AREA PROGETTUALE N. 6. Riorganizzazione dei distretti industriali e dei sistemi produttivi locali

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "AREA PROGETTUALE N. 6. Riorganizzazione dei distretti industriali e dei sistemi produttivi locali"

Transcript

1 Allegato 1 1. Premessa AREA PROGETTUALE N. 6. Riorganizzazione dei distretti industriali e dei sistemi produttivi locali AVVISO PER LA MANIFESTAZIONE DI INTERESSE per il cofinanziamento di interventi a favore del sistema produttivo regionale e finalizzati al rafforzamento della competitività dei contesti territoriali locali (distretti industriali, sistemi produttivi locali, poli territoriali della conoscenza, filiere produttive territoriali) attraverso il miglioramento delle condizioni di contesto, delle infrastrutture di trasferimento tecnologico e lo sviluppo imprenditoriale nei settori innovativi Il Nuovo Patto per lo sviluppo qualificato e maggiori e migliori lavori in Toscana (Patto) sottoscritto il 30 marzo 2004, tra i temi di rilievo per l economia regionale ha affrontato la problematica dei distretti industriali e dei sistemi produttivi locali, con particolare riferimento alla questione della loro riorganizzazione e alla necessità di individuare specifiche progettualità che affrontino almeno una parte delle criticità che emergono dall analisi dei contesti locali. I soggetti che hanno partecipato ai lavori dell Area progettuale hanno accresciuto la riflessione attraverso specifici contributi scritti e con il confronto svoltosi nel corso di successive riunioni tecniche. In vista del passaggio alla terza fase di implementazione del Patto (la governance territoriale) si è giunti alla condivisione di alcuni aspetti di metodo per la fase di avvio dei progetti: a. gli interventi dovranno essere elaborati dal livello territoriale, quindi dagli attori dei distretti e dei SPL; b. gli interventi dovranno essere circoscritti e limitarsi ad alcuni elementi strategici, portanti e fondamentali del processo di riorganizzazione, e dovranno allo stesso tempo rivestire un carattere innovativo, anche dal punto di vista qualitativo, aggredendo, laddove possibile, le variabili di rottura del contesto locale; c. l unità minima di intervento viene ad essere costituita da progetti di carattere integrato. La individuazione e definizione degli interventi, sotto forma di progetti, coerentemente con quanto previsto dal Prs e dal Prse , deve avvenire secondo un processo concertativo regolato da vincoli tra gli attori, sostanziati dal cofinanziamento degli interventi (principio di reciprocità). In tal modo si dà corpo alla nuova forma e più evoluta di concertazione definita governance cooperativa. Non saranno prese in considerazione manifestazioni di interesse presentate da singoli soggetti senza che sia avvenuto un processo partenariale, così come proposte progettuali che non abbiano una ricaduta in termini di impatti e di strategicità in un territorio sovracomunale. 2. Finalità Le finalità di interventi concentrati e localizzati in contesti territoriali locali (distretti industriali, SPL, poli territoriali della conoscenza, filiere produttive territoriali), sistemi produttivi locali, devono corrispondere ad alcuni obiettivi prioritari:

2 a) sviluppare la capacità del distretto industriale e dei contesti territoriali locali di generare ed assorbire nuove tecnologie per facilitare l innovazione e promuovere l imprenditorialità; b) promuovere il trasferimento di tecnologie innovative alle PMI attraverso un sostegno attivo alla ricerca industriale ed alla creazione di reti ad hoc; c) favorire la creazione e il rafforzamento di strutture di trasferimento dei risultati della ricerca (centri di competenza tecnologica) per acquisire nuove conoscenze finalizzate ad innovazione di processo e di prodotto da accompagnare a significative innovazioni di carattere organizzativo e alla valorizzazione e formazione del capitale umano; d) rafforzare e sviluppare forme di collaborazione tra PMI, centri di ricerca, società di servizi e Università, per la promozione congiunta di R&S diretta al trasferimento della conoscenza e alla incentivazione dell innovazione; e) rinforzare e consolidare il posiziona mento dei distretti industriali e dei sistemi produttivi sui mercati mondiali caratterizzati da un forte potenziale di crescita; f) individuare linee di intervento finalizzate alla integrazione tra piattaforme produttive, reti di fornitura e piattaforme logistiche; g) sviluppare la progettualità di sistema fondata su partenariati ben organizzati fra gli attori; Il presente Avviso è finalizzato anche a verificare la possibilità di interventi - in contesti produttivi territoriali diversi dai distretti industriali e dai sistemi produttivi locali come individuati dalla delibera C.R. n.69/ finalizzati a: - consolidare in termini di sistema una piattaforma produttiva in ambiti settoriali ben definiti - sollecitare e/o sostenere la messa in rete di filiere produttive articolate su più ambiti territoriali anche non contigui - consolidare processi di strutturazione di ambiti produttivi nei c.d. settori innovativi e/o ICT. Nel corso della prima metà del 2005 si sono svolti una serie di incontri ricognitivi con le Amministrazioni provinciali durante i quali si è proceduto ad una prima verifica dello stato delle progettualità locali e dei fabbisogni di intervento che emergono dai contesti locali. 3. Risorse 3.1. Le risorse disponibili sul Bilancio pluriennale della Regione per attivare linee di finanziamento per l area progettuale n.6 del Patto, sono ricomprese nel Programma regionale straordinario per gli investimenti e derivano da operazioni di indebitamento (artt. 19 e 21 L.R. 71/2004): tali risorse sono pari a ,00 e sono vincolate per legge alla realizzazione di interventi aventi carattere di spese di investimento da parte di Pubbliche amministrazioni. A tali risorse si aggiungono ,00 ex Delibera Cipe 20/04 (premialità), la cui disponibilità è subordinata alla definizione di specifiche modalità procedurali da definirsi tra il MEF e le Regioni. I Distretti industriali su cui opererà la sperimentazione dell Area progettuale n.6 sono i seguenti:

3 - Distretto industriale di Arezzo - Distretto industriale di Capannori - Distretto industriale di Carrara - Distretto industriale di Prato - Distretto industriale di S.Croce sull Arno i cui Comuni di appartenenza sono individuati con delibera del Consiglio Regionale n La Regione, parallelamente alla sperimentazione nei 5 distretti industriali relativi all area progettuale 6 del Patto, ha deciso di attivare una raccolta progettuale che interessi il restante territorio regionale. Per questo secondo ambito, le risorse disponibili sul Bilancio pluriennale della Regione sono pari a ,00 e sono vincolate per legge alla realizzazione di interventi aventi natura di spese per investimenti ed effettuati da Amministrazioni pubbliche Il CTP, nella seduta del 30/09/2005, ha disposto che gli investimenti straordinari, tra cui rientrano quelli previsti per l area progettuale n.6 del Patto, debbano essere ricompresi all interno degli strumenti della programmazione regionale identificati con i piani e programmi settoriali ed intersettoriali pluriennali e relativi strumenti attuativi. Gli interventi di cui al presente Avviso dovranno pertanto essere coerenti e comunque riconducibili, a prescindere dalla loro localizzazione, con la misura 1.7. del Docup ob.2 (Azione C.2. del Prse Aggiornamento) e con la misura 2.4. del Docup ob.2. (Azione B1 e B3 del Prse Aggiornamento), nei limiti e con le specificità che di seguito saranno indicate. 4. Azioni Gli interventi per il cui finanziamento il presente Avviso invita alla presentazione di una manifestazione di interesse si riferiscono a 3 specifiche azioni. Azione 1 a) Descrizione Interventi per favorire nuovi insediamenti e/o la rilocalizzazione di PMI industriali, artigiane e di servizio alla produzione, in presenza di situazioni di estrema precarietà e potenziamento delle infrastrutture per la promozione delle produzioni. In particolare: 1) riqualificazione aree esistenti e realizzazione di nuove aree per insediamenti produttivi 2) adeguamento e completamento di strutture di interesse regionale per la promozione delle produzioni locali, fiere e mostre a carattere internazionale, se inseriti nel Programma attuativo approvato dalla Giunta Regionale in attuazione del Programma straordinario degli investimenti.

