AREA PROGETTUALE N. 6. Riorganizzazione dei distretti industriali e dei sistemi produttivi locali

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1 Allegato 1 1. Premessa AREA PROGETTUALE N. 6. Riorganizzazione dei distretti industriali e dei sistemi produttivi locali AVVISO PER LA MANIFESTAZIONE DI INTERESSE per il cofinanziamento di interventi a favore del sistema produttivo regionale e finalizzati al rafforzamento della competitività dei contesti territoriali locali (distretti industriali, sistemi produttivi locali, poli territoriali della conoscenza, filiere produttive territoriali) attraverso il miglioramento delle condizioni di contesto, delle infrastrutture di trasferimento tecnologico e lo sviluppo imprenditoriale nei settori innovativi Il Nuovo Patto per lo sviluppo qualificato e maggiori e migliori lavori in Toscana (Patto) sottoscritto il 30 marzo 2004, tra i temi di rilievo per l economia regionale ha affrontato la problematica dei distretti industriali e dei sistemi produttivi locali, con particolare riferimento alla questione della loro riorganizzazione e alla necessità di individuare specifiche progettualità che affrontino almeno una parte delle criticità che emergono dall analisi dei contesti locali. I soggetti che hanno partecipato ai lavori dell Area progettuale hanno accresciuto la riflessione attraverso specifici contributi scritti e con il confronto svoltosi nel corso di successive riunioni tecniche. In vista del passaggio alla terza fase di implementazione del Patto (la governance territoriale) si è giunti alla condivisione di alcuni aspetti di metodo per la fase di avvio dei progetti: a. gli interventi dovranno essere elaborati dal livello territoriale, quindi dagli attori dei distretti e dei SPL; b. gli interventi dovranno essere circoscritti e limitarsi ad alcuni elementi strategici, portanti e fondamentali del processo di riorganizzazione, e dovranno allo stesso tempo rivestire un carattere innovativo, anche dal punto di vista qualitativo, aggredendo, laddove possibile, le variabili di rottura del contesto locale; c. l unità minima di intervento viene ad essere costituita da progetti di carattere integrato. La individuazione e definizione degli interventi, sotto forma di progetti, coerentemente con quanto previsto dal Prs e dal Prse , deve avvenire secondo un processo concertativo regolato da vincoli tra gli attori, sostanziati dal cofinanziamento degli interventi (principio di reciprocità). In tal modo si dà corpo alla nuova forma e più evoluta di concertazione definita governance cooperativa. Non saranno prese in considerazione manifestazioni di interesse presentate da singoli soggetti senza che sia avvenuto un processo partenariale, così come proposte progettuali che non abbiano una ricaduta in termini di impatti e di strategicità in un territorio sovracomunale. 2. Finalità Le finalità di interventi concentrati e localizzati in contesti territoriali locali (distretti industriali, SPL, poli territoriali della conoscenza, filiere produttive territoriali), sistemi produttivi locali, devono corrispondere ad alcuni obiettivi prioritari:

