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1 Presentato il primo studio sul sistema imprenditoriale di Mirandola e dintorni realizzato da K Finance per Confindustria Modena Quell AREA così particolare Inedita fotografia economicofinanziaria della Bassa modenese. Ha una concentrazione di imprese medio-grandi più elevata rispetto alla provincia ma sconta una minore efficienza nell impiego dei capitali investiti. Però tra il 2005 e il 2008 è cresciuta più del resto del territorio e nel 2009 ha retto meglio la crisi di Paolo Tomassone Diciamolo senza timori: piccolo può essere ancora bello, pur ché intorno ci sia qualcosa di grande. Oggi i mercati ri chiedono aggregazioni, anche solo temporanee o parziali, per garantire una massa critica in grado di affrontare le sfide della globalizzazione. Un dettaglio che è stato compreso da sempre nell'area Nord di Modena. Ed è per questo che proprio quella zona può essere un modello di riferimento per trainare fuo ri dalla crisi l'intero territorio provinciale. Non è solo un au - spicio per il 2011, al contrario. Lo dice, nero su bianco, una ricerca commissionata da Confindustria Modena sui «fattori distintivi e le sfide competitive del fare impresa», presentata a fine anno a Mirandola, alla presenza di molti imprenditori della zona e di un nutrito gruppo di rappresentanti delle istituzioni locali. «Per rilanciare questa zona, occorre affrontare il tema della dimensione di impresa», spiega Pietro Ferrari, presidente di Confindustria Modena. «È ancora uno dei suoi punti di debolezza» L area Nord della provincia di Modena (chiamata anche Bassa modenese) conta 9 comuni: Camposanto, Cavezzo, Concordia, Finale Emilia, Medolla, Mirandola, San Felice, San Possidonio e San Prospero, per una popolazione complessiva di circa abitanti CARPI Concordia S.Possidonio MODENA Cavezzo S. Prospero MIRANDOLA S. Felice Medolla Camposanto Finale Emilia CASTELFRANCO EMILIA «Per creare le condizioni di crescita delle imprese locali», avverte l economista Franco Mosconi, «serve una nuova politica industriale in grado di rafforzare e sostenere concretamente la ricerca, la tecnologia, e il capitale umano» 36 OUTLOOK OUTLOOK 37

2 L intervento Palma Costi: «Più innovazione per valorizzare il territorio» «La ricerca presentata da Confindustria Modena sullo stato dell impresa nell area Nord offre spunti di riflessione e stimoli per mettere in campo un azione comune e condivisa, all interno della quale come rappresentante del territorio nell assemblea regione continuerò a impegnarmi». Per Palma Costi, consigliere regionale del Pd e vicepresidente della commissione regionale Politiche economiche (con un passato da sindaco di Camposanto e poi da assessore alla Pianificazione del Comune di Modena e da assessore alle Attività produttive della Provincia di Modena), l area che comprende i nove comuni della Bassa modenese ha i numeri per continuare a crescere e «per non farsi ingabbiare dalla crisi». L area Nord si distingue per la presenza di imprese di dimensioni maggiori (con fatturati e numero di dipendenti superiori del 14 per cento rispetto alla media provinciale) e più capitalizzate. Come racconta la ricerca «piccolo non è più bello»: quasi tutte le performance migliorano al crescere delle dimensioni aziendali. «S in- Palma Costi, vicepresidente della commissione Politiche economiche della Regione Emilia-Romagna nesta qui il primo motivo di riflessione: qualche segnale positivo già si registra ma occorre fare di più per favorire la crescita dimensionale e la patrimonializzazione delle imprese. Gli strumenti esistono e insieme dobbiamo trovare le modalità più efficaci per favorirne l'utilizzo e