INDICE. Introduzione... 4

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "INDICE. Introduzione... 4"

Transcript

1 INDICE Introduzione... 4 Capitolo 1: La formazione esperienziale Quadro teorico di riferimento Il modello esperienziale secondo Kolb, Deming, Knowels La teoria di Kolb La teoria di Deming La teoria di Knowles Trasferibilità della formazione alle esperienze lavorative Diffusione delle metodologie esperienziali in Italia 19 Capitolo 2: La metafora nella formazione esperienziale Scelta e costruzione della metafora formativa Analisi e progettazione delle metafore esperienziali Tipologie di metafore Metafore sportive Metafore dell arte Metafore enogastronomiche Metafore del gioco Capitolo 3: Il processo formativo Il processo formativo L analisi dei bisogni La progettazione La conduzione Il debriefing Il follow up Tipologie e ruoli nella formazione esperienziale. 49 1

2 Capitolo 4: Le competenze del formatore esperienziale Le competenze del formatore secondo l Isfol Le competenze del formatore esperienziale Le competenze del formatore esperienziale nello sviluppo della metafora Vantaggi della formazione esperienziale Intervista a Luca Giuman Intervista a Filomena Del Pesce Limiti della formazione esperienziale. 71 Conclusioni Ringraziamenti Bibliografia Sitografia 77 Allegato

3 A mia madre, Lei che continua ad illuminare la mia strada. 3

4 Introduzione Il presente lavoro si pone l obiettivo di voler approcciare ad un primo studio sulle competenze che dovrebbero caratterizzare il formatore esperienziale con uno specifico focus nello sviluppo della metafora. Lo scopo di questa tesi è quello di gettare uno sguardo d analisi su un tipo di formazione non convenzionale al fine di illustrare le caratteristiche distintive di un formatore esperienziale. La motivazione che mi ha portato a scegliere questa tematica nasce dal mio interesse verso la formazione esperienziale, metodologia formativa che ho avuto modo di conoscere durante l insegnamento di formazione e politiche delle risorse umane nel corso di laurea triennale in Formazione e Sviluppo delle Risorse Umane. La trattazione è stata divisa in quattro capitoli. Nel primo capitolo, ho delineato la storia della formazione esperienziale e le teorie dell apprendimento che considerano l esperienza lo strumento migliore per condurre gli individui ad acquisire conoscenze e a modificare atteggiamenti e comportamenti. In particolare, ho trattato la teoria dell apprendimento di Kolb, di Deming e di Knowles, pilastri fondamentali della formazione esperienziale. Nel secondo capitolo ho introdotto la metafora formativa e approfondito il tema riportando il caso di Errebian, un azienda italiana leader nella distribuzione di prodotti e servizi per l ufficio, presso la quale ho potuto osservare un corso di project management. Il secondo capitolo si conclude con una panoramica delle principali tipologie di metafore possibili. Nel terzo capitolo ho approfondito il processo formativo e ho definito, in seguito, le tipologie e i ruoli nella formazione esperienziale. Il quarto capitolo entra nel tema delle competenze del formatore. Ho analizzato il profilo del formatore secondo l Isfol e successivamente ho evidenziato le competenze del formatore esperienziale nello sviluppo della metafora. Il capitolo si conclude con un approfondimento sui vantaggi e i limiti della metodologia esperienziale e le 4

5 interviste al Direttore Generale di Infonet Solutions e la Responsabile Organizzazione e Training di AXA Assistance. Ritengo opportuno, all inizio di questo percorso, porsi una domanda a cui cercherò di dare risposta con questo lavoro: Quali sono le caratteristiche e le competenze che ha o dovrebbe avere un formatore esperienziale? È su questa analisi che si fonda questa tesi ed è da qui che ripartiremo in fase conclusiva del percorso di ricerca. 5

6 Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco. Confucio 6

7 Capitolo 1 La formazione esperienziale L'apprendimento esperienziale è un tipo d'intervento formativo in cui il conduttore ha il ruolo di facilitatore dei processi di apprendimento; propone e fornisce, infatti, la possibilità di fare un'esperienza specifica. L'oggetto dell'apprendimento è proprio del partecipante; infatti, è solo la persona che sa cosa ha imparato dall'esperienza. Il facilitatore lo aiuta a farne qualcosa di utile a se stesso. La formazione esperienziale, come evidenziato dal nome, mette al centro del processo di apprendimento l esperienza intesa come scambio fra la persona e l oggetto dell esperienza; uno scambio che assume significato se la persona riesce a cogliere l effetto che l interazione ha avuto su di lei. Ha quindi particolare importanza non solo quello che accade, ma il riconoscimento di quanto è accaduto da parte di chi l ha vissuto. E un tipo di formazione attraverso la quale l adulto si mette in gioco. E progettata e realizzata da formatori esperti nella gestione dell apprendimento degli adulti che supportano il partecipante all interno di un preciso percorso formativo finalizzato allo sviluppo di competenze. L apprendimento esperienziale avviene quando le esperienze sono seguite dalla riflessione, dall analisi critica e dalla sintesi. «Fare formazione esperienziale vuol dire, quindi, progettare e gestire un ambiente fisico ed uno spazio mentale in cui le persone possono interagire liberamente e condividere delle esperienze cognitive, emotive e fisiche, direttamente o analogicamente correlate all apprendimento di conoscenze, capacità e atteggiamenti utili per il miglioramento delle prestazioni lavorative» (Rago E., L arte della formazione, Franco Angeli, 2006, pag. 33). La formazione esperienziale si occupa delle relazioni interpersonali nei contesti organizzativi e negli ambienti di lavoro, con particolare attenzione alla gestione dei conflitti, al significato di appartenenza, allo sviluppo delle qualità e alla realizzazione di uno stato di benessere personale e organizzativo. 7

8 La formazione esperienziale viene utilizzata per velocizzare i processi di apprendimento dei partecipanti, attraverso la consapevolezza dei propri comportamenti, facendo elaborare e sedimentare in loro alcuni concetti veicolati attraverso le emozioni che maturano durante l esperienza. La differenza più importante, rispetto alla formazione classica, è l ingresso in campo della sfera emotiva, delle sensazioni, della componente irrazionale. Fare formazione esperienziale significa, quindi, creare esperienze significative da utilizzare come base di lavoro personale, mettendo al centro l individuo e il suo rapporto con il mondo che lo circonda; procurare un esperienza e facilitare una riflessione che trasforma l azione in formazione. 1. Quadro teorico di riferimento Per capire a fondo la formazione esperienziale è necessario soffermarsi sulla definizione del termine esperienza. La parola esperienza deriva dal latino experior, dove il termine -perior implica una nozione di pericolo, prova, qualcosa con cui ci si misura. Nella tradizione filosofica il termine indica quel tipo di conoscenza che parte dall attività dei sensi. Nell antica Grecia l esperienza era indicata con la parola empeirìa che stava a significare che con l esperienza il soggetto era in grado di saggiare all interno la realtà. Platone condusse un analisi sul concetto di esperienza e fece una distinzione tra i giudizi formati sulla base di esperienze pratiche e quelli che hanno utilizzato l intelletto per elaborare veri e propri ragionamenti (Platone, Repubblica, IX, 582). Platone definisce, quindi, l esperienza come un «fondamento ontologico ai fenomeni sensibili sulla base delle idee che l esperienza stessa induce a risvegliare nella mente umana» (Livi A., Il principio di coerenza: senso comune e logica epistemica, Armando Editore, Roma, 1997, p.20). 8

