A cura di: dott. Flavio Chikhani dott. Giuseppe Rolli LA FORMAZIONE ESPERIENZIALE LA METODOLOGIA OUTDOOR

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "A cura di: dott. Flavio Chikhani dott. Giuseppe Rolli LA FORMAZIONE ESPERIENZIALE LA METODOLOGIA OUTDOOR"

Transcript

1 Acuradi: dott.flaviochikhani dott.giusepperolli LAFORMAZIONEESPERIENZIALE E LAMETODOLOGIAOUTDOOR 1

2 INDICE 1 LaFormazioneEsperienziale 1.1Metodologiediapprendimentodell adulto 1.2L aspettopsicologicodell apprendimentodegliadulti 1.3Laresponsabilizzazioneindividualeelafacilitazionenelprocessodiapprendimento 1.4Lamotivazioneadapprendere 1.5Lavalorizzazionedelleesperienzepersonalieprofessionali 1.6Latrasferibilitàdellaformazionealleprestazionilavorative 1.7Ilmodelloandragogicoelemetodologieesperienziali 2 ElementiCaratteristicidiunInterventoOutdoor 2.1MetaphoricExperientialLearning 2.2Sceltaecostruzionedellametaforaformativa 2.3Lasceltadellalocation 2.4Ilgradodistress 2.5Lanaturaelasequenzadeicompiti 2.6Briefing,PlayingeprocessidiDebriefing 2.7Metodologieetecnichedidebriefing 3 LametodologiaOutdoor 3.1OutdoorSmallTechniques OST 3.2CampiOutdoorPreimpostati COP 3.3OutdoorTraining OT 3.4OutdoorManagementTraining OMT 2

3 1Laformazioneesperienziale Nella formazione degli adulti, il detto che s impara a fare, facendo, è alla base delle Experiential Learning. Gli interventi di formazione esperienziale, quindi di apprendimento tramite esperienza, consentono di osservare le attitudini, di sviluppare le capacità e di acquisireomodificaregliatteggiamentiindividuali,presisiasingolarmente,siaincontestidi gruppo. Fare formazione esperienziale vuol dire, progettare e gestire un ambiente fisico ed uno spazio mentale in cui le persone possono interagire liberamente e condividere delle esperienze cognitive, emotive e fisiche, direttamente o analogicamente correlate all apprendimento di conoscenze,capacitàeatteggiamentiutiliperilmiglioramentodelleprestazionilavorative. La formazione esperienziale spinge il discente ad una riflessione critica sui propri assunti, sulle idee, sulle prospettive e sui valori culturali che tradizionalmente influenzano la sua visione del mondo, il suo atteggiamento e quindi, il suo comportamento, aiutandolo ad apprendere ad apprendere. Le persone sono stimolate a fronteggiare l incertezza dell ambiente esterno mediante la propria creatività, tenacia e perseveranza mantenendo sempre la concentrazione sugli obiettivi da perseguire. Il ruolo del formatore, in questo contesto,èquellodelfacilitatorediapprendimento;affiancareildiscentenellaricostruzione delle esperienze vissute, condividere gli elementi postivi e negativi delle dinamiche del processoesperienziale,formalizzare,infine,icomportamentivincentiequellidamigliorare. Laformazioneesperienzialemettealcentrodelprocessodiapprendimentol esperienzareale dell individuo, stimolando la riflessione, la validazione e l interiorizzazione dei modelli cognitiviedeicomportamentiefficaci. Nel realizzare attività didattiche rivolte agli adulti, lo strumento ed il modello esperienziale risultaessereparticolarmenteefficaceinquantoinlineaconquellechesonolenecessitàele peculiaritàdelsoggettoadultocheapprendemesseinlucedalmodelloandragogico. 1.1Metodologiadiapprendimentodell adulto Leparticolariesigenzedell adultocheapprende,hannoportatoallosviluppoedallaadozione diunmodellodefinitoandragogico,articolatosualcunevariabili: L aspettopsicologicodell apprendimentodegliadulti; Laresponsabilizzazioneindividualeelafacilitazionenelprocessodiapprendimento; Lemotivazioniadapprendere; Lavalorizzazionedelleesperienzepersonalieprofessionali; Latrasferibilitàdellaformazionealleprestazionilavorative. 1.2L aspettopsicologicodell apprendimentodegliadulti L adultoèunapersonaconunaconsolidatastrutturadell esperienza,dellaconoscenzaedegli schemimentali;ogniprocessodiapprendimentopassaattraversolacondizionedell errore,e gli adulti, caratterizzati da notevole orgoglio individuale, generalmente subiscono questa condizione in modo personale con ripercussioni negative sull autostima e sulla fiducia nelle propriepossibilità. È compito del docente supportare la partecipazione degli adulti, sia mediante l adozione di uno stile facilitativo e avalutativo, che attraverso la gestione delle relazioni interpersonali e del clima dell aula. Ciò che emerge è che l adulto deve sentirsi psicologicamente al sicuro e libero di pensare e di sbagliare senza il timore di essere ridicolizzato o valutato negativamente. 3

4 1.3 La responsabilizzazione individuale e la facilitazione nel processo di apprendimento Gli adulti sono essenzialmente persone autonome ed, in quanto tali, dovrebbero essere in gradodiregolare,piùomenoautonomamente,lemodalitàeditempidelloroapprendimento; questo perché, tendenzialmente, dotati di maggiore autodisciplina rispetto ai bambini. Per i motivi appena esposti, l adulto dovrebbe essere lasciato libero di determinare autonomamente intensità e ritmo dell apprendimento, ciò è possibile destrutturando l articolazionedeicontenutiformativi,favorendo,facilitandoedaffiancandoildiscenteadulto nell orientamentoversoilpropriopercorso. Ilcoinvolgimentoattivodeldiscenteadultosiottieneinizialmenteconlapresadicoscienza, dapartedellostesso,delpropriofabbisognoformativo;ciòcheilsoggettodeverazionalizzare èperchéhabisognodisapere.unprimopassocheilformatore/facilitatorepuòcompierein questadirezione,èsomministrareuntestall aulaincuisonoraccolteleaspettative,leattesee gliobiettividiapprendimento.ilmassimodellapartecipazioneattivadell adultoavverrebbe se fosse messo in grado di partecipare alla progettazione ed alla pianificazione del proprio processoformativo;ilcoinvolgimentodeldiscentepotrebbeessererichiestoancheinmerito alla scelta delle metodologie di erogazione e degli strumenti di valutazione della propria attivitàdidattica. Èevidentecheleteoriedell apprendimentodegliadultispostanoilbaricentrodelprocessodi apprendimentodaldocentealdiscente,trasformandoilprimoinun facilitatorediprocesso oltrecheovviamente,espertoneicontenutiformativi. 1.4Lemotivazioniadapprendere L apprendimentodegliadultisibasasullamotivazionedell individuonellapartecipazioneal processoformativoerisiedenell interesseenelbeneficioindividualechelapersonasiaspetta ditrarredalcorso. Fondamentale per il docente è individuare immediatamente, sia le attese che gli adulti manifestano nella partecipazione al corso, sia ciò che è rilevante e significativo rispetto a bisogniedesideridiapprendimento;cosìfacendoriesceprontamentearidefinireeriallineare leattesedeipartecipanticongliobiettividellaformazione. 1.5Lavalorizzazionedelleesperienzepersonalieprofessionali Gli adulti sono persone in possesso di un ricco bagaglio di esperienze e conoscenze, alimentatoneglianni;ildocentedeveessereingradodiriconoscereunsimilebackgroundedi saperlovalorizzareedutilizzareaifinidell apprendimento. Essendo presente questo importante bagaglio di conoscenze ed esperienze pregresse, le nuoveinformazionisonocostantementerelazionateconleesperienzepassate;ildocenteper facilitarel apprendimentodeveprestareattenzioneatempiemodalitàdiquestoprocessodi affiancamento e integrazione delle conoscenze, aiutando il discente a focalizzare i punti di connessione, riepilogando costantemente i nuovi passi conoscitivi, valorizzando la valenza applicativaerisolutivaneicontestidilavoro. 1.6Latrasferibilitàdellaformazionealleprestazionilavorative Gli adulti sono persone pragmatiche, per questo nella progettazione occorre progettare ed orientare l attività didattica ad obiettivi di apprendimento strettamente correlati al miglioramentodellaprestazionelavorativa. 4

5 L apprendimento degli adulti deve esaltare continuamente la valenza applicativa e la trasferibilità dei contenuti teorici alla pratica professionale. Per soddisfare il bisogno di immediataapplicazionedelleconoscenzeallaprassireale,ildocentedeve: Valorizzaregliaspettiapplicatividellenuoveconoscenze,mettendoleinrelazionealle esperienzedeidiscenti; Affiancareildiscentenellarealizzazionediunpianodiazionerelativoall applicazione inaziendadelleconoscenzeacquisite; Condividereiprogettipersonalidisviluppoattraversolavoridigruppo; Al termine del corso, supportare il discente nell applicazione delle conoscenze acquisite attraversoprogrammiditutorship,coaching,follow up. Iltrasferimentodell apprendimentoalcontestolavorativoe/opersonale,èilprimosuccesso dell attivitàformativa. 1.7Ilmodelloandragogicoelemetodologieesperienziali Il modello andragogico, dunque, pone al centro del processo di apprendimento dell adulto l esperienza, non solo il recupero di quella passata, ma anche la realizzazione di nuove. La prospettivadim.knowlesevidenziacomel apprendimentodegliadultirichiedaunapproccio metodologico orientato a massimizzare il coinvolgimento dell individuo nell esperienza formativa. Il discente apprende meglio se stimolato in tutte le dimensioni in cui può esprimerelapropriasoggettività:intellettuale,emotivaefisica. Apprendere da e attraverso l esperienza vuol dire ancorare a vissuti psico/emotivi l acquisizione di nuova conoscenza, mediante un attività di riflessione critica. In termini metodologici, si pone grande enfasi sulle modalità attive, sul bilanciamento tra le logiche induttiveededuttivedelprocessodiapprendimento. Lavoraconleesperienzepertantorichiededialternare: Momenti induttivi, di riflessione e valutazione delle esperienze e delle realtà aziendali, alla ricerca di principi di elaborazione, d ipotesi interpretative e di concettualizzazionedell esperienza; Momenti deduttivi,diutilizzodellelogicheedelleregoletrovate,perinterpretarele esperienzepassateepersperimentareepianificarecomportamentifuturi;innescando cosìilpassaggiodallateoriaallapratica. Illavorosulleesperienzeaiutaasvilupparealcunecompetenzetrasversalidiosservazionedi ascolto,dianalisi,dipensierocritico,dipianificazioneedimplementazionedell azione;tutte capacitàdiffusamenterichiestenell attualecontestomanageriale. In sostanza, nella formazione manageriale, non bisogna tanto lavorare sulla modellazione deduttiva del comportamento individuale, quanto sulla riproduzione analogica della complessità degli ambienti aziendali, con attività di formazione che rispecchino le caratteristichedellavoroelecompetenzeadessoassociate;iltuttoconapproccioinduttivo. 2ElementiCaratteristicidiunInterventoOutdoor Primadiillustrarealcunedelletecnicheconcuièpossibilerealizzareinterventidiformazione esperienzialeoutdoor,èopportunounchiarimentoprettamentelinguistico. Perattivitàoutdoors intendonotuttequegliinterventidiformazionecheapplicanomodellidi apprendimentoesperienzialeechesonorealizzatifuoridall aula,all ariaaperta. 5

