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1 INDICE Introduzione 3 Una grande cascata d amore 4 Il Comune di Torino per il sostegno a distanza 5 Perchè una nuova Guida 7 Il sostegno a distanza: obiettivi e strategie 9 La solidarietà in Italia 11 Il ForumSaD 15 La Carta dei Princìpi per il Sostegno a Distanza 17 Il Coordinamento ELSAD 20 L Istituto Italiano della Donazione 22 Organizzazioni aderenti al Coordinamento Sad Torino 23 AEMETRA 25 ALFA E OMEGA INSIEME PER IL CONGO onlus 26 AMICI DEI BAMBINI 27 AMSES onlus 28 ANPAS 29 ASPE 30 ASSEFA 31 Associazione DIVINA PROVVIDENZA 32 Associazione GEOS onlus 33 Associazione LA RAGNATELA DELLA SOLIDARIETÀ onlus 34 Associazione MARIA MADRE DELLA PROVVIDENZA onlus 35 Associazione MISSIONE DEL SORRISO onlus 36 Associazione MISSIONI DON BOSCO onlus 37 Associazione MISSIONI FAÀ DI BRUNO onlus 38 Associazione OLTRE I CONFINI onlus 39 Associazione RITMI AFRICANI onlus 40 Associazione umanitaria TUTTIARTISTI 41 Associazione VOLONTARI SENZA FRONTIERE onlus 42 BATTITO SOLIDALE 43 CENTRO DI COMUNICAZIONE DIRETTA ALICE onlus 44 CIFA onlus 45 CIS 46 CISV 47 COMITATO DI SOLIDARIETÀ CON IL POPOLO DEL GUATEMALA 48 COMITATO GIROTONDO 49 COMPASSION ITALIA onlus 50 COOPI PIEMONTE 51 COSTRUIRE INSIEME 52 CULTURE IN MOVIMENTO onlus 53 EMERGENZA AIUTO onlus 54 ENZO b 55 Fondazione FRATELLI DIMENTICATI onlus 56 INSIEME SENZA CONFINI - SVDP ISCOS 58 ISTITUTO MISSIONI CONSOLATA 59

2 LVIA 60 MAIS 61 MANI TESE 62 MOVIMENTO SVILUPPO E PACE onlus 63 N.A.A.A. onlus 64 NOVA 65 NUTRIAID onlus 66 OAF-I 67 OASI FRATERNITÀ onlus 68 PERSONE COME NOI onlus 69 SEGRETARIATO MISSIONI CAMILLIANE 70 SO.LE onlus 71 SOLE CHE NASCE onlus 72 SOS INDIA onlus 73 SOS ZASTAVA 74 UAI BRASIL 75 Scheda per future adesioni 77 Il Settore Cooperazione Internazionale e Pace 78

3 INTRODUZIONE Il Sostegno a Distanza è un mondo da scoprire. Questo è il primo significato della Guida che hai tra le mani: un mondo fatto di lavoro serio e volontario, di realtà eterogenee e di grande passione, un mondo autonomo e forte, spesso poco conosciuto. Ecco dunque che il Comune e la Provincia di Torino si pongono al servizio tanto delle Associazioni e degli Enti che realizzano i progetti di Sostegno, quanto soprattutto dei cittadini che intendono interessarsi a questa realtà. Nel momento in cui ci si avvicina a questo mondo ci si trova smarriti fra moltissime sigle di Associazioni magari sconosciute, verso le quali è legittimo avere dei dubbi. Per questa ragione la pubblica amministrazione si è posta l obiettivo di fornire con questa Guida un elenco dettagliato delle Associazioni presenti sul nostro territorio. Di ciascuna sono indicate le attività, i luoghi in cui agisce, da quanti anni è operativa, i beneficiari del sostegno e l importo richiesto. Il vero plusvalore, che rappresenta una prima garanzia di serietà, è che le organizzazioni inserite in questo volume hanno accettato di sottoscrivere un rigoroso codice etico di comportamento sulla gestione dei fondi loro affidati. Speriamo che le foto di questa Guida, le schede descrittive e le parole che leggerai suscitino in te curiosità ed interesse, per incominciare a capire se un Sostegno a Distanza ti può dare le emozioni e la gioia che ha già dato a tante persone. Uno piccolo sforzo per chi lo compie, una speranza concreta per chi lo riceve. Michele Dell Utri Assessore alla Cooperazione Internazionale della Città di Torino Aurora Tesio Assessora alle Relazioni Internazionali della Provincia di Torino 3