4 b) Beneficiari finali Enti locali, Comunità montane, Istituti di ricerca pubblici, Università, CCIAA c) Spese ammissibili: - acquisto di terreni, per un valore non superiore al 10% del costo dell intervento ammissibile - spese tecniche per un valore non superiore al 10% del costo dell intervento ammissibile - interventi di urbanizzazione primaria nonché opere di urbanizzazione indotte - interventi per la realizzazione di dotazioni ed attrezzature e servizi collettivi tali da favorire l adesione delle imprese agli strumenti di certificazione ed ai sistemi di gestione ambientale, sia a livello di area che di singola impresa - ristrutturazione ed ampliamento di immobili - realizzazione di attrezzature e servizi volti al funzionamento delle strutture espositive Non sono ammissibili spese per acquisto di fabbricati. d) Finanziamento L investimento massimo ammissibile di ogni singolo intervento è di Euro Tasso di cofinanziamento: - 50% del costo totale ammissibile - 60% nelle aree obiettivo 2, phasing-out e per i comuni classificati montani e) Tempi di attuazione: I progetti dovranno avere l inizio dei lavori entro 6 mesi dalla data di approvazione del progetto definitivo da parte della Regione, secondo le procedure di cui al successivo punto 5 mediante assunzione di impegni giuridicamente vincolanti Azione 2 a) Descrizione Interventi per favorire la realizzazione di strutture di servizi avanzati per le imprese, per favorire il trasferimento tecnologico e l innovazione, per il sostegno alla creazione di imprese nei settori avanzati ed innovativi. In particolare 1) realizzazione di incubatori tecnologici e universitari per favorire la creazione e lo sviluppo di PMI nei settori innovativi, 2) laboratori di ricerca per il trasferimento tecnologico; 3) centri e/o laboratori per la realizzazione di prove e test sperimentali e prestazionali Sarà attribuita priorità ad interventi su siti degradati, edifici ex industriali e aree dismesse.

5 Le strutture di cui al punto 1) dovranno essere destinate in via esclusiva se non prevalente al sostegno di imprese facenti parte dei settori ICT connessi all industria manifatturiera, ai servizi related-goods e ai servizi intangibili. Le strutture di cui al punto 2) devono essere destinati in via esclusiva allo svolgimento di attività di ricerca industriale mirante ad acquisire nuove conoscenze, utili per la messa a punto di nuovi prodotti, processi produttivi o servizi o per conseguire un notevole miglioramento dei prodotti, processi produttivi o servizi esistenti. L attività può prevedere anche non preponderanti attività di sviluppo precompetitivo consistenti nella concretizzazione dei risultati delle attività di ricerca industriale in un piano, un progetto o un disegno relativo a prodotti, processi produttivi o servizi nuovi, modificati, migliorati, siano essi destinati alla vendita o all utilizzazione, compresa la creazione di un primo prototipo non idoneo a fini commerciali. Gli interventi possono essere finalizzati anche al riorientamento e alla trasformazione di centri servizi attualmente esistenti e funzionanti in direzione delle tipologie specificatamente previste dalla presente azione. b) Beneficiari finali Enti locali, Comunità montane, Istituti di ricerca pubblici, Università, CCIAA b) Spese ammissibili - acquisto di terreni, per un valore non superiore al 10% del costo dell intervento ammissibile; - spese tecniche per un valore non superiore al 10% del costo dell intervento ammissibile; - opere edilizie per la realizzazione di nuove strutture nonché per l ampliamento, la ristrutturazione, il recupero e la riconversione di strutture esistenti; - spese per attrezzature di laboratorio (strumenti, macchinari, beni durevoli) Non sono ammesse spese per acquisto di fabbricati. d) Finanziamento L investimento massimo ammissibile di ogni progetto integrato sarà di Tasso di cofinanziamento: - 50% del costo totale ammissibile - 60% nelle aree obiettivo 2, phasing-out e per i comuni classificati montani - 80 % del costo totale ammissibile per le spese relative alle attrezzature di laboratorio (lett. b e c) per l allestimento interno delle strutture da destinarsi a sede delle imprese (lett. a) Per i progetti di cui al punto a1) (incubatori tecnologici e universitari), in caso di ammissione a finanziamento, dovrà essere presentato

6 - uno studio di fattibilità economico-gestionale che, unitamente alla sostenibilità tecnicoterritoriale, economico-finanziaria e amministrativo-istituzionale, verifichi la sostenibilità finanziaria nella fase di gestione dell intervento realizzato; - un programma di massima dell attività dell incubatore, che dovrà prevedere esplicitamente le modalità di sostegno dall idea imprenditoriale alla fase di creazione dell impresa: la pre-incubazione, l incubazione (non superiore a 3 anni), l accompagnamento all uscita e l assistenza post-incubazione Per i progetti di cui ai punti a2) e a3), in caso di ammissione a finanziamento, dovrà essere presentato I) uno studio di fattibilità economico-gestionale, che presti particolare attenzione a: - l analisi della domanda (attuale e prevista) che emerge dal sistema delle imprese del territorio di riferimento; - l analisi dell ambito territoriale e di mercato di riferimento oltre quello locale; - l analisi degli aspetti e dei costi gestionali in fase di esercizio della struttura; - l analisi del quadro di riferimento a livello regionale e nazionale inerente strutture similari; II) un programma di massima delle attività delle strutture Per i laboratori di ricerca di cui al punto 2) dovrà essere presentato un programma di massima di attività orientato all ottenimento dell accreditamento secondo le normative previste dal MIUR. La documentazione di cui sopra dovrà essere presentata anche per gli interventi relativi all ampliamento, ristrutturazione, riorientamento, recupero competitività, trasformazione di strutture già esistenti e funzionanti. e) Tempi di attuazione: I progetti dovranno avere l inizio dei lavori entro 6 mesi dalla data di approvazione del progetto definitivo da parte della Regione, secondo le procedure di cui al successivo punto 5, FASE 3, mediante assunzione di impegni giuridicamente vincolanti. AZIONE 3 a) Descrizione Realizzazione e consolidamento di reti immateriali per il governo dei processi di riorganizzazione del distretto, composte dalla pluralità degli attori del distretto (gruppi di imprese, consorzi, centri servizi, centri per il trasferimento tecnologico, organismi di ricerca, enti locali, amministrazioni pubbliche) e finalizzate a favorire - il trasferimento tecnologico, - i processi di innovazione,

7 - la riorganizzazione dei servizi alle imprese, - il miglioramento delle condizioni esterne al distretto, - lo sviluppo di attività comuni, in particolare nel settore della R&S e dell innovazione - programmi di benchmarking territoriale, b) Beneficiari finali Enti locali, enti pubblici, Comunità montane, Istituti di ricerca pubblici accreditati dal M.I.U.R, Università, CCIAA c) Spese ammissibili Spese di progettazione e studi di fattibilità Non sono ammissibili le spese di personale interno dei soggetti beneficiari dell intervento, investimenti materiali e acquisto di beni. Tasso di cofinanziamento: - 70% del costo totale ammissibile Il contributo massimo regionale non potrà essere superiore a euro. d) Tempi di attuazione Gli interventi dovranno essere avviati entro 3 mesi dalla data di ammissione definita a finanziamento con l assunzione di impegni giuridicamente vincolanti 5. Procedimento Entro 60 gg. dalla data di pubblicazione del presente Avviso sul BURT, dovranno essere presentate alla Regione Toscana, Direzione Generale Sviluppo economico, Settore Programmi Intersettoriali e Integrati. Industria manifestazione di interesse per il finanziamento degli interventi di riorganizzazione del distretto (scheda A), con allegato: a) un Documento di orientamento strategico del distretto, (scheda B) che giustifica gli interventi (massimo 10 cartelle). Il Documento dovrà sinteticamente descrivere quali ambiti di criticità si intende affrontare, la logica che sottende i progetti per i quali si manifesta l interesse al cofinanziamento, il grado di integrazione tra i progetti e tra questi e altri progetti contenuti in altri programmi di intervento. Al Documento, se ritenuto opportuno, potrà essere allegata una Relazione illustrativa del percorso progettuale svolto, delle attività in essere, e tutta la documentazione, di parte pubblica e privata, ritenuta di interesse per la valutazione delle proposte progettuali; b) scheda intervento (scheda C, D, E) per ciascuno dei progetti per i quali si richiede il finanziamento. Il Documento di orientamento strategico così come le proposte progettuali, dovranno essere oggetto di concertazione in sede locale, a cui dovranno partecipare tutte le componenti locali facenti parte del Tavolo di concertazione regionale del Patto, oltre che i Comuni appartenenti al distretto industriale, al Sistema produttivo locale o al contesto territoriale di