6 Questo capitolo indaga quelli che possono essere definiti gli elementi imprescindibili di un efficace intervento di formazione esperienziale outdoor. L elemento che coinvolge tutta la progettazionedell esperienzaèlametaforautilizzata.daciòderivalasceltadellalocation,del livellodistressdaconferireallesingoleattivitàelanaturaesequenzadeicompiti. Successivamentepotrannoessereillustratelemetodologierelativealbriefing,alplayingadal debriefing. 2.1MetaphoricExperientialLearning La metafora è una figura linguistica retorica per la quale si attribuisce ad un vocabolo un significato diverso da quello per cui è convenzionalmente inteso, in base ad un rapporto di similitudine. La metafora lavora sulle analogie, sulla sovrapposizione tra la fonte di comparazione e l oggettoanalogo,tenendopresenteperòcheun attivitàimmaginativaèefficaceseitermini comparatinonsianototalmenteviciniodistantinelsignificatofigurato. L utilizzo della metafora nei processi formativi è un potente strumento di strutturazione e potenziamento dell apprendimento, in quanto, riconosce e valorizza il funzionamento del cervello che costruisce continuamente connessioni e associazioni, percependo e ricordando meglioeventinuoviedinusuali. L apprendimentopermetaforapuòrealizzarsi,siatrovandoneesostenendoneunaingradodi contenereeveicolarealmeglioicontenutidellaformazione,siafacendovivereun esperienza reale in un contesto simbolico che riproduca le stesse dinamiche comportamentali dell ambientelavorativo.nellemetaforeesperienziali,illavoroanalogicosibasasulrapporto di somiglianza tra gli elementi costitutivi degli oggetti della comparazione e sulla capacità intuitiva ed immaginativa dei soggetti coinvolti, di interpretare il suddetto rapporto. La sovrapposizioneparzialetraidueambiti,quellometaforicoequelloreale,organizzativo,èin grado di produrre e stimolare significati ed emozioni figurate fortemente impresse nella mentedegliindividui.infatti,l apprendimentoveicolatodall attivitàmetaforicaèingradodi: Rinforzare il ragionamento analogico dei partecipanti, avvicinando contesti apparentementedistintiestimolandonuovimodidipensare; Creareunsignificatocontestualeesocialedell identitàdelgruppo; Stimolareinterminicognitivilacreativitàel immaginazionesociale; Facilitare il cambiamento cognitivo, orientando e guidando il comportamento organizzativonellefasiditransizioneedisviluppo; Raccogliere,elaborare,rinforzare,spiegareediffonderelaconoscenzaesistente. Perquantoriguardagliinterventidiformazioneesperienzialecheutilizzanolametodologia dell outdoorechesonoprogettati,quindi,interminimetaforici,siindividuacomeobiettivodi apprendimento, principalmente, lo sviluppo degli individui e dei gruppi. Le metafore esperienzialistimolano: Lasocializzazioneedilmiglioramentodelclimaaziendale; Losviluppodellafiducia,siaallivellointrafunzionale,cheinterfunzionale; Laconsapevolezzadiséedilcambiamentocomportamentale; Lacollaborazioneelecomunicazioniinterpersonali; Lecapacitàdiactionplanning,goalsetting,problemsolvingedecisionmaking; Lacreazione,lagestioneelosviluppodeigruppidilavoro; Glistilidileadershipnelleorganizzazioni; Lagestionedell incertezzaedelcambiamento; Lagestionedellostress; Losviluppodellacreativitàedell innovazione; 6

7 Lapropensionelacapacitàdiassunzionedelrischio. Le potenzialità formative del sistema appena esposto sono un risultato comunemente raggiunto dalle attività incentrate sul metaphoric experiential learning in quanto le persone sonocalateinuncontestonuovo,concompitioriginaliecompetenzeinusualidametterein campo. Essendo attività incentrate su diverse dimensioni (fisica, psicologica, intellettuale, sociale, ecc.), gli interventi esperienziali producono stimoli diversi e complementari sulle intelligenze multiple degli individui, creando le miglior condizioni per l apprendimento individuale, ognuno in funzione del proprio stile. La formazione esperienziale metaforica supportal apprendimentointutteetreledimensioniincuiètradizionalmentedisaggregato, ossia,cognitivo,affettivoepsicologico. Leattivitàconsentonolosviluppodellecapacitàcognitive,inquanto,esercitanoleoperazioni diconoscenzaecomprensionedelcompitodasvolgere,facilitandoleattivitàdianalisi,sintesi, valutazione ed autovalutazione del lavoro svolto e del processo realizzato. In termini cognitivi, le attività esperienziali sviluppano prevalentemente la conoscenza procedurale e tacitasullemodalità,opportunitàecircostanzediutilizzodellecapacitàpossedute. Dal punto di vista affettivo, l apprendimento sollecitato riguarda la consapevolezza delle proprie emozioni e delle dinamiche psicologiche delle attività svolte; la capacità di discriminarelediversepossibilicause. Nelle esperienze metaforiche, viene evocata un ampia serie di emozioni: paura o ansia di affrontareunasfida,uncompitopercepitocomerischiosoopericoloso;frustrazioneorabbia dinonessereascoltatidalgruppoodinonpoterchiedereautonomiadecisionale;entusiasmo o soddisfazione per il raggiungimento degli obiettivi. Nella progettazione delle attività esperienziali occorre tener presente che la vulnerabilità e l intensità emotiva, sono direttamente correlate al livello di stress, per cui è necessario contenerle per evitare demotivazione e non partecipazione alle attività. Da un altro punto di vista, non bisogno dimenticare che, la dimensione emotiva aiuta a mantenere alta l attenzione ed a far permanerel apprendimentonellungotermine. Diseguitosonoillustratiimomentichecaratterizzanolaprogettazioneelarealizzazionedi uninterventoesperienzialemetaforico: Lasceltaelacostruzionedellametafora; Lasceltadellalocation; Ilgradodistress; Lanaturaelasequenzadeicompiti. 2.2Sceltaecostruzionedellametaforaformativa Nellasceltaenellacostruzionedellametaforaesperienzialeoccorreprogettareun iniziativa ingradodiriprodurrelenecessarieanalogieconl ambientelavorativo,conleregole,lostile dileadership,l atmosfera,ilclimaelaculturaaziendale. Perpoterfarciòènecessariopredisporreedeffettuareun accurataanalisideifabbisognidi apprendimento;lametaforaha,infatti,ilcompitodicostruireconnessionieassociazionitrale attivitàesperenzialiegliobiettividiapprendimento. Percreareunametaforaformativaoccorrefocalizzarsisuicontenutidell iniziativadidattica.il progettista può, inizialmente, individuare una serie di diverse metafore sulle quali sia possibile sviluppare il contenuto, globale o parziale, dell intervento formativo. Successivamentedecideràqualemetaforaimplementareequaleescludere. Sviluppatal ideametaforica,occorredisaggregareanchequestaneisuoielementicostitutivi per confrontarli con quelli degli obiettivi formativi che si vogliono perseguire; questo 7

8 accostamento ha lo scopo di creare, individuare e rafforzare eventuali associazioni, similitudiniconnessionidautilizzareinterminiesperienziali. Per meglio intendere quali siano i passaggi concreti che il progettista di formazione deve percorrere al fine di creare la metafora adatta alla specifica problematica, è opportuno introdurreilcasodiunaipoteticaazienday. Ciòsucuil aziendaydeveinterveniresonoquattroelementi:ilcambiamento,ladiversità, l antagonismo e la scarsa comunicazione interfunzionale. Sintetizzati questi parametri, si affrontaun brainstormingmetaforico conilseguenterisultato: 1. Cambiamento: passaggio, percorso, trasformazione, modificazione, sviluppo, elaborazione,mutazione,pauradell ignoto, 2. Diversità: sesso, sociale, aziendale, identità e storia aziendale, modi di dire, di lavorare,dicomunicaregergotecnico,diversitàdipotere,diredditodistatus, 3. Antagonismo: non collaborazione, competizione, avversità, inimicizia, non comunicazione,antipatia,critichedistruttive,lottedipotere 4. Scarsa comunicazione: disinteresse, deresponsabilizzazione, ostruzionismo, opportunismo,diversità,adverseselection. Obiettiviipoteticidelprocessodisviluppo:miglioramentodelclimaedellacomunicazione. La metafora che deve essere creata ha lo scopo quindi di far apprendere e percepire il processodicambiamentoeintegrazionesenzafarrinnegareilpassatoeleidentitàpregresse. Dal brain storming supponiamo derivi lo spunto per sintetizzare un insieme di parole e concetti rappresentativi della metafora che si deve creare: diversità, percorso, paura dell ignoto,identità,storia,collaborazione. Conquesteparoleinmentesitentadiprogettareuninterventocheuniscametaforicamentela valorizzazione dell identità e della diversità con la necessità della collaborazione. Inoltre, l intervento,dovrebbeessereingradodifarvivereunpercorso,cheprocedessedallestorie, dalleesperienzeaziendali,attraversolapauradell ignotoedarrivasseadunapprodosicuro. Formalizzato il contenuto metaforico del processo esperenziale, attraverso la tecnica delle associazionilibere,siprocedeperassociareleparolechiavesopraindividuateadaltrettante idee;ilrisultatopotrebbeessereilseguente: DIVERSITA : ogni azienda parte da una storia diversa per arrivare la gruppo aziendale; bagaglio culturale, identità storia; nella cultura fluiscono le storie; simboli, miti e valori produconocultura. PERCORSO èuncammino,fattoinsieme,conqualcunoodasoli;unpercorsoconducead unameta;unpercorsoèlastradadiunprogetto;passodopopasso;strada,sentiero. PAURA DELL IGNOTO ignoto è ciò che non si conosce, che non si capisce, che sfugge dai nostrisenti;qualcosaincuiisensisonolimitatiapercepireacomprendere;qualcosacheti avvolgecomeilbuio,l oscurità. IDENTITA, DIVERSITA E COLLABORAZIONE: sebbene diversi, si può collaborare, ma la diversitànonaiutalacollaborazione.l identitàproducediversità;lacollaborazionevuoldire lavorareconqualcuno,maèpossibilelavorareconqualcunoconcuinonsihaquasinullain comune?cosapuòunireduediversità? Le libere associazioni così create, costituiscono la base sulla quale iniziare a sviluppare una seriedimetaforedaporreatemadell intervento.ovviamentetuttelepropostemetaforiche dovevanorisultareanaloghealleideechiaveedalledisgregazioniproposte. 8

9 Laprimametaforapropostaèquelladel fiume.ilconcettodelfiumerichiamaqualcosache proviene da lontano, che trova arricchimento dal suo percorso, nutrendosi di notevoli affluenti, di tante acque provenienti da posti diversi, da terre diverse, mantiene una sua identitàesitrasformainmare. Un seconda proposta è il puzzle. Il puzzle è composto da tanti pezzi, ognuno diverso per forma e colore, ma ognuno necessario per completare il tutto. Il tutto non è niente anche senzasolounodeglielementi;ognipezzohaunpostogiustodoveesserecollocato. Il patchwork,uncompostoditantipezzi,diversiebendistinguibili,dinaturacoloreeforma diversa.asecondadelgustodichilocompone,diventaun unicaopera. Un altra metafora è la casa, questo perché per costruirla è necessario un progetto, delle fondamenta, del lavoro, dei collaudi. L integrazione pianificata di tutti i contributi serve ad erigerelacostruzione. L ultimapropostametaforicaè l arcobaleno,inquanto,compostodatantestriscecolorate, diverse,machecamminanonellastessadirezione,conuninizioedunafine.indicaunpunto diarrivo. Dal punto di vista formativo, strutturare un unica attività che comprende tutte le metafore proposte, renderebbe molto complesse le fasi di debriefing. Per questo motivo si preferisce costituireunprogettoformatodatantepiccoleattività,integrandopiùmetafore,ognunadelle qualipotrebbeinterveniresudiunospecificoaspettorelativoagliobiettivi. Ed è in base alle motivazioni metodologiche appena esposte che, in relazione al caso dell ipotetica azienda Y, si potrebbe decidere di utilizzare la metafora dell orienteering in campagna per poter lavorare sul concetto di strada, di percorso di orientamento, di nuovo sentierodatrovareall internodelcontestochecambia. Proprio perché il concetto di cambiamento è fondamentale in questo caso reale, potrebbe essereefficace,farintraprendereilpercorsodinotte,inquanto,ilbuiosimboleggialapaura dell ignoto. Igruppipartecipantiall orienteeringavrebberotuttipuntidipartenzadiversi,questoservea valorizzarelastoriadiogniaziendaprimadellapartenza.sipotrebbeinoltreproporredifar portarenellozaino,deglioggettirappresentantilapropriaidentitàorganizzativa. Quest ultimo punto ha sia lo scopo di far vivere il peso della storia passata nel processo di cambiamento, processo che nell outdoor è rappresentato dalla camminata notturna, sia l intento di far rielaborare al termine dell intervento, una analisi dei valori delle persone medianteunarappresentazione,unacomposizione,nellospecificoilpatchwork,cheuniscele diversità(i.e.glioggettiportatinellozaino),inun operacomune. Perrinforzareerichiamarecontinuamenteleideologieallabasedell intervento,sipotrebbero farintersecarepiùvoltecompitiegruppi,alloscopodimettereinattounrimescolamentodei gruppi nelle diverse attività rendendo così necessaria, ai fini dei giochi, l aggregazione e l integrazionedellediverseprospettive. Al termine dell intervento si potrebbe far scrivere e mettere in scena, con l ausilio di attori professionisti, la storia dell azienda, dell avventura formativa, e degli avvenimenti goliardici avvenuti durante i tre giorni di formazione. L attività è volta al rafforzamento ed al consolidamentodelleesperienzeeffettuateedellalorovalenzatrasformativa. Ilprogettononsiconcludeconilrientroinsededeipartecipanti,maunmesedopol outdoor si prevede una sessione di follow up arricchita oltre che dalla raccolta dei feedback, da una lezione frontale sulla comunicazione interpersonali e sulle relazioni interfunzionali; la sessioneprevedeovviamentelerestituzionedeifeedbackallacommittenza. 2.3Lasceltadellalocation Nella scelta della location occorre distinguere quelle metafore che richiedono necessariamente un ambientazione outdoor perché basate su attività sportive (rafting, 9

