delle controversie aventi ad oggetto diritti disponibili. Con esso le parti, volontariamente, possono sottrarre alla giurisdizione statale la decisione di liti tra esse insorte, per affidarle ad un privato, l arbitro, scelto dalle parti stesse e, spesso, costituito da un collegio di almeno tre persone, il quale porrà fine alla controversia con un provvedimento denominato dalla legge lodo. Tale volontaria sottrazione per la devoluzione al giudizio dell arbitro deve avvenire attraverso un negozio, per il quale è imposta la forma scritta (art.807 c.p.c.), denominato patto compromissorio o convenzione arbitrale, che può assumere la forma del compromesso o della clausola compromissoria (artt. 807 e 808 c.p.c.). L arbitro perviene alla soluzione della lite decidendo la controversia entro un termine di 240 giorni (art. 820 c.p.c.), a conclusione di un processo le cui norme regolamentari possono essere liberamente stabilite dalle parti (art.816 bis c.p.c.), ma nel 16 Astone, cit. 18

19 quale deve essere, comunque, assicurato il rispetto del principio del contraddittorio (art.829, I comma, n.9, c.p.c.) 17. Le parti possono, inoltre, stabilire che la decisione sia: secondo diritto, se l arbitro si pronuncia in base alle norme che disciplinano la fattispecie oggetto della controversia; secondo equità nel caso le parti siano concordi a voler far decidere la questione secondo un criterio basato su valori oggettivi, già emersi nel contesto sociale, ma non ancora tradotti in termini di legge scritta. 18 Il vero grande vantaggio di tale alternativa è quello di non porre in contrasto le parti e di mantenere rapporti protratti nel tempo 19. Si parla, poi, di arbitrato rituale se gli arbitri, nel loro giudicare, seguono le norme del codice di procedura civile. Pur essendo simile, per forma, ad una sentenza, il lodo ne può assumere la forza soltanto attraverso l omologa del Tribunale. Ove, invece, gli arbitri stabiliscano loro stessi le modalità di svolgimento della procedura, l'arbitrato è considerato irrituale e la statuizione finale avrà efficacia negoziale. La differenza tra le due species di arbitrato risiede nel fatto che, nel primo caso, le parti intendono ottenere un lodo vincolante ed efficace tra loro, impugnabile dinanzi al giudice ordinario; mentre, nel secondo caso, esse intendono pervenire alla soluzione della lite sul piano esclusivamente negoziale, precludendosi la possibilità di ottenere una decisione suscettibile di acquisire gli anzidetti effetti. L uno si conclude con un atto equiparabile ad una sentenza di primo grado, l altro con un negozio, senza esaurire quindi alcun grado di giurisdizione, anche se il giudice deve tenerne conto nel decidere la controversia, a meno di una sua preventiva invalidazione, ottenibile con le ordinarie impugnative negoziali. 17 G. A. Tarzia da Arbitrato, ADR, Conciliazione, dottrina casi sistemi Ed. Zanichelli Cass. 11 novembre 1991 n Galeani, Recchia, Testa - Testa: I metodi di risoluzione alternativa delle controversie Officina Giuridica Ianua

20 L arbitrato presenta una serie di vantaggi rispetto al procedimento giurisdizionale ordinario, quale la rapidità, la possibilità per le parti di poter scegliere gli arbitri che decideranno la controversia utilizzando nei collegi soggetti tecnicamente qualificati per la trattazione della specifica materia del contendere, la riservatezza della controversia; ma presenta anche lo svantaggio del costo della procedura, sicuramente più alto di un giudizio davanti ad un giudice LA VIA INTERMEDIA: LA CONCILIAZIONE - La conciliazione costituisce la via intermedia fra gli strumenti di autocomposizione e di eterocomposizione della lite, in quanto l accordo fra le parti in conflitto può essere raggiunto grazie al ricorso ad un soggetto terzo che, però, riveste un ruolo di solo indirizzo. Nella normativa italiana il sistema processuale incentrato sul codice di procedura civile nel suo impianto iniziale, metteva in primo piano la conciliazione giudiziale, sia attraverso il tentativo di conciliazione in corso di causa, volto ad evitare la prosecuzione del processo piuttosto che a scongiurarne l inizio, sia dando spazio alla figura del giudice conciliatore, poi sostituita da quella del giudice di pace, caratterizzata, però, da una prevalenza della funzione giudicante rispetto a quella finalizzata all amichevole composizione della lite 21. Le norme del codice prevedono, come regola generale, che la convenzione conclusa dalle parti in giudizio per effetto della conciliazione confluisca in un verbale, sottoscritto dalle parti, che costituisce titolo esecutivo (art.185 c.p.c.). Le statistiche degli uffici del registro dimostrano, però, come non sia frequente l esito conciliativo rispetto al volume del contenzioso. L istituto, infatti, è stato spesso ostacolato dall essere ormai la causa in corso e dall assenza di una previsione di conseguenze rilevanti in caso di mancata conciliazione. 20 L arbitro viene pagato direttamente dalle parti e la misura e le modalità di pagamento delle spese viene concordata tra le parti e l arbitro; ciò è differente dal sistema dei costi della mediazione ove è fatto espresso divieto per il mediatore di percepire somme direttamente dalle parti, che invece devono versare il dovuto all organismo di mediazione sulla base di tariffe minime e massime stabilite in apposito regolamento ministeriale. 21 G. Di Rago La nuova conciliazione delle liti da Italia Oggi

LA GESTIONE DELLE RISERVE NELLE OO.PP.

