VAL CERONDA E CASTERNONE VALLI TESSO E MALONE BASSA VALLE VAL DI VIÙ VAL D ALA VAL GRANDE

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1 1. PASSO DELLA CROCE (1256 M) MONTE BASSO (1355 M) 2. MONTE LERA (1371 M) 3. MONTE SOGLIO (1971 M) 4. MONTE ANGIOLINO (2168 M) 5. MONTE VACCAREZZA (2203 M) 6. RIFUGIO AGRITURISTICO SALVIN (1650 M) 7. LAGO DI MONASTERO (1992 M) 8. SANTUARIO DI S. IGNAZIO (911 M) VAL CERONDA E CASTERNONE VALLI TESSO E MALONE 9. GROTTE DI PUGNETTO (825 M) 10. MINIERE D ORO ABBANDONATE UJA DI CALCANTE (1050 M) 11. PONTE DEL DIAVOLO (540 M) - CA BIANCA (730 M ) - PONTE DEL DIAVOLO 12. ALPE BELVEDERE (1452 M) ALPE NUVIENT (1767 M) - TESTA PAIAN (1858 M) 13. COLLE PORTIA (1328 M) 14. MONTE CIVRARI (2302 M) 15. COLLE DELLA CROCE DI FERRO (2558 M) 16. MARGONE MALCIAUSIA LUNGO LA DECAUVILLE (1812 M) 17. RIFUGIO E. TAZZETTI (2642 M) 18. CROCE ROSSA (3566 M) BASSA VALLE VAL DI VIÙ VAL D ALA 19. ALA DI STURA (1100 M) - PIAN BELFÈ (1280 M) - LONGIMALA (1406 M) - LAGO LUSIGNETTO (2174 M) - PUNTA LUSIGNETTO (1950 M) - PUNTA KARFEN (1883 M) - PIAN BELFÈ - ALA DI STURA 20. ALPE D ATTIA (1740 M) COLLE D ATTIA (2104 M) 21. BIVACCO MOLINO (2280 M) PASSO D OMETTO (2618 M) 22. ALPE CROT (2270 M) 23. PIAN DELLA MUSSA (1761 M) PASSO DELLE MANGIOIRE (2768 M) LAGO DELLA ROSSA (2718 M) 24. UJA DI CIAMARELLA (3676 M) 25. VALLONE DI VRÙ (1220 M) 26. ALPE VASSOLA (1660 M) 27. LAGHI DEL TRIONE (2164 M) 28. GRAN LAGO DI UNGHIASSE (2494 M) 29. COLLE DELLA CROCETTA (2641 M) 30. LEVANNA ORIENTALE (3555 M) VAL GRANDE

2 Si ringrazia: Testi di: Roberto BERGAMINO, Gianni FRANCESE, Pierguido VOTTERO Per informazioni: C.A.I. LANZO Tutti i giovedì dalle ore 21 alle 23. Via Don Bosco, Lanzo Torinese (Tel. 0123/320117)

3 PASSO DELLA CROCE (1256 M) MONTE BASSO (1355 M) Itinerario n.1 Dati generali. Località di partenza: Cappella di S. Rocco (Vallo Torinese, 570 m circa) Tempo di salita: 2 ore e 30 minuti Tempo di discesa: 1 ora e 30 minuti Periodo consigliato: inverno e primavera Avvicinamento. Provenendo da Monasterolo di Cafasse dirigersi verso Vallo. Dopo la palina segnaletica Vallo Torinese, superato il ponte sul Rio Tronta, si svolta a destra per via Risorgimento e in breve si è sul piazzale antistante la chiesa parrocchiale, girare a destra della chiesa e dopo circa 100 m a sinistra in una stretta che sbuca su via S. Rocco. La strada sale rapidamente e raggiunge l omonima cappella (scritta sul frontespizio 1715 l uomo della mortalità del bestione ). La strada asfaltata prosegue ancora per circa 200 m con possibilità di parcheggio prima che diventi sterrata. Salita. Dal parcheggio, sulla destra, è visibile il Turu con l antenna televisiva della Rai e a sinistra il Monte Druina, il Passo della Croce, visibile tra le due punte, è l incontro di due linee elettriche, il percorso dell escursione segue la linea di destra. Seguire la strada sterrata, passando accanto a una costruzione adibita ad acquedotto, superare il ponte in cemento sul Rio Tronta quindi proseguire a destra lungo la strada sterrata. Si supera un primo tornante e, oltrepassato il costone che porta al Turu, si prosegue sino a una serie di ometti. Abbandonare a questo punto la strada (che termina poco dopo un acquedotto) e seguire il sentiero ben tracciato che s innalza tra querce, betulle e bassi ginepri; il sentiero risulta interrotto da due piccole frane dovute all alluvione del novembre 94 e riprende subito dopo con ampie risvolte conducendo fino al Colle della Croce (1256 m libro di vetta sotto la croce stessa). Svoltare a destra per un sentiero poco marcato in mezzo a noccioli e raggiungere in breve una strada sterrata che prosegue sul fianco nord della cresta (porta verso Viù). Proseguire su questa strada fino a incontrare l altra via proveniente da Colbertramo (Valle di Viù), indi raggiungere in breve il ripetitore televisivo, del Monte Basso o Monte Turu (1355 m): grandioso panorama sulla pianura torinese e sulle principali cime delle Valli di Lanzo. Discesa. Per la via di salita.

4 MONTE LERA (1371 M) Itinerario n. 2 Dati generali. Il percorso s inoltra nella Riserva Naturale del Monte Lera ove vegetano alcune specie endemiche, tra cui l Euphorbia gibelliana. Dalla vetta magnifico colpo d occhio sulla pianura torinese. Località di partenza: da Valdellatorre, Frazione Molino Tempo di salita: 2 ore e 45 minuti Tempo di discesa: 1 ora e 45 minuti Periodo consigliato: inverno e primavera Avvicinamento. Raggiunta la centrale via Roma nel paese Valdellatorre proseguite per la strada provinciale 177 e parcheggiate vicino alle ex-scuole di via Mulino, nei pressi della bibblioteca comunale, poi a piedi raggiungete il bivio di via Trucco Rossato e via Gablera. Salita. Dal bivio citato parte un sentiero parallelo a un ruscello, con un segnavia Rif. Portia ; costeggiare il ruscello, superare una frazione e poco dopo, nei pressi di una costruzione, svoltare a sinistra superando il rio. Ci si trova in un fondo valle tra due costoni ben definiti e ci si porta gradatamente sul costone di sinistra per aggirarlo, fiancheggiando successivamente la C. Fontana Bruna. Inoltrarsi nel nuovo vallone dominato in alto da una cospicua pietraia; a un bivio non svoltare a sinistra, cioè non attraversare il rio, e proseguire lungo il sentiero attraverso una pineta, giungendo alla base della pietraia (costruzione adibita ad acquedotto). Seguire a destra le indicazioni per B. Sette lungo il sentiero che con tracciato quasi orizzontale taglia il versante ovest del Monte Lera; si aggirano alcuni costoni, si attraversano valloncelli e pietraie incontrando una zona di bosco bruciato, unico tratto in cui l ottimo sentiero diventa malagevole. Lasciati a sinistra alcuni ruderi, il sentiero prosegue in leggera discesa e deve essere abbandonato a un bivio con segni gialli (proseguendo lungo il sentiero, dopo due ripidi tornanti s intercetta una strada sterrata e successivamente asfaltata che riporta alla località di partenza). Il nuovo sentiero inizia a salire rapidamente, lasciando sulla destra alcuni ruderi e in breve si raggiunge un colletto compreso tra Monte Lera a nord e Punta Carbonere (1210 m) a sud. Svoltare a sinistra e risalire la cresta verso il Monte Lera lungo la traccia del sentiero; l ultimo tratto della salita diventa poco agevole per la presenza di fastidiosi cespugli. La vetta è costituita da una serie di massi accatastati. Discesa. Per la via di salita.

