Sistema CRUI di Gestione per la Qualità dei Corsi di Studio universitari

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1 Sistema CRUI di Gestione per la Qualità dei Corsi di Studio universitari Revisione

2 Premessa Il presente documento descrive il Sistema CRUI di gestione per la qualità dei Corsi di Studio universitari (di seguito Sistema CRUI o semplicemente Sistema ), con riferimento ai seguenti Corsi di Studio (CdS): Corsi di Laurea (CL), Corsi di Laurea Magistrale (CLM), Corsi di Perfezionamento Scientifico (CPS) e di Alta Formazione permanente e ricorrente (CAF), che rilasciano il Master universitario di primo e di secondo livello, e altri Corsi di perfezionamento e di formazione (nel seguito indicati genericamente come Master ), svolti con modalità in presenza, FAD e miste 1. Il Sistema CRUI prende in considerazione, in modo ordinato, tutte le attività, o meglio tutti i processi, che dovrebbero essere gestiti per un corretto (secondo le indicazioni del Sistema) funzionamento del CdS, e i relativi comportamenti, che dovrebbero essere assunti per promuoverne la qualità. A questo proposito, nel primo paragrafo è riportata una sintetica descrizione del Sistema, con l obiettivo di evidenziare le sue principali caratteristiche e, in particolare, come detto Sistema interpreta la qualità dei CdS. Quindi, nel secondo paragrafo, sono presentate, con riferimento ai singoli Elementi che caratterizzano le cinque Dimensioni in cui si articola il Sistema CRUI, le caratteristiche, secondo il Sistema, di un CdS di qualità, ovvero i comportamenti attesi nei CdS (ma anche, per quanto di competenza, da parte della struttura Ateneo, Facoltà o Dipartimento - di appartenenza) al fine di promuovere la qualità del proprio servizio di formazione e del relativo sistema di gestione. Quando del caso, sono anche riportate le migliori pratiche relative all Elemento in considerazione. 1 Con modalità in presenza si intende un attività formativa svolta in presenza sia del docente sia degli studenti. Con modalità FAD si intende un attività formativa che prevede: a) l'utilizzo della connessione in rete per la fruizione dei materiali didattici e lo sviluppo di attività formative basate sull'interattività con i docenti/tutori e con gli altri studenti; b) l'impiego del personal computer, eventualmente integrato da altre interfacce e dispositivi, come strumento principale per la partecipazione al percorso di apprendimento; c) un alto grado di indipendenza del percorso didattico da vincoli di presenza fisica o di orario specifico; d) il monitoraggio continuo del livello di apprendimento, sia attraverso il tracciamento del percorso, sia attraverso frequenti momenti di autovalutazione e valutazione; e) la valorizzazione di: multimedialità (effettiva integrazione tra diversi media per favorire una migliore comprensione dei contenuti); interattività con i materiali (per favorire percorsi di studio personalizzati e ottimizzare l'apprendimento); interattività umana (per favorire, tramite la valorizzazione di tutte le tecnologie di comunicazione in rete, la creazione di contesti collettivi di apprendimento). Con modalità miste si intende un attività formativa svolta in parte con modalità in presenza e in parte con modalità FAD. 2

3 1. Caratteristiche del Sistema CRUI di gestione per la qualità dei Corsi di Studio universitari Qualità di un Corso di Studio Il Sistema CRUI di gestione per la qualità dei CdS universitari assume che un CdS si possa dire di qualità quando: gli obiettivi del CdS, e in particolare i suoi obiettivi formativi, sono di valore, cioè coerenti tra di loro, con eventuali requisiti e con le esigenze delle parti interessate (PI); il servizio di formazione offerto dal CdS fornisce a tutti gli studenti in possesso dei requisiti per l accesso l opportunità di raggiungere un livello di apprendimento corrispondente agli obiettivi stabiliti nei tempi previsti; effettua il monitoraggio delle attività, o meglio dei processi, tramite i quali si gestisce il CdS, ne analizza i risultati e promuove il miglioramento continuo della loro efficacia. Il termine obiettivi formativi comprende sia le prospettive per le quali il CdS intende preparare gli studenti che conseguiranno il titolo di studio, sia i suoi obiettivi di apprendimento. Le prospettive per le quali si intendono preparare gli studenti che conseguiranno il titolo di studio possono riguardare sia il contesto lavorativo (in particolare i profili professionali che si vogliono formare o i ruoli per i quali si intendono preparare gli studenti, in termini di attività che potranno svolgere e posizioni occupazionali che potranno assumere una volta inseriti nel mondo del lavoro nei primi anni di attività) sia, per quanto riguarda i CL, la prosecuzione degli studi nei CLM (ovvero i CLM ai quali si prevede che potranno iscriversi gli studenti che conseguiranno il titolo di studio). Con obiettivi di apprendimento si intendono invece le conoscenze (sapere), le capacità (saper fare) e i comportamenti (saper essere) attesi negli studenti alla fine del processo formativo, ovvero quelle caratteristiche che si ritiene necessario trasmettere loro ai fini di un efficace inserimento nel mondo del lavoro o, per i laureati di I livello, di una efficace prosecuzione degli studi nei CLM. Infine, con il termine parti interessate si intendono tutti coloro che hanno interesse nel CdS, e quindi, ad esempio: gli studenti, potenziali e iscritti; il personale docente che opera a favore del CdS; il mondo del lavoro, nelle sue diverse componenti; i CLM ai quali potranno iscriversi i laureati di I livello; ecc.. Gestione per la qualità di un Corso di studio Conseguentemente, la gestione per la qualità di un CdS secondo il Sistema CRUI vuole promuovere: l adozione, da parte del CdS, di un sistema di gestione per la qualità dei processi necessari al servizio di formazione che si vuole offrire, che sia idoneo, adeguato ed efficace e, in tale ambito, la diffusione verso tutti gli interessati di informazioni complete, aggiornate e facilmente reperibili su obiettivi, attività formative, risorse utilizzate e risultati; la definizione di obiettivi del CdS, e in particolare di obiettivi formativi, di valore, cioè coerenti tra di loro, con eventuali requisiti (in particolare con quelli stabiliti dal Ministero), e con le esigenze delle PI; la disponibilità di risorse, umane e infrastrutturali, e di servizi di contesto adeguati al raggiungimento degli obiettivi stabiliti; 3