LA GESTIONE DELLE RISERVE NELLE OO.PP. Seminario IF COMMISSIONE INGEGNERIA FORENSE LA GESTIONE DELLE RISERVE NELLE OO.PP. Milano, 9 giugno 2011 1 Riserve: generalità Riserva come preannuncio di disaccordo (=firma con riserva) Riserva come domanda

Dettagli

OGGETTO: Mediazione tributaria Modifiche apportate dall articolo 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 Chiarimenti e istruzioni operative

OGGETTO: Mediazione tributaria Modifiche apportate dall articolo 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 Chiarimenti e istruzioni operative CIRCOLARE N. 1/E Direzione Centrale Affari Legali e Contenzioso Roma, 12 febbraio 2014 OGGETTO: Mediazione tributaria Modifiche apportate dall articolo 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2013, n. 147

Dettagli

PRONTUARIO. DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle segreterie)

PRONTUARIO. DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle segreterie) Codice del processo amministrativo - Commissione per l esame dei profili organizzativi ed informatici - PRONTUARIO DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle

Dettagli

REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO E SUL DIRITTO D'ACCESSO AGLI ATTI

REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO E SUL DIRITTO D'ACCESSO AGLI ATTI COMUNE DI TREMEZZINA REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO E SUL DIRITTO D'ACCESSO AGLI ATTI Approvato con deliberazione del Commissario prefettizio assunta con i poteri di Consiglio n. 19 del 02/04/2014

Dettagli

Fiscal News N. 206. Sospensione feriale dei termini processuali. La circolare di aggiornamento professionale 23.07.2013. Premessa

Fiscal News N. 206. Sospensione feriale dei termini processuali. La circolare di aggiornamento professionale 23.07.2013. Premessa Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N. 206 23.07.2013 Sospensione feriale dei termini processuali Categoria: Contenzioso Sottocategoria: Processo tributario Anche quest anno, come di

Dettagli

Circolare Informativa n 57/2013

Circolare Informativa n 57/2013 Circolare Informativa n 57/2013 TRATTAMENTO FISCALE E CONTRIBUTIVO DELLE SOMME EROGATE A SEGUITO DI TRANSAZIONE Pagina 1 di 9 INDICE Premessa pag.3 1) La transazione: aspetti giuridici pag. 3 2) Forme

Dettagli

Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c.

Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c. Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c. La riforma del processo esecutivo ha modificato sensibilmente la fase eventuale delle opposizioni siano esse all esecuzione, agli atti esecutivi o di terzi

Dettagli

PARTE PRIMA ATTI DELLA REGIONE

PARTE PRIMA ATTI DELLA REGIONE BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 41 DEL 5 SETTEMBRE 2006 1 PARTE PRIMA ATTI DELLA REGIONE REGOLAMENTI DELLA GIUNTA REGIONALE REGOLAMENTO N. 2 del 31 luglio 2006 Regolamento per l accesso

Dettagli

Le azioni possessorie nei confronti della pubblica amministrazione

Le azioni possessorie nei confronti della pubblica amministrazione 13 Le azioni possessorie nei confronti della pubblica amministrazione SOMMARIO 1. Limiti interni delle attribuzioni del giudice ordinario. 2. Proponibilità delle azioni possessorie nei confronti della

Dettagli

DECLINATORIA DI GIURISDIZIONE E CONTINUAZIONE DEL PROCESSO DAVANTI AL GIUDICE MUNITO DI GIURISDIZIONE (C.D. TRANSLATIO IUDICII)

DECLINATORIA DI GIURISDIZIONE E CONTINUAZIONE DEL PROCESSO DAVANTI AL GIUDICE MUNITO DI GIURISDIZIONE (C.D. TRANSLATIO IUDICII) DECLINATORIA DI GIURISDIZIONE E CONTINUAZIONE DEL PROCESSO DAVANTI AL GIUDICE MUNITO DI GIURISDIZIONE (C.D. TRANSLATIO IUDICII) CORTE DI CASSAZIONE; sezioni unite civili; sentenza, 22-02-2007, n. 4109

Dettagli

Regolamento di Accesso agli atti amministrativi

Regolamento di Accesso agli atti amministrativi ISTITUTO COMPRENSIVO DANTE ALIGHIERI 20027 RESCALDINA (Milano) Via Matteotti, 2 - (0331) 57.61.34 - Fax (0331) 57.91.63 - E-MAIL ic.alighieri@libero.it - Sito Web : www.alighierirescaldina.it Regolamento

Dettagli

DIRITTI DEI CONSUMATORI

DIRITTI DEI CONSUMATORI DIRITTI DEI CONSUMATORI 1. Quali sono i diritti dei consumatori stabiliti dal Codice del Consumo 2. Qual è la portata della disposizione? 3. Qual è l origine dell elencazione? 4. In che cosa consiste il

Dettagli

Quadro legislativo: Quali sono le leggi che regolamentano gli appalti pubblici?

Quadro legislativo: Quali sono le leggi che regolamentano gli appalti pubblici? Quadro legislativo: Quali sono le leggi che regolamentano gli appalti pubblici? Quali regolamenti si applicano per gli appalti sopra soglia? Il decreto legislativo n. 163 del 12 aprile 2006, Codice dei

Dettagli

DELIBERA N. 78/12/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA XXX MARRUCCI / EUTELIA XXX IL CORECOM LAZIO

DELIBERA N. 78/12/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA XXX MARRUCCI / EUTELIA XXX IL CORECOM LAZIO DELIBERA N. 78/12/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA XXX MARRUCCI / EUTELIA XXX IL CORECOM LAZIO NELLA riunione del Comitato Regionale per le Comunicazioni del Lazio (di seguito, per brevità, Corecom Lazio

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA Lombardia 300/2014/PAR REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Gianluca Braghò dott. Donato Centrone dott. Andrea Luberti