5 MONTE SOGLIO (1971 M) Itinerario n. 3 Dati generali. Il Soglio è un dosso erboso a cui si accede con comoda salita. La vista spazia dalle Marittime al Monviso, dalle montagne delle Valli di Lanzo a tutto il gruppo del Gran Paradiso e infine al Cervino. L escursione è particolarmente consigliabile in autunno e in primavera. Località di partenza: Case Ieri (1050 m circa; frazione di Corio) Tempo di salita: 2 ore e 15 minuti Tempo di discesa: 1 ora e 40 minuti Difficoltà: turistico Periodo consigliato: tutto l anno salvo condizioni di buon innevamento Avvicinamento. Da Lanzo dirigere verso S. Pietro e Corio; giuntivi, dalla piazza del paese, andare verso Pian Audi; percorrere l incassato Vallone del Malone e passare nei pressi dell interessante ponte della borgata Molino dell Avvocato, al successivo bivio andare a sinistra. Si arriva così a Pian Audi; la borgata e le montagne circostanti furono teatro di duri scontri, dal 43 al 45, tra partigiani e nazifascisti. Oltrepassato l abitato la strada si fa sterrata; seguirla fino a che non si trova una deviazione sulla destra; dopo un tornante, superata una costruzione isolata, si arriva nei pressi delle Case Ieri. L auto va lasciata a valle delle case dove la strada si allarga. Salita. Vanno risaliti i numerosi e ripidi tornanti seguendo la carrareccia; si giunge così all Alpe Soglia (1711 m, 1 ora e 30 minuti) posta in panoramica posizione, poco a valle vi è un altro alpeggio ristrutturato. Imboccata la breve deviazione che conduce alla costruzione si trova il sentiero che, partendo a monte dell Alpe Soglia, risale il pendio pascolivo e raggiunge la cresta. Qui giunti, prendere a destra incamminandosi lungo l evidente sentiero che aggira sulla sinistra un dosso erboso e conduce alle case dell Alpe Rossolo; dopo una brevissima salita si tocca la cima del Monte Soglio (1971 m; 2 ore e 15 minuti). Il panorama è formidabile; per aiutare l identificazione delle varie vette che si possono ammirare c è una piastra metallica posta su un sostegno cilindrico dove sono indicati i principali punti topografici. Discesa. Per la via di salita (1 ora e 40 minuti circa).

6 MONTE ANGIOLINO (2168 M) Itinerario n. 4 Dati generali. Gita facile e molto panoramica. Vista la quasi totale esposizione favorevole di tutto l itinerario, l escursione è consigliabile anche in inverno, ovviamente in assenza o con poca neve. Dalla vetta visibili le Marittime, il Monviso, le montagne delle Valli di Lanzo, il Gruppo del Gran Paradiso, la Rosa dei Banchi, il Gruppo del Rosa e le Alpi Lombarde. Località di partenza: Saccona (886 m; frazione di Coassolo) Tempo salita: 3 ore e 30 minuti Tempo discesa: 2 ore e 30 minuti Difficoltà: escursionismo Periodo consigliato: tutto l anno salvo casi di medio o forte innevamento Avvicinamento. Da Lanzo salire a Coassolo e raggiungere la frazione di Vietti. Subito dopo un bar-tabaccheria salire a sinistra seguendo una deviazione con indicazione Saccona; passato un ponticello si arriva a Saccona dove, nei pressi della graziosa chiesetta della S.S. Trinità (costruita nel 1770) si lascia l auto. Salita. Appena prima della chiesa parte una stradina che sale tra le case; la mulattiera supera un gruppo di case abbandonate per arrivare al bellissimo sito ove sorgono le Case Meini (985 m). Si riprende a salire lungo il prato lasciando sulla sinistra una fila di alberi, ci si addentra in una zona di fitta vegetazione e successivamente vengono raggiunte e superate le baite Prarosso; poco dopo si sbuca in una carrareccia dove si deve andare a sinistra e si perviene così a un bivio dove è necessario andare a destra. Pochi metri prima che la strada finisca in una piazzetta, s intercetta sulla sinistra un evidente sentiero, si risale un costone per raggiungere un antica costruzione posta in un punto molto panoramico passando tra massi di diverse dimensioni e si giunge alla cima rocciosa di Punta Prarosso (1497 m; 1 ora e 45 minuti). Dalla piccola e panoramica elevazione volgere a sinistra (nord-ovest) per seguire l evidente sentiero che percorre la cresta. Poco dopo si tocca l elevazione della Rocca Turi (1718 m; 2 ore e 15 minuti) alla quale segue una leggera discesa che consente di raggiungere l Alpe Frigerola Inferiore (1700 m). Continuare con marcia pianeggiante lasciando sulla sinistra una suggestiva croce di legno portata fin quassù dagli Alpini di Corio; ancora un tratto di salita e si arriva all Alpe Frigerola Superiore (1781 m; 2 ore e 30 minuti). A monte dell alpeggio s intercetta una traccia che dirige verso destra (nord-est) aggirando un costone; attraversata un incisione si punta verso alcuni roccioni che affiorano dall evidente cresta. Dopo averli raggiunti andare a sinistra seguendo un sentierino, si arriva così a un ampio pianoro; risalire il pendio compiendo alcune risvolte per vincere la forte pendenza e, raggiunto un minuscolo ripiano caratterizzato dalla presenza di una piccola pietraia, salire ancora di qualche metro e toccare la Cima dell Angiolino (2168 m; 3 ore e 30 minuti). Evidentissimo a ovest il vicinissimo Monte Vaccarezza raggiungibile in circa 15 minuti. Discesa. Per la via di salita (2 ore e 30 minuti).