anche la personalizzazione sulle esigenze specifiche del comprensorio». Imprese più forti hanno però necessità di infrastrutture adeguate, innanzitutto per la mobilità. «Su questo fronte, con buona pace degli scettici, siamo alla vigilia di novità importanti», afferma Palma Costi. «Grazie alla scelta della Regione di non aspettare più finanziamenti e decisioni nazionali che non arrivavano mai, stanno per partire i lavori per realizzare l autostrada Cispadana, che garantirà al distretto i collegamenti di cui ha bisogno. L essenziale, ora, è fare squadra attorno a quest opera, per migliorarne l efficacia e ridurre al minimo l impatto e disagi per i cittadini, ma senza rimettere in discussione quel che già è stato condiviso e deciso». Infine, l innovazione è un tema cruciale per le sorti dell area Nord. E per il consigliere regionale è proprio qui, su questo tema, che si intrecciano le competenze delle imprese con l azione di chi ha responsabilità di governo. «La Regione, come ha confermato con la recente manovra di bilancio, continuerà a investire sull innovazione e a sostenere gli sforzi delle imprese. Per compiere un ulteriore salto di qualità abbiamo a disposizione un settore specializzato come il medicale, un università ricca di competenze, un sistema sanitario disponibile a fare la propria parte come bacino di sperimentazione e consulenza. Personalmente continuerò a impegnarmi affinché crescano i rapporti tra imprese e assessorato alla Sanità, che deve diventare sempre più un partner attivo in questo processo. Non dimentichiamoci che esiste uno strumento come il Quality Center Network nel quale tutti questi soggetti si ritrovano: non si tratta di costruire ulteriori contenitori, ma di valorizzare quel che già c è, rendendo stabile la presenza sul territorio di un centro di competenze e incubatore di idee». G.V. L'area Nord della provincia di Modena, come e - merge dallo studio, ha in sé la "ricetta" per l'uscita dal le secche della recessione. Il territorio tra Cam - posanto, Cavezzo, Concordia, Finale Emilia, Me dol - la, Mirandola, San Felice, San Possidonio e San Pro - spero è, infatti, un mix di cultura imprenditoriale, competenze tecnologiche e clima sociale che ha consentito negli scorsi decenni lo sviluppo di esperienze aziendali uniche. Il distretto biomedicale che si è co - stituito a partire dagli anni Sessanta (con oltre 130 im prese e addetti, secondo l'ultimo censimento), ne è un esempio concreto. Quell'esperienza è sta - ta talmente positiva che ha attratto capitali per investire nelle aziende locali anche dall estero. «Tutti i giorni combattiamo in prima linea una battaglia sempre più dura per la sopravvivenza delle aziende e il mantenimento dell occupazione», ricorda Enrico Manfredini, titolare della N-C-O e delegato di Confindustria Modena per il distretto di Mirandola Da sinistra; l assessore di Mirandola Roberto Ganzerli, i primi cittadini di S. Prospero Mario Ferrari, di Mirandola Maino Benatti e di S. Felice Alberto Silvestri; gli imprenditori Mario Casoni e Giancarlo Baroni; l imprenditore Alberto Mantovani con il presidente di Confindustria Modena Pietro Ferrari; il sindaco di Concordia Carlo Marchini; Rudi Accorsi, sindaco di S. Possidonio, Franco Cocchi, direttore della Banca Popolare di S. Felice, e Giovanni Messori, direttore di Confindustria Modena Il rischio globalizzazione Ma la globalizzazione non si ferma davanti alla tradizione o davanti alla buona volontà degli imprenditori: «Tutti i giorni combattiamo in prima linea una bat taglia sempre più dura», conferma Enrico Man fre - dini, titolare della N-C-O, azienda specializzata nella lavorazione di materie plastiche, e delegato