HUMAN TRAINING. La moda italiana è la scuola di pensiero mondiale LA RIVISTA DELLA FORMAZIONE PER VALORIZZARE LA CONOSCENZA LE SCHEDE DI HT

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1 HUMAN TRAINING Anno 4 N 15 Maggio Giugno 2011 LA RIVISTA DELLA FORMAZIONE PER VALORIZZARE LA CONOSCENZA Periodicità bimestrale - Poste Italiane Spa - Spedizione in abbonamento postale- D.L. 353/2003 (conv.in L.27/2/2004 n.46) art.1 comma 1 - CNS MI - 8,00 - chf 13 La moda italiana è la scuola di pensiero mondiale RENATO BALESTRA Presidente della Maison Balestra EXPOTRAINING I convegni di Expotraining LE SCHEDE DI HT Time management Difendersi dal mobbing Come gestire i conflitti INTERVISTA presidente di Emuni Joseph Mifsud

2 GRAZIE AI SEMINARI DI POWER TRAINING SONO RIUSCITA A MIGLIORARMI. EDITORIALE LA FORMAZIONE: DA CENERENTOLA A PRINCIPESSA DEL SISTEMA PRODUTTIVO PARLARE IN PUBBLICO Saper fare con successo un discorso di fronte a un uditorio, far accettare le proprie idee durante una riunione, affrontare un intervista televisiva, e dominare le emozioni sono le tipiche caratteristiche di un buon relatore. Queste le principali abilità che si acquisiranno durante il seminario. Quota singola multipla MILANO giugno I SEMINARI DI POWER TRAINING TIME MANAGEMENT Saper coniugare gli impegni professionali, personali e familiari senza generare stress ed ansia. I partecipanti avranno, al termine dei due giorni, tecniche e strumenti per saper gestire il proprio tempo eliminando lo stress e trovando di converso il giusto equilibrio per affrontare i vari impegni o imprevisti. Quota singola multipla MILANO giugno A tutti i partecipanti un omaggio essenziale: l abbonamento annuale a HUMAN TRAINING VUOI UN CONSIGLIO? TI SUGGERISCO DI PARTECIPARE! LA GESTIONE EFFICIENTE DEL TELEFONO Il corretto approccio telefonico da parte di tutti i componenti dell azienda contribuisce a creare una buona immagine dell organizzazione. L impressione che viene vissuta dall interlocutore permane nella sua memoria e lo predispone ad atteggiamenti favorevoli o sfavorevoli nei confronti dell azienda stessa. Il seminario sviluppa l abilità di gestire al meglio la telefonata. Quota singola multipla MILANO 7-8 luglio Di recente sono stato invitato ad un convegno sulla formazione aziendale, il tema di fondo del dibattito andava alla ricerca di una spiegazione: perché le aziende italiane non percepiscono in maniera diffusa e sostanziale il valore aggiunto prodotto dalla formazione. Forse non c è valore da percepire? Oggi, nonostante il cambio generazionale e la diffusione dei sistemi di finanza agevolata (vedi i fondi interprofessionali) si respira un clima di immobilismo o, quanto meno, di relativo pro attivismo a livello imprenditoriale e dirigenziale che penalizza il vantaggio competitivo del Sistema Paese. La formazione non è ancora entrata nel DNA delle aziende e del sistema produttivo italiano. Le cause sono molteplici; in primo luogo la formazione non ha effetti immediatamente misurabili, fatta eccezione delle pratiche di addestramento dove i risultati sono più stimabili e tangibili. Un conto è fare un corso di Office, al termine del quale i discenti sono in grado di eseguire una tabella excel applicabile nell immediato, diverso è fare un corso di leadership, che va ad incidere sulle dinamiche degli atteggiamenti mentali, e dei comportamenti e pertanto mettere a frutto gli insegnamenti appresi richiede molto più tempo. La nostra riflessione deve essere posta sullo sviluppo di una consapevolezza: l importanza strategica della formazione per fronteggiare i cambiamenti epocali e soddisfare le nuove esigenze del mercato. Dopo la sentenza del Tribunale di Torino che ha condannato con pesanti pene i dirigenti della Thyssen Group, le società specializzate nella formazione sulla sicurezza stanno vivendo momenti d oro. Sono impennati gli ordini di corsi specifici che mettono al sicuro i dirigenti in caso di incidenti. Negli anni ottanta, quando per la prima volta in Italia si parlava di corsi sulla sicurezza, le aziende li snobbavano perché non li vedevano diretti ed applicabili con risultati immediati. Oggi toccano con mano o ancora meglio con il codice penale ed il portafoglio il valore della formazione in ambito di sicurezza. Partiamo da un altro presupposto: chi non esegue corsi sulla sicurezza, si trova comunque a dover fare i conti con delle azioni coercitive regolamentate da apposite leggi che impongono severe condanne. A tal punto sarebbe sufficiente rendere obbligatoria la pratica formativa. Risultato: fatta la legge trovato l inganno. Rimanendo sempre in tema di sicurezza, prendiamo come esempio le azioni positive sullo stress correlato: oggi le aziende, o quantomeno i formatori preferiscono limitarsi alla somministrazione di questionari per mettersi a posto sotto il profilo normativo. Quindi, se la formazione non è apprezzata come supporto alle strategie aziendali vi è da chiedersi: cosa fanno gli operatori o ancora meglio cosa fa il sistema della formazione per educare il sistema economico e produttivo ad includere nelle priorità aziendali lo sviluppo delle competenze? Risposta: non si vedono degli effetti apprezzabili - per dirla diplomaticamente. Credo che stiamo attraversando un periodo di confusione endemica e di crisi d identità. Non si scorge l alba, il cui sorgere del sole sia il preludio di una nuova era di cambiamento. Oggi il sistema paga lo scotto che non è stato regolamentato, tanto per intenderci nessuno in Italia conosce quante società, accreditate e non, sono presenti. Vi pare normale? O ancora meglio, si è notato un cambiamento, al di là dei blandi tentativi di accreditare gli enti di formazione, fatti dalle Regioni o da qualche fondo interprofessionale? Concludendo ritengo che dobbiamo prendere il toro dalle corna altrimenti rischiamo di essere incornati. Occorre avviare un periodo di riforme che mirino a qualificare gli operatori ed a sensibilizzare le imprese sull inestimabile valore del capitale, intangibile, della vera formazione. Carlo Barberis PER INFORMAZIONI TELEFONA ALLO HT

3 HUMAN TRAINING EDITORIALE 3 La formazione: da cenerentola a principessa del sistema produttivo. COVER STORY 6 Moda italiana e formazione: unite per il made in Italy. Come la pensa Renato Balestra? INTERVISTE 10 Formazione e strumenti di finanziamento. Il parere di un esperto. 13 Ceriani Group, una storia da leader. 16 Emuni: il mondo nuovo dei talenti universitari nel Bacino Euromediterraneo. SPECIALE FIERA 21 Expo Training. FOCUS 24 Il mediatore civile: protagonista del sistema giudiziario. 27 Il turismo, una grande opportunità da potenziare. 31 L Italia scommette sul coaching. LINGUE 34 An introduction to chinese business. Culture and practices. LE SCHEDE DI HT 36 Time Management. Azioni positive per conciliare tempi di vita e di lavoro. 44 Difendersi dal mobbing si può: ecco come fare. 51 Come riconoscere e gestire i conflitti. L OPINIONE DI D.lgs 231 ed Enti di formazione che lavorano con finanziamenti pubblici: ma a cosa serve attrezzarsi? 58 L energia etica vettore di sviluppo sostenibile. 60 Ben arrivata mediazione. 62 Con l arte motivi le risorse umane e diventi socialmente responsabile. INTERNAZIONALE 64 Viva la legge di Murphy! 65 I tre punti imperativi per diventare un grande dirigente. CONTROEDITORIALE 66 Assalto alla diligenza della formazione. 4 - HT Anno 4 N 15 Maggio Giugno 2011 LA RIVISTA DELLA FORMAZIONE PER VALORIZZARE LA CONOSCENZA Sommario Balestra pag. 6 Petrarolo pag. 13 Colombo pag. 60 Errata Corrige: Nell'intervista a Giorgio Bassini di MAXWORK, apparsa sul n 14 viene citato il costo orario di 7,8 euro - ovviamente è un puro errore di battitura poichè il il dott. Bassini ha affermato 17,18 euro ore. La redazione si scusa per l'errore. HT HUMAN TRAINING Direttore Responsabile: Carlo Barberis Direttore editoriale: Vittorio Baroffio Collaboratori: S. Airoldi, M. Alvisi, A. Auriemma, E. Avanzi, A. Baldi, M. R. Barberis, M. Campi, A. Campiotti, M. D. Castejon, M. Cinque, C. Colombo, C. De Masi, A. Diotallevi, M. Soriani Bellavista, P. Favarano, M. Filippis, T. Greco, C. Osnago Gadda, A. Passerini, G. Robilotta, G. P. Rossi, F. Sala, G. Rovesti Segreteria di redazione: Michela Corradin Realizzazione grafica: studio Slash - Milano Pubblicità: Tel HT Human Training è pubblicato da C.R.I.S.O.F. S.c.a.r.l Milano Via Olmetto, 5 Tel Fax e mail sito: Stampa: Graphic World srl Via Cristoforo Colombo, Melzo (MI) Registrazione tribunale di Milano N 48 del 23/01/08 Costo copia 8,00 - Abbonamento annuo Italia 40,00, abbonamento Estero 60,00 versare l importo mediante bonifico bancario presso Banca Popolare d Intra Codice IBAN IT 29 AO , oppure inviare assegno presso la sede della rivista. L abbonamento sarà attivo dal momento di ricevimento del pagamento e può decorrere da qualsiasi periodo. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte della rivista può essere riprodotta in qualsiasi forma o rielaborata con l uso di sistemi elettronici, o riprodotta, o diffusa, senza l autorizzazione scritta dell editore. Manoscritti e foto, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. Non sai che strada prendere? T quanta.com

