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1 Sono nato in Marocco. Ho un esperienza di lavoro di 14 anni nel mio paese. Ho fatto anche ruolo di sindacato anche nel mio paese. Sono venuto qua in Italia non solo per motivi di lavoro, ma per motivi personali perché ho lavorato abbastanza e ho fatto anche un posto un po importante. Per questo dico che non è per motivi di lavoro. Se solo per il lavoro posso anche stare nel mio paese, lavoro bene, guadagno bene e non c è problema. Ma problemi personali che alcune cose non mi sono piaciute e ho deciso di venire qua in Italia, di vedere un altra mentalità e di informare dell esperienza aggiuntiva di lavoro. Per fortuna ho trovato sempre, nel mio settore, il lavoro. Lì faccio l elettricista e qui faccio l elettricista. Il modo di lavoro è cambiato. Ad esempio come lavoro lì i colleghi di lavoro e il responsabile hanno un altra idea diversa, ad esempio, di collaborazione, di capire le idee della persona. Invece qua io mi trovo bene. Ho trovato delle persone che se hai dei problemi sul lavoro ti aiutano. Se hai dei problemi come fare il tuo lavoro ti danno un idea. Questo non è un problema. La mia famiglia è formata da tredici persone. Quando sono nato ho trovato mio padre morto, mi ha lasciato in pancia. Ho trovato solo mia madre, mi ha fatto crescere mia madre e un fratello maggiore che io chiamo sempre papà. Solo l ultimo, il più piccolo. Sicuramente si tratta di una maniera diversa. Mi hanno fatto studiare, mi danno tutto il tempo per Io ho fatto, come qua in Italia, la terza media, poi ho fatto le superiori e poi l università. L'università, perché, per fare il lavoro che ho fatto devi avere un certo livello di studio. Ho fatto la scuola primaria nel mio paese. Poi l università e le superiori le ho fatte in un altro paese. La mia famiglia mi ha mandato a seguire i corsi da un altra parte. È una parte come da qua mi hanno mandato a Milano. Mi hanno mandato in un altro paese per fare la formazione. Significa questo che la mia famiglia mi ha dato tutta la possibilità per studiare. Questa è la scuola. All inizio delle primarie non sono una persona che prende in considerazione tante cose, non voglio studiare. Poi quando son cresciuto un po ho cominciato a ragionare e mi piace lo studio. Sono uno che gli piace dappertutto la matematica e la scienza. Sono bravo, sempre prendo i risultati più alti. Ho studiato abbastanza, per quello ho fatto un lavoro abbastanza importante nel mio paese. Questa, grosso modo, è la storia della scuola. La storia della famiglia: non mi manca niente perché sono l ultimo. Ho ancora mia madre, ci sono anche dei fratelli che sono maggiori, sposati e hanno dei figli e loro mi trattano come un figlio. Non sento mai la mancanza di mio padre. Se anche non l ho trovato non sento la mancanza perché i fratelli mi danno aiuto, mi trattano bene. Finita la scuola sono andato a un liceo che fa studiare la professionalità. Sono andato a studiare elettricista. Ho fatto due anni di studio. Poi c è un azienda, la più grande azienda del Marocco, che fa una cosa: quando vede degli allievi che hanno buoni risultati li prende. Mi hanno chiamato, mi hanno fatto l esame e sono passato. Ho fatto un altra formazione con loro per altri due anni. Poi mi hanno mandato in un paese un po lontano, lontano km per lavorare perché quella zona in quel momento vogliono farla crescere perché c è un conflitto tra il Marocco e l Algeria. Allora vogliono mandare tutte le persone brave, che sanno lavorare, per far crescere quel paese. Mi hanno mandato lì con certe regole. Ti portano con l aereo, ti mandano al tuo paese con l aereo, ti danno anche la casa per abitare, ti danno anche da mangiare, tutto. Ho fatto lì quattordici anni. Poi sicuramente è passato un po di tempo, che sono quasi sei anni, mi hanno fatto un altra formazione per avere un altro livello. Sono passato, poi, come ho detto, ho fatto quattordici anni. L ultimo anno ho sentito che qua in Italia fanno i documenti. Ho preso le mie vacanze e sono venuto qua e ho fatto i documenti qua. Perché se anche vivo lì, nel Marocco, la maggioranza delle idee non mi piacciono. Nel 95 sono venuto qua. Uno dei problemi essenziali là è la politica, non mi piace l idea della politica. Parlo dell 89-90, c è ancora il primo re e non mi piace il trattamento delle persone. Non è come adesso. Adesso è un altro re, giovane, che aiuta, che dà tutta la possibilità di studiare, tutta la possibilità di lavorare, dà tutta la possibilità per far crescere le persone. Questo è un altra cosa. La cosa più importante è quella della politica che non mi piace perché, come ho detto,