7 MONTE VACCAREZZA (2203 M) Itinerario n. 5 Dati generali. Escursione consigliabilissima. la Vaccarezza, o Castel Balanger, è ben visibile anche dalla pianura e la vetta è caratterizzata da un grosso ometto di pietre. Eccezionale il panorama: dagli Appennini alle Alpi Marittime per proseguire con il Monviso, le Cozie e tutte le più note montagne delle Valli di Lanzo, si continua con il Gruppo del Gran Paradiso e, in lontananza, il Gruppo del Rosa. Nelle giornate particolarmente limpide appaiono anche le montagne lombarde del Bernina e dell Adamello. Località di partenza: Alpeggio La Cialma (1510 m comune di Coassolo) Tempo di salita: 1 ora e 50 minuti Tempo di discesa: 1 ora e 15 minuti Difficoltà: escursionismo Periodo consigliato: tutto l anno salvo casi di medio o forte innevamento. Avvicinamento. Da Lanzo salire a Coassolo e superare la chiesa e un caratteristico arco. Poco dopo, a un bivio, andare a destra; dopo un tratto di salita si trova una deviazione sulla sinistra con indicazioni per Letisetto, Creus e Canton Betta. Imboccare la stradicciola seguendola fino a giungere a un nuovo bivio dove inizia lo sterrato, proseguire diritto fino a trovare il bivio per Letisetto dove bisogna prendere a sinistra; si supera un costone e successivamente vanno affrontati numerosi tornanti che consentono di oltrepassare il bosco, disseminato di numerose costruzioni. Continuando lungo lo sterrato viene raggiunto il termine della zona boschiva dove il panorama si amplia facendosi più interessante; dopo un altra curva si raggiunge il moderno e panoramicissimo alpeggio della Cialma dove la strada si allarga formando un ampio piazzale; lì va lasciata l auto. Salita. Dall auto va imboccata la stradina che prosegue allontanandosi dal piazzale. Dopo alcune centinaia di metri la carrareccia termina formando un altro piccolo piazzale; da lì andare a sinistra imboccando il sentiero che, con marcia regolare, risale la dorsale che scende dalla Vaccarezza. Va superato un pilone votivo e un grosso masso giungendo così nei pressi dell Alpe dei Merli e, poco oltre, all Alpe Vaccarezza Inferiore (1900 m circa). Proseguendo si raggiunge l alpeggio Vaccarezza Superiore (2000 m circa) per toccare infine la cresta che unisce la meta dell escursione alla Cima dell Angiolino (2168 m; raggiungibile in circa 20 minuti volgendo a destra e seguendo la cresta). Girare a sinistra per risalire la cresta mentre a ogni passo la vista si fa sempre più entusiasmante; in breve si tocca così la vetta del Monte Vaccarezza (2203 m; 1 ora e 50 minuti). Discesa. Per la via di salita (1 ora e 15 minuti).

8 RIFUGIO AGRITURISTICO SALVIN (1650 M) Itinerario n. 6 Dati generali. La salita non è mai faticosa e consente di visitare una zona poco nota delle Valli di Lanzo. Nella parte finale del percorso si attraversano vasti pascoli immersi in un ambiente montano splendido. Questa escursione è adatta anche per le mountain-bike. Località di partenza: Mecca (frazione di Monastero di Lanzo; 917 m) Tempo di salita: 2 ore e 30 minuti Tempo di discesa: 1 ora e 45 minuti Difficoltà: turistico Periodo consigliato: tutto l anno salvo il periodo di forte innevamento. Avvicinamento. Da Lanzo dirigersi verso Monastero di Lanzo e una volta superatolo, in prossimità di un tornante, si trova un evidente bivio; andare a destra seguendo la deviazione per frazione Mecca. La borgata viene velocemente raggiunta e superata evitando una deviazione che scende a destra; dopo le ultime case proseguire diritto e fatte alcune centinaia di metri lasciare l auto. Salita. Risalire la stradina che si inoltra tra boschi molto belli lasciando dietro di sé alcune costruzioni. Si giunge così al settecentesco Santuario di Marsaglia e all omonimo borgo (1300 m; 1 ora e 50 minuti), che possono essere raggiunti approfittando di una piccola stradina che scende alle case. L edificio sacro e le case del luogo sono state ristrutturate con intelligenza e danno al paesino un aspetto particolare, sicuramente non triste e malinconico come è invece per diversi altri villaggi di montagna. La festa si celebra il 15 agosto con ampia partecipazione di fedeli e di turisti. Ritornati sulla via di salita, va affrontata una curva a destra, alla quale fa seguito il tratto più ripido di tutta l escursione; usciti definitivamente dal bosco si punta verso il rifugio, ora evidente poco più in alto. Nell ultimo tratto la sterrata attraversa ampi pascoli e passa poco distante dal grosso Alpeggio Salvin; viene così raggiunto il panoramico sito del Rifugio Agrituristico Salvin (1650 m; 2 ore e 30 minuti. Tel. 0123/27205) dove, oltre al bell ambiente naturale in cui ci si trova immersi, è possibile godere dell ottima cucina dei gestori. Discesa. Per la via di salita (1 ora e 45 minuti).

9 LAGO DI MONASTERO (1992 M) Itinerario n. 7 Dati generali. Vista la facilità dell escursione accade sovente, nei mesi primaverili ed estivi, di trovare sulle sponde del lago gruppi di ragazzi e famiglie in gita. La zona interessata dall escursione fu teatro di numerosi e violenti scontri tra partigiani e nazifascisti durante la guerra di liberazione ( ). Località di partenza: Passo della Croce (Chiaves; frazione di Monastero di Lanzo, 1125 m circa) Tempo di salita: 2 ore e 30 minuti Tempo di discesa: 2 ore Difficoltà: turistico Periodo consigliato: tutto l anno salvo forti periodi di forte innevamento. Avvicinamento. Da Lanzo ci si dirige verso Monastero di Lanzo e di lì verso Chiaves. Sulla destra della piazza di Chiaves si stacca la strada che porta a Fontana Sistina; imboccarla e a un successivo bivio prendere a sinistra. Segue una strada in salita che diviene sterrata pochi metri prima del panoramicissimo piazzaletto in terra battuta che costituisce il Colle della Croce (1125 m), dove è possibile lasciare l auto. Salita. Sulla destra del piazzale imboccare una carrareccia che sale verso Case Colombero. Alla prima curva lasciare la stradina e proseguire diritto infilandosi tra le case. Oltrepassate alcune costruzioni si perviene a un evidente bivio, dove bisogna prendere a destra; la marcia si sviluppa tra bei boschi di betulle oltrepassando un paio di pietraie e un vecchio alpeggio. Si avvista poi il pendio erboso che ospita S. Giacomo e in breve viene raggiunta la stradina sterrata che passa tra alcuni alpeggi e va a morire nei pressi della panoramica chiesetta di S. Giacomo (1414 m; 1 ora). Dalla chiesetta andare a sinistra superando il pendio erboso e giungendo in breve al Colle San Giacomo (1450 m); risalire all Alpe S. Barbara (1504 m) e, superato l alpeggio, la marcia si fa pianeggiante raggiungendo in breve un isolata costruzione. Andare a destra per toccare una crestina; volgere a sinistra e in breve si arriva al piazzale che caratterizza il Passo della Forchetta (1666 m; 1 ora e 25 minuti); si prosegue sulla sterrata costeggiando altri alpeggi, superando qualche tornante, dopo di che la strada si fa rettilinea e pianeggiante. Nel vallone sottostante si vede Vrù e di fronte il Santuario di S. Cristina, isolato su una cima rocciosa. La strada riprende a salire e si affrontano alcuni tornanti che adducono all Alpe di Monastero; di lì, dopo aver superato una curva, si giunge in vista del Lago di Monastero (1992 m; 2 ore e 30 minuti). Discesa. Per la via di salita (2 ore).