4 COVER STORY di Carlo Barberis MODA ITALIANA E FORMAZIONE: UNITE PER IL MADE IN ITALY COME LA PENSA RENATO BALESTRA? Puntare all'accellenza attraverso la formazione. Nella moda italiana si respira aria di ottimismo. Dopo la flessione del 15% registrata nel 2009, l industria del fashion system nel 2010 ha recuperato del 6.5% il gap rispetto al 2007 e nel 2011 si prevede un ulteriore miglioramento. Il made in Italy, fattore trainante dell economia, avanza e salva le aziende. A sostenerlo sono gli esiti della ricerca ISPO commissionata dalla Camera Nazionale della Moda, in cui emerge, tra l altro, che il 68% degli italiani si dichiara fedele al made in Italy, perché nutre fiducia nei materiali utilizzati. Prima di acquistare un capo, la maggioranza degli intervistati afferma di controllare sull etichetta il paese di produzione. Non piace la qualità dei tessuti fabbricati in Cina, ritenuti tossici. Gli italiani oltre ad essere nazionalisti negli acquisti sono attenti alle tendenze e considerano l abbigliamento molto importante nella vita sociale. In particolare, il 60% della popolazione ritiene la moda uno strumento di relazione, un mezzo per presentarsi agli altri e piacere. Uomini e donne (42%) sono disposti a spendere una quota mensile base di 200 Euro ed il budget è destinato a salire in caso di eventi importanti. Moda e made in Italy si contraddistinguono per l eccellenza produttiva, ma le imprese devono accrescere idee e creatività nelle collezioni, perché la concorrenza del fast fashion e la domanda dei consumatori lasciano poco spazio a sprechi ed errori. Nel nostro Paese, così come in gran parte dell Europa moderna, vi è una enorme presenza di piccole e medie imprese che si occupano di moda. Esse si trovano a dover competere su mercati globali e devono far fronte ad una serie di problematiche legate a diversi fattori sia interni sia esterni, quali: il proprio assetto imprenditoriale-manageriale, il sistema finanziario, l inadeguatezza nel saper cogliere le opportunità, comprese quelle messe a disposizione da vari organismi istituzionali. Non esiste più la visione di mercato locale. Oggi la cultura d impresa è calata in un ambiente senza confini che si evolve giorno dopo giorno. Ma come si fa a stare al passo con i tempi in continua evoluzione? Ciò è possibile grazie al contributo della formazione. Solo le aziende strategicamente gestite ed organizzate sanno effettuare uno screening globale build up che permetta di individuare le aree a maggiore attrazione funzionale e uno screening breaking down che permetta di selezionare effettivamente quei Paesi a maggiore profittabilità. Non solo. Studiare in una scuola di moda in Italia è un buon punto di partenza, ma non basta. Per essere all avanguardia con le tendenze, sotto ogni punto di vista, occorre essere soprattutto aggiornati. Ciò vale per tutte le figure professionali che gravitano nel campo della moda: dallo stilista al modellista, dall esperto marketing o di organizzatore di eventi, fino alle professioni più innovative, come quelle del personal shopper o del cool hunter. Ci vuole formazione, tanta formazione per valorizzare i giovani talenti, incoraggiare e favorire le eccellenze, per competere sui mercati internazionali. Dopo gli ottimi successi raggiunti dagli stilisti di prima generazione che hanno fatto grande il made in Italy in tutto il mondo, ora urge un ricambio generazionale preparato che sappia distinguersi ed affermarsi. Per citare una frase di Paolo II: la nostra identità non può prescindere dal buongusto; la nostra passione per la bellezza, per la cultura come per la moda e quant altro è qualcosa che è nata per rimanere scritta nel nostro DNA nazionale. «Il settore della Moda è cresciuto molto grazie alla qualificazione delle risorse umane.» 6 - HT 7 - HT

5 COVER STORY «È importante seguire con dedizione e calore i collaboratori nella loro evoluzione professionale. Senza l estero e la capacità della persone non si va da nessuna parte.» Per cogliere il punto di vista di uno dei protagonisti della Moda Italiana Human Training ha intervistato in esclusiva sull'argomento Renato Balestra. Dr. Balestra ci vuole raccontare come nasce la sua azienda? È stata una scommessa tra amici ad avvicinarmi alla moda. Per gioco disegnai un modello che, a mia insaputa, fu spedito a Milano. Venne molto apprezzato e ricevetti il sorprendente invito di collaborare ad una collezione di Alta Moda e da allora è diventata la mia professione. Quali sono i piani di sviluppo per i prossimi anni? La Maison Renato Balestra è presente nel mercato con 28 linee che spaziano dalla collezione uomo, alla pelletteria uomo/ donna, cerimonia donna/uomo, articoli per la casa, profumeria/cosmetica ecc. L'incremento della numerica delle linee, della qualità e l'espansione nei mercati esteri rappresenta sicuramente il nostro piano di sviluppo principale. Che importanza hanno le risorse umane nella sua azienda? La struttura della nostra azienda offre da sempre segni tangibili di valorizzazione delle risorse umane. È importante seguire con dedizione e calore i collaboratori nella loro evoluzione professionale. Senza l estero e la capacità della persone non si va da nessuna parte. Cosa fate in termini di formazione e quali progetti state avviando? La formazione viene curata attraverso l'impiego costante di stagisti che vengono seguiti dal personale dipendente dell'atelier, negli aspetti tecnici e formativi. Quali competenze ritenete indispensabile per la vostra realtà? Nella nostra realtà le competenze devono necessariamente rispettare il contesto socio-culturale in cui siamo inseriti. È di fondamentale importanza conoscere l'evoluzione della società, i movimenti di mercato, gli aspetti finanziari, ma soprattutto gusti e tendenze in proiezione futura. Da qui crescono le esigenze di qualità e competenza dell'ufficio stile, della progettazione, delle pubbliche relazioni attraverso una serie di attività di marketing esterne ad esempio: interviste, fashion show. La moda è un settore complesso, quali professionalità devono essere sviluppate? Il mantenimento del nostro standard qualitativo passa attraverso la formazione artigianale, la ricerca merceologica e sartoriale e non per ultima la formazione di "tagliatrici" e "premiere", figure che garantiscono l'hand MADE, prerogativa questa del segmento Lusso. La moda italiana è una scuola di pensiero mondiale e Lei è uno degli autori. Che cosa sta facendo il settore al fine di trasmettere le buone prassi alle nuove generazioni? Ritengo che in questo momento ci sia un fenomeno di sufficienza e lentezza burocratica con cui viene gestito il patrimonio culturale e finanziario dell'alta Moda, quindi una grossa lacuna che frena la crescita delle nuove generazioni. Pertanto diviene fondamentale, al fine di creare un forte vantaggio competitivo del settore, attivare un forte impulso per creare realtà formative che sappiano, in primo luogo, interpretare specificatamente le esigenze dei fabbisogni formativi del settore in modo tale da progettare ed erogre percorsi formativi costruiti sulle buone prassi. CHI È RENATO BALESTRA? Renato Balestra è nato a Trieste da una famiglia di architetti ed ingegneri. Di estrazione tipicamente Mitteleuropea è stato avviato agli studi di ingegneria civile. Fin dall infanzia ha però coltivato le sue inclinazioni artistiche sia nella pittura che nello studio della musica dedicando al pianoforte diverse ore della giornata. Anche ora è un appassionato cultore e conoscitore di musica classica ed operistica. Giunto all ultimo anno di ingegneria non si era mai occupato di moda e soltanto una scommessa tra amici lo ha spinto a disegnare un modello. Il disegno fu così apprezzato che, a sua insaputa, venne spedito a Milano, dove ricevette il sorprendente invito di collaborare ad una collezione di Alta Moda. Si può ben dire che non è stato Renato Balestra a scegliere la Moda ma è stata la Moda a scegliere Renato Balestra: da Milano il salto a Roma fu breve. Per alcuni anni egli ha disegnato per il teatro, il cinema e, naturalmente per la Moda; il successo è arrivato con le prime collezioni firmate, che hanno segnato la sua strada. Da Via Sistina, sede della Casa Balestra, ha spiccato il volo verso una notorietà internazionale, verso lo sviluppo e la creazione di svariate attività. Oggi l atelier Balestra disegna e firma circa una trentina di linee che vanno da differenti collezioni di Ready to Wear ad una linea completa di Moda- Uomo e varie linee di accessori. Tra le sue clienti ci sono nomi prestigiosi di ogni parte del mondo: l imperatrice Farah Diba, la famiglia reale di Thailandia, le First Ladies delle Filippine e dell Egitto, le Principesse Saudite, i grandi nomi del Jet-set internazionale e attrici famose. Renato Balestra ha realizzato inoltre le divise per le linee aeree Filippine ed ha firmato quelle per le hostess dell Alitalia. Ha disegnato i costumi per varie rappresentazioni teatrali; ultimamente ha collaborato con il Teatro dell Opera di Belgrado, producendo gli abiti della Cenerentola di Rossini, e con il Teatro Verdi di Trieste in occasione dell apertura della stagione lirica. I costumi creati da Renato Balestra per il Cavaliere della Rosa di Strauss hanno riscosso un enorme consenso di critica e pubblico. Di sua realizzazione sono altresì i costumi per il Musical Cinderella prodotto dalla Broadway-Asia Entertainment con un tour mondiale che toccherà le maggiori città asiatiche fino ad arrivare in U.S.A. Non è solo la Moda ad interessare Renato Balestra; il suo spirito eclettico lo ha portato ad occuparsi anche di televisione: partecipa ad un programma su RAI 1 del sabato sera Rosa Chic, è protagonista della trasmissione Chiambretti c è in onda su RAI 2 per tre sere a settimana e prende parte, come inviato speciale, alla trasmissione I Raccomandati in onda ogni Venerdì in prima serata su RAI 1. Si è accostato inoltre alla letteratura scrivendo un libro per la casa editrice Rusconi dal titolo Alla ricerca dello stile perduto che ha avuto due premi letterari. Sportivo, amante dei viaggi, pensa che la più grande scuola di vita sia conoscere Paesi, culture e popoli delle più diverse latitudini cercando di scoprire modi di vivere, filosofie, costumi e religioni. Renato Balestra nel corso dei vari anni è stato invitato a presentare le Sue collezioni in tutto il mondo riscuotendo un grande successo internazionale e ricevendo prestigiosi premi in riconoscimento del Suo talento. A Pechino ha avuto il grande onore di essere insignito del titolo di Professore onorario dell Accademia della Moda. La Moda Italiana è una scuola di pensiero Mondiale. 8 - HT 9 - HT

6 INTERVISTA FORMAZIONE E STRUMENTI DI FINANZIAMENTO IL PARERE DI UN ESPERTO di M.R.B. a formazione ha un ruolo strate- per le aziende, formare si- Lgico gnifica trasmettere il proprio know-how ai dipendenti e migliorare le capacità produttive. Le aziende italiane sanno che l eccellenza può significare il rialzo del fatturato ed hanno cercato di limitare i licenziamenti proprio per non disperdere il bagaglio di conoscenze acquisite negli anni con la formazione, spesso attuata in virtù al contributo di Regioni e Governo. Per essere competitive devono migliorare l efficienza organizzativa, saper gestire le nuove opportunità, sviluppare le strategie che consentono di crescere in un mercato sempre più difficile. Non sempre sono conoscenze innate, spesso sono abilità che si apprendono dopo percorsi formativi. In particolare la formazione manageriale più che una scelta è un obbligo per affrontare le sfide in modo vincente. Non si possono applicare vecchi schemi a nuovi modelli, si rischia di non capire a che gioco si gioca e di farsi soffiare gli affari da altri più veloci. A tal proposito Human Training ha intervistato Carlo Capria, esperto di finanziamenti del Ministero delle Attività Produttive. Dr. Capria quali sono gli strumenti di finanziamento per lo sviluppo ed il sostegno delle attività produttive? In quest epoca di crisi economica e internazionale l Italia è impegnata ad uscire al più presto dalla situazione difficile in cui versa. Il nostro sistema produttivo si basa sulle PMI, quasi 5 milioni di aziende operanti sul nostro territorio, di cui il 99% sono piccole e medie imprese, considerando che il serbatoio delle piccole viene alimentato dalle micro, con un rapporto di inoccupati pari al 31,4%. La nostra economia sta compiendo un passaggio importante nell era della globalizzazione: dall internazionalizzazione commerciale basata sull export a quella produttiva basata su una più stabile presenza nei principali mercati. L export è in netta ripresa e siamo tra i primi 8 Paesi esportatori al mondo. Vorrei precisare che l'alta moda ha un export di 26 miliardi di euro ed il settore agro-alimentare è in forte crescita. Sono dati non straordinari, ma incoraggianti vista la situazione del made in Italy; in effetti noi abbiamo in Cina il + 21%, in India il + 50%, in Brasile + 30%, in Turchia + 28%. Il Governo e le Istituzioni hanno un ruolo molto importante di supporto e di stimolo all economia, il programma emanato dal Ministero dello Sviluppo Economico fino al 2015 stabilisce le linee strategiche per lo sviluppo e la competitività del sistema produttivo italiano futuro. I fondi di garanzia hanno allentato la forza di questi ultimi mesi esercitata dal credito, intervenendo a sostegno di 80 mila aziende con finanziamenti per oltre 6 7 miliardi di Euro. Ovviamente anche le banche devono assicurare il loro sostegno all internazionalizzazione dei Paesi emergenti. Esiste il programma made in Italy: sono 104 i progetti aventi il finanziamento del bando sulle nuove tecnologie per il Made in Italy, con l inserimento molto importante dell agro-alimentare. Esso rientra nell elenco delle famose 4 A che portano avanti il sistema produttivo italiano: l Alta moda, l Automotive, l agro-alimentare, l arte e la cultura, con il turismo e i beni culturali. Mediante il coinvolgimento dell agroalimentare abbiamo raggiunto un investimento complessivo di circa 638 milioni di euro, che sono stati incrementati dagli iniziali 190/280. Che cosa è il progetto Small Business Act? Il progetto ha lo scopo di valorizzare e rilanciare le piccole imprese ed è stato istituito al Ministero delle Attività Produttive per discutere e varare le riforme necessarie alle PMI, dal credito al fisco, al settore amministrativo. La responsabilità è in primis di natura individuale e l insieme di tante responsabilità individuali crea quella collettiva. Quando le imprese collaborano con le istituzioni e le organizzazioni nella costruzione condivisa si affrontano i periodi di crisi, migliorano le performance economicofinanziarie e la competitività, vengono rafforzati i legami con la comunità ed il territorio. Come è possibile strutturare una riforma sugli incentivi? Bisogna pensare non più ad un insieme di leggi, ma un testo unico. Ciò significa che, rispetto al passato, assume un ruolo fondamentale la richiesta del privato al finanziamento delle iniziative. L intervento finanziario pubblico viene a costituire una leva di integrazione agli investimenti privati, secondo una rigorosa logica sussidiaria. Tutte le risorse finanziarie attribuite per agevolare le imprese dovrebbero confluire in un fondo unico, che nuovamente verrebbe ripartito dal Ministero in relazione ai bisogni specifici. Si potrebbe prevedere la costituzione di fondi presso le Banche con l intervento finanziario della cassa deposito crediti per la concessione dei finanziamenti agevolati. Spesso accade che taluni fondi non si conoscono e pertanto non vengono utilizzati. Cosa fare? A questo proposito farei cenno al piano PON - Piano Programmi Operativi Nazionali - dove nel periodo sono stati assegnati 236 miliardi, di cui soltanto 3 mi- «Le imprese collaborano con le istituzioni e le organizzazioni affrontano i periodi di crisi, migliorano le performance economicofinanziarie.» 10 - HT 11 - HT

