Non esiste bene più grande della Dignità 4. Il Settore Cooperazione Internazionale e Pace della Città di Torino 5

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1 OPUSCOLO :10 Pagina 1 INDICE Presentazione Non esiste bene più grande della Dignità 4 Il Settore Cooperazione Internazionale e Pace della Città di Torino 5 Perché una Guida al sostegno a distanza a Torino 7 Il sostegno a distanza: obiettivi e strategie 11 La solidarietà in Italia 13 Il ForumSaD 17 La Carta dei Princìpi per il Sostegno a Distanza 19 Organizzazioni aderenti al Coordinamento sul sostegno a distanza a Torino 23 Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini Amici di Lazzaro ANPAS - Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze. Comitato Regionale Piemonte Associazione Umanista Culture in Movimento Associazione Umanista Ritmi Africani Associazione Umanitaria Tuttiartisti CAM SA.FA. - Centro Animazione Missionaria Istituto dei Fratelli della Sacra Famiglia CCM - Comitato Collaborazione Medica Centro di Comunicazione Diretta Alice CIFA - Centro Internazionale per l'infanzia e la Famiglia CIS - Cooperativa Internazionale per lo Sviluppo CISV - Comunità Impegno Servizio Volontariato CME - Centro Missioni Estere Frati Cappuccini Comitato di Solidarietà con il Popolo del Guatemala Comitato Girotondo Compassion Italia Costruire Insieme Enzo B Fondazione Padre Alessi Fratelli Dimenticati Geos Onlus ICS - Consorzio Imprese Cooperative Sociali Insieme Senza Confini - SVDP '87 ISCOS - Istituto Sindacale per la Cooperazione allo Sviluppo La Ragnatela della Solidarietà LVIA - Associazione Internazionale Volontari Laici MAIS - Movimento per l Autosviluppo, l Interscambio e la Solidarietà Missione del Sorriso

2 OPUSCOLO :10 Pagina 2 Missioni Consolata Onlus Missioni Don Bosco MSP - Movimento Sviluppo e Pace NOVA - Nuovi Orizzonti per Vivere l'adozione NutriPa Italia OAF-I - Organizzazione di Aiuto Fraterno-Italia Oasi Fraternità Onlus Oltre i Confini Segretariato Missioni Camilliane Sos Zastava Uai Brasil Tabella di sintesi 97 Scheda di inserimento nella Guida on line 100 DEDUCIBILITÁ FISCALE Le donazioni alle ONLUS e alle ONG sono deducibili dal reddito delle persone fisiche e giuridiche nella misura del 10% del reddito imponibile e fino a un tetto massimo di euro (Legge n. 80 del 14/5/2005, articolo 14). GLOSSARIO FOCSIV CIPSI MAE OMS ONG ONLUS PAM PVS SAD UE Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario Coordinamento Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale Ministero italiano degli Affari Esteri Organizzazione Mondiale della Sanità Organizzazione Non Governativa Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale Programma Alimentare Mondiale Paese/i in Via di Sviluppo Sostegno A Distanza Unione Europea

3 OPUSCOLO :10 Pagina 3 Presentazione In Italia oltre persone sono coinvolte in iniziative di sostegno a distanza a favore di bambini, famiglie e comunità in situazioni di povertà e difficoltà. Vista la sempre maggiore attenzione che l opinione pubblica dedica a questa pratica, oggetto di numerose campagne di informazione su riviste, televisioni e affissioni pubblicitarie, ci sembra giunto il momento di pubblicare una Guida al sostegno a distanza a Torino. Curata dal Settore Cooperazione Internazionale e Pace della Città di Torino in collaborazione con l Assessorato alla Solidarietà Sociale, Politiche per i Giovani e Programmazione Sanitaria della Provincia di Torino, la Guida vuole principalmente informare sulle attività delle organizzazioni appartenenti al Coordinamento sul sostegno a distanza a Torino. Questo organismo promosso dalla Città di Torino nel 2003 si pone due obiettivi: riunire le organizzazioni attive in questo settore e stimolare la solidarietà internazionale dei cittadini. Attualmente, il Coordinamento è composto da 38 organizzazioni con sede nel territorio della provincia di Torino: associazioni, congregazioni missionarie, ONLUS e ONG. L obiettivo della Guida, dunque, è mettere in contatto offerta e domanda di solidarietà, avvicinando famiglie, scuole, imprese e singoli cittadini al tema della cooperazione internazionale attraverso lo strumento del sostegno a distanza. Vuole costituire uno strumento di servizio, finora mai realizzato, soddisfacendo sia l esigenza di visibilità espressa dalle organizzazioni negli ultimi anni, che la necessità di trasparenza molto sentita dai sottoscrittori. L azione congiunta della Provincia e della Città di Torino si manifesta non soltanto in ambito locale, ma anche a livello nazionale. Nel giugno del 2005, infatti, i due Enti hanno aderito al Coordinamento Enti Locali per il Sostegno A Distanza (ELSAD), che riunisce le Province e i Comuni impegnati a promuovere il sostegno a distanza quale strumento di solidarietà, di riequilibrio delle ingiustizie sociali, di impegno personale alla cooperazione internazionale e all apprendimento interculturale. Marco Calgaro Vicesindaco della Città di Torino Eleonora Artesio Assessore alla Solidarietà Sociale della Provincia di Torino

