Corso di formazione Sicurezza del paziente e gestione del rischio clinico

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1 Corso di formazione Sicurezza del paziente e gestione del rischio clinico La prevenzione del suicidio in Ospedale Dr. Maurizio Belligoni Direttore Generale Agenzia Regionale Sanitaria

2 Definizione di evento sentinella E un evento avverso di particolare gravità,potenzialmente evitabile, che può comportare morte o grave danno al paziente e che determina una perdita di fiducia dei cittadini nei confronti del servizio sanitario. Il verificarsi di un solo caso è sufficiente per dare luogo ad un indagine conoscitiva diretta ad accertare se vi abbiano contribuito fattori eliminabili o riducibili e per attuare le adeguate misure correttive da parte dell organizzazione

3 Gli Eventi Sentinella 1. Procedura in paziente sbagliato 2. Procedura in parte del corpo sbagliata (lato, organo o parte) 3. Errata procedura in paziente; 4. Strumento o altro materiale lasciato all interno del sito chirurgico che richieda un successivo intervento o ulteriori procedure; 5. Reazione trasfusionale conseguente ad incompatibilità ABO 6. Morte, coma o gravi alterazioni funzionali derivati da errori in terapia farmacologica; 7. Morte materna o malattia grave correlata al travaglio e/o parto 8. Morte o disabilità permanente in neonato sano di peso >2500 grammi non correlata a una malattia congenita in neonato sano

4 Gli Eventi Sentinella 9. Morte o grave danno per caduta di paziente; 10.Suicidio o tentato suicidio di paziente; 11.Violenza su paziente; 12.Violenza su operatore da parte di paziente; 13.Morte o grave danno connesso al sistema di trasporto; 14.Morte o grave danno connesso alla errata attribuzione di codifica presso il triage del pronto soccorso; 15.Morte o grave danno da complicazione post chirurgica; 16.Ogni altro evento avverso che causa morte o grave danno;

5 Raccomandazione n. 4 - Marzo 2008 Prevenzione del suicidio di paziente in Ospedale Il suicidio in ospedale rappresenta un evento sentinella di particolare gravità la cui prevenzione si basa su una appropriata valutazione delle condizioni del paziente

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7 Considerazioni epidemiologiche ed eziologiche Ogni anno circa un milione di persone muore per suicidio. Un tasso globale di mortalità del 16/ , ovvero una morte ogni 40 secondi. Negli ultimi 45 anni i tassi di suicidio sono cresciuti del 60% su scala mondiale: il suicidio è la terza causa di morte tra coloro compresi tra i 15 e i 44 anni in alcuni Paesi e la seconda causa di morte nel gruppo di età tra i 10 e i 24 anni: queste cifre non comprendono i tentativi di suicidio che sono oltre 20 volte più frequenti dei suicidi riusciti. Benchè tradizionalmente i tassi di suicidio siano più alti tra i maschi anziani, i tassi tra la popolazione giovanile si sono incrementati tanto che essi sono il gruppo a rischio più elevato in un terzo dei paesi, senza distinzione tra paesi sviluppati o in via di sviluppo. I disturbi psichici ( in particolare la depressione e l abuso di alcol ) sono un rischio maggiore per suicidio in Europa e nell America del Nord, mentre nei paesi dell Asia gioca un ruolo importante l impulsività. Nel suicidio sono coinvolti fattori psicologici, sociali, biologici, culturali e ambientali

8 Di chi e cosa si occupa la Raccomandazione n. 4 Tipologia dei pazienti : Tutti Aree Ospedaliere : Tutte, in particolare Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, Oncologia, Ostetricia-Ginecologia, Dipartimento di Emergenza

9 Il suicidio può essere. Comportamento sintomatico in alcuni stati morbosi Reazione immediata o differita, comunicata o occultata, a notizie negative o a gravi timori sul proprio stato di salute Manifestazione di un generico stato di sofferenza esistenziale che precipita per la situazione stressante costituita dal ricovero

10 Prevenzione del suicidio in Ospedale: Criticità/Opportunità 1) strumenti di valutazione del paziente; 2) profili assistenziali per i pazienti che hanno una reazione suicidiaria o tentano il suicidio che prevedano la continuità della cura anche dopo la dimissione; 3) processi organizzativi; 4) formazione degli operatori; 5) idoneità ambientale e strutturale.