7 INTERVISTA CERIANI GROUP UNA STORIA DA LEADER Puntare sugli uomini per consolidare l'azienda. Intervista a Biagio Petrarolo, Amministratore Delegato di Ceriani Group. «Se i fondi non si utilizzano si rischia di doverli restituire all Unione Europea.» liardi sono stati utilizzati nel 2007 e siamo già nel Abbiamo perso un sacco di tempo. Le uniche Regioni che hanno speso un po di questi soldi sono la Basilicata e la Campania. Sicilia, Puglia e Calabria, pur avendo a disposizione diversi miliardi, non hanno ancora utilizzato nessun finanziamento. Sono fondi che rischiano di ritornare indietro ed andare a ri-finanziare i Paesi Europei, quali la Francia, la Spagna, la Germania, ecc. Molti fondi europei non vengono utilizzati al meglio. È un discorso che riguarda la programmazione e tutto quello che potremmo fare in una campagna di informazione verso le varie realtà locali e le organizzazioni che gestiscono questi soldi. Come è possibile accedere ai fondi? I fondi sono regolati da bandi. Il modo più facile per reperire informazioni è collegarsi al sito del Ministero. Oppure rivolgersi alle organizzazioni locali come: le Camere di Commercio, le varie Confederazioni - Confindustria, Confcommercio. Che cosa finanziano i fondi e a chi sono destinati? I fondi principalmente sono destinati alle aree di crisi. Il fondo perduto è destinato al Mezzogiorno, a quelle Regioni dell Obiettivo 1. Le fascia delle aree di crisi vengono divise in obiettivo 1, obiettivo 2 e obiettivo 5B. Una classificazione che sta andando in cantina perché si riferiscono alle legge 488 creata soltanto per l industria ed in seguito riferita al commercio ed al turismo. Sono quindi aiuti che servono a migliorare l occupazione. Ci può delineare un quadro sulla situazione dei finanziamenti europei? Come il resto dell Europa si sta muovendo? Per quanto riguarda i finanziamenti europei, il programma Small Business Act è concentrato sulle piccole e medie imprese. Molti finanziamenti sono destinati ai nuovi Paesi entrati in Europa. Ci sarà una diminuzioni per quei Paesi, come l Italia, che hanno già usufruito di questi fondi e magari non sono riusciti a prenderli. di M.R.B. Per avere longevità occorre abbinare capacità imprenditoriale, innovativa con quella di formare le risorse umane. Human Training ha intervistato in esclusiva Biagio Petrarolo, Amministratore Delegato della Ceriani Group, il concessionario di punta di Iveco in Italia. Petrarolo ci può fare un breve cenno sulla storia dell azienda? Di cosa vi occupate? Il Gruppo Ceriani nasce nel 1923 dall idea del Sig. Pasquale Ceriani che decise di dedicarsi, oltre alla costruzione di biciclette, alla vendita e riparazione di autoveicoli. L azienda sorge grazie alla collaborazione con il marchio Fiat, che dura ormai da più di Novanta anni. Nel 1929 si sviluppa la prima concessionaria a Parabiago (MI), che tuttora è la sede storica dell azienda, il Gruppo Ceriani ha continuato la sua crescita negli anni, espandendosi e diventando nel 1976 concessionario IVECO e OM per i carrelli elevatori, attraverso una serie di fusioni ed incorporazioni nella zona di 12 - HT 13 - HT

8 INTERVISTA «Il piano di formazione ha previsto interventi sulle tecniche di vendita, sulla customer care, sul budget.» Varese. Il gruppo Ceriani è diventato oggi uno delle più importanti concessionarie Iveco e OM, grazie anche all inserimento del marchio New Holland e del marchio Caterpillar proprio in questi ultimi mesi. Ceriani Group è quindi una grande realtà che commercializza ed offre ai clienti una vasta gamma di veicoli, con grandi marchi quali Fiat, Lancia, Alfa Romeo, Daihatsu, Volvo, Peugeot. Come vede l attuale scenario economico riferito al suo settore? Con l inizio della crisi economica, per quanto riguarda la parte dei veicoli industriali di Iveco, carrelli elevatori, macchine movimento terra, c è stata una forte contrazione nel 2009 e per tutto il Tuttora siamo di fronte ad una instabilità costante ed uno scenario a corrente alternata, quindi fare previsioni a lungo termine diventa difficile. Rispetto all anno scorso, attualmente ci sono dei segnali diversi, migliori che possono produrre un risultato positivo sui fatturati. Questo per collegarsi anche a ciò che il nostro territorio offre, il territorio di Milano, a fronte di alcune opere pubbliche che stanno partendo e che ci vengono segnalate dai clienti e dalla ripresa stessa delle attività meccaniche che erano completamente ferme dalla fine del 2009 e inizio Va aggiunta la nostra voglia di fare qualcosa. Quali sono le strategie nella vostra azienda in questo tipo di mercato? Ci siamo concentrati principalmente sulla riorganizzazione, la ricerca dell efficienza e lo sviluppo dei nostri marchi, focalizzando l attenzione sul core business, quello della vendita dei veicoli industriali. Le strategie adottato sono state quelle di acquisire nuovi marchi, come è avvenuto per le macchine industriali con l acquisizione di Caterpillar e per i carrelli elevatori. Rientra tra le strategie l attivazione di un processo di formazione ben strutturato, utilizzando i Fondi Impresa, sia per mantenere la struttura sempre aggiornata, sia per crescere dal punto di vista delle competenze. Al fine di supportare tali strategie, quale rilievo hanno le Risorse Umane per la sua organizzazione? Le Risorse Umane sono la base del nostro progetto imprenditoriale perché senza le persone giuste al posto giusto e con la giusta motivazione, soprattutto in questi momenti difficili, credo che non si andrebbe da nessuna parte. È una regola generale che vale sempre, in particolare nei momenti di crisi. Ci vuole molta attenzione ed è per questo che ci siamo focalizzati da subito, sulla parte organizzativa delle Risorse Umane e sulle loro competenze, per mantenere saldi i rapporti con i dipendenti. Come viene sviluppata la formazione e che tipo di programmi avete fatto in questo momento? Rivolti a chi e con quali risultati? Nell ambito della formazione abbiamo due scenari: i corsi di formazione istituzionali interni, cui partecipa tutta l organizzazione nell ambito dell assistenza e dell amministrazione e la collaborazione esterna con Fondimpresa tramite la Power Training. Con loro stiamo svilup- pando una serie di attività che passano attraverso una formazione specifica delle prime linee, dei Quadri, in termini di conoscenza tecnica, esempio: il budget, come lavorare in team o come sviluppare una leadership e dei venditori con lezioni sulle tecniche di vendita. Questo è il programma fatto nel corso del Nel 2011 stiamo pianificando ulteriori attività di assessment per tutta quella parte di formazione che possa arrivare ad ampliare le competenze di ognuno durante i corsi. In questo progetto abbiamo coinvolto anche la parte più operativa dell azienda, i tecnici che ci supportano nelle nostre officine, quella parte di azienda che di solito non viene presa in considerazione nei progetti formativi. L obiettivo è quello di diffondere una cultura ed un accentramento verso l azienda. Siamo molto soddisfatti dei primi riscontri, i risultati che ci sta dando la formazione sono quelli di aver creato un clima più sereno, più motivato e più proattivo, inoltre un immediato riscontro positivo è stato ottenuto sugli operai e sui tecnici che non erano mai stati coinvolti prima d ora, avendo ottenuto una maggiore consapevolezza degli strumenti messi a loro disposizione. BIAGIO PETRAROLO Buon sangue non mente Nasce ad Andria (BA) il 28/10/1969, figlio di commercianti. Diplomato Analista Contabile. Nel 1988 inizia il suo percorso nell ambito del commercio dei veicoli industriali presso una concessionaria DAF/VOLVO. Nel 1995 si trasferisce a Brescia presso concessionaria Renault Veicoli Industriali, assumendo il ruolo di responsabile di filiale e Consigliere Delegato. Nel 1998 è a Varese in concessionaria Iveco come responsabile di zona, divenendo nel 2004 Responsabile Vendite per la gamma di veicoli pesanti. Dal febbraio 2006 al dicembre 2008 lavora per Mercedes Benz Italia nella divisione veicoli usati, con il compito di seguire la fase di start up del TruckStore di Roma, coordinando gli acquisti dei TruckStore di Roma e Bari. Dal marzo 2009 è Amministratore Delegato di Ceriani Group S.p.A., concessionaria per i brand Iveco e New Holland per le province di Varese e Milano e dal maggio 2011 anche di Ceriani Carrelli Elevatori Srl, concessionaria del marchio CAT Lift Trucks. Nel corso degli anni ha avuto modo di seguire diversi percorsi formativi di livello manageriale, tra cui corsi di leadership e sulla gestione delle imprese di servizi. Ama definirsi laureato in commercio di veicoli industriali. «Un riscontro positivo è stato ottenuto sugli operai e sui tecnici coinvolti in corsi sul lavoro in team e sulle customer care.» 14 - HT 15 - HT