4 UNA GRANDE CASCATA D AMORE Raffaella Carrà Chiudere in un affettuoso abbraccio ideale un bimbo che vive molto lontano, aiutarlo a crescere in buona salute e ad acculturarsi per diventare una persona consapevole sono per me i significati basilari dell Adozione a Distanza. Ho cercato di comunicare questi concetti in Televisione forte di due incontri personali con due dei miei bambini in Guatemala e Perù. Temevo fosse un compito difficile convincere i telespettatori a provare la tenera gioia di questa esperienza ed invece, con mia grande sorpresa, altri bambini oggi hanno un Futuro grazie a tanti italiani sensibili e generosi. Una goccia nell oceano, secondo alcuni; è vero, ma se tutti collaboriamo le gocce si moltiplicano sino a formare una grande cascata d amore e di condivisione. Auguro alla Guida al sostegno a distanza del Comune e della Provincia di Torino di ottenere i migliori risultati e di continuare a promuovere questi progetti per molti anni. Nel mio piccolo continuerò in ogni modo a partecipare, sia in TV che altrove, e a sostenere un opera così doverosa, tenera, importante e semplicemente giusta. 4

5 IL COMUNE DI TORINO PER IL SOSTEGNO A DISTANZA Nel luglio 2003 il Comune di Torino ha promosso la nascita di un Coordinamento sul sostegno a distanza a livello locale, con due scopi: riunire le organizzazioni torinesi attive in questo settore e stimolare la solidarietà internazionale dei propri cittadini. Al Coordinamento hanno immediatamente aderito 38 realtà diverse: associazioni, onlus, ONG e congregazioni missionarie. Sin dall inizio, perciò, l iniziativa ha agito contemporaneamente nei confronti delle organizzazioni aderenti, che utilizzano il Coordinamento come luogo di scambio d idee e di esperienze sulle rispettive concezioni e prassi di sostegno a distanza (Sad), e verso i cittadini, soprattutto grazie alla pubblicazione della Guida al sostegno a distanza a Torino, giunta alla seconda edizione. Le organizzazioni aderenti al Coordinamento hanno richiesto di far precedere l uscita della prima edizione della Guida dalla firma di un codice deontologico, a dimostrazione della serietà dell attività di Sad da esse condotta. Si è ritenuto che la Carta dei Princìpi per il Sostegno a Distanza rispondesse a questi requisiti, perché frutto di una lunga e ampia elaborazione compiuta a livello nazionale. Le organizzazioni del Coordinamento torinese hanno perciò sottoscritto la Carta durante una cerimonia svoltasi nel febbraio 2004 in Municipio. Nel settembre 2004, inoltre, è stato lanciato il progetto Torino, città amica delle bambine e dei bambini del mondo. In quell occasione le organizzazioni del Coordinamento attive nelle città del Sud del mondo con cui Torino ha stabilito Accordi di cooperazione negli ultimi anni sono state invitate ad avanzare proposte di Sad nel settore scolastico, presentate ai capi d istituto delle scuole torinesi con l intento di favorire relazioni concrete e durature di apprendimento interculturale, d interscambio e di solidarietà fra classi del Nord e del Sud del mondo. Dopo una fase sperimentale in favore delle scuole di Praia (Capo Verde), attualmente sono in corso gemellaggi con istituti di Breza (Bosnia Erzegovina) e Louga (Senegal). 5

6 Nel dicembre 2004 la Provincia di Roma ha proposto al Comune di Torino di aderire al Coordinamento nazionale Enti Locali per il Sostegno A Distanza (ELSAD), che attualmente riunisce 38 Province e Comuni italiani impegnati a promuovere il Sad quale strumento di riequilibrio delle ingiustizie sociali e come misura di accompagnamento a interventi di cooperazione decentrata. Il Comune di Torino ha formalmente aderito a ELSAD nel giugno Quale proprio contributo agli obiettivi di ELSAD il Comune di Torino ha programmato specifici appuntamenti sul Sad in occasione della manifestazione One World (settembre 2005), realizzata in occasione della proclamazione della Tregua Olimpica. Le iniziative hanno compreso una mostra, prodotta con il concorso delle realtà aderenti al Coordinamento sul sostegno a distanza a Torino, e un convegno alla presenza del cantante Eugenio Finardi, testimonial della prima edizione della Guida. Durante l 8 Forum nazionale del sostegno a distanza, ospitato nella nostra città nel febbraio 2007, 14 nuove organizzazioni hanno aderito al Coordinamento, firmando la Carta dei Princìpi nel corso di una cerimonia alla presenza di Raffaella Carrà. Nel novembre 2007, infine, è stata condotta una revisione sulla partecipazione delle organizzazioni ai lavori del Coordinamento. Gli attuali membri sono 51. 6