di Con - fin dustria Modena per il distretto di Mirandola e Fi - nale Emilia, «per la sopravvivenza delle aziende e il mantenimento dei livelli di occupazione». La globalizzazione qui si misura a suon di concorrenza (spesso sleale), libero mercato e manodopera sempre più sottopagata perché sempre meno specializzata. «Stiamo vivendo un momento di gran de difficoltà, e le nostre aziende si trovano nel pieno di una guerra commerciale», rincara il presidente di Confindustria Modena Pietro Ferrari. Ba stano alcuni dati: oggi il 50 per cento della produzione di carta, di cemento, di vetro e di acciaio viene dal la Cina; i giovani dai 18 ai 24 anni in Cina sono 240 milioni, in America 50 milioni, in Europa 60 milioni e soltanto sei in Italia. Anche da questi dati internazionali nasce l'idea di rilanciare l'area Nord: un «esempio della realtà delle nostre imprese, purtroppo ancora troppo piccole per affrontare i problemi», non ultimo quello della continua cre - scita dei Paesi asiatici. «Attraverso questo studio ap - profondito», spiega Ferrari, «cerchiamo di fornire elementi di riflessione: le aziende hanno assoluta necessità di crescere, in tutti i modi possibili, dalle aggregazioni ai consorzi alle reti di impresa». E l invito a ri flettere è anche per gli amministratori pubblici, cui spettano decisioni importanti per lo sviluppo del territorio. La forza dei numeri La ricerca realizzata da K Finance, società milanese di consulenza in ambito finanziario, mette a confronto un campione di 325 imprese con sede nei nove co - muni dell'area Nord (con un fatturato aggregato nel 2009 di 3,3 miliardi di euro e un fatturato medio di 10,2 milioni; sono gli addetti su una popolazione residente di abitanti) con un campione di imprese che operano nell'intera provincia di Modena (con un fatturato aggregato nel 2009 di 30,6 miliardi di euro e un fatturato medio di 8,9 milioni; 38 OUTLOOK OUTLOOK 39

3 INDICAZIONE GEOGRAFICA PROTETTA Utility Tessileabbigliamento Servizi Meccanica, macchinari e appar. elettronici Legno e carta Gomma/plastica Costruzioni Commercio Chimica Ceramica e materiali da costruzione Biomedicale, farmaceutico e plastica Alimentare e bevande Agricoltura, foreste, pesca e miniere LE VOCAZIONI DELL AREA NORD (% RICAVI AZIENDALI) 5,2% 1,3% 2,5% 5,5% 4,5% 0,8% 1,9% 0,2% 0,1% Area Nord 9,1% 11,1% 7,4% 9,2% 0,6% 1,9% 7,1% 8,7% 5,3% 4,9% 11,8% Modena 17,3% 20,4% 25,7% 0,7% 0,7% 0% 5% 10% 15% 20% 25% 30% 35% 40% addetti su una popolazione residente di circa abitanti). E i risultati raccontano che, nonostante la crisi economico-finanziaria, dal 2005 al 2009 l'area Nord è cresciuta in termini di ricavi del 25 per cento. Anche se la redditività delle imprese che hanno sede in questa zona è peggiorata rispetto cinque anni fa, è stato co munque possibile contenere il calo registrato in ma niera più consistente che nel resto della provincia. Questo perché il 56 per cento dei ricavi si concentra nei settori di specializzazione (biomedicale, costruzioni e utility) che sono stati colpiti in maniera meno 36,0% Il 56% dei ricavi si concentra nei settori produttivi più tipici: BIOMEDICALE (36% contro 5% della provincia di Modena) COSTRUZIONI (17% contro 7%) UTILITY (5% vs. 1%) Vi sono anche dei comparti sottorappresentati rispetto alla realtà provinciale: MECCANICA (11% contro 20%) CERAMICA (7% contro 9%) ALIMENTARE (5% contro 12%) Vi è scarsa vocazione al terziario: meno commercio (9% contro 26%) e meno servizi (4% contro 9%) grave dalla crisi, a differenza del meccanico, della ce - ramica, degli alimentari e del tessile-abbigliamento, tutti comparti che sono meno rappresentati nella zo - na della Bassa modenese. Un altro aspetto