9 INTERVISTA EMUNI: IL MONDO NUOVO DEI TALENTI UNIVERSITARI NEL BACINO EUROMEDITERRANEO di Mauro Alvisi Al di la delle previsioni catastrofiche sulla fine del mondo, annunciate con precisione quasi cronometrica da profezie di ogni genere e provenienza, è un dato di fatto che si avverte e quasi tocca con mano che il vecchio mondo con i suoi retaggi,rituali e stili di comportamento e azione, da tempo su un piano inclinato stia per essere rottamato dalla storia. Anche il mondo delle idee, della ricerca e dell alta formazione che dovrebbe agire come pusher del cambiamento è ammorbato da un enorme stanca stagnante che riguarda l intero vecchio continente. Il futuro è centrifugo rispetto ai tradizionali poli dello sviluppo planetario. Il futuro si allontana verso la periferia del sistema. Nel bacino Euro Mediterraneo, la culla della nostra civiltà, c è una sponda nord alle prese con paesi afflosciati su stessi e gerontofili in piena crisi d identità e una sponda sud, per decine d anni vilipesa e sfruttata, percorsa da un brivido di lucida follia, di entusiasmo giovanile perché giovane è l età media dei suoi abitanti, giovane è la voglia di costruire il futuro dopo aver subito il futuro ormai passato delle grandi potenze dirimpettaie. E allora chi meglio dell amico maltese Prof. Joseph Mifsud (gira così velocemente in lungo e in largo la comunità universitaria e scientifica internazionale che io l'ho battezzato speedy JO ), Presidente di EMU- NI, l università e Network delle quasi 200 Università Euro Mediterranee associate, co-fondata da UE e UFM (Unione per il Mediterraneo), definito dai media internazionali il Maradona delle Università può illuminarci sul presente e sul futuro dell Alta Formazione e della Ricerca scientifica? Preso al Volo durante una Visita Ufficiale sul Lago di Lugano lui attacca così.. Emuni mobilita le Idee attraverso: Passione, Cervello e Persone. C è un grande fermento che attraversa questo che per molti è un mondo nuovo ovvero il bacino euro mediterraneo.questo si può riscontrare ogni giorno nella grande e fluente attività di contributo scientifico ed inter-culturale che proviene dalle istituzioni accademiche riunite in Emuni in 40 diverse Nazioni. Professore molta strada è stata percorsa da EMU- NI in un lasso di breve periodo,alcuni prestigiosi traguardi tagliati e altri si intravvedono. A bocce ferme qual è un obbiettivo quasi un anelito primario che EMUNI si pone nei prossimi anni? Coinvolgere sempre più intensamente con efficacia ed efficienza le aziende e il mondo del lavoro. Le cartine di tornasole di essere riusciti nell intento di ibridare saperi,conoscenze e abilità nuove e tradizionali del Bacino Euro Mediterraneo con una rete di cooperazione scientifica e dell alta formazione risiedono nei gates occupazionali e imprenditoriali toccati dal progetto EMUNI. Perché un impresa,un organizzazione privata o pubblica dovrebbe favorire e sostenere EMUNI? Per almeno tre buone ragioni di carattere strategico. Nello scenario in cui viviamo,quello dell economia della conoscenza, i fattori immateriali collegati al sapere e all innovare sono e saranno i veri Key Performance Factors nell ambiente competitivo imprenditoriale. Ne consegue la prima ragione ovvero che l impresa ha un interesse di beneficio diretto nel favorire lo sviluppo dei talenti nell ambito della ricerca scientifica: le giovani menti che si addestrano nella palestra delle idee che deve essere l università. La seconda ragione è sillogica alla prima ovvero grazie alla ricerca e all investimento sui giovani talenti l impresa si dota di un potenziale scardinante di innovazione tecnologica, una Hi-tech wawe capace di travolgere positivamente qualsiasi ambiente competitivo lanciando l azienda fuori dalla competizione, un gradino più in alto: facendola surpetere. La terza e ultima è contenuta nel Principiio Fondante della costituzione di EMUNI ovvero l interculturalità. Favorire la Brain Circulation ossia lo scambio di un nuovo melting pot scientifico e culturale della nuova futura classe dirigente di milioni di individui del bacino Euro Mediterraneo,entrare nella prestigiosa comunità scientifica ed accademica di oltre 40 Paesi e in 200 Univesità apre canali di relazione e reputazione positiva dell azienda che nel breve-medio termine possono trasformarsi in relazioni d affari internazionali solide e inattaccabili. Professore ma davvero questa generazione di giovani talenti si sposta e viaggia con facilità? Questo è un punto nevralgico della Ns missione. Lo stato dell arte della mobilità internazionale dello studente e ricercatore universitario presenta alcune criticità e difformità, regione per regione. Alcuni fenomeni generazionali sono comunque tracciabili. La maggioranza dei ragazzi faticano ad uscire dalla loro realtà locale. Paradossalmente l aver accorciato le distanze ha moltiplicato le paure del mettersi in viaggio. Il viaggio, quello reale e non vissuto sinteticamente sul web, comporta incognite e la disponibilità a cimentarsi con l ignoto. Di fronte a questa possibilità una parte rilevante dei giovani si chiude nel cocooning, nel bozzolo o come lo definisco personalmente nel parrochialismo. Nemmeno nel Medio-Evo il parrochialismo era così forte. Qui subentrano le differenze tra Nord e Sud dell EuroMed. La sponda medio orientale e nordafricana del mediterraneo è caratterizzata da una forte connotazione under 30 della demografia territoriale mentre nella parte nord i «Emuni associa 200 Università del Bacino Euro Mediterraneo.» 16 - HT 17 - HT

10 INTERVISTA «Emuni opera come strumento, come ponte tra le intelligenze per evitare che il produrre scientifico non coordinato e sinergico rischi in alcuni casi di reinventare la ruota.» paesi sono in veloce invecchiamento della popolazione. I fenomeni di ribellione di molti paesi della sponda sud sono direttamente collegati a questa generazione di giovani intellettuali e studenti con una formazione elevata. Questa arabian spring è tutt altro che da demonizzare va anzi incentivata per la sua capacità di spinta ed entusiasmo multi culturale di cui è naturalmente dotata. Un nomadismo intellettuale che può avere inimmaginabili positive conseguenze sui giovani della sponda nord, anche in tema di favorire le istanze di pace in un area cruciale per la pace mondiale. Professore io definirei quindi una delle missioni principali di EMUNI quella di promuovere ed incentivare la produzione di intelligenze di sistema: che ne dice? Colpito e affondato dite voi in termine marinaresco mi pare. Si certo è così che intendiamo procedere.questo è il nostro meta-obiettivo. Quando attraverso EMUNI una Università della Lituania avvia un Joint programme con quella di Alessandria d Egitto, quella norvegese con una israeliana e una siriana,quando un gruppo di ricercatori di una università palestinese esprime eccellenza in termini di progetti scientifici sull acqua e la desertificazione ed EMUNI la collega con un altro centro di eccellenza a Murcia in Spagna stiamo costruendo il futuro di quest area o meglio stiamo re imparando dal passato, dalla vocazione naturale dei popoli mediterranei quella dello scambio, Emuni opera come strumento, come ponte tra le intelligenze anche per evitare che il produrre scientifico non coordinato e sinergico rischi in alcuni casi di reinventare la ruota. Allora potremmo dire con un espressione ludica rispondendo nei termini di sintesi che EMUNI promuove le intelligenze di sistema ponendosi come sistema delle intelligenze. E le istituzioni nazionali e sovrannazionali del bacino Euro Mediterraneo vi riconoscono questo ruolo? Sì. Devo dire tracciando un bilancio di questo primo periodo che le istituzioni manifestano apertamente il loro consenso al Ns operare rendendone continua testimonianza e partecipazione attiva ai Ns progetti ed eventi. Dal Presidente del Par- lamento Europeo Barroso che quest anno (il 25 Nov) aprirà la Ns Assemblea Plenaria di Lisbona, ai Vicepresidenti dell UE che sono costanti ospiti e co-founder delle Ns iniziative, ai Capi di Stato, Ministri, Ambasciatori, Consoli Generali e autorità dell Unione per il Mediterraneo (UFM) in primis quelli Sloveni terra dove EMUNI ha il suo Head Quarter, ai Rettori e ali migliaia di stimati colleghi professori e agli amatissimi studenti delle Ns quasi 200 Università del Network. Il Primo ministro Francese Sarkozy ha di recente dichiarato che EMUNI è un primario complemento per l Unione del Mediterraneo e risponde ad un sentito bisogno di interfaccia scientifica e culturale tra la sponda Sud e quella Nord di tre Continenti che si affacciano sullo stesso mare: Africa, Asia ed Europa. In Emuni pensiamo che la globalizzazione possa essere un grande mindset solo se guidata da una comune formazione applicabile in modo performante alla soluzione di problemi interculturali dei popoli. In ambito scientifico la globalizzazione nel bacino EuroMed esprime dei Key Point o comuni obiettivi di convergenza? Sì e coincidono proprio con le 6 priorities di UE e UFM: 1)Disinquinamento dell Ambiente Marino Mediterraneo; 2) Grandi collegamenti marini e terrestri; 3) Protezione Civile; 4) Energie Alternative 5) Alta Formazione e Ricerca; 6) Iniziative di sviluppo degli affari in area Euro Med. Il tutto attraversato da 3 orbite guida: quella dell innovazione, quella dell aumento occupazionale e quella di un maggior coinvolgimento della Russia perché se non sorella è almeno cugina dell Europa e molto più vicina degli stati uniti e geograficamente e culturalmente al bacino EuroMed. Quali obiettivi forti vi ponete nel breve periodo? a) Attivare 6 Lauree specialistiche internazionali (Master of Arts e Master of Sciences); b)sviluppare le missioni di Diplomazia Accademica; c) Attivare con ricerca e didattica le politiche di Peace Keeping; d) incrementare le riuscite esperienze di integrazione culturale e del sapere con le Ns Summer School aperte alla gioventù euro-mediterranea (Summer Semester) nei 40 Paesi di 3 Continenti. In Chiusura Prof. Mifsud lei è un Maltese, quindi un uomo di mare, provi a tracciare 5 rotte strategiche per il futuro di EMUNI, qundi dell Alta Formazione e della Ricerca. 1. Spingere sempre di più i progetti congiunti di Alta Formazione Accademica con la cooperazione di più Università di diversi paesi. In special modo privilegiando un paio di progetti di eccellenza e di pertinenza internazionale per le lauree magistrali o specialistiche con la formula del semestre alternato di frequenza e il Double Degree. 2. Creare nuovi progetti di formazione che aiutino lo studente a non restare/diventare disoccupato incrementando il ruolo delle donne nel processo di leadership, specie nella sponda Sud del Mediterraneo. 3. Promuovere le istanze di Action Learning e della Life Long Education (educazione Permanente) ponendo il Tema dell Energia al centro dello sviluppo dei Topics formativi (Economia dell Energia-Green Economy e Diplomazia dell Energia- Green Diplomacy). 4. Lanciare lo Show Case Day di EMUNI in Occasione di Expo Training 2011 a Milano mettendo a disposizione dei visitatori imprenditori tutte le centinaia di inziative,brevetti e depositi dei migliori talenti Euro- Mediterranei frutto di un lavoro straordinario svolto con i Ns Research Souk (RE- Souk) in 40 Paesi dell EuroMed. 5. Rigenerare/Ricreare uno spirito Euro Mediterraneo nei Paesi Membri di Emuni e dell UFM (Union for the Mediterranean). La sponda Sud, i Balcani, l intera area EuroMed è stata colpita dalla crisi finanziaria. I piccoli paesi che hanno fatto ingresso di recente in UE non avrebbero mai pensato che il loro esordio sarebbe coinciso con un forte sacrificio economico a sostegno dei default di Irlanda, Grecia e ora Portogallo. Ma la crisi più deleteria può definirsi quella identitaria di questi paesi, di questi continenti con differenti civiltà, radici comuni e soprattutto destini inevitabilmente legati tra loro: sono i giovani che formiamo in EMUNI a chiederci Give young people a chance. «Verrà lanciato lo Show Case Emuni in occasione di Expo Training 2011 a Milano.» EMUNI Sorta pochi anni or sono EMUNI, l Università delle Università, oggi rappresenta la vera linea di discontinuità nel panorama internazionale accademico.scientifico. In questo grande network di Università ci si è dati l obiettivo a breve che nessun percorso di laurea sia privato di una obbligatoria esperienza di stage aziendale: EMUNI vuol fare e far sapere in contrasto con il binomio azienda/università dove spesso molto si parla e poco si agisce. L idea di EMUNI a volte è persino sovversiva come tutta la vera innovazione lo è.anche nel fare ricerca: normalmente in università si fa al contrario di come EMUNI intende andrebbe fatta: prima la si fa eppoi si vede a chi potrebbe servire. Se il futuro si costruisce nel presente ma imparando dal passato EMUNI è già qualche metro più in la della linea d orizzonte HT 19 - HT