8 riferimento nonché l Amministrazione provinciale di riferimento. A tal fine dovrà essere prodotta documentazione che attesti l avvenuta concertazione. La manifestazione di interesse, completa della documentazione di cui sopra, potrà essere presentata I. dal Presidente della Provincia; II. dal Presidente del Circondario (per i Circondari di Empoli e della Val di Cornia) III. dal Presidente del Comitato di distretto, se tale organismo è costituito, regolarmente insediato e funzionante. In caso di distretti, SPL e contesti territoriali il cui territorio interessa più Province, la manifestazione di interesse dovrà essere presentata di comune accordo dalle Amministrazioni provinciali e/o Circondari interessati. Le singole schede-intervento dovranno essere sottoscritte dai beneficiari finali del finanziamento. Le proposte progettuali saranno esaminate dalla Regione Toscana attraverso una procedura valutativa negoziale, conformemente a quanto previsto dall art.6 del d.lgs. 123/1998, secondo le FASI di seguito descritte: 1. istruttoria e valutazione delle proposte progettuali, sotto il profilo della corrispondenza alle tipologie previste dal presente Avviso e della coerenza con i contenuti del Patto oltre che con la programmazione regionale, ivi compresa la progettualità locale cofinanziata dalla Regione negli ultimi 3 anni negli ambiti di intervento per i quali si richiede il finanziamento; 2. realizzazione della eventuale procedura negoziale con i Soggetti proponenti le proposte progettuali valutate positivamente; 3. presentazione degli specifici progetti esecutivi da sottoporre alla successiva istruttoria di ammissione definitiva al finanziamento. Per gli interventi di cui all Azione 2 il cui livello di progettazione al momento della presentazione della scheda-progetto corrisponde al preliminare, definitivo o esecutivo, secondo le disposizioni di cui alla legge 109/1994 e relativo regolamento di attuazione, l ammissione definitiva al finanziamento prevista nella fase 3) è subordinata alla presentazione della documentazione prevista dall Azione 2. Per gli interventi di cui all Azione 2 la Regione potrà finanziare in una prima fase, anche su richiesta dei beneficiari finali, il solo studio preliminare di fattibilità, nei limiti del tasso di finanziamento previsti dalla misura, e per un importo complessivo non superiore a euro. Tale somma, in caso di ammissione definitiva a finanziamento, sarà valutata nel calcolo dell ammontare complessivo del contributo. Gli interventi di cui all Azione 3 potranno essere ammessi definitivamente al finanziamento sulla base del grado e livello di dettaglio della proposta presentata. 6. Norme finali 6.1.

9 La Regione si riserva: a) la possibilità di utilizzare e rimodulare le risorse che si dovessero rendere disponibili nell ambito della programmazione regionale e di diversa origine da quelle al momento disponibili per poter meglio rispondere a specifiche esigenze che dovessero emergere durante le varie fasi del procedimento di cui al presente Avviso; b) di definire, anche su istanza dei presentatori dei progetti, e sulla base di specifici atti di indirizzo e programmazione, modalità alternative e complementari di cofinanziamento degli interventi; c) di utilizzare le risultanze del procedimento di raccolta progettuale di cui al presente Avviso per l allocazione di risorse aggiuntive che si dovessero rendere disponibili nell ambito di procedimenti previsti dalla programmazione regionale; 6.2 Agli interventi di cui all Azione 1 e 2 si applicano le disposizione di cui all art.29, par.4 del Regolamento (CE) n.1260/99 (verifica del margine lordo di autofinanziamento) da effettuarsi al momento della presentazione del progetto definitivo Per comuni montani si intendono quelli ricompresi nell allegato 1) alla L.R n.82 integrato dalla deliberazione della Giunta Regionale n.493. In caso di Comuni parzialmente montani, si prenderà in considerazione l ubicazione dell intervento. 6.4 Responsabile del procedimento: Andrea Zei. Per informazioni : Il testo dell allegato 1 con le relative schede è visionabile sul sito della Regione Toscana/indice banche dati/atti della giunta/atti dei dirigenti.

Il Dirigente Responsabile/ Il Responsabile di P.O. delegato: Andrea Zei. Decreto N 2779 del 30 Giugno 2011

Il Dirigente Responsabile/ Il Responsabile di P.O. delegato: Andrea Zei. Decreto N 2779 del 30 Giugno 2011 REGIONE TOSCANA-GIUNTA REGIONALE DIREZIONE GENERALE COMPETITIVITA' DEL SISTEMA REGIONALE E SVILUPPO DELLE COMPETENZE AREA DI COORDINAMENTO INDUSTRIA, ARTIGIANATO, INNOVAZIONE TECNOLOGICA SETTORE INFRASTRUTTURE

Dettagli

Dr.ssa Anna Maria Scuderi

Dr.ssa Anna Maria Scuderi D.M. MAP 593/2000 E SS.MM.II.: MODALITÀ PROCEDURALI PER LA CONCESSIONE DELLE AGEVOLAZIONI PREVISTE DAL DECRETO LEGISLATIVO DEL 27 LUGLIO 1999, N. 297 (ARTT. DA 5 A 16) Tale decreto riunisce in un unico

Dettagli

DocUP ABRUZZO 2000-2006

DocUP ABRUZZO 2000-2006 DocUP ABRUZZO 2000-2006 SCHEDA DELLA MISURA 2.3. RICERCA E SVILUPPO, INNOVAZIONE E TRASFERIMENTO TECNOLOGICO I. IDENTIFICAZIONE DELLA MISURA I.1. Asse Asse II Competitività del sistema imprese I.2. Titolo

Dettagli

SCHEDA DELLE DIRETTIVE DI ATTUAZIONE

SCHEDA DELLE DIRETTIVE DI ATTUAZIONE PARERE n.21 "Approvazione delle Direttive di attuazione per sostenere la creazione e/o il potenziamento delle reti e dei cluster di imprese attraverso lo strumento del Contratto di Investimento ai sensi

Dettagli

FORMAZIONE DEI P.I.U.S.S.

FORMAZIONE DEI P.I.U.S.S. FORMAZIONE DEI P.I.U.S.S. CHE COSA È IL P.I.U.S.S.? Il PIUSS è il Piano Integrato di Sviluppo Urbano Sostenibile e costituisce un insieme coordinato di interventi, pubblici e privati, per la realizzazione

Dettagli

SCHEDA DI RICHIESTA DI ATTIVAZIONE DI REGIMI DI AIUTO nei PISL INVESTIMENTI IN R&S. 2. Sezione I: Identificazione dell intervento

SCHEDA DI RICHIESTA DI ATTIVAZIONE DI REGIMI DI AIUTO nei PISL INVESTIMENTI IN R&S. 2. Sezione I: Identificazione dell intervento SCHEDA DI RICHIESTA DI ATTIVAZIONE DI REGIMI DI AIUTO nei PISL INVESTIMENTI IN R&S 1. INFORMAZIONI GENERALI SUL REGIME DI AIUTO DA ATTIVARE 1.1 TITOLO DELL OPERAZIONE: INVESTIMENTI IN R&S PER LE IMPRESE

Dettagli

I BANDI PER RICERCA SVILUPPO E INNOVAZIONE

I BANDI PER RICERCA SVILUPPO E INNOVAZIONE I BANDI PER RICERCA SVILUPPO E INNOVAZIONE GESTIONE IN ANTICIPAZIONE DEL POR FESR 2014-2020 Angelita Luciani Responsabile Ricerca industriale, innovazione e trasferimento tecnologico FINALITA DELL INTERVENTO

Dettagli

Allegato n. 1. Manuale di Gestione della misura Autoimpiego destinata ai beneficiari del Reddito di cittadinanza

Allegato n. 1. Manuale di Gestione della misura Autoimpiego destinata ai beneficiari del Reddito di cittadinanza Allegato n. 1 Manuale di Gestione della misura Autoimpiego destinata ai beneficiari del Reddito di cittadinanza Paragrafo. 1 Definizioni Nel presente Documento, l espressione: a) «Autoimpiego» indica lo

Dettagli

Il FAR - Fondo per le Agevolazioni alla Ricerca

Il FAR - Fondo per le Agevolazioni alla Ricerca Il FAR - Fondo per le Agevolazioni alla Ricerca Pisa, 8 febbraio 08 Aula Magna Polo didattico Carmignani, Il nuovo sistema di sostegno alla ricerca industriale dal 2001 è operativo il Decreto Ministeriale

Dettagli

Produzione di beni e servizi.