10 SANTUARIO DI S. IGNAZIO (911 M) Itinerario n. 8 Dati generali. Escursione che consente di raggiungere il famoso Santuario grazie a un sentiero panoramico su Lanzo e sulla bassa valle. Il merito della costruzione del Santuario va a Don Teppati, prevosto di Mezzenile. Nel 1628 branchi di lupi invasero le valli, Don Teppati invitò i parrocchiani a pregare S. Ignazio, da pochi anni innalzato agli onori degli altari, e miracolosamente i lupi scomparvero. Nello stesso periodo un contagio faceva strage di bestiame in due frazioni di Mezzenile: Gisola e Tortore. Anche in questa circostanza l aiuto che i fedeli chiesero al Santo ebbe gli effetti sperati. Visti i fatti quasi miracolosi accaduti invocando il nome di S. Ignazio, si decise di erigerli una chiesa sulla cima del Monte Bastia. L attuale edificio si incominciò a costruirlo nel 1725, nel 1773 il santuario passò ai Vescovi di Torino e dal 1814 è affidato al rettore del convitto ecclesiastico. Località di partenza: Lanzo Torinese (540 m) Tempo di salita: 2 ore Tempo di discesa: 1 ora e 30 minuti Difficoltà: turistico/escursionistico Periodo consigliato: tutto l anno salvo casi di particolare innevamento Avvicinamento. Giunti a Lanzo seguire la strada principale che divide in due l abitato. Arrivati all antica torre comunale (la vecchia porta d accesso al borgo medievale) imboccare la stretta stradina che scende a destra (Via Fontana del Monte); giunti in vista di un piccolo ponte in muratura lasciare l auto nei pressi di un garage. Salita. Superato il ponticello si trova sulla sinistra un sentiero con il fondo lastricato di pietre; lo si segue e dopo alcuni tornanti si arriva a un pilone votivo. Andare a destra raggiungendo così Margaula (613 m; 15 minuti). Passati davanti alla chiesetta dedicata a S. Giovanni Battista attraversare l abitato. Il sentiero riparte dietro l ultima casa della frazione con attiguo un campo da bocce. Si sale in un ambiente brullo e con rocce sparse, ma panoramico sull abitato di Germagnano e sulla parte iniziale delle Valli di Lanzo. Arrivati a un bivio si va a destra e per alcune centinaia di metri il sentiero si inerpica decisamente nel vivo di una pineta. Giunti al Monte Momello (755 m; 40 minuti) si scorge sulla destra una grossa croce metallica. Proseguire con alcuni saliscendi per giungere a un insellatura dove il sentiero si biforca. Andare a sinistra iniziando a percorrere una traccia stretta e panoramica; il santuario ora appare evidente. La traccia conduce in un bosco e superatolo si arriva al limitare di un prato nei pressi di una casa. Andare a destra per oltrepassare la casa e imboccare una stradina che si congiunge alla carrozzabile che porta al piazzale da dove parte la strada per il santuario. Salire seguendo la stradina asfaltata; l edificio sacro viene poi raggiunto percorrendo una scalinata (931 m; 2 ore). Il Santuario di S. Ignazio merita di essere visitato non fosse altro che per la superba vista di cui si può godere nelle giornate di bel tempo. Discesa. Ridiscesi al piazzale volgere a destra passando vicino a un pilone votivo e iniziando a seguire un sentiero discendente. Si arriva così a un bivio; volgere a sinistra verso Germagnano e successivamente, con alcuni tornanti, il sentiero perde rapidamente quota e supera un rio. Continuando ora in leggera salita si rientra nella zona boschiva. Dopo una curva si torna in vista di Germagnano giungendo al bivio dove, all andata, era iniziata la salita al Monte Momello. Da qui alla macchina per l itinerario di salita (1 ora e 30 minuti complessivi).

11 GROTTE DI PUGNETTO O BORNA DEL PUGNET (825 M) 30 ESCURSIONI IN VAL DI LANZO Itinerario n. 9 Dati generali. Pugnetto, frazione di Mezzenile, è situato sul versante nord-est che scende dalla cresta delle Lunelle a una quota di 825 m; l abitato è immerso in un bellissimo bosco di castagni e faggi che, nella bella stagione, ne occultano parzialmente la vista dal basso. Le grotte di Pugnetto furono scavate, molto probabilmente, nei calcescisti mesozoici del vicino Rio Cenere che scende dalle Lunelle e un tempo compiva una parte del suo percorso sottoterra. Queste grotte furono meta, già dal 1820 fino alla fine degli anni 50, di speleologi non solo italiani ma anche inglesi e francesi che ne studiarono le varie cavità e diramazioni, disegnando mappe e planimetrie. Nel corso dei secoli attorno alla Borna, furono ricamate numerose leggende: da qualcuno fu chiamata spelonca del tempo, da altri dell inquisizione, luogo dove streghe e maghi (le masche) convenivano per officiare lugubri sabba. Nel 1925 la rivista del Centro Alpinistico Italiano pubblicava una relazione sulle grotte scritta dallo speleologo Guido Muratore; questo articolo sfatava in parte le leggende e le credenze popolari che volevano, tra l altro, che nelle grotte si trovassero dei pozzi insondabili e che la caverna principale attraversasse tutta la montagna per sbucare in Val di Viù. Al professor Felice Capra e ai suoi collaboratori si deve la ricerca sulla fauna della grotta che portò alla scoperta di due endemismi: un silfide e un isopodo. Località di partenza: Pugnetto 825 m Dislivello di discesa: circa 20 m Lunghezza della grotta principale: 300 m (quella descritta) Tempo complessivo per la visita: 1 ora e 15 minuti. Attrezzatura consigliata: scarponi, giacca a vento, lume e acetilene oppure torce a vento o lampade funzionanti a GPL, completamente insufficienti le pile Avvicinamento. Da Lanzo occorre proseguire sulla provinciale seguendo le indicazioni per Ceres. Dopo l abitato della frazione Rosello (cartello indicatore) svoltare a sinistra sul ponte che attraversa la Stura seguendo le indicazioni per Traves. Dopo pochi minuti si giunge alla chiesa di Traves, lasciare sulla sinistra la piazza proseguendo diritto; a un successivo bivio continuare nella stessa direzione. Poco dopo un doppio tornante si giunge alla località Lusiana. Tenendosi sempre sulla strada asfaltata, trecento metri circa dopo aver superato il ponte del Rio Cenere, sulla sinistra si intravede un pilone votivo e poche decine di metri più avanti un piccolo spiazzo vicino a un torrente permette il parcheggio. Se lo spiazzo fosse occupato occorre procedere per altri 500 m fino a giungere sulla piazza di Pugnetto dove finisce la strada carrozzabile. Visita alle grotte. Le grotte sono situate a circa 400 metri a sud, sud-est di Pugnetto. Sono costituite da tre cavità principali due delle quali sono di scarsa importanza, mentre la terza forma diverse caverne e alcuni piccoli pozzi. A destra del pilone votivo descritto in precedenza, si stacca un sentiero gradinato che conduce in pochi minuti a due spiazzi fra i quali si apre l entrata delle grotte munita di cancello sempre aperto. A sinistra trovano spazio un altarino e una nicchia con la Madonna, a destra una nicchia con la statua di S. Pancrazio. Oltre al cancello d'ingresso, si incontra un comodo corridoio lungo una decina di metri che sbuca in una caverna dove da destra giunge lo stretto e basso cunicolo della vecchia entrata. Occorre seguire sulla sinistra una scivolosa scalinata che si abbassa fino a incontrare un ampia caverna e il corridoio che si stacca sulla destra e che volge quasi subito a sinistra giungendo in una seconda caverna. Procedendo ancora in leggera discesa per un breve corridoio che presenta una marcata strozzatura, si penetra in una terza caverna dalla quale si stacca un solo cunicolo che si segue dapprima poco inclinato poi in marcata salita fino a sbucare in una quarta caverna. Nel tratto seguente si lascia a sinistra una insignificante cavità, poi dopo un brevissimo tratto in discesa si riprende a salire arrivando nella più grossa caverna della Borna, al termine della quale si trova un comodo corridoio che si segue finché, dopo aver svoltato a destra, si entra in una sesta caverna dalla quale partono due gallerie. Quella di sinistra porta a una grotta assai ampia al fondo della quale è stata ricavata una nicchia con la statua della Madonna, mentre al centro è situata una croce in legno. La galleria di destra prosegue trasformandosi in un fangoso cunicolo a tratti molto stretto e basso, al termine del quale si trova una fontanella. Per l uscita dalla grotta. Per la via di salita