7 PERCHÉ UNA NUOVA GUIDA La prima edizione della Guida è uscita nel settembre 2005, soddisfacendo sia l esigenza di visibilità espressa dalle organizzazioni e sia il desiderio di trasparenza molto avvertito dai sottoscrittori. I cambiamenti avvenuti all interno del Coordinamento nel 2007 (l ingresso di 14 nuove organizzazioni e la revisione sulla partecipazione degli iscritti, culminata con alcune sostituzioni) hanno fornito lo spunto per questa nuova Guida, aggiornata e di più semplice lettura. Anche questa seconda edizione nasce per fornire uno strumento utile a comprendere il fenomeno con dati sintetici ma significativi, per trovare informazioni sugli organismi attivi in questo settore e per facilitare chi vuole sottoscrivere un progetto di Sad. Obiettivo della pubblicazione, pertanto, resta quello di mettere in contatto offerta e domanda di solidarietà, avvicinando famiglie, scuole, gruppi e singoli cittadini al tema della cooperazione internazionale attraverso lo strumento del Sad. Il nuovo volume è strutturato in 9 parti. Nella prima (Il sostegno a distanza: obiettivi e strategie) vengono delineate le tre principali forme di supporto: individuale, a microprogetti, a comunità nel loro complesso. Poiché queste diverse filosofie sono considerate alternative, molte organizzazioni scelgono di agire in una sola direzione, mentre altre ne sperimentano più di una. La seconda parte (La solidarietà in Italia) sintetizza alcune ricerche svolte di recente per valutare la disponibilità degli italiani a compiere donazioni per ragioni umanitarie. Il capitolo successivo (Il ForumSaD) evidenzia l importanza e la rappresentatività assunta da questo organismo di coordinamento composto da 50 organizzazioni italiane, dalle grandi ONG attive in decine di Paesi alle piccole associazioni operanti in un una sola nazione. La pubblicazione continua con il testo integrale della Carta dei Princìpi per il Sostegno a Distanza, il principale codice di autoregolamentazione del settore sottoscritto in Italia da oltre 150 organizzazioni. Seguono due nuovi capitoli dedicati al Coordinamento nazionale Enti Locali per il Sostegno A Distanza (ELSAD) e all Istituto Italiano della Donazione (IID). 7

8 Il cuore della Guida è costituito da 51 schede, in ordine alfabetico, che illustrano l attività delle organizzazioni attualmente aderenti al Coordinamento sul sostegno a distanza a Torino, coinvolte nella stesura della Guida per descrivere il profilo dell ente, i Paesi e i settori d intervento, le informazioni utili per avviare un sostegno e contattare la sede operativa dell organizzazione. Il volume si conclude con una pagina destinata a censire associazioni disponibili ad aderire in futuro al Coordinamento alle medesime condizioni di quelle già incluse (avere una sede operativa in provincia di Torino e sottoscrivere la Carta dei Principi) e con una scheda sulle iniziative del Settore Cooperazione Internazionale e Pace, promotore e curatore della Guida. È opportuno segnalare che la Guida è stata realizzata sulla base di informazioni fornite dalle organizzazioni incluse nel volume, le quali sono pertanto completamente responsabili di quanto dichiarato. Il Comune di Torino non può verificare i dati riportati, e di conseguenza non ha alcuna responsabilità per eventuali dichiarazioni non rispondenti al vero o di atteggiamenti non leciti da parte delle Associazioni presenti nel volume. Si ritiene tuttavia che la sottoscrizione della Carta dei Princìpi per il Sostegno a Distanza da parte di tutte le organizzazioni del Coordinamento sia stata un importante passaggio verso la loro autoregolamentazione. Le schede, inoltre, contengono di per sé alcuni indicatori di trasparenza, ad esempio l indicazione dei referenti in loco o la percentuale che l organizzazione trattiene per le spese di gestione del Sad. È sulla trasparenza che l intero mondo del Sad gioca la sua credibilità: ciò non può che richiamare le organizzazioni a una gestione etica e trasparente, e i donatori a una partecipazione diretta e non delegata. Nelle intenzioni, infatti, questa Guida non è soltanto uno strumento informativo ma anche uno stimolo a intraprendere un percorso consapevole di solidarietà internazionale. Iniziare un Sad equivale a fare un investimento concreto sul futuro di una persona, di un progetto o di una comunità. È perciò opportuno svolgere una verifica diretta, preventiva e non superficiale sulle caratteristiche dell organizzazione che lo propone: la filosofia che contraddistingue i suoi interventi, i referenti su cui si appoggia nei vari Paesi, gli strumenti usati per aggiornare i sottoscrittori sull andamento del sostegno. Ecco dunque alcune proposte per assumere un atteggiamento attivo e meditato: visitare la sede dell organizzazione; visionare i bilanci annuali e leggere i rapporti spediti dai referenti nei ; informarsi sulla situazione sociale ed economica del Paese individuato; partecipare alle riunioni organizzate per informare i donatori sui risultati raggiunti; diffondere l iniziativa parlandone ai colleghi di lavoro, coinvolgendo gli insegnanti dei figli o gli amici; prestarsi in occasione di iniziative di autofinanziamento; infine, l esperienza più emozionante di tutte: una visita sul luogo dove è in corso il progetto per vivere in prima persona il valore culturale ed emotivo di un gesto solo in apparenza piccolo e semplice, ma che invece è un importante risposta alle disuguaglianze nel mondo. 98