Dettagli

C O M U N E DI M O L I T E R N O

C O M U N E DI M O L I T E R N O C O M U N E DI M O L I T E R N O (Provincia di Potenza) REGOLAMENTO SUI CONTROLLI INTERNI Approvato con delibera consiliare n.05 del 6/02/2013 modificato con delibera consiliare n. 54 del 30/11/2013 Indice

Dettagli

Scheda approfondita LAVORO PART-TIME

Scheda approfondita LAVORO PART-TIME Scheda approfondita LAVORO PART-TIME Nozione Finalità Ambito soggettivo di applicazione Legenda Contenuto Precisazioni Riferimenti normativi Ambito oggettivo di applicazione Forma Durata Trattamento economico

Dettagli

CIRCOLARE N. 20/E. Roma, 11 maggio 2015

CIRCOLARE N. 20/E. Roma, 11 maggio 2015 CIRCOLARE N. 20/E Direzione Centrale Normativa Roma, 11 maggio 2015 OGGETTO: Trattamento agli effetti dell IVA dei contributi pubblici relativi alle politiche attive del lavoro e alla formazione professionale

Dettagli

LEGGE 27 LUGLIO, N.212. "Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente"

LEGGE 27 LUGLIO, N.212. Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente LEGGE 27 LUGLIO, N.212 "Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000 Art. 1. (Princìpi generali) 1. Le disposizioni della

Dettagli

CIRCOLARE N. 21/E. Roma, 10 luglio 2014

CIRCOLARE N. 21/E. Roma, 10 luglio 2014 CIRCOLARE N. 21/E Direzione Centrale Normativa Roma, 10 luglio 2014 OGGETTO: Fondi di investimento alternativi. Articoli da 9 a 14 del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 44 emanato in attuazione della

Dettagli

RIFORMA DEL PROCEDIMENTO CAUTELARE: quali effetti nelle controversie di lavoro

RIFORMA DEL PROCEDIMENTO CAUTELARE: quali effetti nelle controversie di lavoro N. 1 ANNO 2008 Diritto dei Lavori RIFORMA DEL PROCEDIMENTO CAUTELARE: quali effetti nelle controversie di lavoro di Antonio Belsito* 1 Sommario: 1. Introduzione 2. Il procedimento cautelare dinanzi al

Dettagli

Le novità per gli appalti pubblici

Le novità per gli appalti pubblici Le novità per gli appalti pubblici La legge 98/2013 contiene disposizioni urgenti per il rilancio dell economia del Paese e, fra queste, assumono particolare rilievo quelle in materia di appalti pubblici.

Dettagli

RISOLUZIONE N. 211/E

RISOLUZIONE N. 211/E RISOLUZIONE N. 211/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma,11 agosto 2009 OGGETTO: Sanzioni amministrative per l utilizzo di lavoratori irregolari Principio del favor rei 1. Premessa Al fine

Dettagli

le situazioni giuridiche soggettive del diritto AMMinisTrATiVo sommario:

le situazioni giuridiche soggettive del diritto AMMinisTrATiVo sommario: Capitolo Secondo Le situazioni giuridiche soggettive del diritto amministrativo Sommario: 1. Definizione di situazione giuridica soggettiva. - 2. Il diritto soggettivo. - 3. Gli interessi legittimi. -

Dettagli

Per i licenziamenti collettivi: semplificazione delle procedure, variabilità del regime sanzionatorio e termini più stretti per le impugnazioni

Per i licenziamenti collettivi: semplificazione delle procedure, variabilità del regime sanzionatorio e termini più stretti per le impugnazioni Per i licenziamenti collettivi: semplificazione delle procedure, variabilità del regime sanzionatorio e termini più stretti per le impugnazioni di Pierluigi Rausei * La Sezione II, del Capo III (Disciplina

Dettagli

IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE

IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE COSA CAMBIA CON LA RIFORMA PREVISTA NEL D.LGS DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE DELEGA 15/2009. L OBBLIGO DI AFFISSIONE DEL CODICE DISCIPLINARE La pubblicazione sul sito istituzionale

Dettagli

di Roberto Fontana, magistrato

di Roberto Fontana, magistrato 10.1.2014 LE NUOVE NORME SULLA FISSAZIONE DELL UDIENZA E LA NOTIFICAZIONE DEL RICORSO E DEL DECRETO NEL PROCEDIMENTO PER DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO di Roberto Fontana, magistrato Sommario. 1. La nuova

Dettagli

7 L atto di appello. 7.1. In generale (notazioni processuali)

7 L atto di appello. 7.1. In generale (notazioni processuali) 7 L atto di appello 7.1. In generale (notazioni processuali) L appello è un mezzo di impugnazione ordinario, generalmente sostitutivo, proposto dinanzi a un giudice diverso rispetto a quello che ha emesso

Dettagli

1. Premessa. Il contesto generale.

1. Premessa. Il contesto generale. Linee di indirizzo del Comitato interministeriale (d.p.c.m. 16 gennaio 2013) per la predisposizione, da parte del Dipartimento della funzione pubblica, del PIANO NAZIONALE ANTICORRUZIONE di cui alla legge

Dettagli

DELIBERA N. 23/13/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA XXX MIGLIARUCCI/TELETU XXX IL CORECOM LAZIO

DELIBERA N. 23/13/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA XXX MIGLIARUCCI/TELETU XXX IL CORECOM LAZIO DELIBERA N. 23/13/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA XXX MIGLIARUCCI/TELETU XXX IL CORECOM LAZIO NELLA riunione del Comitato Regionale per le Comunicazioni del Lazio (di seguito, per brevità, Corecom Lazio

Dettagli

Nel procedimento per la sospensione dell esecuzione del provvedimento impugnato (art. 5, L. 742/1969).