12 MINIERE D ORO ABBANDONATE ALL UJA DI CALCANTE (1050 M) 30 ESCURSIONI IN VAL DI LANZO Itinerario n. 10 Dati generali. La località di partenza per l escusione è Traves, 628 m, che trova spazio su una ridente altura sulle pendici orientali del monte Calcante. Qui confluiscono e si mescolano tra di loro le acque della Stura che scendono dalla Valle di Viù con quelle della Stura che scendono dal Pian della Mussa. Qualcuno vuole che questa confluenza d acque (entro aives) abbia dato origine al nome del paese, altri asseriscono che tale nome derivi dai tronchi (travi) che anticamente venivano collocati da sponda a sponda sullo Stura per poterlo attraversare. L economia predominante per il paese fu, nel corso dei secoli, l estrazione del ferro e la sua lavorazione. Le miniere sotto l Uja di Calcante rifornivano infatti i forni di Mezzenile e Pessinetto i quali, a loro volta, rifornivano di verghe le fucine dei chiodaioli di Traves e dei paesi limitrofi. Il minerale estratto veniva portato a valle a dorso di mulo lungo sentieri e mulattiere che si inerpicavano sui fianchi della montagna. Sulle pietre del selciato, rese lisce e lucide dal passaggio delle carovane, è scritta una storia sofferta fatta di fatica e di sudore. La relativa vicinanza a Torino, la posizione favorevole, la cordialità e l ospitalità della gente hanno fatto oggi di Traves un paese di villeggiatura per eccellenza: dai 540 abitanti residenti, nella stagione estiva si arriva a 2000 persone. Nei boschi di castagno che circondano il paese sono molti i sentieri che uniscono in perfetta simbiosi la tranquillità del luogo al piacere di sane e rilassanti passeggiate. Tempo di salita: 2 ore fino alle miniere; 4 ore fino in cima all Uja di Calcante Tempo di discesa: dalle miniere 1 ora; dall Uja di Calcante 1 ora e 45 minuti Dislivello: 420 m fino alle miniere, 980 m dalla vetta dell Uja di Calcante Difficoltà complessive: turistico Attrezzatura consigliata: pedule da escursionismo Periodo consigliato: tutto l anno innevamento permettendo. Consigli utili: attenzione, pericolo di scivolare sulle pietre bagnate in caso di pioggia in prossimità delle miniere, quando il sentiero inizia a salire sul versante destro del Vallone di Bramafam e sulla cresta che da Colle Prà Lorenzo porta sull Uja di Calcante Avvicinamento. Da Lanzo occorre proseguire sulla provinciale seguendo le indicazioni per Ceres; dopo l abitato della frazione Rosello (indicazione su cartello stradale) svoltare a sinistra sul ponte che attraversa la Stura (cartello indicatore) e in pochi minuti si giunge sul piazzale della chiesa di Traves dove si può parcheggiare la macchina. Escursione. Dalla piazza della chiesa occorre tenersi sulla strada che porta verso le frazioni di Bertolè-Tese per alcune decine di metri dove, sulla destra, si stacca una mulattiera ben segnalata con cartelli in legno e segni rossi che, snodandosi fra le abitazioni della frazione Villa, porta in breve a immergersi in un fresco bosco di latifoglie costeggiando il Rio Piave. Giunti a una sorgente (indicazione in loco) conviene fare rifornimento d acqua. La mulattiera sale ancora con moderata pendenza e ampie svolte fino a uscire dal bosco per raggiungere i prati erbosi di Pian Bracun 810 m, da Traves 30 minuti. Questo panoramico pianoro è parzialmente ricoperto da un boschetto di betulle all ombra delle quali sono stati installati, a cura della Pro Loco, alcuni tavoli e delle panche. Proseguire lungo il sentiero e a un bivio prendere a destra (cartelli indicatori); si sale ora serpeggiando in un bellissimo bosco di conifere (impiantamenti effettuati dalla Forestale prima del secondo conflitto mondiale). A una successiva biforcazione occorre proseguire sulla sinistra; la mulattiera procede ora allo scoperto sotto la cima del Toro su un tratto pianeggiante, per rituffarsi poco più avanti nel fresco bosco di betulle che ricopre interamente il Pian delle Draie, dove si intravedono resti di antichi scavi di miniere a cielo aperto. Si scorgono facilmente il rapido e furtivo movimento dello scoiattolo tra i rami degli alberi o il felpato passo della volpe; sui fianchi della montagna fanno eco il martellante lavoro del picchio e il canto del cuculo e in cielo non è difficile scorgere il volteggiare di una coppia d aquile in caccia (nido sulla rocciosa cresta delle Lunelle). Dal Pian delle Draie (indicazioni in loco) tenere sempre il sentiero maestro e a un bivio (cartelli in legno) si lascia sulla destra la traccia che sale alla storica palestra delle Lunelle, per procedere sul sentiero che ricomincia a salire con ampie svolte fino a raggiungere una caratteristica forcella. Scese poche decine di metri si raggiunge il luogo sul quale si può leggere la storia dell attività estrattiva che ha condizionato per secoli la vita della bassa valle di Lanzo: le miniere d oro abbandonate. Evidenti sono le impronte di quella che per secoli è stata l economia trainante di molti paesi del circondario. Buchi e caverne scavati nella roccia sono oggi in parte nascosti dal bosco e dalla fitta vegetazione; ben visibili sono invece quelli immediatamente sotto il sentiero. Qui la credenza popolare, frutto dell immaginazione e dell utopica speranza di una facile ricchezza di chi sempre aveva vissuto una vita di duro lavoro, stenti e fatiche, voleva ci fossero giacimenti del prezioso metallo. In realtà dalle pendici del Calcante si estrasse solo ferro di media qualità, un po di rame, nichelio e piombo. Volendo proseguire, il sentiero continua quasi pianeggiante fino a incontrare una fontana che sgorga dalle pendici meridionali della cresta delle Lunelle. Si prosegue fino a quando si incontra un torrente minore del Rio Ordagna; attraversatolo il sentiero si inerpica ripido sul versante destro (orografico) del vallone di Bramafam per arrivare al Colle di Prà Lorenzo (1314 m, dalle miniere 1 ora). Dal colle, seguendo la cresta sud-est, in circa 1 ora si arriva sulla sommità dell Uja di Calcante a 1614 m. Sempre dal colle, in direzione sud-ovest, scendendo su una traccia di sentiero segnata si arriva in 20 minuti alla località Selvagnengo in Val di Viù.