4 OPUSCOLO :10 Pagina 4 Non esiste bene più grande della Dignità La Dignità di un essere umano non è fatta solo di sopravvivenza, ma della consapevolezza di avere un ruolo nel costruire il proprio futuro. Anni fa andai in Sudan, lacerato dalla guerra civile. Ero in un ospedale da campo di Medici Senza Frontiere e rimasi profondamente colpito da Anthony, un infermiere keniota che si prodigava per dare sollievo ai casi più disperati. Anthony aveva gli stessi occhi di fuoco di Samuel L. Jackson. Settimo figlio di un contadino del West Kenya aveva studiato dai missionari e poi si era pagato il college per diventare infermiere cercando pagliuzze d oro nel fiume, con setaccio e padella, e adesso faceva studiare i tre fratelli minori. A Nairobi l aspettavano moglie e figlio. E in lui e nelle migliaia come lui l unica possibilità di riscatto per questa terra splendida. Forse è per questo che ogni giorno, dall alba fino al tramonto, curava bambini e adulti apparentemente senza speranza, con fermezza e tenerezza, e che poco dopo sarebbe partito da solo per aprire consultori nei piccoli centri sparsi per la savana. Anthony è la persona con più fierezza e dignità che io abbia mai conosciuto. Un sostegno a distanza non è carità ma l assunzione di responsabilità per la Dignità di una famiglia. E rende anche noi più degni. Eugenio Finardi testimonial della Guida al sostegno a distanza a Torino 4

5 OPUSCOLO :10 Pagina 5 Il Settore Cooperazione Internazionale e Pace della Città di Torino Il Comune di Torino da tempo ha attivato in modo strutturale una serie di programmi e interventi che testimoniano la sua particolare sensibilità verso i problemi della pace, della conoscenza tra i popoli, dell'intercultura e della cooperazione con i PVS. La presenza di importanti strutture internazionali, la vitalità del tessuto associativo e la ricchezza delle proposte che in questi anni sono state promosse dal territorio cittadino hanno creato intensi rapporti con numerosi PVS, favorendo scambi, nuove attenzioni culturali, iniziative innovative. La Città si è dotata di diversi strumenti operativi per sostenere il proprio percorso nella dimensione internazionale; in particolare, per le iniziative di solidarietà, ha istituito il Settore Cooperazione Internazionale e Pace. Obiettivi del Settore sono in primo luogo rafforzare l'impegno politico nella cooperazione internazionale e promuovere i beni pubblici globali e locali. Inoltre opera per una pace fondata sulla giustizia sociale, sul rispetto della libertà e dei diritti umani, sulla costruzione di condizioni di sicurezza nelle relazioni interpersonali, e su un tessuto sociale coeso e solidale. La pace e la cooperazione passano anche attraverso la promozione di uno sviluppo sostenibile, capace dunque di creare condizioni durature di crescita non soltanto economica ma anche sociale, nel rispetto dell ambiente e delle biodiversità. Le modalità di intervento sono basate sulla cooperazione decentrata, da governo locale a governo locale, con la collaborazione della società civile organizzata. Il Settore promuove perciò Tavoli di concertazione tra enti pubblici e società civile per la condivisione della progettualità operativa, assegna contributi a progetti realizzati dal mondo associativo e da altre realtà presenti sul territorio, partecipa a reti nazionali e internazionali, realizza gemellaggi di solidarietà, accordi di cooperazione e offre sostegno alle politiche di genere e di pari opportunità. Un attenzione particolare è dedicata alla formazione e agli scambi culturali mirati a produrre comportamenti cooperativi, partecipativi e a favorire la convivenza pacifica tra i popoli nell ottica dello scambio e dalla reciprocità. 5