2 ho fatto anche il sindacalista anche nel mio paese. Allora non mi piace ho sentito in quel momento che l Italia sta facendo i documenti e si vive bene in Italia. Hai tutta la libertà di dare la tua idea, di dare la tua opinione, di collaborare con le persone e ti accettano al cento per cento come ragioni, come pensi. Ho trovato la possibilità e sono venuto qua in Italia e non ho trovato problemi per fare i documenti. Ho fatto i documenti e da quel momento, a dire la verità, mi sento come se sono nel mio paese. Non c è differenza tra un extracomunitario e un italiano. Dove lavoro adesso mi trattano bene, dal direttore dell azienda fino all ultimo operaio, mi trattano bene. Qua in Italia ho fatto quasi tre anni, o quattro anni, anche di più penso, cinque anni, visto che lavorano con me degli extracomunitari e mi hanno detto: Perché non ti candidi? Hai una base di sindacalista, perché non ti candidi?. Da quel momento mi sono candidato, mi sono candidato per difendere gli operai extracomunitari. Questa è la prima idea. Ho visto anche italiani che mi danno la fiducia, che sentono la parola quando parlo. Sentono l idea quando do un idea positiva, hanno più fiducia in me che di altri italiani perché quando mi danno un problema non li lascio, o li scarto. Vado ad affrontare la cosa fino a che arrivo a un risultato positivo per loro. Da lì in poi si è formato il rapporto tra me e tutti, italiani, extracomunitari, di tutti, anche con la direzione. La direzione sa che quando c è un problema di qualsiasi operaio, sa che Ahmed viene a chiedere perché hanno fatto così, perché non hanno applicato le regole, perché, perché Sanno queste cose. Il primo giorno in azienda è un giorno duro perché uno che non conosce l italiano, primo, uno che non conosce nessuno, che sa parlare mi ha aiutato un po - francese, ma anche il francese mi ha aiutato un po a capire, non a rispondere, ma capire l idea, o la parola, quello che dice qualcuno. È dura. Quando uno entra non conosce nessuno, non sa cosa dicono, quando gli fanno fare un lavoro, lui lavora e zitto, non dice niente perché può essere che l ha fatto bene, può essere che l ha fatto male, non sa come Comunque ho trovato una persona che mi ha aiutato molto, che parla anche francese, in quel momento. Adesso è andato in pensione. Mi ha aiutato molto. Lui fa la stessa Un mio collega, stesso mestiere, anche lui fa l elettricista. Mi accompagna sempre e mi spiega la cosa. Lui mi ha dato uno spazio abbastanza grande. Ma è dura, il primo giorno è dura. Poi da lì ho imparato, mi ha fatto vedere tutti i lavori come si fanno, fino che il direttore ha trovato che non sono uno che non sa niente e tu lo porti a fare una cosa. No, c è una base, c è la formazione, c è l esperienza, manca solo la lingua e manca come fare il tuo lavoro. È una cosa accettabile. I miei compagni di lavoro alla Coem Fioranese. all inizio sempre stanno attenti a come questa persona sa fare o non sa fare dappertutto. Se ti trovano alcune cose le sai fare, ti manca solo come farla, rimangono un po isolate da te, non vogliono sapere di più, non vogliono sapere niente di te, perché non sanno la tua idea, ma è una cosa normale, succede a tutto il mondo così. Se io non conosco una persona non posso andare col tempo posso chiederlo piano piano, ma subito non posso chiedere niente. Fino a che hanno visto che sono capace di fare il mio lavoro, fino a che hanno visto che ho cominciato a prendere la lingua subito. Anche per la lingua non è che sono arrivato e sono rimasto così, devo imparare solo dai colleghi, no. Se anche adesso non parlo correttamente la lingua comunque ho preso qualcosa. Sono andato a studiare nella scuola della lingua qua a Sassuolo (prima abitavo qua a Sassuolo). Poi, da quando sono entrato