9 Anche Aristotele condusse diversi studi sul concetto di esperienza, definendola come un insieme di sensazioni e memoria reso possibile dall induzione, cioè la capacità di cogliere l universale attraverso i particolari. Nel Medioevo l esperienza diviene un concetto della gnoseologia ed è intesa come una o l unica fonte del sapere. In questo periodo Ruggero Bacone afferma che «senza l esperienza niente può essere conosciuto sufficientemente. Infatti due sono i mezzi del conoscere, la dimostrazione e l esperimento. [...] Se difatti un uomo, che non ha mai visto il fuoco, ha provato con argomenti sufficienti che il fuoco brucia e intacca e distrugge le cose, mai per questo si acquieterebbe lo spirito dell ascoltatore nè eviterebbe il fuoco prima di avvicinare la mano o una cosa combustibile al fuoco, in modo da provare con l esperienza ciò che l argomento insegnava. Ma, ottenuta l esperienza della combustione, lo spirito si rende certo e si acquieta nel fulgore del vero. Non basta, quindi, l argomento, ma si richiede l esperienza» (Ruggero Bacone, Opus maius, VI, 1). Per John Locke l esperienza fornisce alla ragione il materiale della conoscenza che essa adopera. La ragione può solo ordinare questo materiale a suo modo, formando idee complesse e ragionamenti; ma anche in questa attività deve essere controllata dall esperienza perché altrimenti le sue costruzioni sono fantastiche. Locke, nel suo Saggio sull intelletto umano scrive che la mente umana è come un foglio di carta bianco: è l esperienza che vi scrive sopra le idee; ma come il foglio è predisposto alla scrittura, così la mente ha la facoltà di formulare e di elaborare le idee. Anche le idee complesse, frutto dell attività della mente, hanno la loro origine nelle idee semplici che scaturiscono dall immediatezza dell esperienza sensibile. Immanuel Kant nel 1781 pubblica la Critica della ragion pura, in cui evidenzia che l esperienza è il punto di partenza di ogni conoscenza, integrato, poi, dall apporto formale della ragione umana. Per John Dewey, l apprendimento avviene coltivando l individualità e la libera attività, imparando dall esperienza, acquisendo abilità che servono per raggiungere scopi davvero significativi, utilizzando al meglio le opportunità del presente, adattandosi al mondo che cambia. Non prepara alla vita, ma è essa stessa un processo 9

10 di vita. Si basa su motivazioni intrinseche e individuali piuttosto che su stimoli e punizioni. Nasce da una costante riorganizzazione dell esperienza che insegna a dirigere le esperienze successive. Kurt Lewin articola tutto il suo lavoro sull integrazione tra teoria e pratica. Lewin sostiene il learning circle. Il ciclo dell apprendimento inizia e termina con la concreta esperienza (concrete experience) che costituisce sia la spinta sia lo scopo del processo. La concreta esperienza passa attraverso l osservazione e la riflessione (observation and reflection) e utilizzando le teorie (abstract concepts) giunge con la sperimentazione (sperimentation) a tradurre la riflessione in azione e quindi in esperienza. Kurt Lewin Experiential Learning Circle Fonte: consultato in data 23/04/ Il modello esperienziale secondo Kolb, Deming, Knowels 2.1 La teoria di Kolb L apprendimento esperienziale è un processo nel quale la costruzione della conoscenza avviene passando attraverso l osservazione e la trasformazione dell esperienza; non, quindi, attraverso la passiva acquisizione di nozioni e concetti. 10

11 La teoria di Kolb si lega al concetto di life long learning in quanto imparare è un processo che dura tutta la vita. Si può apprendere in qualsiasi situazione, non solo in quelle designate per l apprendimento. Il modello esperienziale di Kolb propone un processo ciclico di apprendimento esperienziale che prevede 4 stadi: 1. stadio delle esperienze concrete, dove l apprendimento è prevalentemente il risultato delle percezioni e delle reazioni alle esperienze; 2. stadio dell osservazione riflessiva, dove l apprendimento deriva prevalentemente dall ascolto e dall osservazione. In questa fase si riflette sulle esperienze e si osservano da diverse prospettive; 3. stadio della concettualizzazione astratta, in cui l apprendimento si concretizza mediante l analisi e l organizzazione sistematica delle informazioni; 4. stadio della sperimentazione attiva, in cui l apprendimento è basato sull azione, la sperimentazione e il riscontro dei risultati. Un apprendimento efficace e completo vede coinvolte tutte le quattro fasi del processo e non è importante da quale delle quattro si sia partiti. È possibile, infatti, iniziare l'apprendimento da qualsiasi punto del ciclo, e ciascuno stadio ha bisogno di abilità diverse per essere svolto nel migliore dei modi. Le quattro fasi dell apprendimento del ciclo di Kolb vengono proposte come un ciclo di apprendimento continuo per l adulto e potrebbero essere assimilate alle fasi di crescita e sviluppo del bambino. Per rendere ancora più chiara l esposizione ci rifaremo, quindi, a questa similitudine. L esperienza concreta è un momento formativo tipico del neonato, il quale, durante tutta la sua prima parte della vita, non avendo ancora capacità di immagazzinare concetti astratti, si nutre di esperienze concrete e emozionali. Nella vita da adulti questa fase corrisponde alla parte di conoscenza che è nascosta nel bagaglio di esperienze più o meno emozionanti con cui cerchiamo di risolvere le situazioni che affrontiamo. Nello stadio delle esperienze concrete il focus è sul coinvolgimento diretto e personale. Questo atteggiamento coinvolge la sfera emotiva. Il risultato è vissuto come personale ed è favorito da un approccio intuitivo e dalla 11

12 capacità di adattamento situazionale. Durante la formazione, le attività che favoriscono questa fase sono le attività di laboratorio, i lavori sul campo, gli esempi, le simulazioni, i giochi di ruolo, il "training on the job" e in generale tutte le attività che richiamano la concretezza e l applicazione. Successivamente, entra in gioco un altra abilità. Il bambino inizia a interagire con più persone e a vedere che gli altri fanno le stesse attività in modo diverso. Da queste attente osservazioni il bambino trae dei suggerimenti, fa delle riflessioni e mette in azione piccoli cambiamenti. Durante la fase di osservazione riflessiva l'apprendimento si focalizza sulla comprensione dei significati attraverso l ascolto, il confronto e l'osservazione imparziale. Assumono importanza la comprensione, la qualità dell analisi e la sua attendibilità. Nella formazione gli strumenti che meglio facilitano questa fase sono la lezione, le letture specialistiche, i riferimenti autorevoli, la discussione, i case history. Il bambino si trasforma poco alla volta in adulto e durante il passaggio tra gli otto e i dodici anni inizia a trattenere le informazioni e i concetti astratti. Questa nuova capacità permette al bambino di discutere in maniera sempre più complessa, imparando modelli d azione letti o raccontati, ma non visti né già sperimentati. Nello stadio della concettualizzazione astratta l'apprendimento si focalizza sull organizzazione logica dei contenuti e sulla possibilità di individuare regole e dinamiche di processo, applicabili in maniera generalizzata. Si elaborano teorie e dimostrazioni astratte attraverso analisi, individuazione dei concetti chiave, dei nessi di causa ed effetto. Gli strumenti per il training sono le lezioni, gli articoli, i modelli, la rappresentazione grafica e i diagrammi. Infine, il bambino, ormai diventato ragazzo, tende a personalizzare il proprio modo di vedere e percepire le situazioni e con esse anche gli apprendimenti. Ciò significa che tutto ciò che acquisisce viene tritato attraverso la propria visione egocentrica. Non si riflette molto su ciò che si deve o non si deve fare, ma si passa velocemente all azione. Negli adulti, questa caratteristica d apprendimento si manifesta quando davanti a un problema o a una situazione nuova si tende a agire in maniera repentina, a volte quasi senza pensare. Nella sperimentazione attiva ci si focalizza sulla ricerca 12

13 di opzioni per il cambiamento e l'evoluzione. L azione e le possibili applicazioni sono dirette ad un obiettivo di funzionamento. Simulazioni, team working, laboratori, sono indicati per favorire questo stadio dell apprendimento. Una maggiore o minore inclinazione o predisposizione per ciascuno di questi stadi determina un diverso stile di apprendimento. Kolb ha elaborato, infatti, quattro stili di apprendimento che corrispondono a quattro tipologie di profili personali: 1. Stile adattivo 3. Stile assimilativo 2. Stile divergente 4. Stile convergente I quattro stili di apprendimento non corrispondono ai quattro stadi descritti da Kolb, ma ogni stile privilegia due fasi come si può notare nel seguente grafico. David Kolb Ciclo e stili di apprendimento Fonte: consultato in data 23/04/