9 IL SOSTEGNO A DISTANZA: OBIETTIVI E STRATEGIE Orfani, profughi, meniños de rua o semplicemente bambini provenienti da famiglie poverissime che non riescono a provvedere ai loro bisogni primari: questi sono i principali destinatari delle azioni di Sad. È un tipo di aiuto particolare che sostiene il ragazzo senza sradicarlo dalla realtà in cui vive, consentendogli una crescita dignitosa e offrendogli pasti regolari, vestiario, assistenza medica e istruzione di base attraverso ONG (Organizzazioni Non Governative), enti religiosi o associazioni presenti sul luogo. Chi adotta a distanza un bambino spesso ha la possibilità di instaurare con lui un rapporto epistolare e, comunque, di essere aggiornato sulle sue condizioni di vita e sui traguardi raggiunti. Esiste anche una forma di Sad che non prevede il rapporto diretto con il bambino, bensì il supporto a microprogetti in favore di un gruppo di persone, in prevalenza donne o minori: una campagna per la tutela della maternità, la gestione di una comunità-alloggio, l avvio di una scuola di strada, l allestimento di un reparto pediatrico. Ogni microprogetto presenta caratteristiche particolari in relazione al Paese di riferimento, al tipo di bisogno, alla durata dell intervento e ai princìpi degli organismi promotori. Si tratta di un aiuto che, senza ledere la dignità dei beneficiari, fa della concretezza e discrezione le sue caratteristiche distintive. C è infine una variante innovativa del tradizionale Sad, della quale esistono in Italia varie esperienze. Non si tratta di inviare denaro per un singolo bambino, ma di sostenere un progetto da cui traggono vantaggio tutti i minori del villaggio o un intera comunità in difficoltà. Tali azioni si configurano a pieno titolo come progetti di sviluppo, caratterizzati dall equità. In altre parole, sono i bisogni collettivi a essere alla base del sostegno e non più le necessità dei singoli. Queste, peraltro, sono spesso fonte di squilibri all interno della comunità e sono talvolta difficili da soddisfare, perché il contributo di un sottoscrittore non sempre è sufficiente a coprire tutte le spese necessarie ai bisogni del ragazzo. 9

10 A questa filosofia d intervento, di carattere espressamente sociale, corrisponde perciò una forma di Sad che riguarda l intero contesto in cui vivono i minori, a cominciare da quello famigliare: in questo senso, il beneficio si estende anche agli adulti con azioni che interessano la vita collettiva della comunità di appartenenza: attività scolastiche, di formazione professionale, di prevenzione sanitaria, di difesa dei diritti. Tutte le azioni descritte in precedenza non debbono essere intese come gesti occasionali di beneficenza, ma come forme di aiuto stabile e prolungato per dare a chi si trova in condizioni svantaggiate la possibilità di riscattarsi autonomamente, utilizzando le risorse del proprio ambiente e della propria cultura. Si tratta, in altri termini, di offrire ai beneficiari la possibilità di una vita più dignitosa, senza essere costretti a emigrare e ad abbandonare il proprio contesto familiare e comunitario. Per questo, in qualsiasi forma si decida di intervenire, il sostegno non è mai a senso unico, perché consente ai chi lo effettua di guardare il mondo con altri occhi, di capire perché tante persone non hanno le nostre stesse possibilità e di mettere in discussione stereotipi e pregiudizi che spesso si trasformano in comportamenti discriminatori.