qua, il dizionario italiano-francese non mi manca, è sempre in mano, così se qualche parola non la conosco vado a cercarla. C è la voglia di fare qualcosa, non voglio che io sono arrivato in Italia, qualcuno mi prende per fare i documenti e io devo aspettare cosa mi dice. No, devo fare io, devo presentare i documenti io, devo rispondere io, io ho quella voglia. I miei colleghi non sono razzisti, per quello che mi hanno accolto. Sono persone che non fanno differenza tra extracomunitari e italiani perché io sono il primo extracomunitario in azienda. Poi sono arrivate altre cinque persone, ma sempre lo stesso trattamento. È un azienda dove non gira più il razzismo, né da parte della direzione, né dalla parte dell operaio. Mi ricordo una volta, quando sono entrato i primi giorni in azienda, il direttore più grande, il proprietario dell azienda, mi ha detto dove abito. Mi ha preso con la macchina (questo non lo dimentico mai) e siamo andati a Modena a un agenzia che fa l affitto. Lui ha lasciato lì i suoi

3 documenti che mi trovano una casa dove abito. Uno che fa così non c è neanche un po di razzismo. Una persona che fa così voleva le persone che lavorano e vanno avanti con la loro idea, con la loro esperienza. Questa cosa non la dimentico mai. Io parto dalla mia situazione. Una volta ho fatto un infortunio perché c è una rulliera, comandata con una catena ed è bloccata quella rulliera. Io sono andato a metterla a posto e sto mettendo a posto la catena e qualcuno l ha fatta partire. Il mio dito è andato in mezzo tra la catena e il pignone. Lì ho visto il comportamento che, come ti dico, è bello da parte degli operai. Tutti corrono e, per fortuna, c è anche il proprietario lì, fermo lì che guarda la situazione com è. Anche lui è venuto da me: Cosa è successo?. Mi hanno preso subito con la macchina e mi hanno portato all ospedale. Questo significa per me che l azienda, gli operai e i proprietari non fanno differenza tra uno e l altro. Questa è stata la mia esperienza. Gli infortuni succedono, succedono degli infortuni. C è una persona come responsabile dello stabilimento. Non gli piacciono gli infortuni e comincia: Perché hai fatto questo?, ma in fondo non è che rifiuta qualcosa se hai bisogno o ti dice: No, non li facciamo. Accetta, solo lui fa della polemica, ma in realtà accetta tutto quello che si fa, che dobbiamo fare. Si fanno gli infortuni, si fanno, solo che non sono ripetitivi, non sono frequenti. Succedono ogni tanto, diciamo raramente. In smalteria, da quello che mi ricordo, ci sono stati tre o quattro infortuni. Nel forno, se mi ricordo bene, una volta. Nella scelta, dove lavoro io, sono tre volte. Tutto questo nell arco di dodici anni. Dalla parte dell organizzazione c è molta, molta differenza tra il mio paese e qua. Lì è un cosa banale. Se fai il sindacalista non ti conoscono. Fai il sindacalista e basta. Può succedere una volta se succede qualcosa che vogliono modificare, o vogliono licenziare, e tu intervieni, può succedere che ti mandano da un altra parte. Non c è, come qua, che non possono spostarti fino a che scade un tot di tempo. È tutta un altra cosa nell altro mondo. Invece qua ho fatto un esperienza che mi mancava. Un esperienza dalla parte dell azienda, con la direzione, con i funzionari, dalla parte dell organizzazione, dei responsabili dell organizzazione. L azienda per adesso, da 5 anni, non ha fatto più cassa(integrazione). Stanno lavorando, lavorano bene anche. È calato un po, non è meglio di prima, è calato un po, ma sta andando perché hanno fatto degli investimenti importanti, comprato delle macchine di nuova generazione. Per adesso non assume nessuno perché con le macchine che hanno preso non ci vuole come prima, ci volevano sempre tre persone ogni linea, adesso basta uno. Stanno cercando di distribuire quelli che sono di più in qualche lavoretto, a un altro lavoro. Non dei lavori che non sono giusti, che prendi delle persone in nero, non esiste, non gira quell idea. O degli appalti, o delle persone che vengono da altre aziende. Se succede qualche errore perché questo succede in tante aziende nelle buste mancano sempre, sempre, sempre delle cose, ma solo se vedi qualche errore. Dò un