6 OPUSCOLO :10 Pagina 6 Le aree di intervento sono relative a: - Salute: prevenzione malattie infettive, infrastrutture sanitarie, sviluppo medicina tradizionale, tutela della maternità, interventi socio-sanitari relativi a politiche di genere e pari opportunità (Argentina, Bosnia Erzegovina, Guatemala, Israele, Territori Palestinesi). - Diritti umani: politiche di genere e pari opportunità, diritti dei minori, difesa dei diritti civili e sociali (Albania, Bosnia Erzegovina, Brasile, Guatemala, Territori Palestinesi). - Formazione professionale (Albania, Brasile, Burkina Faso, Marocco, Palestina, Serbia). - Sviluppo economico: commercio equo e solidale, microimprenditoria femminile (Bosnia Erzegovina, Territori Palestinesi). - Interventi umanitari in situazione di emergenza (India, Sri Lanka). - Governo e gestione del territorio urbano (Capo Verde, Uruguay). - Scambi (Mediterraneo, Palestina, Senegal). - Gestione e formazione nel settore delle public utilities: acqua, rifiuti, trasporti (Argentina, Brasile, Burkina Faso, Capo Verde, Guatemala, Senegal). Il Settore collabora con numerosi partner pubblici (Nazioni Unite: CIF- OIL, FAO, OMS, UNDP, UNOPS, Unione Europea, Ministeri e Ambasciate, Regioni, Province, Comuni, Camere di commercio, Aziende di servizi pubblici, Istituti scolastici, Consorzi) e privati (Associazioni, Comitati, Comunità di stranieri, Cooperative, ONG, Organizzazioni religiose, Sindacati). Per contatti: Città di Torino Divisione Gioventù e Cooperazione Internazionale Settore Cooperazione Internazionale e Pace Via delle Orfane Torino Telefono: Fax: Sito: 6

7 OPUSCOLO :24 Pagina 7 Perché una Guida al sostegno a distanza a Torino La Guida nasce da un idea del Settore Cooperazione Internazionale e Pace del Comune di Torino. Lo spunto è stato fornito dalla Giornata Mondiale dell Alimentazione, l appuntamento indetto ogni anno dalla FAO per il 16 ottobre. Quale proprio contributo alla Giornata Mondiale 2003 il Comune ha promosso la nascita di un Coordinamento sul sostegno a distanza a Torino, con la volontà di censire le organizzazioni che operano in città o nei Comuni limitrofi e di promuovere questa particolare forma di solidarietà. La Guida, pertanto, vuole essere uno strumento per comprendere il fenomeno con dati sintetici ma significativi, per trovare informazioni sugli organismi attivi in questo settore e per facilitare chi vuole sottoscrivere un progetto di sostegno a distanza (SAD). In una prima fase è stato compilato un elenco di organizzazioni ricavando gli indirizzi da guide specializzate, soprattutto la Guida ragionata delle associazioni di volontariato e delle cooperative sociali in Piemonte, da riviste di settore, dal materiale informativo diffuso dalle organizzazioni medesime e da una lista fornita dall Agenzia regionale per le adozioni internazionali. In un secondo tempo - mentre iniziavano i primi incontri del Coordinamento, occasione per scambiare idee ed esperienze sulle rispettive concezioni e forme di SAD le organizzazioni venivano individuate in forma definitiva in base a due criteri: disporre di una sede operativa nel territorio provinciale e sottoscrivere la Carta dei Princìpi per il Sostegno a Distanza. Tali criteri sono stati ritenuti necessari e vincolanti, da un lato per fare emergere le numerose realtà impegnate in ambito torinese a costo di escludere alcune grandi organizzazioni attive a livello nazionale, conosciute dai cittadini ma senza legami con il nostro territorio; dall altro lato per far precedere l uscita della Guida dalla sottoscrizione di un codice di autoregolamentazione a dimostrazione della serietà dell attività svolta dalle organizzazioni. Si è ritenuto che la Carta dei Princìpi per il Sostegno a Distanza fosse un testo adatto, perché frutto di una lunga e pluralista elaborazione compiuta alcuni anni fa a livello nazionale. La Carta è stata perciò sottoscritta dai membri del Coordinamento durante una cerimonia svoltasi nel 2004 presso il municipio di Torino. 7

8 OPUSCOLO :10 Pagina 8 A questo punto è iniziata la raccolta dei dati per la Guida, mentre la Provincia di Torino promuoveva un primo censimento delle organizzazioni a livello provinciale e diventava partner dell iniziativa. Il volume è strutturato in 7 parti. Nella prima (Il sostegno a distanza: obiettivi e strategie) vengono delineate le tre principali forme di supporto: individuale, quasi sempre riguardante bambini; a microprogetti in favore di gruppi di persone, prevalentemente composti da minori; a villaggi o comunità nel loro complesso, dagli anziani alle donne, dai giovani ai bambini. Poiché queste diverse filosofie sono considerate alternative, molte organizzazioni scelgono di agire in una sola direzione, mentre solo alcune ne sperimentano più di una. La seconda parte (La solidarietà in Italia) sintetizza alcune ricerche svolte di recente per misurare la disponibilità degli italiani a fare donazioni per ragioni umanitarie, il profilo degli organismi che se ne occupano, il retroterra culturale dei sottoscrittori e infine il ruolo crescente degli Enti Locali in questo settore. Il capitolo successivo (Il ForumSaD) evidenzia l importanza assunta da questo organismo di coordinamento composto da oltre 60 organizzazioni italiane, dalle grandi ONG operanti in decine di PVS alle piccole associazioni operanti in un solo Paese. Segue il testo integrale della Carta dei Princìpi per il Sostegno a Distanza, il principale codice di comportamento sottoscritto da oltre 130 organizzazioni in Italia. Il nucleo della Guida è costituito da 38 schede, in ordine alfabetico, che illustrano l attività di tutte le organizzazioni attualmente aderenti al Coordinamento sul sostegno a distanza a Torino, contattate e coinvolte nella stesura della Guida per descrivere: - Il profilo dell organizzazione (l identità giuridica, l anno di costituzione, le finalità, l eventuale adesione a reti, coordinamenti, albi, ecc). - Le principali attività svolte dall organizzazione nel suo complesso. - Informazioni sui SAD attualmente realizzati, suddivise in 4 parti per illustrare in dettaglio l esperienza posseduta (inclusi i Paesi e i settori d intervento, il profilo dei beneficiari, il totale dei sostegni in corso e il numero dei sostenitori); la filosofia d intervento, cioè le idee-guida che ispirano le attività; i partner che co-finanziano i SAD e i referenti sul luogo; le informazioni utili all avvio di un sostegno (la durata minima dell impegno richiesto, l importo annuale minimo e massimo, la per- 8