10 canoing, orienteering, ecc.), o su giochi all aperto (caccia al tesoro o soft air), da quelle che possono essere svolte anche in un ambiente interno sufficientemente spazioso. Appare evidentechelasceltadiunaspecificametaforavincolalasceltadellalocation;èunaperditadi tempo progettare un attività centrata su una metafora che necessariamente richiede una locationesternaquandosièconsapevolidinonpoterlaindividuareinbrevetempooquando ladistanza,adesempio,larendenonidoneaaivincolidibudgetdisponibili. Alloscopodiorientareladecisionesullatipologiadiinterventoedilocation,siprendonoin considerazionevantaggiesvantaggidell outdoorexperientialtrainingedell indooradventure training. Lasceltadiunsitoesterno,fuoridallemuradell aula,presentaalcunisvantaggi: L incontrollabilitàdelclima; Lapossibilediscriminazionenell attivitàamaggiorrichiestafisica,dellepersonemeno allenate; Ilmaggiorrischiodidannofisico; Il rischio di spiazzamento delle finalità formative, dovuto al prevaricare della dimensionediavventura. Percontro,lesuddetteattivitàesterne: Promuovonolacreazionedimemoriepermanenti,promuovendol apprendimentoedil richiamosuccessivodelleesperienze. Valorizzano la dimensione reale dell apprendimento, attribuendo un sostanziale elementodinovitàall attivitàformativa. Se l ambientazione avviene in mezzo alla natura, producono benefici psicologici e spiritualicontribuendoalraggiungimentodegliobiettiviformativi. GlistudidiThomashowsottolineanoche,confrontarsiconl ambientenaturaleaiutaadavere dei punti fermi in un mondo in continuo cambiamento, calmando così molte ansie e meccanismididifesa.un esperienzaacontattostrettoconlanaturaèingradodiindurreun forte senso di spiritualità che, sostituendo il contatto con la divinità, calma le paure dell impermanenzadelgenereumano.lamaestosità,l immensitàdiunospettacolonaturale, ricorda all uomo la sua intrinseca debolezza e vulnerabilità, risveglia un senso di umiltà, ridimensionandomanie,ambizioni,setedifamaefortuna.lefrustrazioniedifallimentidella vita quotidiana sembrano in questo modo, meno importanti; tutto ciò predispone meglio le persone alle attività esperienziali permettendogli di aprirsi alla socializzazione ed alla apprendimento. Inquestiterminisembrachelametodologiaoutdoorsial unicasoluzioneaccettabileperun determinato tipo di contenuti formativi anche se la configurazione indoor, non comporta necessariamentelaperditadellacomponente avventura,elementoprivilegiatodell outdoor experientiallearning. Gli interventi di indoor adventure training consentono una progettazione ed uno stretto controllo dei livelli di stress e della percezione del rischio psicologico; inoltre vi è un abbattimentodelrischioderivantedallecondizioniclimaticheedallepossibilidiscriminazioni fisichedeisingolipartecipanti.ciòchel indoormantieneincomuneconlatipologiaoutdoorè lanovitàdelcontestoincuiavvienelaformazione,lesfideindividualiedigruppoacuisiè sottoposti,lapartecipazioneattivaall attivitàdisviluppoedallarisoluzionedeiproblemi. 2.4Ilgradodistress Nellaprogettazionedelleattivitàesperenzialioccorrevalutareilgradodistresscheidiversi interventi potrebbero arrecare ai partecipanti. Un giusto livello di stress produce stimoli 10

11 appropriati, fattori che facilitano l apprendimento ed un adeguato reclutamento nella partecipazionedellepersone;sitrattainquest accezionepositivadieustress. Le metafore esperienziali devono aiutare ad uscire dalla routine, dalla monotonia formativa senza suscitare paura o livelli elevati di ansia. Le paure più frequenti durante un evento di formazione, sono relative alla perdita di immagine di fronte al gruppo a causa di eventuali fallimenti nello svolgimento del compito; contestualmente potrebbe insorgere la paura di perdere il controllo davanti ai propri colleghi e rivelare troppe cose di sé. In questo caso si verificherebbeundistress,ossiaunostressnegativocheandrebbeadestabilizzareilprocesso diapprendimento. Le metafore devono servire per creare un esperienza piacevole ed accattivante, non minacciosaoimposta.l adultoapprendeveramentesoloquandolecosechepercepiscesono vistecomeunmiglioramentoounrafforzamentodellastrutturadisé.qualorasubentrasseil rischiodiunaminaccia,lastrutturapsicologicasiirrigidirebbe,attivandodeimeccanismidi difesacheminerebberol apprendimento. Nonostanteilrischiodicreareattivitàeccessivamentestressanti,unminimolivellodiansiaè necessarioperanimare,risvegliareilsensodisfidaedisuperamentodell ostacolo,unevento problematico,manoninsormontabile. Quandosiprogettauninterventoesperienziale,chesiaindoorooutdoor,nonbisognaesporre i partecipanti a rischi reali, ne fisici, ne tantomeno psicologici. Questo perché non è assolutamenteammissibileinuncontestoformativo,perdeiprogettisti,prendersilalibertàdi esporrelepersonearischi,inoltre,nontutteepersonehannoleconoscenzeelecapacitàper affrontaredeterminateattivitàfisichecherichiederebberounperiododipretraining. Ciòcherendelagestionedelrischiounelementoparticolarmentecriticoinfaseprogettuale,è decideresesiafunzionale,omeno,all apprendimentoindurrelapercezionediunrischioreale ocomunicarneonestamentel assenza. Generalmente, la prassi che si assume in fase di progettazione della metafora è quella di generare un rischio immaginario, percepito, che riesca a sfidare le paure e le ansie, senza invadeesuscitareresistenze.ciòchelametaforedevefare,èemozionare,senzastravolgeree destabilizzare le persone, deve catturare l attenzione e a concentrazione durante l esercizio fisicosenzafartemérelesioniodanniallapropriapersona. Per minimizzare e presidiare meglio i rischi formativi è necessario prestare attenzione ad alcunelineeguidadiprogettazionedegliinterventiesperienziali: Definire un livello di esperienza minima o qualifica tecnica richiesta ai trainer od ai facilitatori; Stabilire la dimensione, minima e massima, dei sottogruppi di partecipanti, per non trovarsinellasituazionedidovergestireunnumeroelevatodipersone; Stabilire se è richiesta un esperienza pregressa specifica ai partecipanti, altrimenti formarliconunpretraining; Definireglistandarddisicurezzadelleattrezzature; Ottenere l approvazione specifica, da parte della committenza, per eventuali attività conrischiopercepito. 2.5Lanaturaelasequenzadeicompiti In molti casi, è importante per il raggiungimento degli obiettivi formativi che ci sia un elementodinovitàrelativoaicompitiedalcontestoambientale. La novità attrae la percezione, l attenzione e la concentrazione individuale, sconvolgendo la ripetitivitàdellastrutturamentaledellepersoneindicendolealpensierolaterale.analizzare le attività ed i processi aziendali, quando si affronta progettualmente questo tema, è fondamentale per trarre importanti spunti di riflessione per meglio definire la proposta formativa. 11

12 Per quanto riguarda la natura delle attività, ad esempio, proporre in forma metaforica un attivitàfamiliareinunambientenoto,puòcomportareilrischiodiriprodurreledinamiche e gli atteggiamenti esistenti, contribuendo al loro consolidamento. Diversamente, invece, proponendo una situazione nuova, con attività apparentemente dissimili e metaforicamente allineate alla cultura ed ai processi aziendali, consente una sfida più efficace alla mentalità esistente. L elementodinovitàdeveavereanchealtrecaratteristicheperessereefficace;ladimensione dell avventura, ad esempio, esprime un ulteriore criterio di progettazione. Questo elemento portaconseilgiustogradodistress,diingaggioemotivoediansiadaprestazionechefacilita erinforzailprocessodiapprendimento. Un altro elemento di progettazione delle attività riguarda il loro grado di complessità, la difficoltàdisvolgimento.richiamandoilconcettodell isomorfismodelleattivitàformativeai contestiaziendali,lacomplessitàdelcompitodeveessereprogettataperrifletterelestrutture manageriali e le modalità di comunicazione che contraddistinguono l organizzazione. Fondamentaleècreareunbilanciamentotralecapacitàpossedutedaidiscentieladifficoltà delletaskpresentatedallametaforaesperienziale.questoèunbilanciamentochedeveessere trovatonecessariamentedalprogettistadiformazione,inquanto,leattivitàtroppocomplesse operlequalinonsiposseggonolecompetenzenecessarie,risultanoesseresolodemotivantie nonpromuovonolosviluppopersonale. Ai gradi di complessità delle attività si vincola anche la sequenza delle stesso; all inizio dell esperienzasaranno,infatti,proposticompitipiùsempliciperpoiarrivareaproblemidi maggiorcomplessitàconilprogrediredell interventoformativo. Poiché l apprendimento avviene con la pratica, rivedendo gli errori commessi, è importante che la sequenza delle attività progettate, oltre ad avere complessità crescente, lavori a rinforzodellecapacitàchesivoglionostimolareedallenare. A questo punto dell analisi e dello studio delle attività metaforiche, è possibile introdurre ulterioridimensioniclassificatorie.èpossibile,infatti,distinguereicompitiinvirtùdelgrado di strutturazione concuivengonopresentati.laformazioneesperienzialeèparticolarmente efficace per problemi poco strutturati, aperti a molteplici soluzioni e metodi risolutivi, con restituzionediunfeedbackapprofondito. La destrutturazione di un problema riproduce metaforicamente la non familiarità del compito,unasituazionediincertezzaambientaleelanecessitàdiunaefficacecomunicazione digruppoperpoterlorisolvere.laprogettazionediinterventiaperti,consentediosservaree raggiungereunamolteplicitàdiobiettividiapprendimento.nelmomentoincuiiformatorie di trainer cogliessero, nell evolversi dell esperienza outdoor, uno o più spunti per rilanciare undibattitovoltoadindagareaspetticomportamentalinonprevistiinfaseprogettuale,hanno la possibilità di indirizzare, durante i briefing intermedi e nel debriefing finale, la rielaborazioneversociòchelaplateadeidiscentisentecomeunargomentorilevante. Un maggior approfondimento all argomento è offerto dall accostamento del grado di destrutturazione del compito con il grado di intensità del feedback; questo sistema offre un importantespuntodiriflessionesullepotenzialitàdegliinterventiesperienziali. Uninterventoesperienzialeconcompitidestrutturatiefeedbackabassaintensitàrischiadi non avere nessuna valenza formativa, un intervento di questo tipo ha un approccio principalmenteludicoerestasolouncontestopersocializzare. La progettazione di attività con compiti strutturati, con un numero di soluzioni limitato, focalizzatisualcunecompetenzespecifiche,harisvoltidifferentiinfunzionedell intensitàdel feedback. 12

13 2.6Briefing,PlayingeProcessidiDebriefing Ogni intervento esperienziale che utilizza la metodologia metaforica richiede una attenta progettazionedellefasidibriefing,ilmomentocheprecedel intervento,ilplaying,ossialo svolgimentodeicompitiedinfineildebriefing,ossialarielaborazionefinale. Briefing: è il momento in cui le persone sono istruite e preparate allo svolgimento dell attività.coerentementeconquantoteorizzatodalmodelloandragogico,ilbriefingserve ad inquadrare ed a spiegare il senso delle attività rispetto agli obiettivi di apprendimento. Durantequestoincontrosonocomunicatigliobiettividelleattività,leregoledelgiocoedella sicurezzaeleeventualiinformazionidaconoscereprimadiintraprenderegliesercizi.ilruolo delformatore,inquestomomento,èquellodifornireleistruzionidell attività,renderlachiara efruibiledatuttiipartecipanti. Durante il briefing possono essere anche attivati dei piccoli esercizi (small techniques), per facilitare la socializzazione ed iniziare a preparare i discenti a quello che sarà il tipo di linguaggio utilizzatodallaformazioneesperienzialemetaforica. Playing: immersi nell ambiente che è stato creato e preparato per la formazione, i discenti partecipano, realizzano e vivono l esperienza. In questa fase il ruolo del trainer o del formatore è quello del facilitatore che, supportato eventualmente da uno psicologo, assiste allo svolgimento dell intervento. Il trainer deve raccogliere osservazioni dirette sulle dinamiche interpersonali, sugli atteggiamenti e sui ruoli emergenti nel gruppo. La raccolta delleosservazionipuòavveniretramiteappositegrigliedianalisisviluppatedaiformatorio tramitevideoripreseofotografie.lacorrettarilevazionedelleosservazionicostituiràlabase sullaqualeincentrareildebriefingfinale. Il ruolo del trainer in questa fase è anche quello di supervisore delle sicurezza durante le attività; ha ovviamente anche il potere e la responsabilità di intervenire di persona ed interromperel esercitazioneincasodirischigraviopericoliperipartecipanti. Debriefing: è il momento in cui si ripercorre il processo per evidenziare le dinamiche interpersonali, i momenti critici, gli errori e le inefficienze nel coordinamento dei diversi operatori;tuttoperrielaborareleazioniinpuntidiapprendimento,opportunitàdisviluppo personaleedigruppo. Il questa fase il ruolo del trainer è quello del facilitatore che supporta i discenti al fine di permettergli di riflettere sull esperienza, sollecitare il confronto delle sensazioni e delle opinioni,dirigereecondurreallaconclusioneglieventualiconflitti.iltrainerdevecondurrela discussione in modo da far emergere ai discenti ciò che è stato osservato durante le esercitazioni. Facendo riferimento alle osservazioni dirette raccolte durante il playing, il trainerdeverestituireilfeedbacksulleosservazioni,facendoloemergereinmodomaieutico; sono i discenti che esprimono un feedback su loro stessi, il trainer li accompagna in questo processodiestrazione. Lo stile dell osservazione e del debriefing dovrebbe essere neutro, avalutativo, orientato all ascoltoedalrispecchiamentodelledinamicheosservate. È opportuno dedicare un approfondimento a quelle che sono le tecniche e le dinamiche che subentranoduranteunasessionedidebriefingalterminediuninterventoesperienziale. 2.7Metodologieetecnichedidebriefing Il debriefing è il momento qualificante e sostanziale di ogni intervento esperienziale metaforico;comelealtrefasi,dovrebbeesserebenprogettatoegestito.èinquestomomento cheilmessaggio,laparabolametaforica,trovariscontroesplicitoconlarealtàprofessionalee personaledeidiscentichehannopresoparteall intervento. 13