2 a) sviluppare la capacità del distretto industriale e dei contesti territoriali locali di generare ed assorbire nuove tecnologie per facilitare l innovazione e promuovere l imprenditorialità; b) promuovere il trasferimento di tecnologie innovative alle PMI attraverso un sostegno attivo alla ricerca industriale ed alla creazione di reti ad hoc; c) favorire la creazione e il rafforzamento di strutture di trasferimento dei risultati della ricerca (centri di competenza tecnologica) per acquisire nuove conoscenze finalizzate ad innovazione di processo e di prodotto da accompagnare a significative innovazioni di carattere organizzativo e alla valorizzazione e formazione del capitale umano; d) rafforzare e sviluppare forme di collaborazione tra PMI, centri di ricerca, società di servizi e Università, per la promozione congiunta di R&S diretta al trasferimento della conoscenza e alla incentivazione dell innovazione; e) rinforzare e consolidare il posiziona mento dei distretti industriali e dei sistemi produttivi sui mercati mondiali caratterizzati da un forte potenziale di crescita; f) individuare linee di intervento finalizzate alla integrazione tra piattaforme produttive, reti di fornitura e piattaforme logistiche; g) sviluppare la progettualità di sistema fondata su partenariati ben organizzati fra gli attori; Il presente Avviso è finalizzato anche a verificare la possibilità di interventi - in contesti produttivi territoriali diversi dai distretti industriali e dai sistemi produttivi locali come individuati dalla delibera C.R. n.69/ finalizzati a: - consolidare in termini di sistema una piattaforma produttiva in ambiti settoriali ben definiti - sollecitare e/o sostenere la messa in rete di filiere produttive articolate su più ambiti territoriali anche non contigui - consolidare processi di strutturazione di ambiti produttivi nei c.d. settori innovativi e/o ICT. Nel corso della prima metà del 2005 si sono svolti una serie di incontri ricognitivi con le Amministrazioni provinciali durante i quali si è proceduto ad una prima verifica dello stato delle progettualità locali e dei fabbisogni di intervento che emergono dai contesti locali. 3. Risorse 3.1. Le risorse disponibili sul Bilancio pluriennale della Regione per attivare linee di finanziamento per l area progettuale n.6 del Patto, sono ricomprese nel Programma regionale straordinario per gli investimenti e derivano da operazioni di indebitamento (artt. 19 e 21 L.R. 71/2004): tali risorse sono pari a ,00 e sono vincolate per legge alla realizzazione di interventi aventi carattere di spese di investimento da parte di Pubbliche amministrazioni. A tali risorse si aggiungono ,00 ex Delibera Cipe 20/04 (premialità), la cui disponibilità è subordinata alla definizione di specifiche modalità procedurali da definirsi tra il MEF e le Regioni. I Distretti industriali su cui opererà la sperimentazione dell Area progettuale n.6 sono i seguenti:

3 - Distretto industriale di Arezzo - Distretto industriale di Capannori - Distretto industriale di Carrara - Distretto industriale di Prato - Distretto industriale di S.Croce sull Arno i cui Comuni di appartenenza sono individuati con delibera del Consiglio Regionale n La Regione, parallelamente alla sperimentazione nei 5 distretti industriali relativi all area progettuale 6 del Patto, ha deciso di attivare una raccolta progettuale che interessi il restante territorio regionale. Per questo secondo ambito, le risorse disponibili sul Bilancio pluriennale della Regione sono pari a ,00 e sono vincolate per legge alla realizzazione di interventi aventi natura di spese per investimenti ed effettuati da Amministrazioni pubbliche Il CTP, nella seduta del 30/09/2005, ha disposto che gli investimenti straordinari, tra cui rientrano quelli previsti per l area progettuale n.6 del Patto, debbano essere ricompresi all interno degli strumenti della programmazione regionale identificati con i piani e programmi settoriali ed intersettoriali pluriennali e relativi strumenti attuativi. Gli interventi di cui al presente Avviso dovranno pertanto essere coerenti e comunque riconducibili, a prescindere dalla loro localizzazione, con la misura 1.7. del Docup ob.2 (Azione C.2. del Prse Aggiornamento) e con la misura 2.4. del Docup ob.2. (Azione B1 e B3 del Prse Aggiornamento), nei limiti e con le specificità che di seguito saranno indicate. 4. Azioni Gli interventi per il cui finanziamento il presente Avviso invita alla presentazione di una manifestazione di interesse si riferiscono a 3 specifiche azioni. Azione 1 a) Descrizione Interventi per favorire nuovi insediamenti e/o la rilocalizzazione di PMI industriali, artigiane e di servizio alla produzione, in presenza di situazioni di estrema precarietà e potenziamento delle infrastrutture per la promozione delle produzioni. In particolare: 1) riqualificazione aree esistenti e realizzazione di nuove aree per insediamenti produttivi 2) adeguamento e completamento di strutture di interesse regionale per la promozione delle produzioni locali, fiere e mostre a carattere internazionale, se inseriti nel Programma attuativo approvato dalla Giunta Regionale in attuazione del Programma straordinario degli investimenti.