11 SPECIALE FIERA EXPO TRAINING IL VENTO DELLA FIERA SOFFIA DA NORD A SUD E RACCOGLIE ADESIONI. di V. Baroffio Entusiasmo, compiacimento e massicce adesioni ha suscitato il varo dell iniziativa fieristica ExpoTraining la formazione incontra le aziende edizione 2011, organizzata da Human Training e Fiera Milano che si svolgerà il 30 novembre 1 dicembre presso Fiera Milano City. Sino ad oggi hanno aderito oltre 60 espositori in poche settimane! ExpoTraining ha suscitato ampia disponibilità anche sul lato istituzionale al punto tale da far nascere un apposito comitato d indirizzo scientifico composto dal Ministero del Lavoro, l Isfol, Confindustria e le Parti Sociali. Il compito del comitato scientifico è quello di indirizzare il tema di fondo della manifestazione, ossia la formazione per la ripresa. La manifestazione ha ottenuto i patrocini istituzionali da parte del Ministero del Lavoro, Ministero del Turismo, Regione Lombardia, Provincia di Milano e Comune di Milano, e i patrocini associativi da UnionFormazione, Assolavoro, Valoreimpresa e Aias. Quattro sono i pilastri organizzativi della manifestazione. Il primo riguarda l area convegnistica che ha come obiettivo di fondo quello di produrre dei contributi tecnici scientifici finalizzati a delineare, per ogni settore produttivo 21 - HT

12 SPECIALE FIERA AREE La bilateralità La sicurezza sul lavoro L ambiente Il turismo I fondi interprofessionali La formazione e l educazione La sanità Il commercio L artigianato Le banche e le assicurazioni La piccola e media impresa La formazione e i giovani La formazione nella pubblica amministrazione ITC Il terzo settore Le grandi imprese e le corporate university Le pari opportunità La flessibilità ed il lavoro interinale e sociale, le linee paradigmatiche, affinché le pratiche formative possano assumere un ruolo strategico per agevolare la ripresa economica. In altre parole ogni convegno deve incardinare il dibattito scientifico per identificare una proposta atta a soddisfare le richieste poste dal si- ARGOMENTI La bilateralità e la formazione L applicazione e la diffusione della normativa sulla sicurezza Energia rinnovabile e tecnologia nucleare La formazione come sviluppo dell industria del turismo Come allineare i fondi alle esigenze del sistema impresa Il ruolo della formazione come passerella di transizione scuola lavoro La formazione continua in sanità L identikit delle competenze che hanno permesso di uscire dalla crisi La formazione per l artigianato Le banche tornano a finanziare le imprese che fanno formazione Quale formazione per le Pmi L entrata nel mondo del lavoro dei giovani Rendiamo più efficace la formazione aumentando le competenze Tecnologie informatiche ai fini del benchmarking nella misura dei processi di formazione Le politiche sociali: una formazione per il volontariato La formazione continua attraverso le corporate university La formazione al femminile Le nuove proposte all impiego stema sociale e produttivo, per definire e creare nuove modalità di pensare e fare formazione atte a spingere le imprese italiane ad investire maggiormente in formazione. Nella tabella sono riportate le aree e i settori. Il secondo livello organizzativo è quello di fare business attraverso l area espositiva di ol- tre mq. che si sviluppa in oltre 250 stand pre-allestiti. I vantaggi per chi espone sono molteplici tra cui i più importanti: entrare in contatto con oltre visitatori, conoscere nuovi partner, avere la possibilità di organizzare workshop di presentazione delle proprie attività, posizionare il proprio marchio associandolo agli enti di formazione più importanti e blasonati d Italia. Hanno già aderito all area espositiva oltre 60 operatori provenienti dal mondo della formazione, delle società interinali, di ricerca e selezione, organizzazione di eventi ed alberghi specializzati nel promuovere soluzioni per convegni e i fondi interprofessionali. La terza attività che si svolgerà durante i due giorni di manifestazione è il Matching, l attività che promuove l incontro con la domanda e l offerta dei servizi rivolti alle risorse umane. Se ad esempio tra gli espositori che hanno già confermato la presenza a ExpoTraining vi sono società che hanno come specializzazione la realizzazione di corsi di lingue, il matching provvederà a far incontrare quelle aziende che hanno manifestato un interesse per acquistare formazione linguistica. Attualmente sono state individuate ed invitate oltre 500 aziende che hanno manifestato la volontà di acquistare servizi rivolti alle risorse umane. Al fine di fornire un riconoscimento ai migliori progetti realizzati di formazione in termini di innovazione, metodologie e contenuti, è stato istituito il Grand Prix Expotraining Il premio è rivolto sia alle società di formazione che alle organizzazioni che nel corso dell anno hanno varato e realizzato progetti di qualificazione delle risorse umane che hanno impattato significativamente sulla realtà coinvolta. La selezione dei vincitori è affidata ad una giuria composta da formatori, direttori del personale e docenti universitari, tutti di chiara fama. Sono previsti oltre visitatori composti da operatori del settore, aziende e organizzazioni pubbliche. L ingresso a ExpoTraining è gratuito e comprende la partecipazione ai convegni. ExpoTraining ExpoTraining è la manifestazione fieristica organizzata specificatamente per far entrare in contatto le aziende, i potenziali clienti dei servizi rivolti alle risorse umane e gli operatori del settore, pertanto rappresenta una opportunità unica che permette di creare e sviluppare relazioni e contatti finalizzati ad implementare il proprio business. ExpoTraining è organizzata in: sessioni di convegni: verranno organizzati in due giorni oltre venti convegni, che permetteranno di aggiornarsi sulle evoluzioni e sui trend; la partecipazione è gratuita Area espositiva di mq. disposti in 250 stand pre-allestiti o in aree libere personalizzabili, che permettono di entrare in contatto con potenziali clienti, avere una forte visibilità e reperire partner e fornitori Matching, dove vengono organizzati specifici appuntamenti con aziende che hanno manifestato l interesse ad acquistare i servizi rivolti alle risorse umane Il Grand Prix ExpoTraining 2011, un riconoscimento nazionale rivolto alla formazione d impresa Date di ExpoTraining 30 novembre 1 dicembre SCHEDA DI REGISTRAZIONE PER L INGRESSO GRATUITO ALLA MANIFESTAZIONE La registrazione si intende perfezionata al momento del ricevimento, da parte della segreteria organizzativa di ExpoTraining, della presente scheda debitamente compilata in tutte le sue parti e sottoscritta via FAX al N o via e-mal all indirizzo Ogni scheda vale per un visitatore. L ingresso è gratuito. DATI ANAGRAFICI NOME... COGNOME... SOCIETÀ... FUNZIONE... SETTORE DI ATTIVITÀ... CITTÀ... CAP... PROV... TEL... FAX FIRMA... Gentile Ospite, ai sensi della L.196/2003, La informiamo che i dati che Lei ci fornisce sono trattati nella piena tutela dei Suoi diritti e della Sua riservatezza ed in conformità alle disposizioni di Legge, che Le sono richiesti solo per fini organizzativi e contabili, nonché per aggiornarla sulle nostre iniziative. I Suoi dati personali saranno trattati sia su supporto informatico che cartaceo. Il conferimento dei dati è necessario per l'ingresso in fiera l iscrizione al seminario, la mancata fornitura dei dati non consentirà pertanto l iscrizione. Dichiarando di accettare il presente regolamento Lei ci autorizza pertanto al trattamento dei Suoi dati personali così come in precedenza indicato. Titolare del trattamento dei dati è Crisof. Ai sensi dell art. 13 della suddetta legge, Lei potrà comunque richiedere in qualsiasi momento l aggiornamento o la cancellazione dei Suoi dati personali scrivendo al Responsabile del Trattamento Dati della nostra società. FIRMA HT 23 - HT