9 OPUSCOLO :10 Pagina 9 centuale sulla donazione trattenuta per le spese di gestione, le modalità di pagamento, le modalità e la cadenza degli aggiornamenti). - Indicazioni per contattare la sede operativa dell organizzazione. - Il nome del referente per i progetti di SAD. I dati principali sono stati riepilogati nella sesta parte (Tabella di sintesi), che permette la consultazione e la comparazione immediata delle informazioni presenti nelle schede. Occorre sottolineare che alcune notizie, quali i Paesi d intervento o il numero dei beneficiari e dei sostenitori, sono soggette a continue variazioni. Esse, comunque, verranno aggiornate a cura del Settore Cooperazione Internazionale e Pace nella versione on line della Guida, ospitata sul sito Il volume è perciò concluso da una scheda destinata a ulteriori organizzazioni disponibili ad aderire al Coordinamento e a essere inserite nella Guida on line alle medesime condizioni di quelle già incluse: avere una sede operativa nel territorio provinciale e sottoscrivere la Carta dei Princìpi. E utile segnalare che la Guida è stata realizzata sulla base di informazioni fornite dalle organizzazioni incluse nel volume sotto propria responsabilità. Il Comune di Torino non ha effettuato verifiche sui dati riportati, ponendosi come facilitatore della comunicazione ai cittadini piuttosto che come organo di controllo che interferisce con l autonomia e la libertà organizzativa delle varie agenzie. Nello stesso tempo ha promosso la sottoscrizione della Carta dei Princìpi per il Sostegno a Distanza, importante passaggio verso un autoregolamentazione delle organizzazioni. Le schede comprese nella Guida di per sé contengono alcuni indicatori di trasparenza: l indicazione di chi sono e con quali idee agiscono i referenti in loco, la percentuale che l organizzazione dichiara di trattenere per le spese di gestione del SAD, la possibilità di scambiare lettere fra sostenitori e beneficiari, il livello di informazione sui progetti, la possibilità di visitare i beneficiari. E sulla trasparenza che l intero mondo del SAD gioca la sua credibilità. Attualmente questa pratica gode di sostanziale fiducia e le sottoscrizioni sono in aumento, ma ciò non può che stimolare le organizzazioni a una gestione etica e trasparente, e i donatori a una partecipazione diretta e non delegata. Nelle intenzioni, infatti, questa Guida non è soltanto uno strumento informativo, pur con i limiti di completezza imposti dallo spazio a 9

10 OPUSCOLO :10 Pagina 10 disposizione, ma anche un incentivo stimolo a intraprendere un percorso consapevole di solidarietà internazionale. Iniziare un SAD equivale a fare un investimento concreto sul futuro di una persona, di un progetto o di una comunità. Come bisognerebbe fare per ogni investimento, anche per un SAD è opportuno svolgere una verifica diretta, preventiva e non superficiale sulle caratteristiche dell organizzazione che lo propone e lo gestisce: la filosofia che contraddistingue i suoi interventi, i referenti su cui si appoggia nei Paesi in questione, gli strumenti usati per aggiornare i sottoscrittori sull andamento del sostegno. Per questa ragione nella Guida non sono stati indicati gli estremi dei conti correnti o di altre forme di versamento, a suggerire la necessità di un rapporto diretto e consapevole tra potenziale sottoscrittore e organizzazione. Come detto, un SAD può essere non soltanto un mezzo per riequilibrare le ingiustizie sociali, ma anche uno strumento di impegno personale alla cooperazione internazionale e alla conoscenza fra le culture. A tale proposito vengono avanzate alcune proposte per assumere un atteggiamento attivo e meditato. Ne beneficeranno tutti. Il sottoscrittore avrà maggiori soddisfazioni, molte di più che firmare un ordine di bonifico continuativo e poi dimenticarsi del SAD. L organizzazione proponente sarà più responsabilizzata e sentirà di avere al proprio fianco un donatore convinto e consapevole. La comunità beneficiaria sarà aiutata a svilupparsi più velocemente perché nell altra parte del mondo ci sarà qualcuno che agisce in prima persona e può farsi testimone di pace e di solidarietà nei confronti di tanti altri. Prima di iniziare un SAD: visitare la sede dell organizzazione; visionare i bilanci o i rendiconti annuali e leggere i report più recenti spediti dai referenti in loco; informarsi sulla situazione sociale ed economica del Paese individuato. Durante il SAD: partecipare alle riunioni che vengono organizzate per informare i donatori sui risultati raggiunti, alle quali spesso sono presenti i responsabili in loco dei progetti; diffondere l iniziativa parlandone ai colleghi di lavoro, coinvolgendo gli insegnanti dei figli o gli amici; prestarsi in occasione di iniziative di autofinanziamento, il più delle volte punti informativi allestiti durante feste e manifestazioni; per giungere all esperienza più emozionante di tutte, ovvero un viaggio sul posto per vivere in prima persona il valore culturale ed emotivo di un gesto solo in apparenza piccolo e semplice, ma che invece è importante: una risposta alle disuguaglianze nel mondo. 10