Nel procedimento per la sospensione dell esecuzione del provvedimento impugnato (art. 5, L. 742/1969). Il commento 1. Premessa La sospensione feriale dei termini è prevista dall art. 1, co. 1, della L. 07/10/1969, n. 742 1, il quale dispone che: Il decorso dei termini processuali relativi alle giurisdizioni

Dettagli

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare Adozione con delibera

Dettagli

L accesso agli atti dell ispezione del lavoro

L accesso agli atti dell ispezione del lavoro Il punto di pratica professionale L accesso agli atti dell ispezione del lavoro a cura di Alessandro Millo Funzionario della Direzione Provinciale del Lavoro di Modena Il diritto di accesso agli atti Com

Dettagli

Premessa Se qualcosa non va con la tua banca e sussistano pertanto

Premessa Se qualcosa non va con la tua banca e sussistano pertanto Guida al Reclamo Indice Premessa 1 La fase del reclamo 3 Il ricorso all Arbitro Bancario Finanziario (ABF) 3 L Associazione Conciliatore BancarioFinanziario 7 L Ombudsman - Giurì bancario 7 La Mediazione

Dettagli

Deliberazione n.57/pareri/2008

Deliberazione n.57/pareri/2008 Deliberazione n.57/pareri/2008 REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Nicola Mastropasqua Presidente dott. Giorgio Cancellieri

Dettagli

RISOLUZIONE N. 42/E QUESITO

RISOLUZIONE N. 42/E QUESITO RISOLUZIONE N. 42/E Direzione Centrale Normativa Roma, 27 aprile 2012 OGGETTO: Interpello (art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212) - Chiarimenti in merito alla qualificazione giuridica delle operazioni

Dettagli

Processo civile, procedimento di ingiunzione, mediazione obbligatoria Tribunale Prato, sez. unica civile, ordinanza 18.07.2011

Processo civile, procedimento di ingiunzione, mediazione obbligatoria Tribunale Prato, sez. unica civile, ordinanza 18.07.2011 Processo civile, procedimento di ingiunzione, mediazione obbligatoria Tribunale Prato, sez. unica civile, ordinanza 18.07.2011 Il preliminare espletamento del procedimento di mediazione, disciplinato dal

Dettagli

DIRIGENTI PUBBLICI. Nozione di giustificatezza nel licenziamento. di Marilena Cortese

DIRIGENTI PUBBLICI. Nozione di giustificatezza nel licenziamento. di Marilena Cortese DIRIGENTI PUBBLICI Nozione di giustificatezza nel licenziamento di Marilena Cortese Il rapporto di lavoro, in generale, sia esso a tempo determinato che indeterminato, può estinguersi per cause diverse

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER L'ACCESSO AGLI ATTI, AI DOCUMENTI E ALLE INFORMAZIONI

REGOLAMENTO COMUNALE PER L'ACCESSO AGLI ATTI, AI DOCUMENTI E ALLE INFORMAZIONI REGOLAMENTO COMUNALE PER L'ACCESSO AGLI ATTI, AI DOCUMENTI E ALLE INFORMAZIONI Art. 1 Finalità ed ambito di applicazione Art. 2 Informazione e pubblicità Art. 3 Accesso ai documenti amministrativi Art.

Dettagli

Legge 15 luglio 1966 n. 604 Norme sui licenziamenti individuali. pubblicata nella G.U. n. 195 del 6 agosto 1966. con le modifiche della

Legge 15 luglio 1966 n. 604 Norme sui licenziamenti individuali. pubblicata nella G.U. n. 195 del 6 agosto 1966. con le modifiche della Legge 15 luglio 1966 n. 604 Norme sui licenziamenti individuali pubblicata nella G.U. n. 195 del 6 agosto 1966 con le modifiche della legge 4 novembre 2010, n. 183 (c.d. Collegato Lavoro) Legge 28 giugno

Dettagli

OGGETTO: Sospensione feriale: si riparte il 17 settembre

OGGETTO: Sospensione feriale: si riparte il 17 settembre Informativa per la clientela di studio N. 131 del 05.09.2012 Ai gentili Clienti Loro sedi OGGETTO: Sospensione feriale: si riparte il 17 settembre Gentile Cliente, con la stesura del presente documento

Dettagli

Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti

Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti 08 Giugno 2015 Elisa Noto, Mariateresa Villani Sommario La prescrizione breve in materia di rapporto

Dettagli

L abuso edilizio minore

L abuso edilizio minore L abuso edilizio minore L abuso edilizio minore di cui all art. 34 del D.P.R. 380/2001. L applicazione della sanzione pecuniaria non sana l abuso: effetti penali, civili e urbanistici. Brunello De Rosa

Dettagli

COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE

COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE Deliberazione del 15 luglio 2010, modificata ed integrata con deliberazione del 7 maggio 2014 (Testo consolidato) 1. Regolamento sulle procedure relative all

Dettagli

Forme e termini del procedimento disciplinare nel pubblico impiego

Forme e termini del procedimento disciplinare nel pubblico impiego Forme e termini del procedimento disciplinare nel pubblico impiego La riforma Brunetta, introdotta dal D.Lgs. 150/09, ha modificato profondamente il sistema disciplinare nel pubblico impiego, intervenendo

Dettagli

Art. 54 decreto legge

Art. 54 decreto legge Art. 342 c.p.c. Forma dell appello L appello si propone con citazione contenente l esposizione sommaria dei fatti ed i motivi specifici dell impugnazione nonché le indicazioni prescritte nell articolo

Dettagli

Servizio Amministrativo di Supporto alle Autorità Indipendenti Via Michele Iacobucci, 4 L Aquila