13 FOCUS IL MEDIATORE CIVILE: PROTAGONISTA DEL SISTEMA GIUDIZIARIO La conflittualità è protagonista in tutti gli ambiti della vita quotidiana. Impariamo a gestirli. di Maria Rita Barberis La conflittualità sociale è un fenomeno necessario per la società. Essa, come sostengono alcune correnti sociologiche, ha un ruolo significativo nell evoluzione della coscienza umana, della qualità della vita e del progresso sociale, perché genera cambiamenti. A determinare il conflitto è principalmente la scarsità di risorse, riferibili a ricchezza, potere, prestigio. Ovvero è la contrapposizione di motivazioni/interessi tra due o più persone, gruppi, intergruppi volti a soddisfare un bisogno, a difendere dei diritti, dei valori, a conservare un bene. Ciò determina una collisione tra le parti, che può inasprirsi e sfociare in una escalation delle controversie, tale da poter risolversi solo in sede di giustizia ordinaria. La conflittualità è protagonista in tutti gli ambiti della vita quotidiana, si pensi alle liti in materia di condominio, locazione, contratti bancari-finanziari-assicurativi, successioni ereditarie, risarcimento danno dovuto a circolazione veicoli e natanti, responsabilità medica. L'Italia è il quarto Paese europeo per tasso di litigiosità dopo Russia, Belgio e Lituania. Attualmente ci sono circa sei milioni di cause civili pendenti, quasi il doppio della Germania, più del triplo della Francia, più del quadruplo della Spagna. Il nostro Paese è in fondo alla classifica europea come capacità di smaltimento degli affari civili. Il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, rivendica l'avvio della mediazione, quale strategia per diminuire le cause che entrano nei tribunali. Un modo rapido e meno costoso per chiudere il contenzioso in 4 mesi invece dei quasi 9 anni che dura una causa. Se entro questo tempo non si chiude la controversia i cittadini hanno la possibilità di ricorrere al giudice naturale. Con il D.Lgs. 28/2010 il legislatore ha inteso ridurre il flusso di nuove cause nel sistema giurisdizionale, offrendo al cittadino uno strumento più semplice e celere. Lo sviluppo sia storico sia pratico della risoluzione alternativa delle controversie (ADR) è avvenuto principalmente negli Stati Uniti, dando origine a diversi metodi ADR, quali ad esempio: la negotiation, la mediation, la settlement conference, la early neutral evaluation. Ciò ha avuto inizio negli anni 70 con l incremento del commercio, lo sviluppo dei contenziosi e la conseguente crisi del sistema giudiziario. Visti i risultati positivi prodotti in America, il ricorso a queste forme di risoluzione delle controversie si è sviluppato anche nei Paesi dell Europa (anni 90). In particolare, per contribuire a dare una svolta alla difficile situazione della giustizia, l Unione Europea è da anni alla ricerca di nuovi percorsi, che hanno dato origine a nuove direttive in materia. Nel 2002 la Commissione europea ha pubblicato il Libro Verde, un importante testo di riferimento e di sostegno nei confronti dei metodi alternativi di risoluzione delle controversie civili e commerciali nell ambito dell Unione Europea. Nel 2004 è stato approvato un codice di condotta dei mediatori, applicato da molti esperti in materia. Sempre nel 2004 la Commissione ha adottato e illustrato al parlamento ed al Consiglio europeo un progetto di indirizzo sulla mediazione. L Italia, dal canto suo, ha osservato I requisiti di onorabilità sono un altro elemento base che il mediatore deve possedere. Per svolgere al meglio la mediazione civile e gestire efficacemente il contenzioso sono fondamentali competenze specialistiche basate sulle più moderne tecniche di negoziazione, di comunicazione. In particolare occorre possedere buone capacità di: relazione: saper instaurare rapporti positivi, recuperare quelli interrottali provvedimenti come è dimostrato dalla riforma voluta con il decreto 28/2010. Ad oggi gli Organismi di Conciliazione, enti pubblici o privati autorizzati a svolgere il procedimento di mediazione ed iscritti ed accreditati presso il Ministero di Giustizia, in un apposito registro, sono circa un centinaio. È possibile, per privati, aziende o altri soggetti chiamati a risolvere una controversia rivolgersi a tali Organismi, presentando apposita istanza. Nel nostro Paese, la mediazione può essere obbligatoria, facoltativa e demandata. Nel primo caso, per le materie elencate all'art. 5 del decreto legislativo n. 28/2010, essa è la condizione di procedibilità della domanda giudiziale. Ossia è un passaggio obbligatorio, una condizione necessaria per poter avviare il processo. Nelle controversie diverse da quelle elencate all art. 5, la mediazione costituisce una scelta facoltativa delle parti, oppure una disposizione demandata dal giudice, cui le parti si siano già rivolte, quando la natura della causa e le tesi dell istruttoria lo suggeriscono. Inoltre, l art. 4, 3 comma del D.Lgs. n. 28/2010 dispone che: all atto del conferimento dell incarico, l avvocato è tenuto a informare l assistito della possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione disciplinato dal presente decreto e delle agevolazioni fiscali di cui agli articoli 17 e 20. In questo contesto si inserisce il mediatore civile. Egli è una nuova figura giuridica, il cui ruolo è quello di ricostituire le controversie civili e commerciali in tempi brevi, attraverso una procedura snella che permette alle parti di raggiungere un equo accordo. Un esperto in grado di cogliere i bisogni, i valori non manifestati dalle persone e di ristabilire il dialogo e ricostruire la relazione. Essere in possesso di una laurea almeno triennale o in alternativa, essere iscritti a Ordini/Collegi professionali ed avere frequentato un corso di 50 ore sono i requisiti fondamentali per esercitare questa professione, che segna il passo ad una vera e propria rivoluzione: fare giustizia al di fuori delle aule dei tribunali. I requisiti di onorabilità sono un altro elemento base che il mediatore deve possedere, quali: non avere riportato condanne definitive per delitti non colposi o a pena detentiva non sospesa non essere incorso nell interdizione perpetua o temporanea dai pubblici uffici non essere stato sottoposto a misure di prevenzione o di sicurezza non avere riportato sanzioni disciplinari diverse dall avvertimento HT 25 - HT

14 FOCUS ti, degenerati ascolto attivo, basato sull empatia e sulla realizzazione di un rapporto positivo, in cui la persona si sente compresa e non giudicata analisi e sintesi: saper capire un problema nelle sue varie sfaccettature e sviscerarlo nei dettagli, per poi associare tra loro i concetti e giungere ad una visione globale del contenzioso mutuo rispetto: fare in modo che i soggetti comprendano i bisogni e gli interessi di ciascuno, mantenendo un rapporto maturo e democratico gestione del dissenso: andare oltre ciò che viene detto, senza lasciarsi fuorviare dalle parole imparzialità: non avere interessi in comune con le parti e/o personali creare un clima di onestà e di fiducia con i contendenti e dimostrare un interesse sincero verso il loro problema riservatezza: quanto trattato e discusso in sede di mediazione non può trapelare al di fuori oggettività: saper vedere in maniera reale le situazioni mantenere il distacco, evitare il coinvolgimento emotivo stimolare l espressione dei vissuti, lasciare esporre liberamente le opinioni. Il mediatore deve essere inoltre consapevole delle difficoltà cui può andare incontro nell esercizio della sua professione, anche di un eventuale insuccesso della mediazione. L art. 11 del D.Lgs. 28/2010 prevede infatti che: Se è raggiunto un accordo amichevole, il mediatore forma processo verbale che deve essere sottoscritto dalle parti e dal mediatore Se la conciliazione non riesce, il mediatore forma processo verbale con l indicazione della proposta Nello stesso verbale, il mediatore dà atto della mancata partecipazione di una delle parti al procedimento di mediazione. Ciò non lo deve scoraggiare! L importante è che egli sappia adeguarsi e gestire le incertezze, gli imprevisti e le varie tipologie di interlocutori con cui entra in contatto. La mediazione presuppone la capacità di agire in virtù del buon senso, di prendere tempo per riflettere senza avere fretta di giungere ad una soluzione. È importante saper ascoltare le parti, fare esprimere il loro punto di vista e pensare alle strade percorribili per arrivare alla meta. Come tutte le altre professioni, anche quella del mediatore si perfeziona soprattutto con l esperienza, la diversità dei casi trattati, la formazione continua. Considerata l importanza della materia, la mediazione apre nuovi sbocchi professionali nel mercato del lavoro, per la crescente richiesta di mediatori presso: organismi di mediazione civile iscritti al Ministero della Giustizia Camere di Commercio associazioni di categoria e Sindacati Camere di Conciliazione in ambito Bancario o presso studi professionali settore delle Telecomunicazioni o all interno di holding e multinazionali. La mediazione oggi è l unico strumento in campo per alleggerire i tribunali e, tenuto conto dei principi su cui si basa, volti essenzialmente a recuperare un rapporto di fiducia tra le persone ed a ristabilire il dialogo in tempi veloci, appare chiaro che i mediatori civili saranno in futuro sempre più impegnati nelle consulenze per la risoluzione dei conflitti. Non perdiamo questa grande occasione! IL TURISMO UNA GRANDE OPPORTUNITÀ DA POTENZIARE Aumentiamo la competitività del sistema turistico valorizzando gli imprenditori e gli operatori tramite una specifica formazione. di M. Filippis Il turismo è un business in costante crescita. Oltre ai classici soggiorni marini, montani e lacustri si stanno aprendo gli orizzonti a nuovi ed interessanti settori. Si pensi ad esempio a: turismo sociale e associato in cui operano CRAL aziendali, parrocchie, organizzazioni religiose, scuole, circoli culturali e sportivi, amministrazioni comunali, associazioni sportive, dopolavori, ecc. Esso si è imposto all attenzione degli operatori come un nuovo fenomeno che si configura in un sistema parallelo rispetto agli altri canali di intermediazione e organizzazione turistica, assumendo un ruolo di riferimento sia per i vacanzieri che per l industria dell ospitalità. Un giro d affari in incremento 26 - HT 27 - HT

15 FOCUS che ammonta ad oltre un miliardo di euro (1,9%) dei consumi turistici totali annuali. Il turismo sociale e associato è competitivo, ha il vantaggio di diversificare i periodi stagionali e abbraccia tutte le fasce di età, giovani e senior, interessati alla scoperta del territorio, della cultura locale, curiosi di scoprire le tipicità dei prodotti enogastronomici e le bellezze artistiche turismo low-cost, vacanze a basso costo, ricercato dai viaggiatori che amano sfruttare le opportunità del mercato turistico a basso costo senza correre rischi. Essi sono particolarmente attenti al posto giusto dove dormire, a come risparmiare con le agenzie, con i trasporti, alla mappa sugli sconti, alle city card per visitare musei, ecc. Il turismo lowcost, come affermano gli esperti, è destinato in pochi anni ad avere una ulteriore e più strutturata espansione. Si tratta di un area che necessita una politica di offerte dei servizi attenta a questo tipo di domanda e mercato, che tenderà ad indirizzarsi sempre di più verso quei paesi che meglio sapranno attuare una rete di strutture ricettive incoraggianti per quanto riguarda i costi turismo congressuale, un settore che per le sue caratteristiche è cresciuto negli ultimi tempi e sta assumendo un forte impatto economico e occupazionale. Esso annovera diversi vantaggi: si rivolge ad una categoria di turisti costituita prevalentemente da professionisti con un buon margine di spesa, destagionalizza il turismo e promuove zone altrimenti poco frequentate in certi periodi dell anno. Per garantire lo Un giro d'affari in incremento che ammonta ad oltre un miliardo di euro. sviluppo del turismo congressuale e attirare eventi di portata internazionale, occorre pensare ad aree congressuali studiate ad hoc. Investire nel congressuale è un obiettivo importante per l Italia, viste le sue potenzialità, con benefici per tutto l incoming turismo religioso, un mercato che muove milioni di persone l'anno, con un ingente giro di affari. È un settore in espansione e la promozione, il recupero degli itinerari religiosi rappresentano attualmente un occasione per valorizzare il territorio in termini culturali e turistici. Oltre ai pellegrini che viaggiano alla scoperta dei tanti santuari, monasteri ed eremi sparsi nel nostro Paese vi è un folto gruppo di coloro che viaggiano per motivi culturali, i cosiddetti turisti della fede, che scelgono, per le loro vacanze, soggiorni in monasteri, case d accoglienza e sono interessati a visitare musei, santuari, conventi. Questo tipo di turismo richiama persone di una certa età, ma anche giovani motivati da una condivisione di valori spirituali turismo naturalistico, l ecoturismo, definito dall International Ecotourism Society un modo responsabile di viaggiare in aree naturali, conservando l ambiente e sostenendo il benessere delle popolazioni locali. La filosofia e il modello di business dell'ecoturismo si basa sulla partecipazione della popolazione locale alle attività turistiche, sulla compatibilità con l ambiente e la società del luogo, sullo sviluppo economico locale. Si rivolge ad un determinato segmento di domanda, cui fa eco un area di operatori turistici specializzati (es. Viaggi Solidali, agriturismi, ecc.) collegati a gruppi ambientalisti, associazioni di commercio equo e solidale. Questo tipo di turismo sta vivendo un trend di crescita producendo un giro d affari pari al 10% circa dell'intero fatturato del settore turistico. Vi è quindi la necessità di sostenerlo con un modello organizzativo pianificato che risponda alle necessità ed alle richieste dei vacanzieri. Nel corso degli anni il turismo ha avuto un peso sempre maggiore nella nostra vita sociale e culturale. Esso è la terza maggiore attività socioeconomica dell UE, rappresenta il 10% del PIL e il 12% dell'occupazione totale; è quindi un settore di cruciale importanza per la crescita dell UE. È inoltre uno strumento essenziale per rafforzare e promuovere la nostra identità nel mondo. Dal dicembre 2009 questa importanza è stata riconosciuta anche dal Trattato di Lisbona. L Italia è da sempre un Paese votato al turismo grazie al suo immenso patrimonio artistico, storico, archeologico, alla bellezza dei paesaggi naturalistici e all offerta enogastronomia. Di fatto, la nostra penisola ha attraversato periodi bui in questo settore nel periodo e anche oggi il fatturato dell industria dei viaggi potrebbe registrare percentuali più alte di quelle attuali. Il primato del turismo non è dato esclusivamente dall attrattiva del territorio. A frenare la crescita possono subentrare diverse criticità, quali ad esempio: limitata programmazione a livello nazionale offerta frammentata rapporto qualità-prezzo non competitivo rispetto ai Paesi esteri eccessivi vincoli burocratici, lentezza delle procedure svantaggi competitivi in tema fiscale insufficiente professionalità del personale Rilanciare il turismo significa mettere in rete gli attori e gli stakeholders per incentivare politiche di valorizzazione del territorio. Significa professionalità ad elevato profilo. Ren- dere un area turistica appetibile vuol dire essere capaci di gestire ostacoli e contraddizioni, avere buone idee e soprattutto: diffondere il made in Italy realizzare forti sinergie a livello mondiale investire sui servizi e sulle infrastrutture qualificare il valore del territorio ed il suo appeal intercettare i nuovi flussi turistici essere innovativi garantire la qualità delle strutture turistiche stimolare il miglioramento all accoglienza beneficiare degli strumenti finanziari dell Unione Europea definiti Fondi Strutturali per migliorare la qualità dei servizi, della promozione turistica e della formazione. Sono risorse che richiedono la sensibilizzazione delle autorità nazionali, regionali e locali per sviluppare bandi dedicati al turismo sulla base di specifiche linee guida previste dai fondi e per la creazione di progetti pan-europei nel settore. Gestire la competitività e rilanciare il turismo implica, oltre alle riflessioni fin qui maturate, sostenere la formazione non solo di figure professionali a diretto contatto con il cliente, ma soprattutto di nuove figure a livello manageriale, gestionale e imprenditoriale. Il ruolo della formazione è premiante perché è l elemento di differenziazione e qualificazione per la riorganizzazione del turismo, per formare operatori del settore in possesso di competenze integrate utili a: operare in maniera efficiente cooperare con gli attori del sistema 28 - HT 29 - HT