14 Non esiste una letteratura consolidata sulle metodologie da applicare od alle quali ispirarsi per progettare e condurre un incontro di debriefing. Si impara a condurli osservando e collaborando al fianco di formatori esperiti. Tuttavia l improvvisazione, anche in questo contesto, non è sempre una soluzione da poter vagliare troppo alla leggera, in quanto, un approccio troppo empirico lascia spazio ad improvvisazioni di ruolo non funzionali all apprendimento. Per i motivi appena esposti, bisogna far riferimento ad alcuni criteri di buon senso che partonodallefinalitàpercuisonocomparsigliincontrididebriefing. Le prime esperienze si fanno risalire a quei momenti, al termine delle campagne militari, in cuiipartecipantieranoconvocatiinunariunionealterminedellamissioneperdescriveree dar conto delle attività, con lo scopo di valutare le responsabilità di ognuno e di stabilire nuovestrategieperilfuturo. Lefinalitàdeldebriefingsipossonocosìriassumere: Raccogliereetrasmettereinformazioni; Verificarelemetodologieusateduranteleattività; Processareedeliminareleconseguenzenegativedelledinamicheinterpersonali; Restituireilfeedbackaipartecipanti; Indurreipartecipantiasperimentarelemetodologieapprese. Il debriefing deve essere progettato tenendo presente il format, le formulazione delle domandeedallocandoilgiustotempoalleinterazioniconipartecipanti. Relativamentealformatdeldebriefingsipuòdecideredi: Discutere le situazioni lavorative in cui è possibile applicare ciò che si è appreso. Durante la rielaborazione dovranno emergere limiti e agevolazioni che si prevede sarannoincontratinell ambienterealeorganizzativo; Discutere in modo collaborativo, neutrale ed avalutativo sulla base delle domande postedalfacilitatore; Elaborare e discutere gli approcci alternativi allo svolgimento delle attività, valutandonevantaggiesvantaggi; Scrivere in un giornale o in un diario collettivo le esperienze vissute, le teorie di riferimentoeleapplicazioniaziendali; Perquantoriguardalagiustaformulazioneesuccessionedelledomande,occorreinnanzitutto conoscere le caratteristiche delle attività; la sequenza delle domande dipende molto dalla tipologiadimetaforautilizzata. In secondo luogo, le domande possono essere orientate e collegate ai quattro stadi dell apprendimento teorizzati e sintetizzati da Kolb; ad ogni stadio sarà possibile associare diversetipologiedidomande. Nellafasedell esperienzaconcreta,ledomandesarannovolteadindagareedafardescrivere l esperienza vissuta, nella fase dell osservazione riflessiva, le domande, invece, indagheranno l osservazione dei comportamenti altrui da parte dei singoli discenti, l osservazione delle dinamichediazione/reazioneedilconfrontoavalutativodelleriflessione.nellaterzafasedel modello di Kolb, la concettualizzazione astratta, il formatore/facilitatore orienterà la discussione al fine di permettere ai discenti di sviluppare ed astrarre dall esperienza, un sistema di regole generalizzabili ed applicabili alle situazioni lavorative. Nell ultima fase, la sperimentazione attiva, il facilitatore segue i discenti nel mettere in pratica i contenuti dell apprendimentonelleesercitazionisuccessive. La variabile tempo, per quanto riguarda i debriefing, non può essere prevista e gestita con eccessiva rigidità da parte dei progettisti. La pratica e l esperienza dei formatori aiuta a prevedere un tempo adeguato alle necessità delle singole esperienze; ciò che deve essere 14

15 tenutodacontoquandosidefinisceiltempodadestinareallarielaborazioneèsicuramentela complessità dell esercizio, l intensità dell attività, la risposta ed il coinvolgimento dei partecipantiedinfineiltipoedilformatdidebriefingscelto. Illustratiglielementichecaratterizzanoildebriefing,èopportunoindividuarequeicriteridi facilitazionecherendonoefficaceevalidoilprocessodirielaborazione. Inprimoluogo,dovrebberoemergeredalladiscussione,leanalogieelesimilitudinipostealla base della costruzione metaforica. È a partire da ciò, che subentra l abilità del facilitatore nell avviare il processo di trasferimento delle esperienze formative alle applicazioni lavorative.comeanticipatoinaperturadiparagrafo,nonesisteunaletteraturadiriferimento chepossasupportareilformatoreinquestaattivitàmaieutica. Laforzadegliinterventiformativiesperienziali,quindianchequellirealizzaticonmetodologie outdoor, è che il discente, a seguito dell esperienza, coglie autonomamente quello che è il messaggioformativoallabasedell attività.lafunzionedelformatoreèquelladelfacilitatore, coluiche,condomandemirate,guidaildiscentefinoafaremergeredalprofondodelvissuto personale i contenuti dell apprendimento che in fase progettuale sono stati posti alla base dellametaforautilizzata. È nella fase di debriefing che si nota come la metodologia esperienziale metaforica sembra esserecostruitaintornoaquellichesonoidettamidelmodelloandragogico. Insecondoluogo,ildebriefingdovrebbeavviareilprocessodirestituzionedelfeedbacksulle dinamicheosservate.supportatodasistemidiraccoltaedanalisideidati,ilfeedbackindicaal gruppoleareedisvilupposuiprincipaliprocessididecisione,comunicazione,collaborazione, pianificazionedelleattivitàebrainstorming. Esisteunaseriediindicazioniprogettualiegestionalichepotenzial usodeldebriefingnelle attivitàesperienziali: Ogniattivitàpropostadovrebbeessereconclusaconunasessionedidebriefing; Il progredire della complessità delle attività dovrebbe essere seguito da debriefing semprepiùapprofonditi,puntualiepersonalizzati; Al termine di ogni attività dovrebbe emergere dalla rielaborazione il modello teorico cognitivosottostanteallaprogettazionedell intervento; Al procedere delle attività e dei debriefing, il facilitatore dovrebbe stimolare una capacità di auto riflessione ed autoapprendimento nel gruppo, limitando il suo interventoallesessionicollettive; Larielaborazioneèopportunochesiasvoltainmomentidellagiornataincuiidiscenti nonsianostanchiodemotivati; Lariflessioneelarevisionedell esperienzaèmaggiormenteefficacesesifocalizzasul processodigruppo,suicomportamentifunzionaliallarisoluzionedeiproblemienon direttamente sul miglioramento delle prestazioni. Riassumendo, nella gestione del debriefing,lostileanagogicoèpreferibileaquellopedagogico. Lariflessionesull esperienzaèmaggiormenteefficacesesupportatadametodistrutturatidi raccolta delle riflessioni individuali e di gruppo. Tra i diversi metodi possibili ci sono i questionari,legrigliediosservazioneedidiaridibordo. Ladifficoltàchespessosiriscontraquandosirealizzanointerventiformativiesperienziali,è che, ciò che viene appreso, non trova applicazione nel contesto aziendale; questo perché la committenzaocomunqueladirigenza,noncredendoalvalorerealedegliinterventisvolticon questametodologia,nonprendeparteallaprogettazionedelpianodisviluppodelpersonale delquell interventoesperienzialedovrebbefarparte. L atmosfera avalutativa e neutrale in cui si dovrebbe svolgere il debriefing è il momento ideale in cui tentare di superare quegli ostacoli che per cultura aziendale e nazionale, o per 15

16 attitudine, limitano, ad esempio, la condivisione delle informazioni, la collaborazione tra colleghi,lacondivisionedellerisorseedegliobiettivi. 3LametodologiaOutdoor Seguonoalcunefralediversemodalitàconcuipuòessereprogettataederogatalaformazione esperienzialeoutdoor. 3.1OutdoorSmallTechniques OST Con questa dicitura si intendono tutte quelle esercitazioni brevi, di minuti circa, condotteall aperto,conl obiettivodifavorirelaconsapevolezzaelosviluppodideterminati comportamentiorganizzativi. Iprincipalivantaggidell OSTsono: l assenzadiattrezzaturecomplesseperl erogazione; ilbassolivellodiorganizzazioneepreparazione; l altaflessibilità. L assenzadiattrezzaturecomplessedagestirefasichequesteattivitàpossanoessereerogate daitrainersenzalasupervisioneditecnici. Lo svolgimento dell esercizio è seguito dalla rielaborazione di quanto accaduto, questi momentisonoseguitiegestitidaiformatorichehannoassistitoall esercitazione;puòcapitare didover congelare momentaneamentel esercizioincorsopersvolgereunbrevemomento diriflessionealfinedicogliereapienoilpotenzialeformativopresentenell attività. Data la semplicità dello strumento OST, la struttura semplice e le regole precise che le caratterizzano, i comportamenti che i partecipanti metto in atto spesso sono facilmente prevedibili entro un limite di possibilità; questo, facilità sicuramente l osservazione, ma allo stessotempolimitagliapprendimentipossibili. Sono talvolta ricompresi nelle OST anche quegli esercizi definiti energizers, possono essere usatidaitrainerincontestidioutdoor,anchesenonhannoobiettivididatticispecifici.queste attivitàhannoloscopodicrearel atmosferagiustatraipresentiefarlisocializzare.innegabile èlaloroapplicazioneefficaceinambientidiapprendimentoapattoperòchenondiventino l elementocaratteristicodellaformazione. LeOSTrappresentanoiltipodiformazioneoutdoorpiùdiffuso,questoèdovuto: albassoimpattoorganizzativoedeconomico; allafacilitàdipreparazioneeconduzione; alla flessibilità organizzativa ed alla possibilità in caso di mal tempo di traslare le attivitàinindoor; la facilità di osservazione (i trainer sanno cosa e dove guardare durante l esercitazione); la possibilità di inserire attività di OST all interno di fiere, congressi o momenti formativitradizionali. Gliobiettivididatticichepossonoessereperseguitiattraversoquestasemplicetecnicasono: Lavorodigruppo; Processicomunicativi; Relazioniinterpersonali; Problemsolving; Sviluppodell attenzioneversol altro. 16

17 Leadership; Dare/riceverefiducia; Membership. Ciòcherendepossibileedefficacel utilizzodiquestametodologiainuncontestofinalizzato all apprendimento è il debriefing. In questa fase si gioca un momento cruciale per l apprendimento,inquanto,èquicheavviene laristrutturazionecognitivadell agireludico. AlcuniesempidiOST Iltuffoneglialtri:aturnoipartecipantisonoinvitatiasaliresuuntavoloounapedanaauno oduemetrid altezzaedandolespallealgrupposilascianocaderenellebracciadeicompagni disposti a formare un tappeto di mani per accoglierlo. Prima di questo momento il gruppo vienepreparatoadisporsiinmodotaledagarantireaccoglienzaesicurezza.iltuffatorepuò essere libero o bendato. Le implicazioni più evidenti di questo esercizio sono il dare ed il ricevere fiducia, il tuffatore si lascia cadere di spalle tra le braccia di persone con cui ha probabilmentesolorapportiprofessionali;c èunaffidamentototaledeltuffatoreallepersone cheloaccolgono.diconversoilgruppoiniziaacostituirsiinquantosentediriceverefiducia dalpartedichisilancia.oltreaquestaprimaimplicaziones iniziaacreareattenzioneverso l atroesiabbattonolebarrierechebloccanolerelazioniinterpersonali,inquanto,ilcontatto fisicotralepersoneèforteed impatto;probabilmenteipartecipantiall attivitànonsierano scambiatipiùdiunastrettadimano. La ragnatela: con delle corde si forma una ragnatela verticale tra due alberi o due pali ben piantatinelterreno.ilgruppoèdispostotuttosullostessolatodelreticolo,hal obiettivodi passare dall altro lato. Si dice al gruppo che le corde della ragnatela sono percorse dall elettricitàpercuièimpossibiletoccarle;qualoraciòaccadesse,ilgrupporiceverebbeuna penalità. Ogni volta che una persona passa per un passaggio della ragnatela, questo diventa interdetto,ossianonpuòpiùessereusatoperl attraversamento. Lasquadradovràquindidecidereegestirecome,einchesequenza,farattraversarelareteai diversi membri del team. Ad esempio, dato che le persone più pesanti saranno difficili da sorreggeredurantel attraversamento,ilteamdovràriservareloroipassaggipiùinbasso;lo stesso,dovrannoprevederedilasciareunpassaggiosempliceperl ultimochepasseràlarete. Inoltre,durantel attraversatadovrannobilanciarelasquadrainmododaavereunapartedel gruppo da entrambi i lati del muro di corde in modo, ad esempio da poter far passare i più leggeriperipassaggipiùalti. Questa semplice attività insinua immediatamente il bisogno del lavoro in gruppo, la risoluzione dei problemi, evidenzia l importanza di una comunicazione efficace (proprio perché il team deve trovare una strategia condivisa per attraversare la ragnatela), e promuoveilsuperamentodellebarriereinterpersonaligrazieallaforteinterazionefisica,di contatto,traipartecipanti. Lafiguracieca:sifannodisporreipartecipantiincerchioevisimettenelmezzounacorda;il gruppohailcompitodiorganizzarsiinmododadisporsilungolacordasecondounaqualsiasi forma geometrica. I partecipanti devono inizialmente decidere la figura che vogliono rappresentare, poi prima di iniziare, vengono tutti bendati. Quando pensano di aver completato la figura possono posare la corda per terra, si tolgono le bende e guardano il risultatodellorolavoro. L attività pone l accento sull importanza del lavoro di team, sulla comunicazione efficace e sulla capacità di organizzare e gestire le operazioni; si sviluppa inoltre un forte senso di membership. 17