4 la definizione di un processo formativo adeguato al raggiungimento degli obiettivi stabiliti; il monitoraggio sistematico dei processi per la gestione del CdS e l analisi dei relativi risultati, al fine di promuovere il miglioramento continuo dell efficacia dei singoli processi e, quindi, dei risultati del CdS. Questi cinque punti costituiscono gli aspetti chiave da considerare nella gestione per la qualità di un CdS e corrispondono alle cinque Dimensioni del Sistema CRUI 2 : Sistema di gestione; Esigenze e Obiettivi; Risorse; Processo formativo; Risultati, Analisi e Miglioramento. Una caratteristica del Sistema CRUI di gestione per la qualità dei CdS universitari è l attenzione che riserva, oltre, ovviamente, agli aspetti di prodotto, ovvero al servizio di formazione, agli aspetti di sistema, e quindi ai processi per la gestione di un CdS. Per quanto riguarda gli aspetti di prodotto, il Sistema CRUI vuole promuovere la qualità del servizio di formazione offerto, intesa come il grado in cui il servizio di formazione fornisce a tutti gli studenti in possesso dei requisiti per l accesso adeguate opportunità di raggiungere un livello di apprendimento corrispondente agli obiettivi stabiliti nei tempi previsti. Per quanto riguarda gli aspetti di sistema, il Sistema CRUI vuole promuovere la qualità del sistema di gestione, intesa come il grado in cui il sistema consente e favorisce il costante raggiungimento degli obiettivi stabiliti nei tempi previsti, ovvero il grado in cui il sistema rende sistematica la qualità del prodotto. Approccio per processi Poiché il servizio di formazione offerto da un CdS può essere considerato come un insieme di attività più o meno articolate e tra loro interagenti, il Sistema CRUI adotta l approccio per processi promosso dalla norma ISO 9001:2000, la quale definisce i requisiti che devono caratterizzare i sistemi di gestione per la qualità di una qualunque organizzazione. Una qualunque organizzazione (e quindi anche un CdS), per funzionare efficacemente, deve individuare e gestire numerose attività collegate tra loro. Un attività, che utilizza risorse e che è gestita per consentire una trasformazione di elementi in ingresso in elementi in uscita, può essere considerata come un processo. Con approccio per processi si indica appunto l applicazione di un sistema di processi nell ambito di una organizzazione, basato sulla identificazione dei processi necessari allo svolgimento delle attività e delle loro interazioni. In questo contesto, i processi fondamentali, o processi primari, che caratterizzano le Dimensioni del Sistema CRUI, possono essere così definiti: Dimensione Sistema di gestione: - assunzione dell impegno ad una gestione per la qualità; - definizione dei processi per la gestione del CdS e della documentazione per la loro gestione; - definizione della struttura organizzativa per la gestione dei processi identificati; 2 Le Dimensioni del Sistema CRUI di gestione per la qualità dei CdS universitari e gli Elementi in cui si articolano corrispondono alle Dimensioni della valutazione e ai relativi Elementi del Modello CRUI per la valutazione della qualità dei CdS universitari (ved. documento Metodologia e Modello CRUI per la Valutazione e Certificazione della Qualità dei Corsi di Studio universitari ). 4

5 - organizzazione e gestione della comunicazione verso le PI; - riesame del sistema di gestione; Dimensione Esigenze e Obiettivi: - identificazione delle esigenze delle PI; - definizione degli orientamenti e degli indirizzi generali per la qualità del CdS (ovvero della politica per la qualità, con particolare riferimento alle prospettive per le quali si intendono preparare gli studenti che conseguiranno il titolo di studio); - definizione degli obiettivi per la qualità del CdS (con particolare riferimento agli obiettivi di apprendimento); Dimensione Risorse: - definizione delle esigenze e messa a disposizione di personale docente e di supporto alla didattica e all apprendimento; - definizione delle esigenze e messa a disposizione di personale tecnicoamministrativo; - definizione delle esigenze e messa a disposizione di infrastrutture; - definizione delle esigenze e messa a disposizione di risorse finanziarie; - definizione e gestione delle relazioni esterne e internazionali; - organizzazione e gestione dei servizi di contesto; Dimensione Processo formativo: - progettazione del processo formativo; - pianificazione dello svolgimento del processo formativo; - definizione dei requisiti per l accesso al CdS e di procedure, criteri e norme per la gestione della carriera degli studenti; - monitoraggio del processo formativo; Dimensione Risultati, Analisi e Miglioramento: - raccolta e documentazione dei risultati del CdS; - analisi dei risultati del monitoraggio del processo formativo e dei risultati del CdS; - miglioramento dell efficacia dei processi identificati e soluzione dei problemi che si presentano nella loro gestione. Tali processi coincidono con gli Elementi in cui si articolano le Dimensioni del Sistema CRUI, riportati nella seguente tabella: DIMENSIONE Sistema di gestione Esigenze e Obiettivi Risorse Processo ELEMENTI Impegno ad una gestione per la qualità Processi per la gestione del CdS e Documentazione Struttura organizzativa Comunicazione Riesame Esigenze delle parti interessate Orientamenti e Indirizzi generali per la qualità del CdS (Politica per la qualità) Obiettivi per la qualità del CdS Personale docente e di supporto alla didattica e all apprendimento Personale tecnico-amministrativo Infrastrutture Risorse finanziarie Relazioni esterne e internazionali Servizi di contesto Progettazione 5

6 formativo Risultati, Analisi e Miglioramento Pianificazione Accesso e Gestione della carriera degli studenti Monitoraggio Risultati del CdS Analisi Miglioramento Tali processi (o i loro sottoprocessi) possono essere gestiti direttamente da chi opera all interno del CdS o, come tipicamente avviene per alcuni di essi nel nostro sistema universitario, dalla struttura di appartenenza del CdS. Per quanto riguarda la gestione di ogni singolo processo, il Sistema CRUI adotta il metodo conosciuto come Plan-Do-Check-Act (PDCA), anch esso promosso dalla norma ISO 9001:2000, che può essere brevemente descritto come segue: Plan: stabilire gli obiettivi e i processi necessari per fornire risultati in accordo con gli obiettivi; Do: dare attuazione ai processi; Check: monitorare e misurare i processi e i risultati a fronte degli obiettivi; Act: adottare azioni per migliorare in modo continuo le prestazioni dei processi. Documentazione delle attività e dei risultati Un ulteriore caratteristica del Sistema CRUI è l attenzione che riserva alla documentazione delle attività e dei risultati dei CdS. Ciò è motivato certamente dall esigenza di conservare memoria delle attività svolte e dei risultati ottenuti e di poter valutare l evoluzione di attività e risultati, in un ottica di miglioramento continuo, ma anche dall esigenza di dare evidenza delle attività svolte e dei risultati ottenuti, specie in una prospettiva di certificazione della qualità o di accreditamento dei CdS. A questo riguardo, infatti, non è sufficiente essere bravi : occorre anche essere in grado di dimostrarlo. Coerenza con Standard e Linee Guida ENQA Infine, è importante osservare come il Sistema CRUI sia assolutamente coerente con gli Standard e le Linee Guida per l Assicurazione della Qualità interna negli Istituti di Istruzione Superiore, proposti dall ENQA (European Association for Quality Assurance in Higher Education) nel documento Standards and Guidelines for Quality Assurance in the European Higher Education Area del febbraio 2005 ( adottato dalla Conferenza dei Ministri europei nel Comunicato di Bergen del maggio