evidenziato dallo studio è che le aziende locali sono più indebitate della media provinciale e che durante la crisi l'in - debitamento è cresciuto, mentre nel resto della pro - vincia è leggermente diminuito (5,7 per cento contro il 3,9 per cento). «I punti di forza di quest'area», spiega Giuseppe Grasso, presidente di K Finance, «sono una maggiore presenza di imprese medio-grandi e una buona soli- CARATTERISTICHE DELLA BASSA RISPETTO ALLA PROVINCIA nel periodo è cresciuta di più e nel 2009 ha retto meglio la crisi ha una più elevata concentrazione di imprese medio-grandi (sia per numero di aziende sia come fatturato aggregato); ha una minore densità imprenditoriale, meno aziende e meno ricavi ha sempre creato più valore in rapporto al fatturato ha una bassa efficienza nell impiego dei capitali investiti AREE DI INTERVENTO PER POTENZIARE LA CRESCITA CAPITALI MANAGEMENT TECNOLOGIE SISTEMA LOCALE La struttura finanziaria deve avere al centro l equilibrio tra capitale e debito La famiglia imprenditoriale deve imparare a usare fonti di capitale innovative La gestione della crescita deve passare attraverso l introduzione di manager L imprenditore deve evolvere da gestore di prodotti a gestore di uomini Occorre creare laboratori di ricerca condivisi e occasioni di contaminazione tecnologica attraverso la costruzione di community Gli attori istituzionali devono garantire i servizi necessari a sostenere lo sviluppo: infrastrutture stradali e telematiche, burocrazia business friendly OUTLOOK 41

4 Enti locali 3,4% TIPOLOGIA DI PROPRIETÀ Gruppi italiani Cooperative 5,5% 13,2% Finanziari 2,8% Privati/famiglie 72,3% Gruppi esteri 2,8% IFV A rischio VALORE E RATING Virtuosi Biomedicale Tessile Meccanica Utilities Legno-Carta Alimentari Commercio Servizi Costruzioni Chimica Gomma-Plastica Ceramica RATING K2 K3 K4 K5 Raggio cerchi: ricavi totali (in migliaia di euro) Nell area Nord i privati controllano la fetta maggiore dell attività d impresa, sia come numero di aziende (72%) sia in termini di ricavi (34%). Seguono i gruppi esteri, con il 22% dei ricavi e il 3% delle aziende; i finanziari, con il 17% dei ricavi e il 3% delle aziende; i gruppi italiani che possiedono il 13% delle aziende, con il 12% dei ricavi; le cooperative che controllano l 11% dei ricavi attraverso il 6% delle aziende; gli enti locali, con il 3% delle aziende e il 4% dei ricavi SETTORI VIRTUOSI sono quelli che rispetto alla media creano più valore e hanno un rating migliore: biomedicale, meccanica, utility, tessile e commercio SETTORI A RISCHIO sono quelli che distruggono valore e presentano un elevato rischio finanziario: in particolare costruzioni e ceramica dità finanziaria, in particolare nei settori del biomedicale, della meccanica, delle utility e del tessile. C'è una cultura diffusa e un clima sociale favorevole allo sviluppo, oltre alla presenza di capitali e competenze manageriali portate da azionisti finanziari o da multinazionali estere, soprattutto nel biomedicale. Le aziende più a rischio finanziario sono quelle con un fatturato annuo tra i tre e gli otto milioni, e oltre il 70 per cento del valore finanziario dell'area è nelle mani di azionisti finanziari, esteri o cooperative, che controllano le aziende di maggiori dimensioni. I privati e i gruppi italiani controllano quasi il 50 per cento del fatturato ma generano meno di un quarto del valore «I punti di forza di quest area», commenta Giuseppe Grasso, presidente di K Finance, «sono una maggiore presenza di imprese medio-grandi e una buona solidità finanziaria, soprattutto nel biomedicale e nella meccanica. Le aziende più a rischio sono quelle con un fatturato tra i tre e gli otto