11 LA SOLIDARIETÀ IN ITALIA Silvia Pochettino, direttore della rivista Volontari per lo Sviluppo Quanto sono solidali gli italiani? È una domanda a cui non è semplice rispondere. Apparentemente molto. Nove italiani su dieci, infatti, chiedono la cancellazione del debito estero dei paesi in via di sviluppo, mentre tre su quattro vogliono aumentare gli aiuti internazionali per i paesi poveri e ridurre le spese militari, secondo i risultati dell indagine Barometro della solidarietà internazionale degli italiani, promossa nel 2007 da Volontari nel mondo-focsiv e realizzata da Doxa e Università di Padova su un campione di oltre intervistati di tutte le provenienze e classi sociali. La prima urgenza mondiale individuata dagli intervistati è la fame nel mondo, cui seguono la disoccupazione e la pace e solo al quarto posto il terrorismo internazionale. «Gli italiani dimostrano una buona conoscenza e un attenzione costante verso la situazione internazionale, in linea con le ricerche degli anni passati (il Barometro della solidarietà era già stato realizzato nel 1999 e nel 2001, nda)» sostiene il professor Belotti, sociologo dell Università di Padova e responsabile scientifico dell indagine, «riproponendo al centro la questione della fame nel mondo, della disoccupazione e della pace come tre elementi interconnessi. Dimensioni queste più presenti della pur diffusa preoccupazione legata al terrorismo che, dopo l impennata avuta nella rilevazione del 2001, raccoglie meno consensi». Tuttavia, a fronte di una sensibilità diffusa, relativamente pochi risultano impegnarsi in prima persona. Dai dati del Barometro gli italiani risultano oggi meno disponibili di un tempo a esprimere solidarietà concreta. Si dona pressoché come nel 2001, ma molto meno del 99. Secondo un altra indagine, quella realizzata da Gfk Eurisko per l Istituto Italiano della Donazione, il 31% della popolazione adulta ha effettuato almeno una donazione negli ultimi dodici mesi, per un totale di 5 milioni di persone. Ma la maggior parte è andata alle donazioni per la ricerca medico-scientifica, mentre solo il 13% per le emergenze umanitarie, l 8% agli aiuti ai paesi poveri e il 5% alle persone bisognose in Italia. 11

12 «Non c è deficit di informazione, ma di partecipazione» sostiene il professor Belotti. «È un cambiamento che indica la prevalenza di modelli di impegno votati alla delega. C è grande sfiducia nella politica, di fronte alle emergenze si chiede di intervenire alle istituzioni internazionali e alle organizzazioni di volontariato che si ritiene possano supplire, a costi contenuti, alla propria indisponibilità soggettiva». Questo dato allarmante ha valso alla ricerca del Barometro il titolo di Solidali in tempi difficili, perché «fare solidarietà oggi è molto più complesso che qualche anno fa». A fronte di un 6% di impegnati ovvero persone che già svolgono attività solidale e un 20% di disponibili a praticarla, una fetta importante di popolazione, il 22%, si dichiara decisamente estranea a tali questioni, e una percentuale ancora maggiore, il 32%, risulta sensibile, ovvero consapevole dei problemi ma passiva, trascinata dal principio del lo so, è importante, ma lascio fare ad altri. Come segnalato anche dalla rilevazione Eurisko prevalgono le donazioni legate a un emergenza, in quanto risposta a un evento drammatico e improvviso che nasce dalla partecipazione a una mobilitazione collettiva in cui la motivazione di fondo è di tipo emozionale. Ci sono poi le donazioni occasionali, ad esempio le adesioni alle raccolte di fondi promosse da trasmissioni televisive o l acquisto di prodotti sui banchetti allestiti per strada. In questi casi la donazione nasce come risposta spontanea a uno stimolo esterno non programmato e spesso resta un gesto isolato. Ma solo le donazioni abitudinarie - come il sostegno a distanza o la contribuzione regolare per progetti - sono considerate vere donazioni in quanto nascono da una scelta meditata e da una relazione di fiducia con le organizzazioni di solidarietà. Tra queste il sostegno a distanza è sicuramente la formula più diffusa e apprezzata dagli italiani, con un 12% di donatori che sceglie questa tipologia di aiuto, secondo i dati del A fronte, anche qui, di un assai più ampio bacino (un italiano su tre) che si dichiara molto interessato e disponibile, anche se nel concreto non agisce. A fianco di questi dati sulla passività degli italiani, ne emergono altri che indicano una grande chiarezza tra gli intervistati circa le emergenze internazionali e le modalità di affrontarle, prima fra tutte quella riguardo l aumento e il miglior utilizzo degli aiuti. Il 64% degli italiani infatti chiede un incremento della quota di aiuti internazionali ai paesi poveri, parallelamente a un aumento di controllo sull utilizzo delle risorse. Circa due terzi degli intervistati richiama l Onu a un maggior esercizio di responsabilità nell indirizzare e convogliare gli aiuti (73%; era il 66% nel 99), segue l Unione europea (50%; era il 42% nel 99), quindi le Ong e le associazioni della società civile (39%), i missionari e le chiese (28%). Ma se gli italiani reputano che debbano essere i grandi organismi internazionali a individuare ed erogare gli aiuti, a sorpresa la maggiore fiducia sul loro buon utilizzo va invece alle Ong (67%), cui seguono i missionari (65%) e solo parecchio dopo Onu, Ue e governo italiano. 912