4 b) Beneficiari finali Enti locali, Comunità montane, Istituti di ricerca pubblici, Università, CCIAA c) Spese ammissibili: - acquisto di terreni, per un valore non superiore al 10% del costo dell intervento ammissibile - spese tecniche per un valore non superiore al 10% del costo dell intervento ammissibile - interventi di urbanizzazione primaria nonché opere di urbanizzazione indotte - interventi per la realizzazione di dotazioni ed attrezzature e servizi collettivi tali da favorire l adesione delle imprese agli strumenti di certificazione ed ai sistemi di gestione ambientale, sia a livello di area che di singola impresa - ristrutturazione ed ampliamento di immobili - realizzazione di attrezzature e servizi volti al funzionamento delle strutture espositive Non sono ammissibili spese per acquisto di fabbricati. d) Finanziamento L investimento massimo ammissibile di ogni singolo intervento è di Euro Tasso di cofinanziamento: - 50% del costo totale ammissibile - 60% nelle aree obiettivo 2, phasing-out e per i comuni classificati montani e) Tempi di attuazione: I progetti dovranno avere l inizio dei lavori entro 6 mesi dalla data di approvazione del progetto definitivo da parte della Regione, secondo le procedure di cui al successivo punto 5 mediante assunzione di impegni giuridicamente vincolanti Azione 2 a) Descrizione Interventi per favorire la realizzazione di strutture di servizi avanzati per le imprese, per favorire il trasferimento tecnologico e l innovazione, per il sostegno alla creazione di imprese nei settori avanzati ed innovativi. In particolare 1) realizzazione di incubatori tecnologici e universitari per favorire la creazione e lo sviluppo di PMI nei settori innovativi, 2) laboratori di ricerca per il trasferimento tecnologico; 3) centri e/o laboratori per la realizzazione di prove e test sperimentali e prestazionali Sarà attribuita priorità ad interventi su siti degradati, edifici ex industriali e aree dismesse.

5 Le strutture di cui al punto 1) dovranno essere destinate in via esclusiva se non prevalente al sostegno di imprese facenti parte dei settori ICT connessi all industria manifatturiera, ai servizi related-goods e ai servizi intangibili. Le strutture di cui al punto 2) devono essere destinati in via esclusiva allo svolgimento di attività di ricerca industriale mirante ad acquisire nuove conoscenze, utili per la messa a punto di nuovi prodotti, processi produttivi o servizi o per conseguire un notevole miglioramento dei prodotti, processi produttivi o servizi esistenti. L attività può prevedere anche non preponderanti attività di sviluppo precompetitivo consistenti nella concretizzazione dei risultati delle attività di ricerca industriale in un piano, un progetto o un disegno relativo a prodotti, processi produttivi o servizi nuovi, modificati, migliorati, siano essi destinati alla vendita o all utilizzazione, compresa la creazione di un primo prototipo non idoneo a fini commerciali. Gli interventi possono essere finalizzati anche al riorientamento e alla trasformazione di centri servizi attualmente esistenti e funzionanti in direzione delle tipologie specificatamente previste dalla presente azione. b) Beneficiari finali Enti locali, Comunità montane, Istituti di ricerca pubblici, Università, CCIAA b) Spese ammissibili - acquisto di terreni, per un valore non superiore al 10% del costo dell intervento ammissibile; - spese tecniche per un valore non superiore al 10% del costo dell intervento ammissibile; - opere edilizie per la realizzazione di nuove strutture nonché per l ampliamento, la ristrutturazione, il recupero e la riconversione di strutture esistenti; - spese per attrezzature di laboratorio (strumenti, macchinari, beni durevoli) Non sono ammesse spese per acquisto di fabbricati. d) Finanziamento L investimento massimo ammissibile di ogni progetto integrato sarà di Tasso di cofinanziamento: - 50% del costo totale ammissibile - 60% nelle aree obiettivo 2, phasing-out e per i comuni classificati montani - 80 % del costo totale ammissibile per le spese relative alle attrezzature di laboratorio (lett. b e c) per l allestimento interno delle strutture da destinarsi a sede delle imprese (lett. a) Per i progetti di cui al punto a1) (incubatori tecnologici e universitari), in caso di ammissione a finanziamento, dovrà essere presentato