Servizio Amministrativo di Supporto alle Autorità Indipendenti Via Michele Iacobucci, 4 L Aquila Modello B) REGIONE ABRUZZO CONSIGLIO REGIONALE Servizio Amministrativo di Supporto alle Autorità Indipendenti Via Michele Iacobucci, 4 L Aquila acquisito di materiale di cancelleria per l Ufficio amministrativo

Dettagli

GUIDA di ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI e ALLA TRASPARENZA (Allegata al modulo di richiesta di accesso agli atti amministrativi)

GUIDA di ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI e ALLA TRASPARENZA (Allegata al modulo di richiesta di accesso agli atti amministrativi) GUIDA di ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI e ALLA TRASPARENZA (Allegata al modulo di richiesta di accesso agli atti amministrativi) Principali norme di riferimento 1) Legge n. 241/1990 - Nuove norme in

Dettagli

I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013

I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013 I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013 INDICE Presupposti... 2 Modalità di fruizione... 4 Particolari tipologie di rapporto di

Dettagli

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Consiglio di Stato. in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) DECISIONE

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Consiglio di Stato. in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) DECISIONE N. 01133/2010 01471/2009 REG.DEC. REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A ha pronunciato la presente IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) DECISIONE

Dettagli

Regolamento sulla disciplina del diritto di accesso agli atti ai sensi della legge 241/1990 e successive modifiche e integrazioni.

Regolamento sulla disciplina del diritto di accesso agli atti ai sensi della legge 241/1990 e successive modifiche e integrazioni. Regolamento sulla disciplina del diritto di accesso agli atti ai sensi della legge 241/1990 e successive modifiche e integrazioni. Il DIRETTORE DELL AGENZIA DEL DEMANIO Vista la legge 7 agosto 1990, n.

Dettagli

LA COMPETENZA GIURISDIZIONALE

LA COMPETENZA GIURISDIZIONALE INSEGNAMENTO DI DIRITTO PROCESSUALE CIVILE I LEZIONE II LA COMPETENZA GIURISDIZIONALE PROF. ROMANO CICCONE Indice 1 Rilevabilità dell'incompetenza giurisdizionale ------------------------------------------------------

Dettagli

CONTRATTO DI COLLABORAZIONE A PROGETTO

CONTRATTO DI COLLABORAZIONE A PROGETTO CONTRATTO DI COLLABORAZIONE A PROGETTO AVVERTENZE PER LA REDAZIONE 1. La bozza di contratto proposta è da utilizzare come linea guida, potrà essere integrata e/o ridotta in funzione alle specifiche necessità.

Dettagli

L ESECUZIONE FORZATA NEI CONFRONTI DELLA P.A.

L ESECUZIONE FORZATA NEI CONFRONTI DELLA P.A. L ESECUZIONE FORZATA NEI CONFRONTI DELLA P.A. 1. La responsabilità patrimoniale della P.A. ed i suoi limiti Anche lo Stato e gli Enti Pubblici sono soggetti al principio della responsabilità patrimoniale

Dettagli

Dir.P.C.M. 27 gennaio 1994 Princìpi sull erogazione dei servizi pubblici

Dir.P.C.M. 27 gennaio 1994 Princìpi sull erogazione dei servizi pubblici Dir.P.C.M. 27 gennaio 1994 Princìpi sull erogazione dei servizi pubblici IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Visto l art. 5, comma 2, lettere b), e) ed f), della legge 23 agosto 1988, n. 400; Ritenuta

Dettagli

LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20

LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20 LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20 Norme sui procedimenti e giudizi di accusa (Gazzetta Ufficiale 13 febbraio 1962, n. 39) Artt. 1-16 1 1 Articoli abrogati dall art. 9 della legge 10 maggio 1978, n. 170. Si

Dettagli

Impugnazione del licenziamento dopo il Collegato Lavoro

Impugnazione del licenziamento dopo il Collegato Lavoro Impugnazione del licenziamento dopo il Collegato Lavoro Natura giuridica e forma dell impugnazione Giurisprudenza L impugnazione del licenziamento, disciplinata dall art. 6, legge n. 604/ 1966(anche a

Dettagli

DEFINIZIONE DELLE COMPETENZE E DELLE MODALITA PER ACCERTAMENTO DELLA RESPONSABILITA DISCIPLINARE IN CAPO AI DIPENDENTI DELL ERSU DI CAMERINO.

DEFINIZIONE DELLE COMPETENZE E DELLE MODALITA PER ACCERTAMENTO DELLA RESPONSABILITA DISCIPLINARE IN CAPO AI DIPENDENTI DELL ERSU DI CAMERINO. 5 del consiglio di Amministrazione 242 Allegato A DEFINIZIONE DELLE COMPETENZE E DELLE MODALITA PER ACCERTAMENTO DELLA RESPONSABILITA DISCIPLINARE IN CAPO AI DIPENDENTI DELL ERSU DI CAMERINO. Art. 1 Oggetto

Dettagli

9. Le disposizioni di cui al presente articolo non comportano aumenti di spesa a carico del bilancio regionale.

9. Le disposizioni di cui al presente articolo non comportano aumenti di spesa a carico del bilancio regionale. 9. Le disposizioni di cui al presente articolo non comportano aumenti di spesa a carico del bilancio regionale. Art. 27 Adeguamento della legge regionale n.3/2007 alla normativa nazionale 1. Alla legge

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI.

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI. REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI. Foglio notizie: APPROVATO con deliberazione di Consiglio Comunale n. 23 del 05.05.2009 MODIFICATO PUBBLICATO All Albo Pretorio per 15 giorni: - all adozione

Dettagli

Gabinetto dell On. le Ministro. Organismo Indipendente di Valutazione. Presidente del Consiglio Superiore dei LL.PP.