13 «Verso le Ong si ripone grande fiducia» sostiene Belotti, «anche perché si individua in loro i soggetti che più esprimono vicinanza alla gente e che, a minor costo, possono supplire la carenza di impegno dei singoli. Si riconferma invece chiaramente la sfiducia nelle istituzioni, in particolare quelle nazionali». Da entrambe le rilevazioni poi (Doxa e Eurisko) emerge un elemento comune: la richiesta di maggiore trasparenza nell utilizzo dei fondi da parte delle organizzazioni di solidarietà, grandi o piccole che siano. delega in bianco dunque, ricerca di correttezza etica ma anche competenza e professionalità. Tra i criteri che i donatori applicano alle loro scelte di donazione al primo posto si colloca la notorietà dell organizzazione non profit (nessuno è disposto a sostenere organizzazioni sconosciute) a cui concorrono la visibilità sui grandi mezzi di comunicazione, la presenza sul territorio e la storicità dell organizzazione. Ma per le realtà che operano a livello locale più importante risulta la vicinanza, la conoscenza diretta e la possibilità di controllo e verifica personale del loro operato. Insomma, grandi slanci emotivi, a cui non sempre seguono altrettanti grandi gesti concreti, e soprattutto fedeltà nel tempo sono gli elementi che sembrano caratterizzare i donatori oggi, stretti tra crisi economica e precarietà lavorativa. Tuttavia il bacino potenziale di donatori resta alto, interessato soprattutto al rapporto di conoscenza diretta con le associazioni di solidarietà e i beneficiari e alla trasparenza nell utilizzo dei fondi, che sono proprio le caratteristiche del sostegno a distanza. 13

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15 IL FORUMSAD Se per un verso l interesse degli italiani verso il Sad resta alto, indice di un movimento tuttora in crescita, per un altro verso esso pone la questione di definire e rispettare strumenti di autoregolamentazione allo scopo di dare garanzie di efficacia e onestà a chi sostiene i progetti versando denaro. Anche per rispondere a questa esigenza nel 1999 è stato costituito a Roma il Forum permanente per il Sostegno a Distanza (ForumSaD), nel corso di un meeting organizzato dal Coordinamento La gabbianella a cui hanno partecipato un centinaio di organizzazioni italiane attive nel Sad. Nel 2004 diventa Associazione non profit e onlus. Attualmente aderiscono a ForumSaD 50 organizzazioni che gestiscono progetti in 110 Paesi del mondo, con circa un milione di sostenitori e due milioni e mezzo di beneficiari coinvolti. Le Associazioni affiliate si impegnano, singolarmente o con iniziative coordinate, a promuovere il Sad quale forma di sviluppo dei popoli, a favorire momenti di incontro e di collaborazione fra le organizzazioni del settore, nonché il reciproco arricchimento di idee al fine di sostenere la crescita di una coscienza solidale. ForumSaD (www.forumsad.it) è inoltre attivo nel ricercare strumenti per favorire la trasparenza, la visibilità e la qualità degli interventi di Sad e per realizzare un costante rapporto con le istituzioni e le organizzazioni sociali internazionali, nazionali e locali, al fine di accrescere una cultura di pace. Uno dei risultai ottenuti da ForumSaD è stata la redazione e la diffusione della Carta dei Princìpi per il Sostegno a Distanza, che a oggi è stata sottoscritta da oltre 150 organizzazioni italiane. La Carta si definisce come uno strumento di autoregolamentazione e deontologia. ForumSaD ha inoltre promosso la Carta dei Criteri di Qualità SaD, un altro codice di comportamento che coniuga i princìpi generali con criteri gestionali di qualità, e l Anagrafe nazionale delle Associazioni SaD, entrambi strumenti di garanzia nei confronti dei sostenitori e dei beneficiari. Inoltre ha aperto un dialogo con gli operatori dell informazione, con gli Enti Locali e altre istituzioni pubbliche per favorire lo sviluppo della solidarietà. 15