11 Le azioni dovranno tendere a.. Accertamento degli stati morbosi che possono dar luogo a suicidio Accurato monitoraggio delle reazioni dei soggetti che apprendono di avere gravi malattie o che sono in ansia in attesa della diagnosi Individuazione dei soggetti fragili, potenzialmente in grado di sviluppare un ideazione suicidaria in un ambiente che vivono come particolarmente stressante

12 La sequenza delle azioni previste dalla raccomandazione Anamnesi Valutazione Consulenze specialistiche Colloquio di approfondimento Terapie specifiche e/o Misure precauzionali

13 Presa in carico del Paziente 1. Anamnesi ( e valutazione) 2. Percorso clinico -assistenziale

14 Anamnesi Ricostruzione della storia clinica e della vita del paziente Atti autolesivi o tentato suicidio Familiarità psichiatrica e per il suicidio Importanti avversità Eventi luttuosi (anche non recenti) Isolamento sociale Malattia insorta in soggetto sempre sano

15 Anamnesi Ricerca di condizioni morbose psicopatologiche,riferite o documentate, che possono comportare rischio di suicidio depressione disturbo bipolare schizofrenia ed altri disturbi psicotici disordini di personalità con comportamento aggressivo o narcisistico o falsa autosufficienza personalità borderline o antisociale disturbo della condotta e disturbo oppositivo in età evolutiva) abuso/dipendenza (da alcol, stupefacenti e/o psicofarmaci, da gioco) eventuali diagnosi multiple ansia, attacchi di panico, insonnia

16 Altri elementi per la valutazione Difficoltà del ragionamento Allusioni al suicidio Autodenigrazione o assenza di autostima Assenza di speranza Senso di colpa Assenza di visione futura Sentimenti di rabbia e svalutazione generalizzati Ridotta capacità di giudizio Cambio di atteggiamento verso la religione Eccesso di interesse per il possesso di farmaci Eccesso di comunicazione sulla necessità di fare testamento

17 Dopo la valutazione: gruppi di pazienti a rischio suicidario Presenza di patologia psichiatrica Presenza di sindrome organica confusionale Presenza di dichiarata ideazione suicidaria Gravi situazioni di salute legate all ospedalizzazione (diagnosi di patologia oncologica, necessità di complessi interventi chirurgici, passaggio a cure palliative, prognosi infauste, depressione post partum )

18 Il colloquio di approfondimento Garantire privacy con il paziente Atteggiamento di ascolto Disponibilità di tempo Atteggiamento di rispetto (evitare atteggiamenti confidenziali e banalizzazioni della situazione)

19 Il colloquio di approfondimento con il paziente: gli argomenti da trattare Domande che esplorano lo stato d animo del paziente Domande che esplorano le capacità di reazione alla situazione e le risorse personali e ambientali del paziente Domande sull eventuale elaborazione di ideazione suicidaria Domande sull eventuale presenza di progettazione suicidaria

20 Coinvolgimento di familiari e amici nella fase di valutazione Il percorso clinico assistenziale Accurata valutazione ( seguire protocolli) Integrazione delle competenze presenti nella U.O. Utilizzazione delle consulenze psicologiche e psichiatriche Coinvolgimento dei Medici di Medicina Generale per le notizie anamnestiche

21 Dopo la dimissione ( di tutti i pazienti per cui si sono attivate procedure di prevenzione per atti suicidari e di coloro che hanno tentato il suicidio ) Integrazione con i Servizi Socio Sanitari Territoriali per continuità assistenziale Individuazione di un Referente dell U.O. che ha dimesso il paziente per ogni necessità ulteriore

22 La sequenza delle azioni previste dalla raccomandazione Anamnesi Valutazione Consulenze specialistiche Colloquio di approfondimento Terapie specifiche e/o Misure precauzionali

23 Caratteristiche strutturali degli Ospedali Dispositivi di sicurezza e controllo (video a circuito chiuso, allarmi ) Infissi di sicurezza Attrezzature per bagni non usabili a fini suicidari Non accessibilità a luoghi ed oggetti usabili a fini suicidari (terrazze, ripostigli per detersivi)

24 Processi organizzativi Misure che impediscano alle persone a rischio di accedere a mezzi per suicidarsi o di detenerne Informazione del personale sul rischio suicidario Messa a punto di procedure specifiche per la prevenzione e la gestione degli eventi suicidari Accompagnamento di tutti i pazienti durante i trasferimenti Definizione delle modalità di sorveglianza dei pazienti a rischio

25 Formazione del personale Aggiornamento periodico specifico per le Unità Operative maggiormente a rischio In ogni attività formativa va posta enfasi sulla importanza della comunicazione con il paziente Orientamento sull importanza della problematica e sull utilità della prevenzione

26 Implementazione della Raccomandazione I responsabili Direzioni Generali Aziendali Direzioni Sanitarie Aziendali Direzioni Sanitarie di Presidio Direzioni di Dipartimento

27 Implementazione della Raccomandazione Le Direzioni Aziendali predispongono e rendono disponibile a tutti gli operatori un protocollo per la prevenzione e la gestione degli eventi suicidari

28 Comunicazione dell Evento Sentinella L Azienda deve favorire la segnalazione degli Eventi Sentinella tramite specifiche procedure Aziendali L Evento Sentinella Suicidio di paziente in Ospedale deve essere segnalato secondo il protocollo di monitoraggio del Ministero della Salute

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