LA TESI DI LAUREA TRIENNALE IN MATERIE ORGANIZZATIVE

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1 LA TESI DI LAUREA TRIENNALE IN MATERIE ORGANIZZATIVE Nota a cura del prof. Francesco Paoletti, Università di Milano - Bicocca Release 1.0, settembre 2005 Indice Introduzione 1. Le tipologie di tesi 2. Come definire un progetto di tesi in materie organizzative 3. Come costruire la bibliografia 1

2 INTRODUZIONE La tesi di laurea è il momento più qualificante nel percorso formativo di uno studente universitario: dopo aver profuso tante energie per acquisire conoscenze la cui rilevanza è stata stabilita da altri (cioè, dai docenti che vi hanno guidato in questi anni), ecco finalmente l occasione di iniziare un percorso di studio individuale e personale, con il quale approfondire argomenti che si sono trovati di particolare interesse nella preparazione degli esami, o che risultano addirittura completamente nuovi. Spesso però l entusiasmo iniziale lascia spazio in breve tempo ad altri sentimenti: l autonomia non è più così gradita quando si scopre che si accompagna inevitabilmente ad un certo grado di incertezza! Fare una tesi significa mettere a punto un proprio progetto, stabilendo innanzitutto quali siano le finalità ultime e gli obiettivi conoscitivi, definendo un piano d azione, ed individuando le risorse necessarie per giungere ad una conclusione positiva. Queste note dovrebbero servire a chiarire alcuni dubbi e a fornire un primo supporto per la definizione dei contenuti e la pianificazione del lavoro di tesi. 1. LE TIPOLOGIE DI TESI Dal Manifesto degli studi della Facoltà di Scienze della Formazione presso l Università di Milano- Bicocca: Le attività relative alla preparazione della prova finale per il conseguimento della laurea sono svolte dallo studente, sotto la supervisione di un docente-tutore, con modalità quali l osservazione, la ricerca e interventi in laboratorio o sul campo; tali attività comportano l acquisizione di 7 crediti. In relazione a questo dato, si ritiene che l impegno complessivo dello studente non dovrebbe superare le 10 settimane di lavoro effettivo a tempo pieno. Nulla impedisce, ove lo studente lo desideri, di allargare il suo impegno oltre questo limite e di dare forma più ampia alla prova finale, ma questa scelta è da considerarsi del tutto personale. Indicativamente, si ritiene che le tesi potrebbero ricadere nelle seguenti tipologie: 1) Lettura ragionata di una serie di testi, da riassumere poi criticamente in un elaborato scritto di un minimo di 40 cartelle (2000 battute a cartella), bibliografia esclusa. 2) Un breve lavoro di ricerca - documentaria, teorica o applicata - che poggi su di una bibliografia criticamente assimilata, sia in funzione della prova finale stessa, sia nel corso del triennio di studio. Tale ricerca - sia essa documentaria o sul campo - può anche fare parte di in un progetto collettivo o di équipe, purché il segmento di ricerca assegnato a ogni singolo studente non si limiti a un contributo frammentario. E opportuno in tal caso prevedere uno sforzo di contestualizzazione e di inserimento di ogni singolo contributo in una problematica scientifica di insieme; si richiede quindi che il compito di ognuno dei partecipanti alla ricerca sia personalizzato e definito. 3) Un lavoro di tipo multimediale, purché necessariamente accompagnato da una presentazione di almeno cartelle. 4) Uno sviluppo del lavoro di tirocinio, purché la prova finale rappresenti un impegno concretamente distinto dal tirocinio e che comporti un sostanziale approfondimento anche teorico del tema trattato. 2