milioni» e possiedono aziende mediamente piccole». Ma quei va lori che hanno da sempre caratterizzato lo sviluppo dell'area Nord oggi rischiano di rimanere schiacciati, se non addirittura venire cancellati, da quei capitali finanziari (italiani o esteri) che sono orientati al rimborso dei debiti di acquisizione piuttosto che all'investimento e allo sviluppo delle imprese «soccorse». Un'altra minaccia, sempre più pressante, è le - gata alle scelte delle multinazionali che nel corso de - gli anni hanno lasciato i comuni intorno a Mirandola per trasferire la produzione in Paesi dove i costi della manodopera incidono meno, obbligando anche la «te - sta» dell'azienda a delocalizzare. Dall'analisi dei dati emergono anche le proposte e K Finance individua alcune opportunità per il rilancio dell'area e per favorire lo sviluppo e la crescita del le imprese locali. Prima di tutto il tema dei capitali. «La tipica struttura finanziaria impostata sull'indebitamento dell'impresa» spiega Grasso, «va ribaltata ponendo al centro l'equilibrio tra capitale e debito e focalizzando la gestione dell'azienda sulla creazione di valore. In sostanza le famiglie che ammini- OUTLOOK 43

5 Nuova Didactica presenta due iniziative formative ad alta specializzazione Economia IL CAMPIONE DELLA RICERCA AREA NORD 325 imprese fatturato medio di 10,2 milioni di euro addetti media di 32 addetti per azienda PROVINCIA imprese fatturato medio di 8,9 milioni di euro addetti media di 28 addetti per azienda in collaborazione con Democenter Sipe Le nuove frontiere della progettazione e produzione tra design, elettronica e collaborazione con il sistema sanitario SHORTMASTER DI ALTA SPECIALIZZAZIONE - 4 edizione 116 ore - 6 moduli Sede di svolgimento: Club La Marchesa via per Concordia, 46 - Mirandola (MO) PROGRAMMA 1) Dal design creativo all ingegnerizzazione di prodotto 2) La ricerca nella collaborazione tra sanità e imprese 3) Sensori e sistemi elettronici per applicazioni biomediche 4) I materiali plastici: tendenze ed applicazioni 5) La progettazione con le materie plastiche 6) Le tecnologie di lavorazione PERIODO DI SVOLGIMENTO: Febbraio Giugno 2011 INFO: Nuova Didactica Scarl Corso Cavour Modena - tel fax in collaborazione con Confindustria Modena - Delegazione di Carpi Il Corso di specializzazione si rivolge a General Manager, Brand Manager, Marketing Manager, Responsabili Comunicazione, Event Manager, Public Relation Manager e Responsabili Ufficio Stampa operanti nel settore del tessile-abbigliamento e accessori moda. Sede di svolgimento: Confindustria Modena - Delegazione di Carpi via Peruzzi, Carpi (MO) PROGRAMMA 16 MARZO La qualità del prodotto, la creazione del Brand e la sua affermazione sul mercato. 24 MARZO La Fashion Industry in Italia e nel Mondo: caratteristiche, stili e tendenze. 31 MARZO Comunicare la moda: strumenti e strategie. INFO: Nuova Didactica Scarl Corso Cavour Modena - tel fax strano da quarant'anni le aziende devono imparare a usare fonti innovative di fi - nanziamento. Per questo è opportuno in - trodurre nelle piccole imprese figure ma - nageriali sempre più qualificate, andando a ricercarle tra chi ha già esperienza in realtà più grandi o nelle multinazionali». In secondo luogo, l'azione delle istituzioni. Davanti alle forti carenze presenti nel l'area, gli enti locali e la politica (e le as sociazioni economiche hanno il compito di sti molarli) devono garantire servizi sul ter ritorio (a cominciare dalle infrastrutture stradali e da quelle telematiche) al pas so coi tempi. Inoltre occorre che istituzioni e imprese proseguano nella individualizzazione di «laboratori di ricerca» con divisi da più aziende, senza avere pau - ra