Gabinetto dell On. le Ministro. Organismo Indipendente di Valutazione. Presidente del Consiglio Superiore dei LL.PP. Dipartimento per le Infrastrutture, gli affari generali ed il personale Direzione generale del personale e degli affari generali Divisione 4 Ufficio Ispettivo e Disciplina Via Nomentana, 2 00161 Roma tel.06.4412.3285

Dettagli

ACCESSO CIVICO, ACCESSO AGLI ATTI E PROTEZIONE DEI DATI: AMBITO DI RILEVANZA

ACCESSO CIVICO, ACCESSO AGLI ATTI E PROTEZIONE DEI DATI: AMBITO DI RILEVANZA ACCESSO CIVICO, ACCESSO AGLI ATTI E PROTEZIONE DEI DATI: AMBITO DI RILEVANZA L art. 4 della L.P. 4/2014, nel regolamentare (ai commi 2, 3 e 4) la procedura per l esercizio dell accesso civico, ne definisce

Dettagli

CONVENZIONE TRA LA SANTA SEDE E IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA IN MATERIA FISCALE

CONVENZIONE TRA LA SANTA SEDE E IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA IN MATERIA FISCALE CONVENZIONE TRA LA SANTA SEDE E IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA IN MATERIA FISCALE La Santa Sede ed il Governo della Repubblica Italiana, qui di seguito denominati anche Parti contraenti; tenuto conto

Dettagli

LINEE GUIDA in materia di discriminazioni sul lavoro

LINEE GUIDA in materia di discriminazioni sul lavoro LINEE GUIDA in materia di discriminazioni sul lavoro (adottate dall Ente in data 10/06/2014) La Provincia di Cuneo intende promuovere un ambiente di lavoro scevro da qualsiasi tipologia di discriminazione.

Dettagli

BREVI OSSERVAZIONI sul LAVORO DI PUBBLICA UTILITÀ

BREVI OSSERVAZIONI sul LAVORO DI PUBBLICA UTILITÀ BREVI OSSERVAZIONI sul LAVORO DI PUBBLICA UTILITÀ Tra le modifiche introdotte nell agosto 2010 all art. 186, C.d.S., vi è anche l inserimento del nuovo comma 9 bis, che prevede l applicazione del lavoro

Dettagli

Consiglio nazionale del notariato, Studio 98-2013/I; Codice civile, art. 2363; D.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma societaria).

Consiglio nazionale del notariato, Studio 98-2013/I; Codice civile, art. 2363; D.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma societaria). Luogo di convocazione dell assemblea nelle società di capitali della Dott.ssa Roberta De Pirro L ADEMPIMENTO Il Consiglio nazionale del notariato, nello Studio n. 98-2013/I ha fatto il punto sul luogo

Dettagli

1. Quali sono gli estremi per l iscrizione all Albo Nazionale Gestori Ambientali?

1. Quali sono gli estremi per l iscrizione all Albo Nazionale Gestori Ambientali? Domanda: Risposta (a cura di Maurizio Santoloci): Oggi un impresa edile che trasporta in proprio i rifiuti non pericolosi con proprio mezzo al contrario di quanto accadeva nella previdente disciplina deve

Dettagli

Art. 1. Art. 2. Art. 3.

Art. 1. Art. 2. Art. 3. L. 20-3-1865 n. 2248. Legge sul contenzioso amministrativo (All. E) (2) (3). (1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 27 aprile 1865. (2) Vedi, anche, la L. 6 dicembre 1971, n. 1034. (3) Con riferimento al presente

Dettagli

REGOLAMENTO PER L'EROGAZIONE DI CONTRIBUTI ALLE PICCOLE IMPRESE

REGOLAMENTO PER L'EROGAZIONE DI CONTRIBUTI ALLE PICCOLE IMPRESE REGOLAMENTO PER L'EROGAZIONE DI CONTRIBUTI ALLE PICCOLE IMPRESE INDICE Art. 1 - Oggetto e finalità del regolamento Art. 2 - Requisiti di ammissibilità al contributo Art. 3 - Tipologie di spese ammissibili

Dettagli

Roma, 11 marzo 2011. 1. Premessa

Roma, 11 marzo 2011. 1. Premessa CIRCOLARE N. 13/E Direzione Centrale Accertamento Roma, 11 marzo 2011 OGGETTO : Attività di controllo in relazione al divieto di compensazione, in presenza di ruoli scaduti, di cui all articolo 31, comma

Dettagli

CODICE DI COMPORTAMENTO INTEGRATIVO ARTICOLO 1 OGGETTO

CODICE DI COMPORTAMENTO INTEGRATIVO ARTICOLO 1 OGGETTO CODICE DI COMPORTAMENTO INTEGRATIVO ARTICOLO 1 OGGETTO 1. Il presente Codice di Comportamento integrativo definisce, in applicazione dell'art. 54 del DLgs. n. 165/2001 come riformulato dall'art.1, comma

Dettagli

MODELLO-BASE CONVENZIONE-CONTRATTO PER LA REALIZZAZIONE DELL INTERVENTO NUOVI PERCHORSI

MODELLO-BASE CONVENZIONE-CONTRATTO PER LA REALIZZAZIONE DELL INTERVENTO NUOVI PERCHORSI Assessorato alla f amiglia, all Educazione ed ai Giov ani Municipio Roma III U.O. Serv izi Sociali, Educativ i e Scolastici Allegato n. 3 al Bando d Istruttoria Pubblica per l intervento Nuovi PercHorsi