3 2. COME DEFINIRE UN PROGETTO DI TESI IN MATERIE ORGANIZZATIVE a. Le finalità. La tesi è, come si è detto, una occasione per personalizzare il proprio percorso formativo. In generale, è opportuno assecondare i propri interessi occupandosi di una tema che si considera stimolante senza preoccuparsi troppo della finalizzazione immediata (ad esempio, di acquisire delle conoscenze che si ritiene possano favorire nella ricerca di una prima occupazione, aspetto questo che rimane difficilmente valutabile e influenzabile con un attività di soli 7 crediti formativi). La tesi dovrebbe sempre corrispondere ad una finalità (seppur parziale) di sviluppo di capacità teoretiche e scientifiche. Ciò significa che deve essere chiaramente identificata una domanda di ricerca che abbia le caratteristiche di un interrogativo legittimo al quale si vuole trovare risposta: una domanda aperta, rispetto alla quale è possibile ipotizzare posizioni contrastanti nel quadro di un dibattito che non sia del tutto definito dallo stato di conoscenze scientifiche già acquisite. Raggiungere questo obiettivo in un ambito anche demarcato significa acquisire in via definitiva una mentalità scientifica, ossia l autonoma capacità di individuare domande chiave e di costruire il percorso che consente di ottenere ad esse una risposta fondata. Infine la tesi deve essere intesa come il coronamento del proprio iter di studi e deve perciò rappresentare una occasione per valutare la propria capacità di programmarsi e gestirsi in relativa autonomia rispetto a obiettivi comunque più immediati, da conseguire attraverso uno sforzo mirato e concentrato nel tempo. Il rapporto con il relatore offre un occasione di confronto nell immediato, utile a fini di orientamento e di prima valutazione della propria prestazione; la responsabilità del progetto è comunque dello studente, che dovrà imparare a gestire anche le relative incertezze. b. La definizione del progetto di tesi. Prima di dedicarsi compiutamente alla realizzazione della tesi occorre investire le proprie energie nella definizione del progetto di ricerca. Essenzialmente, questa attività si realizza attraverso i seguenti passaggi: 1) individuazione dell argomento e prima ricognizione della letteratura; 2) formulazione della domanda di ricerca; 3) stesura del piano di lavoro. E opportuno che questa attività propedeutica venga avviata quando restano da sostenersi ancora 2-3 esami, in modo da disporre di un tempo sufficiente da dedicare senza affanno ad una prima ricerca e valutazione della letteratura (che potrà essere reperita nelle biblioteche universitarie, ovvero tramite banche dati). L obiettivo è di mettere a fuoco progressivamente un argomento acquisendo una base teorica sufficiente per avviare una discussione preliminare con il docente. L individuazione del tema costituisce la prima fase di elaborazione della tesi e ricade pertanto nella responsabilità del candidato/a. L argomento dovrà essere abbastanza specifico da permettere uno sviluppo significativo anche nell ambito ristretto del tempo previsto. Un argomento come La selezione del personale in azienda è troppo ampio e vago: il candidato/a non riuscirebbe ad andare al di la di una rassegna compilativa che rimarrebbe inevitabilmente incompleta e non consentirebbe di misurarsi rispetto a quel minimo sforzo conoscitivo originale che è negli obiettivi ultimi. Meglio proporre temi più specifici: per restare sull esempio, L efficacia di [una particolare tecnica di selezione] ovvero Il processo di selezione di [un particolare ruolo organizzativo], e ancora L impatto delle prassi di selezione sulla formazione del commitment dei nuovi entranti oppure Procedure di selezione e reazione psicologica dei candidati non ammessi sono esempi di titoli sufficientemente definiti. 3

