Aprile 2014, Mese della Prevenzione Alcologica: le iniziative dell ASL di Brescia

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1 DIREZIONE GENERALE SERVIZIO ATTIVITA SPERIMENTALI E MALATTIE RARE U.O. Comunicazione viale Duca degli Abruzzi, Brescia Tel. 030/ Fax 030/ CONFERENZA STAMPA Aprile 2014, Mese della Prevenzione Alcologica: le iniziative dell ASL di Brescia Aprile è il mese della prevenzione alcologica, promosso dal Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con la Società Italiana di Alcologia e l'associazione Italiana Club Alcologici. L iniziativa è finalizzata a sensibilizzare la popolazione sui pericoli legati all uso rischioso e/o dannoso di bevande alcoliche, a ridurre l impatto sociale del fenomeno e le ricadute sul sistema sanitario. In Europa, secondo le stime della Unione Europea e dell'organizzazione Mondiale della Sanità, l'alcol rappresenta il secondo fattore di rischio per l'impatto di disabilità, mortalità e carico di malattia. Da Dati ISS-OMS il 15% della popolazione adulta europea ha una modalità di consumo definita a rischio, con un indice di mortalità del 3,5-4,8 per mille nelle donne e del 3,7-8,1 per mille negli uomini. 20 milioni di persone (6% della popolazione adulta in Europa) hanno una modalità di consumo definito dannoso. Complessivamente la frequenza media dei casi di consumo eccessivo episodico (binge drinking) in Europa è di circa una volta al mese, il che rappresenta il 10,60% delle occasioni di consumo di alcol per gli uomini e circa la metà per le donne. Circa 118 milioni di cittadini europei hanno almeno un episodio di binge drinking al mese, il che significa poco meno di un adulto su tre. L'alcol infatti costituisce un fattore di rischio per almeno 60 patologie organiche e neuropsichiche (in forte aumento la patologia psichiatrica associata all'alcolismo), con conseguenti ricoveri e reiterato utilizzo dei Pronto Soccorso ospedalieri per le gravi conseguenze dell'intossicazione acuta, peraltro molto frequente fra i ragazzi di età inferiore ai 14 anni. A fronte dei consumi rilevati a livello nazionale, che coinvolgono diverse fasce d età a partire dai più giovani (preadolescenti), l ASL di Brescia da un lato promuove interventi di prevenzione finalizzati a contrastare l uso improprio e l abuso di alcol, dall altro, attraverso il Servizio di Alcologia, offre la presa in carico specialistica di chi presenta problematiche alcol correlate. L attività di prevenzione si sviluppa già da anni a partire dalle Scuole Secondarie di Primo Grado, con il coinvolgimento diretto di alunni, insegnanti e genitori. I programmi sono volti a sviluppare e sostenere le competenze di vita (life skills) utili ad affrontare le situazioni a rischio correlate alla crescita, tra cui anche l uso di alcol e sostanze. Progetti di prevenzione dell abuso di alcol sono presenti anche nelle Scuole Secondarie di Secondo Grado, con il coinvolgimento diretto degli studenti nell attivazione di iniziative di prevenzione nei confronti dei coetanei (peer education) e all interno di contesti lavorativi per raggiungere i giovani lavoratori e gli adulti (Rete delle aziende che promuovono salute).