11 OPUSCOLO :10 Pagina 11 Il sostegno a distanza: obiettivi e strategie Orfani, profughi, meninos de rua o semplicemente bambini provenienti da famiglie poverissime che non riescono a provvedere ai loro bisogni primari: sono i principali destinatari delle azioni di sostegno a distanza. E un tipo di aiuto particolare che sostiene il ragazzo senza sradicarlo dalla realtà in cui vive, permettendogli una crescita dignitosa e offrendogli pasti regolari, vestiario, assistenza medica e istruzione di base attraverso ONG, congregazioni missionarie, diocesi, ONLUS o associazioni presenti sul luogo. Chi adotta a distanza un bambino ha talvolta la possibilità di instaurare con lui un rapporto epistolare e, comunque, di essere aggiornato sulle sue condizioni di vita e sui traguardi raggiunti. Esiste anche una forma di SAD che non prevede il rapporto diretto con il bambino, bensì il supporto a microprogetti in favore di un gruppo di minori: la costruzione di una comunità-alloggio, l avvio di una scuola di strada, la gestione di una campagna di vaccinazione o di un reparto pediatrico. Ogni microprogetto presenta caratteristiche particolari in relazione al Paese di riferimento, al tipo di bisogno, alla durata dell intervento e ai princìpi degli organismi promotori. Questa forma di sostegno consiste nell invio di un contributo economico gestito da un associazione, un ente religioso, un ente pubblico o da gruppi di persone sensibili alla questione. Si tratta di un intervento di aiuto che, senza ledere la dignità dei ragazzi e delle loro famiglie, fa della concretezza e discrezione le sue caratteristiche distintive. C è infine una variante innovativa del tradizionale SAD, della quale esistono in Italia varie esperienze. Non si tratta di inviare denaro per un singolo bambino, ma di sostenere un progetto di cui beneficiano tutti i minori del villaggio o un intera comunità in difficoltà. Tali azioni si configurano a pieno titolo come progetti di sviluppo, caratterizzati dall equità. In altre parole, sono i bisogni collettivi dei bambini (e non soltanto) a essere alla base del sostegno e non più le necessità dei singoli. Queste, peraltro, sono spesso fonte di squilibri all interno della comunità e sono talvolta difficili da soddisfare, perché il contributo di un singolo sottoscrittore non sempre è sufficiente a coprire tutte le spese necessarie ai bisogni del ragazzo. A questa filosofia d intervento, di carattere espressamente sociale, corrisponde una forma di sostegno a distanza che riguarda l intero contesto in cui vivono i minori, a cominciare da quello famigliare: in questo senso, 11

12 OPUSCOLO :10 Pagina 12 il beneficio si estende anche agli adulti con azioni che interessano la vita collettiva della comunità di appartenenza: attività scolastiche, di formazione professionale, di prevenzione sanitaria, di difesa dei diritti. Tutte le azioni suindicate non debbono essere intese come forme occasionali di beneficenza, ma come forme di aiuto stabile e prolungato per dare a chi si trova in condizioni svantaggiate la possibilità di riscattarsi autonomamente, utilizzando le risorse del proprio ambiente e della propria cultura. Si tratta, in altri termini, di offrire ai beneficiari la possibilità di una vita più dignitosa, senza essere costretti a emigrare e ad abbandonare il proprio contesto familiare e comunitario. Per questo, in qualsiasi forma si decida di intervenire, il sostegno non è mai a senso unico, perché consente ai chi lo effettua di guardare il mondo con altri occhi, di capire perché tante persone non hanno le nostre stesse possibilità e di mettere in discussione stereotipi e pregiudizi che spesso si trasformano in comportamenti discriminatori. 12