4 Individuato (anche in modo generale) l argomento di interesse si potrà avviare una discussione con il docente, che valuterà insieme al candidato/a la fattibilità e il potenziale grado di innovatività. Il confronto con il docente sarà utile anche al fine di affrontare una prima ricognizione della letteratura in materia. Si tratta di cercare sulle principali riviste scientifiche articoli recenti inerenti all argomento selezionato per farsi un'idea più precisa sullo stato del dibattito scientifico. Un argomento ben delimitato permette di raccogliere una base di letteratura generalista che non deve essere necessariamente esaustiva, alla quale aggiungere un insieme di letture più mirate. Operando la prima ricognizione della letteratura il candidato si accorgerà di entrare a poco a poco in un luogo di dibattito: ogni Autore si innesta in un discorso scientifico che ha già raggiunto un certo grado di definizione, e che tuttavia lascia aperti sempre nuovi interrogativi. Leggere gli articoli è un po come avvicinarsi a un gruppo di persone che stanno discutendo fra di loro: inizialmente ci si porrà in ascolto, per valutare a che punto è giunta la discussione; quando ci si sarà fatta un idea più precisa, si proverà a valutare che contributo si pensa di essere in grado di offrire. Questa fase (che è forse la più critica nell intero processo di redazione della tesi) ha termine quando si è in grado di identificare con chiarezza una domanda di ricerca: un interrogativo specifico, che potrebbe ammettere a priori diverse risposte o posizioni, rispetto al quale si intende (appunto) costruire una propria tesi, ossia una posizione sostenuta e rigorosa. La domanda di ricerca è la stella polare che guida la stesura finale, decidendo ad esempio quali informazioni e contenuti sono rilevanti per lo sviluppo della ricerca e quali sono pleonastici. Scrivere la tesi non significa trovare modo di trascrivere e sintetizzare tutto ciò che si è letto ma piuttosto riuscire a costruire operando una opportuna selezione dei contenuti acquisiti un percorso che leghi l interrogativo iniziale alla posizione conclusiva, che sarà appunto la tesi che si è pronti a sostenere e a discutere. Concordato l argomento e trovata la domanda di ricerca, il candidato/a dovrà stendere un piano di lavoro. Di norma, questo richiede di procedere ad un ulteriore confronto con la letteratura o alla presa di contatto con soggetti (per esempio operatori d impresa, consulenti, opinion leader) che possano dare spunti e indicazioni rilevanti, ovvero che si rendano disponibili per offrire un occasione di riscontro empirico. Questa fase dovrebbe concludersi con un nuovo colloquio con il docente, in cui discutere la bozza di un primo indice del lavoro (basta l indicazione dei contenuti che si vorrebbe affrontare nei diversi paragrafi) e una breve presentazione dello stesso (ca. 3-4 pagine): in essa dovrebbe essere illustrata la problematica che si vuole affrontare e la modalità con cui si prevede di procedere, definendo e delimitando il contenuto del tema prescelto e riassumendo le fondamenta teoriche. Esempio di un possibile indice della breve presentazione: Nome e cognnome Recapiti (telefono e ) Ipotesi di titolo della tesi 1. Premessa (poche righe) ha l obiettivo di illustrare la significatività dell argomento, le ragioni per cui si dovrebbe proseguire nella lettura della tesi; 2. Specificazione nell interrogativo di ricerca; a che domanda si vuole trovare risposta? Perché questa domanda appare significativa? 3. Traccia delle modalità con cui si intende impostare la review della letteratura esistente sul tema (es. filoni di ricerca stato dell arte); 5. Precisa delimitazione della ricerca esclusione di aree affini; 6. Ipotesi sulle modalità con cui si intende procedere ambiti di letteratura rilevanti, possibili modalità per verifiche empiriche anche parziali; 7. Indice provvisorio della tesi (si intende una indicazione di massima articolata per punti sugli argomenti che si intende sviluppare una sorta di scaletta). 8. Bibliografia di base 4