16 ASSOCIAZIONI ADERENTI A FORUMSAD A,B,C, SOLIDARIETÀ E PACE AMICI DEL BRASILE AMICI DEL MADAGASCAR AMICI DELLE MISSIONI PSSF AMICI DI MANAUS APIBIMI ASSISI SOLIDALE ASTRO DEL CIGNO AZIONE PER FAMIGLIE NUOVE BHALOBASA BIMBO AQUILONE CEFA CENTRO COOPERAZIONE E SVILUPPO CENTRO INTERNAZIONALE PER LA PACE FRA I POPOLI CENTRO MISSIONARIO DIOCESANO CHIAMA L AFRICA CIFA COMITATO S. ANDREA AP. LABICO COOPI ECPAT ENERGIA PER I DIRITTI UMANI ESSERE PER ESSERE FONDAZIONE I SUD DEL MONDO* FONDAZIONE L ALBERO DELLA VITA FONDAZIONE PRO.SA FONDAZIONE SENZA FRONTIERE* GIAMPI GRUPPI INSIEME SI PUÒ GRUPPO ALEIMAR GRUPPO LAICI TERZO MONDO* IL NOCE IL SOLE INCONTRO FRA I POPOLI INSIEME PER CASO* INSIEME SENZA CONFINI SVDP 87 INTERVITA ITALIA SOLIDALE VO.S.VI.M. LA GABBIANELLA LA PICCOLA FAMIGLIA MAIS NAAA ONLUS NUTRIAID ONLUS PUNTO DI FRATERNITÀ SEMINATORI D AMORE DUKUNDANE SORRISI DAL MONDO SPAZIO APERTO UCODEP UN PONTE PER... VOLONTARI DOKITA YOU AND ME TOGETHER* Roma Villa Potenza (MC) Brissago Val Travaglia (VA) Castelletto di Brenzone (VR) Taranto Volano (TN) Assisi (PG) Biganzolo (VB) Grottaferrata (RM) Perignano (PI) Conversano (BA) Bologna Genova Assisi (PG) Padova Fano (PS) Torino Labico (RM) Milano Roma Roma Caltanissetta Roma Milano Milano Castel Goffredo (MN) Nettuno (RM) Belluno Melzo (MI) Napoli Casarsa della Delizia (PN) Como Cittadella (PD) Chianciano Terme (SI) Torino Milano Roma Roma Coriano (RN) Roma Ciriè (TO) Torino Genova Roma Forlì Gorla Maggiore (VA) Arezzo Roma Roma Lamezia Terme (CZ) * aderisce come osservatore 916

17 LA CARTA DEI PRINCIPI PER IL SOSTEGNO A DISTANZA La stesura di questo documento fa seguito alla consultazione di un centinaio di Associazioni italiane nel biennio ed è stata approvata dal comitato promotore del 2 Forum per l'adozione a Distanza (Roma, novembre 2000). PREMESSA Si è consolidata ed è in continua espansione una nuova forma di solidarietà che è definita in diversi modi: adozione a distanza, affido a distanza, adozione scolastica a distanza, sostegno a distanza, tutela, padrinato, madrinato, borsa di studio, sponsorizzazione... Pur essendo ogni organizzazione libera di utilizzare la denominazione ritenuta idonea, il termine scelto convenzionalmente in questa sede è sostegno a distanza. Il sostegno a distanza è un atto di solidarietà che consiste nell'impegno morale a inviare, tramite referenti responsabili, un contributo economico stabile e continuativo, del cui uso il donatore riceve riscontro, rivolto a minori, adulti, famiglie, comunità ben identificate, in condizioni di necessità e in ogni parte del mondo, per offrire la possibilità di migliorare le proprie condizioni di vita nell'ambiente sociale e culturale in cui vivono. La consapevolezza che in questo settore operano tanti e diversi soggetti di varia estrazione e portata culturale e sociale, costituiti in differenti forme organizzative e istituzionali (gruppi amicali informali - parrocchiali - privati, congregazioni o istituti ecclesiali, associazioni, organizzazioni non governative, comitati, coordinamenti, fondazioni) e la necessità di tutelare i diritti dei bambini e delle comunità sostenute e di garantire i diritti delle persone alla trasparenza e al buon uso del loro dono hanno portato numerosi enti e associazioni a incontrarsi e a confrontarsi su alcuni princìpi cardine a cui rifarsi unanimemente. Nasce così la Carta dei Princìpi per il Sostegno a Distanza. 17