7 2. Gestione per la qualità dei Corsi di Studio universitari secondo il Sistema CRUI Di seguito sono descritte le modalità di gestione per la qualità dei CdS universitari secondo il Sistema CRUI. A questo proposito, con riferimento ad ogni Elemento che caratterizza le Dimensioni in cui si articola il Sistema, sono riportate le caratteristiche di un CdS di qualità, ovvero i comportamenti attesi nei CdS (ma anche, per quanto di competenza, da parte della struttura di appartenenza), al fine di promuovere la qualità del servizio di formazione e del relativo sistema di gestione. Quando del caso, sono anche riportate le migliori pratiche relative all Elemento in considerazione. La descrizione del Sistema CRUI di gestione per la qualità dei CdS è fatta con riferimento ai macro-processi, o processi primari, per la gestione di un CdS, coincidenti di fatto con gli Elementi considerati dal Sistema, piuttosto che ai sottoprocessi e alle singole attività in cui questi si potrebbero articolare. Questa scelta è motivata dal fatto che il presente documento è rivolto in particolare a quei CdS che si confrontano per la prima volta con le problematiche della qualità. È parso pertanto opportuno concentrare l attenzione sui macro-processi relativi alla gestione di un CdS, al fine di dare la necessaria evidenza a quegli aspetti di un sistema di gestione per la qualità che per primi devono essere considerati e affrontati, nelle prospettiva, appunto, di attuazione di un efficace sistema di gestione per la qualità. Con ciò non si vuole certamente disconoscere l importanza, sempre ai fini di attuare un efficace sistema di gestione per la qualità, di gestire in qualità tutte le attività, anche le più minuziose. Ma questo è importante in un contesto già abituato ad operare secondo criteri di qualità, non in un contesto che si confronta per la prima volta con le problematiche della qualità, pena il rischio di far perdere di vista le azioni fondamentali per la qualità di un CdS. È ancora opportuno ribadire come, nella descrizione che segue, si è fatto riferimento alle attività (ovvero ai processi) gestite nell interesse dei CdS, indipendentemente dal fatto che tali attività siano nella responsabilità di chi opera all interno dei CdS o della struttura di appartenenza. Conseguentemente, le indicazioni di seguito riportate ai fini di una gestione per la qualità dei CdS andranno riferite, di volta in volta, a chi opera all interno dei CdS o all Ateneo o alla Facoltà (o al Dipartimento) di appartenenza, in funzione delle rispettive responsabilità di gestione. 7

8 A - Sistema di gestione A1. Impegno ad una gestione per la qualità La struttura di appartenenza (Ateneo, Facoltà o Dipartimento) e il CdS devono innanzitutto impegnarsi a guidare e tenere sotto controllo il CdS in materia di qualità e a sviluppare la cultura della qualità tra il proprio personale. A questo riguardo, gli standard europei, e conseguentemente il Sistema CRUI, richiedono un impegno formale, e quindi documentato in un documento normativo (ad esempio: Statuto o Regolamento generale o Regolamento didattico della struttura di appartenenza, Regolamento didattico del CdS) o per la gestione dei processi (ad esempio, Manifesto degli studi), che definisca: l organizzazione e le modalità di attuazione, monitoraggio e revisione del sistema di gestione per la qualità; le modalità di coinvolgimento di tutto il personale, degli studenti e delle PI esterne nella gestione per la qualità del CdS. Sempre a questo riguardo, la migliore pratica sembra essere quella di definire un idoneo sistema di gestione per la qualità o, meglio, di adottare una norma (ad esempio: ISO 9001:2000) o un modello (ad esempio: EFQM) o un sistema (ad esempio: Sistema CRUI), come riferimento per lo sviluppo del sistema di gestione per la qualità, che promuova un effettivo impegno nel senso sopra specificato. A2. Processi per la gestione del CdS e Documentazione Il CdS e la struttura di appartenenza devono definire e adottare un efficace sistema di gestione per la qualità del CdS. La definizione di un sistema di gestione per la qualità comporta innanzitutto l identificazione dei processi primari per la gestione del CdS e dei relativi collegamenti (sequenza e interazioni), necessari ai fini di una corretta ed efficace gestione del CdS. I processi da identificare devono comprendere sia quelli gestiti direttamente dal CdS, sia quelli gestiti dalla struttura di appartenenza che interessano il CdS. In particolare, i processi primari tramite i quali si gestisce il CdS dovrebbero comprendere almeno i processi primari considerati nel Sistema CRUI, corrispondenti agli Elementi che caratterizzano le Dimensioni in cui si articola e richiamati nella seguente Tabella A2.1, nella quale sono anche riportati i loro naturali, e quindi necessari, principali collegamenti. Tabella A2.1 - Processi primari per la gestione di un CdS e relativi collegamenti (sequenza e interazioni) Dimensione Sistema di gestione Processi primari Assunzione dell impegno ad una gestione per la qualità Definizione dei processi per la gestione del CdS e Collegamenti in ingresso * (processi i cui output costituiscono input per il processo in considerazione) Collegamenti in uscita * (processi per i quali gli output del processo in considerazione costituiscono input) 8

9 Esigenze e Obiettivi Risorse Processo formativo della documentazione per la loro gestione Definizione della struttura organizzativa per la gestione dei processi identificati Organizzazione e gestione della comunicazione verso le PI Riesame del sistema di gestione Identificazione delle esigenze delle PI Definizione degli orientamenti e degli indirizzi generali per la qualità del CdS Definizione degli obiettivi per la qualità del CdS Definizione delle esigenze e messa a disposizione di personale docente e di supporto alla didattica e all apprendimento Definizione delle esigenze e messa a disposizione di personale tecnicoamministrativo Definizione delle esigenze e messa a disposizione di infrastrutture Definizione delle esigenze e messa a disposizione di risorse finanziarie Definizione e gestione delle relazioni esterne e internazionali Organizzazione e gestione dei servizi di contesto Progettazione del processo formativo Definizione dei processi per la gestione del CdS Tutti i processi Identificazione delle esigenze delle PI Identificazione delle esigenze delle PI, Definizione degli orientamenti e degli indirizzi generali per la qualità del CdS Progettazione del processo formativo Progettazione del processo formativo, Organizzazione e gestione dei servizi di contesto Progettazione del processo formativo Definizione delle esigenze e messa a disposizione di personale e infrastrutture Progettazione del processo formativo Definizione degli obiettivi per la qualità del CdS Tutti i processi Definizione degli orientamenti e degli indirizzi generali per la qualità del CdS, Definizione degli obiettivi per la qualità del CdS Definizione degli obiettivi per la qualità del CdS Progettazione del processo formativo Definizione delle esigenze e messa a disposizione di risorse finanziarie Definizione delle esigenze e messa a disposizione di risorse finanziarie Definizione delle esigenze e messa a disposizione di risorse finanziarie Definizione delle esigenze e messa a disposizione di personale tecnicoamministrativo Definizione delle esigenze e messa a disposizione di personale docente e di supporto alla didattica e all apprendimento, Definizione delle esigenze e messa a disposizione di personale tecnicoamministrativo, Definizione delle esigenze e messa a disposizione di infrastrutture, Definizione e gestione 9