13 PONTE DEL DIAVOLO (540 M) CA BIANCA (730 M) PONTE DEL DIAVOLO (540 M) Itinerario n. 11 Dati generali. Escursione molto facile e particolarmente consigliata nei mesi autunnali, quando i boschi attraversati assumono suggestivi colori. Il Ponte del Diavolo venne costruito nel 1378 e costituiva un comodo accesso da e per Torino, capitale dello Stato Sabaudo. Quasi a metà ponte si nota un archetto, dove un tempo era fissata una porta che veniva chiusa nei periodi di pestilenza o di altre calamità, impedendo così l acceso al paese. Località di partenza: Lanzo Torinese (540 m) Tempo di salita: 2 ore Tempo di discesa: 1 ora e 20 Difficoltà: escursionismo medio Periodo consigliato: tutto l anno salvo i casi di medio e forte innevamento Avvicinamento. Raggiunta la circonvallazione di Lanzo si prosegue verso la galleria che conduce a Germagnano e poco prima di giungervi si gira a destra in via Frasca; fatti pochi metri si svolta a sinistra in direzione del parcheggio. Salita. Seguire la mulattiera, attraversare il ponte e, dopo aver lasciato sulla destra la Cappella di San Rocco, continuare lungo le scale che scendono a destra verso la Stura. Imboccare ora un sentierino e superando una costruzione in rovina, raggiungere la direttissima nei pressi della galleria. Attraversare ora la strada, facendo moltissima attenzione, per poi imboccare la sterrata che sale dalla parte opposta. Giunti a un bivio salire sulla sinistra, oltrepassare un alpeggio e giungere così al termine della strada sterrata nei pressi di una costruzione. Proseguire diritto in direzione nord-est fino a raggiungere un traliccio dell alta tensione, oltrepassarlo e immettersi su una nuova carrareccia. Svoltare a destra e giungere a un fabbricato (1 ora); continuare a destra e seguire un ampia traccia ascendente vicino a un pozzo. Si giunge così a una piccola radura e a delle costruzioni. Sorpassare le baite e girare a sinistra, dopo un lungo tratto a mezza costa al bivio girare a sinistra in discesa e uscire dalla zona boschiva. Dopo alcuni tornanti si arriva alla piccola costruzione della Ca Bianca (2 ore). Discesa. Pochi metri più sotto raggiungere una stradina e dopo aver girato a sinistra seguire il comodo sentierino. Sorpassata la cisterna dell acqua girare a sinistra, mantenersi sulla direttrice principale e al bivio prendere a sinistra, raggiungendo così la provinciale nei pressi dello Stura. Svoltare a sinistra e raggiungere il Ponte del Diavolo e tornare al parcheggio seguendo l itinerario dell andata (1 ora e 20 minuti).

14 ALPE BELVEDERE (1452 M) ALPE NUVIENT (1767 M) TESTA PAIAN (1858 M) Itinerario n. 12 Dati generali. Com è prerogativa di tutta la zona di Mezzenile, anche la salita a Testa Paian è caratterizzata dall attraversamento di bellissimi boschi. Ottimo panorama durante la salita e in vetta. Sull altopiano del Pian del Conte vi sono alpeggi utilizzati da molti secoli. Località di partenza: Goletto (850 m circa, Mezzenile) Tempo di salita: 3 ore e 30 minuti Tempo di discesa: 2 ore Difficoltà: escursionismo Periodo consigliato: tutto l anno salvo i casi di medio e forte innevamento Avvicinamento. Da Lanzo proseguire verso Germagnano e Pessinetto. Superato quest ultimo paese volgere verso Mezzenile e, arrivati sul piazzale della parrocchia, andare a destra. Al successivo bivio andare ancora a destra seguendo le indicazioni per Goletto. Percorrere tutta la ripidissima carrozzabile fino a che diviene sterrata; proseguire evitando una deviazione che sale a destra e al successivo bivio ignorare la stradina che scende a sinistra. Proseguire per una cinquantina di metri e giunti in un punto in cui la carrareccia si allarga lasciare l auto. Salita. Si prosegue lungo lo sterrato superando un garage metallico e una piccola funivia. Arrivati nei pressi di un pilone votivo andare a destra lasciando lo sterrato. Seguire un sentierino che in breve si trasforma in una scalinata e conduce a un gruppo di case. Si continua in salita e poco dopo si sbuca in un prato; raggiungere un alpeggio e la sterrata precedentemente abbandonata. Attraversare la carrareccia, passare tra le costruzioni poste a monte piegando leggermente a destra: si rientra nel bosco per salire a una crestina. Prendere a destra raggiungendo un insellatura e subito dopo un alpeggio (1250 m circa; 1 ora e 10 minuti), stupendo il sottostante valloncello: proseguire lungo la crestina rientrando nel bosco dove si trova un rudimentale cancello e piegare a destra. Si raggiunge un alpeggio diroccato e subito dopo un gruppo di faggi; andare ora leggermente a destra risalendo zigzagando il pendio, in breve si rende evidente l Alpe Belvedere (1452 m; 1 ora e 45 minuti). Prendere a destra seguendo il sentiero che si allontana pianeggiante. Superato un costone andare a sinistra passando in un boschetto. Si sale così a un piccolo colle per scendere poi di alcuni passi proseguendo con andamento quasi pianeggiante mentre la curiosa sagoma di Testa Paian si rende visibile. Il sentiero prende poi rapidamente quota piegando a sinistra e raggiungendo un isolato alpeggio. Pochi metri e si entra in vista della grossa struttura dell Alpe Nuvient e del bellissimo Pian del Conte, velocemente si arriva all alpeggio (1767 m; 2 ore e 45 minuti). Scendendo a destra si raggiunge e attraversa una carrareccia per proseguire salendo leggermente verso sinistra. Raggiunta una spalletta di massi ed erba si piega decisamente a sinistra per seguire zigzagando l esile traccia che conduce alla pianeggiante vetta di Testa Paian (1858 m; 3 ore e 30 minuti). Discesa. Per la via di salita (2 ore circa).

15 COLLE PORTIA (1328 M) Itinerario n. 13 Dati generali. Breve escursione su una antichissima mulattiera che collega il Col della Portia al Col del Lys e alla Val di Viù e che conduce in Val di Susa e a Val della Torre. Località di partenza: Colle del Lys (1311 m) Tempo di salita: 1 ora Tempo di discesa: 50 minuti Difficoltà: escursione facile Periodo consigliato: tutto l anno innevamento permettendo Avvicinamento. Giunti a Viù, si prosegue lungo la provinciale fino a Fucine; al bivio girare a sinistra, attraversare la Stura su uno stretto ponte e seguire le indicazioni per Col del Lys. Superare la frazione Molar e i paesi di Col San Giovanni, Bertesseno e Niquidetto. Giungere al Col del Lys e lasciare l auto nell ampio piazzale. Salita. Imboccare sulla sinistra il sentiero evidenziato da un cartello indicatore in legno per il Rifugio Portia. Proseguire sulla mulattiera all interno del bosco e oltrepassare le pietraie. Giunti a un bivio nei pressi di una fonte (45 minuti) andare a destra in salita e giungere così al Colle della Portia e all omonimo rifugio (1328 m, 1 ora). Discesa. Per la via di salita (50 minuti).