16 FOCUS L ITALIA SCOMMETTE SUL COACHING Il Coach è un professionista che aiuta a prendere coscienza della propria capacità. turistico utilizzando competenze avanzate soddisfare le esigenze di ogni tipologia di cliente-viaggiatore Esistono molti corsi di formazione professionale che propongono pacchetti ricchi di offerte ed opportunità. Tra questi vi sono alcuni di alto livello ed altri scadenti, da guardare con diffidenza perché organizzati in maniera poco competente. Non sempre i corsi ad elevato costo sono i migliori. Il prezzo può essere determinato dal valore di mercato, dal prestigio dell ente organizzatore, dalla promozione. Per valutare se un corso è valido bisogna che rispetti determinati standard qualitativi in merito: alla selezione dei candidati alla professionalità dei docenti all assistenza (tutor) dedicata agli allievi alla possibilità di fare stage e di trovare lavoro. Inoltre, per facilitare la scelta del percorso formativo e per non deludere le aspettative, è bene raccogliere informazioni su: chi organizza il corso e le sue esperienze nel settore turistico il programma dettagliato teorico e pratico. Possibilità di lezioni frontali, di laboratorio, di project work l interconnessione con le aziende del territorio che svolgono la loro attività nel turismo i costi da affrontare le opinioni e i giudizi di chi ha già frequentato quel tipo di corso. L impegno finale è quello di fare in modo che tutte le potenzialità vengano espresse con una giusta dose di passione ed ottimismo, dirigendosi uniti e solidali verso nuove forme di gestione del turismo e strategie condivise, in sinergia tra pubblico e privato. Enti locali ed imprenditori non devono essere più abbandonati a sé stessi, ma sostenuti dal governo centrale attraverso una programmazione nazionale e una strategia di coordinamento per essere sempre competitivi e favorire il turismo sociale. Un turismo per tutti, di qualità e sostenibile. di M.R.B. Alla fine degli anni 80 negli Stati Uniti nasce il coaching, un attività diffusasi inizialmente in ambito sportivo, per poi ampliarsi in altri settori della vita sociale. Nel giro di pochi anni la sua pratica si è estesa in Europa: Inghilterra, Germania, Francia e ora anche in Italia, dove sta diventando un vero cult, con un giro di affari pari a milioni di euro e circa un miliardo di dollari a livello globale. Ad affidarsi a questo sistema sono soprattutto manager, liberi professionisti, imprenditori, che vogliono ottimizzare la produttività e la crescita professionale, ma anche persone che semplicemente desiderano sviluppare le proprie attitudini personali e relazionali. I soggetti che si rivolgono al coaching cercano sostegno nell ac HT 31 - HT

17 FOCUS quisire nuovi saperi e disimparare comportamenti radicati nel tempo, frutto di abitudini e stereotipate convinzioni. Una forma mentis con grande impatto sull esistenza umana e sui risultati ottenuti, perché riguarda il nostro modo di vedere la realtà. Quando le convinzioni sono limitanti ci auto-danneggiano, bloccano l azione e non permettono di dare il 100%. Spesso è importante mettere in dubbio alcune interpretazioni e modi di essere. L esperto in materia è il coach. Un professionista qualificato che aiuta i singoli o i gruppi a prendere coscienza della propria matrice valoriale, a definire gli obiettivi, a realizzare i progetti sia a livello personale sia a livello aziendale. La sua figura di facilitatore dei processi consente di fare emergere potenzialità e competenze, attraverso un percorso di self-empowerment e di esplorazione personale priva di imposizioni. Un approccio basato sulla fiducia, il rispetto, l onestà, il feedback, dove il cochee (cliente) non viene curato, ma avvalorato a raggiungere obiettivi concreti e ben definiti, superando i limiti che ne ostacolano l espressione e concentrandosi sul tempo presente e futuro. Nulla è improvvisato; svolgere questa professione significa avere alle spalle una solida preparazione ed una visione olistica dell essere umano. Significa frequentare scuole riconosciute ad alta formazione che prevedono esercitazioni pratiche, interazioni con i trainer e sessioni di coaching individuale con personale esperto. Gli elevati standard di professionalità sono sostenuti anche da: competenze personali: saper motivarsi, superare le frustrazioni, controllare gli impulsi e gli stati d animo competenze sociali: gestire le relazioni, il conflitto e sgombrare i malintesi. In quest area è necessario avere capacità di ascolto, di comunicazione, flessibilità, negoziazione competenze tecniche: disporre di conoscenze teoriche-metodologiche per individuare l identità di ruolo, il contesto di riferimento, i filtri emotivi-cognitivi, per generare soluzioni efficaci, appropriate, grazie all utilizzo di tecniche specifiche competenze etiche: conoscere il codice etico e le norme professionali per applicarle adeguatamente in tutte le situazioni. Le strategie metodologiche puntano soprattutto sull'ascolto attivo, sulla tecnica della domanda. L efficacia del coach sta nella capacità di instaurare un clima empatico, per avviare il cliente verso un percorso di auto-consapevolezza delle performance e per convertire esperienze passate in nuovi apprendimenti e capacità. Le strategie metodologiche messe in atto puntano soprattutto sull ascolto attivo, sulla tecnica delle domande e sulla pratica di idee e soluzioni alternative pronte a cambiare direzione se necessario. Il coaching è in forte espansione nel nostro Paese sia in termini di domanda sia in termini di offerta e nei prossimi anni probabilmente diventerà parte integrante del modo di vivere, sempre più soggetto a mutevoli circostanze. Il coach deve aver chiaro quali sono le esigenze della vita e mantenere un contatto con l attualità soprattutto per quanto riguarda gli aspetti sociali-economici-culturali, per cogliere le sfide emergenti e le richieste dei clienti. Gli ambiti di intervento sono variegati, tra i più noti: il life o personal coaching. Uno strumento usufruito da chi vuole marcare un cambiamento nella vita o in alcune sue dimensioni, ad esempio: ottimizzare i rapporti interpersonali, identificare/definire obiettivi esistenziali, sviluppare punti di forza e gestire i punti deboli, raggiungere un equilibrio tra la sfera professionale e quella privata, identificare e gestire le priorità. il business coaching. È un rapporto di partnership con chi avverte il bisogno di ricevere un supporto specializzato per affrontare le sfide del mondo del business. Il coach aiuta il soggetto (manager, libero professionista, imprenditore) ad accrescere l autostima, a focalizzarsi sul piano d azione, a migliorare il rapporto con i collaboratori, a gestire i momenti critici legati al mercato e alla competitività, ad affrontare il passaggio generazionale ed il mutamento di ruolo, a rafforzare la propria resilienza, assertività il team coaching. È rivolto alla formazione ed al miglioramento dei gruppi. Esso mira a rendere coeso il team, a creare un forte senso di appartenenza/identificazione ed a fare in modo che il singolo faccia propria la mission del gruppo il career coaching. È una buona occasione per coloro che si sentono demotivati, vogliono fare nuove esperienze professionali, progredire nella carriera, reinserirsi nel mondo del lavoro il relationship coaching. È un aiuto per single e coppie che ambiscono avere una relazione duratura e soddisfacente. L intervento del coach è basato su sessioni a cadenza quindicinale, della durata di circa un paio d ore cadauna, dove nei primi incontri vengono analizzate le dinamiche, gli obiettivi da perseguire e successivamente si attua un piano d azione con un approccio maieutico, focalizzando l attenzione sulle capacità e non sulle limitazioni. Si crea un processo virtuoso che spinge il cliente ad attuare le trasformazioni cercate attraverso un processo di scoperta personale. Chi ha avuto l opportunità di affidarsi ad un coach professionista serio ha migliorato la qualità della vita e delle relazioni, imparando a conoscersi meglio, a prendere coscienza di ciò che vuole e su come raggiungerlo. Ha avvertito una crescita sul piano personale ed un aumento della fiducia in sé, una riorganizzazione di pensiero ed azione attuati nella più completa libertà. Ciò è possibile grazie alla natura stessa del coaching, fondata su un cammino personalizzato, rispettoso delle necessità di coloro che ne fanno richiesta e volto a: creare consapevolezza stabilire con il cliente un programma realizzabile e misurabile nei tempi prestabiliti modificare la strategia secondo l andamento dell approccio sistemico La rapida evoluzione mondiale in atto che richiede nuovi modi di pensare, spesso in antitesi con quelli già pre-esistenti, l inasprimento della concorrenza, i mercati globalizzati rendono il coaching una professione emergente e necessaria per la sua etica orientata al cambiamento, allo sviluppo ed all agire. Un ancora di salvezza, un oasi rigeneratrice che offre importanti mezzi sociali di autodisciplina, di responsabilità individuale/collettiva e un valido strumento di empowerment per tutti coloro che vogliono rinnovare il loro set di comportamenti e di competenze. Nel coaching non ci sono ricette o regole fisse, c è il forte desiderio di aiutare gli individui ad appropriarsi della vita ed essere protagonisti HT 33 - HT