esempio. Una volta è venuta una persona e mi ha detto: Ho fatto due giorni di malattia e l azienda mi ha fatto due giorni di ferie. Io sono andato a chiedere in azienda: Come mai? perché hanno quella contrattazione dei metalmeccanici che se fanno due giorni di malattia non vengono pagate e le fanno ferie. Ho detto: Per noi due giorni vengono pagati, tre giorni vengono pagati. Le malattie vengono pagate e l ho detto anche al funzionario. Io l ho detto solo all ufficio paga e l ufficio paga non è convinta di quello che ho detto io. Allora ho detto al funzionario e quando abbiamo fatto l assemblea l ha segnalato al proprietario. Il proprietario all inizio ha detto. No, perché lo fanno apposta. Allora non vengono pagati così non lo fanno un altra volta. No, no, vengono pagate. Poi se lo fanno apposta o non lo fanno apposta c è il medico e potete mandare il medico. Poi dopo è ritornato tutto come prima e hanno pagato a quella persona i due giorni. Queste cose, ma la maggioranza non è che rubano le persone. Assolutamente. È un azienda seria, per adesso. C è ancora il proprietario, non so se vada in pensione, ma per adesso va bene. Lavora con tanti paesi, con l America, con i paesi arabi, più con l Arabia Saudita, con il Qatar, con tanti paesi arabi e sta andando bene. Sono due stabilimenti, c è lo stabilimento di Fiorano e uno a Roteglia. Io parlo di quello di Fiorano. Quello di Fiorano sono centoventi persone, operai. Più le impiegate sono centocinquanta/ sessanta. Lo sciopero è un problema. Dappertutto lo fanno, in smalteria, lo fanno alcuni carrellisti. L unico che fa

4 sciopero nella scelta sono io. I delegati lo fanno tutti, rispettano l idea dell organizzazione e fanno sciopero. Comunque fa un calo sulla produzione quando si fa sciopero, fa un calo perché la smalteria è il cuore dell azienda. Non c è nessuno quello è importante dei responsabili che dicono Non dovete fare sciopero o Non fate sciopero. Su questo non si parla, non si permettono neanche di andare da una persona a chiedere se fa sciopero o non fa sciopero. Non esiste. Rispettano le regole. Un esperienza positiva. Io sono delegato. Iniziamo dall operaio. Gli operai mi vedono un delegato che vale. Perché ti danno questa sensazione non è facile, perché tu lavori. Questo te lo dico, ma potresti avere la conferma dai responsabili dell organizzazione. Vedono che quando c è un problema intervengo, quando c è un problema anche tra operaio e operaio entro e metto tutto in campo, tranquillo, libero di che ritornano come prima. Non c è differenza. Questo io non l accetto e li rifiuto. La differenza non la voglio tra italiano ed extracomunitario, non mi piace. Se anche vedo che c è un operaio extracomunitario e un operaio italiano a litigare entro sempre, come dicono, filo bianco e metto la relazione come prima. Questa è una cosa. Per quello che riguarda l operaio con l azienda intervengo sempre. Ad esempio: ha trovato nella busta che mancano delle ore, che mancano delle giornate, che hanno fatto dei calcoli diversi, intervengo sempre. Vado alla direzione e chiedo perché, come. E loro hanno cominciato ad avere fiducia in me. La prima volta ho fatto il massimo dei voti. Questo significa che hanno fiducia in me. Quello che guarda l operaio. Faccio anche il delegato della sicurezza. Sempre aggiornato, mando le lettere quando ho bisogno, insisto su qualcosa quando ho bisogno. Sono sempre vivo, diciamo. Vivo, non lascio passare qualcosa. Per quello che riguarda l azienda sono sempre presente, questa è la prima cosa. Quando c è una discussione, quando c è un trattamento, quando c è il contratto aziendale, sempre presente e sempre collaboro. Se c è qualcosa rispondo con un po di politica, non vado: Dobbiamo fare così, no, un po di politica, una strategia educativa, e riesco a convincere la direzione. Per quello che riguarda l organizzazione, dai responsabili, da Manuela, mi rispettano sempre, fino i funzionari, mi rispettano sempre e mi ascoltano anche, sono sempre vicini a me perché con la direzione un delegato che sempre chiede le cose e sempre rompe le scatole, qualche volta succede che ti vogliono mettere in difficoltà. Quando vedono che l organizzazione è sempre vicino