14 Stile adattivo: privilegia l esperienza concreta e la sperimentazione attiva. Gli adattivi sono in grado di adattamenti intuitivi alle situazioni. Mostrano difficoltà nel decodificare a posteriori i processi che loro stessi hanno attivato e prediligono ripetersi apportando nuove modifiche ai comportamenti. Sono fortemente orientati ai risultati e il loro focus è diretto alle conseguenze delle loro azioni. Solitamente propendono per l assunzione di responsabilità e l agire per obiettivi li stimola. Sono disposti a sacrificare l efficienza di una soluzione per l ottimizzazione del risultato. Rientrano in questo profilo le categorie di insegnanti e liberi professionisti, i venditori. Stile divergente: privilegia osservazione riflessiva ed esperienze concrete. I divergenti sono interessati alle persone e investono molto sul piano relazionale ed emotivo. Sono sempre alla ricerca di ulteriori approfondimenti e significati ed hanno solitamente interessi vari e interdisciplinari. Hanno maggiore facilità ad uscire dagli schemi e necessitano di dialogo e generazione di idee alternative. Gli interessa trovare risposte ai propri perché?. Fanno parte di questo profilo gli psicologi, gli artisti, i coach, i creativi. Stile convergente: privilegia la concettualizzazione astratta e la sperimentazione attiva. I convergenti sviluppano solitamente abilità nell'applicazione pratica delle idee. Sono orientati all azione e propendono per la messa in pratica delle idee il più rapidamente possibile. Una discussione troppo lunga e con molte variabili rischia di renderli impazienti. Questo stile è stato definito convergente perché risponde al profilo di una persona che si trova a suo agio in quelle situazioni in cui si converge verso una singola opzione (o verso un numero limitato di opzioni). Si tratta di un profilo efficiente nell operatività ma rigido che apprende per prove ed errori e predilige, di conseguenza, un ambiente che favorisce la sperimentazione e non penalizza gli sbagli. Fanno parte di questo profilo ingegneri, avvocati, manager. Stile assimilativo: privilegia l osservazione riflessiva e la concettualizzazione astratta. Gli assimilatori sono abili nella sistematizzazione dei concetti e nell'elaborazione di modelli teorici costruiti attraverso ragionamenti induttivi. Assimilano le conoscenze raccogliendo dati e informazioni. Sono obiettivi, razionali 14

15 e logici e manifestano un forte orientamento al compito e un basso orientamento alla relazione. Il loro eloquio è logico e razionale. Individuano l'esperto come figura di riferimento in ottica di apprendimento. Fanno parte di questo profilo gli scienziati e gli specialisti di ricerca. 2.2 La teoria di Deming Con il suo ciclo di apprendimento Kolb ci introduce al tema della formazione esperienziale nell ottica di una formazione-apprendimento continuo. In tal senso ritengo opportuno affiancare al modello di Kolb quello di Deming che può essere preso a riferimento come modello di ciclo continuo di sviluppo personale. William Edwards Deming è considerato da molti il fondatore del movimento della qualità. Deming ha ideato il ciclo PDCA in Giappone negli anni cinquanta. In quegli anni in Giappone la produzione di qualità era assicurata semplicemente dalle fasi di collaudo. Ispezioni successive al processo davano la sola possibilità di scartare i pezzi difettosi e, in tale logica, l'aumento della qualità avrebbe significato l'aumentare delle ispezioni e di conseguenza dei costi. Sprechi e costi non erano in sintonia con il concetto di qualità ricercato dal Giappone, il quale si affidò ad esperti americani tra i quali William Edwards Deming, per introdurre degli strumenti atti ad assicurare un progressivo miglioramento della qualità. In seguito, il modello ideato da Deming è diventato famoso per la sua applicabilità ad ogni settore, in quanto il suo metodo circolare e ricorsivo permette di implementare e migliorare qualsiasi processo. Il ciclo di Deming è un modello studiato per il miglioramento continuo della qualità in un'ottica a lungo raggio. Serve per promuovere una cultura della qualità che è tesa al miglioramento continuo dei processi e all'utilizzo ottimale delle risorse. Questo strumento parte dall'assunto che per il raggiungimento del massimo della qualità sia necessaria la costante interazione tra ricerca, progettazione, test, produzione e vendita. 15

16 Il modello applicativo è suddiviso in quattro fasi: Plan: la pianificazione. Serve per stabilire gli obiettivi dei processi (o dei problemi) e progettare strategie per ottenere risultati conformi alle politiche dell organizzazione. Do: l implementazione. Inizia l attuazione dei processi pianificati. Check: la valutazione. Vengono monitorati e misurati i processi e confrontati rispetto agli obiettivi ipotizzati. Act: l agire. Vengono adottate azioni per consolidare e migliorare ulteriormente ed in maniera continuativa le prestazioni dei processi ed i risultati raggiunti. Per migliorare la qualità e soddisfare il cliente, le quattro fasi devono ruotare costantemente, tenendo come criterio principale la qualità. William Edwards Deming Il ciclo PDCA Fonte: consultato in data 22/04/ La teoria di Knowles Knowles può essere collocato tra i più noti studiosi dell apprendimento adulto. Per Knowles gli adulti apprendono in modo diverso dai bambini. Egli elabora una tipologia di caratteristiche dell adulto in apprendimento introducendo nella sua teoria due variabili dipendenti di primaria importanza: l età e l esperienza dei soggetti. L interrelazione tra esperienze di vita, età e apprendimento definisce l ambito stesso dell apprendimento e conduce Knowles ad una progressiva attenzione per l unicità 16

17 dei soggetti in formazione, per l individualità, per la dimensione qualitativa dei processi, dei casi e delle biografie individuali. «Le diverse esperienze producono negli individui adulti trasformazioni, anche nella forma di resistenze alla crescita e all apprendimento, che ne fanno soggetti adulti senza autonomia, senza capacità di autorealizzazione, senza sufficiente fiducia in se stessi» (Knowles M., Informal Adult Education, Association Press, New York, 1950). Knowles cerca di formulare una teoria dell apprendimento degli adulti tenendo conto degli esperimenti e delle ricerche sulle caratteristiche specifiche che presentano i soggetti adulti ed elaborò un modello che definì andragogico in contrapposizione a quello pedagogico. Il modello andragogico di Knowles, si fonda su sei presupposti: Il bisogno di conoscere: gli adulti sentono l esigenza di sapere perchè occorra apprendere qualcosa prima di intraprendere l apprendimento stesso. Il concetto di sé: gli adulti hanno un concetto di sé come persone responsabili delle loro decisioni, della loro vita e sviluppano un profondo bisogno psicologico di essere considerati e trattati dagli altri come persone capaci di gestirsi autonomamente. Il ruolo dell esperienza: gli adulti entrano in attività di formazione con una loro esperienza pregressa. La disponibilità ad apprendere: gli adulti sono disponibili ad apprendere ciò che hanno bisogno di sapere e di saper fare per far fronte alle situazioni della loro vita. L orientamento verso l apprendimento: in contrasto con l orientamento verso le materie, quello degli adulti è incentrato sulla vita reale. La motivazione: le motivazioni più potenti dell adulto sono le pressioni interne. 17

18 3. Trasferibilità della formazione esperienziale alle attività lavorative La trasferibilità della formazione alle esperienze lavorative può essere definita come la possibilità di applicare al proprio ambito lavorativo competenze, conoscenze, skills e atteggiamenti acquisiti durante la formazione, e mantenerli nel tempo. Il modello proposto da Marguerite Foxon in A Process Approach to the Transfer of Training evidenzia la distanza che esiste tra l ambiente formativo e quello professionale. Seppure i discenti lasciano l aula con l intenzione di applicare le conoscenze apprese, è possibile che diversi fattori ambientali compromettano la motivazione e quindi pregiudichino il successo della trasferibilità. Vi sono però alcuni fattori che entrano in gioco durante e immediatamente dopo la formazione, che supportano il trasferimento (ad esempio percepire l utilità dei nuovi comportamenti). I professionisti della formazione devono attuare delle strategie per massimizzare le probabilità di avvio e mantenimento del trasferimento della formazione alle attività lavorative. Una delle possibili basi per un cambiamento duraturo è l attività di follow-up: momento formativo della durata di una o due giornate a distanza di circa tre mesi dal termine dell attività d aula. Tali incontri di valutazione ex post possono fornire all organizzazione indici rilevanti dell efficacia della formazione sia a livello di conoscenza degli argomenti oggetto del corso, sia sul grado di miglioramento dei comportamenti lavorativi, obiettivo per il quale l organizzazione investe nella formazione. Durante le sessioni di follow up è utile utilizzare foto e video raccolti durante le giornate di formazione per farlo diventare uno stimolo efficace per rievocare emozioni ed esperienze vissute durante le attività esperienziali. Numerosi studi hanno dimostrato come l attività di follow up sia necessaria per garantire risultati duraturi nel tempo. La difficoltà viene percepita nel momento in cui si provano ad agire i comportamenti nuovi sperimentati durante un attività formativa ma, non raggiungendo i risultati attesi, si ritorna alle abitudini comportamentali precedenti. 18