10 Risultati, Analisi e Miglioramento Pianificazione dello svolgimento del processo formativo Definizione dei requisiti per l accesso al CdS e di procedure, criteri e norme per la gestione della carriera degli studenti Monitoraggio del processo formativo Raccolta e documentazione dei risultati del CdS Analisi dei risultati del monitoraggio del processo formativo e dei risultati del CdS Miglioramento dell efficacia dei processi identificati e soluzione dei problemi che si presentano nella loro gestione Progettazione del processo formativo Progettazione del processo formativo Pianificazione dello svolgimento del processo formativo Monitoraggio del processo formativo, Raccolta e documentazione dei risultati del CdS Tutti i processi delle relazioni esterne, Pianificazione dello svolgimento del processo formativo, Definizione dei requisiti per l accesso al CdS Monitoraggio del processo formativo Analisi dei risultati del monitoraggio del processo formativo Analisi dei risultati del CdS Tutti i processi * Tutti i processi sono collegati, sia in input che in output, con i processi di Riesame del sistema di gestione e di Miglioramento dell efficacia dei processi identificati e soluzione dei problemi che si presentano nella loro gestione Tali processi devono essere suddivisi, laddove necessario, in sottoprocessi componenti fino al livello al quale si ritiene di poterli tenere sotto controllo secondo la metodologia del PDCA, ovvero fino al livello al quale siano individuabili, in modo univoco, il responsabile del sottoprocesso e le altre posizioni di responsabilità che collaborano alla sua gestione. La Tabella A2.2 riporta i sottoprocessi che in generale caratterizzano i processi primari per la gestione dei CdS universitari. Tabella A2.2 - Sottoprocessi caratteristici dei processi primari per la gestione dei CdS Dimensione della valutazione Sistema di gestione Processo primario Assunzione dell impegno ad una gestione per la qualità Definizione dei processi per la gestione del CdS e della documentazione per la loro gestione Definizione della struttura organizzativa per la gestione dei processi identificati Organizzazione e gestione della comunicazione verso le PI Riesame del sistema di gestione Sottoprocessi caratteristici Riesame del sistema di gestione del CdS da parte della struttura di appartenenza 10

11 Esigenze e Obiettivi Risorse Processo formativo Identificazione delle esigenze delle PI Definizione degli orientamenti e degli indirizzi generali per la qualità del CdS Definizione degli obiettivi per la qualità del CdS Definizione delle esigenze e messa a disposizione di personale docente e di supporto alla didattica e all apprendimento Definizione delle esigenze e messa a disposizione di personale tecnico-amministrativo Definizione delle esigenze e messa a disposizione di infrastrutture Definizione delle esigenze e messa a disposizione di risorse finanziarie Definizione e gestione delle relazioni esterne e internazionali Organizzazione e gestione dei servizi di contesto Progettazione del processo formativo Pianificazione dello svolgimento del processo formativo Definizione dei requisiti per l accesso al CdS e di procedure, criteri e norme per la gestione della carriera degli studenti Monitoraggio del processo formativo Riesame del sistema di gestione del CdS da parte del CdS Identificazione delle parti interessate Identificazione delle esigenze di Ministero e struttura di appartenenza Identificazione delle esigenze degli studenti potenziali Identificazione delle esigenze degli studenti iscritti, del personale docente e del personale tecnico-amministrativo, e dei CLM* Identificazione delle esigenze del mondo del lavoro Definizione delle esigenze di personale docente e di supporto alla didattica e all apprendimento Messa a disposizione di personale docente e di supporto alla didattica e all apprendimento Definizione delle esigenze di personale tecnicoamministrativo Messa a disposizione di personale tecnicoamministrativo Definizione delle esigenze di infrastrutture Messa a disposizione di infrastrutture Definizione e gestione delle relazioni esterne Definizione e gestione delle relazioni internazionali Organizzazione e gestione del servizio di segreteria studenti Organizzazione e gestione del servizio di segreteria didattica del CdS Organizzazione e gestione del servizio di orientamento in ingresso Organizzazione e gestione del servizio di assistenza in itinere Organizzazione e gestione del servizio relazioni esterne (per lo svolgimento di periodi di formazione all esterno) Organizzazione e gestione del servizio relazioni internazionali (per la mobilità degli studenti) Organizzazione e gestione del servizio inserimento nel mondo del lavoro (degli studenti che hanno conseguito il titolo di studio) Definizione del piano di studio Definizione delle caratteristiche degli insegnamenti e delle altre attività formative Definizione dei requisiti per l accesso al CdS Definizione di procedure, criteri e norme per la gestione della carriera degli studenti Monitoraggio dello svolgimento del processo formativo 11

