Il ruolo dei Servizi Territoriali nella

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1 Il ruolo dei Servizi Territoriali nella Promozione della Salute

2 «la salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non la semplice assenza di malattia» (OMS, 1948)

3 La salute è definita come uno stato positivo in cui si integrano unitariamente funzioni diverse, orientate al benessere dell organismo stesso

4 L aggiunta del carattere sociale fa uscire la salute dall ambito strettamente sanitario nel quale fino ad allora era collocata, ampliando notevolmente il campo di intervento. dalla tutela alla promozione

5

6 Fig. 2:

7 Attraverso il cambiamento di paradigma si è passati dalla staticità della prevenzione alla dimensione dinamico-evolutiva della Promozione della Salute pato-genesi saluto-genesi

8 La crisi del paradigma biomedico ha aperto la strada ad una più ampia considerazione dei fattori implicati nella salute, verso un approccio che tenga conto: a) dell interazione nella configurazione dello stato di salute e di malattia tra processi che agiscono a livello macro (come l esistenza di sostegno sociale o la presenza di depressione) e a livello micro (come squilibri a livello biochimico e cellulare); b) dalla natura multifattoriale sia delle cause che agiscono sulla salute e sulla malattia sia degli effetti che la salute e la malattia possono avere; c) della non distinguibilità della mente e del corpo nella influenza sulle condizioni di salute di un individuo; d) la considerazione che la salute è un obiettivo che deve essere conseguito positivamente, mediante una attenzione alle necessità di ordine biologico, psicologico e sociale, e non come uno stato che deve essere solamente salvaguardato.

9 Transizione epidemiologica Con questo termine si indica il cambiamento di caratteristiche delle malattie che ha accompagnato il miglioramento complessivo delle condizioni di salute dalla fine del XIX alla prima parte del XX secolo. Insieme al calare della mortalità e al crescere della speranza di vita, si è avuto uno spostamento delle caratteristiche delle malattie da un quadro dominato dalle malattie infettive a uno in cui prevalgono malattie croniche come le cardiopatie e i tumori. Questo scivolamento verso le patologie croniche si può in parte in parte spiegare col fatto che molta più gente ha vissuto fino all età in cui queste malattie colpiscono.

10 Malattie cronico-degenerative Le malattie cronico-degenerative non rappresentano un gruppo nosologico ben definito, ma, in un ottica igienistica, tale denominazione riunisce patologie caratterizzate da: - Patogenesi su base degenerativa - Evoluzione cronica - Eziologia multifattoriale - Importanza sociale per gravità, diffusione e costi Ad esempio: MALATTIE CARDIOCIRCOLATORIE TUMORI DIABETE BRONCOPNEUMOPATIE CRONICO-OSTRUTTIVE CIRROSI EPATICA

11 Causa o CAUSE: agenti che hanno dignità etiologica perché svolgono un ruolo determinante nell inizio e nello sviluppo del processo patologico (unicità, indispensabilità, specificità, sufficienza). FATTORI DI RISCHIO: variabili biologiche, comportamentali e fattori ambientali la cui presenza aumenta la probabilità che la malattia o evento patologico si manifesti, pur non svolgendo un chiaro ruolo etiologico.

12 In Italia: Il 36,6% dei cittadini è affetto da cronicità La cronicità colpisce soprattutto la popolazione anziana (80,7 del totale) Il 35% degli uomini al di sopra dei 60 anni Il 35% degli uomini al di sopra dei 60 anni presenta due o più malattie croniche ed il fenomeno è destinato ad aggravarsi con l età soprattutto per le donne

13 Principali fattori di rischio Fattori non modificabili Fattori modificabili

14 Fattori di rischio modificabili Alimentazione sbilanciata Sedentarietà Fumo di tabacco Abuso di alcol Inquinamento ambientale Questi fattori appaiono condizionati da determinanti di tipo socio-economico e dall urbanizzazione

15 Secondo l OMS circa l 80% delle malattie cardiovascolari e del diabete di tipo 2 potrebbero essere prevenute eliminando alcuni fattori di rischio come: il consumo di tabacco il consumo eccessivo di alcol l alimentazione scorretta la scarsa attività fisica