a te perché era successo un episodio, un po indietro, che è intervenuto il funzionario e abbiamo messo tutto a posto come prima. Questo mi dà un potenza non un potere distruttivo, ma è un potere di andare avanti, di dare tutte le idee dell organizzazione. E il funzionario mi ascolta. Quando dò un idea la rispetta. Se non è fattibile mi spiega perché non è fattibile. Se è un idea che può dare dei risultati lui lo dice, gli scrive, mi fa vedere tutto. Se ho un dubbio di qualcosa lui mi tira tutti gli articoli, mi dice: L articolo questo dice così e così. Mi dà la pista, poi io posso giocare come voglio sulla pista. Anche a base di Manuela, Manuela mi rispetta. Questa è la prima cosa importante per me perché quando vedi una persona che ti rispetta per che cosa ti rispetta? A quel punto anche tu devi fare tutti gli sforzi perché se uno, tu parli e non ti ascolta, dici: Allora io sono un po non vado da nessuna parte. È meglio che cambio campo. Ma quando vedi che le persone ti ascoltano tu devi sempre fare qualcosa di nuovo, devi fare sempre qualcosa positiva, che piace a quelle persone. Mi chiede sempre se ho preparato qualche predica. Mi chiede sempre come siamo nell azienda, mi dà importanza. Questo per me vale. Su questo non ho niente da dire. Mi piace l organizzazione per quello che sono qua. Se non mi piace cambio. Mi piace, per me è una cosa positiva.sassuolo non mi piace, non mi piace nel senso ci sono persone da tanti paesi e hanno creato una china un po fastidiosa. C è quello che ruba, c è quello che spaccia e non mi piace questo. Sono una persona che ho lavorato con onestà nel Marocco e sono venuto qua e lavoro con onestà e con rispetto e devo stare sempre così. Ho fatto crescere i miei figli con questa idea. La mia famiglia è fatta con quattro figli e moglie. La figlia studia qua a Sassuolo. Adesso fa l impiegata a Kerakoll. Ha fatto delle lingue, ha fatto anche del commercio. Lavora e la rispettano. Mio figlio fa ingegneria, meccatronica. Adesso studia ancora, è l ultimo anno di università di ingegneria. Lavora in un azienda che adesso non ha ancora finito i suoi corsi ed è responsabile di un reparto. È tutto un altro mondo. Mio figlio è diverso, proprio completamente diverso da me. Uno calmo, uno tranquillo, uno che studia e hanno visto che è una persona che cammina con calma, ma cammina,

5 con le sue idee, con le sue prospettive. E lo hanno messo come capo reparto. C è un altro che è all ultimo anno delle superiori. E la figlia, l ultima figlia, fa il primo delle superiori. Sono educate, grazie a Dio, non vanno da nessuna parte, a parte il più grande perché gioca anche a calcio. Allora i ragazzi del calcio vanno a fare una cena da una parte, ma non vanno mai alla discoteca perché io spiego sempre quell idea. Sì, è un esperienza, ma la discoteca ti fa imparare tante cose brutte. Ti mette in contatto con persone cattive come con persone brave. Ti fanno imparare a fumare, tutti i tipi di droga, tutto. Ti fanno imparare a bere, ti fanno imparare tante cose. La mia idea è - ho fatto crescere i miei figli così - mi piace un amico bravo, un amico di fiducia, un amico che sente i miei battiti del cuore e io sento i suoi battiti del cuore. Significa un legame tra me e lui. Mi piace andare con quello lì, vado al cinema, vado a giocare, vado dove vogliamo. È meglio di tanti ragazzi che possono farti del male. E sono così, hanno rispettato la mia idea e stanno andando bene perché se non fanno così non studiano neanche. Adesso abito a Rubiera, mi trovo bene a Rubiera vengo a lavorare in la macchina. Sono lì dal Se vado nel comune mi conoscono, mi rispettano, mi fanno vedere delle cose che sono importanti. Quando ho preso la cittadinanza il sindaco mi ha accolto con educazione, con rispetto. Dappertutto quando ho detto: Io sono con l organizzazione mi hanno detto: Allora quando abbiamo bisogno ti chiamiamo. Sono anche valido per tutto.fuori dal lavoro, dico una cosa che è strana: non vado neanche al bar. Per non incontrare delle persone che mi danno fastidio, non vado neanche al bar. Meglio che sto a casa mia, di andare a chiacchierare, apro un libro o il computer.

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