2 Anche per il Mese della Prevenzione Alcologica 2014 l ASL Brescia intende sviluppare iniziative specifiche di promozione alla salute e di informazione rivolte a tutta la popolazione, promuovendo inoltre i Nuclei Operativi Alcologia (NOA), Servizi preposti alla cura e riabilitazione dei problemi alcol-correlati. La prima iniziativa è un corso formativo organizzato e tenuto da operatori del Servizio Alcologia e dell U.O. Educazione alla Salute (medici, psicologi ed educatori professionali) con la collaborazione della Cooperativa Associazione Bresciana Autoscuole (ABA), che raggruppa 104 delle 145 autoscuole della Provincia di Brescia. Saranno sviluppate tematiche inerenti ad alcol, droghe e guida con inquadramento della normativa attuale e dell'impatto organizzativo sui Servizi ASL, in particolare delineando aspetti epidemiologici, il ruolo della Commissione Medica Locale Patenti e dei NOA. Saranno inoltre presentate e condivise strategie volte a migliorare le capacità di comunicare messaggi preventivi in modo efficace, anche attraverso l utilizzo di strumenti didattici specifici. Al corso parteciperanno circa 180 tra istruttori e insegnanti di scuola guida, provenienti dalle autoscuole associate alla Cooperativa ABA. Il Progetto prenderà avvio da aprile 2014 presso la sede ABA Via del Serpente n. 107 e proseguirà fino a giugno. La seconda iniziativa propone l'attivazione dell'unità mobile dell ASL con la presenza degli operatori del Servizio Alcologia impegnati in interventi di counselling, offerte di rilevazioni etilometriche, somministrazione di questionari di autovalutazione insieme alla consegna di materiale informativo specifico in forma di dépliant, locandine e opuscoli. Sarà inoltre proposta una scheda di rilevazione relativa a livello di conoscenza dei Servizi. All iniziativa hanno aderito anche gli operatori delle Associazioni territoriali attive nell assistenza alle persone con problemi alcol correlati: ACAT (Associazione Club Alcologici Territoriali), AA (Alcolisti Anonimi), AL-ANON Gruppi Familiari, Club Alcolisti in Trattamento. L'unità mobile sarà presente a Brescia secondo il seguente calendario: VENERDÌ 4 APRILE dalle 15 alle 19 Corso Zanardelli SABATO 12 APRILE dalle 15 alle 19 Corso Zanardelli I Nuclei Operativi Alcologia dell ASL (NOA) Le Unità Operative territoriali, i Nuclei Operativi Alcologia dell ASL di Brescia, afferenti al Servizio Alcologia sono 4: NOA 1 (Brescia), NOA 2 (Salò), NOA 3 (Sarezzo), NOA 4 (Leno). I Nuclei Operativi Alcologia sono dedicati a coloro che intendono affrontare il problema dell'abuso e della dipendenza dall'alcol. Le équipe sono costituite da professionisti medici e psicologi, infermieri, educatori professionali e assistenti sociali. I NOA operano secondo un modello multidisciplinare e articolato in fasi: fase diagnostica (valutazione medica, psicologica, sociale, educativa, test e questionari psico-diagnostici); fase terapeutica (trattamenti farmacologici di detossicazione da alcol, disintossicazioni ambulatoriali o in regime di ospedalizzazione, psicoterapie individuali, di gruppo e familiari); interventi educativi e sociali (inserimento in Comunità Terapeutiche, inserimento lavorativo protetto, programmi alternativi a sanzioni o a detenzione, accertamenti diagnostici e programmi terapeutici per pazienti inviati dal Tribunale per i Minorenni); inoltre sono utilizzate metodologie di prevenzione della ricaduta, di comprovata efficacia.

3 Ai Servizi offerti è possibile accedere in forma diretta, ovvero senza impegnativa del medico curante e beneficiando di prestazioni gratuite inserite nei LEA. Nel corso del 2013 questi Servizi hanno assistito 1708 persone (82,21% maschi;17,79% femmine;), rilevando un trend in aumento del 7,8% rispetto al Di questi, i nuovi casi nell'anno 2013 sono stati 519. Si presenta stabile rispetto al 2012, dopo l incremento registrato negli anni precedenti, il numero di utenti provenienti da paesi extra UE che si rivolge ai Servizi Specialistici: l 11,7% nel 2012, l 11,15% nel 2013 (il 5,9% nel 2007, l 8% nel 2010, il 10,78% nel 2011). La classe di età più rappresentata è quella anni sia per i maschi che per le femmine. Tra gli utenti che si sono presentati ai NOA il vino rappresenta la sostanza alcolica di maggiore abuso (60% uomini, 75% donne). La birra rappresenta la seconda sostanza alcolica di maggiore abuso (27% uomini, 15% donne); il 13% dei maschi e il 10% delle donne presentano un abuso alcolico di superalcolici ed anche aperitivi, amari e digestivi. Complessivamente i dati riferiti al 2013 indicano un lieve aumento della richiesta di assistenza per problemi correlati all'assunzione di alcol Una persistente prevalenza degli utenti di sesso maschile in età matura (cioè 40-49) Una tipologia di utenza caratterizzata da 4 target essenziali: Pazienti con diagnosi di alcoldipendenza e marcate problematiche sociali (53% del totale) Pazienti con diagnosi di poliabuso di alcol e droghe (specie cocaina e cannabis) stimati il 20% sul totale dell utenza Pazienti in codiagnosi psichiatrica (specie disturbi dell'umore, d'ansia e disturbi di personalità) stimati fino al 35-40% sul totale utenza Persone con diagnosi di problemi alcol correlati inviate dalle Commissioni Medico Locali Patenti (il 47% del totale). E ogni anno più significativa l utenza che si presenta ai NOA inviata dalle Commissioni Medico Locali Patenti di Guida delle ASL per il percorso diagnostico, di monitoraggio tossicologico e certificatorio propedeutico al rilascio della patente di guida ritirata per guida in stato d ebbrezza. In questi casi il pagamento delle prestazioni è a totale carico del cittadino. Nell'anno 2013 sono state seguite dalle unità operative NOA del Servizio Alcologia 1200 persone (tra queste 400 casi rientrano nelle attività di consulenza; tali utenti non sono conteggiati nel totale delle 1708 persone seguite dai NOA nel 2013), il 93,1% maschi e il 6,9% femmine, inviate dalle Commissioni Medico Locali Patenti, delle quali 462 nuovi casi aperti, con trend in aumento di circa il 25% rispetto al 2012 (875 persone seguite). L età media dell utenza è di 40 anni (fascia anni il 22,7%; fascia anni il 57%; fascia anni 11,4%; sopra i 60 anni 8,9%). Gli invii dalle Commissioni Medico Locali Patenti sono in aumento, a fronte invece (come spiegato nei grafici sotto riportati) di un calo costante nel corso degli anni delle