16 Strategia globale della salute per tutti Dichiarazione di Alma-Ata..la salute è un diritto fondamentale dell uomo e l accesso ad un livello più alto di salute è un obiettivo sociale estremamente importante, di interesse mondiale e presuppone la partecipazione di numerosi settori socio-economici oltre che di quelli sanitari (O.M.S. 1978)

17 Strategie d azione per la Promozione della Salute La Carta di Ottawa identifica cinque aree di azione interdipendenti tra loro: 1. Costruire una politica pubblica per la salute 2. Creare ambienti favorevoli 3. Rafforzare l azione comunitaria 4. Sviluppare capacità individuali 5. Riorientare i servizi sanitari Ottawa-OMS 1986

18 1. Costruire una politica pubblica per la salute La Promozione della salute va oltre l ambito sanitario. Essa porta il problema all attenzione dei responsabili delle scelte in tutti i settori, a tutti i livelli, invitandoli alla piena consapevolezza delle conseguenze, sul piano della salute, di ogni loro decisione.

19 2. Creare ambienti favorevoli Il legame inestricabile fra l uomo e l ambiente costituisce la base di un approccio socio-ecologico al problema della salute. Dalla Promozione della salute derivano condizioni di vita e di lavoro più sicure, stimolanti e gratificanti. Vengono incoraggiati le istituzioni e le comunità locali verso la difesa dell ambiente naturale.

20 3. Rafforzare l azione comunitaria Elemento centrale di questo processo è il potenziamento della comunità, per renderla veramente padrona ed arbitro delle sue aspirazione e del suo destino. Viene posto al centro della Promozione della Salute il Viene posto al centro della Promozione della Salute il concetto di partecipazione e di autodeterminazione a livello comunitario.

21 4. Sviluppare capacità individuali La Promozione della Salute favorisce lo sviluppo personale e sociale attraverso l incremento e il miglioramento di abilità individuali. Aumenteranno così per tutti le possibilità di esercitare maggiore controllo, e di operare scelte precise, riguardo alla propria salute e all ambiente.

22 5. Riorientare i servizi sanitari Il settore sanitario dovrà agire in misura sempre maggiore nella prospettiva della promozione della salute, al di là della mera offerta di servizi clinici e curativi. Il settore sanitario dovrà aprire canali di comunicazione tra il settore sanitario e le più vaste componenti sociali, politiche, economiche e ambientali. Riorientamento dei servizi significa anche più attenzione per la ricerca e per l innovazione nella preparazione e nell addestramento professionale.

23 La strategia Promozione della Salute Tiene conto sia dell unità del concetto di salute, che della centralità dei soggetti e della comunità; nonché della intersettorialità dei fattori che influenzano le condizioni di salute, e delle azioni globali necessarie per il cambiamento

24 La Promozione della Salute Impone di superare gli approcci settoriali frammentati, e dalle proposte settoriali passare a proposte che guardino ai problemi in modo unitario, come unitaria è la salute dei soggetti

25 INTERVENTI Interventi integrati che con diversa polarità ma uguale efficacia convergono allo stesso obiettivo: 1. PROMUOVENTI O FAVORENTI Promozione della Salute 2. PROTETTIVI O DIFENSIVI Prevenzione

26 Fattori che agiscono come determinanti della salute Condizioni generali socioeconomiche, culturali e ambientali Condizioni di vita e di lavoro Influenze sociali e della comunità Stili di vita individuali Sesso, età e fattori ereditari

27 COMPETENZE del SSN Stato: Programmazione Nazionale Normativa Nazionale Relazioni Internazionali Regioni: Programmazione Regionale Normativa Regionale Amministrazione Aziende Sanitarie Locali e Ospedaliere: Garantire l erogazione delle prestazioni Applicare le indicazioni regionali adattandole alle condizioni locali

28 Piano Sanitario Nazionale È uno strumento programmatorio del quale lo stato si serve per stabilire le linee generali di indirizzo del SSN, gli obiettivi fondamentali di prevenzione, cura e riabilitazione, nonché i LEA da applicare in condizioni di uniformità sul territorio nazionale.