Produzione di beni e servizi. Produzione di beni e servizi. Dalla tua idea alla tua impresa. Guida alle agevolazioni per le Imprese Giovani Decreto Legislativo 185/2000 Titolo I Capo I e Capo II Le norme nazionali e comunitarie hanno

Dettagli

REGIONE TOSCANA ZEI ANDREA. Il Dirigente Responsabile:

REGIONE TOSCANA ZEI ANDREA. Il Dirigente Responsabile: REGIONE TOSCANA DIREZIONE GENERALE COMPETITIVITA' DEL SISTEMA REGIONALE E SVILUPPO DELLE COMPETENZE AREA DI COORDINAMENTO INDUSTRIA, ARTIGIANATO, INNOVAZIONE TECNOLOGICA SETTORE INFRASTRUTTURE PER LO SVILUPPO

Dettagli

Finalità e caratteristiche delle agevolazioni, soggetti beneficiari, spese ammissibili

Finalità e caratteristiche delle agevolazioni, soggetti beneficiari, spese ammissibili Circolare del 30 ottobre 2013 Pag. 1 di 7 Circolare Numero 38/2013 Oggetto INCENTIVI FINANZIARI DELLA REGIONE VENETO PER PROGRAMMI DI RICERCA E SVILUPPO: I FONDI EX L.R. N.5/2001 SEZ.C E L.R. 9/2007 Contenuto

Dettagli

INCENTIVI NAZIONALI LEGGE 46/82 RETE ITALIANA PER LA DIFFUSIONE DELL INNOVAZIONE E IL TRASFERIMENTO TECNOLOGICO ALLE IMPRESE

INCENTIVI NAZIONALI LEGGE 46/82 RETE ITALIANA PER LA DIFFUSIONE DELL INNOVAZIONE E IL TRASFERIMENTO TECNOLOGICO ALLE IMPRESE RETE ITALIANA PER LA DIFFUSIONE DELL INNOVAZIONE E IL TRASFERIMENTO TECNOLOGICO ALLE IMPRESE INCENTIVI NAZIONALI LEGGE 46/82 Direzione Trasferimento di Conoscenza e Innovazione Dipartimento Centri e Reti

Dettagli

1) IDEA PROGETTUALE (max. 4 pagine).

1) IDEA PROGETTUALE (max. 4 pagine). Proposta preliminare di sviluppo di un Progetto Integrato di Frontiera (PIF FORMULARIO Nome del PIF: Area Tematica ( a scelta fra quelle indicate nell appendice 1 dell Avviso Pubblico Abstract (1 pagina

Dettagli

REGIONE TOSCANA. Linea A. DOCUMENTO STRATEGICO SUL SISTEMA DI INNOVAZIONE TERRITORIALE Linee di indirizzo del Comune di.

REGIONE TOSCANA. Linea A. DOCUMENTO STRATEGICO SUL SISTEMA DI INNOVAZIONE TERRITORIALE Linee di indirizzo del Comune di. REGIONE TOSCANA PRSE 2007 2010 Linea di intervento 5.3 Attivazione di iniziative mirate di marketing finalizzate a promuovere le risorse endogene e ad attrarre investimenti esterni nei settori avanzati

Dettagli

Assistenza tecnica funzionale alla

Assistenza tecnica funzionale alla definizione, alla identificazione ed alla gestione dei Sistemi Turistici Locali ed altri idonei strumenti di promozione turistico territoriale complementari agli STL, e utili allo sviluppo del settore

Dettagli

A V V I S O. Idee progettuali e manifestazioni di interesse per il Piano Integrato di Sviluppo Urbano Sostenibile (PISUS) del Comune di SPILIMBERGO

A V V I S O. Idee progettuali e manifestazioni di interesse per il Piano Integrato di Sviluppo Urbano Sostenibile (PISUS) del Comune di SPILIMBERGO A V V I S O Idee progettuali e manifestazioni di interesse per il Piano Integrato di Sviluppo Urbano Sostenibile (PISUS) del Comune di SPILIMBERGO Invito a contribuire alla formulazione del PISUS del Comune

Dettagli

POR 2014 2020 ASSE I SERVIZI INNOVATIVI

POR 2014 2020 ASSE I SERVIZI INNOVATIVI POR 2014 2020 ASSE I SERVIZI INNOVATIVI REGIONE TOSCANA - INCENTIVI ALLE PMI PER L ACQUISIZIONE DI SERVIZI INNOVATIVI BENEFICIARI PMI in forma singola o associata, aventi sede o unità locale destinataria

Dettagli

Giunta Regionale Direzione Generale Attività Produttive, Commercio, Turismo L IMPRESA NELLE APEA

Giunta Regionale Direzione Generale Attività Produttive, Commercio, Turismo L IMPRESA NELLE APEA Giunta Regionale Direzione Generale Attività Produttive, Commercio, Turismo L IMPRESA NELLE APEA IL SISTEMA PRODUTTIVO DELL EMILIA EMILIA-ROMAGNA ALCUNI PUNTI DI FORZA ALCUNI PUNTI DI DEBOLEZZA ALTO LIVELLO

Dettagli

REGIONE EMILIA-ROMAGNA Atti amministrativi

REGIONE EMILIA-ROMAGNA Atti amministrativi REGIONE EMILIA-ROMAGNA Atti amministrativi GIUNTA REGIONALE Atto del Dirigente a firma unica: DETERMINAZIONE n 162 del 13/01/2015 Proposta: DPG/2015/109 del 08/01/2015 Struttura proponente: Oggetto: Autorità

Dettagli

Salvatore Esposito De Falco Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese e di Corporate Governance Sapienza Università degli Studi di Roma

Salvatore Esposito De Falco Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese e di Corporate Governance Sapienza Università degli Studi di Roma Universitas Mercatorum Università telematica delle Camere di Commercio Italiane Salvatore Esposito De Falco Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese e di Corporate Governance Sapienza Università

Dettagli

Comune di Firenze P.I.U.S.S. AREA METROPOLITANA FIORENTINA LA CITTA DEI SAPERI

Comune di Firenze P.I.U.S.S. AREA METROPOLITANA FIORENTINA LA CITTA DEI SAPERI Comune di Scandicci Provincia di Firenze Comune di Firenze P.I.U.S.S. AREA METROPOLITANA FIORENTINA LA CITTA DEI SAPERI LINEE GUIDA PER LA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA DI MANIFESTAZIONE DI INTERESSE PER

Dettagli

Misura 124 "Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie nei settori agricolo e alimentare e in quello forestale"

Misura 124 Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie nei settori agricolo e alimentare e in quello forestale Misura 124 "Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie nei settori agricolo e alimentare e in quello forestale" Consorzio Iniziative per la Formazione dei Divulgatori Agricoli

Dettagli

della Regione Toscana Bollettino Ufficiale: via F. Baracca, 88-50127 Firenze - Fax: 055-4384620

della Regione Toscana Bollettino Ufficiale: via F. Baracca, 88-50127 Firenze - Fax: 055-4384620 Anno XLII Repubblica Italiana BOLLETTINO UFFICIALE della Regione Toscana Parte Seconda n. 16 del 20.4.2011 Supplemento n. 39 mercoledì, 20 aprile 2011 Firenze Bollettino Ufficiale: via F. Baracca, 88-50127

Dettagli

REGIONE CAMPANIA CONTRATTO DI PROGRAMMA REGIONALE

REGIONE CAMPANIA CONTRATTO DI PROGRAMMA REGIONALE REGIONE CAMPANIA CONTRATTO DI PROGRAMMA REGIONALE FONTI LEGISLATIVE 1. Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 123: "Disposizioni per la razionalizzazione degli interventi di sostegno pubblico alle imprese,

Dettagli

POR FESR FVG 2014-2020

POR FESR FVG 2014-2020 { POR FESR FVG 2014-2020 Investimenti a favore { della crescita e dell occupazione 5 assi tematici (231 meuro) Asse 1 Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l innovazione: 77 meuro Asse 2 Promuovere

Dettagli

Gli incentivi nazionali alla Ricerca. Unit Coordinamento Operativo e Sviluppo Strategico Department Finanza per lo Sviluppo

Gli incentivi nazionali alla Ricerca. Unit Coordinamento Operativo e Sviluppo Strategico Department Finanza per lo Sviluppo Gli incentivi nazionali alla Ricerca Unit Coordinamento Operativo e Sviluppo Strategico Department Finanza per lo Sviluppo Fondo per le Agevolazioni alla Ricerca (FAR) - MIUR Caratteristiche generali (1)

Dettagli

GIUNTA REGIONALE TOSCANA DIREZIONE GENERALE SVILUPPO ECONOMICO

GIUNTA REGIONALE TOSCANA DIREZIONE GENERALE SVILUPPO ECONOMICO ALL. n. 1 GIUNTA REGIONALE TOSCANA DIREZIONE GENERALE SVILUPPO ECONOMICO Settore Programmi Comunitari in materia extragricola DOCUP Obiettivo 2 Anni 2000-2006 COMPLEMENTO DI PROGRAMMAZIONE Firenze, 18