5 A questo punto si può iniziare a lavorare sul serio. Conviene dedicare il periodo di completamento degli esami alla lettura e schedatura di materiale bibliografico che si rivelerà poi estremamente utile nella fase di stesura. L esperienza dimostra che non è facile combinare l attività di scrittura con l acquisizione di input da lettura: perché possa emergere un pensiero personale è infatti necessario lasciar sedimentare e ricombinare i chunk di conoscenza che si acquisiscono attraverso le letture per un sufficiente periodo di tempo. Conviene dunque anticipare il più possibile il contatto estensivo con la letteratura scientifica. 3. COME COSTRUIRE LA BIBLIOGRAFIA La bibliografia è l input fondamentale per lo svolgimento di una tesi di laurea. Le fonti principali sono tre: libri, riviste, internet a. I libri. I libri costituiscono il riferimento teoretico più importante per una tesi, perché risultano dal lavoro di integrazione di conoscenze acquisite da più soggetti nel tempo. E perciò indispensabile identificare e conoscere (almeno nei capitoli fondamentali) i libri di base dei maitre a penser sempre citati da chi si occupa dell argomento o di argomenti affini (da tali libri derivano gli schemi di pensiero condivisi nella comunità professionale o scientifica alla quale si intende avvicinarsi con il proprio lavoro di tesi). NB. 1: In genere questi libri non corrispondono ai manuali di studio utilizzati negli esami (che riportano in modo organico le conoscenze di base), ma piuttosto ai testi in essi citati. NB: 2. Per quanto sia fondamentale ricorrere ad alcuni libri per inquadrare in modo solido l argomento, i libri sono sempre una fonte parziale e secondaria nel lavoro di tesi. Questo perché i libri tendono soprattutto a consolidare le conoscenze acquisite, mentre lo stato dell arte del dibattito scientifico corrente emerge soprattutto dagli articoli di divulgazione scientifica. b. Le riviste. La riviste sono spesso più rilevanti dei libri rispetto allo specifico problema di interesse perché gli articoli sono: a) più aggiornati nei contenuti; b) più mirati rispetto ai problemi; c) più efficienti in termini di comunicazione (rapporto fra numero di pagine e quantità di idee espresse); d) più ricchi in termini di indicazioni bibliografiche specifiche e recenti. La bibliografia dovrebbe dunque considerare un numero di articoli relativamente elevato rispetto ai libri. Potete pensare alla tesi come alla partecipazione ad un gruppo dove si svolge un dibattito: chi parla lo fa scrivendo articoli e dando per scontato che tutti gli astanti posseggano le conoscenze di sfondo necessarie ad una reciproca comprensione e comprese nei libri classici. Per essere considerati dovrete mettervi in ascolto, in modo da comprendere quali siano gli argomenti correnti, fino ad essere finalmente in grado di aggiungere la vostra voce con una formato espositivo che è senz altro più prossimo all articolo scientifico che al testo (specie quello manualistico). Le riviste di interesse per le tesi organizzative si suddividono in due categorie principali: - di ricerca; - manageriali; Le prime propongono lo stato dell arte del dibattito scientifico. Sono le fonti più utili rispetto all obiettivo di sviluppare una tesi in chiave teoretica. Le riviste manageriali, invece, privilegiano l aspetto descrittivo e applicativo: sono spesso utili per una prima comprensione/inquadramento di un argomento ma offrono anche un minor potenziale generativo di idee e domande di ricerca. In allegato, in un altro file, trovate un elencazione di riviste che possono essere consultate per le tesi 5

6 in materia organizzativa con i riferimenti utili per rintracciarle in biblioteca o attraverso le banche dati. Oltre a quelle indicate, potrà poi rendersi necessaria la consultazione di altre riviste in funzione dell oggetto specifico della tesi. Per esempio, se si svolgesse una tesi sul settore bancario potrà essere utile consultare riviste come Banca impresa e società; Bancaria; Banche e Banchieri se la tesi riguardasse temi di politiche pubbliche del lavoro non si potrebbe prescindere da Economia e lavoro ed Economia e politica industriale.. e via dicendo. c. Internet. Il ricorso alla rete può agevolare il lavoro di tesi in molteplici aspetti, soprattutto nel reperimento di informazioni aggiornate. Per esempio, molti fra i più affermati professori americani sono soliti pubblicare nelle loro web page i working paper, cioè che rappresentano lo stato di avanzamento della loro ricerca. Non si tratta di lavori compiuti, che verrebbero pubblicati, ma piuttosto di temi aperti e in evoluzione. Proprio per questa ragione, si collocano sulla frontiera della ricerca e possono risultare utilissimi, specie nella fase di impostazione della tesi. E importante comprendere che nessuno svolge una funzione di redazione nella rete: ciò significa che i contributi che si possono trovare sono numerosi ma, nella maggior parte dei casi, di scarso valore e peso specifico. Per usare bene la rete bisogna evitare l approccio alla «bottiglia nel mare» con i motori di ricerca. L inserimento di una parola chiave (es. formazione aziendale) finirebbe con il generare milioni di pagine potenziali.. molto meglio usare le informazioni che si riescono a raccogliere per altra via per orientare il processo di ricerca ad esempio, se si conosce il caposcuola di una certa ricerca si potrà partire dalle sue webpage personali. 6

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