13 OPUSCOLO :10 Pagina 13 La solidarietà in Italia In Italia, nel corso degli ultimi anni, la volontà di sostenere cause sociali è molto aumentata. Eventi clamorosi e di grande impatto emotivo, come le guerre nell ex-jugoslavia o il recente maremoto nel Sud Est asiatico, hanno portato in primo piano la necessità di impegnarsi nel sostegno delle popolazioni colpite da tali disastri. I mass media hanno inoltre contribuito non soltanto a far conoscere situazioni di emergenza, ma anche a sensibilizzare i cittadini verso le campagne di solidarietà promosse dal Governo e dalle ONG. Il telespettatore si è dunque trovato di fronte a immagini di sofferenza e privazione tali che la povertà - concetto spesso pensato come astratto e lontano è divenuta un fatto tangibile, verso cui essere chiamati ad agire in prima persona attraverso l invio di denaro. Commentando i dati raccolti ne Il barometro della solidarietà internazionale degli italiani, indagine promossa nel 2000 da Volontari nel 1 mondo-focsiv, il sociologo Franco Garelli osserva: Da alcuni anni il tema della solidarietà è ritornato al centro del dibattito pubblico. [ ] In un mondo ormai reso un villaggio globale dal sistema di comunicazione e dagli scambi economici e finanziari, l occidente è sempre più chiamato a confrontarsi con aree geografiche e con Paesi alle prese con un difficile cammino di sviluppo o pesantemente condizionati da situazioni di arretratezza. Così le situazioni problematiche vissute da molte nazioni del Sud del mondo (gravati da tassi di povertà e di miseria, da conflitti etnici, da calamità naturali, ecc.) rimbalzano con più evidenza nelle nazioni più progredite e interpellano la coscienza di quote sempre più ampie di popolazione. I dati che emergono dall indagine della FOCSIV mostrano che la propensione al dono è attuata più dalle donne che dagli uomini, più dagli adulti e dagli anziani che dai giovani (anche perché la loro quota di reddito è superiore), più dagli abitanti del Nord rispetto a quelli del Centro o del Sud, più dai residenti nei Comuni capoluogo che nella provincia. [ ]. Ma al riguardo la variabile più discriminante è rappresentata dal livello di religiosità, misurato nell indagine attraverso la frequenza ai riti religiosi. Il 75% dei praticanti regolari (quanti cioè frequentano i rituali religiosi ogni settimana) dichiara di aver fatto una donazione nel 1999 per una causa di solidarietà, rispetto al 58% di quanti esprimono una pratica religiosa meno assidua e più discontinua e al 49% di chi non frequenta mai o quasi mai gli ambienti religiosi. 1 Docente di Sociologia della Conoscenza presso l Università di Torino 13

14 OPUSCOLO :10 Pagina 14 Questi risultati sono confermati dalla ricerca Imprese, consumatori e solidarietà, realizzata dalla Doxa di Milano nel 2003, secondo la quale negli ultimi dodici mesi quasi 4 italiani su 10 hanno donato per una causa sociale, pari quindi a circa 19 milioni di italiani donatori. La Doxa individua inoltre le cause per cui si dona: Il 60% dei donatori ha indirizzato il suo contributo verso associazioni che promuovono la ricerca medica. La seconda destinazione in ordine d importanza è la lotta alla fame nel mondo e l aiuto al terzo mondo, che interessa circa il 20% delle donazioni. Seguono le donazioni indirizzate ad aiuti d emergenza per popolazioni in guerra (18%), l adozione a distanza (12%), la povertà in Italia (9%), la protezione degli animali (5%) e dell ambiente (3%), i portatori di handicap (2%), la difesa del patrimonio artistico (1%). Questi dati sembrano indicare la preferenza a impegnarsi per cause durature (come la ricerca medica e i sostegni a distanza) piuttosto che contingenti (le emergenze). Come si vede la solidarietà passa attraverso il SAD, forma di aiuto che gli italiani sembrano apprezzare molto. Infatti la ricerca Doxa rileva come il sostegno a distanza sia un caso interessante essendo sottoscritto dal 12% dei donatori (quindi da quasi il 4% degli italiani, pari a circa 2 milioni di adottanti ). Tale forma di solidarietà, prevedendo aiuti regolari che legano il donatore al beneficiario (di solito un minore o un intera comunità), viene preferita da persone più sensibili alle tematiche dell aiuto umanitario, in genere giovani con istruzione elevata. Anche il semplice interesse per il sostegno a distanza è piuttosto elevato. Sono favorevoli ad adottare una causa quasi due terzi degli italiani, di cui un terzo si dichiara molto favorevole. Il bacino potenziale del sostegno a distanza è quindi molto ampio: una migliore informazione può spingere molte persone a contribuire con questa modalità. Si tratta dunque di un fenomeno in crescita che coinvolge un numero sempre più elevato di italiani. Secondo il ForumSaD (coordinamento nazionale che raccoglie le principali associazioni impegnate in quest ambito) in Italia tale numero supera il milione di sostenitori, per un totale nel solo di 240 milioni di euro donati, indirizzati a progetti realizzati in 110 Paesi del mondo. Attualmente, in Italia, gli enti e le associazioni che propongono con continuità iniziative nel settore del SAD sono qualche centinaio, in confronto alle poche decine per nazione negli altri Paesi dell Unione Europea. Secondo un indagine su 150 organizzazioni italiane condot- 14