29 Conferenza Stato-Regioni Svolge attività di consulenza con il governo per stabilire le linee generali della politica sanitaria, per l elaborazione e l attuazione del Piano Sanitario Nazionale

30 Piano Sanitario Regionale Rappresenta il piano strategico degli interventi per gli obiettivi di salute e il funzionamento dei servizi per soddisfare le esigenze specifiche della popolazione regionale anche in riferimento agli obiettivi del Piano Sanitario Nazionale

31 REGIONI Organizzazione territoriale di tutela della salute Programmazione interventi Coordinamento ASL e AO Verifica e controllo ASL Azienda Sanitaria Locale AO Azienda Ospedaliera Distretti Ospedali a gestione diretta Centro di organizzazione di tutti i servizi sul territorio Luogo di integrazione tra i servizi sanitari e sociali Luogo di produzione dell assistenza primaria Dipartimento di salute mentale Dipartimento di prevenzione Centri di Salute Medici di medicina generale Pediatri di libera scelta Servizi a disabili e anziani.. Servizi di ADI 22

32 Organizzazione delle Aziende Sanitarie ASL Direttore Generale Direttore Sanitario Direttore Amministrativo Area Attività Sanitaria Area Attività Amministrativa Presidi Ospedalieri Distretto Dip. Prevenzione Dip. Salute mentale Uffici e Servizi Amministrativi

33 Il distretto È l articolazione territoriale ed organizzativa dell Azienda per le attività finalizzate alla Promozione della Salute, alla Prevenzione rivolta alla persona, alla cura ed alla riabilitazione, tramite gestione integrata delle risorse aziendali

34 Il Distretto - Gestisce e coordina l assistenza sanitaria di base e specialistica di primo livello - Organizza l accesso alle prestazioni/servizi e gestisce direttamente gli ambulatori e le strutture ospedaliere e territoriali accreditate - Assicura un appropriata risposta socio-sanitaria ai bisogni di salute dei cittadini - Favorisce il potenziamento delle cure primarie, per la presa in carico della persona e la continuità assistenziale

35 Il Centro di Salute Rappresenta il punto di contatto e di accesso unico del cittadino per tutte le prestazioni sanitarie e sociali che afferiscono al sistema primario delle cure

36 Le cure primarie Il primo livello attraversi il quale gli individui, le famiglie e la collettività entrano in contatto con il Sistema Sanitario Nazionale, avvicinando il più possibile l assistenza sanitaria ai luoghi dove le persone vivono e lavorano, e costituisce il primo elemento di un processo continuo di protezione sanitaria Alma Ata, 1978

37 Le cure primarie I principali modelli ad oggi adottati dalle Regioni sono: La Casa della Salute Le Unità Territoriali di Assistenza Primaria (UTAP) I Nuclei di Cure Primarie (NCP) I Modelli H 24

38 Medicina di iniziativa Medicina che si occupa di promozione della Salute con l intervento di team multidisciplinari coordinati dai Medici di Medicina Generale quali responsabili clinici ed assistenziali delle cure primarie sul territorio RISPOSTA AD UN BISOGNO MAI ESPRESSO

39 Coordinamento aziendale PEAS Definizione del programma di attività 2014

40 La progettazione 2014 del Distretto del Perugino Programmazione partecipata Analisi dei problemi di salute Scelte delle priorità Identificazione degli interventi efficaci Valutazione dell impatto degli interventi svolti Interlocutori privilegiati la Scuola gli Enti Locali la rete Socio-Sanitaria l Associanismo

41 Progetti Progetto Ben-essere, promozione di una corretta alimentazione e di una adeguata attività fisica nei bambini di età compresa tra i 6 e i 10 anni Progetti che riguardano le problematiche Alcool, Fumo di tabacco, Nuove dipendenze Progetto Social Net Skills. Promozione del benessere nei contesti scolastici, del divertimento notturno e sui social network, tramite percorsi di intervento web sul territorio Collaborazione tra Servizio di Alcologia-Unità antifumo e l Equipe Territoriale dei MMG del Centro di Salute n. 1 Progetto Prescrizione dell attività motoria Progetto Parco attivo Progetto Città che promuove la salute PIEDIBUS per una mobilità sostenibile Attività consultoriali inerenti la promozione della salute: Mamme libere dal fumo, Gravidanza senza rosolia, Prevenire le infezioni da HPV, Promozione dell allattamento al seno, Voglia di essere papà, Prescrizione dell attività motoria a donne in menopausa e terza età

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