18 3.2CampiOutdoorPreimpostati COP I Capi Preimpostati possono raggruppare alcuni diversi tipi di esercitazioni e, come le OST, hanno l obiettivo di stimolare e sviluppare determinati comportamenti organizzativi. Le differenze che sussistono tra i Campi e le Small Techniques sono che, le attività svolte nei primi hanno una durata ben superiore ai secondi, in genere minuti, inoltre i campi hanno bisogno di attrezzature complesse e strumentazioni di supporto che devono essere necessariamente predisposte in anticipo. Per questo motivo spesso sono svolti in campi attrezzati,dovelestrumentazionieleattrezzaturesonogiàdisponibili. Sono attività in genere più sfidanti rispetto alle OST: introducono o rafforzano, rispetto a queste ultime, il concetto che per apprendere occorre uscire dalla sicurezza delle proprie abitudiniconsolidate,la zonadiconfort edentrareinunterrenonuovoo challengezone.il limitepiùevidentediquestametodologiaspecificadioutdoor,èlafortestandardizzazione,la quale, se da un lato riduce la personalizzazione limitando la gamma degli obiettivi didattici perseguibili,diconversopermetteun elevatareplicabilità. Lo svolgimento di ogni esercizio è seguito da uno spazio dedicato alla riflessione su quanto accaduto ed alla rielaborazione delle emozioni che, dato il tipo di esercitazioni, spesso possono anche essere forti; le riflessioni sono seguite dai formatori che hanno assistito all esercizio. Gli obiettivi didattici che possono essere perseguiti utilizzando le esercitazioni in COP sono riconducibiliaitemidi: Lavorodigruppo; Processicomunicativi; Relazioniinterpersonali; Problemsolving; Sviluppodell attenzioneversol altro. Leadership; Dare/riceverefiducia; Membership; Incoraggiareesostenerel altro; Fiduciainsestessi, Andareoltreilimitiapparenti; Raccogliere/gestirelesfide; Consapevolezzadipoterfaredipiùdelprevisto. AlcuniesempidiCOP Convergentibasse:ipartecipantisonodivisiincoppie,ognicoppiasiarrampicasuduepalie parte camminando in equilibrio su una corda tesa. Per aiutarsi a rimanere in equilibrio possonoancorarsiadun altracordatesacomecorrimano.lefunilegateaiduepalidaiquali partonoiduepartecipanti,sonoposizionateacircaduemetrid altezzaecostituisconoledue braccia di una grande Y. Dopo aver percorso in equilibrio un tratto della fune da soli, si incontranoalcentrodella Y.Quidevonodeciderecomeorganizzarsiperpercorrereiltratto di strada che manca, rimanendo tutti e due in equilibrio fino alla piattaforma di arrivo. Scopronocosìcomeriuscirannoamuoversiinequilibrioreciproco.Lasicurezzaègarantitada unacordasospesaallaqualesonoancorateleimbragature. Convergenti alte: l esercizio è lo stesso delle convergenti basse, soltanto che in questa modalità le corde sono fissate ad un altezza di circa sette metri facendo apparire tutto più complesso. 18

19 Muro: i partecipanti sono divisi in piccoli gruppi da tre o quattro persone, ogni gruppo, a turno,devesuperareunmurodilegnoappositamentecostruito.l ostacolopuòesserealtodai due,adiecimetriedessereadinclinazioneregolabilecosìdarenderepiùomenodifficilela scalata. Il muro è sufficientemente largo da permettere una scalata in parallelo di due persone. Seilmuroètroppoaltorispettoallastaturadeipartecipanti,questipossonoaiutarsicondegli appositi appigli presenti sulla parete. Una variante alla scalate prevede che la coppia che approcciaall ostacolosialegatacosìdadoversicoordinarecontinuamenteperottimizzarela sceltadegliappiglipresentisullaparete.durantel eserciziosaràevidenteaipartecipantiche nelle loro mani ci sono gli strumenti per aiutarsi o ostacolarsi. Spetta a loro decidere come comportarsi. Il palo: è un esercitazione utile per far fare l esperienza di come un gruppo può favorire l espansionedellepropriecapacitàindividualiedilsuperamentodeiproprilimiti.l esercizio consistenell arrampicarsiaturnosudiunpaloaltocircadiecimetri,giuntisullacima,salgono suunapiccolapiattaformapresentesullasommitàdelpalo.aquestopuntodevonolanciarsi giù,attaccatiadellecordechesonorettedeitraineredaglialtripartecipanti.lasicurezzaè garantitadall imbragoedalcasco. 3.3OutdoorTraining OT PerOutdoorTrainingsiintendonoqueiprogrammidiformazione,professionaleopersonale, chesiarticolanoinpercorsistrutturatidiesperienzecoinvolgenti,nellequalilepersonesono completamenteimmerse.questeesperienzeutilizzanoilsupportodisituazionireali,concrete edemotivamentedense,insessioniprolungatenellanaturaemettonoipartecipantidifronte aprobleminuoviecomplessipersvilupparedeterminatecompetenzeattraversolacapacità diapprenderedall esperienza.leesperienzediotsonopiùlungheecoinvolgentirispettoalle attivitàdismalltechniquesodicampipreimpostati. Dopolosvolgimentodiogniattivitàipartecipanticonfrontanoiproprivissutifraloroeconi feedbackfornitidaitrainer,chehavissutoeosservatol esperienza. Le rielaborazioni sono più lunghe e complesse di quelle presentate nelle pagine precedenti, durano mediamene anche due ore; sono dei veri e propri debriefing piuttosto che delle rielaborazioni. Iconduttoridiquestiprogrammisonodeiformatoriespertiincomportamentoorganizzativo che generalmente provengono dalla formazione tradizionale in aula ed hanno cercato strumenti innovativi per poter incidere meglio sul comportamento dei discenti; per questi motivi hanno creato ed attivato una rete di relazioni con tecnici di altri settori, tradizionalmentemoltolontanidallaformazione. Gli obiettivi didattici che possono essere perseguiti con attività ed esperienze di OT sono principalmente: Attivazionedinuoveenergieindividualiedigruppo; Sviluppodell iniziativa,dell autonomiaedellafiduciainsestessi; Aumentodellafiducianelgruppo,dellasolidarietàedellacollaborazione; Sviluppodellecompetenzedileadershipedelsensodiresponsabilità; Scopertaorafforzodell importanzadell apportodeglialtri,dellorofeedback,dellaloro cooperazione,dellacoesionedigruppo; Sviluppodelcoraggiodiaffrontarecambiamenti,situazioninuoveepococonosciute; Attivazionediunprocessodiriflessioneevagliodelleproprieesperienzeedeirisultati raggiunti; Accrescimento dell autoconsapevolezza e delle capacità di leggere il proprio comportamento; 19

20 Sviluppodellecapacitàdiascolto,delsensodiosservazioneedellacuriosità; Miglioramentodellecompetenzadicomunicazioneerelazionali; Aumento della tolleranza, della comprensione e della capacità di gestione della diversità; Sviluppodell intelligenzaemotiva. ProgrammadiunpercorsodiOT Unprogrammadooutdoortrainingdura,ingenere,daidueacinquegiorni,lapartecipazione è full time e spesso sono usate anche le ore serali per continuare a lavorare al fine di mantenere la sensazione di essere immersi un contesto totalizzante e non in un esperienza caratterizzatadaeventispot,saltuari. Unprogrammaminimo,tipico,diunpercorsodiOTduratregiorni,peruntotaledicirca24 oredilavoroedècompostoda: Unasessioned apertura; Tre o quattro esperienze di outdoor, ognuna composta dalle sessioni di azione rielaborazioneemodellimentali; Unasessionedichiusura. Ilprogrammainiziageneralmentelaseradelprimogiornodopolacenad accoglienzaconuna sessione plenaria d apertura in cui in genere sono illustrate e condivise le finalità del programmaconirelativiobiettivididattici;èinoltreespostaedillustratalametodologiadiot alfinecheidiscentinecomprendanol utilità.sipresentanolostaffdiconduzioneegliaspetti logistici;aquestopuntoèpossibilerichiedereleaspettativedeipartecipanti,nonsonocosasi aspettanodall esperienza,maanchesensazioni,pensierieperplessità. Nellasessioned aperturasiformanoigruppiesicondividelamodalitàdipartecipazionealle esperienzeoutdoor,leregole,sucosaleesperienzeandrannoalavorareesucosainveceno; siillustralostrumentodeldebriefinginterminidivalore,modalitàeduso. Lasessionesiconcludeconledomandedeipartecipanti. Sec ètempoesiritieneutile,èpossibileeseguireunaopiùsmalltechniquesperpermettere la conoscenza fra i membri, attivare la reciproca fiducia ed avviare processi di autovalutazione. Il secondo giorno si svolgono le esperienze di OT secondo la modalità programmata, generalmentesiprevedeuncompitofisicocheprevedeilsuperamentodiqualcheostacoloo di qualche difficoltà in un ambiente naturale sufficientemente isolato. Ogni esperienza prevede una parte di rielaborazione ed una parte di estrazione dei modelli mentali. La sequenza delle esperienze viene scelta seguendo una progressione di difficoltà fisico/emotivo/cognitivoesecondogliobiettivididatticidaraggiungere.leesperienzesono svolte in gruppi da 6 10 persone condotta da un trainer che vive con loro l esperienza e ne conducelarielaborazione. L esperienza si chiude con una plenaria di chiusura nella quale si procede con una rielaborazioneglobaledelpercorsoeffettuato.inquestafaseavvienel incrociotragliobiettivi e le aspettative espresse nella plenaria d apertura e quanto si è verificati durante i diversi momenti dell esperienza di OT. Compito dei trainer è anche quello di concludere il lavoro facendo emergere dai partecipanti, punti di forza ed aree di miglioramento, sia per ciò che riguardal esperienzaformativa,sial organizzazione,lalogistica,elesoluzioniadottatedalla committenzainaccordocontrainereformatori. Alla chiusura dei lavori sono comunicati gli altri incontri eventualmente previsti per continuareasvilupparel attivitàformativa. LeesperienzediOT 20

DI APPRENDIMENTO: GLI STILI E LE MODALITA DI

DI APPRENDIMENTO: GLI STILI E LE MODALITA DI La progettazione formativa e didattica GLI STILI E LE MODALITA DI DI APPRENDIMENTO: dalle dalle conoscenze alla alla interiorizzazione dei dei comportamenti organizzativi 1 IL IL PERCORSO DELL APPRENDIMENTO

Dettagli

OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 10 OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI AUTOCONTROLLO ATTENZIONE E PARTECIPAZIONE ATTEGGIAMENTO E COMPORTAMENTO

Dettagli

Documento di approfondimento. Valutazione dello stress lavoro correlato e benessere organizzativo nella scuola

Documento di approfondimento. Valutazione dello stress lavoro correlato e benessere organizzativo nella scuola Documento di approfondimento Valutazione dello stress lavoro correlato e benessere organizzativo nella scuola VALUTAZIONE DELLO STRESS LAVORO CORRELATO E BENESSERE ORGANIZZATIVO NELLA SCUOLA Il Decreto

Dettagli

Solo chi ha un apertura visiva diversa vede il mondo in un altro modo

Solo chi ha un apertura visiva diversa vede il mondo in un altro modo Solo chi ha un apertura visiva diversa vede il mondo in un altro modo B. Munari inside INSIDE è specializzata nella trasformazione organizzativa, nello sviluppo e nella valorizzazione del capitale umano

Dettagli

Team Building e Volontariato d impresa

Team Building e Volontariato d impresa Team Building e Volontariato d impresa LE MALATTIE RARE OGNI MINUT0 NEL MONDO NASCONO 10 BAMBINI COME TOMMASO, AFFETTI DA UNA MALATTIA GENETICA RARA. La Formazione di Valore produce VALORE Rebis e Zeta