4 sospensioni della patente di guida per uso di alcolici. Il fenomeno si spiega con il fatto che in fase di valutazione delle persone le Commissioni Medico Locali Patenti riscontrano più situazioni a rischio di problemi alcol correlati e ritengono opportuno inviarle ai servizi specialistici dell ASL. Distribuzione annuale sospensioni patenti per alcol e/o sostanze stupefacenti Anche i livelli di alcolemia nel sangue delle persone fermate per infrazione dell'art.186 CdS, registrano un trend in diminuzione soprattutto per le alcolemie elevate sopra 1,5g/L. Livello alcolemia nel sangue, andamento per anno

5 La Relazione al Parlamento su alcol e problemi correlati anno 2013 Il 10 marzo 2014 il Ministero della Salute ha presentato al Parlamento la Relazione annuale sugli interventi realizzati ai sensi della Legge n.125 Legge quadro in materia di alcol e problemi alcolcorrelati. In sintesi, relativamente al quadro epidemiologico, consumi di bevande alcoliche e modelli di consumo, emerge il seguente scenario: Nell'ambito dell'intero decennio , prendendo in considerazione la popolazione di 14 anni e più, L'ISTAT ha rilevato: - la diminuzione della quota di consumatori (dal 70,2% al 66,6%) - la diminuzione della quota di consumatori giornalieri (dal 34,5% al 24,4%) - l'aumento dei consumatori occasionali (dal 35,8% al 42,2%) - l'aumento dei consumatori fuori pasto (dal 23,1% al 26,9%) - una forte riduzione della quota di consumatori che bevono solo vino e birra, soprattutto fra i più giovani e le donne e un aumento della quota di chi consuma, oltre a vino e birra, anche aperitivi, amari e superalcolici, aumento che riguarda i giovani e i giovanissimi ma, in misura maggiore, gli adulti oltre i 44 anni e gli anziani - data l'occasionalità e la lontananza dai pasti che caratterizza spesso il consumo di quest'ultimo tipo di bevande, i mutamenti verificatisi nella preferenza delle bevande alcoliche si associano ad una maggiore esposizione al rischio di danni alcolcorrelati Tra i Paesi dell'unione Europea l'italia occupa il posto più basso nella graduatoria relativa al consumo annuo pro capite di alcol puro, cioè di alcol consumato tramite tutti i tipi di bevande alcoliche che, considerato nella popolazione di età superiore ai 15 anni, è secondo l'oms il miglior indicatore del consumo complessivo di alcol di una popolazione. Tale parametro ha raggiunto in Italia i 6,94 litri pro capite, a fronte di una media nella UE di 10,74 litri pro capite, e tale trend in calo consentirà presumibilmente all'italia di raggiungere il livello di consumo raccomandato dall'oms per il 2015 (6 litri anno pro capite per la popolazione al di sopra dei 15 anni e 0 litri per quella di età inferiore). Tra il 2011 e il 2012 l'istat rileva una diminuzione dei consumi fuori pasto nella popolazione di oltre 11 anni, diminuzione che, sia pur lieve, (meno 1,2% che riguarda soprattutto i maschi) rappresenta una discontinuità nel trend in continua crescita di questi consumi nell'ultimo decennio. Infatti nel decennio è ben evidente la crescita dei consumatori fuori pasto (passati dal 23,1% al 26,9%) nella popolazione di oltre 14 anni tra gli uomini ma soprattutto tra le donne (passate dal 12,1% al 16%); il fenomeno riguarda in particolare i giovani di anni, tra i quali i consumatori fuori pasto sono passati dal 34,1% al 44% nel decennio. Continua tra il 2011 e il 2012 il trend discendente, in atto dal 2010, dei consumatori a rischio, che passano dal 15,2% al 13,8% (21,7% tra i maschi e 6,4% tra le femmine per un totale di circa 7 milioni 464mila persone, delle quali 5 milioni 674mila maschi e 1 milione 790mila femmine) nella popolazione di oltre 11 anni con un calo che riguarda sia i consumatori giornalieri non moderati che i consumatori binge drinking. Rispetto al binge drinking, nel 2012 secondo l'istat, fra le persone di 11 anni e più il 6,9% (la media tra 11,1% dei maschi e il 3,1% delle femmine) ha dichiarato di avere consumato almeno una volta 6 o più bicchieri di bevande alcoliche in un'unica occasione. Tale prevalenza risulta inferiore a quella rilevata nel 2011,