6 - uno studio di fattibilità economico-gestionale che, unitamente alla sostenibilità tecnicoterritoriale, economico-finanziaria e amministrativo-istituzionale, verifichi la sostenibilità finanziaria nella fase di gestione dell intervento realizzato; - un programma di massima dell attività dell incubatore, che dovrà prevedere esplicitamente le modalità di sostegno dall idea imprenditoriale alla fase di creazione dell impresa: la pre-incubazione, l incubazione (non superiore a 3 anni), l accompagnamento all uscita e l assistenza post-incubazione Per i progetti di cui ai punti a2) e a3), in caso di ammissione a finanziamento, dovrà essere presentato I) uno studio di fattibilità economico-gestionale, che presti particolare attenzione a: - l analisi della domanda (attuale e prevista) che emerge dal sistema delle imprese del territorio di riferimento; - l analisi dell ambito territoriale e di mercato di riferimento oltre quello locale; - l analisi degli aspetti e dei costi gestionali in fase di esercizio della struttura; - l analisi del quadro di riferimento a livello regionale e nazionale inerente strutture similari; II) un programma di massima delle attività delle strutture Per i laboratori di ricerca di cui al punto 2) dovrà essere presentato un programma di massima di attività orientato all ottenimento dell accreditamento secondo le normative previste dal MIUR. La documentazione di cui sopra dovrà essere presentata anche per gli interventi relativi all ampliamento, ristrutturazione, riorientamento, recupero competitività, trasformazione di strutture già esistenti e funzionanti. e) Tempi di attuazione: I progetti dovranno avere l inizio dei lavori entro 6 mesi dalla data di approvazione del progetto definitivo da parte della Regione, secondo le procedure di cui al successivo punto 5, FASE 3, mediante assunzione di impegni giuridicamente vincolanti. AZIONE 3 a) Descrizione Realizzazione e consolidamento di reti immateriali per il governo dei processi di riorganizzazione del distretto, composte dalla pluralità degli attori del distretto (gruppi di imprese, consorzi, centri servizi, centri per il trasferimento tecnologico, organismi di ricerca, enti locali, amministrazioni pubbliche) e finalizzate a favorire - il trasferimento tecnologico, - i processi di innovazione,

7 - la riorganizzazione dei servizi alle imprese, - il miglioramento delle condizioni esterne al distretto, - lo sviluppo di attività comuni, in particolare nel settore della R&S e dell innovazione - programmi di benchmarking territoriale, b) Beneficiari finali Enti locali, enti pubblici, Comunità montane, Istituti di ricerca pubblici accreditati dal M.I.U.R, Università, CCIAA c) Spese ammissibili Spese di progettazione e studi di fattibilità Non sono ammissibili le spese di personale interno dei soggetti beneficiari dell intervento, investimenti materiali e acquisto di beni. Tasso di cofinanziamento: - 70% del costo totale ammissibile Il contributo massimo regionale non potrà essere superiore a euro. d) Tempi di attuazione Gli interventi dovranno essere avviati entro 3 mesi dalla data di ammissione definita a finanziamento con l assunzione di impegni giuridicamente vincolanti 5. Procedimento Entro 60 gg. dalla data di pubblicazione del presente Avviso sul BURT, dovranno essere presentate alla Regione Toscana, Direzione Generale Sviluppo economico, Settore Programmi Intersettoriali e Integrati. Industria manifestazione di interesse per il finanziamento degli interventi di riorganizzazione del distretto (scheda A), con allegato: a) un Documento di orientamento strategico del distretto, (scheda B) che giustifica gli interventi (massimo 10 cartelle). Il Documento dovrà sinteticamente descrivere quali ambiti di criticità si intende affrontare, la logica che sottende i progetti per i quali si manifesta l interesse al cofinanziamento, il grado di integrazione tra i progetti e tra questi e altri progetti contenuti in altri programmi di intervento. Al Documento, se ritenuto opportuno, potrà essere allegata una Relazione illustrativa del percorso progettuale svolto, delle attività in essere, e tutta la documentazione, di parte pubblica e privata, ritenuta di interesse per la valutazione delle proposte progettuali; b) scheda intervento (scheda C, D, E) per ciascuno dei progetti per i quali si richiede il finanziamento. Il Documento di orientamento strategico così come le proposte progettuali, dovranno essere oggetto di concertazione in sede locale, a cui dovranno partecipare tutte le componenti locali facenti parte del Tavolo di concertazione regionale del Patto, oltre che i Comuni appartenenti al distretto industriale, al Sistema produttivo locale o al contesto territoriale di