Dettagli

IL VALORE DELLA COMUNICAZIONE ALL INTERNO DI UN TEAM

IL VALORE DELLA COMUNICAZIONE ALL INTERNO DI UN TEAM Istituto Comprensivo di Villongo Anno scolastico 2010/2011 OGGETTO: IL VALORE DELLA COMUNICAZIONE ALL INTERNO DI UN TEAM A seguito dell appuntamento telefonico con la Prof.ssa Nicoletta Vitali si è delineata

Dettagli

IMPARARE AD IMPARARE DISCIPLINE DI RIFERIMENTO: TUTTE

IMPARARE AD IMPARARE DISCIPLINE DI RIFERIMENTO: TUTTE IMPARARE AD IMPARARE DISCIPLINE DI RIFERIMENTO: TUTTE IMPARARE AD IMPARARE Imparare a imparare è l abilità di perseverare nell, di organizzare il proprio anche mediante una gestione efficace del tempo

Dettagli

IL COLLOQUIO DI ORIENTAMENTO

IL COLLOQUIO DI ORIENTAMENTO IL COLLOQUIO DI ORIENTAMENTO Definizione Le finalità del colloquio Il contesto del colloquio Il ruolo dell orientatore La struttura del colloquio La fase di accoglienza Cenni sugli strumenti 1 Che cos

Dettagli

PROGRAMMAZIONE COMPETENZE CHIAVE DI CITTADINANZA

PROGRAMMAZIONE COMPETENZE CHIAVE DI CITTADINANZA PROGRAMMAZIONE COMPETENZE CHIAVE DI CITTADINANZA COMPETENZA 1 IMPARARE AD IMPARARE Abilità/ Capacità Organizzare il proprio lavoro autonomamente - Rispettare le consegne - Mettere in atto strategie appropriate

Dettagli

Lo Sviluppo delle Capacità

Lo Sviluppo delle Capacità Lo Sviluppo delle Capacità 1 Come elaborare un Piano di sviluppo: premesse e processo 3 2 Appendice A: Una guida per la Diagnosi degli ostacoli 7 3 Appendice B: Una guida per la scelta delle Tecniche 8

Dettagli

Progetto per la valutazione dei comportamenti organizzativi del personale del comparto in Arpa Repertorio

Progetto per la valutazione dei comportamenti organizzativi del personale del comparto in Arpa Repertorio Allegato 1 REVISIONE DEL SISTEMA DI VALUTAZIONE DEL COMPARTO Progetto per la valutazione dei comportamenti organizzativi del personale del comparto in Arpa Repertorio SINTESI DEI COMPORTAMENTI ORGANIZZATIVI

Dettagli

Safety experience. Strumenti, metodologie ed esperienze innovative per la formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Safety experience. Strumenti, metodologie ed esperienze innovative per la formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Formare per aprire le porte Safety experience. Strumenti, metodologie ed esperienze innovative per la formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Safety experience nasce dal lavoro di un team di professionisti

Dettagli

TRAINING. Riservato ad agenti e venditori. (3 giornate intervallate)

TRAINING. Riservato ad agenti e venditori. (3 giornate intervallate) TRAINING Riservato ad agenti e venditori (3 giornate intervallate) 2 1. INTERPRETARE IL PROPRIO RUOLO CON ORGOGLIO, POSITIVITÀ, CREATIVITÀ E CORAGGIO, RAFFORZANDO LA PROPRIA AUTOMOTIVAZIONE AL MIGLIORAMENTO

Dettagli

Gli obiettivi specifici di questa edizione sono:

Gli obiettivi specifici di questa edizione sono: Presentazione La ricerca è parte integrante del ruolo e della responsabilità dell infermiere. Il suo coinvolgimento nella ricerca spazia a diversi livelli, dalla progettazione e conduzione di uno studio

Dettagli

Formare i formatori al tempo della crisi

Formare i formatori al tempo della crisi Settembre 2013, anno VII N. 8 Formare i formatori al tempo della crisi di Giusi Miccoli 1 La situazione della formazione e confronto con l Europa La crisi economica e finanziaria che da alcuni anni colpisce

Dettagli

Adventure Training in Barca a Vela Dossier di presentazione

Adventure Training in Barca a Vela Dossier di presentazione Adventure Training in Barca a Vela Dossier di presentazione V 01 2005 GG Il valore di un idea sta nel metterla in pratica OLYMPOS Group - Via XXV aprile, 40 24030 Brembate di Sopra (BG) Tel. +39 035332111

Dettagli

FORMAZIONE DEI TUTOR AZIENDALI

FORMAZIONE DEI TUTOR AZIENDALI FORMAZIONE DEI TUTOR AZIENDALI L Ebit Ter Lazio offre a tutte le aziende della Regione Lazio la possibilità di formare i propri tutor aziendali, adempiendo così all obbligo di legge e conseguendo la certificazione

Dettagli

APPROFONDIMENTI DI TEORIA E PROGETTAZIONE EDUCATIVA

APPROFONDIMENTI DI TEORIA E PROGETTAZIONE EDUCATIVA APPROFONDIMENTI DI TEORIA E PROGETTAZIONE EDUCATIVA Tiziana Monticone 1 Tiziana Monticone l emergere di un sé e di un identità professionale è il risultato di un rapporto complesso tra: la formazione la

Dettagli

Experiential Training Activity

Experiential Training Activity Experiential Training Activity L EXPERIENTIAL TRAINING ACTIVITY È un modo di fare formazione che va da semplici tecniche all'aperto fino a progetti molto complessi. L Experiential Training Activity è una

Dettagli

Chi Siamo motivazione partecipazione attiva prove esperienziali verificando l apprendimento

Chi Siamo motivazione partecipazione attiva prove esperienziali verificando l apprendimento Chi Siamo ADM Advanced Development of Mind svolge la sua attività nell ambito del Miglioramento Personale, della Formazione Aziendale, della Consulenza e del Coaching. Fondata nel 1997 da Andrea Di Martino,

Dettagli

SCUOLA DI ORGANIZZAZIONE Modello metodologico e metodologie per la formazione Approccio metodologico Il modello formativo messo a punto e utilizzato dalla Scuola di Studi Socio-economici e Organizzativi

Dettagli

Orientamenti pedagogico-didattici per una scuola di qualità Relazione a cura di Monica Barbolini

Orientamenti pedagogico-didattici per una scuola di qualità Relazione a cura di Monica Barbolini Orientamenti pedagogico-didattici per una scuola di qualità Relazione a cura di Monica Barbolini Il processo didattico è un processo di natura relazionale, nel senso che mira a sostenere lo studente nella

Dettagli

Agenda degli incontri

Agenda degli incontri PROGETTO DI FORMAZIONE LEARNING BY DOING Descrizione Percorso Un percorso di formazione per supportare i docenti a formare in modo esplicito le competenze trasversali dei loro allievi. E ormai noto che

Dettagli

METODOLOGIA Scuola dell infanzia La progettazione, l organizzazione e la valorizzazione degli spazi e dei materiali

METODOLOGIA Scuola dell infanzia La progettazione, l organizzazione e la valorizzazione degli spazi e dei materiali METODOLOGIA Scuola dell infanzia La scuola dell infanzia è un luogo ricco di esperienze, scoperte, rapporti, che segnano profondamente la vita di tutti coloro che ogni giorno vi sono coinvolti, infatti

Dettagli

COMPETENZE DI BASE ICF Aggiornamento 2009

COMPETENZE DI BASE ICF Aggiornamento 2009 COMPETENZE DI BASE ICF Aggiornamento 2009 Le 11 competenze di base del coaching sono state sviluppate per permettere una migliore comprensione delle competenze e degli approcci utilizzati nell ambito della

Dettagli

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali LAVORO DI GRUPPO Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali Esistono molti manuali e teorie sulla costituzione di gruppi e sull efficacia del lavoro di gruppo. Un coordinatore dovrebbe tenere

Dettagli

Progettare e valutare per competenze: strumenti e metodi Competenza Agire in modo autonomo e responsabile Costruzione di una rubrica di valutazione

Progettare e valutare per competenze: strumenti e metodi Competenza Agire in modo autonomo e responsabile Costruzione di una rubrica di valutazione Progettare e valutare per competenze: strumenti e metodi Competenza Agire in modo autonomo e responsabile Costruzione di una rubrica di valutazione A cura di Chiara Dicorato Rita Cioffi 19/01/12 Le otto

Dettagli

ELEMENTO CENTRALE È IL RICERCATORE

ELEMENTO CENTRALE È IL RICERCATORE Significa riconoscere che la società e il sociale possono diventare oggetto di ricerca empirica. Si può realizzare essenzialmente attraverso due operazioni: quella concettuale e quella osservativa. È importante

Dettagli

Metodologie didattiche per apprendere competenze

Metodologie didattiche per apprendere competenze Metodologie didattiche per apprendere competenze Amelia Manuti Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione Università di Bari amelia.manuti@uniba.it Obiettivi della giornata Analizzare

Dettagli

LA FORMAZIONE ESPERIENZIALE NELL ATTUALE MERCATO ITALIANO

LA FORMAZIONE ESPERIENZIALE NELL ATTUALE MERCATO ITALIANO LA FORMAZIONE ESPERIENZIALE NELL ATTUALE MERCATO ITALIANO Intervento a Manager informa organizzato da Connecting-managers Milano, 3 marzo 2010 Formazione esperienziale: CARATTERISTICHE Apprendimento olistico

Dettagli

CURRICOLI SCUOLE INFANZIA

CURRICOLI SCUOLE INFANZIA ISTITUTO COMPRENSIVO di PORTO MANTOVANO (MN) Via Monteverdi 46047 PORTO MANTOVANO (MN) tel. 0376 398 781 e-mail: mnic813002@istruzione.it e-mail certificata: mnic813002@pec.istruzione.it sito internet:

Dettagli

PROFILO PROFESSIONALE DI RIFERIMENTO PER I DOCENTI DELLE SCUOLE COMUNALI

PROFILO PROFESSIONALE DI RIFERIMENTO PER I DOCENTI DELLE SCUOLE COMUNALI CISCo Ufficio delle scuole comunali PROFILO PROFESSIONALE DI RIFERIMENTO PER I DOCENTI DELLE SCUOLE COMUNALI Per profilo professionale è intesa la descrizione accurata delle competenze e dei comportamenti

Dettagli

Supervisori che imparano dagli studenti

Supervisori che imparano dagli studenti Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di

Dettagli

Realizzare la valutazione inclusiva

Realizzare la valutazione inclusiva LA VALUTAZIONE NELLE CLASSI COMUNI IT Realizzare la valutazione inclusiva La fase conclusiva del progetto La valutazione nelle classi comuni dell Agenzia ha visto un dibattito e una spiegazione del concetto

Dettagli

PRESENTAZIONE INS. GRILLO TERESA

PRESENTAZIONE INS. GRILLO TERESA SEMINARIO NAZIONALE PER L ACCOMPAGNAMENTO DELLE INDICAZIONI NAZIONALI PER IL CURRICOLO DELLE SCUOLE DELL INFANZIA E DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE ABANO TERME 29-30 MAGGIO 2014 PRESENTAZIONE INS. GRILLO

Dettagli

FONDAMENTI E DIDATTICA DELLE SCIENZE NELLA SCUOLA DELL INFANZIA

FONDAMENTI E DIDATTICA DELLE SCIENZE NELLA SCUOLA DELL INFANZIA FONDAMENTI E DIDATTICA DELLE SCIENZE NELLA SCUOLA DELL INFANZIA giuseppina.rinaudo@unito..rinaudo@unito.itit SFP 2006 - "Introduzione al corso" V. Montel, M. Perosino, G. Rinaudo 1 Impostazione del corso

Dettagli

PROGETTO EDUCATIVO TRIENNALE

PROGETTO EDUCATIVO TRIENNALE Scuole dell infanzia di Baraggiole e Calderara PROGETTO EDUCATIVO TRIENNALE Anni scolastici 2012-13/2014-15 Le scuole dell infanzia dell Istituto Comprensivo T. Croci si pongono come obiettivo, nel corso

Dettagli

Promuovere e valutare competenze nella scuola

Promuovere e valutare competenze nella scuola Promuovere e valutare competenze nella scuola Intervento di Michele Pellerey Sul concetto di competenza in un contesto scolastico Nei documenti della Commissione Europea sulla competenze chiave della cittadinanza

Dettagli

Alternanza scuola e lavoro al Vittorio Veneto un ponte verso il futuro

Alternanza scuola e lavoro al Vittorio Veneto un ponte verso il futuro Alternanza scuola e lavoro al Vittorio Veneto un ponte verso il futuro 1 Laboratorio della conoscenza: scuola e lavoro due culture a confronto per la formazione 14 Novembre 2015 Alternanza scuola e lavoro

Dettagli

Strategie e metodi per un apprendimento efficace

Strategie e metodi per un apprendimento efficace Strategie e metodi per un apprendimento efficace In più di 100 anni, gli psicologi cognitivi dell apprendimento hanno sviluppato parecchie tecniche di studio: alcune accelerano l apprendimento, altre invece

Dettagli

Studio Staff R.U. S.r.l. Consulenti di Direzione REFERENZE AREA FORMAZIONE Nell ambito della propria strategia di crescita, lo Studio Staff R.U. ha da sempre riservato un ruolo importante alle attivitàdi