Dettagli

Circolare n 10. Oggetto. Quartu S.E., 03 ottobre 2011

Circolare n 10. Oggetto. Quartu S.E., 03 ottobre 2011 Quartu S.E., 03 ottobre 2011 Circolare n 10 Oggetto Legge di Finanziamento: Comunitaria Nazionale Regionale Comunale Settore: Artigianato, Commercio, Servizi, Industria ed Agricoltura La circolare fornisce

Dettagli

BANDO PER IL SOSTEGNO DEI PROGETTI SOCIALI PROPOSTI DALLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO

BANDO PER IL SOSTEGNO DEI PROGETTI SOCIALI PROPOSTI DALLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO Pagina 1 di 6 BANDO PER IL SOSTEGNO DEI PROGETTI SOCIALI PROPOSTI DALLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO Premessa Il Centro di Servizio al volontariato CESAVO emana il presente bando finalizzato al sostegno

Dettagli

categoria) e successive modificazioni e del Reg. (CE) n. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013 (Regolamento de minimis ).

categoria) e successive modificazioni e del Reg. (CE) n. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013 (Regolamento de minimis ). Sostegno dei processi di internazionalizzazione delle Piccole e medie imprese del Lazio in forma aggregata Bando: L.R. n. 5 del 2008 Disciplina degli interventi regionali a sostegno Dell internazionalizzazione

Dettagli

Punto 10 all Ordine del Giorno

Punto 10 all Ordine del Giorno QUADRO STRATEGICO NAZIONALE 2007-2013 PER LE REGIONI DELLA CONVERGENZA PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE RICERCA E COMPETITIVITA (CCI: 2007IT161PO006) Punto 10 all Ordine del Giorno INFORMATIVA SULLE MODALITÀ

Dettagli

Regione Abruzzo. Promozione e Sviluppo del Sistema Produttivo LEGGE REGIONALE PER LA PROMOZIONE E LO SVILUPPO DEL SISTEMA PRODUTTIVO REGIONALE

Regione Abruzzo. Promozione e Sviluppo del Sistema Produttivo LEGGE REGIONALE PER LA PROMOZIONE E LO SVILUPPO DEL SISTEMA PRODUTTIVO REGIONALE LEGGE REGIONALE PER LA PROMOZIONE E LO SVILUPPO DEL SISTEMA PRODUTTIVO REGIONALE La Competitività Territoriale Lo sviluppo e la competitività territoriale passano necessariamente attraverso la capacità

Dettagli

Obiettivo Competitività regionale e occupazione CRITERI PER LA DEFINIZIONE DELL AMMISSIBILITÀ E DELLA FINANZIABILITÀ DELLE OPERAZIONI PROPOSTE

Obiettivo Competitività regionale e occupazione CRITERI PER LA DEFINIZIONE DELL AMMISSIBILITÀ E DELLA FINANZIABILITÀ DELLE OPERAZIONI PROPOSTE Obiettivo Competitività regionale e occupazione CRITERI PER LA DEFINIZIONE DELL AMMISSIBILITÀ E DELLA FINANZIABILITÀ DELLE OPERAZIONI PROPOSTE Programma operativo della Fondo Europeo di Sviluppo Regionale

Dettagli

PROGETTO SPECIALE MULTIASSE PIÙ RICERCA E INNOVAZIONE

PROGETTO SPECIALE MULTIASSE PIÙ RICERCA E INNOVAZIONE Allegato 1 alla D.G.R. 14/11/2011, nr. 765 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO PROGETTO SPECIALE MULTIASSE PIÙ RICERCA E INNOVAZIONE Con il presente progetto si intende, attraverso una Sovvenzione Globale (artt.

Dettagli

DISCIPLINARE PER LA VALORIZZAZIONE E LA GESTIONE DEI SISTEMI AMBIENTALI E CULTURALI (SAC) DELLA REGIONE PUGLIA PREMESSO:

DISCIPLINARE PER LA VALORIZZAZIONE E LA GESTIONE DEI SISTEMI AMBIENTALI E CULTURALI (SAC) DELLA REGIONE PUGLIA PREMESSO: DISCIPLINARE PER LA VALORIZZAZIONE E LA GESTIONE DEI SISTEMI AMBIENTALI E CULTURALI (SAC) DELLA REGIONE PUGLIA PREMESSO: che le strategie della Regione Puglia nel campo della cultura, dell ambiente e del

Dettagli

Nuove imprese a tasso zero - finanziamenti agevolati per nuove cooperative di giovani e donne.

Nuove imprese a tasso zero - finanziamenti agevolati per nuove cooperative di giovani e donne. Nuove imprese a tasso zero - finanziamenti agevolati per nuove cooperative di giovani e donne. È entrata nella sua fase operativa il provvedimento del Ministero dello Sviluppo Economico che prevede la

Dettagli

FINANZIAMENTI AGEVOLATI REGIONE LOMBARDIA

FINANZIAMENTI AGEVOLATI REGIONE LOMBARDIA FINANZIAMENTI AGEVOLATI REGIONE LOMBARDIA LINEE D INTERVENTO: 1. SVILUPPO AZIENDALE; 2. INNOVAZIONE DI PRODOTTO E DI PROCESSO; 3. APPLICAZIONE INDUSTRIALE DI RISULTATI DELLA RICERCA; 4. CRESCITA DIMENSIONALE

Dettagli

PON FESR AMBIENTI PER L APPRENDIMENTO PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO ANNUALE DI ESECUZIONE - ANNO 2011

PON FESR AMBIENTI PER L APPRENDIMENTO PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO ANNUALE DI ESECUZIONE - ANNO 2011 PON FESR AMBIENTI PER L APPRENDIMENTO PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO ANNUALE DI ESECUZIONE - ANNO 2011 L avanzamento del PON FESR nel 2011 in sintesi L attuazione del PON FESR mantiene e rafforza gli elementi

Dettagli

INVITO ALLE IMPRESE A PRESENTARE IDEE PROGETTUALI PRELIMINARI

INVITO ALLE IMPRESE A PRESENTARE IDEE PROGETTUALI PRELIMINARI ALL. 1 AL DECRETO N..DEL INVITO ALLE IMPRESE A PRESENTARE IDEE PROGETTUALI PRELIMINARI ALL'ATTIVAZIONE DEL PERCORSO VOLTO ALLA DEFINIZIONE DEGLI ACCORDI PER LA COMPETITIVITA IN ATTUAZIONE DELL ARTICOLO

Dettagli

SVILUPPO TERRITORIALE A BASE CULTURALE E IMPRESA CULTURALE E CREATIVA AZIONI REGIONALI 2013 10,5 MILIONI DI EURO

SVILUPPO TERRITORIALE A BASE CULTURALE E IMPRESA CULTURALE E CREATIVA AZIONI REGIONALI 2013 10,5 MILIONI DI EURO REGIONE MARCHE GIUNTA REGIONALE Assessore ai Beni e alle Attività culturali Pietro Marcolini - Servizio 3 - Internazionalizzazione, Cultura, Turismo, Commercio e Attività Promozionali P.F. Conservazione

Dettagli

Progetto Pilota START UP House

Progetto Pilota START UP House Azione 1.1 Progetto Pilota START UP House L Azione si propone di riqualificare spazi d immobili pubblici mediante il co-finanziamento di lavori di adeguamento per realizzare strutture attrezzate ad accogliere

Dettagli

Progetto Pilota START UP House

Progetto Pilota START UP House Azione 1.1 Progetto Pilota START UP House L Azione si propone di riqualificare spazi d immobili pubblici mediante il co-finanziamento di lavori di adeguamento per realizzare strutture attrezzate ad accogliere

Dettagli

PROGETTI INTEGRATI CON TEMATISMO CULTURALE

PROGETTI INTEGRATI CON TEMATISMO CULTURALE PROGETTI INTEGRATI CON TEMATISMO CULTURALE - dal Complemento di Programmazione alla definizione dell idea forza e articolazione della strategia in linee di azione: uno schema metodologico 0. Premessa La

Dettagli

MODALITA DI ATTUAZIONE DEI POLI FORMATIVI Annualità 2006/2007

MODALITA DI ATTUAZIONE DEI POLI FORMATIVI Annualità 2006/2007 ALLEGATO A MODALITA DI ATTUAZIONE DEI POLI FORMATIVI Annualità 2006/2007 a-premessa Le presenti modalità di attuazione riprendono le linee fondamentali espresse nell Avviso pubblico, omogenee per ogni