15 OPUSCOLO :10 Pagina 15 ta nel 2000 dall'istituto Bellunese di Ricerche Sociali e Culturali, il 53,2% di esse è di orientamento laico, mentre il 46,8% è di ispirazione religiosa. Si tratta per il 57,4% di associazioni formalmente costituite, per il 17,6% di istituti religiosi, per il 14,7% di enti giuridici e morali e per il restante 10,3% di associazioni di fatto. Africa e America Latina sono le aree dove più spesso si rivolgono i progetti (63%), seguite dall'asia (40%), dall'est europeo (30%) e dal Medio Oriente (13%). Un altra specificità italiana è la diffusione della partecipazione diretta degli Enti Locali a progetti di sostegno a distanza. A tale proposito va segnalata la nascita, nel 2005, del Coordinamento Enti Locali per il Sostegno A Distanza (ELSAD), che riunisce le Province e i Comuni italiani impegnati a promuovere il sostegno a distanza quale strumento di riequilibrio delle ingiustizie sociali, di educazione allo sviluppo, di impegno personale alla cooperazione internazionale e all apprendimento interculturale, e quale misura di accompagnamento agli interventi di cooperazione decentrata. Il Coordinamento ELSAD, infatti, si pone l obiettivo di sensibilizzare i cittadini, di facilitare un interscambio tra le istituzioni, di sostenere le diverse realtà che operano sul campo, di favorire la trasparenza degli interventi e di operare per la messa in rete delle diverse esperienze. Il Coordinamento ELSAD è costituito presso la Presidenza del Consiglio Provinciale di Roma. Il Comune e la Provincia di Torino hanno aderito al Coordinamento ELSAD nel giugno del Infine, vanno segnalate le cosiddette esperienze collettive di solidarietà, che vedono gruppi di cittadini (colleghi di lavoro, scolaresche, ecc.) sottoscrivere sostegni a distanza, in particolare di minori. 15

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17 OPUSCOLO :10 Pagina 17 Il ForumSaD Se per un verso la proliferazione di iniziative è indice di una situazione creativa e in continua crescita, per altro verso essa pone la questione di definire strumenti di autoregolamentazione allo scopo di dare maggiori garanzie di efficacia e onestà a chi sostiene questi progetti versando denaro. Anche per rispondere a questa esigenza nel 1999 è stato costituito a Roma il Forum permanente per il Sostegno a Distanza (ForumSaD), nel corso di un meeting organizzato dal Coordinamento La Gabbianella tra un centinaio di organizzazioni italiane che promuovono progetti di sostegno a distanza. Nel 2004 diventa associazione no profit. Attualmente aderiscono al ForumSaD più di 60 organizzazioni italiane, con circa un milione di sostenitori coinvolti. Le associazione affiliate condividono obiettivi comuni e si impegnano, singolarmente o con iniziative coordinate, a promuovere il sostegno a distanza quale forma solidale e culturale di sviluppo tra i popoli, a favorire momenti di incontro e di collaborazione fra tutte le organizzazioni del settore, nonché il reciproco arricchimento di idee al fine di sostenere la crescita di una coscienza solidale. Il ForumSaD è inoltre attivo nel ricercare strumenti per favorire l'informazione, la trasparenza, la visibilità e la qualità degli interventi di sostegno a distanza e a realizzare un fattivo rapporto con le istituzioni e le organizzazioni sociali internazionali, nazionali e locali, anche al fine di accrescere una cultura di pace. Uno dei risultati ottenuti dal ForumSaD è stata la redazione e la diffusione della Carta dei Princìpi per il Sostegno a Distanza, che a oggi è stata sottoscritta da oltre 130 organizzazioni italiane. La Carta si definisce come uno strumento di autoregolamentazione e deontologia. Il suo scopo principale è far crescere una corretta interpretazione dello spirito e della finalità di questo gesto di solidarietà. In questo senso risulta centrale la trasparenza nella gestione dei fondi e l'uso del sostegno a distanza come strumento per la promozione all autosviluppo del minore ma anche della sua comunità di appartenenza. Il ForumSaD ha inoltre promosso la Carta dei Criteri di Qualità SAD, un altro codice di comportamento che coniuga i princìpi generali con criteri gestionali di qualità, e l Anagrafe Nazionale, entrambi strumenti di garanzia nei confronti dei sostenitori e dei beneficiari. Inoltre ha aperto un dialogo con gli Enti Locali e altre istituzioni pubbliche per favorire lo sviluppo della solidarietà. 17