18 Le organizzazioni che la sottoscrivono, operando nel rispetto delle norme dello Stato italiano e dei princìpi contenuti nei seguenti documenti: - Dichiarazione Universale dei Diritti dell'uomo, Convenzione Internazionale sui Diritti dell'infanzia, Convenzioni dell'organizzazione Internazionale del Lavoro, 1973 e Dichiarazione delle Nazioni Unite sull eliminazione della violenza contro le donne, Legge italiana contro la prostituzione minorile, 1998 SI IMPEGNANO A 1. Promuovere il sostegno a distanza quale gesto di libera e solidale condivisione con chi è nel bisogno. 2. Sviluppare l'informazione e la formazione multiculturale. Le organizzazioni, con un'azione concreta di politica sociale, danno voce a minori, adulti, famiglie e comunità costretti a vivere in situazioni difficili e, nell avvicinare culture e società diverse, ne promuovono l'interscambio e il rispetto reciproco, valorizzando la persona nella sua dignità dentro ogni contesto e cultura. 3. Caratterizzare questo gesto solidale rispetto alle altre forme di solidarietà basate sulla raccolta fondi occasionale o per emergenze. Le organizzazioni metteranno in evidenza nei loro progetti la continuità dell impegno del sostegno a distanza che acquista un duplice valore: educa il sostenitore alla consapevolezza dei disagi e della povertà in cui versano milioni di persone e garantisce al contempo un finanziamento stabile per l'attuazione del progetto. 4. Rendere consapevole il sostenitore dell importanza del suo aiuto economico costante nel tempo, anche se il sostenitore può recedere dall'impegno preso; in questo caso, le organizzazioni si impegnano a ricercare in tempi brevi chi lo sostituisca e, nel frattempo, a utilizzare tutti i propri strumenti per garantire il proseguimento del progetto. 5. Mettere a disposizione presso la propria sede il bilancio o il rendiconto annuale e renderlo pubblico secondo le norme previste. Ciascuna organizzazione si rifà alle normative vigenti in merito alla propria configurazione giuridica: al proprio statuto, alle leggi relative all'albo regionale del volontariato, alle disposizioni in merito agli enti del Terzo Settore non profit Onlus e alle ONG, alla Carta della Donazione e alle normative proprie per gli enti ecclesiastici. 6. Comunicare al sostenitore l effettiva somma destinata al beneficiario del sostegno a distanza e quella trattenuta dall'organizzazione per le spese di gestione, come garanzia sul corretto utilizzo dei fondi e informazione sulle modalità di intervento. 7. Valutare con accortezza le richieste di aiuto ricevute e ad avviare un progetto solo là dove esista l esplicito consenso della comunità interessata. Le organizzazioni garantiranno che i loro operatori o delegati agiscano con il consenso della popolazione locale. 918

19 8. Agire in modo che il sostegno a distanza sia strumento di promozione all autosviluppo del beneficiario, della sua famiglia laddove esista e della sua comunità. Per evitare che questo aiuto economico diventi una forma di assistenzialismo, nei Paesi in cui interverranno le organizzazioni coinvolgeranno le comunità nella realizzazione e nella gestione dei progetti con un accompagnamento stabile alle persone, complementare e non sostitutivo. 9. Verificare con attenzione l affidabilità e il lavoro di eventuali partner esteri e ad adoperarsi per garantire il buon esito del progetto anche in caso di loro inadempienze. Le organizzazioni si impegnano a comunicare al sostenitore da chi è curata in loco la realizzazione del progetto e a valutare l affidabilità e l'efficienza dei referenti locali o dei propri collaboratori impegnati nell'attuazione degli interventi di sostegno. 10.Confrontarsi con le altre organizzazioni che operano con le stesse finalità nel perseguimento degli obiettivi di solidarietà e pace, rispettandone le diversità. Le organizzazioni si rendono disponibili a forme di collaborazione tra loro, soprattutto nelle medesime aree geografiche e negli stessi settori di intervento. 11.Rispettare la Carta dei Princìpi per il Sostegno a Distanza. Le organizzazioni valuteranno l opportunità di accettare la collaborazione e i finanziamenti di enti e istituzioni pubblici o privati secondo i princìpi richiamati in questa Carta. 19

20 IL COORDINAMENTO ELSAD Una specificità italiana è la diffusione della partecipazione degli Enti Locali a progetti di sostegno a distanza. A tale proposito va segnalata la nascita nel 2005, su iniziativa della Provincia di Roma, del Coordinamento nazionale Enti Locali per il Sostegno A Distanza (ELSAD), che riunisce 26 Province e 12 Comuni italiani impegnati a promuovere il Sad quale strumento di riequilibrio delle ingiustizie sociali, di educazione allo sviluppo, di impegno personale alla cooperazione internazionale e all apprendimento interculturale, e quale misura di accompagnamento agli interventi di cooperazione decentrata. Il Coordinamento ELSAD (www.provincia.torino.it/europa/cooperazione/reteelsad/elsad), infatti, si pone l obiettivo di sensibilizzare i cittadini, di facilitare un interscambio tra le istituzioni, di sostenere le diverse realtà che operano sul campo, di favorire la trasparenza degli interventi e di operare per la messa in rete delle diverse esperienze. Il Comune di Torino ha aderito al Coordinamento ELSAD nel giugno Sulla base di un principio di rotazione fra i diversi membri, dal marzo 2007 la presidenza del Coordinamento è stata assunta dalla Provincia di Torino. 20

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