Dettagli

FONDO PER LE INFRASTRUTTURE PRODUTTIVE

FONDO PER LE INFRASTRUTTURE PRODUTTIVE FONDO PER LE INFRASTRUTTURE PRODUTTIVE Domande frequenti relative all Avviso per la manifestazione di interesse per il cofinanziamento di interventi finalizzati alla Razionalizzazione, riorganizzazione

Dettagli

A relazione dell'assessore De Santis: Premesso che:

A relazione dell'assessore De Santis: Premesso che: REGIONE PIEMONTE BU40 08/10/2015 Deliberazione della Giunta Regionale 21 settembre 2015, n. 15-2120 D.G.R. n. 36-2237 del 22.6.2011 e s.m.i. - Programma Pluriennale 2011-2015 per le Attivita' Produttive

Dettagli

REGOLAMENTO DEGLI INTERVENTI E DEI CONTRIBUTI

REGOLAMENTO DEGLI INTERVENTI E DEI CONTRIBUTI REGOLAMENTO DEGLI INTERVENTI E DEI CONTRIBUTI (Approvato dal Consiglio di indirizzo in data 16/2/2009) ART. 1 (oggetto) 1. Il presente Regolamento disciplina, ai sensi dell art.2, comma 4, e dell art.17,

Dettagli

PRSE 2012-2015 Progetto speciale di interesse regionale Toscana Turistica Sostenibile e Competitiva Fase 2

PRSE 2012-2015 Progetto speciale di interesse regionale Toscana Turistica Sostenibile e Competitiva Fase 2 PRSE 2012-2015 Progetto speciale di interesse regionale Toscana Turistica Sostenibile e Competitiva Fase 2 ALL. A Accordo per l adesione alla fase applicativa degli Osservatori Turistici di Destinazione

Dettagli

LINEE GUIDA PER L APPLICAZIONE DELL ACCORDO 23.06.2010: MODALITA DI UTILIZZO DELLE RISORSE ASSEGNATE PER LA PROGETTAZIONE SOCIALE

LINEE GUIDA PER L APPLICAZIONE DELL ACCORDO 23.06.2010: MODALITA DI UTILIZZO DELLE RISORSE ASSEGNATE PER LA PROGETTAZIONE SOCIALE LINEE GUIDA PER L APPLICAZIONE DELL ACCORDO 23.06.2010: MODALITA DI UTILIZZO DELLE RISORSE ASSEGNATE PER LA PROGETTAZIONE SOCIALE Le linee guida di seguito illustrate rappresentano un primo risultato dell

Dettagli

POLITICHE E INCENTIVI PER LE RETI D IMPRESA. Confartigianato Imprese Pisa Pisa, 16 maggio 2012

POLITICHE E INCENTIVI PER LE RETI D IMPRESA. Confartigianato Imprese Pisa Pisa, 16 maggio 2012 Le Reti d Impresa POLITICHE E INCENTIVI PER LE RETI D IMPRESA Confartigianato Imprese Pisa Pisa, 16 maggio 2012 1 Introduzione L esigenza di fare rete riguarda tutte le imprese ma è ancora più importante

Dettagli

Il Bando Regionale di Ricerca e Sviluppo 2012

Il Bando Regionale di Ricerca e Sviluppo 2012 Il Bando Regionale di Ricerca e Sviluppo 2012 NANOXM - Polo Regionale per le Nanotecnologie Firenze, 8 Febbraio 2012 Il Bando unico di R&S In attuazione del POR CREO FESR 2007/2013 il Bando Unico 2012

Dettagli

Bando FIT in materia di ICT

Bando FIT in materia di ICT Scheda n 1 Obiettivo Bando FIT in materia di ICT Promuovere e diffondere nell ambito delle piccole e medie imprese l innovazione basata sulle tecnologie dell informazione e delle comunicazione (ICT) al

Dettagli

Punto 7 all ordine del giorno dell VIII Comitato di Sorveglianza

Punto 7 all ordine del giorno dell VIII Comitato di Sorveglianza UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA POR CALABRIA FESR 2007/2013 INFORMATIVA SULLO STATO DI ATTUAZIONE DEGLI STRUMENTI DI INGEGNERIA FINANZIARIA Punto 7 all ordine del giorno dell VIII Comitato

Dettagli

BANDO DI RICERCA 2010-2011: PROMUOVERE LA RICERCA D ECCELLENZA

BANDO DI RICERCA 2010-2011: PROMUOVERE LA RICERCA D ECCELLENZA BANDO DI RICERCA 2010-2011: PROMUOVERE LA RICERCA D ECCELLENZA Pavia, 9 luglio 2009 2 Finalità e principi In attuazione delle proprie finalità istituzionali, la Fondazione Alma Mater Ticinensis ha deciso

Dettagli

PIANO DEGLI INTERVENTI

PIANO DEGLI INTERVENTI DEL. CIPE N. 7/2006 PROGRAMMI OPERATIVI DI SUPPORTO ALLO SVILUPPO 2007-2009 ADVISORING PER LO SVILUPPO DEGLI STUDI DI FATTIBILITA E SUPPORTO ALLA COMMITTENZA PUBBLICA PIANO DEGLI INTERVENTI ALLEGATO 1

Dettagli

Puglia: il POR FESR 2007-2013

Puglia: il POR FESR 2007-2013 Agevolazioni Finanziarie 25 di Bruno Pagamici - Dottore commercialista, Revisore contabile, Pubblicista - Studio Pagamici - Macerata Finanziamenti regionali Puglia: il POR FESR 2007-2013 Per il programma

Dettagli

Cap. II L attuazione delle politiche di sviluppo in Abruzzo del periodo 2000-2006: inquadramento programmatiche e dati finanziari.

Cap. II L attuazione delle politiche di sviluppo in Abruzzo del periodo 2000-2006: inquadramento programmatiche e dati finanziari. Cap. II L attuazione delle politiche di sviluppo in Abruzzo del periodo 2000-2006: inquadramento programmatiche e dati finanziari. Premessa Per politiche di sviluppo intendiamo sia azioni di promozione

Dettagli

Linea A- SCHEDA DI PROGETTO. (DELIBERA n.309 del 16/04/2012)

Linea A- SCHEDA DI PROGETTO. (DELIBERA n.309 del 16/04/2012) Linea di intervento 5.3 Attivazione di iniziative mirate di marketing finalizzate a promuovere le risorse endogene e ad attrarre investimenti esterni nei settori avanzati c (DELIBERA n.309 del 16/04/2012)

Dettagli

Migliore valorizzazione economica delle foreste (Misura 122) Riferimento normativo Titolo IV, Capo I, Articolo 20, lettera b), punto ii) e Articolo

Migliore valorizzazione economica delle foreste (Misura 122) Riferimento normativo Titolo IV, Capo I, Articolo 20, lettera b), punto ii) e Articolo Migliore valorizzazione economica delle foreste (Misura 122) Riferimento normativo Titolo IV, Capo I, Articolo 20, lettera b), punto ii) e Articolo 27 del Reg. (CE) n. 1698/2005. Giustificazione logica

Dettagli

SINTESI DEGLI INTERVENTI DI SOSTEGNO ALLA RICERCA E INNOVAZIONE AVVIATI NELL ULTIMO PERIODO

SINTESI DEGLI INTERVENTI DI SOSTEGNO ALLA RICERCA E INNOVAZIONE AVVIATI NELL ULTIMO PERIODO SINTESI DEGLI INTERVENTI DI SOSTEGNO ALLA RICERCA E INNOVAZIONE AVVIATI NELL ULTIMO PERIODO La nostra regione è stata tra le prime ad avviare l attuazione degli strumenti di ricerca, sviluppo e innovazione

Dettagli

Nuove misure di finanza agevolata a favore delle imprese calabresi

Nuove misure di finanza agevolata a favore delle imprese calabresi Nuove misure di finanza agevolata a favore delle imprese calabresi di Enrico Mazza Il 29 novembre scorso sono stati pubblicati sul BURC (n. 48 parte III) i Decreti che riguardano l approvazione degli Avvisi

Dettagli

REGIONE LAZIO COMPLEMENTO DI PROGRAMMAZIONE DOCUP OBIETTIVO 2 2000-06

REGIONE LAZIO COMPLEMENTO DI PROGRAMMAZIONE DOCUP OBIETTIVO 2 2000-06 REGIONE LAZIO COMPLEMENTO DI PROGRAMMAZIONE DOCUP OBIETTIVO 2 2000-06 4 dicembre 2001 modificato dal CdS del 2 aprile 2004 e dal CdS del 24 giugno 2004 PARTE GENERALE... 3 LA STRATEGIA DEL DOCUP: DAGLI