6 anno in cui la quota dei consumatori binge drinking era pari al 7,5% (12,2% maschi e 3,2% femmine). Il binge drinking è diffuso maggiormente nella fascia d'età anni, rappresentando la quasi totalità del consumo a rischio in questa fascia d'età. Relativamente ai consumatori con consumo giornaliero non moderato l'istat, nel 2012, rileva che tale comportamento riguarda il 7,5% della popolazione con 11 anni e più, (12,2% dei maschi e il 3,2% delle femmine). Tale prevalenza risulta inferiore a quella rilevata nel 2011, che era pari all'8,4% (13,63% tra i maschi e 3,6% tra le femmine). Il consumo giornaliero non moderato interessa soprattutto gli anziani di oltre i 65 anni con una quota pari al 39,7% tra i maschi e al 9,5% tra le femmine. Anche in questa fascia il trend, rispetto al 2011 (42% maschi e 10,3% femmine) è in diminuzione. Si segnala l'arrivo in Italia della moda della Necknomination pericolosissima sfida giovanile che imperversa sul web lanciata fra ragazzi sui profili Facebook o altri social come Youtube, a chi beve tutto d'un soffio una o più bevande alcoliche. Si conferma, secondo i dati del sistema di sorveglianza PASSI, il trend in calo delle persone che guidano l'auto o la moto dopo aver bevuto, che nel 2012 risultano essere l'8,9% degli intervistati contro l'11,8% del Secondo il rapporto ACI-ISTAT, nell'anno 2012 si è rilevata una riduzione del 9,2% degli incidenti stradali rispetto al 2011 con una riduzione del 5,4% dei morti. La mortalità per incidente stradale è uno dei più importanti indicatori di danno indirettamente causato dall'alcol. Il recente studio epidemiologico di ASL Brescia Stato di salute della popolazione (2012) conferma questo dato: tra i giovani con meno di 30 anni, dai 65 decessi del 2000 si è giunti ai 12 del 2012, ben 5 volte di meno. Continua a diminuire in Italia, con un andamento più rapido e consistente rispetto alla media dei paesi europei, il tasso nazionale di mortalità per cirrosi epatica, uno dei più importanti indicatori di danno alcolcorrelato. Il dato è confermato anche, parzialmente, dalle rilevazioni dell'osservatorio Epidemiologico di ASL Brescia che stima il trend della mortalità per epatopatie croniche fortemente e costantemente diminuito nei maschi (13 per 100mila nel 2012) e leggermente nelle femmine (11 per 100mila nel 2012) dal 2000 ad oggi Ufficio Stampa ASL Brescia

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