12 Risultati, Analisi e Miglioramento Raccolta e documentazione dei risultati del CdS Analisi dei risultati del monitoraggio del processo formativo e dei risultati del CdS Miglioramento dell efficacia dei processi identificati e soluzione dei problemi che si presentano nella loro gestione Monitoraggio della valutazione dell apprendimento degli studenti Raccolta e documentazione dei risultati delle prove di verifica del possesso dei requisiti per l accesso Raccolta e documentazione dei risultati relativi a studenti in ingresso Raccolta e documentazione dei risultati relativi alla carriera degli studenti Raccolta e documentazione dei risultati relativi all inserimento nel mondo del lavoro degli studenti che hanno conseguito il titolo di studio** e dei risultati relativi alla prosecuzione degli studi nei CLM dei laureati*** Miglioramento da parte della struttura di appartenenza Miglioramento da parte del CdS * L identificazione delle esigenze dei CLM riguarda solo i CL. ** Riguarda solo i CL orientati anche all'acquisizione di specifiche conoscenze professionali, i CLM e i Master. *** Riguarda solo i CL. Il CdS e la struttura di appartenenza devono infine definire le modalità di coordinamento tra i processi per la gestione del CdS e i processi per la gestione della struttura di appartenenza. Il CdS e la struttura di appartenenza devono quindi definire, per quanto di competenza, i documenti da utilizzare per la gestione dei processi identificati, suddividendoli tra: documenti normativi, ovvero di riferimento per la progettazione e la definizione delle modalità di gestione del CdS; documenti per la gestione dei processi, ovvero di riferimento per la loro gestione; documenti di registrazione, ovvero documenti dove sono riportati gli esiti delle diverse attività gestite nell interesse del CdS; e definire efficaci modalità di gestione degli stessi. La Tabella A2.3 riporta la documentazione di base certamente da tenere sotto controllo ai fini di una efficace gestione dei processi caratteristici di un CdS. Tabella A2.3 Documentazione di base da tenere sotto controllo per la gestione di un CdS Documenti normativi Documenti per la gestione dei processi Documenti di registrazione DM 270/04 DM relativi alle classi dei CL e dei CLM * Statuto dell Ateneo Regolamento generale della strutture di appartenenza Regolamento didattico della struttura di appartenenza Regolamento di Ateneo per i CPS e i CAF ** Regolamento didattico del CdS Regolamenti per la gestione di specifici processi *** Manifesto degli studi Guida dello studente Programmi degli insegnamenti Calendario e orario delle lezioni Calendario degli esami di profitto Calendario degli esami relativi alla prova finale Verbali del Consiglio della struttura di appartenenza Verbali del Consiglio del CdS Verbali delle Commissioni della struttura di appartenenza **** 12

13 Verbali delle Commissioni del CdS ***** Registri delle lezioni Verbali degli esami di profitto Verbali della prova finale Documenti di registrazione ad hoc ****** * Riguarda solo i CL e i CLM. ** Riguarda solo i Master. *** Ad esempio: Regolamento tirocini, ecc.. **** Quando la Commissioni non riferiscono direttamente nel Consiglio della struttura di appartenenza. ***** Quando la Commissioni non riferiscono direttamente in Consiglio di CdS. ****** Documenti per la registrazione dei risultati dei processi gestiti nell interesse di un CdS. In particolare: - Esigenze formative delle PI, - Risultati del confronto degli obiettivi di apprendimento del CdS con quelli di altri CdS della stessa tipologia, - Esigenze e disponibilità di risorse finanziarie, - Risultati della verifica dell efficacia dei servizi di contesto, - Risultati del monitoraggio dello svolgimento del processo formativo, - Risultati del monitoraggio della valutazione dell apprendimento degli studenti, - Risultati delle prove di verifica del possesso dei requisiti per l accesso, - Risultati relativi agli studenti in ingresso, - Risultati relativi alla carriera degli studenti, - Risultati relativi all inserimento nel mondo del lavoro degli studenti che hanno conseguito il titolo di studio (riguarda solo i CL orientati anche all'acquisizione di specifiche conoscenze professionali, i CLM e i Master) e alla prosecuzione degli studi nei CLM dei laureati (riguarda solo i CL). Inoltre, le modalità di gestione della documentazione devono almeno prevedere, con riferimento a ciascun documento identificato: le responsabilità relative a compilazione o predisposizione ed eventuale aggiornamento, approvazione ed eventuale riapprovazione; le modalità di identificazione dello stato di revisione; la conservazione (ovvero dove viene archiviato o conservato) e la reperibilità (ovvero dove è reperibile); la distribuzione (ovvero chi deve esserne a conoscenza e, quindi, a chi deve essere distribuito o comunque reso disponibile). A3. Struttura organizzativa Il CdS e la struttura di appartenenza devono definire, per quanto di competenza, una struttura organizzativa adeguata ai fini di una efficace gestione di tutti i processi identificati, individuandone le responsabilità e preoccupandosi di verificarne l assunzione. Definire una struttura organizzativa significa individuare tutte le posizioni di responsabilità coinvolte nella gestione di ogni singolo processo o sottoprocesso per la gestione del CdS, il responsabile della gestione di ogni singolo processo e i legami di relazione e di dipendenza con le altre posizioni di responsabilità individuate. Significa, infine, tenere sotto controllo l assunzione e l esercizio delle responsabilità assegnate. Per ogni posizione di responsabilità individuata devono essere definiti e documentati almeno: modalità di assegnazione delle responsabilità e, nel caso di Commissioni, Comitati e Gruppi di lavoro, composizione; compiti; come viene documentata l assunzione delle responsabilità. Ai fini della evidenziazione dei legami di relazione e di dipendenza tra le diverse posizioni di responsabilità individuate, tali legami possono essere convenientemente rappresentati attraverso un organigramma, con riferimento a tutte le posizioni di 13

14 responsabilità identificate, e una matrice delle responsabilità, con riferimento a tutti i processi e relativi sottoprocessi per la gestione del CdS identificati. In particolare, per ogni processo identificato, la matrice delle responsabilità deve riportare almeno le seguenti informazioni: responsabile del processo (o, in alternativa, responsabile della gestione e responsabile dell approvazione degli esiti del processo); posizioni di responsabilità che collaborano alla gestione del processo; posizioni di responsabilità che debbono essere informate degli esiti del processo. Il CdS e la struttura di appartenenza devono inoltre definire e documentare, generalmente in un documento normativo (ad esempio: Statuto o Regolamento generale o Regolamento didattico o Regolamento per i CPS e i CAF della struttura di appartenenza, Regolamento didattico del CdS, Regolamenti ad hoc), le modalità di coordinamento tra i rispettivi processi decisionali. A4. Comunicazione Il CdS deve definire una efficace organizzazione della propria comunicazione. A tal proposito deve individuare le modalità di comunicazione da adottare per le diverse PI identificate (ad esempio: sito internet, posta elettronica, posta cartacea, riunioni, bacheche, messaggi telefonici, ecc.) e, per ogni PI (e in particolare per personale docente e studenti iscritti), specificare per quali argomenti utilizzare le diverse modalità di comunicazione adottate. Una modalità di diffusione delle informazioni sul CdS ormai di fondamentale importanza è rappresentata dal sito web. A questo riguardo il sito web del CdS e/o quello della struttura di appartenenza devono riportare informazioni complete, aggiornate e facilmente reperibili almeno per gli argomenti elencati nella Tabella A4.1. Tabella A4.1 Informazioni da rendere disponibili a tutti sul sito web Prospettive per le quali il CdS intende preparare gli studenti che conseguiranno il titolo di studio Obiettivi di apprendimento Piano di studio e caratteristiche degli insegnamenti e delle altre attività formative (prova finale compresa) Docente/i titolare/i degli insegnamenti e delle altre attività formative e, per ogni docente, informazioni aggiornate su attività di ricerca svolta e pubblicazioni più recenti e su esperienze professionali qualificanti più recenti, rispettivamente per il personale docente universitario e per il personale docente esterno a contratto Pianificazione dello svolgimento delle attività formative Requisiti per l accesso al CdS e, per i CdS a numero programmato, criteri di ammissione Procedure, criteri e norme per la gestione della carriera degli studenti Informazioni sulle infrastrutture utilizzate dal CdS Informazioni sui servizi di contesto disponibili Informazioni sui risultati del CdS in termini di: studenti iscritti, abbandoni, studenti che hanno conseguito il titolo di studio e tempi di conseguimento del titolo di studio, inserimento nel mondo del lavoro* e prosecuzione degli studi nei CLM** degli studenti che hanno conseguito il titolo di studio * Riguarda solo i CL orientati anche all'acquisizione di specifiche conoscenze professionali, i CLM e i Master. ** Riguarda solo i CL. A5. Riesame Il CdS e la struttura di appartenenza devono effettuare, per quanto di competenza e in modo coordinato, il riesame del sistema di gestione del CdS, al fine di assicurare la sua continua idoneità, adeguatezza ed efficacia. 14