19 È importante che l esperienza costituisca la fase iniziale di un processo di accompagnamento che può proseguire con piani di sviluppo personali, sessioni di follow up, ed eventualmente sessioni di coaching individuale. 4. Diffusione delle metodologie esperienziali in Italia Negli ultimi anni in Italia si è osservata una diffusione incontrollata delle metodologie esperienziali, metaforiche e outdoor nella formazione. Attualmente in Italia esiste un vero e proprio mercato della formazione esperienziale. Molta dell offerta formativa innovativa è realizzata spesso da attori, non necessariamente formatori e consulenti aziendali di professione, che introducono, o meglio commercializzano nel contesto organizzativo alcuni loro interessi e pratiche (nella maggior parte dei casi sportive e artistiche). Spesso queste proposte risultano in realtà in una fase sperimentazione ma vengono pubblicizzate alle aziende come format già rodati ed a regime. In altri casi possono essere una scopiazzatura di fornitori nuovi rispetto ad interventi formativi proposti da fornitori più qualificati. Manca, quindi un reale modello teorico di riferimento e soprattutto la misurazione dei risultati ottenuti nello sviluppo di competenze professionali specifiche. La ricca offerta del mercato della formazione esperienziale può creare difficoltà anche ai fornitori (oltre che ai clienti finali) che si trovano a dover investire risorse per abbattere resistenze e pregiudizi in un mercato altamente concorrenziale. I fruitori della formazione esperienziale, spesso, al momento del colloquio preliminare di analisi dei fabbisogni, tendono a focalizzare l attenzione più sull attività che sull obiettivo del processo formativo, creando una forte attenzione sull attività ludica. Negli ultimi anni la metodologia esperienziale e l outdoor training hanno avuto un ampia diffusione nel mondo della formazione aziendale italiana. È necessario, a questo punto, fare chiarezza sui termini. Danieta Fregosi 1 definisce con il termine 1 Daniela Fregosi è una psicologa del lavoro. Si occupa di consulenza e formazione aziendale dal 92 e di metodologie esperienziali dal 98. Specializzata in formazione esperienziale ed outdoor training con il Master Outdoor Management Training, nel 2008 ha fondato la Community dell Apprendimento esperienziale 19

20 formazione esperienziale «l approccio metodologico generale che comprende tutta una serie di metodologie specifiche e diversificate tra cui l outdoor training. È preferibile utilizzare l aggettivo outdoor per descrivere un contesto ambientale (all aria aperta) piuttosto che una metodologia e quindi la formazione esperienziale può, a seconda del tipo di attività metaforica utilizzata, svolgersi in un contesto indoor, outdoor o misto» (Fregosi D., La formazione esperienziale e l outdoor training: facciamo chiarezza su rischi ed opportunità, in La formazione esperienziale, inoltre, ha assoluto bisogno di differenziarsi da attività di animazione perché è progettata e realizzata da formatori esperti nella gestione dell apprendimento degli adulti e quindi non si limita a proporre divertenti e suggestive attività fine a se stesse ma supporta il partecipante all interno di un preciso percorso formativo concordato con l azienda committente. Azienda, formatori e partecipanti devono quindi avere ben chiari gli obiettivi di fondo dell intervento sin dall inizio per non correre il rischio di realizzare interventi, magari divertenti e di apparente successo, ma che non hanno centrato gli obiettivi e non sono formativi. 20

Comincio da tre! I MIEI AMICI LA MIA FAMIGLIA LE MIE ESPERIENZE IL MIO PASSATO COSA VOLEVO FARE DA GRANDE LE MIE RELAZIONI

Comincio da tre! I MIEI AMICI LA MIA FAMIGLIA LE MIE ESPERIENZE IL MIO PASSATO COSA VOLEVO FARE DA GRANDE LE MIE RELAZIONI I MIEI AMICI LA MIA FAMIGLIA IL MIO PASSATO LE MIE ESPERIENZE COSA VOLEVO FARE DA GRANDE COME SONO IO? I MIEI DIFETTI LE MIE RELAZIONI LE MIE PASSIONI I SOGNI NEL CASSETTO IL MIO CANE IL MIO GATTO Comincio

Dettagli

L educazione non formale e l apprendimento interculturale. Info days

L educazione non formale e l apprendimento interculturale. Info days L educazione non formale e l apprendimento interculturale Info days Roma, 16 novembre 2009 Una donna portò suo figlio a vedere Gandhi, il quale le chiese il motivo della sua presenza. Vorrei che mio figlio

Dettagli

Supervisori che imparano dagli studenti

Supervisori che imparano dagli studenti Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di

Dettagli

RICERCA-AZIONE. l insegnamento riflessivo. Caterina Bortolani-2009

RICERCA-AZIONE. l insegnamento riflessivo. Caterina Bortolani-2009 RICERCA-AZIONE ovvero l insegnamento riflessivo Gli insegnanti sono progettisti.. riflettono sul contesto nel quale devono lavorare sugli obiettivi che vogliono raggiungere decidono quali contenuti trattare

Dettagli

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali LAVORO DI GRUPPO Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali Esistono molti manuali e teorie sulla costituzione di gruppi e sull efficacia del lavoro di gruppo. Un coordinatore dovrebbe tenere

Dettagli

MASTER TRIENNALE DI FORMAZIONE MANAGERIALE

MASTER TRIENNALE DI FORMAZIONE MANAGERIALE Management Risorse Umane MASTER TRIENNALE DI FORMAZIONE MANAGERIALE La formazione di eccellenza al servizio dei Manager PRESENTAZIONE Il Master Triennale di Formazione Manageriale è un percorso di sviluppo

Dettagli

Process Counseling Master. Strumenti di consulenza e formazione per lo sviluppo organizzativo

Process Counseling Master. Strumenti di consulenza e formazione per lo sviluppo organizzativo Process Counseling Master Strumenti di consulenza e formazione per lo sviluppo organizzativo Il percorso Una delle applicazioni più diffuse del Process Counseling riguarda lo sviluppo delle potenzialità

Dettagli

STRUMENTI DI ANALISI E DI INTERPRETAZIONE DEI PROBLEMI: LE TECNICHE DI PROBLEM SOLVING

STRUMENTI DI ANALISI E DI INTERPRETAZIONE DEI PROBLEMI: LE TECNICHE DI PROBLEM SOLVING STRUMENTI DI ANALISI E DI INTERPRETAZIONE DEI PROBLEMI: LE TECNICHE DI PROBLEM SOLVING Gianna Maria Agnelli Psicologa Clinica e Psicoterapeuta Clinica del Lavoro "Luigi Devoto Fondazione IRCCS Ospedale

Dettagli

MODULO 3 LEZIONE 23 FORMAZIONE DEL MOVIMENTO (SECONDA PARTE)

MODULO 3 LEZIONE 23 FORMAZIONE DEL MOVIMENTO (SECONDA PARTE) MODULO 3 LEZIONE 23 FORMAZIONE DEL MOVIMENTO (SECONDA PARTE) Contenuti Michelene Chi Livello ottimale di sviluppo L. S. Vygotskij Jerome Bruner Human Information Processing Teorie della Mente Contrapposizione

Dettagli

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA INDICE INTRODUZIONE scuola media obiettivo generale linee di fondo : mete educative e mete specifiche le abilità da sviluppare durante le sei sessioni alcune

Dettagli

capitolo 6 IL QUESTIONARIO PER LA VALUTV ALUTAZIONEAZIONE DEI CONTENUTI

capitolo 6 IL QUESTIONARIO PER LA VALUTV ALUTAZIONEAZIONE DEI CONTENUTI capitolo 6 IL QUESTIONARIO PER LA VALUTV ALUTAZIONEAZIONE DEI CONTENUTI 6.1 ISTRUZIONI PER IL VALUTATORE Il processo di valutazione si articola in quattro fasi. Il Valutatore deve: 1 leggere il questionario;

Dettagli

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto LA PROGETTAZIONE 1 LA PROGETTAZIONE Oggi il raggiungimento di un obiettivo passa per la predisposizione di un progetto. Dal mercato al terzo settore passando per lo Stato: aziende, imprese, organizzazioni,