Dettagli

Lo stile di comando. teoria degli stili comportamentali. teoria contingente. teorie di processo. Corso di E. A. 1

Lo stile di comando. teoria degli stili comportamentali. teoria contingente. teorie di processo. Corso di E. A. 1 Lo stile di comando teoria degli stili comportamentali teoria contingente teorie di processo Corso di E. A. 1 Lo stile di comando La leadership può essere definita come il processo attraverso il quale

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FERRARA Facoltà di Lettere e Filosofia Corso di Laurea in Scienze dell educazione

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FERRARA Facoltà di Lettere e Filosofia Corso di Laurea in Scienze dell educazione UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FERRARA Facoltà di Lettere e Filosofia Corso di Laurea in Scienze dell educazione Seminari metodologici propedeutici al tirocinio A.A. 2009/2010 II seminario: Come si articola

Dettagli

L UOMO L ORGANIZZAZIONE

L UOMO L ORGANIZZAZIONE UNITÀ DIDATTICA 1 L UOMO E L ORGANIZZAZIONE A.A 2007 / 2008 1 PREMESSA Per poter applicare con profitto le norme ISO 9000 è necessario disporre di un bagaglio di conoscenze legate all organizzazione aziendale

Dettagli

LEADERSHIP E COESIONE DI SQUADRA SECONDO I PRINCIPI DELLA METODOLOGIA OPERATIVA

LEADERSHIP E COESIONE DI SQUADRA SECONDO I PRINCIPI DELLA METODOLOGIA OPERATIVA LEADERSHIP E COESIONE DI SQUADRA SECONDO I PRINCIPI DELLA METODOLOGIA OPERATIVA Sul tema della leadership già a partire dai primi anni del novecento sono stati sviluppati diversi studi, che consideravano

Dettagli

FINALITA DELLA SCUOLA DELL INFANZIA

FINALITA DELLA SCUOLA DELL INFANZIA I.C.S. MAREDOLCE FINALITA DELLA SCUOLA DELL INFANZIA La nostra scuola dell Infanzia con la sua identità specifica sotto il profilo pedagogico e metodologico-organizzativo persegue: l acquisizione di capacità

Dettagli

Comunicazione di massa

Comunicazione di massa Persuadere per prevenire: tecniche di comunicazione nelle campagne di prevenzione. Fiorenzo Ranieri 1 Le campagne di prevenzione in Italia sono fortemente condizionate dalla impostazione legislativa. Le

Dettagli

RISOVERE IL SVILUPPARE LE CAPACITÀ DI TEAM WORKING E PROBLEM SOLVING IN GRUPPO

RISOVERE IL SVILUPPARE LE CAPACITÀ DI TEAM WORKING E PROBLEM SOLVING IN GRUPPO Valorizzare competenze, potenziale e motivazione per il successo personale e aziendale RISOVERE IL SVILUPPARE LE CAPACITÀ DI TEAM WORKING E PROBLEM SOLVING IN GRUPPO www.ecfconsulenza.it Percorso Formativo:

Dettagli

LA SICUREZZA E IMPORTANTE

LA SICUREZZA E IMPORTANTE DISC PROFILO VERDE INTRODUZIONE Le persone con un alto profilo comportamentale VERDE preferiscono lavorare all interno di strutture esistenti e collaborare con gli altri. Il VERDE vuole sentirsi sicuro

Dettagli

Per costruire e migliorare il rapporto di collaborazione Scuola /Famiglia

Per costruire e migliorare il rapporto di collaborazione Scuola /Famiglia Istituto Comprensivo - Monte Urano Via Vittorio Alfieri 1 - Monte Urano - prov. Ascoli Piceno - cap.63015 telefono 0734/840605 Fax 0734/840880 Per costruire e migliorare il rapporto di collaborazione Scuola

Dettagli

IL MANAGER COACH: MODA O REQUISITO DI EFFICACIA. Nelle organizzazioni la gestione e lo sviluppo dei collaboratori hanno una importanza fondamentale.

IL MANAGER COACH: MODA O REQUISITO DI EFFICACIA. Nelle organizzazioni la gestione e lo sviluppo dei collaboratori hanno una importanza fondamentale. IL MANAGER COACH: MODA O REQUISITO DI EFFICACIA Nelle organizzazioni la gestione e lo sviluppo dei collaboratori hanno una importanza fondamentale. Gestione e sviluppo richiedono oggi comportamenti diversi

Dettagli

Psicologia dell orientamento scolastico e professionale. Indice

Psicologia dell orientamento scolastico e professionale. Indice INSEGNAMENTO DI PSICOLOGIA DELL ORIENTAMENTO SCOLASTICO E PROFESSIONALE LEZIONE I ORIENTAMENTO E PSICOLOGIA PROF.SSA ANNAMARIA SCHIANO Indice 1 L orientamento: significato e tipologie ---------------------------------------------------------------

Dettagli

Corsi di Team Building

Corsi di Team Building Corsi di Team Building Allegato 1 CIRCOLO IPPICO LA NUOVA CERRINA A.S.D. VIA VITTORIA NENNI, 90 10040 RIVALTA-TO C.F. 95605740018 - P.IVA 10681580014 TEL. 3355652738 3897981030 www.cerrina.it info@cerrina.it

Dettagli

Cittadinanza e Costituzione Le parole, gli strumenti, i percorsi

Cittadinanza e Costituzione Le parole, gli strumenti, i percorsi Cittadinanza e Costituzione Le parole, gli strumenti, i percorsi Un orizzonte di senso Ripensare il curricolo alla luce di Cittadinanza e Costituzione Maria Teresa Ingicco ingiccomt@libero.it Torino 2

Dettagli

Convegno 20 gennaio 2014 Istituto Schiapparelli Gramsci Milano - ASL Pesante -

Convegno 20 gennaio 2014 Istituto Schiapparelli Gramsci Milano - ASL Pesante - ISIS Facchinetti di Castellanza Convegno 20 gennaio 2014 Istituto Schiapparelli Gramsci Milano - ASL Pesante - Finalità ed obiettivi L offerta formativa del nostro istituto, per quanto attiene la formazione

Dettagli

Le undici competenze chiave del coaching secondo ICF

Le undici competenze chiave del coaching secondo ICF Le undici competenze chiave del coaching secondo ICF Le seguenti undici competenze chiave del coaching sono state sviluppate per fornire una maggiore comprensione rispetto alle capacità ed agli approcci

Dettagli

La Formazione come Strumento di Cambiamento per la Persona e l Organizzazione:

La Formazione come Strumento di Cambiamento per la Persona e l Organizzazione: La Formazione come Strumento di Cambiamento per la Persona e l Organizzazione: Esperienze Outdoor e Soft-outdooroutdoor Ad Meliora srl partita iva 074585210 Tel: 06 39754305 - Fax: 06 70474614 - www.admeliora.net

Dettagli

In classe ho un bambino che Sez. Espressività, emozioni e socializzazione

In classe ho un bambino che Sez. Espressività, emozioni e socializzazione Firenze 4/5 febbraio 2011 In classe ho un bambino che Sez. Espressività, emozioni e socializzazione L EDUCAZIONE PROSOCIALE IN ITALIA: INTERVENTI E PROSPETTIVE W W W. P R O S O C I A L I T A. I T I S T

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA S. LEONE IX SESSA AURUNCA (CE) ANNO SCOLASTICO 2012/2013

SCUOLA DELL INFANZIA S. LEONE IX SESSA AURUNCA (CE) ANNO SCOLASTICO 2012/2013 SCUOLA DELL INFANZIA S. LEONE IX SESSA AURUNCA (CE) ANNO SCOLASTICO 2012/2013 Chiunque sia, ovunque si trovi, l uomo vive nel movimento: il suo corpo è un mondo di movimento in sé Il movimento non è verbale

Dettagli

1-BEN-ESSERE DELLA PERSONA

1-BEN-ESSERE DELLA PERSONA AREA SOCIO/AFFETTIVA- SCUOLA PRIMARIA Integrazione tra i lavori di gruppo di settembre (Thouar, Villini, Paganini, Montanella) 1-BEN-ESSERE DELLA PERSONA Competenza personale L alunno è consapevole della

Dettagli

LO PSICOLOGO IN AZIENDA L analisi e la promozione di un buon clima aziendale

LO PSICOLOGO IN AZIENDA L analisi e la promozione di un buon clima aziendale LO PSICOLOGO IN AZIENDA L analisi e la promozione di un buon clima aziendale Associazione DAGUS www.associazionedagus.it associazione.dagus@gmail.com. 1 Lo psicologo in azienda L analisi e la promozione

Dettagli

La cultura della sicurezza nell industria di processo

La cultura della sicurezza nell industria di processo La cultura della sicurezza Corsi avanzati Human Factor Root Cause Analysis Progetto Human Factor per l industria l di La valorizzazione della risorse umane come strumento di miglioramento delle prestazioni

Dettagli

PERCORSO DI FORMAZIONE SUI METODI DI APPRENDIMENTO COOPERATIVO. LABORATORIO PERMANENTE di FORMAZIONE E RICERCA

PERCORSO DI FORMAZIONE SUI METODI DI APPRENDIMENTO COOPERATIVO. LABORATORIO PERMANENTE di FORMAZIONE E RICERCA PERCORSO DI FORMAZIONE SUI METODI DI APPRENDIMENTO COOPERATIVO LABORATORIO PERMANENTE di FORMAZIONE E RICERCA Dr. Andrea Bertucci Psicologo e Dottore di Ricerca in Scienze Cognitive E mail: andrea.bertucci@yahoo.com

Dettagli

TEAM BUILDING BENESSERE ORGANIZZATIVO. Faenza, 12 dicembre 2012

TEAM BUILDING BENESSERE ORGANIZZATIVO. Faenza, 12 dicembre 2012 TEAM BUILDING e BENESSERE ORGANIZZATIVO Faenza, 12 dicembre 2012 Ravenna, 24 gennaio 2013 Lugo, 30 gennaio 2013 Bandini Barbara benessere organizzativo secondo la normativa italiana l insieme dei nuclei

Dettagli

RIMOTIVAZIONE MODELLI E PERCORSI DI CONSULENZA ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

RIMOTIVAZIONE MODELLI E PERCORSI DI CONSULENZA ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE RIMOTIVAZIONE MODELLI E PERCORSI DI CONSULENZA ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE INDICE 1 PREMESSA 5 IL PROGETTO RIMOTIVAZIONE 6 PRIMA PARTE IL CONTESTO TEORICO DI RIFERIMENTO 8 CAPITOLO PRIMO I DIVERSI MODELLI

Dettagli

LE COMPETENZE ESSENZIALI PER IL RUOLO DI COUNSELOR

LE COMPETENZE ESSENZIALI PER IL RUOLO DI COUNSELOR 1 LE COMPETENZE ESSENZIALI PER IL RUOLO DI COUNSELOR 2 LE COMPETENZE ESSENZIALI PER IL RUOLO DI COUNSELOR conoscere 1) CONOSCENZA DEL CAMPO DI APPLICAZIONE 2) CONOSCENZA DELL'ANALISI TRANSAZIONALE 3) CONTRATTUALITAʼ

Dettagli

RETAIL MARKETING & RELAZIONE CON IL CLIENTE

RETAIL MARKETING & RELAZIONE CON IL CLIENTE RETAIL MARKETING & RELAZIONE CON IL CLIENTE La formazione e lo sviluppo ru uno strumento di cambiamento per la persona e l organizzazione Ad Meliora srl partita iva 07458521007 Tel: 06 39754305 - Fax:

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DELL AQUILA DIPARTIMENTO DI SCIENZE UMANE CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA LM / 85 BIS

UNIVERSITA DEGLI STUDI DELL AQUILA DIPARTIMENTO DI SCIENZE UMANE CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA LM / 85 BIS UNIVERSITA DEGLI STUDI DELL AQUILA DIPARTIMENTO DI SCIENZE UMANE CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA LM / 85 BIS PROGETTO DI TIROCINIO L istituzione del nuovo Corso di Laurea in Scienze

Dettagli

L A CONDIVISIONE DEL PROGETTO EDUCATIVO

L A CONDIVISIONE DEL PROGETTO EDUCATIVO L A CONDIVISIONE DEL PROGETTO EDUCATIVO Diagnosi : sindrome da alterazione globale dello sviluppo psicologico. Seguito dall insegnante di sostegno (già dallo scorso anno) per 16 ore settimanali. Inserito

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO DI SAN DANIELE DEL FRIULI CURRICOLO CITTADINANZA E COSTITUZIONE

ISTITUTO COMPRENSIVO DI SAN DANIELE DEL FRIULI CURRICOLO CITTADINANZA E COSTITUZIONE ISTITUTO COMPRENSIVO DI SAN DANIELE DEL FRIULI CURRICOLO CITTADINANZA E COSTITUZIONE MODELLO DI MATRICE ADOTTATA PER LA COSTRUZIONE DEL CURRICOLO CITTADINANZA E COSTITUZIONE Periodo di riferimento Traguardi

Dettagli

CONTRATTO FORMATIVO SCUOLA DELL INFANZIA

CONTRATTO FORMATIVO SCUOLA DELL INFANZIA CONTRATTO FORMATIVO SCUOLA DELL INFANZIA Le nostre scuole dell'infanzia, in continuità con le scelte già espresse nel POF, hanno definito, attraverso una riflessione avvenuta in più incontri tra genitori