15 Il riesame, nel senso inteso dal Sistema CRUI, è un processo periodico e programmato, per il quale è necessario prendere in considerazione, in modo contestuale, i processi relativi a tutte le Dimensioni del Sistema CRUI: Sistema di gestione, Esigenze e Obiettivi, Risorse, Processo formativo, Risultati Analisi e Miglioramento. Il riesame deve prevedere il coinvolgimento almeno del personale docente, degli studenti iscritti e - almeno per i CL orientati anche all'acquisizione di specifiche conoscenze professionali, i CLM e i Master - delle PI del mondo della produzione, dei servizi e delle professioni di riferimento per il CdS. A questo proposito il CdS e la struttura di appartenenza devono innanzitutto definire le modalità di gestione del processo di riesame, la sua periodicità (ad esempio: annuale, ecc.) e il periodo dell anno accademico [o, per i Master, il momento, relativamente al periodo di erogazione dell offerta formativa (ad esempio: dopo il completamento delle prove finali, ecc.)] in cui deve essere effettuato. La Tabella A5.1 riporta le informazioni e i dati che dovrebbero essere presi in considerazione per il riesame dal CdS e dalla struttura di appartenenza, in funzione delle rispettive competenze 3. Tabella A5.1 Informazioni e dati da prendere in considerazione per il riesame Modifiche a leggi e norme nazionali, statuto e regolamenti della struttura di appartenenza Delibere della struttura di appartenenza e delibere e/o proposte dei propri organi Esiti dei rapporti con le PI Esigenze e disponibilità di risorse umane (personale docente, di supporto alla didattica e all apprendimento e tecnico-amministrativo), di infrastrutture e di risorse finanziarie Situazione delle relazioni esterne e internazionali Risultati del monitoraggio del processo formativo Risultati del CdS Esiti dell analisi dei risultati del monitoraggio del processo formativo e dei risultati del CdS Esiti delle azioni di miglioramento Esiti delle attività di autovalutazione e di valutazione esterna Attraverso il riesame, il CdS e la struttura di appartenenza devono prioritariamente valutare se il sistema di gestione del CdS, ovvero la rete dei processi gestiti nell interesse del CdS e i loro collegamenti (sequenzialità e interazioni), è idoneo e adeguato ai fini dell efficacia del servizio di formazione offerto dal CdS e adottare tutte le opportune azioni di miglioramento della rete dei processi per la gestione del CdS e della relativa struttura organizzativa. Il riesame può portare all individuazione di esigenze di ridefinizione o di revisione del sistema di gestione del CdS, ma anche all'individuazione di opportunità di miglioramento relative a singoli processi e alla conseguente adozione di specifiche azioni di miglioramento da contestualizzare nel processo di riesame, ovvero da adottare tenendo conto dell insieme dei processi gestiti dal CdS. 3 A questo proposito val la pena osservare come un Rapporto di autovalutazione (RAV) ben fatto (ved. documento Metodologia e Modello CRUI per la valutazione e certificazione della qualità dei Corsi di Studio universitari ), ovvero compilato secondo le indicazioni della Guida alla compilazione del RAV (ved. documento Guida alla compilazione del Rapporto di Autovalutazione dei Corsi di Studio universitari secondo il Modello CRUI ), possa costituire il riferimento principale, se non unico, per l attività di riesame. Infatti il RAV, dovendo prendere in considerazione tutti i processi per la gestione di un CdS, le relative modalità di gestione e i relativi esiti o risultati, deve di fatto prendere in considerazione tutte le informazioni e i dati elencati nella Tabella A5.1. Inoltre, i punti di criticità o di debolezza del CdS (o meglio, dei processi per la sua gestione) che il RAV deve evidenziare possono costituire il riferimento per l individuazione delle esigenze di ridefinizione o di revisione del sistema di gestione del CdS e delle opportunità di miglioramento relative a singoli processi. Bisogna comunque osservare, a scanso di equivoci, che il RAV può costituire un importante strumento per il riesame, ma certamente non il documento di riesame. Il Gruppo di autovalutazione, infatti, attraverso la compilazione del RAV, può fornire un importante contributo all istruzione del riesame, ma la responsabilità di gestirlo (in particolare, di definire e proporre le azioni di miglioramento) non può che essere di chi ha la responsabilità della gestione del CdS (e quindi, in generale, di Presidente e Consiglio del CdS). 15

16 Infine, l attività di riesame e i relativi esiti devono essere opportunamente documentati in un documento di registrazione (in generale, Verbale del Consiglio del CdS/Verbale del Consiglio della struttura di appartenenza). 16