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19 OPUSCOLO :10 Pagina 19 La Carta dei Princìpi per il Sostegno a Distanza La stesura di questo documento fa seguito alla consultazione di un centinaio di associazioni italiane nel biennio ed è stata approvata dal comitato promotore del 2 Forum per l'adozione a Distanza (Roma, novembre 2000). PREMESSA Si è consolidata ed è in continua espansione una nuova forma di solidarietà che è definita in diversi modi: adozione a distanza, affido a distanza, adozione scolastica a distanza, sostegno a distanza, tutela, padrinato, madrinato, borsa di studio, sponsorizzazione... Pur essendo ogni organizzazione libera di utilizzare la denominazione ritenuta idonea, il termine scelto convenzionalmente in questa sede è sostegno a distanza. Il sostegno a distanza è un atto di solidarietà che consiste nell'impegno morale a inviare, tramite referenti responsabili, un contributo economico stabile e continuativo, del cui uso il donatore riceve riscontro, rivolto a minori, adulti, famiglie, comunità ben identificate, in condizioni di necessità e in ogni parte del mondo, per offrire la possibilità di migliorare le proprie condizioni di vita nell'ambiente sociale e culturale in cui vivono. La consapevolezza che in questo settore operano tanti e diversi soggetti di varia estrazione e portata culturale e sociale, costituiti in differenti forme organizzative e istituzionali (gruppi amicali informali - parrocchiali - privati, congregazioni o istituti ecclesiali, associazioni, organizzazioni non governative, comitati, coordinamenti, fondazioni) e la necessità di tutelare i diritti dei bambini e delle comunità sostenute e di garantire i diritti delle persone alla trasparenza e al buon uso del loro dono hanno portato numerosi enti e associazioni a incontrarsi e a confrontarsi su alcuni princìpi cardine a cui rifarsi unanimemente. Nasce così la Carta dei Princìpi per il Sostegno a Distanza. Le organizzazioni che la sottoscrivono, operando nel rispetto delle norme dello Stato italiano e dei princìpi contenuti nei seguenti documenti: - Dichiarazione Universale dei Diritti dell'uomo, Convenzione Internazionale sui Diritti dell'infanzia, Convenzioni dell'organizzazione Internazionale del Lavoro, 1973 e Dichiarazione delle Nazioni Unite sull'eliminazione della violenza contro le donne, Legge italiana contro la prostituzione minorile,

20 OPUSCOLO :10 Pagina 20 SI IMPEGNANO A 1. Promuovere il sostegno a distanza quale gesto di libera e solidale condivisione con chi è nel bisogno. 2. Sviluppare l'informazione e la formazione multiculturale. Le organizzazioni, con un'azione concreta di politica sociale, danno voce a minori, adulti, famiglie e comunità costretti a vivere in situazioni difficili e, nell'avvicinare culture e società diverse, ne promuovono l'interscambio e il rispetto reciproco, valorizzando la persona nella sua dignità dentro ogni contesto e cultura. 3. Caratterizzare questo gesto solidale rispetto alle altre forme di solidarietà basate sulla raccolta fondi occasionale o per emergenze. Le organizzazioni metteranno in evidenza nei loro progetti la continuità dell'impegno del sostegno a distanza che acquista un duplice valore: educa il sostenitore alla consapevolezza dei disagi e della povertà in cui versano milioni di persone e garantisce al contempo un finanziamento stabile per l'attuazione del progetto. 4. Rendere consapevole il sostenitore dell'importanza del suo aiuto economico costante nel tempo, anche se il sostenitore può recedere dall'impegno preso; in questo caso, le organizzazioni si impegnano a ricercare in tempi brevi chi lo sostituisca e, nel frattempo, a utilizzare tutti i propri strumenti per garantire il proseguimento del progetto. 5. Mettere a disposizione presso la propria sede il bilancio o il rendiconto annuale e renderlo pubblico secondo le norme previste. Ciascuna organizzazione si rifà alle normative vigenti in merito alla propria configurazione giuridica: al proprio statuto, alle leggi relative all'albo regionale del volontariato, alle disposizioni in merito agli enti del Terzo Settore "non profit" ONLUS e alle ONG, alla Carta della Donazione e alle normative proprie per gli enti ecclesiastici. 6. Comunicare al sostenitore l'effettiva somma destinata al beneficiario del sostegno a distanza e quella trattenuta dall'organizzazione per le spese di gestione, come garanzia sul corretto utilizzo dei fondi e informazione sulle modalità di intervento. 7. Valutare con accortezza le richieste di aiuto ricevute e ad avviare un progetto solo là dove esista l'esplicito consenso della comunità interessata. Le organizzazioni garantiranno che i loro operatori o delegati agiscano con il consenso della popolazione locale. 20

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