di contaminarsi a vicenda. Territorio e politica industriale La ricerca di K Finance e l'iniziativa promossa da Confindustria Modena confermano la «riscoperta» del territorio. Una di - mensione trascurata per troppo tempo, se - condo Franco Mosconi, docente di Eco no - mia industriale all'università di Par ma: «Per anni», commenta, «col dominio dell'approccio liberista si è pensato che le a zien - de potessero vivere come staccate dal territorio in cui operavano; abbiamo poi vi - sto, e questo studio ne dà un'ulteriore con - ferma, che l'economia "reale" (che è fat ta di imprese e lavoratori) vive in osmosi col territorio in cui opera. C'è allora una for - za intrinseca che nasce dall'economia dell'area Nord. Quando si parla di Modena non ci si riferisce a quanto ruota attorno al ca poluogo, ma a un insieme di forze, rap - LA SERENITÀ SI COSTRUISCE GIORNO PER GIORNO con MODENASSISTENZA MODENASSISTENZA SERVIZI PRIVATI DI ASSISTENZA DOMICILIARE A CASA E IN STRUTTURE OSPEDALIERE PER ANZIANI, HANDICAPPATI, MALATI, DISABILI E PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI MODENA - VIALE V. REITER, CARPI

6 WHO S WHO IN ITALY 2011 EDITION presentate ACCESSO ESCLUSIVO, PRESTIGIO NEL MONDO. Da oltre 50 anni è il più prestigioso promotore dell immagine di Uomini, Imprese e Istituzioni che rappresentano l eccellenza del nostro Paese. 3 volumi, 3100 pagine, 7800 profili biografici 4800 profili di Imprese e Istituzioni. Who s Who in Italy Srl Via De Amicis Bresso (Milano) tel Fax Economia dai diversi distretti industriali sul territorio come quel lo di Mirandola, di Carpi e di Sas suolo». Purtroppo la crisi degli ultimi anni ha im posto un ridimensionamento delle im - pre se modenesi. Per il futuro, però, andrà rivisto lo slogan «piccolo è bello». Infatti, secondo Mosconi, «il piccolo non basta più». «Nei prossimi mesi l'attenzione di tutti do - vrà essere per creare le condizioni per fa - re crescere le imprese locali. Non è ca sua - le che la classe di imprese fotografata dal - la ricerca come più "brillante" sia quel la con un fatturato medio di mi lioni». Per contrastare la concorrenza e per mi glio - rare il proprio appeal verso mer cati in ter - nazionali, la dimensione delle im pre se gio - cherà un ruolo fondamentale. «I fabbisogni di capitale per le imprese di oggi so no legati allo svolgimento di attività immateriali molto co stose: ricerca e marketing si pongono a monte e a valle del pro cesso produttivo, rap presentano co sti fis si che possono essere sostenuti soltanto da a - ziende con le "spalle larghe". Tra l'altro le attività di ricerca e di promozione sono ad alta intensità di capitale umano e rappresentano una delle poche chance per convincere i "giovani cervelli" a rimanere in Italia». Lo studio di Confindustria offre una fotografia della situazione attuale dell'a - rea Nord e indica alcune priorità su cui con tinuare il confronto e concentrare le forze. «Oc corre recuperare un'espressione cancellata dal lessico negli anni dell'economia fi nanziaria», conclude Mosconi. «Una nuo va politica industriale, diversa quindi da quella degli anni Settanta, in grado di rafforzare e sostenere concretamente la ri cer ca, la tecnologia, l'innovazione, il ca - pitale umano. Questa politica deve partire da una riforma seria della formazione su periore (sia tecnica sia universitaria), fa vo rendo la collaborazione fra imprese e università, anche partendo dai quattro a - tenei che abbiamo in regione; inoltre, promuovendo partnership tra pubblico e privato per fare decollare i tecnopoli e concentrarsi su alcuni veri e solidi incubatori di nuove imprese».

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