Dettagli

Suggestopedia Moderna teoria e pratica capitolo

Suggestopedia Moderna teoria e pratica capitolo capitolo Fattori Introduzione suggestopedici alla Suggestopedia La dessuggestione Moderna delle barriere di apprendimento pag. 7 Se vuoi costruire una nave, non raccogliere i tuoi uomini per preparare

Dettagli

Definizione e struttura della comunicazione

Definizione e struttura della comunicazione Definizione e struttura della comunicazione Sono state date molteplici definizioni della comunicazione; la più semplice e comprensiva è forse questa: passaggio di un'informazione da un emittente ad un

Dettagli

Descrizione della pratica: 1. Identificazione:

Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Istituto scolastico dove si sviluppa la pratica: Al momento attuale (maggio 2008) partecipano al progetto n. 47 plessi di scuola primaria e n. 20 plessi di

Dettagli

Stadio della socializzazione, identità e immaginazione (3-6 anni) Dott.ssa Maria Cristina Theis

Stadio della socializzazione, identità e immaginazione (3-6 anni) Dott.ssa Maria Cristina Theis Stadio della socializzazione, identità e immaginazione (3-6 anni) Dott.ssa Maria Cristina Theis Obiettivo dell incontro - Descrivere la fase evolutiva del bambino (fase 3-6 anni). - Attivare un confronto

Dettagli

Scuola secondaria di primo grado: Educazione fisica

Scuola secondaria di primo grado: Educazione fisica Ufficio XVI - Ambito territoriale per la provincia di Reggio Emilia Ufficio Educazione Fisica e Sportiva Scuola secondaria di primo grado: Educazione fisica Prof. CRONISTORIA DELLA DISCIPLINA DAL 1979

Dettagli

Gli strumenti per una didattica inclusiva

Gli strumenti per una didattica inclusiva STRUMENTI PER UNA DIDATTICA INCLUSIVA Ottilia Gottardi CTI Monza Est Gli strumenti per una didattica inclusiva Ottilia Gottardi CTI Monza Est PRINCIPI della PEDAGOGIA INCLUSIVA Tutti possono imparare;

Dettagli

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO Le seguenti affermazioni descrivono alcune abitudini di studio e modi di imparare. Decidi in quale misura ogni affermazione si applica nel tuo caso: metti una

Dettagli

IC n 5 L.Coletti. Progetto GREEN SCHOOL. Proposta di percorsi tematici nei vari ordini di scuola

IC n 5 L.Coletti. Progetto GREEN SCHOOL. Proposta di percorsi tematici nei vari ordini di scuola IC n 5 L.Coletti Progetto GREEN SCHOOL Proposta di percorsi tematici nei vari ordini di scuola GREEN SCHOOL Principio fondante del Progetto GREEN SCHOOL..Coniugare conoscenza, ambiente, comportamenti nell

Dettagli

MI PIACE LA MAGGIOR PARTE DI ME. AUTOSTIMA E SCUOLA Strategie di gestione

MI PIACE LA MAGGIOR PARTE DI ME. AUTOSTIMA E SCUOLA Strategie di gestione MI PIACE LA MAGGIOR PARTE DI ME AUTOSTIMA E SCUOLA Strategie di gestione Percorsi didattico-educativi Sabato 7 febbraio 2009 Dr.ssa ANNA STROPPA psicologa e psicoterapeuta dell et età evolutiva GIUSE TIRABOSCHI

Dettagli

di Sara Baroni Marketing e Vendite >> Marketing e Management

di Sara Baroni Marketing e Vendite >> Marketing e Management GESTIRE CON SUCCESSO UNA TRATTATIVA COMMERCIALE di Sara Baroni Marketing e Vendite >> Marketing e Management OTTENERE FIDUCIA: I SEI LIVELLI DI RESISTENZA Che cosa comprano i clienti? Un prodotto? Un servizio?

Dettagli

Il quadro europeo delle qualifiche (EQF)

Il quadro europeo delle qualifiche (EQF) Il quadro europeo delle qualifiche (EQF) di A. Sveva Balduini ISFOL Agenzia Nazionale LLP Nell aprile del 2008, al termine di un lungo lavoro preparatorio e dopo un ampio processo di consultazione che

Dettagli

INTRODUZIONE 17. Introduzione

INTRODUZIONE 17. Introduzione INTRODUZIONE 17 Introduzione Questo libro nasce dal desiderio di raccogliere e condividere le idee elaborate dal nostro gruppo di lavoro nel corso della progettazione e realizzazione di progetti inerenti

Dettagli

Profilo e compiti istituzionali dell insegnante della scuola ticinese

Profilo e compiti istituzionali dell insegnante della scuola ticinese Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento dell educazione, della cultura e dello sport Profilo e compiti istituzionali Bellinzona, novembre 2014 Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento dell educazione,

Dettagli

Che cos è un focus-group?

Che cos è un focus-group? Che cos è un focus-group? Si tratta di interviste di tipo qualitativo condotte su un ristretto numero di persone, accuratamente selezionate, che vengono riunite per discutere degli argomenti più svariati,

Dettagli

12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE. Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA

12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE. Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA 12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA LE CARATTERISTICHE PEDAGOGICHE DEL GRUPPO CLASSE 13 1 Le caratteristiche

Dettagli

3) Heidegger: dall esistenza all ontologia

3) Heidegger: dall esistenza all ontologia 3) Heidegger: dall esistenza all ontologia Vita e opere Martin Heidegger (1889-1976) frequentò la facoltà di teologia dell Università di Friburgo. Nel 1919 divenne assistente e in seguito successore di

Dettagli

TITOLO VALORE DI RIFERIMENTO.

TITOLO VALORE DI RIFERIMENTO. Istituto Comprensivo di Iseo a.s. 2012/2013 Progetto Di Casa nel Mondo - Competenze chiave per una cittadinanza sostenibile Gruppo lavoro Dott. Massetti Scuola Primaria Classi Terze TITOLO: I prodotti

Dettagli

Mario Polito IARE: Press - ROMA

Mario Polito IARE: Press - ROMA Mario Polito info@mariopolito.it www.mariopolito.it IMPARARE A STUD IARE: LE TECNICHE DI STUDIO Come sottolineare, prendere appunti, creare schemi e mappe, archiviare Pubblicato dagli Editori Riuniti University

Dettagli

Le classi 4^A e B di Scarperia hanno richiesto e partecipato al PROGETTO CLOWN. L esperienza, che è stata ritenuta molto positiva dalle insegnanti,

Le classi 4^A e B di Scarperia hanno richiesto e partecipato al PROGETTO CLOWN. L esperienza, che è stata ritenuta molto positiva dalle insegnanti, Le classi 4^A e B di Scarperia hanno richiesto e partecipato al PROGETTO CLOWN. L esperienza, che è stata ritenuta molto positiva dalle insegnanti, si è conclusa con una lezione aperta per i genitori.

Dettagli

LA RICERCA DI DIO. Il vero aspirante cerca la conoscenza diretta delle realtà spirituali

LA RICERCA DI DIO. Il vero aspirante cerca la conoscenza diretta delle realtà spirituali LA RICERCA DI DIO Gradi della fede in Dio La maggior parte delle persone non sospetta nemmeno la reale esistenza di Dio, e naturalmente non s interessa molto a Dio. Ce ne sono altre che, sotto l influsso

Dettagli

FACILITARE APPRENDIMENTI SIGNIFICATIVI, MOTIVARE E COINVOLGERE GLI STUDENTI DELLA SCUOLA SUPERIORE. Progetto di formazione

FACILITARE APPRENDIMENTI SIGNIFICATIVI, MOTIVARE E COINVOLGERE GLI STUDENTI DELLA SCUOLA SUPERIORE. Progetto di formazione FACILITARE APPRENDIMENTI SIGNIFICATIVI, MOTIVARE E COINVOLGERE GLI STUDENTI DELLA SCUOLA SUPERIORE Progetto di formazione Questo progetto si articola in due diversi interventi: - un corso/laboratorio per

Dettagli

I Valori del Manifesto Agile sono direttamente applicabili a Scrum:!