16 MONTE CIVRARI (2302 M) Itinerario n. 14 Dati generali. Il Civrari è una montagna che si vede chiaramente anche da Torino. La vetta è panoramicissima e, oltre alle montagne delle Valli di Lanzo, si vedono quelle della vicina Francia, il Gran Paradiso, il Gruppo del Rosa e il Monviso. La zona interessata dell escursione fu tra le prime nelle Valli di Lanzo a essere abitata ed è ricca di tradizioni e leggende. Il laghetto del Civrari nasconderebbe nelle proprie scure acque un enorme tesoro nascosto dai saraceni; che ciò sia falso o vero non è dato saperlo, però il prevosto di Col San Giovanni si recava tutti gli anni a benedire il laghetto. A partire dal XI secolo diversi eremiti popolarono le falde del monte e alcuni di loro, andati in Val di Susa sotto la guida di S. Giovanni Vincenzo, contribuirono a fondare la famosa Abbazia della Sacra di S. Michele. Si racconta anche di interminabili e rumorose corse in carrozza lungo le scoscese pareti della montagna, fatte dal diavolo e dalle sue masche (streghe). Gli umili montanari continuarono invece nei secoli a sfruttare con i loro armenti i magri pascoli e a raccogliere le numerose erbe e piante che crescevano lungo le pendici rocciose della montagna (le stelle alpine, un tempo, erano particolarmente numerose). Località di partenza: Niquidetto (frazione di Viù; 1180 m) Tempo di salita: 2 ore e 45 minuti Tempo di discesa: 2 ore Periodo consigliato: giugno - ottobre Difficoltà: escursionismo Avvicinamento. Da Lanzo si continua verso Germagnano per poi attraversare la Stura andando a sinistra e dirigendosi verso Viù. Dopo Viù segue un tratto di discesa e si perviene a Fucine (nei pressi del borgo del ponte ad arco in pietra) dove bisogna prendere a sinistra verso il Col del Lys. La lunga e sinuosa strada supera i paesini di Molar, Col S. Giovanni e Bertesseno fino a giungere a Niquidetto, dove si lascia l auto alle porte della borgata. Salita. Si sale all evidente chiesetta e si imbocca un sentierino che quasi subito volge a sinistra tra i prati. Dopo un tratto piuttosto ripido si incontra una buona mulattiera che va seguita verso sinistra per entrare in un fitto bosco di faggi. Vanno superate alcune costruzioni cadenti per sbucare poi in alcuni ampi pascoli; si volge gradualmente a destra arrivando nei pressi delle Case Frestè (1432 m; 30 minuti circa), moderni alpeggi situati su un bel poggio erboso. Si lasciano a destra le costruzioni, si va a sinistra passando a monte di un bel bosco di faggi e si aggira un costone, entrando così nel Vallone del Civrari. La salita si snoda prima tra cespugli di rododendri poi, per un breve tratto, su pietraia e infine si passa tra blocchi di rocce affioranti dal terreno e levigate dall acqua. Si sbuca così su un altopiano racchiuso tra le tre punte che formano il piccolo massiccio del Civrari (Punta di Croce, Punta Imperatoria e Torretta del Prete) e, volgendo a sinistra, si arriva in breve alle sponde del grazioso laghetto del Civrari (1956 m; 2 ore circa). Dal piccolo specchio d acqua andare a destra seguendo il sentiero che diviene più ripido e si risale un pendio detritico segnalato da numerosi ometti di pietra. Si arriva a un insellatura per poi volgere a destra e seguendo il facile filo di cresta, si giunge al punto culminante della Punta Imperatoria (2302 m; 2 ore e 45 minuti). Discesa. Per la via di salita (2 ore).

17 COLLE DELLA CROCE DI FERRO (2558 M) Itinerario n. 15 Dati generali. Il valico della Croce di Ferro era molto usato in quanto comoda via di comunicazione tra la Val Susa e la Val di Viù. Dal lago al colle, l itinerario si snoda interamente lungo un bel sentiero lastricato che venne costruito dai militari negli anni compresi tra le due guerre mondiali; la zona della Croce di Ferro fu anche oggetto, tra l inverno 43 e la primavera 45, di violenti scontri tra partigiani e nazifascisti. Notevole il panorama che si gode dal colle. Località di partenza: Lago di Malciaussia (Usseglio, 1812 m) Tempo di salita: 2 ore Tempo di discesa: 1 ora e 40 minuti Difficoltà: escursionismo Periodo consigliato: giugno - ottobre. Avvicinamento. Da Lanzo si continua verso Germagnano per poi attraversare la Stura andando a sinistra e dirigendo verso Viù. Superato il paese si risale la valle oltrepassando Lemie e Usseglio; giunti a Margone si prosegue lungo la carrozzabile fino al suo termine, nei pressi della diga del Lago di Malciaussia. Salita. Dal Rifugio Albergo Vulpot di Malciaussia ci si incammina lungo lo sterrato che costeggia la riva settentrionale del lago per passare vicino alle case di Pietramorta; va poi superato l immissario del lago passando su un ponticello. Subito dopo, sulla sinistra, si trova la ripida mulattiera segnata con bolli bianco-rossi del GTA e del Sentiero Italia. La si imbocca per raggiungere un colletto dal quale si ha un bel colpo d occhio sul sottostante lago e su una casermetta della Guardia di Finanza; piegando leggermente sulla destra si segue il sentiero fino a quando non viene raggiunto un bivio. Andare a destra per seguire il sentiero segnato di bianco-rosso; dopo aver compiuto un ampia curva a sinistra si entra in un vallone chiuso a sinistra dal Monte Turlo (2590 m) e a destra dal Monte Palon (2965 m). La salita avviene tra pendii coperti di rododendri e i fischi acuti delle marmotte (molto numerose). A un tratto iniziale piuttosto ripido fa seguito una zona intermedia con pendenza più moderata; successivamente, dopo essere passati tra alcune rocce, si prende nuovamente a salire più decisamente e si percorre una stretta incisione. Superati alcuni tornanti si giunge finalmente al Colle della Croce di Ferro (2558 m; 2 ore) costituito da una vasta e erbosa insellatura, molto panoramica. Un sentiero che dirige a sinistra conduce verso un piccolo rilievo senza nome quotato 2618 m (10 minuti dal colle; panoramicissimo sull alta Val di Viù, sulla Val Susa e sulle lontane montagne francesi). Discesa. Per la via di salita (1 ora e 40 minuti).

18 MARGONE MALCIAUSSIA (LUNGO LA DECAUVILLE) Itinerario n. 16 Dati generali. Margone (altezza sul livello del mare 1410 m) è il più elevato e a un tempo il più popoloso dei borghi che formano il Comune di Usseglio. Conserva ancora oggi le particolari caratteristiche dei casali alpini. Si dice che il suo nome derivi dal latino Margones che nei dialetti ladini engadinesi indicava le particolari costruzioni degli alpeggi. Tempo salita: 2 ore Avvicinamento. Da Torino: via Venaria immettersi sulla direttissima per Lanzo, oltrepassata la galleria seguire segnalazioni per Viù, proseguire per Lemie, Usseglio con arrivo a Margone. Parcheggio sul piazzale di fronte al Bar Ristorante da Raffaele (65 km da Torino). Salita. Partenza dal piazzale seguendo l indicazione Sentiero Italia e Rifugio Cibrario; giunti a monte del bel pianoro che ospita i casolari di Trapette (1704 m) lasciare il sentiero che porta al Rifugio Cibrario, andare a sinistra e percorrere la pianeggiante traccia della vecchia ferrovia a scartamento ridotto decauville, ora in disuso, che collegava le dighe di Malciaussia e del Lago Dietro la Torre. Questa parte del percorso è ricca di interessanti specie vegetali, specialmente nei mesi di giugno e luglio, e presenta anche un tratto di 120 m in galleria (munirsi di torcia). Al termine del sentiero decauville, oltrepassato un tratto, immettersi sulla strada carrozzabile che conduce a Lago di Malciaussia (1812 m) Discesa. Stesso percorso con alternativa lungo la carrozzabile Malciaussia-Margone.