Dettagli

Principi per la revisione del sistema degli incentivi in Sardegna

Principi per la revisione del sistema degli incentivi in Sardegna Cagliari, maggio 2007 Il processo di revisione dell attuale sistema di incentivazione alle imprese in Sardegna si sviluppa a partire da alcuni obiettivi fondamentali dell azione regionale: 1. Razionalizzare

Dettagli

FOGLIO INFORMATIVO In conformità alle Disposizioni in materia di trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari

FOGLIO INFORMATIVO In conformità alle Disposizioni in materia di trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari FOGLIO INFORMATIVO In conformità alle Disposizioni in materia di trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari PROGETTO FACILITO GIOVANI E INNOVAZIONE SOCIALE Finalità Gli obiettivi specifici

Dettagli

PROGETTI DI INNOVAZIONE SOCIALE. Aggiornamento del 6 novembre 2012

PROGETTI DI INNOVAZIONE SOCIALE. Aggiornamento del 6 novembre 2012 PROGETTI DI INNOVAZIONE SOCIALE Aggiornamento del 6 novembre 2012 1) Soggetti ammissibili (29) 2) Caratteristiche dei Progetti (32) 3) Costi ammissibili (33) 4) Intensità dell Aiuto (6) 5) Modalità di

Dettagli

Cooperative sociali. Un impresa sociale, la tua. Guida alle agevolazioni per le Imprese Giovani Decreto Legislativo 185/2000 Titolo I Capo IV

Cooperative sociali. Un impresa sociale, la tua. Guida alle agevolazioni per le Imprese Giovani Decreto Legislativo 185/2000 Titolo I Capo IV Cooperative sociali. Un impresa sociale, la tua. Guida alle agevolazioni per le Imprese Giovani Decreto Legislativo 185/2000 Titolo I Capo IV Le norme nazionali e comunitarie hanno la prevalenza sui contenuti

Dettagli

Progetto per la realizzazione di un. Centro Servizi per la promozione e animazione del settore della Home e Building automation

Progetto per la realizzazione di un. Centro Servizi per la promozione e animazione del settore della Home e Building automation Progetto per la realizzazione di un Centro Servizi per la promozione e animazione del settore della Home e Building automation 1 1. Introduzione Il sistema socio-economico Empolese Valdelsa si caratterizza

Dettagli

MEMORANDUN OF UNDERSTANDING

MEMORANDUN OF UNDERSTANDING MEMORANDUN OF UNDERSTANDING PER LA REALIZZAZIONE DEL PARCO SCIENTIFICO E TECNOLOGICO SAN MARINO ITALIA Repubblica di San Marino, 6 novembre 2012 Memorandum of understanding per la realizzazione del Parco

Dettagli

Fac-simile di SCHEDA TECNICA DI PROGRAMMA E PIANO FINANZIARIO

Fac-simile di SCHEDA TECNICA DI PROGRAMMA E PIANO FINANZIARIO ALLEGATO B Fac-simile di SCHEDA TECNICA DI PROGRAMMA E PIANO FINANZIARIO 1- Dati identificativi del Programma di investimento Titolo del Programma Acronimo Denominazione Beneficiario (in caso di aggregazione

Dettagli

CONCORSI 6 28.5.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 21

CONCORSI 6 28.5.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 21 6 28.5.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 21 CONCORSI REGIONE TOSCANA Direzione Generale Competitività del Sistema Regionale e Sviluppo delle Competenze Area di Coordinamento Sviluppo

Dettagli

ASSE III COMPETITIVITÀ PRODUTTIVA

ASSE III COMPETITIVITÀ PRODUTTIVA ALLEGATO 1 ASSE III COMPETITIVITÀ PRODUTTIVA Linea di Intervento III.1.1.A - Interventi di completamento di aree artigianali ed industriali già esistenti in modo da soddisfare la domanda di servizi ed

Dettagli

La Legge 181/89 per il rilancio dell area industriale di Piombino. A cura di Area Sviluppo PMI Incentivi alle imprese Invitalia

La Legge 181/89 per il rilancio dell area industriale di Piombino. A cura di Area Sviluppo PMI Incentivi alle imprese Invitalia La Legge 181/89 per il rilancio dell area industriale di Piombino A cura di Area Sviluppo PMI Incentivi alle imprese Invitalia La misura in 5 concetti chiave #1 Aiuta le imprese a crescere Investimenti

Dettagli

Bando 1.5.d POR Creo 2007-2013 Regione Toscana. Stefano Romagnoli Raffaele Mannelli Regione Toscana

Bando 1.5.d POR Creo 2007-2013 Regione Toscana. Stefano Romagnoli Raffaele Mannelli Regione Toscana Bando 1.5.d POR Creo 2007-2013 Regione Toscana Stefano Romagnoli Raffaele Mannelli Regione Toscana Linea di Attività 1.5 d del POR CREO Sostegno a programmi integrati di investimento per ricerca industriale

Dettagli

PASSEPARTOUT - AIUTI AI SERVIZI DI CONSULENZA PER L INNOVAZIONE TECNOLOGICA DELLE PMI 2013

PASSEPARTOUT - AIUTI AI SERVIZI DI CONSULENZA PER L INNOVAZIONE TECNOLOGICA DELLE PMI 2013 PASSEPARTOUT - AIUTI AI SERVIZI DI CONSULENZA PER L INNOVAZIONE TECNOLOGICA DELLE PMI 2013 Premessa La regione Puglia, in linea con gli indirizzi per lo sviluppo delle politiche comunitarie nei suoi tre

Dettagli

Il DAQ di Sibari: aspetti normativi e governance

Il DAQ di Sibari: aspetti normativi e governance PROVINCIA DI COSENZA Settore Programmazione ed Internazionalizzazione Il DAQ di Sibari: aspetti normativi e governance INDICE 1. Il concetto di distretto agroalimentare 3 2. La L. R. della Calabria n.

Dettagli

nell ambito delle attività del

nell ambito delle attività del nell ambito delle attività del Introduzione (DA 963 GAB del 25 ottobre 2012 ) La scadenza di presentazione dei progetti sarà fissata con avviso successivo Finalità Finalità dello strumento di Sviluppo:

Dettagli

MISURA 6.5 SICUREZZA PER LO SVILUPPO E CONTROLLO DI LEGALITÀ SUGLI INVESTIMENTI

MISURA 6.5 SICUREZZA PER LO SVILUPPO E CONTROLLO DI LEGALITÀ SUGLI INVESTIMENTI POR SARDEGNA 2000-2006 MISURA 6.5 SICUREZZA PER LO SVILUPPO E CONTROLLO DI LEGALITÀ SUGLI INVESTIMENTI AZIONE 6.5.D PROGETTI PILOTA LOCALI LEGALITÀ BANDO PUBBLICO DI SELEZIONE DEI PROGETTI PILOTA LOCALI

Dettagli

PO FESR 2007-2013 PROGRAMMA PLURIENNALE DI ATTUAZIONE PERIODO 2007-2010

PO FESR 2007-2013 PROGRAMMA PLURIENNALE DI ATTUAZIONE PERIODO 2007-2010 PO FESR 2007-2013 PROGRAMMA PLURIENNALE DI ATTUAZIONE PERIODO 2007-2010 Asse VI Competitività dei sistemi produttivi e occupazione Obiettivi La politica di aiuti alle imprese è finalizzata a sostenere,

Dettagli

24.12.2008 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 54 DELIBERAZIONE 15 dicembre 2008, n. 1086

24.12.2008 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 54 DELIBERAZIONE 15 dicembre 2008, n. 1086 24.12.2008 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 54 DELIBERAZIONE 15 dicembre 2008, n. 1086 Approvazione delle modalità di attuazione degli Interventi di garanzia per gli investimenti POR CreO

Dettagli

La cooperazione che fa cooperazione. Il petrolio verde che fa economia. 2 ottobre 2010 Cuneo, Sala San Giovanni

La cooperazione che fa cooperazione. Il petrolio verde che fa economia. 2 ottobre 2010 Cuneo, Sala San Giovanni La cooperazione che fa cooperazione. Il petrolio verde che fa economia 2 ottobre 2010 Cuneo, Sala San Giovanni Data ultimo aggiornamento: 11 ottobre 2010 Progetto di filiera e realtà coinvolte 2 Sommario

Dettagli

Regolamento Regionale

Regolamento Regionale Regolamento Regionale Ulteriori modifiche al Regolamento generale dei regimi di aiuto in esenzione della Regione Puglia n. 1 del 19 gennaio 2009 come modificato dall art. 1 del Regolamento Regionale n.