18 LINGUE a cura di Language Data Bank AN INTRODUCTION TO CHINESE BUSINESS CULTURE AND PRACTICES Even people who speak the same language often misunderstand each other. There was a famous story told by Winston Churchill about an argument between American and British military officers during WWII about the planning of what came to be known as D-day. The British wanted to table it. To the Americans that meant to delay the matter until later - to the British it meant deal with it now. Unfortunately, there is an even greater potential for Chinese and Westerners to misunderstand each other due to different cultural and business practices. It is important to remember that there are some major differences in the way people in the two cultures think. Two important aspects of Chinese culture are Confucianism and the concept of face. In essence Confucianism revolves around the concept of harmonious relationships. If proper behaviour through duty, respect and loyalty are shown in the relationships between a ruler-subject, husband-wife, father-son, brother-brother and friend-friend, society as a whole will function smoothly. When doing business in China it is possible to see how Confucianism affects business practices. Some of the less subtle manifestations are an aversion to conflict, maintenance of proper demeanour and the preser- Glossary Loyalty: (n.) faithfulness to commitments or obligations. Subtle: (adj.) fine or delicate in meaning or intent; difficult to perceive or understand. Demeanour: (n.) conduct; behaviour; deportment Third party: (idiom) a third person or institution involved in the matter. To botch: (v.) to spoil by poor work; to ruin. To lose heart: (idiom) to become discouraged. To infer: (v.) to guess; to derive by reasoning; conclude or judge from premises or evidence. Sound: (adj.) competent, sensible, or valid; secure, reliable. UPPER-INTERMEDIATE C1 vation of 'face'. This translates more or less to 'good reputation', 'respect' or 'honour'; one must learn the subtleties of the concept and understand the possible impact it could have in doing business in China. There are four categories of face: 1) where one's face is lessened through their involvement in an action or deed and it being exposed. The loss of face is not the result of the action, but rather it's it being made public knowledge. 2) when face is given to others through compliments and respect. 3) face is developed through experience and age. When one shows wisdom in action by avoiding mistakes their face is increased. 4) where face is increased through the compliments of others made about you to a third party. It is critical that you give face, save face and show face when doing business in China. A common mistake business people make before going overseas is not making an effort to understand the basics, such as how to make a positive first impression. These first impressions are based on etiquette and greeting rituals that vary for different coun- tries. The business etiquette associated with the wai in Thailand, the bow in Korea and Japan, and the handshake in the West when done properly create a good first impression. When done wrong, one potentially botches the relationship in the first 30 to 60 seconds. According to Mark Buchman, who teaches a class called Doing Business in the Pacific Basin at UCLA, there are five principles (The 5 Ps) that one must keep in mind to successfully deal with different business etiquette in general. They are: 1. Plan. It doesn t have to be the 60-page final version one would present to the venture capitalists, but there has to be something written that all agree on. It s critical to define the fundamental opportunity, your competitive and marketing strategy, and its tactical components. 2. Persevere. It s not easy to do business there, so don't give up. Many sound business concepts fail when the company loses heart too early in the process. 3. Patience. If you are a financially-driven company that sets high goals with shortterm payback periods, you will give up too early and lose the investment or not have the courage to try. 4. Personal Relationships. Something generally considered not too important for most task-oriented managers but is extremely important in Asia. 5. Perfection. We are bound to make many mistakes. Learn from them and don't make them a second time. To those five, we could add a sixth principle, Prevention. As Ben Franklin once said, An ounce of prevention is worth a pound of cure. How well do you know Eastern thinking patterns? It s important to realize that one of the more subtle aspects of culture and business etiquette has to do with the way one thinks about the world. Test your knowledge by filling in the following table with some of the different cultural aspects and values between Chinese and Western individuals. 1. a) Linear (cause-effect relationships and direct associations between A and B). b) Spiral (roundabout and subtle). 2. a) It is difficult to say no even if one means no, disagreement expressed nonverbally. b) Argumentative, willing to express disagreement verbally. 3. a) Meaning is often implied or must be inferred. Use of indirect language patterns. b) Meaning is in the explicit, verbal message. Use of direct language. 4. a) Overt: one is more likely to ask the person to speak openly. b) Subtle, non-verbal. 5. a) We -oriented; receiver-sensitive. b) I -oriented; sender-oriented. 6. a) More rule-based or based on application of abstract principles such as regulations or laws. b) Tends to take context and the specific situation into account in rule interpretation. 7. a) Individual has rights and greater need for autonomy and individual achievement. b) Group duty; preservation of harmony. 8. a) Tends to substitute relationship for written agreement, superficial, easy to form, not long lasting. b) Most important business cannot occur until relationship is sound; written agreement secondary to quan xi; hard to form, long lasting. 9. a) Mediation though trusted third parties. b) Trial or confrontation, use of lawyers and courts. 10. a) Be on time and end on time. b) Appointments less driven by exact start and end times. 11. a) Only one state: win; to lose is to win, lose in order to win. b) Perception of two states: win or lose. Cultural Values West East Expressed (America & most (The Chinese and European countries) Most Asian cultures) 1 Type of Logic 2 Expression of Agreement and Disagreement 3 Communication of Information 4 Expression of Honesty 5 Expression of Self 6 Thinking Orientation 7 The Individual 8 Nature of the Business Relationship 9 Conflict Resolution 10 Time Sense During Meetings 11 Conflict results Answer Key: West: 1) a; 2) b; 3) b; 4) a; 5) b; 6) a; 7) a; 8) a; 9) b; 10) a; 11) b. East: 1) b; 2) a; 3) a; 4) b; 5) a; 6) b; 7) b; 8) b; 9) a; 10) b; 11) a HT 35 - HT

19 SCHEDA DIDATTICA TIME MANAGEMENT TIME MANAGEMENT AZIONI POSITIVE PER CONCILIARE TEMPI DI VITA E DI LAVORO mutamenti avvenuti negli stili di vita, nei contesti lavorativi e socio-economici hanno trasformato gli I equilibri gestionali tra pubblico e privato. La conciliazione dei tempi per ottimizzare la qualità della vita è un esigenza impellente. Essa è particolarmente sentita sul lavoro, dove sempre più spesso si viene colti dall ansia di non riuscire a terminare le attività iniziate per le mille priorità che si accavallano e per la tendenza a rinviare, con il conseguente accumulo di carte sulla scrivania da smaltire in tempi procrastinati. Una situazione che porta a lamentarci, a renderci stressati, ad esaurire le energie psico-fisiche. Eppure, esistono persone che hanno tempo a sufficienza per realizzare i loro progetti senza affanni. Il problema della mancanza di tempo è un falso problema: la vera questione è che spesso non lo sappiamo gestire. (La seconda parte della scheda sarà pubblicata nel prossimo numero). SCHEDA ANALITICA Le schede sono strutturate in: scheda di sintesi, che contiene tutti i macroelementi della scheda didattica con numerazione progressiva; scheda analitica, dove viene approfondito ogni singolo macroelemento con il rispettivo numero. SCHEDA DI SINTESI - prima parte ESIGENZE GENERALI: imparare a fare buon uso del tempo e capire cosa vogliamo ottenere per pianificare le nostre azioni anche quando siamo oberati di impegni. Ottimizzare le proprie risorse di tempo/energie per evitare lo stress. IL TEMPO Definizione Caratteristiche Principi Le 7 leggi del tempo Programmare il tempo GESTIONE DEL TEMPO SUL LAVORO Vantaggi Ostacoli Come creare il proprio piano di gestione del tempo CONCILIARE TEMPI DI LAVORO E VITA PRIVATA Azioni positive di conciliazione per le imprese e per le persone Normativa a favore della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro COMPETENZE SVILUPPATE: saper fissare le priorità ed organizzare attorno ad esse le attività, concentrandosi sulle idee giuste per bilanciare i tempi di vita e di lavoro. IL TEMPO Definizione Il tempo, secondo il vocabolario della lingua italiana, è la: successione illimitata di istanti in cui si svolgono gli eventi e le variazioni delle cose; il succedersi dei diversi stati del nostro spirito. Il tempo è reale e vissuto: tempo reale: è oggettivo ed è uguale in ogni parte del mondo (es. un ora di nuoto in Francia è uguale a un ora di nuoto in America) tempo vissuto: è soggettivo, dipende dalla relazione tra noi e gli eventi e può essere di mantenimento (mangiare e dormire), lavorativo, libero Caratteristiche Il tempo è un valore: limitato, scarso privo di controllo non recuperabile, non può essere accumulato 36 - HT 37 - HT

20 SCHEDA DIDATTICA TIME MANAGEMENT SCHEDA ANALITICA immutabile, ha un ritmo fisso uguale per tutti Le attività che si possono svolgere nel tempo possono essere: infinite: tanti impegni, obiettivi, questioni di cui occuparci a discrezione, ovvero: - scelgo cosa fare tra tanti impegni - decido di rinviare - dedico x tempo a ciò che devo fare Principi Esistono dei principi nell utilizzo del tempo. Essi sono: rilevanza = priorità improrogabilità = scadenza abilità = ciò che meglio riesco a fare disponibilità di risorse SCHEDA ANALITICA Legge di Illich: le forze e la concentrazione decrescono dopo una certa soglia di lavoro. Rischi: la quantità di lavoro prodotta va a discapito della qualità. Rimedi: concedersi delle pause e non abusare della propria resistenza psico-fisica. Legge di Murphy: il tempo dedicato ad ogni lavoro è superiore a quello inizialmente previsto. Rischi: non riuscire a rispettare i termini e gli impegni. Rimedi: fare un piano di azione e rapportare l utilizzo del proprio tempo rispetto agli obiettivi. Legge di Parkinson: il lavoro si protrae fino ad occupare tutto il tempo disponibile. Rischi: utilizzare più tempo di quello che necessita. Le 7 leggi del tempo Rimedi: stabilire un tempo limite. Esistono delle leggi che indicano le dinamiche del tempo ed il rimedio per circoscrivere possibili criticità: Legge di Pareto: il 20% di qualsiasi insieme occupa sempre l 80% dello spazio o del tempo a disposizione. Il 20% delle attività svolte produce l 80% dei risultati. Rischi: fraintendere l importante con l urgente. Rimedi: individuare le attività più importanti e fare buon uso delle deleghe. Programmare il tempo La maggior parte delle energie e del tempo non vengono utilizzati perché mancano obiettivi chiari, programmi efficaci e una attenta vision delle priorità. Programmare il tempo significa predisporre il planning, tenendo conto delle seguenti fasi: DEFINIRE GLI OBIETTIVI È importante definire un obiettivo, stabilire il perché di un azione. Ciò consente di utilizzare le risorse in maniera appropriata. Gli obiettivi per essere efficaci devono essere S.M.A.R.T. (Peter Drucker), ovvero: Specific (specifici): chiari, ben definiti e non generici Legge di Fraisse: il tempo è soggettivo ed in relazione alle circostanze. Esso trascorre veloce quando svolgiamo attività piacevoli, diversamente diventa lento ed eterno. Rischi: concentrarsi solo sui compiti che preferiamo e trascurare gli impegni che non gradiamo. Rimedi: la scelta delle priorità deve essere disgiunta dal piacere che ci procura nel fare una attività. Alternare ciò che ci piace con ciò che non ci piace. Measurable (misurabile): quantificabili per comprendere se il risultato atteso è stato raggiunto e quanto si discosta dal traguardo Archievable (attuabile): ambiziosi ma raggiungibili Legge di Carlson: un attività svolta in maniera continuativa assorbe meno tempo di una realizzata con ripetute interruzioni. Rischi: eccedere con la discontinuità nei lavori crea confusione e dispendio di energie. Rimedi: portare a termine un lavoro in maniera omogenea. Autogestirsi dalle sollecitazioni esterne. Realistic (realistico): fattibili, stimolanti e realistici in conformità con le risorse a disposizione Time-related (tempistica): collocati in un periodo di tempo entro il quale realizzare l obiettivo HT 39 - HT

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