8 riferimento nonché l Amministrazione provinciale di riferimento. A tal fine dovrà essere prodotta documentazione che attesti l avvenuta concertazione. La manifestazione di interesse, completa della documentazione di cui sopra, potrà essere presentata I. dal Presidente della Provincia; II. dal Presidente del Circondario (per i Circondari di Empoli e della Val di Cornia) III. dal Presidente del Comitato di distretto, se tale organismo è costituito, regolarmente insediato e funzionante. In caso di distretti, SPL e contesti territoriali il cui territorio interessa più Province, la manifestazione di interesse dovrà essere presentata di comune accordo dalle Amministrazioni provinciali e/o Circondari interessati. Le singole schede-intervento dovranno essere sottoscritte dai beneficiari finali del finanziamento. Le proposte progettuali saranno esaminate dalla Regione Toscana attraverso una procedura valutativa negoziale, conformemente a quanto previsto dall art.6 del d.lgs. 123/1998, secondo le FASI di seguito descritte: 1. istruttoria e valutazione delle proposte progettuali, sotto il profilo della corrispondenza alle tipologie previste dal presente Avviso e della coerenza con i contenuti del Patto oltre che con la programmazione regionale, ivi compresa la progettualità locale cofinanziata dalla Regione negli ultimi 3 anni negli ambiti di intervento per i quali si richiede il finanziamento; 2. realizzazione della eventuale procedura negoziale con i Soggetti proponenti le proposte progettuali valutate positivamente; 3. presentazione degli specifici progetti esecutivi da sottoporre alla successiva istruttoria di ammissione definitiva al finanziamento. Per gli interventi di cui all Azione 2 il cui livello di progettazione al momento della presentazione della scheda-progetto corrisponde al preliminare, definitivo o esecutivo, secondo le disposizioni di cui alla legge 109/1994 e relativo regolamento di attuazione, l ammissione definitiva al finanziamento prevista nella fase 3) è subordinata alla presentazione della documentazione prevista dall Azione 2. Per gli interventi di cui all Azione 2 la Regione potrà finanziare in una prima fase, anche su richiesta dei beneficiari finali, il solo studio preliminare di fattibilità, nei limiti del tasso di finanziamento previsti dalla misura, e per un importo complessivo non superiore a euro. Tale somma, in caso di ammissione definitiva a finanziamento, sarà valutata nel calcolo dell ammontare complessivo del contributo. Gli interventi di cui all Azione 3 potranno essere ammessi definitivamente al finanziamento sulla base del grado e livello di dettaglio della proposta presentata. 6. Norme finali 6.1.

9 La Regione si riserva: a) la possibilità di utilizzare e rimodulare le risorse che si dovessero rendere disponibili nell ambito della programmazione regionale e di diversa origine da quelle al momento disponibili per poter meglio rispondere a specifiche esigenze che dovessero emergere durante le varie fasi del procedimento di cui al presente Avviso; b) di definire, anche su istanza dei presentatori dei progetti, e sulla base di specifici atti di indirizzo e programmazione, modalità alternative e complementari di cofinanziamento degli interventi; c) di utilizzare le risultanze del procedimento di raccolta progettuale di cui al presente Avviso per l allocazione di risorse aggiuntive che si dovessero rendere disponibili nell ambito di procedimenti previsti dalla programmazione regionale; 6.2 Agli interventi di cui all Azione 1 e 2 si applicano le disposizione di cui all art.29, par.4 del Regolamento (CE) n.1260/99 (verifica del margine lordo di autofinanziamento) da effettuarsi al momento della presentazione del progetto definitivo Per comuni montani si intendono quelli ricompresi nell allegato 1) alla L.R n.82 integrato dalla deliberazione della Giunta Regionale n.493. In caso di Comuni parzialmente montani, si prenderà in considerazione l ubicazione dell intervento. 6.4 Responsabile del procedimento: Andrea Zei. Per informazioni : Il testo dell allegato 1 con le relative schede è visionabile sul sito della Regione Toscana/indice banche dati/atti della giunta/atti dei dirigenti.

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