Dettagli

Promuovere l innovazione del sistema produttivo e l attrattività del territorio per meglio competere sui mercati globali

Promuovere l innovazione del sistema produttivo e l attrattività del territorio per meglio competere sui mercati globali Obiettivo generale del POR FESR Abruzzo Promuovere l innovazione del sistema produttivo e l attrattività del territorio per meglio competere sui mercati globali ASSI PRIORITARI DI INTERVENTO: Ґ Ricerca

Dettagli

Orientamenti per il POR del Veneto,

Orientamenti per il POR del Veneto, Orientamenti per il POR del Veneto, parte FESR 2014 2020 Venezia, 23 settembre 2013 Assessorato al Bilancio e agli Enti Locali Segreteria Generale della Programmazione Direzione Programmazione Orientamenti

Dettagli

D.G.R. N 319 del 24 aprile 2008

D.G.R. N 319 del 24 aprile 2008 D.G.R. N 319 del 24 aprile 2008 OGGETTO: POR FESR Lazio 2007-2013 Obiettivo Competitività regionale e Occupazione Attuazione dell Attività II.4 Valorizzazione delle strutture di fruizione delle aree protette.

Dettagli

IMPRESE IN LOMBARDIA: AGEVOLAZIONE E AIUTI

IMPRESE IN LOMBARDIA: AGEVOLAZIONE E AIUTI DIVIPLUS 2 SRL Via della Vittoria, 47 20025 Legnano (Mi) Telefono 0331.592931 0331.592720 Fax 0331.457504 Pec : diviplus@secmail.it Legnano, Ottobre 2014 Circolare Informativa n. 22/2014 A tutti i gentili

Dettagli

REGIONE ABRUZZO DIREZIONE RIFORME ISTITUZIONALI ENTI LOCALI CONTROLLI SERVIZIO SISTEMI LOCALI E PROGRAMMAZIONE DELLO SVILUPPO MONTANO

REGIONE ABRUZZO DIREZIONE RIFORME ISTITUZIONALI ENTI LOCALI CONTROLLI SERVIZIO SISTEMI LOCALI E PROGRAMMAZIONE DELLO SVILUPPO MONTANO ALL. A REGIONE ABRUZZO DIREZIONE RIFORME ISTITUZIONALI ENTI LOCALI CONTROLLI SERVIZIO SISTEMI LOCALI E PROGRAMMAZIONE DELLO SVILUPPO MONTANO Criteri e modalità per la presentazione e verifica di ammissibilità

Dettagli

Relazione tecnica del Nucleo di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici della Regione Piemonte in accompagnamento all III Atto Integrativo

Relazione tecnica del Nucleo di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici della Regione Piemonte in accompagnamento all III Atto Integrativo Relazione tecnica del Nucleo di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici della Regione Piemonte in accompagnamento all III Atto Integrativo dell APQ Potenziamento della Ricerca Scientifica nella

Dettagli

Finanza agevolata Opportunità e meccanismo di accesso ai fondi gestiti da Finpiemonte

Finanza agevolata Opportunità e meccanismo di accesso ai fondi gestiti da Finpiemonte Finanza agevolata Opportunità e meccanismo di accesso ai fondi gestiti da Finpiemonte Torino, 30 ottobre 2013 L.R. 23/02 Riqualificazione energetica di edifici esistenti Bando 2013 L.R. 23/02 Riqualificazione

Dettagli

La nuova 181/89 per lo sviluppo e la crescita delle imprese umbre

La nuova 181/89 per lo sviluppo e la crescita delle imprese umbre La nuova 181/89 per lo sviluppo e la crescita delle imprese umbre A cura di Alessandro Palmitelli Responsabile Gestione L.181/89 Foligno 27.04.2016 Accordo di Programma ex A. Merloni Regioni Marche e Umbria

Dettagli

LEGISLAZIONE SU RICERCA E INNOVAZIONE. EMILIA ROMAGNA L.R. n.7 del 14/05/2002

LEGISLAZIONE SU RICERCA E INNOVAZIONE. EMILIA ROMAGNA L.R. n.7 del 14/05/2002 LEGISLAZIONE SU RICERCA E INNOVAZIONE EMILIA ROMAGNA L.R. n.7 del 14/05/2002 Anno legislazione: 2002 Oggetto legislazione: collegamento tra il sistema produttivo regionale e il sistema ricerca, spin off,

Dettagli

Delibera della Giunta Regionale n. 648 del 15/12/2014

Delibera della Giunta Regionale n. 648 del 15/12/2014 Delibera della Giunta Regionale n. 648 del 15/12/2014 Dipartimento 51 - Dipartimento della Programmazione e dello Sviluppo Economico Direzione Generale 3 - Direzione Generale Internazz.ne e rapporti con

Dettagli

START UP DI IMPRESE INNOVATIVE ANNO 2016

START UP DI IMPRESE INNOVATIVE ANNO 2016 START UP DI IMPRESE INNOVATIVE ANNO 2016 Presentazione domande: a sportello dalle ore 10 del 1 marzo 2016 alle ore 17 del 30 settembre 2016 salvo esaurimento fondi TERRITORIO: Regione Emilia Romagna OBIETTIVI

Dettagli

Promozione e progettazione dei Distretti tecnologici

Promozione e progettazione dei Distretti tecnologici REGIONE TOSCANA Giunta Regionale Direzione Generale Competitività del sistema regionale e sviluppo delle competenze Area di coordinamento industria, artigianato, innovazione tecnologica Promozione e progettazione

Dettagli

Decreto Dirigenziale n. 69 del 11/03/2015

Decreto Dirigenziale n. 69 del 11/03/2015 Decreto Dirigenziale n. 69 del 11/03/2015 Dipartimento 53 - Dipartimento delle Politiche Territoriali Direzione Generale 9 - Direzione Generale per il governo del territorio U.O.D. 92 - Direzione di Staff

Dettagli

REGIONE TOSCANA POR FESR 2007-2013

REGIONE TOSCANA POR FESR 2007-2013 Allegato A REGIONE TOSCANA POR FESR 2007-2013 STRUMENTI DI INGEGNERIA FINANZIARIA FONDO DI INGEGNERIA FINANZIARIA: FONDO UNICO ROTATIVO per PRESTITI POR CReO FESR 2007-2013 ( FURP ) Linea di intervento

Dettagli

Faq Aster. Possono prendere parte al partenariato anche aree particolarmente svantaggiate?

Faq Aster. Possono prendere parte al partenariato anche aree particolarmente svantaggiate? Faq Aster Possono prendere parte al partenariato anche aree particolarmente svantaggiate? Certamente sì, uno dei principali scopi di ASTER è quello di creare nuova imprenditorialità e nuova occupazione.

Dettagli

PROVINCIA REGIONALE DI ENNA

PROVINCIA REGIONALE DI ENNA PROVINCIA REGIONALE DI ENNA Regolamento PRESTITO D ONORE (Delibere C.P. 27/04, 4/05 ) ------------------------------- La Provincia Regionale di Enna, IV Settore Programmazione e Sviluppo Economico concede

Dettagli

POR MARCHE FESR 2014-2020 - ASSE 1 OS 1 AZIONE 1.1 PROMOZIONE DELLA RICERCA E DELLO SVILUPPO NEGLI AMBITI DELLA SPECIALIZZAZIONE INTELLIGENTE

POR MARCHE FESR 2014-2020 - ASSE 1 OS 1 AZIONE 1.1 PROMOZIONE DELLA RICERCA E DELLO SVILUPPO NEGLI AMBITI DELLA SPECIALIZZAZIONE INTELLIGENTE POR MARCHE FESR 2014-2020 - ASSE 1 OS 1 AZIONE 1.1 PROMOZIONE DELLA RICERCA E DELLO SVILUPPO NEGLI AMBITI DELLA SPECIALIZZAZIONE INTELLIGENTE SCHEDA SINTETICA BANDO 1. DESCRIZIONE Lo strumento intende

Dettagli

BANDO TERRITORI DI COMUNITÀ 4^ edizione

BANDO TERRITORI DI COMUNITÀ 4^ edizione BANDO TERRITORI DI COMUNITÀ 4^ edizione Il contesto di riferimento Le Fondazioni di origine bancaria possono svolgere oggi un ruolo fondamentale per la costruzione del nuovo welfare di comunità, un modello

Dettagli