Dettagli

IL PROGETTO QUALITA TOTALE 2007-2013

IL PROGETTO QUALITA TOTALE 2007-2013 UNIONE EUROPEA IL PROGETTO QUALITA TOTALE 2007-2013 Sentirsi protagonisti per il successo del progetto MODULO II Strumenti e iniziative per lo sviluppo del progetto 16 luglio 2009 Indice Il percorso nell

Dettagli

Le FINALITA del percorso curricolare all interno della Scuola dell Infanzia sono:

Le FINALITA del percorso curricolare all interno della Scuola dell Infanzia sono: Le FINALITA del percorso curricolare all interno della Scuola dell Infanzia sono: 1. CONSOLIDAMENTO DELL IDENTITA : Imparare a sentirsi bene e a sentirsi sicuri nell affrontare nuove esperienze in un ambiente

Dettagli

MATEMATICA TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE COMUNI A TUTTI GLI INDICATORI

MATEMATICA TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE COMUNI A TUTTI GLI INDICATORI INFANZIA I bambini esplorano continuamente la realtà e imparano a riflettere sulle proprie esperienze descrivendole, rappresentandole, riorganizzandole con diversi criteri. Pongono così le basi per la

Dettagli

AREA human resources. La selezione del personale 3. L assessment e la valutazione del potenziale 4. Gli strumenti 5. L analisi di clima 7

AREA human resources. La selezione del personale 3. L assessment e la valutazione del potenziale 4. Gli strumenti 5. L analisi di clima 7 AREA human resources La selezione del personale 3 L assessment e la valutazione del potenziale 4 Gli strumenti 5 L analisi di clima 7 AREA management & behavioral training La formazione del personale 9

Dettagli

La sinergia tra scuola e territorio è quindi imprescindibile per l integrazione del disabile perchè consente di promuovere ed attivare:

La sinergia tra scuola e territorio è quindi imprescindibile per l integrazione del disabile perchè consente di promuovere ed attivare: DIDATTICA L INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DISABILI La legge 104/92 (legge quadro per l assistenza, l integrazione scolastica ed i diritti alla persona handicappata) ha posto in essere una serie di adempimenti

Dettagli

La Scuola di Formazione del Gruppo Galgano è attiva dal 1962 con formatori di notevole esperienza

La Scuola di Formazione del Gruppo Galgano è attiva dal 1962 con formatori di notevole esperienza La Scuola di Formazione del Gruppo Galgano è attiva dal 1962 con formatori di notevole esperienza Percorso per Responsabili di Unità Organizzative. Da capo a leader: imparare a valorizzare e sviluppare

Dettagli

SCUOLA PRIMARIA STATALE E. ARCULEO PALERMO CURRICULO TRASVERSALE CITTADINANZA E COSTITUZIONE

SCUOLA PRIMARIA STATALE E. ARCULEO PALERMO CURRICULO TRASVERSALE CITTADINANZA E COSTITUZIONE Premessa SCUOLA PRIMARIA STATALE E. ARCULEO PALERMO CURRICULO TRASVERSALE CITTADINANZA E COSTITUZIONE L elaborazione di un curricolo trasversale relativo alla cittadinanza e costituzione nasce dall esigenza

Dettagli

MASTER IN LIFE COACHING

MASTER IN LIFE COACHING MASTER IN LIFE COACHING Master in life coaching abilities ABILITIES 2016 Brain Fitness SRL Via Abbagnano 2 Senigallia, AN +39 392 33 22 000 www.progettocrescere.it/coaching www.brain.fitness coaching@brain.fitness

Dettagli

L EDUCAZIONE AFFETTIVA SESSUALE NELLA SCUOLA PRIMARIA

L EDUCAZIONE AFFETTIVA SESSUALE NELLA SCUOLA PRIMARIA L EDUCAZIONE AFFETTIVA SESSUALE NELLA SCUOLA PRIMARIA FINALITA L educazione all affettività rappresenta per l alunno un percorso di crescita psicologica e di consapevolezza della propria identità personale

Dettagli

LE COMPETENZE-CHIAVE POF 2012

LE COMPETENZE-CHIAVE POF 2012 1 LE COMPETENZE-CHIAVE In ragione delle scelte etiche e pedagogiche operate dal collegio e dai consigli di classe, il Buonarroti ha individuato le competenze chiave necessarie allo sviluppo globale della

Dettagli

Progettare e valutare attività formative aziendali

Progettare e valutare attività formative aziendali Progettare e valutare attività formative aziendali La formazione una leva per: La gestione strategica del personale La crescita della professionalità Lo sviluppo organizzativo 2 Perché accreditare le riunioni

Dettagli

Art. 1 - Oggetto. Oggetto del presente Piano è la progettazione di massima dei corsi per il triennio 2014-2016 e il relativo preventivo economico.

Art. 1 - Oggetto. Oggetto del presente Piano è la progettazione di massima dei corsi per il triennio 2014-2016 e il relativo preventivo economico. PIANO DI FORMAZIONE TRIENNIO 2014-2016 AI SENSI DELLA CONVENZIONE TRA LA SCUOLA NAZIONALE DELL AMMINISTRAZIONE E L AUTORITÀ PER L ENERGIA ELETTRICA E IL GAS Art. 1 - Oggetto Oggetto del presente Piano

Dettagli

CURRICOLO FORMATIVO CONTINUO

CURRICOLO FORMATIVO CONTINUO CURRICOLO FORMATIVO CONTINUO E' un percorso educativo e didattico perseguito nei tre ordini di scuola che rende più organico il lavoro compiuto dai docenti; sono state condivise le mete comuni ed è in

Dettagli

Verso l autosviluppo continuo: l esigenza di nuovi approcci e di nuova strumentazione

Verso l autosviluppo continuo: l esigenza di nuovi approcci e di nuova strumentazione Verso l autosviluppo continuo: l esigenza di nuovi approcci e di nuova strumentazione Riflessioni di Luciano Perego (prima parte) CARATTERISTICHE DELLA MODALITÀ TRADIZIONALE PER LA GESTIONE DELLO SVILUPPO

Dettagli

QUELLO CHE CERCHI C È Il mago di Oz - L. FrankBaum

QUELLO CHE CERCHI C È Il mago di Oz - L. FrankBaum QUELLO CHE CERCHI C È Il mago di Oz - L. FrankBaum Questa storia è stata scelta perché ricca di spunti educativi. Nel periodo dell inserimento ci guiderà DOROTHY che ci aiuterà nella conoscenza delle regole

Dettagli

Istruzioni, indicatori e strumenti di valutazione per i consigli di classe (Allegato 2 Decr MIUR 22 agosto 2007)

Istruzioni, indicatori e strumenti di valutazione per i consigli di classe (Allegato 2 Decr MIUR 22 agosto 2007) ISTITUTO PROFESSIONALE DI STATO PER I SERVIZI COMMERCIALI, TURISTICI, GRAFICI, ALBERGHIERI E SOCIALI L. EINAUDI Istruzioni, indicatori e strumenti di valutazione per i consigli di classe (Allegato 2 Decr

Dettagli

Kiwa Cermet Idea. Corsi di Formazione

Kiwa Cermet Idea. Corsi di Formazione Kiwa Cermet Idea Corsi di Formazione Aggiornamento è Crescita La formazione permette di stimolare e accompagnare, in modo costante, lo sviluppo professionale delle persone, in coerenza con le strategie

Dettagli

Istituto Comprensivo di Iseo a.s. 2014/20145 SCUOLA PRIMARIA Compito Esperto Classi Quinte TITOLO: educazione all'affettività e alla sessualità

Istituto Comprensivo di Iseo a.s. 2014/20145 SCUOLA PRIMARIA Compito Esperto Classi Quinte TITOLO: educazione all'affettività e alla sessualità VALORE DI RIFERIMENTO Istituto Comprensivo di Iseo a.s. 2014/20145 SCUOLA PRIMARIA Compito Esperto Classi Quinte TITOLO: educazione all'affettività e alla sessualità Democrazia, non violenza e pace (società):

Dettagli

Avviso pubblico provinciale Attività formative per apprendisti 2012-2014 Scheda progettuale

Avviso pubblico provinciale Attività formative per apprendisti 2012-2014 Scheda progettuale Descrizione degli strumenti e delle metodologie didattiche Lo sviluppo dell attività di formazione degli apprendisti in termini di competenze di base e trasversali sviluppa il suo percorso attraverso incontri

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO ERASMO DA ROTTERDAM SCUOLA dell'infanzia CISLIANO. Per poter accogliere teneramente... con tutto il tempo necessario...

ISTITUTO COMPRENSIVO ERASMO DA ROTTERDAM SCUOLA dell'infanzia CISLIANO. Per poter accogliere teneramente... con tutto il tempo necessario... ISTITUTO COMPRENSIVO ERASMO DA ROTTERDAM SCUOLA dell'infanzia CISLIANO Per poter accogliere teneramente... con tutto il tempo necessario... per avere lo spazio dove ascoltare le esigenze di ogni bambina

Dettagli

Facciamo Sicurezza. Affrontare in modo coinvolgente, innovativo ed efficace la sfida della sicurezza sul lavoro in coerenza con il Testo Unico

Facciamo Sicurezza. Affrontare in modo coinvolgente, innovativo ed efficace la sfida della sicurezza sul lavoro in coerenza con il Testo Unico Facciamo Sicurezza Affrontare in modo coinvolgente, innovativo ed efficace la sfida della sicurezza sul lavoro in coerenza con il Testo Unico 1 Indice Premessa Finalità e destinatari dell intervento Metodologia

Dettagli

TEAM LEADERSHIP: GESTIRE E VALORIZZARE PERSONE E PROFESSIONALITÀ NELLE PMI

TEAM LEADERSHIP: GESTIRE E VALORIZZARE PERSONE E PROFESSIONALITÀ NELLE PMI TEAM LEADERSHIP: GESTIRE E VALORIZZARE PERSONE E PROFESSIONALITÀ NELLE PMI Corso di Alta Formazione - Innovazione, Finanza e Management per le PMI Premessa La LUM School of Management crede fermamente

Dettagli

APPRENDIMENTO COOPERATIVO E METODO DELLA RICERCA DI GRUPPO. 5.1. La ricerca di gruppo

APPRENDIMENTO COOPERATIVO E METODO DELLA RICERCA DI GRUPPO. 5.1. La ricerca di gruppo APPRENDIMENTO COOPERATIVO E METODO DELLA RICERCA DI GRUPPO. 5.1. La ricerca di gruppo La ricerca di gruppo è un metodo attraverso il quale gli studenti collaborano tra di loro a piccoli gruppi per esaminare

Dettagli

La formazione in promozione della salute: una scommessa nella ASL TO4 Premessa Si pone

La formazione in promozione della salute: una scommessa nella ASL TO4 Premessa Si pone La formazione in promozione della salute: una scommessa nella ASL TO4 Gabriella Bosco, Struttura Semplice Dipartimentale Promozione della Salute ASL TO4, Simonetta Lingua, DoRS Premessa Il Piano Regionale

Dettagli

Progetto educativo per i bambini anticipatari

Progetto educativo per i bambini anticipatari Progetto educativo per i bambini anticipatari PREMESSA La questione dell anticipo deve essere affrontata facendo riferimento a discipline quali la psicologia dello sviluppo, la pedagogia e l organizzazione

Dettagli

PROGETTO STAR BENE INSIEME A SCUOLA

PROGETTO STAR BENE INSIEME A SCUOLA CLASSI PRIME A/B ANNO SCOLASTICO 2014 2015 PROGETTO STAR BENE INSIEME A SCUOLA Premessa Le attuali classi prime sono composte da 44 alunni, 35 dei quali provengono dalla scuola dell Infanzia del quartiere

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO ENEA TALPINO Nembro. Curricolo verticale IMPARARE AD IMPARARE

ISTITUTO COMPRENSIVO ENEA TALPINO Nembro. Curricolo verticale IMPARARE AD IMPARARE ISTITUTO COMPRENSIVO ENEA TALPINO Nembro Curricolo verticale IMPARARE AD IMPARARE 1 CURRICOLO INFANZIA-PRIMARIA-SECONDARIA DI I GRADO IMPARARE A IMPARARE Dal Curricolo Scuola Primaria e Secondaria di I

Dettagli

Il bosco delle sensazioni

Il bosco delle sensazioni Programmazione sezione prima SCUOLA DELL'INFANZIA "VILLA FLAMINIA" A.S. 2015 /2016 Il bosco delle sensazioni INSEGNANTI Maela Avvisati Oriana Riina Tina Iavarone Dimmi e io dimentico Mostrami e io ricordo

Dettagli

"GIOVANE CITTADINANZA: dalla prevenzione verticale alla peer education"

GIOVANE CITTADINANZA: dalla prevenzione verticale alla peer education "GIOVANE CITTADINANZA: dalla prevenzione verticale alla peer education" SISTEMA DI VALUTAZIONE INDICE DEL DOCUMENTO 1. Linee guida per la valutazione.. pag. 2 2. Dimensioni e tempi della valutazione...

Dettagli