19 RIFUGIO E. TAZZETTI (2642 M) Itinerario n. 17 Dati generali. Il Tazzetti è il classico punto di riferimento e di partenza per la salita al Rocciamelone (3538 m) dal versante della Val di Viù, escursione che generalmente si effettua in 2 giorni con pernottamento al rifugio. Il rifugio è situato su di un piccolo ripiano erboso nei pressi del bacino di Fons d Rumur. Venne costruito nel 1913 e fu successivamente ampliato nel Il rifugio può ospitare 50 persone ed è aperto tutta la settimana tra la metà di luglio e la fine di agosto, mentre il sabato e la domenica da metà giugno a fine settembre. Telefonare al numero 0123/ Località di partenza: Lago di Malciaussia (1812 m, Usseglio) Tempo di salita: 2 ore e 15 minuti Tempo di discesa: 1 ora e 30 minuti Difficoltà: escursionismo Periodo consigliato: fine giugno - inizio ottobre Avvicinamento. Da Lanzo si prosegue alla volta di Germagnano e di lì, volgendo a sinistra, si inizia a risalire la Val di Viù superando i paesi di Viù, Lemie e Usseglio. Giunti a Margone si prosegue lungo la carrozzabile fino al suo termine, nei pressi della diga del Lago di Malciaussia. Salita. Dall Albergo Vulpot di Malciaussia ci si incammina lungo lo sterrato che costeggia il lago per passare vicino alle case di Pietramorta. Va poi superato l immissario del lago passando su un ponticello e alla successiva biforcazione prendere a destra. Si attraversano alcuni prati, poi il sentiero segue dall alto il torrente. L itinerario in questo tratto è pressochè pianeggiante, poi volge a sinistra e imbocca il Vallone del Rio Medagliere; il sentiero diviene più ripido e va ad attraversare il corso d acqua nei pressi di una fonte (1 ora dal lago). La via sale ora sul versante opposto con lunghi tornanti sino ad arrivare, più in alto, ad attraversare l ultimo canalone. Di qui si procede nuovamente in piano e si taglia il pendio che in quel punto è molto scosceso; viene così abbandonato il Vallone delle Medagliere per entrare in quello del Rumur. Procedendo a mezza costa va superata una pietraia e poco dopo si trova un passaggio un po esposto. Di lì si arriva alla base di un picco roccioso da dove si vede il Rifugio Tazzetti posto nella parte opposta del vallone, in cima a un ripiano. Si scende leggermente per avvicinarsi al rio, per poi superarlo poco a monte di una bella cascatella (2 ore dal lago). Superato il torrente si va a destra per alcuni metri per poi incominciare la salita del ripido pendio in cima al quale si trova il Rifugio Tazzetti (2642 m, 2 ore e 15 minuti dal lago). Dal ripiano su cui sorge si vede la parete nord-est del Rocciamelone che precipita, dopo un salto di poco inferiore ai 1000 m, in una conca occupata da detriti rocciosi, nevai e laghetti; questo luogo è chiamato Fons d Rumur (Fondi del Rumore). La visuale è soffocata da più parti da alte pareti di roccia ma si può godere, dal piccolo pianoro, della visione del Lago di Malciaussia e della Valle di Viù. Discesa. Per la via di salita (1 ora e 30 minuti).

20 CROCE ROSSA (3566 M) Itinerario n. 18 Dati generali. Imponente montagna posizionata a nord del Colle della Valletta e sovrastante il lago della Rossa, il lago artificiale più alto d Europa situato a 2718 m di quota. La salita alla cima della Croce Rossa si può effettuare in un giorno solo percorrendo in salita un dislivello di 2156 m partendo da Margone, in alta Valle di Viù, a quota 1410 m. È preferibile però, per coloro che fossero poco allenati e per gustare meglio lo stupendo panorama, compiere la salita in due giorni facendo tappa al rifugio Cibrario che sorge a una quota di 2616 m. Tempo di salita del 1 giorno: 3 ore e 30 minuti Dislivello: 1206 m Tempo di salita del 2 giorno: 3 ore Dislivello: 950 m Difficoltà complessive: F Attrezzatura consigliata: piccozza e ramponi Tempo di discesa dalla vetta: 4 ore Periodo consigliato: Luglio Settembre. Periodo di apertura del rifugio Cibrario: dal 30 Giugno al 15 Settembre nei giorni festivi e prefestivi, nel mese di Agosto in modo continuativo. Nel periodo di chiusura si può far uso del locale invernale. Il rifugio Cibrario è gestito dalla sezione del CAI di Leinì. Telefono rifugio: 0123/ Avvicinamento. Da Lanzo proseguire sulla Provinciale imboccando la galleria sotto il Monte Buriasco, appena oltrepassato l abitato di Germagnano svoltare a sinistra sul ponte che attraversa lo Stura, immettendosi sulla strada che conduce in Val di Viù. Seguire dapprima le indicazioni per Viù poi quelle per Lemie e Usseglio. Giunti a Usseglio poco dopo la centrale idroelettrica dell Enel, si prosegue sempre diritto lasciando sulla sinistra la strada che sale alle piste da sci di Pian Benot, in breve si arriva a Margone dove, all uscita del paese sulla sinistra, si trova un comodo parcheggio. Salita: 1 giorno: Di fronte al parcheggio (indicazioni in loco) si stacca dalla provinciale un comodo sentiero che si snoda attraverso l abitato e ai pascoli in direzione nord-ovest e dopo circa 400 m volge a destra in direzione dei casolari Trapette 1704 m, continuare ancora per circa 10 minuti nella stessa direzione, a un bivio trascurare la diramazione di destra che porta alla stazione di una teleferica dell Enel, continuando su quella di sinistra che porta verso il tracciato della decauville che univa un tempo la diga di Malciaussia con il Lago Dietro la Torre. Superatolo, con alcuni tornanti su un ripido pendio, si raggiunge il filo della cresta che scende dalla quota di 2285 m del Monte Lera. Si continua sul versante pianeggiante opposto serpeggiando in un boschetto e toccando il Rio della Lera in prossimità del quale si congiunge al sentiero proveniente da Usseglio. Oltrepassando il torrente si sale con pendenza accentuata sulla sponda destra (orografica) del vallone fino ad arrivare alla gola dove scorre il Rio Peraciaval. Attraversatolo, il sentiero prosegue a svolte sul terreno erboso guadagnando il Pian dei Sabiunin dove sorge il Rifugio Cibrario. 2 giorno: Dal rifugio imboccare il sentiero che sale ripido in direzione ovest al Lago di Peraciaval, piegare brevemente sulla destra, quindi a sinistra per sfasciumi salendo lungo la traccia segnata che, snodandosi tra banchi erbosi e rocciosi, in alto, obliqua ancora a destra sino a raggiungere il Colle della Valletta a 3207 m tra detriti e nevai, dal rifugio 1 ora e 30 minuti. Dal colle si può raggiungere la vetta della Croce Rossa percorrendo due vie, entrambe facili, quella che sale lungo la cresta sud e l altra quella che si snoda per il versante sud, sudovest. Via della cresta sud: Dal Colle della Valletta seguire la facile cresta rocciosa tenendosi sempre pressoché sul filo e, a circa metà percorso, un piccolo salto si supera con divertente arrampicata; in breve in vetta. Via molto attraente e panoramica. Dal Colle della Valletta 1 ora e 30 minuti. Via del versante sud, sud-ovest: Dal Colle della Valletta girare verso nord per detriti, salire quindi per ripidi pendii direttamente in direzione della vetta tra sfasciumi e neve. Dal Colle della Valletta 1 ora e 30 minuti. Discesa. Per la stessa via di salita anche se è più remunerativo e conveniente salire dalla cresta sud e scendere dal versante sud, sud-ovest.

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