I Valori del Manifesto Agile sono direttamente applicabili a Scrum:! Scrum descrizione I Principi di Scrum I Valori dal Manifesto Agile Scrum è il framework Agile più noto. E la sorgente di molte delle idee che si trovano oggi nei Principi e nei Valori del Manifesto Agile,

Dettagli

INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO

INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO INTRODUZIONE L Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia e l Ufficio Scolastico Regionale, firmatari di un Protocollo d Intesa stipulato

Dettagli

La scuola dell infanzia, anello fondamentale del sistema formativo del paese, deve essere in continuità con:

La scuola dell infanzia, anello fondamentale del sistema formativo del paese, deve essere in continuità con: La scuola dell infanzia, anello fondamentale del sistema formativo del paese, deve essere in continuità con: V E NIDO DIPARTIMENTO MATERNO INFANTILE R ENTI LOCALI T QUARTIERE I C SCUOLA DELL INFANZIA FAMIGLIA

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA IL SE E L ALTRO SCUOLA DELL INFANZIA ANNI 3

CAMPO DI ESPERIENZA IL SE E L ALTRO SCUOLA DELL INFANZIA ANNI 3 IL SE E L ALTRO ANNI 3 Si separa facilmente dalla famiglia. Vive serenamente tutti i momenti della giornata scolastica. E autonomo. Stabilisce una relazione con gli adulti e i compagni. Conosce il nome

Dettagli

J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO. Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo

J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO. Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo L utopia dell educazione L educazione è un mezzo prezioso e indispensabile che

Dettagli

IL PROGETTO PEDAGOGICO DEL SERVIZIO

IL PROGETTO PEDAGOGICO DEL SERVIZIO IL PROGETTO PEDAGOGICO DEL SERVIZIO Premessa L estate per i bambini è il tempo delle vacanze, il momento in cui è possibile esprimersi liberamente, lontano dalle scadenze, dagli impegni, dai compiti, dalle

Dettagli

Excellence Programs executive. Renaissance management

Excellence Programs executive. Renaissance management Excellence Programs executive Renaissance management Renaissance Management: Positive leaders in action! toscana 24.25.26 maggio 2012 Renaissance Management: positive leaders in action! Il mondo delle

Dettagli

DISABILITY MANAGEMENT: INTEGRARE LE DIFFERENZE PER FARE LA DIFFERENZA

DISABILITY MANAGEMENT: INTEGRARE LE DIFFERENZE PER FARE LA DIFFERENZA DISABILITY MANAGEMENT: INTEGRARE LE DIFFERENZE PER FARE LA DIFFERENZA Simone Scerri INTRODUZIONE Questa proposta è rivolta alle aziende con un numero pendenti superiore a 15, le quali sono tenute ad assumere

Dettagli

Formazione Su Misura

Formazione Su Misura Formazione Su Misura Contattateci per un incontro di presentazione inviando una mail a formazione@assoservizi.it o telefonando ai nostri uffici: Servizi alle Imprese 0258370-644.605 Chi siamo Assoservizi

Dettagli

Allegato A. Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei

Allegato A. Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei Allegato A Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei I percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinché

Dettagli

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO MASTRO GIORGIO PROGETTO DI INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI Classi Prime - Seconde - Terze Anno scolastico 2012-2013 SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO MASTRO GIORGIO

Dettagli

Copyright Università degli Studi di Torino, Progetto Atlante delle Professioni 2009 IT PROCESS EXPERT

Copyright Università degli Studi di Torino, Progetto Atlante delle Professioni 2009 IT PROCESS EXPERT IT PROCESS EXPERT 1. CARTA D IDENTITÀ... 2 2. CHE COSA FA... 3 3. DOVE LAVORA... 4 4. CONDIZIONI DI LAVORO... 5 5. COMPETENZE... 6 Quali competenze sono necessarie... 6 Conoscenze... 8 Abilità... 9 Comportamenti

Dettagli

Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende

Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende Workshop n. 3 Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende Introducono il tema e coordinano i lavori - Irene Camolese, Confcooperative - Franca Marchesi, Istituto Comprensivo

Dettagli

La Carta di Montecatini

La Carta di Montecatini La Carta di Montecatini Le origini e le ragioni della Carta di Montecatini La Carta di Montecatini è il frutto del lavoro del secondo Campus che si è svolto nella città termale dal 27 al 29 ottobre 2005.

Dettagli

TEORIA DEL SÉ E CICLO DEL CONTATTO

TEORIA DEL SÉ E CICLO DEL CONTATTO TEORIA DEL SÉ E CICLO DEL CONTATTO di Sergio Mazzei Direttore dell Istituto Gestalt e Body Work TEORIA DEL SÉ Per organismo nella psicoterapia della Gestalt si intende l individuo che è in relazione con

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO I. Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini. I I. Sviluppa il

Dettagli

1. QUAL È LO SCOPO DI QUESTO MODULO?

1. QUAL È LO SCOPO DI QUESTO MODULO? Percorso B. Modulo 4 Ambienti di Apprendimento e TIC Guida sintetica agli Elementi Essenziali e Approfondimenti (di Antonio Ecca), e slide per i formatori. A cura di Alberto Pian (alberto.pian@fastwebnet.it)

Dettagli

Ludovica Scarpa Che cos è la competenza sociale?

Ludovica Scarpa Che cos è la competenza sociale? Ludovica Scarpa Che cos è la competenza sociale? Come l intelligenza e l empatia, e un poco come tutte le caratteristiche che contraddistinguono gli esseri umani, anche la competenza sociale non è facile

Dettagli

SPC Scuola di Process Counseling

SPC Scuola di Process Counseling SPC Scuola di Process Counseling In uno scenario professionale e sociale in cui la relazione è il vero bisogno di individui e organizzazioni, SPC propone un modello scientifico che unisce l attenzione

Dettagli

Che cos è un emozione?

Che cos è un emozione? Che cos è un emozione? Definizione Emozione: Stato psichico affettivo e momentaneo che consiste nella reazione opposta all organismo a percezioni o rappresentazioni che ne turbano l equilibrio (Devoto

Dettagli

RELAZIONE PROGETTO THE ANIMATED E-BOOK

RELAZIONE PROGETTO THE ANIMATED E-BOOK RELAZIONE PROGETTO THE ANIMATED E-BOOK Nome scuola: ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE D. ROMANAZZI Indirizzo: VIA C. ULPIANI, 6/A cap. 70126 città: BARI provincia: BA tel.: 080 5425611 fax: 080 5426492 e-mail:

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO I. Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini. I I. Sviluppa il

Dettagli

FORMAT DELL UNITÀ DI APPRENDIMENTO. Scuola secondaria 1 grado S.Ricci di Belluno classe 2. ULSS n.1 Belluno PERSONALE AZIENDA ULSS N.

FORMAT DELL UNITÀ DI APPRENDIMENTO. Scuola secondaria 1 grado S.Ricci di Belluno classe 2. ULSS n.1 Belluno PERSONALE AZIENDA ULSS N. FORMAT DELL UNITÀ DI APPRENDIMENTO Scuola secondaria 1 grado S.Ricci di Belluno classe 2 ULSS n.1 Belluno Autori: PERSONALE AZIENDA ULSS N. 1 BELLUNO: Dr.ssa Mel Rosanna Dirigente medico SISP (Dipartimento

Dettagli

Il lavoro per progetti

Il lavoro per progetti Il lavoro per progetti (personalizzati, di attività,, di servizio, ) nei servizi alla persona Gianmaria Gioga Padova, 7 giugno 2013 QUALI SERVIZI ALLA PERSONA? I servizi alla persona devono connotarsi

Dettagli

I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO SPORTELLO D ASCOLTO PSICOLOGICO UNO SPAZIO PER PENSARE, PER ESSERE, PER DIVENTARE

I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO SPORTELLO D ASCOLTO PSICOLOGICO UNO SPAZIO PER PENSARE, PER ESSERE, PER DIVENTARE ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di Sc. Materna Elementare e Media LENTINI 85045 LAURIA (PZ) Cod. Scuola: PZIC848008 Codice Fisc.: 91002150760 Via Roma, 102 - e FAX: 0973823292 I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO

Dettagli

Un differente punto di vista

Un differente punto di vista A Different Point of View Un differente punto di vista by Serge Kahili King Traduzione a cura di Josaya http://www.josaya.com/ Come sappiamo dal primo principio Huna, (IL MONDO E' COME TU PENSI CHE SIA

Dettagli

PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E DELL EDUCAZIONE SVILUPPO MORALE E SESSUALE. Docente: S. De Stasio

PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E DELL EDUCAZIONE SVILUPPO MORALE E SESSUALE. Docente: S. De Stasio PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E DELL EDUCAZIONE SVILUPPO MORALE E SESSUALE Docente: S. De Stasio Diverse dimensioni delle norme morali L acquisizione di una norma morale è un processo che contiene diverse

Dettagli

RELAZIONE FINALE PROGETTO IDA VENUTI UN FORMATORE AID NELLA TUA SCUOLA

RELAZIONE FINALE PROGETTO IDA VENUTI UN FORMATORE AID NELLA TUA SCUOLA RELAZIONE FINALE PROGETTO IDA VENUTI UN FORMATORE AID NELLA TUA SCUOLA A CURA DELLA DOTT.SSA MARIANGELA BRUNO (LOGOPEDISTA E FORMATRICE AID) ANNO SCOLASTICO 2011-2012 1 INDICE 1. ARTICOLAZIONE DEL PROGETTO...