Dettagli

- PARTE SPECIALE G- I REATI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

- PARTE SPECIALE G- I REATI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO - PARTE SPECIALE G- I REATI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO G.1. I reati di cui all art. 25 septies del D.Lgs. n. 231/2001 La Legge 3 agosto 2007, n. 123, ha introdotto l art. 25 septies del

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DELL ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI

REGOLAMENTO PER IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DELL ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI REGOLAMENTO PER IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DELL ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI TRENTO (Approvato con delibera del Consiglio in data 12 gennaio

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ESERCIZIO DEL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI. (approvato con delibera commissariale n 21 del 07/06/2011)

REGOLAMENTO PER L ESERCIZIO DEL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI. (approvato con delibera commissariale n 21 del 07/06/2011) REGOLAMENTO PER L ESERCIZIO DEL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI (approvato con delibera commissariale n 21 del 07/06/2011) Art. 1 Fonti 1. Il presente regolamento, adottato in attuazione dello Statuto, disciplina

Dettagli

Corte di giustizia dell Unione europea COMUNICATO STAMPA n. 180/14

Corte di giustizia dell Unione europea COMUNICATO STAMPA n. 180/14 Corte di giustizia dell Unione europea COMUNICATO STAMPA n. 180/14 Lussemburgo, 18 dicembre 2014 Stampa e Informazione Parere 2/13 La Corte si pronuncia sul progetto di accordo sull adesione dell Unione

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA Lombardia/169/2015/PAR REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott.ssa Simonetta Rosa dott. Gianluca Braghò dott. Donato Centrone

Dettagli

ha pronunciato la presente

ha pronunciato la presente N. 02866/2015REG.PROV.COLL. N. 10557/2014 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha pronunciato la presente SENTENZA sul

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI Art. 1 - Oggetto del Regolamento Il presente documento regolamenta l esercizio del diritto di accesso ai documenti amministrativi in conformità a quanto

Dettagli

CERVED RATING AGENCY. Politica in materia di conflitti di interesse

CERVED RATING AGENCY. Politica in materia di conflitti di interesse CERVED RATING AGENCY Politica in materia di conflitti di interesse maggio 2014 1 Cerved Rating Agency S.p.A. è specializzata nella valutazione del merito creditizio di imprese non finanziarie di grandi,

Dettagli

COMUNE DI BRIGNANO GERA D ADDA (Provincia di Bergamo) Regolamento recante la disciplina dei Controlli interni

COMUNE DI BRIGNANO GERA D ADDA (Provincia di Bergamo) Regolamento recante la disciplina dei Controlli interni COMUNE DI BRIGNANO GERA D'ADDA (c_b178) - Codice AOO: AOOBRIGNANOADDA - Reg. nr.0001628/2013 del 18/02/2013 ALLEGATO A alla deliberazione del Consiglio comunale n. 2 del 04.02.2013 COMUNE DI BRIGNANO GERA

Dettagli

La normativa civilistica in tema di impugnativa di bilancio di s.p.a. e s.r.l.

La normativa civilistica in tema di impugnativa di bilancio di s.p.a. e s.r.l. Il bilancio delle società di capitali La sua impugnazione Firenze 15 giugno 2010 La normativa civilistica in tema di impugnativa di bilancio di s.p.a. e s.r.l. Francesco D Angelo (Università di Firenze)

Dettagli

COMUNE DI CAMINO (AL) REGOLAMENTO SUI CONTROLLI INTERNI. Approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 3 del 25/1/2013

COMUNE DI CAMINO (AL) REGOLAMENTO SUI CONTROLLI INTERNI. Approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 3 del 25/1/2013 COMUNE DI CAMINO (AL) REGOLAMENTO SUI CONTROLLI INTERNI Approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 3 del 25/1/2013 INDICE TITOLO I PRINCIPI GENERALI... 3 Articolo 1 Oggetto... 3 Articolo 2 Sistema

Dettagli

CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI. Articolo 1 Definizioni

CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI. Articolo 1 Definizioni Regolamento in materia di procedure di risoluzione delle controversie tra operatori di comunicazioni elettroniche ed utenti, approvato con delibera n. 173/07/CONS. [Testo consolidato con le modifiche apportate

Dettagli

Il Consiglio. VISTO il Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163;

Il Consiglio. VISTO il Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163; Regolamento unico in materia di esercizio del potere sanzionatorio da parte dell Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture di cui all art 8, comma 4, del D.Lgs. 12

Dettagli

LA REALIZZAZIONE DELLE OPERE PUBBLICHE COME ATTIVITÀ AMMINISTRATIVA

LA REALIZZAZIONE DELLE OPERE PUBBLICHE COME ATTIVITÀ AMMINISTRATIVA CAPITOLO 1 LA REALIZZAZIONE DELLE OPERE PUBBLICHE COME ATTIVITÀ AMMINISTRATIVA SOMMARIO: 1. L attività contrattuale della pubblica amministrazione. 2. Le opere e i lavori pubblici. 3. I sistemi di realizzazione

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI E AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI E AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI E AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI Premessa L accesso agli atti ed ai documenti amministrativi, introdotto nel nostro ordinamento dalla Legge 7 agosto 1990, n. 241, costituisce

Dettagli

COMUNE DI INVERUNO Provincia di Milano

COMUNE DI INVERUNO Provincia di Milano COMUNE DI INVERUNO Provincia di Milano REGOLAMENTO PER IL DIRITTO ALL INFORMAZIONE E ALL ACCESSO AGLI ATTI E DOCUMENTI AMMINISTRATIVI Approvato dal Consiglio Comunale con atto n. 8 in data 9/2/1995 Annullato