17 B - Esigenze e Obiettivi B1. Esigenze delle parti interessate Il CdS e/o la struttura di appartenenza devono individuare le esigenze delle parti interessate, con particolare riferimento a quelle formative del contesto socioeconomico in cui il CdS opera e di quello in cui è presumibile che gli studenti che conseguiranno il titolo di studio possano inserirsi e, per i CL, dei CLM in cui i laureati potranno proseguire gli studi. A tal proposito il CdS deve innanzitutto individuare le PI con le quali mantenere rapporti ai fini della determinazione delle loro esigenze. Tra le possibili PI di un CdS dovrebbero essere sempre presenti almeno quelle elencate nella Tabella B1.1. Tabella B1.1 Parti interessate caratteristiche di un CdS Ministero di riferimento, Struttura di appartenenza Personale docente che opera a favore del CdS Personale tecnico-amministrativo che opera a favore del CdS Studenti iscritti Studenti potenziali (e relative famiglie*) Scuola * Mondo della produzione, dei servizi e della professione (enti pubblici e privati, imprese, camere di commercio, organizzazioni economiche e imprenditoriali, organizzazioni professionali) di riferimento per il CdS * Corsi di Laurea Magistrale ** * La presenza delle PI del mondo della produzione, dei servizi e della professione di riferimento vale in particolare per i CL orientati anche all'acquisizione di specifiche conoscenze professionali, per i CLM e per i Master. ** La presenza dei CLM di riferimento riguarda solo i CL e vale in particolare per i CL il cui obiettivo generale è quello di assicurare agli studenti solo una adeguata padronanza di metodi e contenuti generali ai fini della prosecuzione degli studi nei CLM. In particolare, per quanto riguarda le PI del mondo del lavoro, il CdS e/o la struttura di appartenenza devono anche definire i criteri in base ai quali sono individuate. Le PI del mondo del lavoro e i relativi criteri di individuazione devono infine essere documentati in un documento di registrazione (in generale, Verbale del Consiglio del CdS/Verbale del Consiglio della struttura di appartenenza). Il CdS e/o la struttura di appartenenza devono quindi individuare, per ogni PI individuata, l organismo o soggetto accademico responsabile della consultazione e le modalità e la periodicità di consultazione. Modalità (ad esempio: incontri di Gruppi di lavoro misti università/esterni, indagini condotte con l uso di questionari, interviste, focus group, ecc.) e periodicità (ad esempio: annuale, a scadenze prestabilite, ecc.) devono essere definite in particolare per il mondo del lavoro di riferimento, in quanto negli altri casi o sono le stesse PI a rendere note le proprie esigenze (è il caso di Ministero di riferimento e struttura di appartenenza) o l individuazione delle relative esigenze può avvenire nell ambito delle attività normalmente svolte dal CdS e dai suoi docenti. Con riferimento alle modalità di consultazione del mondo del lavoro, una best practice può essere quella della costituzione di un Gruppo di lavoro, spesso chiamato Comitato di indirizzo, costituito da rappresentanti del CdS (o di un gruppo di CdS affini o, in casi particolari, dell intera struttura di appartenenza) e rappresentanti del mondo del lavoro di riferimento. La presenza di un Comitato di indirizzo potrebbe inoltre rappresentare un efficace risposta alla richiesta di consultazione delle organizzazioni rappresentative nel mondo della produzione, dei servizi e delle professioni di riferimento dei CdS ai fini 17

18 della valutazione dei fabbisogni formativi e degli sbocchi professionali, di cui all art. 11 del DM 270/04. Ancora, ai fini della rilevazione delle esigenze formative del mondo del lavoro di riferimento, possono essere utili studi di settore, se disponibili, le relazioni col mondo del lavoro per lo svolgimento all esterno di tirocini o elaborati per la prova finale, gli esiti delle indagini sulla collocazione nel mondo del lavoro dei laureati di I e II livello. Le esigenze formative devono essere individuate in modo utile ai fini della definizione degli obiettivi formativi (prospettive per le quali si intendono preparare gli studenti e obiettivi di apprendimento) del CdS, e quindi: per quanto riguarda i CL che hanno l'obiettivo di assicurare agli studenti solo un'adeguata padronanza di metodi e contenuti scientifici generali, devono riguardare le competenze (conoscenze, capacità e comportamenti) richieste dai CLM in cui potranno proseguire gli studi i laureati; per quanto riguarda i CL orientati anche all'acquisizione di specifiche conoscenze professionali, devono riguardare anche i profili professionali richiesti o i ruoli nei quali si intendono impiegare i laureati e/o le competenze richieste dal mondo del lavoro; per quanto riguarda i CLM e i Master, devono riguardare i profili professionali richiesti o i ruoli nei quali si intendono impiegare gli studenti che conseguiranno il titolo di studio e/o le competenze richieste dal mondo del lavoro. Infine, le esigenze delle PI, almeno quelle di tipo formativo, devono essere opportunamente documentate in un documento di registrazione (documento ad hoc o Verbale del Consiglio del CdS/Verbale del Consiglio della struttura di appartenenza). B2. Orientamenti e Indirizzi generali per la qualità del CdS (Politica per la qualità) Il CdS deve quindi definire la politica per la qualità, ovvero gli orientamenti e indirizzi generali per la qualità del CdS. Questo comporta innanzitutto la definizione delle prospettive per le quali preparare gli studenti che conseguiranno il titolo di studio. Tali prospettive possono riguardare sia il contesto lavorativo [e quindi essere definite attraverso i profili professionali che si vogliono formare o i ruoli per i quali si intendono preparare gli studenti che conseguiranno il titolo di studio, in termini di attività che potranno svolgere e posizioni occupazionali che potranno assumere una volta inseriti nel mondo del lavoro nei primi anni di attività, e i relativi ambiti professionali (ad esempio: enti pubblici, industria, libera professione, ecc.)] sia, per quanto riguarda i CL, la prosecuzione degli studi nei CLM (e quindi essere definite attraverso l indicazione dei CLM ai quali si prevede che potranno iscriversi i laureati). In particolare, i CL (che, ai sensi del DM 270/2004, hanno l'obiettivo di assicurare allo studente un'adeguata padronanza di metodi e contenuti scientifici generali, anche nel caso in cui siano orientati all'acquisizione di specifiche conoscenze professionali, preordinate all'inserimento dei laureati nel mondo del lavoro e all'esercizio delle correlate attività professionali regolamentate) devono prioritariamente stabilire se il loro obiettivo è quello di assicurare agli studenti solo un'adeguata padronanza di metodi e contenuti scientifici generali, o se sono anche orientati all'acquisizione di specifiche conoscenze professionali. Quindi: 18