Dettagli

AUTISMO E SPORT: ASPETTI LUDICI ED EDUCATIVI. Dott.ssa Sara Ambrosetto Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale

AUTISMO E SPORT: ASPETTI LUDICI ED EDUCATIVI. Dott.ssa Sara Ambrosetto Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale AUTISMO E SPORT: ASPETTI LUDICI ED EDUCATIVI Dott.ssa Sara Ambrosetto Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale Che cos è lo sport? Lo sport viene definito come l'insieme delle attività, individuali

Dettagli

John Dewey. Le fonti di una scienza dell educazione. educazione

John Dewey. Le fonti di una scienza dell educazione. educazione John Dewey Le fonti di una scienza dell educazione educazione 1929 L educazione come scienza indipendente Esiste una scienza dell educazione? Può esistere una scienza dell educazione? Ṫali questioni ineriscono

Dettagli

Prosegue il percorso di riflessione

Prosegue il percorso di riflessione strategie WEB MARKETING. Strategie di Customer Journey per la creazione di valore Il viaggio del consumatore in rete Come le aziende possono calarsi nell esperienza multicanale del cliente per costruire

Dettagli

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA PREMESSA A tutt oggi i documenti ufficiali a cui ogni docente di lingue straniere è chiamato a far riferimento nel suo lavoro quotidiano,

Dettagli

RESPONS.In.City - Methodology

RESPONS.In.City - Methodology RESPONS.In.City - Methodology THE METHODOLOGY OF A RESPONSIBLE CITIZENSHIP PROMOTION Metodologia di Promozione della Cittadinanza come Responsabilità Condivisa 1 Premessa La possibilità di partecipare

Dettagli

PROGRAMMA DI STUDIO. SALUTE in AUTOGESTIONE

PROGRAMMA DI STUDIO. SALUTE in AUTOGESTIONE PROGRAMMA DI STUDIO SALUTE in AUTOGESTIONE 2013 1 This project has been funded with support from the European Commission. Indice dei contenuti 1. DESTINATARI. 3 2. CARICO DI LAVORO.3 3. ento/insegnamento

Dettagli

Napoli. Riconosciuto dal Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca M.I.U.R.

Napoli. Riconosciuto dal Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca M.I.U.R. Napoli Centro Psicopedagogico Formazione Studi e Ricerche OIDA Scuola di Formazione riconosciuta dal M.I.U.R. Decreto 3 agosto 2011 Scuola di Formazione riconosciuta dalla P.ED.I.AS. Comunicazione Efficace

Dettagli

Capitolo 15 LE SCELTE DI ORGANIZZAZIONE. G. Airoldi, G. Brunetti, V. Coda Corso di economia aziendale Il Mulino, 2005

Capitolo 15 LE SCELTE DI ORGANIZZAZIONE. G. Airoldi, G. Brunetti, V. Coda Corso di economia aziendale Il Mulino, 2005 Capitolo 15 LE SCELTE DI ORGANIZZAZIONE G. Airoldi, G. Brunetti, V. Coda Corso di economia aziendale Il Mulino, 2005 1 L ASSETTO ORGANIZZATIVO, IL COMPORTAMENTO ORGANIZZATIVO In organizzazione il centro

Dettagli

VALUTAZIONE DI RISULTATO E DI IMPATTO del progetto Diesis

VALUTAZIONE DI RISULTATO E DI IMPATTO del progetto Diesis Obiettivo Competitività Regionale e Occupazione Programma Operativo Nazionale Azioni di Sistema (FSE) 2007-2013 [IT052PO017] Obiettivo Convergenza Programma Operativo Nazionale Governance e Azioni di Sistema

Dettagli

I n d i c e. 163 Appendice B Questionari su utilità e uso delle Strategie di Studio (QS1 e QS2)

I n d i c e. 163 Appendice B Questionari su utilità e uso delle Strategie di Studio (QS1 e QS2) I n d i c e 9 Introduzione 11 CAP. 1 I test di intelligenza potenziale 17 CAP. 2 La misura dell intelligenza potenziale nella scuola dell infanzia 31 CAP. 3 La misura dell intelligenza potenziale nella

Dettagli

STILI DI APPRENDIMENTO NEI DSA PROPOSTE OPERATIVE PER UN BUON METODO DI STUDIO E DI INSEGNAMENTO

STILI DI APPRENDIMENTO NEI DSA PROPOSTE OPERATIVE PER UN BUON METODO DI STUDIO E DI INSEGNAMENTO STILI DI APPRENDIMENTO NEI DSA PROPOSTE OPERATIVE PER UN BUON METODO DI STUDIO E DI INSEGNAMENTO FONTE: MARIANI L. 2000. PORTFOLIO. STRUMENTI PER DOCUMENTARE E VALUTARE COSA SI IMPARA E COME SI IMPARA.ZANICHELLI,

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA MEDIA E SUPERIORE 86029 TRIVENTO (CB) PROGETTO DI EDUCAZIONE ALIMENTARE

ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA MEDIA E SUPERIORE 86029 TRIVENTO (CB) PROGETTO DI EDUCAZIONE ALIMENTARE ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA MEDIA E SUPERIORE 86029 TRIVENTO (CB) Via Acquasantianni s.n. - (Tel. 0874-871770 - Fax 0874-871770) Sito web: http://digilander.libero.it/ictrivento/ - e-mail: cbmm185005@istruzione.it

Dettagli

6. Le ricerche di marketing

6. Le ricerche di marketing Università degli Studi di Urbino Carlo Bo Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Corso di Laurea in Lingue e Cultura per l Impresa 6. Le ricerche di marketing Prof. Fabio Forlani Urbino, 29/III/2011

Dettagli

VALUTAZIONE DINAMICA DEL POTENZIALE DI APPRENDIMENTO IN UN BAMBINO CON DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO

VALUTAZIONE DINAMICA DEL POTENZIALE DI APPRENDIMENTO IN UN BAMBINO CON DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO Fondamenti teorici Vygotskji Zona di Sviluppo Prossimale Feuerstein VALUTAZIONE DINAMICA DEL POTENZIALE DI APPRENDIMENTO IN UN BAMBINO CON DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO Esperienza di Apprendimento Mediato

Dettagli

Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori. per la Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA "GATTO" SAIC83800T

Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori. per la Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA GATTO SAIC83800T Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori per la ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA "GATTO" SAIC83800T Progetto VALES a.s. 2012/13 Rapporto Questionari Studenti Insegnanti Genitori

Dettagli

Pro-seguire INSIEME! - La Valigia delle Rime -

Pro-seguire INSIEME! - La Valigia delle Rime - Pro-seguire INSIEME! - La Valigia delle Rime - Progetto Continuità" Scuola dell Infanzia - Scuola Primaria 2010-11 11 Anno Scolastico 2010 Funzioni Strumentali A. Rubino Scuola Infanzia P. Stramonio Scuola

Dettagli

Dalle scatole alle figure piane. Percorso di geometria Classe prima Scuola Primaria Rispescia a.s. 2014-2015

Dalle scatole alle figure piane. Percorso di geometria Classe prima Scuola Primaria Rispescia a.s. 2014-2015 Dalle scatole alle figure piane Percorso di geometria Classe prima Scuola Primaria Rispescia a.s. 2014-2015 Dalle Indicazioni nazionali per il curricolo Le conoscenze matematiche contribuiscono alla formazione

Dettagli

Un percorso nell affido

Un percorso nell affido Un percorso nell affido Progetto nazionale di promozione dell affidamento familiare Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali Coordinamento Nazionale Servizi Affido SOMMARIO Il PROGETTO

Dettagli

2 EDIZIONE Master in Export Management (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI STAGE. Main Supporter

2 EDIZIONE Master in Export Management (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI STAGE. Main Supporter 2 EDIZIONE Master in Export Management (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI STAGE Main Supporter MASTER IN EXPORT MANAGEMENT (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE (II Edizione) 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI

Dettagli

La didattica personalizzata: utopia o realtà?