Dettagli

REGOLAMENTO PER L'ACCESSO ALL INFORMAZIONE E AGLI ATTI DEL COMUNE DI SAN GIORGIO A CREMANO

REGOLAMENTO PER L'ACCESSO ALL INFORMAZIONE E AGLI ATTI DEL COMUNE DI SAN GIORGIO A CREMANO REGOLAMENTO PER L'ACCESSO ALL INFORMAZIONE E AGLI ATTI DEL COMUNE DI SAN GIORGIO A CREMANO Approvato con verbale n. 108 Consiglio Comunale del 20 ottobre 2010 Capo I DISPOSIZIONI GENERALI sul DIRITTO di

Dettagli

Ai Signori Segretari Regionali

Ai Signori Segretari Regionali Venezia, 14 GEN. 1993, prot. n. 313/SGP Oggetto: L. 7 agosto 1990, n. 241 Ai Signori Segretari Regionali Ai Signori Assistenti Alla Segreteria Generale Ai Signori Assistenti Alla Segreteria per il Territorio

Dettagli

PROCEDURE DEL MODELLO ORGANIZZATIVO 231 PROCEDURE DI CONTROLLO INTERNO (PCI)

PROCEDURE DEL MODELLO ORGANIZZATIVO 231 PROCEDURE DI CONTROLLO INTERNO (PCI) Pag. 1 di 16 PROCEDURE DEL MODELLO Pag. 2 di 16 Indice PROCEDURE DEL MODELLO... 1 PCI 01 - VENDITA DI SERVIZI... 3 PCI 02 PROCEDIMENTI GIUDIZIALI ED ARBITRALI... 5 PCI 03 AUTORIZZAZIONI E RAPPORTI CON

Dettagli

TARSU e TIA, tra tariffa e tributo: analogie e differenze tra i due modelli nella gestione della finanza comunale.

TARSU e TIA, tra tariffa e tributo: analogie e differenze tra i due modelli nella gestione della finanza comunale. TARSU e TIA, tra tariffa e tributo: analogie e differenze tra i due modelli nella gestione della finanza comunale. di Ernesto Aceto Il settore della finanza locale è nell ambito del diritto tributario,

Dettagli

CONVENZIONI. L art. 2, commi 569, 573 e 574, L. 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge finanziaria 2008) prevede che:

CONVENZIONI. L art. 2, commi 569, 573 e 574, L. 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge finanziaria 2008) prevede che: Prospetto esplicativo riguardante i requisiti soggettivi per l abilitazione ai servizi del Programma per la Razionalizzazione negli Acquisti della Pubblica Amministrazione CONVENZIONI L art. 26, commi

Dettagli

INFORMAZIONI EUROPEE DI BASE SUL CREDITO AI CONSUMATORI

INFORMAZIONI EUROPEE DI BASE SUL CREDITO AI CONSUMATORI 1. IDENTITÀ E CONTATTI DEL FINANZIATORE/ INTERMEDIARIO DEL CREDITO Finanziatore/Emittente CartaSi S.p.A. Indirizzo Corso Sempione, 55-20145 Milano Telefono 02.3488.1 Fax 02.3488.4115 Sito web www.cartasi.it

Dettagli

Rivista scientifica bimestrale di Diritto Processuale Civile ISSN 2281-8693 Pubblicazione del 23.10.2014 La Nuova Procedura Civile, 6, 2014.

Rivista scientifica bimestrale di Diritto Processuale Civile ISSN 2281-8693 Pubblicazione del 23.10.2014 La Nuova Procedura Civile, 6, 2014. Rivista scientifica bimestrale di Diritto Processuale Civile ISSN 2281-8693 Pubblicazione del 23.10.2014 La Nuova Procedura Civile, 6, 2014 Editrice Comitato scientifico: Elisabetta BERTACCHINI (Professore

Dettagli

TRIBUNALE DI TERMINI IMERESE VERBALE DI UDIENZA CON SENTENZA CONTESTUALE EX ART. 281 SEXIES C.P.C.

TRIBUNALE DI TERMINI IMERESE VERBALE DI UDIENZA CON SENTENZA CONTESTUALE EX ART. 281 SEXIES C.P.C. TRIBUNALE DI TERMINI IMERESE VERBALE DI UDIENZA CON SENTENZA CONTESTUALE EX ART. 281 SEXIES C.P.C. Il giorno 17/09/2012, innanzi al Giudice dott. Angelo Piraino, viene chiamata la causa R.G. n. 234 dell

Dettagli

IL DIRITTO ANNUALE DOVUTO ALLA CAMERA DI COMMERCIO

IL DIRITTO ANNUALE DOVUTO ALLA CAMERA DI COMMERCIO IL DIRITTO ANNUALE DOVUTO ALLA CAMERA DI COMMERCIO TARDIVO OD OMESSO VERSAMENTO SANZIONI - RICORSI IL RAVVEDIMENTO - COMPENSAZIONE RIMBORSI SCHEDA N. 3 Claudio Venturi Camera di Commercio Diritto Annuale

Dettagli

Parere: Assegnazione mansioni superiori

Parere: Assegnazione mansioni superiori Parere: Assegnazione mansioni superiori Fatto: Le Poste italiane S.p.a. affidano il conferimento temporaneo di mansioni superiori dal livello C a B, ai propri dipendenti, i quali, di conseguenza, sono

Dettagli

Contratto-tipo di cui all articolo 28, comma 1, lettera e), del Decreto legislativo n. 28/2011

Contratto-tipo di cui all articolo 28, comma 1, lettera e), del Decreto legislativo n. 28/2011 Contratto-tipo di cui all articolo 28, comma 1, lettera e), del Decreto legislativo n. 28/2011 Codice identificativo n. [numero progressivo da sistema] CONTRATTO per il riconoscimento degli incentivi per

Dettagli