19 per quanto riguarda i CL che hanno l'obiettivo di assicurare agli studenti solo un'adeguata padronanza di metodi e contenuti scientifici generali, le prospettive per le quali preparare i laureati devono riguardare certamente la prosecuzione degli studi nei CLM e possono riguardare anche il contesto lavorativo; per quanto riguarda i CL orientati anche all'acquisizione di specifiche conoscenze professionali, devono riguardare certamente il contesto lavorativo e possono riguardare anche la prosecuzione degli studi nei CLM. Invece, per i CLM (che, ai sensi del DM 270/2004, hanno l'obiettivo di fornire allo studente una formazione di livello avanzato per l'esercizio di attività di elevata qualificazione in ambiti specifici) e i Master, le prospettive per le quali preparare gli studenti che conseguiranno il titolo di studio devono riguardare il contesto lavorativo. Le prospettive per le quali il CdS intende preparare gli studenti devono essere documentate in un documento normativo (in generale, Regolamento didattico del CdS) o, al limite, per la gestione dei processi (ad esempio, Manifesto degli studi o Guida dello studente). Inoltre, devono essere coerenti con le prospettive eventualmente riportate tra gli obiettivi formativi qualificanti del decreto relativo alla classe di appartenenza del CdS e con le esigenze formative delle PI espresse in termini di profili professionali richiesti o di ruoli nei quali si intendono impiegare gli studenti che conseguiranno il titolo di studio. Il CdS deve dare evidenza, almeno nel Rapporto di autovalutazione 4 (RAV), della loro coerenza con tali esigenze formative, evidenziando, per ogni esigenza formativa identificata, la prospettiva o le prospettive corrispondenti. Il CdS (o la struttura di appartenenza) deve poi definire la propria politica per la qualità nei confronti degli studenti. Gli orientamenti e gli indirizzi generali relativi agli studenti possono riguardare: ammissione al CdS (ad esempio: nessuna limitazione al numero di iscritti, numero di iscritti programmato, ecc.), tipologia e/o provenienza geografica degli studenti in ingresso; tassi di abbandono e, per i CL e i CLM, progressione nella carriera degli studenti e tempi di conseguimento del titolo di studio; livelli di apprendimento; svolgimento di periodi di formazione all esterno (ad esempio: per lo svolgimento di tirocini, per la preparazione dell elaborato per la prova finale, ecc.); mobilità degli studenti (ad esempio: nell ambito dei programmi Socrates/Erasmus, nell ambito di convenzioni con Atenei di altri Paesi, ecc.); inserimento nel mondo del lavoro degli studenti che hanno conseguito il titolo di studio. In particolare, i CL e i CLM (o la struttura di appartenenza) devono definire la propria politica nei confronti degli studenti almeno per rispondere, se non altro, alle esigenze, ripetutamente espresse dal Ministero (che costituisce certamente una PI), ma in generale da tutti gli Atenei, di riduzione degli abbandoni e di tempi di conseguimento dei titoli di studio corrispondenti il più possibile a quelli nominali. Altri orientamenti e indirizzi generali per la qualità possono riguardare: le PI, con particolare riferimento a quelle del mondo del lavoro di riferimento; il personale docente, di supporto alla didattica e all apprendimento e tecnicoamministrativo; le infrastrutture; le risorse finanziarie; le relazioni esterne e internazionali; 4 Ved. documento Metodologia e Modello CRUI per la valutazione e certificazione della qualità dei Corsi di Studio universitari. 19

20 i servizi di contesto; il processo formativo; ecc. Anche gli orientamenti e indirizzi generali relativi agli studenti, alle PI, ecc., devono essere documentati almeno in un documento per la gestione dei processi (ad esempio, Manifesto degli studi o Guida dello studente) o, al limite, di registrazione (ad esempio, Verbale del Consiglio del CdS/Verbale del Consiglio della struttura di appartenenza) e devono essere coerenti con le esigenze delle PI. Il CdS deve pertanto dare evidenza, almeno nel RAV, di tale coerenza, evidenziando, per ogni orientamento o indirizzo generale stabilito, la o le esigenze delle PI corrispondenti. Infine, se orientamenti e indirizzi generali per la qualità del CdS sono definiti sia dalla struttura di appartenenza sia dal CdS, quelli definiti dal CdS devono essere coerenti con gli orientamenti e indirizzi generali stabiliti dalla struttura di appartenenza. B3. Obiettivi per la qualità del CdS A valle della definizione delle prospettive per le quali intende preparare gli studenti, il CdS deve definire e documentare obiettivi di apprendimento, intesi come: conoscenze (sapere) [ad esempio, per quanto riguarda in particolare CL e CLM: conoscenze di base; conoscenze caratterizzanti; conoscenze affini o integrative; conoscenze finalizzate all inserimento degli studenti che conseguiranno il titolo di studio nel mondo del lavoro (conoscenze linguistiche, conoscenze informatiche, ecc.); ecc.], capacità (saper fare) {ad esempio, per quanto riguarda in particolare CL e CLM: capacità professionali; capacità di apprendimento continuo; capacità trasversali [comunicative, relazionali (saper operare in gruppo, saper gestire o coordinare altre persone, ecc.), decisionali, di negoziazione, ecc.]; ecc.}, comportamenti (saper essere) (ad esempio, per quanto riguarda in particolare CL e CLM: deontologia, sensibilità alla responsabilità sociale delle organizzazioni, consapevolezza dei rischi delle tecnologie, sensibilità nei riguardi delle problematiche ambientali, sensibilità nei riguardi delle problematiche della sicurezza, sensibilità alle problematiche interculturali, ecc.), attesi nello studente alla fine del processo formativo. Gli obiettivi di apprendimento devono essere definiti in modo specifico per il CdS e dettagliati fino al punto da consentire una immediata comprensione dei livelli di approfondimento delle conoscenze che si vogliono trasmettere e dei livelli di capacità che si intendono fornire agli studenti durante il percorso formativo. Anche gli obiettivi di apprendimento del CdS devono essere documentati in un documento normativo (in generale, Regolamento didattico del CdS) o, al limite, per la gestione dei processi (ad esempio, Manifesto degli studio o Guida dello studente). Inoltre, devono essere coerenti con gli obiettivi di apprendimento riportati tra gli obiettivi formativi qualificanti del decreto relativo alla classe di appartenenza del CdS, con le competenze richieste dalle PI e con le prospettive per le quali si intendono preparare gli studenti che conseguiranno il titolo di studio 5. Anche in questo caso il CdS deve dare evidenza, almeno nel RAV, della coerenza degli obiettivi di apprendimento 5 A questo proposito appare opportuno evidenziare come il Sistema CRUI di gestione della qualità dei CdS universitari solleciti i CdS ad una e vera e propria progettazione degli obiettivi di apprendimento (sollecitazione che, peraltro, è implicita nei decreti ministeriali relativi alle classi dei CdS, che premettono gli obiettivi formativi qualificanti alle tabelle relative alle attività formative di base, caratterizzanti, ecc.). A questo proposito, la conoscenza delle esigenze formative delle PI deve costituire, secondo il Sistema CRUI, un riferimento essenziale per la definizione delle prospettive per le quali si intendono preparare gli studenti che conseguiranno il titolo di studio. A loro volta, tali prospettive devono costituire il riferimento principale per la definizione degli obiettivi di apprendimento, che dovranno poi costituire il riferimento principale per la progettazione del processo formativo. 20

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