La didattica personalizzata: utopia o realtà? La didattica personalizzata: utopia o realtà? L integrazione di qualità è anche la qualità positiva per tutti gli attori coinvolti nei processi di integrazione, non solo per l alunno in difficoltà. Se

Dettagli

Villa Favorita via Zuccarini 15 60131 Ancona tel. 071 2137011 fax 071 2901017 fax 071 2900953 informa@istao.it www.istao.it

Villa Favorita via Zuccarini 15 60131 Ancona tel. 071 2137011 fax 071 2901017 fax 071 2900953 informa@istao.it www.istao.it Master in 2013 10a edizione 18 febbraio 2013 MANAGEMENT internazionale Villa Favorita via Zuccarini 15 60131 Ancona tel. 071 2137011 fax 071 2901017 fax 071 2900953 informa@istao.it www.istao.it Durata

Dettagli

Appunti lezione 1 anno Med 48 Educatori Professionale docente Cleta Sacchetti

Appunti lezione 1 anno Med 48 Educatori Professionale docente Cleta Sacchetti Appunti lezione 1 anno Med 48 Educatori Professionale docente Cleta Sacchetti 1 L educatore professionale nasce negli anni successivi alla seconda guerra mondiale Risponde alle esigenze concrete lasciate

Dettagli

presenta: CUCCIOLI SPRINT (progetto di attività cognitivo-motoria per bambini dai 20 mesi ai tre anni)

presenta: CUCCIOLI SPRINT (progetto di attività cognitivo-motoria per bambini dai 20 mesi ai tre anni) presenta: CUCCIOLI SPRINT (progetto di attività cognitivo-motoria per bambini dai 20 mesi ai tre anni) Premessa: Sportivissimo a.s.d. è un associazione affiliata all ACSI e al CONI che intende promuovere

Dettagli

attività motorie per i senior euro 22,00

attività motorie per i senior euro 22,00 Le attività motorie Chi è il senior? Quali elementi di specificità deve contenere la programmazione delle attività motorie destinate a questa tipologia di utenti? Quali sono le capacità motorie che necessitano

Dettagli

DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLE MISURE FINALIZZATE AL MIGLIORAMENTO DEL BENESSERE ORGANIZZATIVO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLE MISURE FINALIZZATE AL MIGLIORAMENTO DEL BENESSERE ORGANIZZATIVO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLE MISURE FINALIZZATE AL MIGLIORAMENTO DEL BENESSERE ORGANIZZATIVO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI A tutti i Ministeri - Uffici di Gabinetto -Uffici del

Dettagli

Dai giochi del far finta ai giochi di ruolo e di simulazione

Dai giochi del far finta ai giochi di ruolo e di simulazione Università degli Studi di Udine Dai giochi del far finta ai giochi di ruolo e di simulazione Dott. Davide Zoletto Facoltà di Scienze della Formazione Il gioco del far finta Rappresentazione della realtà:

Dettagli

Urban Farming: Second Use of Public Spaces. Sviluppare progetti per il recupero urbano Entrepreneurial thinking. Scheda progetto

Urban Farming: Second Use of Public Spaces. Sviluppare progetti per il recupero urbano Entrepreneurial thinking. Scheda progetto Urban Farming: Second Use of Public Spaces Sviluppare progetti per il recupero urbano Entrepreneurial thinking Scheda progetto CSAVRI - Centro Servizi di Ateneo per la Valorizzazione della Ricerca e Incubatore

Dettagli

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 CTI della provincia di Verona Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 Per non perdere nessuno La crisi economica e valoriale che stiamo vivendo entra dapprima nelle famiglie e poi nella scuola. Gli

Dettagli

Esser Genitori dei Bambini Indaco e Cristallo: Crescerli col Cuore

Esser Genitori dei Bambini Indaco e Cristallo: Crescerli col Cuore Esser Genitori dei Bambini Indaco e Cristallo: Crescerli col Cuore Crescere un bambino Indaco o Cristallo è un privilegio speciale in questo momento di turbolenze e cambiamenti. Come genitori, state contribuendo

Dettagli

Campo d esperienza: IL SE E L ALTRO

Campo d esperienza: IL SE E L ALTRO Campo d esperienza: IL SE E L ALTRO 1. Il bambino sviluppa il senso dell identità personale, è consapevole delle proprie esigenze e dei propri sentimenti, sa controllarli ed esprimerli in modo adeguato

Dettagli

La definizione L approccio

La definizione L approccio I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES) La definizione Con la sigla BES si fa riferimento ai Bisogni Educativi Speciali portati da tutti quegli alunni che presentano difficoltà richiedenti interventi individualizzati

Dettagli

DEFINIZIONE DEL CONCEPT DI PRODOTTO

DEFINIZIONE DEL CONCEPT DI PRODOTTO DEFINIZIONE DEL CONCEPT DI PRODOTTO 92 Generazione dei concetti di prodotto Individuazione dei bisogni dei clienti Eseguire l analisi economica Analizzare i prodotti della concorrenza Costruire e collaudare

Dettagli

Scuola dell Infanzia Progettazione a.s. 2014/15

Scuola dell Infanzia Progettazione a.s. 2014/15 Istituto «San Giuseppe» Scuole Primaria e dell Infanzia Paritarie 71121 Foggia, via C. Marchesi, 48-tel. 0881/743467 fax 744842 pec: istitutosangiuseppefg@pec.it e-mail:g.vignozzi@virgilio.it sito web:

Dettagli

Metodologie di Analisi e Valutazione delle Posizioni e delle Prestazioni

Metodologie di Analisi e Valutazione delle Posizioni e delle Prestazioni HUMANWARE S.A.S. Via Tino Buazzelli, 51 00137 - Roma Tel.: +39 06 823861 Fax.:+39 06 233214866 Web: www.humanware.it Email: humanware@humanware.it Metodologie di Analisi e Valutazione delle Posizioni e

Dettagli

Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti

Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti Relatore: Prof.ssa Chiara Frassineti, genitore e insegnante Il rapporto tra genitori e ragazzo (studente)

Dettagli

Scuola dell infanzia: Il corpo e il movimento. Scuola primaria: Educazione fisica

Scuola dell infanzia: Il corpo e il movimento. Scuola primaria: Educazione fisica Ufficio XVI - Ambito territoriale per la provincia di Reggio Emilia Ufficio Educazione Fisica e Sportiva Scuola dell infanzia: Il corpo e il movimento Scuola primaria: Educazione fisica Prof. CRONISTORIA

Dettagli

Metodologie di comunicazione con persone disabili

Metodologie di comunicazione con persone disabili Metodologie di comunicazione con persone disabili Eleonora Castagna Terapista della Neuropsicomotricità dell Età Evolutiva Antonia Castelnuovo Psicomotricista Villa Santa Maria, Tavernerio Polo Territoriale

Dettagli

5.1 Complesso delle attività realizzate dall Ente e identificazione dei destinatari dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo:

5.1 Complesso delle attività realizzate dall Ente e identificazione dei destinatari dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo: SCHEDA 1/B SCHEDA PROGETTO PER L IMPEGNO DI GIOVANI IN SERVIZIO CIVILE REGIONALE IN EMILIA-ROMAGNA ENTE 1)Ente proponente il progetto: CARITAS DIOCESANA DI REGGIO EMILIA GUASTALLA (legata da vincoli associativi

Dettagli

Sistemi di supporto alle decisioni Ing. Valerio Lacagnina

Sistemi di supporto alle decisioni Ing. Valerio Lacagnina Cosa è il DSS L elevato sviluppo dei personal computer, delle reti di calcolatori, dei sistemi database di grandi dimensioni, e la forte espansione di modelli basati sui calcolatori rappresentano gli sviluppi

Dettagli